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Sanremo, è toto co-conduttori: Conti chiama i volti delle fiction Rai?

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(Adnkronos) – I volti di alcune delle più seguite fiction Rai irrompono nel toto co-conduttori di Sanremo 2025.Annunciati i Big e portata quasi a termine la selezione dei Giovani – che si chiuderà il 18 dicembre in prima serata con la finale di "Sarà Sanremo" su Rai1 – Carlo Conti sta lavorando alla costruzione del cast di conduzione ed una delle ipotesi più gettonate – a quanto apprende l'Adnkronos – è quella di portare sul palco del Teatro Ariston, in veste di co-conduttori, i protagonisti di alcune delle serie tv più amate del servizio pubblico.  Così, nelle prime quattro serate del festival, ad accompagnare il conduttore e direttore artistico Carlo Conti, potrebbero essere Alessandro Gassmann e Claudia Pandolfi, protagonisti di 'Un professore', Luca Argentero e Matilde Gioli protagonisti di 'Doc – Nelle tue mani', Raoul Bova e Gaia Messerklinger, protagonisti di 'Don Matteo', e Serena Rossi e Giuseppe Zeno, protagonisti di 'Mina Settembre'.

Una soluzione che aiuterebbe anche a non far lievitare troppo il budget di una edizione kolossal con 30 Big in gara, più le Nuove Proposte.  Per la serata finale, oltre all'annunciato Alessandro Cattelan (che c'è da scommettere farà capolino anche nelle altre serate per invitare il pubblico al suo Dopofestival), non smette di circolare insistentemente il nome della cantautrice ligure Annalisa, vera dominatrice della scena pop delle ultime stagioni e protagonista per sette volte in gara al Festival, l'ultima l'anno scorso con il brano 'Sinceramente', che le è valso il terzo posto. (di Antonella Nesi) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Condono ai no vax e gli haters ci augurano la galera”, l’attacco di Pregliasco

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(Adnkronos) – Un rigurgito d'odio contro le 'virostar', contro i 'medici e politici del Covid', anima la piazza social in queste ore dopo la sospensione – da parte del Governo nel decreto Milleproroghe – della multa da 100 euro a chi nelle fasi più calde della pandemia non ha rispettato l'obbligo di vaccinazione anti-Covid. "Condono ai no vax e gli haters tornano ad augurarci la galera", segnala all'Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, da sempre uno dei bersagli preferiti dagli antivaccinisti, al punto da non poter girare serenamente per strada o sui mezzi pubblici senza essere apostrofato con insulti e minacce.  "Andrebbero sospesi anche coloro che governavano.Tutto il governo Conte coi cugini del Pd.

Sono stati creati danni irreversibili alla salute di tante persone.Guai a parlarne ora.

Chissà se Pregliasco è ancora della stessa idea oggi?Scienza Medicina o Denaro? 66esimo governo".

Il post è il più tenero fra quelli che il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università Statale di Milano inoltra con uno screenshot degli attacchi che chiamano in causa lui come pure Walter Ricciardi, ex consulente di Roberto Speranza quando era ministro della Salute, l'ex viceministro Pierpaolo Sileri, l'infettivologo Matteo Bassetti, la Fondazione Gimbe di Nino Cartabellotta. "Direi che è anche ora che qualcuno vada dietro le sbarre, no?", è il tenore di altri messaggi accompagnati dall'hashtag 'abbiamovinto'. "Una volta i pazzi venivano internati", scrive un altro taggando Pregliasco e parafrasando parole attribuite in un lontano 2021 al virologo a proposito dei medici no vax: "Una volta gli imboscati venivano fucilati". "Mai detto che fucilerei i no vax", aveva corretto a suo tempo il medico.  "E' solo un piccolo esempio – precisa – un'istantanea di quanto si sta consumando sui social.Assistiamo in queste ore a un revanscismo del negazionismo di quello che è successo – osserva Pregliasco – con una colpevolizzazione di chi, come me e come tanti altri, cercava solo di proporre soluzioni, di informare sulla base di ciò che via via la scienza capiva".  "Questa cultura dell'antiscienza evidenziata dal condono ai no vax, come da tante altre cose – anche la mototerapia, bellissima iniziativa, ma non supportata dall'evidenza – viene buttata lì per il ludibrio della pancia di alcuni cittadini", riflette il virologo. "Sicuramente – analizza Pregliasco – la scelta di cancellare le multe" a chi ha violato l'obbligo vaccinale Covid "ha l'effetto di tutti i condoni: i furbi che non pagano le tasse e che non rispettano le regole, vien da pensare, sono quelli che alla fine hanno ragione, che se la cavano meglio e fanno la cosa migliore".

Ma è anche una decisione che "rischia di produrre degli effetti concreti in futuro, quando potrebbe dover esserci ancora bisogno di aderire in massa a una vaccinazione".Una prospettiva non remota, anche se "speriamo che non succeda mai nulla, o comunque che passino tanti anni prima che ricapiti una cosa come quella vissuta con Covid", puntualizza l'esperto.  "Quanto successo, in ogni caso – aggiunge – è in linea con quelle che erano anche in pandemia le posizioni politiche" di chi ora governa. "In questo senso la sospensione delle multe non mi stupisce: lo dicevano, lo hanno fatto".

Ricordando che "anche in questo momento in Italia ci sono vaccinazioni obbligatorie pena sanzioni, e ci sono dal 1939", Pregliasco ammette che l'obbligo "è un approccio sicuramente forzoso, che si inserisce tra la libertà del singolo e l'interesse della comunità.E' un qualcosa che attiene alla scelta politica, però ha delle conseguenze dal punto di vista degli effetti sulla salute pubblica", dunque a volte si rende necessario.  Nella scia dell'antiscienza il virologo inserisce "anche la nomina di Robert Kennedy Jr.

a capo della Sanità Usa, altro fatto di cronaca che ha rinvigorito l'offensiva no vax.E' una cosa abbastanza incredibile: antiscienza, populismo e complottismo in qualche modo attirano i cittadini in difficoltà – rileva amaro Pregliasco – che vedono elementi negativi, sicuramente a volte anche realistici in tanti contesti, ma che poi finiscono per fare di tutta l'erba un fascio".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Salernitana prossima avversaria della Juve Stabia: In rosa tanti nomi di esperienza con la maglia granata

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La Juve Stabia dopo la bella prova con il Sudtirol con tanto di vittoria e tre punti in cassaforte, si sta preparando per disputare il derby con la Salernitana.All’Arechi non ci saranno i tifosi delle Vespe a cui in pratica è stata vietata la trasferta; potranno acquistare i biglietti solo i residenti al di fuori della provincia di Napoli e possessori della fidelity card gialloblù.

Venendo all’avversario possiamo dire che la rosa della Salernitana è sicuramente ricca di calciatori di grande esperienza.

Il portiere Luigi Sepe nato a Torre del Greco è uno degli elementi di maggiore spessore della rosa granata.

Se vogliamo restare in tema degli uomini volanti anche Vincenzo Fiorillo è quel numero uno di grande esperienza e qualità.Per la serie molto di più di una semplice riserva.

Roberto Soriano è uno dei colpi di questo calciomercato 2024.

Il centrocampista ha giocato tante partite in Serie A alla corte del Bologna e della Sampdoria e vanta anche un passato nella Liga con la maglia del Villarreal.

Poi troviamo Ernesto Torregrossa attaccante ex Pisa e uomo di categoria che non vive un buon momento di forma e non sarà della partita. Nwankwo Simy è il bomber che ha fatto vedere cose bellissime a Crotone e che ha fatto ritorno a Salerno dopo l’esperienza poco felice del 2021-2022 con i prestiti a Parma e Benevento.

Yayah Kallon è il classico giovane capace di buttare pepe sulla partita grazie anche alla sua velocità.A proposito di velocità sicuramente dobbiamo citare Andrés Felipe Tello Muñoz con un passato importante a Bari e Benevento e Diego Valencia uno degli uomini molto tecnici della squadra.

In difesa troviamo Pawel Kamil Jaroszyński, uomo che ha indossato questa maglia nel 2019-2020, nel 2021-2022 ed in questo campionato.

Lo stesso o quasi per Dylan Bronn che è ritornato a Salerno dopo il prestito al Servette.Il difensore di nazionalità tunisina ha fatto ritorno in Granata dopo aver indossato questa maglia dal 2022 a febbraio 2024. Gian Marco Ferrari è uomo di esperienza, un difensore esperto che ha avuto un capitolo tutto da raccontare con la maglia del Sassuolo. Reine-Adélaïde uomo di centrocampo vanta un passato alla corte del Lione ma non sarà della partita dopo l’infortunio rimediato a Modena.Nella rosa c’è anche Andrés Tello che vanta diverse partite in serie A ma che anche lui è fermo ai box.

Giulio Maggiore, Paolo Ghiglione e Daniele Verde sono altri profili importanti di questa Salernitana con il primo che non sarà della partita.Insomma nella rosa ci sono calciatori con curriculum pesanti che offrono tanta qualità con tanti nomi da categoria superiore ma che non vive un buon momento di forma.

Esplosione Calenzano, Procura: “Condotte scellerate dietro il disastro”

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(Adnkronos) – Ci sono "condotte scellerate" dietro l'esplosione di Calenzano per la Procura di Prato.Omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, reati entrambi aggravati dalla violazione delle norme per la sicurezza sul lavoro; rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro; disastro colposo, come previsto dagli articoli 449 e 434 del codice penale relativo a chi "commette un fatto diretto a cagionare il crollo di una costruzione o di una parte di essa ovvero un altro disastro" sono, per ora, le contestazioni nell'ambito dell'indagine su quanto avvenuto nella mattinata di lunedì 9 dicembre nell'area di carico del deposito di carburanti Eni di Calenzano (Firenze), che ha provocato 5 morti e 26 feriti (di cui 3 ancora in gravi condizioni) diretta dal procuratore Luca Tescaroli.   Secondo una prima ricostruzione sulle cause dell'esplosione, sarebbe avvenuta una fuoriuscita di carburante nella parte anteriore della pensilina di carico, "in qualche modo dovuto alla chiara inosservanza delle rigide procedure previste". "Le conseguenze di tale scellerata condotta – è l'ipotesi della Procura – non potevano non essere note o valutate dal personale che operava in loco.

La circostanza che fosse in atto una attività di manutenzione di una linea di benzina corrobora l'ipotesi che vi siano state condotte connesse all'evento di disastro".  Il procuratore Tescaroli, dopo aver effettuato due sopralluoghi nell'impianto Eni sequestrato e aver nominato i consulenti tecnici, ha disposto una serie di perquisizioni, nel pomeriggio di martedì 10 dicembre, per acquisire documentazione sulle attività in corso nel deposito di Calenzano al momento dell'incidente.Le perquisizioni sono avvenute negli uffici di Eni e della Sergen srl, la ditta di Grumento Nova (Potenza) per cui lavoravano due delle vittime – Giuseppe Cirelli e Gerardo Pepe, entrambi 45 anni – e alcuni feriti.

I dipendenti della ditta al momento della tragedia erano impegnati nella manutenzione di una linea di benzina dismessa, proprio accanto al punto in cui è avvenuta l'esplosione.   Come si legge nel decreto di perquisizione, l'ipotesi principale è che qualcosa durante i lavori abbia provocato un grave problema tecnico – un testimone ferito ha raccontato agli investigatori dell'Arma dei carabinieri a cui sono affidate le indagini di aver visto del liquido fuoriuscire e dell'odore di carburante – e innescato la scintilla che ha provocato il disastro.Proprio per chiarire queste incertezze, la Procura ha disposto l'acquisizione di tutti i documenti inerenti al deposito e alle attività dell'azienda, che saranno poi incrociati con le informazioni raccolte durante i sopralluoghi e con le testimonianze.

Il fascicolo di indagine con i vari reati ipotizzati è ancora a carico di ignoti, ma in vista delle autopsie sulle salme delle cinque vittime potrebbero arrivare i primi nomi degli indagati.  Riguardo la Sergen srl, la Procura riporta il racconto di un lavoratore rimasto ferito (sei in tutto quelli che operavano nell'area per conto della ditta lucana), il quale avrebbe riferito che l'impresa "stava eseguendo dei lavori di manutenzione all'interno del deposito nell'area destinata al carico del carburante, in particolare avrebbero dovuto rimuovere alcune valvole e tronchetti da 8 pollici (diametro 150) per mettere in sicurezza una linea benzina dismessa da anni". Il procuratore Tescaroli, affiancato dal sostituto procuratore Massimo Petrocchi, potrebbe acquisire la corrispondenza tra Vincenzo Martinelli, 51 anni, autotrasportatore della azienda Bt Trasporti, tra le vittime dell'esplosione, e la stessa azienda, in seguito a un procedimento disciplinare aperto per la mancata consegna di un carico.Dalla corrispondenza emergerebbe la preoccupazione di Martinelli per le condizioni di sicurezza dell'impianto: "continue anomalie riscontrate sulla base di carico", scriveva alla sua ditta.

Nel frattempo è iniziato anche il lavoro dei consulenti nominati dalla Procura, tre tecnici cui è stato chiesto di chiarire le cause del crollo ed il Ris dei carabinieri ha svolto un sopralluogo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cina accerchia Taiwan, schierati jet e navi: maxi manovre di Pechino?

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(Adnkronos) – La Cina continua ad 'accerchiare' Taiwan.E' l'accusa che arriva da Taipei.

Il ministero della Difesa ha segnalato stamani che in 24 ore è stata rilevata nei pressi dell'isola la presenza di 19 unità navali cinesi, 11 delle quali della Marina, e di 53 velivoli dell'Esercito popolare di liberazione, 23 dei quali hanno superato la cosiddetta 'linea mediana' dello Stretto di Taiwan, che Pechino non riconosce.Ieri erano stati segnalati 47 velivoli militari cinesi e 21 unità navali.

Si tratta, dicono da Taipei, del più imponente schieramento da anni, con il coinvolgimento della Guardia costiera. Il ministero degli Esteri di Taiwan, riporta l'agenzia Cna, sollecita la Cina a porre fine al "comportamento irrazionale" e accusa l'Esercito popolare di liberazione di aver "sconvolto pace e stabilità nello Stretto di Taiwan, aggravando inutilmente le tensioni nella regione". "Il dispiegamento del dispositivo marittimo dell'Esercito popolare di liberazione nel Mar cinese orientale, nello Stretto di Taiwan e nel Mar cinese meridionale ha già creato rischi per la sicurezza e instabilità nella regione", accusava ieri il ministero della Difesa in un post su X. Non ci sono stati sinora annunci ufficiali di nuove maxi manovre militari da parte dell'Esercito o dei media ufficiali della Repubblica Popolare, che considera Taiwan – di fatto indipendente – una "provincia ribelle" da "riunificare".Ma ha suscitato le ire di Pechino il primo viaggio all'estero del presidente di Taiwan, William Lai (Lai Ching-te), che ha fatto tappa alle Hawaii e a Guam.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Belve, bufera social contro Mammucari. E l’ex moglie lancia la frecciata

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(Adnkronos) – La puntata di 'Belve' andata in onda ieri sera su Rai2 ha scatenato un vero e proprio polverone social.L'intervista a Teo Mammucari, che ha abbandonato lo studio dopo appena cinque minuti, ha trasformato X in un vero e proprio ‘campo di battaglia’ di commenti e meme.  Non è passato inosservato, in particolare, il commento dell'ex moglie di Mammucari, la modella brasiliana Thais Souza Wiggers, che sulle storie di Instagram ha scritto: "Tempo al tempo, prima o poi la maschera cade".  E anche il mondo dello spettacolo non è rimasto a guardare.

Per la cantante Noemi – grande amica di Francesca Fagnani – la reazione del comico-conduttore è stata semplicemente “incommentabile” mentre il rapper Frankie hi-nrg mc ha aggiunto un pizzico di sarcasmo al dibattito social: “Mammuccari lo ha già detto che lavora e che è un professionista nel proprio lavoro?Nell’ultimo minuto intendo…”.  I fan del programma non hanno apprezzato il comportamento di Mammucari.

Un utente ironicamente si è chiesto: “Ma Mammucari pensava di essere a Buona Domenica?”, riferendosi al celebre programma televisivo noto per il suo tono leggero e distensivo, in netto contrasto con lo stile più diretto e talvolta provocatorio di ‘Belve’. Tra le reazioni, non sono mancati commenti di lode per la compostezza della conduttrice Francesca Fagnani: “Sei stata perfetta”.E ancora: “Dopo questa intervista dovrebbero dare alla Fagnani il premio Nobel della pace e per la calma”, ha twittato un altro utente.

Anche la Fagnani, che non dimentica mai di salutare il suo pubblico sui social, questa volta ha scritto: “Grazie amici, stasera più che mai”.Un modo per riconoscere il supporto ricevuto per la faticosa intervista. Mammucari, dal canto suo, ha provato a reagire facendo un post, intitolato "quanto amo questa donna" e allegando un video in cui faceva ascoltare alcuni vocali ricevuti dalla conduttrice, da cui si evinceva come lei lo avesse invitato al programma dopo che lui stesso si era proposto: "Teo, scusa il disturbo, ti mando un messaggio perché ci ho pensato.

Siccome è un'edizione bella e tu sei giusto per 'Belve', vogliamo farla.Se ti va domattina ti faccio chiamare dalla produzione".

Vocali che, poi, Mammucari ha cancellato.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, Khamenei accusa Israele e Usa: “Il piano è loro”

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(Adnkronos) – Nuove accuse a Israele e Stati Uniti dalla Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei. "Uno dei Paesi vicini alla Siria ha avuto un ruolo" nel rovesciamento del regime, ma "i principali responsabili del piano sono gli Stati Uniti e il regime sionista", ha detto Khamenei nel suo discorso incentrato sugli sviluppi in Medio Oriente, il primo dopo la fine dell'era Assad in Siria.Lo riferisce l'iraniana Press Tv.  L'Iran è stato uno dei più forti sostenitori di Bashar al-Assad. "Non dovrebbero esserci dubbi sul fatto che quanto accaduto in Siria è il risultato di un piano congiunto" di Usa e Israele, ha affermato Khamenei, sostenendo che la Repubblica Islamica ha "le prove". "Sì, un Paese vicino della Siria ha chiaramente avuto un ruolo in questa vicenda e continua ad averlo, è visibile a tutti – ha affermato Khamenei, senza puntare esplicitamente il dito contro la Turchia – Ma il principale responsabile del complotto, della pianificazione e il centro d comando sono in America e nel regime sionista". "Abbiamo indicazioni che non lasciano spazio a dubbi per arrivare a questa conclusione", ha sostenuto. I ribelli siriani hanno intanto annunciato di aver preso la città di Deir Ezzor, nell'est del paese. "Le nostre forze hanno catturato l'intera città di Deir Ezzor", hanno detto i ribelli in un comunicato.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani (OSDH) ha segnalato che le forze curde si erano ritirate verso le città circostanti, prima della presa del potere da parte dei combattenti arabi locali che si sono uniti alle fila dei ribelli dopo la loro offensiva lampo lanciata il 27 novembre. "Resteremo solo fino a marzo del 2025.Il debito è enorme, la sfida ciclopica".

E "garantiremo i diritti di tutte le genti e tutti i popoli della Siria", dice intanto Muhammad al Bashir, che ha dato al Corriere della Sera la sua prima intervista a un media occidentale.Indica tre obiettivi per la Siria del dopo-Assad, ovvero "ristabilire la sicurezza e la stabilità in tutte le città" perché "la gente è esausta di ingiustizia e tirannia", far "tornare i milioni di profughi siriani che sono all’estero" perché "la Siria è ora un Paese libero" e un lavoro "a livello di pianificazione strategica" perché "i siriani non possono vivere nella precarietà di servizi essenziali come elettricità, pane e acqua". "Sappiamo di ereditare un’amministrazione elefantiaca tormentata dalla corruzione.

In fondo il regime si è divorato da solo, ma nel frattempo la gente viveva male – dice dopo aver incontrato ieri mattina "tutti gli ex ministri per cominciare il lavoro", ad eccezione di Interni e Difesa, in un "clima di collaborazione" – Nei forzieri ci sono solo sterline siriane che valgono poco o niente".E, "quindi sì, finanziariamente stiamo molto male". Sui diritti, che promette saranno garantiti, osserva che "comportamenti sbagliati di alcuni gruppi islamisti hanno portato molte persone soprattutto in Occidente ad associare i musulmani al terrorismo e l’Islam all’estremismo". "Si è trattato di comportamenti errati e di mancanza di comprensione – afferma – Così è stato travisato il significato di Islam, che è 'religione della giustizia'.

E noi proprio perché islamici garantiremo i diritti di tutte le genti e tutti i popoli della Siria".In politica estera, "non abbiamo problemi con nessuno, Stato, partito o setta, che si sia tenuto lontano dal regime di Assad assetato di sangue".

E alla domanda se sarà "islamica" la nuova Costituzione, risponde: "Chiariremo i dettagli durante il processo costituente".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vigilanza Rai, centrodestra diserta di nuovo su voto ad Agnes: è la sesta volta

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(Adnkronos) – Il centrodestra in blocco ha disertato la seduta di stamane in Vigilanza Rai, convocata per il voto sul presidente del cda in pectore, Simona Agnes.A quanto apprender l’Adnkronos, erano presenti Dario Carotenuto e Dolores Bevilacqua (M5S), Dafne Musolino e Maria Elena Boschi (IV), Stefano Graziano (PD).

Non è stata stabilita una nuova data di convocazione. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milan-Stella Rossa: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Impegno casalingo per il Milan, nella sesta giornata di Champions League.I rossoneri ospitano la Stella Rossa a San Siro per cercare punti preziosi e inseguire un posto tra le prime otto in classifica, che garantisce l'accesso diretto agli ottavi di finale.

Gli uomini di Fonseca sono reduci dalla, faticosa, vittoria contro lo Slovan Bratislava e sono fermi a 9 punti.La Stella Rossa invece ne ha conquistati soltanto 3.  La sfida tra Milan e Stella Rossa è in programma oggi, mercoledì 11 dicembre, alle ore 21.

Ecco le probabili formazioni: 
Milan (4-2-3-1): Maignan; Royal, Gabbia, Thiaw, Hernandez; Fofana, Reijnders; Chukwueze, Loftus-Cheek, Leao; Morata.All.

Fonseca 
Stella Rossa (4-2-3-1): Gutesa; Mimovic, Spajic, Djiga, Seol; Elsnik, Krunic; Felicio Milson, Maksimovic, Silas; Ndiaye.All.

Milojevic  Milan-Stella Rossa sarà trasmessa in diretta esclusiva sui canali Sky Sport.Il match sarà visibile anche in streaming su NOW e sull'app SkyGo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juventus-Manchester City: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Big match allo Stadium.Nella sesta giornata di Champions League, la Juventus ospita il Manchester City.

I bianconeri sono reduci dal pareggio senza reti di Birmingham contro l'Aston Vila e a caccia di punti per puntare alle prime otto posizioni, che garantiscono l'accesso diretto agli ottavi di finale.Motta è infatti fermo al 19esimo posto nella classifica generale con soli 8 punti conquistati, proprio come il Manchester City, rimontato da 3-0 a 3-3 nell'ultima sfida di Champions contro il Feyenoord.  Il match tra Juventus e Manchester City è in programma oggi, mercoledì 11 dicembre, alle ore 21.

Ecco le probabili formazioni: 
Juventus (4-2-3-1): Di Gregorio; Savona, Kalulu, Gatti, Danilo; Locatelli, Thuram; Conceicao, Koopmeiners, Yildiz; Vlahovic.All.

Motta 
Manchester City (4-3-3): Ederson; Walker, Akanji, Dias, Gvardiol; De Bruyne, Gundogan, Bernardo Silva; Doku, Haaland, Grealish.All.

Guardiola  Juventus-Manchester City sarà trasmessa in diretta esclusiva da Prime Video.La partita sarà disponibile sia in streaming sul sito della piattaforma che visibile tramite smart tv. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gianni Morandi compie 80 anni: “Quanta strada abbiamo fatto”

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(Adnkronos) – "Quanta strada abbiamo fatto".Gianni Morandi compie oggi, 11 dicembre 2024, 80 anni.

E in occasione del suo compleanno condivide sui social un post accompagnato da una sua foto da ragazzino con il microfono in mano.Nato a Monghidoro, in provincia di Bologna, nel 1944, ha regalato negli anni successi indimenticabili, da 'In ginocchio da te' (brano del 1964, scelto nel 2019 per accompagnare una delle principali scene del film sudcoreano 'Parasite', vincitore di quattro premi Oscar), a 'Non son degno di te', 'Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte', 'Andavo a cento all'ora', 'Scende la pioggia' (vincitrice di 'Canzonissima' 1968, vittoria che arriva anche l'anno successivo con 'Ma chi se ne importa'), 'Uno su mille', 'Banane e lamponi' e 'Grazie perché'.   Per arrivare ai successi più recenti, come 'L'allegria', nata grazie alla collaborazione dell'amico e collega Jovanotti: una canzone che ha sancito il suo ritorno sulle scene dopo quel grave incidente domestico che gli procurò brutte ustioni. 'Apri tutte le porte', brano presentato da Morandi al Festival di Sanremo 2022, 'La Ola' ed 'Evviva!.  Non c' dubbio che abbia energia da vendere, non a caso viene definito 'l'eterno ragazzo'.

Il 1966 è l'anno della sua prima vittoria a 'Canzonissima' (quell'anno il popolare show del sabato sera della Rai era intitolato 'La prova del nove') con 'Non son degno di te' e della seconda vittoria al Cantagiro con 'Notte di ferragosto' che rimane prima in classifica per tre settimane.Questo è il periodo d'oro del cantante bolognese, capace di mettere a frutto efficacemente, oltre alle doti vocali, anche la propria immagine di eterno adolescente, collezionando per tutti gli anni Sessanta una nutritissima serie di successi che comprendono anche un pezzo contro la guerra del Vietnam dal titolo 'C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones' (1966) e poi 'Se perdo anche te' (1967), 'Un mondo d'amore' (1967, prima per quattro settimane in classifica). Superata una fase di crisi nel corso degli anni Settanta, Morandi torna sulla cresta dell'onda all'inizio degli Ottanta con titoli come 'Canzoni stonate' (1981) e 'Uno su mille' (canzone della rinascita, del 1985) e vincendo nel 1987 il Festival di Sanremo con 'Si può dare di più' (in trio con Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri), cui hanno fatto seguito altri successi fra cui 'Bella signora' (1989), 'La regina dell'ultimo tango' (1996).

Tra le sue collaborazioni musicali più importanti, quelle con amici Lucio Dalla (memorabili il tour e l'album 'Dalla/Morandi' del 1988), Eros Ramazzotti e Jovanotti.Con quest'ultimo, negli ultimi anni è nato un sodalizio che ha visto Lorenzo 'Jova' Cherubini più volte autore per Morandi. Nella vita dell'artista ci sono due matrimoni: quello con Laura Efrikian, da cui sono nati Marianna e Marco (entrambi figli d'arte, la prima attrice e il secondo cantante e attore), e quello con Anna Dan, da cui è nato Pietro, anche lui cantante con il nome d'arte di Tredici Pietro. "Buon compleanno Gianni!!!!", è il post di risposta di Jovanotti che sul suo profilo Instagram condivide una sua foto con Gianni Morandi sul palco di Sanremo e sc rive: "Buon Compleanno Gianni Buon Compleanno Gianni Buon Compleanno Gianni Buon Compleanno Gianni!

buon compleanno maestro!". "Auguroni super Gianni !!!!!!!!!!!!!!!!", scrive Carlo Conti.A fare gli auguri per i suoi 80 anni anche Roberta Capua e Caterina Balivo.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corea Sud, ex ministro Difesa tenta suicidio: blitz polizia in ufficio presidente Yoon

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(Adnkronos) – Blitz della Polizia negli uffici della presidenza a Seul.Intanto l'ex ministro della Difesa sudcoreano, Kim Yong-hyun, ha tentato il suicidio in un centro di detenzione.

Kim è dalle prime ore di oggi formalmente in stato di arresto.Per Yoon, che la scorsa settimana ha tentato di imporre la legge marziale nel Paese, poi presto revocata, si moltiplicano le richieste di un passo indietro.  Stamani, nel quadro dell'inchiesta, secondo l'agenzia sudcoreana Yonhap, la polizia ha perquisito gli uffici della presidenza, sequestrando materiale.

Al momento dell'operazione Yoon non era presente.Confermate anche perquisizioni negli uffici della Polizia metropolitana di Seul e della sicurezza dell'Assemblea nazionale. Intanto, riporta la stessa agenzia rilanciando notizie confermate dal ministero della Giustizia, l'ex ministro della Difesa ha tentato il suicidio nel centro di detenzione di Seul dove si trova con l'accusa di "insurrezione" e ora le sue condizioni vengono definite "stabili".

Avrebbe cercato di togliersi la vita in bagno, nella notte, realizzando una corda con la biancheria.Kim è accusato di aver suggerito al presidente di imporre la legge marziale.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, Iran ha perso tutta la rete e ora torna Trump: Teheran punta sul nucleare?

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(Adnkronos) –
Con il crollo del regime di Bashar al-Assad in Siria è andata in frantumi quella rete di proxy e Paesi alleati su cui l'Iran in questi anni aveva investito miliardi di dollari e attraverso la quale esercitava influenza politica e militare in Medio Oriente. 
Tutti i pilastri su cui quel sistema poggiava, da Assad agli Hezbollah libanesi fino a Hamas, sono usciti di scena oppure sono stati devastati a livello militare da Israele.Del vecchio 'Asse della resistenza' restano in piedi solo gli houthi in Yemen e le milizie sciite in Iraq, ma la capacità di deterrenza della Repubblica islamica appare compromessa al punto che molti osservatori scommettono ora su un'accelerazione del suo programma nucleare. La caduta di Assad è l'ultima catastrofe strategica che costringerà l'Iran a ripensare la sua politica di sicurezza.

E proprio mentre si avvicina il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, con il rischio che torni ad esercitare quella politica di "massima pressione" nei confronti della Repubblica islamica che aveva caratterizzato il suo primo mandato.  La reazione a catena innescata dai fatti del 7 ottobre ha provocato un cambiamento radicale paragonabile per l'Iran solo all'intervento americano in Iraq del 2003.Ma mentre allora la caduta di Saddam Hussein rappresentò un'opportunità, questa volta Teheran è in una posizione di svantaggio al punto che il Council on Foreign Relations, come sottolinea il Wall Street Journal, parla di una delle "battute d'arresto più gravi" per la Repubblica islamica dalla guerra con l'Iraq degli anni Ottanta. "La Repubblica islamica pensava che l'attacco di Hamas del 7 ottobre fosse un punto di svolta nella storia. È vero, ma nella direzione completamente opposta a quella che sperava – ha affermato Ali Vaez, direttore dell'Iran Project dell'International Crisis Group – I pezzi del domino sul fronte occidentale sono caduti uno dopo l'altro". Come fa notare il Royal Institute of International Affairs, la fine del regime di Assad rappresenta per gli ayatollah la perdita del loro "ponte terrestre" verso il Mediterraneo orientale, ma anche un 'buco' economico.

Solo nel 2023, la Siria ha importato quasi 40 milioni di barili di petrolio dall'Iran, la cui economia è in ginocchio da anni per le sanzioni. 
Ancora più importante, la Siria aveva permesso all'Iran di accedere via terra a Hezbollah, il fulcro del suo Asse della resistenza, che grazie al sostegno di Teheran è diventato l'attore non statale meglio armato al mondo. "Non esiste Asse di resistenza senza accesso a Hezbollah", ritiene Vaez. Teheran ha già manifestato l'intenzione di voler mantenere la sua influenza nel Paese arabo, chiedendo la formazione di un governo che rappresenti tutti.I primi segnali dalla Siria post-Assad, tuttavia, non sono stati amichevoli.

Molti siriani ritengono responsabile Teheran, insieme a Hezbollah, dell'oppressione di Assad.Non a caso subito dopo il loro ingresso a Damasco, le fazioni armate hanno risparmiato l'ambasciata russa mentre hanno saccheggiato quella iraniana. Per Sam Heller, un esperto di Siria presso il think tank Century International, sebbene il futuro del Paese arabo sia ancora molto incerto, è improbabile che qualsiasi leadership emerga "sosterrà gli obiettivi dell'Iran nel modo in cui faceva il governo nazionale siriano controllato da Assad". La sconfitta in Siria e la rimozione di Hamas e Hezbollah come minacce immediate per Israele hanno ridotto pesantemente la deterrenza che l'Iran aveva contro gli attacchi israeliani.

All'inizio di quest'anno lo Stato ebraico ha lanciato due ondate di attacchi aerei diretti contro l'Iran che hanno colpito strutture militari e distrutto sistemi di difesa aerea forniti dalla Russia.  
L'Iran è alle prese con questo nuovo scenario di sicurezza in un momento in cui la sua leadership sta invecchiando, con la Guida Suprema, Ali Khamenei, che ad aprile compirà 86 anni.Molti analisti hanno sollevato preoccupazioni sul fatto che potrebbe accelerare il suo programma nucleare per ripristinare un certo livello di deterrenza contro gli attacchi stranieri. Per il Cfr, il valore della deterrenza nucleare è aumentato in Iran che, sebbene non possieda ancora armi atomiche, ha incrementato la sua capacità di arricchire l'uranio a livelli vicini a quelli utilizzabili in breve tempo per scopi militari.

Da mesi i funzionari iraniani dibattono se aumentare i propri sforzi nucleari e riconsiderare l'impegno preso con una fatwa da Khamenei di non dotarsi di armi di distruzione di massa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, al-Jawlani: “Mondo non ha nulla da temere”. Il monito di Israele

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(Adnkronos) – Il mondo "non ha nulla da temere" dalla nuova Siria.Il messaggio rassicurante arriva da leader del gruppo Hayat Tahrir al Sham (Hts), Mohammed al Jawlani, che dopo il crollo del regime di Assad appare intenzionato ad aprire una nuova era di dialogo. ''Le paure sono inutili, se Dio vuole.

La paura derivava dalla presenza del regime di Assad'', dice Jawlani, intervistato da Sky News.La nuova Siria si colloca in un quadro profondamente cambiato negli ultimi mesi: 'Lla fonte delle nostre paure proveniva dalle milizie iraniane, da Hezbollah e dal regime che ha commesso i massacri a cui stiamo assistendo oggi''.

Ma ''non verrà permesso un ritorno al panico'', garantisce. Il leader della rivolta che ha portato alla deposizione di Assad assicura che ''la Siria verrà ricostruita.Il Paese si sta muovendo verso lo sviluppo e la ricostruzione.

Sta andando verso la stabilità.La gente è esausta per la guerra.

Quindi il Paese non è pronto per un'altra guerra e non ci entrerà", aggiunge.  
Il paese vive giorni complessi ed è alla ricerca di un precario equilibrio.Promette ''calma e stabilità'' il primo ministro ad interim, Mohammed al-Bashir, chiamato a favorire la transizione verso la svolta piena.

Nel corso della prima intervista rilasciata dopo la nomina, all'emittente al-Jazeera, afferma che dopo 13 anni di guerra ''adesso è il momento che il popolo goda di calma e stabilità''. Il "governo di transizione avrà una durata di tre mesi", fino al prossimo marzo, ha annunciato lui stesso in un video diffuso dall'opposizione siriana dopo aver spiegato di aver incontrato i membri dell'ex governo di Bashar al-Assad per organizzare ''la fase di transizione dei prossimi due mesi'' fino a quando non avremo ''un ordine costituzionale al servizio del popolo siriano''.  "Abbiamo invitato i membri del vecchio governo e alcuni direttori dell'amministrazione di Idlib e delle aree circostanti per facilitare tutti i lavori necessari per i prossimi due mesi, finché non avremo un sistema costituzionale in grado di servire il popolo siriano", dice al-Bashir.   
E mentre Mosca conferma che Assad è in Russia ("E' al sicuro e questo dimostra che la Russia agisce come necessario in queste situazioni straordinarie'', ha affermato il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov), Israele fissa paletti precisi: "Chiunque segua le orme (del presidente deposto Bashar, ndr) al-Assad finirà come lui". "Non permetteremo a un'entità terroristica islamica estremista di agire contro Israele da oltre i suoi confini.Faremo di tutto per rimuovere la minaccia", è il monito rivolto alle nuove autorità siriane dal ministro israeliano della Difesa, Israel Katz.  
A stretto giro arrivano anche le parole del premier Benjamin Netanyahu, più distensive: ''Israele vuole relazioni diplomatiche con il nuovo regime in Siria''.

Ma, in un videomessaggio condiviso sui social, anche il primo ministro avverte: ''Se questo regime consente all'Iran di stabilirsi in Siria e di trasferire le armi, pagherà un prezzo elevato". L'esercito israeliano negli ultimi giorni ha condotto circa 480 attacchi aerei in 48 ore contro obiettivi militari strategici in Siria: "L'Idf ha colpito la maggior parte delle riserve di armi strategiche in Siria, impedendo che cadessero nelle mani di elementi terroristici", la nota del'esercito.Tra gli obiettivi c'erano 15 navi militari, batterie antiaeree e siti di produzione di armi in diverse città. "Le Idf hanno operato in Siria negli ultimi giorni per colpire e distruggere capacità strategiche che minacciano lo Stato di Israele.

La Marina ha operato con grande successo per distruggere la flotta siriana", le informazioni diffuse da Katz, durante una visita alla base nave di Haifa all'indomani dei raid che hanno preso di mira il porto siriano di Latakia.  
Sullo sfondo, il ruolo degli Stati Uniti, tra la disponibilità mostrata dal presidente uscente Joe Biden a collaborare con la nuova leadership siriana e la posizione più defilata di Donald Trump, convinto che gli Usa non debbano farsi trascinare in una 'battaglia' che non li riguarda. Per ora, le truppe americane presenti in Siria non si muoveranno, dice il vice consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jon Finer. "Quelle truppe sono lì per una ragione molto specifica e importante, non come una sorta di merce di scambio", spiega Finer.Le truppe statunitensi ''sono lì ormai da quasi un decennio o più per combattere l'Isis'' e ''siamo ancora impegnati in quella missione''. Secondo Politico, nell'Amministrazione Biden c'è un dibattito acceso sulla possibilità che Hayat Tahrir al-Sham (Hts) venga rimosso dalla lista delle organizzazioni terroristiche.

La testata Usa cita quattro funzionari statunitensi, alcuni dei quali non più in carica, che hanno accettato di parlare della questione a condizione di anonimato. "C'è un'enorme concitazione per vedere se, come e quando possiamo togliere dalla lista Hts", ha dichiarato uno dei funzionari in carica. In base alla legge statunitense, il segretario di Stato può designare gruppi come Organizzazioni terroristiche straniere (Fto) se si impegnano in attività terroristiche e minacciano la sicurezza degli Stati Uniti.La designazione 'Fto' espone il gruppo e i suoi sostenitori attivi a sanzioni e procedimenti penali.

Il processo contrario, ossa il 'delisting', arriva solo dopo lunghe deliberazioni interne tra funzionari della sicurezza nazionale, spiega Politico, secondo cui inoltre nessun presidente vuole essere visto come qualcuno che dà carta bianca ai terroristi revocando prematuramente la sua designazione Fto. 
Nessuno a Washington piange la caduta di Assad, prosegue Politico, ma ci si interroga se il leader di Hts, Abu Mohammad al-Jawalni, sia il vero leader moderato che dice di essere o un lupo travestito da agnello.Intanto ieri il Dipartimento di Stato ha chiarito che al momento non è in corso una revisione specifica dello status di Hts come Organizzazione terroristica straniera.

Tuttavia, ha spiegato che tali designazioni sono costantemente sottoposte a revisione e che ciò non vieta ai funzionari statunitensi di dialogare con il gruppo.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero 13 dicembre, Salvini firma per ridurlo a 4 ore. Ma i sindacati dicono no: “Disobbediremo”

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(Adnkronos) – Il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini ha firmato il provvedimento per ridurre lo sciopero generale di venerdì 13 dicembre a 4 ore nel settore Tpl. "Ho firmato l’ordinanza per ridurre a 4 ore lo sciopero dei trasporti previsto per questo venerdì – si legge in un post su X – Il doveroso diritto alla mobilitazione deve rispettare anche il diritto alla mobilità di lavoratori, cittadini, studenti e persone in cura, specialmente in un periodo critico come quello pre-natalizio.Serve buonsenso".  Lo sciopero, proclamato da Usb dalle 21 di giovedì 12 dicembre sera alle 20.59 di venerdì 13 dicembre, interesserà treni, metro, bus, tram, taxi e trasporto marittimo.

E' escluso invece il settore aereo, che manifesterà il 15 dicembre.L'astensione dal lavoro interesserà anche i lavoratori della scuola e toccherà anche il comparto sanità. Usb tiene il punto e al provvedimento firmato da Salvini per ridurre a 4 ore lo sciopero nel settore Tpl, risponde confermando la mobilitazione di 24 ore anche nel trasporto pubblico locale, ferrovie e marittimi. "Confermiamo quanto indetto, non tocchiamo lo sciopero", annuncia all'Adnkronos Francesco Staccioli dell'esecutivo nazionale di Usb, con delega ai trasporti.

Lo sciopero, spiega Staccioli, "è stato regolarmente indetto in base alla normativa più stringente in Europa, abbiamo rispettato tutti i vincoli.In secondo luogo, abbiamo adeguato lo sciopero ai rilievi della commissione di garanzia, dal trasporto aereo alla rarefazione, e non abbiamo ricevuto ulteriori indicazioni.

Il garante ha quindi giudicato lo sciopero regolare, punto.Infine, le motivazioni di Salvini su Natale e Santa Lucia non ci sono perché il Natale è già tutelato dalla franchigia che parte dal 18 settembre e arriva al 7 gennaio.

Inoltre, la situazione è analoga a quella dell'anno scorso per la quale abbiamo ricevuto ragione dal Tar".Motivazioni contenute in una lettera che verrà diffusa dall'Usb oggi alle 9. "Vedremo come reagiranno i lavoratori, chiaramente stimo parlando di uno sciopero vessato da un'ordinanza con multe che vanno dai 500 ai 1000 euro.

Naturalmente, se l'ordinanza non viene rilevata ingiusta.Noi siamo convinti che ci sarà riconosciuta la ragione.

E' uno scontro politico, non può un ministro estendere a proprio piacimento l'interpretazione del diritto allo sciopero.Questo è un diritto per cui le persone sono morte, e sui cui non si può mettere mano in questo modo", conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Esplosione Calenzano, 5 morti. Parte indagine per omicidio colposo e lesioni

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(Adnkronos) – Omicidio colposo plurimo, lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e disastro colposo: sono i reati ipotizzati dalla Procura di Prato con l'apertura del fascicolo di indagine sull'esplosione avvenuta nella mattinata di lunedì 9 dicembre nell'area di carico del deposito di carburanti Eni di Calenzano (Firenze). Il procuratore Luca Tescaroli, che dirige le indagini, ha nominato tre medici legali che dovranno effettuare l'autopsia sulle salme delle cinque vittime (tre corpi sono stati recuperati sotto le macerie ieri mattina).Gli operai deceduti hanno tutti un nome e cognome ma solo uno è stato identificato ufficialmente: si tratta dell'autotrasportatore 51enne Vincenzo Martinelli, originario di Napoli ma da anni residente a Prato.  Per le altre quattro vittime, anche loro autotrasportatori, l'identificazione appare al momento più complessa: Carmelo Corso, 57 anni, nato a Catania e anch'egli residente a Prato; Gerardo Pepe, 46 anni, nato in Germania da genitori italiani; Franco Cirielli, 46 anni, originario di Matera; Davide Baronti, 49 anni, nato ad Angera, provincia di Varese, ma cresciuto a Livorno, residente a Bientina, in provincia di Pisa.

Saranno l'autopsia e gli esami del Dna a rendere chiara l'identificazione delle salme.  Tutti e cinque gli operai morti erano alla guida di autocisterne e si trovavano nell'area della pensilina di carico ed erano stati registrati come "visitatori" dai dipendenti del sito, che poi hanno girato la lista ai carabinieri del comando provinciale di Firenze sotto il coordinamento del procuratore Tescaroli.Il magistrato ha nominato anche due consulenti per rispondere ai quesiti che ruotano attorno all'innesco e alle procedure di sicurezza del deposito Eni: sono due esperti in esplosivo, Roberto Vassale e Renzo Cabrino, che hanno tra l'altro già lavorato come periti nella strage di Capaci, inchiesta di cui si è occupato Tescaroli quando era pubblico ministero a Caltanissetta. Sulle indiscrezioni circa il corso delle indagini della Procura, Eni, con un comunicato, ha spiegato che in merito "alle molteplici ipotesi della prima ora che stanno emergendo" sulla dinamica e sulle cause dell'incidente l'Azienda sta "collaborando strettamente con l'autorità giudiziaria per individuare quanto prima, in modo rigoroso tramite le opportune e approfondite verifiche tecniche, le cause reali dell'esplosione, delle quali è assolutamente prematuro ipotizzare la natura". "Ogni informazione di dettaglio sarà messa a disposizione da Eni alle autorità giudiziarie che stanno conducendo le indagini, anche a salvaguardia del segreto investigativo", precisa la nota che rinnova "la propria vicinanza alle famiglie delle persone decedute e alle persone ferite o comunque coinvolte". La Procura segue anche il fronte delle lesioni provocate dall'esplosione.

Sono tre le persone ferite ancora ricoverate: un operaio all'ospedale di Careggi a Firenze e due operai all'ospedale Cisanello a Pisa, considerati in gravi condizioni per le ustioni riportate.I presidi ospedalieri della zona (Careggi, Prato, Torregalli, Santissima Annunziata di Ponte a Niccheri e Empoli) hanno prestato soccorso nella giornata di lunedì 9 dicembre ad altri 24 feriti, già tutti dimessi, 16 dei quali si sono presentati autonomamente.  Un omaggio alle cinque vittime oltre a un pensiero di vicinanza ai feriti e ai familiari è previsto per oggi, 11 dicembre, alle ore 10.

Il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani, sarà presente per una commemorazione in via Erbosa, dove si trova il deposito Eni, insieme al presidente del Consiglio regionale toscano, Antonio Mazzeo, e ai capigruppo dell'Assemblea regionale, che hanno ricordato ieri in Aula la tragedia avvenuta a Calenzano.Il sindaco ha esteso il lutto cittadino anche a oggi, invitando tutta la popolazione a osservare alle ore 10 un minuto di silenzio.

E sempre oggi ci sarà il lutto regionale proclamato dal presidente della Toscana, Eugenio Giani.  "La comunità di Calenzano – ha dichiarato ieri il sindaco Carovani – è addolorata e colpita fortemente da questa tragedia.Adesso è il momento del lutto e domani mattina saremo presenti al deposito per rendere omaggio alle vittime.

Ringraziamo nuovamente i vigili del fuoco, i soccorritori e le forze dell’ordine.Come Amministrazione comunale di Calenzano porremo alle Istituzioni la questione se la presenza di questo impianto sia ancora compatibile in un contesto urbanistico delicato come il nostro".

Per il sindaco Carovani "bisogna ripensare l'insediamento Eni: proprio questa vicenda ha dimostrato che la situazione può innescare incidenti che probabilmente sono stati contenuti grazie all'intervento tempestivo dei vigili del fuoco.Non so se potrà essere risolto nei termini della chiusura".

Anche il presidente Giani ha definito "questo luogo inappropriato" per un deposito di carburanti.  Sempre per oggi, mercoledì 11 dicembre, Cgil Firenze, Cisl Firenze Prato e Uil di Firenze hanno proclamato uno sciopero generale provinciale per le ultime quattro ore del turno.Verrà organizzato un presidio-manifestazione in piazza Vittorio Veneto a Calenzano alle ore 14:30, nel quale interverranno le tre confederazioni sindacali, le lavoratrici e i lavoratori dei settori coinvolti. "Quello che è successo è inaccettabile.

Cinque persone sono uscite di casa per andare a lavorare e non torneranno mai.Altre sono ferite gravemente.

Senza sicurezza non c’è lavoro, non c’è dignità, non c’è vita!", affermano i tre sindacati in un comunicato congiunto. Emanuele Prisco, sottosegretario all'Interno con delega ai vigili del fuoco, ieri ha fatto un sopralluogo a Calenzano. "Esprimiamo vicinanza alle famiglie delle vittime e alle persone ferite e il ringraziamento ai vigili del fuoco e ai soccorritori impegnati nelle ricerche – ha detto – che con il loro lavoro hanno permesso di mettere in sicurezza in poco tempo l'area" evitando "risvolti ben peggiori". "Saranno gli inquirenti a valutare se tutte le norme sono state rispettate o meno – ha sottolineato Prisco – Certo è che su questo tipo di stabilimenti vi è un monitoraggio e sono richieste delle precauzioni molto alte; poi non è mai abbastanza, perché quando capita una tragedia vuol dire che qualcosa non ha funzionato ma saranno gli organi inquirenti a stabilire se qualcosa non ha funzionato o se è stata solo una fatalità".Prisco ha poi ricordato che ora c'è bisogno del "rispetto per i morti, di chi non c'è più: è il momento del silenzio più che delle facili dichiarazioni".  "Le istituzioni possono e devono richiedere di adottare tutte le cautele possibili e controllare che queste cautele siano prontamente adottate – ha spiegato il sottosegretario – L'obiettivo è quello di diminuire il rischio nei luoghi di lavoro, come in tutte le altre condizioni di vita della nostra società".

Ai giornalisti che chiedevano se adesso si riaprirà di nuovo il dibattito politico per l'introduzione del reato di omicidio sul lavoro, Prisco ha risposto: "Io questo non lo so, non sta a me stabilire quali siano i reati, tocca al Parlamento decidere se introdurre un nuovo tipo di reato.Bisogna lavorare sempre sul livello di precauzione, sul livello di prevenzione e sulla costruzione di condizioni per cui chi si alza al mattino per andare a lavorare possa farlo in sicurezza e poi tornare a casa la sera.

Bisogna garantire il più possibile luoghi di lavoro sicuri, lavorando sulla prevenzione e non solo sulla repressione".  Notizie più rassicuranti giungono sul fronte ambientale: l'esplosione di idrocarburi non ha provocato un significativo danno. "Grazie alla limitata durata dell'evento, si stima che la nube si sia dispersa in quota in tempi relativamente brevi e di conseguenza le concentrazioni in aria a livello del suolo sono state ritenute trascurabili.Per tali motivi non si è ravvisata la necessità di prelievo di campioni al suolo", ha fatto sapere Arpat. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maxi incendio a Malibu in California, migliaia gli evacuati

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(Adnkronos) – Migliaia di persone sono state evacuate a causa dell'incendio boschivo, scoppiato lunedì in un'area nota come Malibu Canyon, che sta devastando alcune zone della lussuosa città in California.Tra chi è stato costretto a lasciare casa anche l'attore di Hollywood Dick Van Dyke, star di Mary Poppins che compirà 99 anni venerdì, e sua moglie Arlene, mentre la cantante Cher è fuggita dalla zona, secondo quanto riporta Skynews. Oltre 700 vigili del fuoco hanno affrontato l'incendio di sterpaglie, chiamato Franklin Fire dalle autorità, che ha finora avvolto quasi 2.700 acri di terra.

E altri 300 sono in arrivo per contenere le fiamme, che non sono ancora sotto controllo.L'incendio, che a un certo punto ha minacciato il famoso molo di Malibu, ha finora distrutto un piccolo numero di case, ma non ha causato feriti o morti, ha detto il capo dei vigili del fuoco della contea di Los Angeles Anthony Marrone in una conferenza stampa.  Migliaia di residenti della California meridionale sono attualmente sottoposti a ordini di evacuazione.

Oltre 8.100 case e altre strutture sono attualmente minacciate dalle fiamme e circa 6.000 persone sono state avvisate di essere pronte a fuggire all'istante dall'incendio, che è spinto da raffiche fino a 40 miglia orarie dai famigerati venti di Santa Ana, a volte noti come "venti del diavolo". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atalanta-Real Madrid 2-3, Bellingham e Vinicius lanciano i Blancos

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(Adnkronos) – Gol e spettacolo al Gewiss Stadium.L'Atalanta perde 3-2 contro il Real Madrid, ma a fine partita è pioggia di applausi per la squadra di Gasperini, riuscita a tenere testa ai Blancos di Ancelotti per 90 minuti.

Per gli spagnoli, ora a quota 9, sono tre punti necessari in ottica qualificazione.Per la Dea, nona con 11 punti, niente è compromesso.  A Bergamo, parte meglio il Real Madrid.

I campioni d'Europa in carica passano dopo 10’ con Mbappé, che riceve da Brahim Diaz al limite dell’area, lascia sul posto De Roon e batte Carnesecchi con un destro forte a incrociare.Poi, i nerazzurri prendono coraggio e si fanno vedere in più occasioni dalle parti di Courtois, soprattutto con De Ketelaere e Lookman.

Sono sempre loro i più ispirati.Proprio il nigeriano ci prova intorno alla mezz’ora con un destro a giro dalla trequarti, largo a lato.  Al 36’, Ancelotti è invece costretto al cambio: fuori Mbappé per un problema fisico, dentro Rodrygo.

L’Atalanta aggancia l’1-1 sul gong del primo tempo: Tchouameni atterra Kolasinac in area ed è calcio di rigore.Dal dischetto va De Ketelaere, che spiazza Courtois e fa 1-1 in pieno recupero.

L’equilibrio si rompe nella ripresa, ma serve un episodio.  Al 56’, Vinicius trova il rimpallo giusto tra Ederson e Djimsiti, ne approfitta e infila Carnesecchi di sinistro.La Dea accusa il colpo e poco dopo, al 59’, incassa anche il tris di Bellingham, preciso con un sinistro rasoterra.

L’Atalanta resta però viva e a mollare non ci pensa.I nerazzurri vanno vicini al gol con il destro piazzato di Bellanova, poi è Lookman al 65’ a trovare un bel destro a fil di palo per riaprire la partita.

Nel finale, è tutto un grande assalto: la Dea si tuffa avanti per agguantare il pari, il Real ha più occasioni per far male in contropiede.Il risultato non cambia.

Per l'Atalanta, il grande rimpianto è la chance sciupata da Retegui in pieno recupero. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bayer Leverkusen-Inter 1-0, Mukiele segna nel finale

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(Adnkronos) – Il Bayer Leverkusen la spunta allo scadere.I tedeschi vincono 1-0 contro l'Inter grazie al guizzo al 90' di Mukiele.

Tutto dopo una partita equilibrata e con poche emozioni, caratterizzata da un avvio migliore dei campioni di Germania e poi da un sostanziale stallo.Per Inzaghi, ora quarto a 13 punti, è la prima sconfitta stagionale in Champions.  La squadra di Xabi Alonso parte forte e sfiora il vantaggio già dopo una manciata di minuti, quando Frimpong crossa per Tella, che gira verso la porta e colpisce la traversa.

I campioni di Germania si fanno rivedere dalle parti di Sommer intorno a metà tempo: la conclusione dal limite di Palacios, deviata, finisce alta di un niente.Il copione della prima frazione vede i tedeschi con in mano il pallino del gioco, mentre l’Inter fatica a costruire.

L’unico brivido degli uomini di Inzaghi arriva intorno alla mezz’ora con il colpo di testa di Frattesi.  La ripresa inizia con qualche secondo di ritardo per problemi al Var, ma il copione resta in sostanza lo stesso.I padroni di casa gestiscono il possesso e ragionano per cercare l’affondo, l’Inter aspetta e spesso soffre.

Come al 65’, quando Tah prova a sorprendere Sommer con un gran tiro dalla distanza.A metà ripresa Inzaghi fa all in e manda in campo i big: dentro Lautaro, Barella e Asllani, fuori Thuram, Frattesi e Calhanoglu, per una squadra a trazione anteriore. È una mossa che inganna: nel finale, l'Inter non forza e si accontenta del pari.

Il Leverkusen, anche con un po’ di fortuna, trova invece l’1-0: al 90’, Wirtz crossa in area dopo una respinta della difesa nerazzurra, ne viene fuori un’azione confusa che offre a Mukiele il pallone del vantaggio a due passi dalla porta.Finisce così.

E per l’Inter è il primo k.o.stagionale in Europa. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Meloni la persona più potente d’Europa”, Politico incorona la premier

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(Adnkronos) – E' Giorgia Meloni "la persona più potente d'Europa" secondo la classifica per il 2025 di Politico. "Chi chiami se vuoi parlare con l'Europa?Se sei Elon Musk, l'uomo più ricco del mondo e consigliere chiave del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, il numero che chiami appartiene a Giorgia Meloni", scrive la testata statunitense, sottolineando che "in meno di un decennio, la leader del partito di destra Fratelli d'Italia è passata dall'essere liquidata come una pazza ultranazionalista all'essere eletta primo ministro d'Italia e ad affermarsi come una figura con cui Bruxelles, e ora Washington, possono fare affari". Nella descrizione del riconoscimento, Politico ricorda come la premier italiana "anche se ha virato verso il centro", abbia "iniziato la sua carriera politica come attivista nell'ala giovanile del neofascista Movimento Sociale Italiano". "Dalla sua elezione nel 2022, il primo ministro italiano ha introdotto politiche su questioni come l'immigrazione e i diritti LGBTQ+ che un tempo avrebbero suscitato la condanna di Bruxelles", invece, molti leader dell'Unione Europea "hanno accettato Meloni come la rappresentante gradita dello zeitgeist sempre più radicale che sta sbocciando su entrambe le sponde dell'Atlantico" e la volontà di "collaborare con Meloni sulla scena europea, consentono al primo ministro italiano di 47 anni, che insiste nell'usare la forma maschile del suo titolo formale, il Presidente del Consiglio, di essere un 'uomo' forte in grado di esercitare un potere enorme". "Meloni ha fatto notizia in tutto il mondo quando è diventata il primo premier donna italiano, ma pochi prevedevano che sarebbe durata a lungo in carica", ricostruisce ancora la testata Usa.

Invece, "negli ultimi due anni Meloni ha consolidato il suo governo come uno dei più stabili mai esistiti nell'Italia del dopoguerra" e il suo "aspetto curato e pratico" "contribuisce all'immagine di stabilità".Politico ha poi ricordato: "Dopo che il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca si è riferito al primo ministro come a una 'stronza' durante un comizio elettorale, il primo ministro si è presentato a un evento nella sua regione e ha salutato il politico dell'opposizione affermando: 'Presidente De Luca, quella stronza sono io, Meloni.

Come stai?'".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)