L’Azzurro fa 90, tanti ospiti d’eccezione, da Ferlaino a Canè a La Cartiera (VIDEO)

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A La Cartiera di Pompei, L’Azzurro fa 90, si è tenuto un incontro dove si è voluto ricordare Dino Celentano, Carlo Iuliano e Bruno Pesaola. Tanti i presenti, tra cui l’ex presidente del Napoli Ferlaino.
Raio ricorda di quando Ferlaino invitò uno psicologo per le difficoltà della squadra di Pesaola con il Petisso che quando lo vide disse: “Venga venga che qui c’è tanto da fare”.

Ferlaino dichiara: “Il mio consiglio di amministrazione era formato da chi contava nel Napoli e la rappresentavano non mogli e figli. Non discriminavo nessun partito. 33 anni combattuti nei quali si è costruito e si è anche rischiato di vincere più volte. Ci mancava Maradona e con lui vincemmo. Abbiamo vinto molto in quegli anni ma anche speso molto. Con me il Napoli non sarebbe mai fallito – continua Ferlaino -. Prima a Napoli c’era il gioco clandestino e quando vedevo foto con i calciatori mi preoccupavo. Mettevo i premi tripli quando mi preoccupava qualche particolare giocata, ho sempre avuto dubbi. 
Un giocatore che avrei voluto comprare? Con Maradona abbiamo aperto le frontiere, Higuain viene volentieri oggi”.

Dopo Ferlaino, ecco che prende la parola Vinicio: “Il Brasile è un paese che ha accolto nelle sue viscere la maggior parte di immigrati italiani. Si sentono tutti a casa e vivono bene. Reina è spagnolo ma vive bene a Napoli perché ti fa vivere bene. Pesaola mi accolse, mi prese per le mani e mi fece integrare”.

Un altro ex azzurro, Canè, dichiara: “Io sono brasiliano ma ho sposato una donna italiana. Per me è stato più semplice grazie a lei. Sono stato tifoso di Vinicio in Brasile, anche se giocava con un’altra maglia”.

Tocca ad Improta: “Il più dotato dei presenti? Per come calciava, Canè. Da ragazzi l’ho vissuto da spettatore poi da compagno di squadra. Ci faceva sognare con le sue punizioni-rigori”.

Arriva il turno di Montefusco: ” Canè si presentò in ritiro ad Agerola, minuto, piccolo, ma poi è diventato grande. Questa sera avrei voluto Antonio Juliano. I calciatori arrivano titubanti, poi vanno via piangendo e non è retorica”.

Cane’: “Sono stato tifoso di Vinicio in Brasile, anche se giocava con un’altra maglia”.

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