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Inps, Fava: “4.0 la nuova App è fondamentale per accedere ai servizi essenziali”

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(Adnkronos) – “La nuova app dell'Inps è propositiva, semplice, fresca, fruibile, diretta verso tutti gli utenti, perché vogliamo raggiungere i cittadini velocemente, attraverso i servizi essenziali che diventano immediati, intuitivi, certi, grazie all'App 4.0.I servizi essenziali che abbiamo intercettato sono il simulatore alla pensione, l'assegno unico universale con i figli a carico, ma poi la grande novità è che i cittadini potranno personalizzare questi servizi attraverso l'app e quindi vedere i servizi che vogliono.

Invito tutti i cittadini a scaricarla, come tutti noi abbiamo la nostra app della banca, così avremo finalmente un'app fruibile, intuitiva dell'Inps”.Lo sottolinea Gabriele Fava, presidente dell'Inps, alla presentazione della nuova App “Inps Mobile” a Roma. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Consumi: Subito, da ogni compravendita di usato un risparmio di 28 kg di CO2

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(Adnkronos) – Ogni acquisto o vendita di usato su Subito consente mediamente un risparmio potenziale di 28 kg di CO2 non immessi nell'atmosfera, pari alla quantità di anidride carbonica che un albero assorbe in un anno.  Grazie al partner Vaayu, Subito è tornato a quantificare l’impatto ambientale dell’attività di compravendita sulla piattaforma, andando inoltre a perfezionare la metodologia di calcolo delle emissioni potenzialmente evitate dall'acquisto di prodotti di seconda mano, sulla base delle linee guida più recenti della comunità scientifica.  Questo nuovo approccio ha l’obiettivo di rendere ancora più accurato e trasparente il calcolo delle emissioni, affiancando al metodo Lca una mappatura ancora più granulare delle emissioni legate al business e una survey per indagare i comportamenti degli utenti in termini di trasporto e imballaggio.Grazie alla nuova metodologia, Subito per la prima volta è riuscita a stimare l’impatto medio potenziale di una ‘compravendita tipo’ in piattaforma.  “Il 60% degli italiani ha dichiarato di aver fatto acquisti second hand, allungando così la vita di un bene e riducendo la necessità di acquistare oggetti di nuova produzione – ha dichiarato Giuseppe Pasceri, Ceo di Subito – Crediamo che il movimento verso un futuro più sostenibile passi anche attraverso iniziative concrete, che hanno al centro il potere delle persone: comprare e vendere oggetti usati è un gesto semplice, alla portata di tutti e che aiuta, allungando la vita dei prodotti, a contribuire a un'economia più circolare”.  Chi sceglie l’economia dell’usato, infatti, da una parte regala una seconda vita alle cose, riducendo la produzione di rifiuti, dall’altra evita potenzialmente le emissioni di CO2 e i costi ambientali della produzione di un bene nuovo (dall’estrazione delle materie prime, alla loro lavorazione, fino alla distribuzione).

Questo emerge anche da una survey che Subito ha sottoposto ai suoi utenti e dalla quale si evidenzia come nella maggior parte dei casi (52%) l’usato sostituisca l’acquisto del corrispettivo bene nuovo, percentuale che cresce ancora di più nel caso di beni come quelli della categoria Elettronica (55%).  Per la prima volta, sempre attraverso la survey sottoposta agli utenti della piattaforma, è stato indagato anche il comportamento dei consumatori rispetto alle azioni che completano la compravendita e che contribuiscono a determinarne l’impatto, ovvero trasporto e imballaggio.Dalle risposte emerge che entrambe le azioni hanno un impatto ridotto sull’ambiente perché quando si compra o vende un bene pre-loved, l’80% di chi spedisce un prodotto lo fa utilizzando un imballaggio già presente in casa o comunque già utilizzato per altro (come ad esempio confezioni di precedenti acquisti); mentre rispetto al trasporto l’80% degli utenti preferisce effettuare la compravendita e lo scambio di persona prediligendo l’utilizzo di mezzi pubblici o spostandosi a piedi ottimizzando così il tragitto anche per fare altro e, di questi, il 63% dichiara di non utilizzare alcun tipo di imballaggio e il 30% di riutilizzare un packaging già usato in precedenza. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Putin: “Simpatia tra Russia e Italia”. E ricorda Berlusconi – Video

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(Adnkronos) – Tra Russia e Italia "c'è simpatia nonostante quello che sta accadendo".Il presidente russo Vladimir Putin, nella conferenza di fine anno, si esprime così sui rapporti tra Russia e Italia in una fase cruciale della guerra che Mosca combatte da 3 anni contro l'Ucraina.

L'Italia non ha mai fatto mancare il proprio sostegno a Kiev.Nella risposta, Berlusconi dedica anche un pensiero a Silvio Berlusconi, elogiando la figura dell'ex presidente del Consiglio. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inps, Vittimberga: “Innova sia sul versante sociale che tecnologico”

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(Adnkronos) – “L''Istituto innova sia sul versante sociale, pensiamo all’attuazione della riforma Locatelli e al contributo alla legge Paglia, che tecnologico, dall’adozione dello Spid in sostituzione del Pin, alla Siisl e oggi alle nuove funzionalità dell’App, segnalo anche strumenti come Pensami e Contaci che non solo permettono di esplorare scenari pensionistici per fare scelte consapevoli ma alimentano la cultura e l’educazione previdenziale: nuova mission su cui ci sentiamo ingaggiati".Lo ha sottolineato Valeria Vittimberga, direttore generale Inps, durante la conferenza di presentazione della nuova App “Inps Mobile” a Roma. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lasco (Poste Italiane): “Fieri di questa iniziativa”

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(Adnkronos) – “Oggi è una giornata molto bella per noi di Poste Italiane, per la Santa Sede e per tutte le persone che verranno qui in questa piazza magica, San Pietro.Abbiamo aderito a questa iniziativa sin da subito, con grande motivazione e orgoglio.

Oltretutto eravamo presenti anche quando fu realizzato il vecchio stabile mobile, credo nel 2003.Questo sito oggi è di una bellezza assoluta, creato con la massima tecnologia d'impatto per un luogo così magico.

Siamo molto contenti in quanto questo nostro percorso di sostegno alle cose belle prosegue ed è un aspetto importante nel contesto di un evento importante come il Giubileo.Siamo i primi ad aver realizzato un'opera così bella e Poste Italiane è fiera di questa iniziativa”.

Lo sottolinea Giuseppe Lasco, direttore generale di Poste Italiane, intervenuto all’inaugurazione del nuovo ufficio postale mobile Vaticano in piazza San Pietro.I lavori sono stati commissionati da Poste Italiane, che ha donato il nuovo ufficio postale al Governatorato.

Il nuovo ufficio apre le porte a pochi giorni dall’avvio del Giubileo 2025 e sarà a servizio dei cittadini, dei pellegrini e dei visitatori che arriveranno a Roma in occasione dell’Anno Santo che si aprirà il 24 dicembre. A tagliare il nastro sono stati il cardinale Fernando Vérgez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano; il direttore generale di Poste Italiane, Giuseppe Lasco; Raffaella Petrini, segretario generale del Governatorato, tra gli altri. “Abbiamo scelto il massimo che poteva essere fatto in un contesto e un'iniziativa come questa dell'arrivo del Giubileo -prosegue Lasco-.Ci è stato chiesto di profondere uno sforzo anche sotto l'aspetto economico, che abbiamo fatto scegliendo materiali sostenibili e all'avanguardia, tant'è che tutta la struttura di circa 130 metri quadrati, rispetto ai 60 metri quadrati di una volta, è realizzata in un concetto che sposa il nostro percorso nell'ambito del progetto Polis, con spazi segmentati dedicati ai vari servizi, con agibilità e altamente sostenibile – spiega – con questo ufficio, infatti, abbiamo abbattuto anche le barriere architettoniche, in quanto l'immobile che c'era prima, essendo con dei gradini, non permetteva a persone con difficoltà di accedere all'ufficio.

Oggi abbiamo abbattuto anche quell'elemento.E’ una struttura tecnologica avanzata in un contesto magico come questo”. Oltre ai tradizionali servizi postali, l'ufficio postale mobile Vaticano offre uno spazio dedicato alla filatelia, con prodotti esclusivi di Poste Italiane e Poste Vaticane.

Completamente priva di barriere architettoniche, la struttura è accessibile a tutti.L’ufficio, collocato nel Braccio di Carlo Magno del colonnato, ha la forma di un poligono a 16 lati con pareti in vetro e si distingue per la funzionale ripartizione degli spazi e per il confort assicurato al pubblico che può disporre di una comoda area centrale per l’attesa, e agli operatori disposti su tre postazioni di lavoro.

La scelta di materiali a basso impatto ambientale, principalmente legno e vetro, esprime il rispetto per la solennità del luogo e per i principi della leggerezza e della sostenibilità ambientale che sono propri di Poste Italiane. “E’ un'infrastruttura che resterà fissa -prosegue Lasco-.Oltretutto, sotto l'aspetto commerciale, ci sarà un connubio continuativo e costante tra le Poste Italiane e le Poste Vaticane e avere un sito in una piazza come questa per noi è motivo di grande motivazione e di grande orgoglio.

L'immobile è stato creato per essere rimosso in pochissime ore, per motivi di sicurezza e di sostenibilità e resterà fisso fino a quando non verrà sostituito, tra moltissimi anni”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nord Engineering, acquisisce il 60% di Btt italia

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(Adnkronos) – Nord Engineering, azienda cuneese che progetta e realizza sistemi smart di raccolta di rifiuti urbani, ha acquisito il 60% dell’aretina BTT Italia, parte del gruppo Lem Industries e Tcb che progetta e costruisce impianti di recupero e affinazione di metalli preziosi da Raee.Il closing è stato siglato a novembre, a valle di una partnership industriale iniziata nel 2023 per la progettazione di un contenitore per la raccolta di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Con l’acquisizione, Nord Engineering e BTT Italia presidiano l’inizio e la fine della catena del valore del recupero e trattamento di Raee: con il contenitore di Nord Engineering si raccoglie, con impianti come "Hydro B One" si affinano metalli preziosi presenti nei Raee come oro, platino, palladio, argento e rame.BTT Italia, infatti, mantiene la sua presenza sul mercato e prosegue l’attività di realizzazione di impianti come lo “Hydro B One” di Terranuova Bracciolini, in Toscana, gestito a partire dal 20 dicembre da Iren.  BTT Italia, a Marciano della Chiana, in provincia di Arezzo progetta e realizza processi e impianti di recupero e affinazione dei metalli preziosi sin dal 1979.

Ha sviluppato un importante know-how nelle soluzioni su misura, performanti, sicure e stabili per l'industria orafa, delle miniere e nel recupero di Raee.BTT Italia ha introdotto i primi reattori rotanti e, oggi, detiene la tecnologia basata su processi idrometallurgici per recuperare e affinare metalli preziosi con bassissime emissioni di CO2 in atmosfera.  Nord Engineering (Caraglio, CN), da 20 anni sul mercato, è tra le aziende leader del settore dello smart waste management.

I suoi prodotti sono venduti in una ventina di Paesi nel mondo.Nord Engineering ha sviluppato l’innovativo Sistema di Raccolta Easy, un’attrezzatura automatica mono-operatore bilaterale capace di raccogliere diverse tipologie di contenitori. Come ricorda la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile nel report “Il riciclo in Italia 2024”, il tasso di raccolta dei Raee si attesta per il 2023 al 30%; ancora in decrescita come negli anni precedenti e lontano dal 65% che l’Unione europea ha fissato come target nel 2019.

Nel dettaglio, secondo i dati del Centro di Raccolta Raee, in Italia nel 2023 si sono raggiunte le 349.345 tonnellate raccolte, con una variazione del -3,1% rispetto al 2022.Inoltre, il Critical Raw Materials Act (Regolamento UE 2024/1252) entrato in vigore lo scorso maggio, ha aggiunto come obiettivo da qui al 2030 l’incremento del riciclo di materie prime critiche, per consentire la copertura di almeno il 25% del loro consumo in Unione europea.

Con otto impianti con tecnologia idrometallurgica entro il 2040 (secondo una stima The European House – Ambrosetti per Iren), cui abbinare una rete capillare di contenitori urbani per Raee, la quantità di metalli preziosi che verrebbe affinata corrisponderebbe al massimo di quanto è recuperabile sul totale di rifiuti raccolti; con un valore complessivo di oro affinato stimabile in circa 130 mln di euro (ai valori attuali). ''Con questa acquisizione -dice Malachy Musso, Ceo Nord Engineering- la filiera dello “urban mining” è al servizio di settori strategici dell’industria made in Italy.L'attuale gestione dei Raee, infatti, inizia in modo spesso inefficace per una ancora poco diffusa consapevolezza sul loro corretto smaltimento.

Inoltre, una quota molto alta di questi rifiuti se ne va all'estero, circa il 90%.Quando abbiamo annunciato alla fine dello scorso anno la partnership industriale tra noi e BTT Italia, avevamo ben chiaro che occorreva rendere più semplice per i cittadini conferire i Raee e recuperarne i metalli preziosi in modo sostenibile dal punto di vista ambientale.

Ora iniziamo a contribuire attivamente per ridurre la dipendenza dall'estero di metalli preziosi e strategici per la produzione di chip, per automotive, difesa e aerospazio''. Per Daniele Gualdani, Lem Industries: ''Questa operazione premia gli ultimi cinque anni di ricerca e sviluppo in cui BTT Italia ha creduto e investito risorse, circa il 30 per cento del suo fatturato.Tecnologia e processi innovativi nel settore orafo sono la nostra storia; ora ci fanno compiere un balzo in avanti nell'economia circolare e della sostenibilità ambientale di cui siamo orgogliosi e che mettiamo al servizio del sistema Paese.

Al contempo, BTT Italia e Nord Engineering sono due aziende con un forte radicamento territoriale e una grande vocazione internazionale.Il nuovo assetto proprietario nulla muta in termini occupazionali e molto invece apre in termini di opportunità per entrambe''. Lucia Leonessi, Direttore Generale di Confindustria Cisambiente si dice '' molto soddisfatta di questa nuova acquisizione, perché crea di fatto un polo di grande importanza.

Questo è un punto di arrivo per Nord Engineering e per BTT Italia: auguro buon lavoro ed un proficuo percorso nel quale l’Associazione Confindustria Cisambiente sarà sempre al loro fianco e a quello delle imprese italiane del settore Ambiente''. Con l'ingresso di Nord Engineering nel capitale di BTT Italia, si dà corpo a una leadership tecnologica nel settore dell’economia circolare e di know-how dei processi di affinazione dei metalli, terre rare e materiali strategici.Tema centrale è processare materie prime strategiche in modo sostenibile dal punto di vista economico e con un ridotto impatto ambientale.

Più si ricicla ciò che si acquista e utilizza, meno si ha bisogno di estrarre materia prima.Dunque meno impatto su suolo e acque (attività mineraria) e meno inquinamento in atmosfera (processi di riciclo pirometallurgici).

BTT Italia opera con una tecnologia idrometallurgica brevettata, che non utilizza la fusione e la combustione e quindi a ridotta emissione di CO2 (circa l’80 per cento in meno rispetto ai processi pirometallurgici). Entrambe le aziende presidiano mercati internazionali e con questa operazione mettono a fattor comune la gestione del business, la rete commerciale internazionale e sedi estere in Spagna, Francia, Sud America.Questo nuovo assetto societario permette di affrontare commesse ancor più importanti.

Ogni città che si doterà dei cassonetti di Nord Engineering, tra un anno potrebbe avere un impianto "Hydro B Two" (e poi un Hydro B Three, e così via) per l'affinazione dei metalli da RAEE.L'impianto è modulare e copre diverse taglie di città o aree geografiche.

Lo sviluppo, inoltre, è dato anche dalle “città di nuova fondazione” come Neom in Arabia Saudita o la nuova Samarcanda in Uzbekistan.Luoghi che integrano da subito lo urban mining e la relativa logistica nel progetto architettonico, ingegneristico e urbanistico, assieme ad acquedotti e fognature. BTT Italia ha festeggiato quest’anno i suoi primi 45 anni di attività.

La società nei 40 anni precedenti si è occupata della realizzazione di impianti per l’affinazione dei metalli preziosi, negli ultimi cinque l’esperienza maturata è stata investita nello sviluppo di soluzioni per il recupero dei metalli preziosi e critici nell’economia circolare.Nel corso del 2024, BTT Italia ha realizzato il primo impianto idrometallurgico hi-tech, lo "Hydro B One” in Toscana, che riduce l’attività estrattiva e massimizza il recupero delle materie prime strategiche dai RAEE, senza processi di incenerimento. Per i prossimi anni, BTT Italia presenta le 12 linee guida di sviluppo sui temi dell’economia circolare.

Queste linee guida vogliono offrire una visione e prospettiva industriale, concreta ed attuabile per processi sostenibili e impianti performanti che, oltre al recupero dei metalli preziosi da RAEE, si estenderà ai settori del deep sea mining, al recupero del carbone e dell’amianto, al trattamento di due elementi strategici come il germanio e il bismuto.Inoltre BTT Italia si concentrerà sul trattamento di polveri fosforose provenienti dalle lampade a fluorescenza per recuperarne le terre rare presenti, così come nelle batterie NiMH, o l’argento dai pannelli fotovoltaici dismessi.

Altre frontiere sono la filiera della tecnologia per la radio-frequency identification (RFID), la filiera dell’industria spaziale e l’oro nascosto nelle miniere, vale a dire minerali strategici come, tra gli altri, il gallio, il cobalto e il feldspato. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia, Putin ricorda Berlusconi: “Potessi ci prenderei un tè insieme”

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(Adnkronos) – Nella conferenza fiume di fine anno, il presidente russo Vladimir Putin ha citato anche Silvio Berlusconi tra i leader del passato con cui prenderebbe una tazza di tè se ne avesse la possibilità.Insieme a quello dell'ex presidente del Consiglio italiano, Putin durante il suo discorso ha fatto i nomi anche dell'ex cancelliere tedesco, Helmut Kohl, e dell'ex presidente francese, Jacques Chirac. Berlusconi, ha spiegato il leader del Cremlino, "era una persona molto cordiale nella comunicazione, una persona molto intelligente.

Ha fatto molto per lo sviluppo delle relazioni russo-italiane". E ancora: "Nonostante ciò che sta accadendo oggi, sentiamo che nella società italiana c'è una certa simpatia per la Russia, così come noi abbiamo una certa simpatia per l'Italia", ha dichiarato ancora il presidente russo durante la conferenza stampa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Cesena sarà diretta da Federico Dionisi dell’Aquila

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Federico Dionisi rappresenta una delle figure più promettenti nel panorama arbitrale italiano. Nato a L’Aquila il 3 marzo 1988, questo arbitro, laureato con lode in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi della sua città nel 2016, ha segnato la storia dell’arbitraggio abruzzese, diventando il primo direttore di gara proveniente da questa regione a dirigere partite sia in Serie B che nella massima serie. La passione per l’arbitraggio, ereditata dal padre Giulio, lo ha portato ad intraprendere questa carriera fin da giovanissimo.

Dagli Esordi Locali alla Serie A: Un Percorso di Successi

La carriera arbitrale di Dionisi inizia precocemente, all’età di 15 anni, nel 2003, dirigendo partite nei campionati locali. Dopo sette anni di esperienza sul campo, nel 2010, compie un importante passo avanti entrando nella Commissione Interregionale. Il 2011 segna il suo debutto in Serie D, un’esperienza che lo forma ulteriormente per il salto di qualità successivo. Nel 2014, infatti, Dionisi approda in Lega Pro, dove le sue prestazioni arbitrali iniziano a farsi notare per competenza e professionalità.

Quattro anni di ottime direzioni di gara gli valgono, nel 2018, la promozione alla Commissione Arbitrale Nazionale B (CAN B). Questo traguardo non rappresenta solo un successo personale per Dionisi, ma anche un motivo di orgoglio per la sezione arbitrale aquilana, che per la prima volta vede un suo rappresentante arbitrare nel campionato cadetto.

Il debutto in Serie B avviene il 26 agosto 2018, in occasione di una partita spettacolare e ricca di gol tra Foggia e Carpi, terminata 4-2. Pochi mesi dopo, il 16 marzo 2019, arriva un’altra pietra miliare nella sua carriera. Il 1° settembre 2020, entra a far parte dell’organico della CAN A-B, aprendogli le porte della Serie A.

L’esordio nella massima serie avviene in un altro match memorabile, il marzo 2020, tra Sassuolo e Sampdoria, una partita che si conclude con un pirotecnico 5-3 a favore dei neroverdi. Con questa direzione, Dionisi scrive un’altra pagina di storia per la sezione arbitrale aquilana, diventando il primo arbitro proveniente da L’Aquila a dirigere una partita di Serie A.

La Filosofia Arbitrale di Dionisi: Umiltà e Crescita Continua

Dionisi ha condiviso la sua visione sull’arbitraggio durante un incontro con giovani colleghi della sezione di Schio, affermando che “Arbitrare ti cambia la vita”. Ha inoltre sottolineato l’importanza di “sapersi mettere sempre in discussione”, convinto che la crescita professionale passi attraverso il riconoscimento dei propri errori. “Quando smettiamo di riconoscere gli errori che commettiamo è il momento in cui smettiamo di crescere”, ha affermato, aggiungendo che è fondamentale “rialzarsi sempre dopo una prestazione negativa, ma al contempo, restare con i piedi per terra quando le cose vanno per il meglio”.

Il suo stile arbitrale, caratterizzato da attenzione, umiltà e una gestione delle sanzioni disciplinari non eccessivamente severa, gli ha permesso di ottenere diversi riconoscimenti, tra cui il premio come miglior arbitro di categoria già ai tempi della Promozione e dell’Eccellenza. La sua carriera è un esempio di dedizione, impegno e passione per l’arbitraggio, un percorso che lo ha portato a raggiungere i vertici del calcio italiano.

La scheda completa dell’arbitro con i precedenti con Juve Stabia e Cesena

E’ al suo 5° anno alla C.A.N.

Tra i professionisti ha diretto 161 partite con un bilancio di 68 vittorie interne, 43 pareggi, e 50 sconfitte con 39 rigori decretati e 33 le espulsioni comminate.

Quest’anno ha diretto 6 partite di campionato con un bilancio di: 1 vittoria interna – 1 pareggi – 4 vittoria esterne con 1 rigore assegnato e 1 espulsione.

I precedenti con la Juve Stabia sono 6: con 1 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte per le Vespe

19/20 Serie B 28.09.2019 Juve Stabia 0:1 Cittadella

19/20 Coppa Italia 11.08.2019  Juve Stabia 3:4 d.c.r. Imolese Calcio

17/18 Play-off Serie C 20.05.2018 Juve Stabia 0:0 Reggiana

17/18 Serie C 03.03.2018 Juve Stabia 3:0 Sicula Leonzio

16/17 Serie C 06.12.2016 Fidelis Andria 2:1 Juve Stabia

15/16 Serie C 06.09.2015 Melfi 2:0 Juve Stabia

1 precedente con il Cesena: 1 vittoria, 0 pareggi, 0 sconfitte.

24/25 Serie B 10.11.2024      Cittadella   0:2    Cesena

Assistenti:

1° Damiano Margani della Sezione di Latina

2° Mattia Politi della Sezione di Lecce

Quarto uomo il Sig. Marco Di Loreto di Terni

VAR:

VAR Antonio di Martino di Teramo

AVAR Giacomo Paganessi di Bergamo

Fedez, la mamma tranquillizza i fan: “Malore? Niente di grave”

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(Adnkronos) – "Niente di grave".Con queste parole, al telefono con l'Adnkronos, la mamma di Fedez, Annamaria Berrinzaghi, detta Tatiana, tranquillizza i fan del rapper, che sui social avevano postato centinaia di commenti preoccupati, dopo averlo visto piuttosto turbato durante il suo intervento in diretta su Rai1, nello show 'Sarà Sanremo'. Ieri Fedez, così come ognuno degli altri 29 Big di Sanremo 2025, ha raggiunto sul palco Carlo Conti per svelare il titolo della canzone che porterà in gara al Teatro Ariston dall'11 febbraio, 'Battiti', e dire poche parole per definirla.

Ma le parole di Fedez, insieme al suo atteggiamento un po' impacciato, hanno messo in agitazione i fan.  Alla domanda di Conti sulla canzone, Fedez ha risposto infatti: "E' una moltitudine di cose, è una dicotomia tra quella che può essere una canzone d'amore dedicata a una donna, ma quella donna è impersonificata nella depressione".Probabilmente il riferimento alla depressione, unito ad una certa esitazione dell'artista, hanno alimentato i dubbi sul suo stato di salute.  Ma la mamma e manager di Fedez sgombra il campo dalle preoccupazioni: "Niente di grave, più di questo non voglio dire", afferma la signora Tatiana.

Forse l'agitazione per la diretta tv ha giocato un brutto scherzo al rapper che non ha mai fatto mistero di essere particolarmente ansioso.  Fedez ha parlato più volte in passato dell'agitazione provata durante la sua partecipazione al festival 2021 in coppia con Francesca Michielin con la canzone 'Chiamami per nome'. "Pensavo di salire sul palco e vomitare, ma vomitare fisicamente e dire va beh, divento un meme che vomita sul palco e svengo", aveva raccontato Fedez.Un'agitazione sfociata anche in un attacco di panico il giorno dopo la prima esecuzione del brano. "Ho avuto un attacco di panico come non ne avevo da quando ero adolescente.

Sono stato male, vedevo tutto sfocato, mi mancava il respiro ed ero in panico totale.Ho dovuto chiamare il mio psichiatra e la mia terapista che insieme mi hanno calmato", aveva aggiunto Fedez.  Il rapper, comunque, a quanto apprende l'Adnkronos, è rientrato già a fine diretta, nella notte, nella sua casa di Milano.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fondazione Open, Renzi prosciolto con altri 10 indagati: nessun illecito

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(Adnkronos) – Nessuna presunta irregolarità nei finanziamenti a Open, la fondazione attiva tra il 2012 e il 2018 per sostenere l'ascesa e l'attivitа politica di Matteo Renzi, prima come sindaco di Firenze e poi come segretario del Pd.Lo ha stabilito il gup del Tribunale di Firenze, Sara Farini, che questa mattina, al termine della camera di consiglio, ha emesso una sentenza di non luogo a procedere nei confronti degli 11 imputati (a cui si aggiungevano 4 società), tutti scagionati da ogni reato contestato dalla Procura fiorentina.

Le motivazioni del verdetto saranno depositate dal giudice entro 90 giorni.  "Letti ed applicati gli articoli 424 e 425 terzo comma 3 del Codice di procedura penale", il giudice ha dichiarato "il non luogo a procedere nei confronti degli imputati in quanto gli elementi acquisiti non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna".  Alla lettura del dispositivo della sentenza in aula erano presenti il pubblico mistero Luca Turco (andrà in pensione per raggiunti limiti di età alla vigilia di Natale), che con il sostituto procuratore Antonino Nastasi aveva chiesto il rinvio a giudizio, e gli avvocati difensori degli imputati. I due pm il 9 febbraio 2022 avevano chiesto il processo, tra gli altri, per l'ex premier e leader di Italia Viva Matteo Renzi, l'ex ministra Maria Elena Boschi, l'ex deputato e ex ministro Luca Lotti, l'ex presidente della Fondazione Open Alberto Bianchi e l'imprenditore Marco Carrai, i componenti del cosiddetto 'giglio magico'.A tutti loro era contestato il presunto reato di finanziamento illecito ai partiti, dal momento che la Procura riteneva la Fondazione Open un'articolazione di partito riconducibile e funzionale all'ascesa politica di Renzi. L'udienza preliminare era iniziata il 15 aprile 2022 e si è conclusa due anni e otto mesi dopo.

Nel periodo temporale di svolgimento dell'udienza preliminare sono stati avviati e conclusi cinque procedimenti penali nei confronti dei due pubblici ministeri (tutti definiti con provvedimento di archiviazione), sono state presentate numerose interrogazioni parlamentari, si è pronunciata la Corte di Cassazione sui materiali sequestrati dai magistrati agli indagati, dando ragione agli imputati, e il Senato e la Camera hanno fatto ricorso alla Corte costituzionale sollevando conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato per gli irregolari sequestri condotti dalla Procura che aveva violato le prerogative dei parlamentari.  La Procura aveva contestato anche due presunti episodi di corruzione per l'esercizio della funzione a Lotti, ex membro del cda della Fondazione e membro del governo tra il 2014 e il 2017, prima come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e poi come ministro dello Sport.Lo stesso reato di corruzione attribuito a Lotti era contestato anche a Bianchi e all'imprenditore Patrizio Donnini, considerato collaboratore diretto della Fondazione.  A Bianchi, Carrai, Lotti e Boschi, in quanto componenti del consiglio direttivo di Open, e a Renzi (che i pm avevano qualificato come "direttore" di fatto della Fondazione) era contestato il reato di finanziamento illecito continuato "perchè in concorso tra loro" avrebbero utilizzato la Fondazione come "articolazione politico-organizzativa del Partito democratico (corrente renziana)", ricevendo "in violazione della normativa" sul finanziamento pubblico ai partiti contributi in denaro per un totale quantificato dalla procura in 3.567.562 euro provenienti dalle donazioni private dei finanziatori: 257mila per il 2014, 332.500 per il 2015, 1.420.988 per il 2016, 805.010 per il 2017 e 752.064 per il 2018.

Talune delle somme versate alla Fondazione, sempre secondo la Procura, sarebbero state utilizzate, inoltre, per fornire a Renzi, Lotti e Boschi "beni e servizi" di cui avrebbero fruito personalmente.  L'ex presidente Bianchi era accusato anche del reato di fatture false, per aver emesso quattro fatture che in realtà per i pm sarebbero andate a finanziare Open.L'imprenditore Alfonso Toto era imputato di corruzione, finanziamento illecito e traffico di influenze illecito.

L'imprenditore Riccardo Maestrelli era accusato di finanziamento illecito.Accuse di corruzione e finanziamento illecito anche per Carmine Ansalone (all'epoca dei fatti responsabile dell'ufficio relazioni esterne della British American Tobacco Italia) e Giovanni Caruci (sempre all'epoca dei fatti vice presidente della British American Tobacco Italia).

L'imprenditore Pietro Di Lorenzo, amministratore delegato della Imbr di Pomezia era accusato di traffico di influenze illecite per aver consegnato a Bianchi la somma di 130mila euro in cambio del suo appoggio con Lotti riguardo all'erogazione di finanziamenti pubblici per la realizzazione di una tv scientifica su piattaforma digitale a cui era interessato.  Il gup Sara Farini ha scagionato, infine, tutti gli imputati da ogni accusa, perchè gli elementi proposti dalla Procura "non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferragnez, l’attico a CityLife di Chiara Ferragni e Fedez è stato affittato? La cifra stellare

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(Adnkronos) – L'attico di CityLife, dove un tempo vivevano Fedez e Chiara Ferragni, sarebbe stato affittato.A trasferirsi nella vecchia dimora dei Ferragnez pare sia il calciatore Marcus Thuram, attaccante dell'Inter che avrebbe scelto l'appartamento da 477 mq con vista sullo skyline di Milano a una cifra da capogiro. 
 Il calciatore di serie A ha condiviso sul suo profilo Instagram delle storie in cui mostra alcuni angoli del suo nuovo appartamento a Milano.

Le immagini non sono sfuggite ai fan 'nostalgici' dei Ferragnez: "Ma è l'attico in cui abitavano Fedez e la Ferragni?", chiede un utente sulla piattaforma X.L'appartamento a cui si fa riferimento è stato il nido d'amore di Chiara Ferragni e Fedez per cinque anni, fino a quando i due hanno deciso di traslocare in una nuova casa, ancora più grande e più lussuosa, sempre nel quartiere dei vip di Milano, in cui ora vive l'imprenditrice digitale.    I fan hanno notato la somiglianza tra la nuova casa del calciatore e quella in cui vivevano i Ferragnez, che è stata anche il set della serie omonima di Prime Video.

Le chiavi dell'attico di CityLife potrebbe essere state consegnate a Marcus Thuram, attaccante dell'Inter, che ha arredato il salone con un mini campo da basket.E dove Fedez teneva tutta la sua collezione Marvel, gli utenti hanno notato che ora si trovano esposte le sneakers air jordan del calciatore.  "Situata nella residenza firmata Zaha Hadid all’undicesimo e ultimo piano, del quale gode dell’uso e dell’accesso esclusivo, si riserva una vista unica nel suo genere sullo skyline milanese ed il paesaggio circostante", questo recitava parte dell'annuncio pubblicato lo scorso anno dall'agenzia dell'immobile.

E a non farselo scappare pare sia stato proprio il calciatore Thuram, che avrebbe scelto di vivere all'undicesimo piano dell'attico alla cifra di circa 35mila euro di affitto mensile, escluse le spese condominiali.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Stracci (Airtum): “Incidenza stabile tra giovani 20-49 anni, in lieve calo cancro colon retto”

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(Adnkronos) – "Dal rapporto 'I numeri del cancro in Italia 2024' emergono aspetti molto importanti: non solo l'incidenza complessiva dei casi di tumore è in linea con quanto precedentemente stimato, ovvero 390.100 casi nel 2024 (nel 2023 erano 395.900, nel 2022 391.700), ma nei giovani adulti di età compresa tra i 20 e i 49 anni l'incidenza è stabile.A differenza di quanto osservato negli Usa e in altri Paesi quali Canada, Australia, Turchia, Finlandia, Regno Unito e Nuova Zelanda, dove si registra un aumento dei tumori nei giovani adulti, in particolare del cancro del colon retto, in Italia questo trend non si osserva.

Anzi, il cancro del colon retto è in lieve diminuzione sia nel sesso maschile che in quello femminile".Così all'Adnkronos Salute Fabrizio Stracci, presidente Associazione italiana registri tumori, Airtum, in occasione della presentazione del 14esimo censimento 'I numeri del cancro in Italia 2024' dell'Associazione italiana oncologia medica, Aiom, oggi a Roma.  "Negli uomini di tutte le età – sottolinea – osserviamo un trend positivo per i principali tumori, ovvero per il cancro di polmone, stomaco, colon retto e prostata, per vari motivi che includono in alcuni casi un andamento favorevole dei fattori di rischio (polmone e stomaco), screening (colon retto).

Ovviamente – precisa – questi dati positivi non indicano in nessun modo che dobbiamo abbassare la guardia rispetto alla prevenzione". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Melara: Ricordo con piacere Castellammare e la Juve Stabia. Le Vespe stanno disputando un ottimo campionato

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Fabrizio Melara, ex centrocampista della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì sui canali social ViViCentro dalle 20:30.Le dichiarazioni di Fabrizio Melara sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

Sappiamo che tra i tifosi ci sono tanti tuoi estimatori e c’è qualcuno che, come Tonino Ercolano, sostiene quanto segue: “Quando gioca Fabrizio mi fa morire, con le sue finte non fa capire niente all’avversario”.

Qual è il tuo ricordo dell’esperienza a Castellammare?Tu hai giocato in grandissime piazze, non solo a Castellammare, anche a Salerno, Benevento, Reggio Calabria.  Hai avuto una buona carriera.

Il ricordo di Castellammare è un bel ricordo; anche se ci sono stati alti e bassi, ho un ricordo fantastico di Castellammare, della vicinanza della gente, dei tifosi, del calore che ti davano anche stando semplicemente a fare una passeggiata sul lungomare.

Siamo stati bene: sia io che la mia famiglia.A Castellammare abbiamo dei ricordi bellissimi.

Al di là della questione Covid, pensi che il clima all’interno dello spogliatoio abbia influito sulla retrocessione del 2020?

Cercherò di essere breve.

Il covid è stato qualcosa di inaspettato, logicamente ha condizionato tutto e tutti (allenatore, dirigenza e giocatori).Riguardo ai miei compagni, posso dire che con loro ho condiviso lo spogliatoio, ma ad un certo punto sono subentrate delle dinamiche e delle situazioni a livello contrattuale, dei prestiti non prestiti che non eravamo pronti ad affrontare, né i giocatori stessi , nè la società, né l’allenatore. Io volevo smettere di giocare perché, quando abbiamo finito la partita con lo Spezia in casa, ci bastavano 7 punti, se non erro, e mancavano 9 partite, di cui 5 in casa.

Anche se abbiamo giocato insieme, io non ricordo nulla.Questa cosa mi ha toccato profondamente perché, quando siamo rientrati, negli allenamenti eravamo divisi e distanti, chi stava da una parte chi stava dall’altra, chi era in prestito e voleva tornare. C’erano tante situazioni particolari. Io credo che sia stato il COVID insieme con la gestione di determinate situazioni di cui non do colpa a nessuno. È stata una cosa nuova. La società ha cercato di fare il meglio, ma è stata una situazione non facile, quella ha mandato tutto all’aria altrimenti saremmo stati salvi.

Sei stato determinante in serie C per la promozione, con un ricordo bellissimo contro il Trapani, pensi che avresti meritato più spazio anche l’anno successivo in Serie B e soprattutto perché Caserta ti ha impiegato con il contagocce?

Se avessi potuto ragionare allora con la testa di adesso… La partita con il Trapani fu bellissima, ancora vado a rivedere i video, quindi immaginatevi!

Poi avevo un cliente abbastanza scomodo, se vi ricordate, che insomma non era facile da marcare, Nzolà.Non era neanche il mio ruolo, però me la sono cavata bene; lì è stato tutto il contesto, la partita, i tifosi, non poteva andare diversamente.

Sono stato facilitato per quel motivo lì.Sinceramente anch’io mi aspettavo un impiego maggiore nel campionato successivo, però, alcune situazioni hanno portato a far sì che giocassi un po’ meno e, devo essere sincero, nell’ultima parte, rientrando con il COVID, il mister cercava di trovare soluzioni in tutte le maniere, forse qualche soluzione magari un po’ più vicina c’è l’aveva però si è affidato ad altri giocatori che magari in quel momento avevano la testa da un’altra parte.

Non mi permetto di giudicare o di criticare,però con il senno di poi è facile parlare.Io ero a scadenza di contratto, ho giocato poco alla fine, però avevo voglia di giocare per mettermi in mostra. Con il mister Caserta siamo in grandissimi rapporti così come con gran parte dei miei compagni. Sia io che altri giocatori avevamo qualcosina da dare in più in quelle situazioni, ma ciò non è stato capito.

Quella di Lentini come la ricordi?

E’ stata fantastica!

Sono state tutte belle le partite pure nel girone di andata. Man mano che mi avvicinavo al traguardo è stato qualcosa di eccezionale. E’ sempre bello vincere ed io ho avuto la fortuna di vincere più campionati.Ho più perso che vinto!

Questo, però, fa sì che poi la vittoria sia ancora più bella, ma passa proprio dalle sconfitte.

Quando giocavi a Benevento e incontravi la Juve Stabia eri quello che temevamo di più.Rappresentavi proprio uno di quei calciatori che era meglio non avere contro.

Il Presidente Manniello a gennaio mi disse: “Uagliò so’ tre anni che ti chiamo ma perché non vieni mai?”.

Era tre anni che provava e poi Ciro Polito ha chiamato. A Castellammare sono stato benissimo; nei primi periodi mi sono dovuto ambientare per il traffico e la confusione della gente, però poi ho capito che questa era la forza della squadra.Questa squadra meno si tocca, sia per chi non gioca sia per chi gioca, meglio è.

Ci sono degli equilibri dentro gli spogliatoi che devono rimanere tali.Di questo campionato che sta facendo la Juve Stabia i responsabili sono i giocatori, ma è tutto il contesto che ti porta a fare un campionato del genere, a giocare in questa maniera e stare così.

La vicinanza dei tifosi che ti venivano parlare sia se le cose andavano bene sia se andavano male; la presenza costante della società, il direttore che prende i giocatori giusti, il mister che ha una gestione importante sia tecnica che relazionale con i ragazzi.L’intensità dell’allenamento la tiene alta chi non gioca.

I risultati vengono anche da queste cose qua.A gennaio sono sempre dell’idea che, trovato un equilibrio, meno si tocca, sia in entrata che in uscita, meglio è. La Juve Stabia sta facendo un campionato importante.

Alla lunga, però, nella rosa in serie B contano tanto i giocatori.Io ho vinto il campionato a Benevento in B perché c’era mister Baroni che sapeva gestire che le risorse nella maniera giusta.

Eravamo tanti in avanti sugli esterni in attacco: abbiamo giocato e io quell’anno fatto 28 partite.C’erano Ceravolo, Ciceretti e tanti altri.

E’ lungo il campionato, magari qualche giocatore che deve giocare un pochino di più bisogna buttarlo dentro perché te lo ritrovi poi alla fine perché le partite sono tante, così come gli impegni infrasettimanali.Io sono dell’opinione che gli equilibri meno si toccano a gennaio e meglio è sicuramente.

Fabrizio cosa ti intriga di più di questa Juve Stabia?

Qual è la qualità, il pregio maggiore di questa squadra?

Io l’ho vista sia l’anno scorso sia quest’anno dal vivo sempre.Qui parliamo di squadra; poi mettono in risalto anche qualche singolo ma qui è la squadra che ha un’intensità importante, che è ordinata nel campo, che ha dei criteri di gioco importanti, ha delle soluzioni e vanno tutti a 200 all’ora.

Sono ragazzi giovani con voglia, con fame, educati, puliti, tutti giocatori giusti.Questo fa sì che stanno ottenendo questi risultati.

Questo è quello che mi impressiona, non ho visto cose particolari devo essere sincero; ho visto giocatori forti che stanno continuando a crescere in giornata dopo giornata con l’aiuto del compagno.Siamo sulla buona strada, io mi auguro veramente che possano continuare così perché se lo meritano.

Io sono venuto alla partita col Benevento l’anno scorso, sono entrato anche negli spogliatoi e ho trovato un’ambiente bellissimo.Mi ha impressionato di più la questione del gruppo, l’intensità che mette e l’organizzazione anche inventandosi cose fantascientifiche perché oggi ormai si vedono tante cose che provano a fare 3000 cose o a  copiare cose che devono fare altri.

Qui ho visto cose pulite, essenziali, giuste.

Riguardo a questo ultimo aspetto che ci hai raccontato la Salernitana affrontata domenica solamente di dipendenti impiegati ha la bellezza di 122 persone, a Castellammare con 5 persone  sì fa tutto. 

Le 5 persone a Castellammare, se avevi un problema anche di notte, venivano anche a casa a mezzanotte e le conoscevi a livello familiare. Ancora adesso con Pino mi ci sento ancora, sono 5 anni che ci mandiamo i vocali e ci prendiamo in giro.La gente stava con noi e, se c’era da soffrire soffriva insieme con noi, se c’era da gioire gioiva con noi.

Se c’era un problema si cercava di risolverlo nella maniera giusta e si correva l’uno per l’altro ma questo poi te lo ritrovi.Le cose possono andare neanche bene però è giusto che vi sia un’unione  familiare.

Se tu ti cali in questa realtà, capisci quello che c’è a Castellammare, quello che ti può dare e lo vivi in questa maniera qua.

Avresti anche potuto avere un contratto migliore ad Avellino ma hai scelto di non tradire Benevento.Questo ti fa onore.

Sono rimasto sei mesi fermo, poi sono state fatte scelte diverse in serie A.

Mio figlio è cresciuto a Benevento e mi fermava la gente per strada pregandomi di non andare ad Avellino.Tanto è vero che poi dalla Juve Stabia ho giocato contro il Catania.

Ho raccolto tanto a livello di rapporti umani.Sono venuto a Castellammare, sono entrato in campo, ho salutato la curva della Juve Stabia e sono andato a salutare la curva del Benevento senza nessun tipo di problema.

Avrò raccolto meno forse nel campo ma fuori ho raccolto il triplo.

Fabrizio un tuo pensiero sulla serie B, su questo campionato perché noi diciamo che, tolte le prime tre che stanno scappando via, il resto sono un po’ tutte a pochissimi punti.

Le prime sono un bel rullo compressore e viaggiano a ritmi importanti anche se vedo sotto che  a 6 – 7 – 8 punti c’è il play off, c’è la zona retrocessione.La serie B è stata sempre così, è veramente dura e lunga. Mettere fieno in cascina adesso e continuare con questo entusiasmo è tanta roba.

Sappiate che ci saranno momenti di difficoltà, però io sono sicuro che Castellammare e la gente di Castellammare ha tutto per sopperire a queste difficoltà.Mi è capitato di vincere col Benevento tramite play off, abbiamo perso quattro partite e Vigorito ci ha dato il  ritiro a tempo indeterminato. Se si riesce a sopperire a questa cosa, la squadra può arrivare fino in fondo.

In quale giocatore della Juve Stabia ti rivedi?

Questi vanno troppo forte adesso forse perché sono invecchiato io.

Diciamo che forse come ruolo ti si addice più quello di Floriano Mussolini anche se magari tu eri un poco più ragionatore e lui invece sprinta molto sulla fascia.

Ero un po più grande e usavo un po’ più il cervello.

Qual è stata la differenza fra Vigorito e Manniello?

Se c’è stata una differenza nei momenti negativi, come è stata gestita da parte della tifoseria stabiese e di quella di Benevento?

Manniello è più scherzoso, quasi più come un amico perché io col presidente ho instaurato proprio un bel rapporto di amicizia e vicinanza.Vigorito più che un amico lo vedo come un  nonno.

Importanti erano la carezza, il “ non ti preoccupare”, eravamo come dei figli.  Purtroppo il Benevento, avendo avuto un passato molto turbolento, pochi ne restano legati.Invece, i tifosi della Juve Stabia anche se le cose andavano male, stavano con noi dentro gli spogliatoi e ci hanno detto cose importanti come “Quando le cose non vanno bene, la famiglia si unisce e fa sentire la propria presenza”.

Quale fu il vero segreto all’epoca di quella squadra cioè ovviamente mi riferisco al campionato vinto nel 2019.

Qual è il vero segreto per vincere un campionato di Lega Pro?

Il vero segreto non c’è però la percepisci quell’alchimia, già da subito, dalle partite, dai momenti di difficoltà, da come li gestisci e dalle situazioni in campo. E’ come se riuscissi un attimo prima a leggere determinate situazioni e il compagno sta in sintonia proprio col compagno.Io mi ricordo Max Carlini il mister che ci faceva giocare in un modo che se non funzionava ce ne accorgevamo da soli.

Già tra di noi capivamo qual era la soluzione.C’erano giocatori esperti come Paponi che in  piccola percentuale hanno dato valore a tutto, ai critici del calcio, alle testate giornalistiche, alla società, all’ambiente.

Tutto incide sul cammino della squadra. Io la penso così.

Pensi che i meriti siano più di Lovisa che l’ha costruita ovviamente con l’appoggio della società o Pagliuca che sta mettendo del suo o l’unione di questi due elementi: costruita bene e allenata meglio?

L’ultima cosa che hai detto: costruita bene e allenata meglio.Sono andati mirati su giocatori giusti, non magari altisonanti, ma giusti per la causa e allenati bene.

Ecco qua che vengono i risultati.I giocatori giusti  anche a livello caratteriale perché io dico sempre che in ogni piazza ci devi saper stare e ti devi sentire bene. Se non stai bene e non ti senti bene non rendi neanche in campo. Ci sono i pro e i contro in tutte le città; se pensi di stare a Milano, a Castellammare non stai a Milano.

Natale, anche Consorzio Parmigiano Reggiano sceglie WinLet come omaggio per i dipendenti

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(Adnkronos) – Conosciuto a livello internazionale come un’eccellenza del made in Italy, il Consorzio Parmigiano Reggiano ha dimostrato un forte interesse nei confronti del benessere dei propri dipendenti consegnando loro WinLet, l’innovativo braccialetto anti-aggressione che, dal 2021 ad oggi, ha salvato 450 persone da situazioni di pericolo.  Perché proprio WinLet?Il dispositivo, nato da un’idea di Pier Carlo Montali, fondatore e ceo dell’azienda milanese Security Watch, si attiva in caso di pericolo emettendo una sirena ad alta frequenza e inviando notifiche a contatti preselezionati, allertando nel contempo anche una centrale operativa 24 ore su 24 che invia i soccorsi sul luogo dell’emergenza.

WinLet fornisce dunque una sicurezza completa ed è per questo che il Consorzio ha scelto di consegnarlo al personale.  “Questo gesto dimostra quanto alcune aziende siano realmente impegnate nella salvaguardia dei propri collaboratori e delle loro famiglie", ha commentato Montali. "È un segnale importante per il futuro sociale del nostro Paese”, ha aggiunto.  Il Consorzio Parmigiano Reggiano è una delle tante aziende ad aver richiesto WinLet per tutelare i propri dipendenti, ma il dispositivo è stato apprezzato anche dai privati, come dimostrano i numeri: nel 2024, infatti, l’azienda Security Watch ha visto un incremento delle vendite di oltre il 200% rispetto al 2023.Anche l’acquisto è estremamente facile: si trova online su winlet.it o su Amazon, con consegna a domicilio.

A riconoscimento dei numerosi successi ottenuti, WinLet si è aggiudicato, nel 2022, il prestigioso premio Amazon Award come miglior prodotto innovativo in Italia e si è classificato tra i Top20 in Europa.Infine, proprio perché in passato si è dimostrato il più grande alleato delle donne – che rappresentano l’82% della base utenti del prodotto – è stato anche il protagonista di un’audizione presso la Commissione contro i femminicidi di Camera e Senato, dove è stato presentato come un’innovazione tra i dispositivi per la sicurezza personale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Autismo, Engineering rinnova sostegno a TechSoup per App Aba.Co

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(Adnkronos) – Per il secondo anno Engineering rinnova il proprio sostegno a TechSoup Italia, impresa sociale che aiuta le organizzazioni del Terzo settore a crescere e innovare promuovendo la cultura del digitale, offrendo accesso a prodotti IT a costi sostenibili e sviluppando soluzioni tecnologiche su misura.Grazie al sostegno di Engineering, azienda leader nella digitalizzazione dei processi guidata da Maximo Ibarra – spiega una nota – TechSoup Italia potrà continuare a implementare le modifiche necessarie per estendere a più centri di cura l'uso dell'applicazione Aba.Co, strumento digitale innovativo, utilizzabile tramite smartwatch e smartphone, che permette ai terapisti di registrare in tempo reale i dati relativi alle sessioni di intervento basate sui principi dell'analisi del comportamento di persone con diagnosi di disturbo dello spettro autistico. "La tecnologia – afferma Maximo Ibarra, Ceo di Engineerin – è uno strumento straordinario se migliora concretamente la vita delle persone, rendendo i servizi non solo più accessibili e inclusivi, ma anche capaci di rispondere in modo efficace a esigenze complesse e reali della società.

Per questo sono particolarmente orgoglioso del sostegno offerto a TechSoup Italia, che dimostra quanto il digitale possa fare la differenza anche in contesti delicati come quelli delle persone con diagnosi del disturbo dello spettro autistico, e che riflette pienamente la nostra visione di un'innovazione digitale orientata al benessere collettivo".Aggiunge Fabio Fraticelli, Ceo TechSoup Italia: "L'iniziativa di Engineering è una testimonianza concreta del nuovo paradigma di collaborazione in atto tra profit e non profit.

Le aziende non sono solo erogatrici di risorse, ma veri e propri abilitatori di impatto sociale.Il ruolo della nostra impresa sociale è facilitare questa connessione tra il mondo profit e il Terzo settore, e introdurre il digitale come fattore determinante dell'impatto sociale.

Grazie a Engineering e al suo sostegno a questo progetto, la cooperativa Il Faro migliorerà la sua capacità di intervento a favore dei beneficiari.Un esempio concreto di innovazione sociale che genera valore condiviso". Sviluppata in collaborazione con Il Faro, società cooperativa sociale impegnata ad offrire accoglienza, ascolto e cura a bambini, giovani, famiglie, persone con disabilità, donne vittime di violenza e anziani, grazie al progetto Stargate finanziato dal Fondo complementare al Pnrr per le Aree Sisma – Next Appennino, Aba.Co consente di configurare curricula personalizzati per ciascun bambino e di monitorare le acquisizioni comportamentali, offrendo così un approccio realmente data-driven alle strategie di cura.

Già utilizzata presso il Centro Orizzonte, centro ambulatoriale riabilitativo per disturbi del neurosviluppo, autismo e Dsa, Aba.Co ha dimostrato di migliorare l'affidabilità, l'efficienza e la trasparenza nella raccolta dei dati terapeutici, permettendo ai team di cura di prendere decisioni più informate. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Travolta da camion rifiuti alla stazione di servizio, donna morta nel sassarese

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(Adnkronos) – Nuova tragedia sulle strade della Sardegna, una donna è morta travolta da un camion nel Sassarese.L'incidente è avvenuto all'interno di una stazione di servizio Q8 di Sorso.

A investirla è stato un camion per la raccolta dei rifiuti impegnato in una manovra all'interno del rifornitore.La donna è stata travolta e per lei non c'è stato niente da fare.  Proprio ieri alle porte di Cagliari un meccanico 57enne era morto travolto da un camion su cui stava eseguendo una riparazione.

Nella stazione di servizio di via Cottoni a Sorso sono intervenute due ambulanze del 118, vigili del fuoco, Polizia locale e carabinieri. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ambasciatrice Cuba: “Trump? Pronti a lavorare con gli Usa”

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(Adnkronos) – "Cuba è preparata all'arrivo del nuovo presidente eletto degli Stati Uniti.Già abbiamo avuto un mandato Trump e siamo pronti a lavorare in un secondo mandato con il presidente e con il governo americani".

A dichiararlo è l'ambasciatrice di Cuba a Roma, Mirta Granda Averhoff, in un'intervista all'Adnkronos.  "Cuba – sottolinea l'ambasciatrice ospite dello studio tv a Palazzo dell'Informazione (VIDEO) – ha sempre dato la propria disponibilità ad avere relazioni stabili con i paesi vicini, ma in passato non è stato così.Speriamo che in occasione di questo nuovo mandato, gli Stati Uniti siano un po' più saggi.

Il primo periodo del governo di Trump è stato particolarmente aggressivo per Cuba ma siamo pronti ad avviare questa nuova fase con grande desiderio di lavorare con tutti i nostri vicini".  Quanto alle relazioni con l'Italia non ci sono dubbi, sono ottime e "sono innanzitutto relazioni di reciproco rispetto: abbiamo una tradizione di amicizia che risale indietro nel tempo e non dipende dai singoli governi o dai cambiamenti in corso nel mondo.Sono relazioni consolidate, perché ci uniscono molte tradizioni, una storia comune".

E c'è spazio "per rafforzare ulteriormente" queste relazioni. "L'Italia è stato un paese che ha portato molto alla cultura e alla storia di Cuba, con i molti italiani che hanno partecipato alla lotta per la nostra indipendenza", afferma. "Dentro il paese troviamo segni della cultura italiana ovunque e i nostri popoli sono simili, vicini, nelle tradizioni, nel gusto per il buon vino e, nel caso di Cuba, il nostro buon Rhum, il nostro tabacco.Agli italiani piace moltissimo Cuba, trovano un ambiente propizio per realizzare i loro investimenti e attività".   "In senso generale esistono relazioni molto buone che possono rafforzarsi ogni giorno di più sulla base del rispetto e della convivenza pacifica tra i nostri paesi", sottolinea, citando gli esempi di collaborazione: "Cuba ha collaborato con l'Italia sul piano sanitario, ci sono 333 medici di una brigata in Calabria, che assieme ai medici locali cercano di migliorare gli indicatori di salute per la popolazione.

Mi sono sempre state riferite cose molto positive del lavoro che si realizza in quella zona".E ancora, "all''epoca del Covid, Cuba è venuta a collaborare con l'Italia, ma io dico sempre che sta anche ripagando questa amicizia e questo calore umano degli italiani verso il mio paese". "L'Italia – conclude – è uno dei principali paesi di provenienza del turismo.

Gli italiani apprezzano particolarmente le bellezze della natura cubana.E' un aspetto su cui abbiamo lavorato molto e possiamo continuare a farlo".  L'ambasciatrice descrive poi la situazione degli ultimi mesi nel paese: "Quest'anno è stato particolarmente duro per l'economia cubana e negli ultimi due mesi abbiamo subito vari eventi molto negativi, con due cicloni particolarmente distruttivi nello stesso mese, e un sisma.

Il sistema elettroenergetico – che è vecchio, e necessita di continue riparazioni – si è sconnesso in tre occasioni".   "Bisogna dire che Cuba, come tutti i paesi del mondo, affronta una crisi economica internazionale che esiste da dopo il Covid-19.Il nostro paese in più deve affrontare il 'bloqueo', l'embargo economico, commerciale e finanziario imposto per oltre 60 anni dal governo degli Stati Uniti e che in particolare durante l'amministrazione del presidente Trump, si è rafforzato.

Nel nostro paese c'è quindi un'economia danneggiata e che ha difficoltà a migliorare i servizi.C'è mancanza di combustibile, che ha prezzi che a volte non riusciamo a pagare e che bisogna importare da luoghi distanti per rimettere in funzione il sistema", spiega ancora, precisando che Cuba sta "cambiando la matrice energetica del paese in direzione di un'energia più pulita, solare, eolica, anche per attenuare il problema dei prezzi del combustibile".  "Siamo un piccolo stato insulare e subiamo gli effetti del cambiamento climatico, che si vedono in questi cicloni sempre più distruttivi", ribadisce infine assicurando però "la volontà del popolo cubano di continuare a lottare per il proprio sviluppo e superare questa situazione".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, fumo, alcol, sedentarietà e obesità sotto accusa dai 18 anni in su

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(Adnkronos) – In Italia il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 18% consuma alcol in quantità a rischio per la salute.E si registra un boom di sedentari, aumentati dal 23% nel 2008 al 28% nel 2023.

E' quanto emerge dal 14esimo censimento 'I numeri del cancro in Italia 2024' dell'Associazione italiana oncologia medica, Aiom, presentato oggi a Roma.Il volume sui numeri delle neoplasie nel nostro Paese è frutto di una collaborazione tra Aiom, Airtum, Fondazione Aiom, Ons, Passi, Passi d'Argento e Siapec-Iap.

La fotografia scattata da Passi e Passi d'Argento nella popolazione di 18-69 anni e nella popolazione ultra 65enne residente in Italia non lascia dubbi: serve più attenzione anche agli stili di vita tra la popolazione adulta e tra gli over 65.Fumo, alcol, sovrappeso, sedentarietà e obesità sono i principali fattori di rischio comportamentali.  Fumo: nel biennio 2022-2023 in Italia il 24% dei 18-69enni fuma e il 17% è un ex-fumatore.

Tra i fumatori – si legge nel report – uno su 4 (24%) consuma più di un pacchetto di sigarette al giorno.L'abitudine tabagica è più frequente fra gli uomini rispetto alle donne (28% vs 21%), fra i più giovani, fra i residenti nel Centro-Sud ed è anche fortemente associata allo svantaggio sociale, coinvolgendo molto di più le persone con difficoltà economiche (36% vs 21% fra chi non ne ha) o con bassa istruzione (26% fra chi ha al più la licenza elementare vs 18% fra i laureati).

Negli ultimi anni la percentuale di fumatori si è ridotta, lentamente ma significativamente, seguendo il trend in discesa che si osserva da almeno trenta anni.Fra il 2008 e il 2023 la quota di fumatori è scesa complessivamente di quasi 6 punti percentuali, dal 30% al 24%. Alcol: secondo le principali Agenzie internazionali di salute pubblica, l'alcol è una sostanza tossica e cancerogena, tanto che la Iarc (International Agency for Research on Cancer) lo classifica nel gruppo 1 "sicuramente cancerogeno per l'uomo".

Il suo consumo prolungato e cronico è associato ad aumentato rischio di cancro e nella genesi dei tumori è correlato con il tumore del fegato, ma anche con i tumori della mammella nella donna, del colon-retto, laringe, fegato, esofago cavità orale e faringe.Nell'assunzione di alcol non esiste rischio pari a zero e qualsiasi modalità di consumo comporta un rischio, tanto più elevato quanto maggiore è la quantità di alcol consumata.

Nel biennio 2022-2023, in Italia meno della metà degli adulti di età compresa tra i 18 e i 69 anni (42%) dichiara di non consumare bevande alcoliche, ma 1 persona su 6 (18%) ne fa un consumo definito a 'maggior rischio' per la salute, per quantità e/o modalità di assunzione: il 10% per consumi episodici eccessivi, binge drinking (5 o più Unità alcoliche – Ua in una unica occasione per gli uomini e 4 o più Ua per le donne), il 10% per consumo alcolico esclusivamente/prevalentemente fuori pasto e il 2% per un consumo abituale elevato (3 o più Ua medie giornaliere per gli uomini e 2 o più Ua per le donne).Diversamente dagli altri fattori di rischio comportamentali, il consumo di alcol si caratterizza per essere più frequente fra le classi sociali più abbienti, senza difficoltà economiche e/o con livelli di istruzione elevati.

L'attenzione degli operatori sanitari al problema dell'abuso di alcol appare ancora troppo bassa: nel biennio 2022-2023, riferiscono di aver ricevuto il consiglio di bere meno appena il 7% dei consumatori 18-69enni a maggior rischio. Per quanto riguarda l'attività fisica, secondo i livelli di attività fisica attualmente raccomandati dall'Oms, nel biennio 2022-2023 il 48% della popolazione adulta in Italia può essere classificata come 'fisicamente attiva', il 24% 'parzialmente attiva', ma il 28% è completamente 'sedentaria'.La sedentarietà è più frequente fra le donne (32% vs 24% fra gli uomini), aumenta con l'età (24% fra 18-34enni vs 33% fra i 50-69enni), disegna un chiaro gradiente geografico a sfavore delle regioni del Meridione (40% vs 16% nel Nord) e un gradiente sociale a svantaggio delle persone con maggiori difficoltà economiche (fra le quali raggiunge il 42%) o basso livello di istruzione (48% fra chi ha al più la licenza elementare vs 25% fra i laureati).

Negli anni, la sedentarietà è aumentata significativamente e costantemente passando dal 23% del 2008 al 28% nel 2023.L'aumento ha coinvolto tutti i gruppi della popolazione; la sedentarietà è aumentata in egual misura sia fra gli uomini che fra le donne, in tutte le classi di età, ma più velocemente fra i più giovani; è aumentata in particolar modo nel Meridione e nel Centro ampliando il gradiente geografico fra Nord (dove resta costante) e Sud del Paese; infine è aumentata anche fra le persone abbienti e meno abbienti, ma più velocemente fra le persone con maggiori difficoltà economiche. L'obesità e, più in generale, l'eccesso ponderale favoriscono l'insorgenza di numerose patologie e/o aggrava quelle preesistenti, riducendo la durata della vita e peggiorandone la qualità.

Annoverata fra le malattie endocrine, nutrizionali e metaboliche, l'obesità è una patologia complessa, ed è essa stessa fattore di rischio cardiovascolare perché associata all'insulino-resistenza, alla dislipidemia aterogena, all'ipertensione arteriosa e al diabete mellito di tipo II.Sovrappeso e obesità sono anche un importante fattore di rischio oncologico.

Nel biennio 2022-2023 più di 4 adulti su 10 sono in eccesso ponderale, ovvero il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso.L'obesità è poco più frequente fra gli uomini (11% vs 10% fra le donne), aumenta significativamente con l'età (5% fra 18-34 anni, 10% fra 35-49 anni e 14% fra 50-69 anni) e coinvolge particolarmente le persone con svantaggio sociale (18% fra persone con molte difficoltà economiche vs 9% fra chi non ne riferisce).

Storicamente più frequente nel Sud del Paese, oggi il gradiente geografico fra Nord e Sud del Paese si è annullato. Consumo di frutta e verdura: nel biennio 2022-2023, in Italia il 52% dei 18-69enni consuma 1-2 porzioni di frutta o verdura al giorno, il 38% consuma 3-4 porzioni, mentre solo il 7% ne consuma la quantità raccomandata dalle Linee guida (five a day).Una piccola quota di persone (3%) dichiara di non consumare né frutta né verdura.

Se l'adesione al 'five a day' resta un'abitudine di pochi, quasi la metà della popolazione (45%) consuma almeno 3 porzioni di frutta o verdura al giorno.Le caratteristiche di chi ha comunque questa buona abitudine – dettaglia il report – sono significativamente associate al genere femminile (51% vs 40%), all'età (39% fra i 18-34enni, 44% fra 35-49enni, 50% fra 50-69enni), al vantaggio socioeconomico per risorse finanziarie o livello di istruzione (47% fra chi non ha difficoltà economiche vs 41% di chi ne riferisce molte; 40% fra chi ha al più la licenza elementare vs 51% fra i laureati) e alla residenza nelle regioni centro-settentrionali (50% nel Centro e 48% nel Nord vs 41% nel Meridione). —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, nel 2024 in Italia stimati 390mila nuovi casi, il 50% guarirà

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(Adnkronos) – In Italia nel 2024 sono stimate 390.100 nuove diagnosi di tumore: 214.500 negli uomini e 175.600 nelle donne.Nel 2023 erano 395.900 state e 391.700 nel 2022.

Il tumore più frequentemente diagnosticato quest'anno è il carcinoma della mammella (53.686 casi), seguito dai tumori a colon-retto (48.706), polmone (44.831), prostata (40.192) e vescica (31.016).Lo rivela il 14esimo censimento 'I numeri del cancro in Italia 2024' dell'Associazione italiana oncologia medica Aiom, presentato oggi a Roma a Palazzo Baldassini.

A firmare la prefazione del volume, frutto della collaborazione tra Aiom, Airtum (Associazione italiana registri tumori), Fondazione Aiom, Osservatorio nazionale screening (Ons), Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), Passi d'Argento e Società italiana di anatomia patologica e di citologia diagnostica (Siapec-Iap), il ministro della Salute Orazio Schillaci.  Secondo il censimento, la mortalità per cancro nei giovani adulti 20-49enni, in 15 anni (2006-2021), è diminuita del 21,4% nelle donne e del 28% negli uomini.E' significativa, in particolare, la riduzione dei decessi per carcinoma polmonare in entrambi i sessi: -46,4% nelle donne e -35,5% nei maschi.

Un altro elemento positivo, determinato soprattutto dai progressi nelle terapie, è costituito dal costante incremento del numero di persone che vivono dopo la diagnosi di tumore: nel 2024 sono circa 3,7 milioni.E la metà dei cittadini che oggi si ammalano è destinata a guarire, perché avrà la stessa attesa di vita di chi non ha sviluppato il cancro.

Vi sono però aree su cui è necessario più impegno, a partire dai 3 programmi di screening.Nel 2023, rispetto agli anni precedenti – evidenzia il report – si registra una maggiore copertura della popolazione, che raggiunge il 49% per lo screening mammografico, il 47% per quello cervicale e il 32% per quello colorettale.

Tuttavia restano notevoli differenze territoriali, con le regioni meridionali che fanno registrare livelli di adesione inferiori rispetto alle altre aree in tutti e tre i programmi di screening.Serve più attenzione anche agli stili di vita: il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 18% consuma alcol in quantità a rischio per la salute.

E si registra un boom di sedentari, aumentati dal 23% nel 2008 al 28% nel 2023.  "Anche se la stima del numero di nuovi casi di cancro è di poco inferiore a quelle del 2022 e del 2023 – afferma Francesco Perrone, presidente Aiom – non si può essere particolarmente ottimisti in un quadro più generale di prevalenza ancora alta di fattori di rischio, comportamentali e ambientali, che contribuiscono significativamente a causare il cancro.Si tratta di una materia in cui è necessario investire di più e a molteplici livelli, incluse, ad esempio, le riforme che Aiom sta promuovendo per rendere più efficace la lotta al tabagismo.

Nel libro siamo andati 'oltre i numeri', sfruttando il punto di vista dell'oncologia per arricchire la riflessione su fenomeni di assoluta rilevanza sociale, come la cura del cancro nei migranti, nelle carceri e nelle zone di guerra.Sono contesti in cui i numeri tendono ad essere imprecisi o del tutto ignoti e in cui la prevenzione e la cura del cancro non necessariamente rappresentano la priorità massima, ma piuttosto una lente attraverso la quale mettere meglio a fuoco come il diritto alla salute possa venire calpestato o non sufficientemente garantito".  Nel 2022 in Italia sono stati stimati 35.700 decessi per cancro del polmone, 24.200 per il colon-retto, 15.500 per la mammella, 14.900 per il pancreas e 9.900 per lo stomaco.

Dei quasi 10 milioni di morti oncologiche ogni anno in tutto il mondo, il 10,5% avviene in giovani adulti, cioè persone di età compresa tra 20 e 49 anni.In Europa, dove le popolazioni sono più vecchie, le morti per cancro in giovani adulti rappresentano il 4,3% di tutti i decessi oncologici registrati nel 2022.

Il volume contiene un'analisi della mortalità dei 20-49enni in Italia dal 2006 al 2021, che ha evidenziato un netto calo generale dei decessi per neoplasia in entrambi i sessi.  "In 15 anni sono state 786 le vite salvate tra le donne e 939 tra gli uomini in questa fascia d'età rispetto al numero atteso basato sui tassi del 2006 – evidenzia Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom – Assume particolare rilievo positivo, in entrambi i sessi, l'importante diminuzione nella mortalità per tumore del polmone, del 46,4% tra le donne e del 35,5% tra gli uomini under 50.Sono dati estremamente incoraggianti, se si considera che questa neoplasia rappresenta la prima causa di morte oncologica negli uomini giovani adulti e la seconda nelle donne dopo il tumore della mammella.

Questa osservazione si aggiunge ai progressi ottenuti, grazie alle recenti innovazioni terapeutiche, nella sopravvivenza dopo la diagnosi di carcinoma polmonare.Peraltro, i dati relativi agli stili di vita degli italiani sottolineano la necessità di rafforzare gli sforzi per la prevenzione primaria in persone di tutte le età, attraverso la lotta al fumo di sigaretta, altrimenti si rischia nei prossimi anni un'inversione della tendenza.

Dall'altro lato, va tenuto presente il campanello d'allarme che, in questa fascia d'età, suona per le neoplasie del colon-retto e dell'ovaio, dove la mortalità resta stabile da anni". "Per stimare i numeri del cancro nel 2024 in Italia, sono stati raccolti i dati da 35 registri tumori che coprono una popolazione di oltre 44 milioni di persone, cioè l'80% dei cittadini – sottolinea Fabrizio Stracci, presidente Airtum – Quest'anno, nel nostro Paese, le nuove diagnosi di tumori maligni non supereranno i 390.100 casi.Si tratta di una stima concordante con quanto riportato nel 2022 e 2023, sulla base delle proiezioni a livello europeo.

Va evidenziato l'inizio di una potenziale inversione di tendenza nel numero assoluto di nuovi casi, cioè una diminuzione di circa il 5% rispetto all'ultima proiezione Airtum del 2020 e alle stime dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.Un ruolo, seppure parziale, nel potenziale calo delle nuove diagnosi di cancro va anche attribuito alla riduzione di circa il 2,5% della popolazione italiana tra il 2017 e il 2024, da 60.484.000 abitanti a 58.990.000". Dall'altro lato, i dati dei registri tumori indicano un costante aumento della prevalenza, cioè del numero di persone che vivono dopo la diagnosi, circa l'1,5% l'anno nell'ultimo decennio (1,6% nelle donne e 1,3% negli uomini). "Oggi sono quasi 3,7 milioni (3.661.499) di cittadini, il 6,2% dell'intera popolazione – spiega Diego Serraino, direttore Soc Epidemiologia oncologica e Registro tumori del Friuli Venezia Giulia, Centro di riferimento oncologico Irccs Aviano – E la metà delle persone che si ammalano di cancro nel 2024 è destinata a guarire.

Per quanto riguarda i tumori ginecologici, la probabilità di guarigione per le donne colpite, nello scorso decennio, da tumore del corpo dell'utero è stata del 69%, per il collo dell'utero del 58%, per l'ovaio del 32%.E' evidente il ruolo della diagnosi precoce nell'aumentare le probabilità di superare definitivamente la malattia.

Nel carcinoma della mammella è pari complessivamente al 73%, ma passa dal 99% nello stadio I all'81% nello stadio II, per scendere al 36% nel III e IV.Considerando tutti gli stadi, chi si è ammalato di tumore del colon-retto ha una probabilità di guarire del 56%, dal 92% se la malattia è diagnosticata in stadio precoce al 71% in stadio II". "Individuare un tumore o i suoi precursori in fase iniziale permette di intervenire tempestivamente, con trattamenti più efficaci, meno invasivi e con minori rischi di complicanze, garantendo maggiore sopravvivenza e qualità della vita – rimarca Paola Mantellini, direttrice Osservatorio nazionale screening, organismo coordinato dall'Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica della Regione Toscana – I dati mostrano i progressivi miglioramenti dei programmi di screening, sia in termini di capacità di invito che di copertura.

Nel 2023, quasi 16 milioni di persone, cioè oltre il 90% della popolazione italiana in età target per lo screening mammografico, colorettale e cervicale, è stata regolarmente invitata.Vanno però ridotte le differenze nell'adesione, che restano ancora significative a livello territoriale.

Per quanto riguarda la mammografia, la copertura ha raggiunto il 62% al Nord, il 51% al Centro e il 31% al Sud.Lo screening cervicale mostra un livello di copertura pari al 57% al Nord, al 45% al Centro e al 35% al Sud.

Inferiori le percentuali di adesione allo screening colorettale: 45% al Nord, 32% al Centro e 15% al Sud".  La prevenzione passa anche dagli stili di vita corretti. "L'abitudine tabagica è più frequente fra gli uomini, fra i più giovani, fra i residenti nel Centro-Sud ed è fortemente associata allo svantaggio sociale, coinvolgendo molto di più le persone con difficoltà economiche o bassa istruzione – conclude Maria Masocco, responsabile scientifico dei sistemi di sorveglianza Passi e Passi D'Argento, coordinati dall'Istituto superiore di sanità – Anche sovrappeso e obesità sono un importante fattore di rischio oncologico poiché coinvolti, ad esempio, nell'insorgenza dei tumori dell'esofago, del fegato, del pancreas, della colecisti e delle vie biliari, dell'endometrio e del rene.L'obesità è poco più frequente fra gli uomini, aumenta con l'età e coinvolge particolarmente le persone con svantaggio sociale.

Storicamente più frequente nel Sud, oggi il gradiente geografico si è annullato.La sedentarietà è aumentata costantemente, passando dal 23% del 2008 al 28% nel 2023.

L'incremento ha coinvolto tutti i gruppi della popolazione, entrambi i sessi in egual misura e tutte le classi di età, ma è stato più veloce fra i più giovani e fra le persone con maggiori difficoltà economiche.L'aumento dell'inattività fisica ha coinvolto soprattutto il Meridione e il Centro, ampliando il gradiente geografico fra Nord e Sud".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Schillaci: “Aumentano i guariti ma restano disuguaglianze accesso a diagnosi”

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(Adnkronos) – "Il rapporto 'I numeri del cancro in Italia 2024' anno dopo anno si conferma uno strumento indispensabile per comprendere l'evoluzione della malattia oncologica nella nostra nazione e per orientare le nostre azioni nella lotta alle neoplasie.I dati presentati offrono un quadro complesso e articolato della situazione.

Da un lato, registriamo progressi significativi: tassi di guarigione in costante aumento, una diminuzione della mortalità e un numero crescente di persone che convivono con la malattia.Dall'altro lato, le disuguaglianze sociali nell'accesso alla diagnosi precoce e la persistenza di comportamenti a rischio rappresentano sfide urgenti che richiedono un'azione decisa e coordinata.

Il Piano oncologico nazionale 2023-2027 è una risposta concreta a queste sfide: dall'integrazione dei percorsi assistenziali, al potenziamento della prevenzione, fino allo sviluppo della ricerca".Così il ministro della Salute Orazio Schillaci nel messaggio inviato al presidente dell'Associazione italiana oncologia medica (Aiom) Francesco Perrone, in occasione della presentazione della 14esima edizione del censimento 'I numeri del cancro in Italia 2024' oggi a Roma a Palazzo Baldassini.  La "prevenzione, in particolare, è un pilastro fondamentale della nostra strategia – ricorda Schillaci – Promuovere stili di vita sani e incrementare l'adesione ai programmi di screening organizzati sono obiettivi strategici per ridurre il rischio di sviluppare molte tipologie di tumore, consentire una diagnosi precoce e intercettare tempestivamente la malattia.

In questo contesto, il ruolo della ricerca è cruciale.Solo attraverso l'innovazione scientifica potremo sviluppare nuove terapie sempre più efficaci e personalizzate.

Accanto a questi sviluppi, permettetemi di ricordare un altro traguardo: il recente riconoscimento del diritto all’oblio oncologico".  "Ringrazio l'Associazione italiana di oncologia medica e tutte le realtà coinvolte nella stesura di questo volume: una risorsa preziosa per chi, ogni giorno, lavora con la convinzione che insieme possiamo costruire un futuro in cui il cancro non sia più sinonimo di paura, ma una battaglia che possiamo vincere", conclude il ministro. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)