Home Blog Pagina 5566

Sconcerti: “La Juve sembra inferiore al Napoli…”

Lo scrive Mario Sconcerti

Sul Corriere della Sera Mario Sconcerti scrive: “Mi è sembrata trascorsa la vecchia Juve inossidabile del passato. Già un anno fa ha vinto perdendo con regolarità cinque partite, mai per un brutto momento, ma per semplice inferiorità in alcune partite. Se giudico la partita il risultato di Udine è miracoloso, sei gol segnati senza Mandzukic. Se giudico il gioco c’è qualcosa di diverso, di non esatto nella Juve, che la riporta in mezzo al gruppo. È una squadra fortissima, dura, con attributi, ma senza più la superiorità dei sei anni trascorsi. È sembrata stavolta inferiore sia al Napoli di sabato sia all’Inter. La Juve non ha più sicurezze, non esiste più la difesa impenetrabile, ha preso 6 gol nelle ultime tre partite, questo significa squilibrio, doverne sempre fare molti per vincere. Ma significa anche una bellissima stagione per tutti”

“Tuscany Open Taekwondo”: Caputo convincente ad Arezzo, conseguita altra medaglia

0

AREZZO. E’ un avvio di stagione agonistica coi fiocchi quello di Giuseppe Caputo. Il teverolese, che agli “Open Come to Neaples” di inizio ottobre aveva ottenuto il suo nono oro di fila, si è ben imposto al primo campionato interregionale di para-taekwondo di Arezzo, conseguendo una medaglia e dando prova di tutto il suo talento.

Ottima la prova nei tre match disputati, in un Palasport Estra Mario D’Agata gremito per l’occasione, con un pubblico proveniente da tutta Italia. Durante l’evento, Caputo ha mostrato tutte le sue doti nella fase di gestione e finalizzazione dell’incontro.

“Anche in Toscana Giuseppe ha portato a casa un risultato importante – dice Gaetano Caputo, il padre/allenatore -. E’ un risultato frutto dell’impegno che mette in ogni allenamento sostenuto alla palestra Blue World di famiglia, a Teverola. Credo che solo proseguendo su questa scia, si possa ambire al raggiungimento di traguardi affascinanti. Torniamo in Campania con la voglia di migliorare sempre più e portare alto il nome in tutta Italia e nel mondo”.

Repubblica sulla Primavera: “Mette in imbarazzo il club: a rischio retrocessione”

Repubblica sulla Primavera: “Mette in imbarazzo il club: a rischio retrocessione”

Gli azzurrini, sconfitti in Youth League e in campionato con il neo allenatore Beoni, non vivono un buon momento. La Repubblica scrive: Primo tra i grandi, penultimo tra i piccoli. Il Napoli che sogna lo scudetto ha un’appendice infiammata, che rischia di mettere in gravissimo imbarazzo la società di De Laurentiis. Sarebbe infatti una figuraccia storica, nel debutto del torneo Primavera con il nuovo format, la retrocessione dal girone unico a quello di seconda fascia della rappresentativa Under 19 azzurra: la rampa di lancio verso la squadra guidata magistralmente da Sarri al comando della serie A. Ma la cantera napoletana, ribattezzata scugnizzeria dopo un referendum radiofonico tra i tifosi, non sembra il posto migliore per allevare i talenti del futuro. Assomiglia, piuttosto, a un serbatoio che fa acqua da tutte le parti. Contro la Juventus è arrivata ieri la quinta sconfitta consecutiva in sei giornate, con il fardello supplementare dei quattro gol subiti in casa

Repubblica: Sarri ha l’imperativo-vittoria contro il Genoa

Potrebbero essere 4 le novità rispetto alla gara contro l’Inter

L’edizione odierna di ‘Repubblica’ scrive di un turnover ragionato per la gara del turno infrasettimanale contro il Genoa. Secondo il quotidiano, Sarri non stravolgerà la sua squadra che avrà lo stesso attacco visto contro l’Inter. Mercoledì dovrebbero essere previsti quattro cambi.
L’imperativo è sempre lo stesso: vincere! Vincere e continuare la corsa verso il titolo. Il tecnico ex Empoli e Sorrento ci penserà a partire da oggi, quando ritroverà la squadra a Castel Volturno per la ripresa degli allenamenti. Potrebbero essere quattro le alternanze con Maggio a sostituire Hysaj, Chiriches (al rientro dopo l’infortunio alla spalla) al posto di Albiol, Diawara farebbe rifiatare Jorginho e Zielinski per Allan.

Milik-Chievo, CorSport: “Ci andrebbe a Verona, solo Sarri può fermarlo”

Milik-Chievo, CorSport: “Ci andrebbe a Verona, solo Sarri può fermarlo”

Arkadiusz Milik al Chievo Verona a gennaio, in prestito fino a fine stagione, ne parla Il Corriere dello Sport: “Milik in prestito per Campedelli rappresenterebbe un affare collettivo, consentirebbe a Maran di avere un attaccante di spessore internazionale; permetterebbe al polacco di ritrovarsi in una squadra collaudata e con spazi dinnanzi a sé più accessibili rispetti a quelli che lascerebbe Mertens. Perché concederebbe all’attaccante reduce da un periodo di inattività, di guardare con fiducia al Mondiale. E Milik ci andrebbe (se Sarri non dovesse fermarlo….)”. 

Corbo: “Serve confronto Sarri-società: non si può puntare solo su 14 giocatori”

Antonio Corbo su La Repubblica

Che sia l’anno del Napoli, si capisce anche a Verona. Nel più movimentato derby veneto emerge Roberto Inglese, attaccante, 26 anni a novembre, pugliese di Lucera, acquistato da De Laurentiis con insolito anticipo. È stato facile: l’ha scoperto Cristiano Giuntoli nel Lumezzane. Da sperare che il direttore sportivo, muto per contratto, trovi le parole giuste per convincere anche Sarri, gran maestro di calcio, entusiasta dei suoi titolari fino a renderli intoccabili, scettico sui giocatori che non conosce. Proprio sabato sera, ha difeso Mertens in evidente flessione. «Giocherà sempre lui, se non c’è un ricambio di livello». Inglese ha risposto ieri, trascinando il Chievo alla vittoria con due gol. L’identikit tecnico corrisponde al 4-3-3: il modulo chiede agli esterni la profondità, alla punta centrale di rientrare e poi correre senza palla in avanti per la conclusione. È stato Higuain nelle giornate di luna piena il testimonial del ruolo. Inglese ha tecnica più modesta del bomber spergiuro, ma altri pregi: alto 1,87 è rapido grazie al baricentro basso, svetta di testa, disponibile alla fatica, rientra volentieri. Osservando il fioco Mertens delle ultime due gare, sembra un regalo del destino. Perché una delle chiavi per lo scudetto è proprio questa: occorrono dei ricambi. Deve convincersi anche Sarri, che sabato ha bilanciato meglio il centrocampo. A Manchester fu poco fortunata la scelta dei mediani: Hamsik e Zielinski, tutt’e due mediani di inserimento, ma troppo morbidi nel contrasto. Con Allan, il migliore incontrista, la coppia si è riequilibrata. Sarri l’ha anche cambiata nella ripresa, quando si è accorto che al centro dominava Vecino con Gagliardini e Joao Mario. E il Napoli non poteva uscire sulla sinistra, dov’era bloccato. Insigne generoso ma appannato e Ghoulam, rivelazione dell’anno, era impegnato da un formidabile Candreva. Poteva essere fatale l’Inter, se avesse avuto un Icardi almeno normale. Positivo il pareggio per un Napoli stanco con l’Inter massiccia che da giorni minacciava a parole il sorpasso. Il primato può essere difeso con Genoa e Sassuolo. Ma a 29 partite dalla fine, senza Milik e con la Champions ancora aperta è una utopia puntare sempre e solo sugli stessi 14 elementi: non basta inserire nella ripresa i soliti Zielinski, Diawara e Rog. La regola enunciata da Sarri («Cambio solo se c’è una alternativa di alto livello») non va trascurata. Che intende Sarri? Non c’è squadra che abbia espresso finora gioco e tenuta migliori. Ma va affrontato da De Laurentiis con il suo consigliere Chiavelli, da Sarri e Giuntoli il tema cruciale dei ricambi. Ci sono? E se ci sono, quanto valgono? Zielinski, Diawara e Rog sono al confine. Accantonati Maggio, Maximovic, Chiriches, Mario Rui. Spariti Giaccherini e Tonelli. Su Ounas è freddino: «Un libro tutto da scrivere, è un ragazzo». Arriverà a gennaio Inglese, secondo gli annunci di agosto. Quindi: a Sarri servono a gennaio altri rinforzi? Oppure ci sono già, ed è lui che esita? Un confronto tra allenatore e società sembra urgente. Coraggio, parlino chiaro tutti, è l’anno buono.

Veneto e Lombardia, gli elettori: stanchi di essere munti da Roma

0

Veneto e Lombardia vincono la scommessa dei referendum per l’autonomia“Siamo stanchi di essere munti da Roma”, dicono gli elettori.

Ai seggi va in scena la rivolta fiscale: “Stanchi di essere munti da Roma”

Da Treviso a Vicenza, viaggio tra il popolo del sì: «Ora lo Stato risponda»

TREVISO – Alla fine, il senso di una giornata alle urne lo riassume Enzo Dassie, 68 anni, ex ristoratore in pensione. «Guardi, la verità è questa: vogliamo dare un segnale, siamo stanchi di essere munti da Roma».

Giacca verde, fisico corpulento e sguardo fiero, mostra il certificato di voto. Dimenticate il buon governo raccontato dagli storici della Serenissima, l’indipendenza o la vecchia secessione urlata da Bossi. La pancia del Veneto vuole altro.

LEGGI ANCHE: Il dopo referendum in Lombardia e Veneto: 6 domande e risposte

«Sì autonomia», la scritta che campeggia a caratteri cubitali sul muro di un cavalcavia della A28 vicino a Conegliano. Si scrive autonomia ma, da queste parti, si legge «schei». Soldi, risorse pubbliche da investire sul territorio. Il referendum diventa così un voto di protesta. Una sorta di rivolta fiscale contro il cattivo governo di Roma, «che ci porta via tutto». E poco importa se gli effetti immediati non ci saranno. «La cosa fondamentale è contarsi, fare vedere che si è in tanti», dicono fuori dai seggi. Tutti spiegano che, dopo una prova di forza, «lo Stato non può più restare a guardare».

Per capire cosa sta succedendo bisogna venire qui, nella provincia trevigiana. Tra giardini privati e rotonde stradali spuntano le bandiere con il Leone di San Marco, il simbolo regionale. Perché, allora, siete venuti a votare? Non risponde Orianna Bet, casalinga di 60 anni, ma indica una vecchia Audi. E spiega: «Guardi lì, quella è l’auto di mio marito, è la stessa da quasi vent’anni. Io faccio la casalinga, lui l’artigiano. Ha sempre pagato le tasse e questo è il risultato». Il marito Giovanni Dal Cin, 61 anni e ora pensionato, scuote la testa. «È così, sono stato onesto e cosa ho ottenuto?». Un senso di rabbia misto a orgoglio si respira alla scuola elementare San Francesco, il seggio dove già alle 7 mattina ha votato il governatore Luca Zaia. Un capannello di giovani discute di Catalogna. «Lì è diverso, abbiamo amici che lavorano a Barcellona», racconta Riccardo B., trentenne con in tasca una laurea in economia e finanza. Fa tutt’altro nella vita, lavora nel settore alimentare. «Ho studiato a Udine e ho visto cosa può cambiare una Regione a statuto speciale. Il nostro modello è il Trentino».

La parola d’ordine è passata. Zaia, ieri all’alba, ha ribadito l’esempio da seguire. E se il governatore regionale più amato d’Italia parla, i 4 milioni di veneti aventi diritto rispondono. Alle 12 l’affluenza raggiunge già il 21,1% del corpo elettorale. Un’onda che dal Trevigiano si muove in tutte le province, con picchi del 25% nel Vicentino (arriverà a sfiorare il 56% già alle 19). Il popolo dell’imprenditoria diffusa si muove. Dall’Altopiano di Asiago è Agostino Bonomo, 60 anni, panettiere e presidente della Confartigianato locale e regionale a spiegare i motivi: «Ci aspettiamo molto da questo voto: vogliamo meno burocrazia e risposte concrete alle nostre esigenze economiche».

L’economia e il lavoro, dunque, prima di tutto. Perché se è vero che il livello del Pil pro capite in Veneto sta tornando a quello pre-crisi, la percezione è diversa. Basta chiederlo ad Alvise Nicoletti, 29 anni, agente immobiliare. «Con la mia professione allo Stato do il 50% di tasse, vi pare normale?», dice fuori dal seggio del liceo Franchetti di Mestre (Venezia). Vai a spiegargli che, a detta degli economisti, quella crisi ha cambiato tutto e niente sarà come prima. Ed è questo l’altro aspetto: la globalizzazione in Veneto, come altrove, ha creato spaesati. Lo capisci ascoltando Liliana Halouska, 80 anni, esule istriana arrivata a Mestre trent’anni fa: «Io mi sento veneta, sia chiaro. Anzi mi sentivo. Qui un tempo le cose andavano bene. Spero che con l’autonomia si ritorni al boom degli Anni ’80, dove ci sentiva di appartenere a un mondo che funzionava, un mondo più sicuro».

E proprio l’orgoglio di sentirsi veneti il sentimento su cui fa leva Dimitri Coin, segretario provinciale della Liga veneta, mentre in serata commenta l’affluenza dalla sede del partito di Villorba: «Se fosse solo una questione economica la Lombardia, che ha un residuo fiscale più alto del Veneto, sarebbe andata in massa al voto». C’è dell’altro, dunque. Ma ora si apre il prosecco. La trattativa con Roma, per questa sera, può aspettare.

vivicentro.it/politica
vivicentro/Veneto e Lombardia, gli elettori: stanchi di essere munti da Roma
lastampa/Ai seggi va in scena la rivolta fiscale: “Stanchi di essere munti da Roma” DAVIDE LESSI – INVIATO A TREVISO

Napoli, il Brasile chiama Jorginho

Il calciatore parla anche con Oriali

Con quale selezione nazionale giocherà JorginhoItaliaBrasile? Come racconta l’edizione odierna del ‘Corriere dello Sport’, l’azzurro ha avuto modo di sentire sia il team manager della nazionale italiana Oriali e con il commissario tecnico della selezione brasiliana Tite e il coordinatore delle nazionali brasiliane Edu.

Proprio quest’ultimo ha rilasciato alcune dichiarazioni:

“Ho parlato personalmente e a lungo con Jorginho e gli ho spiegato tutto nei minimi dettagli. Gli ho detto che dovrà essere lui a prendere l’importante decisione su quale nazionale scegliere. In futuro vedremo cosa accadrà. Il ragazzo ha capito cosa pensiamo noi di lui e del suo possibile utilizzo nella nostra squadra”.

Esordio in serie A per l’ex Juve Stabia Mamadou Yaye Kanoute

0

Esordio in serie A per l’ex Juve Stabia Mamadou Yaye Kanoute. All’82’ del match Benevento-Fiorentina (0-3) il senegalese ha fatto il suo ingresso in campo con la maglia giallorossa sostituendo il suo compagno Cataldi.

Kanoute lo scorso anno ha totalizzato 31 presenze con le Vespe, con 7 reti segnate. La sua stagione a Castellammare di Stabia non fu priva di intoppi: la pulbagia che da gennaio non gli ha dato pace, la lesione del crociato avvenuta sbattendo contro il palo nella partita contro il Catania, così da non poter disputare le ultime due partite con la Reggiana nei playoff.

Ma nonostante queste disavventure l’ex numero 7 della Juve Stabia è rimasto legato ai colori della società come dichiarò al momento della sua partenza da Castellammare (clicca qui).

A cura di Luisa Di Capua

Gazzetta, Napoli: a Genova potrebbe esserci un’esclusione eccellente

A rifiatare potrebbe essere uno dei magnifici tre

Mercoledì sera, a “Marassi”, ci potrebbe essere qualche novità in Genoa-Napoli, magari potrebbe giocare uno tra OunasGiaccherini dal primo minuto, in modo da consentire ad uno tra MartensInsigneCallejon di tirare un pò il fiato.

Ad affermarlo è l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport di cui vi proponiamo un breve stralcio:

“La soluzione più valida, al momento, è quella di Callejon centravanti e quello dell’inserimento di Ounas sul’esterno destro per far riposare Mertens. Se dovesse fermarsi Insigne, invece, andrebbe considerata l’opzione Zielinski in posizione più avanzata rispetto al suo ruolo di centrocampista. Giaccherini resta l’alternativa a Callejon.”

In Veneto e Lombardia vince la protesta

0

Veneto e Lombardia vincono la scommessa dei referendum per l’autonomia. Prevale la protesta: l’insoddisfazione porta alle urne il 57% degli aventi diritto in Veneto e circa il 40% in Lombardia. Ai seggi va in scena la rivolta fiscale: “Siamo stanchi di essere munti da Roma”, dicono gli elettori. Si dovrà aprire un dialogo con il governo centrale ma per arrivare a nuove competenze e maggiori risorse per le regioni ci vuole il voto del Parlamento, ed è probabile che se ne occuperanno nella prossima legislatura.

In Veneto una valanga per l’autonomia. Lombardia, l’affluenza si ferma al 40%

Plebiscito per i sì. Zaia sfonda il quorum e sfiora il 60%, venti punti in meno per Maroni

MILANO – Il Veneto corre. La Lombardia segue distaccata. E il sindaco di Santa Lucia di Piave vicino a Treviso Riccardo Szumski guarda molto avanti. Al seggio ci va avvolto nel gonfalone con il Leone di San Marco: «Per il momento sono un cittadino italiano di nazionalità veneta. È un distinguo non banale». Come lui da ieri sera sono in tanti. Qualcuno s’è fatto pure 6000 chilometri per tornare a votare. Alle 19, con 4 ore di anticipo, i giochi sono fatti. Mica poco in un Paese dove mediamente va a votare uno su due. Luca Zaia, il Governatore che ha sempre creduto nell’autonomia della sua Regione incassa quasi il 60% dei voti e il 98% di sì: «Questo referendum non è una buffonata. Più di 2 milioni di veneti ci hanno dato un’indicazione importante. Ha vinto la voglia di essere padroni a casa nostra. A Roma se ne rendano conto».

Più faticosa la corsa in Lombardia. Il referendum è solo consultivo. Non c’è il quorum. Il mandato al Governatore per battere cassa a Roma è meno incisivo. Il Governatore Roberto Maroni che già pensa al bis a Palazzo Lombardia per l’anno prossimo non si arrende, malgrado abbia preso molto meno del 43% che lo aveva portato a Palazzo Lombardia. Si disce soddisfatto del voto elettronico ma a a mezzanotte ci sono solo le proiezioni: «Siamo sopra il 40%. Ringrazio i lombardi che hanno votato al 95% per il sì contro il 3% per i l no. Lombardia e Veneto possono fare la battaglia insieme. Sono 5 milioni di voti che metteremo sul tavolo con il governo».

Vincono tutti e perde nessuno in questa sarabanda elettorale di fine ottobre che forse cambia la politica italiana. Matteo Salvini esulta: «Più di 5 milioni di persone chiedono il cambiamento. Meno sprechi, meno tasse, meno burocrazia. È una vittoria di chi vuole cambiare alla faccia di Renzi che invitava a stare a casa». I 5Stelle guardano a sostanza e metodo: «Vittoria della democrazia diretta. Ci vogliono più poteri alle regioni e servizi meglio tarati sui cittadini». L’unione fa la forza. Lombardia e Veneto insieme rappresentano molto e molto possono chiedere a Roma. Magari non quello che sognava un tempo il vecchio Umberto Bossi: «Il referendum è l’unica possibilità che abbiamo. Ma il mio sogno resta l’indipendenza». Di sicuro non succederà come in Catalogna, tirata in ballo assai a sproposito: dai sostenitori come chimera, dai detrattori come spauracchio. Il referendum è previsto dalla Costituzione. L’emendamento lo volle il centrosinistra. Ma oggi il Pd su questo ha i mal di pancia. Matteo Renzi minimizza: «Il referendum non porterà a una divisione. Ma vanno ridotte le differenze tra Nord e Sud». Il ministro Maurizio Martina dopo aver paventato improbabili secessioni, schifa la consultazione: «Solo uno spreco di tempo e danaro». Paolo Grimoldi della Lega in Lombardia lo impallina: «Stiamo zittendo il Pd che aveva invitato ad astensione».

Con questi risultati, su cui si assicurano litigi per giorni, da oggi toccherà anche al Pd fare i conti al suo interno. I sindaci di centrosinistra della Lombardia si sono espressi da subito per il sì. In testa quello di Bergamo Giorgio Gori. Non a caso la città dove si è votato di più. Anche Giuseppe Sala a Milano aveva detto sì. Poi ha preferito rimanere a Parigi a un summit sull’inquinamento e non ha votato. Col risultato che Milano è la città fanalino di coda delle affluenze. Mentre Roberto Maroni si toglie lo sfizio di punzecchiarlo a distanza: «Certo che uno sforzo poteva farlo…». Pure in Veneto il partito di Renzi si è schierato col sì. Simonetta Rubinato, parlamentare del Pd dopo essere stata sindaco di Roncade vicino a Treviso, ha scritto pure un libro sulle ragioni dei referendari: «Votare sì era anche un modo per riavvicinare i cittadini in questo momento di distanza di presa dalla politica». Mentre Laura Puppato aspetta il superamento della soglia minima per cantare vittoria: «Il quorum è stato raggiunto anche grazie all’indicazione del Pd del Veneto. La Lega non pensi di intestarsi questa vittoria». A Fratelli d’Italia il referendum non era piaciuto. Giorgia Meloni non snobba le urne: «Non sono stati un plebiscito. Adesso si facciano le riforme insieme coniugando presidenzialismo e federalismo».

vivicentro.it/politica
vivicentro/In Veneto e Lombardia vince la protesta
lastampa/In Veneto una valanga per l’autonomia. Lombardia, l’affluenza si ferma al 40% FABIO POLETTI

Inglese-Napoli: messaggio dell’attaccante gialloblu

“Non c’è nessun accordo scritto”

Protagonista nel derby di Verona con una doppietta, di testa il primo gol e su rigore il secondo, Roberto Inglese, acquistato dal Napoli in estate e lasciato in prestito al Chievo potrebbe arrivare alle falde del Vesuvio con un pò di anticipo.
Con l’infortunio di Milik, gli azzurri hanno perso un’alternativa importante per quanto riguarda il turnover e, complici i vari impegni ravvicinati, il trio d’attacco fa fatica a rifiatare. Proprio per questo motivo, Sarri è alla ricerca di un attaccante che possa permettere questo tipo di soluzione.
Lo stesso calciatore ne ha parlato nel post-partita di Chievo-Verona: “Da Quello che so non c’è nessun accordo scritto. E quindi la decisione spetterà alla società: io potrò prenderne, eventualmente, solo atto”.

A parlarne apertamente è l’edizione odierna del Corriere dello Sport:

“Il momento della scelta arriverà poi, quando Milik sarà pronto, nel prossimo dicembre o all’inizio di gennaio e Sarri deciderà se lanciarsi nel futuro con Inglese o aspettare che Milik torni se stesso […]
Uno, anzi due, per lanciare un messaggio simbolico a Sarri e indurlo a guardare, a capirlo, a ‘studiare’, semmai ad immaginarselo in quel 4-3-3 in cui non c’è spazio per nessun altro che non sia Callejon, Mertens ed Insigne”

RASSEGNA STAMPA: le prime pagine dei principali quotidiani sportivi

Ecco le prime pagine dei principali quotidiani cartacei

Gazzetta dello Sport“Juve 10 e lode. Milan 10 e…esplode”

Corriere dello Sport“Khe Juve!”

TuttoSport“Juve, così si gode!”

Il Mattino“Nove punti in tre gare. Ecco il piano scudetto”

Maltempo: soppressione corse veloci Sorrento-Capri/Napoli-Capri

0

Il maltempo, abbattutosi soprattutto durante la notte sull’isola di Capri (Napoli), ha determinato la soppressione di molte corse di linea dei collegamenti marittimi. Questa mattina le corse veloci da Napoli per Capri sono state cancellate a causa del mare mosso e del forte vento, mentre le navi-traghetto viaggiano regolarmente.

Stessa situazione anche sulla tratta Sorrento-Capri, dove però le condizioni meteo-marine sono in miglioramento.

/ANSA

Abruzzo, blitz Nas in strutture fatiscenti per anziani: chiusure e denunce

0

I carabinieri del Nas di Pescara hanno effettuato una serie di ispezioni in case famiglia e strutture ricettive per utenti anziani bisognosi di assistenza di bassa intensità in tutto il territorio regionale: il bilancio è di 9 strutture ispezionate, 3 attività risultate in esercizio in assenza di autorizzazione al funzionamento, 9 persone segnalate all`autorità amministrativa e sanitaria, 5 persone segnalate all`autorità giudiziaria; circa 200 kg di alimenti sottoposti a blocco sanitario.

In provincia di Pescara, i militari hanno ispezionato una struttura ricettiva, artatamente indicata come casa famiglia, ma risultata completamente abusiva. Il responsabile della struttura è stato segnalato alla Procura per esercizio abusivo della professione, come imposto dalla normativa regionale, mentre grazie alla segnalazione all`autorità comunale è scattato il provvedimento di chiusura. In provincia di Teramo i carabinieri hanno individuato un`altra struttura ricettiva priva di autorizzazione. Gli anziani, molti dei quali non deambulanti o facenti uso di sedie a rotelle, venivano ospitati in situazioni di sovraffollamento ed in ambienti “fatiscenti”. A seguito del controllo il sindaco ha immediatamente emesso un provvedimento di chiusura. In altre due case famiglia, invece, i militari hanno documentato la presenza di ospiti in età avanzata, che l`Unità di Valutazione Multidimensionale dell`ASL ha riscontrato bisognevoli di assistenza di alta intensità.

Durante il controllo, condotto anche con il personale del Dipartimento di Prevenzione dell`Asl, sono stati trovati circa 200 kg di alimenti, oltre ad alcune conserve, destinati all`alimentazione degli ospiti, per i quali non sono state fornite informazioni utili a poterne stabilire la rintracciabilità. Motivo per il quale è stato adottato un provvedimento di blocco sanitario, con conseguente avvio alla distruzione. Sebbene nella struttura venissero ospitate persone con disabilità motorie, i militari hanno segnalato la presenza di numerose barriere architettoniche, sia nei servizi igienici, che negli ambienti comuni. Un’ulteriore struttura ricettiva abusiva è stata individuata in provincia dell`Aquila. Infatti i carabinieri hanno ispezionato una struttura erogante servizi alla persona, con diversi ospiti anziani, risultata totalmente priva di autorizzazione al funzionamento. Immediata l`adozione del provvedimento di chiusura da parte del sindaco. In provincia di Chieti i militari del NAS hanno ispezionato tre strutture ricettive eroganti servizi alla persona, in particolare anziani, per le quali sono state riscontrate inadeguatezze in tema di rintracciabilità degli alimenti e notifica dei punti cottura all`autorità competente. Sono al vaglio degli inquirenti le posizioni dei responsabili delle singole strutture, in relazione all`obbligo, imposto dalla legge, di comunicare, all`autorità di pubblica sicurezza, le generalità degli ospiti, oltre che all`effettivo possesso dei titoli professionali da parte del personale addetto all`assistenza ed alla somministrazione delle terapie.

Usura: strozzini violenti arrestati tra Lazio, Abruzzo e Sicilia

0

E’ in corso dalle prime luci dell’alba un’operazione dei Carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Palestrina, con arresti e perquisizioni eseguiti tra la Capitale, i Castelli Romani, l’Abruzzo e la Sicilia, finalizzata a smantellare una banda di violenti strozzini. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, e’ nata dagli sviluppi investigativi che portarono alla liberazione di un cittadino albanese, sequestrato agli inizi dell’anno dopo essere caduto nella trappola degli aguzzini a cui doveva restituire i soldi di un prestito. La vittima fu segregata e picchiata finchè non venne liberata, dopo tre giorni di prigionia, grazie ad un blitz dei Carabinieri che riuscirono a individuare il nascondiglio dei sequestratori in un casolare abbandonato nelle campagne di Albano Laziale.

/ITALPRESS

Napoli, Eurorivali: il Manchester City vince ancora

Perde il Feyenoord e pareggia lo Shakthar Donetsk

Il Manchester City, avversario del Napoli nel girone F di Champions League, ha vinto per 3-0 contro il Burnley in Premier League. I gol: Aguero (rig.), Otamendi, Sane.

Il ManCity è capolista solitario della Premier con 25 punti dopo 9 giornate, frutto di 8 vittorie e un pareggio.

Sconfitta per il Feyenoord che cede in casa contro l’Ajax per 4-1. Di Toornstra il gol del momentaneo 1-1. Feyenoord che scivola al quarto posto in Eredivisie.

Pareggio dello Shakthar Donetsk per 0-0 sul campo della Dinamo Kiev. Lo Shakthar guida la Premier Ucraina con 32 punti e con questo pari tiene a -7 la Dinamo Kiev al secondo posto.

Oggi avvenne: il Napoli batte il Pescara 8-2

La squadra di Bianchi vince con tre gol di Carnevale e le doppiette di Careca e Maradona

Il giorno 23 ottobre il Napoli ha giocato sedici partite, dieci in serie A, una in serie B, una in serie C1, una in coppa Italia e tre tra coppa delle Fiere, coppa Uefa ed Europa League, ottenendo otto vittorie e sei pareggi con due sconfitte.

Ricordiamo l’8-2 al Pescara nella terza giornata della serie A-1988/89

Questa è la formazione schierata da Ottavio Bianchi:

Giuliani; Ferrara, Francini (46′ Carannante); Corradini, Alemao, Fusi; Crippa, De Napoli (60′ Filardi), Careca, Maradona, Carnevale

I gol: 3′ Careca, 7′ Carnevale, 36′ Maradona, 39′ Alemao, 51′ e 53′ Carnevale, 59′ Gasperini (rig), 60′ Careca, 65′ Edmar (rig), 84′ Maradona

Dopo le prime due giornate il Napoli aveva due punti: 1-0 all’Atalanta, firmato da Giacchetta in piena zona Cesarini, ma 0-1 a Lecce con un gol di Baroni. A fine torneo gli azzurri si piazzarono al secondo posto alle spalle dell’Inter dei record di Giovanni Trapattoni.

Anche grazie a questa goleada contro il Pescara il Napoli-1988/89 piazzò due calciatori tra i primi sette della classifica finale dei cannonieri. Antonio Careca, con 19 gol, chiuse al secondo posto alla pari con il milanista Van Basten ed alle spalle dell’interista Serena (22). Andrea Carnevale, invece, con 13 gol, fu settimo dopo le 15 reti di Roberto Baggio (Fiorentina) e le 14 del compianto Borgonovo (Fiorentina) e del doriano Vialli.

Maltempo: ancora venti forti o di burrasca sull’Italia

0

Il transito dell’annunciata perturbazione atlantica sull’Italia sta determinando un generale peggioramento del tempo su tutto il Paese, con precipitazioni in estensione dal nord al centro-sud, accompagnate da venti forti.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le Regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse, che integra ed estende quello diffuso ieri. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticità consultabile sul sito del Dipartimento.

Dal primo mattino di oggi, lunedì 23 ottobre, si prevedono inoltre venti forti o di burrasca, con rinforzi di burrasca forte, dai quadranti occidentali su Calabria e Sicilia, in rotazione dal pomeriggio dai quadranti settentrionali. Previste possibili mareggiate lungo le coste esposte.
Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani allerta gialla su buona parte del Veneto, sui settori costieri in Abruzzo, sul foggiano in Puglia e sui settori settentrionali della Sicilia, nonché sul Molise e sulla Calabria.

Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano: in scena “Macedonia e Valentina”

0

La stagione del Centro Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano si apre il 27 ottobre alle ore 21 con “Macedonia e Valentina” di Pasquale Ferro, con la regia di Vincenzo Borrelli. Una storia forte che racconta l’amore tra due donne, una suora e una detenuta, all’interno di un carcere.
Le donne hanno sempre fatto parte della storia. Spesso hanno fatto la storia. Eroine, politiche, sante e guerriere, compagne battagliere di uomini battaglieri. A loro si sono ispirati grandi poeti e letterati, ma è tutto scontato se si pensa alle donne nel quotidiano: casalinghe, mamme, mogli e lavoratrici, tanti ruoli per un grande compito che solo loro possono adempiere. Il testo di “Macedonia e Valentina” è accompagnato dal sottotitolo “‘o curaggio d’ ’e femmine”. I personaggi femminili del libro da cui è tratta la messinscena sono persone forti: carceriere e carcerate, combattenti in nome dell’amore. Le due protagoniste (detenuta e suora) si scontreranno con una società bigotta, classista, benpensante. E con la violenta realtà del carcere. La storia è tratta da una vicenda realmente accaduta, nomi e luoghi sono un’idea dell’autore. In scena Cristina Ammendola, Nancy Fontanella, Marina Billwiller, Antonio Tatarella, Vincenzo Borrelli e Myriam Lattanzio, anche autrice delle musiche originali.
Lo spettacolo sarà in scena nello spazio di San Giorgio a Cremano fino al 12 novembre.