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Aria inquinata, fuorilegge più della metà delle città italiane. ANTONIO CIANCIULLO*

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Milano vista dal 39° piano del palazzo della Regione Lombardia (fotogramma)

Dal rapporto di Legambiente Mal’aria emerge la fotografia del 2015: 48 città italiane hanno il livello di Pm10 alle stelle. “Subito tram e metropolitane”.

ROMA – L’organizzazione delle città ci costringe a vivere in uno stato di illegalità cronica. In più di metà dei centri urbani monitorati i cittadini sono costretti a respirare un’aria fuorilegge pagando un prezzo pesante in termini sanitari. Anche il 2015 è stato un anno da codice rosso. Lo rivelano i dati della campagna Mal’Aria di Legambiente.

  • COSA RESPIRIAMO OGGI

Delle 90 città monitorate dall’associazione ambientalista ben 48 (il 53%) hanno superato il limite dei 35 giorni consentiti di sforamento delle Pm10, le micidiali polveri sottili. Non è solo un problema legato alle grandi città. Le situazioni più critiche si sono registrate a Frosinone, che guida anche quest’anno la classifica dei più inquinati con 115 giorni di superamento dei limiti; seguita da Pavia con 114 giorni, Vicenza con 110, Milano con 101 e Torino con 99. Dei 48 capoluoghi fuori legge il 6% (Frosinone, Pavia e Vicenza) ha superato di tre volte il limite delle 35 giornate, andando oltre i 105 giorni totali; il 33% lo ha superato di almeno due volte e il 25% di una volta e mezza.

Anche a livello regionale, la situazione non è delle migliori: in Veneto il 92% delle centraline urbane monitorate ha superato il limite dei 35 giorni consentiti; in Lombardia l’84% delle centraline urbane (tutte quelle di Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia, Como e Monza); in Piemonte l’82% delle stazioni di città (en plein per le centraline di Alessandria, Asti, Novara, Torino e Vercelli); in Emilia Romagna il 75% (Ferrara, Modena, Piacenza, Parma, Ravenna e Rimini); al 75% anche la Campania (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno).

Certo è stata anche colpa del tempo: è piovuto poco. Ma mentre è piuttosto difficile influire sull’andamento delle piogge (che peraltro risente dei cambiamenti climatici prodotti da un consumo eccessivo di combustibili fossili), non dovrebbe essere impossibile portare la modernità nel trasporto italiano. Ma l’impresa finora è clamorosamente fallita. Per la buona ragione che i grandi flussi di finanziamento vanno in direzione opposta: a favore dei mezzi che alimentano il problema. Nel periodo 2012-2014 la legge obiettivo ha destinato il 66% dei finanziamenti a strade e autostrade, il 15% alle metropolitane, il 12% alle ferrovie, il 7% all’alta velocità. Del programma «mille treni per i pendolari», lanciato dal governo Prodi nel 2006, si sono perse le tracce.

Lo sterile dibattito targhe alterne sì targhe alterne no finisce così per distogliere l’attenzione dal problema centrale: la necessità di un intervento strutturale a favore del ferro, del trasporto pubblico e dei veicoli a basso impatto ambientale. E l’Italia continua ad avere il record di auto per abitante: il tasso di motorizzazione arriva a 62 auto ogni 100 abitanti a Roma, contro le 25 auto ogni 100 abitanti di Amsterdam e Parigi e le 31 di Londra.

“Per uscire dalla morsa dell’inquinamento occorre mettere al centro degli interventi pubblici le aree urbane e la mobilità sostenibile, abbandonando una volta per tutte le fonti fossili e replicando quelle esperienze anti smog virtuose messe già in atto in molti Comuni italiani in termini di mobilità sostenibile, efficienza energetica e verde urbano”, propone la presidente di Legambiente Rossella Muroni. “Il protocollo firmato lo scorso 30 dicembre tra ministero dell’Ambiente, rappresentanti di Comuni e Regioni non è stato all’altezza del problema e il rischio è che si rincorra sempre l’emergenza senza arrivare a risultati concreti e di lunga durata. La priorità deve essere la realizzazione di nuove linee metropolitane e di tram, a cui deve essere vincolato immediatamente almeno il 50% delle risorse per le infrastrutture”. Legambiente ricorda che i danni alla salute della popolazione si traducono in costi economici dovuti alle cure sanitarie stimati tra i 47 e 142 miliardi l’anno (dati riferiti al 2010).

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ESCLUSIVA, VIDEO – Mei: “Le maglie del Napoli, la mia passione. Ricordo quando dal cassetto…”

A La Cartiera di Pompei si è svolta una mostra per festeggiare i 90 anni azzurri: L’Azzurro fa 90! Tra i tanti ospiti presenti, anche Domenico Mei, grande collezionista di maglie del Napoli che presiede con una mostra proprio delle sue gloriose maglie e che la redazione di Vivicentro.it ha intervistato per voi.

a cura di Ciro Novellino

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Inchiesta Wind jet, sopravvalutati i rottami dell’aereo finito fuori pista a Punta Raisi. ALESSANDRA ZINITI*

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Raggiro per ottenere più soldi dalla società assicuratrice. Mezzo del valore di 600 mila euro stimato in 21 milioni. Nel 2010 era atterrato sul prato ferendo alcuni passeggeri

Era il 24 settembre del 2010 quando un aereo della Wind Jet proveniente da Roma andò fuori pista all’aeroporto di Palermo finendo la sua corsa sul prato. I 123 passeggeri a bordo rimasero illesi solo per miracolo. Oggi l’inchiesta catanese sul crac di Wind jet rivela che anche su quell’incidente aereo il patron della Nino Pulvirenti avrebbe cercato di lucrare, ottenendo una sopravvalutazione dell’aereo incidentato. Sarebbero stati Matko Dadic e Karl Rickard, titolari della Dale Aviation e della Poverget Aviation Service, a stimare il 21 milioni di euro il valore di quell’aereo al quale – sostiene ora la Guardia di finanza – la società assicuratrice avrebbe riconosciuto un valore di soli 600.000 euro.

 Secondo l’accusa nel bilancio della Wind Jet sarebbero state realizzate “artificiose sopravalutazioni operate con il contributo di società estere che, attraverso perizie di comodo, hanno gonfiato il valore delle rimanenze di magazzino per oltre 30 milioni di euro”.  La procura di Catania sta valutando anche eventuali responsabilità della società di revisione, la Bompani Audit, che, sostiene l’accusa, avrebbe concordato e retrodatato le relazioni di revisione da allegare ai bilanci relativi agli anni che vanno dal 2008 al 2011, sulla scorta di indicazioni fornite dal commercialista della Wind Jet, Paola Santagati, per nascondere la situazione di reale dissesto della società.

L’inchiesta penale ha portato alla condanna ad un anno del comandante Raul Simoneschi. Dalle conversazioni tra i due piloti registrate dalle scatola nera è apparso subito chiaro che si trattò di un errore di valutazione dei due piloti.

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Fabrizio Viola: “Il bilancio Mps è solido. Fusione a due con Ubi meglio del trio con Bpm”. ANDREA GRECO*

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Intervista al numero uno del Montepaschi che presenta i primi conti chiusi in utile dopo cinque anni: “La Borsa vende perché si aspettava troppo sulla bad bank”.

MILANO. Mps torna al profitto dopo cinque anni di rossi miliardari. Ma mentre il consiglio esaminava i dati preliminari 2015, chiusi con utile netto per 390 milioni di euro, la Borsa proiettava un altro film. O meglio sempre lo stesso con l’azione caduta – come tante altre del settore – del 7,9%, a 65 centesimi. “Si erano generate aspettative eccessive sulla bad bank”, dice l’ad del Monte, Fabrizio Viola. La banca di Siena con 46.900 milioni di crediti deteriorati (calati di 600 milioni da settembre) è la più esposta a eventuali future pulizie di bilancio. “Dal preconsuntivo si conferma che la banca è solida, sia dal punto di vista patrimoniale, con l’indice Cet1 stabile al 12%, ben sopra il livello richiesto dalla Bce, sia della liquidità, che a dicembre era a 24 miliardi, ai massimi da 4 anni e tale da consentirci di assorbire gli effetti negativi della recente volatilità sui mercati. Terza cosa importante è l’andamento della gestione: il risultato operativo lordo sale del 27%, a conferma del buon lavoro sui ricavi (+6%) e sui costi, limati di un altro 5% che credo sorprenderà dopo anni di tagli”.

Le sofferenze non sono scese di molto però.
“In termini relativi la variazione va interpretata positivamente alla luce di due fattori: gli stock calano rispetto al terzo trimestre, per la frenata dei flussi lordi dai crediti in bonis e per il maggiore recupero di crediti. Ovviamente sulle sofferenze dobbiamo lavorare: ieri abbiamo parlato molto di come rafforzare l’obiettivo di ridurle di 5,5 miliardi, previsto dal piano strategico”.

L’accordo tra Italia e Ue sulle sofferenze è un’altra buona notizia? Visto dalla Borsa non sembra.
“Sul mercato s’erano generate aspettative eccessive, che peraltro io non ho mai coltivato conoscendo i vincoli entro cui il governo si muoveva. Avendo trattato per due anni il piano di ristrutturazione Mps a Bruxelles, poi, ho sperimentato di persona la rigidità delle istituzioni comunitarie”.

Le cartolarizzazioni di sofferenze con garanzie statali le piacciono?
“Premesso che mancano ancora troppe informazioni per valutarne impatto, di positivo c’è che il governo ha portato a casa qualcosa, e che si toglie incertezza al mercato: della bad bank se ne parlava da un anno e questo a mio avviso ha un po’ rallentato le cessioni di sofferenze”.

La Borsa annusa anche gli schemi delle fusioni, che governo e vigilanza ora chiedono di accelerare. Mps gioca da preda: preferisce le nozze con Ubi o la “triangolazione” con Ubi e Bpm?
“Fin da ottobre 2013 abbiamo deciso, nominando due advisor, di valutare varie opzioni strategiche compresa l’aggregazione, tra l’altro richiesta dalla Bce. In questi giorni si fanno tanti nomi, ma a oggi non c’è un’opzione sul tavolo: aspettiamo che questa si concretizzi. Da un punto di vista prettamente industriale, l’ipotesi con Ubi presenta aspetti positivi basati soprattutto sulla pressoché totale assenza di sovrapposizioni geografiche. Quanto al cosiddetto triangolo, non posso non notare che fusioni multiple hanno pochissimi esempi (credo l’unica in Europa sia Bankia) e hanno un’alta complessità organizzativa. Quindi le guardo con una certa prudenza”.

A metà gennaio avete perso qualche miliardo di liquidità. Come va ora?
“Il livello di liquidità presente a dicembre ci ha permesso di gestire qualche caso in cui la preoccupazione dei clienti s’è tramutata in richieste di trasferimento di fondi. Dopo una fase di accentuazione del fenomeno, vista settimana scorsa, c’è stata via via una riduzione significativa degli effetti. Penso che con la diffusione dei dati i nostri uomini in filiale abbiano elementi per gestire al meglio la situazione e riportare a casa nuova raccolta, come abbiamo dimostrato di saper fare nelle crisi precedenti”.

Come legge i rapporti tra banche, vigilanza Bce, norme creditizie e Paesimembri?
“Il nuovo sistema di vigilanza è relativamente giovane, e certo più complesso del precedente. Ogni attore è chiamato a operare di conseguenza, tenendo presente che specie sulla comunicazione c’è molto da migliorare”.

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Un nucleo forte per creare una strategia GIAN ENRICO RUSCONI*

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Il ministro Paolo Gentiloni ha rotto il tabù verbale: «È giusto discutere di un’Europa a due velocità; opposte visioni devono e possono convivere». Non so se la pensa così anche Matteo Renzi. In questo caso dovrebbe cogliere l’occasione della visita a Berlino per sondare la cancelliera Merkel.  

Ovviamente non ci aspettiamo nessuna dichiarazione ufficiale.  

Dopotutto, l’idea originaria di un «nucleo forte europeo», trainante rispetto ad altre situazioni nazionali, risale a Wolfgang Schaeuble, l’attuale potente e leale ministro della cancelliera.  

Da parte sua, il premier italiano continua a lamentare la mancanza di coordinamento, oltre che di guida da parte dell’Unione proprio sul punto diventato cruciale della migrazione. «Se si cerca una strategia complessiva per la soluzione dei profughi – ha detto l’altro ieri in una intervista alla “Faz” – non può bastare se Angela Merkel prima chiama Hollande e poi chiama il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, e io apprendo del risultato sulla stampa». 

Occorre evidentemente una politica efficacemente concordata che risponde a quella «visione comune sul futuro dell’Unione», che il ministro Gentiloni evoca con una formula di rito, che tuttavia suona patetica davanti a quanto sta accadendo.  

La sospensione del trattato di Schengen è il segno più evidente della mancanza di una «visione comune», anche perché discutendone – anzi senza discuterne affatto insieme – si è creata una grande confusione tra confini interni ed esterni dell’Unione. Senza dimenticare che tale sospensione è stata motivata con ragioni diverse: mentre alcuni Paesi lo stanno facendo per fermare i migranti, la Francia lo ha fatto contro la minaccia terroristica. Né mi pare che su questo punto ci sia una convergenza tra le due nazioni che un tempo con ambivalenza si lasciavano volentieri chiamare «direttorio franco-tedesco». 

A questo punto, chi e in quale sede si può rielaborare una politica efficace, se le istituzioni esistenti non funzionano più? Come si inventa un «nucleo duro»? Chi sta dentro e chi sta fuori? Gentiloni dice che ne dovranno parlare «i sei Paesi fondatori a sessant’anni dai trattati istitutivi».  

Ma sarà la politica della migrazione il criterio discriminante? Certamente per la Germania il controllo e la riduzione del numero dei rifugiati/richiedenti asilo è il punto cruciale e prioritario sul quale il governo Merkel gioca tutto il suo prestigio, se non addirittura la sua stessa sopravvivenza. Ma ci sono altre questioni urgenti che stanno direttamente a cuore all’Italia: la messa in sicurezza del sistema bancario e il problema complicato della «flessibilità» dei bilanci a favore della «crescita» (per tacere di tutta la dimensione geopolitica ed energetica – dalla Libia ai rapporti con la Russia). 

Nell’ipotesi – evocata qui soltanto per scongiuro – che l’intera costruzione dell’Unione dovesse disgregarsi, i costi più alti saranno pagati dalla Germania e dall’Italia. Può sembrare paradossale che «la nazione di riferimento» europeo, la Germania, e l’Italia, la «nazione poco affidabile» agli occhi di molti tedeschi ed europei, siano unite da questa prospettiva  

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Catanzaro sempre sconfitto negli ultimi quattro confronti a Castellammare, Tutti i precedenti

Stabia e Catanzaro, si sono affrontate in gare di campionato tre volte al “vecchio San Marco – Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, mai i calabresi hanno vinto, mentre una è stata la vittoria dello Stabia e due i pareggi. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

– 1948 / 1949– Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

22 maggio 1949 – 17° giornata di ritorno STABIA – CATANZARO 2 – 1.

– 1949 / 1950 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

11 dicembre 1949 – 12° giornata d’andata: STABIA – CATANZARO 1 – 1 calabresi in vantaggio ad inizio ripresa con Pallaoro, dopo dieci minuti ci fu il pareggio stabiese ad opera dell’attaccante Bruno GERZELLI.

– 1950 / 1951 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

8 aprile 1951 – 10° giornata di ritorno: STABIA – CATANZARO 1 – 1.

Juve Stabia e Catanzaro, si sono affrontate in gare di campionato cinque volte al “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, senza mai il segno ics, una vittoria dei giallorossi e quattro dei gialloblù. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

– 1991 / 1992 – Campionato Nazionale serie C2 girone ‘ C ‘

26 gennaio 1992 – 19° giornata d’andata: JUVE STABIA – CATANZARO 0 – 1 la rete della vittoria dei calabresi fu messa a segno da Minisi.

– 1992 / 1993 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ C ‘

14 marzo 1993 – 5° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 2 – 1 (arbitro Fiorenzo Treossi di Forlì) la prima rete al dodicesimo del secondo tempo portò la firma del terzino Silvio GORI su calcio di rigore, pareggiarono i giallorossi al ventesimo con Guzzetti e il gol vittoria fu siglato a dieci dalla fine, dal bomber Giorgio LUNERTI.

– 2000 / 2001 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ C ‘

25 marzo 2001 – 10° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 2 – 1 (arbitro Daniele Lambertini di Cesena) la doppietta stabiese fu messa a segno dall’attaccante Cosimo NOBILE nei primi dieci minuti della ripresa, poi a cinque dalla fine i calabresi accorciarono con Caggianelli.

– 2009 / 2010– Campionato Nazionale di Seconda Divisione girone ‘ C ‘

21 febbraio 2010 – 7° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 1 – 0 (arbitro Filippo Merchiori di Ferrara) match winner della gara fu il centrocampista Pasquale OTTOBRE.

10 gennaio 2015 – 1° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 1 – 0 (arbitro Marco Mainardi di Bergamo) a segno andò Francesco NICASTRO oltre il novantesimo minuto.

Giovanni Matrone

ESCLUSIVA, VIDEO – Iezzo: “Lo scudetto si puo’, ma mai abbassare la guardia. Grassi? Che sfortuna!”

A La Cartiera di Pompei si è svolta una mostra oer festeggiare i 90 anni azzurri: L’Azzurro fa 90! Tra i tanti ospiti presenti, anche l’ex portiere del Napoli, Gennaro Iezzo che la redazione di Vivicentro.it ha intervistato per voi.

a cura di Ciro Novellino

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La colpa del termometro. MASSIMO GRAMELLINI*

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Il maresciallo ucciso sull’uscio di casa da un padre a cui aveva messo i figli balordi in galera. La dottoressa colpita a morte con un piede di porco dal cognato alcolista perché avrebbe incoraggiato la sorella a divorziare. Da Carrara a Cosenza gli ultimi delitti di cronaca obbediscono a un medesimo copione. Le vittime sono punite per avere fatto la cosa giusta: arrestare delinquenti, ospitare parenti in fuga da matrimoni guasti. E il loro giustiziere è un maschio – anziano nel primo caso, di mezza età nel secondo – che proietta fuori di sé gli sfaceli familiari, individuando i capri espiatori oltre le mura di casa.  

Casi estremi, ma indicativi di un clima. C’è chi, anche senza assecondare impulsi omicidi, sulla voce della coscienza preferisce pigiare il tasto «muto». Chi non incolpa i figli e i coniugi dei propri e loro fallimenti, e non perché li ami, ma perché li considera estensioni di se stesso. «Mi ha rovinato la vita», sbotta l’assassino del maresciallo di Carrara. Non sono i figli a essersela rovinata da soli con la droga, né lui ad avere dato un generoso contributo in termini di cattiva o scarsa educazione. «Quella donna mi detestava», confessa l’assassino della dottoressa di Cosenza, sorvolando sulle obiettive difficoltà di adorare un uomo che picchia o comunque fa soffrire tua sorella. La responsabilità è di chi non si fa i fatti propri e osa guardare in faccia il problema. Come se bastasse spezzare il termometro per non avere più la febbre. 

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ESCLUSIVA, VIDEO – Ferlaino: “Il Napoli lotta per lo scudetto, può farcela. Higuain? Che fortuna averlo qui…”

A La Cartiera di Pompei si è svolta una mostra oer festeggiare i 90 anni azzurri: L’Azzurro fa 90! Tra i tanti ospiti presenti, anche l’ex presidente del Napoli, Corrado Ferlaino che la redazione di Vivicentro.it ha intervistato per voi.

a cura di Ciro Novellino

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https://www.youtube.com/watch?v=c5wvMBgZxnI

Marachelle…Etrurie. (Mauro Lo Piano)

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Il Governo Renzi sostiene il Ministro Maria Elena Boschi: e’ intoccabile la sua poltrona, avantieri sono state respinte dal Parlamento le mozioni di sfiducia presentate da Lega, Forza Italia, e M5S. La tenuta del Governo sembra essere compatta quando si tratta di difendere uno dei loro componenti.

Renzi nella sua arringa difensiva nei confronti della Boschi, di suo padre coinvolto nelle scandalo della Banca Etruria, in cui ha occupato la vicedirigenza, ha parlato di intrighi politici di basso livello, atti a screditare un Ministro che continua ad operare con responsabilita’ nell’interesse della collettivita’.  
 
Continuando nel suo monologo Renzi ha sostenuto che spetta alla Magistratura inquirente occupasi della vicenda, e se…. vi saranno dei colpevoli pagheranno, e’ finito il tempo in cui Berta filava. Ma nel frattempo e’ stata tutta la Comunita’ a pagare le marachelle etrurie delle banche coinvolte nello scandalo. 
 
Diritto Penale
 
Entrando nel merito, ll Primo Ministro ha dissertato sull’aspetto penale, asserendo che in una causa vi sono tre gradi di giudizio, senza i quali vi e’ la presunzione dell’innocenza dell’imputato.
 
Primo     Grado
Secondo Grado……(Appello)  
Cassazione…(Giudizio Definitivo).
Ne ha poi aggiunto un quarto, detto ‘blog’; che pero’ non ha alcuna rilevanza giuridica;  anche se occupa un ruolo fondamentale nella ‘macchina del fango’. 
 
Nell’attesa, l’inquisito puo’ continuare ad esercitare il proprio “mestiere”, visto che nessun imputato e’ colpevole sino ad una condanna definitiva. In politica molto spesso non esiste un’etica morale che dovrebbe imporre ad un indagato di abbandonare la propria carica fino ad un verdetto di assoluzione o di condanna. 
 
Non tutti sono di quest’avviso, conoscendo i templi bibblici delle Giustizia Italiana, conviene fare gli gnorri, ma non si capisce perche’ quando viene indagato un politico la Giustizia dovrebbe emettere un giudizio veloce, mentre per un comune cittadino potrebbero passare anni luce prima di essere giudicato. 
 
Mediamente i processi civili durano dai ventanni ai trenta, spesso accade che molti di essi vadano in prescrizione, per quelli penali qualcosa in meno. 
 
Renzi, un fiume in piena, ha parlato di persecuzione politica, mentre sul viso del Ministro Boschi, era manifesto il suo nervosismo, sarebbe stato meglio che avesse preso lei stessa la parola, ma cosi’ non e’ stato, e’ stato piu’ conveniente restare in silenzio. 
 
Meglio tacere, che esporsi a nuove critiche quando vi e’ in campo un possibile conflitto d’interessi che potrebbe coinvolgere la sua famiglia. Basti ricordare che il padre della Boschi era vicedirettore dell’Etruria una Banca, e “che Banca”, che ha presentato un buco di 10 milioni di euro di crediti marci.
 
Sarebbe opportuno che la Banca Etruria rendesse pubbliche le sue “elargizioni”, a quali nominativi o societa’ sono stati concessi fidi che poi si sono rilevati carta igienica non riciclabile. 
 
Dieci milioni di crediti inesigibili sono una bella cifra,un Direttore di Banca, il suo vice, alcuni funzionari sono spesso solo degli orchestrali che senza l’aiuto di una banda di coristi e concertisti, non avrebbero mai potuto creare questo buco bancario. 
 
Le connivenze saranno manifeste solo nei prossimi mesi quando la Magistratura avra’ i riscontri necessari per emettere le prime ordinanze di custodia cautelare. Speriamo che i tempi della Giustizia si accorcino, non e’ giusto che tanti volpini continuino imperterriti a frodare la gente.
 
Renzi parla di salvataggio di migliaia di posti di lavoro, di correntisti truffati che verranno risarciti, di aver agito nell’interesse del Paese, solo frottole fritte con tanto fumo. Prima o dopo scoppiera’ la bomba, speriamo che non occorrano biglietti di prima fila per assistere alla Waterloo del Governo Renziano.
 
E non finisce qui’, il prossimo episodio domani.

Il Punto – 29 gennaio

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Si salvano la faccia Ue e governo italiano con un accordo sulle sofferenze bancarie basato su un contorto meccanismo di attuazione. Per liberare i bilanci bancari c’è una garanzia statale sui crediti incagliati erogata “a prezzi di mercato”: un controsenso bello e buono. E poi la garanzia riguarda solo la fettina delle obbligazioni senior, i crediti più facilmente esigibili. La borsa ha visto i problemi ed è andata a picco.

Dividere gli studenti in classi differenziate a seconda delle competenze raggiunte, con programmi diversi. È la sperimentazione che il ministero suggerisce ai presidi. Con il rischio di creare classi di bravi e di asini, di ricchi e di poveri. In ogni caso è una proposta da valutare senza dividersi tra guelfi e ghibellini.
I senatori che usciranno dalla riforma costituzionale arriveranno per lo più dai Consigli regionali, eletti senza quote rosa salvo poche eccezioni. Avremo così un Senato con poche donne. Per riequilibrarlo basterebbe applicare alle regioni il meccanismo di preferenze in vigore nei comuni dal 2013. Che funziona bene.
Triplo shock sull’Italia dal rallentamento della crescita cinese dal 10 al 6-7 per cento. Ne patiscono direttamente i produttori del made in Italy. Ma soffre anche la meccanica strumentale tedesca e il suo indotto italiano. Ed entrano in crisi i paesi esportatori di energia (Russia compresa) finora mercati privilegiati del nostro export.
Chiusa la contesa sul controllo dello scalo di Brescia-Montichiari tra gli aeroporti di Verona e Bergamo. Con due sicuri perdenti: i passeggeri-consumatori e le compagnie aeree. Per capirlo basta guardare il panorama dei minuscoli e non redditizi aeroporti italiani. Dove la concorrenza è un optional. E la politica ci sguazza.

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  • Bad bank, un accordo per salvare la faccia
    29.01.16
    Angelo Baglioni

    L’accordo con l’Unione europea sulla bad bank è figlio di una contraddizione di fondo: intervento dello Stato senza aiuto di Stato. Ne è nato uno strumento che rischia di servire ben poco all’economia italiana. È servito però al governo e alla Commissione Ue per salvare la faccia.

  • Classi di livello: promosse o bocciate?
    29.01.16
    Giorgio Brunello e Maria De Paola

    Per poter verificare meriti e demeriti dei vari sistemi di organizzazione didattica, classi di livello comprese, gli studenti dovrebbero essere assegnati in modo casuale all’uno o all’altro. Ma ciò significherebbe ignorare legittime preferenze individuali. Progetti pilota per superare le difficoltà.

  • Se il nuovo Senato è per soli uomini
    26.01.16
    Audinga Baltrunaite, Alessandra Casarico, Paola Profeta e Giulia Savio

    I risultati delle lezioni comunali del 2013 dimostrano che gli elettori usano il voto di preferenza. E se la preferenza è legata al genere, eleggono le candidate donne. Le scelte sulla composizione del nuovo Senato rappresentano una opportunità per il riequilibrio della rappresentanza di genere.

  • La Cina è vicina. Anche quando rallenta
    29.01.16
    Alessia Amighini e Andrea Goldstein

    Il rallentamento della Cina mette a rischio sia l’armonia all’interno del paese asiatico sia il benessere del resto del mondo. Condividere le responsabilità globali è la maniera migliore per traghettare la seconda economia mondiale verso un sentiero di crescita più modesto, ma anche meno fragile.

  • Pax aeroportuale per evitare le gare
    29.01.16
    Dario Balotta

    Si è da poco conclusa la vicenda dall’aeroporto di Montichiari, conteso tra Verona e Bergamo. L’accordo è stato raggiunto per evitare la gara per l’affidamento della concessione e a danno di passeggeri e compagnie aeree. Privatizzazioni inutili e un piano di regolazione aeroportuale che manca.

TEATRO SOCIALE (BS), LADY MORTACCIA con VERONICA PIVETTI

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LUNEDI’ 1 e MARTEDI’ 2 febbraio 2016 (ore 20.30)

GIOVEDI’ 4 febbraio 2016 (ore 20.30)

Teatro De Gli Incamminati in collaborazione con Pigra srl

presentano

LADY MORTACCIA, LA VITA E’ MERAVIGLIOSA!

VERONICA PIVETTI LADY MORTACCIA1

musiche di Maurizio Abeni – costumi di Valter Azzini

testo e regia di Giovanna Gra

con

Veronica Pivetti

Oreste Valente e Elisa Benedetta Marinoni

Durata dello spettacolo: 1.25 (senza intervallo)

Lunedì 1, martedì 2 e giovedì 4 febbraio 2016 alle ore 20.30 al Teatro Sociale di Brescia sarà in scena LADY MORTACCIA, la vita è meravigliosa! con Veronica Pivetti affiancata da Oreste Valente ed Elisa Benedetta Marinoni.

Uno spettacolo musicale impegnativo, originale e ricco di spunti di riflessione, scritto e diretto da Giovanna Gra. 

Veronica Pivetti veste i panni di una morte moderna, dinaccolata, sarcastica e candida. Nei contenuti, falce al fianco, l’ombrosa signora canta e delira raccontandoci la vita dal suo punto di vista. Ovvero, l’aldilà. Blindata nel suo habitat naturale, il camposanto, Lady Mortaccia deve risolvere un piccolo giallo legato ad un cadavere che, come nelle fabbriche nostrane, le risulta in esubero. Da dove arriva questo morto in più? L’indagine che segue ci porterà a conoscere diverse dimensioni, spiritose e spiritate, della tanto temuta vita da trapassati. Che in molti casi, non si rivelerà poi così differente dalla vita dell’al di qua, suggerendo ipocrisie, sorprese, meschinità e difetti delle abitudini dell’oltretomba in una sorta di novella Spoon River.

Uno spettacolo gradevole, che si pregia di una scenografia e di costumi meravigliosi di Valter Azzini. Musiche originali di Maurizio Abeni.

Lo spettacolo rientra nella Rassegna ALTRI PERCORSI – CIRCUITI LOMBARDIA SPETTACOLO DAL VIVO – promossa dalla Regione Lombardia a sostegno del sistema teatrale lombardo, dell’innovazione dei linguaggi teatrali e della contaminazione di diverse forme di spettacolo.

La stagione di Prosa 2015/2016 è realizzata grazie al sostegno del Gruppo A2A, e della Fondazione ASM Gruppo A2A di Brescia.

Vendita biglietti singoli:

TEATRO SOCIALE

  • I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale in orario della stessa. Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia Biglietteria tel. 030 2808600 sociale.biglietteria@ctbteatrostabile.it
  • PUNTO VENDITA CTB. È possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli di tutta la stagione al nuovo punto vendita nella sede del CTB in Piazza Loggia, 6 – dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00 (esclusi i sabato e festivi) Tel. 030 2928609
  • ON-LINE in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket.it
  • LIBRERIA SERRA TARANTOLA Via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia · Tel. 030290171 Orari: 9.15 – 12.15 /15.30 – 19.00 (lunedì mattina e domenica chiuso)
  • Prezzo dei biglietti singoli:
  • Platea Intero € 26,00 – Ridotto gruppi 23,00 – Ridotto speciale 18,00
  • Galleria centrale Intero € 18,00 – Ridotto gruppi 16,00 – Ridotto speciale € 13,00
  • Galleria laterale Intero € 12,00 – Ridotto Gruppi € 11,00 – Ridotto speciale € 10,00

INFO: CTB Centro Teatrale Bresciano

Piazza della Loggia, 6 – 25121 Brescia – tel. 030 2928611/617 – fax 030 2928619

(dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30)

e-mail: organizzazione@ctbteatrostabile.it

ctbteatrostabile.it

Cronaca italiana, le storie del 28 gennaio 2016

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L’associazione degli imprenditori edili di Reggio Emilia e la cosca. La ricognizione negli uffici comunali di Padova per verificare che ci siano crocifissi. Sempre a Padova la cena per festeggiare la scarcerazione dell’ex brigatista. Le assunzioni sospette all’Università di Salerno. Le storie dai giornali del Gruppo Espresso.

Festa per celebrare l’ex brigatista 
Padova. Dopo nove anni di reclusione Davide Bortolato, 45 anni, considerato il leader del nucleo padovano delle Nuove Brigate Rosse, è stato scarcerato. Nuove e vecchie leve del Gramigna hanno organizzato una serata in suo onore, in una mensa occupata. Cena e pugno sinistro alzato: controimperialismo, capitalismo, repressione. (Il Mattino di Padova)

Crocifissi negli uffici comunali, la ricognizione del sindaco 
Padova. «Si chiede a ciascun settore di operare una ricognizione per verificare l’eventuale assenza dei crocefissi». È caccia al Cristo mancante nelle sale comunali e nelle strutture scolastiche di competenza dell’amministrazione. Un’indicazione arrivata direttamente a tutti i dirigenti con una circolare firmata dal capo di gabinetto Andrea Recaldin: l’obbligo è di comunicare entro 15 giorni il numero di crocifissi necessari a “riempire i vuoti”. (Il Mattino di Padova)

Quando la ‘ndrangheta cercava di vendere case al sindaco Delrio 
Reggio Emilia. La cosca Grande Aracri ha compiuto in questi anni secondo gli inquirenti significative operazioni di lobbismo, cercando contatti con i vertici del mondo politico e stringendo alleanze con quello imprenditoriale. Una è rappresentata dalla costituzione dell’Aier, associazione d’imprenditori edili reggiani, in realtà cutresi. Tra i capifila figura sin dall’inizio Antonio Rizzo. In tutto, duecento imprese che, messe insieme, “hanno un’esposizione bancaria complessiva che si aggira tra i 700 e i 900 milioni di euro”. L’obiettivo era fare pressioni sul sindaco Graziano Delrio. (L’inchiesta de La Gazzetta di Reggio)

Assunzioni sospette e presunti favoritismi: inchiesta sull’Università di Salerno 
Salerno. Quindici persone, per un incarico biennale rinnovabile, sarebbero state assunte grazie a corsie preferenziali. Alcuni sarebbero familiari e amici di noti dirigenti dell’Università. Gli agenti dell’ufficio di polizia hanno acquisito su delega della Procura di Nocera Inferiore i documenti di un bando di gara. (La Città di Salerno)

Dopo le nozze transessuali, un figlio grazie ai soldi del nonno 
Orbetello. Alessia Vittoria Cozzi, 24 anni, e Davide Martino, 19, si sposeranno in Comune il 6 febbraio prossimo. Sulla carta di identià sono, rispettivamente, Alessio e Valentina. E grazie al padre di Davide coroneranno un altro sogno: avranno in regalo i soldi necessari per andare in una clinica di Kiev, in Ucraina, e prendere un utero in affitto. Poco meno di 30mila euro per essere, finalmente, madre e padre. (La storia su Il Tirreno)

Donazione alla Asl contesa da 37 anni
«Il danaro che sarà ricavato dalla vendita di un immobile, a Pescara, sarà assegnato dai miei eredi, per una metà, all’Istituto degli spastici di San Valentino». È il 24 febbraio del 1979 quando una pensionata firma il suo testamento: i 4 eredi, così dice l’atto, non hanno tanta scelta. L’ente citato non nasce, rimane fanstasma per poi confluire sotto la tutela della Asl di Pescara. A distanza di 37 anni dal testamento, non c’è traccia dei soldi promessi: 330 mila euro che l’Asl non vuole perdere. (Il Centro)

Otto, il maialino (vegano) da passeggio 
Padova. «Chi lo trova originale non ha mai viaggiato: in Inghilterra i maialini andavano di moda già dieci anni fa, e così in molte altre parti del mondo». La storia di Gloria e Fabio che hanno scelto come animale da compagnia un maiale. «Noi siamo vegani, ma a lui ogni tanto concediamo di mangiare pesce», raccontano. Non avendo un giardino, lo portano a passeggio in centro con il guinzaglio. (Il Mattino di Padova)

Niente multe se sei straniero
Terlano (Bolzano). Se il proprietario di un’auto con targa straniera viene multato ha ottime probabilità di farla franca. Lo si evince dall’ultima delibera della giunta comunale, che dopo aver dato mandato ad Equitalia di riscuotere 135 sanzioni arretrate ha dovuto arrendersi a una legislazione quantomeno carente. (Alto Adige)i un’auto con targa straniera viene multato ha ottime probabilità di farla franca. Lo si evince dall’ultima delibera della giunta comunale, che dopo aver dato mandato ad Equitalia di riscuotere 135 sanzioni arretrate ha dovuto arrendersi a una legislazione quantomeno carente. (Alto Adige)

ESCLUSIVA – Rivellino: “L’arma in più del Napoli non è Higuain, ma è Sarri”

A La Cartiera di Pompei si è svolta una mostra oer festeggiare i 90 anni azzurri: L’Azzurro fa 90! Tra i tanti ospiti presenti, anche Rosario Rivellino che la redazione di Vivicentro.it ha intervistato per voi.

a cura di Ciro Novellino

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Pasquale Santosuosso: “Castellammare mi ha sempre portato fortuna…”

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PasqualeSantosuossoDurante la seconda puntata del programma 4-2… Fantasia in onda su ViViRadioWEB la radio ufficiale di ViViCentro Network, abbiamo ascoltato l’ex giocatore e allenatore della Juve Stabia, Pasquale Santosuosso.

Queste le sue parole:

– Cosa ne pensa della discussione Sarri-Mancini?

“Sarri non ha fatto una bella cosa ma Mancini poteva risparmiarsi. Da premettere che a certi livelli non è bello dire certe cose. Mancini poteva tenersi questa cosa per se perché alla fine è stato preso di mira.”

– Sugli insulti che si ascoltano sul campo da gioco

“Gli insulti nel calcio esistono. Sulla questione della parola “finocchio”, vi posso dire che anche a me è capitato spesso di insultare un collega ma mai in questi termini.”

– Il Napoli è la favorita per la vittoria finale?

“Il Napoli gioca bene. E’ in forma. Hanno i numeri per poter vincere ed inoltre hanno Higuain che non appena tocca il pallone fa gol.”

– Sulla Juve Stabia e la questioni infortuni qual è il suo pensiero?

“Ci sono varie dinamiche che possono incidere su questo aspetto, ad esempio il campo sintetico. Sulla preparazione ovviamente non posso esprimermi ma onestamente qualcosa sarà successo. Vedi ad esempio altri calciatori che hanno fatto la preparazione con altre squadre e poi hanno subito degli stop.”

– Ai suoi tempi lo stadio Menti era sempre gremito di tifosi, ora non è più cosi, qual’è il suo pensiero?

“A Castellammare negli anni 90 ci fu il derby Juve Stabia – AC Stabia. Io allenavo l’Ac Stabia ed allo stadio ci furono 15.000 persone per una partita di Serie D.”

– Sulla Serie B? ” Il Pescara gioca un gran calcio. Il Cagliari vincera’ il campionato ma occhio al Pescara!” – Alla Turris Grezio e Majella.

Ha mai avuto due bomber cosi in squadra?

“Certo, non solo alla Turris. A Castellammare ho avuto Giovanni Fontanella che fece tanti goal.”

– Qual è il suo ricordo della finale contro il Benevento per la promozione in C2?

“E’ un ricordo pazzesco, 20.000 persone allo stadio non era facile vederli in una partita di serie D. Ricordo i festeggiamenti a fine partita, la città esplose di gioia.”

– Lei ha vinto tantissimo, soprattutto nei campionati dilettantistici…

“Dieci campionati. Castellammare mi ha sempre portato fortuna perchè ho vinto pure uno spareggio quando allenavo la Sarnese, ma purtroppo ho perso pure tanto. Questo è il calcio.”

ESCLUSIVA – Vinicio: “Il Napoli sta giocando bene: alla fine si puo’ fare festa, ma ora non carichiamo la squadra”

A La Cartiera di Pompei si è svolta una mostra oer festeggiare i 90 anni azzurri: L’Azzurro fa 90! Tra i tanti ospiti presenti, anche Luis Vinicio che la redazione di Vivicentro.it ha intervistato per voi.

a cura di Ciro Novellino

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Rimpasto di governo, tre sottosegretari napoletani

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Nella nuova squadra di Renzi entrano: Enzo Amendola, Gennaro Migliore e Antimo Cesaro.

Al via il rimpasto di governo. Il cdm nomina i sottosegretari mancanti da mesi nella squadra del governo Renzi. Tre sono napoletani. 

Del Pd Enzo Amendola, già segretario regionale dei democratici in Campania, ora sottosegretario al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. 

Gennaro Migliore deputato proveniente da Sel e ora fedele a Matteo Renzi è stato nominato alla Giustizia

Il terzo è Antimo Cesaro, 47 anni napoletano, di Scelta Civica, prende il posto di Francesca Barracciu come sottosegretario al ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo

I tre affiancano Umberto Del Basso De Caro, già sottosegretario ai Trasporti.

Governo, via al rimpasto: 13 nomi nuovi. Torna anche il contestato Gentile

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Per gli Affari regionali Enrico Costa. Dorina Bianchi sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento. Migliore e Chiavaroli alla Giustizia. Zanetti all’Economia, Giro agli Esteri. Al posto di Calenda entrerà Scalfarotto. C’è anche Gentile, dimessosi nel 2014 per le denunce di sue pressioni su alcuni giornali calabresi.

ROMA – Varato il rimpasto di governo. Alla fine il cdm ha nominato i sottosegretari mancanti da mesi nella squadra del governo Renzi: undici tra sottosegretari e viceministri e un nuovo ministro, Enrico Costa (Area Popolare) agli Affari regionali, ma serve la nomina da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Domani il premier indicherà l’attuale viceministro alla Giustizia, al Colle. Costa giurerà al Quirinale alle 19. Per lui, tra l’altro, si prospetterebbero anche le deleghe alla famiglia oltre al suo ingresso nella cabina di regia per il Sud.

Promossi viceministri Enrizo Zanetti (Scelta Civica), all’Economia e Finanze, e Mario Giro (Democrazia solidale) viceministro del ministero degli Afari esteri e della Cooperazione. Teresa Bellanova da sottosegretario al ministro del Lavoro viene attribuito il titolo di viceministro al ministero dello Sviluppo economico.


Giureranno domani alle 21 anche Tommaso Nannicini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enzo Amendola sottosegretario al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Alla Giustizia arrivano la NcdFederica Chiavaroli e il Dem Gennaro Migliore.

Il guardasigilli Andrea Orlando ha telefonato a Chiavaroli e Migliore per congratularsi con loro. Nelle prossime ore verrà fissato un primo incontro a via Arenula tra il ministro e i sottosegretari per fare il punto e tracciare un programma di lavoro.

Dorina Bianchi (Ap) nominata sottosegretario al Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo. AntimoCesaro (Sc) prende il posto di Francesca Barracciu come sottosegretario al ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo. Simona Vicari da sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico passa a sottosegretario al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.

Sottosegretario allo Sviluppo economico è stato nominato Antonio Gentile di Area Popolare che torna dunque al governo dopo essersi dimesso nel marzo del 2014 a seguito delle polemiche su denunce di sue pressioni su alcuni giornali calabresi.

Il nuovo viceministro dello sviluppo economico sarà Ivan Scalfarotto. La decisione è stata annunciata, anche se non compare nel comunicato ufficiale del Cdm. Scalfarotto prende il posto di Carlo Calenda, nuovo rappresentante permanente presso la Ue. E’ una decisione politica, che diverrà operativa dopo il 18 marzo, quando il neo-rappresentante italiano a Bruxelles sarà entrato pienamente in carica nel suo nuovo ruolo, sulla base dei tempi tecnici previsti.

“Le nomine fatte oggi dal Consiglio dei ministri, oltre ad intervenire su quegli incarichi vacanti da tempo, rappresenteranno un indubbio rafforzamento per l’azione del governo grazie al valore umano e professionale degli uomini e delle donne indicati. Al nuovo ministro Costa, al sottosegretario Gentile, prossimo viceministro, e ai colleghi sottosegretari di Area popolare giunga il mio augurio di un buon lavoro”, ha dichiarato il presidente del gruppo al Senato di area popolare Ncd-Udc, Renato Schifani.

I salari battono l’inflazione: nel 2015 sono saliti in media dell’1,1%

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I dati Istat sulle retribuzioni contrattuali orarie: a dicembre invariate sul mese precedente e in crescita dell’1,3% sul 2014. Battuta la dinamica dei prezzi, che nel complesso dell’anno scorso erano saliti dello 0,1%

MILANO – A dicembre l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie rimane invariato rispetto al mese precedente e aumenta dell’1,3% nei confronti di dicembre 2014, battendo così la dinamica dei prezzi, che sono rimasti invariati su novembre ma son cresciuti solo dello 0,1% annuo. Secondo i dati Istat, nella media del 2015 la retribuzione oraria è cresciuta dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso l’inflazione è nettamente attuta, se si considera che l’anno scorso ha rallentato per il terzo anno consecutivo, portandosi a +0,1% da +0,2% del 2014. L’inflazione di fondo, al netto degli alimentari freschi e dei prodotti energetici, si è confermata invece a +0,7%.

Quanto alle retribuzioni, l’Istituto di statistica spiega che a fine dicembre i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 60,9% degli occupati dipendenti e corrispondono al 58,0% del monte retributivo osservato.

Nei vari settori, le retribuzioni contrattuali orarie hanno segnato un incremento annuo dell’1,8% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a dicembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: energia e petroli (4,4%); estrazioni minerali (4,2%); energia elettrica e gas (3,9%). Si registrano variazioni nulle nel settore delle telecomunicazioni, del credito e assicurazioni e in tutti i comparti della pubblica amministrazione.

Tra i contratti monitorati dall’indagine, nel mese di dicembre è stato recepito un nuovo accordo e uno è scaduto. Alla fine di dicembre la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 39,1% nel totale dell’economia e del 21,3% nel settore privato. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 56,4 mesi per l’insieme dei dipendenti e di 35,0 mesi per quelli del settore privato.

 

L’Azzurro fa 90, tanti ospiti d’eccezione, da Ferlaino a Canè a La Cartiera (VIDEO)

A La Cartiera di Pompei, L’Azzurro fa 90, si è tenuto un incontro dove si è voluto ricordare Dino Celentano, Carlo Iuliano e Bruno Pesaola. Tanti i presenti, tra cui l’ex presidente del Napoli Ferlaino.
Raio ricorda di quando Ferlaino invitò uno psicologo per le difficoltà della squadra di Pesaola con il Petisso che quando lo vide disse: “Venga venga che qui c’è tanto da fare”.

Ferlaino dichiara: “Il mio consiglio di amministrazione era formato da chi contava nel Napoli e la rappresentavano non mogli e figli. Non discriminavo nessun partito. 33 anni combattuti nei quali si è costruito e si è anche rischiato di vincere più volte. Ci mancava Maradona e con lui vincemmo. Abbiamo vinto molto in quegli anni ma anche speso molto. Con me il Napoli non sarebbe mai fallito – continua Ferlaino -. Prima a Napoli c’era il gioco clandestino e quando vedevo foto con i calciatori mi preoccupavo. Mettevo i premi tripli quando mi preoccupava qualche particolare giocata, ho sempre avuto dubbi. 
Un giocatore che avrei voluto comprare? Con Maradona abbiamo aperto le frontiere, Higuain viene volentieri oggi”.

Dopo Ferlaino, ecco che prende la parola Vinicio: “Il Brasile è un paese che ha accolto nelle sue viscere la maggior parte di immigrati italiani. Si sentono tutti a casa e vivono bene. Reina è spagnolo ma vive bene a Napoli perché ti fa vivere bene. Pesaola mi accolse, mi prese per le mani e mi fece integrare”.

Un altro ex azzurro, Canè, dichiara: “Io sono brasiliano ma ho sposato una donna italiana. Per me è stato più semplice grazie a lei. Sono stato tifoso di Vinicio in Brasile, anche se giocava con un’altra maglia”.

Tocca ad Improta: “Il più dotato dei presenti? Per come calciava, Canè. Da ragazzi l’ho vissuto da spettatore poi da compagno di squadra. Ci faceva sognare con le sue punizioni-rigori”.

Arriva il turno di Montefusco: ” Canè si presentò in ritiro ad Agerola, minuto, piccolo, ma poi è diventato grande. Questa sera avrei voluto Antonio Juliano. I calciatori arrivano titubanti, poi vanno via piangendo e non è retorica”.

Cane’: “Sono stato tifoso di Vinicio in Brasile, anche se giocava con un’altra maglia”.