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G7 di Taormina: le prime intese

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Un summit G7 nato con le peggiori premesse ha ottenuto, ieri, un primo importante risultato: l’impegno dei Sette Grandi a continuare con maggiore determinazione nella lotta al terrorismo, premendo sui colossi di internet perché evitino la diffusione in rete di materiale di propaganda jihadista. Su temi quali il commercio e la lotta al cambiamento climatico si rischia però di giungere a un nulla di fatto a causa delle divergenze tra il neo presidente Usa, Donald Trump, e i suoi partner.

Prima ancora dell’inizio dei lavori, Gentiloni si dice consapevole che “non sarà un confronto semplice”, ma confida anche in quello che chiama “lo spirito di Taormina”, ovvero il connubio di storia, cultura e bellezza che solo la Sicilia può offrire e che “può aiutare nella giusta direzione” e portare “la comunita’ internazionale attraverso il G7 a dare risposte a quello che i cittadini oggi ci chiedono, sul terrorismo e la sicurezza, innanzitutto”. Ed è in quest’ambito che si può annoverare una vittoria per la Presidenza italiana, dato che il rischio di chiudere la due giorni di Taormina con un documento annacquato e senza reali impegni dei paesi che si sono seduti attorno al tavolo erano concreti.

Ma riperorriamo il percorso con i problemi sul tavolo ed i relativi ostacoli.

Il primo ostacolo che si è trovato ad affrontare Paolo Gentiloni è la fase di transizione che attraversano diversi Paesi amici, dagli Stati Uniti alla Francia, passando per la Gran Bretagna in piena Brexit e la Germania che si appresta al voto. Il cambio di testimone alla Casa Bianca, ad esempio, ha di fatto portato a uno stallo sul clima. Già ieri la delegazione italiana aveva dovuto registrare come il confronto, anche a livello di sherpa, si fosse arenato. E non sembra una scelta casuale quella di Gentiloni di sedere proprio tra i due nuovi arrivi in seno al G7, Donald Trump ed Emmanuel Macron.

Le esplosioni di Manchester riecheggiano ancora nella stanza in cui sono riuniti i leader e diventa doveroso per il presidente del consiglio rivolgersi a Theresa May per ribadire la solidarietà del “mondo occidentale, del mondo libero” e l’impegno perché ci sia “una risposta forte all’attacco ignobile che a Manchester è stato sferrato contro innocenti”. Ed è proprio su questo punto che arriva una risposta forte, rappresentata proprio dalla dichiarazione in gran parte centrata sul “rafforzamento della cooperazione delle sette grandi economie del mondo occidentale, dalla collaborazione informativa all’impegno perché i grandi internet service provider” si attivino per contrastare quei contenuti della rete che “spesso anticipano o amplificano degli atti di terrorismo”. May, ripartita in anticipo per l’emergenza terrorismo in patria, ha ringraziato i partner per la solidarietà. “Stiamo lavorando con i provider di Internet per bloccare la propaganda dell’odio che sta annebbiando la mente dei giovani”, ha riferito prima di lasciare Taormina, “abbiamo individuato una serie di strumenti per potenziare la cooperazione con i colossi per eliminare automaticamente i messaggi di odio”.

Tocca al tema “migranti” e per esso Gentiloni evoca lo “spirito di Taormina”

Sul valore simbolico della location, l’Italia punta molto e Gentiloni lo ripete ai partner appena seduti attorno al tavolo per la prima sessione dei lavori. La Sicilia è un ideale ponte tra le due sponde del Mediterraneo, spiega ancora il premier nel fare riferimento al tema migranti. Tema che sta a cuore alla presidenza italiana, ma sul quale si profila una concessione alla linea dura del Trump del muro con il Messico e della stessa May post-Brexit per cui prevale l’interesse nazionale dato che, nella bozza della dichiarazione, si afferma la necessità di tutelare i profughi e i migranti più deboli, come le donne a rischio e i minori non accompagnati, ma anche il diritto “sovrano” degli Stati di presidiare i propri confini e di fissare “tetti” all’immigrazione. Più che all’accoglienza, quindi, si fa riferimento al diritto di portare avanti “politiche sull’immigrazione nel proprio interesse nazionale”, come si evince dalla Bozza stilata che recita:

I governi hanno il diritto “sovrano” di chiudere le loro frontiere e di fissare delle soglie per i migranti. E’ quanto si legge in una bozza di conclusioni che circola al G7 di Taormina. “Nel rispetto dei diritti umani e di tutti i migranti e rifugiati -si legge nel documento citato dall’agenzia tedesca Dpa- riaffermiamo i diritti sovrani degli Stati a controllare i propri confini e a fissare i limiti chiari sui livelli di migrazione come elemento chiave della sicurezza nazionale e del benessere economico”.

Nella bozza si ribadisce poi “la necessità di sostenere i rifugiati il più vicino possibile ai loro paesi di origine, in modo che siano in grado di tornare” e “di creare partnership per aiutare i paesi a creare le condizioni all’interno dei loro stessi confini per risolvere le cause delle migrazioni”.

I paesi devono assicurare inoltre “una migrazione sicura, legale e organizzata” e “proteggere i migranti e rifugiati più vulnerabili come le donne, gli adolescenti, i bambini e i minori non accompagnati”. Inoltre nel documento si mette l’accento sul rafforzamento del controllo ai confini.

Tutti questi, si sottolinea, “sono gli strumenti essenziali per ridurre la migrazione irregolare, combattere il contrabbando, il lavoro forzato, la schiavitù moderna e il traffico degli esseri umani e affrontare le questioni legate alla criminalità organizzata transnazionale, all’estremismo violento, al terrorismo e al commercio illecito”. In questo modo, si legge ancora nella bozza del documento, “saremo in grado di salvaguardare gli aspetti positivi della migrazione riconoscendo il diritto intrinseco dei paesi ospitanti a stabilire politiche nel loro interesse nazionale”

al punto che le Ong hanno parlato di “testo miope e regressivo” e della perdita dell’annesso che porta con sè quello della stabilizzazione in Libia e Siria e la lotta all’Isis. Sul tema, comunque, le fonti ricordano tuttavia che la discussione vera e propria “ci sarà oggi”. Intanto “si continua a lavorare sui due paragrafi” ad hoc del testo finale, ma “non ci sono problemi” con gli americani, che hanno chiesto maggiore attenzione alla sicurezza.

Ma se dal G7 viene fuori che, comunque, almeno un patto su migranti ci sarà,  su clima e commercio non c’e intesa e Trump gela i partner visto che lascia in sospeso la questione dell’accordo di Parigi sul clima, firmato dall’amministrazione Obama e ora “sotto revisione” da parte di quella Trump. “Gli Stati Uniti hanno confermato di avere in corso una riflessione sull’accordo di Parigi”, sono le parole del presidente del Consiglio. “Ci auguriamo che questa riflessione porti a conclusioni positive nelle prossime settimane”, ha aggiunto, lasciando capire che nessuna svolta arriverà da Taormina. Francia e Germania, peraltro, insistono perché non vi siano compromessi al ribasso sulla salvaguardia del clima.

Sul commercio, la distanza tra il presidente dell'”America First” e i partner è stata ammessa implicitamente dallo stesso consigliere economico di Trump, Gary Cohn, che lo ha definito “un grande tema” precisando che il presidente si riferiva ‘solo’ all’intollerabile disavanzo commerciale con la Germania quando a Bruxelles ha definito i tedeschi “molto cattivi”.

Insomma, si sta avverando la previsione formulata dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che in mattinata aveva parlato di “vertice più difficile degli ultimi anni”.

In conclusione, una nota anche su Vladimir Putin che, inevitabilmente, è stato convitato di pietra

Nel terzo summit dei Grandi senza la Russia si parla inevitabilmente anche dei rapporti con Mosca, sullo sfondo dello caso ‘Russiagate’ che continua a imbarazzare l’amministrazione Trump con nuove rivelazioni sul genero-consigliere Jared Kushner ritenuto “persona di interesse” dall’Fbi. Trump ha fatto sapere che Washington esclude un alleggerimento delle sanzioni contro il governo di Vladimir Putin, semmai pensa a un inasprimento. Una linea dura contro Mosca che tradisce le promesse di distensione fatte in campagna elettorale. E che, come il raid aereo in Siria, tradisce forse la necessità di sopire le accuse di relazioni troppo strette con il Cremlino di cui Trump continua a essere bersaglio in patria.

vivicentro.it/politica
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fonti da agenzie /agi/adnkronos

“Problematiche in adolescenza e non solo…”, oggi il meeting a Gragnano

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“Problematiche in adolescenza e non solo…”, questo l’ordine del giorno dell’incontro tenutosi nel pomeriggio nella biblioteca comunale di Gragnano, presentato dalla F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) con la partecipazione del centro sociale polivalente “Anni d’Argento” e l’UNICEF Sezione di Gragnano. A patrocinare l’evento il comune della città.

“La conflittualità genitori-figlio durante il periodo adolescenziale è più bassa, nelle famiglie in cui durante gli anni dell’infanzia si è respirato un clima di rispetto reciproco e di collaborazione”, sostengono le presidenti F.I.D.A.P.A. di Gragnano e di Castellammare di Stabia, Rosa De Nicola e Annunziata Tavella, moderatrice dell’evento.

Al meeting anche Salvatore Langella, direttore sanitario Distretto 58 Asl Napoli 3 Sud; Rosaria Ambosio, referente UOMI Distretto 58; Alfonso Longobardi, Consigliere Regionale della Campania e vicepresidente Commissione Bilancio.

L’adolescenza, quell’età di transizione dallo stato infantile a quello adulto, è stata considerata nei suoi vari aspetti dai relatori dell’evento: il dottor Diego Ferrante, neuropsichiatra infantile del Distretto 58, il quale ha spiegato l’importanza del ruolo del padre quando i figli cominciano a subire le prime trasformazioni dovute alla particolare età, la dottoressa Angela Gaeta, psicologa-psicoterapeuta S.I.P.I., ha sottolineato, invece, l’importanza della consapevolezza del se nella coppia genitoriale; mentre la dottoressa Rossana Izzo, psicoterapeuta-Spazio Adolescenti del Distretto 58, ha raccontato la sua esperienza personale riguardo all’attività svolta in un consultorio familare.

Ai nostri microfoni la presidente F.I.D.A.P.A. della Sezione Gragnano Rosa De Nicola, che ha spiegato l’operato della sua Associazione; la dottoressa Angela Gaeta, la quale ha sottolineato la funzione fondamentale dei genitori nell’età adolescenziale di un figlio, e la dottoressa Rossana Izzo che ha esposto le difficoltà quotidiane che si incontrano nel consultorio familiare di Pompei.

Ugolini: “Napoli, non mi aspetto grandi colpi. Juve su Schick”

Ugolini: “Napoli, non mi aspetto grandi colpi. Juve su Schick”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto Massimo Ugolini, giornalista Sky, il quale ha dichiarato: “Da quello che ci risulta in questo momento su Schick ci sono Juventus e Borussia Dortmund con quest’ultima che ha fatto un’offerta importante. La Juventus si  è mossa prima di tutti con argomentazioni convincenti, non credo che sia un giocatore che possa trovare spazio nel Napoli in questo momento. Con Milik che è un ’94, Mertens, Insigne, è un giocatore tutto da scoprire. La vedo dura per il Napoli, per come è impostata la prossima stagione e gli orientamenti del mercato non mi aspetto un grande colpo”. 

Juve Stabia – Reggiana: arriva la risposta della Lega

Sulla partita tra Juve Stabia e Reggiana si è detto e scritto giustamente tanto. Gli errori della terna arbitrali sono sotto gli occhi di tutti, tanto che la Lega Pro ha chiarito alcune delle caotiche dinamiche successive al gol annullato a Ripa. Fulcro del comunicato della Lega riguarda la presenza del delegato accanto al guardalinee Lacalamita e il loro scambio di parole.

Questa la nota ufficiale della Lega Pro:

Questa Lega, in merito alla gara Juve Stabia – Reggiana del 24 maggio scorso, precisa che quanto scritto da alcuni organi di stampa in riferimento al comportamento tenuto dal delegato di Lega è del tutto infondato e che le azioni descritte sono state erroneamente riportate.

Nello specifico al 30’ del primo tempo, in seguito all’annullamento della rete della Juve Stabia, si creava una ressa tra i giocatori della Juve Stabia e l’arbitro nei pressi del tunnel che porta agli spogliatoi.
Il delegato di Lega, vista la situazione delicata, ha abbandonato la sua posizione nei pressi della curva del settore “locali”, per dirigersi verso la parte opposta del terreno di gioco dove si stava svolgendo il suddetto pericoloso contatto tra calciatori ed arbitro.

Una volta ripreso il gioco lo stesso delegato, per tornare nella posizione precedentemente occupata, ha percorso la fascia laterale dove l’assistente Sig. Lacalamita lo ha prontamente informato che in quell’area del campo i tifosi avevano lanciato oggetti pericolosi come monetine. Il delegato di Lega si premurava di sapere dall’assistente Sig. Lacalamita, che lo rassicurava, se fosse stato colpito dal lancio di oggetti ed eventualmente quali fossero le sue condizioni. Per questo motivo anche lo speaker dello stadio ha invitato tutti i presenti ad avere un atteggiamento consono ad una partita di calcio.

Si precisa, pertanto, che non c’è stata alcun tipo di comunicazione inerente le azione di gioco tra il delegato di Lega e l’assistente che aveva segnalato il fallo all’arbitro, come apparso sugli organi di stampa, e che il delegato è stato solo messo a conoscenza di fatti da verificare per la sicurezza e il regolare svolgimento della partita che stavano accadendo fuori dal terreno di gioco.

Questa Lega sottolinea con fermezza come ogni partita dovrebbe svolgersi all’insegna del fair play, sia in campo che sugli spalti, e che il calcio non dovrebbe mai dare adito ad episodi di polemica e violenza, come purtroppo spesso accade, ma promuovere i veri e sani valori dello sport.

ANSA- Diritti Tv, la serie A pronta ad incassare un miliardo di euro

ANSA- Diritti Tv, la serie A pronta ad incassare un miliardo di euro

(ANSA) – ROMA, 26 MAG – Punta a incassare almeno un miliardo di euro a stagione la Lega di Serie A con la vendita nazionale dei diritti tv del triennio 2018/’21. Il bando prevede 5 pacchetti, nessuno dei quali ha tutte le partite. Gli operatori (digitale terrestre, satellitare, internet) possono concorrere per il più ricco, il D: vale minimo 400 milioni di euro, copre le gare di 12 squadre (fra cui Roma, Lazio, Torino e Fiorentina), 324 eventi di cui 132 in esclusiva. I match delle altre 8 (fra cui Juventus, Napoli, Milan e Inter, per 248 eventi) sono nei pacchetti A (satellitare) e B (digitale), che valgono 200 milioni. I pacchetti C1 e C2 per internet si dividono a metà le squadre dei pacchetti A-B: milanesi da una parte, Juve e Napoli dall’altra. Ai pacchetti principali (con un prezzo minimo superiore di circa 50 milioni rispetto al 2015/’18), Lega A e l’advisor Infront ne hanno aggiunti 7 opzionali di tipo Gold (esclusivi) e Silver (non esclusivi), con alcuni diritti tv accessori utili per integrare le dirette degli eventi.

Ssc Napoli, Formisano: “Vinciamo lo scudetto fuori dal campo tutti i giorno. Dimaro? Ci sarà spettacolo”

Ssc Napoli, Formisano: “Vinciamo lo scudetto fuori dal campo tutti i giorno. Dimaro? Ci sarà spettacolo”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto Formisano, head of operations del Napoli, il quale ha dichiarato: “Dimaro è un posto accogliente, che dà disponibilità in ogni cosa. Ci sarà anche tanto spettacolo con i comici di Made in Sud, in Val di Sole ci sarà tanto oltre al calcio. Serata Scudetto a luglio? Ci stiamo lavorando, abbiamo delle riunioni ma non posso dire di più. Non abbiamo ancora vinto lo Scudetto ma posso dire che vinciamo tutti i giorni fuori dal campo, siamo nel tessuto della città ed aiutiamo spesso persone meno fortunate, abbiamo attirato in città tanti investitori che senza il Napoli non sarebbero arrivati”. 

De Magistris: “Evento insieme alla società, Maradona, e tante sorprese”

De Magistris: “Evento insieme alla società, Maradona, e tante sorprese”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il quale ha dichiarato: “Stiamo lavorando con la società per un evento insieme, con Maradona al centro e tante altre sorprese, insieme con i campioni che vinsero lo scudetto 30 anni fa”. Secondo quanto rivelato dalla stessa emittente, il giorno dell’evento potrebbe essere il 4 luglio, quando verrà conferite la cittadinanza onoraria al pipe de oro.

Dipendenti Wind Tre sul piede di guerra: no all’esternalizzazione che provocherà 900 licenziamenti

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Dipendenti Wind Tre contro l’esternalizzazione che mette a rischio 900 posti di lavoro. Sabato 27 maggio sit-in dei dipendenti a Viale Europa

Roma-  900 posti di lavoro a rischio, 900 famiglie che potrebbero trovarsi in poco tempo senza più occupazione. Irrompe come un fulmine a ciel sereno la decisione della Wind Tre di esternalizzare il customer service consumer, una scelta che inevitabilmente ricadrà su 900 lavoratori attualmente in forza nelle sedi di ROMA, GENOVA, CAGLIARI e PALERMO.

Immagine dal web

Lunedì 22 maggio è arrivata la comunicazione ufficiale alle rappresentanze sindacali di CGIL,CISL E UIL: il nuovo gestore WIND Tre (nato dalla recente fusione  di 3 e WIND), intende procedere alla totale esternalizzazione del customer service del segmento consumer (ovvero il mercato privato).

Eppure risulta incomprensibile tale scelta soprattutto a fronte di una dichiarazione rilasciata dall’azienda a dicembre 2016 ai margini di un incontro con i sindacati: “Sul perimetro interno l’azienda conferma la forte responsabilità del management a tutti i livelli per garantire al meglio l’occupazione della neoazienda, ribadendo che al momento non vi sono indicazioni di preoccupazione per l’intero perimetro occupazionale interno”.

(fonte: https://www.mondomobileweb.it/60291-fusione-wind-tre-incontro-positivo-tra-i-sindacati-ela-nuova-joint-venture/)

Questa decisione ha completamente disatteso quanto comunicato ed effettuato dall’azienda sin dall’indomani dell’avvenuta fusione. L’azienda, infatti, in qualunque incontro con i rappresentanti dei lavoratori ha sempre ribadito, per mezzo di importanti figure dirigenziali, che la nascita di quello che di fatto è  diventato il primo gestore di telefonia mobile in Italia, avrebbe garantito non solo il  mantenimento degli attuali posti di lavoro, ma addirittura ne avrebbe creato di nuovi”. Questo è quanto riportato da un rappresentante sindacale dei dipendenti Wind Tre.

A febbraio  2017 risulta infatti stipulato un accordo di armonizzazione con i sindacati (finalizzato a riunire in un unico contratto i due contratti di secondo livello di H3G e WIND), nonché il protocollo di intesa tra  i committenti di attività di Contact Center e il MISE a cui WIND 3 ha aderito, i quali non davano adito ad alcuna intenzione di cedere all’esterno il customer service o qualunque altra attività aziendale.

La decisione di esternalizzare il customer service consumer, ha quindi, non solo lasciato allibiti i sindacati, ma ha gettato nel più profondo sconforto 900 lavoratori e le loro famiglie, giustamente preoccupati per il mantenimento del loro posto di lavoro.

Parliamo di 900 persone tra cui c’è anche chi lavora in H3 GITALIA sin dal 2002, la cui età media va dai 30 ai 45 anni, molti dei quali hanno coniugi, figlio, genitori anziani da accudire. In tale contesto risultano poco efficaci le rassicurazioni dell’azienda che afferma di voler garantire con l’esternalizzazione ‘gli attuali perimetri occupazionali’- prosegue in una nota il sindacalista– “Le recenti esperienze di esternalizzazione di 913 dipendenti VODAFONE in COMDATA, o di ALMAVIVA che solo pochi mesi fa ha chiuso la sede di ROMA con la perdita di 1600 posti di lavoro, dimostrano come le cessioni del ramo di azienda si traducano spesso – nel breve/medio termine- in licenziamenti, conflitti legali tra i dipendenti ceduti e la loro ex azienda (vedi caso VODAFONE costretta dai giudici italiani a re-integrare parte dei dipendenti esternalizzati) o peggioramenti delle con dizioni lavorative”.

“La decisione di WIND 3 di procedere all’esternalizzazione del Customer Service Consumer appare del tutto insensata alla luce delle precedenti considerazioni – che dimostrano come la cessione del ramo d’azienda si dimostri controproducente sia in termini di mantenimento dei posti di lavoro sia in termini di qualità del lavoro –ma non risulta neanche giustificata dall’attuale situazione economica della neo azienda che vanta essa stessa una solido equilibrio finanziario”.

Intanto è partito sui social il tam tam contro l’insensata decisione della Wind Tre: sabato 27 maggio, al grido di “FERMIAMO LE ESTERNALIZZAZIONI”, tutti i dipendenti Wind Tre del Viale Europa, presidieranno il negozio Tre e faranno volantinaggio per sensibilizzare i clienti Tre. L’appuntamento è alle 17.30 a Roma, Largo Apollinaire (zona Eur).

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Riportiamo i dati pubblicati da Wind Tre dai quali emerge una decisiva crescita, relativa ai Ricavi, che non motiva la scellerata decisione.

Wind Tre, primo trimestre 2017 in crescita: Ricavi+2,1%,EBITDA*+9,7%

Principali risultati consolidati al 31 marzo 2017

 Ricavi totali in crescita del 2,1% a 1.552milioni di euro

-Ricavi da servizi mobili a 1.048milioni di euro,+0,4% al netto dell’effetto dell’anno bisestile

-Ricavi da servizi del fisso a 269 milioni di euro, in aumento del 2,3%

-Segmento internet in continua crescita: ricavimobile+12,1%con clienti+5,0%,ricavi fisso+8,6% con  clienti broad band+2,4%

-EBITDA* pari a 517milionidieuro,inaumentodel9,7%

-Sinergie nel primo trimestre in linea con le attese, confermati in oltre i target previsti nel piano

-Generazione di cassa operativa pari a circa 277milioni di euro nel primo trimestre

-Wind Tre anticipa l’applicazione delle nuove disposizioni UE in materia di roaming

Moody’sm liorail rating assegnato a Wind Tre affermando un“outlook” positivo

Fonte: https://www.windtre.it/

Dichiarazioni dell’AD Maximo Ibarra relative al Primo trimestre 2017:

 “Il primo trimestre è decisamente positivo per il gruppo Wind Tre: il fatturato complessivo è aumentato del 2,1% assestandosi a 1.552 milioni di euro, con un Ebitda (utili prima degli interessi, delle imposte, del deprezzamento e degli ammortamenti) di 517 milioni pari a un +9,7%. 

L’azienda parte quindi col piede giusto e prosegue nel processo di integrazione tra le due realtà, processo già avviato e in rapido divenire. Ciò nonostante, l’azienda mantiene i due brand separati e può contare su buone performance nel settore della connettività fissa e soprattutto dell’internet mobile, dove l’aumento di fatturato è stato del 12,1%. Da segnalare tra l’altro, come riportato in precedenti approfondimenti, che il gruppo Wind Tre si è già adeguato (su entrambe le reti) all’abolizione dei costi di roaming decisa dall’UE e in esercizio per tutti gli operatori dal prossimo 15 giugno. I clienti del gruppo Wind Tre sono attualmente 30,9 milioni, con una leggera flessione dai 31,3 milioni del trimestre precedente: la quota di mercato rimane comunque da leader assoluto con il 37% a livello nazionale e 30,9 milioni di clienti nel settore mobile”.

Maria D’Auria

Castel Volturno, seduta pomeridiana per il Napoli: Allan ancora a parte, problemi per Albiol

Allenamento pomeridiano per il Napoli a Castelvolturno.

Gli azzurri preparano la partita dell’ultima giornata di Serie A di domenica pomeriggio (ore 18), contro la Sampdoria, a Marassi.

La squadra ha svolto attivazione in avvio e successivamente serie di partitine a campo ridotto.

Chiusura con seduta tecnico tattica ed esercitazioni al tiro.

Allan ha svolto differenziato sul campo, mentre Pavoletti ha fatto differenziato in palestra. Prima fase in gruppo e poi terapie per Albiol a causa di una leggera tendinopatia da sovraccarico al ginocchio destro.

Domani seduta pomeridiana.

 

Da sscnapoli.it

Otite curata con l’omeopatia, in coma bimbo di 7 anni

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E’ ancora in coma e grave il bambino di sette anni ricoverato mercoledì scorso nella rianimazione dell’ospedale ‘Salesi’ di Ancona per un’otite. Il bambino non sarebbe stato curato con gli antibiotici ma con l’omeopatia ed è arrivato in ospedale in condizioni gravi, questo almeno stando alle prime indiscrezioni raccolte e a quanto si legge nel bollettino medico diramato dal direttore sanitario degli Ospedali Riuniti di Ancona Alfredo Cordoni che, dopo ”l’ultima valutazione dei parametri vitali, respiratori, cardiocircolatori ed elettroencefalografici” del piccolo, che è originario di Cagli (Pesaro Urbino). recita:

“Dall’ultima valutazione dei parametri vitali, respiratori, cardiocircolatori ed elettroencefalografici risulta persistere uno stato comatoso grave”

Non c’è ancora la certezza di un nesso diretto fra la mancata terapia antibiotica e il peggioramento delle condizioni del bambino, che sarebbe stato trattato con farmaci alternativi per 15 giorni circa. Al ‘Salesi’ è stato anche sottoposto ad un intervento chirurgico, ma la prognosi resta riservata.

Master SBS, Totti: “Ho realizzato il sogno che avevo da bambino. I complimenti di Maradona? Ora posso smettere” PHOTOGALLERY, VIDEO!

DAL SALONE D’ONORE DEL CONI CLAUDIA DEMENICA

Questa mattina è arrivato l’ennesimo riconoscimento per il capitano della Roma: Francesco Totti è stato premiato con un diploma Honoris Causa nell’ambito della Cerimonia di Consegna Diplomi per la XII edizione del master SBS. Presente ache il presidente del CONI Giovanni Malagò. ViViCentro era lì con la sua inviata per realizzare una photogallery ed il contributo video della premiazione.

Ringrazio tutti per questo bellissimo e inaspettato diploma. Lo sport ti gratifica, ti aiuta ad andare avanti nella vita, a conoscere persone nuove, obiettivi importanti. Ho realizzato il sogno che avevo da bambino. Ci sono arrivato piano piano, con la famiglia, la determinazione e la fortuna. Con la voglia di costruire un futuro. Non ho avuto la fortuna di fare questo master, non so se l’avrei preso (ride, ndr). Adesso però vorrei anche il cappello!“, ha detto Totti quando è stato chiamato sul palco.

E ancora:

Quanto significa la famiglia per lei?
La famiglia è la cosa più importante, ti insegna il rispetto e l’aiuto per il prossimo. La famiglia ti fa crescere nella condizione migliore. Ho mia madre e mio padre che anche oggi mi aiutano, grazie a loro sono arrivato qui

Quando Maradona ha detto che sei il più grande che ha visto, cosa hai pensato?
Posso anche smettere (ride, ndr)

A fine evento, la premiazione e persino un selfie con gli altri diplomati

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Foto, video e pezzo dell’inviata Claudia Demenica copyright-vivicentro

Ritiro Dimaro- Presentato il programma a Castelvolturno: in conferenza Formisano, Insigne e Albiol

Ritiro Dimaro- Presentato il programma a Castelvolturno: in conferenza Formisano, Insigne e Albiol

Si avvicina il ritiro di Dimaro: il Napoli, questa mattina, ha illustrato il programma del ritiro azzurro. Presenti in conferenza, oltre che al direttore marketing Formisano e il direttore Adp Luciano Rizzi, anche Insigne e Albiol.

Formisano: “Ringrazio anche a nome del presidente, lì ci sentiamo a casa. Sono luoghi molto belli e la macchina organizzativa funziona bene, lo riscontriamo quando invece abbiamo problemi nel nostro territorio. Le date individuate da Sarri e Giuntoli sono arrivo il 5 e partenza 25 per i preliminari, invece nell’ipotesi di un accesso diretto arrivo l’8 e partenza 27. Ci sarà un rapporto simbiotico con territorio e tifosi, il villaggio che organizziamo fuori dallo stadio sarà realizzato ed implementato con accesso gratuito per l’intrattenimento. Avremo un programma di piazza con artisti celebri, due serate Made in Sud, Rivieccio che deve confermare la sua presenza e Decibel Bellini. Confermati obiettivi? Dovrebbe rispondere lo staff tecnico, noi andiamo lì con soddisfazione perché ci danno tutte le opportunità di fare il massimo. Quando i vari staff hanno espresso delle necessità loro ci hanno sempre supportato. Amichevole con Maradona? Ci stiamo lavorando, abbiamo parlato col suo procuratore, non possiamo confermare la data perché avrà impegni prima e dopo con la Fifa. Tournée estive? Abbiamo sempre seguito le esigenze dello staff, anche se abbiamo giocato l’Emirates Cup a Londra, a Barcellona. Con l’allenatore ragioneremo sulle esigenze, il calibro degli avversari e finalizzeremo le scelte. Favoriamo sempre l’aspetto tecnico su quello economico”.

Il direttore dell’Adp Luciano Rizzi: “Stiamo trattando il rinnovo col Napoli, siamo molto soddisfatti di questo lungo periodo. Non usiamo il Napoli per dire che vengono lì 4-5 giorni e dopo 7 anni si è legati anche da un rapporto d’amicizia e non solo dal denaro. Siamo impegnati a proseguire con questo matrimonio, siamo convinti di riuscirci”.

Insigne: “Gruppo maturo? Sì, lo stiamo dimostrando, quest’anno a Dimaro partiremo con obiettivi importanti, lavorando da tempo insieme. Speriamo che l’anno prossimo si realizzi qualche sogno. Totti ritiro? Dispiace sempre, è sempre un campione, ha dato tanto per la sua città e gli faccio tanti complimenti. Ha rifiutato tante proposte importanti per giocare con quella maglia, vincendo lo Scudetto, ha lottato sempre per la città. Spero di fare la sua carriera, restando così più a lungo possibile e vincere anche io un trofeo importante come ho sempre sognato e come farò sempre. Sono qui da 5 anni, negli ultimi 2 è cresciuto molto, si vede la mano del tecnico, ci insegna tanto. Non che con gli altri si giocava male, ma il gioco di squadra ora è importante e speriamo di crescere ancora. Continuando così è il Napoli più forte in cui ho giocato.  Aiuteremo Mertens con la classifica capocannonieri? Sì, come sempre abbiamo fatto. Proveremo a metterlo in condizione di segnare, merita questo traguardo e speriamo che vinca lui. Con l’Udinese mi sono sbloccato penso a livello mentale, i tifosi si attendono sempre di più da me, un po’ la pressione… ma l’importante che poi sono arrivati i gol ed il nuovo tridente è andato molto bene”.

Albiol: “Ci divertiamo in campo, sappiamo che dobbiamo lavorare tanto, ma speriamo che sarà un anno bello, ci saranno avversari forti ma abbiamo le potenzialità. Non dobbiamo farci scappare punti come quest’anno. Il lavoro in Trentino è importante, vogliamo fare un grande campionato e migliorare.  Sappiamo che siamo un grande gruppo, una grande squadra, se restiamo tutti possiamo fare grandi cose. Ci divertiamo in campo ed è difficile trovarlo altrove, ma sappiamo che non è facile. Non possiamo dire che sicuro vinceremo, ma dovremo lavorare tanto e fare 38 buone partite e fare 90 punti per vincerlo. Napoli più forte? Sì, i numeri lo dicono, ha fatto i record di tutto. C’è la rosa, il mister può cambiare e la squadra resta ad un livello alto. Pressione futura? Sappiamo che dovremo giocare partita per partita, dobbiamo continuare su questa squadra, ma dopo due anni con lo stesso allenatore non cambierà la pressione. Ci sarà pressione già ad agosto, non è un problema. La pressione ci sarà alla fine se saremo davanti.”

Sindaco Menghini:C’è un legame tra la nostra comunità, tutta la Val di Sole che racchiude 15mila persone, ed i napoletani. Veniamo spesso a Napoli a vedere le partite, la perfezione del gioco del Napoli, merito dello staff tecnico. E’ un rapporto che non va perso, dopo due legislature voglio portare a termine questo impegno e ci è stato assicurato l’impegno economico per andare avanti”.

Pavoletti, l’agente: “Difficile possa lasciare il Napoli, il ragazzo vuole restare”

Carlo Pallavicino, agente di Leonardo Pavoletti, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc rilasciando alcune dichiarazioni:

“Non credo che Leonardo lascerà il Napoli. E’ arrivato nel mercato di gennaio e c’è bisogno dii tempo per valutarlo. Sarebbe felice di restare, di queste cose si occupa il mio socio Giovanni Branchini. Un suo gol alla Sampdoria? Mi piacerebbe molto”.

Rai – Il Napoli continua a lavorare ai rinnovi di Ghoulam e Sarri: i dettagli

Ciro Venerato, giornalista della Rai ed esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

“Per il rinnovo di Ghoulam sono continui i contatti tra Giuntoli e l’agente. Vista la situazione, credo che non siano arrivate offerte da parte di altri club.
Sarri? Qualcosa potrebbe accadere già nella giornata di martedì. L’allenatore non vuole cambiare il contratto in quanto preferirebbe decidere il suo futuro da solo. Non è da escludere un adeguamento senza cambiare il contratto in essere. Il rinnovo potrebbe arrivare solo a cifre importanti.
Schick? Il Napoli ha altri obbiettivi, si cercano un portiere, un terzino e un esterno”.

Rai – Reina potrebbe partire senza il rinnovo: Szczesny il candito numero uno

A Radio Crc, nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’, è intervenuto Ciro Venerato, giornalista della Rai ed esperto di calciomercato. Ecco quanto evidenziato:

“La società e Pepe Reina hanno bisogno di un chiarimento, magari dopo la gara contro la Samp. Lo spagnolo si aspetta il rinnovo ma De Laurentiis non è dello stesso avviso. Se il prolungamento non dovesse arrivare Quilon potrebbe presentare qualche offerta a Pepe.
In caso di partenza, il profilo numero uno resta Szczesny. Bisogna capire le intenzioni dell’Arsenal, il Napoli si aspetta una valutazione intorno ai 15 milioni. Per l’ingaggio non ci dovrebbero essere problemi, siamo vicini ai 3 milioni a stagione.
Leno? Il Bayer Leverkusen chiede 30-40 milioni, senza Champions diretta il Napoli non può permettersi queste cifre. Stesso discorso per Kepa che pare destinato al Barcellona. Non sono da escludere le piste Skorupki e Neto”.

Gragnano, vendeva prestazioni sessuali nel centro estetico. Il blitz dei carabinieri.

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Gragnano – Vendeva prestazioni sessuali la dipendente del centro estetico in piazza Trivione che ieri è stato sequestrato dopo il blitz dei carabinieri e dei militari dei Nas.

Le forze dell’ordine prima di accedere nella struttura, hanno sorvegliato la zona da una discreta distanza, finchè dal centro non è uscito un cliente. L’uomo è stato fermato e poi ha confessato di aver pagato per un rapporto sessuale con un’impiegata del beaty center.

I militari dell’arma durante i primi controlli hanno scoperto che l’esercizio svolgeva la propria attività senza alcuna autorizzazione, ulteriori accertamenti hanno appurato che la donna che elargiva il suo corpo in cambio di soldi, lo faceva volontariamente senza che nessuno ne sfruttasse la prostituzione.

L’immobile e tutte le attrezzature presenti nel salone di bellezza sono sotto sequestro.

 

Juve Stabia vs Reggiana: La storia si ripete, oltre al danno anche la beffa.

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La partita Juve Stabia vs Reggiana ha avuto un esito sportivamente ingiusto con l’eliminazione delle Vespe dai Play Off e il passaggio del turno dei granata di Mister Menichini.

Tutti gli addetti ai lavori hanno avuto la sensazione che la direzione arbitrale ha “indirizzato” con le proprie decisioni, sbagliate o in malafede, la partita verso il pareggio.

L’impostazione tattica del Mister Menichini, improntata ad una tattica di catenacciara memoria, è stata di fatto aiutata dalla direzione della terna arbitrale, ben cinque sono le decisioni errate prese a favore della Reggiana:

  1. Ad inizio partita Francesco Lisi, dopo aver superato l’avversario, entra in area e viene spinto alle spalle. Possibile rigore non sanzionato.
  2. Dopo pochi minuti fallo su Ripa che si alza e serve subito Marotta che viene atterrato al limite dell’area dal difensore avversario in una chiara azione da gol. Nella circostanza il difensore viene solo ammonito e non espulso.
  3. Al 30′ Ripa segna di testa un gol regolarissimo che prima viene convalidato dall’arbitro per poi essere annullato dallo stesso su segnalazione del secondo assistente di gara.

4. Carlini, gia’ ammonito,commette fallo da dietro su Mastalli e non viene ammonito per la seconda volta.

5. Nei minuti finali della partita fallo di mano di un difensore avversario, in piena area, ed il direttore di gara sorvola ancora.
In tanti, secondo noi poco tifosi della Juve Stabia o comunque poco obiettivi, hanno affermato che al netto di questi episodi, le vespe avrebbero avuto tutto il tempo per poter realizzare la rete del vantaggio. Se in astratto questa idea potrebbe essere condivisibile, nel concreto non può essere accettata. I calciatori saranno anche dei professionisti ma sono pur sempre degli esseri umani che vengono condizionati dalle decisioni arbitrale soprattutto se sono così spudoratamente contrarie alla propria squadra e così numerose. Poi c’è una regola fondamentale del calcio: quando la palla varca la linea di porta senza che nessuno commette fallo è un gol da assegnare!

Oltre al danno è arrivata anche la beffa. Ieri ci sono stati i sorteggi delle Final Eight e si attendevano anche le risultanze del giudice sportivo. Proprio in merito alla Juve Stabia il giudice sportivo basandosi sui referti arbitrali e su quelli del commissario di campo e del procuratore federale, ha squalificato il Presidente della Juve Stabia fino al 31 luglio del 2017 e multato la società di 5000 euro per le intemperanze del pubblico di casa.

Questo è il comunicato ufficiale della Lega Pro (clicca qui):

Il Giudice Sportivo Not. Pasquale Marino, assistito dal Rappresentante dell’A.I.A. Sig. Roberto Calabassi, nella seduta del 25 Maggio 2017 ha adottato le deliberazioni che di seguito integralmente si riportano:

DIRIGENTE

INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ IN SENO ALLA F.I.G.C. A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA’ NELL’AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 31 LUGLIO 2017 MANNIELLO FRANCESCO (JUVE STABIA S.R.L.) perché, al termine del primo tempo di gara, si introduceva indebitamente negli spogliatoi avvicinando l’arbitro per rivolgergli reiterati insulti e minacce; tale comportamento veniva reiterato al termine della gara (r.cc. e proc.fed.).

SOCIETA’

AMMENDA di € 5.000,00 JUVE STABIA S.R.L. perché propri sostenitori, durante la gara, lanciavano sul terreno di gioco numerosi accendini e bottigliette d’acqua semipiene in direzione degli assistenti arbitrali unitamente a numerosi sputi; un’assistente arbitrale veniva colpito alla schiena da una bottiglietta d’acqua semipiena, senza conseguenze e raggiunto da numerosi sputi (r.A.A. e r.cc.).

Come già scritto nella giornata di ieri (clicca qui) si ripete in tutto e per tutto quello che è accaduto a Bassano nel campionato 2014-2015 quando le vespe, scippate del sogno promozione dal Sig. Serra di Torino, vennero poi sanzionate per la reazione, o meglio per la richiesta di spiegazioni, da parte del Presidente Manniello che fu nella circostanza squalificato.

Questo deve insegnare a tutti gli “amanti” del calcio che lamentarsi non serve a nulla, perchè il coltello è sempre dalla parte del manico di chi arbitrariamente decide il destino di una società calcistica. Si dovrebbe avere “rispetto” per il lavoro e per i sacrifici di una società come la Juve Stabia che in piena crisi economica investe soldi per fare calcio. Soldi che muovono l’intero carrozzone, compreso gli arbitri, i commissari di campo, i procuratori federali, i giudici sportivi ecc ecc.

Il comportamento del pubblico stabiese è stato eccellente sotto tutti i punti di vista, è accorso in un buon numero allo stadio e, al netto di qualche episodio, ha subito con estrema eleganza i torti arbitrali, ringraziando la squadra per l’impegno profuso in campo. Verso questi tifosi, la classe arbitrale,  dovrebbe avere più rispetto evitando di fare i protagonisti e facendo estrema attenzione nel prendere determinate decisioni.

Le richieste di chiarimento dopo Bassano non hanno avuto risposta e pensiamo che anche quelle di Juve Stabia vs Reggiana resteranno inascoltate.

Napoli alla ricerca di un numero uno per il post Reina: Leno in pole ma si valutano altri profili

Dopo le vicende degli ultimi giorni risulta ormai palese che il Napoli stia cercando il sostituto di Pepe Reina. L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport fa il punto sui diversi profili seguiti dalla società partenopea:

“L’ultima indiscrezione in ordine di tempo, riguarda Bernd Leno, 25 anni, portiere del Bayer Leverkusen e nazionale tedesco. Giuntoli lo segue da parecchio e il suo profilo potrebbe corrispondere alle esigenze del club che, appunto, vuole puntare sui giovani, ma che abbiano quantomeno un po’ di esperienza europea. E Leno l’ha acquisita, sia con la nazionale di Germania sia con la propria squadra di club. Quest’anno ha giocato anche la Champions League, uscendo agli ottavi di finale. Il tedesco è nella lista l’unico portiere che arriverebbe dall’estero.

Mentre sul fronte italiano, oltre a Szczesny, il direttore sportivo napoletano sta seguendo anche Lukasz Skorupski, 26 anni, in forza all’Empoli (di proprietà della Roma), e il giovane Alex Meret (20). Quest’ultimo verrebbe acquistato dall’Udinese, proprietaria del cartellino, e lasciato un altro anno alla Spal, per fargli giocare un campionato di Serie A, dopo essere stato tra i principali protagonisti dello storico ritorno nella massima serie del club ferrarese”.

Attacco in Egitto: spari contro un bus di cristiani (Debora VELLA)

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Attacco armato a un convoglio di autobus che trasportava cristiani copti a Menyah, nel sud dell’Egitto.

Un  commando di dieci uomini armati di mitragliatrici e con addosso divise militari ha bloccato il mezzo, e salito a bordo ha aperto il fuoco sui passeggeri. Secondo quanto scritto da un testimone su Twitter, uno degli assalitori ha anche filmato il massacro. Gli assalitori sarebbero arrivati a bordo di tre automobili. I bus con a bordo i cristiani copti erano due e si dirigevano al monastero di Anba Samuel. Al momento non è arrivata alcuna rivendicazione.

Il bilancio temporaneo dell’attacco è di 35 morti, secondo quanto riferito su Twitter dall’ex portavoce della chiesa copta ortodossa, Anaba Ermya. I feriti sono stati trasportati presso l’ospedale di Maghagha, sito nella stessa provincia di Menyah e tra le vittime ci sarebbero anche molti bambini. Il portavoce del ministero della Salute, Khaled Megahed, ha invece parlato di almeno 25 morti e 27 persone feriti. Ma il bilancio è in continuo aggiornamento.

A seguito dell’attacco, il presidente egiziano Abdul Fattah al-Sisi ha convocato una riunione con i responsabili della Sicurezza. Intanto, le forze speciali egiziane hanno bloccato tutti punti d’ingresso e di uscita da Menyah, per impedire al commando di fuggire.

I COPTI D’EGITTO

Sono circa otto milioni, il 10 per cento della popolazione. Sono la più grande comunità cristiana del Medio Oriente e la più importante minoranza del Paese dalle antichissime origini. L’attacco di oggi è solo l’ ultimo in ordine di tempo. I copti sono presenti in tutto il Paese e in tutte le categorie sociali, anche se loro si considerano fuori da alcuni settori come la giustizia, l’università o le forze dell’ordine. I primi monaci copti vissero in Egitto nel IV secolo e la loro è stata una delle chiese a soffrire di più dall’avanzata islamica nel Nord Africa. La maggior parte dei copti aderisce alla Chiesa ortodossa copta. Il resto del gruppo è spartito tra la Chiesa cattolica copta e varie confessioni cristiane protestanti.

Debora VELLA

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Caos abbonamenti, inviate lettere di diffida al Napoli: disparità rispetto ai singoli biglietti

Pronta a scatenarsi una vera e propria battaglia legale tra il Napoli e gli abbonati. A questi ultimi non è andato giù il trattamento ricevuto questa stagione. A Castel Volturno sono pervenute numerose lettere di diffida da parte dei tifosi. Come riporta l’edizione odierna de Il Mattino, gli abbonati si sono ritrovati a pagare un importo maggiore rispetto alla somma dei singoli biglietti. Questo a causa delle diverse promozioni proposte da Aurelio De Laurentiis quest’anno. L’unica eccezione è per gli abbonati delle due Curve che hanno pagato ogni gara come un tifoso normale. Disparità enorme per gli altri settori del San Paolo.