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Cecilia Sala è libera, giornalista sta tornando in Italia

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(Adnkronos) –
Cecilia Sala sta tornando in Italia dall'Iran: l'aereo con a bordo la giornalista, arrestata il 20 dicembre scorso e detenuta in isolamento nel carcere di Evin, è già decollato da Teheran.  Sala era accusata di aver violato "le leggi della Repubblica islamica dell'Iran". "Grazie a un intenso lavoro sui canali diplomatici e di intelligence, la nostra connazionale è stata rilasciata dalle autorità iraniane e sta rientrando in Italia", si legge in una nota della presidenza del Consiglio. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal canto suo ha espresso "gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile il ritorno di Cecilia Sala, permettendole di riabbracciare i suoi familiari e colleghi", si legge ancora nella nota di Palazzo Chigi in cui si sottolinea che la premier "ha informato personalmente i genitori della giornalista nel corso di una telefonata avvenuta pochi minuti fa". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Groenlandia, Francia contro Trump: “Ue non permette attacco ai suoi confini”

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(Adnkronos) – Donald Trump continua a ribadirlo: gli Usa devono ottenere il controllo della Groenlandia per motivi di "sicurezza nazionale" e non esclude la possibilità di utilizzare "la forza militare o la coercizione economica" per raggiungere il suo obiettivo.Ecco perché il capo della diplomazia francese Jean-Noël Barrot oggi è intervenuto dichiarando che "è fuori discussione" che l'Unione Europea consenta a degli stati "di attaccare i suoi confini sovrani".

La Groenlandia è "un territorio dell'Unione Europea.Non è possibile che l'Ue permetta ad altre nazioni del mondo, chiunque esse siano, di attaccare i suoi confini sovrani", ha dichiarato alla radio France Inter. Intanto Donald Trump jr è atterrato ieri sull'isola artica. "Non sto comprando la Groenlandia, vado per una lunga gita privata di un giorno", ha dichiarato il figlio del presidente eletto in un podcast. Dopo aver definito a dicembre "la proprietà e il controllo della Groenlandia un'assoluta necessità", Trump nell'annunciare la visita del figlio "con vari rappresentanti per visitare quei posti magnifici", ha detto che il popolo della Groenlandia è "Maga" ribandendo che "avrebbe enormi benefici diventando parte della nostra nazione". "La Groenlandia è un luogo incredibile e la popolazione ne trarrà enormi benefici se e quando diventerà parte della nostra nazione.

Noi la proteggeremo e la custodiremo da un mondo esterno molto feroce.RENDIAMO LA GROENLANDIA DI NUOVO GRANDE!", ha scritto Trump, applicando il suo slogan 'MAGA' al territorio danese autonomo. Da parte sua, il ministro degli Esteri della Groenlandia, Mininnguaq Kleist, ha dichiarato che "il nostro è un Paese aperto e accogliamo i visitatori", e poi ha aggiunto che il governo non è stato informato della natura del programma del figlio del presidente eletto e che quindi non ci sono incontri ufficiali in programma per quella, si ribadisce, è una visita privata. L'idea, o il sogno, di Trump di comprare la Groenlandia non è nuova, l'aveva già lanciata durante il primo mandato, arrivando a cancellare una visita di due giorni in Danimarca nel 2019 dopo che la premier Metter Frederiksen aveva definito l'idea "assurda".

Ma ora Trump appare in una posizione, interna e internazionale, molto più forte, senza contare che l'idea appare rientrare in un piano più ampio di espansione territoriale e di controllo, che coinvolge la minaccia di riprendere il controllo del canale di Panama e di annettere il Canada come 51esimo stato. Senza contare che ora può contare con sul sostegno potente e influente del suo benefattore e praticamente braccio destro Elon Musk che ieri su X ha subito scritto: "il popolo della Groenlandia deve decidere del proprio futuro e credo che voglia essere parte dell'America". Intanto, Múte Egede, primo ministro dell'isola che è territorio danese, pur essendosi dotata di un proprio parlamento nel 1979, su cui Copenaghen detta ancora la linea di politica estera e difesa, nei giorni scorsi ha invocato l’indipendenza dalla Danimarca, parlando di un possibile referendum in concomitanza alle elezioni di aprile 2025. "È giunto il momento di compiere il prossimo passo per il nostro Paese – ha detto nel suo discorso di fine anno – Come altri Paesi del mondo, dobbiamo lavorare per rimuovere gli ostacoli alla cooperazione, che possiamo descrivere come le catene dell'era coloniale, e andare avanti".Nel suo discorso Edege ha comunque rimbrottato Trump, sottolineando che la Groenlandia "non è in vendita".

In Groenlandia, che ha ha 57mila abitanti ed è ricca di minerali, petrolio e gas naturali, esiste una grande base militare Usa e c'e' chi osserva che la sua capitale Nuuk è più vicina a New York che a Copenhagen. La concomitanza tra le esternazioni di Trump, e ora la visita del figlio, con le nuove rivendicazioni di indipendenza potrebbe non essere del tutto casuale. "Qualcosa probabilmente succederà in Groenlandia nei prossimi 10-15 anni, potrebbero diventare indipendenti ed è per questo gli Stati Uniti si preparano a ogni tipo di futuro", ha spiegato recentemente al Washington Post un ex diplomatico danese che si è occupato della questione durante la prima amministrazione Trump. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Oh Canada!’, Trump rilancia e pubblica mappa con Paese sotto bandiera Usa

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(Adnkronos) – "Oh Canada!".Su Truth Donald Trump rilancia.

Il presidente eletto degli Stati Uniti ha pubblicato nelle ultime ore una mappa con la bandiera degli Stati Uniti che copre anche il territorio canadese dopo aver minacciato ieri l'uso della "forza economica". ''Non c'è la minima possibilità che il Canada diventi parte degli Stati Uniti'', gli ha presto riposto via X Justin Trudeau. Le parole di Trump arrivano mentre il Canada vive una fase istituzionale complessa.Trudeau ha annunciato le dimissioni dalla carica e dalla leadership del partito liberale in vista delle elezioni che, secondo i sondaggi, potrebbero consegnare la guida del paese ai conservatori.

Tutto questo, a Trump, pare interessare poco.   Ieri, in una conferenza stampa a Mar-a-Lago Trump ha illustrato progetti e ambizioni che puntano a ridisegnare la cartina geopolitica degli Stati Uniti e che comprendono anche Groenlandia e canale di Panama. "Noi proteggiamo il Canada, il problema è che spendiamo centinaia di miliardi di dollari per occuparcene.Ogni anno abbiamo un deficit commerciale di 200 miliardi di dollari.

Compriamo auto, legname, prodotti caseari: non ci serve nulla di tutto questo.Se smettessimo di sostenere finanziariamente il Canada, il paese si dissolverebbe", dice. "Perché dobbiamo sostenere un altro paese?

Il nostro esercito è a loro disposizione: dovrebbero essere uno stato" all'interno degli Usa. "Ci mandano un sacco di prodotti che non ci servono: li compriamo per abitudine e perché siamo buoni vicini, ma non potrà andare avanti all'infinito.Va bene se si tratta di uno stato dell'unione, non se è un altro paese", dice Trump.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parkinson, Bentivoglio (Gemelli): “Tante possibilità di terapie personalizzate’

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(Adnkronos) – “Nella storia del paziente con malattia di Parkinson ci sono veramente tante possibilità per una personalizzazione del trattamento: dalla terapia per bocca, all’infusionale, fino agli interventi chirurgici”.Così Anna Rita Bentivoglio, professore associato di Neurologia, Istituto di Neurologia Facoltà di Medicina Università Cattolica di Roma e responsabile Uos Disturbi del movimento, Policlinico Gemelli, all’Adnkronos Salute, chiarisce come si tratti “di una patologia complessa che non si esaurisce solo nel tremore a riposo, che è il sintomo conosciuto un po' da tutti, ma comprende altri disturbi, soprattutto non motori”. (
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) Nei primi anni di malattia “le persone, nella maggior parte dei casi, prendendo poche pillole al giorno, riescono a guadagnare una condizione motoria e non motoria molto soddisfacente – spiega Bentivoglio – Considerando che ogni storia di malattia è diversa, dopo un certo numero di anni la giornata di chi soffre di Parkinson tende a complicarsi e iniziano a comparire delle fluttuazioni, sia motorie che non motorie.

Ci sono quindi delle ore del giorno, subito dopo l'assunzione delle pillole, in cui il paziente si sente bene, il tremore scompare o diventa molto meno evidente, è meno rigido e, se è rallentato nei movimenti, diventa quasi normale nella loro esecuzione.Poi, man mano che si riduce l’effetto dei farmaci, il paziente ripresenta i disturbi anche di notte: si fatica a dormire perché, per esempio, si fatica a girarsi nel letto.

Grazie all’infusione dei farmaci, nel paziente con malattia complicata, il sonno torna a essere ristoratore”. Quando la strategia di primo livello, dove si prendono le pillole per bocca, non è più sufficiente, è necessario passare al secondo che prevede l’iniezione “dei farmaci sottocute oppure li possiamo inserire direttamente nell'apparato digerente attraverso una piccola cannula che si mette nella parete dello stomaco e che si collega a una pompa che eroga piccolissime dosi di farmaco in maniera continua.Questo approccio – illustra la professoressa – cerca di rendere continua la stimolazione cerebrale rimpiazzando la dopamina, il neurotrasmettitore che è carente nel sistema nervoso centrale del paziente.

La prima strategia è stata con dei farmaci dopaminoagonisti, ancora oggi è in uso la pompa con apomorfina.Da diversi anni ormai però siamo in grado di iniettare direttamente la levodopa, anche se in una forma modificata, nel sistema digerente o sottocute.

In questo modo viene assorbita molto più facilmente.L'ultima frontiera della terapia infusionale è l’impiego della foslevodopa/foscarbidopa sottocute attraverso una pompa di facile gestione da parte dello stesso paziente o dal familiare, il caregiver.

La terapia può essere addirittura continuativa nelle 24 ore”.Il paziente può ricevere “dosi diverse, programmate dal neurologo di riferimento, in modo personalizzato: un po' più alte durante il giorno, quando le richieste sono maggiori e un po' più basse durante le ore notturne”. Un secondo gruppo “di strategie di secondo livello per la gestione del Parkinson sono quelle chirurgiche che permettono, da circa 30 anni, di stimolare dei nuclei cerebrali, non solo chimicamente come fanno i farmaci, ma anche attraverso l'erogazione di piccole scariche elettriche.

La possibilità di fornire a un paziente che ha delle fluttuazioni sia motorie che non, una terapia infusionale – chiarisce Bentivoglio – è particolarmente preziosa per tutti coloro che non sono disposti ad andare incontro a un intervento chirurgico”, o è controindicato per varie ragioni, non ultima l’età – dopo i 70 anni “ci sono infatti troppi rischi” – oppure in attesa dell’intervento.  Al di là della questione chirurgica, “l'indicazione al trattamento è per il paziente fluttuante che, con la terapia, non ha più una qualità di vita adeguata”.Si deve considerare che è necessario anche assumere le “medicine 5-6 volte al giorno, tutti i giorni”, magari trovandosi con il “problema irrisolto e con uno stigma lavorativo e sociale”.

Questa terapia infusionale, “nella nostra esperienza – aggiunge – dà una svolta radicale alla qualità di vita, non solo della persona che ha la malattia ma anche dei suoi familiari e dei suoi caregiver naturalmente.Questo si può misurare a livello clinico, ma anche con le scale di qualità di vita che misurano tutta la difficoltà o il miglioramento nell'affrontare realtà quotidiane che vanno dall'allacciarsi i bottoni della camicia, a potersi nutrire senza imbarazzo quando si porta un cucchiaio alla bocca, dal guidare l'automobile, all'affrontare una giornata lavorativa.

Quando le fluttuazioni sono importanti, si vede che la terapia infusionale determina una vera svolta nel miglioramento”.Tale aspetto, valutato negli studi registrativi, viene misurato anche dal clinico, nella valutazione periodica del paziente. Il bisogno che spesso rimane non soddisfatto del paziente in fase complicata di malattia è però il riposo notturno.

Il paziente che è in terapia con farmaci per bocca, la sera prende una dose molto inferiore rispetto a quella del giorno e la notte, dopo un certo numero di ore, quando si esaurisce l’effetto, comincia ad avere difficoltà, si sente rigido, ha difficoltà se si deve alzare per recarsi in bagno, ma anche girarsi nel letto.Il paziente quindi si sveglia continuamente, compromettendo la qualità del sonno che può veramente avere una svolta e tornare a essere ristoratore quando il paziente invece durante la notte riceve la giusta quantità di farmaco che – ricorda – gli permette di riposare”. Prima dell’avvento della terapia infusionale sottocute, “lo stesso tipo di farmaco veniva somministrato all'interno del sistema nervoso digerente – conclude Bentivoglio – e questo richiedeva necessariamente di fare un piccolo foro sulla parete addominale, che pure se mini-invasivo, significa sempre un tramite che condizionava anche la possibilità di svolgere alcune attività.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Ramy, Ilaria Cucchi a comandante Carabinieri: “C’è chi non merita indossare divisa”

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(Adnkronos) – "C’è chi non merita di indossare la divisa".Così Ilaria Cucchi in un alettera inviata al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, dopo la diffusione delle immagini dell’incidente che ha portato alla morte, lo scorso 24 novembre nel quartiere Corvetto di Milano, di Ramy Elgam. “Carissimo Generale Salvatore Luongo, Le scrivo come privata cittadina – si legge – voglio subito metterlo in chiaro affinché non vi siano dubbi di sorta.

Sono Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ucciso da un violentissimo pestaggio la notte tra il 15 e 16 ottobre del 2009 dopo il suo arresto.I responsabili sono stati condannati con sentenza definitiva a 12 anni di reclusione.

Lei sa perfettamente di cosa sto parlando perché si è occupato delle indagini sui depistaggi che fin da subito vennero architettati ed attuati dalla oramai tristemente nota ‘scala gerarchica’.Lo sa perché lei stesso si occupò di una parte delle indagini e venne sentito come testimone in udienza rendendo peraltro una tormentata deposizione”. “Caro Generale, come dice sempre l’avvocato Fabio Anselmo, ‘la Giustizia è degli uomini’ e gli uomini cambiano. È così che, dopo che tutti gli alti ufficiali accusati di essere responsabili di falsi e depistaggi sistematici sono stati condannati dal Tribunale di Roma, oggi si parla di prescrizione di tutti i reati ed, addirittura, la Procura Generale, discostandosi per la prima volta dai pm, chiede l’assoluzione di alcuni.

Ma non le scrivo per questo – prosegue Cucchi – Le scrivo perché mi ostino ad avere fiducia nell’Arma dei Carabinieri ed in Lei.Le scrivo per la morte di un giovanissimo ragazzo di soli 19 anni avvenuta nel quartiere Crovetto il 24 novembre scorso a Milano.

Si chiamava Ramy El Gami”. “Oggi ho visto le terribili immagini trasmesse dal tg che documentano gli ultimi istanti della folle corsa dello scooter da lui condotto verso la morte.Di fronte ad esse io non posso e non voglio trarre sentenza perché ritengo che questo sia compito della Magistratura e certo non mio.

Lo lascio fare ad altri che, pur essendo Ministri della Repubblica, cedono alle lusinghe di una facile ed ‘ignorante’ propaganda – scrive la senatrice di Avs – Io Le chiedo scusa se mi permetto, ma, come cittadina, Le chiedo la sospensione e conseguente destituzione dei carabinieri che hanno messo negli atti ufficiali una ricostruzione dell’accaduto che mi pare proprio incompatibile con quanto documentato dalle immagini”. “Sono ben lontana, mi creda, dall’invocare la condanna dell’autista della gazzella coinvolta direttamente nell’incidente.Ritengo tuttavia, che, fin da ora, chi ha ricostruito i fatti in modo così diverso dalla realtà e chi avrebbe ordinato ad un testimone di cancellare il filmato dell’incidente girato col suo cellulare, non meriti più di indossare la vostra onoratissima divisa.

Mi piacerebbe incontrarla per raccontarle di persona quanto fanno male quei comportamenti alla credibilità dell’Istituzione che Lei oggi rappresenta – sottolinea Cucchi – Vorrei farle capire quanto hanno reso difficile la vita della mia famiglia che ne è rimasta irrimediabilmente logorata.Vorrei farla parlare con i medici che hanno curato mia madre fino alla sua morte prematura avvenuta non prima di aver ottenuto giustizia.

Vorrei farla parlare con i medici che hanno in cura mio padre ma forse sarebbe sufficiente che lo incontrasse”. “14 anni di processi (ora 16).Oltre 160 udienze. 5 anni con imputati ingiustamente accusati: gli agenti della Polizia Penitenziaria.

Vorrei tanto incontrarla per raccontarle quanto male facciano alle persone ed all’Arma quelle ricostruzioni addomesticate, quelle verità nascoste, quei depistaggi.Peggio dei fatti dai quali ci si vuole difendere in modo così terribilmente sbagliato – scrive ancora Ilaria Cucchi- Sono una solo una normale cittadina ferita che ha un disperato bisogno di poter continuare a credere in quella divisa che per me è sacra.

Qualcuno che ha perso il senso della realtà mi considera un’eroina.Ma eroi sono tutti i carabinieri, suoi sottoposti, che ogni giorno si sacrificano per la collettività.

Li tuteli, per favore.Faccia in modo che tutti noi li possiamo portare nel cuore, sempre, senza ombre – conclude la senatrice di Avs – Lo faccia, la prego”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

I fratelli Esposito: stelle dello Spezia ma dal cuore stabiese e tifosi della Juve Stabia

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Il 10 novembre del 2024 è una data che i Fratelli Esposito forse non dimenticheranno mai.Non solo la sfida contro la Juve Stabia allo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare Di Stabia ma anche tantissime emozioni post gara.Una sorte di poster da tenere appeso nella cameretta per sempre.La Juve Stabia sarà impegnata allo Stadio “Picco” contro lo Spezia e ritroverà nuovamente sulla strada i temibili Fratelli Esposito o meglio solo Francesco Pio perchè Salvatore sarà out per squalifica.Le due stelline dello Spezia fecero benissimo nella partita giocata a Castellammare.Nella gara di andata fu vittoria della squadra ligure.Fu sicuramente per Salvatore e Francesco Pio un weekend che difficilmente dimenticheranno.Gli applausi prima e dopo gara da parte dei loro concittadini, la targa ricevuta dalla Curva Sud e poi l’inaugurazione del campetto al “Rione Cicerone” insieme al Fratello Sebastiano che era presente in tribuna con la famiglia per quello che fu un evento importante.

Nel mezzo il calcio giocato con Francesco Pio che realizzava il goal del vantaggio dopo pochi minuti e poi Salvatore che chiudeva la partita nonostante il rigore parato da Thiam.Sebastiano sta facendo vedere cose bellissime nel massimo campionato.Francesco Pio e Salvatore oramai sono diventati due top del torneo cadetto e stanno dimostrando di potersi giocare le carte anche nell’ Olimpio dei giganti.Resta anche da dire che molti appassionati e tifosi non solo della Juve Stabia stanno lodando le gesta dei Fratelli Esposito compreso il campionato importante che sta disputando Sebastiano ma la storia del campetto rionale è un qualcosa che va oltre il calcio giocato, un gesto d’amore verso la città come nelle storie più romantiche.

Farmaceutica, Giancarlo Benelli è il nuovo Head of Europe di BeiGe

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(Adnkronos) –
Giancarlo Benelli è stato nominato Senior Vice President e Head of Europe di BeiGene Ltd, azienda oncologica globale che intende cambiare il suo nome in BeOne Medicines Ltd.Effettiva dal 1 gennaio, la nomina – si legge in una nota – rafforzerà l’impegno dell'azienda a portare farmaci di grande impatto a un maggior numero di pazienti in tutta Europa. “Siamo lieti di dare a Giancarlo il nostro benvenuto in BeiGene e nel nostro percorso di trasformazione che consoliderà il nostro posizionamento globale di innovazione in oncologia – afferma John V.

Oyler, Co-fondatore, presidente e Ceo di BeiGene – Giancarlo porta con sé una vasta esperienza e un curriculum comprovato nell’industria farmaceutica che saranno fondamentali per continuare a far crescere la nostra presenza in Europa guidata dal nostro ufficio di Basilea, in Svizzera.La sua leadership e la sua visione si adattano perfettamente a BeiGene, in linea con il nostro impegno di espandere la nostra presenza globale e migliorare le nostre capacità in questo settore.

Siamo impazienti di osservare l’impatto positivo che la sua esperienza porterà al nostro team e al nostro lavoro”. 
Benelli è un dirigente a livello mondiale con più di 20 anni di esperienza nell’industria farmaceutica in aziende come Novartis e AstraZeneca.Più recentemente è stato Vice President e Head Radioligand Therapy International Markets di Novartis. “Sono onorato e orgoglioso di unirmi a BeiGene in questa fase fondamentale della crescita dell’azienda – commenta Benelli – L'impegno di BeiGene nella scoperta e nello sviluppo di trattamenti innovativi che siano al tempo stesso accessibili è perfettamente in linea con i miei valori personali e professionali.

Sono impaziente di entrare in contatto con più di 800 colleghi in tutta Europa per contribuire all’ambizione comune di trasformare la vita dei pazienti oncologici.Insieme, cercheremo di espandere la nostra presenza e il nostro impatto in Europa, portando speranza e guarigione a coloro che ne hanno grande necessità”. 
Prima di diventare Head Radioligand Therapy International Markets a Novartis, Benelli ha ricoperto il ruolo di General Manager di Advanced Accelerators Applications, con responsabilità nella ristrutturazione dell’organizzazione della produzione, di R&D, e del settore commerciale di Saint Genis Poully in seguito all’acquisizione da parte di Novartis, garantendo la continuità aziendale e lanciando con successo 177lutezio oxodotreotide sia in Francia che in Italia nelle sfide successive alla fusione.

Benelli ha conseguito un dottorato in medicina e un diploma post-laurea in chirurgia toracica, entrambi all’Università di Genova, e un diploma in economia sanitaria all’Università di York (Regno Unito). —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

È morto Rino Tommasi, maestro del giornalismo sportivo: aveva 90 anni

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(Adnkronos) – Lutto nel mondo dello sport e del giornalismo sportivo.A 90 anni è morto Rino Tommasi, noto giornalista, conduttore tv, telecronista e organizzatore di eventi di boxe.

Nato a Verona il 23 febbraio 1934, Tommasi ha fatto la storia della sua professione raccontando soprattutto il tennis e il pugilato.Un maestro di giornalismo, a lungo alla Gazzetta dello Sport (ma anche firma di Tuttosport, del Messaggero e del Mattino).  Rino Tommasi è stato un punto di riferimento nel mondo dello sport e del giornalismo.

Giornalista, poi telecronista televisivo e organizzatore di eventi di pugilato, ha iniziato nel 1953 nell’agenzia “Sportinformazioni”, dedicata allo sport, che svolgeva anche la funzione di ufficio di corrispondenza milanese per il Corriere dello Sport.Firma di punta per il tennis della Gazzetta dello Sport, ha lavorato anche per il Messaggero, il Gazzettino di Venezia e il Mattino di Napoli.

Ha anche fondato un settimanale all'inizio degli anni Settanta, “Tennis Club”. Nel 1981 viene scelto come primo direttore dei servizi sportivi di Canale 5.Inizia così la sua carriera di telecronista, come riporta Supertennis, che si incrocia con quella di Gianni Clerici, a cui è intitolata la sala stampa del Foro Italico.

Insieme hanno commentato i principali avvenimenti tennistici per le reti per le quali i hanno lavorato fino al 2010, a partire da TV Koper Capodistria, passando per Tele+ e Sky Sport.Per lui, Clerici ha coniato il soprannome di "ComputeRino", per la sua maniacalità nel registrare record e statistiche.

Per Clerici, Tommasi aveva inventato l'altrettanto celebre etichetta di "Dottor Divago".L'altra sua grande passione era il pugilato, di cui è stato primo impresario italiano in particolare al Palazzo dello Sport di Roma con la sua ITOS (Italiana Organizzazioni Sportive).

Premiato nel 1982 e nel 1991 dall'ATP come Tennis Writer of the Year, Giornalista sportivo dell'anno, ha vinto anche il prestigioso Ron Bookman Media Excellence Award (1993).  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cecchettin-Valditara, firma protocollo intesa contro violenza su donne

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(Adnkronos) – Un protocollo d'intesa per prevenire e combattere con azioni concrete la violenza sulle donne. È quello che verrà firmato oggi, mercoledì 8 gennaio, tra Gino Cecchettin, padre di Giulia, e il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.  Cecchettin e Valditara si erano già incontrati lo scorso 4 dicembre al ministero di viale Trastevere, all'indomani della condanna all'ergastolo di Filippo Turetta per il femminicidio di Giulia.In quell'occasione avevano espresso l'"obiettivo comune" di agire contro la violenza di genere. "Ci interessa lavorare concretamente, seriamente, il tema è troppo importante perché possa essere oggetto di strumentalizzazione di qualsiasi genere", aveva detto il ministro Valditara.  "Vogliamo lavorare insieme, abbiamo stilato anche una serie di possibili interventi: innanzitutto un protocollo fra la Fondazione Giulia Cecchettin e il ministero – affermò il ministro – per individuare delle azioni comuni che passino fra l'altro anche dalla formazione dei docenti all'interno del percorso di educazione civica, che prevede per la prima volta l'educazione al rispetto nei confronti delle donne, la raccolta di buone pratiche perché possano essere di ausilio anche all'interno delle scuole, l'utilizzo del peer tutoring e quindi delle testimonianze dei giovani in cui loro sono protagonisti, incontri con i giovani, il monitoraggio dei risultati raggiunti, perché è importante anche capire come questo percorso potrà essere migliorato nel suo divenire.

Riteniamo – aveva sottolineato Valditara – che sia importante affermare la cultura del rispetto che è fondamentale ed è alla base di qualsiasi lotta contro ogni violenza e in particolare contro la violenza sulle donne e affermare il valore del no, e qui le famiglie devono darci una mano, occorre un grande cambiamento culturale.Perché giovani non abituati al no rischiano di essere giovani che poi non sanno rispettare l'altro".  Nella stessa occasione Gino Cecchettin aveva confermato l'intenzione di lavorare con il ministero a "obiettivi comuni". "Ci siamo trovati per parlare di un problema sociale esistente: dai femminicidi, alla violenza sulle donne al rispetto reciproco tra i sessi.

Lavoreremo su questo, abbiamo stilato un protocollo, un'agenda da portare avanti assieme alla fondazione Giulia e al ministero e inizieremo a lavorare su questi punti per portarli tra i giovani e nelle scuole.Ringrazio ancora il ministro per questa opportunità".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elon Musk compra il Liverpool? Il padre: “Lo vorrebbe…”

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(Adnkronos) –
Elon Musk sbarca nel calcio?Forse.

Di certo, la notizia di un interesse dell’uomo più ricco al mondo all’acquisto del Liverpool sta facendo discutere sui social e non solo.Secondo diversi media inglesi, il fondatore di SpaceX e Tesla avrebbe messo gli occhi sulla Premier League e sui Reds.

Una possibilità che potrebbe portare a un cambiamento di portata clamorosa nel calcio contemporaneo.  Qualche precisazione per il contesto.In Inghilterra, la notizia fa discutere da qualche ora, ma – secondo quanto riportato da Sky Sports Uk – la proprietà del Liverpool (Fenway Sports Group) avrebbe chiarito che “il club non è in vendita”.

A questo si aggiunge però una dichiarazione di Errol Musk, papà di Elon, che in un’intervista a Times Radio non ha smentito l’interesse, facendo sognare i tifosi. “Non posso commentare, alzerebbero il prezzo.Lo vorrebbe.

Chiunque lo vorrebbe, anch’io.Ma ciò non significa che lo stia comprando.

Sua nonna è nata a Liverpool – ha poi aggiunto Musk senior – abbiamo parenti a Liverpool e siamo stati fortunati a conoscere molti dei Beatles perché sono cresciuti con alcuni membri della mia famiglia”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Precipita per 10 metri con l’auto, morto 38enne a Livorno

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(Adnkronos) –
Incidente mortale questa mattina intorno alla 7 nel comune di Livorno, lungo la rampa che collega l'uscita della superstrada agli interporti e alla strada diretta verso Stagno o l'autostrada.La vicenda ha coinvolto un camion e un'auto, con conseguenze tragiche: il conducente della vettura, un uomo di 38 anni, è morto.  Secondo una prima ricostruzione, un camion che procedeva in direzione opposta ha perso una lastra o un altro oggetto pesante durante il transito.

L'oggetto ha impattato contro il guardrail della mezzeria centrale e quest'ultimo ha agito come un trampolino, causando un effetto devastante.Un'autovettura, che si trovava a percorrere la rampa in quel momento, è stata colpita dalla lastra e ha preso letteralmente il volo.

L'automobile è precipitata per circa 10 metri, finendo nel fiume sottostante, capovolta. Il conducente dell'auto è deceduto sul colpo.I soccorritori del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

Sul luogo dell'incidente le forze dell'ordine per i rilievi del caso.L'incidente ha causato forti disagi alla viabilità locale, con code e rallentamenti sia sulla superstrada che sulle strade adiacenti.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Australian Open, il possibile percorso di Sinner e quando può sfidare Alcaraz e Djokovic

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner corre verso gli Australian Open, primo Slam stagionale, con la corona conquistata lo scorso anno e il trono di numero uno al mondo da difendere.Il fuoriclasse azzurro inizierà ufficialmente la sua stagione sul campo tra pochi giorni e nella notte – con il sorteggio che inizierà alle 4.30 italiane – conoscerà il suo primo avversario nel torneo e i successivi incroci. In attesa del sorteggio degli Australian Open, nel tabellone di Jannik Sinner ci sono già alcune coordinate definite.

Intanto, una premessa: poche ore fa sono state definite le 32 teste di serie del tabellone di singolare maschile.Significa che i primi 32 tennisti della classifica mondiale saranno protetti dal seeding e non potranno incontrarsi prima del terzo turno.

Nel primo e nel secondo turno, il numero uno al mondo affronterà così giocatori non inseriti tra le 32 teste di serie, mentre dal terzo turno cambierà la musica.Lì, per Jannik potrà infatti arrivare una testa di serie tra la 25 e la 32, ovvero Alexei Popyrin, Tomas Machac, Jordan Thompson, Sebastian Baez, Felix Auger-Aliassime, Giovanni Mpetshi Perricard, Francisco Cerundolo e Flavio Cobolli.

Al quarto turno, potrà invece capitare una testa di serie tra la 13 e la 16 (Holger Rune, Ugo Humbert, Jack Draper o Lorenzo Musetti), mentre ai quarti il discorso si complicherà con i big.Dalla testa di serie 5 alla 8, ecco uno tra Daniil Medvedev, Casper Ruud, Novak Djokovic e Alex de Minaur tra i possibili avversari.

In semifinale potrebbe esserci invece lo scontro con Carlos Alcaraz (3) e Taylor Fritz (4), mentre l’incrocio con Alexander Zverev (2) sarà possibile solo in finale. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Venezuela, arrestato e poi rilasciato un italiano

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(Adnkronos) – E' stato rilasciato l'italo-venezuelano arrestato in Venezuela.Lo rendono noto fonti della Farnesina spiegando che "ieri 7 gennaio alle 14 circa (le 19 in Italia) abbiamo ricevuto la segnalazione del cittadino italo-venezuelano fermato attorno alle 11 alla frontiera colombiana-venezuelana di Cucuta". La Farnesina, spiegano le stesse fonti, appena saputo del fermo, ha "chiesto subito l'intervento del viceconsole onorario di Tachira e contattato il commissario della polizia diplomatica a Maracaibo.

L'italo-venezuelano è stato rilasciato alle 16 ora locale, dopo circa cinque ore e mezzo di fermo.La famiglia è informata.

Non sono noti altri casi di connazionali fermati dalle autorità venezuelane", si aggiunge.  La situazione nel paese resta tesa.Nicolás Maduro ha annunciato l’attivazione dei cosiddetti “organismi di gestione integrale” (Odis), una struttura che centralizza il potere politico, le Forze Armate, la Milizia Nazionale Bolivariana, le forze di polizia e i gruppi comunitari, con la motivazione di “difendere la pace” nei giorni che precedono il 10 gennaio, data in cui intende prestare giuramento e insediarsi per il suo terzo mandato da presidente del Venezuela.  In un evento tenutosi al Palazzo Miraflores, Maduro, indossando un'uniforme militare, ha annunciato la creazione di queste strutture tramite decreto.

Si è inoltre autoproclamato comandante supremo di questa fusione politico-militare.Definendola un’iniziativa di difesa globale, Maduro ha descritto l’Odis come un “organismo superiore” che opererà a tutti i livelli dell’amministrazione pubblica e comunitaria. “L’attivazione dell’Odis garantirà la vittoria esemplare della pace ”, ha assicurato Maduro.  Il leader dell'opposizione venezuelana in esilio Edmundo Gonzalez Urrutia, riconosciuto come il presidente eletto da molti Paesi, a quattro giorni dall'insediamento per un terzo mandato di Nicolas Maduro, ha condannato il rapimento del suo genero da parte di “uomini incappucciati”. “Mio genero Rafael Tudares è stato rapito – ha scritto Gonzalez Urrutia su X – Rafael stava andando alla scuola dei miei nipoti per accompagnarli all'inizio delle lezioni, è stato intercettato da uomini incappucciati, vestiti di nero, che lo hanno fatto salire su un furgone color oro e lo hanno portato via”.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Hamas, ostaggi in cambio tregua 8 settimane: Netanyahu smentisce

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(Adnkronos) – "Una totale bugia".Israele nega sia allo studio una tregua di sei, otto settimane nei colloqui per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e la liberazione degli ostaggi tenuti prigionieri da oltre un anno da Hamas nell'enclave palestinese.

La smentita alle notizie del giornale libanese Al Akhbar arriva dall'ufficio del premier israeliano, Benjamin Netanyahu.Secondo il quotidiano in questo arco di tempo Israele dovrebbe ricevere da Hamas un elenco con i nomi degli ostaggi. In una dichiarazione dell'ufficio del premier israeliano, riportata dal Times of Israel, l'articolo di Al Akhbar, che cita fonti egiziane, viene definito "una totale bugia e un'altra parte della guerra psicologica che Hamas cerca di infliggere alle famiglie degli ostaggi e ai cittadini di Israele".

Israele, viene ribadito, "continuerà a lavorare senza sosta e instancabilmente per riportare a casa tutti gli ostaggi".  Intanto nuove proteste sotto la sede del Likud a Tel Aviv dei parenti degli ostaggi, tenuti prigionieri ormai da oltre un anno nella Striscia di Gaza.A riferirne è il Times of Israel.

I familiari chiedono un accordo che porti alla liberazione immediata dei loro cari. "Ponete fine alla guerra.Subito l'accordo per gli ostaggi", è lo slogan del corteo. Un gruppo di 112 familiari ha presentato intanto una petizione all'Alta Corte di Israele, accusando il governo di aver abbandonato i propri cari, violando due leggi costituzionali.

Secondo la petizione, "il governo ha abbandonato gli ostaggi per 459 giorni, violando i loro diritti costituzionali alla vita, all'integrità fisica e alla dignità umana". I ricorrenti chiedono un'ordinanza provvisoria e condizionale che obblighi lo Stato a giustificare "il perché del suo rifiuto di accettare un accordo per il rilascio degli ostaggi trattenuti a Gaza da Hamas, violando i loro diritti costituzionali, e perché il governo non dovrebbe essere costretto a garantire il loro rilascio, anche accettando di porre fine alla guerra e di ritirarsi da Gaza in cambio della loro libertà".  capo Idf, 'non ci fermiamo, Hamas capirà che deve rilasciare tutti gli ostaggi'   "Non ci fermeremo, porteremo (Hamas) al punto in cui capirà che deve (rilasciare) tutti gli ostaggi" trattenuti da oltre un anno nella Striscia di Gaza, "altrimenti il lavoro molto professionale che state facendo continuerà, e continuerà ancora".Si è espresso così il capo di Stato Maggiore delle forze israeliane (Idf), Herzi Halevi, in dichiarazioni riportate dal Times of Israel che riferisce di un discorso ai militari a Jabalya, a nord di Gaza. Nell'attacco di ieri a Khan Yunis, nella Striscia di Gaza, sono rimasti uccisi 17 palestinesi, quasi tutti donne e bambini, sostiene il ministero della Salute di Gaza, gestito da Hamas, mentre l'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito nella zona "alcuni terroristi che hanno preso parte al massacro del 7 ottobre 2023". Ahmed al-Farra, direttore del reparto pediatrico del Nasser Hospital di Khan Younis, ha detto che cinque bambini sono stati uccisi nell'attacco aereo mentre si riparavano insieme nella stessa tenda.

I loro corpi erano tra gli otto bambini e le cinque donne portati all'ospedale.Due corpi rimangono non identificabili, ha aggiunto. Secondo l'Idf, "prima dell'attacco sono state adottate numerose misure per ridurre il rischio di danni ai civili, tra cui l'uso di munizioni guidate di precisione, sorveglianza aerea e ulteriori informazioni di intelligence".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bonus sociale bollette 2025, limiti Isee e requisiti: come richiederlo

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(Adnkronos) – Il bonus sociale elettrico, gas e idrico sono una misura (presente anche nel 2025) volta a ridurre la spesa sostenuta per la fornitura di energia elettrica, di gas naturale e idrica dai nuclei familiari in condizioni di disagio economico o fisico.Come spiega Arera sul proprio sito, nel primo caso (disagio economico) si tratta di uno sconto applicato in modo automatico sulle bollette alle famiglie che hanno un’attestazione Isee sottosoglia: viene concesso per 12 mesi, su una sola fornitura per ogni tipo di servizio (elettrico, gas e idrico).

Ne hanno diritto anche i nuclei che abitano in un condominio.Il bonus elettrico per disagio fisico è invece una misura volta a ridurre la spesa sostenuta per la fornitura di energia elettrica dai nuclei familiari in cui è presente un componente che si trova in condizioni di disagio fisico. È stato introdotto dalla normativa nazionale e successivamente attuato con provvedimenti di regolazione dell'Autorità.  Il cittadino o il nucleo familiare ha diritto al bonus se: l'Isee non è superiore a 9.530 euro per famiglie con massimo 3 figli a carico o se non è superiore a 20.000 euro per le famiglie numerose con almeno 4 figli a carico.

Inoltre, in caso di fornitura diretta: la fornitura (ossia il contratto elettrico/gas/idrico) è intestata a uno dei componenti il nucleo Isee – Attenzione: se il contratto è intestato a un altro soggetto (es.proprietario di casa, se l’abitazione è in affitto) il bonus non viene riconosciuto -; la fornitura ha una tariffa per uso domestico (per il servizio idrico deve essere uso domestico residente); la fornitura è attiva (significa che il servizio è in corso di erogazione) o momentaneamente sospesa per morosità.

in caso di fornitura centralizzata: la fornitura condominiale di gas o di acqua è utilizzata in locali abitativi ed è attiva (il servizio deve essere in corso di erogazione).Per il servizio idrico, altro requisito necessario per ottenere il bonus è che il nucleo deve essere intestatario di una fornitura elettrica attiva e domestica. Ogni nucleo familiare ha diritto a un bonus per disagio economico per la fornitura elettrica, a uno per la fornitura gas e uno per la fornitura idrica, se sono rispettati i requisiti di ammissibilità.

Il bonus per disagio economico è riconosciuto alle forniture nell’anno di competenza dell’attestazione Isee, per 12 mesi.Ogni anno, in presenza di un’attestazione Isee sottosoglia il nucleo viene inserito nel procedimento automatico.

Il nucleo può avere anche diritto al bonus sociale per disagio fisico, se nella casa di abitazione vive una persona gravemente malata che necessita di apparecchiature elettromedicali per supporto vitale. Il valore del bonus sociale elettrico è quantificato dall’Autorità.Il valore annuale dipende dal numero di componenti del nucleo familiare indicati nella DSU (la Dichiarazione Sostitutiva Unica per la richiesta dell'Isee), e lo sconto applicato è uguale ogni mese (per i 12 mesi dell’anno in cui il cliente ne ha diritto).

Il cliente trova quindi in ogni bolletta lo stesso sconto (es.se la fattura è emessa ogni 2 mesi, e lo sconto mensile è pari a 15 euro, in ogni bolletta troverà 30 euro di riduzione per bonus sociale).

La procedura di riconoscimento dei bonus sociali segue tempistiche e modalità differenti per i 3 servizi (elettrico gas e idrico) e per tipo di fornitura (diretta o indiretta).   Il bonus sociale per disagio fisico è cumulabile con i bonus per disagio economico qualora ricorrano i rispettivi requisiti di ammissibilità.L'accesso è subordinato alla presentazione di apposita domanda: i soggetti che si trovano in gravi condizioni di salute e che utilizzano apparecchiature elettromedicali per la loro sopravvivenza dovranno continuare a farne richiesta presso i Comuni o i CAF abilitati. La domanda va presentata presso il Comune di residenza del titolare della fornitura elettrica (anche se diverso dal malato) utilizzando gli appositi moduli o presso un altro ente designato dal Comune (CAF, Comunità montane) Per avere accesso al bonus per disagio fisico, il cliente deve essere in possesso di: un certificato ASL che attesti: la situazione di grave condizione di salute; la necessità di utilizzare le apparecchiature elettromedicali per supporto vitale; il tipo di apparecchiatura utilizzata e le ore di utilizzo giornaliero; l'indirizzo presso il quale l'apparecchiatura è installata; il documento di identità e il codice fiscale del richiedente e del malato se diverso dal richiedente; il modulo B compilato; è inoltre necessario avere a disposizione alcune informazioni reperibili in bolletta o nel contratto di fornitura: codice POD (identificativo del punto di consegna dell'energia).

Il codice POD, è un codice composto da lettere e numeri, che inizia con IT e identifica in modo certo il punto fisico in cui l'energia viene consegnata dal fornitore e prelevata dal cliente finale.Il codice non cambia anche se si cambia fornitore; la potenza impegnata o disponibile della fornitura. Per la richiesta del bonus per disagio fisico, non è possibile utilizzare altre forme di certificazione delle situazioni invalidanti, quali ad esempio i certificati di invalidità civile. Non è richiesta la presentazione dell'Isee: il bonus per disagio fisico per queste situazioni viene concesso indipendentemente dalla fascia di reddito del richiedente. Il valore del bonus è determinato dall'Autorità, in base ai criteri previsti dalla normativa e dipende da: potenza contrattuale, tipologia delle apparecchiature elettromedicali salvavita utilizzate dal beneficiario del bonus e tempo giornaliero di utilizzo.

Sulla base di queste tre informazioni e del corrispondente ammontare di bonus determinato dall'Autorità, il valore del bonus spettante al nucleo familiare in condizione di disagio fisico viene calcolato dal sistema informatico che gestisce le agevolazioni (SGAte) tenuto conto di quanto certificato dalla ASL competente.Nel caso in cui la ASL non barri le caselle relative ai macchinari utilizzati e alle ore di utilizzo, il sistema assegna la fascia minima.

Per conoscere e fare una stima del valore di bonus a cui il malato ha diritto è possibile effettuare una simulazione sul portale SGAte.L'importo del bonus viene scontato direttamente sulla bolletta elettrica, non in un'unica soluzione, ma suddiviso nelle diverse bollette corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, due condannati a morte dicono no a Biden e rifiutano grazia

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(Adnkronos) –
Due dei 37 condannati a morte federali graziati da Joe Biden rifiutano l'atto di clemenza, che commuta la sentenza in ergastolo ostativo.Shannon Agofsky e Len Davis, entrambi detenuti nel penitenziario federale di Terre Haute, in Indiana, hanno infatti presentato un ricorso d'emergenza per bloccare la commutazione della pena, sostenendo che accettarla renderebbe più difficile il già arduo cammino dei loro appelli per avere riconosciuta la loro dichiarata innocenza.  Nei loro ricorsi, riporta oggi Nbc, i due condannati infatti sostengono che commutando la pena di morte in ergastolo i loro casi perderebbero di "attenzione" riservata ai casi di pena capitale.

Ma secondo il costituzionalista Dan Kobil, della Capital University Law School di Columbus, in Ohio, i due detenuti hanno poche possibilità di successo nel loro tentativo di rifiutare la grazia di Biden.Una sentenza del 1927 della Corte Suprema infatti stabilisce che il presidente ha il potere di concedere grazie e commutazioni di pena "e il consenso del condannato non è richiesto".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inferno a Los Angeles per vasto incendio, 30mila persone evacuate: dichiarato stato emergenza

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(Adnkronos) – Un vasto incendio ha costretto migliaia di persone a evacuare le colline che sovrastano Los Angeles, dove venti violenti alimentano le fiamme.L'incendio è scoppiato nella tarda mattinata nel quartiere di Pacific Palisades, sulle montagne a nord-ovest della città.

Ha già devastato quasi 1.200 ettari.Le autorità hanno identificato “molte strutture già distrutte”, ha spiegato ieri sera il governatore della California Gavin Newsom durante una conferenza stampa.

Dichiarato lo stato d'emergenza.
 Secondo le autorità, circa 30.000 persone hanno ricevuto l'ordine di evacuazione.Al momento non sono stati segnalati feriti.

Molti residenti sono fuggiti in preda al panico, con solo pochi averi e i loro animali domestici.Più di 100.000 persone sono senza elettricità nella contea di Los Angeles, secondo poweroutage.us , un database che tiene traccia e aggrega in tempo reale le interruzioni di corrente negli Stati Uniti.  La vicepresidente Kamala Harris ha dichiarato: "Il mio cuore è rivolto a tutti coloro che sono stati colpiti" dagli incendi boschivi nella California meridionale. "Come orgogliosa figlia della California – ha aggiunto – conosco i danni che gli incendi boschivi hanno sui nostri vicini e sulle nostre comunità.

So anche che l'impatto si fa spesso sentire molto tempo dopo che l'incendio è stato domato.Mentre rispondiamo e mentre i californiani si riprendono, mi assicurerò che la nostra amministrazione sia in contatto costante con i funzionari statali e locali".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Space X ai Servizi segreti, nodo sicurezza sul tavolo di Meloni

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(Adnkronos) – Prima la lunga conferenza stampa di inizio anno in programma giovedì, seguita dal Consiglio dei ministri.Poi, sabato, l'incontro con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, a Villa Pamphilj a Roma.

Nel mezzo, il pressing delle opposizioni che le chiedono di riferire in Parlamento sulla vicenda Starlink, oltre al nodo della nomina del successore di Elisabetta Belloni alla guida del Dis.Tanti i dossier sul tavolo della premier Giorgia Meloni, che domani alle 18 riunirà i suoi ministri a Palazzo Chigi per il primo Cdm del 2025. Non ancora ufficializzato l'ordine del giorno, ma è probabile che in agenda ci sia la nomina di Fabrizio Curcio (già annunciata da Meloni) come nuovo commissario straordinario alla ricostruzione dopo l'alluvione in Emilia Romagna, Marche e Toscana in sostituzione del generale Francesco Paolo Figliuolo. Uno dei temi caldi al centro del Consiglio sarà il terzo mandato dei governatori.

Entro il 10 gennaio scadono i termini per impugnare davanti alla Consulta la legge regionale della Campania che estende il limite dei mandati per il presidente di Regione.Nonostante nella Lega ci sia chi, come il governatore veneto Luca Zaia, da tempo spinge per abolire il tetto ai mandati, l'esecutivo dovrebbe mostrarsi compatto nella decisione di opporsi al provvedimento ribattezzato "legge salva-De Luca".  Altro nodo non di poco conto è legato alla scelta del nuovo capo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza dopo le dimissioni di Belloni che saranno effettive dal 15 gennaio: per la successione circolano diversi nomi, dai vice di Belloni al Dis – il prefetto Alessandra Guidi e Giuseppe Del Deo – a Bruno Valensise, attuale direttore dell'Aisi, l'agenzia che si occupa della sicurezza interna.

L'approdo di Valensise al Dis, al momento, sarebbe l'opzione più quotata anche per il parere positivo del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che ricopre il ruolo di Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica.Obiettivo di Meloni è chiudere in breve tempo un capitolo delicato, anche alla luce delle sfide legate alla complicata situazione internazionale: tra queste, l'arresto e la detenzione in Iran della giornalista Cecilia Sala, dossier sul quale il governo lavora a fari spenti e che potrebbe essere affrontato sabato nel corso dell'incontro con Biden, uno degli ultimi appuntamenti del presidente uscente prima del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Ma è soprattutto la vicenda Starlink a tenere banco in Parlamento, con le opposizioni – a partire dal Pd Elly Schlein, passando per Movimento 5 Stelle e Avs – che bussano in coro alla porta di Palazzo Chigi per chiedere alla premier di riferire in Aula sull'indiscrezione pubblicata di Bloomberg (e smentita da Palazzo Chigi) che parlava di colloqui avanzati con la Space X di Elon Musk per fornire servizi di telecomunicazione sicuri all'Italia con un contratto da 1,5 miliardi per 5 anni.

Se, da una parte, Matteo Salvini e lo stesso imprenditore sudafricano rilanciano l'ipotesi di un accordo ("sarà fantastico.Anche altri Paesi in Europa chiederanno di usufruirne", scrive Musk sul suo social X), Forza Italia si mostra molto più prudente.  In una riunione tenutasi nella sede del partito, il leader di Fi e ministro degli Esteri Antonio Tajani avrebbe invitato i suoi alla massima prudenza: nessun pregiudizio nei confronti di Musk e le sue società, avrebbe chiarito il vicepremier, sottolineando l'opportunità da parte del governo ad essere cauti su questa materia.

Una posizione che il portavoce azzurro Raffaele Nevi, in chiaro, sintetizza così: "Non c'è nessun contratto firmato, su queste cose bisogna essere molto attenti e valutare bene la nostra convenienza e la riservatezza dei dati sensibili".Tra l'altro, nel pomeriggio Tajani è stato visto entrare a Palazzo Chigi ma non si hanno conferme di un colloquio con la premier Meloni. Fonti della presidenza del Consiglio interpellate dall'Adnkronos sul tema rimarcano che la posizione della leader di Fdi è ancorata alla nota di lunedì, dove Palazzo Chigi smentiva la firma di accordi con Space X per l'uso del sistema di comunicazioni satellitari Starlink.  I colloqui con la società di Musk "rientrano nei normali approfondimenti che gli apparati dello Stato hanno con le società, in questo caso con quelle che si occupano di connessioni protette per le esigenze di comunicazione di dati crittografati", si legge ancora nel comunicato a cui le stesse fonti rimandano quando viene chiesto se le perplessità di Forza Italia possano aprire un nuovo fronte nel governo.

Oggi il caso Starlink sarà tra i temi trattati nel question time della Camera, con una interrogazione che chiama in causa il ministro della Difesa Guido Crosetto.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Servizi segreti, Meloni lavora al post-Belloni: rischio effetto domino su nomine

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(Adnkronos) – L'imminente addio di Elisabetta Belloni apre la 'caccia' al successore dell'ambasciatrice romana alla guida del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza che coordina le attività di Aise e Aisi.La nomina del direttore generale dei Servizi segreti spetta alla premier Giorgia Meloni, dopo aver acquisito il parere del Cisr: si tratta quindi di un incarico che sul piano formale non richiede il via libera del Consiglio dei ministri, convocato per giovedì alle ore 18 dopo la lunga conferenza stampa di inizio anno della premier.  Le dimissioni di Belloni saranno effettive a partire dal 15 gennaio: l'obiettivo, dunque, è chiudere in breve tempo un capitolo delicato, anche alla luce delle sfide legate alla complicata situazione internazionale (tra queste, l'arresto e la detenzione in Iran della giornalista Cecilia Sala).  Il toto-nomi per il dopo-Belloni al momento vedrebbe in pole Bruno Valensise, attuale direttore dell'Aisi, l'agenzia che si occupa della sicurezza interna.

L'approdo di Valensise al Dis, tra l'altro, sarebbe sponsorizzato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che ricopre il ruolo di Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica.Classe 1970, dopo essersi laureato in Giurisprudenza presso l'Università La Sapienza di Roma Valensise ha conseguito le lauree in Scienze politiche a Roma Tre e in Scienze economiche e sociali presso Roma Tor Vergata ed è dottore di ricerca in Diritto costituzionale presso l'Università di Ferrara.

Valensise conosce molto bene il Dis, di cui è stato nominato vicedirettore generale nel 2019: il Dipartimento allora era guidato da Gennaro Vecchione.  L''upgrade' di Valensise aprirebbe però una sorta di gioco di incastri: spostare al vertice del Dis l'attuale capo dell'Aisi rischierebbe infatti di dare il via a un vero e proprio risiko di poltrone.Anche per questo motivo, c'è chi ritiene che sia Valensise sia il numero uno dell'Aise Gianni Caravelli (altro nome circolato per il post-Belloni) alla fine rimarranno al proprio posto.  In questo caso, alla guida del Dipartimento potrebbe approdare uno dei due vice di Belloni, il prefetto Alessandra Guidi o Giuseppe Del Deo, che nel 2023 fu nominato vicedirettore Aisi, di cui era stato capo reparto per l'intelligence economico-finanziaria sotto la direzione del generale dei Carabinieri Mario Parente.

Ma si fa anche il nome di Vittorio Rizzi, che da settembre è vicedirettore dell'Aisi.  Sullo sfondo restano anche altre ipotesi, tra cui quella del comandante generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro, del prefetto di Roma Lamberto Giannini e del generale Francesco Paolo Figliuolo, fresco di nomina come vicedirettore Aise dopo essere stato commissario all'emergenza maltempo in Emilia Romagna, Toscana e Marche. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Musk contro i leader europei, indizi sull’agenda internazionale di Trump?

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(Adnkronos) – Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia.Nessuna grande nazione europea sembra riuscire a sfuggire a Elon Musk, il potente miliardario americano che da qualche settimana si sta dimostrando sempre più interessato – e soprattutto critico – verso la politica europea.  In particolare, si legge sulla Cnn, l'azione in politica estera del fondatore di SpaceX, volta principalmente a promuovere partiti di estrema destra, indigna i leader ponendo loro due grandi dilemmi: come rispondergli a modo senza offendere o provocare il suo "protettore" Donald Trump?

Le posizioni di Musk vanno trattate come semplici opinioni personali, o come indizi sull'agenda europea della prossima amministrazione americana? Gli attacchi di Musk avvengono principalmente sulla sua piattaforma X, e i suoi post sono letti da oltre 211 milioni di follower.Ma le critiche, spesso dai toni molto violenti, stanno infastidendo – e preoccupando – molto dei suoi 'bersagli'. L'ultimo attacco sferrato da Musk è stato ancora una volta contro la politica interna della Gran Bretagna.

Dopo essersi scagliato direttamente contro il premier Keir Starmer, accusandolo di "facilitare gli stupri sui minori", il fondatore e proprietario di Tesla e Space X ha chiesto a sorpresa la sostituzione di Nigel Farage come leader del partito sovranista Reform Uk. "Il Reform Party ha bisogno di un nuovo leader.Farage non ha la stoffa" per guidare il partito, ha scritto in un post.

Una dichiarazione arrivata poche settimane dopo che lo stesso Farage aveva annunciato che era in trattativa con il miliardario per ricevere una sostanziosa donazione economica.  Il premier britannico Starmer ha avvertito che il proprietario di X ha "oltrepassato il limite".Il presidente francese Emmanuel Macron ha accusato Musk di alimentare un nuovo "movimento reazionario internazionale" e di intervenire nelle elezioni.

Il premier norvegese Jonas Gahr Støre ha definito "preoccupante" che un uomo con una tale influenza sia così direttamente coinvolto negli affari di altri paesi. La prima prova del nove dell'effettiva influenza di Musk si avrà il 23 febbraio, quando i tedeschi si recheranno alle urne per eleggere il nuovo Cancelliere.Il fondatore di Tesla e SpaceX è notoriamente vicino al partito di estrema destra Alternativa per la Germania (Afd), e ospiterà la leader Alice Weidel per un'intervista su X.

Il cancelliere uscente Olaf Scholz, leader socialdemocratico che Musk ha definito "idiota incompetente" dopo l'attentato al mercatino di Natale di Magdeburgo, ha detto che non c'è “nulla di nuovo” nelle critiche di “ricchi imprenditori dei media che non apprezzano la politica socialdemocratica e non si tirano indietro con le loro opinioni”, ma è "preoccupato" dal sostegno del miliardario a un partito estremista come Afd.  Secondo la Cnn, Musk starebbe cercando di esportare in Europa il modello "Make America Great Again" di Trump, scagliandosi contro i rappresentanti dell'establishment e cercando di promuovere populisti di estrema destra, outsider, le cui opinioni e i cui temperamenti rispecchiano quelli del presidente americano eletto.Sebbene per molti americani Musk stia semplicemente esercitando i suoi diritti sanciti dal Primo Emendamento, un continente che l'emittente definisce "ossessionato dall'orrore dell'estremismo di estrema destra", il suo sostegno al populismo radicale è visto da molti come offensivo e un tentativo di soffocare libertà e democrazia, piuttosto che una dimostrazione di libertà di parola.  Non è ancora chiaro fino in fondo quanto Musk agisca seguendo l'agenda trumpiana. "Musk porterà avanti l'agenda di politica estera di Trump, agendo come ambasciatore personale di Trump ovunque? – si chiede Lindsay Gorman, amministratrice delegata del German Marshall Fund – Oppure Musk porterà avanti la sua visione per gli affari globali, che potrebbe allinearsi con Trump per certi versi, ma non per altri.

E allora quali saranno le dinamiche di potere tra i due"? Musk e Trump sono inoltre vicini a quelli che la Cnn definisci i due "più influenti leader nazionali in Europa", Giorgia Meloni e Viktor Orban.C'è infatti chi guarda positivamente alla nuova amministrazione e al suo consigliere, e il Wall Street Journal ha sottolineato come Meloni sia "uno dei pochi leader europei che Musk ammira".

I due si sono incontrati diverse volte negli ultimi anni, e sono molto in sintonia su temi come immigrazione, calo delle nascite e 'ideologia woke'.Sempre il Wsj ha ricordato che parlando al Corriere della Sera, Meloni ha definito il miliardario "una grande personalità del nostro tempo, un innovatore straordinario e che ha sempre lo sguardo rivolto al futuro". La Cnn avverte tuttavia che potrebbe essere rischioso, per la nuova amministrazione, farsi terra bruciata tra i leader europei.

Trump potrebbe un giorno aver bisogno dell'aiuto degli alleati, e le 'buffonate' di Musk rischano di mettere subito in salita le relazioni tra il tycoon e l'elite europea.Ed Davey, leader dei Liberal Democratici britannici, ha lanciato un avvertimento su X: "La gente ne ha abbastanza di Elon Musk che interferisce con la democrazia del nostro paese quando è chiaro che non sa nulla della Gran Bretagna".

Davey fa riferimento ai continui inviti del magnate a condurre nuove elezioni in Gran Bretagna, "tralasciando" che le ultime si siano tenute appena 6 mesi fa.  Le frecciatine di Musk potrebbero infine complicare il lavoro per Marco Rubio e Micheal Waltz, scelti da Trump rispettivamente come prossimo segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale. "Penso che diventerà tutto molto confuso molto rapidamente.Non invidio i diplomatici di carriera del Dipartimento di Stato, che sicuramente avranno le mani piene nel tentativo di capire di chi stanno portando avanti l'agenda", ha concluso Gorman. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)