La Repubblica parla di un piano per blindare Gonzalo Higuain a Napoli: “Questo Higuain, però, farebbe molto comodo a tutti. «Ci interessa, ma il mio amico De Laurentiis purtroppo non vuole cederlo”, ha detto nei giorni scorsi Rummenigge, rivelando l’interesse del Bayern. Sotto traccia si è informato anche il Psg, stoppato a sua volta dai 94 milioni e rotti da pagare. «Si vede che i contratti sappiamo farli», ha gonfiato il petto il presidente del Napoli, che sta a sua volta lavorando per prolungare la permanenza in maglia azzurra del campione argentino fino al 2019. Le parti ne stanno parlando, con stima reciproca. La prossima clausola, in caso di accordo, sfonderà il muro dei cento milioni: il prezzo giusto per il cannoniere più prolifico d’Europa”
VIDEO ViViCentro – A Cicciano in onore di Sant’Antonio Abate, ecco lo spettacolo della ditta F.lli Romano
Continua la due giorni di spettacoli pirotecnici diurni e notturni in onore di Sant’Antonio Abate in quel di Cicciano. La giornata di ieri ha previsto soltanto spettacoli diurni: vi proponiamo quello della ditta F.lli Romano da Angri (Sa).
dal nostro inviato a Cicciano, Gennaro Novellino
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Crollo senza fine del petrolio, le Borse Ue cercano di tenere botta RAFFAELE RICCIARDI
Un uomo pedala vicino alla raffineria al Sud di Teheran (ap)
La fine delle sanzioni all’Iran apre le porte a una nuova iniezione di greggio sul mercato, con l’effetto di portare il Brent fin sotto quota 28 dollari al barile: minimi da dodici anni. Seduta ancora in negativo per la Borsa di Tokyo, mentre i listini del Vecchio continente aprono poco mossi. Banca centrale cinese in campo per fermare le oscillazioni delle yuan. Wall Street resta chiusa.
MILANO – Il petrolio accelera la corsa al ribasso, dopo che le sanzioni verso l’Iran sono state ufficialmente rimosse: una normalizzazione dei rapporti internazionali che mette Teheran nelle condizioni di tornare a pompare altri barili di greggio in un mercato già di per sé saturo. Il ritorno di uno dei maggiori produttori di oro nero sulla scena internazionale, infatti, rischia di alimentare ancor di più quell’eccesso di domanda determinato dalla politica dell’Opec, che ha preferito difendere le sue quote di mercato a danno dei produttori Usa, piuttosto che stringere i rubinetti per tenere i prezzi un po’ più alti. Con questo timore, tanto il Brent che il Wti quotano ampiamente sotto 30 dollari al barile: nel primo caso si arriva a toccare un minimo sotto 28 dollari al barile, salvo poi risalire, a livelli mai raggiunti negli ultimi dodici anni. Nel caso del benchmark americano, la quotazione è intorno ai 29 dollari al barile.
Proprio l’andamento del greggio è uno dei parametri maggiormente osservati nelle sale operative, insieme alla Cina, in una giornata orfana degli operatori Usa: Wall Street rimane chiusa per clebrare il Martin Luther King jr. day. I listini europei aprono in cauto rialzo, nonostante la debolezza dell’Asia. A Milano, il Ftse Mib segna +0,03% in avvio. L’agenda macroeconomica è piuttosto scarica e si segnala solo il commercio estero italiano; evento-principe della settimana è la riunione della Bce. Londra sale dello 0,3%, Parigi è invariata e Francoforte aggiunge lo 0,1%.
Chiusura in calo, in mattinata, per la Borsa di Tokyo, che peraltro ha ridotto nel finale le perdite registrate in avvio di seduta. L’indice Nikkei ha chiuso gli scambi a 16.955 punti (-1,12%), livello minimo da settembre scorso, dopo avere aperto in calo del 2,8 per cento. Si tratta della nona seduta in perdita, su 10, dall’inizio dell’anno. L’indice Topix ha lasciato sul terreno l’1,04% a 1.387 punti. Sostenuti gli scambi, con 2,23 miliardi di azioni passate di mano. La produzione industriale giapponese, dato definitivo, a novembre ha registrato un calo dello 0,9% su base mensile rispetto al -1% della lettura preliminare. Ad ottobre si registrò un 1,4%, su base annua la crescita è dell’1,7%.
E’ andata meglio alla Borsa di Shanghai, con l’indice Composite che a recuperato leggermente a 2.913,84 punti (+0,44%); anche Shenzhen ha registrato un deciso rialzo (+1,58%). Diverso invece l’umore di Hong Kong, con l’indice Hang Seng in calo dell’1,45%. La Banca centrale cinese è attiva per ridurre la volatilità sui mercati valutari: ha annunciato che imporrà dei livelli di riserve sui depositi in yuan per le banche estere, modellandoli su quelli delle banche nazionali. La mossa, che segue la sospensione ad operare sul mercato dei cambi decisa a fine 2015 per alcuni colossi come Deutsche Bank o Standard, mira a bloccare fondi per oltre 30 miliardi di dollari e ridurre così la volatilità e le operazioni speculative.
L’euro tratta in ribasso. La moneta unica vale 1,0814 dollari, mentre venerdì – secondo le rilevazioni della Bce – veniva scambiata a 1,0914 sul biglietto verde. Rublo ai minimi dal dicembre 2014: la valuta europea è scambiata adesso a 85,85 sul rublo, mentre il biglietto verde è a 78,81 sulla moneta russa. Pesano, per l’economia russa, i tracolli dei prezzi energetici. Apertura poco mossa per lo spread fra Btp e Bund tedesco: il differenziale segna 101 punti contro i 100 della chiusura di venerdì. Il rendimento espresso è pari all’1,56%.
Come accennato, oggi Wall Street resta chiusa ma è reduce da un nuovo, forte, calo per la preoccupazione riguardante l’economia cinese. Gli ultimi 10 giorni di scambi sono stati i peggiori d’inizio anno in assoluto. Le turbolenze nei mercati finanziari alimentano le attese per un rialzo dei tassi graduale da parte della Federal Reserve, tanto che JP Morgan ha posticipato a giugno da marzo le stime per la prossima stretta. Il Dow Jones ha ceduto il 2,39%, scendendo sotto i 16.000 punti per la prima volta dallo scorso 29 settembre. Per l’indice benchmark S&P500 è stata la terza settimana di fila in calo, la striscia temporale più lunga dallo scorso luglio. Va sottolineato comunque un aspetto positivo: i minimi dell’agosto 2015 sono stati mantenuti.
VIDEO ViViCentro – A Cicciano in onore di Sant’Antonio Abate, ecco lo spettacolo della ditta Ugo Lieto
Continua la due giorni di spettacoli pirotecnici diurni e notturni in onore di Sant’Antonio Abate in quel di Cicciano. La giornata di ieri ha previsto soltanto spettacoli diurni: vi proponiamo quello della ditta Ugo Lieto da Roccarainola (Na).
dal nostro inviato a Cicciano, Gennaro Novellino
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VIDEO ViViCentro – A Cicciano in onore di Sant’Antonio Abate, ecco lo spettacolo della ditta Giuseppe Catapano
Continua la due giorni di spettacoli pirotecnici diurni e notturni in onore di Sant’Antonio Abate in quel di Cicciano. La giornata di ieri ha previsto soltanto spettacoli diurni: vi proponiamo quello della ditta Giuseppe Catapano da Saviano (Na).
dal nostro inviato a Cicciano, Gennaro Novellino
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Il canto che ricorda la Shoah ma celebra l’amore per la vita MAURIZIO MOLINARI*
È stato il canto di «Ani Maamin» a concludere la visita di Papa Francesco nella Sinagoga di Roma come era avvenuto con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Il testo che inizia con le parole «Io credo» si richiama ai tredici principi di fede di Maimonide e la melodia è attribuita a Azriel David Fastag, un chasid di Modzitzer che si ritiene l’abbia composta dentro un carro bestiame mentre lo portavano a Treblinka. Ad intonarlo furono gruppi di ebrei che si incamminavano verso le camere a gas nei campi di sterminio.
Ogni anno, durante la cena del Seder che ricorda l’Uscita degli ebrei dall’Egitto narrata nell’Esodo, molte famiglie ebraiche cantano «Ani Maamin» per ricordare i caduti del ghetto di Varsavia e i sei milioni di vittime del nazifascismo.
Fu Elio Toaff, allora rabbino di Roma, a volerlo nella cerimonia per Giovanni Paolo II per indicare il legame con la memoria della Shoah. È un motivo che, in una versione più recente del cantante chassidico Shlomo Charlebah, celebra l’amore per la vita e la fede nella venuta del Messia.
Il fattore-Iran che spaventa l’economia MARIO DEAGLIO*
La revoca delle sanzioni internazionali all’Iran, sospettato di voler fabbricare la bomba atomica, è stata accolta, quanto meno nel mondo ricco, con un senso generale di soddisfazione: è sembrata, e a molti ancora sembra, come il punto di inizio di un’inversione di tendenza rispetto all’impressionante flusso di notizie mondiali negative che, all’incirca dall’inizio dell’anno, stanno contrassegnando le Borse, l’economia e la politica di tutto il mondo. L’illusione che ci si trovi davanti a un generico «vogliamoci bene» è durata poche ore (del resto, la revoca delle sanzioni è avvenuta senza alcun sorriso e con pochissime strette di mano): dopo aver scambiato con l’Iran alcuni prigionieri, gli Stati Uniti hanno immediatamente reimposto le sanzioni, sia pure in maniera limitata e senza coinvolgere gli alleati.
Si conferma, una volta di più, che la realtà mediorientale non si presta a facili semplificazioni e che dalla revoca delle sanzioni potrebbero derivare, accanto a effetti positivi diretti e immediati, anche importanti effetti negativi indiretti. Da un lato, la domanda iraniana di importazioni, bloccata da oltre un decennio si rivolgerà principalmente all’Europa con la forza di decine di miliardi di dollari iraniani detenuti all’estero che, a seguito degli accordi raggiunti, saranno «scongelati». Alcuni contratti importanti sono già abbozzati, come ricordava La Stampa di ieri.
Per l’Italia in particolare, l’aumento di domanda derivante dalla fine di sanzioni internazionali all’Iran potrebbe rappresentare una sorta di parziale «compensazione» a fronte dei danni derivanti all’economia italiana dalle sanzioni internazionali imposte alla Russia.
Vediamo ora gli effetti negativi, tralasciando le conseguenze che potrebbero derivare dall’attitudine non amichevole di Washington nei confronti di Teheran: nel giro di poche settimane, l’Iran si prepara a inondare il mercato petrolifero con almeno mezzo milione di barili aggiuntivi al giorno, stando al suo ministro degli Esteri, il che farà aumentare di almeno un terzo lo squilibrio tra un’offerta abbondante e una domanda molto debole, visto l’elevato livello delle scorte già esistenti.
Un tempo, una simile notizia sarebbe una stata salutata con giubilo dai Paesi importatori, in particolare da quelli europei. Ora però che il prezzo del petrolio ha già raggiunto livelli eccezionalmente bassi, questo abbassamento non sembra essere nell’interesse di nessuno: non dei Paesi esportatori ma neppure dei Paesi importatori, come l’Italia e gran parte dei membri dell’Unione europea, che ricavano una parte non trascurabile delle loro entrate fiscali proprio dalla tassazione del greggio, legata al prezzo di mercato.
Negli ultimi giorni, segnali d’allarme sono giunti da buona parte dei Paesi produttori, mentre le Borse punivano con forti ribassi pressoché tutte le compagnie petrolifere. In Venezuela, il presidente ha appena definito «catastrofica» la situazione economica, proprio per la riduzione degli incassi derivanti dall’esportazione di petrolio; in Nigeria, le transazioni bancarie sono paralizzate dalla paura; negli stessi ricchissimi Paesi del Golfo, le Borse hanno fatto registrare ieri cadute pesantissime e i governi si preparano a chiedere prestiti sul mercato internazionale.
In sostanza, il gioco petrolifero sembra essere scappato di mano a tutti, in un Medio Oriente in cui il miscuglio tra razionalità e religione si è ormai spostato nettamente a favore della religione. La razionalità dei comportamenti dei produttori di petrolio pare, infatti, un ricordo del passato e la componente religiosa è largamente determinante. Il più che millenario conflitto tra i musulmani sciiti (che hanno il proprio capofila precisamente nell’Iran), appoggiati dalla Russia e i musulmani sunniti (che hanno nel territorio dell’Arabia Saudita il principale centro religioso e l’origine dei maggiori flussi di petrolio) determina i comportamenti dei governi e i prezzi dei mercati. In un certo senso si può dire che il resto del mondo vive sull’orlo di una guerra di religione che, per la sua intensità e la sua violenza, fa impallidire la Guerra dei Trent’anni tra protestanti e cattolici, scoppiata quasi quattrocento anni fa. E che ritardò fortemente la crescita economica dell’Europa.
* mario.deaglio@libero.it / lastampa
VIDEO ViViCentro – A Cicciano in onore di Sant’Antonio Abate, ecco lo spettacolo della ditta Luigi Di Matteo
Si è aperta oggi, 17 gennaio, la due giorni di spettacoli pirotecnici diurni e notturni in onore di Sant’Antonio Abate in quel di Cicciano. La giornata di oggi prevede soltanto spettacoli diurni: il secondo a scendere in pista è la ditta Luigi Di Matteo da Sant’Antimo (Na)
dal nostro inviato a Cicciano, Gennaro Novellino
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Pescara: forza 3… O forza 6?
La sofferta vittoria del Pescara per 2-1, arrivata ieri nei minuti di recupero contro il pericolante Livorno (i labronici, dopo un inizio di campionato pirotecnico, caratterizzato da 5 successi di fila, sono sprofondati in piena zona play-out, e, attualmente sono la squadra che ha il peggiore stato di forma nella serie cadetta), si può tranquillamente catalogare come una vittoria di “rigore”, in virtù delle due marcature abruzzesi arrivate proprio grazie a due penalty. Riavvolgendo il nastro della partita, sembra piuttosto evidente come il primo calcio di rigore fischiato contro i labronici, per un fallo su Mitrita, fosse viziato da un precedente fallo di Lapadula su un difensore toscano, non ravvisato del mediocre direttore di gara, Serra di Torino, il quale in precedenza, e per la precisione al 3’, aveva espulso Emerson, per un presunto fallo del calciatore amaranto su Lapadula (assolutamente anonima la sua prestazione ieri: le sirene del calciomercato lo hanno forse distratto?), mentre le immagini mostrano chiaramente come sia l’attaccante del Pescara ad appoggiarsi per primo su Emerson. Un’espulsione, quindi, piuttosto affrettata da parte dell’incerto direttore di gara, che ha condizionato l’intera contesa, dal momento che la squadra di Mutti ha dovuto giocare tutta la gara in dieci, rivedendo il suo assetto tecnico-tattico.
Eppure, la formazione maremmana, non ha lasciato grandi spazi ad un Pescara che ha attaccato a testa bassa, ma con poco ordine e in maniera poco incisiva, cercando quasi sempre delle prevedibili verticalizzazioni per vie centrali, senza allargare il gioco.
Pensare che i toscani erano anche passati in vantaggio, con la complicità di Fiorillo, completamente fuori tempo sul terzo tempo vincente di Moscati, nell’unica e vera occasione avuta dalla squadra di Mutti. La squadra di Oddo ha avuto il merito di non scomporsi, e attaccando a pieno organico, è riuscita a procurarsi il rigore che ha permesso a Cocco finalmente di sbloccarsi, e al Pescara di pareggiare una gara che si era messa veramente male per gli abruzzesi. In zona Cesarini, infine, è arrivato il secondo rigore della giornata per i Dannunziani, il sesto stagionale, parso più netto rispetto al primo, che ha permesso al Pescara di salvare la faccia.
Sesto rigore stagionale, che vale il terzo posto solitario in classifica. Per gli amanti delle statistiche, la squadra abruzzese è il team che ha fruito del maggior numero di penalty fino ad oggi in serie cadetta, dopo il Vicenza e il Brescia (7 i calci di rigore decretati a favore dei berici, 8 quelli in favore delle Rondinelle).
Scorrendo la classifica, e prendendo in considerazione le squadre che sono in zona play-off, vale a dire quelle comprese tra il terzo e l’ottavo posto, emerge un dato curioso: il Pescara, attualmente terzo, e il Brescia, attualmente quinto, hanno fruito di un numero rilevante di penalty. Le altre squadre, invece, hanno visto pochissime volte i direttori di gara indicare il dischetto a loro vantaggio: si tratta del Novara, quarto a 38 punti, ma penalizzato di 2 lunghezze, che ha fruito di un solo penalty, un solo rigore a testa concessi anche al Bari, sesto in graduatoria e al Cesena, ottavo. Peggio è andata, almeno fino ad ora, all’Avellino: gli irpini, ottavi in classifica, non hanno ancora avuto un penalty a favore. Il campionato è ancora lungo, e di tempo per recuperare ce n’è. In tutti i sensi…
CHRISTIAN BARISANI
Pari e patta tra Gragnano e Rende (1-1) – VIDEO
Pareggio inutile per il Gragnano di mister Coppola, che non va oltre l’1-1 interno contro il Rende di mister Trocini.
Il trainer dei padroni di casa schiera i suoi con il 4-4-2 con Salineri in porta, Baleotto, Gargiulo, Odierna e Perinelli in difesa, La Monica, Carfora, Mascolo e Vitiello in difesa con Leone e Foggia in avanti.
Stesso modulo per i cosentini che scendono in campo con DeBrasi in porta, Bruno, Sanzone, Benincasa, Musca in difesa, Scarnato, Papa, Fiore e Falbo a centrocampo e il tandem Goretta- Zangaro in attacco.
Primo tempo di marca gialloblù, il Gragnano attacca sin dall’inizio nel gelo dello stadio San Michele e trova il vantaggio dopo 8 minuti con il bomber Foggia, al suo undicesimo gol stagionale. Il Rende si schiaccia in difesa e solo qualche intervento importante dell’ottimo portiere classe ’95 Giuseppe De Brasi evita che i padroni di casa raddoppino.
Nella ripresa la musica cambia, Foggia spreca una ghiotta occasione a tu per tu con De Brasi provando un improbabile cucchiaio, da quel momento il Rende si sveglia e si divora almeno 3 gol con Goretta, Zangaro e Kyeremateng, attaccante in prova con la Juve Stabia 4 anni fa entrato al posto di Perinelli.
Dopo una serie di attacchi a vuoto, al minuto 88 il Rende trova il pari, cross dalla destra di Papa e colpo di testa del neo entrato Feraco che batte Salineri e fa esultare i circa 20 tifosi giunti al San Michele dalla cittadina in provincia di Cosenza.
Il tecnico del Gragnano getta nella mischia l’attaccante ex primavera della Juve Stabia Claudio Pagano con la speranza di trovare il colpo della vittoria allo scadere ma, dopo 5 minuti di recupero, la gara finisce tra i fischi dei circa 300 tifosi di casa, i quali si aspettavano di più dal match odierno contro una squadra in difficoltà come quella bianco rossa.
VIDEO ViViCentro – A Cicciano in onore di Sant’Antonio Abate, ecco lo spettacolo della ditta Carmine Lieto
Si è aperta oggi, 17 gennaio, la due giorni di spettacoli pirotecnici diurni e notturni in onore di Sant’Antonio Abate in quel di Cicciano. La giornata di oggi prevede soltanto spettacoli diurni: il primo a scendere in pista, alle ore 14, è Carmine Lieto da Visciano (Na).
dal nostro inviato a Cicciano, Gennaro Novellino
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ISCHIA, VITTORIA SFUMATA AL 93’ PER UN CALCIO DI RIGORE MOLTO DUBBIO, TERMINA 2-2 CON LA LUPA CASTELLI
I gialloblu sfiorano la vittoria,non basta un super Kanoute che realizza una doppietta. Nel finale l’arbitro concede un penalty inesistente.
RIETI. Non basta una doppietta di Kanoute a regalare la prima gioia del 2016 all’Ischia Isolaverde che vede svanire i tre punti a una manciata di secondi dalla fine per un calcio di rigore più che discutibile concesso ai laziali.
Esordio in panchina per mister Porta che schiera i suoi con un 4-5-1: in difesa, Moracci e Filosa centrali con Florio e Bruno terzini, centrocampo composto da Spezzani e Palma in mediana con Porcino e Armeno laterali, in avanti Calamai a sostegno di Kanoute.
Avvio deciso dei padroni di casa che nei primi minuti sfiorano a ripetizione in vantaggio con Mastropietro e Petta che colpisce la traversa.
Alla prima occasione, i gialloblù passano in vantaggio con Kanoute che supera Gaio Secco e deposita la palla in rete a porta vuota.
Passano pochi minuti e i laziali pervengono al pari sugli sviluppi di un calcio d’angolo con Petta.
Dopo un avvio scintillante, il ritmo del match si abbassa.
Al 41’ l’Ischia passa nuovamente ancora con Kanoute che da pochi passi trafigge Gobbo Secco sul suo palo.
L’ultima emozione della prima frazione è di marca laziale con Scardina che sfiora la marcatura con un colpo di testa che sfiora il palo alla destra di Iuliano.
Nella ripresa, l’Ischia riesce a controllare bene il match.
Al 75’, la Lupa si divora una ghiotta occasione con Morbidelli che sciupa tutto dinanzi a Iuliano.
I gialloblù si rendono pericolosi in contropiede con due conclusioni di Calamai.
Quando sembra ormai finita, la Lupa trova il pari su un calcio di rigore abbastanza dubbio ( presunto tocco con il braccio di Moracci) realizzato da Morbidelli.
Le proteste veementi degli isolani costa un cartellino giallo a capitan Armeno che diffidato salterà la sfida con il Messina in programma domenica 23 Gennaio alle ore 14.
Con questo punto, gli isolani salgono a quota quindici in classifica.
LUPA CASTELLI ROMANI-ISCHIA ISOLAVERDE 2-2
LUPA CASTELLI ROMANI: Gobbo Secco, Rosato (40’st Roberti), De Gol, Prutsch, Petta, Aquaro, Morbidelli, Strasser (1’st Icardi), Scardina, Falasca(19’st Maiorano), Mastropietro. A disp.Tassi, Carta, Scicchitano, Montesi, Ricamato, Kosovan, Lucarini, Proietti. All.Di Franco.
ISCHIA ISOLAVERDE: Iuliano, Florio, Bruno, Filosa, Moracci, Spezzani, Armeno, Calamai, Kanoute, Palma, Porcino (32’st Guarino). A disp. Modesti, Savi, Bargiggia, De Clemente, Manna, Di Bello, D’Angelo. All.Porta.
ARBITRO: Andrea Zingarelli di Siena (Ass. Antonio Donvito di Monza e Sante Selicato di Siena)
MARCATORI: 11’pt, 43’pt Kanoute, 14’pt Petta, 48’st rig.Morbidelli.
NOTE: Angoli: 8-3 per la Lupa. Ammonito: Calamai (I), Petta (LCR), Maiorano (LCR), Armeno (I).
Recupero: 1’pt-4’st.
ISCHIA, MISTER PORTA: ”IL RIGORE CI HA PENALIZZATO, PECCATO POTEVAMO PORTARE A CASA UNA GRANDE VITTORIA” (VIDEO)
RIETI. L’Ischia si vede sfumare la vittoria soltanto nel finale. Poteva valere una doppia vittoria, non solo per i tre punti in classifica ma anche per il morale della squadra, dopo le varie vicissitudini vissute in settimana. A condizionare il risultato finale è stata una decisione dell’arbitro. In sala stampa al termine dell’incontro ha commentato così il tecnico Antonio Porta
”Il rigore non c’era assolutamente, sulla ribattuta di Filosa, Moracci ha preso la palla con la spalla. Ero un fallo netto per noi ed è diventato rigore,a partita chiusa. Ci siamo rimasti male – prosegue Porta – anche perché i ragazzi hanno dato tutto,avevano anche sfiorato il gol della sicurezza. Se andiamo a vedere su Palma poteva esserci anche un calcio di rigore. Usciamo da questa partita un po’ delusi dagli epidosi,tutti hanno visto che il rigore non c’era assolutamente.
Nel primo tempo abbiamo sofferto un po’ all’inizio,anche perché loro hanno cambiato parecchie persone e dovevamo prendere le giuste misure. Noi è vero abbiamo qualche infortunato,soprattutto nel reparto offensivo dove abbiamo dovuto fare di necessità virtù,lasciando il solo Kanoute in avanti. Abbiamo avuto anche l’opportunità nel finale di mettere un difensore in più,difendendoci a cinque e portando a casa tre punti importanti. Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare”.
Una squadra che necessità di essere rinforzata in alcuni reparti,e magari cercando di ottenere più punti possibili per la salvezza diretta.
”Io ho fatto solo due allenamenti con la squadra,ma la conosco bene,la rosa è stata costruita bene. Se noi pensiamo che oggi mancavano Fall,Mancino e Orlando tutti calciatori offensivi e di qualità. A noi basta recuperare gli infortunati. Abbiamo perso anche Izzillo,ma recuperando gli infortunati questa squadra tranquillamente può puntare alla salvezza”.
Avellino – Migliorini: i dettagli dell’affare..
L’accordo totale tra Juve Stabia ed Avellino per la cessione di Marco Migliorini ai Lupi è stato definitivamente confermato ieri al termine del derby tra Avellino, appunto, e Salernitana.
Nel post partita, su specifica domanda dei giornalisti, l’allenatore dei biancoverdi, Attilio Tesser, ha chiarito che l’arrivo del forte difensore è cosa fatta e, con tutta probabilità, il comunicato ufficiale arriverà nella giornata di lunedì dopo che il giocatore avrà sostenuto le visite mediche.
Le cifra su cui le due Società hanno chiuso l’affare dovrebbe aggirarsi intorno ai 350.000 euro per la cessione a titolo definitivo di Migliorini; spetterà, inoltre, alla compagine gialloblù anche il 20 % di un’eventuale futura rivendita del giocatore da parte dell’Avellino. Chiaro segnale, questo, di come la Juve Stabia creda che Migliorini sia solo di passaggio in Irpinia e di come il difensore sia destinato a palcoscenici ancora più importanti.
Migliorini si legherà all’Avellino con un contratto quadriennale.
Dopo aver perso Trotta, in procinto di passare al Sassuolo, i Lupi si rafforzano con un altro giovane di qualità, ma con diversa posizione in campo, per tentare l’assalto ai play off.
Alle Vespe ed al D.S. Logiudice spetta invece l’arduo compito di trovare un difensore in grado di non far rimpiangere il gigante scuola Torino.
UFFICIALE SCAMBIO SULL’ASSE ISCHIA-CATANZARO
La Società Sportiva Ischia Isolaverde comunica di aver raggiunto l’accordo con l’US Catanzaro 2011 per il trasferimento a titolo definitivo di Giampaolo Sirigu e la cessione in giallorosso del difensore Matteo Patti. Sirigu, difensore centrale, nato a Nuoro il 3 Marzo 1994, dopo l’esperienza in Serie D con il Budoni (28 presenze e 1 rete), debutta nel calcio professionistico con la maglia del Savoia con la quale racimola 28 presenze nella stagione 2014-2015.
Meglio di Messi, Cristiano Ronaldo e Ibrahimovic, Higuain sul tetto d’Europa. 40 gol il suo obiettivo, l’aritmetica sorride all’argentino
20 gol in campionato su 20 partite. Decisivo 10 volte su 20. Una media di 1 gol ogni 90 minuti. Preciso, precisissimo nei conti Gonzalo Higuain, così come sotto la porta. L’argentino trascina il Napoli e guarda tutti dall’alto, non solo nella classifica generale della serie A. Higuain, infatti, è primo anche nella speciale classifica capocannonieri, che vede Eder e Kalinic, rispettivamente in gol 11 e 10 volte, lontani a 9 lunghezze. Nessuno come l’attaccante azzurro, nemmeno in Europa. Solo Aubameyang prova a tenere il passo. Con 20 gol in 17 partite in Bundesliga- ferma per la sosta invernale- l’attaccante è forse l’unico a mettere in serio pericolo, in questo momento, il record di Gonzalo Higuain. Anche campioni del calibro di Ibrahimovic o Cristiano Ronaldo, infatti, stanno alle sue spalle: il primo con 16 reti siglate in Francia mentre il secondo con 14 gol fatti in Spagna. Seguono Lewandowski, Luis Suarez, Neymar, Lukaku e Vardy, fermi “solo” a 15 gol. Higuain migliore anche del pallone d’oro in carica: con solo 9 reti siglate, infatti, Messi è a 11 gol di distanza dal Pipita.
Col destro in rete 11 volte, col sinistro 8, di testa 1, ma poco importa: Higuain segna, in ogni modo, e fa segnare, gioca per la squadra e canta sotto la curva. Nessuno come lui. A Napoli per battere ogni record, anche interno. L’argentino, attualmente, si trova al nono posto nella classifica dei bomber azzurri di tutti i tempi, con 75 reti, a sole due da Savoldi, che ne ha realizzati 77. In campionato, invece, il Pipita ha siglato gli stessi gol di Savoldi, ossia 55. Mentre in Europa, c’è Edinson Cavani da superare, fermo a 19 reti, contro i suoi 15. Il tempo, però, è dalla sua parte, così come Sarri che non s’accontenta e pretende di più. Vero, le statistiche nel calcio non sono proprio tutto, ma nei numeri, talvolta, si possono riscontrare quelle verità, che senza, sarebbero difficili da percepire. Ciò che è certo, è che se Higuain continuasse con questa media spaziale, potrebbe raggiungere i 40 gol in stagione. Impensabile sono pochi mesi fa, aritmeticamente possibile, oggi.
ROMA 1 HELLAS VERONA 1 La Roma è affetta da pareggite cronica, neanche Spalletti riesce a guarirla
Roma- Torna Spalletti sulla panchina della Roma ed è pronto a trainare la squadra per la prima gara del girone di ritorno. Chiusa la lunga e nefasta parentesi con Garçia, la nuova Roma si affida al tecnico Spalletti per tornare a vincere dopo una serie infinita di pareggi, l’avversaria di oggi è l’ultima in classifica, l’Hellas Verona. Il “nuovo” tecnico viene accolto tra gli applausi del pubblico, un atteggiamento incoraggiante che mancava da troppo tempo all’Olimpico.
Tante le aspettative contro un Verona che è alla ricerca della prima vittoria in campionato.
Il buon Luciano rivede il modulo e contro l’Hellas punta su Dzeko, unica punta; alle spalle dell’attaccante posiziona Salah, Florenzi e Nainggolan in un insolito ruolo da trequartista.
La scelta si rivela infelice: Dzeko non riuscirà a centrare mai la porta, Salah infila un errore dietro l’altro, Nainggolan porta in vantaggio la Roma ma nessuno è in grado di difendere la vittoria. Un rigore per il Verona che arriva come un regalo in ritardo dopo le festività natalizie, consegna il pareggio- e un punto insperato- agli scaligeri. Si conclude così, con il noto pareggio, anche l’esordio di Spalletti all’Olimpico, con tanta amarezza e con i soliti fischi dei quasi 30.000 spettatori spazientiti.
Primo tempo
La Roma domina per i primi 15 minuti la metà campo avversaria senza essere troppo incisiva e dunque senza concretizzare. Poi si spegne tra gli errori di Salah e le imprecisioni di Nainggolan. Anche Dzeko, arrivato in area, non ha la cattiveria giusta per affondare la palla in porta e troppo spesso si fa trovare fuori posizione.
Scorre la mezz’ora e il risultato non si sblocca.
Bisogna attendere il 41’ quando il grido si strozza sul palo colpito da Dzeko e l’emozione esplode 3 secondi dopo quando De rossi insiste e serve Nainggolan che ribadisce in rete la palla dell’1 a 0.
Roma 1 – Hellas Verona 0
Al 44’ arriva l’occasione di raddoppio per la Roma, sugli sviluppi di un calcio d’angolo Salah manda fuori di poco la palla colpita di testa.
L’ ultimo flop di Dzeko arriva prima del triplice fischio, manda in aria la palla d’oro servita in area da Salah.
Secondo tempo
Nella ripresa Delneri effettua il primo cambio, entra Fares al posto di Emanuelson.
I giallorossi dopo un inizio incerto, riprendono il possesso del gioco e del campo e Salah sfiora il raddoppio: un bel tiro che viene intercettato da Gollini che respinge sulla traversa e la palla rimbalza fuori! Continua l’assedio alla porta scaligera ma il portiere difende bene in due riprese.
Ancora due errori di Salah che non consentono di mettere al riparo il risulto.
I gialloblù iniziano a pressare di più, al 60’ riescono a guadagnarsi un rigore per un fallo ingenuo di Castan su Wszolek. L’ impavido Pazzini sul dischetto, calcia, prende la traversa poi la palla imbalza i rete!
Roma 1 Verona 1
Primo cambio di Spalletti: entra Rudiger, fuori Castan.
Al 67’ ammonito Jacopo Sala per fallo su Digne.
Al 73’ doppio cambio sulle due panchine: entra Gomez per il Verona al posto di Wszolek mentre per la Roma dentro Jago Falque, fuori Torosidis.
Al 77’ ancora un’occasione per la Roma, sciupata dal solito Digne che a tu per tu con il portiere spara in aria sopra la traversa sprecando la terza palla preziosa.
A suon di errori, si arriva all’88, ci prova Iago Falque, il suo cross viene deviato, ci prova Digne con l’esterno, pessimo tiro, viene deviato in corner.
Vengono concessi 4 minuti di recupero. Ma i troppi errori dei padroni di casa, taluni anche grossolani, non consentono di cambiare il finale di una gara da dimenticare.
FORMAZIONI
Roma (4-2-3-1): Szczesny: Torosidis, Manolas, Castàn, Digne; De Rossi, Pjanic; Florenzi, Nainggolan, Salah;Dzeko.
Panchina: De Sanctis, Lobont, Emerson, Rudiger, Gyomber, Vainqueur, Iago Falque, Totti, Sadiq.
Allenatore: Spalletti
Verona (3-4-3): Gollini; Bianchetti, Moras, Helander; Sala, Ionita, Greco, Emanuelson; Wszolek, Rebic; Pazzini.
Panchina: Rafael, Coppola, Winck, Riccardi, Zaccagni, Checchin, Hallfredsson, Jankovic, Juanito Gomez, Fares.
Allenatore: Delneri
Arbitro: Massa Davide di Imperia
L’Austria sospende Schenghen
Bolzano – Il cancelliere austriaco Werner Faymann è stato chiaro: “l’Austria sospende temporaneamente gli accordi di Schengen”. Cio’ significa che ai valichi di confine con la Repubblica d’Austria sarà richiesto un documento d’identità valido. Il cancelliere Faymann, che ha rilasciato un’intervista al Oesterreich (Oe24)* in edicola oggi, comunica l’intenzione di “annullare temporaneamente quando previsto dal Trattato di Schengen”. Chi non sarà in regola con i documenti non potrà varcare il confine e che gli immigrati senza diritto d’asilo saranno respinti.
- * Faymann: “Grenze scharf kontrollieren !”
I controlli delle persone saranno rafforzati. “Il sistema Schengen con le frontiere interne aperte avrebbe conseguenze economiche gravissime per l’economia europea, con un aggravio della disoccupazione e meno crescita”, ha aggiunto il cancelliere austriaco mettendo in discussione tutto il sistema di controllo delle frontiere dell’Unione Europea. In particolare al passo del Brennero, ovviamente in territorio austriaco, saranno istituiti controlli sia sulla strada statale che sull’autostrada. Immediata la reazione della Regione Friuli Venezia Giulia che in una nota esprime “il rammarico per una decisione che si spera non infici le ottime relazioni transfrontaliere del Friuli Venezia Giulia con l’Austria e l’auspicio che la sospensione sia veramente temporanea”.
“La Regione – sottolinea la nota – non ha ovviamente competenza su questo tipo di situazioni ma, se ci saranno, valuterà tempestivamente le eventuali ricadute sul territorio e i provvedimenti conseguenti. Sono già stati presi i primi contatti con le autorità centrali del governo italiano, che stanno monitorano gli sviluppi”.
Faymann: “Grenze scharf kontrollieren!”
Faymann – Der Kanzler im Interview zur aktuellen Flüchtlings-Krise.
ÖSTERREICH: Deutschland schickt uns die Flüchtlinge zurück – droht jetzt in Asyl-Chaos?
WERNER FAYMANN: Wir handeln in engster Abstimmung mit den Deutschen – und werden nun ebenso wie Deutschland verstärkt unsere Grenze kontrollieren und Rückführungen der Flüchtlinge durchführen. Wenn Deutschland Flüchtlinge, die etwa nach Schweden weiterreisen wollen, nicht mehr ins Land lässt, dann werden wir das – in engster Abstimmung mit den Deutschen – genauso machen.
ÖSTERREICH: Heißt das, die Flüchtlinge werden an der Grenze ab sofort verstärkt kontrolliert?
FAYMANN: Es gilt bereits: Jeder, der zu uns kommt, ist verstärkt zu kontrollieren. Wer kein Asylrecht hat oder gar keinen Asylantrag stellt, weil er nach Skandinavien oder sonst wohin will, der ist zurückzuweisen. Es dürfen, in Absprache mit den Deutschen, nur mehr jene ins Land, die bei uns ein Asylrecht haben und die von Deutschland nicht zurückgewiesen werden.
ÖSTERREICH: Das würde bedeuten, dass wir an der Grenze kontrollieren, wer Asyl-Anspruch hat?
FAYMANN: Wir haben eine Arbeitsgruppe in der Regierung eingesetzt – bestehend aus Innen-, Außen-, Verteidigungsministerium und Verfassungsdienst – die genau das klären und vorbereiten soll und die Basis schaffen soll, wie an der Grenze verstärkt kontrolliert werden kann. Wir haben alles zu unternehmen, um jene, die kein Asylrecht bei uns haben, künftig bereits an der Grenze zurückzuweisen.
ÖSTERREICH: Das bedeutet eine Kurs-Änderung der SPÖ.
FAYMANN: Ich habe mit Hans Peter Doskozil ganz bewusst einen Mann der Praxis, der für Menschlichkeit und Ordnung steht, als unseren neuen Verteidigungsminister bestellt – das bedeutet natürlich auch einen Neustart in der Regierung bei der Kontrolle der Asylwerber an den Grenzen. Doskozil wird als Praktiker sehr rasch ausarbeiten, wie eine bessere Kontrolle an den Grenzen möglich ist, und für eine optimale Zusammenarbeit zwischen Heer und Polizei sorgen – da darf kein Blatt Papier mehr dazwischen passen.
ÖSTERREICH: Wird es so wie bei den Deutschen verschärfte Grenzkontrollen für alle geben?
FAYMANN: Ja, an der Grenze muss viel stärker kontrolliert werden, im Rahmen der Verhältnismäßigkeit. Das gilt für alle Einreisenden. Wir haben Schengen temporär außer Kraft gesetzt, es gilt die Ausweispflicht. Und wenn die EU es nicht schafft, die Außengrenzen zu sichern, wird Schengen als Ganzes infrage gestellt. Dann muss jedes Land seine nationalen Grenzen kontrollieren.
ÖSTERREICH: Sind Sie auch für Flüchtlings-Obergrenzen?
FAYMANN: Das Gerede um Obergrenzen ist unsinnig. Obergrenzen entstehen automatisch durch Maßnahmen – und für konkrete Maßnahmen sind wir. Für Kriegsflüchtlinge im Sinne der UN-Konvention kann es keine Obergrenze geben – weil wir ein Rechtsstaat sind. Für jene, die nach einem fairen Verfahren abgelehnt werden, liegt die Obergrenze bei null – weil sie zurückreisen müssen. Für Kriegsflüchtlinge ist die Zahl jeweils begrenzt mit der Zahl der Quartiere – das sind derzeit 80.400 und steigt mit der Zahl der Quartiere. Klar ist jedoch: Wir können nicht alle Syrien-Flüchtlinge in Schweden, Deutschland und Österreich aufnehmen, da ist die EU gefordert. Und klar ist auch: Das ist ein Asyl auf Zeit – wenn der Krieg zu Ende ist, wird der Bescheid aufgehoben, für jene, die nicht länger als fünf Jahre hier sind.
ÖSTERREICH: Sie stimmen der VP-Forderung „Asyl auf Zeit“ zu?
FAYMANN: Das ist ja nichts Neues. Wenn der Krieg zu Ende ist, sollen Kriegsflüchtlinge zurückkehren. Das muss man sinnvoll handhaben – aber da wird es in der Regierung eine Einigung geben.
ÖSTERREICH: Der ÖVP-Forderung nach Obergrenzen wollen Sie aber nicht zustimmen?
FAYMANN: Viel wichtiger als eine virtuelle Obergrenze wäre es, wenn Innenministerium und Außenministerium mit Unterstützung der gesamten Regierung und der Europäischen Ebene jene in ihre Heimat zurückführen würden, die kein Asylrecht erhalten haben. Das wird unseren Schätzungen zufolge aus dem Vorjahr mehr als 20.000 betreffen. Bei Rückführungen muss man konsequent sein, auch im Interesse der Menschen mit Asylrecht.
ÖSTERREICH: Mit wie vielen Flüchtlingen rechnen Sie 2016?
FAYMANN: Nichts tun führt zu einem düsteren Szenario – wenn wir aber die angesprochenen Maßnahmen setzen, wird es zu einer deutlichen Reduktion kommen.
ÖSTERREICH: Macht es Sie zornig, dass die EU schläft?
FAYMANN: Es ist erschütternd, dass die EU aufgrund ihrer komplizierten Konstruktion so wichtige Probleme wie die Flüchtlings-Lawine oder zuvor die Finanzkrise nicht schneller lösen kann – die Gefahr ist jedes Mal: too little too late. Aber ich hoffe, dass wir einen wirksamen Schutz der EU-Außengrenze mit dort befindlichen Aufnahmezentren und gerechter EU-Verteilung schaffen werden, weil sonst stellt sich nämlich die ganze EU infrage. Ohne Lösung der Flüchtlingsfrage stehen wir vor der größten europäischen Glaubwürdigkeitskrise – deshalb kämpfe ich mit ganzer Kraft für den Schutz an den EU-Außengrenzen – auch im Interesse einer funktionierenden Wirtschaft, die durch lange Wartezeiten an den Grenzen behindert wird und dadurch Arbeitsplätze gefährdet werden.
ÖSTERREICH: Muss man die EU zu Solidarität zwingen?
FAYMANN: Meine Linie ist klar: Wer in der Flüchtlingsfrage nicht solidarisch ist, muss mit einem Veto bei Finanzhilfen in den nächsten Jahren rechnen. Solidarität ist keine Einbahnstraße.
/oe24
Corbo: “La mossa del toscano e Callejon centravanti civetta”
Come se non avesse visto poche ore prima l’Inter in affanno. Il Napoli supera subito due insidie. Resiste prima alle pericolose suggestioni di una classifica da dolci inganni, succedeva l’anno scorso, ormai non ci casca più. Con la serenità di chi si sente finalmente maturo per volare ad alta quota, gli scivola sulla pelle anche il rigore offerto al Sassuolo da Hysaj e Albiol. Ha i muscoli ancora di ghiaccio, altri sarebbero già in stato confusionale: no, non conoscete il Napoli, si rimette in moto schivando gli incubi di uno choc, sa anche leggere un vantaggio tattico e sfruttarlo. Sulla sinistra ha una catena di montaggio inarrestabile: ma proprio su quel versante il Sassuolo perde per noie muscolari Missiroli, il solido centrocampista di destra del suo 4-3-3. L’ingresso di Lorenzo Pellegrini, appena 19 anni, scuola Roma, è fatale: avrà un luminoso futuro, è augurabile, ma non è ancora Missiroli né si lega alla cerniera di metà campo, dove Magnanelli appare più lento e Duncan più svagato. Il Napoli dopo una ventina di minuti impone già possesso palla e ritmo alto: uno spettacolo. Di Francesco testardo come tutti quelli dell’onda nuova, bravo certo, ma purtroppo uno che si disperde nelle vanità del suo modello Zeman, non cambia proprio nulla. Fosse più pragmatico, passerebbe forse ad un 4-4-2, per contenere avversari ormai travolgenti. Nessuno si preoccupa infatti di infastidire un magistrale Hamsik, signore del centrocampo e rampa di lancio di tutte le azioni offensive, finché non lo ferma la stanchezza. Su quella sponda, la sinistra del Napoli, coincidono due effetti opposti: Insigne esegue con tecnica sontuosa gli ordini di Sarri, è in costante contatto radio con Ghoulam dietro, con Hamsik a destra, con Higuain che impegna Ariaudo e Acerbi. Il settore rivale, con Vrsaljko chiuso, va in tilt. Anche Sarri gioca d’azzardo, ma ha giocatori superiori. Fantastisti frenetici. Fa convergere in area anche Callejon, che da punta centrale fissa il pari: un centravanti “civetta”. In cordata Ghoulam e Hamsik trovano Insigne pronto agli assist, delizioso quello del raddoppio di Higuain. Con un Napoli esplosivo a sinistra, cigola la catena di destra del Sassuolo. Vrsaljko è chiuso, Pellegrini recupera dignità, ma Politano più avanti a destra si insabbia: non protegge né attacca, ovvio che gli subentri Floro Flores. L’ingresso di Koulibaly per Chiriches, di Mertens per Insigne, più tardi di Lopez per Hamsik, il risveglio di Allan, la mobilità diligente di Jorginho consentono al Napoli di resistere alla reazione del Sassuolo. Solo nel finale si accendono le luci rosse dell’emergenza. Ha corso e brillato tanto, dominato quasi sempre, sbagliato troppe conclusioni per non soffrire. I tremori spiegano anche un salvataggio di Reina quasi a metà campo: clown o fenomeno? Risolve il dubbio Higuain con il ventesimo gol in venti partite. Vale vittoria e primato: fischia arbitro fischia, Napoli felice corre in pizzeria.
Antonio Corbo – La Repubblica




