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Alessandro Louati: Felice della chiamata della Juve Stabia. Castellammare è una piazza a cui non puoi dire no

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Al termine del derby Pro Vercelli – Novara terminata con la vittoria dei padroni di casa per 1-0, si è presentato in sala stampa il centrocampista dei vercellesi Alessandro Louati fresco di firma del contratto con la Juve Stabia.Queste sono state le sue parole ai canali ufficiale della Pro Vercelli:

Alessandro, ti abbiamo visto fino all’ultimo momento portare palla a 50 metri al novantesimo per salvare il risultato.

Quali sono le tue sensazioni questa sera con questo pubblico e con questa vittoria?

“Stasera direi che davvero è stata la serata perfetta, perché è stata la mia prima vittoria nel derby, poi in casa, davanti ai nostri tifosi è tutto speciale, e penso che abbandonare la società che mi ha accolto, che mi ha cresciuto, in questo modo era davvero un sogno.”

Alessandro, in bocca al lupo per la tua futura carriera, tu sei cresciuto nel settore giovanile della Pro Vercelli, hai esordito tre anni fa, un bel campionato, l’altro anno è stato proprio disastroso, tutto l’anno fermo per la Pubalgia.Quest’anno hai sofferto all’inizio, però adesso stai migliorando sempre più.

Insomma, questa è la storia di questa tua permanenza a Vercelli.  

“Sì, esatto.Il primo anno ho esordito con Lerda in panchina, è stata una bella annata, comunque da gennaio in poi sono riuscito a trovare continuità.

Abbiamo anche centrato i play-off.L’anno dopo la Pubalgia mi ha tenuto lontano dai campi davvero tanto tempo (quasi un annetto e mezzo), tanto che l’anno scorso ho fatto solo la prima di campionato qua in casa, e poi sono stato tutto il tempo fermo ai box, poi mi sono operato, e quest’anno è iniziato bene l’anno e proseguito ancora meglio.”

Sulla trattativa last minute con la Juve Stabia cosa pensi?

“Non me l’aspettavo neanche io, mi ha chiamato oggi il mio agente, mi ha detto che c’era questa possibilità, ovviamente è stato uno shock in positivo, perché ad una piazza come Castellamare è difficile dire di no, però oggi c’era il derby, ho cercato di rimanere il più concentrato possibile sulla partita per portare a casa i tre punti, e fortunatamente ce l’abbiamo fatta.”

Questo tuo passaggio di categoria è proprio la consacrazione, la tua crescita di questi anni, questa sera abbiamo avuto dimostrazione, c’è un messaggio che ti senti di dare ai tifosi, ma anche ai tuoi compagni, anche ai più grandi che sono qua?

“Ai tifosi li ringrazio per tutto il calore che ci danno, per tutto l’aiuto che ci danno durante la partita, soprattutto oggi in casa, che appunto era il mio primo derby in casa.

Li ho sentiti proprio vicini alla squadra.E poi sicuramente un grazie appunto al direttore, che ha sempre creduto in me, alla Primavera, al mister, anche al mister passato che mi hanno dato sempre fiducia, e poi al gruppo, perché davvero sono dei ragazzi incredibili che meritano tanto.”

Quale è il tuo ricordo di questi tuoi anni con la Pro Vercelli e un desiderio per la tua nuova avventura con le Vespe.

“Il ricordo sicuramente è stato l’esordio a Trento, nell’anno di Lerda, anche lì è stato abbastanza tutto last minute, perché mi ricordo che eravamo in ritiro, ero in camera, mi ha chiamato il team manager e da lì a poco mancavano due ore alla partita, il mister mi ha detto che avrei giocato a titolare, non me l’aspettavo, quindi sicuramente quello è stato un bel ricordo.
E poi per quanto riguarda la nuova esperienza non posso che augurarmi che tutto vada per il meglio, niente questo.”

Alessandro, in valigia che cosa metti di Vercelli e a Castellammare di Stabia che Alessandro Louati arriva?

“In valigia da Vercelli sicuramente mi porto lo spirito nel senso di mai mollare, perché l’anno scorso sono passato da un anno in cui giocavo, ero giovane, promettente, all’anno scorso che ero completamente sparito dai radar, chiamavo giusto quelle due persone, mia madre, e però nonostante questo non ho mai mollato, sono sempre stato con la testa giusta a recuperare a cercare di uscirne e alla fine ce l’ho fatta; è andata bene quest’anno.
A Castellammare arriva un Alessandro sicuramente con tanta voglia, tanta voglia di mettersi in mostra, di imparare sicuramente.”

Procopio (Int): “Con radioligandi teragnostica in cancro prostata avanzato”

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(Adnkronos) – "La terapia con radioligandi non solo vede l'accesso e l'ingresso della teragnostica nel carcinoma della prostata ma rappresenta una svolta per i pazienti con la forma avanzata.Vuol dire che identifichiamo dei bersagli attraverso una diagnostica, un'imaging sofisticata e su questi bersagli andiamo a definire un percorso di cura mirato e personalizzato che è basato sull'impiego di radioisotopi che agiscono su degli antigeni di membrana che sono espressi sulla superficie delle cellule di tumore della prostata.

I vantaggi sono diversi: per il clinico quello di poter utilizzare un meccanismo di azione diverso e una medicina di precisione, per il paziente il vantaggio è l'efficacia antitumorale già dimostrata e validata in molteplici studi clinici.Quindi ha un impatto sul tumore, sul rallentamento della malattia, sul controllo dei sintomi, sulla sopravvivenza globale e sulla qualità di vita del paziente".

Lo ha detto all’Adnkronos Salute Giuseppe Procopio, responsabile dell’Oncologia Medica Genitourinaria presso la Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano, commentando l’ammissione alla rimborsabilità da parte di Aifa alla terapia Lutetium (177Lu) vipivotide tetraxetan, il primo radioligando per cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione. "Questa terapia colpisce selettivamente le cellule tumorali che esprimono sulla superficie il recettore Psma, presente in oltre l’80% dei pazienti con malattia metastatica – sottolinea Procopio – Lo studio clinico di fase 3 (Vision) ha dimostrato una riduzione del 38% del rischio di morte rispetto al miglior standard di cura.Lutetium (177Lu) rappresenta una soluzione terapeutica importante che può migliorare significativamente sia la qualità che l’aspettativa di vita dei pazienti, aprendo nuove opportunità terapeutiche.

Quindi l'arrivo di Lutetium (177Lu) sarà un sensibile passo avanti nel tentativo di cronicizzare la malattia oncologica avanzata". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Tony Effe e Fedez ‘lasciati a piedi’: ecco a chi il pubblico darebbe un passaggio

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(Adnkronos) – Era il 2021 quando Zlatan Ibrahimovic, allora co-conduttore del Festival di Sanremo, rischiò di non arrivare in tempo perché bloccato nel traffico.Ci riuscì solo grazie al passaggio di un motociclista.

Ma se avvenisse oggi, e a bordo strada gli italiani trovassero i cantanti in gara nella kermesse 2025, a chi darebbero e a chi non darebbero uno strappo per arrivare in tempo?Se Giorgia arriverebbe di sicuro sul palco, Tony Effe e Fedez rimarrebbero a piedi. Dall’indagine, commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG Different , è emerso che sul palco arriverebbero di sicuro non solo la cantante romana (prima in questa speciale classifica con il 34% degli italiani più che disposti a darle un passaggio), ma anche Elodie (seconda con il 31%) e Massimo Ranieri (terzo con il 26%).

Appena sotto al podio, ma con ottime probabilità di arrivare comunque a esibirsi per tempo grazie all’aiuto degli automobilisti di passaggio, Francesco Gabbani (quarto con il 19%), i The Kolors (18%) e Marcella Bella (17%). Il perché della scelta?Il primo dei parametri in base a cui gli intervistati dichiarano di aver deciso sono le capacità artistiche (94,5%) e l’empatia o simpatia (87,2%).

Solo terza la bellezza fisica (42,2%).Andando nello specifico dei tre 'vincitori' del sondaggio, il 61% del campione darebbe un passaggio a Giorgia per le sue capacità artistiche, il 21%, invece, la accompagnerebbe all’Ariston per la sua simpatia. Elodie ha, prevedibilmente, sbaragliato molti per la sua bellezza fisica (59% di chi la accompagnerebbe per arrivare sul palco), ma ha raggiunto percentuali importanti anche per l’empatia (18,3%) che mostra in pubblico ai suoi fan e per le sue doti canore (12,3%), curiosamente molto apprezzate anche dagli over 65 (in questo sotto campione il dato arriva addirittura al 24,8%).

Sono il talento (55,3%) e la simpatia (16,3%), invece, i principali motivi per cui gli italiani riserverebbero un posto in auto a Massimo Ranieri.  Ma chi sono quelli che invece gli italiani lascerebbero a piedi?Su tutti spiccano Tony Effe (48,4%) e Fedez (46,1%), terzo posto in questa sgradevole classifica, sia pure con una percentuale nettamente più bassa, per Achille Lauro (25,4%).

Avrebbero serie difficoltà ad arrivare per tempo anche Willie Peyote (13,9%), il gruppo creato ad hoc per il Festival Shablo, Gué, Joshua e Tormento (13,4%) e Rocco Hunt (13%).Nel caso degli artisti lasciati a piedi, però, non vengono esplicitate le ragioni della scelta. Se qualcuno ottenesse un passaggio, molti altri rimarrebbero a lungo in autostrada e allora Facile.it ha anche chiesto ai rispondenti al sondaggio quale, fra le canzoni vincitrici delle ultime 10 edizioni del Festival vorrebbero ascoltare per alleviare lo stress della coda. 'Due vite' di Marco Mengoni (vincitrice del 2023, prima in questa classifica con il 40,9% delle risposte), 'Occidentali’s karma' di Francesco Gabbani (2017, con il 37,6%) e 'Grande amore' de Il Volo (2015, con il 36%) sono le canzoni preferite dal campione.

Quarto posto per 'La Noia' di Angelina Mango (vincitrice della scorsa edizione del Festival) che precede 'Fai Rumore' di Diodato, primo nell’edizione 2020 (32,5%).Curiosamente solo sesti i Måneskin con la loro 'Zitti e buoni' (31,2%) brano che proprio nel 2021 non solo li portò in cima alla classifica del Festival, ma gli spalancò le porte del successo internazionale e a vincere l’Eurovision Song Contest. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Festival di Cannes, Juliette Binoche presiederà la giuria

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(Adnkronos) – Juliette Binoche presiederà la giuria della 78esima edizione del Festival di Cannes che si terrà dal 13 al 24 maggio.L'attrice con una carriera costellata da circa 70 film, presiederà la giuria del Festival che si terrà dal 13 al 24 maggio.

Il suo primo ruolo importante, in 'Rendez-vous' di André Téchiné, fu presentato proprio a Cannes nel 1985. "Non vedo l'ora di condividere questa esperienza di vita con i membri della giuria e il pubblico.Nel 1985, salivo gli stessi gradini per la prima volta con l'entusiasmo e l'incertezza di una giovane attrice; non avrei mai immaginato di tornare 40 anni dopo nel ruolo onorario di presidente della giuria.

Apprezzo il privilegio, la responsabilità e l'assoluto bisogno di umiltà", ha detto Binoche.  Juliette Binoche succederà alla regista americana Greta Gerwig, segnando la seconda volta nella storia del Festival in cui la presidenza passa da una donna a un'altra.Il precedente risale al 1965 quando Olivia de Havilland passò il testimone all'icona del cinema italiano Sophia Loren. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cyberbullismo, ‘Safer Internet Day 2025’, Moige lancia campagna social con testimonial vip

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(Adnkronos) – In occasione del Safer Internet Day 2025, il Moige rinnova con determinazione il suo impegno nelle scuole, con l'Istituto Plinio il Vecchio di Cisterna di Latina e l'Istituto Agnoletti di Campi Bisenzio, in Toscana, che ospiteranno l’11 febbraio le attività di formazione rivolte a studenti, docenti e genitori, con il coinvolgimento dei "Giovani Ambasciatori" e del centro mobile antibullismo del Moige: un ufficio itinerante dotato di personale specializzato che raggiunge scuole e comuni per coinvolgere direttamente studenti, docenti e famiglie in attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo.Questo servizio itinerante avrà il vantaggio di raggiungere anche le cittadine più lontane, offrendo un'opportunità unica di formazione e sensibilizzazione. Il Moige parte oggi, anche con una campagna social di informazione sulla sicurezza online, coinvolgendo testimonial di rilevanza nazionale: Carlo Conti, Alessandro Borghese, Casa Surace, Angelica Massera, Lorenzo Baglioni, Jack Nobile e Giulia Latini.

Attraverso video, post e storie, gli influencer inviteranno i loro follower a riflettere sull'importanza di un uso sicuro e consapevole di Internet, diffondendo consigli pratici per prevenire i pericoli del web e combattere il bullismo online.L'obiettivo è sensibilizzare i minori sui rischi connessi alla rete e promuovere comportamenti responsabili e positivi online. Secondo i dati della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, nel 2024 sono stati registrati circa 12.000 attacchi informatici, con una tendenza in continua crescita.

Il 72% dei ragazzi italiani tra i 13 e i 17 anni è attivo sui social media, con un incremento del 15% rispetto al 2023 (Istat, 2024).Inoltre, oltre il 46% dei minori ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo o cyberbullismo almeno una volta nella vita (EU Kids Online, 2024).

Tra i fenomeni emergenti, l'Internet Addiction Disorder (IAD) sta acquisendo sempre più rilevanza, portando a una crescente dipendenza tra i giovani, che minaccia le loro relazioni sociali e li isola dal mondo reale.Parallelamente, il cyberbullismo sta aumentando, con un forte picco di aggressività soprattutto tra i ragazzi tra i 13 e i 24 anni.

Il cattivo uso della rete è anche responsabile di episodi di violenza, abusi su animali e adescamenti minorili (Indagine conoscitiva sul degrado materiale, morale e culturale nella condizione dei minori in Italia, con focus sulla diffusione di alcool, nuove droghe, aggressività e violenza, 2024).  La portata di questi fenomeni sottolinea la necessità di un'informazione e formazione adeguate, che coinvolgano docenti e alunni e genitori, trasformando la sicurezza online in un'opportunità di riflessione e confronto.Questo rappresenta un momento di crescita importante per tutta la comunità scolastica e civile. "Durante questa importante occasione, vogliamo ribadire l'importanza di un uso sicuro e consapevole di Internet e delle tecnologie da parte dei minori. È fondamentale che i giovani siano protetti dai rischi legati alla privacy, al cyberbullismo e alla disinformazione.

La sicurezza online è una responsabilità di tutti noi, e solo con l'impegno di tutta la società e delle istituzioni possiamo garantire un ambiente digitale più sicuro per le future generazioni", ha dichiarato Antonio Affinita, direttore generale del Moige. Da oltre 15 anni il Moige si dedica alla promozione di un uso consapevole di Internet e delle nuove tecnologie, con l'obiettivo di tutelare ragazzi, genitori e insegnanti di ogni età.La sicurezza online non riguarda solo i minori, ma anche tutte le persone che, a causa di una formazione digitale insufficiente, rischiano di diventare vittime di crimini informatici.

Negli ultimi otto anni, grazie al sostegno di aziende, enti e donatori, il Moige ha raggiunto oltre 1.900 scuole, coinvolgendo 432.250 studenti, 11.800 docenti e 864.500 genitori. È stata altresì creata una rete nazionale di 8.583 "Giovani Ambasciatori", giovani formati sui temi del contrasto al bullismo e alla sicurezza online, che operano come sentinelle e formatori nelle scuole, sensibilizzando i loro coetanei e prevenendo episodi di bullismo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Spreco alimentare, progetto ‘Buon Fine’ di Coop Lombardia compie 20 anni

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(Adnkronos) – Ogni giorno la grande distribuzione genera massicci volumi di prodotti alimentari ritirati dagli scaffali perfettamente integri e commestibili che, per scadenza ravvicinata o confezione esterna ammaccata, non possono essere riproposti alla vendita.Con il progetto ‘Buon fine’ di Coop Lombardia nel solo 2024 sono state recuperate 1.800 tonnellate di cibo, donate ad associazioni no profit che operano sul territorio, molto spesso in prossimità dei punti vendita.

In occasione dell’anniversario dell’iniziativa e della Giornata Internazionale contro lo Spreco Alimentare, che ricorre il 5 febbraio, la stessa Cooperativa ha organizzato un evento speciale al Barrio’s Live a Milano. L'iniziativa è stata, inoltre, motivo per approfondire il tema dello spreco alimentare e della cooperazione insieme a ospiti d’eccezione.In vent’anni, “il bilancio è molto positivo”, dice il presidente di Coop Lombardia, Alfredo De Bellis.

Lo dicono i numeri: “oltre 75 milioni di euro di merce donata e 25 milioni e mezzo di pasti garantiti a tantissime persone – fa sapere il presidente – Da questo progetto è nata anche la consuetudine di donare, oltre a cibo in scatola, anche carne, latticini, frutta e verdura”.Un progetto dalla duplice veste, solidale e rispettoso dell’ambiente, dal quale sono nati due progetti paralleli.

Uno di questi è 'Dona la spesa' “che ci consente di donare con continuità il cibo alle persone, grazie a spazi, approntati fuori dai negozi di Coop Lombardia, in cui soci e clienti possono acquistare del cibo e donarlo al progetto”, spiega il presidente di Coop Lombardia.L’altro progetto è invece 'Mangiami subito' che prevede “l’acquisto di cibo prossimo alla scadenza a prezzi fortemente scontati”, le parole di De Bellis. Nei suoi vent’anni di vita, il progetto 'Buon fine' ha dato a Coop Lombardia la possibilità di attivare e rafforzare “rapporti con 120 tra cooperative, associazioni, realtà del mondo del volontariato e istituzioni – spiega il presidente – riuscendo ad alimentare delle reti sul territorio che consentono di attivare un meccanismo sempre più forte di inclusione sociale”. “Considero che ‘Buon fine’ sia parte integrante della food policy di Milano – dice il vicesindaco di Milano, Anna Scavuzzo – Questa capacità di creare un raccordo fra il sistema pubblico e il sistema privato si può concretizzare solo se c'è la capacità di essere quotidianamente al servizio di quelli che sono gli obiettivi più grandi.

Inoltre – aggiunge- il progetto dà la possibilità di arrivare a chi magari non conosce queste iniziative.C'è una dimensione concreta nella raccolta e nella redistribuzione – conclude il vicesindaco Scavuzzo – ma c'è anche un grande valore educativo di comunicazione, di cui oggi abbiamo molto bisogno”. Il progetto ‘Buon fine’ è partito ancor prima dell’entrata in vigore, il 14 settembre 2016, della legge n.166/16 o "legge Gadda" contro gli sprechi alimentari e farmaceutici.

Una legge che ha semplificato e aggiornato il quadro normativo esistente e ne ha ampliata l'applicazione a più soggetti del Terzo Settore: “Grazie alla legge 166 antispreco è aumentata non soltanto la varietà dei beni recuperati, a partire dai freschi e freschissimi, che sono quelli a maggiore rischio spreco, ma soprattutto la varietà di possibili donatori – sottolinea Maria Chiara Gadda, Deputata e prima firmataria della Legge – Lo spreco, o meglio l'eccedenza che rischia di diventare spreco, può avvenire in tutta la filiera.Ma in questi anni è migliorato anche il rapporto tra chi può donare, dai supermercati fino al mercato rionale, passando per i grandi eventi”. A quasi dieci anni dall’entrata in vigore, restano ancora alcuni ostacoli da superare per una più ampia applicazione della legge Gadda: “Dobbiamo lavorare di più sulla promozione e anche sull'educazione dei cittadini.

Bisogna inoltre calare le opportunità della legge 166 anche in quei luoghi dove sembra impossibile recuperare.Pensiamo ai matrimoni, agli alberghi, al settore della ristorazione.

La legge ha semplificato la burocrazia ma ha anche agevolato fiscalmente.Dobbiamo farne conoscere le opportunità e dotare anche il terzo settore di migliori attrezzature e di migliori strumenti per recuperare il cibo e destinarlo laddove ce n'è bisogno”, dice Gadda. ‘Buon fine’ è arrivato direttamente alle persone, restituendo loro dignità: “La forza di questo progetto è stata la sintonia di divisione – dice Rossella Miccio, presidente di Emergency – quindi non l'idea semplicemente di dare l'eccesso a qualcuno che ne aveva bisogno, ma di come farlo, perché farlo e come restituire anche, non solo alla comunità ma anche alle istituzioni, un modello che potesse funzionare e che avesse un impatto vero”, le sue parole.

L’iniziativa è un circolo virtuoso che si realizza: “Vent’anni fa, il progetto ha dato subito a Caritas Ambrosiana l'idea che bisognava allearsi con un'impresa che poteva aiutarla, nel concreto, a stare vicino a tutte le persone in difficoltà”, dichiara il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti. “Lo abbiamo fatto portando i beni che ci venivano donati da Coop Lombardia e anche attraverso il Refettorio Ambrosiano, dieci anni fa – riprende Gualzetti – Ancora oggi, in quella sede riceviamo tanti beni dalle varie Coop del circondario di Refettorio Ambrosiano e con questi aiuti, insieme ad altri, riusciamo a non spendere nulla in beni alimentari per fornire un pasto buono alle persone in difficoltà, ospiti della struttura.Tutto questo ha generato un sistema di recupero di beni materiali e soprattutto di cibo, che hanno consentito di alimentare una filiera che va dalle mense agli empori della solidarietà, fino alla somministrazione del cibo attraverso anche i pacchi viveri che i nostri 400 centri di ascolto generano nel territorio.

Una collaborazione che ha prodotto tanti risultati”, dice. Per il direttore generale della Fondazione Terre des hommes, Paolo Ferrara, ‘Buon fine’ è “Un esempio virtuoso fatto di una collaborazione che parte dal territorio, dall'ascolto dei bisogni delle persone, delle comunità.Parte dall'attenzione e dall'ascolto fra soggetti che si incontrano.

Soggetti come il Comune di Milano, Coop Lombardia e il privato sociale, Come Terre des hommes, che cerca di rappresentare davvero con concretezza le richieste e i bisogni delle persone – le parole di Ferrara – Senza l’ascolto non si riescono a raggiungere risultati e soprattutto, non si riesce a dare sostenibilità al lavoro che si fa sui territori”, conclude. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, ‘ladra di yacht’ arrestata a Portosole: l’audace colpo sventato per un soffio

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(Adnkronos) – Ha tentato di rubare un grande yacht ormeggiato a Portosole, lo scalo turistico di Sanremo.Un furto insolito avvenuto nella tarda serata dello scorso 31 gennaio, sventato dagli agenti del commissariato di polizia avvertiti del tentativo mentre all'interno era presente l'equipaggio.

L'autrice è una donna francese di 49 anni, arrestata per il reato di furto aggravato.Appena arrivati sul posto gli agenti hanno notato lo yacht distante alcuni metri dal molo di ormeggio con le cime sganciate; il comandante del natante ha attirato l’attenzione degli agenti riferendo che sulla prua della barca vi era una donna che si era nascosta in un locale di servizio.  Ad andare in soccorso dei poliziotti gli ormeggiatori di servizio che li hanno scortati verso l'imbarcazione tramite un gommone di servizio.

Raggiunto lo yacht gli agenti hanno preso in consegna la 49enne che alla vista degli agenti ha "mollato" le cime e mentre la barca si allontanava dal molo ha tentato ripetutamente di metterla in moto, ma invano a causa dell’assenza della chiave di accensione.Una volta in commissariato ha fornito agli agenti dati anagrafici corrispondenti a quelli di un uomo di origini estoni e dell’età di circa 33 anni, ma la stessa era priva di documenti di identità, inoltre la donna non ha proferito alcuna parola, ma si è espressa solo a gesti con gli agenti, con i quali ha comunicato per iscritto in lingua inglese, specificando di non riuscire ad esprimersi in maniera verbale a causa di problemi legati alla sua infanzia.  Durante la permanenza negli uffici del commissariato, tramite uno scambio informativo con altre forze di polizia, gli agenti hanno appreso che la donna alcuni giorni prima aveva cercato di porsi alla guida di uno yatch nel Comune di Ventimiglia fingendosi armatore, ma una volta scoperta era stata allontanata e identificata per una donna francese di 49 anni residente a Nizza e in quella circostanza la donna aveva parlato normalmente (non a gesti) in francese.

Inoltre la donna è stata trovata in possesso di una carta di circolazione di uno scooter che aveva tentato di rubare poche ore prima senza però riuscire nell’intento poiché scoperta dal proprietario e messa in fuga.  Il giudice del tribunale di Imperia, dopo la convalida dell’arresto, ha disposto nei suoi confronti il divieto di dimora nella provincia di Imperia; al termine dell’udienza è stata accompagnata alla frontiera di Ventimiglia e riammessa in territorio francese.La donna, oltre che per il furto dello Yacht, è stata anche deferita in stato di libertà per i reati di furto della carta di circolazione dello scooter e per le false attestazioni di identità fornite agli agenti intervenuti.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

In Italia 4 mln obesi, 12 tipi di cancro legati a eccesso di peso

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(Adnkronos) – Nel mondo più di un miliardo di persone convive con l’obesità, condizione che in Italia interessa il 10% degli adulti (18-69enni), cioè circa 4 milioni e 100mila cittadini.Il grave eccesso ponderale è un fattore di rischio correlato a 12 diversi tipi di tumore.

Però, è ancora scarsa l’attenzione degli operatori sanitari nei confronti dei corretti stili di vita.Nel nostro Paese, solo il 43% delle persone in eccesso ponderale usufruisce di indicazioni per perdere peso da parte dei camici bianchi.

Anche i cittadini con altre condizioni di rischio oncologico ricevono poche raccomandazioni sugli stili di vita sani.A meno di 5 fumatori su 10 (48%) viene rivolto da un medico il consiglio di smettere di fumare.

Una regolare attività fisica viene consigliata solo al 30% dei sedentari.Ad appena il 7% dei consumatori di alcol viene raccomandato di non bere. "Oggi si celebra la Giornata mondiale contro il Cancro – spiega Francesco Perrone, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) -.

La prevenzione dei tumori deve essere sempre più al centro della nostra attenzione e delle nostre azioni.Nel 2022, nel mondo, sono stati 20 milioni i nuovi casi di cancro e 9,7 milioni i decessi.

Il 40% delle morti è causato da fattori di rischio modificabili, in particolare da fumo, consumo di alcol, sedentarietà ed eccesso ponderale.Il tema del World Cancer Day è 'United by Unique, per sensibilizzare cittadini, pazienti e Istituzioni a considerare l’unicità di ogni persona colpita dal cancro, garantendo una presa in carico che tenga conto degli aspetti emozionali, psicologici e sociali legati alla malattia".  La nuova dimensione della cura del cancro, infatti, è la "cosiddetta 'people-centred care' che si focalizza a 360 gradi sulla persona colpita dalla malattia, coinvolgendo nel percorso assistenziale anche i familiari e l’intera comunità che circonda il paziente.

Questo approccio, che supera quello centrato sul paziente o sulla persona, ha le potenzialità per migliorare i risultati clinici e la qualità di vita – evidenzia Perrone – con un uso più efficiente delle risorse e una riduzione dei costi dell’assistenza".Aiom e Fondazione Aiom, che organizzano oggi a Roma il Convegno nazionale 'World Cancer Day: United by Unique', aderiscono alla Giornata mondiale e sostengono l’obiettivo della campagna.  "Rientra nella 'people-centred care' anche un attento monitoraggio dell’appropriatezza d’uso delle terapie – sottolinea Perrone -.

Aiom e l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) hanno istituito un gruppo di lavoro, per analizzare l’attività di monitoraggio portata avanti dall’ente regolatorio in campo oncologico.Grazie a questa collaborazione, abbiamo evidenziato che il profilo dei pazienti coinvolti negli studi clinici è diverso rispetto a quello di coloro che, dopo l’approvazione, vengono trattati con gli stessi farmaci nei reparti di oncologia, cioè nella pratica clinica quotidiana".  "Nello studio pubblicato su The Lancet Regional Health Europe – continua Perrone – abbiamo confrontato alcune caratteristiche, al momento dell’avvio di una terapia oncologica, tra i pazienti inseriti in 129 Registri oncologici, per un totale di circa 420mila trattamenti, con le analoghe informazioni relative a oltre 87mila pazienti arruolati nelle sperimentazioni relative alle stesse terapie.

Sono emerse differenze importanti: i pazienti dei Registri Aifa presentavano un’età mediana di 5 anni in più, con un +17% di over 65.Questo si traduce in persone più fragili, caratterizzate da più comorbidità.

Da qui il ruolo sempre più centrale dei dati real world e dei Registri di Monitoraggio Aifa, che rappresentano uno strumento potente, tra i più avanzati in Europa per generare evidenze di questo tipo. È un aspetto consolidato, infatti, che i dati provenienti dalla pratica clinica possano rappresentare un elemento dirimente nel determinare l’efficacia reale dei farmaci, costituendo un valido supporto ai risultati provenienti dagli studi clinici registrativi".  "Nel 2024, in Italia, sono state stimate 390.100 nuove diagnosi di tumore – afferma Saverio Cinieri, presidente Fondazione Aiom -.Quasi il 60% degli adulti consuma alcol, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 28% è sedentario, il 24% fuma.

Serve più impegno per sensibilizzare tutti i cittadini, soprattutto le persone che non adottano stili di vita sani.Il consumo di alcol è correlato a 7 tipi di carcinoma, l’obesità a 12.

E il fumo, da solo, è responsabile del 25% dei decessi oncologici nel mondo". "La 'people-centred care' porta anche a considerare il contesto sociale di ogni paziente – continua Cinieri -.Ad esempio, il fumo di sigaretta, la sedentarietà e l’eccesso ponderale sono più diffusi fra le persone con difficoltà economiche e un basso livello di istruzione. È già stato dimostrato che i problemi di natura finanziaria determinano una riduzione della sopravvivenza dei pazienti oncologici, con un rischio di morte più alto del 20%, anche in un servizio sanitario universalistico come il nostro.

Ora è necessario allargare l’orizzonte dei programmi di prevenzione, considerando l’impatto degli ostacoli economici sull’adesione agli stili di vita sani".  Un cambiamento culturale di grande rilevanza nell’oncologia degli ultimi anni è rappresentato dalla crescente attenzione agli esiti riferiti dal paziente (patient-reported outcomes, PROs), sia nelle sperimentazioni che nella pratica clinica. "I PRO e la qualità di vita del paziente sono sempre più un importante tassello del complesso mosaico di valutazione del valore dei trattamenti oncologici e rientrano a pieno titolo nella 'people-centred care' – spiega Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom -.Questa consapevolezza sta aumentando, anche perché diverse società scientifiche hanno lanciato messaggi a favore del ruolo dei PRO.

L’attenzione nei confronti di questi strumenti coinvolge anche le agenzie regolatorie".  "Il risultato è che, negli anni recenti, quasi il 70% degli studi clinici sui tumori include la qualità di vita dei pazienti tra gli endpoint, cioè tra gli obiettivi da analizzare – sottolinea Di Maio -.I dati relativi alla qualità di vita, pur compresi fra gli endpoint, però vengono pubblicati solo in circa la metà dei casi in cui sono stati raccolti. È importante, quindi, migliorare la tempestività con cui queste informazioni sono comunicate e pubblicate.

Non solo.Oggi pochi ospedali adottano misure di monitoraggio sistematico dei sintomi da parte dei pazienti.

Serve un cambio di passo, perché la raccolta del punto di vista dei malati sull’esito di un trattamento non resti una semplice affermazione retorica ma diventi un metodo imprescindibile". Un contesto che richiede necessariamente un approccio a 360 gradi è quello della cura del cancro nelle zone di guerra. "In estrema sintesi si può affermare che i conflitti armati provocano contemporaneamente una maggiore esposizione al rischio di ammalarsi, una minore possibilità di prevenzione e diagnosi precoce e gravi carenze, sia quantitative che qualitative, nell’assistenza e nella riabilitazione dei malati.Questo vale sia in campo oncologico sia nelle altre discipline mediche", conclude Pirous Fateh-Moghadam, dell’Osservatorio Epidemiologico, Dipartimento di Prevenzione Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento.  Un esempio dell’incremento del rischio cancerogeno si sta realizzando nel conflitto in Ucraina.

Lo United Nations Office for Disaster Risk Reduction (UNDRR) sottolinea il pericolo rappresentato dall’amianto, un materiale cancerogeno utilizzato in maniera estensiva in edilizia nel Paese fino a tempi recenti.In Ucraina, infatti, l’uso dell’amianto è stato vietato solo nel 2017 (in Italia nel 1992) e l’UNDRR stima che fino al 60% dei tetti siano rinforzati con amianto.

La massiccia distruzione degli edifici sta quindi creando milioni di tonnellate di macerie altamente pericolose.Durante i crolli e gli incendi in seguito ai bombardamenti, le fibre di amianto sono rilasciate nell’atmosfera e vengono respirate dalle persone. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atp Rotterdam, Medvedev attacca il giudice: “Non ci vedi, hai problemi” – Video

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(Adnkronos) –
Daniil Medvedev perde la testa.Ancora una volta.

Il tennista russo, uscito contro pronostico al secondo turno degli Australian Open, ha battuto Stan Wawrinka nel suo esordio all’Atp 500 di Rotterdam.In un match in cui non sono mancate le polemiche, con Medvedev che ha attaccato a più riprese il giudice di sedia.   Il primo sfogo di Medvedev è arrivato nel primo set, dopo essere stato richiamato per perdita di tempo: "Perché mi hai dato una time violation?

Hai qualche problema, il raccattapalle non mi ha dato la pallina.Ci vedi?

Hai gli occhi aperti?No, non ce li hai.

Sei terribile”.E ancora: “Mi ricordo di te con Khachanov, mi ricordo che non ci vedi mai.

Tu hai un problema.Io sono calmo, mentre tu stai cercando problemi.

Devi avere qualche problema molto serio.Non ti ho parlato, non ti ho detto niente e poi ti comporti così.

Apri gli occhi e fai funzionare il cervello”.Insomma, uno sfogo non proprio morbido da parte del numero 7 del mondo, che sta attirando diverse critiche sui social. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, accordo senza precedenti con El Salvador: nelle sue carceri criminali e migranti clandestini

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El Salvador accoglierà nelle sue carceri "criminali e migranti clandestini provenienti da qualsiasi Paese" espulsi dagli Usa.Sono questi i termini di alcuni accordi firmati dal segretario di Stato americano Marco Rubio in visita a San Salvador con il presidente salvadoregno Nayib Bukele. " – ha commentato il capo della diplomazia di Washington – Siamo profondamente grati".  "Abbiamo offerto agli Stati Uniti l'opportunità di esternalizzare parte del loro sistema carcerario – ha spiegato Bukele su X – Il compenso sarà relativamente basso per gli Stati Uniti ma significativo per noi, rendendo sostenibile il nostro intero sistema carcerario".

Non solo: gli Stati Uniti, fa sapere il dipartimento di Stato, emetteranno "una deroga per sbloccare l'assistenza” al Paese, anche se questa si applicherà solo alle questioni relative alle frontiere e alla sicurezza, per "individuare i viaggiatori sospetti nel National Passenger Analysis Center (Napc), riprendere le operazioni del Border Security Information Group (Bsig) e sostenere le unità che lavorano con le forze dell'ordine statunitensi”. "Sono stati raggiunti molteplici accordi per combattere le ondate di migrazione illegale di massa che attualmente destabilizzano l'intera regione”, ha annunciato la portavoce del dipartimento di Stato, Tammy Bruce.Le intese prevedono anche il rimpatrio di "tutti i membri della gang salvadoregna MS-13 (Mara Salvatrucha) che si trovano illegalmente negli Stati Uniti", ha precisato ancora la portavoce, mentre le autorità di El Salvador arresteranno "gli immigrati illegali criminali provenienti da qualsiasi Paese", compresi "i membri della banda venezuelana Tren de Aragua". Si tratta di un accordo "senza precedenti nella storia delle relazioni non solo tra gli Stati Uniti ed El Salvador ma con l'America Latina", ha commentato ancora Bukele, fra i pochi leader stranieri invitati all'insediamento di Trump il 20 gennaio scorso. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Berrettini-Griekspoor: orario, precedenti e dove vederla in tv

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Matteo Berrettini si prepara al gran ritorno in campo nell’Atp 500 di Rotterdam, contro il numero 46 del ranking Tallon Griekspoor, per il primo turno del torneo olandese.Per l’azzurro, è il primo match dopo la sconfitta agli Australian Open contro Holger Rune e la visita al presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella festa del tennis italiano al Quirinale. La partita tra Matteo Berrettini e Tallon Griekspoor, nel primo turno dell'Atp 500 di Rotterdam, si giocherà oggi, martedì 4 febbraio, con orario ancora da definire.

La curiosità è che si tratta di una sfida inedita, visto che tra i due tennisti non ci sono precedenti. Tutti i match dell'Atp 500 di Rotterdam sono trasmessi in diretta tv sui canali di Sky Sport dedicati al tennis.Su Sky Go e NOW, i match saranno visibili anche in streaming. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, la salvezza passa dalle due prossime due gare con Bari e Cosenza?

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La Juve Stabia dopo aver raccolto nulla in materia di punti contro il Sassuolo capolista deve per forza di cose andare nuovamente al tasto reset per iniziare un nuovo start.Questa volta la fermata, anzi la doppia fermata può valere molto, moltissimo se andiamo ad esaminare questo periodo storico del campionato.

Bari prima e Cosenza poi due partite importanti e tutte da vivere per i tifosi del Romeo Menti.Riuscire a fare punti avrebbe un peso specifico importante per la classifica ovviamente ma anche per il molare.

La Juve Stabia in questo 2025 sta raccogliendo poco rispetto a quando merita ma nello stesso momento però si stanno iniziando a palesare tantissime difficoltà.Le assenze per infortuni, la squadra che ha difficoltà da un punto di vista realizzativo e la difesa che sta iniziando a perdere contatto in maniera di porta inviolata.

A questo bel treno di cattive notizie dobbiamo aggiungere anche la squalifica di Pagliuca che sta ritornando ad avere quel poco feeling con la direzione di gara.Purtroppo questa non sono considerazioni ma dati di fatto e un dato che merita di essere raccontato è quello di una salvezza non troppo lontana, anzi.

Bisogna stringere i denti e magari già dal prossimo impegno offrire alla piazza una Juve Stabia che possa entrare in campo con grande energia al cospetto di un avversario davvero forte e sicuramente il pubblico gialloblù dovrà aiutare non poco Buglio e compagni pronti per scrivere questa nuova avventura.

Almasri, opposizioni unite chiedono Meloni in aula

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La vicenda Almasri compatta le opposizioni che in aula alla Camera sono tornate a chiedere un'informativa urgente della premier Giorgia Meloni.Richiesta che sarà rinnovata oggi nelle capigruppo convocate a Montecitorio e al Senato.

Se non arriverà una risposta dal governo, annunciano, la protesta andrà avanti.Secondo quanto si apprende, il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, potrebbero riferire nei prossimi giorni. Il Pd intanto si dice pronto al blocco dei lavori parlamentari.

I 5 Stelle sono per un'altra linea 'di lotta': ostruzionismo. "Ci sono alcune urgenze", dicono da Movimento che ha due mozioni in calendario: quella di sfiducia a Daniela Santanchè il 10 febbraio e un'altra sul caro bollette.Intanto oggi si è avuto un assaggio della strategia dell'ostruzionismo targata 5 Stelle: nella discussione generale sul dl Cultura alla Camera, si sono iscritti in massa a parlare all'attacco di Meloni e governo. Al momento, le opposizioni non hanno ricevuto notizia su quale sarà la risposta alla richiesta di informativa urgente.

Sarcastico Riccardo Magi: "Chiamate Chi L’ha Visto?perché su Almasri il governo è sparito.

E a quasi una settimana dal rinvio dell’informativa di Nordio e Piantedosi, ci prepariamo a una capigruppo al buio, in cui nessuno sa se l’intenzione dell’esecutivo sarà quella di riferire o meno sulla liberazione, via Falcon di Stato, del torturatore libico".  
Fonti parlamentari dell'opposizione scommettono però che oggi una qualche disponibilità arriverà.Almeno questa è l'aspettativa. "Meloni no, ma potrebbe venire Nordio".

Una disponibilità, se ci fosse, che però i 5 Stelle considerano insufficiente: è Meloni che deve riferire.Ieri è stato proprio Giuseppe Conte ad aprire il fronte della protesta in aula. "Deve spiegare la premier, deve spiegare perché lei donna, madre e cristiana ha imbarcato con tutti gli onori del volo di Stato per sottrarre alla giustizia un boia, solo lei può chiarire quali sono le motivazioni che espongono il nostro Paese alla vergogna nazionale e internazionale", l'affondo del leader M5S nei confronti di Meloni. Prosegue Conte: "La sorella della premier Meloni ha detto che la presidente del Consiglio è come Frodo, ma qui è piuttosto una frode, si sta perpetrando una frode ai danni degli italiani…".

Il leader M5S poi ironizza sul complotto evocato dalle parti della maggioranza: "La prestigiatrice Meloni riesce a tirare fuori non un coniglio, ma il complotto".E i 5 Stelle, oltre alla maratona di interventi in aula, lanciano anche un bombing via social con l'hashtag #MaQualeComplotto.  
Tutte le altre opposizioni – Pd, Avs, Azione, Iv e Più Europa – si sono unite alla richiesta in aula di Conte dell'informativa urgente.

Mette in chiaro la capogruppo dem, Chiara Braga: "Non accettiamo il silenzio della Presidente del Consiglio, che parla nei talk show degli amici ma non nelle sedi istituzionali.Il governo deve riferire immediatamente in Parlamento: non siamo disponibili a riprendere i lavori dell’Aula facendo finta di nulla". Mentre il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia, ribatte ad Antonio Tajani. "Il governo riferirà.

Non decide l'opposizione chi deve andare", ha detto il titolare della Farnesina. "Ricordo al ministro -replica Boccia- che l’opposizione ha il diritto di chiedere e sapere la verità su quanto è accaduto, e il paese di conoscerla.Mi auguro che nella conferenza dei capigruppo i toni del governo siano meno arroganti e che ci sia una risposta positiva alle nostre precise richieste".  E ancora Nicola Fratoianni: "Meloni deve rispondere in Parlamento di questo gigantesco pasticcio, un'onta infame descritta in una serie di chiacchiere come frutto di un cavillo.

Nessun cavillo, si tratta di qualcosa di diverso: si tratta di complicità, di scelta politica e se fosse fondata su una ragione di Stato Meloni venga a dire se la ragione di Stato della Repubblica italiana si chiama tortura, stupro, assassinio e liberazione di un criminale.Per noi tutto questo non ha nulla a che fare con la ragione di Stato". Quindi Angelo Bonelli: Meloni "dopo aver liberato Almasri è riconosciuta in tutto il mondo come la vera complice dei trafficanti".

Caustico Matteo Renzi: "Le opposizioni unite chiedono che il Governo riferisca sulla vicenda Almasri.Meloni non c’è, Nordio non c’è, Piantedosi non c’è.

Saranno tutti a Roccaraso".   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump oggi incontra Netanyahu, i dubbi sulla pace a Gaza

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Donald Trump riceve oggi 4 febbraio alla Casa Bianca il premier israeliano Benjamin Netanyahu, primo leader straniero in visita ufficiale dal nuovo presidente degli Stati Uniti.Sul tavolo, la seconda fase dell'accordo con Hamas – nell'ambito del cessate il fuoco a Gaza – e i rapporti tra Israele e l'Arabia Saudita. "Non ci sono garanzie che il cessate il fuoco a Gaza tenga.

Non ho alcuna garanzia che la pace regga", ha detto Trump nello Studio Ovale rispondendo ai cronisti, prima che il suo inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, presente al suo fianco, precisasse: "Finora sta reggendo e abbiamo certamente la speranza di liberare gli ostaggi e salvare vite umane e, auspicabilmente, di ottenere una soluzione pacifica di tutto questo".   Netanyahu, in attesa di vedere Trump, ha incontrato a Washington il magnate Elon Musk, che è anche a capo del Dipartimento per l'efficienza governativa.Durante il faccia a faccia si è discusso di come aumentare la cooperazione tra Israele e gli Stati Uniti nel campo dell'intelligenza artificiale.  L'ufficio di Netanyahu, intanto, ha smentito la notizia riportata dall'emittente Canale 12 secondo cui il primo ministro israeliano chiederà a Trump, di effettuare un attacco alle strutture nucleari dell'Iran e di chiudere un accordo sulla normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita prima di passare all'attuazione della seconda fase dell'intesa con Hamas. "È una bugia totale che danneggia le famiglie degli ostaggi", ha affermato l'ufficio del primo ministro. Il rilancio dei rapporti con Riad è sotto i riflettori della stampa israeliana.

Il quotidiano Haaretz ha sottolineato come Witkoff stia lavorando con le parti sulla formula di una dichiarazione che verrebbe resa nota al termine dell'incontro.Secondo il giornale, non è ancora chiaro se sarà solo simbolica o conterrà anche dettagli concreti. L'obiettivo principale dell'amministrazione Trump – spiega Haaretz – è promuovere rapidamente la normalizzazione tra lo Stato ebraico e l'Arabia Saudita, ritendendola la chiave per cambiare gli equilibri in Medio Oriente, sradicare definitivamente Hamas e bloccare il programma nucleare iraniano.

In quest'ottica va letta la missione della scorsa settimana di Witkoff prima a Riad e poi a Gerusalemme. Prima che il massacro del 7 ottobre del 2023 frenasse il loro riavvicinamento, lo Stato ebraico e la monarchia del Golfo erano già arrivati a un buon punto nei colloqui tenuti sotto l'egida dell'amministrazione Biden. Le basi dell'accordo di normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita sono già state gettate e riguarderebbero soprattutto la cooperazione economica tra i due Paesi.Gli Stati Uniti fornirebbero all'Arabia Saudita reattori nucleari per la generazione di elettricità e stipulerebbero un patto di difesa con Riad.

L'accordo includerebbe anche un impegno per un "percorso verso uno Stato palestinese". Secondo il giornale, non si può escludere che le parole di Trump, che ha auspicato un trasferimento dei palestinesi da Gaza in Egitto e in Giordania, siano una tattica per consentire all'Arabia Saudita di rivendicare successivamente di aver bloccato questo progetto.  Il principale ostacolo alla conclusione dell'accordo è la guerra a Gaza.I sauditi chiedono la cessazione dei combattimenti per andare avanti nei negoziati.

Trump lo chiarirà di nuovo a Netanyahu nel corso del loro incontro alla Casa Bianca.Ecco perché Witkoff ha insistito per un cessate il fuoco immediato nella prima fase dell'accordo sugli ostaggi. "Le discussioni sul Medio Oriente con Israele e vari altri Paesi stanno procedendo.

Bibi (Benjamin, ndr) Netanyahu verrà martedì e credo che abbiamo in programma alcuni incontri molto importanti", ha confermato Trump domenica sera. L'incontro tra i due leader sarà decisivo anche in vista dell'inizio dei negoziati sulla seconda fase dell'accordo, per cui Hamas si è detta "pronta", Ci si aspetta che il presidente ribadisca il fatto che il gruppo non sarà in grado di mantenere il controllo di Gaza.Diversi diplomatici, con il via libera di Doha, stanno lavorando sulla formula che consenta di mettere da parte Hamas permettendo alla fazione palestinese di non essere umiliata.  Netanyahu ritiene che un impegno pubblico del genere da parte di Trump possa spingere il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, ad allentare la pressione sul governo e a neutralizzare la minaccia di dimissioni, paventata dal leader della destra messianica se al termine della prima fase dell'accordo non dovesse riprendere la guerra nell'enclave palestinese. Al momento, c'è una notevole incertezza su come sarà la prossima fase del dialogo per Gaza.

Il primo ministro del Qatar, che agisce come mediatore, ha sottolineato che non ci sono "dettagli chiari" su quando o come inizieranno i nuovi colloqui. "Speriamo di vedere qualche movimento nei prossimi giorni", ha affermato Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani durante una conferenza stampa a Doha.L'ufficio di Netanyahu, intanto, ha chiarito alla vigilia della sua partenza per gli Stati Uniti di aver concordato con Witkoff che "i negoziati sulla seconda fase dell'accordo sugli ostaggi inizieranno con l'incontro a Washington". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Passi avanti su difesa, Ue apre su flessibilità patto

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(Adnkronos) – L’Unione europea è ancora divisa in materia di difesa comune e soprattutto sul suo finanziamento, ma con la guerra in Ucraina e il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca il panorama interno sta decisamente cambiando.La riunione informale del Consiglio europeo di ieri, svoltasi al Palais d’Egmont a Bruxelles, segna un avvicinamento delle posizioni: come ha sintetizzato il primo ministro portoghese Luis Montenegro, su come reperire i fondi necessari alla difesa "tutti gli Stati membri sono avanzati" nella loro posizione, che "non è ancora consensuale", convergendo sulla direzione di massima: "In primo luogo, essere rapidi.

In secondo luogo, avere gli strumenti per essere rapidi, in particolare dal punto di vista finanziario".   Dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è arrivata un'apertura significativa, a soli venti giorni dalle elezioni politiche in Germania: nell'Ue "c'è grande urgenza di aumentare la spesa per la difesa, e per questo servono prima di tutto più fondi pubblici – ha detto – sono disponibile a esplorare e userò tutta la gamma disponibile della flessibilità nel nuovo patto di stabilità e crescita, per consentire un significativo aumento nella spesa per la difesa".La riunione è la prima "esclusivamente" dedicata alla difesa da quando è iniziata l'invasione dell'Ucraina, quasi tre anni fa: nei quattro anni della presidenza di Joe Biden i leader Ue, dopo aver tirato un sospiro di sollievo per la sconfitta di Donald Trump, non avevano mai sentito il bisogno di parlarne in maniera così approfondita.  Ora che Trump è tornato alla Casa Bianca, l'onda d'urto a Bruxelles è arrivata.

Eccome. "Dobbiamo fare di più, meglio, in modo più forte, veloce e insieme", esorta il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.I leader, spiega, hanno convenuto di concentrarsi "sulle lacune più critiche tramite il lavoro dell'Agenzia europea per la difesa, in piena coordinazione con la Nato, focalizzandosi sulle aree in cui l’Ue offre un valore aggiunto evidente.

Chiare priorità sono la difesa aerea e missilistica, missili e munizioni, mobilità militare e risorse strategiche".  La riunione di ieri ufficializza il rapido declino, se non la definitiva scomparsa, del fronte dei Paesi Frugali, che all’epoca di Next Generation Eu si batterono fieramente per ottenere contropartite agli aiuti concessi ai Paesi meridionali più colpiti dalla pandemia di Covid-19, dando via libera dopo quattro giorni di summit e solo a fronte di sostanziosi 'rebates', sconti, sui contributi nazionali al bilancio Ue.I Frugali hanno perso tutto il fronte est, in particolare i Paesi Baltici che, direttamente minacciati dal ritorno dell’imperialismo russo, chiedono all’unisono forme comuni di finanziamento per la difesa.  Il presidente lituano Gitanas Nauseda, la premier lettone Evika Silina e il collega estone Kristen Michal si sono espressi nello stesso senso, aprendo esplicitamente a “prestiti congiunti” (Nauseda), “finanziamenti centrali” (Michal) ed emissione di “obbligazioni” (Silina) per finanziare la difesa del Vecchio continente.

Il presidente lituano ha poi bocciato la linea della Commissione von der Leyen, che vorrebbe presentare un Libro Bianco, rinviando tutto al prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.Le misure servono “oggi”, non “domani”, ha detto.

Oggi mancava il premier olandese Dick Schoof, a causa di un’influenza, ma persino L’Aja, che pure vede come il fumo negli occhi idee quali un nuovo Next Generation Eu per la difesa, ha firmato, con altri 18 Paesi (tra cui figurano Italia, Francia e Germania) una lettera che invoca un ruolo maggiore per la Bei nei finanziamenti al settore. Come ha osservato una fonte diplomatica europea, sarebbe opportuno che la Commissione rimuovesse ostacoli come gli obblighi Esg (ambientali, sociali e di governance), dato che finanziare la difesa è cosa diversa dall’investire nelle industrie “del porno o del tabacco”.Anche il cancelliere Olaf Scholz, a venti giorni dalle elezioni in Germania, ha detto che è "positivo che gli Stati membri europei stiano discutendo qui su come modellare il loro contributo nell'ambito della Nato in modo da essere ben posizionati e in grado di garantire la nostra sicurezza. È un grande progresso il fatto che almeno il 2% del Pil sia ora destinato alla difesa ovunque, e che alcuni Stati membri stiano ancora completando il percorso per rafforzare la capacità di sicurezza e difesa dell'Europa”.

Il premier polacco Donald Tusk ha notato che Scholz ha un atteggiamento "molto più positivo" nei confronti della possibilità di finanziamenti comuni per progetti "portabandiera" dell'Ue, come per esempio la difesa del "confine orientale dell'Unione", che è "interesse comune" proteggere.  Davanti a Donald Trump che continua a prendere l’Ue a martellate (ieri l’ha definita “un’atrocità”) e ne minaccia l'economia (i dazi arriveranno "assolutamente"), la risposta europea non è unitaria.Tutti si augurano di poter evitare una guerra commerciale con gli Usa, ma, al di là di questo, i toni usati dai leader sono piuttosto diversi.

Per il presidente francese Emmanuel Macron, “se venissimo attaccati sulle questioni commerciali l'Europa, come potenza unita, dovrà farsi rispettare e quindi reagire”.E rilancia sul ‘buy European’ nel campo degli armamenti: i Paesi Ue, dice, “dovrebbero investire di più e avere una preferenza europea” nell’approvvigionamento di armi.  Macron, però, in questa posizione è abbastanza isolato.

Per Donald Tusk, “sarebbe un paradosso crudele se, in un periodo in cui c'è una diretta minaccia russa e un'espansione cinese, con tutti questi pericoli cercassimo una ragione di conflitto tra alleati".E aggiunge: "Dobbiamo fare di tutto per evitare guerre commerciali non necessarie e stupide".

Su come schivare una battaglia a colpi di dazi con gli Usa, i Paesi del fronte orientale un’idea ce l’hanno e ad esplicitarla è sempre il lituano Nauseda: una "possibile" area di collaborazione tra Ue e Usa, dice, è l'acquisto di "equipaggiamento militare" da Washington, in modo da creare una "agenda economica costruttiva, non distruttiva". In pratica, comprare armi americane, nella speranza di placare l’ira di Trump e di indurlo a non picchiare troppo duro con i dazi, temutissimi dalle imprese europee, visto che per molte gli Usa sono il primo mercato di esportazione.Neppure la Germania, sia pure con un cancelliere uscente, è d’accordo con Macron.

Per Scholz “ci sarà un accordo tra gli Stati membri europei sullo sviluppo industriale congiunto dell’industria della difesa e, a mio avviso, questo includerà sempre la collaborazione con i nostri partner della Nato”. Lo stesso segretario generale dell'Alleanza atlantica Mark Rutte, invitato a prendere parte alla riunione dei leader europei durante un pranzo di lavoro, evidenzia che nel campo della difesa la bilancia commerciale pende a favore di Washington per 180 miliardi: tutt'altra fotografia rispetto a quella trumpiana, secondo cui l'Ue "ci tratta molto male", vendendo molto e comprando poco.E con gli aumenti previsti nei budget per la difesa "ci saranno un sacco di fondi in circolo", spiega Rutte, dicendosi comunque sicuro che eventuali diatribe commerciali "non intaccherebbero la deterrenza collettiva" dei Paesi Nato. Del resto, tra i Paesi con cui i leader Ue potrebbero creare una "coalizione dei volonterosi" per rafforzare la propria base industriale ci sono proprio gli Stati Uniti, assieme alla Norvegia e al Regno Unito.

Anche il premier britannico Keir Starmer è stato invitato a partecipare ai lavori, in virtù dei legami industriali e non che legano il Regno Unito al resto del continente.L'idea della cena con il premier laburista è venuta a Donald Tusk, ha spiegato Costa, confessando di essere "molto geloso", perché quella del suo predecessore è stata una "grande idea".

Da parte sua, Starmer ha sottolineato che nel quadro del 'reset' delle relazioni con l'Ue promesso dal suo governo ha perfettamente senso "iniziare con difesa e sicurezza", elementi "molto importanti per i nostri interessi", passando per l'allineamento Nato e il supporto congiunto all'Ucraina. La volontà di ‘appeasement’ dell’Ue nei confronti di un Trump in piena offensiva mediatica è predominante, ma non si spinge fino a ‘mollare’ la Danimarca, il cui territorio autonomo della Groenlandia è tornato nelle mire (per ora verbali) del presidente americano, come già era successo durante il suo primo mandato.In mattinata la premier danese Mette Frederiksen ha ribadito che l’isola artica appartiene al Regno di Danimarca e che “non è in vendita”, chiedendo ai leader Ue di fare quadrato.

Per il premier portoghese Luis Montenegro, tra i leader dell'Ue "c'è consenso" sulla questione della Groenlandia, tornata nelle mire di Donald Trump.Occorre, ha detto, "esprimere la nostra solidarietà" nei confronti della Danimarca e sostegno al "rispetto dell'integrità dei territori dei Paesi sovrani che compongono l'Unione Europea”.

Costa ha sottolineato che l'Ue esprime "pieno sostegno" al Regno di Danimarca, ricordando agli Usa che "l'inviolabilità dei confini" è un principio che sta al "cuore dell'ordine internazionale" creato proprio da Washington dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sonego-Rune: orario, precedenti e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Lorenzo Sonego è pronto all'esordio a Rotterdam.Dopo i quarti di finale conquistati agli Australian Open, miglior risultato in carriera in uno Slam, il tennista azzurro debutta all'Atp 500 olandese, vinto lo scorso anno da Jannik Sinner.

A sfidare il torinese, ai sedicesimi di finale, ci sarà Holger Rune, danese numero 14 del mondo e sconfitto proprio da Sinner negli ottavi di Melbourne.  La sfida tra Lorenzo Sonego e Holger Rune è in programma oggi, martedì 4 febbraio, con orario ancora da definire.I due tennisti si sono affrontati in due occasioni, e in entrambi i casi a trionfare è stato Rune.

La prima sfida risale all'Atp di Metz del 2021, mentre l'ultimo precedente al torneo di Sofia del 2022.  Sonego-Rune sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali SkySport.La sfida sarà visibile anche il streaming sull'app SkyGo e su NOW. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi, rappresaglia Cina: tariffe del 15% su gas e carbone Usa

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(Adnkronos) – Scatta la rappresaglia della Cina ai dazi imposti dagli Stati Uniti.Il ministero delle Finanze di Pechino ha annunciato tariffe del 15% sulle importazioni di gas naturale liquefatto (Gnl) e di carbone e del 10% sull'import e macchinari per l'agricoltura dagli Stati Uniti.

Ai dazi, che entreranno in vigore il 10 febbraio, si aggiunge un'indagine antitrust contro Google.   La Cina inoltre ricorre al Wto contro i dazi di Donald Trump.Il ministero del Commercio di Pechino ha annunciato in una nota di aver presentato "un ricorso contro le misure tariffarie degli Stati Uniti per difendere i suoi legittimi diritti e interessi" contro le azioni dell'amministrazione americana che sono "di natura dannosa".

Il ricorso al meccanismo di soluzione delle controversie dell'Organizzazione mondiale per il commercio segue l'annuncio di dazi americani del 10% sui prodotti cinesi, contro cui Pechino ha già deciso contromisure tra il 10 ed il 15% e l'avvio di un'indagine antitrust contro Google. Le autorità cinesi avevano criticato immediatamente la decisione, sottolineando il fatto che una guerra commerciale non porterà alcun vantaggio a nessuno dei due Paesi. "La Cina ha sempre creduto che non ci sia un vincitore in una guerra commerciale e resta ferma nel difendere i propri interessi nazionali", aveva affermato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, in dichiarazioni riportate dall'agenzia di stampa Xinhua. Sulla stessa linea si era espresso il portavoce del ministero del Commercio del Paese, He Yadong, secondo cui "la posizione della Cina sulla questione è coerente" in quanto "i dazi non favoriscono gli interessi né della Cina né degli Stati Uniti né del resto del mondo". Ieri invece la decisione di congelare oggi i dazi contro il Messico e il Canada per un mese.Il presidente degli Stati Uniti ha sospeso le misure adottate nei confronti dei due Paesi confinanti al termine di una giornata caratterizzata dai contatti diretti con la presidente messicana Claudia Sheinbaum e con il premier canadese Justin Trudeau. Nella sua guerra commerciale globale potrebbe rientraci anche l?unione europea.

Il presidente Usa ha infatti anticipato l'intenzione di implementare “molto presto” i dazi anche sui beni dell'Ue. "Non direi che c'è una tempistica, ma accadrà molto presto", ha detto alla stampa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, gli omicidi mirati e la guerra ombra di Kiev: i servizi incubo di Mosca

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(Adnkronos) –
Non solo la guerra sul campo di battaglia.L'Ucraina combatte contro la Russia con azioni chirurgiche e omicidi mirati in territorio nemico.

L'ultima operazione è stata messa a segno ieri con l'eliminazione del fondatore del battaglione ArBat morto ieri in un attentato a Mosca.  L'attentato che ha eliminato Armen Sargsyan, alleato di Mosca del Donbass, è solo l'ultimo di una serie di obiettivi della guerra ombra condotta da Kiev: azioni mirate contro individui associati alla propaganda o comunque allo sforzo bellico russo ed esponenti non russi considerati come collaborazionisti.  
Gli attacchi vengono architettati e condotti da una vasta rete di operativi dei servizi civili ucraini dell'Sbu, discendente, come l'Fsb russo dal Kgb sovietico, da cui ha in parte ereditato le dimensioni, capacità e conoscenze, a cui vengono affiancati russi reclutati in loco.  Lo 'Sluzhba bezpeky Ukrainy' "ha un enorme potere, alcuni sostengono troppo potere", aveva commentato un diplomatico occidentale citato dal Financial Times lo scorso anno.L'Sbu, che nell'ambiente dell'intelligence alcuni hanno iniziato a chiamare come l'agenzia "liquidatrice dei russi", ha raccolto molte informazioni e dati sui vertici politici e militari russi. Ha trovato il modo di inserire talpe, entrare nei sistemi di comunicazione in territorio nemico e identificare le vulnerabilità nella rete di intelligence di Mosca, aveva spiegato Valentin Nalyvaichenko, ex direttore dell'agenzia di intelligence e ora deputato.   
Con più di 30mila dipendenti e ancor più operativi, l'Sbu è vasto quasi tanto quanto l'Fbi.

che di agenti ne ha 35mila, sette volte più grande dell'MI5, il suo equivalente britannico, più di quattro del Mossad israeliano. Ma ha saputo correggere, con arresti e inchieste per tradimento, il problema principale ereditato dal Kgb eploso nel 2014: la fedeltà a Mosca di molti dei suoi dipendenti.E ha aggiunto una grande capacità di imprevedibilità alle sue azioni.

Come aveva dichiarato parecchio tempo fa il direttore, Vasyl Maliuk, anticipando il proseguimento delle operazioni in Russia, ogni volta la tattica sarà diversa "per rimanere un passo più avanti" del nemico. "L'Ucraina non si ripete". Critiche per la mancanza di riforme sollecitate dagli alleati sono state messe da parte durante la guerra.La Cia collabora strettamente con l'Sbu che ha investito milioni di dollari in programmi di addestramento degli agenti ucraini.  Allo Sbu sono attribuite le esplosioni sul Ponte di Crimea dell'ottobre del 2022 e nel luglio del 2023 e gli attacchi contro le unità navali della Flotta russa del Mar Nero, e quella dell'auto dell'ideologo della 'grande Russia' Dugin che ha invece ucciso la figlia Darya nell'agosto di quell'anno, a sua volta ideologa, sulle orme del padre.  Nell'agosto del 2023 è stato ucciso in un locale di San Pietroburgo, nell'esplosione di una statuetta che gli era stata offerta in dono, il blogger militare Vladlen Tatarsky.

E a dicembre, l'ex deputato ucraino Ilya Kiva, fuggito in Russia poco dopo l'inizio dell'invasione.  Dopo questa azione, l'Sbu ha cambiato obiettivi e ha iniziato a lasciar trapelare la responsabilità.Non sono più colpiti propagandisti e traditori ma comandanti militari e i responsabili delle azioni offensive.

L'agenzia ha quindi rivendicato la responsabilità dell'uccisione, di Valery Trankovsky, l'ufficiale di marina accusato di crimini di guerra a Kiev per aver ordinato raid su obiettivi civili e il mese successivo del generale Igor Kirillov a Mosca.  Ma se questi sono i nomi più noti, gli attentati mirati sono stati molti di più: pochi giorni prima dell'uccisione di Kirillov a Mosca, era stato colpito lo sviluppatore software Mikhail Shatsky, responsabile della modernizzazione dei missili da crociera russi.L'esponente politico Ilya Kyva era stato ucciso alla periferia di Mosca nel dicembre del 2023.

Kyva, ex deputato in Ucraina era fuggito in Russia dopo l'inizio dell'invasione.  Un attentato era stato organizzato contro l'ex agente della sicurezza ucraina, Vasily Prozorov, anche lui fuggito a Mosca.Come lo scrittore Prilepin, ferito dopo l'esplosione della sua auto nella regione di Nizhny Novgorod all'inizio del maggio del 2023, anche Prozorov era sopravvissuto all'esplosione della sua auto in una zona residenziale della capitale russa nell'aprile di quell'anno. Lo scorso 9 dicembre, era stato ucciso il direttore del carcere di Olenivka, nella regione del Donetsk, Sergey Yevsyukov, anche lui nell'esplosione di un'auto a Olenivka, che era stato incriminato in Ucraina per "torture di massa di soldati ucraini".

Yevsyukov, un ex funzionario della polizia ucraina, al fianco delle forze separatiste filorusse dal 2014, era direttore del carcere quando, nel luglio del 2022, un missile russo aveva colpito la struttura uccidendo almeno 50 militari ucraini che erano stati catturati dalle forze di Mosca.  Lo scorso novembre era stato ucciso in Crimea l'alto ufficiale della marina russa Valery Trankovsky.L'ufficiale reduce dal fronte, Nikita Klenkov, era stato colpito mentre guidava durante un permesso.  Nel caso dell'uccisione di Kirillov, a Mosca lo scorso dicembre, Kiev, contrariamente alle precedenti occasioni, si era immediatamente assunta la responsabilità dell'azione.

Kirillov era però una figura di grado, non forse di funzione, completamente diversa dalle vittime che lo avevano preceduto.Ai vertici dell'apparato militare, non nella galassia del mondo Z.  I magistrati ucraini avevano formalizzato una accusa contro il generale, indicandolo come responsabile dell'uso di armi chimiche contro le forze ucraine, proprio come Sargsyan era ricercato dalla magistratura ucraina per il suo ruolo nella violenta repressione della Maidan nel 2014.

In piena pandemia, Kirillov, in un altro sforzo di disinformazione, aveva lasciato intendere che l'unità di ricerca medica della marina Usa basata a Sigonella fosse coinvolta con la diffusione del coronavirus in Italia.  
Dugina era morta all'età di 29 anni nell'esplosione della sua auto il 20 agosto del 2022, nel quartiere di Bolshiye Vyazemy, alla periferia di Mosca.La giovane donna è morta forse in un attentato organizzato contro il padre, Aleksandr Dugin, ideologo ultranazionalista di cui Darya seguiva le orme, a cui apparteneva l'auto.  Dugina avrebbe dovuto tornare a condurre la trasmissione "Prima i russi" su Tsargrad, l'emittente ultraconservatrice dell'oligarca fondamentalista Konstantin Malofeev che il padre dirigeva Dugin sin dalla sua apertura nel 2015, proprio quando, sulla scia dell'annessione della Crimea e sullo scontro aperto nel Donbass pochi mesi prima, l'ideologia del 'Russkiy Mir' promossa dal filosofo e dalla figlia acquisivano spazio nella narrativa ufficiale.  
Tatarski viene ucciso quando aveva poco più di 40 anni il due aprile del 2023 in un locale di San Pietroburgo, nell'esplosione di una statuetta che gli era appena stata regalata.

Fomin era noto per le sue posizioni filo-Putin e per l'appoggio totale all'invasione dell'Ucraina.Nell'ultimo anno aveva partecipato anche ad eventi al Cremlino.

Il presidente Putin aveva conferito postuma l'onorificenza 'Ordine del Coraggio' a Tatarski, come aveva fatto per Dugina. Il 6 maggio del 2023 Prilepin, 47 anni, era rimasto gravemente ferito nell'esplosione della sua auto nella regione di Nizhni Novgorod dove era nato nel 1974 e dove abitava con la sua famiglia.Aveva combattuto nel Donbass fra le fila degli indipendentisti già prima dell'inizio dell'invasione.  Nel gennaio del 2023 si era arruolato nella Guardia nazionale ed era tornato a combattere sul fronte ucraino.

Aveva già combattuto in Cecenia durante la guerra come Omon, prima di iniziare a scrivere.Ma la sua figura non può essere associata a quelle di Dugina e Tatarski, hanno sempre sottolineato le persone che lo hanno apprezzato come scrittore di valore letterario.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Forza Italia apre a ritorno immunità parlamentare, opposizioni fanno muro

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(Adnkronos) – Ancora benzina sul fuoco delle polemiche riferite ai temi della giustizia e al rapporto politica-magistratura.A tenere banco è l'ipotesi di reintroduzione dell'immunità parlamentare, ovvero della necessità di richiedere l'autorizzazione a procedere per indagini nei confronti di senatori e deputati.  
Istituto abolito nel 1993 sull'onda di tangentopoli, con una modifica dell'articolo 68 della Costituzione che attualmente prevede soltanto che "i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni". Inoltre "senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza".Norma, quest'ultima, che implica la necessità di richiedere l'autorizzazione all'utilizzo di intercettazioni disposte su utenze di terzi ma nelle quali compaia un parlamentare. A ipotizzare un ritorno alla vecchia immunità parlamentare è il capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia della Camera, Tommaso Calderone: ''Credo che sia corretto nel contesto storico in cui noi ci troviamo e in cui è inutile negare che ci sia una parte politicizzata della magistratura, ripristinare le garanzie previste fino al 1993", afferma, precisando che allo stato non è stato messo a punto nessun testo normativo e che si tratta solo di ''una sua opinione personale'', perché l'ultima parola spetta ai vertici di Forza Italia. Gli fa eco l'omologo al Senato, Pierantonio Zanettin. "Ritengo – spiega – che sia stato un errore della politica quello di contraddire il principio dei nostri padri costituenti secondo cui, nella logica della separazione dei poteri, l'immunità parlamentare ci sta tutta.

Se adesso, maturati i tempi, si vuole tornare indietro io sono assolutamente favorevole".  Cauto il segretario del partito e vicepremier, Antonio Tajani: "Non ne abbiamo parlato, ma potrebbe anche essere un'idea.Non ne abbiamo parlato neanche in Forza Italia.

Io personalmente non sono contrario, però è da discutere per vedere in che termini e come".  Dalla maggioranza, arriva la presa di posizione del presidente della Commissione affari costituzionali al Senato Alberto Balboni (Fdi): "Sono contrario", due parole secche per liquidare l'ipotesi.Secondo Balboni, la normativa in vigore garantisce infatti già di per sè ai parlamentari "di non essere perseguiti per le opinioni espresse nell'esercizio del loro mandato" e comunque qualora un parlamentare commetta un reato comune "deve risponderne come tutti gli altri cittadini.

Anzi, io sarei per dargli il doppio della pena, non l'immunità".  Alzano un muro di no invece le opposizioni. ''E dopo il ripristino dei vitalizi al Senato, l'abolizione del reato per i politici che abusano del loro potere, l'aumento degli stipendi dei ministri e la imbarazzante difesa della ministra Santanchè tenuta incollata alla poltrona, ecco che ci provano con l'immunità e il ritorno di uno scudo che renda intoccabili esponenti del Governo ed eletti!'', tuona su X il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. "Questi qui – aggiunge l'ex premier – sono in pieno delirio di onnipotenza.Facciano subito retromarcia su questa proposta e su queste intenzioni: alziamo il livello di guardia prima che sia troppo tardi, dobbiamo opporci tutti insieme.

Altro che Meloni 'una del popolo', hanno gettato la maschera: arroganza, immunità e privilegi''. "Secondo me non solo è irricevibile, ma non tiene minimamente conto del sentimento del Paese.Messa così si configura come un nuovo capitolo della guerra della politica contro la magistratura", commenta invece il senatore del Pd e segretario in commissione Giustizia a Palazzo Madama, Walter Verini. Telegrafica la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Luana Zanella: "Con tutti i problemi che abbiamo è inaccettabile sentir parlare di immunità per parlamentari e ministri".  
Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, parla di "proposta indecente, che non solo non guarda ai bisogni del Paese, ma va ad accentuare un sistema già ingiusto nel nostro Paese.

Una destra che un tempo si definiva 'sociale', oggi si rivela invece la destra dei privilegi".  Intanto la Fondazione Luigi Einaudi annuncia che si appresta “a proporre il testo del disegno di legge di riforma dell’attuale articolo 68 della Costituzione”. "Come è noto la Fondazione Luigi Einaudi è da sempre in prima linea sul tema della centralità del Parlamento e della conseguente prerogativa dell’immunità parlamentare, improvvidamente modificata dalla sciagurata riforma del 1993”, si legge in una nota. "Seguo con attenzione la proposta della Fondazione Luigi Einaudi.L'articolo 68 della Costituzione non ha nulla a che fare con i privilegi dei singoli, ma molto con la qualità della nostra democrazia.

Per questo apprezzo un’iniziativa innanzitutto culturale, che merita di essere approfondita senza connotazioni di partito.Sia il Parlamento a valutare il percorso migliore per riequilibrare i poteri", commenta il sottosegretario di Stato alla Giustizia, senatore Andrea Ostellari. "Non trovo sbagliato discutere di immunità parlamentare, perché i danni che il mancato equilibrio fra i poteri dello Stato ha inferto al sistema democratico nel trentennio trascorso dalla riforma del 1993 sono evidenti a tutti", dice Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia e presidente della Commissione Affari esteri e difesa a Palazzo Madama. "La modifica dell’articolo 68 della Costituzione fu allora sinonimo di cedimento al morbo giustizialista, si nutrì della paura – per usare un eufemismo – delle Camere, significò sottomissione della politica.

Da qui bisogna ripartire, dalla consapevolezza che occorra irrobustire gli argini democratici per evitare nuove e devastanti esondazioni giudiziarie di cui già si avvertono i sinistri presagi", aggiunge.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serie A, mercato chiuso: tutte le mosse delle 20 squadre del campionato

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(Adnkronos) – Il calciomercato invernale giunge al termine.Tra grandi colpi, cessioni last minute (a sorpresa) e cambiamenti importanti in rosa, si chiude una delle sessioni di gennaio più intense degli ultimi anni.

Dalle mosse del Milan, la big più attiva insieme alla Juve, ai tanti movimenti in casa Como e Lecce, ecco come si sono comportate le venti squadre della Serie A.  Ecco gli acquisti e le cessioni delle venti squadre di Serie A nella sessione del mercato invernale:  ATALANTA, acquisti: Daniel Maldini (a, Monza) Posch (d, Bologna).Cessioni: Godfrey (d, Ipswich Town), Soppy (d, Losanna). 
BOLOGNA, acquisti: Calabria (d, Milan), Pedrola (a, Sampdoria).

Cessioni: Karlsson (a, Lecce), Raimondo (a, Salernitana), Corazza (d, Salernitana), Pyyhtia (d, Sudtirol), Sosa (d, Reggiana), Urbanski (c, Monza), Iling Junior (c, Aston Villa). 
CAGLIARI, acquisti: Caprile (p, Napoli), Coman (a, Al Gaharafa).Cessioni: Scuffet (p, Napoli), Azzi (d, Cremonese), Wieteska (d, Paok), Lapadula (a, Spezia). 
COMO, acquisti: Ikonè (a, Fiorentina), Diao (a, Betis), Butez (p, Anversa), Caqueret (c, Lione), Alli (c, svincolato), Valle (d, Barcellona), Smolcic (dm Rijeka).

Cessioni: Cerri (a, Salernitana), Barba (d, Sion), Curto (d, Sampdoria), Belotti (Benfica). 
EMPOLI, acquisti: Silvestri (p, Sampdoria), Kouamè (a, Fiorentina).Cessioni: Ekong (a, Malmo), Belardinelli (c, Sudtirol), Perisan (a, Sampdoria). 
FIORENTINA, acquisti: Valentini (d, Boca Juniors) svincolato, Folorunsho (c, Napoli), Pablo Marì (d, Monza), Ndour (c, Besiktas), Zaniolo (a, Galatasaray), Fagioli (c, Juventus).

Cessioni: Ikoné (a, Como), Martinez Quarta (d, River Plate), Christensen (p, Salernitana), Kayode (d, Brentford), Kouamè (a, Empoli), Biraghi (d, Torino), Sottil (a, Milan). 
GENOA, acquisti: Otoa (d, Aalborg), Cornet (a, Southampton), Onana (c, Besiktas), Ellertsson (c, Venezia), Siegrist (p, Rapid Bucarest).Cessioni: Vogliacco (d, Parma), Marcandalli (d, Venezia), Ellertson (c, Venezia), Gollini (p, Roma), Melegoni (c, Carrarese). 
INTER, acquisti: Zalewski (c, Roma).

Cessioni: Palacios (d, Monza), Buchanan (d, Villareal). 
JUVENTUS, acquisti: Kolo Muani (a, Psg), Alberto Costa (d, Vitoria Guimaraes), Renato Veiga (d, Chelsea), Kelly (d, Newcastle).Cessioni: Arthur (c, Girona), Fagioli (c, Fiorentina). 
LAZIO, acquisti: Ibrahimovic (c, Bayern Monaco), Provstgaard (d, Velje), Belahyane (c, Verona).

Cessioni: Castrovilli (c, Monza, prestito), Akpa Akpro (c, Monza, prestito). 
LECCE, acquisti: Karlsson (a, Bologna), Tiago Gabriel (d, Estrela Amadora), Danilo Veiga (d, Estrela Amadora), Scott (c, Stoccarda), Sala (d, Como), N'dri (a, Leuven).Cessioni: Hasa (c, Napoli), Daka (a, Trapani), Dorgu (c, Manchester United), Oudin (c, Sampdoria) prestito. 
MILAN, acquisti: Walker (d, Manchester City), Gimenez (a, Feyenoord), Joao Felix (a, Chelsea), Bondo (c, Monza), Sottil (a, Fiorentina).

Cessioni: Calabria (d, Bologna), Morata (a, Galatasaray), Bennacer (c, Marsiglia), Okafor (Napoli). 
MONZA, acquisti: Castrovilli (c, Lazio, prestito), Brorsson (d, Mjallby), Palacios (d, Inter, prestito), Lekovic (d, Stella Rossa), Akpa Akpro (c, prestito, Lazio), Urbanski (c, Bologna) prestito, Ganvoula (a, Young Boys).Cessioni: Djuric (a, Parma), Machin (c, Cartagena), Pablo Marí (d, Fiorentina), Maldini (a, Atalanta). 
NAPOLI, acquisti: Scuffet (p, Cagliari), Hasa (c, Lecce), Billing (c, Bournemouth), Okafor (a, Milan).

Cessioni: Mario Rui (d, svincolato), Caprile (p, Cagliari), Folorunsho (c, Fiorentina), Zerbin (d, Venezia), Kvaratskhelia (a, Psg). 
PARMA, acquisti: Lovik (d, Molde), Marcone (p, Turris), Vogliacco (d, Genoa), Ondrejka (a, Anversa), Djuric (a, Monza), Pellegrino (a, Velez), Ordonez (c, Vélez) arriva a giugno 2025.Cessioni: Chichizola (p, Spezia), Coulibaly (d, Leicester). 
ROMA, acquisti: Rensch (d, Ajax), Gollini (p, Atalanta), Nelsson (d, Galatasaray), Salah-Eddine (d, Twente), Gourna-Douath (c, Salisburgo).

Cessioni: Le Fée (c, Sunderland), Ryan (p, Lens), Hermoso (d, Bayer Leverkusen), Zalewski (d, Inter). 
TORINO, acquisti: Casadei (c, Chelsea), Elmas (c, Lipsia), Biraghi (d, Fiorentina).Cessioni: Bianay Balcot (d, Triestina). 
UDINESE, acquisti: Solet (d, Salisburgo), Pafundi (c, Losanna) fine prestito, Valentin Gomez (d, Velez).

Cessioni: Ebosse (d, Jagellonia), Selvik (p, Watford), Ebosele (d, Basaksehir). 
VENEZIA, acquisti: Cheick Condè (c, Zurigo), Zerbin (c, Napoli), Candè (d, Metz), Marcandalli (d, Venezia), Kike Perez (c, Real Valladolid), Fila (a, Slavia Praga).Cessioni: Bertinato (p, Portuguesa), Fiordilino (c, Triestina), Andersen (c, Sparta Praga), Raimondo (a, Bologna) fine prestito, Ellertson (a, Genoa), Altare (d, Sampdoria), Pohjanpalo (a, Palermo). 
VERONA, acquisti: Oyegoke (d, Hearts), Niasse (c, Young Boys), Bernede (c, Losanna), Slotsager (d, Odense), Valentini (d, Fiorentina).

Cessioni: Belahyane (c, Lazio). —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)