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Koulibaly è stato un muro dinanzi a Reina

Koulibaly è stato un muro dinanzi a Reina

Tra i migliori in campo per la Gazzetta dello Sport c’è anche Kalidou Koulibaly che ieri insieme a Raul Albiol ha reso praticamente nullo ogni tentativo offensivo dell’Inter: “Un muro dinanzi a Reina. Gioca d’anticipo e lascia poco o niente al debole attacco avversario. utile anche nel raddoppio di marcatura”.

Il Napoli ha dominato l’Inter come se giocasse la partitella del giovedì: vittoria schiacciante

Il Napoli ha dominato l’Inter come se giocasse la partitella del giovedì: vittoria schiacciante

La Repubblica esalta la prestazione del Napoli contro l’Inter: “I serafici tutti in maglia bianca, così sereni da concedersi il lusso di un narcisismo persino insopportabile. Tanto gli angosciati e le anime rattrappite, gli uomini persi, gli sconfitti a prescindere e prima di giocarsela, sono tutti di là, in maglia nerazzurra, e in fondo attendono solo che il supplizio abbia termine. Inter-Napoli non è stata una vera partita di calcio, ma più che altro un imbarazzante incrocio tra chi ha gamba ancora fresca e un obiettivo da raggiungere, il secondo posto, e chi non ha più nulla da dare, nella psiche e nei muscoli, e ormai fa tenerezza o rabbia, dipende dai punti di vista. Il vero mistero, perché il calcio è spesso qualcosa di insondabile, è che finisca appena 1-0 per il Napoli, e solo per un orripilante gesto tecnico da serie Z che Nagatomo esibisce al 43’, sbucciando un rinvio facile davanti alla porta e favorendo la stoccata di Callejon. Quello rimane l’unico gol di una gara che il Napoli domina come se giocasse una partitella amichevole del giovedì, perché l’intensità è quella, visto che di fronte c’è un avversario ormai in vacanza da sé”.

Il Napoli vince con l’Inter, ma la festa è contenuta: il motivo

Il Napoli vince con l’Inter, ma la festa è contenuta: il motivo

Tappa fondamentale quella del Meazza. Si sapeva sarebbe stata una gara difficile, ma Il Mattino rivela un particolare sui festeggiamenti: “Festa contenuta della squadra negli spogliatoi, perché ovviamente questa è solo una delle cinque tappe che mancano alla fine e la corsa alla Champions League diretta resta ancora apertissima con il Napoli che comunqe è ancora sotto di un punto e quindi costretto ad inseguire i giallorossi di Spalletti”.

Giuntoli alla ricerca del vice-Callejon

Giuntoli alla ricerca del vice-Callejon

Lista di nomi lunga, Cristiano Giuntoli ha un taccuino bello folto. Inter-Napoli non è solo l’occasione per vincere a San Siro, ma anche quella di parlare un po’ di mercato. D’altronde si è a Milano, il fulcro del calciomercato. Il ds del Napoli è ancor alla ricerca dei soliti noti. Il Corriere dello Sport sottolinea che tra le prime scelte per il ruolo di vice Callejon ci sarebbe Milot Rashica, 21 anni del Vitesse. L’esterno albanese ha già chiesto informazioni al suo compagni di Nazionale, Elseid Hysaj, circa le pressioni dello stadio San Paolo.

FOTO ViViCentro – Modena salvo con il 2-0 al Mantova

Modena salvo con il 2-0 al Mantova
Al Braglia va in scena la partita dal dentro o fuori. Chi vince va in paradiso chi perde dovrà lottare l’ultima giornata per nn finire nell’infermo playout. Il Modena con la gestione Capuano è riuscito a trovare la salvezza alla penultima giornata e i risultati ottenuti dal tecnico fanno ben sperare per la stagione successiva. Il Match è subito avvincente, le due squadre sanno che pareggiare nn conviene a nessuno e si affrontano a viso aperto ed è subito il Mantova a rendersi pericoloso con Cristini che di testa, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, manda di poco a lato. Ma il Modena reagisce e si fa vedere spesso dalle parti di Tonti ed al minuto 12’ passa con un bel diagonale di Nolè servito da Giorico. La partita continua ad alti ritmi, anche se le due squadre si chiudono bene e le azioni si riducono in una occasione per parte, da prima ci prova Nolè al 29’ che spara alto da buona posizione e poi per il Mantova risponde Sodinha con una punizione dai 30 metri che Manfredini blocca con Sicurezza. I primi 45’ finiscono così, ma la ripresa riprende con un Mantova carico e determinato a trovare la via del pareggio prima con Marchi al 52’ e poi con Donnarumma ma è attento Manfredini a bloccare. I Canarini nn ci stanno e rispondo colpo su colpo prima con Nolè che spara altissimo tentato un tiro al volo su assist di Calapai e poi lo stesso Calapai serve Diop dopo una discesa prorompente sulla dx ma il Senegalese nn inquadra la porta. Il raddoppio però nn tarda arrivare ed al minuto 80 Nolè serve Giorico che a tu per tu con Tonti nn sbaglia e regala il goal sicurezza ai Canarini. Finisce con una città in festa per una Salvezza rincorsa tutto il campionato e raggiunta alla fine ed un Mantova sconfortato ma con la possibilità di rifarsi all’ultima giornata in casa contro il Sudtirol.
MODENA (3-5-1-1): Manfredini; Accardi (81′ Marino), Milesi, Popescu; Calapai, Remedi, Giorico (87′ Chiossi), Schiavi, Basso (74′ Aldrovandi); Nolè; Diop. A disp.: Costantino, Fautario, Zucchini, Guardiglio, Olivera, Laner, Loi, Ravasi, Diakite. All.: Ezio Capuano
MANTOVA (3-4-2-1): Tonti; Cristini (73′ Guazzo), Siniscalchi, Vinetot; Regoli, Raggio Garibaldi (46′ Caridi), Salifu, Donnarumma; Sodinha (63′ Boniperti), Di Santantonio; Marchi. A disp.: Bonato, Maniero, Diaby, Bandini, Gargiulo, Ciccone, Cittadino, Smith, Haouache. All.: Gabriele Graziani
ARBITRO: sig. Valiante di Salerno
RETI: 12′ Nolè, 80′ Giorico
dal nostro inviato Christian Mastalli

 

Napoli Comicon, il robot giocafelice di Edo (FOTO)

Nell’area Kids del Napoli Comicon sono esposti molti lavori (bellissimi!) realizzati da bambini. Tra questi, abbiamo notato un disegno, quello di Edo, che ci ha veramente colpito e che merita un premio. Edo infatti è un ragazzo con autismo ed è bravissimo a disegnare. Ama realizzare delle avveniristiche macchine, frutto della sua fantasia: il carro-trasporto verso mondi lontani, la macchina divora-merendine nocive, la macchina scacciapensieri e tante altre. Per il Napoli Comicon, ha pensato ad un robot che gira per le strade della città e va alla ricerca di bambini tristi, che invita a giocare con lui, facendoli volteggiare nel cielo oppure facendoli scivolare lungo le sue braccia o ancora facendoli entrare in uno spazio all’interno del suo corpo, dove ci sono luci, giostre e cuccioli. Questo robot ha una grande E sul busto, probabilmente proprio la E di Edo, che in questo modo ha voluto mandare un messaggio di felicità a tutti i bambini del mondo. Complimenti, Edo! Noi di ViViCentro.it ti dedichiamo questo articolo con tanto affetto!

robot giocafelice
robot giocafelice

Eccellenza-Procida: il sogno diventa realtà,2-0 al Mondragone è play-off per la serie D

PROCIDA – Il sogno è realtà! Procida in festa, per la prima storica qualificazione ai play-off del campionato di Eccellenza. La regular season dei biancorossi si conclude con il lieto fine, epilogo meritato dopo una lunghissima cavalcata. La squadra di Bruno Mandragora non si lascia sfuggire la seconda possibilità di agguantare la zona play-off, dopo la sconfitta di Casalnuovo. Un gol per tempo per sbarazzarsi del Mondragone e far partire la festa al termine di novanta minuti ricchi di entusiasmo. Il pubblico dello Spinetti ha partecipato, numeroso e caloroso come raramente si era visto. Alla fine è stata festa grande, per un traguardo impensabile qualche mese fa. La stagione del Procida, quindi, non è finita: nel prossimo weekend si scende nuovamente in campo, per la semifinale play-off che si giocherà allo stadio Giraud di Torre Annunziata contro il Savoia. Ai biancorossi servirà l’impresa, dovendo vincere contro i biancoscudati per guadagnare l’accesso alla finale contro la vincente di Afragolese-San Giorgio.

LE FORMAZIONI. Mandragora affronta il Mondragone senza lo squalificato Napolitano (che salterà anche i play-off) e l’infortunato Roghi. Dopo quattro partite in panchina, rientra tra i pali il portiere classe ’97 Francesco Lamarra. C’è quindi modo di schierare Francesco De Giorgi a destra per rinforzare la difesa, con Micallo e Signore al centro e Del Prete a sinistra. A centrocampo è il giovane Annunziata a sostituire Napolitano, completando il terzetto con Rinaldi e Coppola. In attacco c’è Bacio Terracino a sinistro, nel tridente con Sperandeo e Dodò.

SPERANDEO LA SBLOCCA. L’inizio del Procida è lento. Manovra compassata per i biancorossi, che nei primi minuti fanno fatica. La prima fiammata, quindi, è del Mondragone ed è necessario un guizzo di Del Prete per salvare sulla conclusione ravvicinata di Cafaro. Con il passare dei minuti il Procida prende coraggio e riesce a costruire tante buone opportunità. Dodò e Bacio Terracino sbagliano parecchi cross, quando la palla arriva correttamente al centro è invece Sperandeo a pescare. L’attaccante biancorosso, infatti, fallisce almeno tre occasioni, la più importanti delle quali con un colpo di testa che si perde a lato. Sperandeo, però, non sbaglia al 40’: Dodò taglia palla al piede dalla destra, fa passare un filtrante tra le maglie della difesa del Mondragone trovando in area l’attaccante biancorosso, che prende la mira e indirizza la palla nell’angolino. Decimo gol stagionale per Fabio Sperandeo, che da dicembre sta mantenendo un ritmo straordinario a livello realizzativo. Il gol dell’attaccante biancorosso fa esplodere lo Spinetti ed avvicina il sogno play-off.

DODO’ LA CHIUDE. All’inizio del secondo tempo, però, la squadra di Mandragora potrebbe già raddoppiare con una straordinaria azione personale di Bacio Terracino, che indirizza di poco a lato con il destro. Poco dopo è invece Dodò ad avere la grandissima occasione per portare il risultato sul 2-0: cross dalla sinistra di Bacio Terracino e colpo di testa dell’attaccante capoverdiano, con la palla che sfiora di un nulla il palo alla destra del portiere. Il gol di Dodò, però, è rimandato soltanto di pochi minuti: al 24’ l’esterno s’invola palla al piede e non fallisce l’appuntamento con il 2-0. Ed anche con la storia, perché con questo quattordicesimo gol stagionale Dodò eguaglia il record di gol siglati in un’unica stagione in Eccellenza detenuto da Valentino Pirone. Dopo il 2-0, praticamente, non succede più nulla. Mandragora concede spazio anche ad Esposito, Sansò e Romano. Poi la lunga attesa, fino al fischio finale che fa partire la festa. Il Procida è nei play-off, per la prima volta nella storia. E la stagione prosegue con l’appuntamento del prossimo weekend al Giraud: un grande palcoscenico per una grande partita, la matricola Procida contro il blasonatissimo Savoia.

ISOLA DI PROCIDA: Lamarra, De Giorgi, Del Prete, Rinaldi, Micallo, Signore, Dodò (25’ st Esposito), Coppola (37’ st Romano), Sperandeo, Bacio Terracino (34’ st Sansò), Annunziata. (In panchina Bardet, Chiaro, Mottola, Matrullo). All: Mandragora Bruno

MONDRAGONE: Buonocore, Barra, Masiello, Aprile (30’ st Saho), Caiazza, Di Stasio, Cafaro, Sarr (16’ st Basso), Improta, Scarparo, Matacena (16’ st Rota). (In panchina Navarra, Di Crosta, Arenella, Taglialatela) All: Amorosetti Ciro

ARBITRO: Antonio Liotta di Castellammare di Stabia (assistenti Giuseppe Fresa di Battipaglia e Giorgio Scarfati di Castellammare di Stabia).

RETI: 40’ pt Sperandeo (I), 24’ st Dodò (I)

NOTE: calci d’angolo 5-2 per il Procida. Ammoniti Dodò (P), Masiello (M). Durata pt 47’, durata st 48’. Spettatori 500 circa.

MARIO LUBRANO LAVADERA

UFFICIO STAMPA ISOLA DI PROCIDA

Eccellenza-Il Savoia espugna lo stadio “Calise” ma è festa grande per il Real Forio….

Poteva finire meglio la stagione del Real Forio ormai già salvo da settimane. Contro il Savoia non è bastata l’ennesima prestazione positiva e i biancoverdi hanno dovuto incassare un’altra immeritata sconfitta. Quanto visto allo stadio “Calise” stamane è un po’  lo specchio di una stagione intera. Tanti sono stati i punti lasciati per strada, forse è il prezzo da pagare per chi crede in una squadra composta quasi esclusivamente da giovani. Primi 20′ di gioco spettacolari, poi il Savoia allunga nella ripresa (tanta fortuna) con il Forio che riesce solo ad accorciare. Per i biancoverdi doppietta di Vitagliano e rete di De Felice. Per l’attaccante classe ’96 è la 19esima rete stagionale che significa terzo posto nella classifica cannonieri del girone A. Nonostante la sconfitta, all’ombra del Torrione è stata festa grande. Due colonne di questa società hanno detto addio al calcio giocato: Nicola Mora e Franco Verde. Momenti emozionanti prima della gara con l’ingresso in campo dei calciatori che, insieme alla società, hanno voluto omaggiare i due compagni di squadra. Giuseppe Di Maio, a nome di tutta la società del popolo foriano, ha consegnato una targa ad entrambi i calciatori. A Franco Verde “per aver difeso con passione e dedizione i colori del comune di Forio; a Nicola Mora “per essersi distinto  sui campi di calcio a qualsiasi livello, onorandoci di indossare la nostra maglia nelle ultime due stagioni”.

LA PARTITA – Gli isolani sembrano iniziare con il giusto piglio. Ma il Savoia passa in vantaggio alla prima occasione dopo otto minuti: scatta sul filo del fuorigioco Esposito, incerto l’emozionato Verde in uscita e gol facile facile a porta vuota per il numero 9 oplontino. La reazione del Real Forio non si fa attendere. Punizione dal limite battuta da Mora, la traversa respinge il tiro dell’ex Napoli che avrebbe potuto festeggiare con un gol il suo addio al calcio. Sfortunato. Passano un paio di minuti e sugli sviluppi del primo calcio d’angolo della partita, Calise va a staccare di testa completamente indisturbato da due passi, la risposta del portiere Gallo è miracolosa e il Savoia resta in vantaggio. Solo per poco, perchè al 15′ arriva l’1-1 dei ragazzi di Impagliazzo al termine di un’azione da manuale: colpo di tacco sulla fascia sinistra di De Felice per la sovrapposizione di Sannino, il cross del centrocampista classe ’97 arriva dalle parti di Vitagliano che con un bel tiro a giro mette a segno il gol del pari. Dura appena due minuti la gioia del Forio, gli ospiti, infatti, passano nuovamente in vantaggio:  scatto sul filo del fuorigioco da parte di Prevete (azione da rivedere per probabile fuorigioco), che porta nuovamente avanti il Savoia. La squadra allenata da mister Fabiano si fa nuovamente rimontare – esattamente al 20′ – ancora una volta grazie alla rete di Vitagliano e pure stavolta al termine di un’azione bellissima dei padroni di casa. Dopo i primi 20′ di fuoco, che regalano al pubblico presente ben quattro reti, nella seconda parte della prima frazione i ritmi di gioco calano vertiginosamente. Bisogna attendere il 33′ per assistere ad un’azione pericolosa, pure in questo caso creata dal Forio: Trofa vede il portiere fuori dai pali e prova un tiro da oltre 40 metri che non termina di molto alto. Poco dopo Onda prova a calciare verso la porta avversaria, ma Verde riesce a parare senza problemi. E’ questo l’ultimo intervento del portierone foriano che a 5′ dalla fine del primo tempo lascia il campo al collega Sollo. Franco Verde strappa gli applausi di tutto lo stadio e gli abbracci di compagni e avversari; scappa anche la lacrima. Il primo termina sul 2-2. La ripresa prosegue sulla falsa riga del primo tempo con ritmi davvero molto blandi e poche emozioni. Almeno fino al 50′, quando Vitagliano per poco non realizza quella che sarebbe stata una storica tripletta, ma al momento del tiro Bosco tocca quanto basta il pallone per mandare a vuoto il giovane classe ’99 del Forio. Dopo 5′ trema nuovamente la difesa del Savoia: questa volta è Trofa a mandare in confusione gli ospiti, tuttavia l’ex Ischia si perde al momento della conclusione. Nel frattempo Castagna prende il posto di capitan Chiaiese e la fascia passa a Nicola Mora. Il Savoia, per venti minuti della ripresa mai pericolo, riesce  guadagnare un calcio di rigore per un tocco di mano (da rivedere) di Francesco Iacono. Sul dischetto si presenta il solito Esposito, il quale spiazza Sollo, realizza la tripletta e soprattutto il 3-2 per il Savoia. A questo punto arrivano le prime mosse di mister Fabiano che manda in campo Andres per Agata e Tulimieri al posto di Pianese. Ed è proprio Tulimieri a calare il poker al 33′ del secondo tempo: giocata pazzesca di Onda che ubriaca mezza difesa biancoverde e scarica il pallone per Tulimieri che da distanza ravvicinata non può sbagliare. Al 37′ il Forio prova ad accorciare le distanze: cross di Sannino dalla sinistra, colpo di testa a botta sicura di De Felice, ma Gallo si supera ancora una volta ed è anche fortunato perchè dopo la respinta il pallone scheggia il palo e finisce in angolo. Sul tiro dalla bandierina battuto da Sannino, De Felice va nuovamente vicino al gol. La diciannovesima rete è solo rinviata.  Arriva, infatti, al 40′: ripartenza biancoverde, De Felice si ritrova a tu per tu con il portiere, lo salta e appoggia il pallone in rete; è un gol pesantissimo per l’attaccante classe ’96 protagonista di un girone  di ritorno spettacolare. Con il terzo gol del Forio termina di fatto la partita. L’arbitro, scaduto il tempo regolamentare non concede neanche un minuto di recupero, anche perchè nessuna delle due squadre sembrava intenzionata a voler fare più di quanto non si fosse già visto. Vince il Savoia 4-3 contro un Forio che non ha affatto demeritato. La compagine di Torre Annunziata termina il campionato al terzo posto e affronterà il Procida nella semifinale play-off. Il Real Forio chiude a quota 37 punti ma con un settimo posto senza precedenti. Negli spogliatoi si festeggia brindando ad un futuro che, si spera, possa continuare ad essere roseo per la società biancoverde. Baci, abbracci e saluti calorosi a Franco Verde e Nicola Mora, protagonisti di una giornata che difficilmente sarà dimenticata da loro e da chi ha voluto essere allo stadio “Calise” a tutti i costi.

REAL FORIO  3

SAVOIA  4

REAL FORIO (3-5-2): Verde (42’ Sollo), Di Dato, Mora, Calise, Iacono F. Iacono C. (76’ Costagliola T.), Vitagliano, Trofa, Sannino, Chiaiese (57’ Castagna), De Felice. A Disposizione: Sollo, De Luise V., Fanelli, Conte, Castagna, Costagliola A. De Luise M.. All.: Impagliazzo.

SAVOIA (4-3-3): Gallo, Rocchino, Guarro, Agata (70’ Andres), Castaldo, Bosco, Borrelli (80′ Terrone), Prevete, Esposito, Pianese (72’ Tulimieri), Onda. A disposizione: Formisano, Grimaldi, Blasio, Andres, Tulimieri, Infimo. All.: Fabiano

ARBITRO: Vincenzo Castropignano di Ercolano (Alessandro Marchese di Napoli e Ciro Imperato di Ercolano) RETI: 8’ e 66’ rig. Esposito (S), 17′ Prevete (S), 15’ e 20’ Vitagliano (RF), 77’ Tulimieri (S), 81’ De Felice (RF)

NOTE: Ammonito Di Dato (RF), Andres (S). Calci d’angolo: 3-1. Recupero: 1’ pt, 0’ st

SPETTATORI: 200 circa

Stabiesi e agrigentini, consolidata l’amicizia tra le tifoserie

Ieri la Juve Stabia di mister Carboni ha espugnato per 1-3 l’Esseneto di Agrigento grazie ai gol di Ripa, Mastalli e Cutolo.

Oltre il risultato sportivo, c’è da sottolineare anche la bella giornata di sport e amicizia vissuta dagli stabiesi in quel di Agrigento.

Tra le due tifoserie, infatti, c’è una forte amicizia consolidata ormai da più di un anno, quando i siciliani giunsero qui per il match poi terminato 3-1 in favore delle vespe.

Giornata di festa per entrambe le tifoserie, che si sono incontrate prima della partita e hanno pranzato insieme con una buonissima grigliata di carne. Amicizia che fa piacere anche perché resiste nel tempo e continua, a differenza del rapporto con i tifosi della Casertana, interrottosi burrascosamente un mese fa.

Stabia e Agrigento, amicizia consolidata.

Castellammare, gli chalet ritornano al comune della città. Nuovi bandi e ricostruzioni

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Gli chalet dell’Acqua della Madonna ritornano in possesso del comune di Castellammare di Stabia. È di giovedì scorso la decisione del Comitato Interportuale, che si è riunito per valutare l’istanza di rinnovo della concessione presentata da Palazzo Farnese il 27 gennaio 2017, e in presenza dell’assessore all’Urbanistica della città, Pino Rubino, si è giunti ad un esito favorevole.

Dopo tre anni, dunque, il comune stabiese si riprende l’area demaniale dei caratteristici chioschetti situati sul molo del centro antico, persa quando le redini della città erano affidate al sindaco Cuomo.

La concessione avrà durata 6 anni, con un’eventuale prologa di altri 6. Il canone annuale si aggira intorno ai 40mila euro, soldi che il Palazzo Farnese recupererà con l’assegnazione dei lotti ai privati. Il bando ora è previsto per 8 chalet, ed è stata annunciata, per settembre, la ricostruzione di quelli che furono demoliti durante amministrazione del sindaco Bobbio.

Primo Maggio, concerto a Roma tra musica, impegno e sicurezza. I leader di Cgil, Cisl e Uil a Portella della Ginestra

PRIMO MAGGIO – Sul palco Hunt, Gabbani, Moro, Meta. Guidano Raznovich- Clementino. A 70 anni dall’eccidio. Il messaggio: esigenza di lavoro per il riscatto dalla povertà

Musica, tanta e che strizza l’occhio al mercato di oggi, ma anche l’impegno, quello che da sempre caratterizza il Concertone del Primo Maggio a Roma, in piazza San Giovanni, promosso come da tradizione dai sindacati e che quest’anno ha come titolo: “Il lavoro: le nostre radici, il nostro futuro”. Ricco, come ogni anno, il cast, che più del solito ha puntato sui giovani, pescando molto anche dall’ultimo festival di Sanremo. Ci sarà il vincitore Francesco Gabbani, ma anche Fabrizio Moro, Ermal Meta, Samuel. Rocco Hunt torna per presentare in anteprima il suo nuovo singolo Kevvuò. In scaletta anche alcuni dei protagonisti della scena live, da Brunori sas a Lo Stato Sociale, passando per Le luci della centrale elettrica, Ex-Otago, Sfera Ebbasta.

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In un evento, volutamente svecchiato dagli organizzatori (iCompany e Ruvido Produzioni) e decisamente poco revival rispetto al passato, la vecchia guardia è rappresentata da Edoardo Bennato e da Teresa De Sio. Ospiti internazionali gli Editors. E ancora Planet Funk, Public Service Broadcasting, Bombino, Levante, Motta, La Rua, Ara Malikian, Marina Rei + Benevegnù, Mimmo Cavallaro, Aprés la Classe, Maldestro, Artù, Braschi, Geometra Mangoni, Ladri di carrozzelle, Orchestra popolare del saltarello, Giovanni Guidi. Le misure di sicurezza, contro l’allerta terrorismo, ci saranno (già l’anno scorso si sperimentarono un’area di sicurezza transennata e varchi con metal detector), ma non scoraggeranno le migliaia di giovani che riempiranno la piazza, dove nel ruolo di padroni di casa troveranno l’inedita (e strana) coppia Camila Raznovich, alla sua seconda esperienza al Primo Maggio (“la prima volta mi salvò l’incoscienza, stavolta sono più consapevole”), e Clementino, il rapper dall’energia e dall’entusiasmo incontenibili.

“La piazza se ne deve cadere”, ha detto in napoletano il cantante, ricordando come nel ’99 fosse tra il pubblico, nel 2014 tra gli ospiti e ora sul palco a condurre senza troppi timori, forte di una esperienza decennale come animatore ei villaggi turistici. “L’anno prossimo diventerò direttore di Rai3”, ha scherzato. Daria Bignardi, direttore della rete che dal 1999 trasmette l’evento in diretta, non si è scomposta e ha spiegato: “Quello di piazza San Giovanni è un concerto che parla alle persone e delle persone, con storie sul lavoro e di vita”.

A raccontarsi, tra una canzone e l’altra, ci saranno Abdul, avvocato milanese arrivato dal Senegal con un padre che vendeva accendini; Franco, vigile del fuoco intervenuto ad Amatrice dopo il terremoto; Massimiliano, disabile che ha trovato lavoro dopo 21 anni; Marilena che raccoglie fragole a Caserta e ha aiutato a uscire dal lavoro nero molte donne immigrate; Sigh che raccoglie meloni a Mantova. A parlare delle difficoltà delle giovani coppie a inserirsi nel mondo del lavoro ci saranno anche Isabella Ragonese e Francesco Montanari, protagonisti del film Sole Cuore Amore (in sala dal 4 maggio). Interverrà anche Gad Lerner. Ognuno di loro darà lo spunto per cercare di capire cosa è oggi il lavoro, come hanno tenuto a sottolineare Cgil, Cisl e Uil. La lunga maratona, al via dalle 15 fino a mezzanotte, sarà trasmessa in diretta da Rai3, con Radio2, tra le voci ufficiali del’evento.

I leader di Cgil, Cisl e Uil a Portella della Ginestra

Il Primo Maggio dei sindacati nazionali con i segretari generali di Cgil, CIsl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo sarà celebrato a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, a 70 anni dall’eccidio avvenuto nella località siciliana. L’esigenza di lavoro per il riscatto dalla povertà, è il messaggio che viene dai sindacati con la scelta di celebrare la Festa dei lavoratori proprio a Portella, vale oggi come allora, soprattutto in una terra dove i livelli di disoccupazione sono un’emergenza.

Oggi l’urgenza non è come nel 1947 la richiesta dei braccianti di riforma del latifondo, con i latifondisti pronti ad avvicinarsi alla mafia per difendere lo status quo. Ma per i confederali l’allarme è quello di una imprenditoria rivolta allo sfruttamento e alla precarizzazione del lavoro, a volte con gli stessi interessi della criminalità, in un legame tra lavoro, mafia ed elite dominanti che ancora si ripropone dopo 70 anni. L’appuntamento di domani nella località siciliana vuole essere insomma un modo per rimettere il lavoro al centro, dell’economia e dell’attenzione della politica, con un richiamo alla lotta contro i soprusi, le disuguaglianze, un richiamo per la giustizia sociale.

“La parola d’ordine di questo Primo Maggio è lavoro. Lavoro come necessità, lavoro che manca, lavoro di qualità, lavoro come risposta ai giovani, che altrimenti sono costretti a fare le valigie”, ha ricordato solo ieri Camusso. “Portella della Ginestra fu una strage contro il movimento contadino, e fu la reazione di un blocco sociale che non voleva la distribuzione delle terre e la riforma agraria. Quindi non solo un tema di schieramenti politici, ma un grande tema economico di quale era la prospettiva dello sviluppo della Sicilia e delle sue possibilità. Se non si legge nella chiave degli interessi che si muovono e si coalizzano rispetto alla collusione, o utilizzazione della mafia, e della criminalità organizzata, si rischia di parlare molto, ma concretamente non cambiare nulla”.

“Bisogna continuare a lottare per affermare i valori della legalità sempre, contro tutte le mafie e contro tutti i soprusi – ha affermato Barbagallo -. In questo senso, anche il mondo del lavoro ha rappresentato un argine alle ingiustizie sociali, ma il lavoro oggi non è giustamente e adeguatamente valorizzato. Il lavoro oggi non è giustamente e adeguatamente valorizzato. Il lavoro è l’architrave su cui è fondata la nostra Costituzione e in cui affondano le nostre radici. Dobbiamo recuperare il senso profondo di quel valore per puntare allo sviluppo di tutto il Paese. Perché questa speranza si trasformi in realtà, occorre cominciare dal nostro Mezzogiorno”. “Il lavoro è il dna dei valori di una comunità e della persona, perché racchiude in sé anche i concetti di solidarietà, giustizia, eguaglianza e crescita di un Paese – ha dichiarato Furlan all’Avvenire -. Certo, l’emergenza di maggiore attualità oggi è proprio il lavoro: la sua mancanza, il lavoro che si perde, che si ha paura di perdere o che non si trova. Al centro del Paese occorre rimettere crescita, sviluppo e ‘buon lavoro’ “.

La commemorazione inizierà a Piana degli Albanesi alle 8.30 con la deposizione di una corona di fiori al cimitero in memoria dei caduti, alla presenza delle autorità civili e religiose. Il corteo partirà quindi alle 9.30 dalla Casa del Popolo, lungo il corso principale di Piana degli Albanesi, via Giorgio Kastriota, per sfilare nelle strade della cittadina siciliana e dirigersi quindi a Portella della Ginestra al Memoriale dell’eccidio, dove si terranno gli interventi dei tre segretari, dopo gli interventi di tre lavoratori, la lettura dei nomi delle vittime e un breve intervento del superstite Serafino Petta.

/ansa

Primo maggio, perché si festeggia

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Oggi in Italia e in molti altri paesi del mondo si celebra la ‘Festa dei lavoratori‘ in ricordo della battaglia condotta dalla classe operaia per ottenere diritti e condizioni di lavoro migliori. La storia del primo maggio, in particolare, parte dalle coste australiane. ‘Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire‘: con questo slogan, coniato in Australia nel 1855, e condiviso da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento si aprì, infatti, la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, il primo maggio, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e per affermare la propria autonomia e indipendenza.

Dal congresso dell’Associazione internazionale dei lavoratori, la Prima Internazionale, riunito a Ginevra nel settembre 1866, scaturì la proposta concreta: “Otto ore come limite legale dell’attività lavorativa“. A sviluppare un grande movimento di lotta sulla questione delle otto ore furono soprattutto le organizzazioni dei lavoratori statunitensi.

Lo Stato dell’Illinois, nel 1866, approvò una legge che introduceva la giornata lavorativa di otto ore, ma con limitazioni tali da impedirne l’estesa ed effettiva applicazione. L’entrata in vigore della legge era stata fissata per il 1 maggio 1867 e per quel giorno venne organizzata a Chicago una grande manifestazione. Diecimila lavoratori diedero vita al più grande corteo mai visto per le strade della città americana.

Nell’ottobre del 1884 la Federation of organized trades and labour unions indicò nel 1 maggio 1886 la data limite, a partire dalla quale gli operai americani si sarebbero rifiutati di lavorare più di otto ore al giorno. Il 1 maggio 1886 cadeva di sabato, allora giornata lavorativa, ma in dodicimila fabbriche degli Stati Uniti 400 mila lavoratori incrociarono le braccia. Nella sola Chicago scioperarono e parteciparono al grande corteo in 80 mila. Tutto si svolse pacificamente, ma nei giorni successivi scioperi e manifestazioni proseguirono e nelle principali città industriali americane la tensione si fece sempre più acuta.

Il 20 luglio 1889 il congresso costitutivo della Seconda Internazionale, riunito a Parigi, decise che “una grande manifestazione sarebbe stata organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente i tutti i paesi e in tute le città, i lavoratori avrebbero chiesto alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore”. La scelta cadde sul primo maggio dell’anno successivo, appunto per il valore simbolico che quella giornata aveva assunto.

In Italia come negli altri Paesi il ‘grande successo’ del 1 maggio, concepita come manifestazione straordinaria e unica, indusse le organizzazioni operaie e socialiste a rinnovare l’evento anche nel 1891. Nella capitale la manifestazione era stata convocata in pazza Santa Croce in Gerusalemme, nei pressi di San Giovanni. Nell’agosto del 1891 il II congresso dell’Internazionale, riunito a Bruxelles, assunse la decisione di rendere permanente la ricorrenza. In Italia il fascismo decise la soppressione del primo maggio, che durante il ventennio fu fatto coincidere con la celebrazione del 21 aprile, il cosiddetto Natale di Roma. Il 1 maggio tornò a celebrarsi nel 1945, sei giorni dopo la liberazione dell’Italia.

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Zerocalcare premiato al Napoli Comicon!

017NAPOLI COMICON – PREMI MICHELUZZI 2017:

KOBANE CALLING DI ZEROCALCARE MIGLIOR FUMETTO

ANNUNCIATO IL MAGISTER 2018: LORENZO MATTOTTI!

Napoli, 1 maggio 2017 – Sono stati presentati ieri sera da Andrea Delogu e Fabrizio Biggio i Premi Micheluzzi 2017 di Napoli COMICON – Salone Internazionale del Fumetto. Kobane Calling, graphic novel di Zerocalcare edito da Bao Publishing, è stato premiato come Miglior Fumetto. Inoltre durante la cerimonia è stato svelato il nome del Magister 2018, edizione che celebrerà i vent’anni di Napoli COMICON: Lorenzo Mattotti!

I vincitori dei Premi Micheluzzi sono stati scelti dalla Giuria 2017 composta da: Roberto Recchioni, Magister della XIX edizione di Napoli COMICON, Alessandro Borghi, Marianne Mirage, Licia Troisi e Ferruccio Giromini.

Per la prima volta è stato assegnato il Premio del Pubblico Mondadori, vinto da Sarah Andersen con il suo incredibile successo Crescere, che palle! (Becco Giallo). Vincitore del Premio Nuove Strade in collaborazione con il Centro Fumetto Andrea Pazienza e il Premio Speciale XL, rispettivamente: Martoz e Palla Rossa e Palla Blu di Maicol e Mirco.

 

Tutti i vincitori:

 

MIGLIOR FUMETTO

  • Kobane calling – Zerocalcare – Bao Publishing

MIGLIOR DISEGNATORE

  • Gigi Cavenago (Dylan Dog n. 361) – Sergio Bonelli Editore

MIGLIOR SCENEGGIATORE

  • Davide Reviati (Sputa tre volte) – Coconino Press – Fandango

MIGLIOR SERIE DAL TRATTO REALISTICO

  • Dragonero 32 a 43 – AA. VV. – Sergio Bonelli Editore

MIGLIOR SERIE DAL TRATTO NON REALISTICO

  • Rat-Man Collection 113 a 117 – Leo Ortolani – Panini Comics

MIGLIOR FUMETTO ESTERO

  • Patience – Daniel Clowes – Bao Publishing

MIGLIOR SERIE STRANIERA

  • Sunny 3 a 6 – Taiyo Matsumoto – J-Pop

MIGLIOR WEBCOMICS

(su indicazione dei portali: Comicus, C4 Comic, Fumettologica, Lospaziobianco, Mangaforever, Orgoglio Nerd)

  • Aqualung – Stagione 2 – di Jacopo Paliaga, French Carlomagno

MIGLIOR EDIZIONE DI UN CLASSICO

  • The complete Terry e i pirati (1934-1936) – Milton Caniff – Editoriale Cosmo

MIGLIOR STORIA BREVE

  • Nobisi (su Le Piccole Morti) – Brian Freschi, Flavia Biondi – Manticora Autoproduzioni

Comunicato Napoli Comicon

Napoli Comicon 2017, la fotogallery di ViViCentro.it

Dai nostri inviati alla XIX edizione di Napoli Comicon, una ricca fotogallery di ciò che è accaduto sabato 29 e domenica 30 aprile alla Mostra d’Oltremare. Per vedere tutte le 148 foto pubblicate: https://photos.google.com/share/AF1QipOgS-NHt8hF7H1ASXTJyVtD95OklxDx63TnaELAQiVfsVOoewxr8aXNWaTnX1vQmw?key=b3Yteml3ZTF5WjdHbTNHNU9pOTcxNW9vQ2RwTV9R

EDITORIALE – Juve Stabia, quelle parole di Carboni..

La vittoria ad Agrigento segna, forse, il passo definitivo della Juve Stabia verso la “guarigione”. La gara siciliana ha lasciato la netta sensazione che tanti degli uomini chiave delle Vespe stiano ritrovando la loro condizione migliore, obiettivo sempre messo al primo posto da Guido Carboni.

Già durante la sua presentazione alla stampa, il 14 marzo, il tecnico toscano, preferì non parlare di moduli, numeri e ruoli, ripetendo quasi come un mantra “dobbiamo recuperare la condizione migliore in vista dei play off“. Questa linea guida di Carboni si è manifestata in ogni conferenza stampa, in cui il focus è sempre stato incentrato sul recupero degli infortunati e sulla ripresa mentale e fisica di chi, per varie ragioni, non era al top.

Dopo un mese e mezzo di gestione, si comincia ad intuire il motivo per cui Carboni ha sempre spinto sulla condizione migliore da trovare per approcciare al massimo gli spareggi promozione. Le ultime gare hanno dimostrato il lavoro del tecnico stia dando i suoi frutti.

Così Ripa, diventato con Fontana un panchinaro di lusso, è tornato a trafiggere i portieri avversari come mai fatto con la maglia delle Vespe; stesso discorso vale per Mastalli, che dopo aver accusato un fisiologico calo, ha ritrovato tutte le sicurezze che gli consentono di essere una delle realtà più concrete e promettenti della Lega Pro.

La cura Carboni ha avuto influsso positivo anche e soprattutto sui nuovi acquisti, apparsi rigenerati dal nuovo corso stabiese. Così Cutolo ha finalmente fatto vedere spunti positivi e vivacità “fantasiosa”, trovando ieri anche il suo secondo gol con la maglia della Juve Stabia, e Matute si è preso il ruolo di centrocampista roccioso e potente cui affidarsi quando il gioco si fa duro.

Ammirando la metamorfosi di tanti calciatori, sarebbe quindi fondamentale se Carboni riuscisse a trarre il meglio anche dai vari Izzillo, Marotta, Santacroce, Paponi ecc che, se tirati a lucido, possono dare un contributo rilevante nelle prossime decisive settimane. A questo si aggiunga l’imprescindibile recupero di Atanasov; “il bulgaro”, come ama chiamarlo Carboni, è il leader difensivo di cui c’è un estremo bisogno.

In tema di uomini da recuperare, questa volta dal punto di vista psicologico, non può dimenticarsi Danilo Russo. Anche ieri il portiere stabiese ha lasciato intravedere sintomi di un’insicurezza mai vista nella prima parte di stagione, vissuta anzi da Russo come uno dei leader in campo e fuori delle Vespe. Ritrovare il miglior Russo, infondendogli sia tranquillità che “cazzimma”, sarebbe un altro passo di primaria importanza.

Con queste premesse, e le promesse di altri recuperi, si possono affrontare i play off con ottimismo ed ambizione.

Raffaele Izzo

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Primarie Pd 2017. Renzi stravince e torna segretario: ‘Non è rivincita, è nuova pagina’. Quasi due milioni al voto

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Renzi stravince le primarie Pd. A 392.163 schede scrutinate si attesta al 71,1%, Andrea Orlando al 21,1 e Michele Emiliano al 7,8. “Grazie e ora avanti insieme ” ha scritto Renzi con un bigliettino condiviso sui social. “Oggi non è una rivincita”, perché “con il Congresso si apre una pagina nuova, un nuovo inizio, non il secondo tempo della stessa partita”. “Oggi ha vinto tutto il Pd, quello che non si è vergognato delle cose che abbiamo fatto sino a ora”.

Matteo Renzi, messaggio su instagramLarga vittoria di Matteo Renzi alle primarie del Pd che, secondo fonti renziane avrebbe raggiunto il 73%. Il dato dell’affluenza sfata completamente i timori della vigilia: tra 1,9 e 2 milioni di votanti. “Il congresso segna l’inizio di una pagina nuova, non è al rivincita o il secondo tempo della solita partita”, ha detto Renzi parlando alla sede del Pd. “Ha vinto tutto il Pd ma soprattutto quello che non si è vergognato delle cose fatte in questi anni, della legge sul dopo di noi, delle unioni civili, della legge sul lavoro, perché se ci sono 700mila posti di lavoro in più non possiamo far finta di vergognarcene, il Jobs act è una delle cose più straordinariamente di sinistra fatte”, 

“Oggi – ha detto l’ex premier – abbiamo fatto qualcosa di straordinario, la democrazia è la possibilità di scegliere, grazie ai volontari, chi vi ha preso in giro non vi conosce. Il primo grazia ad Andrea Orlando e Michele Emiliano”. “Grazie alla straordinaria passione con cui Emiliano ha posto alcuni temi a iniziare dal Sud, assolutamente prioritario per il Paese. E alla forza con cui Orlando ha insistito sulla necessità di unire il partito e il Paese. Abbiamo bisogno di imparare dalle altre mozioni e lo faremo”.

 “Grazie a tutte le amiche e gli amici che lavorano nel governo del Paese a iniziare da Gentiloni, a cui tutto il sentimento della nostra vicinanza e amicizia. Ci attendiamo molto da tutti voi che lavorate nel governo e lavoreremo al vostro fianco con molta convinzione”. 

“Non è un partito personale – ha detto – quando 2 mln di persone vanno a votare, come si fa a dire che è il partito di uno solo con un leader forte. Può essere che il leader è forte, lo vedremo ma sicuramente ha una comunità fortissima”. “Nelle primarie del Pd c’è sangue vivo, storie in carne e ossa che lo rendono una comunità meravigliosa. E’ il rapporto con il popolo che segna la diversità del Pd rispetto a tutti gli altri. Tutti parlano di populismi, ma l’alternativa non è nel salotto, nei tweet, ma nel popolo: non avere paura della democrazia, dei voti, di fare le primarie. Non c’è alternativa alle persone”.

“A Bruxelles chiediamo un cambiamento vero, non ne possiamo più di un’ Ue che non incrocia i desideri più belli di chi vuole l’ideale europeo. Non siamo contro l’Ue, ne vogliamo una diversa, l’alternativa a populismo è il popolo”.

“Una responsabilità straordinaria!! Grazie di cuore a questa comunità di donne e uomini che credono nell’Italia. Avanti, insieme”. Lo scrive Matteo Renzi postando su Instagram un biglietto firmato da lui e da Maurizio Martina.

Intanto proprio dalla mozione Renzi arrivano messaggi rassicuranti nei confronti del premier Paolo Gentiloni. “L’orizzonte del governo è il 2018. Da domani lavoreremo con il premier Gentiloni. Il governo Gentiloni è il nostro governo”, dice Martina.

Il popolo dem ha votato oggi per le primarie del partito nella sfida a tre fra l’ex premier Renzi, il guardasigilli Orlando e il governatore della Puglia Emiliano.

“L’affluenza sarebbe su 1,8-1,9 milioni di persone e “dai dati che abbiamo Renzi dovrebbe stare tra il 65 ed il 70 per cento”. Così il portavoce della mozione Renzi Matteo Richetti parlando di “partecipazione importante”.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha sentito al telefono Matteo Renzi. Con lui il premier, che è in Kuwait dove domani incontrerà il contingente italiano, si è congratulato – a quanto si apprende – per il risultato delle primarie Pd.

Caos e accuse di brogli al sud. Accuse reciproche di brogli, seggi chiusi per irregolarità, con l’annullamento di tutti i voti espressi, e intervento delle forze dell’ordine. E’ caos, al sud, alle primarie del Pd. Mentre a Napoli, a “vigilare” sulla regolarità del voto il Pd nazionale ha inviato il deputato Ernesto Carbone, dalla Sicilia alla Puglia, passando per la Calabria, i rappresentanti delle mozioni dei tre candidati non si sono risparmiati accuse di irregolarità, violazioni delle norme e brogli. Accuse che alla fine hanno portato la Commissione nazionale per il congresso a chiudere tre seggi – a Cariati (Cosenza), Nardò (Lecce) e Gela (Caltanissetta) – e ad annullare i voti già espressi.

vivicentro/ansa/adnkronos

Insigne a Sky: “Lotteremo fino alla fine per il secondo posto. Fiero di indossare questa maglia”

Lorenzo Insigne ha parlato ai microfoni di Sky Sport nel post di Inter-Napoli:

“Grande partita, sono contento per il risultato. Potevamo fare qualche gol in più ma alla fine è stato importante portare a casa la vittoria. Pensiamo solo a giocare, l’ aspetto economico lo cura la società. Siamo un grande gruppo, mi auguro che l’ anno prossimo possano rimanere tutti e che arrivino calciatori importanti per alzare l’ asticella. Siamo concentrati sull’ obbiettivo secondo posto, lotteremo fino alla fine.
Mertens? Spero che resti, per vincere abbiamo bisogno di tutti. Quest’ anno ci ha dato tanto, spero che rinnovi presto. E’ un grande calciatore e lo ha dimostrato sul campo.
Sono fiero di giocare con questa maglia e di indossare la fascia di capitano quando esce Marek. Cercherò sempre di dare il massimo, cerco di ricambiare l’ affetto dei tifosi che mi sono sempre vicini”.

Caressa: “Nelle ultime uscite il Napoli riesce a gestire le partite, è un passo avanti importante”

Fabio Caressa, giornalista di Sky Sport, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di Sky Calcio Club:

“Passo avanti importante del Napoli nelle ultime uscite. Ho notato un netto miglioramento nella gestione della gara, cosa che non si vedeva a inizio stagione. Non avrebbe vinto così qualche tempo fa”.

Insigne: “Felice per i tre punti, anche se c’è rammarico. Il progetto è vincente, spero che Mertens rimanga con noi”

Insigne: “Felice per i tre punti, anche se c’è rammarico. Il progetto è vincente, spero che Mertens rimanga con noi”

Insigne, ai microfoni di Premium Sport, ha dichiarato: “Sono contento della prestazione e dei tre punti, anche se non ho fatto gol. Abbiamo giocato con una squadra forte. C’è rammarico per non aver lottato per lo scudetto, ma giocheremo le ultime quattro partite per raggiungere il secondo posto. Aspetterò la fine del campionato per festeggiare il mio rinnovo. Non avrei mai pensato a Mertens prima punta, ma ha grande qualità, avrebbe potuto fare qualsiasi ruolo. Spero che rimanga con noi, è un grande giocatore, si merita tutto il bene di questo mondo. Spero che possa rimanere in futuro e giocare insieme. La società sa bene come trattenere i sui giocatori migliori. Il club mi hanno rinnovato il contratto, hanno un progetto vincente. Quest’anno abbiamo sbagliato alcune partite, dobbiamo crescere di mentalità. Abbiamo qualità, abbiamo gioco: l’anno prossimo lavoreremo sui dettagli, perché abbiamo capito gli errori fatti.”

Ssc Napoli: “Azzurri da record, Inter e Milan battuti a San Siro dopo 85 anni”

Ssc Napoli: “Azzurri da record, Inter e Milan battuti a San Siro dopo 85 anni”

E’ ancora azzurro il Duomo di Milano. Il Napoli batte l’Inter e vince per la seconda volta a San Siro. Non superavamo Milan e Inter nello stesso campionato da 85 anni, praticamente una vita. Ci riescono i Guerrieri azzurri che contemporaneamente abbattono il primato storico di vittorie esterne con il successo numero 11 in trasferta. Callejon è l’hombre del partido, il Buitre di Motril che dalla sua “mattonella” infila un destro micidiale su quella che ormai è la zona dell’area battezzata col marchio d’autore da Calleti che griffa il suo 11esimo gol in Serie A e il 14esimo in stagione. E’ una “Milano d’amare” per i cuori azzurri che si levano alti nel cielo di San Siro. Prima il Milan, poi l’Inter: la bandiera del Regno di Napoli si alza fiera sulla cima del Duomo. Ottantacinque anni dopo all’orizzonte splende di nuovo il nostro “Miracolo a Milano”…

Fonte: SSC NAPOLI