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UFFICIALE – Milik e Zielinski convocati dalla Polonia per le gare contro Armenia e Montenegro

Arkadiusz Milik e Piotr Zielinski convocati dalla Polonia in vista delle prossime sfide valevoli per le qualificazioni a Russia 2018. La nazionale polacca, in testa al Gruppo E, affronterà Armenia e Montenegro per strappare il pass per i prossimi Mondiali.

 

Femminicidio, vittime di ipocrisia politico-culturale e di denunce inascoltate ?

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Femminicidio: Come si può spezzare un adolescente bocciolo ?

La morte di Nicolina, ennesimo femminicidio, 15enne di Ischitella (Foggia), uccisa da un colpo di pistola dell’ex compagno della madre, è ancora più sconvolgente poiché sarebbero state presentate da tempo delle denunce contro quell’uomo, che però non avrebbero avuto la dovuta attenzione.

Sulla Stampa nazionale questo aspetto è oggetto di tante domande. E qui non si può che proporne altre:

Ma com’è possibile che malgrado vengano fatte più denunce contro un ex della madre, il cui comportamento violento-maschilista mette a rischio la figlia minorenne di quest’ultima, nessuno fa niente, tanto che l’uomo gli spara alla ragazza ? Ma che leggi farlocchio abbiamo in Italia ? Ma che Magistratura distratta abbiamo ? Ma che Parlamento indolente abbiamo ? Ma che Governo incurante abbiamo ? Ma che cultura ipocrita abbiamo in Italia ? Una Nazione che dagli scranni più alti fino all’ultimo livello della società è divenuta solo una propaganda di retoriche e teatrini, una carovana di dissimulatori, bugiardi, insensibili, ingordi, sprezzanti, teatranti, superbi, accidiosi, corrotti, estorsori, criminali e mafiosi.

E chi paga, persino rimettendoci un’esistenza dignitosa, se non anche con la salute e persino con la vita, sono sempre i forzosamente impotenti e assoggettati cittadini, nonché i nostri ragazzi.

In passato avevo già scritto sull’argomento. Cito alcuni casi di quelli che avevo seguito: Sara, giovane romana di 22 anni bruciata viva; Vanessa, 30 anni ennese, strangolata e gettata da un cavalcavia; Fabiana calabrese, 15 anni, accoltellata, cosparsa di benzina e bruciata viva.

E ricordo chiaramente anche un altro articolo, eloquente della decennale simulazione culturale che alberga nella nostra politica, di destra, sinistra e centro: 27 maggio 2013 “Si parla di femminicidio: la Camera è vuota”.

Ma come sempre, all’indignazione e alla (mia) “rabbia” (come mi ha disapprovato un politico) segue la legittima e ragionevole domandaCosa si può fare di concreto ?

Intanto va detto che, notoriamente, ci sono migliaia di cause di presunta violenza nell’ambito di separazioni e divorzi, ma anche di altri contenziosi, presentate al solo fine di screditare o per astio verso l’altro/a. E qui il fior fiore dei nostri giuristi, insieme ai psicologi, devono proporre rapidamente delle norme che consentano ai Magistrati un più chiaro discernimento, rispetto alle denunce inerenti realmente intimidazioni, minacce e violenze.

Inoltre e risaputamente, i Giudici sono carichi di troppe cause e se si vuole Giustizia, non si può neanche chiedere di dare una guardata superficiale alle carte e ai fatti, pur di concludere rapidamente ogni decisione, poiché è in gioco l’esistenza civile delle persone.

Questo Stato, invece di penalizzare i Giudici di Pace, utilizzi tali competenze, chiaramente dopo averle pure accertate, inserendo queste figure in maniera stabile, così che i cittadini abbiano la dovuta attenzione alle loro richieste giudiziarie.

Inoltre, occorre un sano e noto timore reverenziale delle conseguenze giuridiche e per tutti, nessuno esente, dai più alti scranni dello Stato fino all’ultimo livello della comunità. Poiché si è ormai notoriamente diffusa in tutta la società italiana, la pericolosa convinzione che tanto in Italia si può fare ciò che si vuole, in quanto non si rischiano conseguenze giudiziarie e men che mai gravi, sicché tanti continueranno a non farsi scrupoli, come pure persevererà l’arroganza, l’accidia, la corruzione, il furto, la truffa, la violenza e l’omicidio.

Poi, ascoltiamola anche la scienza moderna, senza con questo volere mancare di rispetto alle rispettabilissime teorie del passato.

E guardando al passato, prendiamo atto e soprattutto accettiamo, che c’è innegabilmente qualcosa di primordiale, direi quasi ferina, dentro di noi. D’altra parte il padre della psicologia analitica del ‘900 diceva che potenzialmente siamo tutti criminali.

Nel nostro complesso quanto ancora sconosciuto cervello, s’intersecano risaputamente, anche fisiologicamente, parti oltremodo remote, quindi ancestrali cosiddetti istinti e di recente (geologicamente parlando) percezioni razionalizzate proprie della specie umana, a cui si aggiunge la continua interazione (più o meno consapevole) con l’ambiente esterno, il quale com’è noto influenza notevolmente e rapidamente la nostra mente, proprio in quanto siamo esseri che nasciamo potentemente predisposti, ma di contro prematuri in tutto, sia fisicamente che cerebralmente, ma così potendoci forgiare e formare, senza obbligati vincoli connaturati, come invece non possono fare le altre specie, neppure i nostri più prossimi cugini primati.

E se da qualche decennio stiamo registrando rinnovati episodi di violenza, di ogni genere, soprattutto sessuali, tra cui il femminicidio e addirittura tra nuove generazioni, ciò significa che qualcosa nella formazione, comunicazione, indirizzo ed educazione, non funziona più. Forse è l’ora di aggiornarci anche nelle nostre cosiddette evolute società occidentali.

E allora, premesso che molto spesso i genitori siamo sostanzialmente altrettanti figli immaturi, solo più adulti, una delle soluzioni (ma non certo la sola) anche al drammatico problema del femminicidio e in generale a qualsiasi manifestazione di violenza, è una moderna, progressista, civile e scientifica formazione ed istruzione culturale, sin da bambini e poi adolescenti e ancora attraverso i media, l’informazione e la propaganda, sempre, in continuazione e a seguire negli anni.

Si dovrebbe pertanto, sin dalla scuola primaria, gradualmente e proporzionalmente, ma quotidianamente, insegnare ai nostri bambini e poi adolescenti, come materia al pari dell’italiano, le norme del vivere civile (diritti e doveri), poi anche cosa c’è nella nostra testa, come siamo composti, chi siamo, da dove forse veniamo e dove potremmo andare, cos’è la Terra, l’Universo e tutto ciò che ci circonda di vivo e di inorganico, ma pure a cadenza mensile abituarli a visitare gli ammalati, gli anziani, per avviarsi pure alla comprensione, capire la sofferenza, la solidarietà, condivisione, ecc.

Insomma, bisogna rimettere urgentemente al centro della Nazione il bambino e l’adolescente, quindi l’alunno e lo studente, e perciò l’insegnante, e dunque la scuola, che deve essere considerata come la primaria fucina per formare dei cittadini con una conoscenza concreta, moderna, veritiera, naturale, scientifica, con il senso del sociale, della tolleranza, della solidarietà e del rispetto dell’altro.

Diversamente assisteremo sempre più ad un peggioramento dell’individuo e quindi della collettività, poiché ogni anno continueremo a sfornare unicamente intelligenti primati. Magari alcuni preparati, esperti, tecnici, luminari, ma sostanzialmente egocentrici “scimmioni intelligenti” con l’arma in più della competenza.

Nella nostra cultura cosiddette occidentale e soprattutto in questa rafferma Italia, se non si cambia l’attuale stantia concezione dell’essere umano, andrà sempre peggio.

Basket, la Givova Scafati torna a casa

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La Givova Scafati tranquillizza tutti i propri sostenitori e appassionati ed informa gli organi di
stampa che le gare interne del prossimo campionato di serie A2 (girone ovest) saranno ritualmente
disputate presso il PalaMangano.
La struttura di viale Della Gloria, infatti, ha riaperto ufficialmente i battenti ed ospita già il team
gialloblù per gli allenamenti nei giorni di settimanali che vanno dal giovedì alla domenica.
Intanto, la formazione guidata da coach Perdichizzi si accinge a partire alla volta della capitale, dove
questo fine settimana disputerà il I trofeo “Flavio Tortosa”. Il quadrangolare, che sarà di scena al
PalAvenali, vedrà la partecipazione di Leonis Eurobasket Roma (serie A2), Virtus Cassino (serie ? e Tiber
Roma (serie ?. La formula sarà quella classica delle semifinali il sabato (ore 17:00 Leonis Eurobasket Roma
– Virtus Cassino; ore 19:00 Givova Scafati – Tiber Roma) e le finali il giorno seguente, ai medesimi orari. Si
tratta dell’ultima apparizione precampionato della compagine dell’Agro, che sta scaldando i motori, in
vista dell’esordio stagionale nel primo campionato dilettantistico nazionale.

De Maggio: “Ho sentito Sacchi, ecco cosa mi ha detto sul Napoli di Sarri”

A Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso di Radio Gol, è intervenuto il conduttore Valter De Maggio rilasciando alcune dichiarazioni:

“Sappiamo che Arrigo Sacchi è un grande estimatore di Sarri. L’ho sentito in privato e mi ha detto che domani sarà in tribuna a Ferrara per assistere al match. Mi ha detto che va perché il Napoli è l’unica squadra di Serie A che lo emoziona”.

Maggio, l’agente: “Christian professionista serio, sa farsi trovare pronto quando viene chiamato in causa”

Massimo Briaschi, agente di Christian Maggio, ha parlato ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

“Credo che su Christian dubbi ormai non ce ne dovrebbero essere, è un professionista e sa farsi trovare sempre pronto quando viene impiegato. Lo conoscete bene, gioca da molti anni ad ottimi livelli ed è un giocatore di sicuro affidamento. Può giocare almeno per altri due anni e spero di vederlo in campo con più frequenza.
Scudetto? I presupposti ci sono tutti, il Napoli ha raggiunto una maturazione incredibile. Non sarà facile perché ci sono altre squadre importanti ma la squadra di Sarri è tra le più accreditate”.

TEATRO SOCIALE, VENDITA NUOVI ABBONAMENTI LIBERI E TWINS

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TEATRO SOCIALE, LUNEDÌ 25 SETTEMBRE 2017, VENDITA NUOVI ABBONAMENTI LIBERI
GIOVEDÌ 28 SETTEMBRE 2017, VENDITA NUOVI ABBONAMENTI TWINS

Si comunica che a partire da lunedì 25 settembre 2017 al botteghino del Teatro Sociale di Brescia (via Felice Cavallotti, 20) saranno in vendita i NUOVI ABBONAMENTI LIBERI, e a partire da giovedì 28 settembre saranno in vendita i NUOVI ABBONAMENTI TWINS.

L’abbonamento LIBERO, con scelta dello spettacolo, della data di rappresentazione e del posto in teatro, prevede la scelta completamente libera tra tutti gli spettacoli in cartellone, escluso Buonanotte Brivido. Gli ingressi possono anche essere utilizzati per la stessa data e spettacolo

TEATRO SOCIALE
6 INGRESSI 126 €
4 INGRESSI 96 €

TEATRO SANTA CHIARA Mina Mezzadri
4 INGRESSI 50 €
2 INGRESSI 27 €

L’abbonamento TWINS (6 SPETTACOLI) comprende 6 spettacoli tra:
1 SPETTACOLO A SCELTA TRA LE PRODUZIONI CTB
+ 1 SPETTACOLO A SCELTA TRA ALTRI PERCORSI · LA PALESTRA DEL TEATRO · BRESCIA CONTEMPORANEA
+ 4 A SCELTA TRA TUTTI GLI SPETTACOLI INSERITI IN CARTELLONE (ESCLUSI BUONANOTTE BRIVIDO E MARILYN)
PREZZO PER 2 PERSONE 195 €

L’abbonamento TWINS (4 SPETTACOLI) comprende 4 spettacoli tra:
1 SPETTACOLO A SCELTA TRA LE PRODUZIONI CTB
+ 1 SPETTACOLO A SCELTA TRA ALTRI PERCORSI · LA PALESTRA DEL TEATRO · BRESCIA CONTEMPORANEA
+ 2 A SCELTA TRA TUTTI GLI SPETTACOLI INSERITI IN CARTELLONE (ESCLUSI BUONANOTTE BRIVIDO E MARILYN)
PREZZO PER 2 PERSONE 138 €

Il botteghino del Teatro Sociale è aperto nei seguenti orari: dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00 nelle date indicate per ogni tipo di abbonamento.

Tutte le tipologie di abbonamento sono in vendita anche on-line sul sito www.vivaticket.it seguendo il calendario di vendita.
Ogni giorno di apertura del botteghino per la vendita degli abbonamenti verrà esposto un dispensatore di numeri per la coda, rispettivamente alle ore 8.30 e alle ore 15.30.

NOTE SULL’ACQUISTO DEGLI ABBONAMENTI

ORARIO
La biglietteria del Teatro Sociale per la vendita degli abbonamenti è aperta dalle h 9.00 alle h 13.00 e dalle h 16.00 alle h 19.00 nelle
date indicate per ogni diverso tipo di abbonamento.

SERVIZIO DISTRIBUZIONE “NUMERI” PER LA CODA
Ogni giorno di apertura del botteghino per la vendita degli abbonamenti, alle h 8.30 e alle h 15.30 verrà esposto un dispensatore di
numeri.

PRELAZIONI
Per usufruire del diritto di prelazione (abbonamento Fedeltà, 14 spettacoli, Altri Percorsi, La Palestra del Teatro e Brescia  Contemporanea) è necessario presentare la tessera scaduta della stagione teatrale 2016/2017.

SOTTOSCRIZIONE
Ogni abbonato potrà acquistare un massimo di n. 6 abbonamenti.

RIDUZIONI
* La riduzione Gruppi è riservata ad Enti convenzionati con il CTB.
** La riduzione Speciale è riservata a giovani fino a 25 anni, ultrassessantacinquenni e possessori di carta d’argento.

CAMBIO TURNO
Esiste la possibilità per ogni tipo di abbonamento di effettuare il “cambio turno”, compatibilmente con la disponibilità dei posti, al costo
di 10,00 € in platea, 8,00 € in galleria centrale e 5,00 € in galleria laterale. Il “cambio turno” è in vendita dal 17 ottobre 2017. Il cambio
non sarà possibile qualora il teatro fosse esaurito.

Vincita milionaria al Superenalotto ma il fortunato attende quasi due mesi per la riscossione

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Una vincita milionaria al Supernalotto ma la curiosità è che sia stata riscattata solo cinquanta giorni dopo. L’episodio si è verificato a Caorle, comune di Venezia, dove lo scorso 1 agosto è stata centrata una vincita di 77 milioni di euro con soli 4,50 euro.

Non si conosce il nome del fortunato/a vincitore che, stando a quanto rivelato dall’ufficio Premi Sisal di Milano, ha atteso quasi due mesi per intascare il bottino, e che bottino. Il motivo? Il fortunato aveva ben chiaro quali fossero i termini per la riscossione del premio e non ha perso il senso di responsabilità nonostante ci fossero in ballo tanti soldi.

Ora si ritrova con un bel gruzzoletto sul suo conto corrente anche se, ufficialmente, la somma verrà accredita solo il 31 ottobre.Secondo il regolamento, la somma della vincita del Jackpot SuperEnalotto verrà accreditata entro 91 giorni solari dal giorno successivo alla pubblicazione del Bollettino ufficiale.

Pannullo: “Lotta all’illegalità da sempre uno dei capisaldi della nostra amministrazione”

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Antonio Pannullo, sindaco di Castellammare di Stabia, ha postato un lungo messaggio sul proprio profilo Facebook:

“Fin dal giorno del mio insediamento ho detto a chiare lettere che sull’operato dalla macchina comunale di #CastellammarediStabia non dovevano esserci più coni d’ombra e che tutto deve essere fatto nella massima trasparenza e nel rispetto delle leggi. Un input politico-amministrativo chiaro e preciso che ha indotto i nostri agenti della #PoliziaMunicipale, ovviamente con il fattivo supporto degli uomini della #GuardiadiFinanza, a far partire le indagini che hanno portato oggi alla misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari di un dipendente dell’ufficio tecnico del Comune.
La lotta all’illegalità è da sempre uno dei capisaldi dell’amministrazione che guido. Da parte nostra ci sarà sempre massima collaborazione con gli investigatori. Non dobbiamo coprire nessuno. Anzi la legalità deve essere un fiore all’occhiello per la nostra città, quello che è accaduto in queste ore è la chiara dimostrazione che non facciamo sconti a nessuno”.

Volley – Club Italia Crai, Cresta: “Gruppo di ragazzi che hanno voglia di imparare a giocare”

S’inizia in trasferta sul difficile campo di Brescia, l’avventura in serie A2 del Club Italia Crai, guidato da Monica Cresta. Con un organico ampiamente rinnovato, in pratica composto da tutti under 19, più un paio di elementi come il capitano Roberto Russo e il regista scuola Modena Nicola Salsi appena ventenni a portare un contributo d’esperienza, gli Azzurrini della squadra federale affrontano il torneo con l’obiettivo di crescere tecnicamente.

“Questo Club Italia è un gruppo di ragazzi che hanno voglia di imparare a giocare, che hanno voglia di confrontarsi con i campioni che troveranno dall’altra parte della rete. – Ci ha detto il nuovo tecnico del progetto Fipav Monica Cresta, che ha poi ha continuato – Dai miei ragazzi in campionato vorrei vedere il “non si molla mai”. Al di là dei risultati che sicuramente faticheremo a fare soprattutto all’inizio, vorrei che imparassero a non mollare mai, di fronte alla cattiva sorte o alla minore esperienza che abbiamo in confronto ai nostri avversari”.

Il Club Italia Crai nei giorni scorsi ha svolto due allenamenti congiunti con il Tuscania, gare che sono servite a rompere il ghiaccio con una pallavolo più concreta e di velocità superiore, che gli Azzurrini al di là del risultato hanno dimostrato di poter giocare per diversi tratti delle gare. Il Club Italia Crai nella seconda gara si è schierato con Salsi in regia, Cantagalli opposto, Recine e Gardini di banda, Cortesia e Mosca al centro, Federici libero: dovrebbe essere questa la squadra che inizialmente affronterà domenica 24 settembre alle 18, la Centrale del Latte McDonald’s Brescia, squadra esperta nelle cui file militano l’ex-capitano della nazionale Alberto Cisolla ed il giovane ex Pietro Margutti che nelle ultime stagioni ha vestito la maglia della squadra federale.

Spal-Napoli, i convocati di Maurizio Sarri: out Chiriches

Allenamento mattutino per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match di domani contro la Spal a Ferrara per l’anticipo della sesta giornata di Serie A (ore 18). La squadra ha svolto attivazione e successivamente seduta tecnico tattica. Chiusura con partitina a campo ridotto ed esercitazioni sui calci da fermo. Differenziato per Chiriches che non sarà del match. Nel pomeriggio partenza per Ferrara.

I convocati: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Ghoulam, Tonelli, Hysaj, Koulibaly, Maksimovic, Maggio, Mario Rui, Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Rog, Zielinski, Callejon, Giaccherini, Ounas, Insigne, Mertens, Milik.

 

Da sscnapoli.it

Il progetto “B Italia” sbarca in Giappone: coinvolti venti ragazzi delle Primavera

B Italia, il progetto della Lega B di valorizzazione e crescita dei giovani italiani delle squadre della Serie B ConTe.it, va in Giappone. Venti ragazzi delle Primavera partiranno infatti sabato 23 settembre agli ordini di mister Massimo Piscedda per una tournée che precede due amichevoli nella città di Sendai. Ma non solo. Il programma stilato dall’Ufficio Cultura e Turismo della Municipalità della città giapponese prevede infatti calcio ma anche formazione ai tecnici e agli atleti delle scuole calcio. L’invito alla Lega B e alla sua rappresentativa rientra all’interno del progetto “City of Senday Host-City for Olympic Games Tokyo 2020” per la promozione di Senday in previsione delle Olimpiadi del 2020 che si svolgeranno a Tokyo.

UFFICIALE – L’ASD Città di Gragnano ha definito l’accordo con Dario Buono

Ecco il comunicato ufficiale della società gialloblè:

“L’ASD Città di Gragnano è lieta di comunicare di aver perfezionato l’accordo con Dario Buono per la stagione calcistica 2017/2018.

Buono, classe 1998, è un difensore eclettico in grado di disimpegnarsi sia a destra che al centro. Nelle ultime due stagioni ha militato nella formazione Primavera dell’Ascoli, totalizzando 28 presenze tra Campionato, Coppa Italia e Viareggio Cup”.

 

Ufficio Stampa ASD Città di Gragnano

Juve Stabia, Caserta: “Vogliamo portare a casa l’intera posta in palio. E sui tifosi…”

Queste le dichiarazioni del tecnico

Il tecnico della Juve Caserta ha parlato in conferenza stampa, presentando il derby di domani contro la Paganese: “Non bisogna più pensare alla gara col Trapani, non dobbiamo fare più gli stessi errori. Il derby è molto sentito e daremo tutto per portare a casa i 3 punti. Qualche giocatore è ancora acciaccato, ma faremo di tutto per recuperarli, sono sicuro che chi sarà chiamato in causa risponderà presente. Dal punto di vista fisico, cambiare sempre terreno di gioco, non ci aiuta, ma non deve essere un alibi, dobbiamo superare le difficoltà. Paganese? Vogliono fare bene come vogliamo farlo noi, bisogna fare una grande partita. Tutti hanno voglia di far gol e lo testimonia la scena sul rigore di sabato. Non ha senso vietare le trasferte ai tifosi, aldilà della rivalità, il calcio è bello perché anche le tifoserie si confrontino sul campo. I nostri supporters sono fondamentali. Branduani non ha colpe sui gol, è un grande portiere, ha fatto una grande prestazione.”

Per l’Egitto ora la colpa è di Regeni, e l’Italia sta esagerando

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Il caso dell’italiano ucciso in Egitto tiene banco anche nei colloqui a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu. Secondo fonti dei Paesi del Golfo per i rappresentanti del governo egiziano la colpa è di Regeni. Il Cairo non ha fatto nulla di male, e l’Italia sta esagerando: bisogna andare oltre e superare la crisi.

L’Egitto accusa Regeni: “Quanto successo è colpa sua”

Fonti dei Paesi del Golfo rivelano i colloqui a margine dell’assemblea Onu Per il Cairo l’Italia sta esagerando: bisogna andare oltre e superare la crisi

NEW YORK – In pubblico gli egiziani promettono chiarezza sul caso Regeni, ma in privato fanno muro. Anche quando ne parlano con Paesi vicini, come l’Arabia Saudita, che sollecitano una soluzione nell’interesse dell’intera stabilità regionale.

Durante l’incontro di mercoledì con il premier Gentiloni, il presidente egiziano al Sisi ha ribadito «il massimo impegno nella ricerca della verità e la consegna dei responsabili alla giustizia», secondo quanto ha riportato la televisione al Arabiya. Quasi nelle stesse ore, però, gli egiziani hanno discusso il caso Regeni con i Paesi della regione, e secondo fonti molto autorevoli nell’area del Golfo Persico l’atteggiamento è stato esattamente opposto.

Il ragionamento fatto dagli alleati del Cairo, durante colloqui ad alto livello avvenuti a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu, è stato chiaro: se c’è stato un errore – e noi non sappiamo se c’è stato – è venuto il momento di correggerlo. Gli errori possono capitare, in situazioni così tese, ma non devono essere trascinati al punto di compromettere le relazioni regionali, e dossier molto delicati come la stabilità della Libia, la Siria, l’emergenza migranti e la lotta al terrorismo. Quindi a questo punto sarebbe meglio fare chiarezza, scegliere la via della trasparenza, assumersi le proprie responsabilità e superare la crisi.

La risposta dei rappresentanti del governo egiziano, però, è stata di netta chiusura. La colpa – hanno detto – è di Regeni; il Cairo non ha fatto nulla di male, e gli italiani stanno esagerando la questione. Allora gli interlocutori amici hanno allargato le braccia, aggiungendo di sperare che si possa risolvere la questione.

Gli egiziani si erano comportati nella stessa maniera, quando a sollevare il problema era stato l’allora segretario di Stato americano Kerry. Il ministro degli Esteri Shoukry gli aveva risposto che Regeni era stato vittima di un gioco sessuale finito male, provocando uno scontro con il capo della diplomazia americana, che gli aveva replicato di possedere le prove della responsabilità del regime. Questo atteggiamento di totale chiusura si ripete adesso anche con Paesi amici e vicini, con una forte influenza sul Cairo e interessi comuni.

Le possibili spiegazioni sono diverse. La prima è che Al Sisi non aveva ordinato direttamente l’esecuzione di Regeni, ma aveva chiesto di dare un esempio agli stranieri che si immischiavano nelle vicende interne egiziane. Se questo collegamento con i massimi vertici dello stato fosse confermato, l’imbarazzo per il presidente sarebbe enorme. I suoi oppositori ritengono che un simile reato rientrerebbe in quelli perseguibili sulla base del «Magnitsky Act», la legge approvata nel 2012 dal Congresso americano per punire i funzionari russi responsabili della morte del fiscalista Sergei Magnitsky, mettendo al Sisi in una delicata posizione difensiva. La seconda è che il ministro degli Interni egiziano ha una forte capacità di influenzare, se non ricattare, lo stesso presidente. Quindi se anche Al Sisi decidesse di ascoltare i consigli dei Paesi amici, e chiudere la vicenda facendo chiarezza, verrebbe bloccato. L’elemento a favore dell’Italia è che ora anche i Paesi del Golfo più influenti si sono stancati di questa situazione, al punto da sollevarla durante gli incontri al massimo livello con i colleghi egiziani. Ciò potrebbe rendere insostenibile la linea del muro, nel prossimo futuro.

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Per l’Egitto ora la colpa è di Regeni, e l’Italia sta esagerando
lastampa/L’Egitto accusa Regeni: “Quanto successo è colpa sua” PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A NEW YORK

Roma, Schick out 15 giorni. Tornerà contro il Napoli

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NOTIZIE AS ROMA – Ieri pomeriggio gli esami strumentali a Villa Stuart per l’attaccante numero 14. Subito dopo la società giallorossa ha diramato il bollettino chiarificatore delle condizioni di salute del ceco: “Nella giornata odierna Schick è stato sottoposto ad ulteriori  controlli clinico/strumentali che hanno confermato l’infortunio muscolare al retto femorale sinistro mettendo in evidenza una quota di edema post/distrattivo nel terzo prossimale della giunzione mio/tendinea del muscolo. L’atleta, che contro il Verona ha fatto il suo esordio in giallorosso in una partita ufficiale, proseguirà il percorso riabilitativo impostato con prognosi ad oggi di 15 giorni” (asroma.com).
“Mi sento bene”, aveva detto ieri all’uscita della clinica romana dove ha effettuato i controlli di rito Patrick Schick. Eppure pare proprio che Eusebio Di Francesco non potrà contare su di lui prima del 14 ottobre (data in cui è prevista la gara interna contro il Napoli). Schick, dunque, si rivedrà dopo la sosta.

TRIGORIA: Intanto domani alle 15 si scenderà nuovamente in campo per la sfida casalinga contro l’Udinese. Fissato per oggi dopo le ore 16 l’allenamento di rifinitura.

Claudia Demenica

Questa mattina incidente tra un camion e una 500 sull’Asse Mediano

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Ennesimo incidente sull’Asse Mediano. Questa mattina all’altezza di Acerra c’è stato un duro incidente tra un camion e una 500 che è rimasta semi distrutta. Ancora non si conoscono bene le dinamiche dell’incidente, ma secondo alcuni testimoni presenti sul luogo, si dovrebbe trattare di un tamponamento. Non ci sono state pervenute ancora notizie sulle persone coinvolte nell’ incidente. Sulla statale in questo momento ci sono circa 3 chilometri di coda

Giorgio Napolitano scrive sull’Europa che sta ritrovando e rinnovando le sue ragioni e responsabilità

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Nel suo commento, Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica, allarga l’orizzonte all’Europa di oggi che, di fronte «all’acuirsi o all’accendersi di molteplici tensioni nei rapporti bilaterali tra vecchie e nuove, medie e grandi potenze extra-europee» riesce a resistere mettendo «in piena luce il valore e il ruolo di una politica estera e di sicurezza comune».

La rinascita dell’Europa protagonista

Nel contesto di sconvolgenti mutamenti geopolitici e di inedito disordine mondiale che è emerso nel nostro tempo, e messa di fronte a sfide senza precedenti, l’Europa nata da uno storico progetto di integrazione e unità sta ritrovando e rinnovando le sue ragioni e la coscienza delle proprie responsabilità. Sono riapparsi particolarmente in piena luce il valore e il ruolo di una politica estera e di sicurezza comune europea: anche rispetto all’acuirsi o all’accendersi di molteplici tensioni nei rapporti bilaterali tra vecchie e nuove, medie e grandi potenze extra-europee. Ed egualmente sono tornati in primo piano il valore e il ruolo dell’unità europea, su tutti i piani, nel fronteggiare l’attacco concentrico all’Europa del terrorismo islamico, divenuto nemico primario di tutto il mondo civilizzato.

LEGGI ANCHE: Incognita estrema destra in Germania

In pari tempo, nello scontro con le offensive populiste e rispetto alle regressioni sul piano ideale e nel senso comune che esse hanno alimentato, l’Europa ha teso a sentirsi e farsi portatrice più che mai del suo patrimonio storico di ideali e di valori.

Eva sottolineato come essa abbia saputo raccogliere e far propria la grande tradizione di libertà, di identificazione con ogni sfera e causa di libertà, propria del mondo anglosassone e tempratasi nel fuoco della seconda guerra mondiale.

E’ un vero e proprio ripresentarsi dell’Europa sulla scena quel che innegabilmente si è prodotto e manifestato a partire dalla primavera del 60° anniversario dei Trattati di Roma e, tra l’altro, attraverso assai significative vicende elettorali, culminate nelle presidenziali francesi e nella vittoria di Emmanuel Macron.

Si è verificato l’apparente paradosso del rovesciamento dell’offensiva euro-scettica ed euro-distruttiva, e del rischio di un tendenziale fatale indebolimento dell’Europa costituito da diversi fatti e fenomeni. Tra questi, sul piano politico, la Brexit e l’elezione del presidente Trump negli Stati Uniti; e su un più ampio versante politico e sociale, la dilagante ondata di migranti e di profughi e la conseguente durissima crisi umanitaria. Anziché farsene travolgere, le più lungimiranti forze politiche e sociali europee hanno teso a rispondervi con una decisa riaffermazione di quel che nel presente e nel futuro rappresenta e può rappresentare per il mondo un’Europa sempre più unita e integrata.

In questo senso si sono manifestate dichiarazioni di volontà politica e coraggiose indicazioni di prospettiva, forse come non mai, in chiave di coerente rilancio e sviluppo del processo di integrazione. Dalla Cancelliera tedesca abbiamo sentito, in risposta alla sfida di Trump su versanti tra i più critici, l’orgoglioso appello: «Noi europei dobbiamo prendere il nostro destino nelle nostre mani… i tempi in cui potevamo contare pienamente su altri sono in una certa misura finiti». Il nuovo Presidente francese, appena eletto, non ha perduto occasione per ribadire che l’Europa ha da far leva sulla «forza di una sovranità non più nazionale ma pienamente europea». E c’è chi ha detto, guardando ai grandi assi del patrimonio storico-ideale europeo, che l’Europa è rimasta nel mondo d’oggi il luogo della razionalità.

In questo clima, il presidente della Commissione Juncker ha pronunciato nei giorni scorsi un discorso ricco di aperture su questioni centrali e scottanti. Come quella della solidarietà europea nel concepire e rendere praticabili vie legali per l’immigrazione di cui i paesi europei hanno bisogno, in particolare per i provenienti dall’Africa. E ciò nel quadro di una seria grande politica per lo sviluppo del continente africano secondo la vocazione originaria del progetto europeo. Significativo è stato in proposito il riconoscimento giunto da Juncker per le prove date dall’Italia e per la figura del presidente Gentiloni.

Inutile dire che su tutti i punti indicati da Juncker resta l’interrogativo del passaggio a puntualizzazioni indispensabili, a decisioni ed azioni conseguenti.

Naturalmente, quando il presidente della Commissione ha detto con felice espressione «Il vento è tornato a soffiare nelle vele d’Europa», si è riferito non secondariamente alla ripresa economica finalmente seguita alla lunga crisi scoppiata quasi dieci anni fa. Ripresa nemmeno pensabile senza l’apporto dell’euro e della Banca Centrale europea, capisaldi della nostra integrazione sovranazionale.

Non sto suggerendo, sia chiaro, un’immagine idilliaca dello stato attuale e un sicuro destino dell’Unione europea. La stessa continuità e forza della ripresa economica in Europa resta sottoposta a incognite, come quelle indicate da Romano Prodi in un recente articolo, illuminante per diversi importanti aspetti, tra i quali l’attuale esplosione del tasso di cambio tra euro e dollaro. Non c’è dubbio che si richiedano scelte attente e nuove, se non vere e proprie svolte, nel campo della politica economica e finanziaria delle istituzioni europee e degli Stati membri. E di ciò tutte le leadership nazionali debbono farsi finalmente consapevoli.

Ma quel che davvero segnerà il nostro destino comune è il superamento di persistenti, profonde ambiguità e incertezze sulla fisionomia dell’unità europea, che non può soltanto essere genericamente assunta come nostro dovere e obbiettivo dominante.

Le procedure di infrazione finalmente scattate, col sostegno della Corte europea di giustizia, nei confronti di governi nazionali dell’Ungheria e della Polonia che hanno tradito valori fondanti del progetto europeo e rotto ogni disciplina nell’Unione ora a 27, ci dicono con chiarezza l’essenziale. E cioè che è ineludibilmente sul tappeto la questione di cerchi o raggruppamenti distinti di Stati europei, ovvero una rifondazione istituzionale, non certo il perseverare in una fuorviante cooperazione intergovernativa. Se non vi si lavora, anche prospettando una revisione dei Trattati vigenti, non solo ogni ipotesi tra quelle enunciate di ulteriore integrazione sovranazionale – ad esempio del governo politico dell’eurozona e finanche di un suo bilancio comune con le relative complesse implicazioni – ma la stessa prospettiva di consolidamento della costruzione europea non si possono presentare come attendibili e onestamente veritiere.

Piaccia o no, questo è il guado cui stiamo giungendo, pur nel recente accumularsi di fatti positivi, tra i quali l’atteggiarsi unitario dell’Europa nel G7 di Taormina presieduto dall’Italia.

Anche ciascuno degli Stati membri dell’Unione, che più si caratterizzano per spirito europeista, ha da condurre un severo esame di quel che gli tocca chiarire e correggere a casa propria, spazzando via malintesi, egoismi e pretese nazionali, così come combattendo rigurgiti regressivi non ignorabili. Non assistiamo forse, e non solo in Italia, a un rigurgito di barbarica violenza contro le donne, quasi in odio allo storico processo di emancipazione di cui è stata teatro l’Europa?

Nessuno può sottovalutare, ovviamente, la riflessione che alla Germania tocca fare su se stessa, in quanto paese più grande e società più forte dell’Europa unita. E il campo è aperto anche a franche discussioni a tal proposito tra i governi e in seno alle istituzioni comuni. Ciò appare indispensabile anche perché la Germania svolga un ruolo ancor più lineare e persuasivo nel processo di costruzione europea. Questa in sostanza è la posta delle elezioni tedesche che si svolgeranno domenica.

Al tempo stesso è oggi possibile, e più che mai decisivo, il puntare su intense consultazioni e intese tra eguali che facciano perno su protagonisti essenziali come la Germania, l’Italia, la Francia. Il nostro paese è a ciò preparato, e già concorre, in una continuità europeista di lungo periodo, di cui ora è garante il presidente Mattarella.

Ma oggi sentiamo di poter guardare a un’Europa che diventi fulcro di un universo straordinario di valori storici e di peculiari ideali così come di potenzialità trascinanti pur in un mondo così travagliato e mutevole.

Dobbiamo farlo, spingendo certo lo sguardo verso un imprevedibile domani mondiale, ma senza anticipare e dare per fatale addirittura l’emarginazione e subordinazione dell’intero «emisfero settentrionale».

E questo possiamo farlo solo perché nei lontani Anni 50 se ne stava già compiendo la premessa principale. Essa consiste, non dimentichiamolo, nella nascita di un’autentica Germania europea attraverso una vera e propria mutazione generazionale e culturale di massa che l’ha condotta fuori dalle barbariche aberrazioni del nazismo, liberandola da ogni loro radice. Quel processo è stato portato fino alle estreme e sofferte conseguenze che la nuova leadership tedesca ha saputo trarne a Maastricht, rinunciando allo storico pilastro del marco e collocandosi, con senso del limite, in uno stringente contesto collettivo europeo e nell’obbiettivo di una vera e propria integrazione politica dell’Europa.

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lastampa/La rinascita dell’Europa protagonista GIORGIO NAPOLITANO

Roma Udinese: probabili formazioni

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Ecco le probabili formazioni per la sfida di domani all’Olimpico tra Roma e Udinese. Appuntamento alle ore 15.00

ROMA NEWS- Probabili formazioni– Alle ore 15.00 di domani, sabato 23 settembre, la Roma di Eusebio Di Francesco scenderà in campo all’Olimpico contro l’Udinese di Luigi Delneri per la sesta giornata di Seria A.

I giallorossi dovranno confermare i segnali di crescita evidenziati nelle ultime giornate e cercare di confezionare la terza vittoria consecutiva contro una squadra che sta vivendo un difficile inizio di campionato e d è alla ricerca di qualche punto. Vediamo quali sono le probabili formazioni delle due squadre che si affronteranno domani.

Confermato Alisson tra i pali, il reparto a 4 dovrebbe vedere un piccolo turno over con Manolas al posto di Fazio mentre rimangono confermati dal primo minuto Juan Jesus al centro e Kolarov a sinistra. Si prospetta ancora il riposo per Florenzi dopo la sfida con il Benevento.

PROBABILI FORMAZIONI

ROMA (4-3-3): Alisson; Florenzi, Manolas, Juan Jesus, Kolarov; Strootman, De Rossi, Nainggolan; Perotti, Dzeko, El Shaarawy. All. Di Francesco.

A disposizione: Skorupski, Lobont, Moreno, Fazio, Castan, Bruno Peres, Gerson, Gonalons, Pellegrini, Under, Defrel. Indisponibili: Emerson, Karsdorp, Schick.

UDINESE (4-4-2): Scuffet; Stryger, Angella, Nuytinck, Samir; De Paul, Fofana, Behrami, Jankto; Maxi Lopez, Lasagna. All. Delneri.

A disposizione: Bizzarri, Pezzella, Bochniewicz, Danilo, Adnan, Barak, Balic, Hallfredsson, Ingelsson, Matos, Ewandro, Bajic. Indisponibili: Widmer, Perica.

Maria D’Auria

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L’angolo della tattica – La fase di possesso del Napoli di Maurizio Sarri

Il Napoli di Sarri è una delle squadre che gioca il miglior calcio d’Europa. Si tratta di una squadra che riesce ad esprimere un bel gioco fluido e andare più volte nell’arco della partita ad attaccare la porta avversaria. Quest’oggi studieremo la fase di possesso del trainer toscano:

Il Napoli di Sarri gioca un calcio “a memoria”. La manovra parte dal portiere, che scarica la palla ai due difensori (Koulibaly e Albiol), i quali con il regista della squadra (Jorginho) che si abbassa, iniziano la manovra. Nel momento che parte la fase di possesso, i due terzini (Hysaj e Ghoulam) si allargano e le due mezzale ( Hamsik e Zielinski), aprono linee di passaggio, schierandosi a turno in linea con Jorginho, mentre l’altra va di supporto all’ala, per favorire le incursioni del tridente. Come spesso accade, gli avversari adottano un sistema di marcatura a uomo su Jorginho, e per questo Sarri sfrutta la tecnica di Koulibaly per iniziare ad orchestrare la manovra. Un grande lavoro in questo modulo lo fa Callejon, definito dal tecnico toscano come un “equilibratore tattico”, infatti allo spagnolo, Sarri chiede di abbassarsi ad inizio azione e successivamente inserirsi sul secondo palo per sfruttare la sua eccellente abilità di attaccare lo spazio.

A cura di Mattia Longobardi

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Incognita estrema destra in Germania

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Domenica la Germania è chiamata alle urne per eleggere il Parlamento. Francesca Sforza, inviata de La Stampa, racconta il clima che si respira, con particolare attenzione all’ascesa degli estremisti di destra che preoccupano Merkel e Schulz. Secondo gli analisti parlano alla popolazione frustrata e delusa.

L’estrema destra cresce in silenzio. La sorpresa dell’ultima ora per Merkel

A Monaco i segnali dell’avanzata: l’AfD tiene comizi nascosti e soffia sulle paure. Gli analisti: molti che sono stati esclusi dalla crescita guardano a loro

MONACO DI BAVIERA – Ogni tanto qualcuno cade a terra, interrompendo il corso del lungo fiume di persone che seguono le frecce di vernice bianca sul marciapiede, con su scritta l’indicazione «Oktoberfest». Succede, se si comincia a bere dal mattino, così come è frequente che la massa umana, a Monaco, a forza di ridere, spintonarsi e barcollare, assuma un’andatura oscillante, e vista di spalle, con i pantaloncini corti in pelle traforata e gli abiti femminili stretti in vita su tessuti quadrettati e pizzi di foggia tradizionale, sembri una grande, e un po’ inquietante, danza popolare.

Ma cosa balla davvero nel cuore della Baviera, che con i suoi 568 miliardi di euro ha lo stesso prodotto interno lordo di tutta l’Argentina?

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I primi a chiederselo sono i vertici della Csu, sorella bavarese della Cdu, il partito della cancelliera, che a tre giorni dal voto non nascondono la loro preoccupazione: il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) è forte, molto più forte di quanto i sondaggi non intercettino. «Abbiamo paura che arrivi al 20 per cento», ci hanno detto diversi rappresentanti del primo partito bavarese pregando di spegnere il registratore e posare il taccuino.

Non è come per i Länder dell’Est, dove gli estremisti di AfD puntano su un mix di disagio, scontento e invidia sociale nei confronti dell’Ovest più ricco e arrogante. Qui la strategia è diversa, e si riassume in un paio di slogan elettorali che campeggiano per le strade nella periferia di Monaco: «Chi vota Csu, poi si ritrova la Merkel», o anche «Franz Joseph Strauss (mitico e indimenticato governatore della Baviera) oggi voterebbe AfD». Niente a che vedere con Hitler e con le nostalgie neonazi – che pure in origine vengono proprio da queste verdi valli -. Qui l’AfD punta all’elettore anziano della Csu, quello della prima ora, quello che da sempre vede in Frau Merkel un’estranea, e nei migranti dei nemici. E se i partiti tradizionali scelgono le facili adunate nelle birrerie dell’Oktoberfest, i candidati dell’AfD si mettono a parlare all’interno di locali improvvisati in periferia, nei presidi sanitari – un paziente di Stoccarda è finito nelle cronache locali per aver dimostrato il proprio dissenso: «Non voglio andare dal medico e trovarmi in un covo di estremisti».

Sono comizi volanti, che si sciolgono così come si sono assembrati, di cui giornali e tv non parlano, ma che ci sono, lasciano una scia amara e forse profonda. «È vero che da quando ci sono così tanti stranieri i reati di molestie e abusi nei confronti delle donne sono aumentati?», chiede la conduttrice del Tg della sera sulla «Bayerischer Rundfunk» al sovrintendente alla sicurezza regionale. «Beh, sì, il numero dei reati sessuali da parte di stranieri è all’incirca raddoppiato – è stata la risposta -, anche se certo questo dipende anche dal fatto che ci sono in generale più stranieri che in passato».

Secondo gli ultimi sondaggi l’umore in Baviera è molto polarizzato: il 37 per cento considera i migranti un’opportunità, e un’analoga percentuale li trova indesiderabili. È chiaro che l’AfD punta a scalare la seconda cima, e lo fa con il richiamo a quei «valori identitari», che sono stati da sempre patrimonio elettorale della Csu.

E poi ci sono gli astenuti, un partito-ombra che alle ultime elezioni prese il 28,5 per cento. Oggi quegli stessi non votanti potrebbero essere trascinati a destra: «C’è una discreta fetta di popolazione – dice Sigrid Rossteutscher, politologa a Norimberga – che non ha partecipato alla crescita degli ultimi quindici anni, e che per questo è frustrata, distante, delusa».

I politici faticano ad avvicinarsi a queste realtà, perché al fondo pensano che l’astenuto sia una causa persa, e quindi lasciano che ai bordi delle grandi città crescano sempre nuovi non-elettori. «Ancora più grave – dice Michael Kaendig, docente di diritto a Monaco – è quando rimangono vittima del disinteresse le giovani generazioni, in particolare figli di stranieri, perché allora rischiano di perdere l’orientamento». Martin B., addetto in un negozio di componenti tecnologiche vicino alla stazione centrale di Monaco, racconta stupefatto di essersi trovato a cena con sei amici turchi (di seconda generazione) che voteranno tutti per l’AfD: «Capisce? Se anche i turchi votano per loro…».

C’entra sicuramente la posizione assunta dall’Spd nei confronti di Erdogan, ma il salto dal bacino socialdemocratico a quello inesplorato dei populisti di estrema destra fa riflettere. All’ultimo dibattito tra i candidati locali prima del voto, nella popolare trasmissione Muenchner Runde, il candidato dell’AfD non c’era. C’era quello della Csu, quello dell’Spd, la candidata verde Claudia Roth, persino il candidato del partito di sinistra Linke (che in Baviera si aggira intorno al 3 per cento dei consensi). Il rischio è che domenica si presentino in troppi, anche senza invito.

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lastampa/L’estrema destra cresce in silenzio. La sorpresa dell’ultima ora per Merkel FRANCESCA SFORZA – INVIATA A MONACO DI BAVIERA