Home Blog Pagina 5937

Inflazione, la tassa occulta che piace allo stato

0

Torna un po’ di inflazione, e con essa i suoi effetti redistributivi poco visibili. A guadagnarci sono i debitori (che restituiscono denaro dotato di un minor potere d’acquisto) a discapito dei creditori. Da noi, il principale debitore è lo stato mentre i creditori sono le famiglie. Ecco perché l’inflazione è una tassa.

Inflazione, la tassa occulta che piace allo stato (Tommaso Monacelli)

L’inflazione non comporta solo l’aumento del prezzo di beni e servizi consumati dalle famiglie. Ha anche effetti redistributivi. Per questo una fiammata inflazionistica dovuta all’uscita dall’euro e al ritorno alla lira avvantaggerebbe soprattutto lo Stato.

Effetto redistributivo

Generalmente si pensa all’inflazione come mero aumento del costo di beni e servizi consumati dalle famiglie. In realtà i suoi effetti più importanti sono sottili, poco visibili, e sono di natura redistributiva.
In ogni economia esiste una distribuzione aggregata della ricchezza tra debitori e creditori. Un debitore detiene una posizione finanziaria netta (cioè la differenza tra attività, ad esempio depositi in banca, e passività, ad esempio un mutuo) negativa, mentre un creditore detiene una ricchezza finanziaria netta positiva. Poiché la quasi totalità della ricchezza finanziaria netta è espressa in termini nominali (cioè in Euro) è anche soggetta al rischio di vedere il proprio valore reale (espresso non in Euro ma in unità di beni) eroso dalla salita dei prezzi.  Ciò è positivo per un debitore, ma è negativo per un creditore. Perciò variazioni al rialzo nel livello generale dei prezzi determinano una redistribuzione reale di ricchezza dai creditori a favore dei debitori. Al contrario, periodi di deflazione, cioè di discesa del livello generale dei prezzi, determinano una redistribuzione che favorisce i creditori. Ecco perché la deflazione è un fenomeno particolarmente dannoso durante periodi di crisi causati da un eccesso di accumulazione di debito. Questo spiega anche la preferenza delle banche centrali per mantenere stabile l’inflazione, proprio per evitare redistribuzioni di ricchezza in una o nell’altra direzione.
Quanto è rilevante, dal punto di vista quantitativo, l’effetto redistributivo dell’inflazione? E soprattutto, quali agenti (settori) dell’economia colpirebbe e favorirebbe? Quali paesi della zona euro in particolare?
La tabella 1 presenta alcuni dati di sintesi sulla posizione finanziaria netta (riferita al 2010) dei due settori principali: “famiglie” e “settore pubblico”. I dati sono estrapolati da uno studio di Klaus Adam e Junyi Zhu e si riferiscono alla zona euro, nel dettaglio all’Italia e, come termine di paragone, alla Germania. La posizione finanziaria netta è riportata sia in termini di euro pro capite che in percentuale del Pil.

Tabella 1  Posizione finanziaria netta riferita al 2010

Fonte: Adam and Zhu 2014

Tre aspetti sono particolarmente rilevanti. Primo, la posizione finanziaria netta è espressa in termini nominali. Secondo, il settore pubblico, essendo generalmente un debitore (emette sistematicamente debito pubblico), ha una posizione finanziaria netta negativa; mentre il settore famiglie ha generalmente una posizione finanziaria positiva. In sintesi: il grande debitore, nell’economia, è lo Stato. Il grande creditore è il settore delle famiglie. Sarebbe quindi lo Stato a beneficiare in modo sostanziale da un incremento del livello dei prezzi e il settore delle famiglie invece a subirne una perdita. Terzo, esiste eterogeneità tra i paesi della zona euro. In termini netti il settore pubblico italiano è molto più indebitato di quello tedesco. E le famiglie tedesche hanno ricchezza nominale netta positiva più grande di quella delle famiglie italiane. Ecco perché le famiglie tedesche avversano così tanto l’inflazione.

Chi perde e chi vince

Quale sarebbe l’effetto sulla ricchezza reale di un inatteso incremento del livello dei prezzi del 10 per cento? Stiamo qui immaginando un rialzo una tantum del livello dei prezzi, con un tasso di crescita (l’inflazione) che dopo la momentanea accelerazione ritorna al livello precedente. In altri termini: l’aumento del livello dei prezzi è permanente, mentre quello dell’inflazione è puramente temporaneo.
Dalla tabella è immediato dedurre che in Italia il settore famiglie subirebbe una perdita pro capite di 810 euro (8100/10) mentre il settore pubblico avrebbe un guadagno di 2320 Euro pro capite (23200/10). I dati in percentuale del Pil sono ancora più significativi. Il settore famiglie subirebbe una perdita del 3,5% del Pil, cioè circa 58 miliardi di euro; mentre il settore pubblico otterrebbe un guadagno del 10% del Pil, cioè di circa 167 miliardi di euro. Una redistribuzione di ricchezza ingente. Una tassa occulta ben più grande di presunte patrimoniali mai ipotizzate finora.
È bene tenere conto di questi numeri quando si immaginano dilettanteschi scenari di uscita dell’Italia dall’euro. Piaccia o no, è pressoché inevitabile immaginare che il ritorno alla lira, e la conseguente svalutazione, porterebbero a una fiammata inflazionistica. Magari, nel migliore degli scenari, contenuta e puramente temporanea, esattamente come nel nostro esempio. Ma anche in questo roseo scenario, è bene essere consapevoli del fatto che i veri perdenti sarebbero le famiglie italiane; e il trionfatore più sardonico sarebbe, ancora una volta, lo stato.

TOMMASO MONACELLImonacelli

Tommaso Monacelli è professore ordinario di Economia all’Università Bocconi di Milano, e Fellow di IGIER Bocconi e del CEPR di Londra. Ha ottenuto il Ph.D. in Economia presso la New York University, ed è stato in precedenza assistant professor a Boston College e professore associato all’Università Bocconi. E’ associate editor di riviste scientifiche internazionali, tra cui il Journal of the European Economic Association, il Journal of Money Credit and Banking, e la European Economic Review. E’ stato adjunct professor presso la Columbia University, visiting professor presso la Central European University, e research consultant per Bce, Ocse, IMF, e Riksbank. I suoi interessi di ricerca riguardano la teoria e politica monetaria e la macroeconoma internazionale.

/lavoce.info

Alex Sandro: “Contro il Napoli partita importante come tutte le altre. Higuain? Saprà gestire la situazione”

Napoli-Juventus non sarà mai una partita come le altre. Soprattutto per uno che in maglia azzurra ha giocato e si è affermato come campione assoluto. Prima di cedere alle lusinghe (economiche ma non solo) del club di Torino. Stiamo parlando ovviamente di Gonzalo Higuain, che domenica tornerà per la prima volta al San Paolo dopo il tradimento estivo, ma che secondo Alex Sandro, intervistato in esclusiva da Sky Sport 24, non subirà alcun contraccolpo emotivo: “Gonzalo, oltre a essere un grande campione, è un giocatore esperto e sa gestire benissimo tutte le situazioni alle quali va incontro. E’ tranquillo, si sta preparando bene e sta facendo ottimi allenamenti”.
La partita col Napoli, oltre alla questione Higuain, sarà fondamentale per mantenere le distanze dallo stesso Napoli e dalla Roma, impegnata sabato sera nel posticipo contro l’Empoli, anche se, sempre secondo Alex Sandro, non sarà decisiva: “E’ una partita importante come tutte le altre, una sfida da 3 punti ma non decisiva. Giocheremo contro una squadra forte, che ha molta qualità. Sarà una partita molto bella. Il Napoli ha buoni giocatori, ha un’ottima struttura ed è una squadra di qualità. Però affronteremo il Napoli come affrontiamo le altre squadre”.

Tanti i giocatori del Napoli da temere. Ma Alex Sandro ne conosce uno in particolare, sin dai tempi in cui ancora giocava in Brasile: “Ho giocato molto con Allan nelle Nazionali giovanili, ha molta forza, qualità ed è un giocatore molto intelligente. Sarà una sfida tra due grandi squadre. Sarà emozionante. Sarà un clima caldo, perché la città vive con passione ed è tutta dietro alla squadra, partita che esalta i giocatori e anche la gente”.

 

Da sport.sky.it

Roma-Empoli, Spalletti? “Se non vinco un titolo non resto, mi è mancata la Curva Sud”

NOTIZIE AS ROMA – Tutta la città è in trepidante attesa del derby di Coppa Italia di mercoledì sera, ma prima c’è Roma-Empoli da giocare. é un momento nerissimo questo per la società toscana, che ha totalizzato la miseria di un solo punto nelle ultime 8 gare. Nonostante questo score negativo, mantiene una distanza di sicurezza dalla zona rossa della classifica ragguardevole (7 punti in più della terzultima) ma considerando il trittico infernale che attende gli uomini di Martusciello (con Roma, Fiorentina e Milan) c’è da attendersi che faranno tutto ciò che è possibile per portare a casa almeno un punto domani sera.
Come di consueto, Spalletti ha risposto alle domande dei cronisti nella sala stampa di Trigoria alla vigilia di questo match. Queste le dichiarazioni del tecnico:

Uno dei rischi di Roma-Empoli potrebbe essere il pensiero del derby?
“Per me no, perché non cambierebbe il risultato di quella partita a seconda del risultato di Roma-Empoli. Quando confronti l’importanza di due squadre è il modo di prepararla bene che determina chi vince la partita. La mente è tutta lì”.

Molti nazionali sono tornati giovedì ed alcuni di loro hanno giocato 180’. De Rossi come sta?
“Stanno bene, Daniele ha un ematoma alla schiena ma non ci sono problemi nelle radiografie, cammina meglio ma è difficile che ci sia domani. Gli altri si sono allenati bene ieri ma bisogna valutare bene”.

Grenier può giocare o bisogna abbassare Nainggolan?
“Lui ha avuto questo problema al ginocchio nella settimana precedente, lo abbiamo lasciato fermo adesso che c’erano i nazionali fuori ed abbiamo fatto un allenamento prettamente atletico. L’ho rivisto ieri, lo valuto oggi ma in conseguenza di ciò che ci ha fatto vedere può essere presa in considerazione l’ipotesi di farlo giocare”.

Su Monchi? È una garanzia di crescita del club?
“Si va a parlare di cose future mentre per noi la cosa importante è la partita di domani. Non ho parlato con la società di niente di Monchi, il mio direttore è Massara. Bisogna avere rispetto per chi lavora. Lui è una persona squisita, si intende di calciatori e di calcio, ha la capacità di starti vicino in certi momenti per cui io se volete continuo su di lui. Su Monchi so che è un grande professionista ma l’ho solo letto”.

Cosa vi siete detti con Pallotta?
“È stata l’occasione di dirgli di persona ciò che ho sempre detto a voi. Gli ho ribadito ciò che vi ho sempre detto. Quello che ha detto lui bisogna chiederlo a lui, perché io non sono uno spione”.

Sempre in riferimento a quell’incontro, qual è il ruolo di Baldini ed è una figura di garanzia?
“L’organigramma della società non lo decido io, ma Pallotta. A me interessa la partita di domani. Niente deviazioni, dritti verso la partita di domani”.

Considerando l’assenza di De Rossi e Strootman, Nainggolan è giusto farlo riposare in vista del derby o farlo riposare?
“Sono considerazioni che mi tengo per me”.

Se la Roma dovesse vincere domani, si ritroverebbe a -6 dalla Juve e a -5 dal Napoli. Per chi tifa domenica sera?
“Devo essere competente per quello che mi riguarda, devo fare il mio fatto bene. Sarà una partita che guarderò sicuramente perché ci sono grandi allenatori, grandissimi giocatori dalle quali giocate ci sarà da riprendere degli schemi di gioco. Al San Paolo gremito sarà ancora più bello assistere e se posso ci vado”.

Ad oggi che tipo di partite può giocare Totti?
Dipende dal tipo di partita, dal risultato, dal momento che lui sta vivendo, come tutti gli altri calciatori. Lo considero come tutti gli altri”.

Lei ha sempre detto che sarebbe rimasto se avesse vinto. Se dovesse arrivare secondo ma facendo il record di punti?
Io se non vinco non rimango, e vincere significa vincere un titolo. Il mio è sempre stato quel discorso lì. Fare il record di punti sarebbe un piacere. Mi dicevano che la Curva ha deciso di entrare, spero di non leggere delle offese se faccio dei riferimenti alla curva. Ogni volta che la palla andrà fuori io mi girerò verso la curva, perché mi è mancata in questo periodo”.

È il calcio che decide che il secondo posto è un fallimento o è Roma che lo decide?
“In questa sala stampa sono sempre stato seguito da molte grandi firme, saranno loro a raccontare quello che gli sembra più giusto”.
Claudia Demenica Copyright vivicentro

Sepe, l’agente: “Ha bisogno di continuità, andrà via l’anno prossimo. Mertens? Per me non resterà”

Mario Giuffredi, agente fra gli altri di Luigi Sepe, ha rilasciato alcune dichiarazioni a TMW Radio. Dichiarazioni riportate da Tuttomercatoweb.com:

 

“Sepe? Per due anni per vari motivi sta giocando poco. Lo reputo di grandissimo livello: l’anno prossimo andrà via dal Napoli per avere una continuità come a Empoli.
Mertens? Per me non resterà, Insigne invece rinnoverà: se lo merita, per il valore del ragazzo e del calciatore”.

Complimenti dalla Russia per Sarri: il Rostov si congratula per la Panchina d’Oro

Premiato con la “La Panchina d’Oro” 2016, Mister Sarri ha ricevuto, in questi giorni, tanti attestati di stima.

Tra i numerosi complimenti che lo hanno raggiunto, anche quelli dello staff tecnico del Football Club Rostov, squadra vincitrice della Coppa di Russia 2013/14 e, ormai da qualche anno, affermata a livello internazionale.

Nella nota arrivata al Centro Sportivo di Castel Volturno e firmata da Berdyev Kurban, lo staff tecnico ha voluto «congratularsi con Sarri per essere stato votato come miglior allenatore della Serie A» ed esprimere il proprio «sincero apprezzamento per il lavoro svolto».

Un attestato di stima sincera che i tecnici russi hanno sottolineato dichiarandosi «poco sorpresi della scelta di voto compiuta dagli allenatori italiani» che hanno indicato il Mister azzurro per l’assegnazione del prestigioso premio.

D sscnapoli.it

Hysaj, l’agente: “Il ragazzo sta bene, domenica sarà della partita. Su Conti…”

Mario Giuffredi, agente fra gli altri di Elseid Hysaj, ha rilasciato alcune dichiarazioni a TMW Radio:

 

“Hysaj sta bene, domenica sarà della partita. Napoli-Juve è molto sentita per i napoletani, più di quella col Real Madrid. Ci si gioca la stagione. Sarri per essere motivato non ha bisogno di vincere la Panchina d’Oro, in tutte la gare dà sempre le giuste motivazioni. E’ un allenatore che viene dalla gavetta e sa che deve fare sempre tutto al massimo.
Conti? Deve finire questo campionato e poi l’Europeo Under 21. Nelle nostre strategie non c’è quella di essere venduto e restare in prestito all’Atalanta. Lui è pronto e sono sicuro che andrà in una squadra importante, ma è ancora prematuro parlare di squadre interessate. All’Atalanta sono molto bravi a formare giovani, in pochi credono nei talenti come questa società. Mi sembra anche giusto che adesso raccolgano i frutti del proprio lavoro, anche dal punto di vista economico.
Grassi? ha dimostrato di essere tornato il Grassi della scorsa stagione. Dopo gli Europei tornerà alla base e poi capiremo cosa fare. Credo abbia bisogno di un ulteriore step prima di tornare a Napoli. Ma con Gasperini è tornato sui suoi livelli”.

Rai – Cragno ipotesi da scartare per il Napoli, occhio a Meret

A Radio Crc, nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’, è intervenuto Ciro Venerato, giornalista Rai esperto di calciomercato. Ecco quanto evidenziato:

“Sul fronte portieri il Napoli ha già sondato Cragno del Benevento. Il ragazzo difficilmente arriverà in azzurro visto che non rientra nei canoni fisici richiesti dalla società. Il Napoli sta cercando un estremo difensore molto alto, Cragno non lo è.
Meret? Profilo interessante di proprietà dell’ Udinese, tra le due società intercorrono buoni rapporti. Resta da capire quale sarà il futuro di Pepe Reina: se il Napoli vorrà cercare un secondo portiere o un titolare”.

METEO: Domenica 2, Piogge e Temporali sull’Italia!

0

METEO: Una perturbazione atlantica raggiungerà gran parte delle regioni. Entriamo nel dettaglio del maltempo atteso per Domenica 2 aprile quando una bassa Pressione entrera nel Mediterraneo portando maltempo su molte regioni.

Situazione ed evoluzione generale 31 Marzo-2 Aprile:
ultimo giorno del mese di Marzo nel segno dell’alta pressione Zèfirus. Da sabato 1 aprile inizia a peggiorare su Piemonte, Liguria, Lombardia, Sardegna settentrionale, poi Toscana, Umbria e Lazio con rovesci e temporali. Domenica 2 il maltempo conquisterà buona parte delle regioni, ma soprattutto quelle centro-occidentali. Temperature in diminuzione da Domenica 2 aprile.

SITUAZIONE – Una bassa pressione tra Sabato 1 e Domenica 2 si collocherà nei pressi della Sardegna convogliando nubi e precipitazioni su gran parte delle regioni.

PREVISIONI PER DOMENICA 2 APRILE – Tempo in peggioramento su gran parte delle regioni italiane. Precipitazioni a carattere di rovescio o temporale. Come mostra la mappa tecnica a corredo dell’articolo, possiamo notare come Piemonte, Lombardia, Liguria, Sardegna, e tutte le regioni tirreniche siano le zone più colpite dalle precipitazioni che assumeranno carattere di temporale su bassa Toscana, Lazio, Sardegna e basso Tirreno e da qui verso Campania e Calabria. I settori orientali vedranno precipitazioni più debole, spesso intermittenti e alternate ad ampie schiarite soleggiate, specie al Nordest.

LA NEVE – Cadrà sulle Alpi occidentali sopra i 1400 metri, in Appennino sopra i 1600/1800 metri.

Sabato 1 Aprile
Tempo che peggiora su Piemonte, Liguria, Lombardia, Sardegna settentrionale, poi Toscana,Lazio e Umbria. Rovesci e temporali su queste regioni. Più asciutto altrove.

Situazione ed evoluzione generale 3-6 Aprile:

in questi giorni avremo condizioni di un’accesa instabilità pomeridiana su tutto il settore centro-meridionale, esclusa la Toscana e buona parte della Sardegna. Su queste zone quindi ci attendiamo rovesci e temporali, specie nel pomeriggio. Tempo più soleggiato al Nord, salvo locale instabilità sui settori alpini del Triveneto. Temperature in lenta ripresa.

Lunedì 3 Aprile
I settori centro-meridionali, esclusa la Toscana, sono interessati da rovesci e temporali, specie pomeridiani. Altrove più sole.
Martedì 4 Aprile
Il Sud, localmente il Lazio e i settori alpini del Triveneto sono interessati da rovesci e locali temporali, specie pomeridiani.
Mercoledì 5 Aprile
Temporali pomeridiani al Centro-Sud, sole al Nord.
Giovedì 6 Aprile
Rovesci e temporali al Centro-Sud, più soleggiato sul resto delle regioni.

METEO ITALIA – Previsioni meteo per tutte le regioni italiane

Nord
Valle d’Aosta
Piemonte
Liguria
Lombardia
Trentino Alto Adige
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna
Centro
Toscana
Marche
Umbria
Abruzzo
Lazio
Molise
Sud e isole
Puglia
Campania
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna

ilmeteo.it

Incontro con la Storia: Pablo Picasso ritorna a Napoli e Pompei dopo cent’anni

0

Pablo Picasso, a distanza di cent’anni, ritorna a Napoli e Pompei, le città che più di tutte lo ispirarono durante il suo tour italiano, avvenuto nella primavera del 1917.

La Napoli popolare, la Pompei degli scavi e delle rovine, furono indispensabili affinchè il padre del cubismo potesse dar vita alla sua opera su tela più maestosa: “Parade”, lunga 17 metri e alta 11.

Pablo Picasso, Sipario per Parade, tempera su tela

Il quadro sarà esposto dall’8 aprile al 10 luglio al museo di Capodimonte, insieme ad altri capolavori dell’artista. La mostra è curata dallo storico d’arte Luigi Gallo e dal direttore Sylvain Bellenger, il quale ha dichiarato che si tratterà di un episodio unico per scoprire la storia del Novecento, di cui Napoli è stata una grande protagonista.
Un secondo evento si svolgerà nell’Antiquarium di Pompei, durante il quale si potranno ammirare i costumi realizzati da Picasso per il balletto “Parade”, messo in scena nel maggio del 1917 con l’intento di avvolgere il mondo in un universo poetico, in antitesi alla crudeltà della prima guerra mondiale. Per concludere si terrà la rappresentazione del balletto “Parade” nel suggestivo Teatro Grande degli Scavi di Pompei.

Aumenta la luce e diminuisce il gas. Da Aprile un risparmio di 43 euro

0

Aumenta la luce, diminusice il gas, per un risparmio netto di circa 43 euro a famiglia. La bolletta dell’elettricità salirà del 2,9%, mentre quella del gas scendera’ del 2,7%.

Perché aumenta la bolletta elettrica

Sull’andamento dell’elettricità pesano gli effetti dei rialzi di inizio d’anno nel mercato all’ingrosso, innescati dalle emergenze sui collegati mercati europei, specie quello francese, e dall’eccezionale ondata di freddo. Nel dettaglio, per l’elettricità, la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell’anno compreso tra l’1 luglio 2016 e il 30 giugno 2017 sarà di 505,54 euro, con un incremento dello 0,7% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1 luglio 2015 – 30 giugno 2016), con un aumento di 3,7 euro.

Quanto spenderemo per il gas

Per il gas la spesa della famiglia tipo nello stesso periodo sarà di circa 1.029 euro, con un calo del 4,4% corrispondente a un risparmio di circa 47 euro.

Cosa pesa sul prezzo dell’elettricità

  • L’aumento dei costi sul mercato francese per il fermo di numerose centrali nucleari
  • L’eccezionale ondata di freddo
  • L’aumento dei prezzi del gas.
  • l’aumento dei costi di distribuzione

Perché il gas costa meno se il prezzo aumenta?

  • La componente ‘materia prima’ registra un leggero calo all’ingrosso
  • Meno costosi il trasporto e l’approvvigionamento.
  • Meno costosoa la rinegoziazione dei contratti pluriennali

/agi

Berretti, Catanzaro-Juve Stabia: i convocati di Panico

Berretti, Catanzaro-Juve Stabia: i convocati di Panico

Dopo il successo interno contro la Casertana, la Berretti della Juve Stabia allenata da mister Domenico Panico, torna a Catanzaro per giocare la gara rinviata qualche settimana fa. Si cercano i punti utili per chiudere il discorso primo posto. Questa la lista dei convocati:

Borrelli F, Riccio, Rubino, Bisceglia, Borrelli, Scognamiglio, Berci, Vecchione, Mauro, Spavone, Servillo, Sorrentino F, Loffredo, Del Prete, Langella, Procida, Chirullo, Matassa.

a cura di Ciro Novellino

I nostri sponsor:






Rossi: “Il San Paolo sarà un inferno, non vorrei essere Higuain”

Le sue parole

Paolo Rossi ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport riguardo il ritorno da avversario di Gonzalo Higuain a Napoli: “Cosa consiglio a Higuain? Intanto non vorrei essere nei suoi panni, perché la sua situazione è certamente più difficile di quanto lo fu la mia, lui a Napoli ha giocato.. Comunque per me fu un inferno: riuscii a segnare su rigore ma appena toccavo palla erano fischi pazzeschi, assordanti. Al Pipita dico proprio questo: i fischi fortificano i campioni. Il mio rifiuto? Passò per tale ma in fondo io parlai al telefono 2’ con Ferlaino: lui manifestò interesse, io evidenziai il fatto che mi sarebbe piaciuto vivere in una squadra competitiva. La mia paura era quella di andare in un club che non potesse primeggiare; e la mia idea era di tornare prima o poi alla Juventus per poter vincere. Credo sia legittimo da parte di un calciatore cercare una situazione del genere, un posto in cui trionfare”. Come ha fatto Higuain. “Esatto, anche se il Napoli di oggi lo è, competitivo, mentre quello di allora, di Ferlaino, lo divenne qualche anno dopo. Comunque, rispetto a me, Higuain ha dato tanto al Napoli, per cui meriterebbe riconoscenza: ha fatto una scelta che va rispettata, il tutto ricordando che prima di lui se ne andarono Cavani e Lavezzi”.

La SSC Napoli ai tifosi: “Rispettino le norme e contribuiscano ad una serata di sport”

Il comunicarto apparso sul sito sscnapoli.it

In occasione della gara di Campionato Napoli vs Juventus , che si disputerà domenica 2 aprile 2017, la SSC Napoli rivolge un appello ai propri tifosi affinché rispettino le norme vigenti in materia di sicurezza, con particolare osservanza alle prescrizioni previste nel Regolamento d’uso dello Stadio, la cui violazione potrebbe comportare pesanti sanzioni fino alla squalifica del campo, compromettendo così altri impegni casalinghi. In particolare si segnala che con il lancio di oggetti in campo, oltre a compromettere l’incolumità degli atleti e delle altre persone presenti, si concretizza un procedimento penale previsto con gli artt. 6 co. 1, 6 bis, 6 ter, 6 quater, 7 della L. 401 del 13 dicembre 1989 e successive modificazioni. Si ricorda inoltre che il biglietto è nominativo, non è cedibile ed è vietato il cambio utilizzatore, e che lo stesso dovrà essere esibito unitamente ad un documento d’identità; si precisa che qualora fosse individuata la mancata corrispondenza tra il biglietto e documento, il possessore non potrà accedere allo stadio e potrà essere perseguito a norma di legge. Pertanto si invitano i tifosi napoletani a contribuire alla serata di sport nel rispetto del clima sereno e della passione autentica dei tifosi azzurri, per poter vivere una splendida serata di calcio caratterizzata da entusiasmo, calore e pacifica passione sportiva.

Capello: “Fischi per Higuain? Lo conosco il ragazzo, voglio dire cosa ai napoletani”

Le sue parole

Fabio Capello ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere dello Sport:

Domenica sera al San Paolo ci sarà Napoli-Juventus. Che partita si aspetta? 

“Mi incuriosisce molto perché si affrontano due belle squadre. Avrei preferito che questo incontro arrivasse in un altro momento perché dopo i viaggi transoceanici di tanti protagonisti, lo spettacolo rischia di essere rovinato. La Juve è fortissima, ma anche il Napoli gioca bene. Può mettere in difficoltà i bianconeri”.

Sarri può riaprire la lotta scudetto? 

“Non credo. La Juventus è matura e capisce come giocare ogni partita. Ha un vantaggio importante e non si farà recuperare indipendentemente da come finirà domenica”.

E’ giusto che, come ha suggerito Sarri, i napoletani accolgano Higuain senza rancore? 

“Non solo è giusto, ma è auspicabile. I calciatori sono tutti liberi professionisti che puntano ad arrivare più in alto possibile e a vincere. Conosco bene Gonzalo che ho preso nel Real Madrid quando giovanissimo era in Argentina: so che tipo di ragazzo è e quanto tiene alla sua carriera. Certe scelte i professionisti sono obbligati a farle”.

I tifosi però possono sentirsi traditi. 

“I calciatori secondo me l’unica cosa che non dovrebbero mai fare è baciare lo scudetto della nuova squadra perché se poi vai via, come lo spieghi alla gente? Per il resto può capitare di fare un certo tipo di scelte professionali”.

Paolo Cannavaro: “Higuain? I fischi lo caricherebbero, meglio l’indifferenza”

Le sue parole

Sul primo ritorno da avversario di Gonzalo Higuain con la maglia della Juve allo stadio San Paolo si è espresso anche Paolo Cannavaro, come riporta La Gazzettta dello Sport: “Per come siamo noi calciatori, l’indifferenza farebbe più male dei fischi, anche perché rischi poi di caricare uno come Gonzalo e non credo che convenga. Il passaggio dal Napoli alla Juve ci può anche stare, quello che dispiace è che in qualche modo lui non ci abbia messo la faccia”.

Higuain si è informato sull’accoglienza che riceverà al San Paolo

Higuain si è informato sull’accoglienza che riceverà al San Paolo

La Gazzetta dello Sport scrive sul ritorno da avversario di Higuain a Napoli con la maglia della Juve: “Quando finisce un amore resta sempre almeno un cuore infranto. Nel caso di specie i cuori infranti sono tutti quelli dei tifosi del Napoli, ma qualche crepa c’è anche in quello di Higuain che ha chiesto un po’ di informazioni sull’accoglienza che lo attende: si aspetta i fischi del San Paolo ma spera che ci sia anche qualcuno che abbia il coraggio di applaudirlo perché lui, alla gente ed alla città, è rimasto legato da un rapporto solido in virtù del quale ha sempre espresso gratitudine al pubblico di Fuorigrotta” .

Cavani: “Fischi San Paolo? Fu terribile, io amo Napoli!”

Le sue parole

Edinson Cavani ha parlato dei fischi al San Paolo a Il Corriere della Sera: “Fu terribile, ero io a sentirmi tradito. Ho amato e amo Napoli, i miei figli vivono ancora lì. Non riuscivo a spiegarmi il perché di quell’ostilità così forte. Certo, non aspettavo fiori e applausi ma ricordo che salendo le scale per andare in campo ero emozionato. Fu una doccia gelata. In cuor mio però ho sempre saputo che erano fischi d’amore, sentivo che erano in tanti a volermi ancora bene. Credo che anche a Higuain dispiacerà ascoltare i fischi, ma la situazione è diversa. È passato alla Juventus, per Napoli è uno smacco. Lui lo sa e a differenza mia sarà preparato”.

La cellula jihadista di Venezia voleva fare esplodere il ponte di Rialto

0

Volevano fare esplodere il ponte di Rialto «per guadagnarsi il Paradiso»: quattro kosovari – tre ventenni e un minorenne – sono stati arrestati ieri a Venezia. La cellula jihadista, cresciuta nel cuore di San Marco, era attivissima su Internet e progettava una serie di attentati in Italia.

“Facciamo esplodere Rialto e ci guadagniamo il Paradiso”. La cellula jihadista di Venezia

In manette quattro kosovari, c’è anche un minorenne. Attivissimi su Internet, progettavano attentati in Italia

MILANO – L’attentato a Westminster nel cuore di Londra era stato lo stimolo a fare meglio: «Dobbiamo fare qualcosa di simile anche a Venezia». Al telefonino non si trattenevano nemmeno più: «A Venezia guadagni subito il paradiso per quanti miscredenti ci sono qua. Metti una bomba a Rialto». Si era radicata ed era cresciuta nel cuore della città, attorno a San Marco dove i suoi uomini lavoravano e vivevano, la cellula di jihadisti di origine kosovara colpita ieri mattina con un blitz dei reparti speciali di polizia e carabinieri. Quattro le persone arrestate, uno è un minorenne di 17 anni, M.A., tutte sono di origine kosovara. Bekaj Fisnik, 25 anni, rientrato nel 2016 dalla Siria dove aveva combattuto nelle file del Califfato si era ritagliato il ruolo di guida politica. Babaj Arjan, 28 anni, era l’ideologo e guida religiosa. Hazjrai Dake di 26 anni era l’altro pilastro della cellula ramificata a anche a Mestre e Treviso dove sono state compiute una dozzina di perquisizioni.

Il procuratore capo reggente di Venezia Adelchi d’Ippolito è convinto di aver smantellato una cellula pronta a essere operativa entro poche settimane, al massimo qualche mese: «Abbiamo colpito gente davvero pericolosa, che stava progettando una serie di attentati in Italia e all’estero». L’attività di intelligence per capire la portata della cellula andava avanti da settembre 2015, quando Bekaj Fisnik, cameriere in uno dei lussuosi bar che si affacciano su piazza San Marco, aveva minacciato il suo datore di lavoro con cui aveva avuto un diverbio. Dalle parole pesanti con cui aveva condito la minaccia, gli investigatori si sono convinti che l’uomo potesse detenere delle armi.

 

Armi nel blitz non ne sono state trovate. Solo alcune pistole giocattolo che ora verranno esaminate per vedere se potevano essere modificate. Di esplosivi invece ce n’è presenza solo a livello virtuale. Nel corso di alcune intercettazioni ambientali si vede il gruppetto di kosovari che davanti a un tutorial video prodotto nel Califfato simula la costruzione di ordigni. Un ordigno che uno di loro avrebbe dovuto infilare in uno zaino prima di farsi esplodere sul ponte di Rialto affollato di turisti. L’obiettivo era quello di fare decine di morti. Il metodo dello zaino per nascondere l’ordigno, facilmente occultabile in una città sempre piena di turisti, lo avevano trovato in rete in uno dei tanti video con le immagini di uomini bomba. Babaj Arjan ne era addirittura entusiasta: «È un grande, aveva messo la bomba dentro lo zaino».

Sequestrati anche computer, smartphone e telefonini. Le vere armi delle cellule jihadiste ai tempi del Califfato. Il gruppo aveva una rete che via WhatsApp, Telegram e Instagram postava messaggi agli affiliati per rinsaldare le convinzioni sulla necessità di fare la Guerra Santa. Le parole su quelle che erano le loro reali intenzioni non lasciano dubbi. «Se domani faccio il giuramento… Se domani faccio il giuramento e mi danno l’ordine, sono obbligato a ucciderli tutti. Allah ha detto “nello stesso modo”». «Dobbiamo morire. Perché non possiamo prendere questa terra, se domani abbiamo questa possibilità perché non sfruttarla!». «Sì noi comunque dobbiamo morire!».

Nell’ordinanza firmata dal giudice Alberto Scaramuzza che ha contestato l’associazione a delinquere con finalità di terrorismo anche internazionale ci sono le prove della loro intensa attività sul web. A fine estate 2016 il profilo Instagram di Haziraj Dake, aperto con altri nickname come gurhaba92 o abdu rahman, ha 18 mila follower. Alcuni link riportano direttamente a siti del Califfato dove gli jihadisti si alimentavano ideologicamente, religiosamente ma pure nel porre le basi tecnico operative degli attentati. Bekaj Fisnik posta messaggi per assicurare che la guerra all’Occidente passa anche per la Rete: «Io consiglio di lavorare continuamente in Internet perché anche questa è jihad e non è niente di meno di quello che fanno altri (credenti) nei campi di battaglia (faccia a faccia) con il permesso di Allah».

Ma le parole da sole non bastano. A volte usa un’inedita ironia: «Lo Stato islamico si fa con gli uomini non con i cetrioli». Altre rivela qual è il suo vero obiettivo: «Chi combatte sulla strada di Allah e viene ucciso è martire e trionfa».

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/La cellula jihadista di Venezia voleva fare esplodere il ponte di Rialto
lastampa/“Facciamo esplodere Rialto e ci guadagniamo il Paradiso”. La cellula jihadista di Venezia FABIO POLETTI

Sulle interferenze russe il governo evita lo scontro con Mosca

0

Sulle interferenze russe – scrive Francesco Bei – «il governo evita lo scontro con Mosca». Intanto nel Partito popolare europeo scatta l’allarme per il tentativo di Putin di condizionare la politica e le elezioni in Europa. Il ministro Angelino Alfano: il caso è già aperto. Ma il M5S insiste: sui russi c’è disinformazione, bisogna stare attenti alle condanne facili.

Ma il governo evita lo scontro con Mosca

Il popolo italiano ama la Russia. La sua letteratura immensa, i suoi paesaggi, la sua storia, i musei, la musica, la gente. E i russi amano giustamente il nostro Paese, l’estate popolano le nostre spiagge, visitano le nostre città d’arte, vestono la nostra moda, adorano il nostro cibo. Un amore ricambiato, dunque. E’ del tutto legittimo che il governo italiano e le principali forze politiche – su questo punto c’è una sorta di unanimità – si battano da tempo nelle sedi opportune per un ripensamento delle sanzioni contro Mosca. Tra le nazioni europee siamo politicamente i più vicini alla Russia.

Ma questo non può giustificare quello che potrebbe accadere o sta già accadendo riguardo a una possibile interferenza nelle elezioni in Italia e negli altri Paesi che andranno al voto quest’anno nell’Unione Europea. Non sappiamo se l’avvertimento che gli Stati Uniti hanno trasmesso al nostro e ad altri governi occidentali, di cui ha scritto ieri Paolo Mastrolilli, sia fondato su fatti concreti oppure no. A noi è sufficiente per giudicare quello che è squadernato sotto gli occhi di tutti: la posizione di acritico sostegno a tutto ciò che viene dal Cremlino da parte della Lega e del M5S. Quando un importante esponente dei cinque stelle, di fronte all’ondata di arresti degli oppositori di Putin, ribatte con un «e allora Guantanamo?», come se i diritti umani e civili in Russia avessero la stessa protezione rispetto agli standard occidentali, il problema non è la Stampa o il presunto accanimento nei confronti dei grillini. La trave che il M5S si rifiuta di vedere è la possibilità che una grande potenza straniera stia cercando di influenzare direttamente i risultati delle elezioni a casa nostra. Come forse ha fatto negli Stati Uniti. Abbiamo già avuto in Occidente per oltre quarant’anni dei partiti comunisti che erano la longa manus di Mosca: coordinati dal Cremlino venivano usati come quinte colonne dal patto di Varsavia per indebolire la capacità di risposta della Nato. E di nuovo, curiosamente, è oggi proprio il M5S a proporre l’uscita dell’Italia dall’Alleanza Atlantica. Che è cosa diversa, caro Alessandro Di Battista, dalla legittima difesa dell’export italiano in Russia colpito dalle sanzioni.

L’altra anomalia, certamente meno grave ma da segnalare, è il silenzio del governo italiano su queste presunte interferenze russe. In tutti i Paesi europei e anche a Bruxelles si studiano contromisure o quanto meno si prende atto del problema. Da noi, al contrario, tutto tace.

vivicentro.it/opinione
vivicentro/Sulle interferenze russe il governo evita lo scontro con Mosca
lastampa/Ma il governo evita lo scontro con Mosca FRANCESCO BEI

Il Ppe: la Russia minaccia le democrazie

0

Nel Partito popolare europeo scatta l’allarme per il tentativo di Putin di condizionare la politica e le elezioni in Europa. Il ministro Angelino Alfano: il caso è già aperto. Ma il M5S insiste: sui russi c’è disinformazione, bisogna stare attenti alle condanne facili. Ma sulle interferenze russe – scrive Francesco Bei – «il governo evita lo scontro con Mosca».

“La Russia minaccia le nostre democrazie”

Documento del Ppe: supporto continuo a forze anti-europee. Alfano: dibattito aperto. Interrogazione del Pd al ministro degli Esteri sui timori Usa sui rapporti Mosca-M5S

LA VALLETTA (MALTA) – È grande l’allarme nel Partito Popolare europeo per il tentativo di Putin di condizionare la politica e le elezioni nel Vecchio Continente. E ha voluto metterlo nero su bianco in una delle risoluzioni votate mercoledì dal congresso del Ppe. Il capitolo si intitola «la disinformazione della Russia mina la democrazia occidentale». Un atto d’accusa violentissimo. «Gli Stati membri dell’Ue si trovano attualmente dinanzi ad una minaccia senza precedenti. Propaganda, campagne di disinformazione e supporto continuo a forze politiche anti-europee da parte della Russia minano il progetto europeo, la cooperazione transatlantica e le democrazie occidentali. Questa crisi – si legge nella risoluzione – ha raggiunto un livello allarmante». Il Ppe considera inaccettabili «la cyber-minaccia rappresentata dalla Russia che supera di gran lunga quella cinese». Viene ricordata l’annessione della Crimea, «la guerra ibrida contro l’Ucraina, l’invasione della Georgia e le campagne russe contro i Paesi baltici».

Sono quasi tre pagine fitte di accuse a Putin e in cui viene sottolineata la necessità di un lavoro di controinformazione che deve coinvolgere i media europei e la stessa Nato. Non vengono citati i partiti sostenuti da Mosca e non viene neppure scritto che sono finanziati, piuttosto è dato per scontato. Ma quando vai a chiedere ad alcuni congressisti del Ppe e a certi leader un commento svicolano. Come ha fatto il premier ungherese Orban. «Russia? Non ho letto la risoluzione, sorry». Per non parlare di Berlusconi che non sapeva come aveva votato la delegazione di Forza Italia. Forse contro, forse astenuta, sicuramente contro le sanzioni alla Russia. Quello che invece è successo è che gli azzurri qui al congresso Ppe non hanno nemmeno partecipato alle votazioni per lavarsene le mani. Sembra che Tajani, presidente del parlamento europeo, l’abbia presa male.

E Berlusconi che ne pensa del sostegno dell’amico Vladimir ai 5 Stelle? «Conosco personalmente Putin ed escludo che interferisca e sostenga populisti. Escludo che sia questa la realtà». Berlusconi non tradisce imbarazzo di fronte alla domanda sulle manovre di Mosca per destabilizzare alcuni paesi europei. Difende lo zar del Cremlino e si rammarica che sia tornato il clima di un’altra epoca. «Io ho l’orgoglio di avere posto termine alla guerra fredda nel 2002, facendo stringere la mano a Putin e Bush a Pratica di Mare. Sarebbe assurdo ricominciare».

Intanto in Italia la capogruppo Pd in commissione Esteri, Lia Quartapelle, presenta un’interrogazione ai ministri degli Esteri e dell’Interno chiedendo lumi sul piano di destabilizzazione da parte russa e chiede che le prossime elezioni si svolgano in maniera serena. «Esiste il forte sospetto – scrive Quartapelle – che alcune campagne elettorali siano state finanziate con soldi russi. Nel 2014, la vittoria di Marine Le Pen fu accompagnata, come denunciato dal premier Valls, da un prestito di 9 milioni di euro da parte della First Czech Russian Bank, a cui sarebbero dovuti seguire altri 27 milioni per le presidenziali». Un altro deputato del Pd Andrea Romano è convinto che Mosca finanzi i 5 Stelle: «Bisognerebbe indagare, ma sono certi i rapporti tra hacker russi e attivisti grillini».

Una risposta c’è l’ha data il ministro degli Esteri Angelino Alfano presente anche lui a Malta. «Si tratta di vicende sulle quali anche il Parlamento europeo ha acceso i fari con atti parlamentari. Ma al momento non ci sono riscontri e prove. È chiaro però che è una vicenda sulla quale si è aperto già un dibattito».

vivicentro.it/politica
vivicentro/Il Ppe: la Russia minaccia le democrazie
lastampa/“La Russia minaccia le nostre democrazie” AMEDEO LA MATTINA – INVIATO A LA VALLETTA (MALTA)