Home Blog Pagina 5492

Napoli, Parisi: “Vice Ghoulam? Bisogna prendere elementi congeniali”

“Sarri ha un credito (quasi) illimitato”

Fabio Parisi, intermediario di mercato, è intervenuto ai microfoni della trasmissione Si gonfia la rete in onda su Radio CRC, rilasciando alcune dicharazioni: “Nuovo Ghoulam? E’ dura, bisognerà vedere quali occasioni offrirà il mercato. Non bisogna prendere per forza qualcuno se poi non è congeniale a questa squadra.
Se Sarri cambiasse ora e non arrivassero i risultati verrebbe criticato lo stesso. Questo tecnico ha del credito illimitato quasi”.

Le foto di Juve Stabia vs Francavilla (1-1) | ViViCentro

0

Guarda le foto di Juve Stabia vs Francavilla realizzate dal nostro fotografo Antonio Gargiulo che ci racconta così la partita finita 1-1 delle Vespe allenate dal duo Caserta – Ferrara con i ragazzi di Mister D’Agostino allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia

Si sblocca al minuto 46′ il match con Canotto che scappa sulla destra e mette al centro per Simeri che aggancia e scarica in rete: 1-0. Dopo un minuto di recupero, termina il primo tempo.
JUVE STABIA – Branduani, Nava, Morero, Bachini, Lisi, Matute, Viola, Mastalli, Canotto, Simeri, Paponi. A disp. Bacci, Polverino, Awua, Allievi, Capece, Costantini, Redolfi, Gaye, Strefezza, Zarcone, Calò, D’Auria. All. Caserta-Ferrara

VIRTUS FRANCAVILLA – Albertazzi; Prestia, Maccarrone, Agostinone, Pino; Folorunsho, Biason, Sicurella, Di Nicola; Ayina, Saraniti. A disp. Battaiola, Scarafile, De Toma, Buono, Gallu, Viola, Valotti, Delvecchio, Albertini, Mastropietro, Madonia, Monaco. All. D’Agostino.

Al 17esimo il traversone dalla destra d Pino, sfortunata la deviazione di Bachini che di testa insacca un clamoroso autogol: 1-1.
Si sblocca al minuto 46′ il match con Canotto che scappa sulla destra e mette al centro per Simeri che aggancia e scarica in rete: 1-0. Dopo un minuto di recupero, termina il primo tempo.
Al 17esimo del secondo tempo il traversone dalla destra d Pino, sfortunata la deviazione di Bachini che di testa insacca un clamoroso autogol: 1-1.
Vengono concessi 4 minuti di recupero. Dopo due minuti, Branduani si ritrova un pallone difficile tra le mani, rischio ancora per i padroni di casa sul manto erboso scivoloso. Finisce così il match, risultato finale di 1-1.

Prossimo match, sabato a Cosenza, in casa dell’ex Braglia.

copyright-vivicentroTUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.

Schwoch: “Al Napoli prenderei un attaccante più che un terzino”

“Quagliarella non direbbe ‘no’ ma giocherebbe pochissimo”

Stefan Schwoch, ex attaccante di Napoli e Torino, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte rilasciando alcune dichiarazioni:
“Al Napoli serve più un attaccante che un terzino. Reputo l’assenza di Ghoulam molto grave per il Napoli che è già una squadra poco fisica e senza l’algerino ha un problema in più. Io prenderei un attaccante a gennaio, quei tre dovrebbero riposare. Quagliarella? E’ un giocatore di estremo valore, che sa cosa vuol dire giocare in piazze importanti vista l’esperienza alla Juve. Bisogna vedere quanta voglia ha di giocare, a Napoli giocherebbero poco. Penso che difficilmente direbbe di no al Napoli, ma deve pensare che è alla fine della sua carriera”.

Renzi combattivo ma ancora evasivo

0

Secondo Federico Geremicca “Renzi si dimostra combattivo ma contemporaneamente evasivo. Nel Pd la partita del nuovo premier resta aperta”. Dopo la sconfitta del Pd in Sicilia, il premier Gentiloni frena i suoi sostenitori e assicura: “Non mi candido contro Renzi”. Il segretario dem va in tv da Floris e tenta il rilancio: “Riconosco i miei errori” spiega “e non pongo veti per ricostruire il centrosinistra”.

La partita del nuovo premier dem

Combattivo, ma contemporaneamente evasivo. Puntiglioso nel difendere i risultati del suo governo, ma vago nell’indicare la via della ricostruzione del centrosinistra

Combattivo, ma contemporaneamente evasivo. Puntiglioso nel difendere i risultati del suo governo, ma vago nell’indicare la via della ricostruzione del centrosinistra. Poche e deboli aperture nei confronti dei possibili alleati elettorali e tenace – invece – nel rivendicare la legittimità del suo restare leader del Pd.

La sconfitta siciliana, dunque, non sembra aver lasciato segni nel modo di argomentare di Matteo Renzi: più o meno, come se non fosse mai avvenuta. E potremmo dire che è questo, in sintesi, il copione mandato in scena ieri dal segretario democratico negli studi televisivi de «La7», dove avrebbe dovuto svolgersi il faccia a faccia invece disertato da Luigi Di Maio.

Difficile dire se fosse realistico aspettarsi altro: il carattere ed il modo di intendere l’azione politica del leader Pd sono ormai noti, e non hanno mai lasciato grande spazio all’autocritica o alla riflessione collegiale. Ma dopo il voto in Sicilia e le difficoltà in cui si agita il Pd, non erano in pochi ad attendersi una correzione di rotta, se non proprio un cambio di passo. Non pare sia questa – invece – la direttrice di marcia scelta: e non ci vorrà molto a registrare effetti e conseguenze di tale decisione.

Intorno a lui, però, le operazioni di accerchiamento sono intanto ormai quasi completate, e lo spazio di manovra di Matteo Renzi sembra farsi sempre più limitato. La saldatura tra il fronte degli avversari interni e i possibili alleati alle elezioni, infatti, è cosa fatta: e a dettare le condizioni ora sembrano esser loro. L’offerta che fanno al segretario comincia a somigliare molto ad una di quelle che, come si dice, «non si possono rifiutare». Ed è sintetizzabile più o meno così: caro Matteo, puoi restare segretario ma a patto che annunci chiaramente un passo indietro sulla futura premiership.

Una dialettica inimmaginabile ancora fino a un anno fa, diciamo fino alla sconfitta nel referendum costituzionale del 4 dicembre scorso: una data spartiacque per l’allora segretario-premier. Da lì in poi, per errori commessi e per quelle paradossali stimmate da «perdente» che hanno cominciato a segnarne il profilo (Liguria, Torino, Roma, il referendum e poi Genova, la Sicilia) la parabola discendente del «rottamatore» è sembrata farsi inarrestabile. E oggi, nel momento della massima difficoltà, Matteo Renzi sta facendo i conti con l’altra faccia della medaglia dell’insidiosa metafora dell’«uomo solo al comando».

Non ha più molti amici disposti a condividerne le difficoltà: e in ragione dei modi spicci con i quali ha gestito il grande potere detenuto per tre anni, non ha più – soprattutto – molta gente in giro che si fidi di lui. Con Enrico Letta è andata come è andata; con Berlusconi non molto meglio, dopo quello che l’ex Cavaliere considerò il «tradimento» del patto del Nazareno; con Alfano ha rotto quando tentò di far passare una legge elettorale alla tedesca che avrebbe tenuto Alternativa popolare fuori dal Parlamento; per non dire dei rapporti all’interno del Pd, anche al netto di chi ha fatto i bagagli ed è già andato via.

Verrebbe da chiedersi come sia stato possibile, ed in così poco tempo. Le risposte possono essere diverse, ma il ricorso ai tempi che corrono (certo difficili per la sinistra in tutto il mondo) non basta a spiegare tutto. Così come non è sufficiente aggrapparsi alla pur incontestabile annotazione che l’Italia, oltre a non essere un Paese per giovani, certo non è terra favorevole ai rinnovatori. Sia come sia, è però più o meno in questo quadro che Matteo Renzi si accinge a giocare quella che – in caso di sconfitta alle prossime elezioni – molti immaginano essere la sua ultima battaglia da leader.

Si tratta di una sfida che il Pd e il centrosinistra sbaglierebbero a considerare (come accaduto per la Sicilia) già persa: ma la possibilità di un buon risultato sembra ormai passare, appunto, attraverso un passo indietro dell’ex presidente del Consiglio. È questo quel che chiedono i possibili alleati (da Pisapia a Mdp) e ormai anche una buona parte del Pd. Matteo Renzi oscilla tra una possibile disponibilità e la tentazione di giocare anche questa partita alla sua maniera: cioè, solo contro tutti. E se dovesse imboccare questa seconda strada non ci sarebbe, in fondo, da restarne meravigliati.

Ed è infatti questa la sensazione trasmessa ieri dal leader Pd anche dagli studi de La7. La sua disponibilità ad andare incontro alle richieste che gli arrivano è parsa di maniera e l’insistenza nella rivendicazione delle cose fatte nei tre anni di governo è stata così netta e insistita da non lasciar spazio o quasi ad autocritiche o ripensamenti. L’impressione è che i potenziali alleati e quanti nel Pd gli chiedono un «passo di lato» non possano esser rimasti soddisfatti dalle cose ascoltate ieri: piuttosto che una spinta al dialogo, hanno ascoltato parole che sembrano preludere al sempreverde «muoia Sansone con tutti i filistei».

Nulla di rassicurante, insomma. Ma al voto mancano ancora mesi, ed è per questo che nel centrosinistra c’è chi spera ancora.

COLLEGATE:

Tra gli avversari di Renzi, Di Maio detta la strategia dei Cinque Stelle: “Prendiamoci i voti dei giovani del Pd”. Salvini si smarca da Berlusconi e, in un colloquio con Amedeo La Mattina, spiega: “Bisogna avere più rispetto per i grillini, dobbiamo batterli sui contenuti”.

vivicentro.it/editoriale
vivicentro/Renzi combattivo ma ancora evasivo
lastampa/La partita del nuovo premier dem FEDERICO GEREMICCA

Napoli- La Guardia di Finanza smantella un opificio clandestino con più di 1 milione di pezzi falsi

0

I finanzieri del I Gruppo Napoli hanno individuato un opificio clandestino adibito alla produzione di prodotti contraffatti e sequestrato quasi 1.500.000 pezzi falsi. 1 responsabile denunciato. Ecco il comunicato delle fiamme gialle:

Nel quadro della costante attività di controllo del territorio finalizzata alla prevenzione e repressione delle attività illecite, con particolare attenzione al fenomeno della contraffazione, i finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Napoli hanno scoperto in città – alla via Bologna – un opificio clandestino dove venivano prodotti articoli falsi.

In particolare, i militari del dipendente i gruppo Napoli, a seguito di un’attività info-investigativa, accedevano in un deposito cittadino, ricavato all’interno di una vecchia portineria abbandonata, sorprendendo un soggetto extracomunitario intento a realizzare capi contraffatti di noti marchi della moda.

All’interno dell’opificio illegale venivano rinvenuti numerosi macchinari (da taglio, presse, cucitrici e spillatrici), clichè di noti brands (Louis Vuitton, Gucci, Fendi ed altri) e quasi 1.500.000 pezzi tra borse ed etichette, che a breve potevano essere immessi nel circuito commerciale illecito.

Al termine del servizio venivano sottoposti a sequestro l’opificio abusivo, i macchinari, i clichè e la merce rinvenuta all’interno del deposito, mentre il responsabile, colto in flagranza di reato, veniva deferito all’autorità giudiziaria competente per la produzione di prodotti contraffatti.

L’odierna attività di servizio testimonia il costante presidio esercitato dalla guardia di finanza di Napoli sul territorio a contrasto dell’illegalità economico-finanziaria ed a tutela dei marchi di fabbrica e dei cittadini onesti che rispettano le regole e la legalità.

 

Napoli, potrebbe saltare l’accordo con Ghoulam

Vrsaljko sarebbe l’uomo giusto per gennaio e per il futuro

Il giornalista della RAICiro Venerato, è intervenuto a Televomero affrontando il tema Ghoulam (e terzino sinistro) e le varie possibilità per il Napoli.
“Il Napoli non tratterà Criscito, la società raggiunse l’accordo quando giocava al Genoa, poi Pasqualin, che con D’amico era l’agente del calciatore, lo portarono allo Zenit che offriva 3 milioni di euro a stagione contro 1 del Napoli. Vrsaljko potrebbe essere l’uomo giusto: è un terzino destro ma può adattarsi anche a sinistra come ha fatto in passato e la società a giugno potrebbe prendere un terzino destro. In passato era del Napoli, ma poi per ragioni contrattuali passò all’Atletico Madrid rifiutando la società azzurra. Nei giorni scorsi è stato fatto un sondaggio con Tripper del Tottenham, vecchio pallino di Giuntoli che lo aveva chiesto ai tempi del Burnley. Se il Napoli a dicembre saprà di non poter contare su Ghoulam prima del previsto allora può saltare il rinnovo e può arrivare un terzino sinistro nella sessione di gennaio. La via più percorribile è quella del rinnovo: accordo totale con l’algerino e il suo agente, ora hanno tutto in mano gli avvocati, rinnovo di 4 milioni a stagione”.

Renzi in TV da Floris: “Riconosco i miei errori” pronto a “ricostruire il centrosinistra”

0

Il segretario dem Renzi va in tv da Floris e tenta il rilancio: “Riconosco i miei errori” spiega “e non pongo veti per ricostruire il centrosinistra”. Intanto, dopo la sconfitta del Pd in Sicilia, il premier Gentiloni frena i suoi sostenitori e assicura: “Non mi candido contro Renzi”.
Secondo Federico Geremicca “Renzi si dimostra combattivo ma contemporaneamente evasivo. Nel Pd la partita del nuovo premier resta aperta”.

Renzi in trincea: non mi fanno fuori

Il segretario in tv: “Sul futuro premier dibattito sterile, lo deciderà il Parlamento Non ho l’ansia di tornare a Palazzo Chigi, adesso c’è Gentiloni e non è lì per caso”

ROMA – «Sono mesi che cercano di mettermi da parte, ma non ci riusciranno nemmeno stavolta. Qui non si molla di un centimetro». Matteo Renzi tenta di uscire dall’assedio. Dopo il flop in Sicilia, utilizza la sua e-news per dire che «per farmi fuori hanno studiato vari modi: le prove false di Consip, la polemiche sulle banche, le accuse sulla mancata crescita…».

In serata, ospite di Giovanni Floris su La7, per il mancato duello con Luigi Di Maio, il leader Pd rivendica la differenza tra elezioni locali e politiche. «Io un leader vincente? Lo vedremo dopo le politiche. In Sicilia non si è votato su di me, io sono stato responsabile di due grandi campagne elettorali, le Europee e il referendum, una vinta e una persa». «E se il Pd fa il Pd e smette di litigare al proprio interno, possiamo raggiungere quella percentuale, il 40%. Dopo il voto il Pd sarà il primo gruppo parlamentare. Non siamo il partito dei perdenti». «Faremo il 40% insieme ai nostri compagni di viaggio», concede agli avversari interni che insistono per una coalizione. «Già oggi c’è e siamo pronti ad allargarci al centro e a sinistra, come ha detto Franceschini». Renzi rivendica le riforme fatte dagli ultimi governi, a partire da “Dopo di noi”, spreco alimentare, vaccini. E cerca di stare alla larga dai nodi che impediscono la nascita di un nuovo centrosinistra. «Cosa devo fare per accontentare D’Alema? Darmi fuoco in piazza? So che lo accontenterei… Ognuno pensi al suo partito, al mio posto mi ci hanno messo due milioni di voti alle primarie». E a Mdp che gli chiede autocritica, replica: «Vorrei un altro Jobs act, con altri 986mila posti di lavoro».

«Questa discussione sul premier è sterile, chi andrà a palazzo Chigi lo decideranno il Parlamento e il Capo dello Stato», ragiona. «A chi mi chiede discontinuità dico: cancelliamo gli 80 euro? Gli altri prima continuavano ad alzare le tasse. Io mi alleo con chi vuole fare una battaglia in Europa per tagliare le aliquote Irpef». «I sondaggi? Abbiamo molto da recuperare», concede. «Ma la gente non contesta la Buona scuola e gli altri risultati, ci accusa di essere stati troppo vicini a chi ha potere e poco presenti nei luoghi del dolore». «È arrivato il momento di cominciare la campagna elettorale, basta chiacchiere». «Questo Paese non è stanco e deluso», manda a dire a Pietro Grasso. Sul mancato ritiro dalla politica: «Ho pagato questa oggettiva incoerenza, ma se me ne fossi andato sarebbe stato un atto di arroganza».

Nomi alternativi per Palazzo Chigi? «Uno c’è già e si chiama Paolo Gentiloni. Non ho ansia di tornare a occupare la poltrona, ho l’incubo che si ritorni al meno 2% sul Pil». Fendenti a Di Maio: «Scappa dal confronto perché in Sicilia hanno perso. Di Maio è il nulla, chi si candida premier non può provocare e poi fuggire. Gli avrei chiesto perché ha partecipato solo al 30% delle votazioni alla Camera. E lo sfido a rinunciare all’immunità, altrimenti è lui la casta». Per Renzi è già campagna elettorale: «Vorrei introdurre la possibilità di scaricare dalle tasse il costo della badante».

COLLEGATE:

Tra gli avversari di Renzi, Di Maio detta la strategia dei Cinque Stelle: “Prendiamoci i voti dei giovani del Pd”. Salvini si smarca da Berlusconi e, in un colloquio con Amedeo La Mattina, spiega: “Bisogna avere più rispetto per i grillini, dobbiamo batterli sui contenuti”.

vivicentro.it/attualità
vivicentro/Renzi tenta il rilancio, in tv da Floris dichiara: “Riconosco i miei errori” pronto a “ricostruire il centrosinistra”
lastampa/Renzi in trincea: non mi fanno fuori ANDREA CARUGATI

Il Louvre del Golfo

0

Ad Abu Dhabi inaugura il Louvre del Golfo, il grande museo di arte realizzato in collaborazione con i francesi. Rocco Moliterni ci è stato e ce lo racconta in anteprima. Jean Nouvel, l’architetto che l’ha progettato: “Ho pensato a un’agorà, un luogo dove le culture si incontrano, ma anche a una medina”.

Il Louvre del Golfo racconta il cammino dell’arte nel mondo

S’inaugura ad Abu Dhabi il grande museo realizzato in collaborazione con i francesi

ABU DHABI – A vederlo appena arrivi, dalla strada che corre lungo il mare il Louvre di Abu Dhabi, sembra una sorta di immensa palafitta che si staglia sull’acqua, con un tetto grigio e le pareti di un bianco abbacinante. All’interno la struttura ideata da Jean Nouvel si trasforma in una medina, una cittadella araba dove gli edifici (l’auditorium, lo spazio per le mostre temporanee, i padiglioni della collezione permanente, il ristorante, il museo per i bambini) si inseguono e si incastrano uno nell’altro, aprendo qua e là spazi o piazzette segrete dove scopri fontane o prospettive verso il mare.

Al centro una grande piazza sovrastata da un tetto le cui geometrie ricordano l’intrecciarsi di foglie di palma. «Ho pensato – spiega l’archistar d’Oltralpe – a un’agorà, un luogo dove le persone e le culture si incontrano, ma anche a una medina, perché credo che il mio compito fosse tradurre in questa struttura la cultura del luogo. Mi sembrava importante poi che il tutto avesse una dimensione spirituale, e che le persone potessero vivere in modo gradevole la loro esperienza di visita».

Jean Nouvel è stato il protagonista della presentazione ufficiale (l’apertura al pubblico sarà sabato) del nuovo museo, che vede la luce dopo non pochi rinvii: l’accordo per realizzarlo (il costo si aggira su un miliardo di euro) tra gli Emirati Arabi Uniti e la Francia è del 2007, la costruzione e stata avviata nel 2013 e l’inaugurazione avrebbe dovuto avvenire a dicembre del 2015. Il clima tra mondo arabo e Francia era dieci anni fa molto diverso, il terrorismo islamista non aveva ancora colpito in modo così traumatico, per cui ieri tanto Mohamed al Mubarak, ministro della cultura degli Emirati, quanto Manuel Rabaté, direttore del Louvre Abu Dhabi, quanto Jean Luc Martinez, presidente del Louvre di Parigi ci hanno tenuto a sottolineare che la nuova creatura rappresenta una sfida al fanatismo e che il modo migliore per combatterlo può essere proprio quel dialogo tra le culture, di cui il museo vuol essere espressione.

Per realizzarlo nacque dieci anni fa in Francia un’apposita struttura che coinvolge 13 musei e istituzioni d’Oltralpe, per cui non c’è da stupirsi se nel percorso espositivo trovi preziose opere (statuette cinesi o indiane) del Quai du Branly o del Musée d’Orsay che si priva temporaneamente addirittura di una delle sue icone, il Pifferaio di Manet, oltre che di un celebre autoritratto di Van Gogh.

Sebbene il nuovo museo abbia già acquisito molte opere per la sua collezione, la parte del leone la fanno i prestiti del Louvre, che quasi simbolicamente cede alla neonata costola araba il celebre ritratto di Dama di Leonardo, che in Francia chiamano la Belle Ferronnière e che si candida ad essere la Gioconda di Abu Dhabi. La struttura ospiterà quattro mostre temporanee l’anno, la prima si aprirà a dicembre, ma gia il percorso «permanente» giustifica ampiamente la visita. È scandito in dodici tappe che ambiscono a ripercorrere attraverso l’arte, ovviamente non solo (anche se a conti fatti si direbbe soprattutto) occidentale, l’evoluzione della civiltà nelle varie aree geografiche del pianeta.

Si parte con le statuette che rappresentano la maternità o i primi uomini in preghiera in Africa come in Cina, si prosegue con i primi villaggi per passare poi ai primi grandi imperi, dai faraoni (notevole la statua di Ramsete II) ai romani, passando per i persiani. Ci si confronta poi con le religioni universali, ed è molto bella, nella sua penombra la sala dove si susseguono antichissimi esemplari di sacri testi: Torah, Bibbia e Corano.

Ci sono le rotte che portano verso l’India e quelle che riportano in Europa, così le statue indù occhieggiano a una splendida Madonna con Bambino di Bellini. Antiche mappe, astrolabi arabi e paraventi giapponesi costellano la sala della Cosmografia. Si arriva quindi alle prospettive del mondo nel ’500 (qui la Dama di Leonardo e l’Apollo Belvedere di Primaticcio, oltre a statue cinesi e iscrizioni arabe). Lo splendore delle corti ai quattro angoli della terra e rappresentato da testimonianze del XVII secolo che comprendono tra l’altro bronzi africani, elmetti ottomani e il monumentale gruppo statuario dei Cavalli del sole di Gilles Guerin. Incombono le rivoluzioni americane e francesi, incombe Napoleone che David ritrae a cavallo nel celeberrimo dipinto.

Poi arriva l’età moderna che per l’Occidente è stata narrata soprattutto dagli impressionisti e dalla fotografia. La lunga cavalcata si conclude dopo aver occhieggiato all’arte contemporanea (tra le altre ci sono la Sedia Elettrica di Warhol, alcuni Rothko e un Mondrian, oltre a Calder) con la galleria della globalizzazione, dove campeggiano l’Albero di famiglia di Zhng Huan, la Fontana di luce di Ai Wei Wei, un’opera dei nativi australiani e last but non least Cibo per il pensiero, un’installazione costruita con grandi pentole dell’artista araba Maha Malluh.

Da non dimenticare che ad accogliere i visitatori nella grande agorà sono due opere di Giuseppe Penone (l’albero in realtà si perde sotto il tetto, più azzeccato il disegno in porcellana Germinazione), l’Homme qui marche di Rodin, e un’installazione di Jenny Holzer che riproduce in scala gigantesca alcune tavolette di 4000 anni fa ritrovate in Mesopotamia, prima testimonianza di dialogo tra la cultura sumera e quella accadiana. La prima sala che conduce alla biglietteria vede invece sei grandi tele di Cy Twombly.

Uscendo si prova un po’ di sgomento se si pensa a quella fotografia in bianco e nero mostrata da Jean Nouvel in conferenza stampa: vi si vedeva solo una striscia di mare e una spiaggia, ossia com’era dieci anni fa il luogo dove oggi sorge il sontuoso Louvre. Peraltro è solo il primo tassello di un più grande distretto culturale che vedrà tra l’altro nascere il nuovo Guggenheim firmato da Gehry, e interventi di Zaha Hadid e Norman Foster.

vivicentro.it/cultura
vivicentro/Il Louvre del Golfo
lastampa/Il Louvre del Golfo racconta il cammino dell’arte nel mondo ROCCO MOLITERNI

Maltempo, riapre la Funivia del Faito. Ecco quali sono gli orari

0

 

La Funivia del Faito, a seguito nel nubifragio che negli ultimi giorni si è abbattuto su Castellammare di Stabia e dintorni riaprirà per facilitare la comunicazione con Monte Faito. A comunicarlo è l’EAV: “Si avvisa che, in conseguenza dell’emergenza maltempo che ha interrotto ogni comunicazione stradale tra il monte Faito ed i Comuni di Castellammare e Vico Equense, per venire incontro alla popolazione residente sino al 12 novembre, riapre in via eccezionale e transitoria la Funivia del Faito dalle ore 8:35 alle ore 15:25“.

 

Questi gli orari:

 

8,35 -,8,50 – 9,05 – 9,35 – 10,05 – 10,35 – 11,05 – 11,35 – 12,05 – 12,35 – 13,05 – 13,25 – 13,45 – 14,05 – 14,35 – 14,55 – 15,15 – 15,25

Gambizzato un uomo in Via Marina: è in prognosi riservata, ma non in pericolo

0

Ieri in Via Marina a Napoli, un uomo mentre usciva dalla sua abitazione è stato ferito da un colpo da arma da fuoco alle gambe, ed è stato trasportato di urgenza all’ospedale Loreto Mare, dove ha ricevuto un intervento di rimozione del proiettile. L’uomo, 45 enne, è ricoverato in prognosi riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita. Le forze dell’ordine sono al lavoro per capire quali siano i motivi di questo gesto.

Napoli, contatti avviati con l’entourage di Dalot

Possibile il suo arrivo a gennaio

Secondo quanto riportato da SkySport, i contatti tra il Napoli e Carlos Gonçalves, agente di Diego Dalot, esterno destro portoghese classe ’99 in forza al Porto. Nel caso in cui si dovessero creare tutti i presupposti, l’operazione potrebbe concludersi già a gennaio.

Gonçalves, tra l’altro, è anche l’agente di Rui Patricio, portiere campione d’Europa con il suo Portogallo, che potrebbe prendere il posto di Reina, in scadenza nel prossimo giugno. Anche se in pole position resta Geronimo Rulli.

Napoli, Reina: ora la schiena diventa un problema

Nasce un patto col ct della Spagna

Pepe Reina continua ad avere problemi alla schiena. Il portiere del Napoli, proprio per questo motivo, non ha potuto giocare la partita di domenica contro il Chievo. Sepe ha preso il suo posto senza sfigurare. Ora Reina è intiro con la sua nazionale ma il problema persiste.

Anche se non ci sono lesioni alla schiena, il Napoli spera che il ct Lopetegui lo risparmi contro il Costa Rica. Intanto Reina e il suo ct avrebbero stipulato un patto. Sarà il portiere partenopeo a dire cosa può e cosa non può fare per evitare che la sua situazione peggiori, e intanto, ha portato con sé tutti gli accertamenti clinici fatti nell’ultima settimana.

Gentiloni: “Non tradirò Renzi”

0

Dopo la sconfitta del Pd in Sicilia, il premier Gentiloni frena i suoi sostenitori e assicura: “Non mi candido contro Renzi”. Il segretario dem va in tv da Floris e tenta il rilancio: “Riconosco i miei errori” spiega “e non pongo veti per ricostruire il centrosinistra”. Secondo Federico Geremicca “Renzi si dimostra combattivo ma contemporaneamente evasivo. Nel Pd la partita del nuovo premier resta aperta”.

Gentiloni frena i suoi sostenitori: “Non mi candido contro Matteo”

Il premier tra lealtà al leader Pd e difficoltà per le coalizioni

ROMA – In queste ore gli amici, i colleghi e gli opinion leader hanno ripreso a tambureggiare, a chiederglielo direttamente: «Paolo, che fai? Ci porti tu alle elezioni al posto di Matteo?». Non è la solita litania dei giornali e dei retroscena più stantii. Paolo Gentiloni lo sa: stavolta la forza delle cose potrebbe invertire un destino per ora segnato. La striscia di sconfitte del Pd non si ferma più e Matteo Renzi fatica ad invertire un trend che sembra essersi trasformato in un piano inclinato. Per davvero potrebbe scoccare l’ora del presidente rassicurante, di “Paolo il freddo”. Come candidato del Pd a palazzo Chigi.

Ma lui non ne vuole sapere. A chi bussa risponde senza scomporsi, con quell’approccio sdrammatizzante che ha contribuito alla sua popolarità. Spiega Gentiloni: «Il governo governa e abbiamo davanti un mese e mezzo di lavoro. Intendo chiudere in modo ordinato la legislatura e consegnare al governo che uscirà dalle elezioni una situazione economica senza camicie di forza». Il messaggio è chiaro. L’imperativo categorico per Paolo Gentiloni è “tenere” sulla legge di Stabilità, evitare stravolgimenti parlamentari. Ma davanti alle pressioni di chi lo vorrebbe in campo nella battaglia elettorale, il presidente del Consiglio risponde senza equivoci: «Io candidato a dispetto di Matteo? Sono indisponibile». È un no netto e Gentiloni lo ripeterà anche nei prossimi giorni a chi, in via informale, insisterà con lui.

Per tanti motivi. Il primo riguarda la lealtà a Matteo Renzi, che resta il segretario del partito di maggioranza relativa e che, per il momento, sembra intenzionatissimo a guidarla lui in prima persona la campagna elettorale del Pd. In secondo luogo Gentiloni sa bene quanto siano effimere le aperture del ministri Franceschini e Orlando verso una coalizione elettorale da costruire con l’Mdp di Bersani e D’Alema. Contro l’idea di una coalizione ieri hanno sparato, al termine della direzione di Mdp, sia Bersani sia D’Alema.

E Gentiloni sa bene quel che il suo amico Arturo Parisi spiega così: «Nessuno dei termini che abbiamo usato nel ventennio passato ha più il senso di prima. Né quello di candidato premier, né quello di coalizione. Quelle della legge Rosato non sono coalizioni per il governo, ma semplici apparentamenti elettorali pensati innanzitutto per massimizzare i seggi conquistati e spartirli tra i partiti apparentati ai danni degli altri. Sulla scheda l’elettore non troverà più la domanda su chi vuole che guidi il governo del Paese, ma a quale partito delega questa risposta».

Dunque, il candidato premier è una finzione e anche le aperture a Gentiloni da parte dei capigruppo parlamentari del Pd, Ettore Rosato e Luigi Zanda, vengono lette al Nazareno come l’avvio di una trattativa sulle liste elettorali, un escamotage per alzare il prezzo. Tutte le aree non renziane – soprattutto gli amici di Franceschini e di Orlando – sanno che nel Pd di Renzi è destinata a saltare la legge non scritta di Prima e Seconda Repubblica, quella per cui i congressi di partito servivano a dividere – tra le varie componenti – le quote interne, negli organismi dirigenti e nelle liste elettorali.

Certo, se Renzi dovesse cambiare idea, se gli altri ministri che coltivano legittime ambizioni (Marco Minniti, Graziano Delrio, Dario Franceschini) gli lasciassero il passo, al pragmatico Gentiloni non resterebbe che prendere atto. Ma il presidente del Consiglio sa che la vera partita per Palazzo Chigi si giocherà dopo le elezioni politiche e sarà un’alchimia da emicrania: quale sarà il partito che, da solo o in coalizione avrà più voti e potrà avanzare candidature plausibili? A chi gli fa notare che lui è stimato da Berlusconi, il presidente del Consiglio risponde così: «Ho grande rispetto per lui, ma il centrosinistra dovrà vincere le elezioni». Come dire: se il Pd non avrà i voti, quello della premiership è un gioco delle illusioni.

COLLEGATE:

Tra gli avversari di Renzi, Di Maio detta la strategia dei Cinque Stelle: “Prendiamoci i voti dei giovani del Pd”. Salvini si smarca da Berlusconi e, in un colloquio con Amedeo La Mattina, spiega: “Bisogna avere più rispetto per i grillini, dobbiamo batterli sui contenuti”.

vivicentro/politica
vivicentro/Gentiloni: “Non tradirò Renzi”
lastampa/Gentiloni frena i suoi sostenitori: “Non mi candido contro Matteo” FABIO MARTINI

Desailly: “Mi piacerebbe che il Napoli vincesse lo scudetto”

“Gli azzurri tatticamente sono bellissimi”

Marcel Desailly, ex calciatore del Milan, in occasione del Golden Foot, ha parlato del campionato italiano: “Mi piacerebbe che il ciclo della Juventus finisse, perchè vince lo scudetto da sei anni. C’è bisogno di volti nuovi e il Napoli ha un bellissimo aspetto dal punto di vista tattico. Per come si riversano in avanti all’attacco, per il tasso tecnico del gruppo sono semplicemente straordinari. Sarebbe bello se anche dal punto di vista fisico riuscissero a rimanere al top e a vincere il campionato”.

Napoli, De Laurentiis sui biglietti omaggio alla criminalità: “Estraneo ai fatti”

Così il presidente del Napoli ha parlato alla Procura

Novanta minuti, come una partita di calcio. Questo è stato il tempo necessario per il colloquio tra Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, e la Procura sul caso dei biglietti omaggio concessi alla criminalità organizzata. Il tutto si è svolto con toni garbati in un clima disteso senza sminuire la gravità dei fatti.
L’incontro è avvenuto presso gli uffici della Filmauro dove si è recato Giovanni Fiorentino, collaboratore del Procuratore federale.

Il patron del Napoli è stato ascoltato in un interrogatorio che è sembrato molto in suo favore e non contro. Di fronte alle domande postegli da Fiorentino sull’argomento in questione, De Laurentiis si è dichiarato “Estraneo ai fatti”.

Sotto il vestito

0

Da qualche giorno, a Istanbul, chi prende in mano un vestito negli spacci di alcune catene di abbigliamento ci trova dentro un biglietto: “Il capo che stai per acquistare è stato realizzato da me, ma non sono stato pagato per questo.” Si tratta della originale protesta degli ex operai tessili della Bravo, una delle tante aziende subappaltatrici a cui i grandi marchi mondiali, non solo dell’abbigliamento, delegano il lavoro sporco di sottopagare i dipendenti per poi licenziarli in tronco senza neanche prendersi il disturbo di pagare loro gli arretrati.

Il meccanismo di questa caricatura di capitalismo, che ai veri liberali fa venire il voltastomaco, è perverso ancorché supinamente accettato dal pensiero unico come ineluttabile. Funziona così. Poiché i consumatori impoveriti possono ormai permettersi solo prodotti a basso costo, per abbattere i prezzi si riducono in tutto il mondo i salari dei lavoratori, che si impoveriranno ancora di più e, come consumatori, potranno permettersi solo prodotti dai costi ancora più bassi, per realizzare i quali sarà necessario ridurre ulteriormente i salari di chi li fa. Siamo all’avvitamento del sistema. Come recita l’articolo unico della Costituzione Globale, il lavoro non è più un diritto, ma un costo. Da abbassare di continuo, fino all’azzeramento finale tramite robot.

Nel frattempo è già stato azzerato dal dibattito pubblico: c’è forse ancora un politico di prima fila che ne parla? Eppure sarebbe l’unico argomento in grado di riportare alle urne i tanti impoveriti a cui non resta che nascondere biglietti sotto il vestito.

di Massimo Gramellini / Sotto il vestito / lastampa

Giovedì Luigi Viola ospite ai #30minuticonlevespe

0
Giovedì ai #30minuticonlevespe sarà ospite il centrocampista Luigi Viola

#30minuticonlevespe
Per scoprire aneddoti e curiosità sulla vita calcistica e privata dei tuoi beniamini gialloblù, non puoi mancare all’appuntamento #30minuticonlevespe, previsto per giovedì 9 novembre con inizio alle ore 19,00, nel corso del quale, in diretta facebook, avrete la possibilità di conoscere qualcosa in più sul centrocampista Luigi Viola #AskViola, che risponderà alle domande dei tifosi, attraverso la fan page ufficiale delle vespe www.facebook.com/juvestabiaofficial/.
Seguiteci su www.facebook.com/juvestabiaofficial/
S.S. Juve Stabia

Le parole di Biason al termine della partita con la Juve Stabia (VIDEO)

0

Le parole del difensore della Virtus Francavilla Biasion al termine della partita con la Juve Stabia:

Punto importante per la Virtus Francavilla, quali sono le tue impressioni in merito alla gara?

Punto importante sapevamo che qui far punti è difficile, inizialmente abbiamo sbagliato approccio al primo tempo mentre nel secondo abbiamo avuto una buona reazione

Come hanno condizionato la gara i cambi? C’era successo a Siracusa un primo tempo blando è un secondo tempo migliore, non deve più succedere e dobbiamo fare il massimo per portare punti a casa

Da capitano ci può raccontare l’episodio del rigore ? A mio avviso non c’era rigore e l’arbitro ha fatto la cosa giusta

Quale l’obiettivo della Virtus Francavilla ? Primo obbiettivo salvezza e magari proveremo a puntare ai play off

Andrea

© Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo del presente contenuto senza citazione della fonte.

copyright-vivicentroTUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.

Juve Stabia-Francavilla, le parole di mister D’Agostino

0

Queste le parole del mister D’Agostino:

Partita particolare primo tempo così e così secondo tempo ci avete dato filo da torcere, quali sono le sue impressioni?

Primo tempo sofferto nel secondo abbiamo giocato per venti minuti calcio e non ci abbiamo creduto abbastanza e abbiamo lasciato troppo spazio alla Juve Stabia.

È stata positiva per voi l’uscita di Paponi?

Si giocare esperto si inserisce uno dei più pericolosi, diciamo che anche noi avevamo assenze abbiamo dovuto sopperire a delle mancanze.

Impressione dell’arbitro ?

Non toccherei questo tasto, io e il mister Caserta veniamo da 20 anni di calcio giocato e non amiamo soffermarci a queste cose.

Come ti trovi da allenatore essendo sia tu come Caserta alla prima esperienza?

Siamo giovani e centrocampisti, cosa che ci avvantaggia per la visione di gioco e ci fa lavorare meglio da allenatore.

Cosa ti è piaciuta delle Virtus e cosa meno?

Non mi è piaciuto l’approccio abbiamo fatto errori di valutazione mentre nel secondo tempo abbiamo fatto la partita e abbiamo anche saputo soffrire e magari avremo potuto fare qualcosa in più.

A cura di Andrea Alfano

Le parole di Albertazzi, portiere della Virtus Francavilla: Una partita molto equilibrata

0

13esima giornata di campionato di serie C girone C alo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia si è disputata la gara tra Juve Stabia e Virtus Francavilla, gara che ha visto le vespe passare prima in vantaggio per poi essere raggiunte dal “Francavilla” a causa di una sfortunata autorete delle “vespe”.

Queste le parole di Mirko Albertazzi portiere della Virtus Francavilla:

Mirko possiamo dire un punto importante ? Risultato meritato o meno?

Una partita molto equilibrata anche se nel secondo tempo siamo riusciti a dimostrare il nostro gioco

Nel secondo tempo grazie ai cambi si è vista una squadra diversa, che ne pensi?

Si credo che i miei compagni abbiamo fatto una grande gara e grazie alla nostra determinazione siamo riusciti a portare a casa un buon risultato

La Virtus l’anno scorso si è dimostrata matricola terribile adesso possiamo dire che è una certezza del campionato ?

Si assolutamente ci stiamo sacrificando tanto facciamo un bel gioco e credo che ormai sia chiaro che la nostra è una squadra da temere

Punto al menti cosa vi può dare?

La prendiamo positivamente e credo che questo punto sia la spinta per spronarci a fare sempre meglio