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La tribuna coperta, Monte Faito, dello stadio Menti sarà intitolata a Roberto Fiore

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Roberto Fiore un uomo di sport che ha incrociato il suo destino con quello della Juve Stabia. Mentre i calciatori gialloblè si allenano e sudano in vista della gara d’andata del secondo turno dei Play Off di Lega Pro 2016-2017 che li vedrà opposti ai calciatori della Reggiana, c’è chi sta lavorando affinchè un pezzo dell’impianto sportivo della città di Castellammare di Stabia, il Romeo Menti, sia assegnato alla memoria di un ex Presidente che ha dato tanto per la causa gialloblè.

Dopo l’intitolazione del viale delle tribune al grande Nicola De Simone e della tribuna stampa al giornalista stabiese Gaetano Vollono, si sta pensando di dedicare la tribuna coperta (attualmente denominata Monte Faito n.d.r.) al Presidente Roberto Fiore.

Questo è il comunicato stampa che gentilmente il consigliere al Comune di Castellammare di Stabia Giovanni Nastelli (PD) ci ha inviato:

“La Juve Stabia rappresenta la storia, in senso sportivo, di questa città e un forte momento di aggregazione ed identità cittadina che riesce ad unire gli stabiesi al di là dell’aspetto politico, culturale, sociale e religioso. Le gesta di questa squadra permette di portare il nome di Castellammare in giro per l’Italia e va un ringraziamento al presidente Manniello per i risultati egregiamente conseguiti. In passato al timone di questa società vi è stato Roberto Fiore. Una presidenza durata un decennio, che portò la Juve Stabia dall’orlo del fallimento alla quasi promozioni in serie cadetta, ma soprattutto che vide il crearsi di un fortissimo connubio tra il presidente, la città è la tifoseria ; indelebile resterà il coro, sulle note di sapore di mare, a lui dedicato. Amato e stimato da tutti, Fiore venne accolto con una standing ovation all’ultima partita che assistette da spettatore nel nostro stadio. Avvierò tutte le procedure necessarie, sicuro di trovare il pieno sostegno di tutta l’amministrazione, affinché venga intitolata l’attuale tribuna Monte Faito dello stadio Romeo Menti a Roberto Fiore, per un giusto riconoscimento ad uomo che ha dato tanto sotto il profilo umano e sportivo alla nostra città.”

Diabete e percorsi assistenziali da seguire. Convegno a Pescara.

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La persona con diabete in ospedale: quali percorsi assistenziali da seguire

Venerdì 26 Maggio 2017 dalle ore 15.00 alle ore 19.00

Sabato 27 Maggio 2017 dalle ore 8.45 alle ore 13.00

Aula Biblioteca del Presidio Ospedaliero di Pescara

Via Fonte Romana n. 8 – 2° piano

 

Venerdì 26 Maggio 2017 dalle ore 15.00 alle ore 19.00 e Sabato 27 Maggio 2017 dalle ore 8.45 alle ore 13.00 presso l’Aula Biblioteca del Presidio Ospedaliero di Pescara, sita al 2° piano di Via Fonte Romana n. 8, si svolgerà il Convegno “La persona con diabete in ospedale: quali percorsi assistenziali da seguire”.

L’evento, organizzato dall’Ufficio Formazione e Aggiornamento della ASL di Pescara che vede come Responsabile scientifico il Dott. Paolo Di Berardino, Direttore del Dipartimento di Medicina della ASL di Pescara, è accreditato per le seguenti professioni: Medico chirurgo con specializzazione in Cardiologia, Chirurgia vascolare, Dermatologia e venereologia, Malattie metaboliche e diabetologia, Medicina generale (medici di famiglia), Chirurgia generale, Reumatologia, Neurologia, Nefrologia, Medicina interna, Malattie infettive, Geriatria, Farmacista con specializzazione in Farmacia ospedaliera, Dietista ed Infermiere.

Il paziente diabetico è presente in tutte le Unità Operative sia di area medica che chirurgica (in media un paziente su 4 presenta questa patologia), difficilmente, però, il ricovero è dovuto ad eventi metabolici acuti (iperglicemia, ipoglicemia, chetosi), ma più frequentemente ad eventi che richiedono un ricovero urgente (ictus, infarto miocardico, infezioni, piede diabetico).

In questa ottica l’attuazione di un percorso assistenziale integrato diventa una risorsa fondamentale, non solo clinica ma anche economica, in grado di rispondere a complessità cliniche sempre più frequenti e di assicurare la continuità assistenziale ospedale-territorio.

Ventimiglia, boom di arrivi. Centinaia di persone chiedono: «Fateci andare in Francia»

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L’altra faccia è rappresentata da Ventimiglia dove si registra un boom di arrivi, centinaia di persone che dormono lungo il fiume con un’unica richiesta: «Fateci andare in Francia».

Ventimiglia, due anni dopo torna l’assedio al confine. “Fateci andare in Francia”

Boom di arrivi, in centinaia dormono lungo il fiume

VENTIMIGLIA (IMPERIA) – «Basta, non si può prendere un caffè che arriva la fila di chi chiede l’elemosina!». La signora in gonna di jeans sbotta al tavolino del bar. Emmanuel si allontana e borbotta. Capo rasato, giubbotto nero, infila in tasca il cappellino marrone che utilizza per la questua e si guarda intorno, un po’ smarrito. «Sono arrivato qui, tornare indietro non posso, in Francia è impossibile arrivare», racconta. Ha 25 anni, ci spiega ancora «e se qualcuno mi desse la possibilità di guadagnarmeli, questi soldi, lo farei, non li chiederei in giro. Ma è impossibile».

La signora, forse, non è insensibile e sgarbata, ma solo innervosita. Forse anche molto preoccupata. Ventimiglia da anni porta sulle spalle, quelli di una cittadina di 25 mila abitanti, il peso di un’immigrazione che si schiaccia qui, premendo contro un confine inviolabile. Tutti i problemi rimangono da questa parte: di là della vecchia dogana di Ponte San Ludovico Mentone è un miraggio inarrivabile. Così i migranti sono tornati a bivaccare dove hanno sempre fatto: sulle sponde del fiume Roia, alla sua foce, sulla spiaggia. Sono ovunque: chiedono qualche spicciolo, qualcosa da mangiare. Dormono sulle panchine, nei giardini, nelle aiuole, mangiano al campo o alla chiesa delle Gianchette, dove arrivano anche i volontari francesi.

A snocciolare il dato che più preoccupa è Maurizio Marmo, direttore della Caritas diocesana. «L’altra mattina, mercoledì, abbiamo dato da mangiare a 435 persone, quando la media fino ai giorni precedenti era stata di 150». È il segno di un’impennata improvvisa, non graduale, del numero degli arrivi in città. Per chi ha visto l’apocalisse, a Ventimiglia negli anni scorsi, il livello di guardia non è ancora superato. Però era iniziata proprio così, nel maggio di due anni fa. Arrivi sempre più frequenti e numerosi, finché il 13 giugno la Francia decise di blindare la frontiera.

I migranti, a centinaia, incalzati dalla polizia italiana che voleva sgomberarli dal grande piazzale al confine (ora reso impraticabile da grossi massi), fuggirono sugli scogli dei Balzi Rossi e si accamparono lì, fino al definitivo sgombero del 30 settembre. Una crisi durata 109 giorni che Ventimiglia non vuole più vedere e i segni premonitori che affiorano in questi ultimi giorni destano inquietudine, risvegliano preoccupazioni. «Ricordiamo – aggiunge ancora il direttore della Caritas – che se ci troviamo in questa situazione la colpa è della Francia: ha chiuso il confine discriminando chi cerca di varcarlo sul colore della pelle, respinge persino i minorenni da soli». Ma le recenti polemiche sulle Ong e i 68 arresti per lo scandalo dell’accoglienza a Crotone hanno lasciato il segno tra chi ha sempre aiutato la Caritas? «È presto per dirlo, ma certamente c’è turbamento, la gente purtroppo fa di ogni erba un fascio». Invita alla calma il sindaco Enrico Ioculano, Pd: «Stiamo reggendo, i disagi sono ridotti, vorrei vedere altre città nelle nostre condizioni».

I gendarmi, alla vecchia dogana, fanno la faccia dura da anni, figuriamoci ora che Schengen è sospesa, dal 10 maggio e fino al 30, per il G7 di Taormina. Obbligatorio mostrare il documento, aprire il bagagliaio, far passare l’abitacolo ai raggi X. Eppure qualcuno, negli anni, è riuscito a passare. «Lo suggerisce la logica – spiega il responsabile del campo della Croce Rossa Walter Muscatello – perché da quando la nostra struttura è aperta sono transitate qui 11 mila persone e oggi ce ne sono 150. Sì, qualcuno ce l’ha fatta». Gli altri, invece, sono stati ricacciati indietro, al ritmo di 50 al giorno.

Qualcuno non è più tornato. Ci sono stati sette morti in sette mesi, dal 9 settembre dell’anno passato. Sfracellati ai piedi dei piloni dell’autostrada, travolti dai Tir o dai treni nelle gallerie ferroviarie, oppure folgorati sul tetto dei vagoni. Oppure giù, come nell’ultimo caso del 21 aprile, dal Passo della Morte. Solo una di loro, una ragazza di 17 anni, ha avuto un nome e cognome. Gli altri? Fantasmi. Chi è costretto a tornare in Italia che fine fa? Almeno due sere la settimana arrivano a Ventimiglia i grandi pullman della polizia, gli agenti controllano le strade della città, li invitano a salire a bordo. La destinazione più frequente? L’hotspot di Taranto. C’è però chi non si arrende mai. Il Papillon delle evasioni dal centro pugliese si chiama Achmed Omar, ha trent’anni, è sudanese. Per quattro volte è fuggito, è tornato a Ventimiglia, ha provato a passare il confine. Per quattro volte è stato riacciuffato dalla polizia francese e riportato in Italia.

Il nuovo afflusso dei migranti in città si scontra con un problema. Proprio il centro della Cri, dopo un incendio (non doloso) di alcuni moduli abitativi, può ospitare solo 250 persone quand’era arrivato, nei momenti più difficili, ad accoglierne 900. Ovvio che non bastino. «Ma non ci sarà – ci rivela un poliziotto – una nuova estate dei migranti sugli scogli». Rivela il piano che sottintende un accordo: «Se proveranno a varcare il confine in massa, non li fermeremo: ci penseranno i francesi, che sono già pronti per l’eventualità e si fanno meno problemi di noi».

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vivicentro/Ventimiglia, boom di arrivi. Centinaia di persone chiedono: «Fateci andare in Francia»
lastampa/Ventimiglia, due anni dopo torna l’assedio al confine. “Fateci andare in Francia” MARCO MENDUNI – INVIATO A VENTIMIGLIA (IMPERIA)

Media spettatori calata al San Paolo e abbonati scontenti: il motivo

Ultima gara della stagione al San Paolo per il Napoli. Contro la Fiorentina saranno circa 45mila gli spettatori presenti. Eppure i dati parlano di una media spettatori inferiore rispetto all’anno scorso. Sull’edizione odierna della Gazzetta dello Sport si legge:

“Ma come è possibile che questo Napoli così spettacolare non scaldi più di tanto i cuori della gente azzurra? In realtà i tifosi stravedono per Sarri, come da recente striscione della Curva B. Ma hanno un rapporto conflittuale, specie quelli delle Curve, con De Laurentiis, che ad inizio stagione aveva deciso prezzi addirittura folli per i settori popolari (40 euro per Napoli-Milan in Curva). I prezzi poi sono diventati stracciati e questo ha scontentato i circa 6.500 i abbonati che hanno finito per pagare molto di più rispetto a chi ha comprato i singoli tagliandi”.

Il Napoli continua a lavorare per il rinnovo di Ghoulam: fissato un nuovo incontro con l’agente

Raggiunto l’accordo per Mertens, al Napoli resta da definire il futuro di Faouzi Ghoulam. L’esterno algerino ha parlato ieri ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli lasciando intendere di voler restare in azzurro. Stando a quanto riporta l’edizione odierna de Il Mattino, De Laurentiis avrebbe dato mandato a Giuntoli di fissare un nuovo incontro per la prossima settimana con l’ agente Jorge Mendes. La volontà del presidente è trattenerlo, non si esclude che la firma potrebbe arrivare prima della partenza per Dimaro.

Ogni 1000 abitanti 3 migranti: questa la ricetta preparata a Milano

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Ogni 1000 abitanti 3 migranti. Il modello diffuso di Milano sembra essere l’unica soluzione ai crescenti flussi migratori: spalmare il più possibile la presenza sul territorio.

Tre migranti ogni mille abitanti. Ecco la ricetta Milano per l’accoglienza diffusa

Sabato la manifestazione a favore dei profughi

MILANO – Ogni 1000 abitanti 3 migranti. Con un rapporto pari allo 0,3% tra chi abita nella Città metropolitana e chi è ospitato. Il protocollo Milano alla fine è tutto qui: spalmare il più possibile sul territorio migranti e richiedenti asilo. Il ministro dell’Interno Marco Minniti giura che non ci sono alternative se si vuol far fronte alle ondate di flussi migratori in crescita: «Milano è un modello per l’Italia e per l’Europa. Questo è un investimento sul futuro del nostro Paese». Il sindaco Giuseppe Sala annuisce: «Uno che fa il sindaco non può far finta che le cose magicamente si risolvano».

I numeri alla base dell’accordo lo confermano. Oggi nell’area di Milano e nel centro gestito dalla Croce Rossa a Bresso a Nord della città gravitano 4500 migranti. La maggioranza, 3600, sono sparsi nei centri di protezione internazionale e di prima accoglienza in città. Altri 500 sono nell’hub di Bresso gestito dalla Croce Rossa. Solo 400 i migranti e richiedenti asilo spalmati nei 132 Comuni dell’hinterland. Con le nuove quote i migranti sono destinati ad aumentare a circa 5000.

Su 132 sindaci 76 per ora hanno accettato di accogliere i migranti. Simone Negri, sindaco di Cesano Boscone, è uno di quelli che ha detto sì: «La scelta di definire e di chiedere ai sindaci la sottoscrizione di un protocollo è un buon tentativo di mettere ordine in una materia caotica, gestita fino ad ora senza alcun confronto con le istituzioni territoriali». Cosa che aveva provocato non pochi problemi. Visti anche i numeri dell’emergenza migranti: dal 18 ottobre 2013 ad oggi a Milano sono entrati in contatto con il sistema di accoglienza della città 124 mila migranti di cui 25 mila minori. Fino all’anno scorso il 98% dei migranti era in transito. Adesso – complici anche i «tappi» ai valici francesi, svizzeri e austriaci – i richiedenti asilo stanziali sono il 90%.

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Il nuovo piano prevede invece un rapporto diretto tra Comune e prefettura che avrà il ruolo di ente appaltante. Un lavoro che ha impegnato negli ultimi 3 mesi il prefetto Luciana Lamorgese: «Il piano dell’accoglienza andava esteso. Ho incontrato tutti i sindaci. Abbiamo messo nero su bianco tutti gli aspetti della vicenda». La ripartizione di posti verrà stabilita in modo proporzionale incrociando la popolazione residente nel Comune accogliente al primo gennaio dell’anno scorso con il numero dei migranti sulla base del Piano Nazionale di Ripartizione Anci/ministero dell’Interno. Gli inserimenti in collaborazione con le associazioni del terzo settore e le ong con finalità sociali avverranno entro il 31 dicembre di quest’anno. Rimane il nodo dei 56 Comuni che non hanno ancora firmato. Molti dei quali soprattutto quelli a guida leghista hanno manifestato ieri davanti alla prefettura. Ma Milano, sul modello di Barcellona, si prepara ad un’altra manifestazione per sabato: la marcia «20 maggio senza muri» che attraverserà la città, promossa dall’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino e che vedrà in prima fila il sindaco Giuseppe Sala con la fascia tricolore e sul palco chi ha firmato l’appello per l’accoglienza, da Emma Bonino a don Colmegna della Caritas.

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lastampa/Tre migranti ogni mille abitanti. Ecco la ricetta Milano per l’accoglienza diffusa FABIO POLETTI

Rinnovo Mertens, emergono ulteriori dettagli: al belga una sorta di buonuscita in caso di cessione

Emergono ulteriori dettagli riguardo il rinnovo contrattuale di Dries Mertens. In caso di cessione, infatti, l’ attaccante belga potrà beneficiare di una sorta di “liquidazione”. Ecco quanto riporta l’edizione odierna di Tuttosport:
“Per avere il placet del giocatore, la società ha accettato di corrispondere un bonus di ‘liquidazione’ per una somma pari a circa due mln di euro, e che verrà corrisposta a Mertens solo al momento della eventuale cessione”.

Mertens, riunione di nove ore alla Filmauro per il rinnovo: i dettagli

Dries Mertens pronto a continuare la sua avventura in maglia azzurra, trovato l’accordo che lo legherà al Napoli fino al 2020. Decisivo l’incontro tenutosi ieri negli studi della Filmauro tra il presidente De Laurentiis e gli agenti del belga. Incontro durato ben nove ore, nel quale la società ha cercato di accontentare l’attaccante su molti punti.
In particolare sulla clausola, che sarà valida solo per l’estero a partire dal 2018. Un modo per evitare spiacevoli inconvenienti (caso Higuain su tutti). Lo stesso calciatore ha chiamato diverse volte nel corso del summit per essere aggiornati sugli sviluppi della trattativa. In realtà Mertens aveva dato la propria disponibilità a rinnovare a partire dai primi di maggio. Alla fine accordo raggiunto fino al 2020 sulla base di 4 milioni a stagione più bonus legati a prestazioni individuali e di squadra. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino.

Pressing dell’Italia per bloccare i migranti da Sud ed il traffico di esseri umani

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È triplice il raggio d’azione voluto dal ministro Marco Minniti per bloccare il traffico di esseri umani.

Domani il titolare del Viminale incontrerà a Roma i suoi tre omologhi di Libia, Ciad e Niger per bloccare la rotta del Sud e affrontare l’emergenza dal suo punto d’origine: la frontiera a Sud della Libia.  

Ogni 1000 abitanti 3 migranti. Il modello diffuso di Milano sembra essere l’unica soluzione ai crescenti flussi migratori: spalmare il più possibile la presenza sul territorio. L’altra faccia è rappresentata da Ventimiglia dove si registra un boom di arrivi, centinaia di persone che dormono lungo il fiume con un’unica richiesta: «Fateci andare in Francia».

Pressing sui Paesi africani per bloccare la rotta del Sud

Domani vertice con i ministri di Libia, Ciad e Niger: “Ma l’Ue faccia la sua parte”. Minniti firma l’accordo con 80 sindaci del Milanese: “È un modello da esportare”

ROMA – Un vertice con i ministri dell’interno di Libia, Ciad e Niger per gestire il monitoraggio dei confini meridionali libici, porta d’ingresso del 90 per cento dei migranti. Domani il titolare del Viminale incontrerà a Roma i suoi tre omologhi africani per stoppare la rotta del Sud e affrontare l’emergenza dal suo punto d’origine La frontiera a Sud della Libia, appunto.

È triplice il raggio d’azione voluto dal ministro Marco Minniti contro il traffico di esseri umani. Prima ancora dell’accoglienza nelle nostre città – oggetto ieri della firma del protocollo con i sindaci lombardi -, prima ancora del controllo delle partenze dalle coste della Libia, c’è proprio l’allarme lungo i 5 mila chilometri al confine con Ciad e Nigeria. Mentre la guardia costiera libica, entro fine mese, avrà a disposizione tutte e dieci le motovedette ristrutturate dal nostro Paese e mentre il protocollo sulle nuove strategie per l’accoglienza firmato ieri da 76 sindaci dell’hinterland milanese viene definito ritenuto da Minniti «un modello per l’Italia e per l’Europa», il suo impegno è focalizzato dove tutto ha inizio.

«Oltre alla collaborazione con la Libia è fondamentale l’interazione con Ciad e Nigeria – osserva -. Oltre il 90 per cento dei flussi migratori arriva dalla Libia, ma nessuno di loro è cittadino libico, provengono prevalentemente dall’area subsahariana. Sorvegliare le frontiere libiche meridionali è quindi quanto mai prezioso». L’attenzione si concentrerà su Ghat, Sabham, Murzuq, al-Jufrah, città del Fezzan che è la regione meridionale della Libia al confine con Niger e Ciad. La strada per raggiungere questo obiettivo era già stata tracciata quaranta giorni fa, quando il ministro si fece garante, per il governo, di un accordo delle tribù della Libia meridionale. Non prima di aver ricevuto a Roma singolarmente, i capi tribù Tebu, Suleiman e Tuareg, per ascoltare le ragioni di ciascuno e fare il punto sulle carovane di migranti che oltrepassano le frontiere di Ciad e Nigeria e attraversano il Fezzan. Il nostro Paese aveva offerto la disponibilità di un aiuto con droni, immagini satellitari e fondi.

Ma è evidente che condizione imprescindibile è l’intesa con i Paesi coinvolti. «Il confronto al Viminale con i colleghi di Libia, Ciad e Nigeria è un importante passo in avanti – ribadisce Minniti -. Ma anche l’Europa deve fare la sua parte».

Non a caso la scorsa settimana insieme al ministro dell’interno tedesco Thomas De Maiziere ha spedito una lettera a Bruxelles per sollecitare una «missione europea al confine tra Libia, Ciad e Niger il più in fretta possibile».

Il vertice di domani al Viminale è un altro tassello del puzzle dell’emergenza. Finora si è registrato il 34,9% di arrivi in più, in Italia, rispetto al 2016, che alla fine è risultato l’anno record con 181 mila stranieri giunti via mare. E non si trascura il fronte accoglienza con le nuove modalità, che prevedono la distribuzione di tre profughi ogni mille abitanti. Nel protocollo milanese sono più di 80 i sindaci che hanno dato disponibilità alla firma su 134 Comuni che fanno parte dell’area metropolitana. Un protocollo che per il ministro dell’Interno è «un esempio da esportare e che può servire a superare i centri d’accoglienza».

ndr vivicentro:

Sono circa 2.300 i migranti tratti in salvo nella giornata di oggi nel Mediterraneo Centrale in 22 operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma, del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

I migranti, che si trovavano a bordo di 12 gommoni e 10 barchini, sono stati recuperati da Unità della Guardia Costiera Italiana, assetti del dispositivo Eunavformed e unità di ONG.

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Pressing dell’Italia per bloccare i migranti da Sud ed il traffico di esseri umani
lastampa/Pressing sui Paesi africani per bloccare la rotta del Sud. GRAZIA LONGO

Play off: Reggiana-Juve Stabia, i precedenti tra granata e vespe

Sono solo tre le gare ufficiali disputate dai granata contro le vespe

Reggiana e Stabia, si sono affrontate in gare di campionato allo stadio Comunale “Mirabello” di Reggio Emilia due volte, la squadra di Castellammare è uscita sconfitta in entrambe le gare. Vediamo nei dettagli i due precedenti:
– 1951 / 1952
– Campionato Nazionale di Serie B

2 dicembre 1951 – 11° giornata d’andata: REGGIANA – STABIA 3 – 1 emiliani due volte in gol dopo la mezz’ora del primo tempo con Mannocci e Tieghi, nella ripresa dopo dieci minuti le vespe accorciarono con il centrocampista Evaristo MALAVASI (foto), ma Campari dopo quattro
minuti suggellò la vittoria per i granata.

– 1952 / 1953 – Campionato Nazionale di Serie C

3 maggio 1953 – 14° giornata di ritorno: REGGIANA – STABIA 5 – 1 vespe in vantaggio nel primo tempo con una rete del centrocampista GATTI, nella ripresa ci fu la rimonta degli emiliani con due reti di Zucchini, poi Sandukcic, Pelloni e Benini.

Reggiana e Juve Stabia, non si sono mai affrontate in gare di campionato, l’unico precedente, risale a quasi diciotto anni fa, quando si affrontarono allo “stadio del Giglio” per la gara d’andata di coppa Italia Tim (attuale Tim Cup).

– 1999 / 2000 Coppa Italia Tim girone ‘ 7 ‘

18 agosto 1999 – 2° giornata d’andata: REGGIANA – JUVE STABIA 0 – 0 (arbitro Lorenzo Branzoni di Pavia).

Giovanni MATRONE

Reja: “Il Napoli condizionato dall’infortunio di Milik”

Reja: “Il Napoli condizionato dall’infortunio di Milik”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto Reja, ex tecnico del Napoli, il quale ha dichiarato: “Se consideri i punti e le partite del Napoli fatte nel periodo subito dopo l’infortunio di Milik, si capisce che il Napoli avrebbe potuto lottare per lo scudetto. In determinati momenti è stato concesso troppo in difesa. Quando devi giocare su tre fronti, non puoi giocare costantemente al 100%. La Juventus fa gol e poi si difende, è un concetto diverso rispetto a quello del Napoli. La squadra di Sarri gioca il miglior calcio d’Italia e ha giocato sempre al massimo. Conti? L’ho lanciato con grande convinzione. In Italia ci sono pochi giocatori con queste caratteristiche, ma lui è più propenso alla fase offensiva, un po’ meno a quella difensiva. Da questo punto di vista deve migliorare”

Leandrinho, l’agente: “Il ragazzo è felice al Napoli, speriamo di vederlo a Dimaro”

Leandrinho, l’agente: “Il ragazzo è felice al Napoli, speriamo di vederlo a Dimaro”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto Joao Santos, agente di Jorginho e Leandrinho, il quale ha dichiarato: “Domani sarò a Castel Volturno, incontrerò Giuntoli anche, oltre a Jorginho e Leandrinho. Quest’ultimo è felice a Napoli, speriamo che vada a Dimaro in ritiro. Dopo quei 15 giorni valuteremo se restare o andare a giocare altrove. E’ difficile ambientarsi a Napoli per un giovane, ma lui si sta trovando bene, anche perché Jorginho, Allan e altri gli danno una mano”.

Mazzarri esonerato dal Watford: ecco i veri motivi

Mazzarri esonerato dal Watford: ecco i veri motivi

Mazzarri lascerà il Watford a fine stagione. La Gazzetta dello sport scrive in merito: “I media hanno preso di mira Mazzarri dai primi mesi, con il tormentone dei problemi con l’inglese. Qui va però fatta chiarezza: Walter si è impegnato a fondo nello studio della lingua. E non è vero che le sue conoscenze siano disastrose: ha sempre preferito il sostegno dell’interprete per evitare equivoci, ma non è vero che il suo inglese sia così scarso o, peggio, un insulto alla Premier”.

Radio Marte- Rinnovo Mertens: i dettagli del contratto

Radio Marte- Rinnovo Mertens: i dettagli del contratto

Ai microfoni di Radio Marte, è intervenuto il giornalista di Repubblica Pasquale Tina, il quale ha dichiarato: “E’ stato un incontro abbastanza lungo, svoltosi a Roma tra De Laurentiis e gli avvocati che curano gli interessi del calciatore. L’accordo sarà valido fino al 2020 e prevede una clausola rescissoria di 30 milioni valida dal 2018. L’annuncio potrebbe esserci già domani, ma in ogni caso sarà data la giusta enfasi a questo rinnovo. Dopo Insigne e Mertens, toccherà verosimilmente a Ghoulam”. 

Sportitalia- Rinnovo Mertens, ci siamo quasi: accordo in dirittura

Sportitalia- Rinnovo Mertens, ci siamo quasi: accordo in dirittura

Attraverso il suo sito ufficiale, Alfredo Pedullà, noto esperto di calciomercato, rivela: “Dries Mertens e il Napoli: accordo in dirittura. Incontro proficuo, esattamente come aveva annunciato De Laurentiis diversi giorni fa. Rinnovo triennale, si sta ragionando su un’eventuale opzione. Ma ci sono accordi sulla clausola (valida dalla prossima estate, solo per l’estero): da 30 milioni, come avevamo chiesto gli avvocati che assistono l’attaccante belga. La presenza di Sarri in panchina è stata determinante e ci si è trovati anche sulla clausola. Mertens guadagnerà una cifra leggermente inferiore ai quattro milioni a stagione, ma con bonus”.

Castelvolturno- Gli azzurri preparano il match contro la Fiorentina

Castelvolturno- Gli azzurri preparano il match contro la Fiorentina

Allenamento pomeridiano per il Napoli a Castelvolturno.

Gli azzurri preparano il match con la Fiorentina al San Paolo per l’anticipo della 37esima giornata di Serie A in programma sabato alle ore 20,45.

La squadra ha svolto una prima fase di lavoro tecnico con l’ausilio dei paletti. Successivamente il gruppo ha disputato una serie di partitine a campo ridotto. Chiusura con un lavoro tecnico-tattico ed esercitazioni al tiro.

Allenamento differenziato per Allan, a causa di un affaticamento muscolare.

Domani seduta pomeridiana.

Fonte: SSC Napoli

Impeachment: cos’è e come funziona

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Dopo il licenziamento del capo dell’Fbi, James Comey, le indagini legate al dossier Russiagate e il caso Flynn, sono sempre più ricorrenti le voci sulla possibilità di avviare la procedura dell’impeachment per Donald Trump. Ma cos’è e cosa prevede la rimozione forzata del presidente americano? L’impeachment o messa in stato di accusa è una procedura col la quale si prevede il rinvio a giudizio del presidente americano o di chi ricopre cariche pubbliche, qualora si ritenga che abbia commesso particolari illeciti nell’esercizio delle proprie funzioni.

Nell’ordinamento giuridico statunitense, possono essere sottoposti al procedimento i componenti dell’esecutivo, dal presidente al vicepresidente fino ai funzionari delle amministrazioni statali, e i giudici intesi come membri delle giurisdizioni federali. Ad avviare l’stituto è la Camera dei Rappresentanti, investita della funzione di discutere i presupposti dell’accusa ed eventualmente elevarla (con voto a maggioranza semplice dei presenti), e poi il Senato, che ha il ruolo di giudice (con voto a maggioranza dei due terzi dei presenti). Se a essere sottoposto a impeachment è il presidente degli Stati Uniti, il presidente della Corte suprema presiede il Senato.

Impeachment presidente usa

Sono tre i casi previsti dalla Costituzione americana per attivare l’impeachment: tradimento, corruzione e “altri gravi crimini e misfatti”. Uno dei principali problemi dell’impeachment è la definizione degli illeciti ed è su questo argomento, come nel caso di Trump, che nascono spesso controversie. Le sanzioni che contempla l’istituto sono la rimozione o destituzione dalla carica e l’interdizione dai pubblici uffici.

Negli Stati Uniti, sono stati sottoposti a impeachment il presidente repubblicano Andrew Johnson nel 1868 e quello democratico Bill Clinton nel 1999. Quanto a Richard Nixon, non si può parlare propriamente di impeachment nel 1973 per lo scandalo Watergate, poiché si dimise prima che venisse avviata la procedura. Johnson, che aveva sostituito Abraham Lincoln dopo il suo assassinio fu sottoposto all’impeachment per alcuni supposti abusi nell’esercizio dei suoi poteri, e si salvò per un solo voto. Clinton invece, subì l’impeachment per aver mentito sulla sua relazione con Monica Lewinsky, allora stagista alla Casa Bianca. I capi di imputazione nel suo caso furono spergiuro e l’ostruzione alla giustizia. Nel febbraio 1999, il Senato lo assolse.

/adnkronos

Sky – Rinnovo Mertens, incontro in corso tra De Laurentiis e l’entourage del belga: accordo a un passo

Accordo sempre più vicino e stretta di mano ad un passo: il Napoli e Mertens sono sempre più prossimi a proseguire nel proprio matrimonio. La trattativa per il rinnovo del contratto del calciatore belga è attualmente in corso, nell’incontro a Roma presso la sede della Filmauro tra il presidente De Laurentiis, i suoi collaboratori e gli agenti di Mertens.

L’accordo è in via di definizione e nelle prossime ore si potrebbe sapere di più per quanto concerne i dettagli del nuovo contratto, ma la base d’intesa dovrebbe essere sui quattro milioni l’anno al giocatore con nuova scadenza nel giugno del 2021 e una clausola di risoluzione la cui entità verrà rivelata prossimamente. Per un matrimonio, tra Mertens e il Napoli, vicinissimo a proseguire. Lo riferisce Gianluca Di Marzio, giornalista di Sky Sport ed esperto di calciomercato, tramite il proprio sito ufficiale.

Da gianlucadimarzio.com

Ghoulam a Premium: “Daremo il massimo per vincere i prossimi due match”

Ghoulam a Premium: “Daremo il massimo per vincere i prossimi due match”

Ai microfoni di Premium Sport, è intervenuto Ghoulam, difensore azzurro, il quale ha dichiarato: “Diamo il massimo per vincere le ultime due partite. L’importante è preparare bene la gara con la Fiorentina, una partita importante e decisiva per il secondo posto. Tra l’altro è l’ultima in casa, vogliamo chiudere bene davanti ai nostri tifosi e divertirci al San Paolo. Tridente? Abbiamo una squadra importante, poi i tre davanti fanno la differenza. Bisogna dire che è un lavoro di gruppo, noi cerchiamo di metterli in condizioni di fare gol e assist. Anche in panchina abbiamo altri giocatori forti, ma siamo fortunati ad avere loro tre”.

ESCLUSIVA – Kenneth Obodo: Porto Castellammare nel cuore! Le Vespe possono arrivare in fondo..

Pubblichiamo l’intervista esclusiva realizzata alla vigilia della sfida tra Juve Stabia e Catania a Kenneth Obodo, centrocampista che nella scorsa stagione ha vestito la maglia proprio delle Vespe

Ciao Kenneth, innanzitutto come è andata la stagione al Sudtirol? E’ andata bene! Anche se il nostro obiettivo iniziale era centrare i play off, siamo riusciti a raggiungere la salvezza con due giornate di anticipo quindi va bene così.

Puoi già dire se nella prossima stagione cambierai maglia o resterai lì? E’ ancora presto per fare programmi; ancora non sono iniziati play off e play out quindi non ho ancora idea di dove giocherò il prossimo anno. Adesso mi godo un po’ di relax.

Hai ancora modo di seguire la Juve Stabia? Secondo te le Vespe possono arrivare in fondo ai play off? Certo, ho seguito la Juve Stabia per tutta la stagione! Sono molto felice del grande campionato che hanno disputato le Vespe; a Castellammare ho ancora tanti amici e sono contento per loro. Mi fa molto piacere la grande stagione di Ripa, che dopo un anno fermo è tornato a segnare con regolarità, così come sono felice della stagione positiva di Cancellotti, Lisi, Morero ed Izzillo, che l’anno scorso ha avuto qualche problema; spero che in queste partite possa dimostrare il suo valore anche il mio amico Matute, che è un grande calciatore. Dispiace un po’ per il calo che la squadra ha accusato nei mesi scorsi, ma ci sta nel calcio un periodo di flessione; ora penso davvero che il periodo negativo sia alle spalle e che lo Stabia possa arrivare in fondo nei play off.

C’è un po’ di rammarico in te visto che sei capitato a Castellammare in una delle poche stagioni non positive della gestione Manniello? No, assolutamente! Castellammare è una piazza esaltante e dove si ha piacere di giocare a prescindere dai risultati. I tifosi della Juve Stabia ti fanno sentire un calciatore importante e le sensazioni che si provano lì sono rare da trovare. Ovviamente la salvezza non era il nostro obiettivo, puntavamo ai play off ma ci sono stati tanti problemi. Il grande campionato di questa stagione conferma come il Presidente Manniello sia il tifoso numero uno della Juve Stabia; lui tiene davvero tanto alla squadra.

Secondo te quali sono state le cause del campionato di sofferenza della scorsa stagione? L’anno scorso abbiamo avuto tanta sfortuna. Ci siamo trovati a giocare per buona parte della stagione senza avere a disposizione 7-8 titolari: in in quelle condizioni era difficile fare un campionato di alto livello. Sono tutt’ora convinto che senza tutti quei problemi fisici avremmo centrato i play off e magari qualcosa in più.

Si è parlato di un gruppo non molto unito, sei d’accordo con questa analisi? Ognuno ha le sue idee ma se non ci fosse stato un gruppo unito non saremmo nemmeno riusciti a salvarci, cosa che poi abbiamo fatto tranquillamente, quindi non è una visione corretta secondo me. Giocare a Castellammare non è facile, soprattutto quando le cose non vanno bene; noi avevamo una squadra con tanti elementi giovani, forse non ancora pronti caratterialmente a dare il massimo in un ambiente che comunque pretende tanto come quello stabiese.

Hai vissuto quasi tutta la stagione da Capitano, segnando anche gol importanti..qual è il tuo ricordo più bello della stagione alla Juve Stabia? Il ricordo che più mi porto dentro è extracalcistico. Non posso dimenticare l’affetto che circondava me e la mia famiglia ogni volta che uscivo; per strada i tifosi mi salutavano, mi fermavano, mi chiedevano foto e mi hanno sempre trattato come uno di loro. Sono sensazioni superiori a quelle calcistiche e che non possono dimenticarsi. Ho ricevuto un amore che non mi aspettavo e per questo mi dispiace ancora tanto non aver regalato una stagione importante agli splendidi tifosi stabiesi.

Hai giocato tanto al Nord..per un calciatore ci sono differenze tra giocare in una piazza del Nord ed una del Sud in termini di tifo? Certo; al Nord solo nelle grandi piazze come Venezia, Alessandria, Cremona ecc si trova un pubblico caloroso, numeroso e che spinge la propria squadra alla vittoria. In molti campi i tifosi sono pochi e meno interessati alla squadra rispetto al Sud; al Nord, poi, alcuni sport sono più seguiti del calcio e questo incide. Al Sud invece c’è una voglia di calcio incredibile e Castellammare ne è la dimostrazione. I tifosi stabiesi ti chiedono di mettere l’anima, il cuore in campo a prescindere dal risultato finale; vivono per la squadra e vogliono che anche i calciatori provino il loro stesso amore per quei colori. Nel mio anno alla Juve Stabia i tifosi sono sempre stati eccezionali, nei momenti positivi come in quelli negativi.

Hai vestito in carriera anche la maglia dell’Alessandria; conoscendo bene l’ambiente come ti spieghi tutti quei punti di vantaggio sprecati sulla Cremonese? Innanzitutto va detto che i gironi A e B non sono difficile come il girone C, che è praticamente una Serie B2. Purtroppo quando si perdono certezze è difficile riacqusirle rapidamente. Mi spiace molto per l’Alessandria, anche perché già due anni fa, quando vestivo quella maglia, abbiamo mancato la promozione in Serie B nel finale di stagione, incappando in qualche pareggio di troppo.

Un tuo saluto ai tifosi stabiesi: Saluto veramente dal profondo del cuore la gente di Castellammare. Ho vissuto un anno bellissimo, condito da emozioni indescrivibili. Ringrazio ancora tutti per l’affetto che ho ricevuto, sperando che tutti voi possiate gioire per un grande risultato. Sempre Forza Stabia!

A cura di Raffaele Izzo

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