Raffaele Auriemma su Tuttosport scrive del big match tra Juve e Napoli: “Andare allo Juventus Stadium da primi in classifica, con l’intento di restare tali: nel Napoli lo pensano, ma lo sussurrano appena. “Contro la Juventus non è la gara più importante, perché lo saranno tutte fino a maggio. Certo, se dovessimo vincere, manderemmo un messaggio forte al campionato”, un leader come Pepe Reina al Tg5 ha pesato ogni parola, senza rinunciare all’ambizione di tornare a casa con i 3 punti. La richiesta arriverà rumorosa anche dai tifosi, che oggi accompagneranno il pullman del Napoli da Castelvolturno all’aeroporto di Capodichino, con un corteo anticipato ieri da uno striscione apparso davanti al cancello della sede: “Chiudono Curve, sequestrano bandiere: siate più forti del loro potere””
TEATRO SANTA CHIARA (BS): LO SPLENDORE DEI SUPPLIZI di e con Licia Lanera e Riccardo Spagnulo
TEATRO SANTA CHIARA Mina Mezzadri
Contrada S.Chiara 50/a – Brescia
RASSEGNA
BRESCIA CONTEMPORANEA
Prima Rassegna di Teatro Contemporaneo
VENERDI’ 12 FEBBRAIO 2016 ore 20.30
Fibre Parallele e Festival delle Colline Torinesi
con il contributo di MIBAC Teatri del Tempo Presente
LO SPLENDORE DEI SUPPLIZI
di e con Licia Lanera e Riccardo Spagnulo
presentano
e con Mino Decataldo
assistente alla regia Arianna Gambaccini
disegno luci Vincent Longuemare
organizzazione Antonella Dipierro
tecnico di palco Amedeo Russi
foto di scena Luigi Laselva
Durata dello spettacolo: 2.10 (con intervallo)
Terzo spettacolo della rassegna teatrale BRESCIA CONTEMPORANEA – Prima rassegna di teatro contemporaneo, promossa dal Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi.
La rassegna è articolata in quattro spettacoli che saranno ospiti la Teatro Santa Chiara dal 15 gennaio al 4 marzo 2016.
La Compagnia Fibre Parallele porta in scena “Lo splendore dei supplizi”, testo scritto e interpretato da Licia Lanera e Riccardo Spagnulo, con Mino Decataldo.
Quattro storie che costituiscono il quadro unitario di un presente schizofrenico: c’è la coppietta in crisi, un giocatore compulsivo di videopoker, la convivenza forzata di una badante straniera con un vecchio un po’ razzista un po’ infame e ci sono due operai che rapiscono un vegano per sfogare l’insoddisfazione di una vita che non ha più senso. La città di riferimento è Bari, ma potrebbe essere una qualunque città d’Italia.
Il nome dello spettacolo è tratto da un saggio di Foucault in cui si parla di come le esecuzioni e le torture pubbliche, per ragioni legate alla sicurezza pubblica ma anche in seguito ad un mutamento del concetto di Stato, siano scomparsi dalle pubbliche piazze per avvenire secondo modalità diverse in luoghi chiusi sicuri, nelle carceri, al riparo da ogni contatto con il popolo. In scena, i quattro interni comuni (un salotto, una stanza da letto, una sala e un sottoscala) assumono il riverbero, gli echi delle celle, in cui le quattro figure che animano gli episodi scontano colpe di ipocrisia, menzogna, opportunismo ed egoismo.
VENDITA BIGLIETTI
Ingresso spettacoli singoli
Intero € 15,00 · Ridotto € 12,00
TEATRO SOCIALE
I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale in orario della stessa.
Via Felice Cavallotti, 20 – 25121 Brescia – Biglietteria tel. 030 2808600
sociale.biglietteria@ctbteatrostabile.it
SEDE PIAZZA LOGGIA
È possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli di tutta la stagione al nuovo punto vendita nella sede del
CTB in Piazza Loggia, 6 da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 13.00 – Tel. 030 2928609
ON-LINE in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket.it
LIBRERIA SERRA TARANTOLA
Via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia · Tel. 030290171
Orari: 9.15 – 12.15 /15.30 – 19.00 (lunedì mattina e domenica chiuso)
TEATRO SANTA CHIARA Mina Mezzadri
è possibile acquistare i biglietti per lo spettacolo la sera stessa alla biglietteria del Teatro Santa Chiara Mina
Mezzadri, mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Contrada Santa Chiara, 20 – 25122 Brescia – Biglietteria tel. 030 3772134
INFO: CTB Centro Teatrale Bresciano
Piazza della Loggia, 6 – 25121 Brescia – tel. 030 2928611/617 – fax 030 2928619
(dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30)
e-mail: organizzazione@ctbteatrostabile.it – ctbteatrostabile.it
SCHEDA dello spettacolo
Nelle piazze delle città d’Europa, in un tempo non troppo lontano, si mandavano a morte attraverso un percorso di sofferenze crescenti, migliaia di criminali, i quali giungevano alla loro fine in maniera lenta e dolorosa. Lo spettacolo della punizione andava in scena seguendo un cerimoniale preciso, in cui il pubblico partecipava attivamente con sputi, spintonamenti e insulti.
Lo scopo del supplizio era quello di raggiungere la verità, attraverso confessioni fatte a mezza voce tra le pene della tortura, parole estorte in fin di vita, che celebravano il trionfo del potere giudiziario e quindi, di riflesso, del re.
Giudichiamo ancora i crimini e i delitti, ma ancora di più istinti, passioni, anomalie, infermità, disadattamenti, effetti dell’ambiente o dell’eredità, le aggressività, le perversioni, le pulsazioni e i desideri.
Siamo il pubblico del supplizio del nostro vicino di casa e il suo boia potrebbe vivere con lui sotto lo stesso tetto.
Ma cos’è l’autorità adesso? Ognuno si può fare giustizia da solo.
Per il nostro povero vicino, le cose si sono messe in una maniera tale che la vita assomiglia ad un castigo incorporeo.
Quattro storie costituiscono il quadro unitario di un presente schizofrenico: c’è la coppietta in crisi, un giocatore compulsivo di videopoker, la convivenza forzata di una badante straniera con un vecchio un po’ razzista un po’ infame e ci sono due operai che rapiscono un vegano per sfogare l’insoddisfazione di una vita che non ha più senso.
Allo stesso modo delle figure che si muovono in queste quattro storie, sappiamo che stiamo andando a schiantarci ad una velocità folle contro un muro, ma per fede, stoltezza e stupido amore, indugiamo nello stesso errore che dura una vita e speriamo che quel muro, come ha già fatto altre volte, sia solo un’illusione.
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Lo Splendore dei supplizi è uno spettacolo modulare composto da quattro segmenti autonomi; quattro castighi esemplari su quattro figure tipo del presente che viviamo:
La Coppia, Il Giocatore, La badante e Il vegano.
La città di riferimento è Bari, ma potrebbe essere una qualunque città d’Italia.
Il nome dello spettacolo è tratto dal titolo del secondo capitolo del saggio Sorvegliare e punire di Michel Foucault in cui si parla di come le esecuzioni e le torture pubbliche, per ragioni legate alla sicurezza pubblica ma anche in seguito ad un mutamento del concetto di Stato, siano scomparsi dalle pubbliche piazze per avvenire secondo modalità diverse in luoghi chiusi sicuri, nelle carceri, al riparo da ogni contatto con il popolo.
Noi mettiamo in scena quattro interni comuni (un salotto, una stanza da letto, una sala e un sottoscala) che assumono il riverbero gli echi delle celle, in cui le quattro figure che animano gli episodi scontano colpe di ipocrisia, menzogna, opportunismo ed egoismo.
La coppia parla di una crisi, di una distanza, di un processo. Di problemi veri o presunti, di dolci e di corpi celesti. Del passato e del futuro. Dell’adolescenza e della maturità. Dello scorrere del tempo e dell’eternità. Di come i fenomeni abbiano tanti punti di vista quanti sono i soggetti con cui entrano in contatto. Di come sia facile scendere a compromessi in cui la felicità non esiste. Di una giovane coppia in crisi che fa finta di essere felice. I due sono condannati ad essere legati ad un divano e mangiare come animali la loro torta nuziale.
Il giocatore è il ritratto della solitudine che si ubriaca del gioco, dell’illusione di poter vincere, della speranza di cambiare. Tra amici immaginari, fantasmi di madri incazzate che reclamano sepolture promesse e non mantenute, videopoker e macchinette mangiasoldi, il sogno di Pasquale si infrange contro il muro della realtà che non muta mai, della povertà di mezzi e di spirito.
La badante racconta il rapporto asfissiante tra un vecchio italiano un po’ infame un po’ razzista, che parla parafrasando il Mein kampf, e una badante rumena giovane ed impaziente. I due vivono il supplizio di vivere insieme pur non avendolo scelto. E’ un rapporto vittima/carnefice che muta in continuazione rivelando la labilità di un legame imposto. Da questa convivenza forzata, come spesso leggiamo nella cronaca, scaturisce la morte.
Il vegano è la breve e violenta storia di due operai che, schiacciati dal peso di un’economia che è crollata sulle loro spalle, rapiscono e torturano un vegano radical- chic di sinistra, costringendolo a mangiare carne, uova e salumi. E’ il ritratto di due parti del nostro paese che non si parlano più, che non hanno coscienza l’uno dell’altro e che quando giungono a contatto, fanno scintille. Questo rappresenta il supplizio più grande: la fine dell’ideologia, cioè quando la scontentezza e la disperazione portano a gesti feroci e senza senso, quando l’egoistico fine personale prevale senza il benché minimo interesse nella collettività.
De Laurentiis: “Juve-Napoli come il Gladiatore, ma non sarà decisiva”
Dalla sede della Filmauro, a due passi ma proprio due dal Quirinale, Aurelio De Laurentiis si gode la grande bellezza, Roma illuminata dal sole. Nel panorama c’è anche il suo Napoli capolista e la sfida di domani alla Juve.
Presidente, la sua prima vera partita scudetto. Come la affronta?
«Mancano ancora 13 giornate, 39 punti. A Torino non si deciderà il campionato».
Fatta salva la matematica, come la immagina?
«Provo un senso di grande solidarietà con Napoli e i napoletani che vivono questo momento con un sentimento straordinario. Qualcosa che non si provava più dai tempi di Maradona. E io mi sento come uno che ha fatto elementari, medie, liceo e Università in un lampo. Me li ricordo ancora gli sputi presi dai tifosi del Martina Franca quando il Napoli stava in serie C…».
Per giocarsi lo scudetto, la Juve è il miglior o il peggior avversario?
«La Juve è una società straordinaria, con una struttura collaudata. Che arriva da molto lontano. E che le permette ogni tanto anche di sbagliare qualcosa. Proprio per questo riuscire a batterla, non domani ma su un intero campionato, per noi sarebbe un fatto storico».
Il Napoli ha due punti in più, la Juve il triplo del fatturato. Che cosa fa la differenza per lo scudetto?
«Io non mi illudo, credo che sarà una lotta a più di due squadre fino all’ultimo. Significa che si può essere competitivi, almeno in Italia, al di là dei bilanci. Ma sarebbe anche ora di cambiare le leggi che governano il calcio se vogliamo adeguarci ai principali tornei europei».
Che cosa non le piace?
«Non c’è un progetto, non c’è una vision. Ogni anno si fa partire il Barnum senza guardare al futuro. La questione non è se far partecipare il Carpi o il Frosinone alla serie A come dice Lotito, ma proprio di avviare una vera e propria rivoluzione copernicana. Dove ora ci sono Barcellona, Real e Bayern una volta c’erano Milan, Inter e Juventus. Vede come ci siamo ridotti? Dobbiamo batterci per recuperare il tempo perduto».
Con chi vorrebbe fare la rivoluzione?
«Andrea Agnelli è preparato e ha tutto l’interesse a migliorare le sorti del calcio. Con Diego e Andrea Della Valle c’è molta sintonia, Urbano Cairo sa fare impresa. Inter e Roma? I proprietari sono all’estero, oggi parli con un loro bravissimo manager che magari domani non c’è più…».
Federazione e Lega: basterà cambiare i vertici?
«La federazione non è capace di tutelare i bravi, il caso Parma non ha insegnato nulla. In Lega anche oggi ci azzufferemo per la questione dei diritti tv. E aspettiamo ancora gli sviluppi del caso Antitrust che vede coinvolte Infront, Mediaset e Sky. Io dico: stabiliamo un business plan e poi scegliamo gli uomini».
Bacchetta ad Aurelio De Laurentiis: tre cose che farebbe subito?
«Cambiare la legge Melandri sui diritti tv; scriverne una nuova sugli stadi, basterebbero tre paginette e senza tutti i vincoli attuali; adottare una nuova tipologia di campionato internazionale a venti squadre. Tra campionato nazionale autogestito e commercializzato in proprio, attraverso una propria piattaforma, e campionato europeo a 20 squadre, potremmo arrivare a un fatturato vicino ai 10 miliardi».
Chi metterebbe a governare il calcio?
«Non le faccio un nome ma l’identikit: italiano, laureato negli Usa perché non faccia figure con la lingua se deve parlare a una platea internazionale e che abbia una grande conoscenza del fare impresa».
In attesa, sembra che abbia centrato invece l’allenatore. Come le è venuta l’idea di scegliere Sarri?
«L’ho scoperto quando ho preso gli schiaffi dall’Empoli, 2-2 al San Paolo e 4-2 al ritorno. Prima di lui però avevo già scelto Valdifiori».
Perché è così legato a questo acquisto?
«Nel cinema il regista è fondamentale. Ma nel calcio, né con Mazzarri né con Benitez ce l’ho mai avuto. Oggi di registi ne ho due, Jorginho e Valdifiori. Proprio Valdifiori è stato il tramite per arrivare a Sarri. Che è anche di sinistra, il che non guasta visto che nel cinema tutti i registi di successo sono di sinistra. Sa che con Benitez la squadra non si è mai allenata così tanto come con Sarri?».
Perché con Benitez è finita?
«Non guardo mai indietro».
Che cosa la colpì di Sarri al primo incontro?
«Mi disse che leggeva molto e io pensai: “se uno ha tempo di leggere ha una grande testa”. In più aveva lavorato in banca nel settore dei cambi: quindi possedeva un’elasticità mentale significativa. Ma non ero convinto, non volevo fare come con Benitez e decidere subito. Ci siamo rivisti, mi piaceva che non mi parlasse di mercato, ma di progetto».
Il mercato lo decide lei?
«In otto ore ho chiuso l’acquisto di Higuain in una saletta dell’aeroporto di Venezia. Nel cinema, al produttore danno l’Oscar: io non voglio fare il presidente passacarte».
Higuain può diventare per lei quello che Maradona fu per Ferlaino?
«Maradona è stato il più grande di sempre, più di Pelé. Higuain ha una mentalità vincente straordinaria che mette al servizio della squadra. Sa qual è la sua forza?».
La rapidità in area?
«No, la famiglia che gli sta intorno. Un gruppo eccezionale».
Rimarrà o no a Napoli?
«È arrivato che era un ragazzo, Se resta con noi altri tre anni avrà una consacrazione che difficilmente potrà trovare altrove. Può fare la storia come Maradona».
Come ha fatto a spiegare a Koulibaly perché lo hanno insultato?
«Dandogli un bacio a fine partita. Come facevo nella scorsa stagione quando veniva criticato».
Presidente, giocatore o tifoso: potesse scegliere, come preferirebbe affrontare la Juve?
«Da presidente-tifoso. Ma visto che mia moglie fa la tifosa, io mi devo ricordare di fare il presidente».
Nella Juve tutti tranne Dybala sono abituati a certe sfide, nel Napoli no. Peserà?
«Non credo. E comunque spero che Dybala non giochi…».
Che partita si immagina?
«All’inizio molto tattica. Poi, se prenderà il sopravvento la voglia di giocare, potrebbe diventare uno spettacolo pazzesco».
Se Juve-Napoli fosse un film, a chi lo farebbe dirigere?
«Me la immagino come un film storico. Come il Gladiatore: ecco Ridley Scott sarebbe perfetto».
La Stampa
Higuain: “Sarri come un padre, mi ha trasmesso fiducia e sottolinea i difetti”
Segnare ventiquattro gol in ventiquattro partite e beccarsi dei rimproveri, da tuo padre e dal tuo allenatore. Dura la vita di Gonzalo Higuain, capocannoniere del campionato e trascinatore del Napoli capolista: “Sarri è come mio padre – ha detto in un’intervista a Undici – Sottolinea principalmente i miei lati negativi: mi ha detto subito ciò che pensava di me, nel bene e nel male. In fondo crescere è imparare dagli errori”. Di sicuro il Pipita ascolta, visti i risultati: “Sarri mi ha trasmesso tutta la sua fiducia. Apprezzo il suo essere un uomo onesto a cui piace giocare un bel calcio”.
IL PERSONAGGIO — “Non penso di poter cambiare da un giorno all’altro – spiega Higuain -. Ho un carattere forte, perché mi piace sempre vincere. Se reagisco in certe maniere dipende solo da questo, gioco sempre per vincere. Da piccolino ero già abituato al calcio, al clima della partita. La mia aspirazione massima era fare il calciatore. A Napoli mi trovo molto bene, sono felicissimo dell’amore che mi hanno dimostrato tutti e spero di godermi al massimo il tempo in cui resterò qui. Il presidente ha fatto un grande sforzo per avermi”. Ma non giura amore eterno: “Io vivo al momento”.
GOL — Un centravanti moderno che conosce la parola sacrificio. Se gli si chiede cosa debba fare secondo lui un nove moderno Higuain risponde così: “Aiutare la squadra a vincere le partite. Ovviamente non si può fare sempre gol. Il calcio in tv? Solo se c’è una partita interessantissima e divertente. Altrimenti provo a fare altre cose, anche per non stare sempre con la testa nel calcio”.
gazzetta.it
Ascoltare il brusio dell’universo ANTONIO SCURATI*
Fermatevi un istante. Silenziate quel cavolo di smartphone e mettetevi ad ascoltare. Usciamo dalle caverne e scopriamo la meraviglia.
Anche qui, nel fondo delle nostre metropoli assordate dai crolli di Borsa, dai proclami di politici garruli e dai romanzi d’appendice, perfino qui, sotto il sordo tran tran della vita tardo-moderna, quando la città dorme e gli uomini piangono, ci si può sintonizzare sulla frequenza di una stella morente, si può udire il brusio dell’universo. Arriva anche qui la musica delle sfere celesti.
Oggi, infatti, a cento anni esatti dal giorno in cui il genio di Albert Einstein ne dedusse la necessità per via teorica attraverso un calcolo matematico, e dopo numerose prove indirette, l’esistenza delle onde gravitazionali è stata provata. Quella sorta d’invisibile e inaudito tessuto cosmico che lega tra loro i corpi celesti nelle loro universali gravitazioni, che lega i destini della materia e dell’anti-materia, le sorti delle masse cieche inter-stellari, che stringe un nesso indissolubile tra il tempo e lo spazio, quel tessuto sottilissimo e ubiquo, più simile a un tappeto sonoro che a un substrato materiale, è stato per la prima volta ascoltato.
Da oggi, grazie a strumenti giganteschi e avveniristici che portano antichi e leggiadri epiteti e nomi di donna – Virgo, Lisa – potremo percepire il «sonoro» dell’universo, udire gli inauditi messaggi inviatici dai moti di massa in galassie remote. Oggi siamo ancora e di nuovo all’incrocio delle risonanze, oggi inizia una nuova era di ascolto dell’universo.
Percepisco un diverso tipo di brusio. Più acuto, più consueto, più metallico. Suona più o meno così: «Capirai che me ne frega a me! Io ci ho la bolletta da pagare e il reflusso gastrico». E subito il meraviglioso mormorio dell’universo notturno svanisce soffocato dalla diuturna querimonia terrestre, dal raglio d’asino del cantante a San Remo e dalla nota di basso continuo dei lamenti per la fine del mese. A chi può importare davvero che il tempo non sia una grandezza assoluta, che l’evento spazio-temporale si curvi come un foglio di gomma sotto il peso della materia, aggravata anche dalla minuscola macchia di sangue dei nostri corpi affannati, a chi può davvero importare del comportamento di stelle binarie in procinto di collassare l’una sull’altra, di buchi neri che si scontrano nel centro inimmaginabile della nostra galassia, a chi frega dello «orizzonte degli eventi», di quella zona di confine oltre la quale non ci sono più né lo spazio né il tempo? A noi che non abbiamo più né santi né eroi – nemmeno il progresso – quale sorpresa potrebbe riservare ancora l’universo?
«Le città di notte contengono uomini che piangono nel sonno, poi dicono Niente. Non è niente. Solo un sogno triste. O qualcosa del genere … Passa rasente sulla nave del pianto, con i radar delle lacrime e le sonde dei singhiozzi, e li scoprirai». Attraverso questo memorabile incipit del suo miglior romanzo, Martin Amis ci introduce a quel mondo in cui gli uomini non alzano mai la testa verso il cielo – accanto a sé hanno solo donne che li fraintendono per l’ennesima volta prima di tornare a dormire, niente dietro e niente davanti, se non la scadenza del mutuo mensile – in cui gli eventi non accadono mai eppure schiantano perché non hanno orizzonte. E’ il nostro mondo, non c’è che dire, quello in cui lo spazio e il tempo non si curvano nemmeno a martellate e se per caso provi qualche volta a mettere la testa fuori dal guscio ti senti subito uno smarrito idiota del cosmo.
Eppure, a ben guardare, il grande romanziere e la grande scienza si accordano. Lo strano bipede che nel fondo delle città, a notte, piange nel sonno ripetendosi «niente, non è niente» entra a modo suo in risonanza con l’universo. E’ lo stesso animale che in un giorno glorioso riuscirà a captare le onde gravitazionali. Si estinguerebbe presto se non provasse ancora a cercare il proprio posto nel cosmo.
*lastampa
InsuperAbile. MASSIMO GRAMELLINI*
Commentando il ciuffo a banana esibito dal pianista Ezio Bosso sul palco di Sanremo (ndr: VIDEO), il sito satirico Spinoza ha scritto: «È davvero commovente vedere come anche una persona con una grave disabilità possa avere una pettinatura da coglione». La tanta Italia che ha scoperto Bosso soltanto l’altra sera si è indignata, ma lui no. «Perché cerco di pettinarmi da solo» ha risposto, e anche i provocatori di Spinoza hanno dovuto concedere l’onore delle armi a quest’anima enorme, capace di prendere in giro la malattia degenerativa che gli ha invaso il corpo senza riuscire a intorbidirgli i pensieri.

Essere sfottuto è meglio che essere compatito: ti fa sentire normale. Ma chi l’altra sera lo ha ascoltato parlare e suonare – come la giovane orchestrale con gli occhi umidi inquadrata più volte dalla regia, in cui ci siamo riconosciuti un po’ tutti – non era mosso dalla compassione. Semmai dalla meraviglia. La stessa che un bambino prova davanti al mistero. E qui il mistero è l’uomo, quest’essere fatto di fango e di stelle che non trattiene niente eppure contiene tutto, anche se spesso se ne dimentica. Poi una sera a Sanremo, dopo una silhouette perfetta e una bocca rifatta, spunta uno di quei «diversamente abili» dinanzi ai quali per strada giriamo educatamente la testa ed estrae l’universo dal suo corpo straziato. Allora accade un piccolo miracolo e persino lo spettatore più cinico percepisce confusamente che Ezio Bosso non è un uomo con le spalle al muro. È l’uomo che oltrepassa il muro nell’unico modo possibile. Volando.
*lastampa
Il volo di Icaro (Mauro Lo Piano)
Le Borse scendono in picchiata, le Banche compagne di cordata non sono da meno, in pochi giorni hanno perso piu’ del 25% del loro Capitale. Le cadute si possono paragonare al volo di Icaro, le ali sono di cera, non adatte a volare vicino ai raggi ultravioletti dell’Economia Mondiale,
Ciclone PANTA REI: 7 giorni di pioggia e NEVE, san Valentino sotto la pioggia
Settimana di perturbazioni con tanta pioggia e NEVE. Oggi piogge al Sud, Venerdì diffuse anche al Centro. Weekend di San Valentino con NEVE sugli Appennini. Tra Lunedì e Martedì piogge su tutta Italia.
APPROFONDIMENTO anche per singole Regioni e Città su:
Parla Reina: “ per il nostro popolo non è una partita come le altre”. (Pasquale Ammora)
Sale sempre di più l’ adrenalina in vista della super sfida di sabato sera e Pepe Reina, sempre più leader di questo Napoli, ha rilasciato un’ intervista ai microfoni del Tg 5.
Ecco le sue parole:
“Sappiamo benissimo che per i nostri tifosi non è una semplice partita e cercheremo con tutti i mezzi di vincere per loro. Tutte le partite sono importanti e anche se non dovessimo vincere sabato ciò che conta è arrivare primi a maggio. Siamo felicissimi per il momento e condividiamo la gioia con i nostri tifosi. Se vinciamo sicuramente canteremo tutti insieme il coro “Un giorno All’ improvviso” quando rientreremo in città.”
Campania, insediato tavolo per valorizzazione area monte Faito
Assessore Palmieri: comunione d’intenti, idee chiare.
Napoli, 11 feb. – Insediato in Regione Campania il tavolo tecnico per la valorizzazione del monte Faito. Si è svolta, infatti, la Conferenza dei servizi per la tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio dell’area.
Per la prima volta al tavolo:
i Comuni coinvolti, l’Ente Parco dei monti Lattari, la Città metropolitana, l’Autorità di bacino centrale, il corpo Forestale dello Stato, gli assessorati regionali all’Ambiente e all’Agricoltura.
Al termine della conferenza L’assessore regionale al Lavoro, Demanio e Patrimonio, Sonia Palmeri, ha insediato il tavolo tecnico ristretto per la elaborazione di un primo piano d’azione per la messa in sicurezza dell’area di 488 ettari, ex Fintecna. “Nel corso della riunione – ha evidenziato l’assessore Palmeri – si è registrata una comunione di intenti tra tutti i presenti e la volontà reale di scendere in campo sinergicamente, con le idee chiare su cosa fare e come farlo”.
Banca Etruria, il tribunale dichiara l’insolvenza
Ora Rossi valuterà l’apertura di un’indagine per bancarotta fraudolenta.
“Irreversibilità dello stato di crisi” ed un “drammatico ed irreversibile dissolvimento dello stato patrimoniale dell’ente”: ci sono queste valutazioni nella sentenza con cui il tribunale di Arezzo ha dichiarato lo stato di insolvenza della vecchia Banca Etruria. Lo ha deciso il collegio fallimentare al quale era stata sottoposta la richiesta dal commissario Giuseppe Santoni. Rigettata la eccezione di costituzionalità sul decreto salvabanche presentata dagli avvocati di Lorenzo Rosi, ultimo presidente dell’istituto.
A dichiarare lo stato di insolvenza di Banca Etruria è stato il collegio fallimentare del Tribunale di Arezzo presieduto da Carla Galantino. Con il dispositivo depositato in mattinata i giudici hanno respinto anche la richiesta di sollevare la questione di legittimità costituzionale del decreto salva-banche che era stata formulata in sede di udienza lo scorso lunedì dai legali Michele Desario e Antonino Giunta che rappresentano Lorenzo Rosi, l’ultimo presidente del cda di Banca Etruria.
Gli atti sullo stato di insolvenza di Banca Etruria saranno ora inviati al procuratore della Repubblica della città toscana, Roberto Rossi, che attendeva la decisione per valutare l’eventuale apertura di un’ indagine per bancarotta fraudolenta.
Le consulenze da 17 milioni di euro, la liquidazione all’ex direttore generale Luca Bronchi da 1,1 milioni di euro, i premi aziendali, i fidi concessi agli imprenditori considerati “vicini” ai dirigenti saranno probabilmente al centro del lavoro del procuratore che, se ravviserà gli estremi per la bancarotta fraudolenta, potrebbe far confluire in tale fascicolo anche il lavoro di indagine per conflitto di interessi ancora non chiuso e che vede indagati Lorenzo Rosi e il dirigente Luciano Nataloni. Dell’ultimo cda della banca hanno fatto parte Lorenzo Rosi, presidente, vicepresidente vicario Alfredo Berni, vicepresidente Pierluigi Boschi, padre del Ministro Maria Elena, Alessandro Benocci, Claudia Bugno, Carlo Catanossi, Giovanni Grazzini, Alessandro Liberatori, Luigi Nannipieri, Luciano Nataloni, Anna Maria Nocentini, Andrea Orlandi, Felice Santonastaso, Claudio Salini, Ilaria Tosti.
Difesa ricorre in appello – Gli avvocati Michele Desario e Antonino Giunta, che rappresentano l’ultimo presidente di banca Etruria Lorenzo Rosi, hanno annunciato l’impugnazione in appello della decisione con cui il tribunale di Arezzo ha dichiarato lo stato di insolvenza dell’istituto di credito ed ha rigettato l’eccezione di costituzionalità per il decreto salva-banche.
Csm non chiude caso Rossi,chiesti altri atti – Il Csm non chiude il caso del procuratore di Arezzo, Roberto Rossi. La I Commissione ha deciso di andare avanti nell’istruttoria, chiedendo ulteriori atti al Procuratore generale di Firenze sulle inchieste sul padre del ministro Boschi, l’ex vicepresidente di Banca Etruria, di cui si è occupato Rossi, direttamente o come capo dell’Ufficio.
Consumatori, niente arbitrati ma rimborsi integrali – Il governo rinunci agli arbitrati e rimborsi integralmente le famiglie ‘truffate ed espropriate’. E’ quanto tornano a chiedere in una nota Adusbef e Federconsumatori, “non riponendo alcuna fiducia nei collegi arbitrali”. “Invece delle norme sui criteri per i rimborsi dei clienti delle 4 banche fallite (Etruria, Marche, CariFerrara e CariChieti)”, continua la nota, “Adusbef e Federconsumatori, che continuano a sollecitare soluzioni urgenti anche nell’interesse della stabilità del sistema bancario sotto attacco speculativo dei mercati, hanno individuato le coperture integrali ai truffati nelle plusvalenze delle valutazione svilite delle sofferenze, valutate senza alcuna perizia al 17,6%, contro valutazioni di mercato tra il 28 e 32% (Fondo inglese Anacap), ed iscrizioni dei crediti ammalorati nei bilanci tra il 40 ed il 44%”.
ATTENZIONE AL CARPI! E L’ADDIO DI SABATINI E’ PIU’ DI UNA POSSIBILITA’…
Da quando è arrivato Luciano Spalletti a Trigoria sono stati totalizzati 10 punti: il segno X in casa contro il Verona che sta stretto ai giallorossi con molte occasioni fallite da Dzeko, a Torino è maturata una sconfitta immeritata per lo sviluppo della gara contro la Juventus e poi c’è stato il filotto di vittorie consecutive contro il Frosinone,a Sassuolo e contro la Sampdoria. Nonostante tutto la Roma è lì, a soli 2 punti dal terzo posto con la partita contro il Carpi da giocare e lo scontro diretto tra terza e quarta (Inter e Fiorentina) e prima e seconda (Napoli e Juve) alle porte. Si può finalmente sperare di rientrare in corsa per qualcosa di importante. Quello che fino a due settimane fa sembrava un miraggio, è ora un obiettivo più che alla portata dei giallorossi, considerando che gli scontri diretti saranno quasi tutti all’Olimpico.
Ci sono studi che dimostrano come il tempo scorra più velocemente in montagna piuttosto che in pianura. Ebbene sì, più la Roma si avvicinerà alla vetta e meno ci si potranno permettere passi falsi perché di occasioni preziose ne sono già state fallite troppe e Spalletti questo lo sa bene. A chi gli chiede se per la partita di Modena rinuncerà a qualche titolare in vista della fondamentale sfida casalinga contro il Real di mercoledì prossimo, il tecnico di Certaldo risponde, infatti, che non bisogna disperdere energie in altri pensieri che non siano quelli relativi alla partita di domani, perché questa è la priorità e se si pensa alla partita successiva si sbaglia tutto. “Castori è un grandissimo allenatore. Loro ti vengono addosso nella tua metà campo, come hanno fatto con la Viola. Se ti aspettano lo fanno al limite dell’area e lasciano due uomini nello spazio aperto. Nel nostro campionato nessuno ribalta l’azione come loro, Lasagna e Mancosu vanno a duemila, il loro primo pensiero è mettere la palla dietro al difensore” aggiunge.
CAPITOLO INFORTUNATI: Intanto poco fa è stata diramata la lista dei convocati e come preannunciato in conferenza dallo stesso Spalletti, rimarranno a casa sia Francesco Totti (che ha risentito di un problema al soleo) che Daniele De Rossi, ancora alle prese con i problemi muscolari degli ultimi giorni. Nella lista dei 23 che partiranno per Modena non figurano neppure Gyomber (vero e proprio eroe della trasferta di Sassuolo per aver resistito in campo nonostante la frattura di un dito del piede) e Torosidis oltre che il lungodegente Kevin Strootman che però fa registrare notevoli progressi nel suo percorso riabilitativo (si è allenato con il gruppo durante la settimana ed ha disputato la sfida Roma Primavera-Avellino).
SABATINI FA LE VALIGIE? C’è spazio anche per una domanda sul futuro del ds Walter Sabatini, che è dato dai media lontano dalla Capitale già a partire dalla prossima estate. Sembra che il ciclo del procacciatore di plusvalenze alla corte di Pallotta si sia ormai chiuso, tanto che il presidente romanista non si sarebbe opposto alla possibilità che a fine stagione egli presenti le dimissioni. “Ho parlato direttamente con lui e mi ha detto che c’è la possibilità che vada via, si sta mettendo in discussione. Se sterziamo in questo pacchetto di partite vedrete però che lui resterà al suo posto”.
Claudia Demenica
Sanremo, festa della musica: è la sera delle cover ALESSANDRA VITALI*
Tutti i 20 Campioni sul palco con le loro versioni di brani cult del passato. Continua la sfida delle Nuove proposte: anche stavolta ne resteranno solo due. E arrivano i Pooh per celebrare 50 anni di carriera
SANREMO – Giro di boa per il festival che fila col vento in poppa. Superate brillantemente le prime due serate, premiate dagli ascolti, si va con la terza, quella delle cover e dei duetti. Continua la gara anche per la NUove proposte, altre quattro, che si sfideranno in un confronto diretto, a coppie, come nella seconda serata. I due giovani che passano il turno accedono alla quarta serata.
Stasera i 20 Campioni si cimentano con brani cult, fra perle rare e scelte di effetto sicuro. Vengono votati, come nelle due serate precedenti, con sistema misto, per il 50% il televoto del pubblico a casa e per il 50% dalla giuria della sala stampa. Alla cover più votata verrà assegnato un premio. Patty Pravo, che in quest’occasione celebra anche i cinquant’anni di carriera, festeggia coverizzando se stessa con Tutt’al più. Clementino ha scelto il Don Rafae’ di De André, Alessio Bernabei A mano a mano di Cocciante mentre Dolcenera coverizza Nada e il suo Amore disperato.
Scelta quasi obbligata per gli Stadio quella di Lucio Dalla (La sera dei miracoli) mentre Annalisa si cimenta con un cavallo di battaglia di Gianna Nannini, America. Neffa riporta in auge Renato Carosone con O’ sarracino, Valerio Scanu fa un omaggio a Battisti con Io vivrò (senza te) e Noemi sceglie Dedicato di Loredana Bertè. I cartoon dell’infanzia per gli Zero assoluto con Goldrake, Pino Daniele per Giovanni Caccamo e Deborah Iurato (Amore senza fine), Dear Jack vintage con Un bacio a mezzanotte del Quartetto Cetra. I Bluvertigo riportano Modugno a Sanremo con La lontananza, per Lorenzo Fragola La donna cannone di De Gregori, Irene Fornaciari “sposa” Gianni Morandi (Se perdo anche te) e Ruggeri sceglie gli Alunni del sole e A’ canzuncella. Battisti torna con Francesca Michielin, Il mio canto libero; e torna pure Carosone, con Rocco Hunt e Tu vuo’ fa’ l’americano mentre Arisa sfodera un classicone di Rita Pavone, Cuore, infine Elio e le Storie tese si cimentano con Quinto ripensamento, ovvero la versione italiana di Fifth of Beethoven dalla colonna sonora del film La febbre del sabato sera.
Non c’è solo Patty Pravo a celebrare cinquant’anni di carriera: lo faranno anche i Pooh che arrivano all’Ariston da superospiti a festeggiare e lo fanno in formazione a cinque, recuperando il transfuga Riccardo Fogli. Oltre a Roby Facchinetti & co., sul palco ci saranno anche il cantautore irlandese Hozier, l’attore Guglielmo Scilla che presenterà la fiction di RaiUno Baciato dal sole, e il regista eattore e regista belga Marc Hollogne, noto per le sue contaminazioni tra teatro, cinema e canzone.
ISCHIA. PUGLIESE LASCIA LA SQUADRA PER PROBLEMI FAMILIARI, IN GRUPPO L’ISOLANO PISTOLA
L’Ischia di Mister Di Costanzo continua ad allenarsi sul manto erboso sintetico del “Monti-Di Meglio” di Casamicciola. Non hanno partecipato alla seduta il portiere Rino Iuliano bloccato sempre per un attacco di febbre, ma dovrebbe stringere i denti per la partita di domenica contro l’Akragas,e il difensore ex Catanzaro Sirigu.
Intanto il terzino sinistro Giuseppe Pugliese ha lasciato il gruppo per vari problemi,ma dovrebbe tornare ad allenarsi con i gialloblu dalla settimana prossima. Ad occupare la fascia sinistra di quella che per certi , c’era ieri il giovane isolano Mario Pistola, classe ’97 che ieri ha dimostrato intraprendenza e voglia di fare. Il difensore di origini isolane ha adesso una grande opportunità. Anche nella giornata di ieri, Mister Di Costanzo ha insistito sul gioco veloce e sui ritmi serrati, come testimoniano i numerosi esercizi incentrati sui tocchi di prima in spazi larghi (metà campo) e più stretti.
Durante le prime esercitazioni hanno lavorato a parte il difensore Liberato Filosa, sempre alle prese con qualche problemino di troppo al ginocchio destro, e con lui il giovane Pistola. L’Ischia svolgerà il suo ultimo allenamento anche questa mattina al “Monti Di Meglio”di Casamicciola alle ore 10:00.
I gialloblu nel primo pomeriggio partiranno alla volta di Napoli,per poi partire sabato con l’aereo dove effettueranno la rifinitura ad Agrigento. La squadra rientrerà domenica sera in aereo.
Affittopoli a Napoli, de Magistris: “Noi una cosa, Roma un’altra”
E su Bagnoli il sindaco chiede i verbali della cabina di regia.
“A Napoli non c’è alcuna affittopoli. Napoli è una cosa,Roma un’altra”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris in relazione ai canoni molto bassi di alloggi comunali. “Affittopoli, abusivismo e violazione di norme – ha detto de Magistris, a margine dell’inaugurazione di un polo agroalimentare – c’erano, ci sono state e le abbiamo trovate. Noi – ha aggiunto – stiamo portando avanti un lavoro enorme, lungo e difficile che ci consente di affermare che non esiste affittopoli e di avere un quadro chiaro grazie al quale si stanno mettendo a norma tutte le situazioni”.
Rispetto alla situazione ereditata, il sindaco ha sottolineato che “la prima anomalia era data dal fatto che la gestione del patrimonio immobiliare di proprietà dell’ amministrazione era gestita da un soggetto terzo”. Prima dell’ amministrazione de Magistris che ha internalizzato il servizio, affidandolo alla Napoli Servizi, infatti, il patrimonio era gestito dalla società Romeo. L’azione del Comune – come evidenziato dal sindaco – si sta muovendo “operando dei distinguo tra edilizia popolare, stato di necessità, associazioni culturali che – ha spiegato – non fanno uso privatistico del bene pubblico, ma un uso sociale corretto”.
“Un’operazione ‘verità’ che – ha assicurato de Magistris – è quasi al termine e che tra qualche giorno sarà messa nero su bianco in una delibera di Giunta che riepilogherà il lavoro svolto e fotograferà lo stato attuale. Rispetto alla questione di canoni di locazione molto bassi in zone di particolare pregio, de Magistris ha sottolineato che “alcune situazioni apparentemente possono sembrare anomale, ma quando si vanno a scandagliare non lo sono perché il prezzo popolare è giustificato dal fatto che le abitazioni sono affidate esclusivamente a fasce povere. Un luogo bello – ha proseguito – non appartiene solo ai ricchi”.
Il primo cittadino ha rivendicato la “trasparenza” con cui la sua amministrazione sta operando sul fronte del tema casa ricordando le azioni messe in campo a inizio anno dalla Napoli Servizi per “invitare le persone a mettersi in regola con i pagamenti e a pagare al Comune invece che al camorrista di zona o al politicante di turno”, così come le modalità di assegnazione dei nuovi alloggi di edilizia popolare a cui si sta procedendo al rione De Gasperi a Ponticelli a cui seguiranno – come annunciato – tra pochi giorni quelle a Scampia. “Questa – ha concluso de Magistris – è un’amministrazione che sa guardare a chi vive in stato di necessità, che sa avere tolleranza zero nei confronti dei camorristi e che non lascerà mai senza tetto chi è in difficoltà”
Bagnoli. Il Comune di Napoli ha inoltrato formale richiesta per ottenere i verbali delle riunioni della cabina di regia su Bagnoli a cui non partecipa, considerando l’organo illegittimo. Lo ha annunciato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris all’indomani della riunione della cabina di regia che si è svolta a Roma. “Abbiamo chiesto i verbali – ha spiegato il sindaco – perchè il Comune ha diritto di sapere quello che accade. Noi – ha aggiunto – andiamo avanti per la nostra strada in attesa della bonifica che deve fare il Governo”.
“L’amministrazione comunale, intanto – come spiegato dal primo cittadino – prosegue con la presentazione alla città del piano per Bagnoli approvato dal Consiglio comunale, piano che – ha sottolineato de Magistris – “abbiamo nuovamente inviato la Governo. Siamo convinti – ha evidenziato – che le ragioni della correttezza istituzionale, del rispetto della Costituzione e delle norme prima o poi prevarranno così come ci auguriamo che prevarrà anche il buon senso da parte di chi lo ha violato, altrimenti – ha concluso – ci sarà qualcuno che metterà le cose a posto”. Chiaro il riferimento alla decisione del Tar Campania, attesa per il 9 marzo, sul ricorso che il Comune ha presentato contro la nomina del commissario.
Renzi: “Europe has taken the wrong road, austerity alone is not enough” by MATTEO RENZI *
“If we care about European institutions, we must make our voice heard. We are doing it for Europe’s, not Italy’s, sake”
Dear Editor-in-chief,
in the past twenty-four months of my government I have been repeatedly been made the object of attention by Eugenio Scalfari. I consider it an honor, since I hold in high esteem the founder of La Repubblica, one of the most authoritative voices in Italian journalism. The topic that he’s been raising in the last few hours forces me to attempt an answer. Let me get straight to the point: I very much respect the debate that has sprung up, on which Italy has something to say, and says it. But the question of a European Treasury “superminister” is not the main point. The problem of the economy in the Union today lies not in the superminister, but in its direction.
Our government believes that in the past years Europe has taken the wrong road. And that if we care about European institutions, we must make our voice heard. We are doing it for Europe’s, not Italy’s, sake.
To get to the point: during the past eight years of democratic presidency, the United States has bet on growth, investments and innovation, while Europe was betting on austerity, currency and strictness. From an economic standpoint the United States is faring better than they were eight years ago. Europe, on the other hand, is faring worse. If we had to sum it up in a headline, or for a tweet if you prefer, we would write: Obama did well. Barroso didn’t.
Austerity alone is not enough. On the other hand, the European countries that have in fact grown did so only by blatantly violating the deficit rules. I am thinking of Cameron’s UK, who has financed a tax cut that has brought the deficit to 5%, or to Rajoy’s Spain, whose growth has been accompanied by an average deficit of almost 6%.
Insisting for eight years straight on a cure that does not work is a form of “therapeutic obstinacy”.
I am not talking about rules, let that be clear. Italy follows the rules, and this year our deficit will be the lowest it has been in the past decade (2.5%). Germany, on the other hand, does not follow the rules, and its trade surplus still exceeds the Commission guidelines. In spite of that, Italy has restarted, thanks to the increase in consumption, to its citizens’ confidence, to the Job Act and to the reforms – which are hard and yet necessary.
The problem lies not in the rules. The problem is the economic politics of this Europe of ours.
Before tackling the issue of superministers we should probably define clearly the economic politics that we intend to follow. Because austerity, alone, can be a killer.
As for Italy: some people say that the battle that we have engaged in for the past months has not worked on a domestic level. According to others, it has improved the government popularity. I would not know. I don’t trust polls. They almost never get it right.
If I had paid attention to the polls I would have not accepted the challenge to give this legislature a future by imposing a path of reforms in which nobody any longer believed.
If I had paid attention to the polls I would not have embarked on the challenge of the European elections in 2014. And yet we won. Hands down.
If we had listened to the polls we would have not centered our policies on the topic of migrations, starting with the missions in Africa: from Tunisia to Ghana, from Nigeria to Senegal, from Congo
to Angola. And yet that is the right thing to do.
I think that a party’s task is not that of following the polls. One becomes a leader if he or she has the strength to change what the polls say. If he or she can convince the citizens.
Italy is not arguing with Europe because it has an issue of internal consensus. We will vote here after the elections in England, after Spain has given itself a new government, after the elections in France, Germany, the Netherlands and Austria. We are, and this might seem like a paradox, the most stable country in Europe. So we don’t have issues about that.
What we care about is Europe.
At the same time we, Italians, must change too. On the one hand there are the demagogues. Those who would like to quit the euro: the Lega and the Cinque Stelle. On the other, there are those who are convinced that whatever Brussels says it is always the truth, regardless. And that all we need to do is obey to some decisions that are taken elsewhere. They are both wrong.
We Italians must be aware of the fact that Europe represents our roots and our future. And that if Italy does not make its voice heard it’s bad for everybody. So, when some of us in Brussels ask that more attention gets focused on social issues, growth, European civil service, digital innovation, bureaucratic simplification, they are not being critical for the sake of it.
Italy has suggested, and will keep suggesting, some specific proposals about single issues. A few working groups coordinated by Pier Carlo Padoan are tackling as we speak a few such issues. The main point though is: will Europe be able to re-find the path of politics, in the face of the representative crisis that is causing distress within the traditional parties?
I am talking about a global strategy towards immigration – based on international cooperation more than barbed wire.
I am talking about a shared vision of the financial system, particularly the great turbulence that has affected some German banks, too.
I am talking about establishing some common rules about the selection of the candidates who are to lead Europe, starting with the primaries for the presidency of the Commission.
A few days ago I visited an iconic place: the island of Ventotene. There, I was made painfully aware of how years of neglect have turned the Santo Stefano jail into ruins. The very place where the fathers of our country, the champions of the Resistence suffered. I visited the cell of Sandro Pertini, and the settings where Spinelli, Rossi and Colorni (might I add Ursula Hirshman, too?) used to exchange ideas. Together with minister Franceschini and president Zingaretti, I have decided to launch a great project for Europe. A project that will educate our youth and form our politicians. Ventotene will be the starting point of the European dream. A dream that as of now seems doomed to crash on the rocks of selfishness and the barriers of fear. Let’s turn our sight towards the ideals, the horizon, the vision. The Italian government will host some programs targeted at forming a new generation of European leaders. Because the only way to make memories alive is to pass them along.
From growth to primaries, from the moulding of new European leaders to a new direction of the economic politics, from social Europe to the battle against national selfishness and fear, Italy is ready. We are on the front line, ready to do our part, day after day. On the front line, without being bashful, made strong by our ideas. On the front line for the power — allow me — of our cultural and economical identity.
On the front line, not for a handful of extra ballots, but to give our children a future. And at the end of the day this is what really matters.
* The author of the letter is the Italian Prime Minister
(traduzione di Marzia Porta) / larepubblica
ESCLUSIVA – Mudingayi: “Il Napoli può vincere lo scudetto. Mi avrebbe fatto piacere giocare in azzurro: il San Paolo regala emozioni”
Corsa, muscoli e anche geometria, stiamo parlando di Gaby Mudingayi, centrocampista classe ’81, che abbiamo raggiunto in esclusiva. Queste le sue dichiarazioni:
Sabato si giocherà la partita delle partite: Juventus-Napoli, con gli azzurri in testa alla classifica
“Sarà una partita molto bella da vedere. Stiamo parlando delle prime due della classifica con gli azzurri che hanno 2 punti in più. Non ci si gioca la stagione intera, ma sarà una gara molto molto particolare”.
Cosa ti piace di più di questo Napoli?
“Senza dubbio il gioco. Ha calciatori forti, soprattutto dal centrocampo in su”.
Lo scudetto lo può vincere?
“Sta giocando un ottimo calcio e questo facilita il tutto. La squadra e la città lo meritano, bisogna continuare così per arrivare all’obiettivo finale”.
E della Juve cosa ti piace?
“La Juventus è la squadra più forte degli ultimi anni. Una rosa forte e completa che sa mettere in difficoltà chiunque. Ha dei calciatori forti, ma anche giovani. Giocano bene, hanno carattere e sanno soffrire”.
Corsa Champions: Roma, Fiorentina e Inter, chi la spunterà?
“Anche qui è un bel duello. Mi piace il gioco della Fiorentina che si è anche rinforzata. L’Inter era prima in classificam ha perso qualche punto e cercherà di recuperare per puntare almeno al terzo posto. Sarà un bel finale di stagione con l’obiettivo terzo posto da raggiungere. La Roma aveva creato una squadra forte per puntare ancora più in alto ma qualcosa è andato storto”.
Una delle squadre che ha messo in difficoltà il Napoli è stato il Bologna. Con Donadoni è tutta un’altra storia…
“E’ arrivato un allenatore molto bravo e competente e ha saputo ridare fiducia a tutti i calciatori. Stanno facendo un ottimo calcio e stanno ottenendo punti salvezza. Credo che possano ottenere qualcosa in più di quell’obiettivo”.
Sei stato vicino al Napoli, ti avrebbe fatto piacere?
“Mi sarebbe piaciuto tantissimo. Quando non si è concretizzato, ci sono rimasto molto male. Una piazza importante, chiunque verrebbe a Napoli”.
Nel San Paolo hai giocato da avversario, che impressione ti ha fatto dall’interno?
“Il San Paolo è molto bello. Uno stadio che ti dà adrenalina grazie ai tifosi. Giocarci con la maglia azzurra ti regala emozioni uniche, i tifosi di caricano tantissimo”.
a cura di Ciro Novellino
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Today’s gravitational wave announcement could be two great discoveries in one
Today’s expected announcement may not be just one great discovery but two because of the black holes that are rumoured to have created the signal.
It is now widely expected that the detection of gravitational waves using the Ligo (Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory) observatories will be announced today at 15:30 GMT at a press conference that has been called at the National Press Club, Washington DC.
Although everything is still rumour at this point, the “details” have begun to leak. If they are true, then they certainly explain a few things that seemed confusing at first. In particular, they suggest that the gravitational waves were produced by a pair of highly unusual black holes colliding.
- Forse trovate le onde gravitazionali ipotizzate da Einstein. Oggi l’annuncio
-
Che cosa sono le onde gravitazionali. Un fumetto per capire. GIACOMO TALIGNANI*
The black hole news on its own would be a great discovery, but combined with the detection of the gravitational waves it is an academic double whammy that has astronomers and physicists reeling with excitement.
Black holes are the most mysterious objects in the universe but one thing we do know is that they come in two main varieties. Stellar black holes are those that form after stars explode, and typically have masses of between 3-15 times that of the sun. At the other end of the scale there are supermassive black holes that squat in the centre of galaxies and possess masses of millions and billions times that of the sun.
However, the black holes expected to be announced today are said to have masses of 29 and 36 suns. These are highly unusual masses – above the usual stellar black hole regime but far below the supermassive ones – and may explain why researchers were confident that it wasn’t a test signal injected into the data.
It also explains the sudden appearance in early January of a number of theoretical papers that were talking about the collision of a pair of 30-solar mass black holes, a scenario outside the boundaries of what had been thought common before.Derek Fox of Penn State University brought one particular paper to light on Twitter.
Arxiv-watching for amusement and distraction – this seems a rather specific GW scenario to pull out of thin air?https://arxiv.org/abs/1601.00356
Let’s assume for the moment that the rumours are true. Where do these 30-solar mass black holes come from? This is where it gets even more interesting, because astronomers do not really know.
In recent years, a class of intermediate mass black holes has been discovered. Although their numbers are comparatively low at the moment, they appear to possess masses of between 100-1000s of solar masses. However, the lower end of that boundary is poorly known. Could these new discoveries be some of those?
It has been suggested that intermediate mass black holes are the remnants of the very first stars to be born in the universe. Known as population III stars, they existed more than 13 billion years ago and are thought to have each been much larger than the stars of today. Hence, they might reasonably be expected to leave behind larger black holes.
If the Ligo scientists do indeed confirm the 30-solar mass rumours today then astronomers will have much to celebrate. To see such a signal so quickly after the detectors reached the correct sensitivity implies that such collisions are common, which implies that such black holes are common.
We will have a window onto a wholly unanticipated population of black holes: a way to look at the dead hearts of the very first stars that formed in the universe. Also, of course, we will have the great discovery of gravitational waves, another extraordinary triumph for Einstein’s monumental general theory of relativity.
Confirmation and surprise: the triumph of theory and the serendipity of observation. What’s not to love about that?
Follow all the action on our live blog from 2.15pm GMT this afternoon.
Stuart Clark is the author of The Unknown Universe (Head of Zeus), and co-host of the podcast The Stuniverse (Bingo Productions).
Processo «escort», Camera: ok a uso intercettazioni Berlusconi
Saranno utilizzabili le intercettazioni effettuate a carico di Silvio Berlusconi, deputato all’epoca dei fatti, richieste dal Gup di Bari. L’ex presidente del Consiglio e leader di Forza Italia è imputato per induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci nel processo ‘escort’ a carico di Gianfranco Tarantini. Hanno votato a favore 335 deputati, contrari 63, astenuti 14.
Processo «escort», Camera: ok a uso intercettazioni Berlusconi
Secondo l’accusa, si legge nella relazione della Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio, «tramite offerte e promesse di versamento di denaro ed altre utilità Giampaolo Tarantini sarebbe stato indotto a mentore nel dichiarare che Berlusconi non avesse corrisposto compensi ad alcune donne da lui presentategli e ad essere reticente sui contatti avviati per il tramite di Berlusconi con i vertici del Dipartimento della Protezione civile, del gruppo Finmeccanica e delle società ad esso collegate»
Il Tribunale di Bari ha condannato lo scorso novembre a 7 anni e 10 mesi Gianpaolo Tarantini e a 16 mesi Sabina Began, “l’ape regina” delle feste organizzate dall’ex premier Silvio Berlusconi. I due sono tra i 7 imputati del processo escort, accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere e prostituzione.



