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Fiere, l’esperto: “Nuovi consumatori di gioielli chiedono natura, autenticità e memoria”

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(Adnkronos) – Tutti gli stili possono mescolarsi con qualsiasi stile.Tutte le persone attraversano stili diversi anziché escluderne uno a favore di un altro.

Passato e avanguardie sono entrambi contemporanei.Dunque è ora di mettere un po’ di ordine nelle preferenze di consumo nel settore del gioiello.

Vicenzaoro, il salone internazionale della gioielleria di Italian Exhibition Group, ha chiesto a Francesco Morace, fondatore di Future Concept Lab, di fornire una mappa per comprendere l'evoluzione dei gusti dei consumatori.Protagonista di un incontro tenutosi nel corso della giornata di ieri lunedì 20 gennaio, il sociologo e saggista ha presentato un’analisi che si concentra sulla fascia d’età compresa tra i 20 e i 29 anni.  "Una generazione attiva che agisce in maniera creativa, indipendenti dalle aziende per cui lavorano, si spostano da città a città, con una predilezione per le capitali europee, attenti agli influencer perché prediligono un contatto diretto", dice Morace.  D’interesse poi è la fascia dei quarantenni, "cresciuti con il gusto del design e della moda, vogliono originalità ricercata.

Per loro l’elemento chiave è l’accessorio.In questa fascia emerge, o forse ritorna, il gioiello maschile addirittura incorporato nei capi d’abbigliamento con grande originalità", prosegue il sociologo.  Mentre i cinquantenni assieme agli over 60 prediligono senza dubbio il valore degli “hallmark”, da cercatrici e cercatori di beni ed esperienze nel segmento premium quali sono.

Per quanto riguarda le tendenze, Morace sottolinea che "le rivoluzioni sociali convivono anziché escludersi.La sostenibilità non è più neo-pauperismo ma deve avere una sua capacità estetica con un occhio attento alle nuove generazioni".  L'attenzione alla natura, alla sua "capacità di durare", è un tema ricorrente, come nelle opere degli artisti Breakfast e Refik Anadol.

Morace parla anche di 'metamemoria', affermando che "l’esplorazione del passato è molto orizzontale", il che spiega l'appeal del vintage tra i giovani, che "capiscono la qualità e il valore negli oggetti".La sostenibilità si rafforza con certificazioni come quelle delle B-Corp e iniziative come i diamanti "carbon negative".

Morace conclude: "Le nuove generazioni si informano molto velocemente, verificano l’autenticità dello spirito di brand o ambassador e, nel caso, non perdonano". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, il neurologo Sorrentino: “Tremore alle mani? Ipotesi attacco di panico”

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(Adnkronos) – "Ho visto il video in cui al nostro Jannik Sinner tremavano le mani e sono convinto che si tratti di un attacco di panico.Lo sport estremo ad alta intensità agonistica e competitività, soprattutto di tipo anaerobico, come il tennis, può essere un fattore trigger per scatenare un attacco di panico in soggetti predisposti".

Così all'Adnkronos Salute Rosario Sorrentino, neurologo e divulgatore scientifico, torna sul malore accusato dal campione altoatesino durante il match vinto con Holger Rune agli ottavi di Australian Open 2025 in corso a Melbourne. L'attacco di panico "può manifestarsi con disturbi sia di tipo fisico che di tipo mentale – spiega Sorrentino – Si presenta con tremore a mani e gambe, senso di vertigine con tachicardia e iperventilazione, che sono i sintomi cardine".Subito dopo "subentra la paura delle sensazioni avvertite, con disagio a ripartire.

Queste sensazioni – aggiunge il neurologo – durano pochi secondi, al massimo qualche minuto, ma sono capaci di destabilizzare la percezione del controllo e del rendimento fisico dell'atleta per il forte timore di poter riprovare quelle sensazioni".Di conseguenza "l'atleta tende in quei momenti a fermarsi per comprendere ciò che gli è accaduto, come ha fatto Sinner".

Come Jannik, conclude Sorrentino, "sono molti gli atleti che hanno vissuto e possono vivere questa condizione". (di Francesca Filippi)  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Australian Open, Djokovic formato Slam: batte Alcaraz e vola in semifinale

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(Adnkronos) – Novak Djokovic è il secondo semifinalista degli Australian Open.A Melbourne il tennista serbo oggi 21 gennaio ha battuto, nel big match dei quarti di finale, lo spagnolo Carlos Alcaraz in quattro set con il punteggio di 4-6, 6-4, 6-3, 6-4 e ora si giocherà l'accesso alla finale del primo Slam della stagione contro Alexander Zverev, che ha superato a sua volta Tommy Paul.  Dopo un primo parziale equilibrato ma vinto dallo spagnolo 6-4, Nole è riuscito a reagire battendo con lo stesso risultato il numero tre del mondo nel secondo set.

Djokovic alza ancora il livello del suo tennis nel terzo parziale, chiuso 6-3, e completa così la sua rimonta.Nel quarto c'è la reazione di Alcaraz, con il match che va avanti un break dopo l'altro, ma a spuntarla alla fine è ancora il serbo, che chiude il match con un altro 6-4 e si regala l'ennesima semifinale Slam della carriera.  Djokovic ha commentato a caldo la sua vittoria contro Alcaraz: "Come l'ho battuto?

Con le mie due braccia e le mie due gambe, anzi una gamba e mezzo", ha detto con un sorriso.Nole ha poi fatto i complimenti all'avversario: "Ho tantissimo rispetto per Carlos, per quello che rappresenta e i risultati che ha raggiunto finora. È un ragazzo fantastico e un giocatore incredibile, continuerà a lottare su questi livelli molto più a lungo di me.

Avrei voluto che questa partita fosse la finale, è stato uno dei match più belli che ho mai giocato su questo campo". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ieg e Assocoral, siglato il rinnovo triennale della collaborazione

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(Adnkronos) – Italian Exhibition Group rinnova l'accordo con Assocoral, l'associazione che riunisce i produttori di coralli, cammei e gioielli del distretto di Torre del Greco.Il documento, che rafforza la collaborazione su base triennale, è stato siglato ieri lunedì 20 gennaio nel corso della quarta giornata di 'Vicenzaoro January 2025' tra Matteo Farsura, che guida le fiere orafe di Ieg, e Vincenzo Aucella, presidente dell'associazione campana.  "Siamo felici di rinnovare l'accordo con Assocoral per valorizzare il corallo, un prodotto fondamentale nell'offerta di Vicenzaoro e nella ricerca e selezione da parte dei nostri visitatori.

Ringrazio il presidente Vincenzo Aucella per la fiducia: siamo pronti per collaborare assieme per il futuro", dichiara Farsura.  "Si rinnova un accordo tra Ieg e Assocoral per noi strategico, lungo un solco già tracciato nel passato, aggiornandolo assieme a Vicenzaoro per affrontare le nuove sfide che la lavorazione del corallo e del cammeo, e quindi di Torre del Greco, raccolgono", commenta Aucella. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Niccolò Fortini ko a Palermo: l’infortunio preoccupa la Juve Stabia

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Brutte notizie per la Juve Stabia e per i suoi tifosi. Niccolò Fortini, uno dei pilastri della squadra gialloblù, è uscito anzitempo dal campo durante la sfida contro il Palermo a causa di un duro contrasto di gioco. Il giovane calciatore, visibilmente dolorante, ha lasciato il terreno di gioco zoppicando e ha subito effettuato gli esami del caso.

I primi accertamenti, tra cui una risonanza magnetica, avrebbe evidenziato un trauma contusivo distorsivo alla caviglia destra ma i risultati precisi si sapranno nelle prossime ore. Fortini, nonostante il dolore, ha iniziato subito le terapie del caso sotto la supervisione dello staff medico guidato dal Dott. Porpora e con il prezioso supporto dei massofisioterapisti Mario Aurino, Ciro e Gaetano Nastro.

Al momento è difficile stabilire con precisione i tempi di recupero. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se il calciatore sarà a disposizione per la prossima partita. La Juve Stabia, già priva di altri elementi importanti, incrocia le dita e spera in un recupero rapido del suo talento.

Fortini, con la sua grinta e la sua tecnica, è un elemento fondamentale nello scacchiere tattico di mister Guido Pagliuca. La sua assenza peserebbe molto sulla squadra, soprattutto in un momento così delicato della stagione.

La sua stagione è talmente positiva che la Fiorentina, proprietaria del cartellino, sembrerebbe intenzionata a riprenderselo già a Gennaio. Su di lui poi ci sono interessi di grandi club come la Juventus che lo valuta ben 10 milioni di euro. Su Transfermarkt la sua valutazione è comunque schizzata a 2 milioni di euro.

Tutta la tifoseria gialloblù fa il tifo per un pronto rientro del giovane calciatore.

Melania Trump, cosa si nasconde sotto al cappello ‘schermo’ scelto per l’Inauguration Day

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(Adnkronos) – Le malelingue dicono che voleva nascondere lo sguardo affilato.Alcuni lo hanno ribattezzato 'il cappello della castità', dal momento che non permetteva di avvicinarsi a sufficienza per baciarla.

Melania Trump fa ancora parlare di sé con i suoi look e per il ritorno del marito Donald alla Casa Bianca la First Lady ne ha scelto uno studiato nei dettagli e intenzionato a mandare un messaggio, come ha fatto spesso in passato.Stavolta l'ex modella ha voluto con sé un accessorio che sta facendo scorrere fiumi di inchiostro, generando meme e parodie online: il cappello.

Disegnato su misura dallo stilista newyorkese Eric Javits, il copricapo blu navy a tesa larga con un nastro avorio che richiamava il colletto che faceva capolino dal lungo cappotto blu doppiopetto era impeccabile.Chic ed elegante, certo, ma sicuramente vistoso dato che le copriva lo sguardo.  La Flotus sapeva bene che gli occhi sarebbero stati tutti per lei durante la cerimonia di insediamento e il suo intento sembra chiaro: se è vero che gli occhi sono lo specchio dell'anima, Melania ha voluto usare il cappello non solo per imporre una distanza con il mondo ma anche per rendere il suo sguardo impenetrabile.

Sebbene molti abbiano fatto notare come non sia un gesto di buona educazione tenere il cappello in testa tutto il giorno, soprattutto in occasione di una cerimonia come l’insediamento del presidente degli Stati Uniti, non è la prima volta che una First Lady ne indossa uno per l'occasione. Lou Henry Hoover, moglie del 31esimo presidente degli Stati Uniti, Herbert Hoover, sfoggiò un cappello nel 1929 proprio in occasione dell’insediamento del marito.E lo stesso fecero Eleanor Roosevelt nel 1933, Elizabeth Truman nel 1949, Jacqueline Kennedy nel 1961, optando per un modello disegnato da Halston, Pat Nixon con tanto di colbacco di pelliccia nel 1969, e Nancy Regan in rosso nel 1981.

Persino Hillary Clinton nel 1993 ne indossò uno blu per abbinarlo al cappotto.Non è una novità, quindi, che una First Lady si presenti a Capitol Hill con tanto di cappellino sulla testa.

Quello che fa discutere di Melania, semmai, è che il copricapo le nascondeva gli occhi. Lo stilista che lo ha realizzato, Eric Javits, ha raccontato a 'Wwd' di essere stato contattato da Herve Pierre, lo stylist di Melania Trump in vista della cerimonia e di aver inviato alla First Lady un cappello d’archivio per farglielo provare.Questo gli ha permesso di riproporre un modello invernale adottando la stessa lana blu navy che Adam Lippes aveva utilizzato per il cappotto.

Con tecniche couture – punti invisibili e minuscoli cuciti a mano – Javits ha spiegato che solo l'otto per cento delle cuciture del cappello è stato realizzato a macchina.Come spesso accade nella moda, però, può capitare che avvenga un ‘wardrobe malfunction’, ossia un piccolo incidente che fa andare storto qualcosa con un capo di abbigliamento.

Quando Javits ha spedito il cappello da New York a Miami per quella che avrebbe dovuto essere la prova finale di Melania, la spedizione è stata ritardata di un giorno o due a causa di una tempesta di neve.  “Credo che il cappello sia arrivato tutto schiacciato – ha osservato lo stilista – Sembrava che fosse rimasto in mezzo alla neve per circa una settimana.Ovviamente, ho dovuto fare i salti mortali per rifarlo”.

Impossibile ripararlo, a causa della struttura.Così è dovuto ripartire da zero e in quattro giorni ne ha realizzato uno nuovo.

Missione compiuta.Melania non ha mai tolto per un minuto il cappello, dall’ingresso nella chiesta di St John fino al discorso a Capitol Hill.

E a far parlare dell'accessorio è stato anche il momento in cui Donald Trump si è avvicinato alla moglie per baciarla venendo però ‘respinto’ dal cappello e accontentandosi quindi di un bacio sulla guancia.Il copricapo ‘schermo’ ha fatto centro sui social, dove ha dato vita a meme e parodie.

C’è chi l’ha paragonato a quello del cattivo di McDonald’s, Hamburglar, chi a quello di una strega o di un gangster, e chi ha tirato in ballo quello che appare nella sigla della soap opera ‘Beautiful’.  Che piaccia o meno, l’importante è che se ne parli.E così è stato, chissà se intenzionalmente, visto che gli abiti di Melania sono stati spesso un mezzo con il quale lanciare messaggi.

L’ex modella nel 2018 aveva scelto un completo bianco per marcare la differenza con le dem in nero presenti al Congresso per il discorso sull’Unione del presidente-marito, schierate con il movimento #metoo.E ancora, aveva spiazzato tutti quando durante una visita ufficiale in Texas a un centro di detenzione per bambini separati dalle loro famiglie migranti aveva sfoggiato un parka verde che recava nel retro la scritta ‘I really don’t care, do u?’ ossia ‘Non me ne importa veramente, a te?”.

Dopo aver smentito significati politici, Melania aveva ammesso che la scritta era rivolta alle persone e ai media di sinistra che la stavano criticando.Per dimostrare, insomma, “che possono criticarmi quanto vogliono ma questo non mi fermerà dal fare quello che sento giusto”.

E non c’è dubbio, che anche stavolta Melania Trump sia tornata a mandare messaggi più forti che mai.Impeccabile e misurata, con eleganza e discrezione.

Del resto, è pur sempre la First Lady degli Stati Uniti d'America. (di Federica Mochi)  —modawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ancelotti, futuro in bilico: dall’addio al Real al sogno Roma

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(Adnkronos) – Il futuro di Carlo Ancelotti è un rebus.Gli ultimi risultati del suo Real Madrid non stanno soddisfacendo Florentino Perez, tanto che in Spagna si sono rincorse le voci che vorrebbero l'ex tecnico, tra le altre, di Milan e Napoli a rischio esonero.

I Blancos sono primi in Liga con due punti di vantaggio sull'Atletico Madrid, sono fermi al 20esimo posto nella classifica generale di Champions League con soli nove punti.  A due giornate dalla fine della prima fase della massima competizione europea insomma, la qualificazione è, incredibilmente, ancora in bilico.Al presidente del Real inoltre non è andata giù la pesante sconfitta in Supercoppa spagnola rimediata dal Barcellona, che ha battuto i Blancos con un sonoro 5-2.

Questi risultati, insomma, avrebbero indotto la dirigenza a una riflessione anche su Ancelotti, che però non sembra avere intenzione di lasciare a breve il Bernabeu.  Proprio del suo possibile addio anticipato al Real ha parlato in conferenza stampa Carlo Ancelotti, alla vigilia della sfida di Champions League contro il Salisburgo: "Non ho intenzione di lasciare il Madrid.Voglio essere molto chiaro, non sarò mai io a decidere quando sarà la mia data di uscita da questo club.

Potrebbe essere domani dopo il Salisburgo oppure tra qualche partite.Tra un anno, o cinque, dipende da tante cose. È impossibile dirlo ora". Ancelottti però ribadisce la fiducia nel presidente Perez: "Io ho un vantaggio: abbiamo qui con noi come presidente Florentino Perez che rimarrà per altri 4 anni.

Io mi sono posto come obiettivo di continuare questo cammino con lui, così da poter organizzare un grande addio insieme a tutti i tifosi del Real".Nessuna voglia di andarsene quindi per Ancelotti, nonostante le voci di mercato.  Tra le voci più insistenti sul futuro di Ancelotti ci sono quelle che arrivano da Roma.

L'allenatore del Real sarebbe infatti in cima alla lista di Ranieri, ora sulla panchina giallorossa ma il prossimo anno dirigente, nel casting, già avviato, per scegliere il tecnico della prossima stagione.Ancelotti non ha mai nascosto di essere legato a Roma e alla Roma, con cui ha condiviso otto anni da calciatore, tra il 1979 al 1987. Ranieri, in prima linea nella scelta del nuovo allenatore, può vantare un rapporto privilegiato con Ancelotti, un fattore che potrebbe favorire l'arrivo di Carletto nella Capitale.

Molto però, se non tutto, dipenderà dalla volontà di Florentino Perez e dalle offerte che arriveranno sul tavolo di Ancelotti. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi, Ucraina, clima, energia: Von der Leyen e Ue rispondono a Trump

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(Adnkronos) – Rompere i "legami" che tengono insieme l'economia globale "non è nell'interesse di nessuno".Così la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, parlando al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, dove ha replicato anche alle parole del presidente Usa Donald Trump su temi come guerra in Ucraina, clima, dazi e energia. "Le principali economie del mondo – afferma – sono in corsa per l'accesso alle materie prime, alle nuove tecnologie e alle rotte commerciali globali.

Dall'intelligenza artificiale alla tecnologia pulita, dalla quantistica allo spazio, dall’Artico al Mar Cinese Meridionale, la corsa è iniziata.A mano a mano che questa competizione si intensifica, probabilmente continueremo a vedere un uso frequente di strumenti economici, come sanzioni, controlli sulle esportazioni e dazi, che mirano a salvaguardare la sicurezza economica e nazionale".  "Ma è importante – continua – che bilanciamo l'imperativo fondamentale di salvaguardare la nostra sicurezza a fronte dell'opportunità di innovare e di migliorare la nostra prosperità.

In questo spirito, dovremo lavorare insieme, per evitare una corsa globale al ribasso.Perché spezzare i legami dell’economia globale non è nell'interesse di nessuno.

Dobbiamo piuttosto modernizzare le regole, per sostenere la capacità di produrre vantaggi per i nostri cittadini", continua. "Per sostenere la crescita nel prossimo quarto di secolo, l’Europa deve cambiare marcia", sottolinea ancora la presidente von der Leyen. "Questo è il motivo – continua – per cui ho chiesto a Mario Draghi un rapporto sulla competitività europea.E su questa base, la prossima settimana la Commissione europea presenta la tabella di marcia che guiderà il nostro lavoro per i prossimi cinque anni.

L’obiettivo sarà aumentare la produttività colmando il divario di innovazione.Un piano congiunto per la decarbonizzazione e competitività".  "Per superare le carenze di competenze e manodopera e per ridurre la burocrazia – prosegue – una strategia per una crescita più rapida, più pulita e più equa, garantendo che tutti gli europei possano beneficiare del cambiamento tecnologico", sottolinea. "E' importante che l'Ucraina resti un Paese indipendente e che sia l'Ucraina a decidere sul proprio territorio.

Quindi, la linea è ancora valida: stiamo con l'Ucraina per tutto il tempo necessario", ribadisce quindi la presidente della Commissione Europea.Il presidente degli Usa Donald Trump nel suo discorso di insediamento non ha citato l'Ucraina nemmeno una volta.  "L’accordo di Parigi continua ad essere la migliore speranza di tutta l’umanità.

L’Europa manterrà la rotta e continuerà a lavorare con tutte le nazioni che vogliono proteggere la natura e fermare il riscaldamento globale", dice quindi von der Leyen, dopo che Trump ha deciso di nuovo di ritirare la prima economia del mondo dall'accordo di Parigi contro il riscaldamento globale. Ora nell'Ue "la nostra competitività dipende dal ritorno a prezzi energetici bassi e stabili.L’energia pulita è la risposta a medio termine, perché è economica, crea buoni posti di lavoro in loco e rafforza la nostra indipendenza energetica".

Lo dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, parlando al World Economic Forum di Davos, in Svizzera.La presidente annuncia anche la presentazione di un nuovo piano Ue "a febbraio", la replica di von der Leyen dopo che ieri il presidente degli Usa ha detto che gli Stati Uniti intendono sfruttare appieno gli idrocarburi di cui dispongono per rilanciare l'economia e per esportarli, al grido di "drill, baby, drill" ("trivella, bimba, trivella"). —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il sindacato calciatori è in crisi? Dossena: “Aic affonda, bocciata anche da album Panini”

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(Adnkronos) – "L’Aic è ormai destinata all’oblio.Al momento, mi sembra difficile individuare vie d’uscita”.

Giuseppe Dossena, campione del mondo nel 1982 con la Nazionale di Enzo Bearzot, ha parlato così all’Adnkronos della situazione attuale dell’Associazione Italiana Calciatori, il sindacato dei giocatori.L’ex centrocampista di Torino e Sampdoria è netto nel porre l’attenzione su una notizia trascurata: “L’assenza dei calciatori dalla nuova edizione del celebre album di figurine Panini.

In 62 anni, non era mai successo”.  Si tratta di una vicenda legata a un contratto siglato tra Lega Serie A e Panini e in vigore dal luglio dello scorso anno, ma che in questi giorni torna d'attualità dopo la presentazione – nella sede della Lega di A in via Rosellini, a Milano – dell'edizione 2025 dell'album di figurine . “Un accordo che ha messo da parte l’Associazione Italiana Calciatori, togliendole un incasso annuale da oltre 6 milioni.L’Aic – precisa Dossena – vive da sempre grazie agli introiti dei tesseramenti e all’accordo con Panini.

Mi sembra però evidente che una mancanza così corposa nel bilancio sia un problema non trascurabile.Pensiamo che ai tempi della presidenza di Damiano Tommasi (2011-2020, ndr), la cifra ricavata dall’accordo con Panini era di 16 milioni.

Poi è scesa a 6 con l’arrivo della Lega Serie A e ora il crollo è vertiginoso.L’Associazione adesso si accontenterà di un contributo della Figc per restare in piedi.

In un contesto che toglierà imparzialità e autonomia all’Aic, che ora inevitabilmente non avrà più voce per difendere i propri tesserati visto che sarà soggetta a dinamiche di altro tipo”. Dossena pone l’attenzione sul silenzio dei tesserati: “Io spero che ci sia qualche calciatore italiano, o anche ex, che dica qualcosa su questa situazione vergognosa.Oggi è minacciata la sostenibilità del nostro sindacato”.

Un problema strutturale: “Dovesse continuare a vivere, quale sarà l’autonomia dell’Aic?Che indipendenza avrà?

Sarà un organismo svuotato, dipendente solo dal buon cuore del presidente federale di turno.Sono riusciti a dare questo dispiacere al fondatore Sergio Campana (ex calciatore e avvocato, ndr), che pian piano vede la sua creatura sprofondare.

E mi dispiace che ci sia questo silenzio assordante tra i miei colleghi, bisognerebbe alzare la voce.Non possiamo permettere che venga smembrato così il nostro sindacato, non possiamo più permettere che a guidarlo siano persone che l'hanno portato sull’orlo del precipizio”. In chiusura, viene sollevato un altro interrogativo: “Sarebbe interessante capire come si è arrivati alla cessione dei diritti individuali dei calciatori alla Serie A.

Hanno incassato un corrispettivo o lo ha incassato l'Aic?E quale ruolo ha giocato la Figc?

Rendere l'Aic dipendente dai contributi federali ne mina l'indipendenza, la costringe a sostenere senza limiti la presidenza federale”.Agli occhi dell’ex campione del mondo, la questione è prima di tutto umana: “Il problema è sempre il solito.

C'è che tiene all’istituzione che governa e combatte fino alla morte per garantirne i diritti.E poi ci sono gli irresponsabili, che non vedono oltre il proprio naso e non sanno anticipare o capire le conseguenze delle proprie azioni”. (di Michele Antonelli) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tra chiodi e stampanti 3d ecco il ritorno del ciabattino, è artigiano tecnologico

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(Adnkronos) –
Un ciabattino tecnologico che usa chiodi ma anche stampanti 3D.E' l'intuizione che arriva dalla Toscana dove l'arte del fare e del riparare, grazie all'ingegno e all'inventiva chiantigiana hanno ancora spazio.

In controtendenza rispetto al contesto e alle dinamiche del mercato attuale, schiacciato dalle logiche del consumismo e dell'usa e getta, fiorisce a San Casciano il recupero di un antico mestiere in via di scomparsa.E' il ciabattino, una professione nobile che torna in versione contemporanea con la passione dell'artigiano Simone Cibele.

Figlio d'arte, cresciuto in bottega, al fianco del suo maestro di vita, il babbo Antonio che di professione faceva il ciabattino, decide di intraprendere una nuova attività denominata 'L'artigiano calzolaio' in bilico tra passato e futuro, tradizione e innovazione.  Simone Cibele, alla soglia dei 60 anni, un percorso lavorativo da orafo e argentiere alle spalle, ha aperto i battenti nel cuore storico di San Casciano, in via del Cassero.L’attività è stata accolta e salutata con un caloroso augurio dal sindaco Roberto Ciappi, dall’assessore alle attività produttive Francesco Volpe e da alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine. Unico calzolaio di San Casciano, uno dei pochissimi eredi di una tradizione che oggi fa fatica a tenere banco nel Chianti, come nel resto della Toscana, Simone Cibele è il promotore insolito di un investimento che va incontro sperimentalmente all’innovazione tecnologica.  L’artigiano, che risiede da alcuni anni nella frazione di Chiesanuova, si propone di coniugare le abilità tipiche di questa professione, volta a dare una seconda vita alle scarpe, con la sensibilità e la passione di creare con le mani supportate dalle strumentazioni hi-tech.  Il calzolaio infatti lavorerà con il pantografo, l’incisore laser e le stampanti 3d per disegnare prototipi e realizzare oggettistica e gadgets in legno e metallo. “Ho imparato tutto dal mio babbo – spiega – da lui ho appreso non solo i segreti del mestiere ma una grande passione per l'artigianalità, sono felice di recuperarla in un momento della mia vita in cui ho deciso di scommettere ancora una volta sulle mie potenzialità.

Delle esperienze come argentiere e orafo, fatte a Firenze e dintorni, ho fatto tesoro, un tesoro che da ora in poi spenderò in questa nuova avventura che richiama le radici e le origini della mia famiglia”. “Ho scelto di rimettermi in gioco in questa sfida – continua – perché sono convinto che non si debba mai smettere di credere in se stessi e nelle proprie aspirazioni".La mission di Simone non è solo quella di riparare scarpe, ma progettare, creare e realizzare oggetti di vario genere, come orologi, medagliette, orecchini, con le strumentazioni di cui si è dotato.  E a chi gli chiede se il mestiere potrà avere un futuro da affidare alle nuove generazioni lui risponde: "Nel mio negozio mi occuperò prevalentemente di effettuare riparazioni, il mio è un lavoro antico che promuove il riuso delle calzature e di questo potranno beneficiare l'ambiente e le tasche dei proprietari, ai giovani che vogliano avvicinarsi a questo mestiere in via di estinzione consiglio anche di imparare, al fianco di abili artigiani, a realizzare e produrre scarpe su misura e fatte a mano, un settore in cui c'è ancora una significativa prospettiva di sviluppo economico e professionale". “Tra gli utensili del mestiere, martello, forbici, trincetto, filo, aghi, mastice, pennelli, chiodi – è bello respirare condividere il profumo della pelle, le atmosfere e i rumori dell'artigianalità legata alla professione del cuoio, simbolo di un patrimonio di saperi di una volta che hanno contribuito a costruire il pregio internazionale del made in Italy – dice il sindaco Roberto Ciappi – siamo felici di accogliere e dare il benvenuto a Simone Cibele per la sua nuova attività che arricchisce il centro storico e il tessuto economico di San Casciano di una tradizione che è fondamentale per noi mantenere e tramandare.

Non è solo un negozio vintage che si è allineato ai tempi e alle tecnologie che cambiano ma un'occasione per sottolineare che è importante adottare pratiche virtuose come il riciclo degli oggetti, un’azione che porta ad un risparmio concreto, oltre a promuovere uno stile di vita orientato alla sostenibilità”.  “L'attività di Simone Cibele – aggiunge l'assessore Francesco Volpe – offre anche l'occasione di riscoprire il percorso evolutivo di questo antico mestiere, un tempo si riparava per necessità oggi si tende e dare nuove chances alle scarpe per rinnovarle e magari rimanere legati ad un oggetto affettivamente a noi caro”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Federica Abbate regina degli autori: la firma in 7 canzoni

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(Adnkronos) –
Federica Abbate vince la sfida degli autori di Sanremo 2025.La cantautrice, compositrice e paroliera italiana, classe 1991, firma tra musiche e testi ben 7 brani del festival.

In particolare, Abbate co-firma i brani di Serena Brancale (‘Anema e core’); Sarah Toscano (‘Amarcord’), Fedez (‘Battito’), Clara (‘Febbre’); Rose Villain (‘Fuorilegge’), Emis Killa (‘Demoni’) e Joan Thiele (‘Eco’).Medaglia d’argento per Davide Simonetta che co-firma 5 brani: ‘Viva la vita’ di Francesco Gabbani, ‘Mille vote ancora’ di Rocco Hunt, ‘Incoscienti giovani’ di Achille Lauro, ‘Dimenticarsi alle 7’ di Elodie e ‘Fango in paradiso’ di Francesca Michielin.

Benché l'autore prolifico per antonomasia sia ormai Davide Petrella, citato anche da Marracash in un dissing nel suo recente brano 'Power Slap' ("Ti ricordo, bimbo, chi saresti con 'sta sberla/ Senza Sanremo, senza l'estivo, senza Petrella/ È finita la pazienza"), quest'anno Petrella co-firma 'solo' 4 brani del festival: quelli dei The Kolors ('Tu con chi fai l'amore'), Elodie ('Dimenticarsi alle 7'), Tony Effe ('Damm 'na mano') e Gaia ('Chiamo io chiami tu'). Anche Jacopo Ettorre si distingue per aver contribuito alla scrittura di 4 canzoni: è tra gli autori di 'Febbre' di Clara, 'Il ritmo delle cose' di Rkomi, 'Anema e core' di Serena Brancale e 'Amarcord' di Sarah Toscano.Il duo inseparabile formato da Blanco e Michele Zocca, invece, ha firmato tre brani, tra cui 'La cura per me' di Giorgia, 'Lentamente' di Irama (che è anche coautore del suo brano) e 'Se t'innamori muori' di Noemi.

E quest’ultima vanta anche la firma di Mahmood che quest’anno sarà tra i co-conduttori del festival.Tra gli artisti che hanno messo il proprio talento al servizio di un brano di Sanremo 2025 troviamo anche Pacifico, il quale ha collaborato con Francesco Gabbani.

Calcutta ha lavorato con i The Kolors, mentre Tiziano Ferro e Nek hanno partecipato alla creazione del brano di Massimo Ranieri.Shablo, che è in gara insieme ai suoi compagni di viaggio Guè, Joshua e Tormento, ha anche composto le musiche per il brano di Rkomi.

Inoltre, Paolo Antonacci (figlio di Biagio Antonacci) è tra gli autori dei brani di Rocco Hunt e Achille Lauro, e Nicola Lazzarin ha collaborato con Emis Killa e Serena Brancale, partecipando a due brani. Rocco Hunt è l'unico autore del testo del suo brano 'Mille volte ancora', ma per la musica si avvale della collaborazione di ben sei autori: Kende, Marco Salvaderi, Lorenzo Santarelli, Davide Simonetta, Paolo Antonacci e Stefano Tognini.Anche Sarah Toscano si affida a un ampio team di autori per il suo brano, includendo Federica Abbate, Jacopo Ettore, Federico Mercuri, Giordano Cremona, Eugenio Maimone e Leonardo Grillotti.

I cantautori puri, invece, offriranno un momento di riposo ai presentatori sul palco dell'Ariston.Lucio Corsi collabora con il fedele amico Tommaso Ottomano, mentre Simone Cristicchi si avvale di Nicola Brunialti.

Solo due Big sono gli unici autori dei proprio brani: Brunori Sas e Kekko dei Modà.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, per bookmaker Giorgia favorita su Olly dopo anteprima ascolti

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(Adnkronos) – Partita davanti a tutti oltre un mese fa, nel giorno dell’annuncio dei cantanti in gara, Giorgia si conferma in cima alle preferenze dei bookmaker per il Festival di Sanremo 2025.Dopo l'ascolto in anteprima dei brani in gara nella 75/ma edizione da parte della stampa, la cantautrice romana vede scendere la quota del suo successo all’Ariston – da 5 a 3,50 su Planetwin365 e Snai – seguita da un sempre più lanciato Olly passato dal 10 di dicembre all’attuale 4,20.

Si confermano come diretti inseguitori Irama ed Elodie, offerti entrambi a 8 su Better, mentre si sale in doppia cifra per la coppia Achille Lauro-Rocco Hunt, fissati a 10, tallonati da Noemi a 11.  Più lontano in quota, ma convincente secondo le indiscrezioni, Brunori Sas a 20, con il bis di Francesco Gabbani, vincitore nel 2017 proprio con Carlo Conti conduttore, a 21, seguito da un terzetto formato da Simone Cristicchi, Francesca Michielin e Rose Villain, tutti a quota 26.Non convince i bookmaker Fedez, ancora fermo a 31, che però stacca in maniera sensibile il 'rivale' Tony Effe, ora crollato a 51, alla pari di un nutrito gruppo di cantanti formato da Lucio Corsi, Modà, Emis Killa, Coma Cose, Sarah Toscano, Bresh, Clara, Gaia.

Poche le speranze per la 'vecchia guardia': staccato a 71 Massimo Ranieri, mentre chiude la lavagna Marcella Bella, a 101, stessa quota di Willie Peyote e Johan Thiele. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, 13enne spara a scuola con pistola a salve: identificato dai carabinieri

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(Adnkronos) –
Mostra la pistola giocattolo ai compagni di classe durante la ricreazione e poi spara un colpo a terra.E' accaduto ieri in una scuola nel quartiere Collatino a Roma, quando un 13enne ha estratto l'arma giocattolo e ha sparato un colpo.  All'arrivo dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile, chiamato con una segnalazione al 112, il 13enne ha lanciato l'arma dalla finestra nel cortile della scuola.

Il 13enne è stato identificato e riaffidato ai genitori.I carabinieri hanno informato la procura dei minori.

La pistola è stata sequestrata.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addio a Bertrand Blier, il regista francese de ‘I santissimi’ aveva 85 anni

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(Adnkronos) – È morto il regista e sceneggiatore francese Bertrand Blier, autore di film segnati da un profondo pessimismo sul rapporto tra i sessi, presentati con forme espressive caratterizzate da una vena provocatoria e da un cinico umorismo.Aveva 85 anni e, come annunciato dalla sua famiglia, è morto nella sua casa di Parigi.  Figlio dell'attore Bernard (protagonista di tre suoi film), era noto per aver scritto e diretto molti classici del cinema francese, a partire da 'I santissimi' (1974), commedia interpretata da Gérard Depardieu, Miou-Miou, Patrick Dewaere, Brigitte Fossey, Isabelle Huppert e Jeanne Moreau e che lo rivelò al grande pubblico (quasi 6 milioni di spettatori). Nel 1978 Bertrand Blier dirige Depardieu e Dewaere in 'Preparate i fazzoletti!', in cui una donna che non riesce a farsi mettere incinta né dal marito né dell’amante intreccia una relazione con un ragazzino.

Il film fu un mezzo shock per il pubblico americano e vinse l'Oscar per il miglior film straniero.Il sodalizio con Depardieu prosegue con 'Buffet freddo' (1979), da molti considerato il capolavoro del regista francese, mentre con Dewaere si ritrovano in "Ormai sono una donna" (1982). Dopo 'La Femme de mon pote' con Coluche e Huppert (1983) e 'Notre histoire' con Alain Delon e Nathalie Baye (1984), Blier ritrova la forma migliore con 'Lui portava i tacchi a spillo' (1986), triangolo amoroso sull'identità sessuale in cui alla coppia formata da Depardieu e Miou-Miou si aggiunge Michel Blanc, che per questo film fu premiato al Festival di Cannes.Vincitore del Grand Prix a Cannes per 'Troppo bella per te!' (1989), che ottenne anche tre premi César.  Blier è considerato uno dei registi più iconoclasti ad aver agito all'interno delle logiche industriali del cinema francese, ammiratore dello spirito di Luis Buñuel e attento a raccontare figure marginali della società.

Tra i suoi film ricordiamo anche 'Merci la vie – Grazie alla vita', con cui avvia il sodializio con Anouk Grinberg (1991), 'Uno, due, tre, stella!' con Marcello Mastroianni (1993), 'Actors', dedicato al padre (2000), 'Per sesso o per amore?' (2005), con Monica Bellucci, e 'Le Bruit des glaçons' (2010) con Jean Dujardin. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Viterbo, violenze sessuali e maltrattamenti agli anziani in una casa di riposo: 3 arresti

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(Adnkronos) – Violenza sessuale e maltrattamenti agli anziani ospiti di una casa di riposo di Latera, in provincia di Viterbo.Con questa accusa tre operatori socio-sanitari sono finiti in carcere e per altri tre sono state disposte ordinanze di sospensione dall'esercizio delle funzioni. L'indagine è partita nella primavera del 2024 dalle segnalazioni di alcuni ex dipendenti della struttura, che hanno raccontato ai militari dell'Arma gli abusi dei loro colleghi.

Per questo è stata disposta l’installazione di telecamere all’interno della struttura e l’intercettazione dei dialoghi all’interno della casa di riposo, da cui sono emerse le vessazioni psicologiche e le aggressioni fisiche cui gli anziani venivano sottoposti. Accanto a tali gravi comportamenti, sono emerse anche autentiche condotte di violenza sessuale, con le telecamere che hanno ripreso i reiterati abusi ai danni di una anziana degente: la donna veniva tormentata da un operatore con assillanti approcci sessuali e con toccamenti delle parti intime, eseguiti anche a mezzo di un bastone e, in un’occasione, addirittura quando l’anziana era impossibilitata a difendersi perché legata a letto mediante strumenti di contenzione.Le indagini avrebbero infine portato alla luce episodi di malnutrizione, di somministrazione di farmaci ansiolitici e al frequente ricorso a strumenti come fasce o bende per immobilizzare i pazienti a letto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Divieti di fumo in Italia bocciati dal web, 10 post negativi contro 1: la ricerca

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(Adnkronos) – I divieti di fumo sono stati un tema di costante discussione durante tutto il 2024, con un incremento significativo dell’attenzione verso la fine dell’anno e l’inizio del 2025.Nella ricerca sul tema realizzata in esclusiva per Adnkronos tramite la piattaforma Socialdata, il team di analisi di Socialcom ha analizzato circa 40 mila post pubblicati e oltre 3 milioni di reazioni. 
Sentiment negativo sui divieti
 Il sentiment della rete nei confronti dei divieti di fumo è nettamente negativo, con un rapporto di 10 a 1 tra post negativi (44%) e positivi (4%).

In pratica, meno di un cittadino su 20 mostra online un atteggiamento favorevole al provvedimento, mentre quasi la metà degli utenti esprime posizioni critiche.Il restante 52% delle reazioni è neutrale, riflettendo il ruolo delle fonti informative tradizionali che si limitano a descrivere i provvedimenti con imparzialità.   Tra i divieti introdotti, quello di Milano è il più discusso, con 20 mila post e 1 milione di reazioni, accompagnato dal sentiment più negativo (41%).

A Torino, il volume delle conversazioni scende nettamente a 2600 post e 620 mila reazioni, con un sentiment negativo inferiore (35%).L’iniziativa a Capri, invece, è passata quasi inosservata, con un sentiment negativo che si ferma al 18%. 
Sì ma perché?
 I concetti chiave nei commenti includono temi apparentemente positivi come sicurezza e salute, che tuttavia veicolano un sentiment prevalentemente negativo.

A Milano, la sicurezza è il tema più citato, ma viene spesso usato per criticare il provvedimento, considerato una distrazione rispetto a problemi più gravi come la gestione dei migranti e delle baby gang.La salute, pur essendo un valore positivo, è frequentemente affiancata al concetto di libertà personale, che invece gode di una connotazione più favorevole.   Altri temi, come leggi, provvedimenti, sanzioni e polizia, suscitano sentiment negativo.

Si dubita della possibilità per le forze di polizia di applicare le norme, considerandole già sovraccariche nella gestione della sicurezza pubblica.Il criterio della distanza minima, come i 10 metri richiesti a Milano, è percepito come irrealistico, generando ulteriore scetticismo. 
I temi meno contestati
 Non emergono temi con un sentiment largamente positivo.

Tuttavia, analizzando i commenti neutri, si trovano alcune aree di maggiore accettazione.Ambiente: il divieto è percepito come utile per la protezione di spazi naturali come parchi e aree verdi.

Minori: la tutela dei giovani dal fumo, sia attivo che passivo, raccoglie più consensi, confermati dal sentiment meno negativo durante le raccomandazioni Ue.  Le leggi sui divieti di fumo all’aperto introdotte a Torino e Milano sono percepite dalla rete come provvedimenti demagogici, considerati una distrazione rispetto a temi ritenuti prioritari, come la sicurezza", sostiene Luca Ferlaino, fondatore di Socialcom. "A Milano, in particolare, emerge un forte bisogno di interventi legati alla gestione di fenomeni complessi come i migranti e le baby gang.Inoltre, molte voci rivendicano la libertà personale come un valore che, secondo loro, dovrebbe prevalere sulla salute pubblica". 
Al centro del dibattito web
 Il primo picco rilevante nelle conversazioni si è registrato tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, in corrispondenza dell’entrata in vigore del divieto di fumo all’aperto a Torino.

Tuttavia, il picco più consistente è arrivato a fine dicembre, legato all’annuncio del divieto a Milano, entrato in vigore il 1° gennaio 2025.Questo provvedimento, pur rappresentando un inasprimento di norme già esistenti, era stato anticipato da tempo e aveva generato commenti lungo tutto l’anno.

Un terzo picco, di minore entità, si è verificato nella seconda metà di settembre, quando l’Unione Europea ha avanzato la proposta di introdurre divieti di fumo nelle aree frequentate da minori.   Anche in assenza di notizie di grande rilievo, il tema si è dimostrato capace di scatenare discussioni virali, come accaduto a settembre su Twitter riguardo al fumo nei dehors dei ristoranti.d agosto, l’introduzione del divieto di fumo sull’Isola di Capri per proteggere spiagge e mare non ha invece generato un dibattito significativo online. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Valentina Lodovini chi è, l’attrice ospite oggi 21 gennaio a ‘La volta buona’

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(Adnkronos) –
Valentina Lodovini sarà ospite oggi, 21 gennaio, a 'La volta buona', il talk show condotto da Caterina Balivo in onda dalle 14:00 su Rai 1.L'attrice, che attualmente è al cinema con ’10 giorni con i suoi’, parlerà della sua carriera attiva nel mondo del piccolo e del grande schermo.  Valentina Lodovini è nata nel 1978 a Perugia.

Dopo essersi trasferita a Roma per frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia, comincia la sua carriera nel mondo dello spettacolo vestendo alcuni ruoli in produzioni teatrali, e presto viene conosciuta dal grande pubblico per i suoi lavori cinematografici.Debutta sul piccolo schermo con ‘Distretto Di Polizia’ e ‘Incantesimo’ nel 2003.

E l’anno successivo è sul grande schermo con ‘Ovunque Sei’, di Michele Placido.  Nel 2011 partecipa al film ‘Benvenuti al sud’, la commedia di grande successo diretta da Luca Miniero, ruolo per cui l'anno seguente vince il David come migliore attrice non protagonista.Ha preso parte a diverse serie televisive italiane di grande successo, come 'Il commissario Montalbano' e 'Boris', alternando ruoli drammatici a comici.

Nel 2025 esce al cinema con Fabio de Luigi nella commedia ‘10 giorni con i suoi’.  Nel corso della sua carriera, Valentina Lodovini ha ricevuto vari riconoscimenti, tra cui il Nastro d'Argento, il Ciak d'Oro e il David di Donatello. Valentina Lodovini non ha mai parlato pubblicamente della sua vita sentimentale. È molto attiva sui suoi profili social, ma raramente pubblica contenuti riguardanti la sfera privata ma sono perlopiù immagini da set o shooting.Secondo alcune pagine di gossip, l’attrice avrebbe avuto una relazione con Francesco Scianna, attore con cui ha recitato spesso insieme. "Sui social non condividerei mai l’intimità.

Tutto quello che è intimo, va vissuto e tenuto prezioso", aveva dichiarato l'attrice in un'intervista a Vanity Fair, sottolineando di voler mantenere un certo riserbo sulla sua vita privata.  Oltre alla recitazione, Valentina ha detto di avere una grande passione per la letteratura e l’arte.Sempre a Vanity Fair, l'attrice ha detto: "Sono una donna che doveva nascere nel passato.

Mi piace scrivere lettere, l’odore dei libri, coltivare la memoria, leggendo ogni giorno una poesia".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Allievi: Vincemmo a sorpresa il campionato. La classifica della Juve Stabia si commenta da sola

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Nicholas Allievi, ex difensore della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì sui canali social ViViCentro dalle 20:30.Le dichiarazioni di Nicholas Allievi sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

“Ho vissuto a Castellammare gli anni più belli della mia carriera.

Il campionato vinto era un obiettivo raggiunto storico per la piazza.Dei quattro anni vissuti da voi, ricordo tutta l’intensità e tutto fu indimenticabile.

Ho conosciuto gente oltre al mio lavoro che si attacca a te e ti vuole bene.”

Chi era il cavallo pazzo della squadra’

“Un cavallo pazzo di quella squadra era Simone Calvano, ragazzo molto esplosivo e dinamico, gli voglio ancora oggi un sacco di bene.L’anno in cui vinci qualcosa c’è nello spogliatoio un clima surreale anche fuori dal campo, eravamo come una grande famiglia.”

La chiamata della Juve Stabia

“Io ho sempre giocato al Nord per caso, quando arrivò la possibilità di Ciro Polito e Manniello accettai con felicità.

Ho avuto contatti con altre piazze del Sud, ma le offerte non si sono mai concretizzate”

La retrocessione del 2020

“Fece molto male la retrocessione perché prima del lockdown eravamo a soli 3 punti dalla zona Playoff, prima dello stop avevamo appena vinto con lo Spezia che poi venne promosso tramite gli spareggi.Nessuno si aspettava un finale tragico.”

Il commento sull’attuale Juve Stabia

“La Juve Stabia attuale beneficia della grande piazza con un organico nuovo e facce nuove.

Il modulo a 3 dietro ti dà più compattezza in B rispetto alla C dove avendo una rosa più forte sulla carta punti più ad offendere gli avversari e non a difenderti.

Il girone C della Serie C è il più complicato, le prime 5\6 in classifica possono tranquillamente giocarsela con le compagini di serie B.La differenza poi la fa l’esperienza e la qualità dei giocatori in rosa.

Fatico nel seguire la Juve Stabia di oggi a causa degli impegni con il Palazzolo, ma la Classifica della squadra parla da sola, sta facendo un campionato importantissimo che meritano squadra e società.”

Il ricordo della promozione in B del 2019

“L’anno della promozione in B non eravamo i più forti, ma l’unione di intenti tra mister, società, squadra e tifosi ci fece ottenere un risultato importante.

Noi giocatori seguivamo alla lettera ciò che chi consigliava Caserta.”

La sua esperienza al Palazzolo

“La scelta di Palazzolo è arrivata non solo per avvicinarmi a casa, ma anche per sposare un progetto di una società che ha ambizione e strutture adeguate ai miei obiettivi.Quest’anno, nonostante qualche difficoltà di classifica, puntiamo alla promozione in C.”

Pio Esposito?

“Credo che quando giochi contro la squadra della tua città qualcosa dentro si smuove, anche se noi siamo professionisti e per 90 minuti lottiamo per la maglia che indossiamo.”

Il rapporto con i suoi ex compagni e il ricordo di Castellammare

“Mi sento ancora grazie ai social con i ragazzi con i quali ho giocato a Castellammare, come ad esempio Calò, Canotto, Melara, Vitiello.

Ho un buon rapporto anche con Caserta, Polito e Manniello con i quali a volte scambio qualche messaggio.

Di Castellammare mi manca l’affetto e il calore di quando entravamo in campo, noi calciatori viviamo per quello.Con Langella non ho avuto lo stesso rapporto che ho avuto con Manniello perché a causa di dinamiche di mercato, andai via dopo poco tempo.”

Le tappe fondamentali della cavalcata in B

“Tra le gare più belle che ricordo a Castellammare, c’è sicuramente la vittoria con il Trapani in casa, anche se ero già infortunato.

Quindi scelgo quella della vittoria per 3-0 a Catanzaro dove feci anche gol, in una delle prime gare spartiacque della stagione.Anche la vittoria a Trapani con gol di Mezavilla nel finale fu fondamentale.

Quell’anno vivevamo tutto in modo positivo.I giocatori più forti con i quali ho giocato sono Andrea Belotti e Junior Messias.”

Il saluto

“Mi piacerebbe in futuro poter incontrare di nuovo la gente di Castellammare.

Abbraccio i tifosi, in particolare quelli della Curva Sud”.

Hamilton, dalla pista alla macchina: tutto sul debutto con la Ferrari

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(Adnkronos) – Dopo il primo giorno, arriva l'esame in pista.Lewis Hamilton è pronto a salire per la prima volta su una Ferrari, con i tifosi della Rossa in attesa di vedere il 7 volte campione del mondo correre con il Cavallino.

Il "sogno che si realizza" del pilota inglese diventerà realtà mercoledì 22 gennaio, quando Hamilton girerà intorno alla pista di Fiorano, con il debutto, previsto inizialmente per lunedì 20, rimandato a causa del meteo avverso.  A raccontare il primo giorno di Hamilton in Ferrari è stata la stessa scuderia italiana, con un comunicato diffuso sui propri canali ufficiali: "Lewis Hamilton ha iniziato ufficialmente la sua avventura con la Scuderia Ferrari HP: il sette volte campione del mondo è arrivato la mattina del 20 gennaio di buon’ora nel quartier generale del team di Maranello, in via Enzo Ferrari 27, e si è spostato nella piazzetta della pista di Fiorano – intitolata all’unico altro sette volte campione del mondo di Formula 1, Michael Schumacher – dove è stato accolto dal Team Principal, Fred Vasseur, e dal CEO di Ferrari, Benedetto Vigna". "In quello stesso luogo sono state scattate le prime foto di rito per le quali, per non fargli sentire troppo la mancanza della sua Inghilterra, anche il meteo si è adeguato, proponendo un cielo plumbeo e una pioggerella simile a quella che spesso cade sulla Gran Bretagna.Nella piazza era anche presente una Ferrari F40, la supercar preferita da Lewis". "Dopo le foto Lewis ha brevemente visitato il box della pista e la casa di Fiorano in compagnia di Vasseur e Vigna, potendo vedere anche lo storico ufficio dal quale Enzo Ferrari osservava il lavoro dei suoi uomini", si legge nel comunicato, "Hamilton è poi tornato nella sede della Scuderia dove ha incontrato il management e Piero Ferrari prima di dedicarsi a una full immersion nei vari reparti che gli permetterà di iniziare a conoscere la sua nuova squadra.

Domani (oggi martedì 21 gennaio, ndr) lo attende un’altra giornata di lavoro, fatta di riunioni tecniche e di briefing in vista di una stagione quanto mai intensa". Già nella sua prima giornata in Ferrari Hamilton ha quindi voluto prendere confidenza con l'ambiente, visitando le strutture e cimentandosi con il simulatore.Lewis ora è pronto al test della pista, nello storico circuito di Fiorano, che da oltre 50 anni ospita i test della Rossa.

Fu infatti inaugurato l’8 aprile del 1972 su indicazione di Enzo Ferrari, che volle fortemente una pista apposita a ospitare le prove private delle sue macchine. Fiorano è quindi pronto a ospitare la storia una volta di più.Hamilton girerà intorno al circuito, a porte chiuse e maltempo permettendo, a bordo della SF-23, ovvero la macchina usata dalla Ferrari nel Mondiale 2023.

Fiorano sarà anche l'occasione per il primo incontro in pista con Charles Leclerc, anche lui atteso per i primi test drive della stagione. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’ombra di Trump sul Forum di Davos, come reagirà l’élite finanziaria globale?

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(Adnkronos) – L'ombra di Donald Trump si allunga sul Forum di Davos.La coincidenza temporale fra l'insediamento del quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti e il principale evento annuale dell'economia globale propone un confronto serrato, e potenzialmente impari, tra diverse concentrazioni di potere politico e ricchezza.

In gioco c'è un equilibrio mondiale che il nuovo mandato del tycoon alla Casa Bianca promette di cambiare radicalmente.I cento decreti esecutivi, già solo nei titoli, identificano un cambio di passo che può modificare, fino a sovvertirlo, il paradigma entro il quale si è mossa finora l'élite finanziaria globale. Proprio quello che resta della globalizzazione, e degli schemi che si sono stati consolidati nel tempo, è l'oggetto di un dibattito che ruota intorno agli interessi dei grandi poteri finanziari.

Isolando le principali frasi pronunciate da Trump nel discorso di insediamento, molto più vicino a un comizio che a un intervento istituzionale, si possono elencare una serie di incognite che gravano sui prossimi mesi e sui prossimi anni.  L'obiettivo dichiarato di voler cambiare il mondo si declina a partire dal ruolo che si voglio ritagliare gli Stati Uniti: un Paese che Trump vede "forte, ricco, sicuro, in crescita e in espansione territoriale, e che nessuno potrà fermare".Ci si vuole arrivare attraverso passi che oggi non sono più solo slogan elettorali: dallo stato di emergenza al confine sud col Messico, per espellere più rapidamente i migranti senza documenti, alle nuove trivellazioni di petrolio e gas naturale, all'eliminazione degli incentivi per le auto elettriche e al ritiro dagli accordi di Parigi sul clima. Se cambiare il nome del Golfo del Messico, ribattezzato 'Golfo d'America', sembra più folklore geografico che altro, il mantra dell'America first può avere un profondo senso economico. "Metterò sempre l’America prima, in ogni secondo della mia Amministrazione.

La nostra sovranità, la nostra sicurezza saranno ristabilite".La prima, immediata, trasposizione del concetto porta prima al rapporto con la Cina, e a tutte le conseguenze che ne possono derivare, e subito dopo ai dazi che riguarderanno inevitabilmente l'Europa: “li imporremo sui Paesi stranieri per arricchire i nostri cittadini".

Basta pensare al ruolo delle grandi banche e delle grandi corporation in un contesto che potrebbe velocemente degenerare in una cruenta guerra commerciale su scala mondiale per far alzare il livello dell'attenzione in un parterre come quello di Davos.  La fotografia dei miliardari schierati all'Inauguration day racconta una concentrazione di denaro e potere mai vista prima in queste proporzioni e con questa adesione identitaria (vale più per Musk che per gli altri) a sostegno di un presidente degli Stati Uniti.C'è però da considerare un altro aspetto.

Elon Musk, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg e gli altri non sono solo un patrimonio americano ma sono anche i principali attori dell'economia globale.E possono seguire Trump fino a un punto preciso, che coincide con la tutela dei propri interessi.

Fino a quando ne trarranno vantaggio elargiranno fondi e consenso, oltre quella soglia esigeranno il pagamento delle 'cambiali' che il presidente degli Stati Uniti sta firmando.  Lo sa bene anche lo stesso Trump che con l'élite finanziaria globale deve comunque fare i conti.Non a caso, giovedì sarà in video-collegamento con la Svizzera, proprio con il Forum di Davos, per aprire un canale di comunicazione che andrà riempito di contenuti.

E qui la domanda principale diventa un'altra: prevarrà un rapporto fondato sullo scambio fra re e cortigiani, con le concessioni a gratificare il consenso, o il buon senso e una strategia pragmatica suggeriranno di intavolare una collaborazione che possa portare vantaggio a tutte e due le parti?Il titolo del World Economic Forum è ambizioso e va proprio in questa direzione: 'Collaboration for the Intelligent Age'.

L'obiettivo sembra però difficile da raggiungere, almeno alle condizioni di Trump. (Di Fabio Insenga)  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)