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216 migranti salvati nella notte da navi Dattilo e Fiorillo (VIDEO)

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La scorsa notte le navi Dattilo (121 persone) e Fiorillo (95 persone) della Guardia Costiera hanno tratto in salvo 216 migranti a bordo di due gommoni alla deriva nel canale di sicilia.

La richiesta di aiuto era giunta, attraverso telefoni satellitari, nella tarda serata di ieri alla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che ha coordinato le operazioni di soccorso. Tra i migranti tratti in salvo dalla Guardia Costiera, tutti di origine sub sahariana , anche una donna in stato di gravidanza.

Video delle operazioni di soccorso condotte nella giornata di ieri, 30 gennaio 2016, dalle navi Dattilo (239 persone salvate) e Fiorillo (95 persone salvate) della Guardia Costiera, che hanno consentito di trarre in salvo complessivamente 334 migranti, a bordo di tre gommoni, nel canale di Sicilia.

Barba, l’agente aveva avuto rassicurazioni che avrebbe firmato con il Napoli

Come riferisce Raffaele Auriemma su Tuttosport sulla trattativa che avrebbe dovuto portare Federico Barba in maglia azzurra. Il manager del calciatore aveva avuto l’assicurazione che il Napoli avrebbe preso il suo assistito, per il quale si era anche raccomandato di sciogliere l’attuale contratto con uno sponsor tecnico ed evitare di firmarne un altro con un altro marchio di occhiali. L’irrigidimento dell’Empoli, che non ha accettato il prestito oneroso da 500mila euro, ha fatto cambiare idea a Giuntoli che ha deciso poi di puntare su Regini.

Regini, spunta una lunga chiacchierata dopo Samp-Napoli tra lui e Sarri

La Gazzetta dello Sport racconta un retroscena recentetra Regini e Sarri: “Regini, con il quale Sarri si era fermato a lungo a chiacchierare domenica scorsa dopo Samp-Napoli, ritroverà in maglia azzurra gli ex compagni Hysaj, Valdifiori, Gabbiadini ed Insigne. Con quest’ultimo condivideva l’appartamento a Foggia in C1, nell’anno in cui c’era Zeman in panchina. Oggi il suo acquisto sarà ufficiale, domani potrebbe già sedere in panchina contro l’Empoli (Regini sarà uno dei tanti ex della partita)”

Regini è del Napoli, cifre e dettagli dell’ingaggio

La Gazzettadello Sport scrive sul nuovo acquisto del Napoli, Vasco Regini: “Tutto in poche ore. Vasco Regini ha vissuto una giornata intensa ieri. Da Genova ha raggiunto il suo agente Cattoli a Milano, poi in aereo è sbarcato a Napoli per sostenere le visite mediche con il club azzurro. L’ex difensore della Sampdoria, ingaggiato in prestito con diritto di riscatto fissato a 1,5 milioni, guadagnerà 180.000 euro netti fino a fine stagione e sarà l’ultimo innesto del mercato di gennaio Oggi il suo acquisto sarà ufficiale, domani potrebbe già sedere in panchina contro l’Empoli”

André Gomes-Napoli, il Valencia lavora al sostituto

Sull’asse Valencia-Genova-Napoli si muove un vero e proprio asse di mercato.

Gli azzurri insistono per André Gomes e il club spagnolo pensa già al sostituto. Un nome caldo, secondo Sky, sarebbe quello di Roberto Soriano, centrocampista della Sampdoria di Montella vicino al trasferimento in azzurro l’estate scorsa.

LA FATTORIA DORNA (Mauro Lo Piano)

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La storia inizia nell’anno astrale 2007, costellazione Universita’ di Firenze, quando, Edo Commisso, un ricco agricoltore calabrese, presenta Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena, attuale Ministro per le Riforme Costituzionali, al suo fraterno amico Francesco Saporito. Fu amore a prima vista?, il classico colpo di fulmine?, sembrerebbe di si, visto che a  distanza di soli pochi mesi, sarebbero ‘convogliati a giuste nozze’ con una dote patrimoniale di 7.5 milioni di euro.

 

La Grande abbuffataVengo e mi spiego.

Si trattava di un’operazione commerciale, atta ad acquistare un complesso di immobili e terreni, la “Fattoria Dorna”, la cui proprieta’ era dell’Universita’ di Firenze. 

Prezzo D’Acquisto 

Noccioline americane a basso contenuto di zuccheri, solo 6, 3 milioni di euro iniziali, che poi all’atto della vendita diventarono 7.5 per un fenomeno paranormale chiamato con poca volgarita’ “lievitazione naturale”.

All’epoca dei fatti, bisogna dirlo solo per dovere di cronaca, Pier Luigi Boschi ricopriva la carica di Presidente della Cantina di Valdarno, a cui l’Universita’ di Firenze  ne aveva affidata la  gestione . Era una immensa tenuta, immersa nei”boschi” maremmani che per alcuni maligni fu acquistata al prezzo di stracci a peso. 

Prima tappa

Venne costituita la “Societa’ Agricola” in cui Saporito aveva il  50% e il Boschi il rimanente 50%. Inizialmente Boschi in qualita’ di Presidente della Cantina, eravamo nel Febbraio 2007, aveva anticipato all Universita’ di Firenze, 800 mila euro, piccola cifra in confronto alla rimanente somma occorrente per l’acquisto dell’intera “Fattoria Dorna”.

Nel frattempo, prima del rogito, si stipularono preliminari di contratti di vendita di numerose particelle di terreno e immobili della tenuta, si ricavarono tanti bei soldini, che poi servirono per il futuro acquisto della tenuta.

Sorge un dubbio Amletico 

La Fattoria Dorna non era stata sottovalutata? Il prezzo di vendita era congruo? chi aveva stimato la tenuta? domande che dovrebbero avere una risposta chiara; Visto che questo ”cadavere” sta per essere riesumato da alcuni Magistrati inquirenti proprio in questi giorni. 

Seconda Tappa

Chi era nella disponibilita’ delle somme necessarie? nessuno dei soci, allora la soluzione secondo quanto dichiarato da Francesco Saporito, la trovo’ Pier Luigi Boschi. 

Fu costituita una seconda societa’ chiamata  ‘La fattoria di Dorna Società Agricola’, in contemporanea venne stipulata una nuova  scrittura privata fra Saporito e Boschi, dopo un versamento di 1,4 milioni all’Univerita’ di Firenze da parte del Saporito.

Il Traguardo

La rimanente somma di 3.5 milioni di euro la ricavarono, sempre secondo il racconto del Saporito, accendendo un mutuo con un Istituto di credito millenario, conosciuto fra le Banche Italiane piu’ “solide” al Mondo.

Suono di tamburi, squillo di trombe, entra nell’operazione la Monte Dei Paschi di Siena, sollecitata da un fattivo interessamento di PierLuigi Boschi. Quando si tratta di affari propri e’ giusto che ognuno sfoderi nei tempi giusti le armi migliori.

Tutte queste notizie sono venute alla luce da uno ”scavo d’interrogatorio” datato 21 Aprile 2010 in cui Francesco Saporito venne interrogato dai finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria di Arezzo.

Da questo “racconto” a lieto fine, si deduce che Pier Luigi Boschi, aveva “trattato” operazioni importanti, prima di entrare a fare parte della vice direzione della Banca Etruria, i cui scheletri sono stati ricomposti nella camera mortuaria del nostro Governo.

Null’altro da dichiarare, solo che alla fine di questa lettura restera’  l’amaro in bocca.

Avremo un’idea diversa dall’immagine finora propinataci da Renzi & Co. : di uno sprovveduto vicedirettore di Banca di provincia, coinvolto suo malgrado in situazioni piu’ grandi della sua portata.

Calenda greca. MASSIMO GRAMELLINI*

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In una lettera anticipata dall’Huffington Post, duecentotrenta giovani diplomatici esprimono a Renzi il loro «disorientamento» (traduzione: incazzatura, ma sono pur sempre diplomatici) per la nomina ad ambasciatore presso l’Unione Europea di un politico amico suo, il viceministro Calenda. Il presidente del Consiglio potrebbe liquidare la sollevazione come un rigurgito di casta e probabilmente i sondaggi gli farebbero la ola: nel luogo comune, che contiene sempre un pizzico di verità, gli inquilini della Farnesina vengono vissuti come un sinedrio di privilegiati. Oppure potrebbe chiedersi se quella lettera non gli stia ricordando qualcosa che, nell’impetuosa cavalcata attraverso le praterie del potere di un Paese sfibrato, sembra avere rimosso. Che la sua avventura politica si giustifica in nome della meritocrazia. Perché poi questo significava la fin troppo abusata epica della rottamazione: sostituire gli inamovibili, i raccomandati, gli incompetenti e qualche corrotto (tutti è impresa impossibile, specie in Italia) con i più bravi. A prescindere da conoscenze, tessere e date di nascita. 

 

Magari i contestatori hanno preso il caso sbagliato, perché adesso a Bruxelles serve più un politico che un diplomatico di carriera. Ma Renzi dà troppo spesso l’impressione di scegliere le persone in base all’amicizia e alla fedeltà. Come i suoi predecessori, sia chiaro. Solo che lui, a differenza loro, è salito al potere sull’onda di un’aspettativa prepolitica, quasi di un moto dell’animo. Se la delude, perderà il referendum decisivo. Quello con il sogno che egli stesso ha agitato.

 

*lastampa

 
Alcuni diritti riservati.

ESCLUSIVA – Croce: “Che piacere ritrovare Sarri, ma in campo sarà un’altra storia. Sorrento? La parentesi da cancellare…”

Daniele Croce, calciatore dell’Empoli, con Sarri ha un rapporto speciale. Domani ritroverà il ‘suo’ mister al San Paolo. La redazione di Vivicentro.it l’ha raggiunto in esclusiva e queste sono le sue dichiarazioni:

Hai un legame particolare con mister Sarri, lui nel tuo destino…

“Sono stato con lui per parecchi anni e lo conosco benissimo. Ci lega un rapporto importante e per noi sarà un piacere rivedersi domenica”

 

Quale la cosa che non dimenticherai mai di lui?

“Ci sono tante cose essendo stati insieme per molti anni. Abbiamo condiviso parecchie cose negative, ma anche positive come la promozione ad Empoli dalla B alla A. Il momento più importante della nostra carriera”.

Hai parlato di episodi negativi, forse quello di Sorrento è da cancellare…

“Quella non è stata una bella esperienza. Avevamo una squadra forte per provare a vincere il campionato. Dopo un inizio stentato, eravamo quarti in classifica. Lui fu esonerato e non fu una bella cose, noi poi perdemmo i play off ed è stata una parentesi brutta anche per me”.

 

Cosa gli dirai domenica quando lo vedrai?

“Spero di dargli un dispiacere, ma ci saluteremo volentieri. Qualche battuta in più la faremo a fine gara. Nel pre partita non c’è spazio per i sentimenti”.

 

Che differenze ci sono con Gianpaolo visto che il gioco è sempre spumeggiante?

“A livello calcistico sono poco. Sono due tecnici votati all’attacco e molto propositivi. Vogliono gli stessi concetti di calcio e difensivi. La cosa che li accomuna è il voler fare la partita sempre e comunque. Dal punti di vista caratteriale sono diversi, Gianpaolo è un po’ più calmo, mentre Sarri è più emotivo”.

 

Troverai contro anche Hysaj e Valdifiori…

“Due compagni che hanno scritto pagine importanti qui ad Empoli. Con Mirko ho un rapporto particolare e mi farà piacere rivederli”.

 

Verrete al San Paolo per…

“Per fare la nostra partita come abbiamo sempre fatto e per cercare di portare via punti da un campo così difficile e contro la squadra più forte del campionato al pari della Juventus”.

Ma il Napoli lo può vincere lo scudetto?

“(Ride, ndr) fate tutti gli scongiuri del caso, ma penso proprio di si, è alla vostra portata. Con la Juve, gli azzurri se la giocheranno fino alla fine”.

 

Si è parlato anche di te in chiave Napoli questa estate. C’è stato qualcosa di vero?

“Non c’è stato niente di concreto. Qualche chiacchiera così, vista la stima del mister nei miei confronti. Non ci ho mai pensato per due motivi: 1 perchè ad Empoli sono di casa e sto benissimo; 2 perchè non credo di essere un profilo da Napoli. Gli acquisti sono di un altro spessore”.

 

A giugno vai in scadenza, cosa vuoi fare da grande?

“Vado in scadenza, ma rinnoverò tra qualche giorno ad Empoli. Faccio parte di questo ambiente da diversi anni e mi sento come in una famiglia”.

a cura di Ciro Novellino

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Venezia, giù le maschere per il Carnevale: varchi e controlli in piazza San Marco

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In Piazza San Marco ci saranno appositi varchi d’accesso dove saranno eseguiti controlli su cose e persone. E le forze dell’ordine potranno chiedere di scoprirsi il volto. Vietato l’uso di droni.

VENEZIA – Giù la maschera. Sarà un carnevale diverso, quello di Venezia, per l’allarme terrorismo. In Piazza San Marco ci saranno appositi varchi d’accesso dove saranno eseguiti controlli su cose e persone facendo togliere – per eventuali riconoscimenti – la maschera che poi potrà essere reindossata. Il piano per la sicurezza è stato presentato oggi dal Questore e dal comandante della polizia locale. Controlli saranno fatti agli accessi della città, Piazzale Roma e la Ferrovia, e lungo i percorsi verso San Marco con la possibilità di modifiche per evitare ingorghi anche se i rallentamenti delle persone saranno inevitabili. Per accedere a Piazza San Marco sono stati allestiti cinque varchi attraverso le Procuratie, la Torre dell’Orologio, il ponte della Paglia e la Zecca. Altre calli saranno chiuse e utilizzate solo come via di uscita. Ai varchi ci saranno uomini delle forze dell’ordine dotati anche di metal detector così come in alcuni punti strategici della Piazza.

In Piazzetta dei Leoncini ci saranno i centri dove si concentreranno uomini e mezzi di soccorso (118 e vigili del fuoco). La basilica di San Marco e Palazzo Ducale saranno transennati e lo spazio tra Piazza ed edifici servirà da corridoio per le forze dell’ordine e di soccorso. Un sistema di transenne con varchi verrà posto anche lungo l’asse centrale di Piazza San Marco per permettere, anche nel cuore della festa, di controllare quanto accade. Due task-force specifiche, in borghese, saranno dedicate una a prevenire i reati l’altra in funzione antiterrorismo. Sarà vietato l’uso dei droni mentre a vigilare, oltre al normale personale delle forze di polizia, ci saranno gli artificieri, le unità cinofile e i tiratori scelti.

Dietro le quinte di “Memorie di Villa Pedrini” – romanzo con rimandi autobiografici di Giovanna Mulas

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“Io scrivo i sogni, signori miei. E i numeri mal si adattano ai sogni..” (tratto dai dialoghi di ‘Memorie di Villa Pedrini’)

“Memorie di Villa Pedrini”, una delle ultime opere della pluricandidata al Nobel per la letteratura, Giovanna Mulas, non ti lascia in pace finché non arrivi, senza realizzarlo, in appendice. Non ti lascia molto tempo per riflettere, la penna espertissima dell’autrice sa come intrigare il lettore e accompagnarlo fino in fondo alla strada della storia narrata.

In questo romanzo della maturità artistica, della Mulas, il lettore, in fin dei conti, ci trova la vita nelle sue camaleontiche rappresentazioni, tra sussulti e grida, attese e fughe rocambolesche dai margini di un dolore che concede ben pochi armistizi nel suo imperterrito procedere. Un dolore che brucia in apparenza discreto, tra le pieghe e i ricettacoli dell’esistenza dei personaggi, assalta con il suo impeto i giorni spalancati nelle penombre del quotidiano, quasi celandosi dietro le ombre compiacenti delle ambigue verità che si porta dietro.

‘Memorie di Villa Pedrini’ è una storia che apre i suoi cancelli all’interno di un mondo borghese, dove le scansioni del tempo, hanno valori chiusi in circuiti di convenzioni che irrigidiscono e accerchiano la spontaneità e naturalezza di un’esistenza. Il mondo sembra contrarsi dietro inferriate di costumi che, non hanno solo la pretesa di segnare linee di confine sulle supposte ascendenze di ordine elitario, ma di formare, sulla via di sottili coercizioni comportamentali, profili d’anima e di pensiero. Un veleno sottile inoculato sotto forma di perbenismo esasperato, che in definitiva rientra nel codice morale di un modo d’essere e apparire, già archetipo di una casta che difende a morsi, quando occorre, i privilegi delle sue gabbie d’oro.

Il protagonista del romanzo svolge un ruolo di riferimento nel Casato dei Pedrini, egli sente il dovere di trasmettere i valori del rango al quale appartiene, e non ostenta nemmeno dubbi o flessibilità nel riconoscere i passaggi  che il tempo salda attraverso i ricambi generazionali. Niente può scalfire il suo modo t’intendere e concepire la realtà. Egli tiene a fare applicare la severità di quei regolamenti nella propria famiglia, come se, Villa Pedrini, già per il nome in sé, avesse diritto di restare con le radici fisse in un passato che ha necessità di perpetuarsi, per non perdere il vago alone di gloria fittizia affrescata nei muri della sontuosa dimora. E’ forse questo mondo ovattato e impalpabile, descritto con la sapiente penna dell’autrice, a trattenere gli ultimi rigurgiti di una nobiltà in decadenza, comunque già spodestata della presunta autorevolezza che aveva caratterizzato il suo ruolo fino alla metà del Novecento. E’ evidente lo ‘scontro’ generazionale, ma in realtà il dissidio corre prima di tutto su segmenti paralleli all’interno della famiglia.  Serpeggia, nel rapporto logorato e compromesso tra Alfiero, il rude personaggio che rappresenta per antonomasia il retaggio aristocratico dei Pedrini, e la moglie Agnese, che ha osato sfidare le convenzioni di una società alla quale si è concessa con riserva da sempre, avendo infine l’ardire di tradirlo, con la forza esplosiva di un sentimento per un altro uomo. Per Agnese è ‘colpa ed l’espiazione’, legate indissolubilmente tra loro, senza sconti di pena sul piano affettivo, familiare e sociale. Sconterà duramente il coraggio di avere reciso il filo spinato di quella fortezza che doveva essere inespugnabile, a prova di tempesta e di scasso, e per essersi inoltrata nel tunnel dell’errore e dei suoi tornanti.

Quando Alfiero Pedrini ne prenderà atto, la sua rivalsa sarà senza misericordia verso la donna che ha sposato e si è permessa un simile affronto. La rivelazione giungerà nel suo animo come la deflagrazione di un ordigno che fosse scaraventato a tradimento su tutte le sue certezze, e avvertirà che perfino le fondamenta della Villa ne saranno scosse. Comprensibile dunque la ferita che andrà a segnare l’animo e il sentire più profondo nei confronti della moglie, ma sarà anche la sfida che lei  fisserà tacitamente sul campo neutro del loro rapporto, a suscitare il suo disprezzo. La conseguenza sarà l’allontanamento di lei sul piano affettivo, fino all’’apostasia’ di un sentimento che si era illuso fosse il cardine, il muro portante della famiglia che abitava la Villa. Il frutto di quella relazione clandestina, una piccola ignara e innocente, amata fino al momento della ‘verità’ come figlia legittima; sarà poi rispettata, ma con profondo distacco, per arginare ‘il danno’, e ‘salvare il salvabile’ in quel mondo che gli è crollato addosso all’improvviso, con l’impeto di un ciclone.

Lotta per tenere la moglie nella Villa, alle sue condizioni,  brandisce l’arma del decoro; ma il disprezzo  glielo fa sentire fin nelle ossa. La vita della moglie viene blindata dietro il rigore di un isolamento in apparenza frutto del desiderio di restare appartati, in realtà è il riverbero di una condanna senza scampo. Dietro l’apparenza irreprensibile di sempre, il linguaggio misurato e accorto, il solito aplomb nei rapporti con la gente,  c’è una maschera d’odio che si fa voce estrema, con l’assenza e i cingoli di un risentimento che si porterà dietro per tutta la sua esistenza, condannando, di fatto, entrambi allo squallore più totale. In questo conflitto non dichiarato, negli spazi inermi della loro vita, ci sono due figli che percepiscono e respirano solo l’aria tossica di quelle atmosfere, nell’impotenza: la casa ha solo un padrone. Uno di loro scompare in giovanissima età, e resta Vanessa, ‘diritto di prelazione’ sugli errori della madre, che egli continuerà a proteggere e a tenere sotto controllo, perché nulla sfugga da quel cerchio d’oro che sa in realtà solo opprimere e schiacciare. Se prima il mondo giungeva in quelle stanze altissime come un estraneo, ora sembra un nemico dal quale bisognava schermirsi.

E Alfiero s’impadronirà anche dei figli di Vanessa, anzi farà in modo che non seguano la madre quando deciderà che è tempo di andare oltre le siepi severe che circondano il parco della Villa, rompere ogni argine con il protocollo di quella vita che somiglia al teatro dell’assurdo, ad una commedia di Beckett.

Alfiero non le permetterà che lei  porti via i due bambini, avuti da una relazione che il ‘padre’ non ha mai approvato; Vanessa raggiungerà così da sola una città del nord Europa, inseguendo il suo sogno, che è poi quello di realizzarsi come scrittrice, sua vocazione da sempre.

In ‘diagonale’, s’inserisce la storia di altri due personaggi: Silverio, al quale Vanessa è stata legata in passato, e Alessandra, la moglie. Nell’economia del romanzo questi due personaggi occupano una parte non indifferente; egregiamente descritta è l’affezione mentale che ha colpito Alessandra, gli esiti e gli svolgimenti della malattia all’interno della Casa di cura nella quale è stata condotta dal marito. Emerge forte il disagio di questa condizione, il tormento e il travaglio mentale e psicologico di una persona che affronta le nebbiosità di una personalità psicotica, che, per ragioni di origine traumatica, conseguenti ad un incidente nel quale ha perso la sua bambina, si ritroverà sola a gestire il buio fitto di quella condizione, nonostante l’apparente premura di un marito che ostenta soltanto la sua presenza.

Negli intendimenti dell’autrice, vi è forse il desiderio di focalizzare l’attenzione del lettore proprio sulle emergenze e l’impotenza di chi si trova di fronte allo spettro di una mente che non sa più ritrovare la via dell’equilibrio, si dibatte nei meandri oscuri di uno stato patologico, senza prospetti rassicuranti davanti a sé. Si rifugia nei rari momenti di lucidità e si aggrappa ai vaghi suoni che provengono dalla frontiera della vita, senza saperne decodificare il senso. Sono le soste di una dannazione vera e propria, perché quando quel turbine mentale le concede tregua, si rende conto di non riuscire a fuggire da se stessa e da quel male oscuro che la tiene stretta in una morsa.

Il romanzo si conclude senza risolvere il tormento che affligge i personaggi, nemmeno il rude Pedrini saprà riscattarsi dalla dura prova che ha affrontato, perché ostaggio di una sfera coatta d’immobilismo e convenzioni, che non gli daranno scampo.  Il lettore giunge così alla conclusione che è forse l’essere più fragile di tutta la storia narrata, burattinaio e burattino che permette al passato, e alle sue insulse convinzioni, di asservirlo, senza concedergli via di fuga. La storia si conclude senza risolvere le sospensioni e le rarefazioni dei climi interni alla Villa. E tale è forse il desiderio della Mulas: lasciare al lettore le direttive sull’orientamento delle vicende raccontate, perché possa dare infine il senso migliore al romanzo.

‘Villa Pedrini’ è una storia che sicuramente sa coinvolgere ed accompagna chi legge, dalla prima all’ultima riga, con una sensazione di levità accattivante e di riflessione. Potrebbe essere una storia trasposta ovunque nella società, a parte i contorni narrativi che identificano i personaggi e le vicende che li riguardano. Per questo si avverte il lungo respiro che ne universalizza il senso, rendendolo prossimo alle misure dell’animo di ognuno, per quel suo dispiegarsi in vertici di grande coerenza con le vicende umane.

(di Virginia Murru)

Higuain: “Sarri ha tirato fuori il meglio di me, questo può essere l’anno migliore della mia carriera”

Torna a parlare Gonzalo Higuain che ha rilasciato una lunga intervista al canale YouTube della Serie A: “Il mio stile di gioco? Mi piace sempre dare sempre di più, penso sia questa la cosa che ti rende migliore. Ma lascio alla gente la mia descrizione…

Sono diventato un idolo per i tifosi? Provo a fare una vita normale a Napoli, non la conosco tantissimo. Non è che non esco, però l’amore dei tifosi è tantissimo ed allora mi risulta un po’ difficile. Però provo ad uscire, altrimenti muoio.

Maradona? E’ pazzesco l’amore che c’è per lui, ma fin quando non arrivi qua non riesci a rendertene conto. Essere paragonato a lui è spettacolare.

Il tifo napoletano assomiglia a quello argentino? E’ vero, sono d’accordo: è incredibile come si sente qui il calcio, per i tifosi è tutto. Un paragone tra il San Paolo ed il Monumental? Si assomigliano tanto, è bellissimo per un calciatore.

Il coro ‘Un giorno all’improvviso’? L’ho iniziata ad ascoltare poche partite fa, mi piace molto. E’ una canzone bellissima, i tifosi la avvertono tanto e meritano il nostro affetto.

Due anni a Napoli e tantissimi gol, il migliore? Mi fanno felici tutti, però se devo sceglierne uno allora scelgo quelli che hanno fatto vincere una partita. E’ difficile sceglierlo, penso a quello fatto con la Roma al San Paolo magari.

Il rapporto con Maurizio Sarri? Cosa ha di speciale? Mi ha colpito molto la sua sincerità, quando mi ha parlato mi ha convinto in cinque minuti a restare. Devo ringraziarlo, ha tirato fuori il meglio di me

Il migliore anno della mia carriera? Sono felice, ho fiducia in me stesso. Lo diventerà se riusciremo a vincere qualcosa a fine anno.

Il record di gol? Se c’è la possibilità, perchè no? Spero di continuare a segnare ancora tanto, aiutando il Napoli a vincere.

Tagliarmi la barba se segno più di trenta gol? Non so, da quando ce l’ho sto andando bene (ride, ndr): proviamo prima ad arrivare a trenta gol…sono un po’ scaramantico”. cn24

Segui la diretta radiofonica di domani – Juve Stabia-Lupa Castelli (Berretti), i convocati di Liguori e Juve Stabia-Napoli (Under17 lega pro)

Dopo l’importante vittoria contro la Robur Siena, la Juve Stabia, categoria Berretti, di mister Nicola Liguori, chiede strada anche alla Lupa Castelli per continuare a correre e agganciare la zona play off che dista solo 3 punti. Appuntamento alle ore 14 di domani, sabato, su Vivi Radio Web la radio ufficiale di Vivicentro.it per la diretta del match.

Questi i convocati di Nicola Liguori: Montella, Borrelli F., Noto, Rubino, Lombardi, Ioio, Rossi, Borrelli, Lattuga, Elefante, Vanacore, Strianese, Servillo, Melone, Sorrentino, Natale, Langella, Matassa, Contieri, Del Prete, Grieco.

A seguire, in diretta, anche la gara tra Juve Stabia e Napoli, categoria Under 17 Lega Pro.

Poi via a tutte le interviste e le immagini della gara su Vivicentro.it

Come sempre potrete ascoltarla in diretta a questo indirizzo:

Link per ascoltare dal pc: https://37.187.93.104/start/viviradioweb/ (Link ottimizzato per Google Chrome, con altri browser tipo Mozilla Firefox, Internet Explorer, ecc. bisogna installare Java)

Link per ascoltare dai dispositivi mobili: https://lyra.shoutca.st:8212/
 
Sui cellulari e dispositivi mobili è possibile installare l’applicazione TUNEIN e cercare ViViRadioWEB

Stefano Sanderra: Dalla Juve Stabia quest’anno ci si aspettava di più considerato l’organico

Stefano SanderraNel corso della puntata de “Il pungiglione stabiese”programma radiofonico a cura della redazione di Vivicentro, in onda sulle frequenze di ViviRadioWeb, abbiamo avuto il piacere di sentire l’ex allenatore del Catanzaro, Stefano Sanderra.

Ecco le sue dichiarazioni:

– Qual’è il suo ricordo della sua esperienza in giallorosso?

Catanzaro è una piazza molto esigente e ha una curva molto calda, io mi sono trovato bene sia con la società che con la tifoseria, meritano tanto.

– Qual è il suo pensiero su Cosentino e Manniello?

Sono due presidenti forti, non è facile fare una Lega Pro da soli, ci sono tante spese e pochi ricavi. Per i sacrifici fatti da entrambi meriterebbero tantissimo.

– Chi vede come la favorita per la vittoria del campionato?

Il Foggia credo sia la favorita, gioca un ottimo calcio, si è rinforzata a gennaio e ha anche una grande piazza alle spalle che spinge. Foggia, Lecce, Benevento e Casertana se la giocheranno fino alla fine.

– Chi secondo lei ha deluso le aspettative?

Dal Catania mi aspetto di più nonostante la penalizzazione,

– Chi è la regina del mercato?

La Casertana si è rinforzata molto con Jefferson e Matute.

– L’attuale Catanzaro è diverso da quello che ha allenato Lei l’anno scorso, un suo giudizio sul prossimo turno in cui le aquile faranno visita alle vespe?

Dalla Juve Stabia quest’anno ci si aspettava di più considerato l’organico, il Catanzaro è risalito con Erra anche se ha fatto un solo punto nelle ultime tre gare, sarà una gara bella, difficile ed equilibrata per entrambe, perché sono due squadre a ridosso della zona rossa.

Il Catanzaro è una squadra molto quadrata che può contare su giocatori forti come ad esempio Razzitti.

Pescara-Bari è il big match cadetto

Pescara-Bari è il big match cadetto valido per la terza giornata di ritorno del campionato cadetto. All’Adriatico- “Cornacchia” si sfidano la terza forza del campionato, il Pescara, che è terzo in classifica a quota 43 punti, reduce da 6 vittorie di fila, e il Bari, quarto in graduatoria a quota 39 punti. All’andata la partita si concluse 0-0, al termine di una gara non proprio esaltante. In questa contesa, invece, si prevede grande battaglia tra le due compagini: il Pescara vuole continuare il suo sogno per conquistare la promozione diretta, e per fare questo ha bisogno di riprendere le due lepri del campionato, Crotone, capolista issatasi a quota 53 punti, e Cagliari, secondo a quota 49. Piuttosto inverosimile pare l’ipotesi formulata da alcuni ottimisti cronisti locali, secondo la quale, il Pescara potrebbe salire senza passare per i play-off anche da terzo classificato. Per fare sì che questo accada, la truppa di Oddo dovrebbe distaccare di almeno dieci lunghezza la formazione che a fine torneo si sarà classificata quarta. Ci sembra un’ipotesi molto remota, anche se nel calcio nessun risultato è impossibile.

Il Pescara ritroverà l’ex Maniero, che con la maglia del Pescara ha collezionato 101 presenze condite da 36 reti realizzate. Sul sito ufficiale del Bari, l’attaccante di origini campane, ha dichiarato di portare Pescara nel cuore, ma che sabato cercherà di dare il meglio per la sua attuale squadra. Alla guida del Bari c’è Marco Camplone, pescarese DOC, che farà ritorno nella sua città natale.

Buone notizie per Verde: è, finalmente, dopo una spasmodica attesa, arrivato il transfer per l’ex calciatore della Roma, il quale sarà disponibile nella gara contro i pugliesi, che sarà arbitrata da Ghersini di Genova, con inizio fissato per le ore 15:00 di sabato.

Ecco la lista dei convocati del Pescara:

I CONVOCATI PER PESCARA BARI

Aldegani Gabriele 

Aresti Simone

Fiorillo Vincenzo

Campagnaro Hugo

Fiamozzi Riccardo

Zampano Francesco

Fornasier Michele 

Zuparic Dario

Vitturini Davide

Benali Ahmad 

Bruno Alessandro

Mandragora Rolando 

Memushaj Ledian

Ransford Selasi

Torreira Lucas

Verre Valerio 

Caprari Gianluca

Cocco Andrea 

Lapadula Gianluca

Mitrita Alexandru

Verde Daniele

Giachetta Saverio

CHRISTIAN BARISANI

ISCHIA, UFFICIALE: INGAGGIATO VINCENZO PEPE

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L’Ischia Isolaverde con un comunicato ufficiale sul proprio sito comunica di essersi assicurata le prestazioni sportive del giocatore Vincenzo Pepe. Il centrocampista esterno, nato a Napoli il 4 Aprile 1987, è cresciuto nel settore giovanile del Parma e vanta tre convocazioni con le Nazionali giovanili di categoria. Il giocatore napoletano ha disputato il campionato di Serie B con Avellino, Salernitana e Virtus Lanciano per un totale di 58 presenze condite da 5 reti. Mentre in Lega Pro ha indossato le maglie di Sambenedettese, Cremonese, Venezia, Siracusa, Nocerina, Pro Vercelli, Messina e Martina Franca andando in rete 11 volte in 139 apparizioni. Nella prima parte della stagione ha racimolato 6 presenze e 2 reti con l’Abano (Serie D).

IL VIGNETO DELL’AMARONE E LA SUA TRADIZIONE. FRA I VALORI STORICO RURALI MONDIALI DA CONSERVARE.

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Verona, 18 gennaio 2016. I vigneti dell’Amarone e la loro storia saranno protagonisti nel 2016 del terzo incontro mondiale dell’ International Terraced Landscapes,  dedicato quest’anno all’Italia. Per 3 giorni, dal 9 all’11 ottobre un gruppo selezionato fra più di duecento scienziati, architetti paesaggisti, ingegneri, imprenditori vitivinicoli e giornalisti provenienti dai cinque continenti, visiteranno la  Valpolicella, approfondendo storia, cultura e tecniche di costruzione rurale, che hanno contribuito alla grandezza di questo vino.

Dopo la Cina con la zona montuosa di Ailao e Cusco in Perù con la catena montuosa andina, entrambe aree patrimonio dell’Unesco toccherà all’Italia promuovere, con in prima fila la Regione Veneto e la Valpolicella, la terza edizione del workshop internazionale sulle politiche di difesa, valorizzazione e promozione della storia e cultura rurale dell’agroalimentare di qualità.

Spiega il Presidente Christian Marchesini: “Un vino identitario come l’Amarone della Valpolicella non può che essere strettamente legato alla cultura e tradizione paesaggistico-rurale del suo territorio. Le “marogne”, tipici terrazzamenti realizzati con pietre di scarto o conci di calcare per coltivare a vite i terreni impervi sono il primo dei nostri iconemi. L’interesse mondiale per la nostra storia e tradizione vitivinicola rappresenta la conferma che l’Amarone della Valpolicella è sempre più un brand internazionale”.

Appuntamento quindi ad Anteprima Amarone, organizzato dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella con il sostengo della Regione Veneto, della Banca Popolare di Verona e della Camera di commercio di Verona, che avrà luogo sabato 30 e domenica 31 gennaio 2016 al palazzo della Gran Guardia a Verona. L’ingresso al pubblico è previsto dalle ore 16.00 alle ore 19.00 di sabato e dalle ore 10.00 alle ore 18.00 di domenica. Info sulla prevendita biglietti e sulle aziende partecipanti sul sito www.anteprimaamarone.it

ANTEPRIMA AMARONE 2012: UN’EDIZIONE 2.0 – SABATO 30 E DOMENICA 31 GENNAIO 2016 AL PALAZZO DELLA GRAN GUARDIA DI VERONA

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Sarà una versione 2.0, la tredicesima edizione di Anteprima Amarone in programma al Palazzo della Gran Guardia di Verona il 30 e 31 gennaio. Diventato negli anni, l’appuntamento di spicco organizzato dal Consorzio Valpolicella, Anteprima Amarone, diventa sempre più “social” con la pagina Facebook in primo piano. Notizie sulla Denominazione, spunti e approfondimenti dedicati all’Amarone saranno gli argomenti che il pubblico potrà trovare sul sito multilingue dedicato, www.anteprimaamarone.it, oltre alle informazioni e ai profili delle aziende partecipanti.

Gli oltre settanta Produttori presenti proporranno in degustazione la nuova annata, ma anche annate storiche. Gli ospiti potranno così scoprire le potenzialità dell’Amarone confrontando le caratteristiche delle diverse vallate e le peculiarità del territorio. Modernità e tradizione evidenziano i diversi stili e le diverse filosofie aziendali. L’Amarone della Valpolicella e il suo successo, oramai riconosciuto a livello mondiale, saranno i protagonisti del convegno di apertura, moderato da Andrea Scanzi che, con il Presidente Christian Marchesini, si confronteranno sul lavoro del Consorzio, sulla presentazione tecnica dell’annata a cura del dottor Diego Tommasi del Cra di Conegliano e sulle performance registrate nei mercati esteri dalla Denominazione, presentate dal dottor Denis Pantini di Nomisma.

Appuntamento quindi ad Anteprima Amarone, organizzato dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella che avrà luogo sabato 30 e domenica 31 gennaio 2016 al Palazzo della Gran Guardia a Verona. L’ingresso al pubblico è previsto dalle ore 16.00 alle ore 19.00 di sabato 30 gennaio e dalle ore 10.00 alle 18.00 di domenica 31 gennaio. I biglietti sono disponibili in prevendita sul sito www.anteprimaamarone.it

(prezzo del biglietto € 30).

Albiol: “Higuain sta bene. Scudetto? Ci crediamo”

Raul Albiol ha parlato a Radio Kiss Kiss Napoli:

Cosa vi dite nello spogliatoio? Credete allo scudetto? “Crediamo di vincere partita dopo partita. Scudetto? Si, siamo qua per vincere il massimo e tutti lo vogliamo vincere, ma sappiamo che è difficilissimo. Ci sono altre squadre che lo vogliono ma noi siamo una grande rosa e stiamo lavorando tutti insieme. Possiamo far bene fino alla fine, questa è la nostra motivazione, il nostro obiettivo massimo è vincere lo scudetto e far contenti tutti i tifosi, vogliamo lavorare per riuscirci”.

L’imminente arrivo di Regini? “Tutti i calciatori che arrivano, possono essere utili alla causa. Dobbiamo vincere tutti insieme, un nuovo innesto è come se fosse con noi da tempo. E’ arrivato Grassi prima, non so se arriverà qualche altro elemento. Lo accoglieremmo certamente bene”.

Differenze tra il San Paolo e il Bernabeu? “Sono grandissimi stadi, a Fuorigrotta mi sono trovato benissimo fin da subito. Ne avevo sentito parlare in passato. Per me giocare in casa è sempre una motivazione speciale”.

Domanda dei tifosi da casa, riportata da Radio Kiss Kiss: le differenze tra Sarri e Benitez? “Ogni allenatore è diverso, con Rafa abbiamo fatto grandi gare e grandi stagioni. L’anno scorso abbiamo perso tutto alla fine, è stato un peccato. Ma abbiamo disputato due semifinali. Con Sarri abbiamo lavorato tantissimo fin da subito, per fare bene in campo. All’inizio abbiamo fatto fatica, ma ora siamo felicissimi del suo lavoro e del gioco che esprime la squadra. Vogliamo arrivare più lontano possibile e vincere tutto ciò che è possibile”.

Il mese di febbraio sarà terribile. “Sarà impegnativo, c’è molto lavoro da fare. Bisogna restare uniti, solo così possiamo andare avanti”.

Testa all’Empoli, senza pensare a Juve-Napoli? “Esatto, ora pensiamo all’Empoli. Sarà una gara difficilissima, la squadra toscana gioca senza paura. Ha una buona rosa, soprattutto fuori casa sta facendo bene. Serve massima attenzione, con l’aiuto dei tifosi. Ci aspettiamo uno stadio pieno per vincere e tenere il primo posto. Siamo in vetta, abbiamo bisogno dei tifosi. Ci hanno sempre affiancato da inizio stagione, ma ora il supporto serve più di prima”.

Lotta Napoli-Juve per lo scudetto? “Prima di Natale eravamo dietro l’Inter, adesso abbiamo sei punti in più. Con tre punti a gara, tutto può cambiare in due partite. Ora siamo felici per il primato, abbiamo vantaggio su Juve, Inter, Fiorentina e Roma. Ma bisogna continuare così, la prossima gara sarà fondamentale per noi”.

Hai giocato al Real, state lavorando affinchè il Napoli possa tenersi in alto anche in futuro? “Il club sta lavorando bene, noi siamo migliorati durante la stagione. Viviamo un buon momento, aspettiamo a fine stagione per guardare la classifica. Vogliamo restare al primo posto, ma manca tantissimo alla fine del campionato. Dobbiamo lavorare, ma sappiamo che la Juventus s’è fatta sotto. Ha vinto undici gare di fila in campionato, ha una grande rosa e una grande società. Per noi deve essere una motivazione in più. La prossima settimana sarà fondamentale per noi, abbiamo tre gare di fila”.

La fase difensiva trova più difficoltà rispetto al passato? “E’ importante tornare a non subire gol, sappiamo che dobbiamo fare attenzione in difesa. E’ fondamentale non subire gol, abbiamo sempre occasione di andare a rete ma dobbiamo fare meglio in fase difensiva”.

La gara con l’Empoli? “E’ sempre difficile giocare contro di loro, loro giocano benissimo al calcio. Per noi, fin dal 1′, deve essere una gara con molta intensità e concentrazione. Bisogna vincere, dobbiamo tornare a casa dopo aver fatto bottino pieno”.

L’infortunio di Grassi? “Dispiace per lui, ma tra tre settimane sarà con noi. Lo aspettiamo a braccia aperte”.

L’infortunio di Higuain? “Ora sta bene, per fortuna. E’ fondamentale per noi, ha preso una botta ma ora sta bene”.

Prima domanda per Albiol: la gara di ieri col San Vito Positano? “E’ stato un piacere giocare contro di loro, è stata una giornata bellissima”.

L’Associazione di Genitori e Amici di Persone Omosessuali domani in piazza contro il Ddl Cirinnà

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Roma. Il rimpasto di Governo prende il sopravvento sulla discussione in senato del DDL Cirinnà. Determinante è stata anche la richiesta della Lega di far slittare la data. Martedì prossimo, nei primi di Febbraio, il giorno tanto atteso. Un giorno dove le sorprese non saranno da meno, considerando che una buona fetta di deputati PD non condivide parti della legge. In tutto ciò domani, Sabato 30 Gennaio, si terrà il FamilyDay al Circo Massimo, location scelta in secondo momento visto l’afflusso ingente di persone. Contestualmente è stata inoltrata una lettera scritta dall’  Associazione di Genitori e Amici di Persone Omosessuali (AGAPO) in cui si dice all’ Onorevole Cirinnà che questa legge non fa il bene delle persone omosessuali. 

 

“Come genitori di figli omosessuali conosciamo bene le sofferenze legate al fatto che da una loro relazione affettiva non possono nascere figli.  Non abbiamo dubbi che Lei, attraverso la Stepchild Adoption prevista dalla legge sulle unioni civili, desideri lenire tale sofferenza, ma crediamo che la stessa Stepchild Adoption non sia la giusta via, e per la tutela del figlio, e perché crea nelle persone omosessuali aspettative che nella realtà non possono che rimanere deluse.”

 

Un vero e proprio colpo di scena che potrà far definitivamente rivedere il testo facendo crollare le aspettative del Senatore Democratico che a più repliche ha deciso di proseguire non ritirando il testo. La partita si giocherà proprio sulla  Stepchild Adoption in quanto senza di essa il testo sarebbe approvato senza troppi problemi con una maggioranza ampia. 

 

“Il figlio naturale del partner, ossia il minore già nato, nato cioè da una precedente relazione affettiva con una persona dell’altro sesso, ha già due genitori: il partner e il suo ex-partner eterosessuale. Il desiderio incoraggiato dalla legge di avere un figlio, verrebbe quindi a basarsi esclusivamente sulla speranza che il genitore di sesso diverso sia mancante, o a causa della sua morte o perché quest’ultimo abbia abbandonato o abbandoni la propria maternità o paternità, ambedue i casi più che rari e, comunque, non desiderabili.  La via realistica per giungere attraverso la Stepchild Adoption alla co-maternità o co-paternità è quindi quella dell’eterologa o della cosiddetta maternità surrogata conseguita all’estero.  Invece, mentre Lei continua a sostenere che la Stepchild non è volta alla normalizzazione dell’utero in affitto, in quanto non esplicitamente menzionato nel disegno di legge, la maggior parte degli italiani – come dimostrano i sondaggi – la vede diversamente; e a loro si affiancano numerosissime persone omosessuali”.

 

Si tratta di cancellare comunque il genitore dell’ altro sesso dalla vita del bambino e non si può negare che i bambini, anche figli di persone omosessuali, siano nati da una mamma ed un papà e quindi secondo il processo designato dalla natura. Chiara, da parte dell’ AGAPO, è l’adesione alla manifestazione di sabato. Molti si chiedono, però, quanto sia determinante la partecipazione del maggior numero possibile di persone. La politica si fermerà a riflettere o farà orecchie da mercante? Il dato certo è che la piazza vota e i cattolici che hanno diritto di voto, nella penisola, non sono pochi.

 

Emilio D’Averio

*Fonte foto: Sì24.it 

L’ORDA AZZURRA – Ore 20:15 per una puntata speciale con tanti ospiti: un calciatore dell’Empoli, Ferlaino, Vinicio e Luisi

Questa sera non perderti l’appuntamento con L’Orda Azzurra, il programma che va in onda sulle frequenze di Vivi Radio Web la radio ufficiale di Vivicentro.it. Tutto quello che c’è da sapere sul Napoli, sempre live…

A condurre il programma, Ciro Novellino (giornalista di Vivicentro) e al suo fianco Mario Vollono (vicedirettore di Vivicentro). Tanti ospiti al telefono e in studio, ma i protagonisti siete voi, come sempre. Mandate i vostri messaggi sulla pagina Facebook della radio, o chiamate allo 081 048 73 45 oppure mandare un messaggio Whatsapp al 338 94 05 888.

Gli ospiti di questa sera: un calciatore dell’Empoli in collegamento con noi, l’ex presidente Corrado Ferlaino e Luis Vinicio, oltre al presidente del Club Napoli Rimini Azzurra, Vincenzo Luisi.

Non mancate, L’Orda Azzurra sta arrivando…!

Come sempre potrete ascoltarla in diretta a questo indirizzo:

dalle 20:15 e in differita due ore dopo la fine della trasmissione a questo indirizzo https://www.spreaker.com/show/tracce-di-lorda-azzurra