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Faito, oltre cento persone bloccate in casa. La rabbia e le richieste d’aiuto dei residenti

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Faito, oltre cento persone bloccate in casa. La rabbia e le richieste d’aiuto dei residenti

VICO EQUENSE – «Siamo isolati. Cominciano a scarseggiare i generi alimentari, i bambini non stanno andando a scuola, manca ormai anche la benzina nelle auto. Ci sentiamo abbandonati. Chiediamo aiuto alle istituzioni». È il grido disperato di Maria Toti, residente a monte Faito. Circa cento persone, come lei, da giorni sono bloccate nelle loro case sulla montagna, senza la possibilità di raggiungere il centro di Vico Equense.

A seguito del maltempo via Nuova Faito è stata completamente ricoperta di detriti, terreno e massi. Il costone danneggiato dagli incendi della scorsa estate ha ceduto. E adesso gli abitanti di Faito sono in trappola. Il servizio funivia attivato in via straordinaria per far fronte all’emergenza, nei giorni di maltempo viene sospeso perché anche i tecnici non riescono a raggiungere il centro di Faito per mettere in funzione l’impianto.

«Noi residenti abbiamo creato un gruppo il cui referente è in contatto con il presidente dell’ ente Parco dei monti Lattari Tristano dello Joio. Gli stiamo scrivendo i generi di prima necessità di cui abbiamo bisogno e lui si attiverà per farceli recapitare. Ma serve che le istituzioni intervengano presto per risolvere il problema».

/il Mattino

L’incognita delle urne si fa sentire sulla ripresa economica

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L’Ue migliora le stime sulla crescita del Pil italiano ma restano i dubbi sulla manovra e pesa l’incognita delle urne.

La ripresa e l’incognita delle urne

Chi osserva l’evoluzione della situazione politica italiana può legittimamente concludere che in Italia tutto stia andando piuttosto male. E convincersi, dopo i risultati della prova elettorale siciliana, che, con le prossime elezioni politiche, si vada verso una confusa situazione di difficile governabilità, nella quale per Parlamento e governo sarà estremamente arduo prendere una qualsiasi decisione importante.

Chi, invece, osserva i dati della congiuntura economica italiana può ragionevolmente pensare di essere in un altro Paese e deve darsi un pizzicotto per rassicurarsi di essere sveglio. Nell’ottobre di un anno fa, il Fondo Monetario Internazionale stimava che, nel 2017, il nostro prodotto interno lordo sarebbe aumentato dello 0,9 per cento; nell’ottobre di quest’anno ha dovuto rivedere sensibilmente al rialzo questo dato, portandolo all’1,5 per cento. Siamo quindi usciti dal territorio infido della crescita allo «zero virgola».

L’Istat, inoltre, ha registrato per settembre, oltre 150 mila disoccupati in meno e oltre 300 mila occupati in più rispetto al settembre 2016.

Certo, il livello pre-crisi è ancora lontano 3-4 anni, ma questo indica soltanto quanto siamo caduti in basso e quasi tutti gli indicatori economici oggi hanno un segno positivo. Per esprimerci in termini calcistici, non siamo più in zona retrocessione e possiamo ragionevolmente mirare, nei prossimi 2-3 anni, a raggiungere in maniera stabile la metà della classifica della (non certo altissima ma probabilmente sostenibile) velocità di crescita dei Paesi europei.

Oggi Bruxelles renderà pubbliche le sue valutazioni sull’economia italiana e evidenzierà il pericolo di un rallentamento della crescita, un deficit strutturale che si riduce di pochissimo. Ci inviterà a fare di più, non abbassare la guardia, come una maestra fa con un allievo che ha con fatica raggiunto la sufficienza. Abbiamo sfruttato abbastanza bene il vento favorevole della Bce grazie alle riforme, realizzate tra molti contrasti e usufruito di un sensibile abbassamento degli interessi pagati sul debito pubblico. Se il mondo avrà fiducia in noi, questi interessi non saliranno di molto.

In quest’ orizzonte di cauto miglioramento, la politica è, se non l’unica, certo la principale nota stonata: gli stessi italiani che stanno acquistando di più nei negozi (e su Internet) stanno andando a votare in numero sensibilmente minore. E per quelli che ci vanno, la situazione economica non figura certo tra gli elementi essenziali in base ai quali decidere quale lista sostenere. Del resto, guardando alle recenti polemiche politiche, si direbbe che, per i politici stessi, l’economia quasi non esista o che non abbia problemi. Nelle loro dichiarazioni ci sono promesse, non ci sono programmi, ci sono slogan, non analisi serie, ci sono orizzonti limitati, non ampi panorami.

Alle elezioni politiche mancano all’incirca 150 giorni, un tempo sufficiente, anche se non certo abbondante, per preparare e presentare programmi coerenti, per abbozzare proposte di futuro, per dialogare con i giovani che vorrebbero vedere in questi programmi le basi dei propri piani di vita, non la promessa, di incerta realizzazione, di qualche «mancetta» in più. Sarebbe importante che i leader politici, invece di pensare a sfide televisive relativamente vuote di contenuto, ci raccontassero quali sono i loro obiettivi per un’Italia migliore e come intendono realizzarli. Forse così diminuirebbe il numero dei giovani italiani che il futuro migliore lo vanno a cercare all’estero. Almeno sui grandi temi (crescita e struttura della produzione, occupazione, pareggio dei bilanci pubblici, attenuazione dei divari tra il Mezzogiorno e il resto del Paese) il cittadino dovrebbe esigere che gli venga presentato un disegno di fondo con i piani per realizzarlo.

Quest’«operazione futuro» non dovrebbe fermarsi alla politica. Agli imprenditori, e alle organizzazioni che li rappresentano, corre l’obbligo di non limitarsi a chiedere una riduzione del carico fiscale ma di svolgere anche una funzione propositiva su progetti di lungo periodo, sul loro finanziamento e sul loro controllo, un impegno di massima a realizzare determinati investimenti, magari di concerto con il settore pubblico: oltre a continuare a operare al meglio nell’immediato è loro dovere di guardare più lontano. Le organizzazioni dei lavoratori, dal canto loro, dovrebbero iniziare un processo mirante a valutare le necessità del lavoro «nuovo» e non a insistere soltanto nella, pur necessaria, difesa delle prerogative del lavoro «vecchio».

Ce la faremo? Ne abbiamo la possibilità. Altrimenti di qui a un anno rischiamo di sentire da Bruxelles e dai mercati finanziari toni ben più severi e di veder dissolversi i piccoli ma importanti miglioramenti sin qui realizzati.

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lastampa/La ripresa e l’incognita delle urne MARIO DEAGLIO

Piano di Sorrento, teppisti in azione nella stazione Eav

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Piano di Sorrento, teppisti in azione nella stazione Eav. La denuncia del presidente Umberto De Gregorio

Vandali in azione nella stazione Eav di Piano di Sorrento. Lo denuncia il presidente dell’Eav Umberto De Gregorio. “Il 15 maggio dello scorso anno – riferisce – avevamo inaugurato una bellissima opera di street art a Piano di Sorrento. La popolazione e gli utenti avevano gradito. Costo zero per Eav. Grande soddisfazione da parte dell’amministrazione comunale. Stanotte hanno annullato tutto. Non vandalizzato ma cancellato, ricoperto tutto con estrema precisione con una pittura grigia”.

“Un segnale: vogliamo annullare, riportare allo stato di partenza lo stato dei luoghi. Qualcuno – osserva De Gregorio – non gradisce quello che stiamo facendo, è evidente. Vogliono bloccare, annullare. Un vero peccato, una vera provocazione. Alla quale reagiamo nell’unico modo possibile: andiamo avanti con maggiore determinazione”.

/Ansa

Trent’anni di reclusione per Cosimo Pagnani: uccise la moglie con 12 coltellate

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Postiglione (Sa) – Uccise la moglie con 12 coltellate e, subito dopo, lo comunicò agli amici su Facebook con un post ingiurioso.
Cosimo Pagnani è stato condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione per aver assassinato Maria D’Antonio, sua consorte. Ieri pomeriggio la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza.

Era il 2014 quando l’uomo, a seguito di un litigio, colpì mortalmente la donna nella sua abitazione in presenza della figlia minorenne. La discussione era nata perchè Pagnani chiedeva di vedere più spesso la figlia, cosa che secondo l’uomo accadeva sempre più di rado da quando si era separato dalla moglie.

Così la uccise e lo comunicò subito su Facebook. Ora Cosimo dovrà scontare la sua pena e pagare 50mila euro a favore della figlia e di due fratelli di Maria D’Antonio.

 

Si ferma anche Maksimovic, ecco quali sono le condizioni del centrale serbo

Il difensore del Napoli, Nikola Maksimovic non partirà per il ritiro con la Nazionale Serba. L’ex Torino, secondo quanto riporta l’edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport, ha lamentato dei problemi al ginocchio, che gli impediranno di prendere parte al doppio impegno con Cina e Corea del Sud. Il centrale partenopeo però non tornerà a Castel Volturno, bensì resterà in patria per svolgere le terapie di riabilitazione e tornare quanto prima a disposizione del tecnico degli azzurri, Maurizio Sarri.

Bloccati i fondi per la ristrutturazione del San Paolo, ecco perchè

I lavori di ristrutturazione dello Stadio San Paolo rischiano di non poter partire per i conosciuti motivi di dissesto finanziario del comune di Napoli. A dare la notizia è stata l’edizione odierna del quotidiano Il Mattino, il quale scrive che la Corte dei Conti ha bloccato tutte le spese come quello della ristrutturazione dell’impianto napoletano. Nel frattempo il sindaco Luigi De Magistris ha presentato ricorso presso Palazzo Madama ed attende risposte positive da Roma. Seguiranno aggiornamenti.

Pompei: ambulanze non a norma e falsificazione di documenti. Denunciato il presidente di una nota associazione di volontariato

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Pompei – G.B, il presidente dell’associazione di volontariato sita in Via Nolana, è stato denunciato per i reati di falsificazione, contraffazione di documentazione sanitaria e truffa ed abuso edilizio.

I poliziotti hanno scoperto, infatti, che l’uomo aveva falsificato l’autorizzazione sanitaria di una delle ambulanze utilizzate dall’associazione, mentre le restanti avevano l’assicurazione scaduta da diversi mesi ma comunque prestavano servizio per il 118.

Il 70enne aveva anche edificato un deposito per le ambulanze senza alcuna autorizzazione, e un altro locale, per uso abitativo, in un’area in cui vige il divieto di costruzione.

Vrsaljko è l’obiettivo numero 1 per la fascia sinistra, ecco la situazione attuale

L’obiettivo numero 1 per la fascia sinistra del Napoli è Sime Vrsaljko, il quale sta trovando poco spazio all’Atletico Madrid. A riportarlo è l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport: “Cristiano Giuntoli ha individuato il difensore da ingaggiare a gennaio. Nella lista ristretta di nomi, il ds azzurro avrebbe deciso di puntare su Vrsaljko”. Ma lui dopo l’infortunio dello scorso maggio vorrebbe essere protagonista e non essere relegato in panchina: “Una condizione che potrebbe vivere anche a Napoli nel momento in cui Ghoulam ritornerà tra i disponibili. E questo potrebbe essere l’unico ostacolo per la riuscita della trattativa. Se l’esterno croato chiederà garanzie in questo senso, allora la questione potrebbe raffreddarsi. Nei prossimi giorni si avranno maggiori indicazioni sullo stato dell’operazione”.

Allan, si lavora al suo rinnovo. Ecco quando potrebbero esserci le firme

Dopo aver superato quota 100 presenze con la maglia del Napoli, il centrocampista azzurro Allan è pronto al rinnovo di contratto. A riportarlo è l’edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport. Ecco uno stralcio dell’articolo della rosea:  “Allan nello spogliatoio come in città si trova benissimo e sia Sarri che Giuntoli stravedono per lui. Dunque, le possibilità che il matrimonio continui anche oltre il 2019 sono elevate e si è cominciato a parlarne per tempo onde evitare situazioni «modello Ghoulam». L’ottimismo delle parti in causa lascia immaginare che per la prossima primavera ci potrebbero essere le firme”.

Verso Cosenza – Juve Stabia. Valter Leone: I calabresi non attraversano un periodo facile. Occhio all’ex Baclet

E’ intervenuto ieri al Pungiglione Stabiese, programma di approfondimento sulla Juve Stabia in onda ogni lunedì sulla pagina Facebook di ViViCentro, il giornalista Valter Leone, che ci ha parlato del Cosenza, prossimo avversario delle Vespe.

Questa l’analisi di Leone:

Il Cosenza sta disputando una stagione a dir poco tribolata. Forse sono state sbagliate le previsioni e le programmazioni di inizio stagione, a prescindere dagli allenatori, prima Fontana ed ora Braglia. Chi ha costruito la squadra deve interrogarsi su cosa è stato fatto.

Personalmente già mesi fa ero molto scettico sul Cosenza, anche ai tempi di Fontana. Non parlo del carattere dell’ex allenatore rossoblu, quanto piuttosto di aspetti di campo. Quello che ha fatto vedere Fontana nel primo periodo qui, per gioco e schemi, era un qualcosa che a Cosenza non si vedeva da anni. Era però chiaro che i calciatori in rosa non fossero adatti al gioco voluto da Fontana; dal punto di vista tecnico alcuni calciatori sono stati sopravvalutati per questa categoria.

Stesse considerazioni per Braglia, attuale allenatore. E’ un tecnico differente, pragmatico e che bada al sodo. Nonostante le differenze rispetto a Fontana, non è cambiato nulla: la situazione resta difficilissima. Dunque è la qualità della rosa il punto dolente ed è un fattore che va imputato a chi ha costruito la rosa.

Va inoltre detto che quando una squadra, costruita sulla carta per altri obiettivi, si trova impantanata nelle zone basse della classifica, risulta ancora più difficile tirarsene fuori. A ciò si aggiunga un ambiente che ora mal sopporta i pochi risultati del Cosenza. La difficoltà mentale si è vista anche nella gara di Lecce; una partita ben giocata ma dove il Cosenza è crollato non appena ha subito la rete dei leccesi.

La gara di sabato contro la Juve Stabia? Faccio molta difficoltà ad individuare un calciatore del Cosenza che possa mettere in difficoltà le Vespe. C’è Baclet, che conoscete bene, il quale sta segnando poco ma che sta dando un grande contributo alla squadra; si è presentato tirato a lucido fin dal ritiro e sta recitando la parte del trascinatore. Faccio inoltre il nome di Mungo, che pure sta disputando partite importanti.

Provvedimenti della società? Interpretare le intenzioni della Presidenza è pura utopia. Ci sono calciatori ormai privi di stimoli, elementi che si aspettavano di fare una stagione diversa ed altri da cedere. Il problema è trovare qualcuno che si accolli i contratti comunque lunghi e rilevanti di questi calciatori. Terrei d’occhio anche la posizione di del D.S. Trinchera, non al sicuro da scossoni.

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L’Ue promuove la crescita italiana ma non il deficit

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L’Ue migliora le stime sulla crescita del Pil italiano ma restano i dubbi sulla manovra. Come scrive Marco Bresolin, nelle stime che Bruxelles pubblicherà oggi si passerà dal +0,9% del Pil indicato in primavera a un più incoraggiante +1,5%. Esattamente lo stesso valore indicato da Roma nella bozza di manovra spedita il mese scorso alla Commissione. Quanto alla finanziaria il “buco” indicato dall’Ue ammonta a 3,5 miliardi. Per Mario Deaglio “sulla ripresa pesa l’incognita delle urne”.

L’Ue: crescita più forte, ma nella manovra mancano 3,5 miliardi

Oggi le stime di Bruxelles, il 22 il giudizio sulla finanziaria

BRUXELLES – Un notevole balzo avanti della crescita e il debito pubblico che inizia effettivamente a scendere. Dopo le nubi dei mesi scorsi, sui conti pubblici italiani iniziano a splendere alcuni raggi di sole. Non lo dice il Tesoro, ma la Commissione Ue. Che solitamente è molto più prudente dei governi (in particolare del nostro). Oggi infatti Bruxelles rivedrà al rialzo le sue previsioni di crescita per il 2017: secondo quanto risulta a La Stampa, si passerà dal +0,9% del Pil indicato in primavera a un più incoraggiante +1,5%. Esattamente lo stesso valore indicato da Roma nella bozza di manovra spedita il mese scorso alla Commissione.

C’è però un neo, che rischia di rovinare i festeggiamenti. Perché i conti non tornano nella casellina dedicata al deficit strutturale, quello calcolato al netto del ciclo economico e delle misure una tantum. È da questo numero che dipende il giudizio sulla manovra. E le cifre sono ancora molto diverse. La differenza principale riguarda il miglioramento del saldo strutturale, condizione-chiave per il rispetto delle regole del Patto di Stabilità. A prima vista, l’Italia è ampiamente fuori. Ballano quasi tre miliardi e mezzo e si rischia una «deviazione significativa»: questo vuol dire che il giudizio positivo sulla manovra (atteso per il 22 novembre) è tutt’altro che scontato. Padoan dovrà trattare ancora con la sua controparte Ue, rappresentata dal vicepresidente Valdis Dombrovskis e dal commissario Pierre Moscovici. E certamente non potrà permettere al Parlamento di tirare la corda.

Stando ai parametri lordi, al netto della flessibilità, l’Italia dovrebbe migliorare il proprio deficit strutturale di uno 0,6% del Pil, oltre 10 miliardi di euro. Prima dell’estate, però, il governo e la Commissione avevano raggiunto un’intesa informale che prevedeva un dimezzamento dello «sforzo strutturale»: 0,3% anziché 0,6%. In pratica un maxi-sconto di cinque miliardi che a Bruxelles hanno deciso di chiamare «margine di discrezionalità». Uno spazio di manovra che la Commissione si è presa, in deroga alla matrice del Patto, per trovare il giusto equilibrio tra risanamento dei conti e sostegno alla crescita.

Si parte dunque dallo 0,3%, che il governo ha promesso di fare nella sua bozza di manovra: nel testo mandato a Bruxelles il deficit strutturale è fissato a quota 1,3% nel 2017 e a quota 1% per il 2018. Il miglioramento è dunque pari allo 0,3%. Ma secondo i calcoli fatti nelle scorse settimane dai tecnici della Commissione, lo sforzo reale sarebbe solo dello 0,2%. Motivo per cui era stata inviata una lettera con richiesta di spiegazioni. Metodologie di calcolo differenti, si era giustificata l’Italia. Dalla tabella che verrà resa nota oggi, però, lo scostamento è ancora più ampio. La Commissione vede un miglioramento del saldo strutturale minore: solo 0,1%. Per il 2017 indica infatti il 2,1%, che scende a quota 2% nel 2018. Molto potrebbe dipendere dagli arrotondamenti (si usa un solo decimale), ma lo scostamento con i dati italiani è comunque significativo. E c’è il rischio di una deviazione anche per l’anno in corso: in primavera la Commissione aveva indicato il 2% per il 2017 (oggi il 2,1%).

La consolazione arriva dalla crescita, che balza all’1,5% nel 2017. Le previsioni per i prossimi anni sono invece un po’ meno ottimistiche del governo: Bruxelles indica l’1,3% per il 2018 e l’1% per il 2019 (l’Italia aveva fissato l’1,5% per l’intero triennio). Buone notizie anche sul debito pubblico, che Bruxelles vede in discesa: 132,1% per l’anno in corso, 130,8% per il prossimo e 130% nel 2019. In calo anche il deficit nominale: 2,1% nel 2017 che scende a quota 1,8% nel 2018.

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vivicentro/L’Ue promuove la crescita italiana ma non il deficit
lastampa/L’Ue: crescita più forte, ma nella manovra mancano 3,5 miliardi MARCO BRESOLIN – INVIATO A BRUXELLES

Giornalisti Rai aggrediti dal clan Spada

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Un troupe della Rai aggredita a Ostia dal fratello del boss Carmine Spada. Il motivo? Un’intervista sul contributo del clan al successo elettorale di CasaPound. Il giornalista Daniele Piervincenzi si prende una testata che gli frattura il naso e denuncia: “Mi ha colpito solo perché gli ho fatto delle domande”. Il picchiatore si difende: “Basta giornalisti, la pazienza è finita”. Ora indaga la Direzione distrettuale antimafia.

Ostia, troupe Rai aggredita dal clan Spada

Testata e frattura al naso per il giornalista: «Mi ha colpito solamente perché gli ho fatto delle domande». Il picchiatore è il fratello del capo mafioso: «La pazienza è finita». Aperto un fascicolo, indaga l’Antimafia

ROMA – Sono bastate un paio di domande sul contributo del clan Spada al successo elettorale di CasaPound per il X Municipio di Roma, quello di Ostia (un 9 per cento che pesa) a scatenare la pesante aggressione di Roberto Spada ai danni di Daniele Piervincenzi, inviato del programma Rai «Nemo-Nessuno Escluso».

Daniele Piervincenzi (dx) e Roberto SpadaIl giornalista era andato a trovare Spada, che è fratello del più noto Carmine, boss della malavita locale condannato a 10 anni per estorsione col metodo mafioso, davanti alla palestra di proprietà della famiglia, per chiedergli del suo endorsement per Luca Marsella, candidato di CasaPound con il quale era anche ritratto in una foto amichevole. Indispettito, Roberto Spada ha colpito al volto con una testata Piervincenzi procurandogli la frattura del setto nasale. Non contento, ha rincorso il giornalista con una sbarra di ferro e ha continuando a colpirlo sfogando la sua ira anche sull’operatore Edoardo Anselmi, che insieme a Piervincenzi stava cercando di completare il servizio giornalistico. Mentre Anselmi non ha riportato fortunatamente grossi danni, è andata molto peggio a Piervincenzi che a seguito dell’aggressione è stato prima controllato all’ospedale Sant’Eugenio e infine operato d’urgenza ieri mattina presso una clinica privata dalla quale è uscito con una prognosi di trenta giorni. «Mi ha picchiato perché facevo domande. Spada dovrebbe chiedere perdono a Ostia», ha dichiarato l’inviato Rai.

Sulla terribile aggressione indagano i carabinieri del Gruppo di Ostia, coordinati dal procuratore aggiunto di Roma con delega alla Dda, Michele Prestipino. Gli inquirenti – che hanno acquisito oltre alla denuncia del giornalista, anche i video dell’aggressione e il referto medico – hanno aperto nella giornata di ieri un fascicolo con ipotesi di reato lesioni gravissime. Non è escluso – visto il calibro criminale della famiglia Spada – che in caso di arresto i magistrati possano decidere di contestare a Roberto l’aggravante del metodo mafioso, anche in virtù dell’atteggiamento minaccioso tenuto dallo stesso Spada nella vicenda.

Spada Roberto, msg su suo FB

Il picchiatore si è difeso su Facebook. «Voleva entrare per forza nella palestra e ha spaventato mio figlio. Voi cosa avreste fatto?», ha scritto giustificando l’aggressione e raccogliendo numerosi consensi tra i suoi contatti. «Hai fatto bene», replicano alcuni. «Siamo tutti Spada». «Invece di descrivere le cose realmente avvenute, parlano di altro e mettono in mezzo gente che non c’è. Giornalista mestiere di m…». Unanime invece lo sdegno da parte del mondo politico. «Violenza clan Spada inaccettabile. Solidarietà a giornalista e film maker aggrediti a Ostia. Fermeremo criminalità e estremismi a Roma», dice la sindaca, Virginia Raggi. E il segretario del Pd, Matteo Renzi, parla di «un atto dal terribile valore simbolico». Il premier, Paolo Gentiloni, ha chiamato direttamente Piervincenzi per esprimere «la propria solidarietà per la brutale aggressione». «Un atto molto grave – ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti – anche perché è stato colpito un organo di stampa in campagna elettorale».

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lastampa/Ostia, troupe Rai aggredita dal clan Spada EDOARDO IZZO

Piaggio Cosa, la Vespa rinnovata e rinnegata

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Nel 1988, Piaggio decise di rendere più moderna la linea della Vespa PX, ridisegnandola e conferendole forme più spigolose, nacque così la Piaggio Cosa.

2 Piaggio Cosa ad un raduno
2 Piaggio Cosa ad un raduno

Si tratta del classico scooter piaggio a marce prodotto presentato nel 1987, al motor show di Milano, che mantiene l’impostazione classica a due tempi.

Inizialmente fu dato alla nuova motoretta il nome di Vespa R (“Rinnovata”), in classico stile Fiat che era solito rinominare con la lettera R molte delle ultime serie delle automobili prodotte.

Ma quando partì la produzione, il veicolo fu battezzato “Piaggio Cosa”.

Tra le principali innovazioni la Piaggio Cosa, che è di fatto uno degli scooter a marce con le migliori soluzioni meccaniche di tutte, poteva contare anche su uno spazio sotto la sella per contenere un casco jet. Tra l’altro la Piaggio Cosa poteva vantare un innovativo sistema frenante idraulico capace di azionare entrambi i freni a tamburo simultaneamente.

Piaggio Cosa di Michele Del Giudice
Piaggio Cosa di Michele Del Giudice

 

La strumentazione si presentava molto più completa rispetto alle altre vespa, con tachimetro, contagiri e diverse spie. Le frecce erano incassate nello scudo frontale mentre il faro posteriore era incassato sotto la targa. Anche la leva della frizione fu ridisegnata per consentire un utilizzo più confortevole ed efficace.

Il nome ‘Piaggio Cosa’, tuttavia, sembra che non sia stato ben accettato dai vespisti, al punto che lo scooter non ha riscosso il successo commerciale che avrebbe sicuramente meritato. Avere, in qualche modo, rifiutato la denominazione ‘storica’ di Vespa, ha influito negativamente sulla fama della motoretta, che non ha mai decollato come tutte le altre vespa lanciate nel corso degli anni dallo storico marchio italiano.

Ad oggi, il circolante della Piaggio Cosa è molto inferiore numericamente rispetto a qualsiasi altra Vespa, ma può contare su molti appassionatissimi che si divertano anche ad organizzare dei raduni in tutta Italia con anche un gruppo facebook dedicato.

Raduno Vespa a Napoli
Raduno Vespa a Napoli

 

Visita il sito del museo piaggio.

Piaggio Cosa
Piaggio Cosa

Dj Fabo, inizia il processo a Cappato con video choc

Marco Cappato rischia fino a 12 anni di carcere per aver aiutato Dj Fabo a morire. L’esponente dell’Associazione Luca Coscioni per cui la Procura aveva chiesto l’archiviazione poi impugnata, è pronto per il processo che lo vede accusato di istigazione al suicidio: «Mi sono autodenunciato perchè ci deve essere un’assunzione di responsabilità. Ho chiesto di andare a processo con rito immediato perchè è un’occasione per verificare quali sono i diritti di scelta di chi vuole interrompere la propria sofferenza ma anche di chi vuole continuare con le terapie».

RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE

Nella richiesta di archiviazione dello scorso luglio, i pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini parlavano di un vero e proprio “diritto a una morte dignitosa”. Il diritto alla dignità – secondo i pm – deve prevalere sul diritto alla vita. Dj Fabo era diventato cieco e tetraplegico a seguito di un incidente e aveva più volte chiesto aiuto per porre fine a quella vita divenuta insopportabile e non più degna di essere vissuta. Per il giudice Gargiulo, invece, questo diritto al suicidio o “a morire con dignità” non esiste perchè non è previsto dal’ordinamento italiano.

IL PROCESSO E IL VIDEO CHOC

I pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini hanno ottenuto il permesso di proiettare  il video choc dell’intervista rilasciata da dj Fabo a ‘Le Iene’. Nel giorno in cui si apre il processo, l’associazione Luca Coscioni ha dato vita a una “campagna sul web con l’hashtag #ConCappato, per quanti vorranno sostenere simbolicamente sui social o più concretamente con una donazione sul sito concappato.associazionelucacoscioni.it la coraggiosa azione legale”.
Il processo potrebbe arrivare a sentenza già tra gennaio e febbraio, dopo le due udienze fissate per il 4 e il 13 dicembre dedicate all’ascolto dei pochi testimoni, tra cui anche il medico-anestesista Mario Riccio che seguì il caso Welby, la madre e la fidanzata di Antoniani, e alla proiezione del video choc.

 

Svezia- Italia, azzurri favoriti secondo i bookmakers

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L’Italia è la favorita dei bookmakers di Snai per il playoff mondiale. La promozione nello spareggio contro la Svezia si gioca a 1,30, contro il 3,30 scandinavo. Avanti l’Italia anche nel pronostico sul primo dei due impegni, in programma venerdì prossimo a Solna: il «2» è a 2,30, la vittoria della Svezia si gioca a 3,25, la «X» vale 3 volte la giocata. Nelle due sfide di domani (Irlanda del Nord-Svizzera e Croazia-Grecia) elvetici favoriti a Belfast, a 2,20 contro 3,60 e croati nettamente avanti nel match di Zagabria: «1» a 1,35, il «2» è un’ipotesi da 10. Sabato si affrontano a Copenaghen Danimarca e Irlanda, con i padroni di casa in odore di vittoria, a 1,70. Il blitz irlandese è a 5,25.

Europei Volley femminili: Italia battuta dall’Ucraina

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Europei Sitting Volley Femminili: le azzurre battute dall’Ucraina

A Porec, nell’ultima giornata della prima fase dei Campionati Europei di Sitting Volley, le azzurre guidate da Amauri Ribeiro sono state superate 0-3 (19-25, 12-25, 18-25) dall’Ucraina. Dopo un buon primo parziale l’Italia ha dovuto cedere il passo alle campionesse continentali che hanno chiuso la gara in tre set. In virtù della sconfitta le azzurre si sono classificate al quarto posto del girone B (1 vittoria) e nella prossima fase saranno impegnate nella Pool C, insieme a Germania e Croazia, per giocarsi le posizioni dal 7° al 9°.

Europei Sitting Volley Maschili: niente quarti per gli azzurri, la Polonia vince 3-0

Nell’Europeo maschile di Sitting Volley la nazionale italiana ha ceduto 0-3 (9-25, 17-25, 14-25) alla Polonia, dovendo dire addio alla chance di qualificarsi ai quarti di finale. I polacchi si sono rivelati avversari troppo forti per i ragazzi di Emanuele Fracascia che hanno così chiuso il girone A all’ultimo posto (0 vittorie). Per gli azzurri l’Europeo non è comunque finito, nella prossima fase infatti (Gruppo E) giocheranno per i posti dal 9° al 13° con: Ungheria, Lettonia, Turchia e Georgia.

 

Juve Stabia, un ex tecnico molto vicino alla Sambenedettese

Potrebbe ripartire dalla Sambenedettese la carriera di Eziolino Capuano. Il tecnico salernitano, protagonista sulla panchina della Juve Stabia in passato, è legato al Modena ma potrebbe presto liberarsi a causa delle tristi notizie legate agli emiliani, ormai radiato al calcio professionistico per i troppi debiti accumulati dalla gestione Caliendo. I marchigiani, che oggi hanno perso 0-1 in casa con il Sudtirol, sembrano orientati a dare il benservito a Francesco Moriero. Capuano è in pole, seguiranno aggiornamenti…

Maltempo a Castellammare, ancora crolli: questa la nuova zona colpita

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Maltempo a Castellammare, ancora crolli: questa la nuova zona colpita

Non si placano i problemi relativi alla città di Castellammare di Stabia, portati dalla pioggia battente degli ultimi giorni. Dopo quanto vi abbiamo raccontato di Via Giuseppe Cosenza, ora si segnalano problemi nella zona collinare di Varano. Infatti, una nuova frana ha interessato la zona: il terreno non ha retto la forza dell’acqua franando sulla strada sottostante. La situazione, però, non desta preoccupazioni ed è tenuta sotto controllo dalle forze dell’ordine.

Castellammare, crollo marciapiede in via Cosenza, la Sig.ra Anna a ViViCentro: “Vi spiego cosa è accaduto”

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Castellammare, crollo marciapiede in via Cosenza, la Sig.ra Anna a ViViCentro: “Vi spiego cosa è accaduto”

Castellammare di Stabia. In via Giuseppe Cosenza, qualche giorno fa, alla luce delle pioggia copiosa caduta, è crollato un marciapiede ed una donna è finita in ospedale. La Signora Anna V. si è ritrovata, all’uscita di un negozio per bambini, all’altezza di via Cosenza, zona scuola ‘San Giovanni Bosco’, a finire tra i sampietrini che hanno generato una buca.

La nostra redazione è riuscita a raggiungere telefonicamente proprio la Signora Anna V. che ci ha spiegato cosa le sia accaduto: “Ero in via Giuseppe Cosenza e camminavo tranquillamente sul marciapiede. Improvvisamente, mentre camminavo, mi sono sentita tirare giù. Sono stata agile e fortunata nel muovermi e ad evitare il peggio. Me la sono cavata bene, ma ancora ora ho dolori forti alle gambe. Infatti, in ospedale mi hanno riscontrato una forte contusione a tutte e due le ginocchia e ad un piede. Uno stinco è diventato di colore viola”.

Una vicenda incredibile, un qualcosa che è accaduto per il forte maltempo che ha colto tutti impreparati e che ha colpito la cittadina termale alle falde del Faito.

a cura di Ciro Novellino

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Ag. Jorginho: “L’Italia è la sua scelta definitiva”

“Jorginho? Il piano dello staff verdeoro era di convocarlo a marzo nell’ultima amichevole prima del Mondiale, l’Italia ha anticipato la scelta e Jorginho vestirà la maglia azzurra”. Dai microfoni di Radio Sportiva Joao Santos, agente del calciatore italo-brasiliano, annuncia che la scelta è definitiva e rivela dei retroscena. “Il Brasile gioca in modo diverso, ma lui poteva starci tranquillamente – dice il procuratore -, lì conta la tecnica, in Italia conta più la tattica, Jorginho può dare un contributo con le sue caratteristiche”. Ci riuscirà, visto come gioca con Sarri, anche nel 3-5-2? “Non so come giocherà Ventura, Jorginho è a disposizione per fare il massimo – risponde – e se il ct ha bisogno lui è pronto. La scelta è stata fatta, non è che smette domani, giocherà almeno altri dieci anni se non le avrà ora avrà delle chance in futuro con l’Italia, adesso è concentrato sulla qualificazione al Mondiale”.