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Nero su bianco: ”Un patto per Castellammare”.

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Interventi sulla quotidianità e la Gestione del Ciclo integrato dei rifiuti in Città

Premessa 

Nell’ambito del Programma Amministrativo del candidato Sindaco Salvatore Vozza si è inteso approfondire il tema della gestione del ciclo integrato dei rifiuti nella città di Castellammare di Stabia.

Infatti si è ritenuto che tale tema rappresenti uno degli aspetti fondamentali della quotidianità, vedendo coinvolti dal semplice cittadino ai vari commercianti di ogni ordine e grado.

Pertanto partendo da un’analisi dello stato di fatto e di quello che dovrebbe accadere in termini di ciclo integrato di rifiuti, si sono volute fare delle proposte di miglioramento del servizio di raccolta rifiuti e spazzamento stradale, nonché delle azioni per incrementare la virtuosità nel ciclo dei rifiuti della nostra città e giungere ad una utilissima riduzione della produzione pro capite.

A questo lavoro di analisi ha dato un utile contributo l’ing. Vincenzo di Somma candidato nella lista Castellammare in Comune.

Analisi dello stato di fatto

Dal 25 febbraio 2014 la gestione del servizio di igiene urbana nella città di Castellammare di Stabia è affidata a società private mediante opportuni procedimenti di affidamento.

In precedenza la gestione di tale servizio era affidata alla Castellammare di Stabia Multiservizi Spa Società partecipata del Comune(che in data 19/02/2014 il Tribunale di Torre Annunziata- Sezione Fallimentare, con sentenza n. 241 – Rep. n' 10014 ha dichiarato fallita), che nel mese di maggio 2013 avviò, a seguito di approvazione dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Bobbio, un sistema di raccolta domiciliare dei rifiuti (“Porta a Porta”) estesa a tutto il territorio comunale.

In seguito la società Ego Eco Srl prima e ButtolSrl poi, hanno continuato ad applicare questo sistema di raccolta senza apportare alcun miglioramento o innovazione.

Entrambe le ditte hanno lavorato dal febbraio 2014 ad oggi nelle more che venisse dapprima redatto un nuovo piano operativo di raccolta rifiuti e in seguito che fosse aggiudicata la gara europea per l’affidamento dello stesso servizio.

Il suddetto piano operativo comunque basa il sistema di raccolta rifiuti sul “porta a porta”, ma rivede il servizio di spazzamento stradale ed aggiunge altri servizi a completamento del servizio di igiene urbana, tra le quali diserbo delle strade, pulizia delle caditoie,pulizia arenile, rimozione deiezioni canine.

Ad oggi, da quanto è possibile apprendere dagli organi di stampa, si è in attesa della conclusione dell’iter di gara giunto all’ultimo step, l’apertura dell’offerta economica.

Il tuttoa sua volta nelle more e in subordinazione alle decisioni della Regione Campania in merito all’avvio dell’ATO,in cui i vari comuni in esso associati dovranno organizzare il servizio di igiene urbana.

In tale scenario nello scorso mese di marzo il Commissario Prefettizio, con l’Ordinanza n. 4, ha inteso (sotto la spinta della ButtolSrl che gestisce attualmente il servizio) uniformare il calendario di conferimento dei rifiuti in città, che era diviso in due, uno per il centro cittadino (Zona A) e uno per la parte periferica (zona B).

Tale scelta secondo noi è stata dettata solo dalle esigenze del gestore di evitare la commistione dei rifiuti effettuata dagli operatori al momento del travaso dai mezzi satelliti di piccola portata in quelli centralina di grande portata e senza tener conto di quelli che sono i flussi quantitativi dei rifiuti specie verso lo STIR di Giugliano (per la sola frazione secco indifferenziato) e alle varie piattaforme di raccolta (le altre frazioni umido, plastica, vetro e carta). Ciò dimostra lo scarso interesse delle società private nei confronti delle esigenze della città e lo scarso controllo effettuato dai tecnici degli uffici competenti della Stazione Appaltante.

Infatti se tale Ordinanza ( che ad oggi non è stataeseguita, né si è avviata una campagna di informazione dei cittadini) dovesse attuarsi, nel caso la Buttol non si procurasse un sufficiente numero di automezzi per il trasporto dei rifiuti alle piattaforme di raccolta, si potrebbe correre il rischio di ripercussioni negative, fino all’ipotesi peggiore del blocco della raccolta dei rifiuti in città.

Proposte migliorative

Dalla suesposta analisi dello stato del servizio di igiene urbana in città,abbiamo voluto riflettere su eventuali miglioramenti che potevamo apportare allo stesso e siamo arrivati alle conclusioni di seguito riportate in maniera puntuale e specifica.

 Introduzione del Direttore esecutivo del contratto (DEC)– questa figura prevista dal nuovo codice degli appalti (art. 111 c2 DLgs 50/2016) rappresenta una esigenza urgente,infatti andrebbe a risolvere il problema del controllo del rispetto delle regole da parte della ditta che gestisce il servizio.

Inoltre tale aspetto risponde anche alla nostra necessità di riorganizzazione della macchina comunale.

A tale figura è demandato il compito di coordinamento e controllo tecnico, contabile e amministrativo.

 Applicazione della tariffazione puntuale con l’applicazione del principio “Chi meno inquina meno paga”

La raccolta differenziata domiciliare non può essere fine a se stessa ma bensì deve essere lo strumento attraverso il quale rendere quanto più equa possibile la tariffazione a carico dei cittadini.

L’obiettivo è raggiungibile attraverso l’applicazione della tariffazione puntuale che proponiamo di introdurre nell’ambito della nostra consiliatura, e che applicheremo tramite sistemi hardware e software con cui quantificare l’effettiva produzione di rifiuti per famiglia e attività commerciali.

 Miglioramento ed incremento della raccolta differenziata e incremento dei contributi CONAI

L’obiettivo è quello di migliorare la qualità ed incrementare la quantità di raccolta differenziata attraverso:

 Idonee campagne di comunicazione che illustrano ai cittadini il corretto conferimento dei rifiuti;

 Un incremento della raccolta differenziata riducendo al massimo la quantità di rifiuti indifferenziato, attraverso idonee campagne di sensibilizzazione ponendoci come obiettivo il raggiungimento dell’80% di RD;

 La massimizzazione dei ricavi derivanti dalla vendita di carta , plastica, vetro, alluminio, ferro, acciaio, olio vegetale, etc, consentendo una riduzione della tariffa a carico dei cittadini.

 Revisione del regolamento Comunale sull’assimilabilità dei rifiuti

L’obiettivo è di verificare l’assimilabilità di alcuni rifiuti speciali ai rifiuti urbani nel rispetto della normativa vigente, allo scopo di garantire alle attività commerciali costi di smaltimento più equi ed evitare il più possibile smaltimenti illeciti (es. wc, lavabi in ceramica).

 Potenziamento del Centro di raccolta di Fondo d’Orto

Incentivazione del conferimento presso il centrodi raccolta di Fondo d’Orto di determinate tipologie di rifiuti con la sollecitazione al riuso di tali beni. Si potrebbe pensare all’istituzione di appositi spazi all’interno del centro in cui attuare buone pratiche di laboratori di riciclo e riuso. Il riuso di beni, che per taluni appaiono come rifiuti, sarà incentivato attraverso giornate ecologiche del riuso, incontri pubblici con artigiani che lavorano materiali conferiti tra i rifiuti, comunicazione via web di dove e come sarà possibile barattare beni.

 Attuazione di un piano programma mirato alla riduzione dei rifiuti in città

Quest’azione è alla base di una corretta gestione dei rifiuti urbani.

Provvederemo alla redazione e all’attuazione di un Piano Comunale per la riduzione dei rifiuti (P.C.R.R.) basato sulla divulgazione e diffusione di una serie di buone pratiche da diffondere tra i cittadini, tra cui: 

 Compostaggio domestico laddove possibile, incentivandolo con la possibilità di riduzione della TARI;

 Vendita di prodotti sfusi presso la distribuzione commerciale (eco-negozi);

 Riduzione della distribuzione di acqua in bottiglia, incentivando l’utilizzo delle nostre acque, magari portandole anche in altri punti del territorio cittadino (case dell’acqua acidula e della Madonna);

 Raccolta cittadina, e laddove possibile condominiale, degli oli esausti;

 Giornate ecologiche in città e di educazione ambientale nelle scuole;

 Fiere del baratto e dell’usato;

 Istallazione, nei vari quartieri cittadini, di cestini adibiti al conferimento di mozziconi di sigaretta e deiezioni canine;

 Promozione di eco-feste, come Festambiente, ed eco-sagre, nelle quali adoperare esclusivamente stoviglie monouso in mater-bi;

 Eco-shoppers attraverso l’utilizzo di borse per la spesa riutilizzabili e l’eliminazione dei sacchetti monouso;

 Sviluppo di un’applicazione per segnalare alla Polizia Municipale lo sversamento illecito di rifiuti.

L’attuazione di tali azioni prevede la progressiva riduzione dei rifiuti pro-capite di circa il 10% in base annua con contestuale riduzione dei costi di smaltimento e importanti impatti positivi sull’ambiente.

Infine si ricorda che:

Con determinazione n. 68 dell’11/09/2015 è stato aggiudicato in via definitiva l'appalto per la fornitura di automezzi e attrezzature per la raccolta differenziata dei rifiuti all'Impresa LONGO EUROSERVICE S.r.l.

Saranno forniti i seguenti autocarri di varie dimensioni:

• Nr. 1 mezzo completo di rimorchio e con gancio per il caricamento dei cassoni;

• Nr. 6 mezzi ribaltabili con vasca da 3,5 mc.;

• Nr. 10 mezzi minicompattatori con vasca da 5 mc.;

• Nr. 3 mezzi minicompattatori con vasca da 7 mc.

COLLEGATA:

Venerato: “Tre azzurri molto vicini al rinnovo”

A Radio Crc, nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma, è intervenuto Ciro Venerato, giornalista di Rai Sport ed esperto di calciomercato. Queste le sue dichiarazioni riguardo la questione rinnovi in casa Napoli:
“Il rinnovo di Callejon è ormai cosa fatta: allo spagnolo verrà anche ritoccato l’ ingaggio sulla base di 2,3 milioni a stagione. Stesso discorso anche per Ghoulam e Mertens, entrambi hanno accettato il prolungamento contrattuale e resteranno all’ ombra del Vesuvio nei prossimi anni. L’ algerino sarebbe pronto a firmare  fino al 2021”.

Lo Monaco: “Lapadula? Non solo il Napoli, diverse le pretendenti”

A Radio Crc, nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma, è intervenuto Pietro Lo Monaco, direttore sportivo. Ecco quanto evidenziato:
Lapadula è un calciatore importante, riesce a sfruttare al massimo tutte le occasioni che gli capitano. Sarebbe davvero una valida alternativa per il Napoli. La società azzurra ha già avuto un incontro con il Pescara ma la concorrenza è spietata. Posso affermare che un club straniero ha presentato un’ offerta qualche tempo fa e si è rifatto sotto in questi giorni. Sono diverse le pretendenti che stanno tentando di soffiare l’ attaccante al Napoli: Lazio,Celtic, Leicester e le cifre si aggirano intorno ai 10 milioni.
Futuro di Higuain? Dipende tutto da lui, è chiaro che da parte della società c’è la volontà di trattenerlo.
Vrsaljko? È un buon profilo e nelle ultime stagioni ha dimostrato di interpretare al meglio il ruolo di terzino”.

ESCLUSIVA – Il 27 maggio il viale della tribuna dello stadio Romeo Menti sarà intitolato a Nicola De Simone

La redazione di ViViCentro è in grado di dare ai propri lettori un’altra importante anticipazione ESCLUSIVA circa lo stadio Romeo Menti ed i lavori con i quali si interverrà sull’impianto stabiese.

Come già anticipato nel nostro articolo datato 5 maggio 2016 ( https://www.vivicentro.it/sport/juvestabia/news-juvestabia/esclusiva-il-viale-della-tribuna-dello-stadio-menti-sara-dedicato-a-nicola-de-simone/ ), il viale d’accesso agli spogliatoi, alla tribuna coperta (compresa la tribuna stampa) ed alla tribuna scoperta dello stadio Romeo Menti di Castellammare, sarà intitolato a Nicola De Simone.

Il ricordo del calciatore stabiese nato nel 1954 e deceduto in seguito ad un calcio alla testa subìto nel match contro la Palmese, quando vestiva la maglia del Siracusa, nel 1979 è da sempre vivo nella mente dei tifosi della Juve Stabia. Proprio la tragica e prematura scomparsa di Nicola De Simone è stata il fondamento dello splendido gemellaggio che lega indissolubilmente le tifoserie della Juve Stabia e del Siracusa. Proprio il gemellaggio tra Juve Stabia e Siracusa tornerà a far vestire il Menti a festa nel prossimo campionato di Lega Pro, grazie alla promozione ottenuta dalla squadra siciliana.

Le indiscrezioni da noi raccolte venti giorni fa sono state, dunque, confermate e si arricchiscono di ulteriori particolari. La cerimonia di inaugurazione del nuovo viale “Nicola De Simone” presso lo stadio si terrà venerdì 27 maggio alle ore 20.30 al Romeo Menti; ovviamente tutti i tifosi sono invitati a presenziare a questo doveroso omaggio alla memoria di Nicola De Simone.
Come già più volte ripetuto, fondamentale è stato il lavoro diplomatico, e non solo, di Giuseppe Mercatelli, sempre in prima linea nel sostenere la Juve Stabia e nell’assicurare alle Vespe uno stadio, il Romeo Menti, in regola con tutte le preiscrizioni previste dalla Lega.

L’impianto di Via Cosenza diventa, quindi, sempre più gialloblù: dopo l’intitolazione della tribuna stampa al giornalista stabiese Gaetano Vollono, è ora arrivato, finalmente, il turno di Nicola De Simone, quale illustre stabiese da ricordare e mai dimenticare.

 
RIPRODUZIONE RISERVATA previa citazione della fonte

Castellammare riparte con il ”Patto per i Quartieri” (VIDEO)

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 Rosa Cuomo ‘’interventi immediati nei quartieri: scuole aperte, accordi con associazioni e soluzione dei problemi urgenti”
Stefano Scanu ‘’ città pulita: Realizzeremo un ‘app dove i cittadini ci segnaleranno gli  sversamenti abusivi’’
Castellammare. E’ stato presentato questa mattina presso la sede del comitato  elettorale della coalizione #PerCastellammare con Salvatore Vozza sindaco il  patto per i quartieri.
Al tavolo dei relatori Rosa Cuomo con delega alla  quotidianità e Stefano Scanu , con delega all’ambiente.
Un patto dove i  protagonisti sono i cittadini , le associazioni, il volontariato, le forze  sociali, la scuola.
Un patto che mette al centro dell’agenda di governo il cittadino.
Riqualificazione urbana, realizzazione di sottoservizi, verde, lotta  all’incuria, legalità, mobilità, sistemazione delle aiuole sono alcuni dei  punti al centro del patto sottoposto all’attenzione pubblica da Rosa Cuomo e Stefano Scanu.
Dal centro alla periferia nord, passando per il centro antico e la zona collinare , impegni precisi per andare incontro alle esigenze dei cittadini che lamentano uno stato di abbandono.
Quartieri dove “le coalizioni  dello scioglimento” che, hanno governato Castellammare, negli ultimi sei anni , non hanno saputo cogliere ciò che di buono era stato fatto o si stava muovendo  in termini anche di fondi e risorse economiche.
Mettere il cittadino al centro  dell’agenda di governo vuol dire un impegno a realizzare anzitutto una  quotidianità vivibile.
‘’ Esistono – ha dichiarato Rosa Cuomo-  le condizioni per superare le attuali difficoltà. Le nostre periferie  sentono molto il  problema del trasporto pubblico. Nell’area Nord, così come nell’area collinare  tra Scanzano e Privati, ma anche ad esempio al San Marco , ci giungono  segnalazioni relative agli scarsi collegamenti con il centro. Una o due corse di autobus non sono certo sufficienti’’.
Ripristinare e migliorare l’illuminazione nelle vie cittadine , sistemare le strade urbane sono solo alcune delle priorità che saranno immediatamente affrontate.
“In ogni quartiere – prosegue Rosa Cuomo- realizzeremo il programma scuole aperte, chiedendo l’aiuto anche agli  insegnanti che sono in pensione.  Noi ci impegniamo a promuovere le assemblee nei quartieri per interloquire con residenti, associazioni e parrocchie per affrontare le questioni che di volta in volta si presentano. Proporremo una delibera per codificare le procedure per la consultazione per recepire le  proposte dei quartieri. “I passaggi a livello che attraversano la città–  conclude Rosa Cuomo- non devono più rappresentare una linea di confine tra i cittadini’’.
Migliore qualità della vita vuol dire anche sostenibilità ambientale e lotta agli sversamenti illegali
 “ Siamo partiti ha affermato Stefano Scanu– dall’  analisi dello stato del servizio di igiene urbana in città,abbiamo voluto  riflettere su eventuali miglioramenti che potevamo apportare allo stesso. Castellammare deve raggiungere da subito il 65 % di raccolta differenziata per  ritornare tra i comuni virtuosi. Il nostro obiettivo è però portare la città a  toccare l’80 %’di raccolta differenziata’’.
Un obiettivo possibile per Scanu da raggiungere anche in questo caso attraverso il pieno coinvolgimento della scuola e dei cittadini. “L’ obiettivo è quello di migliorare la qualità ed incrementare la quantità di raccolta differenziata attraverso: Idonee campagne di comunicazione che illustrano ai cittadini il corretto conferimento dei rifiuti; incremento della  raccolta differenziata riducendo al massimo la quantità di rifiuti indifferenziato, attraverso idonee campagne di sensibilizzazione ponendoci come  obiettivo il raggiungimento dell’80% di RD; massimizzazione dei ricavi  derivanti dalla vendita di carta , plastica, vetro, alluminio, ferro, acciaio,  olio vegetale, consentendo una riduzione della tariffa a carico dei  cittadini.
L’obiettivo è di verificare l’assimilabilità di alcuni rifiuti  speciali ai rifiuti urbani nel rispetto della normativa vigente, allo scopo di  garantire alle attività commerciali costi di smaltimento più equi ed evitare il  più possibile smaltimenti illeciti .
Vogliamo incentivare il  conferimento presso il centro di raccolta di Fondo d’Orto di determinate tipologie di rifiuti con la sollecitazione al riuso di tali beni.   Si potrebbe pensare all’istituzione di appositi spazi all’interno del centro in  cui attuare buone pratiche di laboratori di riciclo e riuso.  Il riuso di beni,  che per taluni appaiono come rifiuti, sarà incentivato attraverso giornate  ecologiche del riuso, incontri pubblici con artigiani che lavorano materiali conferiti tra i rifiuti, comunicazione via web di dove e come sarà possibile  barattare beni’’ .
Pensa il referente all’ambiente della coalizione  #perCastellammare a Giornate ecologiche in città e di educazione ambientale  nelle scuole a Fiere del baratto e dell’usato alla promozione di eco-feste, ed eco-sagre, nelle quali adoperare esclusivamente stoviglie monouso in mater-bi
E’ nostra intenzione – conclude Scanu- sviluppare un’ applicazione per segnalare alla Polizia Municipale lo sversamento illecito di  rifiuti.
  • Per chi volesse leggere il programma è possibile collegarsi al sito https: //salvatorevozza.wordpress.com/
  • Per chi volesse parlare con il candidato oltre che sui social è possibile  contattare il comitato ai numeri 3315085691 oppure 3315025589

#castellammareriparte

COLLEGATE:

Ischia,secondo giorno di allenamento dopo la pesante sconfitta. Si ferma Gomes

allenamento ischia 1

L’Ischia Isolaverde è tornata ad allenarsi dopo la pesante sconfitta subita al Mazzella contro il Monopoli,nella partita dell’andata per i play-out. I gialloblu ormai certi della retrocessione in serie D, disputeranno gli ultimi 90′ di questo campionato di Lega Pro nella gara di ritorno dei play-out, sabato al Veneziani contro i pugliesi. La squadra di Di Meglio e Buonocore, dovrà cercare almeno di portare a casa un risultato positivo,evitando così la decima sconfitta consecutiva. Un record mai visto in casa Ischia. La squadra si appresta a svolgere una settimana di allenamento,al Mazzella, in un silenzio surreale. Alla ripresa degli allenamenti nella giornata di lunedì, era assente l’attaccante Gomes che non ha lavorato con il gruppo. Gli esami effettuati nella giornata di ieri,hanno evidenziato uno stiramento muscolare. Ecco spiegato il motivo della sua sostituzione, a pochi minuti dell’inizio del secondo tempo nella partita di sabato. Il centravanti portoghese, quasi certamente non farà parte degli undici titolari che scenderanno in campo sabato in terra pugliese. A sostituire l’attaccante del Sassuolo, si candida per una maglia da titolare l’isolano doc Gerardo Rubino,che andrà a completare la coppia d’attacco insieme a Kanoute. Dall’infermeria gialloblu,arrivano anche buone notizie: è tornato ad allenarsi con il gruppo l’ex centrocampista del Napoli, Giorgio Di Vicino, il quale sabato non è potuto scendere in campo per il solito problema al piede che lo perseguita da oltre un mese. L’esperto fantasista con ogni probabilità scenderà in campo sabato contro il Monopoli. Da segnalare che nella seduta di lunedì pomeriggio, non ha partecipato il portiere Iuliano. Lavoro differenziato invece per il terzino ex Casertana Bruno,insieme ad Armeno con Filosa. Seduta del martedì improntata sul lavoro atletico agli ordini del prof. De Maio, per passare a quello tattico,svolgendo una classica partitella nella metà campo. La debacle subita sabato contro il Monopoli, racchiude un’intera stagione vissuta tra scelte,errori e promesse non mantenute da parte della società. Una categoria conquistata dopo quindici anni, partendo con la vittoria del campionato di serie D, alla conquista della poule scudetto fino ad arrivare nella Lega pro unica, la piazza isolana si appresta a ricominciare un nuovo ciclo,con la speranza di gettare le basi per un progetto serio con una società capace di saper prendere le giuste decisioni, magari con all’interno qualche imprenditore isolano.

VIDEO ViViCentro – ​Capello: “Gli arbitri obbligati a mentire”, poi Donnarumma

I dettagli dell’evento e le immagini

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È iniziata oggi, nella splendida cornice del “Grand Hotel Il Saraceno” di Amalfi, l’edizione 2016 del “Premio Football Leader”, che si svolgerà dal 24 al 26 maggio. Nel convegno Aiac sono intervenuti Fabio Capello, vincitore del “Premio alla Carriera”, Narciso Pisacreta, vice presidente dell’Aia, il direttore di Tuttosport Paolo De Paola, Cristiano Giaretta, ds dell’Udinese, l’arbitro Daniele Orsato ed il presidente dell’Assoallenatori , Renzo Ulivieri. Presenti in sala anche Fabio Capello e Gianpiero Gasperini, tecnico del Genoa.
Orsato“Non è una vittoria per l’arbitro allontare un allenatore dalla panchina. Molto spesso mi sono trovato con allenatori che non hanno la pazienza. E’ quello che spesso ripeto loro a fine partita. Bisogna averne tanta soprattutto con gli arbitri più giovani.  Così come fanno con i calciatori più giovani.  A livello dilettantistico, nei campetti di periferia emulano i comportamento dei grandi professionisti”
Pisacreta“In Italia quando si parla di arbitri lo si fa sempre in accezione negativa. Si parla sempre dei loro presunti errori mettendoli difronte a telecamere ed episodi. C’è una cultura sbagliata nel nostro paese riguardo i direttori di gara. Non c’è una visione unitaria.  C’è da dire però che quando le squadre italiane non sono in finale nelle competizioni internazionali, a rappresentare il nostro paese sono sempre i nostri arbitri. Lo stesso vale anche per gli allenatori, che rappresentano con orgoglio l’Italia all’estero, venendo sempre più spesso apprezzati”
Importante nella disputa tra allenatori e arbitri, è il ruolo delle società. “Su questo le dirigenze devono cercare di smorzare gli animi cercando di sensibilizzare i giocatori“- dichiara Cristiano Giaretta, direttore sportivo dell’Udinese. “A Udine settimanalmente organizziamo riunioni con giocatori e allenatori. Vengono spesso ex arbitri a parlarci di come i direttori di gara preparano le partite. Molto spesso gli allenatori si preparano proprio come i giocatori.  L’arbitro può sbagliare tanto quanto sbagliamo noi. Bisogna smorzare gli animi. Quando i tre punti sono importanti perdiamo spesso lucidità. Dobbiamo però limitarci un pò tutti“.
Capello“Racconto un aneddoto, Roma-Atalanta di qualche anno fa: parte una parola dalla panchina, l’arbitro Trentalange viene verso di me e mi caccia. Io dico ‘guardi che non sono stato io, non ho detto nulla’, poi sono stato allontanato. Ho fatto opposizione tramite la giustizia sportiva, l’arbitro è stato interpellato successivamente e ha confermato che ero stato io. Mi sono beccato un turno di squalifica e otto mila euro di multa. Perché è accaduto così? Perché voi li obbligate a dire delle bugie. Vi chiedete perché in Italia ci sono tante simulazioni? Perché le premiate, un calciatore va a terra e viene premiato con un fallo a favore. Io vado in giro per il mondo, il calcio deve essere anche agonismo e in Italia stiamo perdendo questo aspetto. Moviola in campo? Un tecnico lavora un anno intero, poi viene punito da un errore arbitrale. Al Mondiale con l’Inghilterra sono andato a casa per un errore simile. Il calcio va sempre più veloce, però poi la tecnologia non viene applicata”
Gasperini“Il rapporto allenatore-arbitro è migliorato notevolmente negli ultimi anni. C’è maggiore comprensione e meno episodi eclatanti. Bisogna confrontarsi sui contrasti che sono la bellezza del calcio. Ormai sono puniti quelli in scivolata, ma ci sono anche altri che fanno scattare il giallo. Questo crea sbandamento, disorientamento. Perché non c’è la stessa valutazione. Dovremmo confrontarci sulla questione contrasti”
Federico Balzaretti ha parlato a chi gli chiedeva dell’operato dei direttori di gara in campo. “Ci sono tante situazioni che devono riguardare solo quello che accade nei 90′ e dopo dare spazio ad altro. Bisogna sensibilizzare ragazzi, famiglie e genitori perché i ragazzi di oggi saranno gli uomini del domani, il settore giovanile deve servire come educazione. Quando un calciatore o un genitore sbaglia nei riguardi di un arbitro, bisogna avere la forza di punirlo duramente. Noi in Italia siamo bravi a trovare degli alibi, ma dobbiamo fare un passo avanti. La moviola in campo può aiutare nelle decisioni oggettive che all’arbitro sono sfuggite in quel momento. Bisogna togliere alibi in merito alle decisioni arbitrali, io da calciatore ho avuto un buon rapporto con gli arbitri”
Ulivieri“A me preoccupa lo spettacolo e le interruzioni e tutto quello che va in questa direzione a me fa paura. Sulle valutazioni: non ci potrà essere mai uniformità, ma neanche fra noi quando esprimiamo giudizi sugli arbitri. 
Noi tutti dovremmo avere una visione d’assieme, ma soprattutto dedita al miglioramento dello spettacolo. Quest’anno abbiamo assistito a tante belle partite, stiamo assistendo ad un calcio che sta cambiando”. 
dai nostri inviati ad Amalfi, Ciro Novellino e Mario Vollono

Le opzioni pro-Napoli sono diventate quasi l’incubo di Sarri

I dettagli

Tra oggi e domani il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e l’allenatore Maurizio Sarri si vedranno negli uffici della Filmauro a Roma per ridiscutere il contratto firmato l’anno scorso: le opzioni unilaterali a favore del Napoli. Il Corriere del Mezzogiorno riferisce che “sono diventate quasi l’incubo di Sarri che sarebbe disposto a sottoscrivere un nuovo contratto anche quadriennale, ma senza il vincolo della riconferma esclusiva per il club ogni anno”.

Se Sepe rimane a Napoli, Sportiello resterà un altro anno a Bergamo

I dettagli dal corriere di Bergamo

Sportiello piace sia a Napoli che Fiorentina, ma al momento la richiesta appare troppo alta: 15 milioni di euro. L’Atalanta incomincia a sondare le vie del calciomercato. Molto dipenderà dal nuovo allenatore e dalle cessioni, ma qualche ipotesi si può già avanzare. Innanzitutto il capitolo portiere. Solo una squadra dall’estero potrebbe arrivare a tanto, come l’Everton che segue il nerazzurro da mesi. Molto dipenderà dal Napoli, intenzionato a puntare su Sportiello come post Reina, ma con l’eventuale permanenza di Luigi Sepe potrebbero verificarsi diversi scenari. Il più estremo è quello di uno Sportiello che rimane per un altro anno, ma con eventuale vista Napoli per la prossima stagione: difficile ma non impossibile

Klaassen vuole il Napoli, ma c’è distanza tra domanda e offerta

I dettagli

La Gazzetta dello Sport scrive sulla trattativa tra Ajax e Napoli per il passaggio di Klaassen: “Bisogna convincere l’Ajax a rivedere verso il basso la richiesta formulata in un primo momento (25 milioni). De Laurentiis ha deciso di puntare forte su Klaassen, ma non intende fare follie. Così, fin qui il club azzurro non si è spinto oltre i 15 milioni e dunque le distanze necessitano di essere limate. A questo dovrà provvedere Soren Lerby, che è l’agente di Klaassen ma anche di Mertens e che con il Napoli ha ottimi rapporti. In questi giorni è in giro per l’Europa e non è da escludere a breve una suo nuovo viaggio in Italia per imbastire una offerta definitiva da portare all’Ajax. Ovviamente l’accordo andrà trovato a metà strada e quindi intorno ai venti milioni, che potrebbero essere raggiunti anche attraverso l’inserimento di qualche bonus. Klaassen è stuzzicato dall’ipotesi Napoli e poi si sente maturo per provare una esperienza lontano da casa”

Napoli scatenato, mani su Vrsaljko

I dettagli sul possibile affare

“Napoli scatenato, mani su Vrsaljko: De Laurentiis è pronto a chiudere e bruciare le rivali”, riferisce il Corriere dello Sport che lascia ben pochi dubbi al caso, quello del Napoli è un vero e proprio blitz per chiudere l’affare con il Sassuolo per il terzino destro croato Sime Vrsaljko: “in questo fine settimana sarà possibile riannodare il discorso, la finale di Champions League a Milano è un’occasione e comunque c’è la volontà del Napoli di fare in fretta, per evitare di ritrovarsi nel caos del mercato”.

Gragnano, Cimmino: puntiamo su #export prodotti tipici

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Paolo Cimmino: «Nessuna inchiesta per falso a mio carico, querelo chi diffama»

GRAGNANO –  «La mia politica è fatta di #serietà e #concretezza, soprattutto sulle tematiche legate allo sviluppo e al lavoro. Le nuove occasioni occupazionali che porterò a Gragnano, da sindaco, sono il frutto di progetti che hanno radici. Chi mi conosce, lo sa: non inseguo miraggi e promesse che muoiono dopo la campagna elettorale».

A dirlo è Paolo Cimmino, candidato sindaco di Gragnano sostenuto da sette liste civiche.

«Il turismo sarà uno dei perni della economia cittadina – aggiunge –. Un turismo di qualità aperto ai flussi nazionali e internazionali che possiamo intercettare mettendo a sistema le opportunità e le risorse donateci da madre Natura: le bellezze naturalistiche e paesaggistiche e quelle della nostra tradizione gastronomica».

«La Valle dei Mulini, in questa visione, ha un ruolo strategico: appena sarà restaurata, diventerà una delle attrazioni più importanti del comprensorio. Sarà la nostra #MacchinaDelTempo grazie alla quale faremo rivivere ai visitatori la Gragnano del Tredicesimo Secolo – prosegue Cimmino –. La manutenzione e l’accoglienza nel sito potrebbero essere affidate, tramite bando pubblico, a una #cooperativa di servizi composta da giovani».

«Ma la vera forza del nostro “brand” è il #food – sottolinea il candidato sindaco – che non è solo la consumazione in loco dei prodotti tipici ma è anche #internazionalizzazione delle nostre #EccellenzeAlimentari. La mia Amministrazione promuoverà la costituzione di un #Albo di esperti per la vendita nel resto d’Italia o all’estero delle tipicità di Gragnano. E non mi riferisco solo alla pasta, alla pizza o al panuozzo ma pure al vino, ai prodotti caseari, all’olio».

«È inconcepibile che, pur potendo utilizzare il marchio dell’olio dop della Penisola Sorrentina, la nostra città non possieda un frantoio funzionante che preservi e continui la tradizione – ammonisce Cimmino –. Dobbiamo offrire la possibilità agli imprenditori di scegliere Gragnano per i loro #investimenti, aprendo #NuoveFabbriche o ampliando quelle esistenti. E questo, grazie al Piano urbanistico comunale adottato dalla mia precedente Amministrazione, è possibile perché c’è finalmente, dopo trent’anni, uno strumento urbanistico che mette #ordine e stabilisce #RegoleCerte a tutela di tutti».

«Queste sono le cose che voglio fare per la mia, per la nostra Gragnano. Il fango nel ventilatore lo lascio agli altri, a quelli che sui social network si sono inventati una inesistente inchiesta per falso a mio carico che risalirebbe addirittura al 2014. Ho già firmato una querela per diffamazione nei confronti del titolare del blog che, per primo, ha deciso di inaugurare la nuova stagione di “calunniopoli” spalleggiato da chi non ha argomenti da proporre, ma solo gratuite volgarità. Il 9 maggio scorso, la Procura di Torre Annunziata mi ha rilasciato un certificato ex art. 335 da cui si evince, senza tema di smentite, che non esistono indagini a mio carico. Andiamo avanti, #IlFangoNonCiTocca».

Incubo scommesse, c’è anche Frosinone-Napoli 1-5!

I dettagli

La Repubblica parla di altre gare finite nel mirino degli inquirenti per il flusso anomalo di giocate avvenute. Nel mirino c’è anche Frosinone-Napoli 1-5. Da sottolineare che tutte le gare sospette rigurdano risultati del club ciociaro e che il Napoli non c’entra assolutamente nulla“Gli ultimi punti interrogativi arrivano in un dossier preparato dai bookmakers e che nei prossimi giorni verrà inviato alle autorità competenti. Un dossier nel quale si racchiudono «i movimenti anomali» della stagione. Si tratta, cioè, di flussi di scommesse strani su alcune partite in particolare, giocate effettuate sia sul risultato sia su eventi straordinari come espulsioni o rimonte clamorose. Le partite segnalate riguardano tutte il Frosinone «ma questo, a scanso di equivoci – tiene a precisare la fonte interpellata da Repubblica – non significa che la società o i calciatori abbiano responsabilità dirette. Non abbiamo alcuno strumento per valutarlo. Ma certo le puntate registrate sono state molto strane ». C’è il 2-4 di Frosinone-Milan del dicembre scorso, il 4-0 di Genoa Frosinone del 3 aprile dove le puntate sulle sconfitte con handicap e sugli over sono state molto importanti, «molto più di quello che era lecito aspettarsi rispetto agli algoritmi che noi stessi abbiamo sviluppato». Esistono poi altre tre partite, ancora più «particolari». Frosinone- Napoli 1-5 del 10 gennaio è «clamorosa per numeri di giocate, uno dei record assoluti della serie A di quest’anno». Verona- Frosinone ha avuto invece un esito definito «molto strano delle giocate live» con puntate fortissime negli ultimi minuti sulla vittoria della squadra ospite, con i laziali che proprio nel recupero riuscivano a segnare il gol del due a uno, guadagnare i tre punti e fare vincere decine di migliaia di euro a chi aveva scommesso live su di loro. Infine il caso di Napoli-Frosinone, sul quale la procura federale ha già aperto un fascicolo di inchiesta: i bookmakers hanno segnalato scommesse da decine di migliaia di euro sull’espulsione nei primi minuti a carico del Frosinone. E al 13° del 1° tempo, effettivamente, Mirko Gori, centrocampista della squadra retrocessa in B, calciava la palla a gioco fermo contro Insigne che era a terra dopo un fallo. Per l’arbitro Celi una reazione, e per questo ha estratto il rosso diretto”.

Pescara, il pres. Sebastiani: “Lapadula? Ho incontrato la Lazio”

Le sue parole

Il Presidente del Pescara Daniele Sebastiani ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Olympia: “Mi sono incontrato con Lotito e Tare poco tempo fa per parlare di Lapadula che è a tutti gli effetti un obiettivo della Lazio. L’interesse della società biancoceleste è vero, concreto, ma per concludere una trattativa c’è bisogno che l’interesse si trasformi in offerta reale… Dieci milioni la valutazione del nostro bomber capocannoniere della serie B? Si, ci siamo. La cifra è importante, me ne rendo conto, ma stiamo parlando di un attaccante altrettanto importante, che nella Lazio troverebbe il suo habitat naturale, il suo ambiente ideale, per spiccare definitivamente il volo. In giro vedo e sento prezzi per difensori che superano ogni logica di mercato, chi spende il proprio denaro per Lapadula lo fa con la certezza che si assicura “l’Higuain della serie B”. Ripeto, se la Lazio vuole, il giocatore può andare, basta non tirare la corda troppo per le lunghe perché altrimenti si può correre il rischio che il filo si spezzi… La concorrenza c’è ed è agguerrita, sia in Italia che all’estero. Il Pescara spera di giocare il prossimo anno in serie A, consapevoli che la nostra maglia numero 10 sarà indossata da un altro calciatore che speriamo vivamente sia all’altezza di chi l’ha appena preceduto…“

INCREDIBILE – Dalla Spagna: “Reina, l’agente l’ha offerto al Barcellona”

La notizia viene dal quotidiano spagnolo Sport

Pepe Reina offerto al Barcellona, Manuel Garcia Quilon, nel corso di una riunione al Camp Nou con i dirigenti del Barcellona, avrebbe offerto il suo assistito ai catalani. Il portiere ha con il Napoli un contratto fino al 30 giugno del 2018 e il Barça pare non interessato allo spagnolo visto che ha già in rosa Ter Stegen e Claudio Bravo.

Voragine di 200 metri sul Lungarno a Firenze

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Nessun ferito. La voragine, vicino Ponte Vecchio, causata dalla rottura di una conduttura dell’acqua. A secco quasi tutta la città, evacuati 2 palazzi

Firenze – Una voragine di circa 200 metri per sette di larghezza si e’ aperta intorno alle 6,30 sul lungarno Torrigiani, tra ponte Vecchio e ponte Le Grazie, a Firenze. Coinvolte una ventina di auto in sosta. Ai vigili del fuoco intervenuti non risultano al momento persone coinvolte.

Gli abitanti di due palazzi che si affacciano su lungarno Torrigiani sono stati invitati a lasciare gli appartamenti. Il provvedimento è a scopo precauzionale, al fine di effettuare controlli piu’ accurati da parte dei tecnici. Intanto in citta’ si registra una quasi totale mancanza d’acqua. A secco anche alcuni Comuni dell’hinterland fiorentino.

Il fronte della voragine, la cui profondità è ancora da stimare, ha interessato un lungo tratto del Lungarno utilizzato come area di sosta delle auto. Tra le prime ipotesi, quella che il cedimento sia stato provocato dalla rottura di una grossa conduttura sotterranea dell’acqua, che ha parzialmente riempito la voragine e sommerso alcune delle auto sprofondate, rendendo ancora piu’ difficile l’intervento dei vigili. Potrebbe avere influito anche l’azione di erosione delle acque del fiume.

“La voragine che si e’ aperta a Firenze e’ enorme. Ad una prima stima si puo’ calcolare uno spostamento di 3-4 mila metri cubi di materiale”. Lo afferma Maria Teresa Fagioli, presidente dell’Ordine dei geologi toscani. “I vigili del fuoco hanno confermato che l’incidente e’ stato provocato dalla perdita di un tubo acquedottistico, cosa non strana perche’ i nostri acquedetti sono colabrodi – osserva la geologa -. C’e’ da domandarsi, pero’, perche’ ci si sia accorti cosi’ tardi di questa perdita, che evidentemente era in atto da tanto tempo, perche’ tutto questo materiale non si sposta certo in un giorno, anche se poi il crollo avviene repentinamente. Per fortuna, il muro di argine dell’Arno ha retto molto bene, e inoltre il fiume non era in piena, altrimenti ci sarebbero stati altri problemi”. La geologa esclude in maniera netta che la catastrofe sia colpa dell’Arno “Se fosse così – afferma parlando all’Agi – ci sarebbe da preoccuparsi seriamente, ma i vigili del fuoco questa mattina lo hanno escluso subito”.

“All’origine della voragine di Firenze mi sembra di aver capito ci sia la rottura di un tubo dell’acqua. Un tubo dell’acquedotto lo puo’ fare ma non e’ che il crollo e’ contingente alla rottura, l’acqua deve aver lavorato a lungo per attaccare il substrato e far andare giu’ il manto stradale” aggiunge all’Agi il geologo Mario Tozzi commentando quanto accaduto a Firenze, dove stamattina si e aperta una voragine di circa 200 metri sul Lungarno, causando lo sprofondamento di auto e l’evacuazione di palazzi. Per il geologo, si tratta di casi comuni e “l’acqua ha avuto tempo per lavorare. Non c’entra niente il fiume a quanto ho capito, che oltretutto ha argini artificiali. Nel caso dell’acquedotto si puo’ individuare il problema, magari anche solo attraverso la portata d’acqua che potrebbe via via diminuire. Episodi simili capitano spesso, penso a Roma o Napoli dove sotto e’ cavo”. Secondo Tozzi, e’ comunque presto per fare ipotesi e avanzare ragioni, “potrebbe esserci anche una debolezza strutturale, debolezza del terreno, una pecca di costruzione della strada, fratture. Parliamo o di debolezza della costruzione umana o di quella dovuta alla conformazione del luogo, come succede a Roma o Napoli”.

vivicentro.it/centro/cronaca –  (AGI) /Voragine di 200 metri sul Lungarno a Firenze

Patrizio Mascolo: “Disciplinare la viabilità cittadina per favorire abitanti e commercio

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Patrizio Mascolo: Ho preso l’impegno, con la mia amministrazione una volta insediata, di riorganizzare il corpo della Polizia Municipale. Serve ed urge un controllo capillare delle strade cittadine per garantire una lotta concreta e senza quartiere alla piaga della sosta selvaggia”.

Con queste parole Patrizio Mascolo affronta il problema della viabilità a Gragnano.

“ Penso all’installazione di bande sonore, fioriere e dossi artificiali per tutelare i pedoni  e proteggere i percorsi a loro dedicati – ha proseguito Mascolo –ma allo stesso tempo cercherò di favorire la sosta gratuita per i primi 15 minuti per le veloci attività commerciali di carico e scarico e la regolamentazione degli orari degli stessi. E’ impensabile che furgoni e simili possano intralciare la già precaria circolazione in tutte le ore del giorno. Di questo me ne faccio carico io personalmente, contatterò la ditta dedicata alla gestione delle strisce blu, appena insediatomi”.

“In periferia provvederemo ad installare autovelox per arginare il fenomeno dei troppi incidenti stradali, spesso mortali, che mettono a repentaglio la vita di chi vive in quelle zone.”

“Per quel che concerne la questioni parcheggi – ha concluso il candidato a Sindaco –  ho intenzione di realizzare accordi con i privati cittadini destinatari di spazi a ridosso del centro ed in zona collinare, per permettere una più facile fruizione delle zone nevralgiche di Gragnano, facilitato da una nuova segnaletica stradale che evidenzi anche i percorsi di interesse culturale , paesaggistico ed enogastronomico.

Riforme, l’affondo di Bersani: “Stop Italicum, serve un doppio turno di collegio”

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L’ex segretario Pd, Bersani: “Renzi sbaglia, non si possono brandire questi temi con tanta leggerezza. Bisogna riflettere, non ha senso legare le sorti del governo alla Costituzione”

ROMA – Renzi si dichiari “disposto a riflettere” sulla legge elettorale, in particolare a sostituire l’Italicum con il doppio turno di collegio. E’ la richiesta – ora esplicita – che avanza Pierluigi Bersani per modificare l’Italicum intervistato da “Radio anch’io” su RadioRai1.

E aggiunge: “Sono preoccupato, se Matteo perde e si dimette, arriva un altro e si fa la sua Carta? Ma come stiamo ragionando?  “Non si possono brandire certi temi con una leggerezza così…”. Renzi “sbaglia” a mettere sul piatto tutta la sua carriera politica minacciando le dimissioni se vincono i ‘no’ al referendum di ottobre. “Basta riflettere su come facemmo noi italiani la Costituzione nel primissimo dopoguerra. Come la facemmo, legando le sorti di un governo alla Costituzione? Adesso, se Renzi perde e si dimette, arriva un altro: questo si fa la sua Costituzione? Sono molto preoccupato di questo andamento”.

Farà campagna elettorale per il ‘sì’? Alla domanda, che si riferisce anche alla chiara scelta di campo ribadita ieri dall’Anpi, “Io – replica Bersani – sto facendo campagna per elettorale le amministrative, credo di essere andato in giro più di Renzi… Mi sto occupando di questo”.

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Libano, media spagnoli: caschi blu coinvolti nel traffico di alimenti. I più attivi sono di Ghana e Italia

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CASCHI BLU – Cibi destinati alle truppe Unifil, e quindi non commerciabili, sono stati localizzati sui banchi dei supermercati locali. Secondo El Pais, la frode è di circa 4 milioni di euro in cinque anni

Caschi blu dell’Unifil, il contingente Onu presente in Libano, sarebbero al centro di un traffico di prodotti alimentari: lo scrive con ampio rilievo El Pais online, secondo cui c’è una doppia inchiesta in corso: da parte del ministero dell’economia libanese e dell’Onu. Secondo il quotidiano spagnolo, alimenti destinati alle truppe, e quindi non commerciabili, sono stati trovati in vendita sui banchi di supermercati locali, a Beirut ma anche in altre località.

Contattati da El Pais, sia il portavoce dell’Unifil, Andrea Tenenti, sia il direttore generale del ministero libanese, Alia Abbas, hanno confermato che inchieste sono in corso, ma non hanno dato maggiori dettagli per ragioni di riservatezza.

Scrive El Pais: “Il Ghana (con 870 caschi blu) e l’Italia (con 1.206 soldati, e attualmente con la responsabilità del comando) sarebbero i due battaglioni più attivi nella rivendita illegale di alimenti tra i cinque segnalati”, secondo una delle ‘gole profonde’ del quotidiano.

“L’Unifil ha preso le misure appropriate, interne alla missione e in stretto coordinamento con il quartier generale dell’Onu”, ha scritto in una e-mail al quotidiano Tenenti, aggiungendo che non si può “fare speculazioni finché l’inchiesta non verrà conclusa”.

Un fonte del quotidiano spagnolo lavora per la Es-Ko, la ditta libanese socia del fornitore italiano di prodotti alimentari. La società, aggiunge El Pais, “tra il 2006 al 2015, ha ottenuto contratti multimilionari per l’acquisto e la distribuzione di alimenti per fornire le truppe dell’Unifil”. La frode viene stimata dal quotidiano di Madrid di circa 4 milioni di euro in cinque anni.

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Cascos azules montaron en Líbano una red de tráfico de alimentos

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En la sede de la Fuerza Interina de la ONU para Líbano (Unifil) se lleva a cabo actualmente una investigación interna para aclarar el fraude en la reventa de raciones de comida que, destinadas al uso exclusivo de las tropas, han sido localizadas en las estanterías de supermercados libaneses. Alertado por consumidores locales, el Ministerio de Economía libanés también ha abierto una investigación para esclarecer cómo esos productos han llegado a los comercios públicos. Consultados por EL PAIS, tanto el portavoz de Unifil, Andrea Tenenti, como la directora general del Ministerio de Economía, Alia Abbas, confirman las investigaciones en curso sin proveer más detalles, y subrayan que el caso es confidencial. “Unifil ha tomado las medidas apropiadas, que son internas a la misión y ello en estrecha coordinación con el Cuartel General de la ONU”, declara mediante correo electrónico Tenenti.

Según los testimonios coincidentes de tres trabajadores internacionales y otros tres locales de Unifil a este diario, la fraudulenta red que ha originado la investigación involucra tanto a conductores y comerciantes libaneses como a cascos azules a cargo de la recepción de alimentos en al menos cinco de los 21 puntos de distribución con los que cuenta la misión para avituallar a unos 10.000 soldados. Los testimonios de R.D., trabajador de una empresa subcontratada que suministra víveres a las tropas y que después de que se abriera la investigación de la ONU fue despedido bajo la sospecha de estar implicado en la trama, y el de otro trabajador vinculado a la red, aseguran que el monto de los beneficios obtenidos con la reventa ilegal supera los cuatro millones de euros en los últimos cinco años.

Productos de Unifil en supermercados libaneses

“Hace décadas que la comida de Unifil se vende en los supermercados libaneses”, dice Munir G., vecino de Tiro, al sur del Líbano y a 20 kilómetros de Naqura, el cuartel general de las tropas de la ONU que vigilan el alto el fuego en la frontera con Israel. “No se molestan ni en quitarles las etiquetas”, añade. Cuatro meses atrás, un consumidor protestó por la oferta de paquetes de fideos con la etiqueta ‘No para la venta. Para el consumo interno de la ONU exclusivamente’, en el supermercado Charcuteríe Aun, en la periferia de Beirut. Meses antes, paquetes de gambas congeladas portando la misma etiqueta se vendieron en el supermercado Al Janoub, en Tiro. “Pusimos una queja ante el departamento de protección del consumidor del Ministerio de Economía” dice Sandy Isa, quien denuncia a través de la página web Al Taharri los casos de fraude en Líbano. “Los productos fueron retirados inmediatamente pero no nos han dado más información hasta ahora”, añade.

Imagen que muestra paquetes de fideos destinados al consumo exclusivo de Unifil tomadas por un consumidor libanés en el supermercado Charcuterie Aoun, en las afueras de Beirut y facilitadas por AlTaharri.com
Imagen que muestra paquetes de fideos destinados al consumo exclusivo de Unifil tomadas por un consumidor libanés en el supermercado Charcuterie Aoun, en las afueras de Beirut y facilitadas por AlTaharri.com

“Abrimos una investigación”, confirma desde su oficina en Beirut Tarek Younes, director de la unidad Antifraude y Protección del Consumidor del Ministerio de Economía libanés. Younes asegura que el caso fue remitido a la directora general del Ministerio de Economía, Alia Abbas, quien reitera a EL PAIS que los detalles son confidenciales. Un trabajador del Ministerio de Economía, que prefiere no dar su nombre por miedo a perder su puesto de trabajo, asegura que tres personas de la Unidad de Seguridad de Unifil —departamento a cargo de las investigaciones internas— visitaron en dos ocasiones a Abbas en los últimos cuatro meses. “Querían saber qué informaciones y pruebas había”, asegura.

Una trama fraudulenta y sistémica

Desde 2006 hasta 2015, la empresa italiana Es-Ko ha logrado contratos multimillonarias por los cuales se hace cargo de la compra y distribución de alimentos para aprovisionar a las tropas de Unifil. En 2012, obtuvo una licitación por valor de 132 millones de euros para suministrar alimentos y agua a cinco misiones de la ONU en el extranjero. Para operar en Líbano, Es-Ko subcontrató a una empresa local para que gestionara el personal. La empresa italiana es responsable del transporte de alimentos desde el almacén central, situado en la localidad de Kasmiyeh y dentro de la zona de operaciones, hasta los 21 puntos de distribución donde operan los diferentes batallones. Desde 2007 hasta 2015, R.D., asalariado de la subcontrata libanesa, fue una de las cuatro personas a cargo de supervisar la distribución bajo órdenes de Es-Ko. Su superior ha sido transferido tras finalizar su contrato en Líbano. Los dos subordinados encargados del equipo de conductores han abandonado el país tras ser también despedidos y acusados por la empresa de participar en la trama.

En 2010, R.D. informó tanto a la subcontrata libanesa como a Es-Ko de las irregularidades que observó. “Me dijeron que necesitaban pruebas así que decidí hacer creer a mis compañeros que iba a participar en el fraude”, explica insistiendo en que nunca participó de los beneficios, a pesar de haber sido acusado de ello por la empresa. R.D. asegura que esta red fraudulenta estuvo activa desde 2010 hasta 2015. Los testimonios de seis trabajadores internacionales y locales de Unifil, civiles y militares, confirman las informaciones provistas por R.D., que inculpan a soldados internacionales a cargo de la recepción de comida en cinco puntos de distribución bajo el mando de los batallones de Italia, Ghana, Nepal, Malasia e Indonesia.

Lejos de tratarse de un caso aislado, los testimonios de los seis trabajadores, con amplia experiencia en la misión, indican que se trata de un sistema enraizado. Los soldados a cargo de la recepción de alimentos en cada punto de distribución son relevados cada cuatro o seis meses. Una rotación que implicaría a un mínimo de 50 cascos azules en dicho cargo entre los años 2010 y 2015. Informes confidenciales de la ONU filtrados por Wikileaks denuncian casos de fraude en años anteriores en la misión. “La investigación valora en 1,5 millones de dólares [1,35 millones de euros] las pérdidas estimadas”, se lee en un informe interno de 2007 relativo a la reventa ilegal de suministros para las tropas a comerciantes locales libaneses. Un patrón de fraude que ya fue detectado en 2006, según el mismo informe, y posteriormente, según laauditoría realizada en 2009.

En un café de Beirut, R.D. detalla como funciona el sistema fraudulento. Las órdenes de compra de cada batallón se reciben en el almacén central donde opera Es-Ko junto a un oficial de Unifil. Las raciones de comida son distribuidas semanalmente por los conductores subcontratados a bordo de siete camiones con capacidad total para 80 toneladas. Los productos se distinguen entre congelados (mayoritariamente importados), comida seca, y frutas y vegetales (comprados en Líbano). Las puertas de los camiones son selladas a la salida del almacén con un cierre metálico, cuyo código se refleja en una nota de entrega. Las notas de entrega, donde se detallan las cantidades y los productos cargados en los camiones, han de ser firmadas por el soldado responsable de la recepción de alimentos en cada base, tras cotejar la carga y el código del sello metálico. Dos trabajadores del almacén confirman que estas notas de entrega fueron firmadas y, por lo tanto, autorizadas por los soldados de Unifil a cargo de los puntos de recepción en las bases militares durante esos años.

“Antes de salir del almacén, los conductores envían las notas de entrega por whatsappa los cascos azules a cargo de los puntos de distribución, quienes cotejan esta nota con los stocks disponibles en las bases. Después de ver los excedentes que tienen en el almacén, le comunican al conductor los productos y cantidades que habrán de permanecer en los camiones una vez finalicen la descarga”, relata R.D. Tras abandonar la base militar, los conductores revenden el remanente de comida a compradores locales con los que han pactado previamente el precio.

Un fraude de cuatro millones de euros en cinco años

“Estamos hablando de un mínimo de 13.000 euros mensuales por punto de distribución”, calcula R.D. Estas cifras atañen a tan sólo cinco de los 21 puntos que nutren a las tropas y alcanzan los 4 millones de euros en el último lustro. Lo que supone un 5,7 % del presupuesto anual de 14 millones de euros destinados a alimentar a los uniformados de Unifil. Un trabajador libanés implicado en la trama, que prefiere mantener el anonimato, confirma la cifra y asegura que las ganancias son repartidas entre los soldados internacionales y los conductores libaneses partícipantes. “No es fraude, sino un negocio con una comida que, de todas formas, sobra y cuyos ingresos pueden doblar, o triplicar, el sueldo mensual de 870 euros que cobran los conductores”, dice. En cuanto al beneficio extraído por los comerciantes libaneses, éstos obtienen un producto de alta calidad y exento de tasas a un precio que puede ser un 50% por debajo de su valor real según describe un informe confidencial de la ONU filtrado por Wikileaks, en relación al mismo patrón fraudulento en la misión de Liberia.

Paquetes de productos destinados al consumo de Unifil tomadas por un consumidor libanés en el supermercado Charcuterie Aoun y facilitadas por AlTaharri.com.
Paquetes de productos destinados al consumo de Unifil tomadas por un consumidor libanés en el supermercado Charcuterie Aoun y facilitadas por AlTaharri.com.
 Tras identificar stocks descompuestos por falta de consumo, diversas auditorias de la ONU señalan que hay excedente de alimentos destinados a las tropas. Ese recurrente exceso de stocks ha permitido el desarrollo de una red fraudulenta y lucrativa para un puñado reducido de soldados internacionales y trabajadores locales en la cadena de distribución. Ghana (con 870 cascos azules) e Italia (con 1.206 soldados y actualmente al mando del destacamento) son los dos batallones más activos en la reventa ilegal de comida, entre los cinco señalados tanto R.D como por otros seis trabajadores internacionales y locales de Unifil.

Frente a las acusaciones vertidas, este diario intentó contactar con los responsables de los cinco batallones mencionados así como con los departamentos de Raciones de Alimentos y de Seguridad Interna de Unifil siendo sistemáticamente remitidos para toda declaración oficial al portavoz de la misión en Líbano, Andrea Tenenti, quien declina entrar en detalles sobre la fraudulenta red, alegando vía correo electrónico que no se puede “especular hasta que la investigación no esté concluida”.

“En una ocasión y pocos días después de un reparto, los soldados ghaneses se quejaron de que pasaban hambre porque sus frigoríficos estaban vacíos”, asegura R.D. “Se abrió una investigación interna en el batallón ghanés tras la reventa de paquetes de noodles a comerciantes locales”, cuenta uno de los trabajadores de Unifil. “Resultó que los soldados malayos revendieron el excedente de fideos a través de la mediación de los cascos azules ghaneses, que disponen de un amplio circuito de clientes locales”, añade este extrabajador.

Consultada por correo electrónico el 24 de marzo de 2016, la directora de la División Interna de la Oficina de Servicios de Supervisión Interna de Naciones Unidas (OIOS), Eleanor Burns, remite a este diario a las las auditorías anuales que asegura son de acceso público desde 2013 a través de la página web oficial. Sin embargo, no están disponibles. Según informaciones provistas por tres trabajadores internacionales y locales de Unifil, la auditoría interna inicialmente prevista para el próximo mes de setiembre en Líbano ha sido adelantada de seis meses. Lleva cinco semanas en marcha y está siendo “inusualmente exhaustiva respecto a años anteriores”. Los repetidos casos de fraude señalados en los informes internos o confidenciales filtrados por Wikileaks repiten la necesidad de instaurar medidas de control que prevengan el fraude, como el uso de medidores eléctricos para el consumo de combustible o inventarios de stock para los alimentos.

Generalmente, los productos más atractivos para los vendedores locales son los congelados, por su alto precio, y las gambas, por su alta demanda. Este producto dio pie hace un año a la investigación interna de la ONU, actualmente en curso, al ser localizado en varios supermercados libaneses con la citada etiqueta que prohíbe su comercialización. “En 2015, conforme subieron los precios en el mercado local aumentó la demanda de gambas, y sobre todo en los batallones de Italia y Ghana”, asegura un antiguo trabajador libanés del almacén central. El presupuesto destinado al consumo de gambas para los cascos azules supera el medio millón de euros anuales.

En la mañana del 9 de abril de 2015, R. D., junto con otros dos responsables de la cadena de supervisión de la distribución, fueron despedidos cuando tanto Es-Ko como la subcontrata local tomaron finalmente medidas contra la fraudulenta red denunciada cinco años atrás. R.D asegura que ningún empleado de la ONU le ha contactado en relación a la investigación en curso. Hasta ahora, no ha trascendido que ningún soldado haya sido sancionado. Sin embargo, la empresa italiana y los conductores supuestamente implicados continúan trabajando hoy en la distribución de alimentos en calidad de asociados de la empresa kuwaití KGL, a cargo de suministrar alimentos a Unifil desde 2014.

UNIFIL CUMPLE 38 AÑOS EN LÍBANO

N. S./ BEIRUT

El pasado mes de marzo, se cumplieron 38 años desde que las tropas de Unifil fueron desplegadas en el sur del Líbano. Bajo el río Litani, que delimita la zona de operación de los cascos azules, 10.500 soldados y 1.000 civiles de 40 nacionalidades velan hoy por mantener la paz en la frontera líbano-israelí, feudo del partido-milicia libanés Hezbolá.

Unifil ha contribuido a reducir la violencia en una frontera que ha protagonizado 15 años de guerra civil, 18 bajo ocupación israelí y cuyo último conflicto se remonta a 2006, cuando los enfrentamientos entre el Ejército israelí y Hezbolá dejaron 1.191 muertos, la gran mayoría de ellos civiles libaneses. La interposición de los cascos azules, aunque no ha logrado evitar el tránsito de armas de fuego ligeras, sí ha logrado reducir el de armamento pesado. Desde el inicio de la misión en 1978, han muerto en servicio 309 soldados, 12 de ellos españoles. El cabo Francisco Javier Soria Toledo ha sido la última víctima mortal bajo artillería israelí, en enero de 2015.

Su presencia sirve como fuerza disuasoria en el plano militar, de intermediación en el político y como motor económico. Cuenta con un presupuesto de unos 500 millones de euros anuales, ofertando licitaciones multimillonarias. España, que participa en la misión desde 2006 y contribuye hoy con 612 soldados, es uno de los candidatos para relevar este verano a Italia al mando del destacamento.

vivicentro.it/cronaca –  elpais/Cascos azules montaron en Líbano una red de tráfico de alimentos NATALIA SANCHA