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L’Ue deve affrontare con urgenza le tensioni tra Ankara e le cancellerie dei vari Paesi europei

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L’Ue – scrive Lorenzo Vidino – deve affrontare con urgenza le tensioni tra Ankara e le cancellerie dei vari Paesi europei, «culmine di un progressivo deterioramento dei rapporti iniziato almeno dieci anni fa» a causa della scelta di Erdogan di creare delle proprie reti di sostenitori nelle comunità di emigrati nel Vecchio Continente.

La rete di Erdogan nell’Ue

Le tensioni che in questi giorni hanno contrapposto il regime di Ankara e le cancellerie di vari Paesi europei rappresentano il culmine (almeno per ora, visto che un’ulteriore escalation non è da escludere) di un progressivo deterioramento dei rapporti iniziato almeno dieci anni fa e che è andato di pari passo con l’acuirsi della deriva autoritaria di Recep Tayyip Erdogan.

Da una parte è chiaro che Erdogan stia strumentalmente utilizzando le tensioni con l’Europa per ottenere il proprio obiettivo principale, la vittoria al referendum costituzionale che gli consentirebbe di acquisire poteri pressoché assoluti. Il presidente turco è più che disposto a creare danni anche permanenti alle relazioni con l’Europa, che comunque tiene in scacco con la minaccia di riaprire il flusso di migranti, per scatenare e sfruttare alle urne un’ondata di orgoglio nazionalista in patria e nell’enorme diaspora turca in Europa.

Se queste dinamiche sono chiare, forse lo sono meno i motivi per cui tutti i Paesi europei che ospitano una significativa popolazione di origine turca hanno adottato posizioni intransigenti contro il regime di Ankara. Siano essi di destra o di sinistra, i governi di Germania, Austria, Olanda, Belgio, Danimarca, Francia e Svizzera hanno infatti assistito negli ultimi dieci anni ad una serie di dichiarazioni e azioni volte ad influenzare le locali comunità turche, quelle che erano state considerate inizialmente indebite ingerenze oggi sono viste come vere e proprie azioni sovversive ed illegali.

Le prime tensioni sorsero circa dieci anni fa, quando Ankara cominciò a mutare l’orientamento della Diyanet, l’agenzia di Stato che fornisce servizi religiosi alle comunità turche della diaspora. Per decenni i governi europei avevano stretto forti legami con la Diyanet, che era vista come un’alternativa moderata e laica ad organizzazioni islamiste turche quali Milli Görüs, che in Germania è schedata come estremista. Quando però Ankara cominciò ad assumere alla Diyanet imam dalle visioni islamiste, in certi casi provenienti dall’ex arci-nemico Milli Görüs, e a stampare libri i cui contenuti non esprimevano più il tipo di islam dello stato kemalista ma avevano toni intolleranti e antisemitici, i governi europei cominciarono a riconsiderare gli accordi che permettevano agli imam della Diyanet di insegnare nelle scuole, essere accreditati nelle moschee o predicare nelle carceri.

Anche la retorica di Erdogan e dei suoi ministri, in particolare quella espressa nelle frequenti campagne elettorali condotte negli ultimi anni su e giù per l’Europa, ha contribuito ad intensificare le tensioni. Se le recenti accuse di nazismo contro Germania e Olanda rappresentano l’apoteosi, già in passato il regime di Ankara aveva lanciato accuse dai forti toni populisti contro Paesi europei, tacciandoli di islamofobia, neo-colonialismo e costanti violazioni dei diritti umani. Nel fare ciò aveva esortato la diaspora turca, ormai composta in larga parte da seconde e terze generazioni nate e cresciute in Europa, a sentirsi parte di una neo-ottomana Grande Turchia, e così cozzando con i tentativi di integrazione dei vari governi europei.

Questo tipo di messaggio non viene solo dai leader dell’Akp, ma è propagato da un network di influenza turco che negli ultimi anni ha visto crescere il proprio budget in maniera esponenziale. Organizzazioni islamiche turche, siano esse di Stato come la Diyanet o (teoricamente) indipendenti come Milli Görüs, hanno moltiplicato le proprie attività, operando congiuntamente con il duplice obiettivo di supportare l’Akp e di disseminare un’interpretazione dell’islam ortodossa e politicizzata. In molti casi soldi turchi sono andati a finanziare, vista l’affinità ideologica, anche organizzazioni musulmane europee tradizionalmente legate Fratelli musulmani (il cui baricentro, dopo la fine del governo di Mohamed Morsi, si è spostato in toto a Istanbul).

La situazione è completamente degenerata negli ultimi mesi, in seguito al fallito colpo di Stato dello scorso luglio. Da allora alle purghe e agli arresti di massa in Turchia sono corrisposte azioni di vero e proprio spionaggio contro sospetti «nemici dello Stato» in territorio europeo. In Austria il deputato verde Peter Pilz ha presentato un dossier, basato su documenti interni delle sedi diplomatiche turche a Vienna e Salisburgo, che dimostra come le moschee del network turco siano state usate per un’attività di dossieraggio su esponenti del movimento Gulen, accusato da Erdogan di aver orchestrato il colpo di Stato. Simili sospetti esistono in altri Paesi europei.

Appare quindi chiaro che le tensioni di questi giorni non siano solo dettate da opportunismi politici decretati dalle rispettive campagne elettorali, ma hanno delle radici ben più profonde che l’Europa deve affrontare urgentemente, ancor di più in caso di vittoria di Erdogan al referendum.

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lastampa/La rete di Erdogan nell’Ue LORENZO VIDINO

Olanda alle urne, test per l’Europa, favorito il premier Rutte

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L’Europa ha gli occhi puntati sull’Olanda dove i movimenti populisti puntano a vincere le elezioni odierne per disintegrare l’Ue. Ma se fossero invece i Verdi la grande sorpresa? Marco Bresolin, inviato a Utrecht, racconta sogni e speranze del partito guidato da Jesse Klaver.

A Utrecht, nella roccaforte dei Verdi che sognano di fermare i populisti

Oggi l’Olanda al voto. È il primo test elettorale sulla tenuta dell’Ue

UTRECHT – «Siamo qui dalle 6,30 di stamattina e ci resteremo fino al tramonto». Intorno a mezzogiorno quattro ragazzi distribuiscono volantini all’uscita della stazione di Utrecht. Hanno delle giacche a vento verdi e una bicicletta nera con tre ruote che spinge un carretto tappezzato di foto di Jesse Klaver, il leader dei Verdi olandesi.

Alla vigilia del voto sono loro gli unici a fare campagna elettorale in fondo alla scala mobile che porta i pendolari alle fermate degli autobus. Puntano agli indecisi, un quinto dell’elettorato. Dicono che nelle urne non dovrà esserci spazio per la rabbia: «Bisogna entrare con il sorriso e uscire con la speranza». L’intera Europa guarda a questo voto: è il calcio d’inizio di un 2017 elettorale che poi si giocherà in Francia e Germania. Tutti gli occhi sono puntati sui movimenti populisti che minacciano di disintegrare l’Ue. Ma se fossero i Verdi la grande sorpresa del voto olandese?

L’ultimo sondaggio diffuso ieri da I&O Research dice che i «GroenLinks» potrebbero addirittura arrivare al secondo posto. La rilevazione è stata effettuata nelle ultime 48 ore, dopo lo scoppio della crisi diplomatica tra l’Olanda e la Turchia per i comizi vietati ai ministri di Ankara. I liberali del premier Mark Rutte (Vvd) hanno consolidato il primato, salendo a 27 seggi, e rosicchiato consensi al Partito della Libertà (Pvv) di Geert Wilders, che è scivolato al quinto posto con solo 16 deputati. In salita, dall’altro lato dell’emiciclo, i liberali di sinistra D66 e soprattutto i Verdi, entrambi con 20 seggi. L’alto numero di indecisi fa sì che i sondaggi siano molto divergenti, quindi è presto per tirare conclusioni. Ma i Verdi dovrebbero quadruplicare o quintuplicare i loro consensi rispetto a cinque anni fa.

Il sogno del «Jessiah»  

Merito soprattutto del «Jessiah», come viene chiamato Klaver dai sostenitori. Per la stampa internazionale è «il Trudeau d’Olanda», ma al di là di una vaga somiglianza fisica, il paragone con il premier canadese non regge troppo. Klaver ha 30 anni, un padre marocchino e una madre con origini indonesiane. Da sette anni è in Parlamento e da due guida i Verdi. Marcatamente europeista e pro-migranti, ha trascinato il partito con una campagna basata tutta sulla speranza: «È stata l’estrema destra a distruggere i valori del nostro Paese, non l’immigrazione. Sono loro che hanno cancellato anni di tolleranza e libertà». È agli antipodi di Wilders.

Giovedì scorso cinquemila persone si sono radunate all’Heineken Music Hall di Amsterdam, altrettante hanno seguito la diretta live su Facebook. La rockstar sul palco era lui, capello spettinato e camicia bianca con le maniche arrotolate fino ai gomiti. «Rivogliamo indietro la nostra Olanda» ha gridato alla folla che ha fatto di lui la nuova icona olandese dell’ambientalismo, dell’uguaglianza e dei diritti sociali.

Il nodo alleanze  

«La politica deve smetterla di gridare e iniziare ad ascoltare». Kathalijne Buitenweg è la numero due dei Verdi, candidata in lista subito dopo il leader. Ciò che è successo alle presidenziali in Austria, dove il verde Van der Bellen ha fermato il candidato dell’ultradestra Norbert Hofer lasciandosi alle spalle i partiti tradizionali, potrebbe avere un seguito nei Paesi Bassi. «Rutte ha dimezzato i suoi consensi perché insegue Wilders – ci spiega Buitenweg -. Oggi lui fa una distinzione tra gli olandesi “puri” e quelli con origini straniere. Non era mai successo: cinque anni fa non si sarebbe mai azzardato». I laburisti pagano invece la mancanza di incisività in questi anni di governo: «I costi della crisi non sono stati redistribuiti – aggiunge Buitenweg -, il divario tra ricchi e poveri è aumentato. La questione sociale è una delle principali preoccupazioni. Noi vogliamo dare risposte». Da domani anche i Verdi puntano a sedersi al tavolo dei negoziati: «Siamo pronti a coalizzarci con gli altri partiti – avverte l’ex eurodeputata -, con tutti ma non con Wilders». Anche con Rutte? «Preferiremmo di no, cercheremo altre opzioni. Ma se dovessero fallire, non possiamo escludere un’alleanza».

Lo scenario esiste, ma nel quartier generale dei Verdi il sogno è un governo di sinistra. La sede nazionale si affaccia sull’Oudegracht, il canale che attraversa il centro di Utrecht, città giovane e culturalmente dinamica. Qui i «GroenLinks» sono il secondo partito dietro a D66. Con i primi caldi raggi di sole le rive del corso d’acqua sono ricoperte dalle sedie e dai tavolini colorati dei locali. Per i circa 40 dipendenti del partito e gli oltre 100 volontari, però, non è tempo di rilassarsi. Lotte Jeursen, una funzionaria, ci porta negli uffici distribuiti su quattro piani, dove non si contano i thermos di té appoggiati sui tavolini di cartone riciclato. «Siamo al rush finale», dicono. E non c’è un minuto da perdere. Adrenalina e ottimismo. Su una scrivania campeggia uno slogan di obamiana memoria, ma riadattato per l’occasione: «Jesse we can».

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lastampa/A Utrecht, nella roccaforte dei Verdi che sognano di fermare i populisti MARCO BRESOLIN – INVIATO A UTRECHT

Rinnovo Mertens, se ne riparlerà in primavera

Rinnovo Mertens, se ne riparlerà in primavera

Dries Mertens e quel rinnovo contrattuale che dovrebbe legarlo al Napoli fino al 2021 con stipendio di 2,4 milioni, al momento e’ in alto mare. Il rinnovo discusso l’ultima volta a dicembre, non e’ stato ancora ratificato dai suoi due agenti, Laurens Melotte e Francis Stijn. Il perche’ e’ semplice: vogliono di piu’. Comprese delle clausola (basse) come exit strategy per l’Oriente e l’Europa. Come riporta l’edizione odierna de Il Mattino: “La società azzurra sta ancora riflettendo sul da farsi, forte del fatto che, in ogni caso, l’ultima parola spettera’ a De Laurentiis. Non ci sono clausole, dunque per andar via il club acquirente dovra’ trattare col patron. E’ vero che Mertens puo’ liberarsi a parametro zero a giugno del prossimo anno, ma è anche vero che 14 mesi sono tanti.

Addio Ghoulam, l’impressione è che il Napoli lo lascerà andare

Addio Ghoulam, l’impressione è che il Napoli lo lascerà andare

Il difensore algerino del Napoli Faouzi Ghoulam in questi giorni potrebbe cambiare il suo procuratore, lasciando Alessandro Moggi per affidarsi al potentissimo portoghese Jorge Mendes. A prescindere dalla questione manager, il calciatore ha un contratto che scade nel 2018 e per rinnovarlo, riporta la Gazzetta dello Sport, vuole un riconoscimento abbastanza consistente rispetto agli 800 mila euro che ha guadagnato finora: “la richiesta si aggira intorno ai 2 milioni. L’impressione è che il Napoli lo lascerà andare: per lui ci sarebbe la possibilità di trasferirsi al Paris SaintGermain“.

Allarme del Viminale sugli sbarchi

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Il Viminale lancia l’allarme sui profughi: nel 2017 saranno 250 mila quelli in arrivo dalla Libia, 70 mila in più rispetto allo scorso anno. Secondo la proiezione che circola sui tavoli dei ministri saranno infranti tutti i record di accoglienza: il piano di collocamento nei Comuni di 2,5 migranti per mille residenti non basterà.

L’allarme del Viminale sui profughi

Le previsioni del governo: «Quest’anno gli arrivi saranno 70 mila in più del 2016». Accoglienza da ripensare: il piano di 2,5 migranti per mille residenti non basterà

ROMA – I dati sono impietosi: nei primi 73 giorni del 2017 i migranti soccorsi in mare sono aumentati del 67%. Se erano 9.496 quelli sbarcati al 14 marzo 2016, sono stati 15.852 quelli giunti dalla Libia in pari data del 2017. E così nelle stanze del governo ci si prepara al peggio. Secondo una proiezione che circola sui tavoli dei ministri, ci si attende che nel 2017 saranno infranti tutti i record di accoglienza degli anni scorsi. La nuova stima è che dalla Libia arriveranno 250 mila persone. L’anno scorso ne sono arrivate 181 mila.

Un fiume inarrestabile, ecco che cosa sembra la rotta mediterranea della migrazione. E c’è da dire che la Guardia costiera libica – su cui facciamo molto conto, in prospettiva – ha cominciato a dare segni di risveglio. Avevano soccorso in mare appena 600 persone nel corso del 2015; ne hanno fermato 16 mila l’anno scorso. Evidentemente non basta, però. Se ne è parlato anche ieri, in una riunione al Viminale del comitato misto italo-libico. «Da entrambe le parti è stata manifestata determinazione a portare avanti un impegno deciso, volto al raggiungimento di risultati tangibili», si legge nel comunicato ufficiale. Già ad aprile, conclusi i corsi per ufficiali, saranno consegnate le prime motovedette «libiche», che nel 2011 erano riparate in Italia: sei sono pronte e ormeggiate a Biserta, in Tunisia; quattro ancora in manutenzione in Italia.

In attesa degli auspicati «risultati tangibili» sulla sponda libica, intanto, al Viminale osservano i numeri e si adeguano. I piani di redistribuzione tra i Comuni – applicando il coefficiente di 2,5 migranti per mille residenti – erano tarati su una accoglienza globale di 200mila stranieri a cui assicurare vitto e alloggio. Ma se i numeri aumentano del 67%, probabilmente quel piano andrà rivisto e si consideri che il Viminale si trova attualmente a gestire già 173.973 persone.

Il ministero, poi, avrebbe visto con favore la nascita di una sezione dedicata ai minori non accompagnati nell’ambito del sistema Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) che è gestito dagli enti locali e pagato dallo Stato. Ma siccome i tempi sono lunghi, e i minori non accompagnati continuano a sbarcare in massa (al 6 marzo sono arrivati in 2.230), i prefetti sono stati incaricati di predisporre nuovi centri di prima accoglienza per minorenni. Era una richiesta storica dei Comuni. «Già la materia è delicata, figurarsi quando ci sono di mezzo degli adolescenti. I Comuni rischiano davvero di andare in crisi», racconta il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, responsabile Immigrazione dell’Anci.

L’Associazione nazionale dei comuni italiani è in prima fila. Si batte per convincere i sindaci ad aderire al sistema Sprar. Si registra però più di qualche ritrosia da parte dei Comuni retti dal centrodestra, specie quando il sindaco è leghista. Ci sono anche frizioni in molte realtà tra i prefetti e i sindaci. «In generale – dice ancora Biffoni – c’è un buon clima. Mi dicono che sarebbero una sessantina i nuovi Comuni in Liguria che hanno deciso di aderire. Io dico sempre a tutti: è una rogna di cui avremmo fatto volentieri a meno, ma ora c’è e dobbiamo gestirla». Domani il presidente dei sindaci, il barese Antonio Decaro, salirà al Viminale con una delegazione dell’Anci per fare il punto con il ministro Marco Minniti.

Il piano del ministro, che coniuga severità verso i clandestini e accoglienza per chi ha diritto ad essere accolto, incontra qualche difficoltà in Parlamento. Il gruppo Sinistra italiana annuncia che mai voterà il suo decreto, ma era una posizione dichiarata. «L’accoglienza – ripeteva Minniti anche ieri – ha un limite nell’integrazione. Un Paese che non pensa all’accoglienza e non pensa insieme all’integrazione, rischia di mettersi in una condizione difficile nel rapporto con il suo presente e il suo futuro».

Intanto è stato formalizzato l’ingresso legale di 30.850 lavoratori extracomunitari per il 2017. E oggi Minniti vedrà il suo collega Maurizio Martina, dell’Agricoltura, che preme per l’attuazione del piano di accoglienza dei migranti stagionali. Minniti concorda: «Un Paese civile non può permettersi ghetti. Siamo partiti da quello di Rignano per una serie di iniziative che porterà a cancellare i ghetti di lavoratori sfruttati». Per avere successo, però, «dobbiamo affrontare una questione più grande, quella dell’immigrazione illegale».

Anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, tiene il tema in evidenza nel suo tour di candidato alle primarie. «Niente ipocrisie – dice -. Nei prossimi decenni la Nigeria avrà 500 milioni di abitanti, come l’intera Unione Europea. Raccontare che si possano fare muri è un modo di prendere in giro la gente. Il problema è gestire questo fenomeno e fare in modo che l’impatto sulla nostra società non abbia effetti negativi».

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lastampa/L’allarme del Viminale sui profughi FRANCESCO GRIGNETTI

KILLING DESDEMONA al Teatro Sociale di Brescia dal 15 al 19 marzo 2017

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TEATRO SOCIALE
Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia

Da mercoledì 15 a sabato 18 marzo 2017 (ore 20.30)
Domenica 19 marzo 2017 (ore 15.30)

Balletto Civile, Festival delle Colline Torinesi, Ravello Festival, Teatro Olimpico di Vicenza, Conversazioni 2016, Compagnia Gli Scarti, in collaborazione con Mare Culturale Urbano, CTB Centro Teatrale Bresciano, Festival Resistere e Creare, Centro Dialma Ruggiero-Fuori Luogo e con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali presentano

KILLING DESDEMONA

KILLING DESDEMONA

di Michela Lucenti e Maurizio Camilli

regia e coreografia Michela Lucenti
aiuto regia Enrico Casale
musica originale eseguita dal vivo Jochen Arbeit
scene Alessandro Ratti – costumi Chiara Defant
luci di Stefano Mazzanti – suono Tiziano Scali
acting coach Francesco Origo
interpretato e creato da
Fabio Bergalio, Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Ambra Chiarello,
Michela Lucenti, Demian Troiano, Natalia Vallebona

Durata dello spettacolo: 65’ senza intervallo

Da mercoledì 15 a sabato 18 marzo 2017 alle ore 20.30 e domenica 19 marzo 2017 alle ore 15.30 al Teatro Sociale di Brescia andrà in scena lo spettacolo Killing Desdemona liberamente tratto da Otello di W. Shakespeare, ideazione di Michela Lucenti e Maurizio Camilli, regia e coreografia di Michela Lucenti.

Killing Desdemona sostituisce lo spettacolo precedentemente annunciato nella stagione di prosa 2016/2017 “Faust una ricerca sul linguaggio dell’Opera di Pechino” che non potrà essere replicato per motivi organizzativi della Compagnia.

Una produzione di Balletto Civile coprodotto da Festival delle Colline Torinesi, Ravello Festival, Teatro Olimpico di Vicenza, Conversazioni 2016, Compagnia Gli Scarti, in collaborazione con Mare CulturaleUrbano, CTB Centro Teatrale Bresciano, Festival Resistere e Creare, Centro Dialma Ruggiero-Fuori Luogo e con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Uccidere Desdemona è come spegnere una visione tutta femminile e fragile del mondo, far cessare un incanto, forse un mistero. L’uomo ammazza quando non può possedere. Nel dramma di un femminicidio, il più famoso del teatro, Desdemona è circondata da maschi, una donna con la forza di un usignolo, una simil-Edith Piaf, urla il suo diritto di essere così com’è. Killing Desdemona risulta anche un manifesto danzato della libertà creativa. Con partitura musicale scritta ed eseguita dal famoso compositore berlinese Jochen Arbeit.

Si ricorda che sabato 18 marzo 2017 al Teatro Sociale di Brescia, dalle ore 11.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00, si terrà un incontro pratico con la Compagnia BALLETTO CIVILE, diretto da Michela Lucenti, promosso dal CTB Centro Teatrale Bresciano, in collaborazione con SOMEBODY Teatro delle Diversità, nell’ambito delle giornate FuoriNorma Formazione, si tratta de “l’Altro Masterclass”.

BALLETTO CIVILE

Killing Desdemona

liberamente tratto da Otello di W. Shakespeare
ideazione Michela Lucenti e Maurizio Camilli
regia e coreografia Michela Lucenti
assistente alla regia Enrico Casale
musica originale eseguita dal vivo Jochen Arbeit (Einstürzende Neubauten)

interpretato e creato da Fabio Bergalio, Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Ambra Chiarello, Michela Lucenti, Demian Troiano, Natalia Vallebona
scene Alessandro Ratti
costumi Chiara Defant
disegno luci Stefano Mazzanti
suono Tiziano Scali
acting coach Francesco Origo
organizzazione Andrea Cerri
una produzione Balletto Civile
coprodotto da Festival delle Colline Torinesi, Ravello Festival, Teatro Olimpico di Vicenza / Conversazioni 2016,

Compagnia Gli Scarti in collaborazione con Mare Culturale Urbano, CTB Centro Teatrale Bresciano, Festival Resistere e Creare, Centro Dialma Ruggiero-FuoriLuogo e con il sostegno del MIBACT

Io lavoro tra le crepe, dove la voce inizia a danzare, dove il corpo inizia a cantare, dove il teatro diventa cinema

(Meredith Monk)

Uccidendo il mistero. La poesia dell’amore è fragilissima, per noi è canto, gesto.

Il discorso non c’entra e quando arriva distrugge il mistero, cerca di spiegarlo di dipanare i suoi rivoli più
profondi.

Cerchiamo di razionalizzare ciò che per essenza è irrazionale, quello che lega due persone, ciò che per definizione è intangibile. E che cosa ci definisce puri se non l’essere incorruttibili sul nostro profondo sentire.

Quando lo spazio privato, intimo diventa pubblico, lì il nostro io profondo deve essere difeso preservato.

Otello sente con forza ed è questo che lo rende affascinante, ma è troppo fragile nel difendere quello che ama, che sente, ha paura di essere ingannato soprattutto da se stesso, vive in pieno l’insicurezza occidentale, che destruttura ogni antica certezza.

Jago è un conquistatore, entra a gamba tesa sul terreno fragile, entra per distruggere per disilludere. È un one man show senza quarta parete, il suo spazio ė il proscenio (dove tra l’altro lo colloca da libretto anche Boito nella versione Verdiana), dialoga con il pubblico, è il tramite, il veicolo che cerca di far intendere, è lui che crea la possibilità della storia.

Jago distrugge il mistero, prepara con lunga gettata la parabola di uccisione di Desdemona, malgrado le menzogne, rimane sempre se stesso, nascondendosi dietro la maschera della normalità e della correttezza, solo negli a parte gli spettatori vedono la sua vera natura, in un work in progress simile a quello di un artista, dove si trasformerà con disinvoltura in uno straordinario, intelligente improvvisatore, portando alle estreme conseguenze il suo individualismo, fino a trasformare l’etica in estetica del male.

Desdemona è appunto il mistero, l’intangibilità del corpo di Desdemona che corrisponde alla sua purezza è
l’unica risposta che il dramma può offrire di fronte all’incalzare del caos.

Tutti i personaggi maschili, anche Roderigo, lo stesso Cassio, vogliono esercitare il loro potere su Desdemona e sul suo corpo. Niente di più attuale direi.

Solo una solidarietà femminile nei gesti quotidiani, il semplice accudire come contenitore di senso al di là
delle parole, questo le donne lo sanno fare. Questa come unica sapienza antica nostro malgrado.

La nostra Venezia avrà pochi elementi a segnare uno spazio metafisico, tutto è aperto, condiviso, non ci sono altro che corpi in relazione che non possono difendersi né nascondersi, poi ci sarà il proscenio come una ribalta da commedia dell’arte, che sarà percorso da un veneto vero e proprio che saprà parlare senza mezzi termini di quello che tiene in piedi questo nostro paese, i soldi, e lo farà solo attraverso le parole di Shakespeare.

Il ritmo non si allenterà non importa se si ride o si piange, tutto deve continuare alla luce del sole.

Per noi non è mettere in scena il dramma della gelosia, ma l’interruzione di una sensibilità altra, poetica, fisica, musicale, femminile.

Una sensibilità che è difficile spiegare, che sta all’origine del mistero e dell’atto vero e proprio del creare, che produrrà sempre azioni di distruzione da parte del mondo maschile che lotta per comprenderla, per possederla, che quando non può averla la annienta.

Un cast per lo più al maschile intorno ad una fragilissima donna, che con la forza di un usignolo, una simil Edith Piaf, è forte nel difendere sino in fondo la sua purezza di senso, solo con un canto che urla al mondo il suo diritto di esistere.

Un manifesto di libertà creativa femminile a partire dall'esistere.

Una partitura musicale tutta dal vivo scritta ed eseguita dal compositore Berlinese Jochen Arbeit (chitarrista e compositore degli Einstürzende Neubauten e degli Automat) maestro del noise elettronico contemporaneo, che tenderà un filo dall’inizio alla fine, per portare lo spettatore dal sogno alla rottura.

Vendita biglietti:

TEATRO SOCIALE

I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale in orario della stessa.

Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia

Biglietteria tel. 030 2808600 biglietteria@centroteatralebresciano.it

Nella mezz’ora che precede l’inizio dello spettacolo saranno in vendita esclusivamente i biglietti per la

serata stessa.

SEDE PIAZZA LOGGIA

Punto vendita nella sede del CTB in Piazza della Loggia, 6 – dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 (esclusi

i sabato e festivi) – Tel. 030 2928609

Inoltre, i biglietti possono essere acquistati anche in rete o in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket/Charta

www.vivaticket.it

Ticket point presso la Libreria Serra Tarantola – via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia

Tel. 030290171 – Fax 0303772569

ORARI: 9.15-12.15 /15.30- 19.00

(LUNEDI’ MATTINA E DOMENICA CHIUSO)

Prezzo dei biglietti singoli:

Platea – intero € 27,00 – ridotto gruppi € 24,00 – Ridotto speciale € 19,00

Galleria centrale – Intero € 19,00 – Ridotto Gruppi € 17,00 – Ridotto speciale € 14,00

Galleria laterale – Intero € 13,00 – Ridotto Gruppi € 12,00 – Ridotto speciale € 11,00

INFORMAZIONI:

Sede – CTB Centro Teatrale Bresciano

Piazza della Loggia, 6 – 25121 Brescia – tel. 030 2928617 – fax 030 2928619

(dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30)

E-mail: info@centroteatralebresciano.it – www.centroteatralebresciano.it

 

Napoli Comicon 2017, il manifesto ufficiale

Napoli, marzo 2017 – È il rapporto tra Fumetto e Web il tema della XIX edizione di Napoli COMICON (28 aprile – 1 maggio) rappresentato nel manifesto ufficiale da Roberto Recchioni, Magister del Salone Internazionale del Fumetto. Recchioni ha realizzato un’immagine potente ispirandosi alla copertina di Reinventing Comics, opera seminale di Scott McCloud, autore che maggiormente ha influenzato la visione e la percezione di oggi del Fumetto.

  

Se nella cover di Reinventing Comics, Scott McCloud ritraeva se stesso come una dea Kālī che mostrava al pubblico l’impatto della tecnologia sul mondo dell’Arte e del Fumetto, Recchioni, mantenendo la stessa impostazione, ha raffigurato una figura femminile circondata dai simboli dell’era digitale. Come modella di riferimento, l’autore romano ha preso quella che per lui è stata l’icona più rappresentativa dello sviluppo del Web dagli anni zero a oggi: la pornoattrice Sasha Grey.

Napoli Comicon 2017
Napoli Comicon 2017

“Internet è nato e si è sviluppato per il porno. Per il porno e per i gattini. Potevo scegliere tra uno di questi due elementi ma ho pensato che i gattini fossero troppo volgari” – Roberto Recchioni.

La scelta di dedicare l’edizione 2017 di Napoli COMICON al rapporto tra Fumetto e Web nasce dalla volontà di analizzare come questi due media e i loro rispettivi linguaggi si influenzino a vicenda e di come il fumettista abbia utilizzato la piattaforma della Rete per promuovere la propria arte. Dopo i Magister Milo Manara e Silver, che nei due anni precedenti hanno esplorato il rapporto tra Fumetto e Stampa e tra Fumetto e Audiovisivo, Roberto Recchioni è il fumettista che meglio rappresenta la connessione tra Fumetto e Web.

Recchioni (curatore editoriale di Dylan Dog e creatore di serie a fumetti di successo come John Doe e ORFANI) è stato infatti il primo autore in Italia a impiegare la piattaforma del web come fonte di promozione dei fumetti. Nessuno come lui è stato capace, sin dagli albori del World Wide Web di utilizzare le varie dinamiche della rete (forum, siti, blog, social network, Facebook) per glorificare la propria attività. Utente molto attivo anche nei forum di fumetto, Recchioni ha accorciato la distanza tra lettore e autore e tra lettore e opera. Con l’avvento dei social network è diventato un vero e proprio influencer coinvolto in numerose campagne di promozione per aziende e case produttrici cinematografiche e di videogiochi, tramite i suoi canali social. Ha oltre 44.000 follower sui social e da un paio di anni gestisce anche un Tumblr dove pubblica disegni erotici.

Al Magister sarà dedicata una mostra personale all’interno di Napoli COMICON e un volume pubblicato da COMICON Edizioni. Recchioni sarà anche curatore delle mostre del Festival e presente nei giorni di fiera.

L’edizione 2017 di Napoli COMICON si preannuncia quindi ricca di novità. Tra le prime anticipazioni, la partecipazione di Daniel Pennac che presenterà Un amore esemplare, opera teatrale tratta dall’omonima graphic novel dell’autore francese disegnata da Florence Cestac; la presenza di del mangaka di Dragon Ball Toyotaro, le mostre ‘77 – Anno Cannibale (con le opere di Pazienza, Scòzzari, Liberatore, Vauro…), quelle dedicate alla casa editrice americana Image Comics e a Grzegorz Rosinski, gli eventi di COMIC(ON) OFF e tante novità nelle sezioni CartooNa (tra Animazione, Cinema, Serie e Web), Cosplay, Gamecon (con Giochi e Videogiochi), Asian Village, Musica, Mercato (con le ultime proposte editoriali), ComiconKids.

Ufficio Stampa Comicon

Ghoulam-Napoli, rinnovo in stand by: un top club inglese interessato all’algerino

Ghoulam-Napoli, rinnovo in stand by: un top club inglese interessato all’algerino

La questione rinnovi tiene banco in casa Napoli: Insigne, Mertens, ed ultimo Ghoulam, stanno trattando con la dirigenza azzurra per pervenire ad una soluzione che soddisfi tutte le parti in causa. L’algerino, in scadenza con gli azzurri nel 2018,  appare, ora dopo ora, sempre più lontano da Napoli: secondo quanto riporta TuttoMercatoweb, nelle ultime ore, si sarebbe fiondato sul calciatore il Manchester City di Guardiola.

Sepe, l’agente: “Futuro del ragazzo? Lascerà Napoli”

Sepe, l’agente: “Futuro del ragazzo? Lascerà Napoli”

Ai microfoni di Marte Sport Live, è intervenuto l’agente del secondo portiere azzurro Luigi Sepe, Mario Giuffredi, il quale ha dichiarato: “Sono due anni che è fermo e non gioca. La soluzione migliore per la sua carriera è quella di andare via da Napoli. Il ragazzo ha bisogno di continuità per rendere al meglio, così come aveva fatto ad Empoli. Al 90% in estate cercheremo una sistemazione altrove. Sarri? Il suo gioco, a mio parere, è uno dei più belli già dai tempi in cui allenava l’Empoli. Il miglioramento poi è arrivato grazie al fatto che allena una squadra come il Napoli, un team pieno di campioni e con una struttura importante a livello europeo. Farà ancora dei passi avanti però, è una persona molto intelligente”. 

Jorginho, l’agente: “Il ragazzo è tranquillo. Futuro? L’anno prossimo sarà ancora Napoli”

Jorginho, l’agente: “Il ragazzo è tranquillo. Futuro? L’anno prossimo sarà ancora Napoli”

Ai microfoni di Radio Crc, l’agente di Jorginho, Joao Santos, ha analizzato il momento del suo assistito, dichiarando: “Jorginho è contento e tranquillo. Contro squadre come Chievo, Roma e Crotone il Napoli aveva bisogno delle sue caratteristiche e le vittorie sono arrivate. l ragazzo è carico e fisicamente sta anche bene. Il Napoli, a livello europeo, è una grande squadra, adesso deve cercare di vincere più partite possibile. Non so perché, ma ho sensazioni molto positive per il ritorno di Coppa Italia contro la Juventus; sento che gli azzurri possono rimontare. Per quanto riguarda il futuro di Jorginho, invece, bisogna vedere. Io credo che il prossimo anno vestirà ancora la maglia del Napoli; qualora non dovesse essere così, chi lo acquista fa un grande colpo”. 

Bucchioni: “Il Napoli ha una rosa vasta, Sarri sta facendo turnover. C’è una prova”

Bucchioni: “Il Napoli ha una rosa vasta, Sarri sta facendo turnover. C’è una prova”

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto il giornalista Bucchioni, il quale ha commentato il momento azzurro, dichiarando: “Guardando la classifica il Napoli non deve lasciar nulla: mancano 10 giornate alla fine e bisogna dare il massimo. L’Empoli sarà un avversario insidioso pe il Napoli che deve guardarsi anche alle spalle, anche se non penso che Atalanta e Lazio siano temibili. Siamo nel momento decisivo della stagione: il Napoli cambiando gioco ha una rosa più vasta e sta facendo anche il tanto invocato turnover. Quest’anno lo sta facendo e la scoperta di Rog è la prova. Complessivamente anche le riserve sono dentro ai meccanismi di gioco.La Roma non ha armonia nel proprio ambiente ed il distacco sembra esser graduale. Se dovessero uscire dall’Europa sarebbe l’ennesimo colpo che potrebbe gettare in crisi i giallorossi. Chi può risalire è solo l’Inter che sta vivendo uno spezzone di stagione incredibile.”

Materazzi: “Insigne come Totti, rifiuterei i soldi per essere una bandiera”

Materazzi: “Insigne come Totti, rifiuterei i soldi per essere una bandiera”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Italia, è intervenuto l’agente sportivo Materazzi, il quale ha dichiarato: “In questo momento i cinesi non sono così stupidi da prendere giocatori datati o arrivati al capolinea, stanno prendendo soprattutto giocatori giovani. I top player che vanno in Cina servono per fare la notizia. All’estero avranno proposto a Mertens anche ingaggi da sette milioni, sarebbe difficile trattenerlo a Napoli. Fossi in Insigne ragionerei su meno soldi ma essere una bandiera, un po’ come Totti a Roma”.

Nela: “Roma favorita per il secondo posto, ma entrambe hanno perso partite facili”

Nela: “Roma favorita per il secondo posto, ma entrambe hanno perso partite facili”

Sebino Nela, ex giocatore della Roma, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc, dichiarando:  “Per me resta favorito chi sta avanti nella lotta al secondo posto. Bisogna fare valutazioni serene: a due punti di distanza si equivalgono, non c’è nulla di particolare o di strano. Gli scontri diretti fanno però la differenza. Il Napoli, complice l’allenatore è riuscito ad esprimere al meglio il proprio gioco. Mi spiace che sulla carta sia il Napoli che la Roma abbiano perso partite facili sulla carta.Per la Roma non è un grande momento, la situazione Spalletti è una situazione molto delicata.”

Varriale: “Mertens dovrebbe rimanere a Napoli, ma ADL ha dimostrato di saper rimpiazzare i top”

Varriale: “Mertens dovrebbe rimanere a Napoli, ma ADL ha dimostrato di saper rimpiazzare i top”

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto il noto giornalista napoletano Varriale, il quale ha dichiarato: “Mertens è un calciatore che il Napoli farebbe bene a mantenere nel suo organico. Allo stesso momento la società di De Laurentiis ha dimostrato, nel tempo, di saper sempre rimpiazzare adeguatamente le cessioni importanti. Alla fine, contro ogni pronostico, la squadra di Sarri ha il miglior attacco del campionato nonostante l’addio del pipita. Quindi, in virtù di questo discorso, spero che il matrimonio tra Mertens ed il Napoli e tra Mertens e Napoli continui. Pavoletti? E’ un investimento da giudicare nel lungo periodo, domenica, col Crotone non ha brillato, ma è un calciatore con qualità specifiche che prima il Napoli non aveva. Rog? E’ una scommessa vinta, è entrato nel momento in cui sarebbe stato in grado di rendere al massimo, questo discorso non è stato invece fatto per Pavoletti. Il centrocampo del Napoli, così com’è costruito, sarà il punto di forza del presente (vedi corsa al secondo posto), ma sarà anche il punto di forza del futuro.”

L’ex Magoni: “Centrocampista giovane e di qualità, ma hanno bisogno di tempo”

L’ex Magoni: “Centrocampista giovane e di qualità, ma hanno bisogno di tempo”

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto l’ex centrocampista del Napoli Magoni, il quale ha dichiarato: “Con i giocatori che ha il Napoli si potrebbero fare tutti i moduli, ma il Napoli ha una sua identità con il 4-3-3, se il mister crede in quel gioco lì è giusto che continui in quel modo. Centrocampo? Il Napoli ha giocatori bravi che stanno facendo molto bene, ma hanno bisogno di tempo e continuità, mi sembra un ottimo lavoro”

Attività di base, Juve Stabia-Azzurri 3-3: il tabellino

Attività di base, Juve Stabia-Azzurri 3-3: il tabellino

Juve Stabia – Azzurri finisce con il risultato di 3 a 3. Bella partita disputata da due squadre ben messe in campo. Quasi al termine Arrichiello salva il risultato con una bella parata d’istinto. Da annotare anche in palo preso da Diserio. Le reti sono di Di serio e 2 Noviello.

Così in campo:
Arrichiello, Ventrone, Marino, Ferraiuolo, Russo (Ferrara), Prisco, Lettera, Noviello, Di Serio (Tarantino), Cavaliere (Montella), Minasi.

a cura di Ciro Novellino, foto Minasi

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I dolori del giovane Mertens

I dolori del giovane Mertens

Non ce ne voglia il grande scrittore Johann Wolfgang Goethe se prendiamo in prestito, parafrasando, il titolo del suo capolavoro, ma se dovessimo riassumere oggi la vita di Dries Mertens, potrebbe essere questa una giusta sintesi. La famiglia è il pilastro della tranquillità, e senza di essa, sul lavoro le cose si fanno davvero dure. A sentire gli spifferi che arrivano da Castel Volturno, pare che non sia il miglior momento personale nella vita del belga. La compagna di una vita, Kathrin, è tornata nei Paesi Bassi, e pare che alla base di questa sofferta scelta, ci sia qualche attrito con il marito, complice una scelta importante da prendere nel prossimo futuro. Addirittura i più attenti al gossip, hanno notato che i profili instagram dei due non vengono aggiornati, con le consuete foto insieme, da settimane ormai. Le sirene orientali del calcio, quelle che hanno milioni di euro da buttare, hanno già provato ad irretire il belga, e la proposta contrattuale del Napoli che stenta ad arrivare, pare abbia un po’ minato la stabilità della vita di Mertens.

Sarebbe stato lecito allora attendersi una flessione di rendimento, condita magari da qualche uscitina serale non prevista; non per Dries “Ciro” Mertens, come ormai è conosciuto dai suoi affezionatissimi fan napoletani. Lui è sempre il primo ad arrivare al campo e l’ultimo ad andarsene, inflessibile nella sua preparazione, sorridente con il suo pallone come un ragazzino spensierato. Per poi fare quello che gli riesce meglio quest’anno: segnare a raffica. Prima la Roma, scavino in uscita al portiere ed esultanza “canina”; poi il gol bello ma inutile contro il Real Madrid; domenica infine, ha lasciato il segno anche nella morbida difesa del Crotone. Ormai il capocannoniere del Napoli in questa stagione ha deciso di continuare a stupire, e sarebbe lecito attendersi un riconoscimento, magari sotto forma di rinnovo contrattuale. Dopotutto, il merito andrebbe premiato sempre, a maggior ragione quando lo si esibisce nelle difficoltà. Ci sperano tanto i tifosi, che temono di perdere il loro beniamino. A chi prova a chiedergli se sia preoccupato, Dries risponde con il sorriso solare a cui ci ha abituato. Lui sembra dire, con quella faccia da scugnizzo d’adozione: “Parlate pure, che intanto io continuo a fare quello che mi riesce meglio: segnare e far sognare”.

a cura di Fabiano Malacario

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Attività di base, Juve Stabia-FreeTime 2-1: il tabellino dei 2005/06

Attività di base, Juve Stabia-FreeTime 2-1: il tabellino dei 2005/06

Vince l’Attività di base, categoria 2005/06. La Juve Stabia ha affrontato il FreeTime e il sisultato finale è di 2-1. In gol Minasi e Papa.

Così in campo:

1 Tempo – Sacco Granatello Miele Provvisiero Maffei Di Nardo Cioffi Buzzo

2 Tempo – Galluccio Zaccariello Papa Mottola Simeone Testa Natale Minasi

3 Tempo – Galluccio De Curtis Marino Fabrizio  Miele Cioffi Di Nardo Maffei

a cura di Ciro Novellino

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Il Pungiglione Stabiese – Arriva la scossa, ora si spera nella svolta

Il Pungiglione Stabiese programma sportivo in onda su ViViradioWEB

Questa sera c’è il consueto appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla di Juve Stabia a 360° gradi. Come sempre alla conduzione ci sarà Mario Vollono. Collegatevi oggi 14 marzo 2017 dalle ore 19:30 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè. Avrete due modi per seguire la puntata:

DIRETTA

DIFFERITA (dopo 2 ore dalla diretta)

In questa puntata in studio ci saranno in studio Mario Di Capua (Radio S.Anna), Salvatore Sorrentino e Andrea Alfano (ViViCentro) e l’opinionista Armando Russo.

Ci collegheremo telefonicamente con Paolo Specchia ex mister della Juve Stabia. Con lui discuteremo di questo momento del campionato di Lega Pro e della Juve Stabia in generale.

Presenteremo il prossimo match con il Cosenza dell’ex Baclet. Il Cosenza viene dalla vittoria con la Fidelis Andria e vuole sfruttare il doppio turno casalingo per salire in classifica. La Juve Stabia invece viene dalla sconfitta di misura con la Paganese che mette la parola fine all’esperienza di Fontana sulla panchina gialloblè.

Avremo come ospite telefonico Antonio Clausi di Cosenza Channel che ci presenterà il Cosenza in vista della partita con le vespe.

Ci collegheremo telefonicamente con Alberico Turi Direttore responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, per discutere sui risultati ottenuti in questa fine settimana.

Avvisiamo i radioascoltatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Pungiglione Stabiese” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nel precedente campionato e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

L’Angolo di Samuelmania – Battuto il Crotone, sotto con l’Empoli!

L’Angolo di Samuelmania – Battuto il Crotone, sotto con l’Empoli!

Napoli-Crotone, azzurri molto decisi in campo dopo l’eliminazione dalla Champions League. Il Napoli ci prova, vuole vincere il più possibile per recuperare più punti e puntare al secondo posto. Insigne ha festeggiato le 200 presenze con la maglia del Napoli  e ha messo a segno anche anche 2 goal, facendolo nel migliore dei modi. Poi c’è anche un goal di Dries Mertens su calcio di rigore dopo essere subentrato a Leonardo Pavoletti. La partita finisce 3-0 per il Napoli. Adesso tutti ad Empoli, non sarà un gara semplice perché i toscani non vivono un momento felice e vogliono quanto prima riscattarsi.

a cura di Samuele Esposito

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