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Il Punto – 23 febbraio

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C’è un modo per evitare che i risparmiatori paghino il prezzo delle insolvenze bancarie. Basta che le banche emettano obbligazioni a più alto rischio riservate a investitori istituzionali per l’8 per cento delle loro passività. Il bail-in si mangia questa parte e poi scatta il bail-out, pagato dai contribuenti ma senza coinvolgere i piccoli obbligazionisti.

Tornando sui primi 24 mesi del governo Renzi, l’annunciata riforma (legge delega e provvedimenti attuativi) delle regole tributarie ha realizzato solo manutenzione e aggiornamento della normativa. Utile ma limitato. Buoni, invece, i risultati della Voluntary disclosure per l’emersione dei capitali nascosti all’estero. Sulla casa c’era da contenere l’emergenza abitativa e contribuire alla ripresa delle costruzioni. Tante misure – dal Piano casa allo Sblocca Italia – spesso contraddittorie fra loro. Con l’arrivo delle città metropolitane e la quasi-abolizione delle province, la legge Delrio ha inciso su un pezzo della mappa del potere locale. È però prematuro trarne un bilancio, soprattutto perché i nuovi enti sono a secco di denaro.
Dalle cause dell’andamento schizofrenico del prezzo del petrolio agli effetti sulle borse e in particolare sui titoli bancari, cerchiamo di capire con una serie di domande e risposte quello che è accaduto e che potrebbe accadere. La crisi non è finita.
Ci sono molti modi in cui l’organizzazione del lavoro aziendale penalizza le donne rispetto agli uomini. Uno dei più frequenti è quando i manager maschi fissano riunioni alle sette di sera: tanto a casa c’è qualcuno che garantisce il welfare familiare. Sarà un caso ma – dice una ricerca – quando il vertice è femminile le pratiche discriminatorie si attenuano.

  • Come disinnescare la mina del bail-in
    23.02.16
    Angelo Baglioni

    La Banca d’Italia, in qualità di autorità di risoluzione bancaria, ha la possibilità di evitare che la scure del bail-in colpisca i risparmiatori al dettaglio, in caso di salvataggio con aiuto pubblico. La stessa direttiva dà lo strumento adatto. Basta volerlo usare.

  • Due anni di politica tributaria
    23.02.16
    Tommaso Di Tanno

    Voluntary disclosure e attuazione della riforma tributaria caratterizzano la politica tributaria dei due anni di governo Renzi. La prima misura non è un condono e mira a costruire un dialogo più costruttivo fra contribuente e fisco. La seconda ha alcuni meriti, ma non ha riformato il catasto.

  • Bilancio in rosso per la casa
    23.02.16

    Raffaele Lungarella

    Contenere l’aggravarsi dell’emergenza abitativa e contribuire alla ripresa dell’edilizia: sono gli obiettivi principali del governo Renzi nelle politiche per la casa. Ma sono stati perseguiti con provvedimenti slegati e a volte contraddittori, quindi poco efficaci. Risorse e scelta delle priorità.
  • Senza risorse non esiste la città metropolitana
    23.02.16
    Vittorio Ferri

    Ridimensionate drasticamente le province, la legge Delrio ha assegnato alle città metropolitane funzioni fondamentali che intersecano l’azione delle regioni. È mancato però un progetto strategico di governo delle aree metropolitane. Così come non sono state previste risorse finanziarie specifiche.

  • La crisi che parte dal petrolio: domande e risposte
    23.02.16
    Rony Hamaui

    Alcune domande e risposte sul crollo del prezzo del petrolio e sulle conseguenze che ne derivano. Dalle cause agli effetti sulle borse internazionali e in particolare sui titoli bancari, un’analisi per capire quello che è accaduto e quello che potrebbe accadere. Fragilità italiane e vie d’uscita.

  • Quando l’organizzazione del lavoro discrimina le donne
    23.02.16
    Claudio Lucifora e Daria Vigani

    La presenza di donne in posizioni di vertice contribuisce a ridurre il pregiudizio di genere in modo diretto e indiretto. Mentre le politiche di pari opportunità dovrebbero intervenire sui differenziali retributivi, ma anche sulle modalità di organizzazione del lavoro. I risultati di uno studio.

12 migranti soccorsi, nel mar Egeo, dalla Motovedetta CP292

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Video di alcuni momenti dell’operazione di soccorso condotta la scorsa notte dalla Motovedetta CP292 della Guardia Costiera italiana che sta operando nel Mar Egeo.

 

L’unità della Guardia Costiera ha soccorso 12 migranti a bordo di un gommone di piccole dimensioni in procinto di affondare, nel corso della navigazione dalle coste turche a quelle greche, con condizioni meteomarine avverse.

Tutti i migranti sono stati successivamente condotti in salvo sbarcati nel porto di Kos.

 

Corbo: “Sarri non ha la flemma né il fatalismo di Allegri e si fa espellere”

L’effetto Juve guida anche il Milan. Il cupo tatticismo di Allegri non si è esaurito nella sfida di Torino. Non solo fu sconfitto il Napoli che correva e creava di più, è stato diffuso un messaggio . Questo: basta non farlo giocare per vincere o non perdere. Mihajlovic dice di non aver visto quella partita, avendo preferito un film di James Bond, un’adorabile bugia per coprire i segreti che covava nel viaggio verso Fuorigrotta. Come la Juve, Milan detta il tema tattico. Esaspera il 4-4-2 degli attuali campioni in un più tenace 4-5-1. Perché dietro Bacca, che girava da un polo all’altro come una valigia persa, è Niang a trovare una posizione strategica. Prima fa velo su Jorginho per impedirgli la costruzione, ma Niang raddoppia anche sulle zone esterne, dove Callejon si mostra subito appannato, sia nelle conclusioni nebulose, sia quando stanco favorisce il pari del Milan. Non scala su Bonaventura, lo guarda: Bonaventura è purtroppo solo per il Napoli, sorpreso in una sbandata difensiva che ricorda gli errori fatali della scorsa stagione. Qui Sarri capisce che il Napoli non è più quello che aveva rifondato: era irresistibile. I tentativi di surgelare la partita hanno un limite anche nel disegno di Mihailovic, appena il Milan sottovaluta i triangoli del Napoli nel versante sinistro. Una fabbrica di idee accelerata dal tempo che passa e dall’ansia di Ghoulam, Hamsik, Insigne: hanno poco spazio come a Torino, ma la febbre del primato li trascina in un mulinello vorticoso, in una pressione insopportabile per la verticale opposta. Honda, Kucka e Abate che in un salto dissennato offre un tacco alla perfida sassata di Insigne. C’è un cambio di scena nella ripresa. Se all’inizio il Milan è stretto; se Alex e Zapata incatenano Higuain; se per un’ora il ritmo è stato basso, il Napoli avverte l’urgenza di una reazione. Sarri deve studiare qualcosa, ripensa alla solita mossa, escludere Callejon per inserire Mertens in parallelo con Insigne. Tutto il Napoli deve però accelerare e lo fa schiacciando il Milan, non certo esausto, ancora tosto. Il primato dura solo 5’ . E Sarri non non ci sta. Non ha la flemma né il fatalismo di Allegri, si scalda, protesta, si fa espellere. Ritira lo stremato Allan per slegare anche il malinconico Gabbiadini: quarta punta in attesa di El Kaddouri. Sembra un frammento di sogno, l’ultima speranza, un urlo che rimane in gola. Si fa presto a dire: la corsa scudetto continua, ma gli impegni si accumulano, c’è il Villareal che sollecita una impresa per rimanere in Europa. Dove finisce Napoli-Milan comincia il rimorso: sono stati lasciare passare due mercati. Un esterno ed un mediano, due ricambi di qualità, non avrebbero portato il Napoli alla fase cruciale con Callejon, Allan e Hamsik affannati, fari che danno ora luci appena appena fioche. Ma non è finita, Napoli ci crede ancora.

Antonio Corbo-La Repubblica

Il Napoli schiacciasassi non c’è più: assedio al Milan, ma è solo pareggio

La Gazzettadello Sport scrive sul pareggio del Napoli: “Aiuto, il Napoli ha perso la vittoria. Aiuto, il Napoli si è ristretto. Due sconfitte e un pareggio nelle ultime tre partite tra A ed Europa. Senza successi per tre gare di fila era successo soltanto all’inizio stagione. Un solo gol su azione, ieri sera, nelle ultime quattro. Col Carpi la vittoria è arrivata su rigore, che poi è stato l’ultimo gol di Higuain. Il peggio di tutto questo è l’occasione sprecata. Niente contro sorpasso. Si continua a inseguire, e la Juventus ringrazia un buon Diavolo. Un Diavolo duro da battere di questi tempi. Ma è anche vero che il Napoli schiacciasassi non c’è più, o perlomeno si è preso una pausa. Purtroppo per il ciuccio, si è placato nel momento più delicato della stagione. Tutto è ancora in gioco, Europa League inclusa. Ma bisogna ritrovarsi”.

Gazzetta su Higuain: “E’ prigioniero delle sue tensioni”

La Gazzetta dello Sport scrive su Gonzalo Higuain: “Sono tristi le notti di Gonzalo Higuain. I numeri lo scuotono, gli ricordano che non segna da 4 gare. L’ultima rete contro il Carpi, su calcio di rigore. Poi tre gare proprio a secco. Non gli era mai capitata un’astinenza del genere in questa stagione. Per la prima volta, il Pipita s’è scoperto vulnerabile, prigioniero delle sue tensioni e di quelle della squadra che non riesce a ritrovarsi. Anche contro il Milan in lui ha prevalso la rabbia, per l’intera durata della gara s’è lamentato con Banti. Proteste che non hanno avuto una ragione: Zapata lo ha marcato in maniera pulita”

CorSera attacca: “Napoli squadra ansiosa con i muscoli avvelenati dalla stanchezza”

Il fortino del San Paolo ribolle, prima di passione e poi di rabbia ma il Corriere della Sera racconta cosa è successo ieri sera in Napoli-Milan. Con il gol di Lorenzo Insigne che diventa “l’uomo della grande illusione. La notte che doveva scacciare i fantasmi, certifica invece le difficoltà dell’anti-Juve. Una squadra ansiosa che comincia bene ma, con i muscoli avvelenati dalla stanchezza, finisce per pagare il pegno emotivo alla rincorsa”.

Adesso tocca ai diritti delle donne EMANUELE FELICE*

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L’approvazione del ddl Cirinnà rappresenta una tappa fondamentale per la modernizzazione della società italiana. Ma non è certo il punto di arrivo. Piuttosto è il punto di partenza. 

 

La questione omosessuale è solo la punta d’iceberg di un fenomeno assai più ampio, che ci vede fanalino di coda in tutto l’Occidente: la discriminazione di genere. Le donne, cioè la maggioranza della popolazione, in Italia hanno minore reddito (anche a parità di lavoro). 

E anche minore rappresentanza politica e sociale, minore possibilità di affermarsi secondo il merito e di realizzarsi nella vita seguendo le proprie inclinazioni. Ne hanno meno rispetto agli uomini e ne hanno meno rispetto a tutti gli altri Paesi avanzati. 

 

I dati sulle statistiche internazionali sono su questo eloquenti, impressionanti. L’indice mondiale sulla differenza di genere, che da 0 a 1 misura il divario fra uomini e donne in base a criteri economici, politici e sociali, nel 2014 vede l’Italia sessantaseiesima, su 136 paesi. Nella parte bassa della classifica. Tutti i Paesi dell’Europa occidentale, gli Stati Uniti e il Canada, l’Australia, finanche l’Argentina, si trovano nelle prime 30 posizioni. Noi siamo un caso a parte.  

È sconcertante che non se ne parli mai. La discriminazione sistematica – economica, sociale e culturale – nei confronti di oltre metà della nostra popolazione non riceve da noi quasi nessuna attenzione. 

 

Questa situazione ha ricadute negative anche sulla crescita economica, giacché in sostanza impedisce a milioni di persone di sviluppare tutto il loro potenziale, anche lavorativo. E non è un caso che al Sud il problema sia più grave che al Nord: sul perdurante divario fra il Mezzogiorno e il resto del Paese, che negli ultimi anni ha continuato ad allargarsi, pesa la questione di genere. 

È sconcertante, forse però non sorprende. Saremmo già una società meno maschilista, se almeno ne parlassimo. E anche il dibattito di queste settimane sul ddl Cirinnà, per come è andato prendendo corpo soprattutto nel mondo dell’informazione e fra la classe politica, dà l’idea di quanta strada ci sia ancora da fare. Mentre tutti gli studi scientifici indicano chiaramente che non vi è alcuna differenza, per il benessere del bambino, a seconda che venga cresciuto da genitori di sesso diverso o dello stesso sesso, da noi si dà per scontato che la differenza esiste; peraltro senza mai accennare al fatto che, se problemi vi sono, questi si devono non certo all’ambiente famigliare, ma alla società che discrimina (e che quindi spetterebbe alla politica non solo di fare la legge, ma anche di promuovere una cultura del rispetto). La conseguenza è che, sull’altare di pregiudizi del tutto privi di riscontro scientifico, si è disposti a sacrificare, ci stiamo avviando a sacrificare, proprio i diritti dei minori che tutti dicono di voler proteggere. E qual è questo pregiudizio, venendo al sodo? Quello secondo cui le donne fanno inevitabilmente le cose in un certo modo, gli uomini in un altro. Il maschilismo, appunto.  

Recentemente la Corte europea dei diritti dell’uomo ha insistito sul fatto che un testo sulle unioni civili, senza l’adozione del configlio, non risolverebbe il problema delle discriminazioni nei confronti delle persone dello stesso. Ha ragione, e sarebbe bene che i nostri governanti se ne ricordassero. Ma potremmo aggiungere, l’evirazione dell’articolo 5 sarebbe anche, sul piano culturale, un ostacolo sulla strada della più ampia uguaglianza di genere: un esplicito tributo a una presunta inesorabilità della divisione dei ruoli su cui si è fondata, per millenni, la vessazione nei confronti dell’altra metà del cielo.  

 

La posta in gioco sul ddl Cirinnà non riguarda quindi solo una minoranza, ma coinvolge tutti. Proprio come riguardavano tutti le leggi sul divorzio e contro l’aborto clandestino, o la riforma del diritto di famiglia nel 1975: riforme approvate con un’ampia maggioranza parlamentare che hanno fatto fare enormi passi avanti alla società italiana. Certo, le leggi da sole non bastano. Quella contro la discriminazione di genere è una grande battaglia sociale e culturale che non può dirsi conclusa nemmeno in Paesi più avanzati di noi e che deve allargarsi a tutte le minoranze (ad esempio le persone transessuali, dal nostro ordinamento semplicemente ignorate). Passa attraverso un’opera profonda di sensibilizzazione nelle scuole, opera sabotata da gruppi oltranzisti che – mentre ci sono giovani che muoiono ancora di omofobia e di bullismo – ritengono che sia sbagliato insegnare ai bambini il valore della diversità e il rispetto per le identità di tutti. 

Ma le leggi sono importanti. Quelle buone possono fare avanzare la società e promuovere un clima diverso, offrendo a chi si sente discriminato tutela giuridica e quindi più forza – anche sul piano morale e culturale – per far valere i suoi diritti. 

E i governi possono fare molto. Non è un caso che con Zapatero la Spagna sia arrivata al dodicesimo posto nell’indice sulla differenza di genere. Distante anni luce di noi. Zapatero portò avanti un programma contro le discriminazioni di genere avanzatissimo, non solo sulle unioni omosessuali: le sue leggi hanno reso la Spagna un Paese più libero e anche più giusto (sono forse l’eredità migliore, e largamente condivisa, di quella stagione politica). Noi che allora perdemmo quell’appuntamento, finendo per scivolare all’ultimo posto nell’uguaglianza di genere, di buone leggi abbiamo ormai disperatamente bisogno. Il ddl Cirinnà non è che il punto di partenza. E bisogna partire bene.  

 

*lastampa

 
Alcuni diritti riservati.

Hamsik: “Abbiamo dominato tutta la partita, il risultato è deludente: ora testa a giovedì”

Marek Hamsik sul suo sito: “Abbiamo dominato tutta la partita, il risultato è deludente. Volevamo vincere, far esplodere di gioia l’intero San Paolo. In alcuni momenti ci è mancata la fortuna, come in occasione del palo di Mertens. E’ un peccato non aver vinto, ma queste partite fanno parte del calcio. Adesso però la nostra concentrazione è rivolta tutta al Villarreal”.

VIDEO ViViCentro – Jorginho: “Solo questione di sfortuna, ma siamo vivi e lottiamo per lo scudetto”

Al termine della gara pareggiata dal Napoli contro il Milan al San Paolo, Jorginho ha parlato ai nostri microfoni in mixed zone: “Dobbiamo guardare a noi stessi, li abbiamo massacrati, la palla non è andata dentro. Abbiamo fatto il nostro gioco come sempre. Io cerco di fare quello che mi chiede il mister. Devo migliorare sotto tanti aspetti, forse devo verticalizzare di più. Però è difficile andare davanti se non c’è spazio. Gol Milan? Dal campo mi sembrava fallo”.

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

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Scontri al San Paolo: tentato l’assalto ai tifosi ospiti con bombe carta

Un gruppo di ultrà del Napoli, ieri sera, era pronto all’agguato ai tifosi avversari del Milan ed ha fatto esplodere una serie di bombe carta nonchè lanciato sassi nei pressi di viale Marconi a Fuorigrotta, dove i cinquecento sostenitori arrivati da Milano erano stati radunati prima di entrare nel settore ospiti dello Stadio San Paolo.

La polizia è dovuta intervenire, come riferisce il Corriere del Mezzogiorno, e un agente è finito in ospedale.

Jorginho: ” Abbiamo fatto la partita, è mancata un pò di fortuna”. (VIDEO)

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Jorginho è intervenuto nel post partita ai microfoni di sky, queste le sue dichiarazioni:

“Guardiamo a noi stessi come abbiamo sempre fatto e dobbiamo continuare su questa strada. Abbiamo imposto il nostro gioco come sempre costruendo numerose occasioni; ci è mancato un pizzico di fortuna. Cerco di fare quello che mi chiede il mio allenatore, forse devo migliore nelle verticalizzazioni anche se non è facile quando la partita è bloccata; meglio spostare il gioco sugli esterni”.

Donnarumma: “la prima volta al San Paolo, un’ emozione indescrivibile”.

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Gianluigi Donnarumma, giovanissimo portiere rossonero, ha parlato a fine gara ai microfoni di sky dopo il pari contro il Napoli.

Queste le sue parole :

“È la prima volta che gioco al San Paolo ed è qualcosa di indescrivibile. Un granfe stadio come del resto anche i tifosi. L’emozione è forte ma bisogna non farla trapelare e mantenere la concentrazione. Sul gol di Insigne sono stato beffato da una deviazione ma sono contento per il risultato, un punto fondamentale per la corsa Champions. Ringrazio Reina per i complimenti “.

Napoli-Milan, il commento della società: “Testa a giovedì, per scalare una montagna”

Il Napoli gioca ad una porta contro il Milan, ma quella porta non viene giù. Chiamatele “maledette” o “stregate”, ma certe partite sembrano davvero battezzate da una nefasta congiuntura astrale. Le stelle di Fuorigrotta stanno a guardare i Guerrieri azzurri che dominano, lottano, prendono coraggio e forza da ogni risorsa, ma nel vaso di Pandora manca solo la fortuna. L’immagine icona della partita arriva poco dopo l’ora. Hysaj imbecca Mertens che di destro gira in porta a botta sicura: la palla sbatte sul palo, Donnarumma guarda e prega, il San Paolo sospira e impreca. Il primo tempo si era chiuso 1-1 con gol di Insigne e Bonaventura. Ma nel secondo tempo il campo diventa in discesa verso la porta del Diavolo, un assalto continuo, un fortino d’altri tempi. Non entra il pallone dell’esorcismo ed il Milan saluta il triplice fischio come l’annuncio dell’armistizio. Un Napoli che esce dal campo con il cuore e la personalità di chi sa lottare e di chi non mollerà un metro da qui alla fine. Si torna in campo giovedì in Europa per cercare di ribaltare la Spagna. Undici leoni e sessantamila cuori per scalare l’ennesima montagna…

FONTE: SSC.NAPOLI

COSENZA – JUVE STABIA parla Luigi Simoni: Il Cosenza dovrà fare molta attenzione perchè le vespe sono in ripresa.

Ospite dell’ultima puntata del Pungiglione Stabiese è stato Luigi Simoni, estremo difensore del Cosenza negli anni ’80 che riuscì a sopresa ad essere promosso in serie B nel 1987-88.

Con lui abbiamo parlato un po’ dell’ambiente rossoblu e della prossima partita che vede proprio i silani opposti alle vespe. Partita fondamentale per entrambe le formazioni per il raggiungimento del proprio obiettivo finale: promozione per il Cosenza e salvezza per la Juve Stabia.

Ecco le sue dichiarazioni:

 

– La piazza di Cosenza secondo Lei crede nella vittoria finale? “

“La piazza ci crede e ci spera.  La città e la società sono pronte per questo grande salto. Ovviamente non è facile , però ci credono e io ci spero.”

– Giorgio Roselli è il valore aggiunto di questo Cosenza?

“Personalmente non lo conosco di persona. Ci ho giocato contro quando giocavo a calcio. In questo anno e mezzo ha fatto bene . Il Cosenza non è un top team ma sta lottando alla grande e penso che il Mister ci abbia messo del suo.”

– Torneo equilibrato . Chi lo vince ?

“Personalmente ricorda il campionato 1987-88 dove lo vinse il Cosenza contro ogni pronostico. Il Foggia anche allora con Pippo Marchioro in panchina era la favorita. Quest’ anno Benevento, Lecce e Foggia e la stessa Casertana sono fortissime ma spero che si ripeta la storia di quel torneo magico.”

– Cosenza contro Juve Stabia cosa si aspetta da questa gara?

” La Juve Stabia è una squadra ostica. Le campane in queste partite danno sempre qualcosa in più sul piano del carattere. Il Cosenza dovrà fare molta attenzione perchè le vespe sono in ripresa.”

– Lei come allenatore ha avuto un certo Gianni Di Marzio, un personaggio che è un’icona a Castellammare di Stabia. Che ricordo ha di lui?

“E’ un grande personaggio, da lui ho imparato tanto, possiamo affermare che era un allenatore di carattere . Ogni partita ci spronava a dare sempre di più, a lottare con il cuore, vincemmo un campionato con lui in panchina anche grazie alle sue qualità.”

– Lei è stato alle dipendenze di grandi allenatori come Lido Vieri che è stato un altro personaggio legato a Castellammare ma anche di Giorgi, Cagni e Sonetti solo per citarne alcuni, che ricordo ha di loro?

 ” Giorgi che purtroppo è scomparso da poco e come detto prima Di Marzio penso le stesse cose anche di lui. Ho imparato comunque tanto da loro.” –

Se le dico Denis Bergamini?

“Un fratello, per me è una ferita sempre aperta e spero un giorno che sia fatta giustizia.

– Bergamini era ben voluto da tutti, Cosenza lo ama ancora. Che giocatore era?

“Un giocatore che si vedeva poco ma in campo si faceva sentire. Di Marzio gli affidava sempre il giocatore più pericoloso, come ad esempio Zola o Rui Barros, ma lui riusciva sempre a marcarli bene. Dal punto di vista umano, devo essere sincero , la piazza ha iniziato ad amarlo tantissimo dopo la sua scomparsa, penso anche perché la sua morte ingiusta non poteva passare inosservata.”

 – Lei ha giocato in Serie A ed ha avuto tanti campioni al suo fianco. Cito i vari, Angloma , Pele’, Silenzi, Pessotto, Di Francesco, Taibi…. che ricordo ha di quei campioni?

“Ricordo con affetto Stefano Cuoghi, un giocatore che ricorda Bergamini, è stato un grande personaggio e un vero capitano. Tecnicamente ovviamente non posso che ricordare con piacere Abedi Pelè: Semplicemente un fenomeno! Lei però mi ha citato solo quelli che ho avuto come compagni di squadra, da avversari la lista è lunga perchè negli anni ‘90 la serie A era davvero tanta roba.”

Napoli-Milan, Sarri: “Cosa è mancato questa sera? Un pizzico di fortuna”

E’ intervenuto, ai microfoni di Mediaset Premium, Maurizio Sarri, al termine del match contro i rossoneri: “Abbiamo concesso pochissimo, finire il primo tempo così è stato pesante, soprattutto dal punto di vista psicologico. Abbiamo avuto tante opportunità, ma ci è mancata la zampata per risolvere le partite. Ma c’è poco da recriminare in questa stagione. Esplulsione? Non l’ho capito, mi sembra un po’ troppo. Al di là degli episodi singoli, non si può permettere ad un portiere di perdere tempo. Questo è uno dei problemi del calcio italiano. Abbiamo crossato molto di più con i difensori esterni, oggi. E’ stata una nostra scelta poiché abbiamo visto, nelle scorse partite, Higuain un po’ solo. Cosa è mancato questa sera? Un pizzico di… fortuna. I dati ci danno ragione, sono momenti che ci possono stare. Siamo meno brillanti rispetto ad un mese fa, ma abbiamo provato a vincerla. Ci dispiace per il pubblico. Gabbiadini è un’alternativa da utilizzare per spezzoni di partita. Abbiamo meno lucidità nei giocatori decisivi, ma è normale.” 

Napoli-Milan, i voti di Vivicentro: il sorpasso non avviene!

Un pareggio che non basta al Napoli e il sorpasso non avviene alla Juventus che resta con un punto in più in classifica. Questi i voti di Vivicentro.it:

Reina 6, Hysaj 6, Albiol 5.5, Koulibaly 7, Ghoulam 6.5, Allan 5.5, Jorginho 5, Hamsik 5, Callejon 6, Insigne 6, Higuain 5.5. A disp. Gabriel, Rafael, Strinic, Valdifiori, Maggio, Mertens 6, Regini, David Lopez, Chiriches, Gabbiadini 6, El Kaddouri sv, Chalobah. All. Sarri 5.5

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

LIVE, DAL SAN PAOLO- Insigne di nuovo in gol, il Milan il suo bersaglio preferito

Il primo tempo si conclude così, sul risultato di uno a uno. Ad Insigne, poco prima della fine del primo tempo, su un tiro deviato, risponde Jack Bonaventura, su una grave disattenzione della retroguardia azzurra. Ancora 45 minuti per riacciuffare il primo posto. Da sottolineare, ad ogni modo, l’11esima rete di Lorenzo il Magnifico in campionato. Il quarto, per esattezza, contro i rossoneri, che possono, difatti, essere considerati il suo bersaglio preferito. 

FOTO, LIVE SAN PAOLO- Curva A: “Un giorno all’improvviso sei in testa al campionato…”

“Mi innamorai di te dal primo giorno in cui sei nato. Ho difeso il tuo nome ovunque sono stato. Un giorno all’improvviso sei in testa al campionato. E di amarti in molti se lo sono ricordato.” 

Napoli risponde alla grande dopo le due sconfitte, prima a Torino, contro la Juventus, e poi in Spagna, contro il Villarreal. In un San Paolo delle grandi occasioni, gli azzurri possono rimprendersi il primo posto, sfruttando lo stop dei bianconeri a Bologna. I tifosi ci credono, come testimoniano i cori e gli striscioni esposti nel pre partita. Direttamente dal San Paolo, ecco il messaggio dei tifosi partenopei alla squadra. Dal nostro inviato Ciro Novellino. 

 

Campania, stanziati 3 mln per apprendistato alta formazione

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Assessore Marciani: “percorso congiunto fra atenei e imprese”

Napoli, 22 feb. – E’ stato pubblicato sull’edizione odierna del BURC, Bollettino ufficiale della Regione Campania, l’avviso per l’Apprendistato di alta formazione e ricerca”, nell’ambito del programma ‘Garanzia Giovani in Campania’. L’avviso, si legge in una nota, è finalizzato all’attivazione della misura 4C e prevede la concessione di incentivi all’assunzione, nonché il finanziamento di percorsi formativi in raccordo con le Università, gli Istituti tecnici superiori e gli enti di ricerca. Sono stati stanziati complessivamente tre milioni di euro. Ai giovani assunti con questa tipologia di contratto sarà garantita una formazione coerente con le istanze delle imprese, conseguendo un titolo di studio in alta formazione o svolgendo attività di ricerca.

La Regione Campania finanzierà voucher per la copertura delle spese di iscrizione, frequenza ai corsi universitari e tirocini fino a 6mila euro, finalizzati al rilascio del titolo e personalizzati con attività tutoriali e formative aggiuntive. “L’obiettivo di questi percorsi – afferma l’assessore alla formazione, Chiara Marciani – è arrivare ad una proficua ‘contaminazione’ tra formazione e lavoro anche all’università, rafforzando i percorsi già iniziati in tal senso dalla Regione Campania negli ultimi mesi. É importante costruire un percorso in cui atenei e aziende operino congiuntamente per assicurare ai giovani un futuro professionale coerente con il proprio percorso formativo”.

Istat conferma dati inflazione: a gennaio +0,3% su 2015

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Confermate le previsioni dell’Istat sull’inflazione che a gennaio 2016, al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,2% rispetto a dicembre aumenta dello 0,3% nei confronti di gennaio 2015 (era +0,1% a dicembre). Lo rileva l’Istat confermando la stima preliminare. Il lieve rialzo dell’inflazione, sottolinea l’Istat, è principalmente imputabile al ridimensionamento della flessione dei Beni energetici non regolamentati (-5,9%, da -8,7% di dicembre) e all’inversione della tendenza dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+0,5%, da -1,7% di dicembre); questa dinamica è attenuata dal rallentamento della crescita degli Alimentari non lavorati (+0,6%; era +2,3% il mese precedente).

Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l’inflazione di fondo sale a +0,8% (da +0,6% di dicembre) e quella al netto dei soli beni energetici passa a +0,8% (da +0,7% di dicembre). Il ribasso mensile dell’indice generale è essenzialmente dovuto alla diminuzione dei prezzi dei Beni energetici (-2,4%). L’inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,4%.

Ma il rialzo dell’inflazione “è un dato insufficiente” evidenzia il Codacons. “I numeri sull’inflazione sono ancora deboli e crescono a ritmo eccessivamente lento” commenta il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi. “Ciò che più preoccupa -rimarca- è tuttavia la brusca frenata del carrello della spesa, che passa dallo 0,9% allo 0,3%. Anche i beni alimentari e quelli più acquistati dalle famiglie subiscono quindi un pesante stop, che non aiuta la nostra economia e non rappresenta un vantaggio per nessuno”. “E’ necessario, per far ripartire l’inflazione, puntare sui consumi delle famiglie, incentivando gli acquisti attraverso misure specifiche e strutturali, e creando occasioni di acquisto per i cittadini” osserva infine Rienzi.

“Finalmente si raffredda il carrello della spesa che passa da +0,9% di dicembre a +0,3%, un terzo rispetto al dato tendenziale precedente. Un aiuto per la massaia che va a fare la spesa al supermercato” afferma Massimiliano Dona, il segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo i calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori, “il rallentamento della crescita dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona,consente di risparmiare, rispetto al mese precedente, in termini di minor del costo della vita, per una tradizionale famiglia, una coppia con 2 figli, 47 euro su base annua”.

“Crollano i prezzi nelle campagne italiane, dal -60% per cento dei pomodori al -30 % per il grano duro fino al -21% per le arance rispetto all’anno scorso”. E’ l’analisi della Coldiretti, diffusa in occasione della dei dati diffusi oggi dall’Istat sull’inflazione, sulla base dei dati Ismea a febbraio 2016. “In controtendenza all’andamento dei prezzi alimentari che fanno registrare una crescita dello 0,6% nei freschi e dello 0,3% nei trasformati,nelle campagne la discesa delle quotazioni al di sotto dei costi di produzione – sottolinea la Coldiretti – sta mettendo a rischio il futuro della Fattoria Italia”.

“L’effetto congiunto dell’andamento climatico anomalo e le speculazioni e distorsioni lungo la filiera – denuncia la Coldiretti – hanno allargato la forbice dei prezzi dal campo alla tavola. La situazione dei prezzi in campagna sta assumendo toni drammatici anche per gli allevamenti con le quotazioni per i maiali nazionali destinati ai circuiti a denominazione di origine (Dop) che ormai da giorni sono scesi ben al disotto della linea di 1,25 centesimi al chilo che copre appena i costi della razione alimentare”.