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Caivano, il condominio degli orrori

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CAIVANO – Prima Antonio, 4 anni, poi Chicca, 6 anni: morti precipitando dallo stesso palazzo in un quartiere difficile di Napoli. Mentre l’inchiesta procede, viaggio al Parco Verde. Dove i bambini non si vedono mai

CAIVANO, NAPOLI. Nella penombra c’è un irriconoscibile Padre Pio alto due metri. È una statua di ghisa, il grigio lucido sfuma nel grigio tetro dell’androne, niente fiori né lampade. Tutto sembra buio. Cupo. Paradossale. Che ci fa un santo nel palazzo dell’orrore? All’esterno, sull’altro lato, dal sesto piano cadde il 27 aprile 2013 un bambino di quattro anni, Antonio Giglio, portava forse anche il destino nel cognome. Nel rione dell’innocenza violata, si è capito che non era una disgrazia solo un anno dopo. Il 24 giugno 2014. Quando precipita dal sesto o terzo piano, stesso edificio, stesso lato, stesso volo, una bambina: Fortuna Loffredo, detta Chicca, anni sei. Segnata da «violenze sessuali ripetute». Tutt’e due lanciati nel vuoto dal ballatoio. Tutt’e due senza una scarpa. La sinistra.

Si ritorna nell’isolato 3 C di via Circumvallazione Ovest, civico 4. Con la stessa ipocrisia di chi piazza un santo nel palazzo di killer e pedofili, è l’indirizzo del ghetto chiamato Parco Verde a Caivano, area nord di Napoli. Non solo bimbi violentati e uccisi, siamo nel primo mercato al dettaglio della droga, per affluenza e prezzi bassi il discount italiano di coca, eroina, marijuana. Le sentinelle hanno già dato l’allarme, c’è un estraneo. Un poliziotto, un ufficiale giudiziario, un giornalista imprudente, chi sarà mai? Dall’ultimo piano del palazzo di fronte che vigila su questo, il segnale è un urlo d’intesa. Jesci, Marì. Esci Maria, per dire: Attenti tutti.

Entra invece una donna bassa, tonda, sembra bionda, ravvolta in una sciarpona nera. Tiene strette per le mani due bambine. «Buongiorno, signora». Non risponde. Spinge svelta le figlie in ascensore. Tutti hanno paura di tutti. Come Mimma Guardato, la mamma di Chicca. «Ho paura che mi ammazzino gli altri due bambini». È fuggita ancora prima di subire un divieto di dimora, accusata dai pm Marco Del Gaudio e Ida Teresi e dai carabinieri di Caserta. Avrebbe tentato di spacciare euro falsi. Gliene aveva dati 500 l’ultimo compagno. La banda Napoli Group smista in Europa il 90 per cento di valuta falsificata. Mimma è vicino a Ravenna, così dice al telefono. «Non vedo l’ora che sia arrestato l’assassino. Finché è libero tremo per gli altri. Giovanni ha 12 anni, ha saputo la verità dalla psicologa. Alessio ne ha 4, mi domanda sempre quando uscirà la sorellina dall’ospedale».

Mimma ha avuto tre bambini da due diversi compagni. Il primo scarcerato qualche giorno fa, vendeva cd falsi. Il secondo è tornato in cella. Nel Parco Verde ruotano 300 detenuti ai domiciliari, 300 gli arresti nel 2014, dieci milioni il giro annuo di affari. La prima delle 13 piazze di spaccio (capo Antonio Ciccarelli, Tonino a’ Munnezza, arrestato dalla polizia) incassa 70 mila euro al mese.

La camorra è infastidita: dopo due delitti in sei mesi, l’orrore dei bambini violentati porta la polizia sul nuovo mercato della droga. Parco verde ha rilevato il traffico di Scampia. Arrivano con i bus della Ctp e in taxi dalla stazione di Napoli i clienti anche da altre regioni. Si fermano solo i disperati a parlare. Uno scende dal pullman con un televisore. Un pallore che scava l’anima. Non ha soldi per l’eroina. Pensa di parlare con un altro cliente. Si nasconde nel cappuccio grigio del giubbone. «Ho portato questo, non ho niente altro». Tenta il baratto.

Nel verde stinto dei viali non si vedono bambini, nessuno che scenda a giocare. «Vedrete, quanti altri casi di abusi. È un fenomeno pazzesco al Parco Verde». È anche il tormento di Mimma Guardato, «non vivo da quel giorno». Le voci del Parco Verde insinuano un’infanzia sofferta anche per Mimma. Ma lei nega. «Il mio primo uomo è stato il mio primo amore». Pietro Loffredo, il papà di Chicca. Mimma preferisce parlare dei suoi sospetti. «Era così felice e orgogliosa di quelle scarpine. Con brillantini e fiorellini. Con i lacci, come le “scarpe delle schiave”, le conosce? Gliele comprai per il battesimo del cuginetto. Una le fu tolta, come al bambino Antonio, e non è stata più trovata. Dice niente, questo?».

Immagina l’assassino. «Non l’ho detto finora a nessuno, non ho le prove.Ho solo i miei pensieri. In 15 minuti, in quel buco maledetto di tempo, da quando è uscita di casa fino a quando è finita giù, non poteva essere una mano sola ad ucciderla». Un uomo, una donna, chi secondo lei? «Un uomo e una donna, può essere, ma voglio saperlo».

Nell’isolato 3 scala C la musica ad alto volume copre le voci, un odore di minestrone con cipolla arriva fino al quarto piano, dove abbaia un cane ma nessuno apre. Abita un fabbro. Silenzio al terzo e al sesto, dove sono appena passati i carabinieri portando via due uomini, uno accusato di pedofilia su una bambina di 12 anni, uno di spaccio di droga. È la cronaca che accende i fari su due alloggi, tra i 31 dell’edificio. Sfiora l’indagine sulla morte di Chicca e di Antonio con incroci suggestivi. Tracce, ombre, niente di più. Vediamo come.

Al sesto piano abita Marianna Fabozzi, ma lei non si vede dal giorno della morte di Chicca. Il suo compagno è dentro per spaccio, uno dei 22 arrestati nella retata del capitano Pierangelo Iannicca e del tenente Aldo Di Foggia, 1° febbraio. Chi è Marianna? È la madre di Antonio Giglio, il bambino morto nel 2013. Non solo, è lei che ha visto per ultima Chicca. Ha raccontato: «Venne da me, la mia bambina di tre anni disse che non voleva giocare, e Fortuna se ne andò. Dopo poco ho sentito urlare, “Fortuna sta male”… Ho sentito un tonfo. Non sono scesa perché ho ancora il ricordo di Antonio».

Al terzo piano abita il primo soccorritore di Chicca. Ha 38 anni. Niente nome. Le microspie lo accusano di abusi su una dodicenne. A lui il gip Alessandro Buccino Grimaldi attribuisce «dopo la morte di Fortuna un comportamento anomalo, fornendo sulla madre della bambina morta alcuni dettagli risultati falsi».

Mimma aveva portato la bimba dalla pediatra. Strani bruciori alle parti intime. La specialista dice di aver rilevato solo febbre. L’autopsia dà riscontri certi: «abusi sessuali cronici» fino a due settimane dalla fine. Sulla morte dei bambini indaga la Procura di Napoli Nord. Il capo Francesco Greco è magistrato pacato ma inflessibile, dirigeva l’Antimafia. Ha delegato i pm Federico Bisceglia, esperto di rifiuti, e una collega giovane ma molto tenace, Claudia Maone, che gira anche per le scuole in un piano di informazione. Greco con i carabinieri di Napoli, Casoria e Caivano ha coinvolto i Ris di Roma per studiare profili psicologici, disegni dei bambini, scritte, tutto. La svolta sembra imminente, anche se c’è stata omertà al Parco Verde, dove solo i muri parlano. Sono la lavagna di amori e vergogne: frasi tenere ma anche rivelazioni imbarazzanti. Viviana, dalle scritte in spray, sembra molto vivace. «Sono bambini nelle forme. Ma adultizzati. Crescono nell’omertà. Già attrezzati a mentire», c’è stupore tra gli inquirenti.

Non è sorpresa Donatella Palma, presidente di Npia, Neuropsichiatri infantili associati, profondo impegno nelle aree degradate. «Gli abusi sono frequenti ovunque: 70 per cento in ambito familiare, 20 parentale, 10 di estranei. Dal Parco Verde alle zone bene. Vi sono ottimi studi del Centro Toniolo di Napoli. Nelle aree degradate sono terribilmente diffuse le molestie per la promicuità».

Al Parco Verde in 750 alloggi vivono quattromila persone, ma c’è chi ne rileva in alcune ore novemila, calcolando i gregari delle piazze di spaccio. Donatella Palma denuncia il degrado morale, «perché il genitore non fa il genitore, la promicuità è regola, si riduce la spesa sociale, quindi gli insegnanti di sostegno, come gli spazi liberi al di fuori della scuola. Storie desolanti, ricordo il caso di una donna che per 50 euro a sera faceva giocare gli adulti dello stesso palazzo con i suoi bambini di 5, 7 e 9 anni. Gli uomini sono stati poi arrestati».

Le donne non lavorano, al Parco Verde, passano da un compagno all’altro, si prostituiscono per una borsa con gli anziani dello stesso Parco Verde, raccontano. I bambini sono traumatizzati. Chicca, secondo il centro Airi di Aversa, aveva «ritardo nell’apprendimento». Ma sognava una vita da diva, come dimostrano il taglio dei capelli e le eccentriche scarpine. Angelo Pisani, avvocato della famiglia di Chicca, è anche presidente di Noi Consumatori. Ha tirato fuori dal carcere il padre della bambina. «I magistrati stanno lavorando bene. Al contrario di quelli che vanno in tv, questo non è un giallo dimenticato, ma discriminato. Per la miseria del contesto sociale. Lo Stato non interviene. Questi abusi dilaganti, queste morti misteriose, ho sentito persino che nove anni fa cadde un altro bambino: tutto fa rabbrividire. Le violenze sono un fenomeno che qui sembra persino accettato. Ma i bimbi sono i genitori di domani. Immagino la loro società. Manca anche la Chiesa, che segue altre emergenze». Dei vecchi casi, ora, si occupa la Prucura dei minori.

Il parroco del Parco Verde è don Maurizio Patriciello, il megafono della Terra dei Fuochi. Ai funerali di Chicca fece una dura omelia. «Chiamatemi quando mi passerà la febbre» dice oggi. Non ama parlare del condominio dell’orrore. Si sta occupando dei fondi da ottenere per l’inquinamento. E il ghetto dei bambini non è una bella immagine. «Non vedo l’ora che prendano l’assassino: ho paura per gli altri miei due figli»

vivicentro.it-sud-cronaca / Caivano, il condominio degli orrori (Antonio Corbo)

Ischia: nessun cambio in panchina, confermato Porta

ischia isolaverde COMUNICATI

La S.S. Ischia Isolaverde, nel comunicare di aver confermato la fiducia al tecnico Antonio Porta, che dunque chiuderà la stagione sportiva alla guida della prima squadra, sottolinea che la decisione è stata adottata dal club in maniera univoca dopo attenta valutazione e dopo un confronto avuto con la squadra. La Società ribadisce che la conferma di Porta è consequenziale al programma tecnico che prevede la disputa dei play-out nelle migliori condizioni possibili.

Campionato Berretti: l’Ischia termina la stagione con un pareggio in casa della capolista Arezzo

Logo-ischia-isolaverde-BERRETTI

L’Ischia Isolaverde termina la stagione con un pareggio,in casa della capolista Arezzo. Un match che vede entrambe le squadre in campo con nessuna motivazione di classifica. Nel primo tempo poche occasioni da gol per entrambe le formazioni.; da segnalare soltanto l’espulsione del tecnico dei gialloblu mister Numerato. La prima frazione di gioco sembra terminare a reti bianche,ma i padroni di casa trovano il gol del vantaggio con Benucci. Nella ripresa nonostante l’Ischia si trovi senza il suo tecnico in panchina,per l’espulsione rimediata nel primo tempo,al 15′ trovano la rete del pareggio con De Clemente appena entrato dalla panchina,che ristabilisce il risultato sul 1-1. Non accade più nulla fino al termine del match,che vede le due formazioni chiudere la stagione con un pareggio. L’Ischia saluta il proprio campionato,piazzandosi al 10 posto in classifica a quota 35.

Arezzo 1

Ischia Isolaverde 1

Arezzo: Maffetti,Bernardini,Arcaba,Magara,Bonfini,Zammuto,Rampelli,Benucci,Romagnoli,Dai Pra,Galantini. A disp. Garbinesi,Brunetti,Pauselli,D’Abbrunzo,Bozzi,Dainocci,Tacunzio,Tesi,Cusin. All. Alessandria.

Ischia Isolaverde: D’Errico,Vorzillo,Petruccio,Esempio,Todisco,Miranda,Di Bello,Borrelli,Romano,Passariello,Coppola. A disp. Vincenzi,De Clemente,Gonzales. All. Numerato.

Arbitro: Ologhola di Firenza

Reti: 48 p.t Benucci, 15′ s.t. De Clemente

Note Espulso Numerato per proteste.

Risultati Girone C

Virtus Lanciano- Avellino 3-4

Arezzo- Ischia 1-1

Tuttocuoio- Juve Stabia 3-1

L’Aquila- Lupa. C. Romani 0-0

Pontedera-Pisa 1-3

Robur Siena- Salernitana 1-3

Paganese-Teramo 4-1

Riposa Lupa Roma

Classifica: Arezzo 65, Tuttocuoio 61, Teramo 52, Pisa 47, Paganese 46, Lupa Roma 45, L’Aquila 43, Juve Stabia 42,Siena 39, Ischia Isolaverde 35, Lupa Castelli 26, Virtus Lanciano 25, Salernitana 21, Avellino 20, Pontedera 18.

I quiz INVALSI servono a ben poco, per cui andrebbero superati

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: INVALSI

Puntuale come Sanremo, ogni anno, nel mese di maggio, ritorna pure il dottor INVALSI *. Ma a che serve, visto che la situazione non è affatto migliorata, anzi peggiora ulteriormente ogni anno che passa? In questo caso, il malato sarebbe la scuola italiana, ma i medici (ovvero il dottor INVALSI, che poi sarebbe il MIUR) non sono assolutamente in condizione di formulare la diagnosi esatta e tantomeno di suggerire la terapia più efficace per debellare il virus.

Mi sorge spontaneo il dubbio che il virus possa appartenere al ceppo dello stesso INVALSI. In sostanza, il virus del morbo potrebbe addirittura essere (paradossalmente) il medico che dovrebbe debellarlo.

I test INVALSI sono inadeguati ai tempi, se non altro perché oggi non basta monitorare e valutare (in termini statistici) gli standard generali di apprendimento degli alunni e la qualità delle scuole, ma servirebbe anche saper accertare se i discenti, oltre a studiare ed imparare la grammatica italiana e la matematica, sono educati ai valori della cittadinanza attiva. E per verificare simili aspetti formativi, i quiz INVALSI servono a ben poco, per cui andrebbero superati.

vivicentro.it-sud-opinioni / I quiz INVALSI servono a ben poco, per cui andrebbero superati (Lucio Garofalo)

  • Il test INVALSI (o Prova Nazionale[1]) è una prova scritta che ha lo scopo di valutare i livelli di apprendimento degli studenti al terzo anno della scuola secondaria di primo grado[2]. I contenuti dei test sono realizzati dall’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione (INVALSI).

Introdotto con la legge n. 176 del 25 ottobre 2007, il test è suddiviso in due parti fino all’anno scolastico 2014/2015:

  • Prova di Matematica
  • Prova di Italiano

È stato somministrato per la prima volta, a scopo puramente statistico, nell’Esame di Stato 2007-2008.

Dal 2009, la prova concorre nella valutazione finale dell’esame del primo ciclo d’istruzione.

La prova del 2010 è stata caratterizzata da un generale abbassamento del livello degli studenti, soprattutto nella matematica, con conseguente riduzione dei voti finali degli esaminati. La riduzione è stata in parte imputata anche alla difficoltà del Test.

Critiche
La reale efficacia del test è stata sottoposta a diverse critiche.

Comparabilità tra diverse situazioni e aree geografiche
Una delle critiche riguarda l’efficacia comparativa dei risultati conseguiti dagli allievi nelle diverse realtà, a seguito di irregolarità nella somministrazione dei test. Il sociologo Luca Ricolfi, ad esempio, ha valutato le percentuali di irregolarità nella somministrazione in base a quelle che definisce come diverse aree geopolitiche, ravvisando differenze che si ripercuotono pesantemente sulla genuinità e la comparabilità dei risultati: nell’effettuazione delle prove, l’intromissione di docenti “compiacenti” nei confronti degli allievi raggiungerebbe percentuali più alte nelle scuole dell’Italia centro-meridionale (20%, con una punta di quasi il 30% in Calabria, Sicilia e Campania”) rispetto alle aree settentrionali del paese (tra il 2 e il 5%). L’alterazione indotta sul test da simili comportamenti vanificherebbe quindi la possibilità di utilizzarne i risultati in un’ottica comparativa. Lo stesso Ricolfi ha suggerito che, prendendo spunto da quanto succede in altri paesi europei, i test siano gestiti e somministrati da personale dell’Invalsi, che dovrebbe dotarsi allo scopo di una “rete nazionale di rilevatori professionisti”, un’opzione il cui costo non è specificato, ma definito “modestissimo” dal proponente.

Pistocchi: “Sarri controproducente rispetto al comunicato di pochi giorni fa”

Maurizio Pistocchi, giornalista di Premium Sport, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Crc. Ecco quanto evidenziato:
Sarri ha dichiarato nel post partita di ieri che con De Laurentiis non parla da un mese in quanto il suo contratto verrà discusso a fine stagione. Dichiarazioni, in un certo senso, controproducenti rispetto a quanto riferito dal comunicato della società un giorno prima. Non vi è stata unità di intenti ed è un segnale preoccupante. Il Napoli, ultimamente, sembra mancare di concretezza e in un campionato come questo non ti puoi permettere di fallire le tante occasioni che ti capitano”.

Cori contro i napoletani, arriva la decisione del giudice sportivo

Archiviato il turno di campionato con le vittorie di Roma e Napoli sono state comunicate, sul sito ufficiale della Lega Serie A, le decisioni del giudice sportivo inerenti agli episodi accaduti nella 36 giornata.
Maggiore riguardo per quanto verificatosi allo stadio Luigi Ferraris nel corso del match tra Genoa e Roma, dove, nel corso dell’ intervallo, i tifosi romanisti hanno rivolto i soliti cori ingiuriosi contro Napoli e i napoletani. La società giallorossa è stata multata come si evince dal comunicato:
“Ammenda di € 15.000,00 : alla Soc. ROMA per avere suoi sostenitori, nel corso del primo tempo, intonato cori insultanti per motivi d’origine territoriale”.

Da Legaseria.it

De Maggio: “Scandaloso che in tribuna stampa si debba lavorare con l’ ombrello”

Da diverso tempo si parla del restyling dello Stadio San Paolo che ormai verte in condizioni davvero deplorevoli. A Radio Kiss Kiss, durante la trasmissione Radio Gol,  il conduttore  Valter De Maggio ha espresso le sue considerazioni proprio riguardo la scarsa sicurezza dell’ impianto:
E’ uno scandalo vedere giornalisti che, in tribuna stampa, lavorano con l’ ombrello. È un pericolo lavorare sotto la pioggia laddove vi sono cavi e computer. Il rischio maggiore lo corrono i tecnici che lavorano proprio con la corrente: se si va avanti così qualcuno ci lascia la pelle. Lasciatemelo dire: le coperture del San Paolo sono una vera schifezza. Urge un intervento al più presto perché si corre il rischio che qualcuno possa morire in tribuna stampa”.

Di Marzio: “Primi contatti per Mammana. Complicata la pista Sportiello”

Gianluca Di Marzio, noto giornalista di Sky ed esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte nel corso della trasmissione Marte Sport Live per fare il punto sulle diverse voci di mercato che circolano in queste ore in casa Napoli. Ecco quanto evidenziato:
Mammana? C’ è stata una prima offerta del Napoli intorno ai 6 milioni più tasse spedita al mittente da River Plate; più che un offerta vera e propria si è trattato di un primo approccio per capire se vi siano dei margini per la trattativa. La settimana prossima potrebbe esserci un incontro con gli agenti del giocatore.
Su Sportiello credo non sia fattibile nell’ immediato soprattutto considerando il fatto che Pepe Reina sarà titolare anche nella prossima stagione. Il portiere dell’ Atalanta ha tutte le qualità per fare bene da titolare in qualsiasi squadra e va certamente tenuto in considerazione per il futuro. Inoltre rientrerà dal prestito alla Fiorentina Luigi Sepe.
Musacchio per la difesa? Qui il discorso è legato agli attuali centrali del Napoli, ovvero Albiol e Koulibaly. L’ agente di quest’ ultimo ha incontrato la società nei giorni scorsi senza giungere ad un accordo concreto. La situazione va monitorata visto che vi sono molti top club alla finestra: al momento pare che Ancelotti abbia messo fortemente gli occhi su di lui”.

SONDAGGIO Vivicentro – I giornalisti votano i migliori azzurri della stagione

Tutto quello che c’è da sapere sul sondaggio

Due anni e due successi strepitosi, ora il sondaggio si ripete. La prima edizione fu vinta da Josè Maria Callejon, la seconda da Manolo Gabbiadini. La redazione di Vivicentro.it vuole premiare il migliore della stagione del Napoli, con una targa, che verrà consegnata per la fine di questo campionato. Il podio e quindi il vincitore del premio, sarà scelto dai giornalisti che verranno raggiunti di volta in volta ed esprimeranno il proprio giudizio attraverso 3 nomi. Agli stessi sarà assegnato un punteggio: 1 punto per il terzo nome, 2 per il secondo nome e 3 per il primo nome. Ci saranno aggiornamenti durante lo svolgimento del sondaggio e tutto sarà riportato in maniera fedele all’interno di articoli presenti sul giornale. Dal 3 maggio all’11 maggio, si parte oggi…

a cura di Ciro Novellino

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De Laurentiis: “Nessun calo, stessi punti dell’andata e sullo stadio…”

Le sue parole

Queste le parole di Aurelio De Laurentiis ai microfoni di Kiss Kiss Napoli:

Hai già fatto qualcosa per l’anno prossimo. “Sì, ma c’è da fare molto. Se andiamo diretti faremo moltissimo, altrimenti faremo lo stesso. Vediamo come finirà il campionato…”

Un messaggio ai tifosi in chiusura. “Sono straordinari, lavoro per voi, stiamo uniti per queste due settimane e facciamo sentire la nostra presenza. Numerosi anche per l’ultima giornata, io credo che farò indossare la maglia dell’anno prossimo. Faremo una cosa che non abbiamo mai fatto”.

Ieri pioveva, in tanti con gli ombrelli. Servono i lavori al San Paolo. “De Magistris è una brava persona, ha voglia i fare, ma credo che prima di ottobre non inizierà nulla. Non a caso i cantieri non apriranno subito dopo il campionato… io gli ho chiesto di fare delle cose, io sono rapido, innovativo, ma credo che dovremo vergognarci quando Rummenigge verrà da noi. Ieri con i tecnici abbiamo visto dove poter intervenire subito per averlo in condizioni accettabili. Renzi però per queste situazioni dovrebbe scegliere 3 manager per le principali città, non contestando il sindaco, ma dandogli i poteri di operare al di là dei vari vincoli. Bisogna recuperare il tempo perduto, ma al di là dei partiti e dei nomi, nessuno potrà fare nulla per le città”

Crotone in A, Beneveno in B. Il Sud in fermento. “Il Sud è sempre stato calcisticamente pieno di opportunità, mi dispiace per il Savoia, essendo noi originari di Torre Annunziata. Ogni volta mi chiedono se voglio prenderlo,ma ho già una grande opportunità per il Napoli che ha la mia priorità e c’è tantissimo da lavorare”.

La presenza di Renzi è un segnale per tutta la città? “Sì, bisogna far ripartire il Sud. Non è vero però che a Napoli non si può lavorare e c’è una fuga di imprenditori, diciamo che non hanno mai fatto nulla per il Sud. Ora è Renzi a dover trovare opportunità legislative per aiutare fiscalmente il Sud”. Bagnoli è un tema importante. “Sono tante pepite d’oro insieme, una volta bonifica può essere fondamentale per la città. Lì si potrebbe fare un centro per il Napoli giovanile. In Lega discutevamo di elevare le giovanili per far diventare la Primavera una seconda squadra col massimo di 23 anni. Si potrebbe fare un centro con tutte le affiliazioni, 35mila ragazzi. Non sarebbe solo simbolico, lo sport è costruttivo”.

100 gol raggiunti in stagione, sono numeri importanti. “Sì, ma mia mamma mi diceva ‘non sei mai contento’? Le nuove generazioni sono così ed io mi ritengo della nuova generazione. Non mi accontento mai ed interpreto anche i tifosi”.

Per quanto espresso il Napoli merita il secondo posto. “Sì, se analizziamo la prima parte quando eravamo primi, nella seconda abbiamo lo stesso numero di punti, quindi non siamo venuti meno noi, ma altri hanno fatto una rimonta con una crescita straordinaria. Come punteggio siamo lì, ma anche come gol, se pensiamo che l’anno scorso questi gol li abbiamo fatti anche in Europa League. C’è un sintonia importante, io sono estremamente soddisfatto, ma non posso convincere tutti”.

Vittoria molto bella ieri con l’Atalanta. “Una vittoria importante, ora ne rimangono due e ci giochiamo l’entrata diretta in Champions rispetto alla Roma”.

Caso Fortuna, gli adulti salvati dalla forza dei bambini

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“I bambini napoletani di Caivano: hanno guardato e raccontato senza paura le scene di prevaricazione sessuale”

Caso Fortuna – BISOGNA avere il coraggio che hanno avuto i bambini napoletani di Caivano: hanno guardato e raccontato senza paura le scene di prevaricazione sessuale subite da loro e dalla loro amica morta.

DOSSIER Tutto sull’omicidio di Fortuna

Il coraggio dunque di vedersi in quelle scene, di avere coscienza di sé e degli adulti che erano sopra i loro corpi. Gli uomini e le donne devono fare la stessa cosa, guardare il desiderio maschile, la sessualità degli uomini con la stessa aspra verità: la sessualità maschile, formata in millenni di storia, contiene la sopraffazione, l’ambivalenza tra amore e possesso violento, la seduzione dell’innocenza inconsapevole che rende quei gesti carichi di un erotismo che nei secoli non era visto come malato.

E le donne devono vedere la subalternità femminile che ricopre tutto, giustifica tutto per salvaguardare i legami familiari, avere un uomo, conservare la normalità agli occhi degli altri, sacrificando gli stessi figli, retaggio anche qui di millenni di storia. E deve averlo anche la Chiesa questo coraggio, non solo per denunciare e punire gli abusi, ma per mettere veramente in pratica l’insegnamento rivoluzionario del Vangelo: “Non scandalizzate i bambini”.

Deve analizzare, capire profondamente perché in un ambiente di soli uomini, che hanno scelto la castità, il corpo dei bambini, immagine di quella purezza tanto decantata, viene usato e depredato. Quando abbiamo lanciato la campagna “Mai più complici”, abbiamo detto che la violenza contro le donne è un fenomeno antico che viene usato oggi contro la nuova libertà delle donne, abbiamo chiamato gli uomini a parlarne accanto a noi.

Dobbiamo dire, allo stesso modo, che l’uso dei corpi dei bambini a scopo sessuale, nasconde una sessualità maschile arcaica, su cui non ci si è mai interrogati veramente, e una subalternità femminile che le donne non vogliono vedere. Solo se allarghiamo il nodo stretto delle relazioni fisiche impari che la storia tra i sessi ci ha consegnato, solo se ci vediamo noi stessi in queste relazioni, come hanno fatto i bambini napoletani, possiamo trasformare il sorriso di Fortuna, esibito dalla madre, in una gioia privata e vera.

vivicentro.it-sud-cronaca / larepubblica / Caso Fortuna, gli adulti salvati dalla forza dei bambini CRISTINA COMENCINI

Salvatore Vozza su riapertura Funivia e stazione Terme

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Salvatore Vozza: “Bene la riapertura della Funivia che collega al Faito, ma riprendere subito il progetto Metrò Stabia del 2007, riaprendo la stazione delle Terme”

Castellammare. “La riapertura della Funivia che collega Castellammare al Monte Faito, colpevolmente abbandonato per troppo tempo, è un momento importante per la rinascita della nostra città. Ma, per noi, diventa anche l’occasione per ricordare a chi oggi parla di trasporti e mobilità che esiste un progetto ancora oggi accantonato e che rappresenta la risposta in termini di concretezza e sviluppo del territorio quando si parla di trasporti pubblici”. Sono le parole di Salvatore Vozza, candidato a sindaco di Castellammare di Stabia che nei giorni scorsi aveva anche scritto una lettera al Governatore Vincenzo De Luca.

“Parliamo di MetròStabia, la rete urbana di trasporto su ferro che attraversa tutto il territorio stabiese, dal fiume Sarno al promontorio di Pozzano. Col potenziamento della linea Circumvesuviana grazie al raddoppio del binario tra le stazioni di “Moregine” e “Castellammare di Stabia”, e tenendo fede al progetto già definito nel 2007, la linea potrebbe essere utilizzabile anche come trasporto metropolitano interno a Castellammare e di collegamento con la campagna pompeiana” ricorda ancora Vozza.

“Un piano di Regione Campania, Comune di Castellammare di Stabia ed Eav che prevede il restauro e la riqualificazione di due stazioni (Castellammare di Stabia e Castellammare Terme), il totale rifacimento di altre due stazioni (Moregine e Pioppaino) e la costruzione ex novo della nuova stazione che sostituirà quella di Via Nocera (Stabia Nuova). Solo attraverso un impegno di questo genere – dichiara Salvatore Vozza – la riapertura della Funivia del Faito, che in città si attendeva da due anni, potrà essere effettivamente uno dei volani della rinascita turistica di Castellammare. Un impegno che solo un’amministrazione libera da condizionamenti e al servizio totale della città potrà mettere in campo come uno dei progetti di maggiore efficacia”.

 

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“Potrei chiudere la carriera qui”, Hamsik esce allo scoperto

I dettagli

Ieri è stata la partita di Marek Hamsik, che prima del match è stato premiato da due leggende della storia del Napoli come Beppe Bruscolotti e Luis Vinicio per le 400 partite giocate con la maglia del Napoli. Ci sarebbe il silenzio stampa, ma uno strappo, in queste occasioni, è lecito e il capitano dichiara: “Voglio togliermi ancora tante soddisfazioni e poi chissà, magari potrei anche chiudere la carriera qui, perché se resto ancora qualche anno si potrebbe fare davvero”.

Lezioni di Felicità tra i banchi di scuola: gran successo per l’ innovativo progetto

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L’arte della Felicità come materia di studio: la dottoressa Giudetti insegna la Felicità nelle scuole

Roma – Nella capitale è nato un nuovo importante progetto per le scuole, rivolto agli studenti di ogni ordine e grado: è l’arte della felicità, racchiuso nel programma “Lezioni di Felicità, sviluppo del Benessere della persona”, patrocinato dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Il progetto è stato ideato, elaborato e sviluppato dalla dott.ssa Regina Giudetti, Psicoterapeuta romana.

L’inizio. Si è partiti da Roma, dalle scuole di Castelverde (e in Italia per la prima volta), dove le Lezioni di Felicità diventano una materia di studio, sicché gli alunni, accanto alle classiche materie scolastiche (matematica, italiano, storia…), hanno appreso anche come essere felici.

Regina Giudetti, psicologa e insegnante di felicità
Regina Giudetti, psicologa e insegnante di felicità

Salutato con entusiasmo dalla comunità scolastica, il progetto della dott.ssa Giudetti (nella foto) ha trovato accoglimento non solo nella scuola secondaria dell’I.C.Castelverde ma anche presso l’Istituto Amaldi dove i giovani liceali, a partire dallo scorso febbraio, hanno seguito con regolarità le lezioni di felicità, il tutto a titolo esclusivamente gratuito in una logica di solidarietà e accoglienza sociale.

All’ultima lezione di felicità impartita ad aprile, seguirà una conferenza con cui si concluderà il programma di quest’anno sulla felicità.

 Il programma  si articola in lezioni circolari e tecniche di brainstorming: i coach insegnano principi di base per aiutare i ragazzi a conoscere e riconoscere il proprio potenziale, come impegnarsi in attività che soddisfano, bloccare le preoccupazioni, sviluppare un pensiero positivo, essere orientati sul presente; forniscono inoltre strumenti di riflessione pratici ed efficaci per scoprire ed utilizzare al meglio le proprie risorse per il presente ed il futuro.

Il focus è sulla persona, sull’incremento delle proprie competenze in ordine all’educazione affettiva, al rispetto delle diversità e allo sviluppo delle pari opportunità, al fine di migliorare il rendimento scolastico, l’ambiente di vita e le relazioni sociali.

Obiettivo ultimo è la crescita educativa, culturale ed emotiva dell’individuo, affinché tutti abbiano le stesse possibilità di realizzarsi sviluppando autostimafiducia in se stessi e nelle proprie capacità di crescita e di recupero: “l’autostima è una sorta di nucleo prezioso del nostro essere, che si nutre di fiducia nel nostro Diritto al Successo, alla Felicità, all’autoaffermazione dei nostri desideri”.

Sono previsti anche dei momenti di confronto con le classi sui temi del bullimo, disturbi del comportamento alimentare, dipendenze da videogames, alcool e droghe, ecc…

Verifica e Analisi dei risultati. Al termine delle lezioni sarà redatta una relazione sul lavoro svolto e sui risultati conseguiti, confrontando gli stessi con le aspettative del progetto.

I riscontri.

Dirigente Scolastico Liceo Amaldi Fabio Cannatà
Dirigente Scolastico Liceo Amaldi Fabio Cannatà

Il Dirigente Scolastico dell’Istituto E. Amaldi di Castelverde, Fabio Cannatà,  esprime un proprio giudizio sul corso “Lezioni di Felicità”.

 “Il progetto mi pare veramente adeguato ad aiutare i ragazzi nello sforzo di esprimere quanto di latente si agita nella loro sensibilità e nel tentativo di esplorare la loro dimensione emotiva”.

E’ stato utile ai suoi studenti?

È stato molto utile ai nostri studenti che hanno dimostrato un coinvolgimento e una partecipazione notevoli”.

Lo consiglierebbe in altri istituti?

Credo che un’attività di questo tipo possa affiancare utilmente gli studenti nel percorso scolastico, pertanto lo consiglierei anche ad altri istituti”.

Cos’è per lei la felicità?

Riuscire a condividere l’esperienza del bello che la nostra vita ci dona”.

Lo staff di ViVicentro ha seguito l’ultima Lezione di Felicità spiegata dalla dott.ssa Giudetti al Liceo E. Amaldi, presso la sede di Castelverde di Roma. Abbiamo raccolto testimonianze di docenti ed alunni su questo progetto che trova attuazione per la prima volta in Italia.

I ragazzi erano molto entusiasti, seguivano con particolare interesse la lezione e ci hanno raccontato che sono stati molto coinvolti dal progetto che hanno definito “divertente” ed “utile”: “È  servito a comprendere meglio la gestione dei rapporti interpersonali. È un progetto educativo, una cosa nuova, interessante, che aiuta noi ragazzi ad esporci meglio  con la gente”.

Una studentessa del secondo anno ha ritenuto molto efficaci le lezioni che, supportate anche da alcune dispense, sono risultate molto esplicative. L’ultimo argomento sull’autostima è stato scelto dai ragazzi stessi. “È  servito a capire meglio come comprendersi, a essere se stessi, ad apprezzare meglio i rapporti e gli amici… e i risultati non sono tardati ad arrivare, per noi e per gli altri”, afferma uno studente.

Anche la Professoressa Di Curzio Teresa, insegnante di inglese, è rimasta molto soddisfatta dai risultati di queste “lezioni speciali”. Ci racconta di alunni che normalmente sono molto timidi,  poco inclini ad esporre il proprio pensiero: dopo questo percorso, in cui li ha visti molto interessati e motivati, esprimono con serenità le proprie idee ed opinioni. Un cambiamento in positivo, sicuramente inaspettato.

 “La nuova frontiera nello sviluppo della Salute psicofisica è sviluppare una cultura e una organizzazione di vita che consenta di dare peso alle cose importanti per la nostra Felicità a partire da relazioni di qualità intrise di vitalità, condivisione, partecipazione e affetto”. In questo credono gli ideatori del progetto e questa iniziativa conferma la necessità di aiutare i giovani a nutrire la positività della vita.

Ciò che colpisce particolarmente la dott.ssa Giudetti è che la maggior parte degli adolescenti non ha sogni. “Non hanno mai sentito parlare di felicità, desideri, sogni. Da cosa dipende?  Non c’è proprio l’educazione ai sogni che rendono felici!”.

Il problema parte prima dalla famiglia che dalla società, -ci spiega-  la società rispecchia poi la famiglia. È pur vero che gli adolescenti danno un peso all’amicizia ed altri valori, ma hanno una concezione distolta. Sono pochi quelli che sognano e, nella maggior parte dei casi, è più un voler emulare. Chi ha la passione può realizzare i propri sogni perché ha la voglia, il desiderio… ma è raro trovare questa passione nei ragazzi di oggi”.

A cosa è servito questo corso?

Intanto a far vedere il lato positivo degli esseri umani, della relazione, dell’altro, ma puntando sul fatto che siamo noi a determinare, cioè che noi abbiamo la nostra responsabilità nell’agire ma anche nel determinare come l’altro si pone nei nostri confronti. Non può sempre essere l’altro la causa dei nostri umori, dei sentimenti, dei disagi, ecc. L’essere umano deve prendere coscienza di tutto questo e, una volta preso coscienza, può cambiare, può sognare e può quindi realizzare”.

Al termine della lezione, i ragazzi hanno dato dei voti alla dottoressa Giudetti che, a quanto ci risulta, ha superato egregiamente la prova di insegnante di felicità: buona la prima!

di Maria D’Auria

Il Napoli è un pugile stanco che vuole tirare fuori l’orgoglio

Tuttosport scrive sul successo del Napoli contro l’Atalanta

“Un round in meno. Il Napoli è un pugile stanco, provato dai pugni pesanti subiti nelle ultime settimane, che però sta cercando di tirare fuori tutto l’orgoglio e tutte le qualità per conservare il vantaggio accumulato fino al verdetto finale. Contro l’Atalanta tutto ciò è bastato per piazzare il colpo da tre punti e ricacciare a -2 la Roma, che aveva superato gli azzurri con la rimonta vincente di Genoa. Ora la squadra di Sarri deve riuscire a fare altrettanto nelle due riprese che restano per essere sicura del secondo posto e dell’accesso diretto alla Champions League”

Le foto di Monopoli vs Juve Stabia (4-0)

Monopoli vs Juve Stabia le foto di Antonio Gargiulo

Guarda le foto di Monopoli vs Juve Stabia realizzate dal nostro fotografo Antonio Gargiulo, che ci racconta così la pesante e netta sconfitta delle Vespe con i pugliesi di Mister Fulvio D’Adderio allo stadio “Simone Veneziani” di Monopoli.

Oltre alle azioni del match abbiamo fotografato il pubblico sugli spalti, cerca la tua foto e richiedici l’originale per e-mail:redazione.sportiva@vivicentro.it

Clicca qui per rivedere tutte le foto
 MONOPOLI (3-5-2): PISSERI, ESPOSITO, FERRARA, BACCHETTI, VIOLA, LUCIANI, TARANTINO, PINTO,  ROMANO, DI MARIANO, GAMBINO.

A Disp: PELLEGRINO, CASTALDO, BEI, MERCADANTE, RICUCCI, JURIC,  BATTAGLIA, DI FINO, ROSAFIO, LESCANO.

JUVE STABIA (3-5-2): RUSSO, ATANASOV, POLAK, CARILLO, CARROTTA, OBODO, CANCELLOTTI, LIOTTI, LISI, GOMEZ, DIOP.

A Disp: POLITO, NAVRATIL, CONTESSA, MAIORANO, GATTO, GRIFONI, NICASTRO, DEL SANTE.

I biancoverdi devono lottare per raggiungere la salvezza diretta e contro la Juve Stabia avevano assoluto bisogno dei tre punti, le vespe invece che avevano già centrato la matematica salvezza vincendo 4-2 domenica scorsa contro la Lupa Castelli Romani scendevano in campo con la mente già in vacanza. Giornata soleggiata a Monopoli, con un forte sole che non creava le migliori condizioni per giocare una partita di calcio. D’Adderio, tecnico dei padroni di casa, doveva rinunciare a Croce per squalifica, mentre Zavettieri non poteva contare su Romeo, Rosania, Izzillo e Favasuli.

La Juve Stabia con tanti innesti nuovi scende in campo senza il mordente giusto per avere la meglio su di un Monopoli non trascendentale ma che ha saputo sfruttare al meglio le occasioni create, complice la scandalosa prestazione difensiva della squadra di Zavettieri. Il migliore in campo è stato l’ex portiere gialloblè Pisseri che ha neutralizzato tutte le occasione creata dalla Juve Stabia. Le Vespe tornano a casa con il passivo più pesante della stagione (4-0).

La Juve Stabia ora deve sperare di conquistare almeno un punto nella gara casalinga con il Foggia, sperando che la Casertana faccio il proprio dovere con la Paganese, per centrare la qualificazione alla TIM CUP.

Hamsik: “Rapine in città? Ho capito che certi oggetti non vanno indossati”

Marek Hamsik è stato il protagonista del mensile slovacco “Break”:

Qual è stato il primo tatuaggio? 

“Qui sulla spalla. Sono tre caratteri cinesi che significano energia, onestà e talento. Simboli legati al calcio, quando me lo feci avevo sedici anni e i miei genitori ne furono all’oscuro”

Ritornasti a casa con la maglia a maniche lunghe? 
“Per fortuna mi trasferii già a Bratislava, se avessi ancora abitato con loro non l’avrei potuto fare. Quando lo videro la prima volta non mi dissero nulla. O mi tagliavano la mano, o accettavano il tatuaggio: scelsero la seconda” 

Ne faresti altri? 
“Non lo so, i tatuaggi mi sono sempre piaciuti. Già ne avevo qualcuno all’età di sedici anni, ed è così pure oggi. E’ la mia malattia, è una passione. Se potessi me ne farei altri, ma ho il corpo completamente pieno”

Chi te lo impedisce?
“Mia moglie Martina. Non vuole che io sia del tutto tatuato e si lamenta”

Dopo il primo tattoo, qual è stato il secondo che hai fatto?
“La scritta in caratteri cinesi sul collo. Significa passione e quindi ha un grosso valore. Poi dopo questo ne sono venuti uno dopo l’altro”

A quale dei tanti tatuaggi sei legato in particolar modo?
“Certamente a quello dei nomi dei miei figli e il cuore con la data del giorno del mio matrimonio. Ho anche una scritta in lingua italiana sulla mano (“Proteggi la mia famiglia”), le scarpette che mi regalò mio nonno e il nostro cane. Per il resto non tutti hanno un significato, alcuni li ho fatti perchè mi piacevano”

Chi è il tuo tatuatore?
“I primi due li ho fatti in Slovacchia, il resto a Napoli. Vado sempre e solo dallo stesso ragazzo. Abbiamo un grande rapporto, non ho mai aspettato per tatuarmi. Non lavora da solo, ci sono altri ragazzi che lo aiutano. Quando sto da lui nello studio ci sono sempre una decina di persone che mi fanno compagnia”

Il tuo club che ne pensa?
“Non sono l’unico che in squadra ha tatuaggi”

Gli allenamenti o le partite incidono sulla permanenza dei tatuaggi per quanto riguarda il colore? 
“Assolutamente no, non causano nessun problema. Si dice che il sole sia dannoso per loro, ma non è così”

Quali sono stati i più dolorosi?
“Sicuramente dove ci sono i muscoli, lì il corpo è molto sensibile. Oppure sulla spalle dove ci sono le ossa. Per quanto riguarda le altre parti il dolore è sopportabile”

Come scegli il tema da farti disegnare?
“Ho fatto sempre tutto in modo mirato. Il tatuaggio si progetta in modo molto facile, consultando riviste o facendosi consigliare dal proprio tatuatore. Nel mio caso li guardo su Internet o su Instagram. Poi ci pensa il tatuatore a fare il disegno”

Hai già qualche idea per il prossimo?
“Quando vincerò il campionato, mi farò disegnare lo scudetto sulla gamba. Ho già la Coppa Italia vinta col Napoli e la data della storica qualificazione al Mondiale in Sud Africa della Slovacchia”

Hai anche degli orecchini… Pensi di fare anche qualche piercing?
“No, non fa parte di me. Il mio modello del calcio è Pavel Nedved. Quando arrivò in Italia iniziò a vestirsi alla moda e i suoi compagni di squadra iniziarono a fare lo stesso”

Compri riviste di moda?
“No, ma con mia moglie giro spesso per i negozi. Andiamo insieme a fare shopping, ognuno sceglie cosa comprare” 

Ci sono cose che hai comprato e non hai mai indossato?
“Tutto ciò che compro subito lo indosso”

Hai un vestito speciale?
“Niente di speciale, una volta che acquisto qualcosa diventa speciale per me. Ho un guardaroba enorme: sessanta maglie, quaranta pantaloni e sessanta paia di scarpe”

Quali colori preferisci?
“Mi piacciono il bianco, il nero e il grigio, sono i colori classici. Indosso capi di qualsiasi colore, ne ho avuto qualcuno anche rosa”

Il massimo che hai speso.
“Forse una giacca di pelle. La pagai 2.500 euro”

Invece la cosa più economica che hai indossato?
“Un boxer”

Dove fai i tuoi acquisti?
“Ci sono due o tre negozi a Napoli dove vado spesso”

Qual è l’abito più strano che hai indossato?
“Era a Carnevale e mi vestii da prostituta”

La popolarità è un ostacolo?
“Non è sempre un vantaggio, ma bisogna fare i conti con essa. Quando vado in luoghi molto affollati i tifosi mi chiedono foto e autografi ed io li accontento”

Sei stato derubato in città…
“Due volte è successo, ma non li ho mai beccati i ladri. Alcuni oggetti in città è meglio non indossarli”

Il tuo look è famoso. Vai spesso dal parrucchiere?
“Ogni dieci giorni. Quando stavo in Slovacchia andavo da una signora a tagliarmi i capelli, poi col tempo li ho modificati giorno per giorno”

Molti bambini portano ci capelli come i tuoi, che ne pensi?
“E’ bello vedere bambini slovacchi e napoletani che mi prendono come esempio. Sono contento di essere il loro idolo”

Quali sono i tuoi hobby nel tempo libero?
“La moda, le auto e gli orologi. Ma queste cose vengono in secondo momento, al primo posto ci va sempre la famiglia. Cerco di stare il più possibile con loro, anche se il tempo a disposizione non è tanto”

I bambini hanno cambiato la tua vita, anche sul piano calcistico?
“Per quanto riguarda il calcio non è cambiato nulla. Prima di scendere in campo la concentrazione è sempre la stessa. Ora mi sto godendo di più la casa dopo la partita, mia moglie e i miei figli sono lì ad aspettare che io torni”

Hai svolto anche altri sport?
“Quando ero piccolo amavo sciare, a volte mi manca. Nel contratto c’è un divieto per il quale non posso sciare perché è uno sport pericoloso. Non possiamo nemmeno andare in bici o in moto”

Ti ricordi la tua prima auto?
“Una Peugeot 307 Coupé Cabriolet blu. Ce l’avevo quando agli inizi della mia avventura a Brescia”

E adesso?
“Ho realizzato un sogno: ho una Ferrari modello 488”

Rossa?
“Chiaro che è rossa. Se è una Ferrari non può che essere di tale colore”

Quali sono i tuoi relax?
“Amo viaggiare e guardare i film, li trovo su iTunes. Ho fatto anche una comparsa nel film “Colpi di Fortuna”. Il nostro presidente è anche un produttore cinematografico, sono state girate tre scene: una sul campo, una sotto la doccia e una nello stadio. Questo film è la storia di due ragazzi che vincono la lotteria ed uno dei due è un mio fan. Dopo aver vinto, vengono all’allenamento e si fanno una foto con me, lasciando il biglietto della vincita nella mia giacca. La scena continua con il loro inseguimento per recuperare il biglietto”

Hai mai pensato cosa potrebbe accadere a Napoli se vincete lo scudetto?
“Non provo ad immaginare, è possibile pure che esploda il Vesuvio. Quando abbiamo vinto la Coppa Italia, tutta la città ha festeggiato con noi. Ad aspettarci c’erano migliaia di persone con sciarpe e bandiere”

Che prospettiva hai per Euro 2016?
“Ci sono tante squadre competitive, ma per noi già partecipare è un grosso risultato. Anche in Sud Africa nessuno si aspettava che la Slovacchia superasse i gironi, perchè non potrebbe accare lo stesso pure in Francia. Siamo un grande gruppo, dobbiamo lavorare tanto per raggiungere buoni obiettivi. Lotteremo fino alla fine, ci crediamo”

Il tuo sogno da bambino era giocare il Mondiale?
“E’ il sogno di tutti i bambini che iniziano a giocare a calcio. Ho fatto tutto il possibile per diventare un grande calciatore. Sono stato fortunato, ho lavorato sodo per arrivare dove sono ora. Quando ero ragazzo pensavo a me e alla mia carriera, poi crescendo inizi a pensare al bene del collettivo e non più solo a quello individuale”

Che consiglio senti di dare ai giovani calciatori?
“Di non mollare mai e di realizzare i propri sogni”

calcionapoli24

Il Punto 3 maggio

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Il Punto 3 maggio –  Analisi, approfondimento e commento di Cronaca, Poitica ed Economia della settimana a cura degli esperti de lavoce.info

Cosa accade se, andando oltre alle oscillazioni mensili che appassionano le opposte tifoserie, innestiamo i dati Istat sul lavoro del primo trimestre 2016 sulle dinamiche degli ultimi 12 anni? Semplice: si vede che siamo ancora lontani dai livelli pre-crisi ma anche che gli occupati crescono e cala la disoccupazione.
È una giungla la legislazione per le indennità ai disabili. Date ad alcuni e negate ad altri, differenti importi per uguali invalidità oppure stessa somma a chi ha diverse necessità. Il Consiglio di stato aggrava l’iniquità stabilendo che questi aiuti non rientrano nel calcolo dell’Isee: un vantaggio per chi già riceve di più. Un’altra foresta normativa è il nuovo codice degli appalti. Sulla carta, uno strumento contro la corruzione e per migliorare i progetti di opere pubbliche. In pratica ci vorranno più o meno 50 decreti attuativi perché funzioni.
A sei mesi da elezioni che hanno prodotto un quadro politico frantumato, gli spagnoli torneranno al voto. È l’effetto di un sistema elettorale senza doppio turno né premio di maggioranza che rischia lo stallo e l’ingovernabilità. Almeno da questo esito l’Italicum ci dovrebbe preservare.
Il sovraffollamento delle carceri è un problema dei sistemi di detenzione in molti paesi europei. Da noi ci sono quasi 110 detenuti per ogni 100 posti. Meno che in passato. Non perché si sono fatte nuove strutture ma grazie a condanne alternative, sconti di pena e depenalizzazione dei reati lievi.

Un commento di Francesco Giubileo all’articolo di Daniele Fano “Salviamo la Garanzia giovani dai manichei

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  • Sguardo lungo sul mercato del lavoro
    03.05.16
    Bruno Anastasia
    La situazione sul mercato del lavoro italiano resta grave. Ma di sicuro non peggiora, anzi si intravedono segnali di miglioramento. L’andamento dell’occupazione dipendente permanente o a tempo determinato e la contrazione strutturale del lavoro autonomo. Effetti delle misure di incentivazione.

 

  • Tra disabilità e nuovo Isee una questione di equità
    03.05.16
    Gianfranco Cerea
    La sentenza del Consiglio di Stato ha stabilito che le indennità per disabilità non possono rientrare nel calcolo dell’Isee. Persone con indennità diverse avranno perciò lo stesso trattamento, avvantaggiando chi riceve di più. E non necessariamente sono quelli che hanno i maggiori bisogni e costi.
  • Codice degli appalti nuovo, ma complicato come prima
    03.05.16
    Luigi Oliveri
    Servirà tempo per stabilire se la riforma del codice degli appalti avrà raggiunto gli scopi che si prefiggeva. Ma già ora si può dire che non riesce nell’intento di semplificare e rendere più agili le regole. La norme sulla lotta alla corruzione e per il miglioramento della qualità dei progetti.
  • Il rebus spagnolo è rimasto senza soluzione
    03.05.16
    Paolo BalduzziNell’impossibilità di formare un governo, la Spagna torna al voto dopo appena sei mesi. Troppo frantumato il parlamento perché i tentativi di creare coalizioni più o meno grandi potessero avere successo. Prima delle elezioni la probabile apertura di una procedura di infrazione per deficit elevato.
  • Carceri ancora troppo affollate
    03.05.16
    Simone LonatiNonostante una leggera flessione nel numero di detenuti, in Europa le carceri continuano a essere occupate al massimo delle loro capacità. In Italia il problema è particolarmente grave. Anche se ci sono netti segnali di miglioramento per gli interventi seguiti alla condanna della Corte di giustizia.

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Domenica per superare l’ostacolo Toro, 11 leoni per scrivere la fine

Questo il commento della SSC Napoli al termine della sfida vinta 2-1 contro l’Atalanta

“Golzalo” bum-bum. Il Pipita segna la doppietta decisiva sull’Atalanta e infila la sua 32 perla in campionato. Il Napoli batte il record assoluto di vittorie al San Paolo con il 15esimo successo che vale anche il 48esimo punto in casa, altro primato stabilito dalla squadra di Sarri. Gli azzurri lottano, dominano, creano una decina di palle gol e sanno anche resistere all’irruenza finale della “Dea” nerazzurra. Higuain apre la serata con una spaccata di destro e la chiude con un colpo di testa di classe immensa. Nel mezzo anche una traversa di Allan ed un tiro al bersaglio alla porta bergamasca che solo Sportiello, un piena assonanza col suo nome, riesce a respingere in tutti i modi. Napoli che con i grandi numeri legittima il secondo posto in classifica e si lancia verso il rush finale. Domenica sera si va a Torino per gettare il cuore azzurro oltre l’ostacolo del cuore Toro. Undici leoni ed un intero popolo per scrivere l’epilogo di un altro splendido romanzo…”

I successi nelle finali di coppa Uefa (1989) e coppa Italia (2014)

Oggi avvenne

Il giorno 3 maggio il Napoli ha giocato tredici partite, dieci in serie A, una in serie B, una in coppa Uefa ed una in coppa Italia, ottenendo cinque vittorie e due pareggi, con sei sconfitte.

Ricordiamo i successi nella finale d’andata della coppa Uefa-1988/89 e la conquista della coppa Italia-2013/14

Questa è la formazione schierata da Ottavio Bianchi il 3 maggio 1989 per Napoli-Stoccarda 2-1:

Giuliani; ferrara, Francini; Corradini (46′ Crippa), Alemao, Renica; Fusi, De Napoli, Careca, Maradona, Carnevale

I gol: 17′ Gaudino, 68′ Maradona (rigore), 87′ Careca

Questa è, invece, la formazione schierata a Roma da Rafael Benitez il 3 maggio 2014 per Napoli-Fiorentina 3-1:

Reina, Henrique, Albiol, Fernandez, Ghoulam, Inler, Jorginho, Callejon, Higuain (70′ Pandev), Insigne (81′ Behrami), Hamsik (63′ Mertens)

I gol: 11′ e 17′ Insigne, 28′ Vargas, 92′ Mertens