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La Brera Holdings rafforza la presa sulla Juve Stabia: Acquisito il 34,62% delle quote societarie gialloblù

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La Juve Stabia continua il suo percorso di internazionalizzazione. Con il completamento della seconda fase dell’accordo con Brera Holdings, la società campana ha visto aumentare la partecipazione della holding irlandese al 34,62% del capitale sociale.

Un investimento strategico. L’operazione, avviata lo scorso dicembre con l’acquisizione iniziale del 21,74%, si inserisce nella strategia di Brera Holdings di creare una rete internazionale di club sportivi.L’obiettivo è quello di sfruttare le sinergie tra le diverse squadre per aumentare i ricavi e migliorare la competitività.

Le parole del presidente. Daniel McClory, presidente esecutivo di Brera Holdings, ha espresso soddisfazione per questo ulteriore passo avanti: “Siamo entusiasti di sostenere la continua crescita e il successo di un club di Serie B come quello stabiese”.

L’investimento in Juve Stabia, secondo McClory, si allinea perfettamente con la strategia di Brera Holdings di scalare le operazioni e generare valore a lungo termine.

Un futuro promettente. Con l’ingresso di Brera Holdings nel capitale sociale, la Juve Stabia guarda al futuro con rinnovato ottimismo.L’investimento porterà nuove risorse e competenze, che potranno essere utili per raggiungere obiettivi ambiziosi sia sul campo che a livello societario.

Le prossime tappe. L’accordo tra Brera Holdings e Juve Stabia prevede un ulteriore aumento della partecipazione della holding irlandese fino al 52% del capitale sociale.

Questo obiettivo, subordinato all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni, rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di crescita del club stabiese.

Questo il comunicato della S.S.Juve Stabia che annuncia l’operazione

La S.S.

Juve Stabia 1907 comunica che la società Brera Holdings Plc ha provveduto al closing della seconda fase del passaggio di quote azionarie come definito dall’accordo dello scorso 9 dicembre 2024.Nel dettaglio la Brera Holdings ha aumentato la propria quota di partecipazione passando dal 21,74% al 34,62%.

Conclusa la prima fase della transazione il 31 dicembre 2024, questo successivo aumento consolida ulteriormente la posizione di Brera Holdings nel nostro club con soddisfazione delle parti come si evince dalle parole del presidente esecutivo di Brera, Daniel McClory: “Aver completato questo ulteriore ampliamento dell’acquisizione della quote della Juve Stabia dimostra il nostro impegno nella costruzione di una piattaforma leader di proprietà multi-club.La ricca storia e il potenziale competitivo della Juve Stabia si allineano perfettamente con la nostra strategia di scalare le operazioni e generare valore a lungo termine.

Siamo entusiasti di sostenere la continua crescita e il successo di un club di Serie B come quello stabiese insieme al presidente Andrea Langella”.Questo il testo integrale ufficiale in lingua inglese: “Dublin, Ireland, and Milan, Italy — January 10, 2024 – Brera Holdings PLC (“Brera Holdings,” the “Company,” or “Brera”) (Nasdaq: BREA), an Ireland-based, Nasdaq-listed, international holding company focused on expanding its global portfolio of men’s and women’s sports clubs through a multi-club ownership (“MCO”) approach, today announced the second closing under its agreement to acquire a 52 percent stake in Italian Serie B football club SS Juve Stabia srl, known as “The Second Team of Naples” (“Juve Stabia” or the “Club”) from existing majority owner XX Settembre, the holding company of Club President Andrea Langella.

With the second closing, Brera Holdings has increased its ownership stake from 21.74% to 34.62%.The initial portion of the transaction closed on December 31, 2024.

This subsequent increase further solidifies Brera Holdings’ position in the Italian football landscape and aligns with its strategy to scale its MCO model.The deal remains subject to regulatory approval.

“This expanded ownership stake demonstrates our commitment to building a leading multi-club ownership platform,” said Daniel McClory, Executive Chairman of Brera Holdings. “Juve Stabia’s rich history and competitive potential align perfectly with our strategy to scale operations and drive long-term value.

We’re excited to support the club’s continued growth and success in Serie B alongside President Andrea Langella”.

In sintesi. La notizia dell’aumento della partecipazione di Brera Holdings nella Juve Stabia è stata accolta con grande favore dai tifosi e dagli addetti ai lavori.Questo investimento rappresenta un punto di svolta per il club, che potrà contare su nuove risorse e competenze per affrontare le sfide del futuro.

Varese, trovato cadavere in un bosco a Luino: nessuna pista esclusa

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(Adnkronos) – Un cadavere è stato trovato questa mattina a Luino, in provincia di Varese, in un’area boschiva nei pressi di via San Pietro, a poca distanza dalla strada.A quanto si apprende, la segnalazione sarebbe giunta da parte di una donna che stava passeggiando con il cane in quella zona.

Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri e i soccorritori del 118. Al momento, non si esclude nessuna ipotesi, che potrebbe spaziare da un incidente a un gesto volontario, fino a eventuali responsabilità di terzi.L’area è stata isolata per consentire i rilievi della scientifica, mentre gli inquirenti stanno vagliando ogni elemento utile per fare luce sulla vicenda. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Yemen, raffica di raid su Sana’a e Hodeida

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(Adnkronos) – Raid aerei vengono segnalati sulla capitale yemenita Sana'a, da dieci anni sotto il controllo degli Houthi, e sulla città portuale yemenita di Hodeida.A riferirlo sono media yemeniti e israeliani, mentre Sky News Arabia parla di un'operazione congiunta di Usa e Regno Unito con 30 raid effettuati su Sana'a e Hodeida.  Continuano intanto i raid israeliani sulla Striscia.

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha reso noto di aver ordinato alle Idf di presentargli un piano “per la completa sconfitta di Hamas a Gaza”, se non verrà raggiunto un accordo sugli ostaggi prima dell'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. "Se l'accordo sugli ostaggi non si concretizzerà entro l'insediamento del presidente Trump, ci sarà una sconfitta completa di Hamas a Gaza", ha detto Katz in una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio. "Non dobbiamo lasciarci trascinare in una guerra di logoramento che ci costerà caro e non porterà alla vittoria e alla completa sconfitta strategica di Hamas e alla fine della guerra a Gaza", ha aggiunto il ministro, sottolineando che "la questione del rilascio degli ostaggi è stata la massima priorità dell'apparato di difesa sin dal suo insediamento e che si deve fare tutto il possibile per riportarli a casa". "Il ministro della Difesa ha sottolineato che non dobbiamo lasciarci trascinare in una guerra di logoramento contro Hamas a Gaza, mentre gli ostaggi rimangono nei tunnel con le loro vite in pericolo e mentre soffrono gravemente", si legge nella dichiarazione. Il conteggio ufficiale palestinese delle vittime dirette nella guerra tra Israele e Hamas nei primi 9 mesi di conflitto probabilmente ha sottostimato il numero delle vittime del 41 per cento.Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet, che è stato condotto dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine, dalla Yale University e di altre istituzioni. I ricercatori hanno stimato 64.260 decessi dovuti a lesioni traumatiche durante il periodo preso in considerazione, circa il 41 per cento in più rispetto al conteggio ufficiale del Ministero della Salute palestinese.

Lo studio ha affermato che il 59,1 per cento erano donne, bambini e persone di età superiore ai 65 anni.Non ha fornito una stima dei combattenti palestinesi tra i morti. "L'ospedale Al-Awda, l'ultimo ancora funzionante nel nord di Gaza, è sopraffatto dai pazienti" ed è in una situazione di "carenza di carburante e di forniture mediche essenziali".

A ribadire la situazione difficile della struttura è l'ufficio dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per i territori palestinesi occupati. "L'Oms – si legge in un post su X – ha lavorato per raggiungere l'ospedale per rifornirlo e per valutare la situazione dell'ospedale Kamal Adwan non funzionante.Tuttavia, strade danneggiate e facilitazioni insufficienti hanno reso impossibile un accesso sicuro.

Chiediamo urgentemente un'azione immediata per rendere le strade percorribili e per facilitare l'accesso" consentendo di "sostenere l'ospedale Al-Awda e mantenerlo operativo".  La situazione a Gaza, aggiunge l'ufficio locale dell'Oms in un secondo post, "rimane disperata.Il settore sanitario viene sistematicamente smantellato e spinto al punto di rottura, la sua resilienza messa alla prova da gravi carenze di forniture mediche, attrezzature e personale specializzato.

Gli ospedali sono diventati campi di battaglia", cosa che li ha messi "fuori servizio privando chi ha bisogno di cure salvavita.L'Oms e i partner stanno facendo tutto il possibile per mantenere operativi gli ospedali e i servizi sanitari.

Ripetiamo il nostro appello per la protezione dell'assistenza sanitaria, per un ritmo accelerato di evacuazioni mediche e l'uso di tutti i corridoi da Gaza per far uscire i pazienti, per un accesso prolungato agli ospedali, per un maggiore flusso di aiuti dentro e attraverso Gaza e per un cessate il fuoco urgente e duraturo".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da cassiere a mister: la scalata di Guido Pagliuca nel mondo del calcio prima di arrivare alla Juve Stabia

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Guido Pagliuca, da calciatore dilettante ad allenatore di successo, ci racconta di un percorso costellato di sacrifici e passione.

L’allenatore della Juve Stabia, ha iniziato la sua carriera da tecnico nel 2007 sulla panchina del Cecina.

Queste sono state le sue parole a Cronache di Spogliatoio sintetizzate per voi lettori:

“La mia carriera da allenatore è iniziata in modo piuttosto inusuale. Ho appeso gli scarpini al chiodo a soli 28 anni, ancora immerso nel mondo del calcio dilettantistico. E proprio in quel contesto, nel mio paese natale, Cecina, ho ricevuto la prima chiamata. Avevo appena 31 anni quando mi sono trovato a guidare la prima squadra. Ricordo quei primi anni come un continuo apprendistato: cercavo di mettere in pratica tutto ciò che avevo assorbito negli anni precedenti, osservando da vicino i miei allenatori e studiando i manuali di tattica. Era un po’ come un puzzle che cercavo di comporre, senza avere un quadro completo.

Il calcio è un mondo in continua evoluzione. Per questo motivo, ritengo fondamentale non fermarsi mai, ma continuare a studiare e a aggiornarsi. Ancora oggi, mi piace seguire le partite, analizzare le scelte dei colleghi e cercare di capire quali sono le ultime tendenze tattiche. Vedere da vicino gli altri tecnici è un po’ come frequentare una scuola di calcio permanente, dove ogni allenatore ha qualcosa di nuovo da insegnare.

La necessità di lavorare per sbarcare il lunario

“Non essendo stato un calciatore di Serie A, non potevo permettermi il lusso di vivere solo di calcio ai livelli più bassi. Allenare in Serie D e sperare che quello fosse il mio unico stipendio era un lusso che non potevo concedermi, soprattutto con una famiglia da mantenere. Così ho deciso di conciliare la mia passione con la necessità di avere una fonte di reddito stabile.

Mi alzavo alle cinque del mattino per studiare le partite e preparare le mie squadre. Poi andavo a lavorare al supermercato, alla Conad di Cecina. Nel pomeriggio, mi recavo in cantiere con mio padre, nell’azienda di famiglia. La sera, finalmente, ero al campo. E la domenica, partita. Era un ritmo estenuante, ma era quello che mi permetteva di inseguire il mio sogno.

Nei dilettanti, lo stipendio è spesso una variabile incognita. Non puoi permetterti di fare voli pindarici, devi essere pragmatico. Ma è proprio questa realtà che ti tempra, che ti insegna a lottare per ogni obiettivo.

La mia famiglia è stata la mia roccia. Mi ha sempre sostenuto, anche nei momenti più bui. Perché sì, nel mio percorso ci sono stati momenti bellissimi, ma anche tanti momenti difficili. E sono proprio questi ultimi che mi hanno fatto crescere, che mi hanno reso più forte.”

La passione per il calcio e i ringraziamenti a Marco Baroni

All’inizio era solo una passione, poi mi sono appassionato sempre di più, studiando e confrontandomi con altri allenatori. Non c’è stato un momento preciso in cui ho capito che sarebbe diventato il mio lavoro, è stato un percorso graduale. La svolta è arrivata con Marco Baroni che nel 2019-2020 mi chiamò come secondo sulla panchina. E’ stato un mentore che mi ha trasmesso la sua esperienza e mi ha dato la spinta definitiva per dedicarmi completamente al calcio. È stata una scelta coraggiosa, lasciare un lavoro sicuro per inseguire un sogno, ma non ho mai guardato indietro.

Il calcio dilettantistico

Il calcio dilettantistico è un mondo a sé. È un mondo fatto di sacrifici, di ore passate a studiare moduli tattici e a cercare di mettere in pratica nuove idee. Ricordo tante sere passate a disegnare schemi su un quaderno, cercando di trovare la soluzione giusta per la partita successiva. E poi, il giorno della gara, ti trovi di fronte a condizioni climatiche proibitive: pioggia battente, terreno impraticabile. In quei momenti, è la passione che ti spinge a dare il massimo, a superare ogni ostacolo. Finisci la partita completamente distrutto, ma con un senso di soddisfazione impagabile. È proprio questo il bello del calcio: ti mette alla prova, ti fa sentire vivo.

Pagliuca sottolinea l’importanza del calcio nella sua vita

“La mia famiglia mi ha sempre sostenuto in questo percorso, anche nei momenti più difficili. Il calcio è una passione totalizzante, ti assorbe completamente. Penso al calcio quando sono in macchina, quando sono al lavoro, quando sono a casa. È un pensiero fisso che mi accompagna ogni giorno. Ma è proprio questo che mi rende felice. Vedere i miei ragazzi crescere e migliorare, raggiungere obiettivi importanti, è una soddisfazione indescrivibile. È per questo che continuo a studiare, a aggiornarmi, a cercare di migliorarmi sempre di più”.

L’allenatore toscano ha poi espresso la sua profonda gratitudine nei confronti dei calciatori che ha avuto la fortuna di allenare: “Sono orgoglioso di aver contribuito alla crescita di tanti ragazzi. Vederli arrivare in Serie A o in Serie B è un motivo di grande orgoglio. È la dimostrazione che il lavoro che facciamo ogni giorno, anche nelle categorie inferiori, ha un senso. È un lavoro fatto di dedizione, di sacrificio, ma anche di grande passione.

Quest’estate ho fatto una scelta che mi ha arricchito tantissimo: ho deciso di seguire da vicino i corsi tenuti da colleghi che ho affrontato in passato da avversario. Persone che stimo profondamente, pur con visioni del gioco differenti dalla mia. Ho assistito alle lezioni di Possanzini, un allenatore che propone un calcio che mi piace molto, e di Castori, il cui approccio è completamente diverso. In entrambi i casi, ho cercato di carpire elementi preziosi, di assorbire come una spugna le loro idee e le loro esperienze. Credo fermamente che ogni allenatore abbia qualcosa da insegnare, e sono convinto che l’umiltà di mettersi in gioco e di confrontarsi con altri sia fondamentale per crescere professionalmente.

Le difficoltà della serie B

Quest’anno la Serie B si presenta come un campionato estremamente competitivo, dove gli allenatori sono preparati e i giocatori sono dotati di una grande intelligenza tattica. Per affrontare al meglio questa sfida, è necessario dedicare tantissimo tempo allo studio, all’analisi delle partite e alla pianificazione degli allenamenti. Non basta più limitarsi a qualche ora davanti al computer. Il calcio è diventato un lavoro a tempo pieno, che richiede un impegno costante e una grande passione. Ovviamente, tutto questo senza mai trascurare la famiglia, che rappresenta il mio punto di riferimento e la mia fonte di energia.

Negli anni ho capito che il calcio è una scalata costante, un mattone dopo l’altro. Ogni allenamento, ogni partita era un gradino da superare. Ma c’è stato un momento in cui ho sentito il bisogno di un supporto diverso, qualcosa che andasse oltre la preparazione atletica e tattica.

È in questo contesto che entra in scena Fabio Cioffini

“Mi ha aperto gli occhi su un mondo che non conoscevo. Mi ha insegnato a gestire l’ansia da prestazione, a trovare un equilibrio tra la vita privata e quella professionale, a vedere il calcio non solo come un obiettivo da raggiungere, ma anche come un mezzo per crescere come persona. Prima ero ossessionato dai risultati. Vedevo il calcio come un campo di battaglia, dove l’unica cosa che contava era vincere. Ma Fabio mi ha fatto capire che il calcio è molto di più: è un gioco, sì, ma anche un’opportunità per costruire relazioni, per crescere come squadra e come individuo.

Quando mi hanno esonerato dopo 15 giornate in Serie C, non capivo. Ero concentrato solo sull’aspetto tecnico-tattico, ma non avevo considerato tutti gli altri fattori che entrano in gioco in una squadra. Grazie a Fabio ho capito che un allenatore deve essere un leader, un motivatore, un punto di riferimento per i suoi giocatori”

Oggi, Pagliuca definisce il calcio un gioco organizzato e responsabile.

“Un gioco, perché deve esserci il divertimento, la passione, la voglia di mettersi in gioco. Organizzato, perché richiede una preparazione meticolosa, una strategia ben definita, una capacità di adattamento alle diverse situazioni. E responsabile, perché un allenatore ha un ruolo fondamentale nella formazione dei giovani calciatori e nel rappresentare i valori di una società.”

Il percorso di primo allenatore

“Dopo l’esperienza affianco a Baroni a Cremona nel 2019, ho sentito un forte desiderio di tornare a vivere l’emozione di guidare una squadra in prima persona. La pausa forzata dovuta al Covid mi ha offerto l’opportunità di approfondire gli studi e di maturare ulteriormente le mie idee sul gioco del calcio. Sono così tornato ad allenare in una società dilettantistica, consapevole che avrei dovuto fare delle rinunce economiche per poter mettere in pratica le mie convinzioni. Ma non ho esitato un attimo, perché avevo la necessità di esprimere al meglio il mio potenziale e di trasmettere ai miei giocatori tutto ciò che avevo appreso nel corso della mia carriera”.

Pagliuca ha sempre avuto una visione chiara del gioco

“Ho sempre creduto in un calcio umile, ma propositivo, con la costruzione del gioco che parte dal basso. Tuttavia, ho presto compreso che la realtà dei dilettanti è spesso molto diversa da quella che si immagina. Dopo la prima partita di campionato, la società mi ha chiaramente espresso la volontà di adottare un approccio più diretto e pragmatico. È stata una doccia fredda, ma allo stesso tempo mi ha fatto riflettere sulla complessità di questo mondo. Nei dilettanti, le difficoltà sono all’ordine del giorno e spesso si scontrano con visioni diverse del gioco. Ma è proprio questa diversità che rende questo ambiente così affascinante e formativo”.

L’allenatore toscano non ha paura di ammettere gli errori commessi

“Sono consapevole di aver sbagliato molte volte nel corso della mia carriera, ma credo che gli errori siano parte integrante del processo di crescita. Ognuna di queste esperienze mi ha permesso di imparare qualcosa di nuovo e di diventare un allenatore migliore. Sono felice di aver avuto la possibilità di confrontarmi con realtà così diverse e di aver maturato una grande umiltà”.

L’esperienza alla Juve Stabia

“A Castellammare ho trovato un’oasi di serenità. Un presidente lungimirante, un direttore sportivo competente e un gruppo di ragazzi straordinari sia dal punto di vista tecnico che umano. La loro ambizione mi ha contagiato fin da subito. Sono giovani, affamati di vittorie e con una voglia matta di migliorarsi. La società ha saputo costruire una squadra competitiva, aggiungendo elementi di qualità a un gruppo già solido. È stata una scelta coraggiosa, ma allo stesso tempo lungimirante.

Siamo consapevoli che la Serie B è un campionato difficile e competitivo. Abbiamo una rosa giovane, con poca esperienza nei campionati professionistici. All’inizio c’era tanta curiosità, ma anche un po’ di timore reverenziale. Tuttavia, i ragazzi si sono integrati alla perfezione e stanno dimostrando di avere le carte in regola per ben figurare.

Pagliuca, con la sua semplicità e la sua umiltà, ha saputo conquistare il cuore dei tifosi stabiesi. Un tecnico che crede fermamente nel valore del gruppo, nell’importanza del lavoro quotidiano e nella necessità di creare un ambiente sereno e coeso. Un allenatore che, con la sua passione e la sua determinazione, è pronto a scrivere nuove pagine indimenticabili nella storia della Juve Stabia.

Al via ‘Pillole di consapevolezza’, con ‘istruzioni per l’uso’ dei farmaci in 5 lingue

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(Adnkronos) – Sono molti i dubbi e i timori sull’assunzione dei farmaci ed è normale fare confusione su come e quando assumerli, su come conservarli e sulle possibili interazioni con altri medicinali.Si possono spezzare le compresse?

Come faccio a non dimenticarmi di prendere le medicine?Se un farmaco è scaduto da poco, non si può più utilizzare?

A queste domande da oggi si potrà avere una risposta semplice e chiara grazie alla campagna nazionale di educazione e informazione 'Pillole di consapevolezza.Farmaci: istruzioni per l’uso', promossa da Boehringer Ingelheim, realizzata in collaborazione con Fofi, Federazione ordini farmacisti italiani e Federfarma, disponibile online e in 6mila farmacie.  Non è facile pianificare l’assunzione di terapie che talvolta possono essere complesse e prolungate nel tempo – si legge in una nota – perché, soprattutto nei pazienti anziani e nelle persone che convivono con una o più patologie croniche, vengono prescritti dal medico fino a 6 o più farmaci da assumere insieme ogni giorno. È facile dimenticare una compressa, scambiarla con un’altra oppure non rispettare la sequenza o gli orari di somministrazione; inoltre, spesso i farmaci vengono conservati in modo errato o sono scaduti da tempo.

Eppure, sapere utilizzare e conservare correttamente i medicinali è fondamentale per migliorare l’efficacia e la sicurezza della cura e l’aderenza del paziente alla terapia.Un recente studio, pubblicato sugli 'Annals of Internal Medicine', conferma che quando la pastiglia abituale cambia colore, forma o confezione il rischio di abbandonare la terapia aumenta del 66%. 'Pillole di consapevolezza' è una guida suddivisa in schede e realizzata in 5 lingue (italiano, spagnolo, filippino, rumeno e arabo), facile da consultare e dedicata non solo a chi segue regolarmente una o più terapie e a chi fa un uso saltuario dei farmaci, ma anche a chi si prende cura di qualcun altro, siano essi parenti e caregiver oppure assistenti familiari, categoria quest’ultima che spesso comprende persone provenienti dall’estero.

Quando una terapia non funziona la prima domanda da farsi è: il paziente prende il farmaco?Oppure, prende il farmaco sbagliato?

Fondamentale, quindi, spiegare al caregiver o all’assistente familiare come somministrare la terapia, per quale patologia è indicata e quali rischi possono derivare da un uso inappropriato delle medicine.Semplificare il più possibile il percorso terapeutico e la somministrazione è la chiave per non creare confusione. "Boehringer Ingelheim ha deciso di avviare questa iniziativa – spiega Marinella Galbiati, Head of Patient Advocacy Relations Italy, Boehringer Ingelheim – per rispondere ai bisogni reali espressi dalle associazioni di pazienti, che sottolineano costantemente l'importanza dell'informazione, della consapevolezza, dell’awareness per migliorare l’efficacia del percorso terapeutico.

Le associazioni pazienti riportano infatti spesso situazioni mal gestite rispetto ai farmaci, che impediscono il più delle volte di raggiungere l'obiettivo terapeutico desiderato".  La campagna 'Pillole di consapevolezza.Farmaci: istruzioni per l’uso' utilizza diversi canali e risorse.

Sulla landing page è possibile scaricare le schede in 5 lingue, vere e proprie istruzioni per l’uso corretto dei medicinali, accessibili a tutti; inoltre, l’iniziativa prevede una serie di locandine informative che verranno esposte in oltre 6 mila farmacie italiane e che rimandano al sito del progetto attraverso un QR-code, oltre ad un’attività di informazione e divulgazione sui social media con infografiche e videopillole.  "Il valore aggiunto di questa iniziativa è quello di portare l'informazione direttamente al paziente, sfruttando la farmacia come luogo di contatto privilegiato – aggiunge Galbiati – Stiamo andando, infatti, verso una ‘farmacia di servizi’, che diventerà sempre di più un punto di riferimento per i pazienti sul territorio.Con il supporto di Federfarma e Fofi, partner dell’iniziativa, vogliamo contribuire a rendere la farmacia un centro sempre più orientato ai servizi e all'awareness, che permetta di migliorare la compliance al trattamento e la continuità.

Il progetto ‘Pillole di consapevolezza’ si inserisce così nel quadro di sostenibilità di Boehringer Ingelheim, che abbraccia tre pilastri: ambiente, persone e accesso equo alla salute.In particolare, l'obiettivo è garantire che tutti, anche le popolazioni più vulnerabili, possano accedere a informazioni chiare e comprensibili sull’uso corretto dei farmaci.

Sebbene siano già disponibili risorse simili, queste non sono sempre facilmente accessibili.Il nostro progetto – conclude – semplifica al massimo l'accesso alle informazioni, anche per chi ha difficoltà con la lingua italiana". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, gratitudine a Italia e appello a Trump: la visita di Zelensky a Roma

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(Adnkronos) – ''Gratitudine'' per il sostegno dell'Italia all'Ucraina, ''mai indecisa'' nello schierarsi a fianco di Kiev.E un appello agli Stati Uniti di Donald Trump, perché facciano ''pressione sulla Russia'' per mettere fine alla ''grande guerra'' lanciata dal presidente russo Vladimir Putin il 24 febbraio del 2022.

Questo il messaggio che il presidente ucraino Volodymyr Zeklensky ha portato con sé nella sua visita in Italia, dove è arrivato ieri sera dopo aver partecipato alla 25esima riunione del Gruppo di contatto per l'Ucraina nel "formato Ramstein", dal nome della base americana in Germania dove si svolge. La ''gratitudine'' è il sentimento che Zelensky ha voluto condividere nel suo primo incontro istituzionale a Roma, quello di ieri sera a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni, ribadito questa mattina nel colloquio al Quirinale con il capo dello Stato Sergio Mattarella.Reduce da un incontro a Mar a Lago con Trump, l'incontro con Meloni sarebbe stato per Zelensky anche l'occasione per chiederle di fare da ponte con la nuova Amministrazione Usa. ''Ottimo incontro'' quello con Meloni, ''con la quale c'è un rapporto particolare'', ha detto Zelensky.  ''Molto positivo'' quello con Mattarella che ''aspettiamo a Kiev'', ha aggiunto. ''Gratitudine'' anche verso ''il popolo italiano, senza il quale il governo di Roma non avrebbe potuto fornire il suo sostegno incrollabile''.

Un riconoscimento anche per i ''giornalisti italiani, che raccontano quello che sta davvero accadendo in Ucraina contro la disinformazione russa''. A Roma avrebbe potuto tenersi anche un terzo incontro, quello con il presidente americano Joe Biden, costretto all'ultimo minuto ad annullare la visita programmata in Italia per i devastanti incendi che stanno colpendo la contea di Los Angeles.Ma dopo aver discusso ieri con il capo del Pentagono Lloyd Austin del rafforzamento degli aiuti americani alla difesa aerea ucraina, è al successore di Biden, Donald Trump, che Zelensky si rivolge da Roma. ''L'America faccia pressione sulla Russia perché metta fine alla guerra'', ma anche perché vengano ''fornite garanzie di sicurezza all'Ucraina e all'Europa'', ha chiesto Zelensky. Parole che seguono quelle di Trump, secondo in cui ''sono in corso i preparativi per un incontro con Putin''.

Il leader del Cremlino, ha detto il futuro inquilino della Casa Bianca, ''vuole che ci vediamo''.E poi ha aggiunto: ''Dobbiamo mettere fine a questa guerra''.  ''Nessuno lo vuole più di noi ucraini'', ha risposto Zelensky, ''vogliamo che la guerra finisca ques'anno''.

Ma ''Putin va fermato, da solo non lo farà.Perché vuole avere la totale influenza sul continente europeo''.

E ''non possiamo semplicemente riconoscere l'occupazione dei territori, altrimenti andrà oltre'', ha detto. ''Non posso permettermi di essere stanco, non ne ho diritto di fronte al mio popolo'', ha proseguito Zelensky esprimendo la sua massima apertura verso ''gli specialisti italiani'', gli imprenditori che vorranno impegnarsi nella ricostruzione dell'Ucraina una volta che verrà raggiunta ''una pace con garanzie di sicurezza'' per gli ucraini certo, ma anche per gli europei. ''Perché se Putin non pagherà il prezzo, non si fermerà'' e ''Dio non voglia, ma anche voi in Italia potreste esserne colpiti''. Il leader ucraino ha poi ricordato che a luglio di terrà a Roma la conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina sottolineando quanto sia stata importante ''la decisione adottata da Meloni di congelare i beni degli oligarchi russi per ricostruzione l'Ucraina''.Si è trattato di ''un passo molto importante, stiamo ricevendo molti soldi''. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dalle piogge torrenziali agli incendi, perché la California è il ground zero dei disastri

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(Adnkronos) – Nel 2024 le piogge torrenziali.Quest'anno gli incendi indomabili che stanno devastando la contea di Los Angeles.

E' quello che accade in California, diventato il ground zero dei disastri ambientali causati dal cambiamento climatico. Come ricorda la Cnn, meno di un anno fa la parte meridionale dello Stato era sott'acqua a causa delle piogge torrenziali iniziate a dicembre e che raggiunsero il culmine all'inizio di febbraio, allagando le strade di Los Angeles e con tempeste che innescarono decine di frane.Ora la situazione è diametralmente opposta: è la siccità e gli incendi a farla da padrone nello Stato, dopo una delle estati più calde mai registrate e un autunno in assenza di piogge.  Il clima secco ha trasformato tutta la vegetazione cresciuta sotto la pioggia torrenziale dell'inverno scorso in un esca che ha alimentato una settimana inimmaginabile: gli incendi boschivi si sono diffusi senza controllo nei quartieri della zona di Los Angeles, alimentati da una tempesta di vento che si verifica una volta ogni dieci anni. "Se avessimo assistito a precipitazioni significative o diffuse nelle settimane e nei mesi precedenti a questo evento, non staremmo assistendo all'entità della devastazione a cui stiamo assistendo attualmente", ha dello alla Cnn Daniel Swain, climatologo presso l'Università della California, Los Angeles.  
La California è particolarmente suscettibile al peggio che il cambiamento climatico causato dall'uomo ci sta gettando addosso.

Il clima mediterraneo dello stato è già condizionato da situazioni estreme; le estati sono senza pioggia e la maggior parte delle precipitazioni cade in inverno.Quindi anche piccoli cambiamenti nei modelli meteorologici possono gettare lo Stato in periodi di inondazioni bibliche o di siccità che brucia il paesaggio.  Questi enormi cambiamenti da condizioni secche a umide e viceversa, noti come "colpi di frusta meteorologici", stanno diventando più frequenti con il riscaldamento del pianeta dovuto all'inquinamento da combustibili fossili, secondo uno studio pubblicato ieri su Nature, e queste oscillazioni peggiorano la gravità e le possibilità di pericoli come incendi e inondazioni improvvise.

La serie torrenziale di tempeste verificatasi lo scorso inverno in California ha accelerato la crescita delle piante, portando a una quantità di vegetazione che Swain ha stimato essere il doppio della media della regione.Un materiale che è diventato il combustibile per gli incendi di questa settimana.  "Questa sequenza di colpi di frusta in California ha incrementato il rischio di incendi due volte: innanzitutto, aumentando notevolmente la crescita di erba e cespugli infiammabili nei mesi che precedono la stagione degli incendi, e poi seccandoli a livelli eccezionalmente elevati con l'estrema siccità e il caldo che ne sono seguiti", ha affermato il climatologo, coautore dello studio della rivista scientifica.

Il clima secco e l'abbondanza di combustibile sono sufficienti a scatenare incendi boschivi.Ma gli incendi di questa settimana sono stati potenziati da una tempesta di vento insolitamente potente a Santa Ana, un'aggiunta devastante alla ricetta già pericolosa.

Le fiamme sono state trasportate da casa in casa da raffiche di vento fino a 160 chilometri l'ora, rendendo impossibile per i vigili del fuoco tenere le fiamme sotto controllo.  Quanto più tempo impiega la pioggia invernale ad arrivare, tanto più la California e il suo clima mediterraneo saranno vulnerabili agli incendi, la cui stagione, nello Stato, culminava storicamente in ottobre, quando l'erba e la vegetazione trasformate in esca dal caldo estivo si scontravano con i venti di Santa Ana, prima dell'arrivo delle piogge invernali.Ma l'incendio di Los Angeles è l'ultimo esempio del fatto che, in un mondo che si sta riscaldando, non esiste più una stagione degli incendi. "Questo periodo dell'anno non fa parte della stagione degli incendi, ma ora smentiamo ogni idea che ci sia una stagione", ha detto martedì il governatore della California Gavin Newsom. "Nello stato della California è tutto l'anno". È stato l'inizio più secco dell'inverno mai registrato nella California meridionale, secondo Swain, e i meteorologi del National Interagency Fire Center avvertono che rimarrà a rischio di "potenziali incendi significativi superiore alla norma" fino a gennaio.

Potrebbe anche significare un inizio anticipato della tradizionale stagione degli incendi nelle aree ad altitudini più elevate, ha avvertito l'agenzia.Gli incendi violenti rimarranno possibili finché il pendolo del meteo estremo non tornerà a oscillare verso l'umido e la California non riceverà una forte pioggia invernale.

Il cambiamento climatico sta rendendo ancora più difficile prevedere quando ciò accadrà.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Abedini, il legale: “Nessun collegamento con liberazione Cecilia Sala” – Video

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(Adnkronos) – “Se qualcuno poteva pensare che ci fosse un collegamento, oggi non si può più pensare".Lo ha detto Alfredo De Francesco, l’avvocato di Mohammad Abedini Najafabadi, al termine del colloquio in carcere con il suo assistito, replicando a chi gli chiedeva se la liberazione della giornalista Cecilia Sala fosse collegata al caso dell'ingegnere iraniano arrestato a Malpensa il 16 dicembre scorso su richiesta degli Stati Uniti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bimbo morto per otite, medico che lo curò con omeopatia condannato in Cassazione

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(Adnkronos) – Confermata dalla Corte di Cassazione la condanna della Corte di appello di Ancona per omicidio colposo inflitta medico omeopata Massimiliano Mecozzi in merito alla morte di Francesco Bonifazi.La vicenda risale al maggio 2017 quando la vittima, un bambino di 7 anni, è morto per effetto di un’otite degenerata in encefalite curata con trattamenti omeopatici su indicazione del dottore.

La Corte di appello infatti lo aveva riconosciuto responsabile perché, interpellato più volte dai familiari del bambino, avrebbe sottostimato il quadro clinico che da una otite media acuta si evolveva in un ascesso cerebrale che ha portato il bambino al decesso. Dall’istruttoria dibattimentale risultava che il medico non aveva effettuato una visita ortoscopica, ma soprattutto aveva prescritto una terapia esclusivamente a base di trattamenti omeopatici, omettendo le necessarie terapie antibiotiche, come raccomandato dalle Linee guida della Società Italiana di Pediatria e del Ministero della Salute.Al contrario, secondo le risultanze, il dottore avrebbe prospettato ai genitori del bambino la possibile insorgenza di gravi malattie, quali sordità e il coma epatico, come possibile conseguenza della somministrazione di farmaci antibiotici, esortandoli a non somministrarli e addirittura a non portare il bambino in ospedale. Nel processo si costituivano il nonno del ragazzo, rappresentato dall’avvocato Federica Mancinelli e l’Unione Nazionale Consumatori, dall’avvocato Corrado Canafoglia, supportato dal professor Matteo Bassetti e dal professor Enrico Bucci, i quali confermavano che la causa del decesso fosse riconducibile alla condotta negligente del medico imputato.

Da indagini difensive svolte dall’avvocato Canafoglia con la collaborazione del professor Bucci, è emerso che il caso di Francesco non era in realtà isolato, ma che già nel 1991 in Nuova Zelanda e nel 2015 in Pennsylvania altri due bambini erano morti per infezione batterica all’orecchio trattata con l’omeopatia, evento evitabile se fosse stato somministrato un semplice antibiotico.Vicenda del tutto simile a quella avvenuta nel 2023 a Lecce, dove un bambino di 14 mesi è morto perché un medico e i genitori non avrebbero somministrato medicinali antibiotici a favore di quelli omeopatici. "Tutta la famiglia di Francesco, dopo anni dolorosissimi e difficili, – commenta l’avvocato Federica Mancinelli, legale del nonno del bimbo – ha oggi visto definitivamente riconosciuta la verità.

Si è rivolta al dottor Mecozzi, medico regolarmente iscritto all’albo, per garantire a Francesco le migliori cure e mai avrebbero pensato accettato che lo avrebbe curato disattendendo i dettami della buona prassi medica.Nessuno potrà colmare la loro perdita, ma vedere confermata anche in Cassazione la condanna del Mecozzi li porta a sperare che sia di monito in futuro e possa evitare che altri si trovino a vivere una tragedia come la loro". "La sentenza della Cassazione pone fine a un processo particolarmente impegnativo, non solo dal punto di vista giudiziario ma anche emotivo, – conclude l’avvocato Corrado Canafoglia, legale dell’Unione Nazionale Consumatori – nel quale ci siamo impegnati per fissare chiaro un principio: i problemi di salute vanno affrontati ricorrendo alla medicina tradizionale, e anche quando si volesse ricorrere ai trattamenti omeopatici, come dettano le Linee guida del Ministero della salute, dopo tre giorni di insuccesso bisogna ricorrere alla medicina ufficiale.

Ciò per evitare che non vi siano più famiglie che piangono i loro cari".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Allarme Quad-Demic in Usa, quattro virus diversi in circolo negli States

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(Adnkronos) – Negli Usa è allarme Quad-Demic, la circolazione endemica e contemporanea di 4 virus diversi – influenza, virus respiratorio sinciziale (Rsv), covid e norovirus- per questa ragione 8 Stati americani hanno reintrodotto l'obbligo delle mascherine.  "Lo sapevamo già, in Italia non è una novità perché la circolazione di più virus c'è sempre stata anche da noi, solo che facevamo attenzione solo al virus dell'influenza".Così il virologo Fabrizio Pregliasco interviene con l'Adnkronos Salute sul Quad-Demic che sta imperversando negli Stati Uniti.  "Bene hanno fatto gli Usa a reintrodurre l'obbligo delle mascherine, così come nel Regno Unito le si indossano negli ospedali dopo il boom di casi di influenza – fa notare Pregliasco – mi sembra una cosa di buon senso.

Anche in Italia siamo nella fase acuta delle infezioni respiratorie, quindi sono favorevole al loro utilizzo negli ospedali, nelle Rsa e nei luoghi affollati e se si è vicini a soggetti fragili.Ma niente obbligo".  —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lega Serie A, De Siervo rieletto amministratore delegato con 17 voti

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(Adnkronos) –
Luigi De Siervo è stato rieletto amministratore delegato della Lega Serie A con 17 voti, nel corso dell'assemblea di Lega Serie A di oggi a Milano.Per lui, sostenuto con convinzione dalla maggioranza che ha già portato all’elezione del nuovo presidente Ezio Simonelli, si tratta del terzo mandato.

Avvocato dal 1994, De Siervo ricopre la carica di ad dal 2018 ed era stato confermato nel 2021.Per la rielezione sarebbero bastati 11 voti (il quorum della terza tornata), i numeri sono stati invece più corposi. Già votato amministratore delegato della Lega Serie A nel 2018 e confermato nel 2021, De Siervo è avvocato dal 1994.

Prima del ruolo in Lega, è stato dirigente responsabile Rai Trade nel settore Commercializzazione Tv, Home Video e Canali Tematici (2008-2010).In seguito, fino al 2014 ha ricoperto il ruolo di direttore commerciale Rai e dal luglio 2014 di Amministratore Delegato di Rai Com.

Successivamente, ha invece ricoperto l’incarico di ad di Infront Italy, società impegnata in attività di produzione, acquisto e cessione di programmi tv in Italia e all’estero.Da anni, De Siervo è impegnato nella valorizzazione del prodotto calcio italiano e porta avanti una battaglia contro la pirateria.

Uno dei punti fermi dei suoi mandati.  Nel corso dell'assemblea di oggi sono stati votati anche i 4 consiglieri.Si tratta del presidente del Milan Paolo Scaroni, dell'ad dell'Atalanta Luca Percassi , del presidente del Cagliari Tommaso Giulini e dell'ad del Bologna Claudio Fenucci. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Abedini: “Sollevato per liberazione Cecilia Sala” – Video

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(Adnkronos) – “Ha saputo della liberazione di Cecilia Sala, è rimasto soddisfatto da questo punto vista, preoccupato della sua situazione, ma sollevato di non essere più collegato direttamente alle sue condizioni”.A dirlo è Alfredo De Francesco, il legale di Mohammed Abedini Najafabadi, l'ingegnere iraniano arrestato il 16 dicembre a Malpensa su richiesta degli Stati Uniti, al termine di un colloquio nel carcere milanese di Opera. “Mi ha fatto capire che per queste sofferenze di Cecilia non potrà più essere ritenuto responsabile”, ha sottolineato l’avvocato (VIDEO). “L’ho trovato come al solito bene dal punto di vista fisico, stanco e sempre più provato – ha poi riferito – Sta spegnendo la televisione perché quando si vede in tv è sempre affiancato ad azioni di guerra o militari o comunque ritenuto responsabile di quei poveri ragazzi americani che sono stati uccisi.

Questa è una cosa che veramente lo distrugge dal punto vista umano ed emotivo”. A chi gli chiedeva se la liberazione della giornalista italiana fosse collegata al caso dell'ingegnere iraniano, il legale ha risposto: "Se qualcuno poteva pensare che ci fosse un collegamento, oggi non si può più pensare".  Nel penitenziario milanese era attesa una vista dell’ambasciatore iraniano Mohammad Reza Sabouri, che però non c’è stata.Abedini “mi ha chiesto perché l’ambasciatore non c’era ma gli ho spiegato che non c’erano problemi.

Tra l’altro dopo sentirò l’ambasciatore, c’è massima trasparenza con lui”, ha detto l'avvocato De Francesco. “Gli avevo già spiegato l’altra volta che probabilmente non sarebbe potuto venire – ha aggiunto il legale – parliamo dell’ultima volta che l’ho visto, quindi antecedente alla liberazione di Cecilia Sala.Uno si domanda perché una persona non viene ma le ragioni sono molto banali: impegni istituzionali.

L’ambasciatore si è scusato per non essere presente”. A una domanda sulla valigetta sequestrata ad Abedini, l'avvocato ha risposto che “c’’erano computer, alcuni fogli documentali commerciali, qualche sim che servono per strumenti anche personali e cellulari.Nulla di ‘delinquenziale’”. “Abbiamo già previsto che sarà presente all’udienza del 15 – ha detto ancora il legale – abbiamo predisposto una brevissima dichiarazione spontanea da parte sua in cui confermerà la sua disponibilità e il fatto di non voler scappare dall’Italia”.

Il giorno prima dell’udienza, ha ricordato l’avvocato, Abedini festeggerà in carcere il suo 39esimo compleanno, essendo nato il 14 gennaio 1986.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, riforma sulle valutazioni: cosa cambia per elementari e medie

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(Adnkronos) – Alle scuole elementari tornano i giudizi sintetici, mentre alle medie il voto in condotta si esprimerà in decimi con un peso sulla promozione di fine anno.Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato l'ordinanza che definiscele modalità di valutazione periodica e finale degli apprendimenti degli studenti della Scuola primaria e del comportamento degli studenti della Scuola secondaria di primo grado.  A decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, nella Scuola primaria, la valutazione sarà espressa attraverso giudizi sintetici, da 'Ottimo' a 'Non sufficiente', correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti per ciascuna disciplina, compreso l’insegnamento dell’educazione civica.

Per la Scuola secondaria di primo grado, la valutazione della condotta degli studenti sarà espressa in decimi: coloro che otterranno un punteggio inferiore a 6/10 non saranno ammessi alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo.  “Questa riforma segna un passo importante verso un sistema educativo più chiaro e trasparente, volto alla crescita formativa degli studenti – ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara – L’introduzione dei giudizi sintetici nelle Scuole primarie, molto più comprensibili dei precedenti livelli, permette infatti di tracciare con maggiore chiarezza il percorso formativo degli alunni, migliorando la comunicazione con le famiglie e al tempo stesso l’efficacia della valutazione.Il voto di condotta nella Scuola secondaria di primo grado mira a rafforzare la responsabilità individuale e il rispetto delle regole.

Un'attenzione particolare sarà riservata alla valutazione degli studenti con disabilità e con disturbi specifici dell'apprendimento, assicurando così un approccio inclusivo e personalizzato alle necessità di ogni singolo alunno”.Le scuole avranno tempo fino all'ultimo periodo dell'anno scolastico in corso per adattarsi alle nuove disposizioni e assicurarsi che le famiglie siano pienamente informate. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Venezuela, tensione per insediamento Maduro: chiuso confine con la Colombia

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(Adnkronos) – Il Venezuela ha chiuso il suo confine con la Colombia in vista della cerimonia di insediamento oggi di Nicolas Maduro, che si è dichiarato vincitore delle elezioni del 28 luglio.Una vittoria contestata non solo dall'opposizione, ma da Usa, Parlamento Ue e altri Paesi della comunità internazionale che ritengono il candidato dell'opposizione, Edmundo Gonzalez, il vincitore legittimo delle elezioni.

E per oggi sono attese nuove proteste con migliaia di persone in piazza. "Abbiamo informazioni su una cospirazione internazionale per disturbare la pace del Venezuela.Noi ordineremo su indicazione del presidente Nicolas Maduro la chiusura del confine con la Colombia" fino a lunedì mattina, ha annunciato il governatore dello Stato venezuelano di Tachira, Freddy Bernal.  Durante una manifestazione ieri a Caracas contro l'insediamento, è stata arrestata e trattenuta per alcune ore, María Corina Machado la leader dell'opposizione venezuelana. "Il mio cuore è con il venezuelano che è stato ferito da un proiettile quando le forze repressive del regime mi hanno arrestato, ora sono in luogo sicuro più determinata che prima ad andare con voi fino in fondo", ha scritto oggi su X.

Nel suo post, Machado assicura che continuerà a tenere informati su quello che è successo e "quello che succederà oggi", suggerendo quindi che ci saranno nuove proteste durante l'insediamento di oggi.  Le parole di Machado arrivano dopo che il governo venezuelano ha negato l'arresto, affermando che l'opposizione "ha mentito". "Vi assicuro che se avessimo deciso di arrestarla, sarebbe detenuta, ma era lei che implorava di essere arrestata e tutte quelle informazioni sono arrivate dall'esterno senza ragione", ha detto il ministro dell'Interno, Diosdado Cabello sostenendo che la notizia dell'arresto è stata "montata" dall'opposizione.  Nel post Machado ha poi ringraziato i venezuelani che sono scesi in piazza in tutto il Paese. "Il coraggioso popolo venezuelano ha dimostrato come si vince la paura, grazie a tutti i cittadini che sono scesi in piazza per rivendicare la nostra vittoria del 28 luglio", ha detto la leader che ieri ha sfidato il mandato d'arresto emesso contro di lei, e che da mesi la costringe a vivere in clandestinità, per unirsi alle proteste.  Anche Gonzalez, che da settembre vive in esilio in Spagna ma dalla scorsa settimana è impegnato in un tour internazionale che l'ha portato in diversi Paesi dell'America Latina e negli Stati Uniti da dove ha ribadito più volte che oggi entrerà in Venezuela per l'insediamento, ha affermato che "i venezuelani non hanno paura, per loro e per la comunità internazionale che ci ha appoggiato con forza, Marina Corina è stata liberata".   "Le notizie che arrivano dal Venezuela rappresentano un altro inaccettabile atto della repressione del regime di Maduro, di cui non riconosciamo la proclamata vittoria elettorale.Intendiamo continuare a lavorare per una transizione democratica e pacifica.

Le legittime aspirazioni di libertà e democrazia del popolo venezuelano devono finalmente trovare realizzazione", dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dal canto suo la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, chiede di "restituite il Venezuela al popolo.Maduro dovrebbe affrontare la giustizia, non prestare un giuramento illegittimo". "La libertà deve prevalere.

Il Venezuela è libero", scrive in un post in spagnolo. Maduro ha rivendicato la vittoria alle elezioni di luglio 2024, un processo viziato da pesanti irregolarità, pur non riuscendo a dimostrare la legittimità del voto. A settembre il Parlamento europeo ha riconosciuto il candidato di opposizione Edmundo González come il presidente legittimo.Quest'ultimo si era presentato in vece della leader dell'opposizione Maria Corina Machado, a cui è stato impedito di correre.  A ottobre il Parlamento europeo ha assegnato a González e Machado il Premio Sakharov per la libertà di pensiero.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, primo bollettino settimanale 2025: 1.562 casi e 45 morti

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(Adnkronos) – Piccole variazioni in crescita nei dati Covid in Italia nella prima settimana del 2025 rispetto all'ultima tra Natale e Capodanno.Tra il 2 e l'8 gennaio i casi sono stati 1.562, erano 1.559 nei 7 giorni prima; i decessi sono 45 ed erano stati 31.

Questi i dati del bollettino settimanale pubblicato sul sito del ministero della Salute.Sono aumentati i tamponi, 42.025, rispetto ai 34.532 dell'ultima settimana di dicembre.

Il tasso di positività scende dal 4,5% al 3,7%.Lombardia, Toscana e Veneto sono le regioni che in numeri assoluti hanno riportato più casi.

Le Marche registrano ancora il tasso di positività più alto cresciuto dal 11,4% della settimana precedente al 16,8%.  "Il lieve, lievissimo aumento dei casi di Covid nella prima settimana del 2025 molto probabilmente è legato alla maggiore attenzione ai test.Si eseguono più tamponi perché siamo in piena fase acuta delle infezioni respiratorie e per questo motivo occorre capire se l'infezione che ci ha colpito sia influenza oppure covid".

Così il virologo Fabrizio Pregliasco commenta con l'Adnkronos Salute i dati del bollettino. "Occorre fare attenzione ai fragili, pazienti immunodepressi, oncologici e over80 perché il Covid è ancora tra noi anche se oggi fa meno paura" conclude Pregliasco.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero trasporti, Codacons: “Un flop, servizi regolari e pochi disagi per utenti”

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(Adnkronos) – "Un flop il primo sciopero del 2025 indetto nel settore dei trasporti".Lo afferma il Codacons sullo sciopero di oggi venerdì 10 gennaio che vede incrociare le braccia i lavoratori dei trasporti e quelli del comparto scuola in tutta Italia, da Milano a Roma, da Napoli a Palermo.

Per quanto riguarda la protesta nei trasporti il Codacons parla di "fallimento con bassissime adesioni e nessuna interruzione dei servizi".Il primo 'venerdì nero' dell’anno "si è rivelato a tutti gli effetti un flop, con il trasporto pubblico rimasto regolare nelle principali città, dove bus, tram e metro hanno continuato a garantire le corse, e nessuna interruzione è stata registrata sul fronte del trasporto ferroviario.

Da nord a sud Italia i disagi per gli utenti sono stati minimi, e le adesioni alla serrata ben al di sotto delle aspettative dei sindacati", dice il Codacons. “Un fallimento lo sciopero del 10 gennaio che deve portare a riflettere sull’esigenza di un cambio di rotta sul fronte delle rivendicazioni dei lavoratori – afferma il presidente Carlo Rienzi – Vanno studiate forme di sciopero diverse, come lo sciopero delle biglietterie e dei controllori, che non arrechino danno ai cittadini, consentendo ai lavoratori di portare avanti le proprie istanze senza interrompere i servizi essenziali al Paese”. A Milano, nel giorno dello sciopero nazionale dei trasporti e del comparto scuola, la circolazione è regolare su tutte le linee, rende noto l'Atm, l'azienda di trasporti pubblici milanese.Le metro restano aperte e tram, bus e filobus sono in servizio.  A Roma lo sciopero nazionale di 4 ore del trasporto pubblico, indetto dal sindacato Faisa Confail, è iniziato alle 8.30.

Nella Capitale, secondo quanto rende noto Atac, restano aperte le metropolitane e la ferro-tramvia Termini-Centocelle, possibili riduzioni del servizio per bus e tram.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, vittoria con Tsitsipas. Ora l’Australian Open: “Buone sensazioni per l’esordio”

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(Adnkronos) – Buona anche la seconda per Jannik Sinner.Il tennista azzurro, dopo aver battuto Alexei Poporyn nel primo match dell'anno, si ripete contro Stefanos Tsitsipas nell'ultimo match della Opening Week a Melbourne.

Sinner ha superato il greco in due set con il punteggio di 6-3, 7-6 con qualche difficoltà in più rispetto al match contro l'australiano. 
Primo set perfetto per Sinner, che si è conquistato una palla break già nel secondo game e l'ha sfruttata nel quarto, chiudendo il parziale con un secco 6-3.Tsitsipas sale di condizione nel secondo set riuscendo a giocare a tratti alla pari con l'altoatesino, che alla fine riesce comunque a prevalere mantenendo la lucidità nel tie break.

Un buon allenamento quindi per Sinner in vista dell'esordio contro Jarry al primo turno dell'Australian Open, in cui non sono mancati punti spettacolari, come ad esempio un passante di rovescio in allungo con cui l'azzurro si è conquistato la standing ovation del pubblico australiano.  Sinner ha parlato al termine del match: "Voglio mantenere questo livello di servizio anche nelle partite vere e non soltanto nelle esibizioni.Penso sia stata una partita divertente, le condizioni non sono semplici, la palla vola ed è molto rapida".

Jannik ha anche commentato il primo turno che lo attende: "Ogni partita è diversa.Jarry ha un gran servizio, dovrò far partire il più in fretta possibile lo scambio ma ho buone sensazioni". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner e l’esordio contro Jarry all’Australian Open: data e orario

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner è pronto a esordire all'Australian Open.Il tennista azzurro giocherà il primo turno a Melbourne contro il cileno Nicolas Jarry, 34esimo del ranking Atp.

Il match d'esordio del numero uno del mondo è in programma lunedì 13 gennaio alla Rod Laver Arena di Melbourne, con orario ancora da definire.   Dopo di lui toccherà alla sfida tra Tsitsipas e Michelsen, poi a quella tra Aiava e Minnen, tra Sakkari e Osorio e a Swiatek-Siniakova.In campo anche Lucia Bronzetti contro Viktoria Azarenka. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terzo Mandato, De Luca: “Mia posizione non cambia, andiamo avanti”

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(Adnkronos) – Rispetto alla sua posizione sul terzo mandato, "non è cambiato nulla, vado avanti, non si è modificata di una virgola la mia posizione e non si modificherà".Ad assicurarlo è il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, smentendo così l'ipotesi di dimettersi dopo l'impugnazione della legge da parte del governo. "La Campania si muoverà in un contesto di legalità, siamo fiduciosi, pensiamo a lavorare.

Il governo non ha impugnato le leggi del Veneto, del Piemonte e delle Marche, che è uguale a quella della Campania.Mi domando ma in questo Paese la legge è uguale per tutti?

O è uguale per tutti tranne che per il sottoscritto", ha aggiunto De Luca in conferenza stampa.   A proposito delle parole riferite dal presidente del Pd, Stefano Bonaccini che lo ha invitato a trovare assieme un candidato per il centrosinistra, De Luca ha ripetuto l'assunto di Parmenide: "Ho già parlato, se volete posso aggiungervi, da vecchio filosofo, citando Parmenide: l'essere è, il non essere non è". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cancro al seno, crescono i casi in donne giovani e cala la mortalità prima dei 50 anni

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(Adnkronos) – I casi di tumore al seno fra le donne giovani sono in aumento in tutto il mondo.Tuttavia, la mortalità delle pazienti under 50 è in calo: in Italia, tra il 2006 e il 2021 è scesa del 16%.

Un risultato che apre ad una serie di nuove problematiche da gestire per i clinici tra cui la preservazione della fertilità.Un ambito quest’ultimo dove gli specialisti italiani, e in particolar modo l’ospedale San Martino di Genova, sono stati pionieri sul versante della ricerca.

Lo dimostrano i numerosi studi scientifici condotti a riguardo e presentanti nei più importanti congressi scientifici nazionali ed internazionali.E’ quanto emerso nel capoluogo ligure in occasione del meeting 'Back From San Antonio', che si apre oggi a Genova e dedicato alle principali novità dal 'San Antonio Breast Cancer Symposium', il congresso di riferimento mondiale che si tiene ogni anno a dicembre negli Stati Uniti.  "Ogni anno nel nostro Paese ancora più di 15mila donne perdono la vita a causa del tumore mammario – sottolinea Lucia Del Mastro, professore ordinario e direttore della Clinica di Oncologia Medica dell’Irccs Ospedale Policlinico San Martino, Università di Genova -.

Tuttavia il calo dei decessi, tra le pazienti più giovani, è senza dubbio un dato incoraggiante e dovuto soprattutto ad un netto miglioramento delle possibilità terapeutiche.Quando colpisce una donna giovane, al di sotto dei 40 anni, il tumore è spesso biologicamente più aggressivo.

Inoltre il rischio che si tratti di una neoplasia ereditaria, legata alla presenza di mutazioni patogenetiche Brca, è più elevato rispetto ai casi diagnosticati in età più avanzata".  In Italia, in 10 anni, i casi di carcinoma della mammella sono aumentati del 16%: erano 48mila nel 2013 e sono stati 55.900 nel 2023.Si tratta della neoplasia più frequente non solo fra le donne, ma in tutta la popolazione (sebbene i casi nei maschi siano rari, è bene che anche gli uomini non sottovalutino possibili campanelli d'allarme). "Dall’altro lato, fortunatamente, sono sempre più efficaci gli strumenti a disposizione dei clinici per affrontare la malattia e, oggi, oltre 834mila pazienti vivono dopo la diagnosi, l’87% delle pazienti è vivo a 5 anni dalla diagnosi – sottolinea Del Mastro – Il percorso di cura, oltre a garantire le ottime probabilità di guarigione attualmente raggiunte, deve prevedere che le donne giovani possano avere, una volta superata la malattia, le stesse prospettive ed aspettative delle donne che non si sono ammalate.

Tra queste prospettive riveste particolare importanza l’eventuale desiderio di gravidanza futura.Da anni qui a Genova stiamo studiando gli effetti collaterali legati alle terapie antitumorali e che possono portare a disfunzione ovarica, menopausa precoce ed infertilità.

Grazie a trattamenti adeguati e personalizzati, messi a punto anche attraverso gli studi condotti dal nostro gruppo di ricerca del San Martino-Università di Genova, è oggi possibile diventare madre anche dopo il cancro".  "L’integrazione tra assistenza, ricerca e formazione – spiega Marco Damonte Prioli, Direttore generale dell’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova – è fondamentale per garantire la più alta qualità delle cure e la possibilità di effettuare attività di ricerca in grado di cambiare gli standard terapeutici a livello internazionale.E’ quanto accade all’Ospedale San Martino che è stato nuovamente riconosciuto, al termine di una procedura di accreditamento e verifica molto selettiva e condotta da esperti internazionali, come 'Comprehensive Cancer Center'.

E’ il livello massimo di accreditamento previsto dall’organizzazione internazionale OECI (Organization of European Cancer Institutes).La Breast Unit, del nostro ospedale, rappresenta non solo l’hub regionale per la patologia ma anche un riferimento a livello nazionale ed internazionale per il trattamento e la ricerca sul carcinoma mammario". "In Liguria ogni anno vengono diagnosticati circa 1.650 nuovi casi di tumore del seno e la maggioranza viene trattata nel nostro Ospedale – aggiunge Antonio Uccelli, Direttore scientifico dell’Irccs San Martino -.

L’intensa attività di ricerca è testimoniata dalla percentuale, superiore alla media internazionale, di pazienti che vengono inserite in studi clinici: circa il 26%.Ciò consente alle donne un accesso precoce ai nuovi trattamenti, con potenziale miglioramento dei risultati terapeutici.

Inoltre, il nostro Ospedale si distingue per l’elevato numero di studi cosiddetti 'accademici' vale a dire studi disegnati dai nostri ricercatori, attraverso i quali è possibile migliorare la qualità delle cure attraverso strategie che non sono basate esclusivamente sull’introduzione di nuovi farmaci".  Sempre al convegno di Genova sono illustrati i principali risultati di quattro studi che i ricercatori italiani hanno presentato nelle scorse settimane in sessione orale al San Antonio Breast Cancer Symposium.Al congresso americano Matteo Lambertini (professore associato di Oncologia Medica presso l’Università di Genova-Irccs Ospedale Policlinico San Martino) ha mostrato una nuova ricerca sul ruolo della chirurgia preventiva per la riduzione del rischio di recidiva tra le portatrici di mutazioni Brca.

Sono stati analizzati i dati raccolti tra il 2000 e il 2020 di 5.290 pazienti under 40 con tumore del seno trattate in 109 istituti di tutto il mondo.Quelle che hanno subito una mastectomia bilaterale avevano un rischio di morte inferiore del 35% e una riduzione del 42% di recidiva del cancro o di un secondo tumore maligno. "Lo studio evidenzia nuovamente l’importanza della chirurgia di riduzione del rischio – afferma Lambertini -.

E’ una scelta difficile, spesso dolorosa per una donna ma che può essere salvavita in determinate occasioni.I benefici della chirurgia sono stati osservati sia nelle donne Brca1 sia in quelle Brca2 mutate". Valentina Guarneri, professore ordinario di Oncologia Medica presso l'Università di Padova e Direttore dell'UOC di Oncologia 2 dell'IOV Irccs di Padova ha invece portato negli Stati Uniti una ricerca sul carcinoma mammario triplo negativo.

E’ stato valutato l’immunoterapico avelumab adiuvante per pazienti ad alto rischio di recidiva. "E’ un tipo di cancro al seno molto invasivo perché tende a crescere e a diffondersi più velocemente – aggiunge Guarneri -.Al momento vi sono poche opzioni di trattamento disponibili e tra queste vi è l’immunoterapia attualmente indicata come trattamento neoadiuvante.

Il nostro studio ha dimostrato che l’anticorpo anti-PD-L1 avelumab, somministrato dopo il trattamento chemioterapico standard, migliora significativamente la sopravvivenza globale.Rispetto ad altre neoplasie, l’immunoterapia è arrivata relativamente tardi nella pratica clinica del carcinoma mammario.

Sta però producendo evidenze scientifiche rilevanti in sottogruppo di malattia in cui le prognosi sono di solito più infauste".  Non solo.Luca Malorni, Direttore dell’unità di Ricerca Traslazionale dell’Ospedale di Prato, a San Antonio ha presentato i primi risultati del TOUCH trial.

In 145 donne con carcinoma mammario in fase iniziale Hr+/Her2+ trattate con trastuzumab e pertuzumab come trattamento neoadiuvante – riporta una nota – sono stati confrontati paclitaxel e palbociclib, quest’ultimo in combinazione con letrozolo. "Sono tumori mammari in cui dobbiamo implementare le possibilità di cura – sostiene Malorni -.Nello specifico bisogna ridurre il ricorso alla chemioterapia, favorendo le terapie ormonali anche attraverso una più precisa selezione delle pazienti.

Nello studio abbiamo per ora registrato un’ottima compliance al trattamento da parte delle donne che hanno ricevuto palbociclib e letrozolo al posto della chemioterapia.Servono ora studi più ampi, di medicina traslazionale, per valutare l’effettiva efficacia di palbociclib nella gestione di questo tipo di neoplasie".  Infine le pazienti over 70 a basso rischio con tumore mammario in stadio iniziale sono state al centro dello studio EUROPA presentato da Icro Meattini (Responsabile Breast Unit dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze). "Abbiamo confrontato gli effetti della radioterapia e della terapia endocrina come trattamenti monomodali dopo un primo intervento chirurgico – sottolinea Meattini -.

Abbiamo per reclutato 731 donne in cura presso 17 centri italiani, più uno sloveno.Il trattamento ormonale è risultato associato ad una maggiore riduzione della qualità di vita rispetto a 24 mesi di sola radioterapia.

Sono risultati provvisori e che suggeriscono come quest’ultima sia preferibile come terapia per pazienti anziane e quindi più suscettibili agli effetti collaterali delle cure anti-cancro". "Gli studi dei colleghi italiani dimostrano l’ottimo livello raggiunto dalla ricerca oncologica italiana – conclude Del Mastro – che ha contribuito nel corso degli anni a stabilire nuovi standard di trattamento adottati in tutto il mondo.Per il futuro ci aspettiamo importanti novità non solo in termini di disponibilità di nuove terapie sempre più efficaci e personalizzate ma anche di nuovi strumenti diagnostici.

In particolare la biopsia liquida, che stiamo già utilizzando nella malattia metastatica per scoprire mutazioni utili per la scelta terapeutica, potrebbe avere un ruolo importante per individuare precocemente le recidive ed intervenire tempestivamente col trattamento.I dati presentati a San Antonio dal Prof.

Turner, così come i dati precedentemente presentati al congresso dell’American Society of Clinical Oncology a Chicago, suggeriscono che attraverso la biopsia liquida, è possibile individuare una quota di pazienti che dopo l’intervento chirurgico presenta in circolo del Dna rilasciato dal tumore, e quindi indicativo della presenza di micrometastasi non individuabili con le normali tecniche strumentali di radiologia.Sono in corso vari studi per valutare se attraverso l’utilizzo di questi test è possibile migliorare la gestione terapeutica delle pazienti e migliorarne la prognosi". Infine sempre all’evento di Genova anche in questa edizione, saranno assegnati due premi a giovani oncologi under 40, prime firme di lavori scientifici sul carcinoma mammario pubblicati nel 2024.

Verranno premiati: Davide Soldato (rientrato a Genova dopo un periodo di lavoro presso il Gustave Roussy di Parigi) per il lavoro che dimostra l’importanza dell’attività fisica nelle donne operate per carcinoma mammario e Linda Cucciniello (del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano) per il lavoro relativo alla possibilità di prevedere la risposta completa al trattamento nelle pazienti con carcinoma mammario metastatico Her2 positivo. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)