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Alitalia, due le opzioni sul tavolo del commissariamento: ed il ponte dei 400mln potrebbe essere insufficiente

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Potrebbero non bastare per i prossimi sei mesi i 400 milioni di prestito ponte ad Alitalia per evitare lo stop dei voli. Le opzioni che si aprono per l’azienda sono due e passano entrambe per il commissariamento.  Da un lato il taglio di circa 6 mila lavoratori e il tentativo di vendere a un acquirente estero. Dall’altro la riapertura di una trattativa tra l’azienda in commissariamento e i sindacati per arrivare a un accordo sul taglio al costo del lavoro.

Alitalia, ora non basta più il prestito ponte di 400 milioni

L’intervento di Stato legato alla vendita. Lufthansa prende tempo, Fs si sfila. Ma il governo punta a riaprire la trattativa tra l’azienda e i sindacati

ROMA – Potrebbero non bastare per i prossimi sei mesi i 400 milioni di prestito ponte ad Alitalia per evitare lo stop dei voli. L’intervento dello Stato a condizioni di mercato è stato messo in campo «a condizione che si faccia un lavoro di vendita», ha detto il ministro Carlo Calenda, che ha comunque escluso un ulteriore impegno pubblico. Il problema però a cui vanno incontro i tre commissari che verranno nominati dal governo è che dovranno preparare un nuovo piano industriale per la compagnia in meno tempo di quanto non abbiano fatto i precedenti manager e con molti meno soldi, che non sarebbero sufficienti. La strada per trovare una soluzione per Alitalia è sempre più stretta, mentre l’acquirente più papabile, Lufthansa, smentisce l’ipotesi di un suo interessamento.

Nei corridoi di Fiumicino non hanno però sorpreso più di tanto le parole della compagnia tedesca. Chi sta seguendo da dentro la partita sa che l’azienda è una società quotata e non può certo scoprire le carte quando il terreno è ancora minato e quando non è chiara la strada che verrà intrapresa. I contatti tra le due compagnie ci sono stati, spiegano alcune fonti, e l’interesse di Lufthansa per il vettore italiano potrebbe essere congelato, in attesa che tra qualche mese la situazione diventi più chiara e soprattutto l’acquisto più conveniente. Invece le Ferrovie dello Stato sembrano sfilarsi con più decisione assicurando che «in questo momento l’argomento Alitalia non è di interesse e la società non è stata contattata da nessuno».

Ieri intanto sono stati avviati una serie di passaggi in vista dell’assemblea dei soci Alitalia in programma il 2 maggio per deliberare l’avvio dell’amministrazione straordinaria. Il ministro Pier Carlo Padoan ha assicurato che i commissari (è quasi certo il nome di Luigi Gubitosi) saranno nominati «con la massima tempestività». Sono due le opzioni che ora si aprono per Alitalia e passano entrambe per il commissariamento. Da un lato l’ipotesi è quella di una gestione «lacrime e sangue» con il taglio di circa 6 mila lavoratori, la metà degli attuali dipendenti, e il tentativo di vendere una compagnia ridimensionata a un acquirente estero, come Lufthansa, che ha uno stretto legame commerciale con Etihad, l’azionista di peso di Alitalia. In mancanza dell’interesse di un terzo, la soluzione (che il governo vuole evitare) è la liquidazione e la svendita pezzo per pezzo della compagnia. L’altra strada è invece la riapertura di una trattativa tra l’azienda in commissariamento e i sindacati per arrivare a un accordo sul taglio al costo del lavoro più soft di quello bocciato al referendum, ipotesi che vedrebbe in campo ancora Intesa SanPaolo a fare da banca di sistema. Ma anche qui servirebbe un partner industriale. L’amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, ha detto che «non esiste un piano B portato avanti da Intesa», ma «qualunque soluzione possa garantire la continuità aziendale di Alitalia e quindi possa salvaguardare i posti di lavoro sarebbe da percorrere».

Di sicuro non ci sarà un coinvolgimento delle Ferrovie né della Cassa depositi e prestiti. Da Abu Dhabi intanto trapela irritazione per le critiche ricevute negli ultimi giorni dal governo. Il ministro Delrio ha però spiegato oggi che Etihad non ha deluso con l’operazione Alitalia, anzi «dobbiamo ringraziare gli azionisti emiratini perché hanno investito e mantenuto fede ai loro impegni».

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lastampa/Alitalia, ora non basta più il prestito ponte di 400 milioni NICOLA LILLO

I due Papi contro gli estremismi: Papa Francesco e il Papa copto Tawadros

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Oggi, a tre settimane dalle stragi nelle chiese copte, Papa Francesco arriva in Egitto con la missione di rilanciare il dialogo con l’Islam e dire no al terrorismo. Durante la visita incontrerà l’imam Ahmed al-Tayyeb e Papa Tawadros II, leader della Chiesa copto-ortodossa, che in un’intervista a La Stampa dice: «Per battere gli estremismi bisogna investire nell’istruzione».

L’appello del Papa dei copti: “Patriottismo e uguaglianza contro gli estremismi”

Tawadros II: “Siamo cittadini non una minoranza. Investire nell’educazione per battere il terrorismo”

ALESSANDRIA D’EGITTO – Alessandria d’Egitto. Cittadini, non minoranze. Nazioni, e non sette. Per Papa Tawadros II, patriarca della sede di San Marco, leader della Chiesa copto-ortodossa, è questo l’antidoto a quell’estremismo che ha colpito nella domenica delle Palme due chiese in Egitto. Tawadros incontrerà nelle prossime ore al Cairo, alla Moschea-Università di al-Azhar, prestigiosa istituzione dell’Islam sunnita, Papa Francesco, Bartolomeo I, patriarca di Costantinopoli, e il grande imam Ahmed al-Tayyeb, in una riunione senza precedenti nel dialogo tra cristiani e musulmani. Nella sua residenza estiva, a Sud di Alessandria, Papa Tawadros, la barba lunga grigia, l’abito nero ricamato d’oro, accoglie famiglie e fedeli.

Sua Santità, quali sono simbolismo e messaggio di questa riunione di fedi?  

«L’Egitto è descritto nella storia come la Terra della pace, nel periodo faraonico, cristiano, islamico, moderno. Gli egiziani vivono attorno al Nilo, bevono la sua acqua, ne traggono una natura di moderazione. Per questo, l’Egitto sarà molto contento di ospitare il messaggio di pace che accompagna la visita del Papa di Roma».

È una riunione delle religioni contro il terrorismo?  

«Senza dubbio è un messaggio forte, anche se simbolico, perché non si combatte il terrorismo solo con gli incontri, ma con l’attivazione di misure collettive. Il terrorismo è un pericolo per tutti i Paesi».

L’incontro arriva mentre il numero dei cristiani d’Oriente, in fuga dalle violenze jihadiste, diminuisce. Qual è il ruolo della Chiesa copta in questo momento difficile?  

«I cristiani torneranno in Medio Oriente quando la situazione si stabilizzerà: l’uomo non può sbarazzarsi della sua nazione. Qui ci sono i nostri monasteri, le nostre chiese. Chi lascia questa regione lascia un’eredità grande, perdendo molto. Quello dei copti è un ruolo storico».

A marzo ad al-Azhar Lei ha parlato di responsabilità dei leader religiosi nella lotta all’estremismo, che cosa significa?  

«L’educazione è chiave di qualsiasi trasformazione. Ci sono elementi nei metodi educativi che non aiutano a rafforzare l’idea di cittadinanza e uguaglianza. Purificare il metodo educativo, formare gli insegnanti è il primo passo da fare. Occorre investire su un metodo educativo patriottico, che metta al centro la nazione, non settario».

L’idea di cittadinanza opposta a quella di comunità religiosa è al centro del dibattito in Egitto. Benché inclusa nella Costituzione, le minoranze soffrono. Come renderla effettiva?  

«Da 60 anni i copti sono esclusi a certi livelli dalla partecipazione politica. Dopo le rivoluzioni del 2011 e 2013 abbiamo cercato di affrontare la questione della cittadinanza con la nuova Costituzione. In Parlamento ci sono 39 deputati cristiani (un numero più alto rispetto al passato, ndr). La presenza alle messe di Natale del presidente al-Sisi prova come lo Stato cerchi soluzioni. Ed è passata una legge sulla costruzione di chiese (il permesso di costruirle, estremamente difficile da ottenere, era gestito dallo Stato, ora dai governatorati locali, ndr)».

Tra i copti c’è chi ha criticato la legge come un compromesso debole con il governo.

«Prima non c’era una legge, averne una è già un successo. Per avere una risposta dal governo servivano anche 20 anni. Ora 4 mesi. La pratica mostrerà l’efficacia della legge e se occorre modificarla, non esiterò».

Sono passati sei anni dalla rivoluzione del 2011, qual è il suo bilancio?  

«Si tratta di operazioni di riforma chirurgica sul corpo dell’Egitto. La rivoluzione del 2011 è cominciata bene, dopo tre giorni è stata rubata da altri».

Chi sono gli altri?  

«Le forze dell’Islam politico che hanno voluto governare l’Egitto: gli egiziani amano la religione, ma non vogliono essere governati dalla religione. La rivoluzione del 2013 ha aperto un nuovo periodo».

Non tutti in Egitto concordano nel definire il 2013 una rivoluzione. Attivisti, gruppi per i diritti umani accusano al-Sisi di reprimere il dissenso.  

«È stata una rivoluzione popolare, protetta da un esercito popolare. Chi parla della questione dei diritti umani dall’estero parla di un numero limitato di persone in prigione dopo processi, ma si scorda di menzionare malattie e povertà nel Paese. Inoltre, oggi siamo nel mezzo di una guerra contro il terrorismo, che richiede misure forti per la pace».

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lastampa/L’appello del Papa dei copti: “Patriottismo e uguaglianza contro gli estremismi” ROLLA SCOLARI – ALESSANDRIA D’EGITTO

Giovanissimi regionali, amichevole Real Pimonte-Juve Stabia: data e ora

Giovanissimi regionali, amichevole Real Pimonte-Juve Stabia: data e ora

Giovedi 11 maggio ore 17.00 allo stadio Comunale di Pimonte, categoria giovanissimi regionali 2003, giocheranno in amichevole contro il Real Pimonte.

a cura di Ciro Novellino

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Domenico Vecchio: “L’Akragas in piena emergenza, pochi calciatori disponibili contro la Juve Stabia”.

L’intervento della collega Domenico Vecchio in esclusiva al Pungiglione Stabiese.

Nel corso della trasmissione radiofonica di ViviRadioWeb, “Il Pungiglione Stabiese”, abbiamo avuto in collegamento Domenico Vecchio, Direttore di AgrigentoOggi.it; con lui si è parlato del match di domenica pomeriggio tra la Juve Stabia e l’Akragas.

Direttore, a pochi giorni dal match, che Akragas ci dobbiamo aspettare domenica all’Esseneto?

Probabilmente sarà una Akragas ridimensionata dalla sconfitta di Cosenza, che in questo momento la condanna a dover disputare i playout, dopo che per tanto tempo ha accarezzato l’idea di poter centrare la salvezza diretta. Sappiamo tutti la storia dell’Akragas che dopo la sessione di Gennaio è in disarmo con la cessione dei pezzi migliori. Sembrava avviata a poter evitare l’ultimo posto in classifica e quindi centrare l’obiettivo playout, poi è venuta fuori grande voglia, grande determinazione da parte di questi ragazzi e l’Akragas ha ottenuto risultati importanti,  ed è riuscita per tanto tempo a mantenersi fuori dalla griglia playout. Adesso ci si ritrova dentro e con un calendario che sicuramente la penalizza, perché dovrà affrontare la Juve Stabia domenica in casa, e una vittoria contro la Juve Stabia potrebbe non bastare, poi giocherà a Monopoli l’ultima di campionato e quindi in Puglia dovrà andarsi a giocare la vittoria. In questo momento non è al massimo della condizione dal punto di vista dell’organico, in quanto attualmente l’Akragas può contare solo su 14 calciatori disponibili, e tutto il resto della rosa è formato dai giovani della Berretti. Quando poi devi fare i conti anche con due infortuni ovvero Pezzella e Bramati, i due centrocampisti più importanti della rosa, diventa veramente difficile e l’impresa si fa sempre più ardua, però naturalmente la voglia c’è e la squadra proverà fino in fondo a centrare l’obiettivo salvezza dretta.

Direttore, secondo lei è corretto dire che l’Akragas ha un problema da trasferta, visto che la squadra lontano da Agrigento stenta e non poco?

No, non è corretto, perché l’Akragas ha vinto in trasferta diverse volte in questo campionato. Ricordo su tutte la vittoria di Catania,  poi anche in quel di Taranto che ha rilanciato il campionato dell’Akragas, ridimensionando invece quello dei pugliesi. Ha pareggiato a Messina, e non era facile strappare un pari su un campo ostico, ha ottenuto diversi punti lontano dall’Esseneto, certo probabilmente avrebbe potuto fare di più in casa, soprattutto nelle prime giornate di campionato quando l’Akragas ha regalato punti preziosi, pareggiando diversi scontri diretti, su tutte Vibonese, Melfi e Reggina.

La piazza in questo momento è vicina alla squadra o si è un pò allontanata?

La piazza è molto vicina alla squadra perché hanno capito il grande sforzo che i ragazzi stanno mettendo in atto. Sono molto vicini alla squadra, la sostengono incessantemente, e anche all’indomani della sconfitta di Cosenza, la piazza è rimasta compatta perchè consapevoli che comunque si sta realizzando un’impresa in questo campionato.

Per quanto riguarda il modulo, ci può dare maggiori indicazioni,  contro una Juve Stabia che sta cambiando in continuazione il suo assetto tattico, ci saranno variazioni tattiche anche nell’Akragas?

Con pochi calciatori disponibili, l’Akragas non può adottare varianti. Il modulo sarà il 3-5-2, che ha dato sicuramente equilibrio, che ha consentito a Lello di Napoli di ottenere risultati migliori. Si spera sicuramente di recuperare Pezzella, e chissà, forse anche Bramati. Va sottolineato il lavoro di Di Napoli che è stato davvero importante: allestire una squadra con i resti di ciò che rimaneva non era affatto facile. Ad inizio gennaio avevo anche un pò criticato il tecnico perché, un allenatore che si vede cedere i propri calciatori migliori e che non ha mostrato un minimo di reazione, un pò mi preoccupava. Invece il grande merito di quest’allenatore è che non ha mai cercato alibi, neanche quando ha vinto partite in casa, pur facendo solo due sostituzioni, perché più di due non ne poteva fare. Non ha mai cercato alibi, e ha sempre dato merito dei risultati ottenuti alla sua squadra.

In chiusura, in merito al prossimo campionato, c’è la possibilità di rivedere ancora l’Akragas o davvero la situazione è tragica?

Aspettiamo queste ultime due partite ed eventuali playout, con la speranza di non scomparire dal panorama nazionale. La Lega Pro è un patrimonio talmente importante da tenere stretto prima di tutto dai dirigenti e dalla società, e nessuno vorrà sicuramente rinunciarci.

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Berretti, ecco il programma playoff della Juve Stabia: si parte il 6 maggio!

Berretti, ecco il programma playoff della Juve Stabia: si parte il 6 maggio!

Ci siamo, si parte, ecco il tabellone completo che riguarda la Berretti, almeno per quanto concerne il primo turno, quello del gironcino dei playoff. Le Vespette sono inserite nel Girone F: Juve Stabia, Fidelis Andria, Unicusano Fondi. La prima gara si giocherà, come ViViCentro.it vi rivela in anteprima, il 6 maggio in casa contro l’Unicusano Fondi.

Se la Juve Stabia dovesse battere il Fondi nel primo match, allora giocherebbe il 20 maggio contro l’Andria, e la seconda gara sarebbe Fondi-Fidelis Andria. Se, invece, dovesse arrivare una sconfitta o un pari nel primo match per la squadra di Panico, allora ci sarebbe subito la possibilità di rifarsi nella trasferta del secondo turno contro la Fidelis Andria il giorno 13 maggio.

Le diciotto squadre che si sono qualificate ai play-off si giocheranno l’accesso ai quarti di finale, in programma il 27 maggio (andata) e 2 giugno (ritorno).

a cura di Ciro Novellino

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Juve Stabia, incontro formativo della Libertas Vesuvio Ercolano: a caccia di nuovi talenti

Juve Stabia, incontro formativo della Libertas Vesuvio Ercolano: a caccia di nuovi talenti

Venerdi 05 Maggio ore 15.30 Stadio Solaro ci sarà un incontro formativo con la società Libertas Vesuvio Ercolano dove saranno impegnati gli esordienti. Sarà presente all’evento anche il responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, Saby Mainolfi, oltre al direttore Alberico Turi, sempre attento al lavoro del futuro e alla crescita di nuovi piccoli, che si spera possano diventare grandi calciatori. Saby Mainolfi dichiara: “Faccio stancare il direttore, lo mantengo giovane!”

a cura di Ciro Novellino

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Juve Stabia, incontro formativo della Pro Calcio Luongo: a caccia di nuovi talenti

Juve Stabia, incontro formativo della Pro Calcio Luongo: a caccia di nuovi talenti

Martedi 02 Maggio ore 15.00 ci sarà un incontro formativo della Pro Calcio Luongo, storica societa’ di Agnano. Sarà presente all’evento anche il responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, Saby Mainolfi, oltre al direttore Alberico Turi, sempre attento al lavoro del futuro e alla crescita di nuovi piccoli, che si spera possano diventare grandi calciatori. Saby Mainolfi dichiara: “Faccio stancare il direttore, lo mantengo giovane!”

a cura di Ciro Novellino

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La sfida per cambiare la legge elettorale. Fa capolino il ”Provincellum”

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Parte la sfida per cambiare la legge elettorale. La proposta del relatore alla Camera, Andrea Mazziotti, somiglia molto al congegno con cui si votava per le Province e per questo è già stata ribattezzata «Provincellum». Renzi, però, non è entusiasta e prepara il suo rientro: sarà lui a trattare con gli altri partiti.

Alleanze e rotture, via alla sfida per cambiare la legge elettorale

Renzi prepara il suo rientro e spiazza: sarà lui a trattare con gli altri partiti

ROMA – Come d’incanto, il nebbione della legge elettorale comincia a diradarsi. E dalla foschia emerge un sistema di cui si vedono i primi contorni. Somiglia molto al congegno con cui votavamo per le Province: tanti collegi con un solo candidato per partito, che venivano assegnati in rapporto ai voti presi da ciascuna forza politica. Questo «Provincellum» (così è stato ribattezzato) sarà quasi certamente la proposta del relatore alla Camera, che è il presidente della Commissione Affari costituzionali Andrea Mazziotti. Verrà lanciata a metà della prossima settimana e diversi partiti si sono già sbilanciati in tal senso, da Mdp alla Lega, da Forza Italia ai centristi (eccezion fatta per Alfano).

Mai più con D’Alema  

Ma la circostanza veramente nuova è che, subito dopo le primarie di domenica, Renzi romperà gli indugi e avanzerà finalmente una sua proposta. Quella di Mazziotti non lo entusiasma perché (spiega l’ex premier da Vespa) il «Provincellum è un sistema che fa finta di avere i collegi, ma poi non si sa se passa il tuo candidato o no, dunque giova a chi non ha un voto e spera di tornare in Parlamento grazie a un colpo di fortuna». Renzi preferirebbe invece un congegno di tipo maggioritario, con collegi piccoli, un premio e niente capilista bloccati. Un sistema che garantisca la governabilità dopo il voto e non lo esponga all’accusa di voler fare «inciuci», ad esempio con Berlusconi.

Le larghe intese forse saranno necessarie, ammette nel «Porta a porta», tuttavia sarebbe meglio evitarle. Gli unici con cui non vorrà mai avere a che fare sono i transfughi, incominciando da Massimo D’Alema: «Lui ha rotto il Pd e ha brindato il giorno del referendum: se ne parli coi militanti delle Feste dell’Unità, questi non li fanno entrare nemmeno nelle cucine». Altra cosa sarebbe un’alleanza con Pisapia, che Renzi non vede male e per la quale il suo competitor Orlando sarebbe pronto a chiedere un referendum tra gli iscritti .

La via più breve per le urne  

Una volta rieletto segretario Pd vedrà subito i gruppi parlamentari dem di Camera e Senato con cui mettere a punto la formula perfetta. Non la trasformerà tuttavia in un totem: anzi, con uno schema di gioco aperto ad altre soluzioni, tenterà di capire se in Parlamento ci sono numeri sufficienti per superare la paralisi. Secondo quanto risulta nella sua cerchia ristretta, Renzi potrebbe prendere l’iniziativa di discutere in prima persona con le delegazioni degli altri partiti. Né si esclude una riedizione aggiornata del summit in diretta streaming con i Cinquestelle, in modo che il chiarimento abbia luogo alla luce del sole.

Così potrà verificare fino a che punto i grillini insistono per ricopiare in Senato il sistema della Camera (il cosiddetto «Legalicum»): nel qual caso Renzi non chiuderebbe affatto la porta. Il suo obiettivo è di dare seguito all’appello lanciato mercoledì dal Presidente della Repubblica, per arrivare con una maggioranza già definita alle votazioni in aula, fissate dal 29 maggio in poi. Nei piani del segretario in pectore, il via libera della Camera sarebbe un eccellente viatico per superare di slancio anche l’ostacolo del Senato. A quel punto, la strada verso le urne sarebbe finalmente sgombra. Che poi Renzi ne voglia davvero approfittare, è tutta un’altra faccenda. Di sicuro, il calendario del prossimo mese è fitto di passaggi politici ad alto rischio, dalla vicenda Alitalia all’avvio delle trattative con l’Europa sulla manovra 2018. Un incidente è sempre dietro l’angolo.

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lastampa/Alleanze e rotture, via alla sfida per cambiare la legge elettorale CARLO BERTINI, UGO MAGRI

Giuntoli a lavoro, si sfoglia la margherita sugli esterni: spunta un nome nuovo dalla Premier

Giuntoli a lavoro, si sfoglia la margherita sugli esterni: spunta un nome nuovo dalla Premier

La trattativa per il rinnovo di Ghoulam sembra arenata anche se nell’ultimo periodo sembra essere ripartita. Nell’elenco degli esterni, però, resta la folla: da Mario Rui al sogno De Sciglio, con anche il Real Madrid, oltre alla Juventus su di lui, dal costosissimo Grimaldo (il Benfica ha piazzato una clausola da 40 milioni) al gioiellino Conti dell’Atalanta. Senza escludere Antonio Barreca, classe ‘95 del Torino. Secondo Il Mattino, in agenda anche un altro nome da tenere d’occhio: e’ Ben Chilwell, 21enne che gioca nel Leicester.

Cannavaro: “Benitez l’unico che non sono riuscito a convincere!”

Le sue parole

Paolo Cannavaro, difensore del Sassuolo ed ex Napoli, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Vi proponiamo alcuni stralci: “Ci ho convissuto per anni con questa etichetta. Fabio è stato uno stimolo da bambino, un macigno e poi la più grande vittoria della mia carriera. Perché quell’etichetta me la sono tolta. Lui era uno dei difensori più forti di tutti i tempi. Io, a Napoli, il fratello di… Quando mi sono affermato a casa, tornando in A, vincendo la Coppa Italia contro la Juve, la più bella soddisfazione, l’etichetta è sparita”.

Da Parma a Napoli. Cos’è Napoli per lei?

“È casa mia, ci andrò a vivere, a Posillipo. Tutto mi riporta a Napoli. Sono tifoso e i miei figli di più, soprattutto Manuel, 15 anni, che come Adrian, 13 anni, gioca nel Sassuolo”.

Se le diciamo Benitez?

“L’unico allenatore che non sono riuscito a convincere. Mi ha dato poche possibilità”.

Se le diciamo Berardi?

“Il futuro del calcio italiano. I grandi li ascolta ed è sempre disposto a migliorare. Mi ricorda Cavani: vuole far gol anche nell’11 contro 0. Se il Sassuolo vuole crescere può tenerlo, ma quest’estate temo che sarà più dura”.

Il giovane che l’ha sorpresa di più?

“Pellegrini, ricorda il primo Hamsik, grande mezzala. Ma cito anche Acerbi, il più forte difensore dopo i tre della Juventus, non sbaglia una partita da due anni”.

Reina vuole restare a Napoli, atteso Quilon per il rinnovo

Reina vuole restare a Napoli, atteso Quilon per il rinnovo

Anche il portiere è un nodo da sciogliere per il Napoli. Quilon, il manager di Reina, parlerà con la società e chiedera’ un altro anno di contratto, come riferisce Il Mattino. Non e’ questione di poco conto, perche’ lo spagnolo e’ a un bivio: De Laurentiis ha chiarito che il suo secondo, il prossimo anno, non sara’ uno spettatore come Rafael e Sepe. Szczesny, che la Roma non riscattera’, sembra avere l’identikit giusto ma il polacco vorrebbe tornare a giocare in Premier. Dunque attenzione ad altri due nomi: Perin del Genoa e Sirigu dell’Osasuna (ma di proprieta’ del Psg).

Mertens ha dubbi sulla possibilità di vincere a Napoli: le opzioni

Mertens ha dubbi sulla possibilità di vincere a Napoli: le opzioni

Sul rinnovo di Dries Mertens, Tuttosport prova a fare il quadro generale della situazione: se l’accordo economico è stato raggiunto, intorno ai 4 milioni di euro fino al 2021, rimane ancora vivo il dibattito sulla clausola rescissoria.

Tuttavia il problema è legato al progetto che il Napoli può proporre a Mertens, perchè il calciatore “nella sua testa ha dei dubbi sulla possibilità di vincere in tempi brevi, gli stessi che hanno poi spinto Higuain lontano da Napoli“.

Ci sono comunque tre opzioni per il futuro:

Mertens rinnoverà e resterà a Napoli, a meno che un club non paghi poi la clausola;

– il belga non firma e il club lo cederà per non meno di 30 milioni;

– il giocatore non firma, De Laurentiis lo porta fino alla scadenza. Tuttavia il Napoli vuole evitare un Higuain-bis e in caso di cessione proverà a darlo all’estero.

Se Koulibaly chiederà di partire, De Laurentiis non proverà a fermarlo

Se Koulibaly chiederà di partire, De Laurentiis non proverà a fermarlo

Se per Kalidou Koulibaly dovessero arrivare offerte vantaggiose e lui stesso dovesse chiedere di andare, stavolta Aurelio De Laurentiis non proverà a fermarlo. La Gazzetta dello Sport scrive: “Ovviamente dipenderà dalla consistenza di un’offerta: intorno ai 50 milioni si potrà ragionare. Ed è la stessa cifra che sarebbe disposto ad investire Antonio Conte per portarlo al Chelsea. Lì guadagnerebbe il doppio, 4 milioni all’anno, e giocherebbe nella Premier League, che l’ha sempre attratto. Importante, in ogni modo, sarà anche il parere di Maurizio Sarri: un suo no potrebbe essere determinante per una probabile trattativa da intavolare”.

La verità sulle ONG è nell’interesse nazionale

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Stefano Stefanini, dopo la tesi espressa dal Procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, scrive: «le Ong dovrebbero essere le prime a volersi liberare da ogni ombra di sospetto perché la verità è nell’interesse nazionale». E sempre sulla stessa intervengono il ministro dell’Interno Marco Minniti e il Guardasigilli, Andrea Orlando, ed il Governo si divide.

La verità nell’interesse nazionale

L’accusa di collusione fra organizzazioni non governative e trafficanti d’immigrazione è pesante. Lo stesso procuratore di Catania l’ha ridimensionata. Piccole o grandi, le ong hanno diritto alla presunzione d’innocenza, immediatamente rivendicata da Save the Children e Caritas. Ma il problema va preso sul serio. Scafisti che vendono vite umane e operatori umanitari che le salvano operano a stretto contatto di gomito; dove finiscono i primi cominciano i secondi. Le ong dovrebbero essere le prime a volersi liberare da ogni ombra di sospetto.

Il rapporto fra traffico e salvataggi è una questione chiave. Non si può né liquidarla per malinteso ecumenismo umanitario, né affidarsi ai tempi lunghi delle indagini parlamentari o di Frontex, l’agenzia europea per frontiere e guardia costiera. Non si può sottoporla ad un onere della prova da processo penale, quando dipende da fonti d’intelligence. Soprattutto non la si deve strumentalizzare per due opposte rincorse elettorali: a non toccare le ong (tutte), di chi pesca nel bacino umanitario dei fautori del «salvataggio innanzitutto»; a censurarle (tutte), di chi pesca fra i desiderosi di un muro alla Trump intorno alle coste siciliane.

LEGGI ANCHE: Migranti, caso del procuratore di Catania finisce al Csm: cosa sappiamo sulla polemica

Servono invece misure concrete per prevenire o spezzare eventuali complicità, anche involontarie, fra umanitari e criminali. I fatti sono noti. Circa due settimane fa gli sbarchi già record in Sicilia hanno fatto registrare una punta di circa 8500 persone in due giorni, grazie soprattutto al loro salvataggio da parte di ong. Qualsiasi pianificatore militare sa che uno spostamento di queste dimensioni non s’improvvisa. Tre procure italiane (Siracusa, Palermo, Catania) sono state investite delle indagini.

Il principio del salvataggio in mare non è in discussione. E’ un cardine della marineria di tutti i tempi, da ben prima che le ong entrassero in scena. La loro presenza nelle acque della rotta libica, come quella delle marine italiane e europee, serve a raccogliere e portare in salvo i migranti. Il rischio della traversata non li fermerebbe comunque al Golfo della Sirte dopo aver attraversato il Sahara in condizioni disperate o essere fuggiti da guerre civili e pulizie etnico-religiose in Yemen, Somalia, Afghanistan. La tenterebbero, assistenza in vista o meno. Soccorrerli è questione di civiltà, oltre che di umanità e spirito cristiano.

Il problema da affrontare è diverso: è quello dell’aiuto non ai migranti ma alle organizzazioni criminali che ne fanno traffico. L’interrogativo è legittimo anche se basato su elementi, come le intercettazioni telefoniche, che non sempre possono essere resi pubblici (questo non vale però per i ministri responsabili). Sappiamo che è in atto un effetto moltiplicatore. Secondo l’Iom (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) quest’anno sono finora sbarcati in Italia 36.851 migranti, quasi la metà (45%) in più rispetto al 2016. Il soccorso in mare ha diminuito gli annegamenti ma non di altrettanto (sono passati da 1379 a 1089). I migranti continuano a perire, i trafficanti ad arricchirsi. Qualsiasi nesso, anche casuale e involontario, fra criminalità e operatori umanitari va spezzato.

E’ più che bene che le ong continuino ad operare. Non però in ordine sparso. La loro presenza nelle acque fra Libia e Italia può essere regolarizzata senza particolari appesantimenti burocratici. Il ministro Minniti ha avanzato l’idea di una registrazione. Non sarebbe una cattiva idea se l’Ue, sempre troppo defilata sull’immigrazione dalla Libia, se ne prendesse carico. Sia l’Italia che altri Paesi dell’Unione hanno unità navali in teatro; è perfettamente legittimo che sappiano quante e quali ong sono impegnate nell’assistenza ai migranti, dove e con che mezzi.

Le ong custodiscono gelosamente libertà d’azione e indipendenza dai governi. E’ il loro grande valore aggiunto. Non possono però sottrarsi al coordinamento con le autorità nazionali ed europee su una questione in cui il diritto umanitario s’interseca con la sicurezza nazionale e con la protezione delle coste di un paese Schengen. Quelle, se ve ne sono, che si coordinano con i trafficanti hanno fatto il patto col diavolo. Non meritano i guanti di velluto.

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Akragas-Juve Stabia arbitra Vincenzo Fiorini di Frosinone

Seconda direzione in campionato con le vespe per il fischietto ciociaro Fiorini

Per la diciottesima giornata di ritorno del campionato di Lega Pro girone C che si disputerà domenica 30 aprile 2017 alle ore 14 e 30 allo stadio “Esseneto” di Agrigento è stato designato Vincenzo FIORINI della sezione di Frosinone a dirigere la gara tra Akragas e Juve Stabia.

Fiorini di Frosinone

Fiorini, nato a Sora in provincia di Frosinone il 3 luglio 1984, è al suo terzo campionato in Lega Pro, due sono i precedenti con la squadra di Castellammare, uno nel campionato “Dante Berretti” e un altro nel corrente campionato, questi i dettagli:

– 2014 / 2015 – Campionato Nazionale Dante Berretti

– 2 giugno 2015 – quarti di finale d’andata: JUVE STABIA – LUCCHESE 0 -2.

– 2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

– 11 settembre 2016 – 3° giornata d’andata: MONOPOLI – JUVE STABIA 0 – 1 il gol vittoria per le vespe fu siglato da Stefano DEL SANTE dopo otto minuti di gioco.

Assistente numero uno: Riccardo FABBRO della sezione di Roma 2;

Assistente numero due: Tommaso DIOMAIUTA della sezione di Albano Laziale.

Giovanni MATRONE

 

Il governo diviso sulle Ong: divergenze tra Minniti e Orlando

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«Alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti». La tesi di Carmelo Zuccaro, procuratore di Catania, divide il governo.  «Le questioni sollevate non possono essere sottovalutate», ma bisogna «evitare generalizzazioni», dice il ministro dell’Interno Marco Minniti, mentre il Guardasigilli, Andrea Orlando, spera che «la procura di Catania parli attraverso le indagini e gli atti».

Le Ong dividono il governo: Orlando le difende, Minniti chiede chiarezza

Il Guardasigilli contro il procuratore di Catania: atti, non parole

ROMA – Sulla vicenda delle Ong, nel governo si parlano lingue diverse. A qualche giorno dall’esplosione della polemica su quale sia il ruolo delle organizzazioni non governative nel salvataggio dei migranti in mare, dopo che ancora ieri il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, ad «Agorà», ha affermato che «alcune Ong potrebbero essere finanziate da trafficanti» (salvo poi chiarire che si tratta di «ipotesi di lavoro, non prove») impostazioni diverse si sono chiaramente avvertite ieri, quando sono intervenuti il ministro della giustizia, Andrea Orlando, e quello dell’Interno, Marco Minniti. Ma anche l’ex segretario ricandidato del Pd, Matteo Renzi.

«Spero che la procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore. Se il pm ha elementi in questo senso faremo una valutazione», richiama il Guardasigilli Orlando a evitare di esprimersi con valutazioni personali. «In generale, non è giusto ricostruire la storia delle Ong come la storia di collusi con i trafficanti, è una menzogna», bacchetta, dopo che già mercoledì sera, nel corso del confronto tra candidati alle primarie Pd, aveva attaccato il grillino Di Maio per le sue parole sui «taxi del Mediterraneo»: «Dovrebbe vergognarsi». Perché, oltre che ministro del governo Gentiloni, Orlando è candidato alle primarie, e non dimentica di voler rappresentare l’ala sinistra del partito. Quella che sta con le Ong, che le difende, e sull’inchiesta si mostra più che prudente.

E se sulla frase di attacco a Di Maio c’è sintonia col resto del governo («evitare giudizi affrettati», ha raccomandato anche Minniti) e con Renzi («la visione degli operatori delle Ong che sono tutti al servizio degli scafisti, come detto da qualche aspirante statista, non va bene»), è sull’impostazione generale che si individua una linea di frattura.

«Che qualcuno non si stia comportando bene direi che è possibile. Arrivo a dire, è probabile», dichiara l’ex premier a «Porta a porta»: «Che ci siano state alcune vicende discutibili, per me è innegabile. Se qualche Ong va a qualche miglio dalla costa, credo si debba intervenire», considera, «dopodiché vanno combattuti gli scafisti, non i volontari». Altro che la cautela di Orlando. Una linea che, nel governo, incarna bene il ministro Minniti: «Le questioni sollevate non possono essere sottovalutate», ha spiegato ieri in un question time alla Camera, per questo il governo «segue lo sviluppo» di numerose indagini – da quella della procura di Catania a quella della Commissione difesa – e «ha aperto un canale di scambio informativo con la Commissione europea e l’agenzia Frontex».

Certo, anche il responsabile del Viminale invita a «non generalizzare», ma anche a non sottovalutare, e garantisce che «gli esiti finali» di tutte le inchieste in corso «verranno valutati con grande attenzione». D’altra parte, quando il presidente della Commissione difesa del Senato, Nicola Latorre, propose un’indagine conoscitiva sul tema, i segnali che gli arrivarono dall’esecutivo furono di incoraggiamento.

Due linee a confronto, insomma. Quella «dura» di Minniti sulla questione migranti in generale, secondo qualcuno stava rischiando di trovarsi isolata: più vicina a un approccio solidale è considerata la ministra Pinotti, legata al mondo scout, così come il cattolico Delrio, o anche la Farnesina, dove il viceministro Mario Giro è molto legato alla comunità di Sant’Egidio ed è stato il primo a rifiutare di considerare il salvataggio in mare da parte delle Ong come «pull factor», fattore di attrazione per le partenze. «Ma il Parlamento e l’opinione pubblica sono con Minniti», assicura un sostenitore del governo. E, soprattutto, è con lui il quasi certo nuovo segretario del Pd.

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“State of the Art”, Fabrizio Bosso presenta il suo nuovo album

Fabrizio Bosso al Monk di Roma presenta il nuovo album registrato dal vivo durante i suoi concerti

Roma- Mercoledì 26 aprile al Monk di Roma, Fabrizio Bosso ha presentato in concerto il suo nuovo album State of the Artuscito lo scorso 12 aprile. Ospite della rassegna “Jazz Evidence – Un viaggio a tappe nella musica jazz di oggi”, Bosso si è esibito insieme al suo quartetto composto dal pianista Julian Oliver Mazzariello, dal contrabbassista Jacopo Ferrazza e dal batterista Nicola Angelucci.

Uscito per la Warner e registrato dal vivo durante i concerti di Roma, Tokyo e Verona, State Of The Art di Fabrizio Bosso è un’istantanea fedele di una fase tra le più felici nella carriera del trombettista, che ha voluto fissare su un album alcuni momenti memorabili del tour dell’anno scorso con il suo quartetto. Tour che non è mai terminato ma che continua ancora oggi con numerose date in Italia e all’estero.

Questo doppio album vuole anche rappresentare il passaggio a una nuova fase della carriera di Bosso: “Quando ho deciso di mettere in piedi questo quartetto, non l’ho fatto pensando a un disco. Avevo piuttosto voglia di ascoltare la mia musica suonata da altri musicisti, con un’energia e un “colore” che fossero diversi, freschi. Questo è il suono del mio presente – afferma Fabrizio – e loro sono, oltre che degli amici, anche i musicisti che mi appagano di più sul palco perché capaci di tirare fuori il suono che ho in testa. Con loro, il mio grande lusso è che potrei permettermi di non suonare e la musica funzionerebbe ugualmente”.

Nelle dieci tracce di questo doppio album si ravvisa, oltre al noto talento per l’improvvisazione, anche una cifra compositiva sempre riconoscibile (Rumba For Kampei, Mapa, Black Spirit, Dizzy’s Blues, Minor Mood)

Nella scelta dei brani proposti figura Goodness Gracious, a firma di Julian Oliver Mazzariello, che qui trova spazio accanto alle composizioni originali del trombettista e agli standard. Tra questi, spicca una toccante The Nearness Of You di Hoagy Carmichael.

Una musica che ha il potere di rinnovarsi costantemente. I brani originali si vestono di una luce diversa, inedita; gli standard si personalizzano, arricchendosi di nuove sfumature. Ogni brano racconta una storia diversa, la temperatura di quella serata, il calore di quel pubblico, le latitudini diverse. Tutti questi elementi fanno di State Of The Art un album che riesce da un lato, a fissare il suono di quello che è Fabrizio Bosso oggi, dopo oltre venti album incisi come leader, collaborazioni eccellenti e diversi tour in giro per il mondo. Dall’altro, ha la capacità di restituire all’ascolto tutta l’urgenza di un album interamente registrato dal vivo, con tutta la tridimensionalità dell’esperienza live.

Il violino: la mostra di pittura dell’ingegnere Antonio Coraggio

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Lo stabiese Coraggio racconta le sue due passioni: il violino e la pittura

S’inaugurerà sabato 29 aprile alle ore 19 presso il Circolo Internazionale di Castellammare di Stabia la mostra di pittura dell’ingegnere Antonio CORAGGIO incentrata sul “violino”.

Prima dell’apertura, Coraggio effettuerà una breve esibizione al violino accompagnato alla chitarra dal dottore Antonio Ruggiero.

Verranno eseguiti alcuni brani di musica leggera e classica, dove si mostreranno anche le potenzialità musicali dello strumento nella riproduzione di alcuni versi d’animali e suoni naturali.

Ma chi è Antonio Coraggio?

Coraggio, è uno stabiese di nascita che già dalla tenera età di quattro anni (non ancora compiuti) invogliato e convinto dai suoi genitori gli furono impartite lezioni private a domicilio di violino, fino all’età di dodici anni (foto).

Ci racconta che in quegli otto anni con grande impegno e sacrificio portò avanti quegli studi, asserendo che lo studio del violino è molto faticoso e le difficoltà le si superavano solo grazie alla grande passione; inoltre, continua Coraggio, a tutt’oggi, quando mi ritrovo un violino tra le mani, ricordo immancabilmente il contatto sotto il mento, l’odore e il colore del vecchio legno d’abete e acero, nonché tutto il tempo trascorso, come se fosse stato il suo “piccolo compagno d’infanzia”!

Da adulto, pur conservando la passione per il violino, ha iniziato a nutrire anche la passione per la pittura figurativa, in special modo per i paesaggi, producendo centinaia di opere e incassando riconoscimenti in alcune mostre collettive tenutesi nella zona del vesuviano.

Sgombro da impegni lavorativi perché in pensione, ha fortemente voluto abbinare le due passioni: musica e pittura, facendo sbizzarrire la propria fantasia che solo il violino gli poteva donare.

Tra le centinaia opere di pittura create dall’ingegnere, annoveriamo quello di un “violino veliero”“violino uccello” o come raffigurato a fianco, il “violino donna”, ma sicuramente va rimarcata la pittura che incarna la stabiesità dell’artista: la “Cassa Armonica” vera e propria icona della città delle acque.

La mostra con tante altre opere oltre quelle sopracitate, sarà aperta al pubblico nei giorni successivi all’inaugurazione fino a domenica 7 maggio – la mattina dalle ore 10 e 30 alle ore 12 e 30 e la sera dalle ore 19 alle ore 21.

Giovanni MATRONE

Il Rotary a sostegno del riciclo dei rifiuti, che può essere anche creativo

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Creatività, rispetto per l’ambiente e solidarietà: questo il tris vincente del progetto “Riciclo Creativo” promosso dal Rotary Club-Distretto 2100, che si è svolto stamattina a Scafati presso l’istituzione “Scafati Solidale”. La manifestazione è stata introdotta e coordinata, dalla dottoressa Carla Aramo, presidentessa del Rotary Club della città ospitante.

Un concorso di idee a premi sugli argomenti attinenti al riutilizzo originale e inventivo di materiali di scarto al fine di tutelare l’ambiente, che ha visto protagoniste le varie scuole medie inferiori del territorio coperto dai vari Rotary Club partecipanti: l’istituto Martiri D’Ungheria di Scafati, la Panzini di Castellammare di Stabia, Fresa-Pascoli di Nocera Superiore, Anna Frank di San Marzano, Pascoli di Torre Annunziata, San Giovanni Bosco di Somma Vesuviana, Istituto Comprensivo d’Aosta di Ottaviano, Vincenzo Russo di Palma Campania, Angioletti di Torre del Greco, Mons Vassalluzzo di Roccapiemonte.

Abbiamo intervistato alunni e professori, i quali hanno espresso il loro entusiasmo nei confronti di questa iniziativa. Gli studenti si sono divertiti a reperire materiali di scarto e dare loro una nuova vita, una nuova funzione. Hanno raccontato ai nostri microfoni come hanno realizzato i vari oggetti: portapenne, souvenir e addirittura abiti, come nel caso della scuola di Scafati.

Non sono mancate realizzazioni più riflessive come la statua dell’uomo seduto con la testa fra le mani, fatta di filo d’acciaio, plastica,  telo e altri materiali. “Ecce homo” è il suo nome, non casuale come spiega l’alunno della scuola di Roccapiemonte.

È stato, dunque, allestito un mercatino di mille colori, dove ogni scolaresca ha avuto a disposizione uno stand sul quale poter esporre e vendere la merce creativa. Il ricavato di tale iniziativa andrà in beneficenza alle zone terremotate del centro Italia.

Oltre la regista dell’evento, la Dottoressa Carla Aramo, sono stati presenti anche gli altri presidenti dei Rotary Club promotori, Raffaele Aruta per Castellammare di Stabia, Fabrizio Budetta per Cava de Tirreni, Lucia de Cristoforo per Nocera Apudmontem, Basilio Fimiani per Nocera Inferiore-Sarno, Antonio Fogliame per Pompei, Massimo Autieri per Pompei Villa dei Misteri,  Nanni Borrelli per Ottaviano, Fulvio Leo per Salerno Nord-due Principati, Francesco Palagiano per Sorrento e infine Antonio Cirillo per Torre del Greco – comuni Vesuviani.

È intervenuto anche il dottor Michelangelo Ambrosio, governatore 2010-11 del distretto 2100 del Rotary International, il quale ha spiegato che il riciclo creativo è fondamentale per evitare una catastrofe ambientale. E ha spiegato anche lo scopo del progetto “far nascere nelle coscienze dei giovanissimi il seme del mondo di domani”.

Le dottoresse Maria Rita Acciardi, Mariella Cascone e Ketty Petti hanno, invece, svolto il ruolo di giuria, a loro il compito di premiare le tre scuole che maggiormente si sono distinte per originalità e attinenza alla tematica.
A fine evento la decisione:

Sul podio, al terzo posto la scuola di Ottaviano, l’Isituto Comprensivo d’Aosta con il loro progetto “tutti a bordo all’arca” per “aver saputo rendere l’idea attraverso un uso corretto di materiali di riciclo con un messaggio forte di speranza e salvezza per il pianeta”;

Al secondo quella di Roccapiemonte Mons Vassalluzzo in quanto “hanno saputo cogliere il senso del tema ambientale con una scultura originale e di grande impatto comunicativo”;

Il primo premio va all’Istituto Martiri D’Ungheria di Scafati per il “riciclo creativo ben assemblato, con estro artistico e varietà di elaborazione (vestiti, gioielli, oggettistica varia) interpretando appieno il tema del concorso”.

Tutte le altre scuole si sono posizionate ad un quarto posto a pari merito “per il buon uso dei materiali di riciclo e tanta tanta fantasia”. Dopo la premiazione, la commissione conclude complimentandosi con tutti i partecipanti: “Abbiamo apprezzato e ammirato i tanti lavori. Tutti hanno usato materiali di riciclo con grande gusto e fantasia, creando dei bei progetti. Il concorso, a prescindere dai vincitori, vede tutti premiati in quanto la creatività, la condivisione, l’aggregazione sono stati ingredienti fondamentali per la riuscita di questo fantastico evento”.

Foto Ciro Bergamasco

Una manifestazione che ha dato ai giovanissimi un esempio concreto di quanto possa essere stimolante salvaguardare il territorio e di come anche un rifiuto possa trasformarsi in qualcosa di utile, magari attribuendogli una nuova funzione. Senza dimenticare che oltre alimentare una coscienza civica dei partecipanti, questo progetto ha anche nutrito quella morale, attraverso l’atto di solidarietà nei confronti di una scuola del centro Italia, vittima del terremoto, che sarà supportata dal ricavato di questa iniziativa.

“La pagina Facebook RiciclocreativoRotary  – spiega la dottoressa Aramo – resterà aperta fino a Natale 2017, quando nelle varie scuole si allestiranno mercatini di Natale con i lavori prodotti per raccogliere fondi da destinare ad una scuola di uno dei tanti paesi del terremoto in centro Italia. Il progetto che riceverà più like a quella data, sarà eletto vincitore ‘social’ del progetto”.

La presidentessa Carla Aramo, non può che dirsi soddisfatta.

Con le LANCIA nella terra dei vini… auto storiche

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Auto storiche – Grande mobilitazione di “lancisti” richiamati dal Club A.S.A.S. di Benevento per il raduno del 25 Aprile denominato “Con le LANCIA nella terra dei vini…”.

Il club beneventano, federato ASI, ha organizzato la terza edizione della manifestazione dedicata agli appassionati del marchio Lancia. L’evento ha attraversato le strade di Benevento, Castelvenere e Guardia Sanframondi con le indimenticabili vetture della storica produzione Lancia.

L’A.S.A.S. con il presidente Luigi Giangregorio e tutto lo staff, hanno messo in campo grandi potenzialità ottenendo la disponibilità delle amministrazioni locali per l’accesso ai centri storici e l’accoglienza delle autorità comunali.

Alle ore 9:00 a Benevento, dopo le operazioni di registrazione degli equipaggi provenienti da varie parti della Campania e regioni limitrofe, i lancisti hanno raggiunto Castelvenere per l’esposizione statica delle vetture in piazza San Barbato.

Automobili bellissime, di grande prestigio meccanico ed estetico, tra queste i modelli Artena, Aprilia, Augusta, Aurelia, Appia, Flaminia, Flavia, Fulvia, Gamma, Beta.

Di rilievo la partecipazione all’evento di una corposa delegazione del MITO Delta Club di Fisciano (SA) che con le sportivissime Delta integrale ha ricordato i fasti della inimitabile carriera sportiva della casa automobilistica torinese.

La tappa successiva ha riguardato il raggiungimento di Guardia Sanframondi dove i partecipanti hanno visitato con l’ausilio dell’Assessore al Turismo il Palazzo Municipale.
All’interno le sale museali ed i dipinti religiosi dell’artista settecentesco Paolo De Matteis.
Successivamente sono state attraversate le strade del centro storico della cittadina beneventana famosa in particolare per lo svolgimento dei “riti settennali”. Sono previsti quest’anno in seguito all’edizione del 2010, nella settimana dal 21 al 27 Agosto.

Al termine, alle ore 13 circa, gli equipaggi Lancia hanno raggiunto la Cantina “La Guardiense” per un percorso enogastronomico ricco di storia e tradizioni del beneventano.

 

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