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In giornata summit Torino-Napoli: Cairo chiede tre azzurri per Maksimovic

Secondo Tuttosport oggi dovrebbe esserci un vertice tra Napoli e Torino per Omar el Kaddouri. Il trequartista è il pallino di Ventura che recentemente ha chiamato il ragazzo mentre Petrachi ha avuto più di una chiacchierata con l’entourage del ragazzo. Ma non c’è solo El Kaddouri in chiave Toro. I granata hanno mostrato interesse anche per Rafael e Valdifiori. Il Napoli dal canto suo ha fatto giàsapere che accetterà proposte per questi tre calciatori solo se Cairo darà una prelazione per Maksimovic in estate. Una sorta di corsia preferenziale sul serbo che dovrebbe avvantaggiare molto Giuntoli nel chiudere l’affare tra 6 mesi. il Napoli vorrebbe cedere El Kaddouri con la formula del prestito ma con l’obbligo di riscatto.

ISCHIA, KANOUTE RESTA

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Nella giornata di ieri era circolata la voce,su vari portali di calciomercato di un eventuale addio anche di Yaye Kanoute. Una notizia priva di ogni fondamento. Anche perché è vero che l’Ischia sta effettuando un vera rivoluzione di giocatori,ma c’e da dire anche che non può permettersi di perdere l’unico giocatore che ha attualmente in attacco con un valore aggiunto,rispetto ad altri.

Il giovane senegalese è in prestito dal Benevento,arrivo in estate quando con il club sannita non aveva nessuna richiesta forte di mercato. La squadra isolana con il passare del tempo grazie anche al lavoro di mister Bitetto,lo ha valorizzato permettendo così di esplodere come giocatore grazie anche alle sue giocate,che spesso hanno messo in difficoltà le retroguardie avversarie. In tarda serata ieri è arrivato anche un comunicato da parte del presidente Rapullino che smentisce una sua probabile cessione:” In riferimento alle notizie riportate da alcuni siti web, il Presidente Luigi Rapullino rende noto che il calciatore Kanoute resterà a disposizione dello staff tecnico fino alla fine della stagione sportiva e che le notizie di un addio dell’attaccante sono destituite di fondamento

Chiriches, dall’estero arrivano due offerte last minute

Come riferisce Il Corriere dello Sport, dall’estero sono piombate due offerte importanti per Vlad Chiriches, difensore rumeno del Napoli che in questa prima parte di stagione si è messo in mostra a intermittenza. Sia lo Stoccarda che l’Espanyol di Barcellona avrebbero contattato la dirigenza del Napoli per provare a strappargli il difensore, ma Giuntoli & co sono stati freddi nel rispondere un bel ‘no’. Chiriches è la prima riserva alle spalle del duo Albiol-Koulibaly e mai Sarri penserebbe di privarsene. 

ESCLUSIVA, VIDEO – Mosca: “Le foto del Napoli, quanti ricordi: ecco quella che non dimenticherò mai…”

A La Cartiera di Pompei si è svolta una mostra per festeggiare i 90 anni azzurri: L’Azzurro fa 90! Tra i tanti ospiti presenti, chi ha curato la parte fotografica dell’evento, è lo storico Pietro Mosca e che la redazione di Vivicentro.it ha intervistato per voi.

a cura di Ciro Novellino

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Empoli, Carli: “Barba al Napoli? Ad oggi resta con noi, sono deluso da certi comportamenti”

Il direttore sportivo dell’Empoli, Marcello Carli, ha rilasciato un’intervista a microfoni spenti a Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato da Twitter: “Barba? Ad oggi resta con noi e ne siamo felici. Vediamo che succede fino a lunedì. Sono deluso da alcuni comportamenti. Stoccarda? Niente di che. Napoli? Lui sta bene qui, ma vedremo se arriverà un’offerta…”

SSC Napoli, la radio ufficiale: “Regini atterrato a Capodichino. Oggi visite mediche e annuncio”

Vasco Regini è sbarcato alle 12.59 a Capodichino. Diego De Luca ai microfoni di Radio Kiss Kiss ha fornito ulteriori dettagli: “Il calciatore è atterrato a Napoli ed è in viaggio a Castel Volturno. Oggi farà le visite mediche alla clinica di Pineta Mare. In giornata arriverà l’annuncio ufficiale”. 

4 TORNEO DELL’AMICIZIA ISCHIA – BAIOLA STADIUM 10^ GIORNATA. COLCHONEROS CHE VITTORIA!

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LO SPIRITO DI QUESTA SQUADRA? CUORE E GRINTA

Ancora una volta i minuti finali premiano i Colchoneros che battono sul finire la Concessionaria Fiorauto. Una partita che si era messa davvero in salita per i ragazzi di mister Filoso. Nonostante i padroni di casa si erano portati sul risultato di 5-2,gli ospiti non hai mai mollato fino all’ultimo secondo,grazie anche a Vito Impagliazzo trascinatore della squadra e con un Davide Spera , vero rapinatore d’area di rigore che ricorda molta “Inzaghi”. Una vittoria importantissima che consente di far volare questa squadra al secondo posto in classifica,in attesa degli altri risultati.

La sintesi del match. 

Non passa nemmeno un minuto di gioco e i padroni di casa trovano il vantaggio con Calenda. I Colchoneros provano a costruire qualche azione di gioco per cercare l’immediato pareggio.

Al 5’ Fiorauto trova il raddoppio. Passano pochi secondi,e gli ospiti pareggiano:prima con Spera e poi con Impagliazzo che ristabilisce il pareggio parziale in campo. I padroni di casa in squadra hanno un elemento come Calenda che grazie ai suoi passaggi in profondità e le sue giocate di stile,prima fa segnare Drago per il 3-2 e poi realizza due gol che porta la sua squadra sul punteggio di 5 a 2. Sembra fatta per la Concessionaria Fiorauto,ma mister Filoso decide di mischiare le carte in tavola ed effettua una serie di cambi. Impagliazzo ha la possibilità di accorciare le distanze con un calcio di rigore,ma Carcaterra si oppone deviando in corner.

Al 20’ l’arbitro decreta il primo tiro di libero della partita,sul pallone si presenta Impagliazzo che questa volta trova il gol del 5 a 3 e si fa perdonare per l’errore di prima dal dischetto. Sul finire del primo tempo,Spera con una grande giocata trova il gol del 5-4,che manda le squadre al riposo. Nella ripresa e tutta un’altra partita. I Colchoneros in pochi minuti ribaltano il risultato.

Vito Impagliazzo trova il gol del 5 a 5 e poi con Impagliazzo Luciano che bravo a rubare palla, e con un’azione personale si invola verso la porta,e lascia partire un destro magistrale, con la sfera che s’insacca sotto la traversa che vale il 5-6. Gli ospiti peccano di alcuni svarioni difensivi, e così la Fiorauto con Drago trova il gol del 6 a 6.

I ritmi di gioco tra le squadre calano e in campo si accende la partita con entrambe le formazioni che commettono falli, che scaturiscono l’arbitro a fischiare due tiri liberi. Prima per i padroni di casa,con Drago il cui tiro termina fuori e poi per gli ospiti, Impagliazzo Vito si conferma ancora una volta decisivo e realizza il gol del 6 a 7.

L’arbitro concede 3’ di recupero.

Fiorauto con Calenda trova di nuovo il pareggio per 7 a 7 dall’ennesimo tiro libero concesso. La partita sembra giunta al termine,ma a 25 secondi dalla fine, Davide Spera si getta in avanti pressando il difensore che ruba palla,confermando di essere un vero “cecchino di area di rigore” e trafigge Carcaterra per il definitivo 7 a 8 che vale la vittoria e fa esplodere la gioia di tutta la squadra compreso mister Filoso e addetti ai lavori in panchina.

Il tabellino di gara

Concessionaria Fiorauto 7 – Colchoneros 8

Concessionaria Fiorauto :Carcaterra, Marotta, Calenda, Frisio, Burkam, Luigi, Drago, Patalano, Salah.

Colchoneros: D’Ambrosio, Abbandonato, Impagliazzo Vito, Impagliazzo Luciano, Cosimato, Tedeschi, Spera, Silvestro.

Note: 1 di recupero p.t, 3’ di recupero s.t.

ESCLUSIVA, VIDEO – Casale: “Napoli da scudetto con la Juventus: l’Inter non mi ha mai impressionato”

A La Cartiera di Pompei si è svolta una mostra per festeggiare i 90 anni azzurri: L’Azzurro fa 90! Tra i tanti ospiti presenti, anche Paquale Casale, ex giocatore del Napoli che la redazione di Vivicentro.it ha intervistato per voi.

a cura di Ciro Novellino

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Aria inquinata, fuorilegge più della metà delle città italiane. ANTONIO CIANCIULLO*

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Milano vista dal 39° piano del palazzo della Regione Lombardia (fotogramma)

Dal rapporto di Legambiente Mal’aria emerge la fotografia del 2015: 48 città italiane hanno il livello di Pm10 alle stelle. “Subito tram e metropolitane”.

ROMA – L’organizzazione delle città ci costringe a vivere in uno stato di illegalità cronica. In più di metà dei centri urbani monitorati i cittadini sono costretti a respirare un’aria fuorilegge pagando un prezzo pesante in termini sanitari. Anche il 2015 è stato un anno da codice rosso. Lo rivelano i dati della campagna Mal’Aria di Legambiente.

  • COSA RESPIRIAMO OGGI

Delle 90 città monitorate dall’associazione ambientalista ben 48 (il 53%) hanno superato il limite dei 35 giorni consentiti di sforamento delle Pm10, le micidiali polveri sottili. Non è solo un problema legato alle grandi città. Le situazioni più critiche si sono registrate a Frosinone, che guida anche quest’anno la classifica dei più inquinati con 115 giorni di superamento dei limiti; seguita da Pavia con 114 giorni, Vicenza con 110, Milano con 101 e Torino con 99. Dei 48 capoluoghi fuori legge il 6% (Frosinone, Pavia e Vicenza) ha superato di tre volte il limite delle 35 giornate, andando oltre i 105 giorni totali; il 33% lo ha superato di almeno due volte e il 25% di una volta e mezza.

Anche a livello regionale, la situazione non è delle migliori: in Veneto il 92% delle centraline urbane monitorate ha superato il limite dei 35 giorni consentiti; in Lombardia l’84% delle centraline urbane (tutte quelle di Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia, Como e Monza); in Piemonte l’82% delle stazioni di città (en plein per le centraline di Alessandria, Asti, Novara, Torino e Vercelli); in Emilia Romagna il 75% (Ferrara, Modena, Piacenza, Parma, Ravenna e Rimini); al 75% anche la Campania (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno).

Certo è stata anche colpa del tempo: è piovuto poco. Ma mentre è piuttosto difficile influire sull’andamento delle piogge (che peraltro risente dei cambiamenti climatici prodotti da un consumo eccessivo di combustibili fossili), non dovrebbe essere impossibile portare la modernità nel trasporto italiano. Ma l’impresa finora è clamorosamente fallita. Per la buona ragione che i grandi flussi di finanziamento vanno in direzione opposta: a favore dei mezzi che alimentano il problema. Nel periodo 2012-2014 la legge obiettivo ha destinato il 66% dei finanziamenti a strade e autostrade, il 15% alle metropolitane, il 12% alle ferrovie, il 7% all’alta velocità. Del programma «mille treni per i pendolari», lanciato dal governo Prodi nel 2006, si sono perse le tracce.

Lo sterile dibattito targhe alterne sì targhe alterne no finisce così per distogliere l’attenzione dal problema centrale: la necessità di un intervento strutturale a favore del ferro, del trasporto pubblico e dei veicoli a basso impatto ambientale. E l’Italia continua ad avere il record di auto per abitante: il tasso di motorizzazione arriva a 62 auto ogni 100 abitanti a Roma, contro le 25 auto ogni 100 abitanti di Amsterdam e Parigi e le 31 di Londra.

“Per uscire dalla morsa dell’inquinamento occorre mettere al centro degli interventi pubblici le aree urbane e la mobilità sostenibile, abbandonando una volta per tutte le fonti fossili e replicando quelle esperienze anti smog virtuose messe già in atto in molti Comuni italiani in termini di mobilità sostenibile, efficienza energetica e verde urbano”, propone la presidente di Legambiente Rossella Muroni. “Il protocollo firmato lo scorso 30 dicembre tra ministero dell’Ambiente, rappresentanti di Comuni e Regioni non è stato all’altezza del problema e il rischio è che si rincorra sempre l’emergenza senza arrivare a risultati concreti e di lunga durata. La priorità deve essere la realizzazione di nuove linee metropolitane e di tram, a cui deve essere vincolato immediatamente almeno il 50% delle risorse per le infrastrutture”. Legambiente ricorda che i danni alla salute della popolazione si traducono in costi economici dovuti alle cure sanitarie stimati tra i 47 e 142 miliardi l’anno (dati riferiti al 2010).

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ESCLUSIVA, VIDEO – Mei: “Le maglie del Napoli, la mia passione. Ricordo quando dal cassetto…”

A La Cartiera di Pompei si è svolta una mostra per festeggiare i 90 anni azzurri: L’Azzurro fa 90! Tra i tanti ospiti presenti, anche Domenico Mei, grande collezionista di maglie del Napoli che presiede con una mostra proprio delle sue gloriose maglie e che la redazione di Vivicentro.it ha intervistato per voi.

a cura di Ciro Novellino

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Inchiesta Wind jet, sopravvalutati i rottami dell’aereo finito fuori pista a Punta Raisi. ALESSANDRA ZINITI*

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Raggiro per ottenere più soldi dalla società assicuratrice. Mezzo del valore di 600 mila euro stimato in 21 milioni. Nel 2010 era atterrato sul prato ferendo alcuni passeggeri

Era il 24 settembre del 2010 quando un aereo della Wind Jet proveniente da Roma andò fuori pista all’aeroporto di Palermo finendo la sua corsa sul prato. I 123 passeggeri a bordo rimasero illesi solo per miracolo. Oggi l’inchiesta catanese sul crac di Wind jet rivela che anche su quell’incidente aereo il patron della Nino Pulvirenti avrebbe cercato di lucrare, ottenendo una sopravvalutazione dell’aereo incidentato. Sarebbero stati Matko Dadic e Karl Rickard, titolari della Dale Aviation e della Poverget Aviation Service, a stimare il 21 milioni di euro il valore di quell’aereo al quale – sostiene ora la Guardia di finanza – la società assicuratrice avrebbe riconosciuto un valore di soli 600.000 euro.

 Secondo l’accusa nel bilancio della Wind Jet sarebbero state realizzate “artificiose sopravalutazioni operate con il contributo di società estere che, attraverso perizie di comodo, hanno gonfiato il valore delle rimanenze di magazzino per oltre 30 milioni di euro”.  La procura di Catania sta valutando anche eventuali responsabilità della società di revisione, la Bompani Audit, che, sostiene l’accusa, avrebbe concordato e retrodatato le relazioni di revisione da allegare ai bilanci relativi agli anni che vanno dal 2008 al 2011, sulla scorta di indicazioni fornite dal commercialista della Wind Jet, Paola Santagati, per nascondere la situazione di reale dissesto della società.

L’inchiesta penale ha portato alla condanna ad un anno del comandante Raul Simoneschi. Dalle conversazioni tra i due piloti registrate dalle scatola nera è apparso subito chiaro che si trattò di un errore di valutazione dei due piloti.

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Fabrizio Viola: “Il bilancio Mps è solido. Fusione a due con Ubi meglio del trio con Bpm”. ANDREA GRECO*

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Intervista al numero uno del Montepaschi che presenta i primi conti chiusi in utile dopo cinque anni: “La Borsa vende perché si aspettava troppo sulla bad bank”.

MILANO. Mps torna al profitto dopo cinque anni di rossi miliardari. Ma mentre il consiglio esaminava i dati preliminari 2015, chiusi con utile netto per 390 milioni di euro, la Borsa proiettava un altro film. O meglio sempre lo stesso con l’azione caduta – come tante altre del settore – del 7,9%, a 65 centesimi. “Si erano generate aspettative eccessive sulla bad bank”, dice l’ad del Monte, Fabrizio Viola. La banca di Siena con 46.900 milioni di crediti deteriorati (calati di 600 milioni da settembre) è la più esposta a eventuali future pulizie di bilancio. “Dal preconsuntivo si conferma che la banca è solida, sia dal punto di vista patrimoniale, con l’indice Cet1 stabile al 12%, ben sopra il livello richiesto dalla Bce, sia della liquidità, che a dicembre era a 24 miliardi, ai massimi da 4 anni e tale da consentirci di assorbire gli effetti negativi della recente volatilità sui mercati. Terza cosa importante è l’andamento della gestione: il risultato operativo lordo sale del 27%, a conferma del buon lavoro sui ricavi (+6%) e sui costi, limati di un altro 5% che credo sorprenderà dopo anni di tagli”.

Le sofferenze non sono scese di molto però.
“In termini relativi la variazione va interpretata positivamente alla luce di due fattori: gli stock calano rispetto al terzo trimestre, per la frenata dei flussi lordi dai crediti in bonis e per il maggiore recupero di crediti. Ovviamente sulle sofferenze dobbiamo lavorare: ieri abbiamo parlato molto di come rafforzare l’obiettivo di ridurle di 5,5 miliardi, previsto dal piano strategico”.

L’accordo tra Italia e Ue sulle sofferenze è un’altra buona notizia? Visto dalla Borsa non sembra.
“Sul mercato s’erano generate aspettative eccessive, che peraltro io non ho mai coltivato conoscendo i vincoli entro cui il governo si muoveva. Avendo trattato per due anni il piano di ristrutturazione Mps a Bruxelles, poi, ho sperimentato di persona la rigidità delle istituzioni comunitarie”.

Le cartolarizzazioni di sofferenze con garanzie statali le piacciono?
“Premesso che mancano ancora troppe informazioni per valutarne impatto, di positivo c’è che il governo ha portato a casa qualcosa, e che si toglie incertezza al mercato: della bad bank se ne parlava da un anno e questo a mio avviso ha un po’ rallentato le cessioni di sofferenze”.

La Borsa annusa anche gli schemi delle fusioni, che governo e vigilanza ora chiedono di accelerare. Mps gioca da preda: preferisce le nozze con Ubi o la “triangolazione” con Ubi e Bpm?
“Fin da ottobre 2013 abbiamo deciso, nominando due advisor, di valutare varie opzioni strategiche compresa l’aggregazione, tra l’altro richiesta dalla Bce. In questi giorni si fanno tanti nomi, ma a oggi non c’è un’opzione sul tavolo: aspettiamo che questa si concretizzi. Da un punto di vista prettamente industriale, l’ipotesi con Ubi presenta aspetti positivi basati soprattutto sulla pressoché totale assenza di sovrapposizioni geografiche. Quanto al cosiddetto triangolo, non posso non notare che fusioni multiple hanno pochissimi esempi (credo l’unica in Europa sia Bankia) e hanno un’alta complessità organizzativa. Quindi le guardo con una certa prudenza”.

A metà gennaio avete perso qualche miliardo di liquidità. Come va ora?
“Il livello di liquidità presente a dicembre ci ha permesso di gestire qualche caso in cui la preoccupazione dei clienti s’è tramutata in richieste di trasferimento di fondi. Dopo una fase di accentuazione del fenomeno, vista settimana scorsa, c’è stata via via una riduzione significativa degli effetti. Penso che con la diffusione dei dati i nostri uomini in filiale abbiano elementi per gestire al meglio la situazione e riportare a casa nuova raccolta, come abbiamo dimostrato di saper fare nelle crisi precedenti”.

Come legge i rapporti tra banche, vigilanza Bce, norme creditizie e Paesimembri?
“Il nuovo sistema di vigilanza è relativamente giovane, e certo più complesso del precedente. Ogni attore è chiamato a operare di conseguenza, tenendo presente che specie sulla comunicazione c’è molto da migliorare”.

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Un nucleo forte per creare una strategia GIAN ENRICO RUSCONI*

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Il ministro Paolo Gentiloni ha rotto il tabù verbale: «È giusto discutere di un’Europa a due velocità; opposte visioni devono e possono convivere». Non so se la pensa così anche Matteo Renzi. In questo caso dovrebbe cogliere l’occasione della visita a Berlino per sondare la cancelliera Merkel.  

Ovviamente non ci aspettiamo nessuna dichiarazione ufficiale.  

Dopotutto, l’idea originaria di un «nucleo forte europeo», trainante rispetto ad altre situazioni nazionali, risale a Wolfgang Schaeuble, l’attuale potente e leale ministro della cancelliera.  

Da parte sua, il premier italiano continua a lamentare la mancanza di coordinamento, oltre che di guida da parte dell’Unione proprio sul punto diventato cruciale della migrazione. «Se si cerca una strategia complessiva per la soluzione dei profughi – ha detto l’altro ieri in una intervista alla “Faz” – non può bastare se Angela Merkel prima chiama Hollande e poi chiama il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, e io apprendo del risultato sulla stampa». 

Occorre evidentemente una politica efficacemente concordata che risponde a quella «visione comune sul futuro dell’Unione», che il ministro Gentiloni evoca con una formula di rito, che tuttavia suona patetica davanti a quanto sta accadendo.  

La sospensione del trattato di Schengen è il segno più evidente della mancanza di una «visione comune», anche perché discutendone – anzi senza discuterne affatto insieme – si è creata una grande confusione tra confini interni ed esterni dell’Unione. Senza dimenticare che tale sospensione è stata motivata con ragioni diverse: mentre alcuni Paesi lo stanno facendo per fermare i migranti, la Francia lo ha fatto contro la minaccia terroristica. Né mi pare che su questo punto ci sia una convergenza tra le due nazioni che un tempo con ambivalenza si lasciavano volentieri chiamare «direttorio franco-tedesco». 

A questo punto, chi e in quale sede si può rielaborare una politica efficace, se le istituzioni esistenti non funzionano più? Come si inventa un «nucleo duro»? Chi sta dentro e chi sta fuori? Gentiloni dice che ne dovranno parlare «i sei Paesi fondatori a sessant’anni dai trattati istitutivi».  

Ma sarà la politica della migrazione il criterio discriminante? Certamente per la Germania il controllo e la riduzione del numero dei rifugiati/richiedenti asilo è il punto cruciale e prioritario sul quale il governo Merkel gioca tutto il suo prestigio, se non addirittura la sua stessa sopravvivenza. Ma ci sono altre questioni urgenti che stanno direttamente a cuore all’Italia: la messa in sicurezza del sistema bancario e il problema complicato della «flessibilità» dei bilanci a favore della «crescita» (per tacere di tutta la dimensione geopolitica ed energetica – dalla Libia ai rapporti con la Russia). 

Nell’ipotesi – evocata qui soltanto per scongiuro – che l’intera costruzione dell’Unione dovesse disgregarsi, i costi più alti saranno pagati dalla Germania e dall’Italia. Può sembrare paradossale che «la nazione di riferimento» europeo, la Germania, e l’Italia, la «nazione poco affidabile» agli occhi di molti tedeschi ed europei, siano unite da questa prospettiva  

*lastampa

 
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Catanzaro sempre sconfitto negli ultimi quattro confronti a Castellammare, Tutti i precedenti

Stabia e Catanzaro, si sono affrontate in gare di campionato tre volte al “vecchio San Marco – Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, mai i calabresi hanno vinto, mentre una è stata la vittoria dello Stabia e due i pareggi. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

– 1948 / 1949– Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

22 maggio 1949 – 17° giornata di ritorno STABIA – CATANZARO 2 – 1.

– 1949 / 1950 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

11 dicembre 1949 – 12° giornata d’andata: STABIA – CATANZARO 1 – 1 calabresi in vantaggio ad inizio ripresa con Pallaoro, dopo dieci minuti ci fu il pareggio stabiese ad opera dell’attaccante Bruno GERZELLI.

– 1950 / 1951 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

8 aprile 1951 – 10° giornata di ritorno: STABIA – CATANZARO 1 – 1.

Juve Stabia e Catanzaro, si sono affrontate in gare di campionato cinque volte al “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, senza mai il segno ics, una vittoria dei giallorossi e quattro dei gialloblù. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

– 1991 / 1992 – Campionato Nazionale serie C2 girone ‘ C ‘

26 gennaio 1992 – 19° giornata d’andata: JUVE STABIA – CATANZARO 0 – 1 la rete della vittoria dei calabresi fu messa a segno da Minisi.

– 1992 / 1993 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ C ‘

14 marzo 1993 – 5° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 2 – 1 (arbitro Fiorenzo Treossi di Forlì) la prima rete al dodicesimo del secondo tempo portò la firma del terzino Silvio GORI su calcio di rigore, pareggiarono i giallorossi al ventesimo con Guzzetti e il gol vittoria fu siglato a dieci dalla fine, dal bomber Giorgio LUNERTI.

– 2000 / 2001 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ C ‘

25 marzo 2001 – 10° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 2 – 1 (arbitro Daniele Lambertini di Cesena) la doppietta stabiese fu messa a segno dall’attaccante Cosimo NOBILE nei primi dieci minuti della ripresa, poi a cinque dalla fine i calabresi accorciarono con Caggianelli.

– 2009 / 2010– Campionato Nazionale di Seconda Divisione girone ‘ C ‘

21 febbraio 2010 – 7° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 1 – 0 (arbitro Filippo Merchiori di Ferrara) match winner della gara fu il centrocampista Pasquale OTTOBRE.

10 gennaio 2015 – 1° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 1 – 0 (arbitro Marco Mainardi di Bergamo) a segno andò Francesco NICASTRO oltre il novantesimo minuto.

Giovanni Matrone

ESCLUSIVA, VIDEO – Iezzo: “Lo scudetto si puo’, ma mai abbassare la guardia. Grassi? Che sfortuna!”

A La Cartiera di Pompei si è svolta una mostra oer festeggiare i 90 anni azzurri: L’Azzurro fa 90! Tra i tanti ospiti presenti, anche l’ex portiere del Napoli, Gennaro Iezzo che la redazione di Vivicentro.it ha intervistato per voi.

a cura di Ciro Novellino

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La colpa del termometro. MASSIMO GRAMELLINI*

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Il maresciallo ucciso sull’uscio di casa da un padre a cui aveva messo i figli balordi in galera. La dottoressa colpita a morte con un piede di porco dal cognato alcolista perché avrebbe incoraggiato la sorella a divorziare. Da Carrara a Cosenza gli ultimi delitti di cronaca obbediscono a un medesimo copione. Le vittime sono punite per avere fatto la cosa giusta: arrestare delinquenti, ospitare parenti in fuga da matrimoni guasti. E il loro giustiziere è un maschio – anziano nel primo caso, di mezza età nel secondo – che proietta fuori di sé gli sfaceli familiari, individuando i capri espiatori oltre le mura di casa.  

Casi estremi, ma indicativi di un clima. C’è chi, anche senza assecondare impulsi omicidi, sulla voce della coscienza preferisce pigiare il tasto «muto». Chi non incolpa i figli e i coniugi dei propri e loro fallimenti, e non perché li ami, ma perché li considera estensioni di se stesso. «Mi ha rovinato la vita», sbotta l’assassino del maresciallo di Carrara. Non sono i figli a essersela rovinata da soli con la droga, né lui ad avere dato un generoso contributo in termini di cattiva o scarsa educazione. «Quella donna mi detestava», confessa l’assassino della dottoressa di Cosenza, sorvolando sulle obiettive difficoltà di adorare un uomo che picchia o comunque fa soffrire tua sorella. La responsabilità è di chi non si fa i fatti propri e osa guardare in faccia il problema. Come se bastasse spezzare il termometro per non avere più la febbre. 

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ESCLUSIVA, VIDEO – Ferlaino: “Il Napoli lotta per lo scudetto, può farcela. Higuain? Che fortuna averlo qui…”

A La Cartiera di Pompei si è svolta una mostra oer festeggiare i 90 anni azzurri: L’Azzurro fa 90! Tra i tanti ospiti presenti, anche l’ex presidente del Napoli, Corrado Ferlaino che la redazione di Vivicentro.it ha intervistato per voi.

a cura di Ciro Novellino

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https://www.youtube.com/watch?v=c5wvMBgZxnI

Marachelle…Etrurie. (Mauro Lo Piano)

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Il Governo Renzi sostiene il Ministro Maria Elena Boschi: e’ intoccabile la sua poltrona, avantieri sono state respinte dal Parlamento le mozioni di sfiducia presentate da Lega, Forza Italia, e M5S. La tenuta del Governo sembra essere compatta quando si tratta di difendere uno dei loro componenti.

Renzi nella sua arringa difensiva nei confronti della Boschi, di suo padre coinvolto nelle scandalo della Banca Etruria, in cui ha occupato la vicedirigenza, ha parlato di intrighi politici di basso livello, atti a screditare un Ministro che continua ad operare con responsabilita’ nell’interesse della collettivita’.  
 
Continuando nel suo monologo Renzi ha sostenuto che spetta alla Magistratura inquirente occupasi della vicenda, e se…. vi saranno dei colpevoli pagheranno, e’ finito il tempo in cui Berta filava. Ma nel frattempo e’ stata tutta la Comunita’ a pagare le marachelle etrurie delle banche coinvolte nello scandalo. 
 
Diritto Penale
 
Entrando nel merito, ll Primo Ministro ha dissertato sull’aspetto penale, asserendo che in una causa vi sono tre gradi di giudizio, senza i quali vi e’ la presunzione dell’innocenza dell’imputato.
 
Primo     Grado
Secondo Grado……(Appello)  
Cassazione…(Giudizio Definitivo).
Ne ha poi aggiunto un quarto, detto ‘blog’; che pero’ non ha alcuna rilevanza giuridica;  anche se occupa un ruolo fondamentale nella ‘macchina del fango’. 
 
Nell’attesa, l’inquisito puo’ continuare ad esercitare il proprio “mestiere”, visto che nessun imputato e’ colpevole sino ad una condanna definitiva. In politica molto spesso non esiste un’etica morale che dovrebbe imporre ad un indagato di abbandonare la propria carica fino ad un verdetto di assoluzione o di condanna. 
 
Non tutti sono di quest’avviso, conoscendo i templi bibblici delle Giustizia Italiana, conviene fare gli gnorri, ma non si capisce perche’ quando viene indagato un politico la Giustizia dovrebbe emettere un giudizio veloce, mentre per un comune cittadino potrebbero passare anni luce prima di essere giudicato. 
 
Mediamente i processi civili durano dai ventanni ai trenta, spesso accade che molti di essi vadano in prescrizione, per quelli penali qualcosa in meno. 
 
Renzi, un fiume in piena, ha parlato di persecuzione politica, mentre sul viso del Ministro Boschi, era manifesto il suo nervosismo, sarebbe stato meglio che avesse preso lei stessa la parola, ma cosi’ non e’ stato, e’ stato piu’ conveniente restare in silenzio. 
 
Meglio tacere, che esporsi a nuove critiche quando vi e’ in campo un possibile conflitto d’interessi che potrebbe coinvolgere la sua famiglia. Basti ricordare che il padre della Boschi era vicedirettore dell’Etruria una Banca, e “che Banca”, che ha presentato un buco di 10 milioni di euro di crediti marci.
 
Sarebbe opportuno che la Banca Etruria rendesse pubbliche le sue “elargizioni”, a quali nominativi o societa’ sono stati concessi fidi che poi si sono rilevati carta igienica non riciclabile. 
 
Dieci milioni di crediti inesigibili sono una bella cifra,un Direttore di Banca, il suo vice, alcuni funzionari sono spesso solo degli orchestrali che senza l’aiuto di una banda di coristi e concertisti, non avrebbero mai potuto creare questo buco bancario. 
 
Le connivenze saranno manifeste solo nei prossimi mesi quando la Magistratura avra’ i riscontri necessari per emettere le prime ordinanze di custodia cautelare. Speriamo che i tempi della Giustizia si accorcino, non e’ giusto che tanti volpini continuino imperterriti a frodare la gente.
 
Renzi parla di salvataggio di migliaia di posti di lavoro, di correntisti truffati che verranno risarciti, di aver agito nell’interesse del Paese, solo frottole fritte con tanto fumo. Prima o dopo scoppiera’ la bomba, speriamo che non occorrano biglietti di prima fila per assistere alla Waterloo del Governo Renziano.
 
E non finisce qui’, il prossimo episodio domani.

Il Punto – 29 gennaio

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Si salvano la faccia Ue e governo italiano con un accordo sulle sofferenze bancarie basato su un contorto meccanismo di attuazione. Per liberare i bilanci bancari c’è una garanzia statale sui crediti incagliati erogata “a prezzi di mercato”: un controsenso bello e buono. E poi la garanzia riguarda solo la fettina delle obbligazioni senior, i crediti più facilmente esigibili. La borsa ha visto i problemi ed è andata a picco.

Dividere gli studenti in classi differenziate a seconda delle competenze raggiunte, con programmi diversi. È la sperimentazione che il ministero suggerisce ai presidi. Con il rischio di creare classi di bravi e di asini, di ricchi e di poveri. In ogni caso è una proposta da valutare senza dividersi tra guelfi e ghibellini.
I senatori che usciranno dalla riforma costituzionale arriveranno per lo più dai Consigli regionali, eletti senza quote rosa salvo poche eccezioni. Avremo così un Senato con poche donne. Per riequilibrarlo basterebbe applicare alle regioni il meccanismo di preferenze in vigore nei comuni dal 2013. Che funziona bene.
Triplo shock sull’Italia dal rallentamento della crescita cinese dal 10 al 6-7 per cento. Ne patiscono direttamente i produttori del made in Italy. Ma soffre anche la meccanica strumentale tedesca e il suo indotto italiano. Ed entrano in crisi i paesi esportatori di energia (Russia compresa) finora mercati privilegiati del nostro export.
Chiusa la contesa sul controllo dello scalo di Brescia-Montichiari tra gli aeroporti di Verona e Bergamo. Con due sicuri perdenti: i passeggeri-consumatori e le compagnie aeree. Per capirlo basta guardare il panorama dei minuscoli e non redditizi aeroporti italiani. Dove la concorrenza è un optional. E la politica ci sguazza.

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  • Bad bank, un accordo per salvare la faccia
    29.01.16
    Angelo Baglioni

    L’accordo con l’Unione europea sulla bad bank è figlio di una contraddizione di fondo: intervento dello Stato senza aiuto di Stato. Ne è nato uno strumento che rischia di servire ben poco all’economia italiana. È servito però al governo e alla Commissione Ue per salvare la faccia.

  • Classi di livello: promosse o bocciate?
    29.01.16
    Giorgio Brunello e Maria De Paola

    Per poter verificare meriti e demeriti dei vari sistemi di organizzazione didattica, classi di livello comprese, gli studenti dovrebbero essere assegnati in modo casuale all’uno o all’altro. Ma ciò significherebbe ignorare legittime preferenze individuali. Progetti pilota per superare le difficoltà.

  • Se il nuovo Senato è per soli uomini
    26.01.16
    Audinga Baltrunaite, Alessandra Casarico, Paola Profeta e Giulia Savio

    I risultati delle lezioni comunali del 2013 dimostrano che gli elettori usano il voto di preferenza. E se la preferenza è legata al genere, eleggono le candidate donne. Le scelte sulla composizione del nuovo Senato rappresentano una opportunità per il riequilibrio della rappresentanza di genere.

  • La Cina è vicina. Anche quando rallenta
    29.01.16
    Alessia Amighini e Andrea Goldstein

    Il rallentamento della Cina mette a rischio sia l’armonia all’interno del paese asiatico sia il benessere del resto del mondo. Condividere le responsabilità globali è la maniera migliore per traghettare la seconda economia mondiale verso un sentiero di crescita più modesto, ma anche meno fragile.

  • Pax aeroportuale per evitare le gare
    29.01.16
    Dario Balotta

    Si è da poco conclusa la vicenda dall’aeroporto di Montichiari, conteso tra Verona e Bergamo. L’accordo è stato raggiunto per evitare la gara per l’affidamento della concessione e a danno di passeggeri e compagnie aeree. Privatizzazioni inutili e un piano di regolazione aeroportuale che manca.

TEATRO SOCIALE (BS), LADY MORTACCIA con VERONICA PIVETTI

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LUNEDI’ 1 e MARTEDI’ 2 febbraio 2016 (ore 20.30)

GIOVEDI’ 4 febbraio 2016 (ore 20.30)

Teatro De Gli Incamminati in collaborazione con Pigra srl

presentano

LADY MORTACCIA, LA VITA E’ MERAVIGLIOSA!

VERONICA PIVETTI LADY MORTACCIA1

musiche di Maurizio Abeni – costumi di Valter Azzini

testo e regia di Giovanna Gra

con

Veronica Pivetti

Oreste Valente e Elisa Benedetta Marinoni

Durata dello spettacolo: 1.25 (senza intervallo)

Lunedì 1, martedì 2 e giovedì 4 febbraio 2016 alle ore 20.30 al Teatro Sociale di Brescia sarà in scena LADY MORTACCIA, la vita è meravigliosa! con Veronica Pivetti affiancata da Oreste Valente ed Elisa Benedetta Marinoni.

Uno spettacolo musicale impegnativo, originale e ricco di spunti di riflessione, scritto e diretto da Giovanna Gra. 

Veronica Pivetti veste i panni di una morte moderna, dinaccolata, sarcastica e candida. Nei contenuti, falce al fianco, l’ombrosa signora canta e delira raccontandoci la vita dal suo punto di vista. Ovvero, l’aldilà. Blindata nel suo habitat naturale, il camposanto, Lady Mortaccia deve risolvere un piccolo giallo legato ad un cadavere che, come nelle fabbriche nostrane, le risulta in esubero. Da dove arriva questo morto in più? L’indagine che segue ci porterà a conoscere diverse dimensioni, spiritose e spiritate, della tanto temuta vita da trapassati. Che in molti casi, non si rivelerà poi così differente dalla vita dell’al di qua, suggerendo ipocrisie, sorprese, meschinità e difetti delle abitudini dell’oltretomba in una sorta di novella Spoon River.

Uno spettacolo gradevole, che si pregia di una scenografia e di costumi meravigliosi di Valter Azzini. Musiche originali di Maurizio Abeni.

Lo spettacolo rientra nella Rassegna ALTRI PERCORSI – CIRCUITI LOMBARDIA SPETTACOLO DAL VIVO – promossa dalla Regione Lombardia a sostegno del sistema teatrale lombardo, dell’innovazione dei linguaggi teatrali e della contaminazione di diverse forme di spettacolo.

La stagione di Prosa 2015/2016 è realizzata grazie al sostegno del Gruppo A2A, e della Fondazione ASM Gruppo A2A di Brescia.

Vendita biglietti singoli:

TEATRO SOCIALE

  • I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale in orario della stessa. Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia Biglietteria tel. 030 2808600 sociale.biglietteria@ctbteatrostabile.it
  • PUNTO VENDITA CTB. È possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli di tutta la stagione al nuovo punto vendita nella sede del CTB in Piazza Loggia, 6 – dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00 (esclusi i sabato e festivi) Tel. 030 2928609
  • ON-LINE in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket.it
  • LIBRERIA SERRA TARANTOLA Via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia · Tel. 030290171 Orari: 9.15 – 12.15 /15.30 – 19.00 (lunedì mattina e domenica chiuso)
  • Prezzo dei biglietti singoli:
  • Platea Intero € 26,00 – Ridotto gruppi 23,00 – Ridotto speciale 18,00
  • Galleria centrale Intero € 18,00 – Ridotto gruppi 16,00 – Ridotto speciale € 13,00
  • Galleria laterale Intero € 12,00 – Ridotto Gruppi € 11,00 – Ridotto speciale € 10,00

INFO: CTB Centro Teatrale Bresciano

Piazza della Loggia, 6 – 25121 Brescia – tel. 030 2928611/617 – fax 030 2928619

(dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30)

e-mail: organizzazione@ctbteatrostabile.it

ctbteatrostabile.it