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Dayle Haddon morta per una fuga di monossido di carbonio

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(Adnkronos) – L'attrice e modella canadese Dayle Haddon è morta venerdì 27 dicembre a causa di un sospetto avvelenamento da monossido di carbonio avvenuto nella casa del genero, Marc Blucas, protagonista della serie televisiva "Buffy l'ammazzavampiri".Haddon aveva 76 anni. Il corpo senza vita è stato rinvenuto nella villetta di Blucas a Solebury, nella contea di Bucks, nello Stato della Pennsylvania.

La rete televisiva Cbs ha riferito che un agente di polizia ha dichiarato che all'interno della casa sono stati rilevati alti livelli di monossido di carbonio e per questo si sospetta anche un malfunzionamento dell'impianto di riscaldamento.Non è ancora stato confermato se l'attore Marc Blucas fosse presente al momento del decesso. Il dipartimento di polizia di Solebury Township ha dichiarato di essere intervenuto nella villetta poco dopo le 9 del mattino di venerdì, dopo aver ricevuto una chiamata per un uomo "disteso, svenuto al primo piano".

L'uomo di 76 anni, la cui identità non è ancora stata rivelata, è stato trasportato in un ospedale locale per essere curato per i sintomi da intossicazione da monossido di carbonio.Le autorità hanno poi trovato una donna di 76 anni, identificata come Dayle Haddon, morta in una camera da letto del secondo piano.

Mentre indagavano sulla scena, i vigili del fuoco hanno rilevato un alto livello di monossido di carbonio. "Le indagini preliminari dimostrano che un impianto di riscaldamento ha funzionato male, esponendo una grande quantità di monossido di carbonio all'interno della casa", ha dichiarato il sergente Jonathan Koretzky alla Cbs News.Secondo la polizia, anche due medici sono stati portati in un ospedale locale per esposizione al monossido di carbonio e un agente di polizia è stato curato sul posto.

I funzionari hanno dichiarato che tutti e tre sono in condizioni stabili. Nata a Montreal il 26 maggio 1948, Dayle Haddon intraprese la carriera di ballerina, per diventare poi famosa come top model prima di trasferirsi a Hollywood dove decise di dedicarsi alla recitazione.A 18 anni era stata eletta Miss Montréal.

E' stata tra l'altro modella per Revlon, Estee Lauder, Clairol e Max Factor e nel corso della sua carriera è apparsa più volte sulla copertina della rivista "Vogue". È apparsa anche sulla copertina del numero di "Sports Illustrated Swimsuit" del 1973 ed è stata inserita due volte nella lista delle "Dieci donne più belle" della rivista "Harper's Bazaar". Nel 1973 ottenne il suo primo ruolo cinematografico con il film Disney "Nanù, il figlio della giungla" (1973) a fianco di Jan-Michael Vincent.Accettò subito dopo la proposta di posare nuda per "Playboy" e perciò venne licenziata dalla Disney.

Haddon lasciò Hollywood per trasferirsi in Italia, dove recitò al fianco di Massimo Ranieri nel film "La cugina" (1974) di Aldo Lado.Seguirono altre pellicole, soprattutto del filone italiano della sexy commedia imperante all'epoca, ma non solo.

E' apparsa, tra gli altri titoli, "La città gioca d'azzardo" (1975) di Sergio Martino, "La supplente" (1975) di Guido Leoni, "40 gradi all'ombra del lenzuolo", episodio di "La guardia del corpo" (1976) di Sergio Martino (1976), "Spermula" (1976) di Charles Matton, "Maschio latino…cercasi" (1977) di Giovanni Narzisi e "Madame Claude" (1977) di Just Jaeckin.

Complessivamente è apparsa in 25 film.Ha avuto piccoli ruoli in "Cyborg" (1989), "Zwei frauen – Il silenzio del lago ghiacciato" (1989), "Bolle magiche" (1992) e anche in due pellicole di Woody Allen, "Pallottole su Broadway" (1994) e "Celebrity" (1998).

Haddon è stata anche ambasciatrice dell'Unicef e ha fondato WomenOne, un'organizzazione no-profit che si occupa di creare opportunità educative per le giovani donne. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Romano Floriani Mussolini: Apologia della stupidità. Una polemica senza fondamento

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La Juve Stabia sarà impegnata tra poche ore per l’ultima partita del 2024 contro il Frosinone.La gara prevista da calendario è la giornata n.20, la prima del girone di ritorno, del campionato di Serie BKT.

Le Vespe si sono preparate a questo impegno e contano sul sostegno del pubblico e sul calore della propria gente.Mister Pagliuca ha chiamato a raccolta tutta Castellammare per ottenere un risultato positivo e spera di poter utilizzare all’occorrenza tanti suoi calciatori che nell’ultimo turno per un motivo o per un altro non erano disponibili.

Tra questi c’è anche Romano Floriani Mussolini che contro la Reggiana ha risentito di piccoli fastidi muscolari e che non è stato convocato nella gara in Emilia.Il calciatore, inoltre, dopo la rete con il Cesena ha subito un gogna mediatica che ha coinvolto anche il pubblico di Castellammare che ha esultato per il suo gol con lo stesso “stile” adoperato per le esultanze ai gol di altri componenti della rosa.

Ma a qualcuno questo non è piaciuto e una società dove piace fare polemica per avere una fetta di “notorietà” è stata sfruttata l’occasione per demolire la gioia di un ragazzo di 21 anni a cui piace fare il calciatore e a cui interessa solo ed esclusivamente questo.Per fortuna tanti sono stati però anche gli attestati di stima e le difese nei confronti del calciatore e della piazza, tra cui anche un nostro articolo, con alcuni articoli provenienti anche da testate straniere come Le Parisien.

Oggi riceviamo e pubblichiamo la lettera di Tonino Scala, politico, blogger, editorialista, giornalista pubblicista e scrittore di Castellammare di Stabia:

“Questa è una polemica che non ha alcuna ragion d’essere, nata forse solo per cercare una notizia inesistente.

Romano, in tutta questa vicenda, non c’entra nulla e non ha dato minimamente adito a queste chiacchiere.Definire questa situazione da bar dello sport è quasi riduttivo, perché nello sport, anche al bar, le discussioni hanno un loro valore e una loro serietà.

Sono comunista, da sempre, e non per il ruolo che ricopro, che non è certo una garanzia.

Il mio essere comunista e antifascista appartiene alla mia sfera ideale e personale.Tuttavia, questa vicenda calcistica non ha nulla a che fare con la politica.

Un ragazzo ha segnato un gol.

Porta il cognome del padre e quello della madre.Lo stadio ha esultato, e io, come tanti, ho esultato con un gesto istintivo: ho alzato il braccio. È un gesto che si vede in ogni stadio del mondo dopo un gol.

Per abitudine, il mio è stato con il pugno chiuso, un modo personale e spontaneo di vivere l’entusiasmo.

Ma cosa c’entra tutto questo con la politica?

Nulla, assolutamente nulla.Basta osservare i filmati – quelli che riprendono dalla tribuna, non i dettagli parziali dei distinti – per rendersi conto che non c’è stato alcun saluto romano.
Chi ha montato questa polemica dimostra di non conoscere né i fatti né cosa sia la tribuna scoperta del Menti e chi la frequenta.

In quella zona ci sono gli Swarm, il cui storico capo tifoso, Tonino Ercolano, si è sempre candidato a sinistra.

Ogni partita le forze dell’ordine chiedono ai supporter di rimuovere la bandiera “Free Palestina”.
Nello stesso spazio c’è il gruppo Stabia Amore, guidato da Gianfranco Piccirillo, un noto socialista stabiese.Inoltre, tra i frequentatori abituali c’è Peppe Giordano, ex segretario del PD, che quest’anno ha realizzato un presepe sotto un manifesto del PCI.

Allora, di cosa stiamo parlando esattamente?

Ognuno esulta a modo suo.

Questi sono gesti di gioia, non politici.Certo anche io in un post goliardico sui social ho scritto non mi sarei mai aspettato di esultare per un Mussolini, ma è una battuta nulla più.

Non c’è alcuna apologia, se non quella della stupidità di chi continua ad alimentare una polemica senza senso.Insistere su questa strada significa dare peso a qualcosa che non lo merita.”

Dal G7 a ‘benedizione’ di Trump, per Meloni un 2024 da ‘leader più potente d’Europa’

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(Adnkronos) – Il 2024 segna il giro di boa del governo Meloni, consegnandogli la targa di settimo governo più longevo della storia repubblicana.Un anno di luci ed ombre per la premier, che porta a casa la casella di vicepresidente esecutivo della Commissione europea per Raffaele Fitto, l'endorsement di Donald Trump -"è una leader e una persona fantastica"- e l''incoronazione' di 'Politico' come “persona più potente d'Europa", l'"uomo forte" nei rapporti tra Bruxelles e States.

Di contro il 2024 è l'anno in cui la presidente del Consiglio incassa la battuta d'arresto sugli hotspot in Albania, vive un avvio d'anno ammaccato dalla vicenda Delmastro-Pozzolo e un'estate terremotata dall'affaire Sangiuliano, assiste al braccio di ferro FI-Lega sulla manovra vedendosi costretta a bacchettare gli alleati dopo un infruttuoso vertice 'apparecchiato' a casa sua.  L'anno che stiamo per lasciarci alle spalle è segnato anche della presidenza italiana del G7, con il summit dei Grandi a Borgo Egnazia, l'ultimo per Joe Biden nelle vesti di Presidente degli States.E l'anno dall'amicizia 'chiacchierata' della premier con Elon Musk, l'uomo domino della campagna elettorale di 'The Donald'.  Se il 2024 di Palazzo Chigi venisse raccontato con una raccolta di scatti, tra questi non potrebbero mancare la foto del paterno bacio sulla testa di Biden a Meloni nella cornice della Casa Bianca, lo scatto della premier con la testa nella giacca per canzonare le opposizioni finita sul Wall Street Journal, la photo opportunity con Chico Forti rientrato in Italia dopo 24 anni di carcere in America, la stretta di mano con stoccata a Vincenzo De Luca: ''sono quella stronza della Meloni", si auto-apostrofò la premier facendo calare il gelo sul fumantino governatore dem. Ma procediamo per gradi raccontando il 2024 in salsa Meloni.

Un anno che a gennaio si apre col disco verde alla discussa riforma dell'autonomia differenziata, nel mirino delle opposizioni come 'spacca Italia', e con il 'vertice internazionale Italia-Africa' che ha visto approdare a Roma, su iniziativa della premier, tutte le nazioni del continente per dare linfa al Piano Mattei.A febbraio, a seguito di un procedimento giudiziario su un possibile furto di beni culturali, il sottosegretario al ministero della Cultura Vittorio Sgarbi rassegna le dimissioni, dopo un incontro con la presidente del Consiglio a Palazzo Chigi. Il 24 febbraio, in occasione del secondo anniversario dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, Meloni vola a Kiev con la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il primo ministro belga Alexander De Croo e il canadese Justin Trudeau, dove presiede una riunione del G7 insieme al Presidente Volodymyr Zelensky.

E' l'ennesima conferma del sostegno italiano alla causa ucraina, rispetto alla quale, anche in questo 2024, la premier non ha mai compiuto passi indietro né mostrato tentennamenti.  A marzo la presidente del Consiglio si reca a Washington D.C.per un nuovo incontro con il Presidente Joe Biden.

Dagli Usa annuncia il ritorno a casa di Chico Forti, al centro di un controverso caso giudiziario che lo vede detenuto in America da ben 24 anni.Marzo è anche il mese di un acceso botta e risposta con la magistratura, né il primo né l'ultimo, stavolta innescato dal via libera del Cdm all'introduzione di test psico-attitudinali per i magistrati.  Aprile si apre con due mozioni di sfiducia, entrambe respinte: una tocca Matteo Salvini e riguarda i rapporti della Lega con il partito di Vladimir Putin Russia Unita, l'altra la ministra del Turismo Daniela Santanché in ordine alle inchieste sulle società Visibilia, Bioera e Ki Group.

A fine mese, dalla convention di Fdi a Pescara, Meloni annuncia la sua discesa in campo per le elezioni europee invitando gli elettori a scrivere sulla scheda elettorale anche solo il suo nome di battesimo, 'Giorgia'.La premier gioca la carta dell'empatia e punta sulla propria leadership.

I risultati sembrano darle ragione: alle urne di giugno Fdi si conferma primo partito italiano (28,8%) migliorando di quasi tre punti il risultato delle elezioni politiche che le hanno consegnato le chiavi di Palazzo Chigi. Dopo aver approvato l'abrogazione del reato di abuso d'ufficio, il governo a fine maggio torna ad occuparsi di giustizia e approva un disegno di legge di revisione costituzionale finalizzato a riformare l'ordinamento della magistratura, prevedendo, nello specifico, un'obbligatoria separazione in magistratura requirente e giudicante e la relativa introduzione di due nuovi organi di autogoverno destinati a mandare in pensione il Consiglio Superiore della Magistratura.  A giugno il Consiglio dei ministri approva due provvedimenti per 'sforbiciare' le liste d'attesa di una sanità in affanno.Rumoreggiano le opposizioni puntando il dito contro misure che giudicano vuote e prive di risorse.

Sempre a giugno, prima di volare in Puglia per il summit del G7, Meloni si reca in Albania insieme al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per verificare lo stato dell'arte dei lavori dei due hotspot battenti bandiera italiana.La visita viene funestata dall'accesa contestazione del segretario di +Europa Riccardo Magi, spintonato dalla sicurezza e protagonista di un botta e risposta al vetriolo con la premier. Dal 13 al 15 giugno i riflettori del mondo si accendono sulla Puglia, a Borgo Egnazia, per il summit dei 7 grandi del mondo.

Il vertice centra l'obiettivo di un prestito di 50 miliardi all'Ucraina acceso sugli asset russi congelati, ma viene segnato anche dalle tensioni tra Meloni e il Presidente francese Emmanuel Macron.A innescare il duello è il tema dell'aborto nelle dichiarazioni finali del summit, ma sottotraccia si gioca anche la partita della nuova governance dell'Unione europea. Su Bruxelles a luglio la premier compie una scelta inattesa e, nello stupore generale, vota contro la riconferma di Ursula von der Leyen, destinata al bis al timone della Commissione europea.

Meloni, a capo del gruppo dei conservatori, nonostante gli ottimi rapporti con la leader tedesca si chiama fuori, assieme ai Patrioti di Matteo Salvini, Viktor Orban e Marine Le Pen.Una mossa che, nello scacchiere internazionale, molti leggono come un potenziale e pericoloso isolamento dell'Italia.

A fine mese la premier vola in Cina e cerca di ricucire lo strappo consumatosi a fine 2023 con l'addio alla via della Seta.  Dopo un'estate in cui ha destato non poco stupore l''outing' di Arianna Meloni sulla separazione dal ministro Francesco Lollobrigida, il 30 agosto il Consiglio dei ministri approva ufficialmente la candidatura di Raffaele Fitto a Commissario europeo.A distanza di una manciata di giorni esplode una nuova mina in grado di far tremare l'intero governo: il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano viene coinvolto in uno scandalo che rimbalza di bocca in bocca, diventando motivo di gossip anche sotto gli ombrelloni.

L'imprenditrice e influencer Maria Rosaria Boccia va all'attacco del governo, a muoverla è la sua presunta nomina da parte dello stesso ministro della Cultura a consigliere per i grandi eventi, una nomina abortita a causa della relazione tra i due.Meloni, dopo aver inizialmente respinto le dimissioni del titolare della Cultura, si vede costretta ad accettarle per frenare l'onda d'urto che ha travolto il governo e 'chiama' Alessandro Giuli a sostituire Sangiuliano. A settembre Meloni vola a New York per la 79esima Assemblea generale delle Nazioni Unite e, prima dell'avvio dei lavori, incontra i ceo di Google, Motorola e Open Ai per discutere di investimenti delle big i-tech in Italia.

Nei giorni newyorkesi è soprattutto la decisione della premier di ricevere il premio dell'Atlantic Council dalle mani di Elon Musk a far discutere, tanto più che si accompagna alla decisione di 'disertare' la tradizionale cena offerta dai Biden ai capi di stato e di governo presenti nella 'Big Apple', una scelta che molti leggono come uno 'smarcamento' di Meloni verso l'amministrazione dem alla luce della possibile ascesa di Donald Trump. Ad ottobre la maternità surrogata, già vietata in Italia, diventa reato universale, perseguibile anche all'estero se attuata da cittadini italiani.Negli stessi giorni il governo, Meloni in testa, si trova a fare i conti con una nuova grana: i primi 12 migranti sbarcati nel porto albanese di Shengjin vengono ricondotti in Italia perché il tribunale di Roma non convalida il loro trattenimento nel centro italiano di permanenza per il rimpatrio di Gjader, frutto dell’accordo Roma-Tirana.

La decisione dei giudici di Roma rischia di mettere in discussione l’intero impianto del Memorandum siglato da Meloni e Edi Rama.  Una manciata di giorni dopo, il Cdm adotta un decreto legge ad hoc per definire ed aggiornare la lista dei 'paesi di origine sicuri', prima regolata da un semplice decreto interministeriale, 'elevandola' così a fonte di livello primario.L'obiettivo è saltare l'ostacolo che mina l'avvio dei due hotspot in Albania, che ancora oggi, tuttavia, continuano a restare vuoti in attesa della pronuncia della Corte di giustizia europea.

Meloni continua a difendere a spada tratta il progetto di 'colonia detentiva' in terra albanese, dicendosi convinta che si tratti di una strategia non solo valida ma esportabile e spendibile in Europa per arginare la "mafia dei trafficanti di vite umane" e fermare le morti in mare.  Il 21 novembre, dopo il G20 di Rio de Janeiro, Meloni raggiunge Buenos Aires per la sua prima missione in Argentina.Con l'"amico" Javier Milei la premier si affaccia dal balcone della Casa Rosada, reso celebre per i discorsi con cui Evita Peron infiammava i 'descamisados'.

Milei il 'loco', come lo chiamano in Argentina e come ama esser chiamato anche fuori confine, amico di Trump tanto da volare a Mar-a-Lago per celebrarne la vittoria, il presidente argentino rilancia l'idea di una 'internazionale sovranista' che unisca "Paesi del mondo libero che condividono valori e obiettivi comuni" liberando l"Occidente dalla tenebre che l'avvolgono".Nel cielo di Milei, i puntini uniscono gli States di Trump alla "vecchia Europa" impersonificata da Meloni e a Israele di Benjamin Netanyahu. Il 27 novembre nasce la nuova Commissione europea, ancora una volta guidata da von der Leyen.

Fdi vota a favore, dopo il segnale positivo arrivato dalla leader tedesca sulla nomina di Fitto, eletto commissario europeo e vicepresidente esecutivo della Commissione.Le opposizioni salgono sulle barricate e puntano il dito contro "la giravolta di Meloni", "un'inversione a U" impensabile fine a qualche mese prima.  La premier risponde per le rime, accusando i socialisti, 'famiglia' del Pd a Bruxelles, di aver scritto una lettera chiedendo a von der Leyen di tenere Fitto fuori dalla squadra, "un'iniziativa contro l'Italia", l'accusa della presidente del Consiglio reiterata ad ogni occasione utile.

Dopo l'addio di Fitto, al suo posto Meloni chiama Tommaso Foti in squadra, tenendo tuttavia per se la delega per il Sud.  Il sette dicembre, quasi a sorpresa, Meloni vola insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Parigi per assistere alla riapertura al pubblico della Cattedrale di Notre-Dame, distrutta da un incendio nell'aprile del 2019.Durante la cena organizzata da Macron, con lo zampino dell'amico Musk, ha il suo primo faccia a faccia, fruttuoso, con Donald Trump, 'antipasto' di un'alleanza che si preannuncia già solidissima.

E che potrebbe condurre Meloni a rivestire un ruolo di primo piano sulla rotta Washington-Bruxelles: potrebbe essere lei la persona giusta per oliare un meccanismo che al momento sembra cigolare, tra lo spauracchio dei dazi e l'incognita sul futuro dell'Ucraina.  E' con questa convinzione che 'Politico' le tributa il titolo di “persona più potente d'Europa". "Chi chiami se vuoi parlare con l’Europa?”, si legge nella motivazione del riconoscimento: “Se sei Elon Musk, l'uomo più ricco del mondo e consigliere chiave del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, il numero che componi è quello di Giorgia Meloni”. (di Ileana Sciarra) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carceri, Brunetta: “Indulto parziale per dare certezza alla pena e abbattere recidiva”

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(Adnkronos) – "Mi associo alla nobile esortazione del vicepresidente del Csm Fabio Pinelli, che ha esortato le forze politiche a ragionare sulla ipotesi di un indulto parziale".Così il presidente del Cnel Renato Brunetta, in un intervento sul Sole 24 Ore. “In un carcere sovraffollato, luogo di isolamento, umiliazione, malattia e morte, la pena rischia di perdere la certezza dell'esempio, che è la vera fonte di legittimazione della potestà punitiva, per trasformarsi invece in certezza della recidiva – afferma – Lo Stato può punire perché, a differenza di chi si macchia di un reato, non cede all'irrazionalità, non pratica la vendetta, che invece è la leva del male, non punta all'isolamento e all'emarginazione degli individui, ma fa piuttosto comunità.

Nelle condizioni date c'è il rischio che la pena venga meno alla sua certezza, intesa nel senso più ampio".  "Perciò una riflessione pragmatica sul rischio di questo tragico capovolgimento diventa ineludibile per qualunque responsabilità politica.In questo mi associo alla nobile esortazione del vicepresidente del Csm Fabio Pinelli, che ha esortato le forze politiche a ragionare sulla ipotesi di un indulto parziale.

L'ipotesi di un indulto parziale, che coinvolga i detenuti per reati meno gravi, cioè coloro che il lavoro può recuperare alla società e il carcere può cronicizzare in professionisti criminali, realizza – sottolinea – almeno quattro obiettivi: umanizzare le carceri, concorrere ad abbattere la recidiva, risarcire vittime e società, produrre ricchezza.Una pena così 'certa' realizzerebbe i propri effetti retributivi, deterrenti e, naturalmente, rieducativi, in una visione d'insieme, la sola vincente, indirizzando la capacità punitiva dello Stato verso un obiettivo di inclusione sociale.

Ma, soprattutto, non avrebbe controindicazioni politiche".  "Penso che la proposta di Renato Brunetta oggi sul Sole24ore vada ripresa, sostenuta, resa effettiva.Spero che opposizione e maggioranza possano convergere su un obiettivo minimo di umanità, civiltà, decenza.

Chi ci sta?", scrive sui social il senatore Pd Filippo Sensi.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, Djokovic sta con Kyrgios: “Il suo caso non piacevole, frustrante per noi”

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(Adnkronos) –
Novak Djokovic contro Jannik Sinner per il caso doping?A pochi giorni dall'inizio della nuova stagione del tennis, che si aprirà prima con il torneo di Brisbane e poi con l'Australian Open, stanno facendo discutere le parole del campione serbo, che in conferenza stampa sembra dare ragione a Nick Kyrgios sul 'caso Clostebol' che ha riguardato l'azzurro.

Kyrgios, come è noto, da mesi chiede sanzioni esemplari nei confronti dell'italiano, che attende l'esito del ricorso dell'agenzia mondiale antidoping (Wada) al Tas.Sinner, prosciolto da un tribunale indipendente, rischia ora una squalifica. "Il caso Sinner non è piacevole, allo stesso tempo però viviamo in un mondo in cui tutti hanno il diritto di esprimersi, soprattutto sui social media.

Nick si è espresso molto bene riguardo all’intero caso doping di Jannik, e ha ragione per quanto riguarda la trasparenza e l’incoerenza dei protocolli e i confronti tra i vari casi", ha detto Djokovic in conferenza stampa, "abbiamo visto molti giocatori in passato, e anche attualmente, che sono stati sospesi per non essersi nemmeno sottoposti ai controlli antidoping e per non aver comunicato la loro reperibilità.Alcuni giocatori di ranking inferiore che aspettano la risoluzione del loro caso da più di un anno". "Non metto in discussione se la sostanza proibita sia stata assunta intenzionalmente o meno", ha continuato Djokovic, "credo nello sport pulito, credo che il giocatore farà tutto il possibile per giocare in modo corretto.

Conosco Jannik da quando era molto giovane, quindi non mi sembra il tipo di persona che farebbe una cosa del genere, ma mi sono sentito davvero frustrato, come la maggior parte degli altri giocatori, nel vedere che siamo stati tenuti all’oscuro per cinque mesi da quando ha ricevuto quella notizia.Non è una bella immagine per il nostro sport". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Georgia, si insedia nuovo presidente: migliaia di manifestanti pro-Ue protestano davanti al Parlamento

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(Adnkronos) – Migliaia di manifestanti pro-Ue sono scesi in piazza a Tbilisi, la capitale della Georgia, per contestare l'insediamento del nuovo presidente, fedele al partito al potere Sogno Georgiano, Mikheil Kavelashvili.La folla, come accade da oltre due mesi, si è riunita davanti al Parlamento per criticare il nuovo presidente, ritenuto "illegittimo" dall'opposizione e dal capo di Stato uscente, Salome Zurabishvili, che chiedono una ripetizione delle elezioni generali di ottobre, a loro parere truccate da Sogno Georgiano. L'insediamento dell'ex calciatore Kavelashvili, che si è dichiarato "unico presidente legittimo" e ha prestato giuramento in una cerimonia che – per la prima volta nella storia della Georgia – si è tenuta in Parlamento a porte chiuse, è destinato ad aggravare ulteriormente una crisi politica che ha visto dimostrazioni di massa a favore dell'ingresso dell'ex Repubblica sovietica nell'Unione europea. "La nostra storia mostra chiaramente che, dopo innumerevoli lotte per difendere la nostra patria e le nostre tradizioni, la pace è sempre stata uno degli obiettivi e dei valori principali per il popolo georgiano", ha affermato Kavelashvili, noto per le sue opinioni di estrema destra.

Il nuovo presidente ha quindi elogiato "le nostre tradizioni, i nostri valori, la nostra identità nazionale, la sacralità della famiglia e la nostra fede". "Lascerò il palazzo presidenziale e starò con voi, portando con me la legittimità, la bandiera e la vostra fiducia", ha invece commentato Zurabishvili. Sogno Georgiano accusa l'Occidente di cercare di trascinare Tbilisi nel conflitto ucraino, mentre l'opposizione ritiene che il partito al potere voglia indirizzare il Paese del Caucaso verso Mosca.La Georgia è in subbuglio dalle contestate elezioni parlamentari di ottobre e dalla decisione del governo di accantonare i colloqui di adesione all'Ue. Venerdì gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni al fondatore di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili, affermando che ha minato il futuro democratico del Paese a vantaggio della Russia.

L'oligarca Ivanishvili, l'uomo più ricco della Georgia, è ampiamente considerato il leader de facto del Paese, nonostante non ricopra alcuna posizione ufficiale. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Firenze, accoltellato durante lite in strada: morto 17enne

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(Adnkronos) – Un ragazzo di 17 anni è morto accoltellato a Campi Bisenzio, in provincia di Firenze.A quanto si apprende il giovane sarebbe stato ferito durante una lite in strada.

Le indagini, ancora in corso, sono condotte dai carabinieri.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, investito da auto: muore 63enne

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(Adnkronos) – Incidente mortale ieri sera a Roma dove un uomo di 63 anni ha perso la vita investito da un'auto.Le pattuglie del VI Gruppo Torri della Polizia di Roma Capitale sono intervenute intorno alle 20.30 sulla via Prenestina, altezza via Samassi, nella zona di Colle del Sole, dove un veicolo Mercedes classe A, che procedeva in direzione Roma e condotto da una donna italiana di 70 anni, ha investito il 63enne italiano che è deceduto sul posto.

La donna in forte stato di agitazione è stata trasportata al Policlinico Tor Vergata per gli esami di rito.Sulla esatta dinamica dell'incidente indagini in corso della Polizia Locale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tajani: “Salvini al Viminale? No, c’è già Piantedosi e lui pensi al Ponte”

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(Adnkronos) – “Rimpasto?Non c’è bisogno di nessun rimpasto, di solito si fa quando le cose non funzionano e questo governo invece sta facendo benissimo, sta lavorando alla grande: al momento non c’è bisogno di cambiare niente”.

Così Antonio Tajani, vicepremier, leader di Forza Italia e ministro degli Esteri, in un colloquio con il Fatto Quotidiano.  “Al ministero dell’Interno c’è un ministro, Matteo Piantedosi, che sta lavorando benissimo, Salvini mi pare che abbia un altro lavoro…”, dice.Ovvero? “Beh, è ministro delle Infrastrutture e sul suo tavolo ha dossier molto importanti e impegnativi”, risponde Tajani.

Cioè quali? “Salvini si dovrà occupare di iniziare a costruire il Ponte sullo Stretto: già questo mi sembra un compito parecchio impegnativo e sarebbe già molto importante”, sottolinea.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza, picco a metà gennaio. Bassetti: “Ospedali sotto pressione”

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(Adnkronos) – Il picco dell'influenza è previsto per la metà di gennaio.A tracciare il quadro e fotografare l'andamento dei virus stagionali, visto dai reparti ospedalieri, è Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova. "La situazione dell'influenza sembra sia esplosa, pur non avendo raggiunto il picco" fa notare Bassetti e spiega anche perché. "Evidentemente è normale che sia così, nell'ultima settimana la gente è stata in casa a preparare il cenone" della Vigilia e il pranzo di Natale, aggiunge, "i bambini e i ragazzi hanno smesso di andare a scuola e hanno portato i virus in casa con i nonni, gli zii, i genitori, e i parenti vari.

Così l'influenza è esplosa, come ampiamente atteso".  La situazione negli ospedali è naturalmente di difficoltà, perché da un lato è un periodo in cui ci sono meno medici, meno infermieri e meno operatori sanitari (giustamente anche loro fanno qualche giorno di ferie) e in più c'è una grande pressione data naturalmente da una popolazione, quella italiana, che è molto anziana, molto avanti con gli anni, e ha bisogno continuo di cure".  "Se ci si mette anche che adesso c'è l'influenza – spiega l'esperto all'Adnkronos Salute – è chiaro che gli ospedali, i pronto soccorso in generale sono in difficoltà in qualche modo, hanno un iperafflusso.Io credo che il peggio arriverà probabilmente nella prima settimana dell'anno", prospetta.  "E dovremo dire a tutti i cittadini che, siccome questa è una forma influenzale lunga che porta ad avere la febbre per 3-4 o anche 5 giorni e con temperatura a 39-40°, di non correre in ospedale soltanto perché non scende.

La febbre non scende perché è il normale corso dell'influenza – conclude Bassetti -.Si prendono gli antipiretici, si sta a casa.

Evitiamo gli antibiotici ed evitiamo di correre nei pronto soccorso perché rischiamo veramente il tracollo". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verissimo, gli ospiti e le interviste di oggi domenica 29 dicembre

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(Adnkronos) – Oggi, domenica 29 dicembre, andrà in onda la seconda puntata speciale di 'Verissimo' con le interviste più emozionanti e coinvolgenti realizzate in questa stagione da Silvia Toffanin con una sorpresa inedita.L'appuntamento è alle 16:00 su Canale 5. A Verissimo i 20 anni di matrimonio artistico tra Vanessa Incontrada e Claudio Bisio.

Inoltre, in studio due sorelle sempre unite nelle difficoltà della vita, Silvia e Giulia Provvedi. 
Al Bano sarà a Verissimo con la figlia Romina Carrisi e il suo piccolo Axel Lupo.Silvia Toffanin accoglierà una grande amica di Verissimo, Iva Zanicchi. Dall’amore per la sua famiglia ai più importanti progetti personali: ospite a Verissimo Michelle Hunziker.

E ancora a Verissimo l’emozione di essere diventati genitori di Rosalinda Cannavò e Andrea Zenga. Per il periodo natalizio, anche sabato 4 e domenica 5 gennaio il talk show di Canale 5 sarà in onda con 'Verissimo – Le storie'.Sabato 11 e domenica 12 gennaio primi appuntamenti, ricchi di ospiti e sorprese, dell’edizione 2025 di Verissimo. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli-Venezia: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Torna in campo il Napoli.La squadra di Antonio Conte ospita, nella 18esima giornata di Serie A, il Venezia al Maradona per inseguire la vetta della classifica.

I partenopei, vittoriosi nell'ultimo turno contro il Genoa, al momento hanno 38 punti in classifica, mentre i lagunari di Di Francesco sono fermi al penultimo posto in classifica a quota 13.  La sfida tra Napoli e Venezia è in programma oggi, domenica 29 dicembre, alle ore 15.Ecco le probabili formazioni: 
Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Olivera; Anguissa, Lobotka, McTominay; Politano, Lukaku, Kvaratskhelia.

All.Conte 
Venezia (3-5-2): Stankovic, Idzes, Sverko, Altare; Zampano, Andersen, Nicolussi Caviglia, Busio, Ellertsson; Oristanio, Pohjanpalo.

All.Di Francesco  Napoli-Venezia sarà trasmessa in diretta esclusiva su Dazn.

Il match sarà visibile sia in streaming sulla piattaforma che attraverso smart tv. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juventus-Fiorentina: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Big match all'Allianz Stadium.Nella 18esima giornata di Serie A, la Juventus ospita la Fiorentina per provare a risalire la classifica e avvicinare la vetta.

La squadra di Motta, vittoriosa nell'ultimo turno contro il Monza, al momento ha 31 punti in classifica, proprio come i viola, che vogliono rialzarsi dopo il ko interno contro l'Udinese.  La sfida tra Juventus e Fiorentina è in programma oggi, domenica 29 dicembre, alle ore 18.Ecco le probabili formazioni: 
Juventus (4-2-3-1): Di Gregorio; Cambiaso, Gatti, Kalulu, Savona; Thuram, Locatelli; Conceicao, Gonzalez, Yildiz; Vlahovic.

All.Motta 
Fiorentina (4-2-3-1): De Gea; Dodo, Comuzzo, Ranieri, Gosens; Adli, Cataldi; Colpani, Gudmundsson, Sottil; Kean.

All.Palladino  Juventus-Fiorentina sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Sky Sport, ma disponibile anche su Dazn.

La sfida sarà visibile anche in streaming su NOW, Dazn e l'app SkyGo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milan-Roma: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Luci a San Siro.Il Milan ospita la Roma in uno dei big match della 18esima giornata di Serie A.

I rossoneri vogliono dare continuità alla vittoria di Verona, firmata Reijnders, e risalire una classifica che al momento li vede all'ottavo posto a quota 26 punti, seppur con una partita da recuperare contro il Bologna.Ferma a 19 invece la Roma, vittoriosa contro il Parma nell'ultimo turno.  La sfida tra Milan e Roma è in programma oggi, domenica 29 dicembre, alle ore 20.45.

Ecco le probabili formazioni: 
Milan (4-2-3-1): Maignan; Royal, Thiaw, Gabbia, Hernandez; Fofana, Terracciano; Chukwueze, Reijnders, Jimenez; Morata.All.

Fonseca 
Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; Saelemaekers, Paredes, Koné, Angelino; Dybala, El Shaarawy; Dovbyk.All.

Ranieri  Milan-Roma sarà trasmessa in diretta esclusiva su Dazn.Il match sarà visibile sia in streaming sulla piattaforma che attraverso smart tv. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da noi… A Ruota Libera, gli ospiti e le interviste di oggi domenica 29 dicembre

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(Adnkronos) – Oggi, domenica 29 dicembre, torna l’appuntamento con Francesca Fialdini e 'Da noi… a Ruota Libera' alle 17.20 su Rai1.Tra gli ospiti dell’ultima puntata del 2024: Alessandro Siani e Leonardo Pieraccioni.  Insieme a Siani e Pieraccioni anche Sergio Friscia, Giovanni Esposito, protagonisti del film 'Io e te dobbiamo parlare', diretto dallo stesso Siani, uscito nelle sale cinematografiche il 19 dicembre; Angelo Pintus e Beatrice Arnera, anche loro protagonisti al cinema, dal 1° gennaio, con il film “Dove osano le cicogne”.

Infine, uno dei personaggi più amati e poliedrici del mondo dello spettacolo: Cristiano Malgioglio.  In ogni puntata di 'Da noi… a Ruota Libera', Francesca Fialdini racconta la vita artistica e privata di personaggi celebri e non che hanno saputo imprimere un “giro di ruota” originale e positivo alla propria vita e a quella degli altri compiendo scelte coraggiose e anticonvenzionali.Un percorso di emozioni, ricordi, riflessioni, momenti d’ironia e leggerezza attraverso formule d’interazione sempre nuove e coinvolgenti tra gli ospiti e la conduttrice. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corea del Sud, aereo con 181 persone a bordo si schianta in atterraggio

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(Adnkronos) – Incidente aereo in Corea del Sud dove il volo Jeju Air, con a bordo 175 passeggeri e sei membri dell'equipaggio, si è schiantato oggi all'aeroporto internazionale di Muan e ha preso fuoco. Si ritiene che quasi tutte le 181 persone a bordo dell'aereo siano morte, ha riferito l'agenzia di stampa Yonhap, citando i vigili del fuoco.Due persone sono state tratte in salvo.

Le autorità per ora hanno confermato 85 decessi.  L'aereo è uscito di pista durante l'atterraggio e si è schiantato contro una recinzione all'aeroporto.Il volo Jeju Air stava tornando da Bangkok.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Ucraina a norma anti-Renzi, i distinguo della Lega nella maggioranza

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(Adnkronos) – Dalle armi all'Ucraina alla norma anti-Renzi, passando per il nodo rimpasto.Continuano i distinguo della Lega all'interno della maggioranza di centrodestra.

Nel giorno in cui il Senato dà il via libera definitivo alla legge di bilancio, va in scena l'ennesimo smarcamento del partito di Matteo Salvini su alcuni nodi spinosi.Intervenendo in dichiarazione di voto sulla fiducia alla manovra finanziaria, il capogruppo del Carroccio a Palazzo Madama Massimiliano Romeo a sorpresa spezza una lancia a favore dell''avversario' Matteo Renzi, che aveva denunciato la "norma ad personam" nei suoi confronti sul divieto di percepire compensi per incarichi da Paesi extra Ue. "Sulla norma 'anti' il senatore Renzi non ha tutti i torti, per usare un eufemismo", afferma Romeo.  Altra 'punzecchiatura' è sulla questione degli aiuti militari all'Ucraina: "Fossi nel governo, non perderei la grande occasione che l'Italia possa diventare un Paese pilota per accompagnare i negoziati e la ricostruzione, cominciando a prendere le distanze dalle leadership europee più bellicose.

Diamo piuttosto più armi alle nostre imprese per essere competitive sui mercati", l'appello rivolto dal presidente dei senatori leghisti all'esecutivo, proprio mentre a pochi metri da lui, in Senato, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ribadiva il pieno appoggio del governo all'Ucraina anche sul piano militare: "Continuiamo a sostenere da tutti i punti di vista Kiev, abbiamo chiesto al Consiglio dei ministri di prorogare fino al 2025 la possibilità di inviare strumenti militari, fermo restando che gli strumenti militari italiani possono essere usati soltanto all'interno del territorio ucraino", scandisce il titolare della Farnesina. Le uscite di Romeo non passano inosservate tra i banchi delle opposizioni.Italia Viva parla di "bordate" al governo da parte del capogruppo della Lega, che secondo Enrico Borghi avrebbe "sostanzialmente messo in mora il governo". "Romeo ha dedicato la seconda parte della sua dichiarazione di voto in diretta tv a dire cosa manca e cosa non va bene nella legge di bilancio", osserva invece Antonio Misiani, responsabile economico del Pd. "Le ultime dichiarazioni del presidente Romeo – ironizza il capogruppo dem Francesco Boccia durante il suo intervento in Aula – ci spingono a fargli posto qui tra i banchi dell'opposizione, perché mi sa che si sentirebbe più a suo agio da queste parti". Dalle parti di Fdi – dove, a taccuini chiusi, non viene nascosto un certo fastidio per le esternazioni leghiste – c'è chi prova a gettare acqua sul fuoco: "Non percepisco alcun desiderio di distinguo.

Ho vissuto la scorsa legislatura e questo non mi pare proprio il governo dei distinguo.Se la pensassimo uguale su tutto, saremmo tutti nello stesso partito", dice all'Adnkronos il senatore Luca De Carlo, l'uomo che Fratelli d'Italia vorrebbe candidare in Veneto al posto di Luca Zaia alla scadenza del mandato del 'Doge'.

In merito alle dichiarazioni di Romeo sulle armi all'Ucraina, De Carlo aggiunge: "Dire 'più armi alle imprese' penso sia assolutamente naturale: bisogna rendere le nostre imprese più competitive sul mercato e colmare un gap.Credo che Romeo si riferisse a questo e che magari stesse facendo autocritica rispetto a quegli anni in cui preferiva il reddito di cittadinanza…". Sullo sfondo resta anche la questione del rimpasto.

Il vicepremier leghista Matteo Salvini è tornato a rilanciare l'ipotesi di un suo ritorno al Viminale, al posto di Matteo Piantedosi: "Siamo tutti nelle mani del buon Dio.Il ministro dell'Interno l'ho fatto – sottolinea – e penso discretamente.

Adesso l'assoluzione" per il processo Open Arms "toglie le scuse soprattutto alla sinistra che diceva 'Salvini non può occuparsi di immigrazione perché sotto processo'.Ho tante cose da portare avanti al ministero dove sono, ma occuparsi della sicurezza degli italiani è qualcosa di bello e importante".  Il capo di via Bellerio ribadisce il suo apprezzamento per il lavoro svolto dall'attuale ministro dell'Interno ("ha tutta la mia stima e la mia fiducia") ma non 'molla' la presa: "Ragioneremo sia con Giorgia che con Piantedosi".

Ma su un eventuale rimpasto per ora resta il 'no' fermo della premier Meloni.E a rimarcarlo è il suo braccio destro, il sottosegretario con delega all'Attuazione del programma Giovanbattista Fazzolari: "Non c'è preclusione su nulla, ma di rimpasto – precisa – non si è mai parlato.

Il rimpasto si fa quando l'attività del governo ne trarrebbe giovamento, ma a oggi non mi sembra che ci sia questa esigenza".Per Fazzolari "Piantedosi è un ottimo ministro, così come Salvini al Viminale sicuramente farebbe molto bene ma a oggi – ribadisce – non c'è alcuna esigenza di rimpasto". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra 2025 è legge, tutte le novità: pensioni, fisco, famiglia e imprese

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(Adnkronos) – Fisco, famiglie e imprese: dopo una gestazione di circa due mesi, la terza manovra del governo Meloni arriva al traguardo con il via libera definitivo al Senato.Un'approvazione corredata da polemiche per l'esame di fatto monocamerale del provvedimento modificato solo nel passaggio a Montecitorio. La manovra taglia le tasse ai oltre 14 milioni di lavoratori, rendendo strutturali il taglio del cuneo fiscale per i dipendenti con redditi fino a 40mila euro, una platea di 14,3 milioni di soggetti.

Entra a regime anche la riduzione a tre aliquote dell'Irpef accorpando i primi due scaglioni.Interventi questi che pesano per circa 18 miliardi, rappresentando quasi 2/3 dell'intero provvedimento; Nel 2025 sono confermate e potenziate le misure sui congedi parentali.

Introdotta anche una 'Carta per i nuovi nati' che riconosce 1.000 euro ai genitori con Isee entro i 40mila euro e rafforza il bonus asili nido.Inoltre tra le misure sociaI, si rifinanzia per il 2025 la carta 'Dedicata a te'.

Nel computo delle detrazioni si terrà conto del numero dei familiari a carico: più numerosi sono i componenti della famiglia, maggiori sono gli spazi per le detrazioni fiscali;  Tra le novità approvate nell'iter parlamentare l'Ires premiale al 5% per le imprese che investono e assumono.Inoltre nel Mezzogiorno si confermano gli incentivi finalizzati all’occupazione dei giovani e delle donne, che saranno riconosciuti anche ai rapporti di lavoro attivati nel biennio 2026-2027.

Si conferma anche la decontribuzione per le imprese della Zes e gli incentivi all’autoimpiego nel digitale e del green.Confermata la tassazione agevolata al 5% dei premi di produttività.  Il finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard viene incrementato di 1,3 miliardi per il 2025.

Tra le altre misure per i settore, l'aliquota agevolata al 5% per gli straordinari degli infermieri; Con le modifiche approvate arrivano nuovi fondi al Ponte sullo Stretto con un incremento complessivo di 1,4 miliardi, che portano il costo complessivo dell'opera a 13 miliardi. Sono confermate le misure della legge di bilancio 2024 e sono potenziate quelle destinate ai lavoratori pubblici e privati che, pur in età pensionabile, restano al lavoro.Nell'iter parlamentare è stata introdotta la possibilità di un anticipo pensionistico a 64 anni cumulando la previdenza obbligatoria e quella complementare.  Il bonus ristrutturazioni, l'ecobonus e il sisma bonus per le prime case è fissato al 50%, mentre per le abitazioni diverse da quella principale la soglia scende al 36%; L'aliquota dell'imposta sostitutiva sulle plusvalenze e sugli altri redditi delle criptovalute resta al 26 % nel 2025 e sale al 33% nel 2026, contro il rialzo al 42% indicato dall'esecutivo.

La web tax che torna a essere applicata solo alle grandi società, quelle che realizzano ricavi da servizi digitali non inferiori a 750 milioni l'anno, mentre la versione iniziale del governo prevedeva l'estensione alle Pmi.No ai revisori del Mef nelle società che ricevono contributi pubblici come voleva il governo: le nuove norme introducono solo una stretta sui controlli dei bilanci con l'invio al Mef di una relazione annuale degli organi di controllo già costituiti; In arrivo sconti dal 20 al 50% (inversamente proporzionali a seconda della quantità di birra prodotta) sulle accise delle birre artigianali prodotte da piccoli birrifici con volumi di produzione fino a 60 mila ettolitri annui.

Assegnati 100mila euro per un'associazione per la promozione del gelato artigianale.Dieci milioni di euro nel 2025 per il fondo dedicato a un servizio di sostegno psicologico nelle scuole, che viene istituto in via sperimentale. Meno tasse sulle mance per chi lavora nei ristoranti e nei bar, la detassazione sale dal 25 al 30% e aumenta la soglia di reddito, da 50mila a 75mila euro, sotto la quale si applica la misura.

Arriva poi un fondo pari a 30 milioni di euro nel 2025 e altrettanti nel 2026 per sbloccare la retribuzione dei tirocini per gli specializzandi dell'area sanitaria (biologi, psicologi, chimici, fisici, odontoiatri, veterinari e farmacisti).Bonus per l'acquisto di elettrodomestici di elevata efficienza energetica non inferiore alla nuova classe B, prodotti in Europa, con contestuale smaltimento del vecchio.

Il contributo dovrà essere non superiore al 30% del costo dell'elettrodomestico e comunque di un massimo di 100 euro, elevato fino a 200 euro per le famiglie con Isee entro 25.000.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Frosinone: FINALE (1-1 22′ Adorante 72′ Partipilo)

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Benvenuti a questa diretta testuale di Juve Stabia – Frosinone.  A partire dalle ore 17:15 vi terremo aggiornati sulla gara del Romeo Menti una sfida interessante della ventesima giornata di Serie BKT 2024-2025.

Dopo una serie positiva di risultati, la Juve Stabia è incappata nell’ultimo turno nella sconfitta contro la Reggiana. Un 2-1 che ha interrotto la corsa verso i 45 punti (quota salvezza). I gialloblù, nonostante il gol di Adorante, non sono riusciti a rimontare lo svantaggio subito nel primo tempo.

Cremonese al quarto posto, Juve Stabia tra le più fallose.

Con questa sconfitta, la Juve Stabia ha ceduto il quarto posto alla Cremonese. Inoltre, i dati statistici evidenziano come le vespe siano una delle squadre più fallose e più ammonite del campionato. Un aspetto da migliorare per dare continuità ai risultati positivi.

Il Frosinone ritrova il sorriso.

Intanto, il Frosinone continua la sua risalita. Grazie alla vittoria contro la Salernitana, i ciociari hanno allontanato la zona retrocessione. Ambrosino e Kvernadze hanno firmato i gol della vittoria, sfruttando la superiorità numerica.

Attacco sterile per il Frosinone, Adorante trascina la Juve Stabia.

Nonostante la vittoria, il Frosinone soffre ancora in fase offensiva. Il reparto è il meno prolifico del campionato. Dall’altra parte, Adorante si conferma l’uomo-chiave della Juve Stabia, con prestazioni sempre più convincenti.

Tabellino ufficiale:

JUVE STABIA (3-4-1-2): Thiam; Ruggero, Varnier, Bellich (79′ Rocchetti); Floriani Mussolini, Leone (79′ Buglio), Pierobon, Fortini; Piscopo (79′ Meli); Candellone (93′ Maistro), Adorante.

A disposizione: Matosevic, Signorini, Di Marco, Zuccon, Baldi, Folino, Gerbo, Piovanello.

Allenatore: Guido Pagliuca

FROSINONE (3-5-2): Cerofolini; Bettella, Monterisi, Lusuardi; Oyono J. (61′ Partipilo), Darboe (85′ Garritano), Gelli, Oyono A.(85′ Biraschi); Begic (85′ Vural), Ambrosino (75′ Bracaglia); Kvernadze.

A disposizione: Sorrentino, Ghedjemis, Szyminslki, Canotto, Barcella, Cichella, Tsadjout.

Allenatore: Leandro Greco

Direttore di gara: Valerio Crezzini della sezione di Siena

Primo Assistente: sig. Niccolò Pagliardini della sezione AIA di Arezzo

Secondo Assistente: sig. Mattia Pascarella della sezione AIA di Nocera Inferiore

IV° ufficiale: sig. Giuseppe Rispoli della sezione AIA di Locri

VAR: sig. Matteo Gariglio della sezione AIA di Pinerolo

AVAR: sig. Livio Marinelli della sezione AIA di Tivoli

Marcatori: 22′ Adorante, 72′ Partipilo (F.)

Angoli: 4 – 2

Ammoniti: 25′ Candellone 38′ Varnier 56′ Bettella 65′ Adorante 97′ Monterisi

Espulsi: 39′ Leandro Greco (Mister Frosinone), 60′ Matteo Lovisa (D.S. Juve Stabia)

Recupero: 1 min. p.t. – 7 min. s.t.

Note: Terreno in erba sintetica. Temperatura gradevole per la stagione.

Spettatori: 5293 per un incasso totale di 72.418,28. Paganti: 3264 di cui 300 settore ospiti per un incasso di 48.420,00.

PRIMO TEMPO

Tutto pronto per l’inizio della gara.

10′ Azione pericolosa del Frosinone: Leone perde palla a centrocampo su Darboe che fa partire un’azione di contropiede con la difesa delle Vespe che prova a bloccare. La scalata offensiva del Frosinone sulla fascia sinistra riesce a mandare al tiro A. Oyono ma Varnier anticipa la mossa si stende a terra facendo scudo a Thiam ed evitando il vantaggio ospite.

16′ Ancora Frosinone: Varnier non riesce ad intervenire in maniera pulita su Ambrosino che se ne va sul fondo e crossa per Kvernadze che di testa per fortuna della Juve Stabia non inquadra la porta.

22′  JUVE STABIA IN VANTAGGIO: Leone crossa per Pierobon che la prolunga di testa per  Ruggero che colpisce la traversa e sulla respinta Adorante la mette dentro di testa per la gioia del pubblico di casa.

25′ Ammonito Candellone per fallo su Gelli

27′ La Juve Stabia insiste con Mussolini che entra in area portando scompiglio nella difesa avversaria che con qualche affanno riesce a deviare in angolo.

38′ Ammonito Varnier per un’evidente trattenuta su Begic devastante nella penetrazione centrale.

39′ Espulso il mister del Frosinone Leandro Greco per evidente protesta nei confronti del primo assistente.

43′ risponde il Frosinone con A. Oyono che vince un rimpallo e calcia a rete trovando Thiam pronto a bloccare il pallone.

Il Direttore di gara concede 1 minuto di recupero.

SECONDO TEMPO

Inizia il secondo tempo con gli stessi uomini della prima frazione.

56′ ANNULLATO AL VAR IL RADDOPPIO DELLA JUVE STABIA: Punizione di Leone sulla palla si avventa Varnier che in scivolata impegna severamente Cerofolini che respinge sui piedi di Bellich. Ammonito Bettella (Frosinone) per proteste.

60′ Espulso Lovisa dalla panchina per proteste.

61′ Il Frosinone sostituisce J. Oyono con Partipilo.

65′ Protesta di Adorante e scatta l’ammonizione.

72′ Pareggio dei Frosinone: Piscopo perde una palla sanguinosa al centro del campo e fa partire il contropiede avversario con Ambrosino che serve un passaggio al bacio per Partipilo che insacca alle spalle di Thiam.

75′ Il Frosinone sostituisce Ambrosino con Bracaglia.

79′ La Juve Stabia sostituisce Piscopo con Meli, Leone con Buglio e Bellich con Rocchetti.

85′ Ultimi cambi per il Frosinone che sostituisce Oyono A. con Biraschi, Begic con Vural e Darboe con Garritano.

Il Direttore di gara concede 7 minuto di recupero.

93′ La Juve Stabia sostituisce Candellone con Maistro.

97′ Ammonito Monterisi per proteste nei confronti dell’arbitro.

A fine gara si acceso un parapiglia tra alcuni membri dello staff tecnico della Juve Stabia e alcuni calciatori del Frosinone che sono venuti alle mani. Il pronto intervento degli steward ha riporto tutto alla calma con le due squadre che poi hanno fatto il loro ingresso nello spogliatoio.

La gara finisce con le due squadre che non riescono a superarsi. Le Vespe tornano negli spogliatoi con l’amaro in bocca per il gol annullato dal Var e per il gol regalato agli avversari per l’ingenuità di Piscopo a centrocampo. La Juve Stabia tornerà in campo a La Spezia dopo la sosta per la seconda gara del girone di ritorno.

Brescianini all’88’ risponde a Dele-Bashiru, 1-1 tra Lazio e Atalanta

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(Adnkronos) – Dopo undici vittorie di fila si ferma la striscia vincente dell'Atalanta in Serie A.I nerazzurri pareggiano 1-1 all'Olimpico contro la Lazio nel big match della 18/a giornata.

Gli orobici, passati in svantaggio al 27' per un gol di Dele-Bashiru, si salvano all'88' grazie a Brescianini, entrato in campo da pochi minuti.In classifica i nerazzurri bergamaschi restano al primo posto con 41 punti, uno in più dell'Inter e tre in più del Napoli che hanno una partita in meno.

I biancocelesti sono quarti a quota 35.  In avvio è la squadra di casa a fare la partita.Al 6' tentativo da fuori area di Castellanos ma palla abbondantemente a lato.

Al 9' imbucata di Castellanos per l'inserimento di Guendouzi, uscita bassa di Carnesecchi a sventare il pericolo.Un minuto dopo tripla occasione biancoceleste.

Tchaouna crea superiorità numerica, si accentra e serve in area Castellanos, che taglia verso destra e calcia, trovando la respinta del portiere.L'azione prosegue e l'argentino ci prova di nuovo, con Carnesecchi ancora più bravo nell'opporsi con i piedi.

Dele-Bashiru raccoglie di nuovo il pallone e lo appoggia a Guendouzi: interno destro da fuori area e palla sulla traversa.  Al 20' Rovella vede Carnesecchi qualche metro avanti rispetto alla porta e prova a sorprenderlo con un tiro da fuori, l'ex Cremonese però è attento e blocca il pallone in arretramento.Al 21' il primo pericolo creato dagli ospiti.

Su un cross da destra Tchaouna non allontana bene il pallone di testa e serve Zappacosta, che si coordina subito e calcia di destro sul primo palo: palla sull'esterno della rete.Al 27' la Lazio sblocca la partita.

Rovella si fionda sul pallone vagante e verticalizza immediatamente per Dele-Bashiru, che scappa alle spalle di De Roon in posizione regolare e con il destro al volo trafigge Carnesecchi.  Al 32' Kolasinac resiste alla carica di Tchaouna e cerca un filtrante per l'arrivo di De Ketelaere da destra, una deviazione di Tavares e l'uscita di Provedel evitano guai.Al 35' discesa di Tavares nella trequarti avversaria, Hien lo ferma con le cattive e diventa il primo ammonito del match.  Al 37' Tavares cerca la sovrapposizione di Zaccagni in area con un pallone morbido, ma il capitano biancoceleste è chiuso e l'opportunità sfuma.

Al 42' Rovella scarica a sinistra per Zaccagni nei pressi dell'area.L'ex Verona però ritarda troppo il momento del cross.

L'azione prosegue e Tavares crossa alla perfezione per Tchaouna, che salta però in maniera scoordinata e non riesce a stoppare o calciare il pallone.Nel recupero della prima frazione Zappacosta crossa da sinistra e trova il colpo di testa di Pasalic, che diventa una sponda per Djimsiti: la spaccata dell'albanese non trova la porta.  Si riparte con un doppio cambio per Gasperini: dentro Kossounou per l'ammonito Hien e Cuadrado per Zappacosta.

All'8' Dea a un passo dal pari: De Ketelaere premia la sovrapposizione di Bellanova, che crossa alla perfezione per Cuadrado sul secondo palo, il suo colpo di testa da due passi finisce fuori.Al 10' terzo cambio per la Dea con Samardzic al posto di Pasalic.

Al quarto d'ora Lookman rientra sul destro e calcia in porta, Provedel si allunga e devia in angolo.Al 18' primi cambi per Baroni.

Dentro Pellegrini e Isaksen per Tavares e Tchaouna. Al 20' finisce la partita di De Ketelaere, entra Zaniolo, fischiato dal pubblico laziale per il suo passato nella Roma.Poco dopo esce Zaccagni, appena ammonito per un fallo proprio su Zaniolo, al suo posto Dia.

Al 25' ammonizione per Cuadrado per un'entrata in ritardo su Isaksen.Un minuto dopo la Lazio potrebbe raddoppiare.

Isaksen avvia un contropiede pericoloso, proseguito da Castellanos a sinistra.Il cross dell'argentino pesca Dia solo in area, ma il senegalese viene tratto in inganno dal velo di De Roon davanti a lui e non riesce a coordinarsi per colpire il pallone.  Alla mezz'ora grande chance per Lookman.

Un calcio d'angolo trova il nigeriano sul secondo palo, che colpisce al volo da pochi passi.Il terzino si immola sulla linea ed è reattivo anche sul successivo tentativo ravvicinato di Lookman.

Alla fine Provedel fa suo il pallone.Al 33' Djimsiti va a vuoto in anticipo e libera la strada verso la porta all'ex Senegal.

Il tiro però è centrale e trova la risposta di Carnesecchi.Al 39' Gasperini esaurisce i cambi con Brescianini al posto di Kolasinac, mentre Baroni inserisce Castrovilli per Castellanos.  Al 43' arriva il pari della Dea proprio con l'ultimo entrato Brescianini.

Invenzione di Zaniolo su un cross da sinistra, che apre per Lookman che si trova da solo si ritrova solo davanti a Provedel e appoggia per l'ex Frosinone, che non sbaglia davanti alla porta e pareggia i conti.Galvanizzata dal gol l'Atalanta chiude in attacco ma il risultato non cambia più fino al triplice fischio di Massa.    —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)