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Napoli, Giuntoli pensa a Grimaldo

Ci sarebbero due ostacoli

Cristiano Giuntoli, ds del Napoli, sta pensando ad un acquisto per quanto riguarda l’out mancino di difesa. Il preferito è Alex Grimaldo, in forza al Benfica, che possiede le caratteristiche ideali per il gioco di Sarri ma con un prezzo alto (si aggira intorno ai 30-35 milioni di euro) e una concorrenza importante (su di lui ci sono anche Liverpool e Juventus).

Secondo quanto scrive Il Mattino, tutto questo dipenderà anche da Mario Rui e da quello che sarà il suo rendimento in questi due mesi che precedono il mercato di riparazione: “Se dovesse convincere al cento per cento, si potrebbe anche decidere di virare su un profilo di più basso livello rispetto a Grimaldo, oppure se puntare addirittura su un terzino destro visto che Hysaj potrebbe adattarsi all’occorrenza a sinistra”.

Castellammare, la (falsa) quiete dopo la tempesta!

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Castellammare, la (falsa) quiete dopo la tempesta!

Allerta meteo, piogge e vento, ma questa mattina Castellammare è stata salutata da uno spettacolo tanto magnifico quanto inusuale. Infatti non uno ma ben due arcobaleni hanno catturato l’attenzione di molti residenti i quali non hanno perso tempo per immortalare quel momento.

Corbo: “Dalle parole di Sarri emergono due misteri: serve evitare un grande flop”

Corbo: “Dalle parole di Sarri emergono due misteri: serve evitare un grande flop”

Antonio Corbo per l’edizione odierna de La Repubblica: Oltre a soffrire, gioire, sperare, disperarsi, illudersi, pagare, lottare per un posto nello stadio più scomodo della serie A, il tifoso del Napoli deve accettare anche una regola: leggere o ascoltare, ma non capire. La risposta di Sarri alla domanda sul mercato nella sua perfetta ambiguità farebbe arrossire anche la spregiudicata Sibilla. «De Laurentiis conosce la situazione, la vede. È lui che farà le valutazioni in base a quello che vorrà ottenere dalla squadra. Non so se ci saranno acquisti, mi adeguerò alle sue decisioni». Il primo mistero. De Laurentiis conosce la situazione solo perché la vede. Possibile che non abbiano trovato un solo minuto per parlarne? Secondo. De Laurentiis farà le sue valutazioni in base a quello che vorrà ottenere. A questo siamo? Il presidente vuole lo scudetto, è stato il primo a dirlo. Subito dopo i giocatori tutti. Sarri lo sa da tempo. Avrebbe dovuto dire: «Signori, non promettete invano, non siamo pronti». Oppure. «Il Napoli è forte, ma ho bisogno di…». A novembre, secondo Sarri, dev’essere ancora il presidente a interrogarsi: se davvero vuole lo scudetto, e se lo vuole deve capire chi comprare. Ma Sarri che pensa? Vuole lo scudetto anche lui o teme di non farcela? E per farcela di chi e che cosa ha bisogno? Nel commento su Chievo-Napoli si auspicava un cordiale confronto, presenti Chiavelli e Giuntoli. Lette le ultime dichiarazioni, i due sembrano separati in società. Uno non parla, l’altro vede, e se deve sa. Il Napoli avrà pure il gioco più affascinante d’Europa. Ha il secondo attacco della A e la prima difesa. Ha infranto l’anno scorso tutti i record del pianeta, ma non ha vinto nulla. E la realtà è ancora più chiara: il Napoli è primo, gioca meglio della Juve ma ha meno ricambi di lusso e solo un punto di vantaggio, con migliore centrocampo, superiore manovra collettiva. Ed è stanco. Conclusione: il primato è del Napoli che può difenderlo e bene, fino in fondo. Se c’è chiarezza tra presidente e tecnico. Altrimenti il flop sarà colpa di entrambi, con pari demerito.

Caserta, rafforzamento delle Fiamme Gialle: boom di sanzioni alla Reggia per abusivismo

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Un controllo mirato quello svolto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta sul territorio, per contrastare il fenomeno dell’abusivismo commerciale e tutelare il decoro urbano.

La scorsa settimana, in particolare durante le festività del primo e del due novembre, il pattugliamento delle fiamme gialle è stato rafforzato con alcune volanti dei Baschi Verdi di Aversa anche al fine di contrastare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, spesso molesti nei confronti di cittadini e turisti.

Complessivamente una ventina le pattuglie che hanno vigilato la città ed in particolare le aree a maggior afflusso di visitatori e turisti – come Piazza Carlo III, Piazza Matteotti, Piazza Cattaneo – ma anche l’area del cimitero cittadino in concomitanza della commemorazione dei defunti, dato il massiccio afflusso di cittadini e fedeli presso quell’area.

Sono stati applicati in totale 10 ordini di allontanamento nei confronti di altrettanti ambulanti e parcheggiatori abusivi, per 6 dei quali è stata avanzata proposta di applicazione di divieto di accesso, c.d. “daspo urbano”, in quanto soggetti recidivi.

Uno degli ambulanti è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per aver violato l’art. 650 del codice penale in quanto, non rispettando il divieto di accesso emesso nei suoi confronti dal Questore di Caserta, esercitava il commercio abusivo di guide e gadget turistici in Piazza Carlo III.

Sono state inoltre sottoposte a sequestro amministrativo 30 guide turistiche, e oltre 500 gadget della Reggia di Caserta. In particolare mercoledì sono stati verbalizzati 3 parcheggiatori nei pressi del cimitero comunale e 4 ambulanti abusivi nei pressi della Reggia di Caserta; giovedì è stato
sanzionato 1 parcheggiatore abusivo nei pressi del cimitero di Caserta e sanzionato un fioraio nei pressi del cimitero di Casagiove per mancata emissione dello scontrino fiscale; venerdì è stato individuato e sanzionato 1 venditore ambulante in Piazza Carlo III il quale, essendo già destinatario del divieto di accesso all’area, è stato anche denunciato
penalmente; sabato è stato verbalizzato 1 parcheggiatore abusivo nei pressi di Viale Ellittico.

Nell’ambito dell’attività di controllo del territorio le Fiamme Gialle hanno inoltre sanzionato diversi automobilisti per aver parcheggiato la propria auto in divieto o per aver sostato in “doppia fila”, causando rallentamenti al traffico in via Roma, via Battisti e Corso Trieste.

Napoli, Auriemma: “Sarri deve far giocare le riserve”

“Molti sarebbero titolari in serie A”

Raffaele Auriemma, nel corso della trasmissione Tiki Taka, parla del momento del Napoli: “Dopo tante partite giocate con quell’intensità era prevedibile un calo. Nel Napoli ci sono 11 titolarissimi, due riserve privilegiate ed altri che hanno giocato poco, che immagino che da ora in poi Sarri utilizzerà con frequenza maggiore. Se siamo già sulle gambe dopo 18 partite non immagino dopo 50: bisogna far giocare di più chi è in panchina, in tanti sarebbero titolari in molte squadre di A”.

L’italica sfronzione trionfa in Sicilia e a Ostia, dove CasaPound sfiora il 10%

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Il voto siciliano tra impresentabili e lo spirito di Pirandello e intanto a Ostia CasaPound sfiora il 10%. E quando tra due settimane M5S e centrodestra si sfideranno al ballottaggio, l’estrema destra potrebbe essere il vero ago della bilancia.

A Ostia CasaPound è al 9%. “Entreremo in Parlamento”

Il partito di estrema destra ago della bilancia nel ballottaggio tra M5S e centrodestra

ROMA – È ormai sera quando Simone Di Stefano si avvia a passo svelto, sotto la pioggia leggera, alla riunione con gli altri leader di CasaPound. «Entreremo in Parlamento», ripete con convinzione – forse anche a se stesso – mentre attraversa il quartiere multietnico dell’Esquilino, a Roma, dove si trova la sede nazionale del movimento neofascista. I caratteri littori scolpiti nel marmo bianco, sopra il portone, si stagliano sull’ingresso del palazzo: «CasaPound». E fa un effetto strano, mentre tutto intorno proliferano le plasticose insegne al neon dei negozi cinesi.

Ad essere spiazzante, più della scenografia, è però l’atmosfera elettrica che si respira all’interno della sede. L’euforia proviene dal voto di domenica a Ostia, il quartiere della Capitale che con i suoi 230 mila abitanti pesa quanto una città di medie dimensioni. Lì, CasaPound ha sfiorato il 10% dei consensi. E quando tra due settimane le candidate del M5S e del centrodestra si sfideranno al ballottaggio, l’estrema destra potrebbe essere il vero ago della bilancia nella contesa. Il risultato, però, permette soprattutto di gettare uno sguardo oltre il litorale romano e pensare concretamente, per la prima volta, alle elezioni nazionali. Sul tavolo della riunione, con i vertici del partito, si dovrà parlare anche di questo.

«È finito il tempo degli zero virgola. E non è un caso se a Ostia siamo arrivati al 9,1%», sottolinea Di Stefano, che da vicepresidente del movimento ha seguito da vicino lo sviluppo della campagna elettorale del candidato Luca Marsella. «Noi, in quei quartieri, siamo presenti da anni, ogni giorno, mentre gli altri partiti non fanno nulla». I pacchi di pasta periodicamente regalati ai poveri, la lotta per «gli alloggi popolari agli italiani» e le feste per i bambini organizzate nelle zone più povere e abbandonate del litorale romano.

È anche questa, forse, la parziale spiegazione che permette di mettere a fuoco l’astensionismo dilagante che ha portato quasi due elettori su tre a disertare le urne. E, dall’altra parte, i primi risultati elettorali significativi per CasaPound. Nella sede romana sono tutti giovanissimi. Ragazzi che però sono usciti ormai da tempo dai licei, dove si iniziava l’attività politica con movimento giovanile del partito (Blocco studentesco), e oggi hanno diritto al voto. La crescita, nelle ultime tornate elettorali, è stata lenta ma diffusa sul territorio: il 7% a Bolzano, l’8% a Lucca, e ancora il 5% a Todi e quasi il 7% a Lamezia Terme, sempre con un consigliere eletto. E nel bresciano, la settimana passata, un sindaco a fine mandato è passato nelle loro file.

Numeri, questi, che potrebbero permettere di scavalcare la soglia di sbarramento del 3% alle prossime elezioni. Di Stefano sorride al pensiero. «CasaPound correrà da sola», avverte. Anche perché, come per i Cinque stelle, gli altri partiti fanno ormai parte del sistema. «Tutt’al più, avremmo potuto costituire un fronte sovranista con Lega e Fdi, ma siamo incompatibili con Berlusconi e il suo Partito popolare europeo», spiega Di Stefano, affrettandosi però a lasciare uno spiraglio aperto: «Poi, nel caso di un governo di centrodestra, potremo sempre appoggiarlo su temi specifici».

Prima di arrivare alle politiche nazionali, però, si deve passare ancora dal ballottaggio di Ostia. Tra due settimane, infatti, CasaPound (che è fuori dai giochi) avrà la possibilità di dare un’indicazione al proprio elettorato, spostando gli equilibri tra M5S e centrodestra. Di Stefano, però, ci tiene a chiarire i dubbi nati nelle prime ore successive allo spoglio: «Se votassi a Ostia, il giorno del ballottaggio non mi muoverei di casa».

Così come pronosticato, Ostia si conferma come un «voto d’avanguardia», capace di andare oltre i ristretti confini geografici e di lanciare segnali importanti alla politica nazionale. Il Movimento 5 stelle, d’un tratto, non è più l’unico contenitore della protesta e del voto anti-sistema. A Ostia i grillini hanno perso in un anno e mezzo 22 mila voti, dissipando quasi il 15% del loro consenso che portò al trionfo Virginia Raggi. Sul risultato pesa probabilmente in negativo il cosiddetto «effetto-Raggi», ma non può sfuggire la presenza di un’alternativa nuova nel bacino di voti dell’anti-sistema. Una contesa che assume, per ora, le proporzioni dello scontro tra Davide contro Golia. Laddove Golia, nelle idee di CasaPound, non rappresenta i Cinque stelle, ma l’astensionismo.

ndr: “Sfronzione”, è un acronimo da noi creato per indicare quel misto tra Sfrontatezza e Presunzione che pervade Di Maio e che è da sempre, e resta, il primo peccato capitale del M5S
(Stanislao Barretta/redazione)

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Reggina-Siracusa: Le probabili formazioni

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Serie C Girone C – 13ª giornata

Martedì 7 Novembre 2017 ore 18:30

Stadio Oreste Granillo 2017/2018

Reggina-Siracusa- Probabili formazioni

Sono 22 i convocati da Mister Paolo Bianco per il match contro la Reggina; squadra in cerca del colpaccio che, in caso di vittoria, potrebbe collezionare gli stessi punti del Siracusa.

Per questo turno  infrasettimanale le due squadre dovranno fare a meno di alcuni giocatori importanti. La Reggina non vedrà fra le sue file Laezza, Fortunato, Maesano e  Sciamanna. Mentre il Siracusa, recupera Turati, ma dovrà fare a meno di Palermo, Parisi e lo squalificato Daffara.

Paolo Bianco ha puntato il dito su:

Tomei, D’Alessandro, Turati, Liotti, Mucciante, Magnani, De Vito, Punzi;  Di Grazia, Vicaroni, Toscano, Giordano, Spinelli;  Grillo, Mancino, Sandomenico, Mangiacasale, Catania, Bernardo, Mazzocchi, Scardina, Plescia.

PROBABILI FORMAZIONI

REGGINA 4-3-1-2: Cucchietti; Pasqualoni, Gatti, Di Filippo, Solerio; Mezavilla, De Francesco, Porcino; Di Livio; Tulissi, Bianchimano.

SIRACUSA 4-2-3-1: Tomei; Giordano, Magnani, Turati, Liotti; Spinelli, Mucciante; Sandomenico, Catania, Mangiacasale; Scardina.

 

In base alla legge n. 633/1941 sul diritto d’autore, si autorizza l’uso dei contenuti ai fini di cronaca; a condizione di citare  come fonte Vivicentro.it .

 

 

Napoli, De Maggio: “De Laurentiis potrebbe fare una bella cosa con Ghoulam”

“Ripeterebbe un gesto già fatto con Mesto”

Valter De Maggio, giornalista di Radio KissKiss Napoli, ha provato a lanciare un’idea ad Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli circa il futuro di Ghoulam“Ghoulam ha lasciato Villa Stuart. Mi piacerebbe, che proprio in questo momento di difficoltà, il presidente De Laurentiis rinnovasse il contratto dell’algerino. In passato lo ha già fatto con Mesto, lo potrebbe ripetere anche con l’algerino”.

Roma, Schick: “Spero in un club ancora migliore, diciamo Real, Barcellona o United”. Poi la smentita: “Chi ha fatto la traduzione? Non capisci un c***o di ceco”

NOTIZIE AS ROMA – Sta suscitando clamore in queste ore l’intervista rilasciata al portale ceco Reportér da Patrick Schick. Questa la traduzione italiana: “I miei idoli? Ho una dozzina di maglie di Beckham. Avevo anche i poster sopra al letto, ma all’età di otto anni guardavo gli Europei in Portogallo, vidi Cristiano Ronaldo e diventò il mio idolo numero due, mi piacevano i suoi scarpini dorati. Poi ho iniziato a vedere video di calcio su internet e spesso finivo su quelli di Ibrahimovic: loro sono la mia Trinità. L’arrivo alla Sampdoria? Giampaolo mi chiese come mi chiamassi e mi resi conto che non sapeva chi fossi. A volte mi sono chiesto se sarei dovuto rimanere allo Sparta. Dopo le partite in cui non giocavo, stavo a casa arrabbiato, a malapena salutavo. Poi a Torino giocammo contro la Juventus, alla fine di ottobre. Dopo un quarto d’ora segnai, fu una fortissima emozione. Per un po’ non ho creduto che fosse vero, nonostante non ci fosse nulla di strano. Provai entusiasmo per diverse settimane. Le offerte in estate? Alla fine della stagione potevo scegliere, le offerte che mi piacevano di più arrivavano da Torino, Milano e Roma. Scelsi la Juventus, ero stato chiamato da Nedved e tutto sembrava affascinante. Non vedevo l’ora. A giugno mi sentivo un giocatore della Juventus, ma in realtà non lo ero. Le visite? Sapevo che non era niente di serio, era un’infiammazione cardiaca che era passata, stavo bene, sapevo di avere abbastanza tempo per riposare e che tutto sarebbe stato normale, ma la Juventus rinviò il mio trasferimento. Ero un po’ arrabbiato. A metà luglio, la clausola di risoluzione da 25 milioni non fu più valida, dunque il presidente della Sampdoria mi disse che avrebbe voluto spuntare il prezzo più alto possibile e lo fece, cedendomi per 40 milioni di euro alla Roma. Quando ho firmato, ho provato grande sollievo perché potevo concentrarmi solamente sul calcio. Quando ho visto il centro di allenamento mi sono reso conto che qui posso ottenere il meglio, non so se cose del genere esistano da altre parti. Futuro? Spero di potermi trasferire tra qualche anno in un club ancora migliore, dove sarò pagato ancora meglio, è una motivazione che mi ha sempre aiutato molto. Dove? Non credo di poter andare molto più in alto di così. Ma forse restano un paio di club… diciamo Real Madrid, Barcellona o Manchester United”.

Un discorso un tantino venale, insomma, da parte di questo ragazzo forse non troppo elegante nel parlare di soldi ma estremamente sincero. E sui social, è ovviamente subito iniziato il tran tran di commenti da parte dei tifosi, imbufaliti per tali dichiarazioni “presuntuose”. Poco fa, è arrivata una sorta di smentita sul profilo Instagram del ragazzo tramite una story. “Chi ha fatto la traduzione? Non capisci un c***o di ceco!”.

Claudia Demenica copyright-vivicentro

Maltempo, fermi aliscafi e funivia del Faito!

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Maltempo, fermi aliscafi e funivia del Faito

L’Eav comunica che, a causa delle condizioni climatiche, è momentaneamente fuori servizio la funivia del Faito, che avrebbe dovuto riaprire in via eccezionale e transitoria oggi dalle ore 8.35 alle ore 15.25 per venire incontro alla popolazione residente tra il Monte Faito e i comuni di Vico Equense e Castellammare di Stabia, inoltre saranno fermi anche quasi tutti gli aliscafi sulle tratte tra Napoli e le isole Ischia, Procida e Capri, e tra Sorrento e Capri.

Ventura: “Ho scelto Jorginho perchè se lo merita”

“Con lui posso fare diverse scelte”

In occasione degli spareggi mondiali contro la Svezia, Gian Piero Ventura spende alcune parole per Jorginho“Lui è qui perchè se lo merita, non c’è niente di politico. Prima non veniva chiamato perchè ci schieravamo con un modulo in cui non c’era spazio per lui. Ma ora ci aspetta questa doppia sfida importantissima, in 72 ore ci giochiamo una qualificazione mondiale, potrà servire fare delle scelte diverse al di là del modo in cui giocheremo”.
Poi parla anche di Zaza: “All’inizio lo chiamai per stimolarlo dopo che era finito ai margini, ora è qui per meriti. Rispetto agli Europei è molto migliorato e maturato”.

Napoli, violento schianto in moto: 45enne perde la vita!

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Napoli, violento schianto in moto: 45enne perde la vita!

Un 45enne napoletano in nottata, nei pressi dei quartieri Piscinola e  Chiaiano, alla periferia di Napoli, ha perso la vita in seguito ad un incidente con il suo scooter dalla grossa cilindrata. La caduta è avvenuta poco prima della mezzanotte e, subito dopo, l’uomo è stato travolto dal suo stesso motorino. L’ambulanza del 118 ha soccorso la vittima che è stata trasportata d’urgenza al Cardarelli dove però è morta. Sul posto, durante tutta la notte, si sono svolti i sopralluoghi della sezione Infortunistica della Polizia Municipale per accertarsi se l’impatto sia stato dovuto dalle forti piogge o dalla presenza di altri veicoli sulla carreggiata.

Reggina-Siracusa: il primo match 93 anni fa

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Serie C Girone C – 13ª giornata

Martedì 7 Novembre 2017 ore 18:30

Stadio Oreste Granillo 2017/2018

Reggina-Siracusa

La tredicesima giornata di campionato vedrà disputarsi in gara due squadre il cui primo incontro risale a 93 anni or sono.

Reggina e Siracusa si scontrarono in campo lo stesso anno  che le due realtà calcistiche più importanti di  Siracusa si unirono fondando così la Tommaso Gargallo, nel 1924.  Iniziarono in quel periodo le prime partite importanti per la neonata società calcistica siciliana in un torneo calabro-siculo.

Il Reggio Calabria Football Club quell’anno inaugurò  lo stadio “ Lanterna Rossa“, nell’Aprile del 1924.

Correva la stagione 1925-26 quando il Siracusa si trovò nuovamente di fronte alla squadra calabrese , il campionato terminò congli aretusei che si posizionarono in vetta, totalizzando 8 punti in 6 giornate di campionato; mentre il Reggio Calabria Football Club si posizionò all’ultimo posto con soli 2 punti.

Oltre al Siracusa e al Reggio Calabria Football Club, le altre squadre furono: il Palermo ( seconda posizione con 6 punti)e l’ Umberto I, squadra messinese (quarta posizione con 4 punti) .

Per quel torneo non si registrò nessuna promozione o retrocessione.

La stagione successiva, qualcosa cambiò, il Reggio Calabria Football Club posizionatosi all’ultimo posto con 6 punti retrocesse in III Divisione, mentre il Siracusa posizionatosi al secondo posto con 17 punti continuò la sua presenza nella II Divisione girone D.

In quella stagione 1926/27 risultò vincitrice la Messinese con 19 punti e fu ammessa al girone finale del sud, le altre squadre che parteciparono al campionato furono: Umberto I ( squadra messinese -terzo posto, 11 punti), Littorio Stadium ( squadra palermitana posizionatosi al quarto posto sempre con 11 punti), Peloro (squadra messinese posizionata al quinto posto con 9 punti) e Vigor (squadra palermitana, sesto posto con 7 punti).

In quello stesso anno, nel 1926 fu ordinato lo sgombero della “Lanterna Rossa” per lavori all’interno del porto, ne seguì l’abbandono di ogni attività sportiva da parte del Reggio Foot Ball Club per la crisi che stava attraversando.

Dati più certi si hanno poi per la stagione 1930/31, il Siracusa aveva cambiato il nome da Tommaso Gargallo a Syracusae e il Reggio Calabria Football Club in Reggina. Entrambe le squadre militavano nel nel girone E della Prima Divisione Sud, il Syracusae si posizionò in nona posizione con 20 punti, mentre la Reggina in quarta posizione con 25 punti. Si scontrarono il 9 Novembre 1930 con un pareggio e l’1 Marzo 1931 con la vittoria della Reggina per 0-4.

Anni sono passati e le storie delle due società si sono  scontrate diverse volte nel tempo, trovandosi in campo ben 76 volte, con 22 vittorie del Siracusa, 27 pareggi e 27 vittorie della Reggina.

Per questo nuovo match gli amaranto dovranno fare a meno  a meno dei giocatori: Laezza, Fortunato, Maesano e   Sciamanna; mentre il Siracusa non avrà fra le sue file lo squalificato Daffara, Palermo e Parisi.

Quello di oggi sarà un match molto importante per entrambe le squadre, in caso di vittoria la Reggina potrebbe raggiungere i 20 punti dei siciliani, ma si trova davanti un Siracusa che in trasferta riesce a mostrare il meglio di sé.

Poche ore ancora per l’inizio del match.

 

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Elezioni siciliane: «l’alchimia che ha deciso la sfida»

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Nel suo editoriale Giovanni Orsina spiega l’«alchimia che ha deciso la sfida». Marcello Sorgi, invece, si addentra tra le pieghe del voto tra impresentabili e lo spirito di Pirandello

Intanto a Ostia CasaPound sfiora il 10%. E quando tra due settimane M5S e centrodestra si sfideranno al ballottaggio, l’estrema destra potrebbe essere il vero ago della bilancia.

L’alchimia che ha deciso la sfida

Proviamo a disegnare uno schemino binario: da una parte l’establishment europeista, politicamente corretto, responsabile, realista, di governo; dall’altra i movimenti politici che denunciano l’incapacità dello status quo di rispondere alle esigenze dei cittadini, e ne chiedono il rovesciamento. Bene: è evidente che nei Paesi occidentali questa contrapposizione sta diventando sempre più importante. E che, se non lo ha sostituito del tutto, s’è quanto meno sovrapposta allo schema binario tradizionale fra destra e sinistra. Ed è evidente pure che in Italia il secondo schieramento raccoglie ormai la metà dei consensi elettorali. Così che i partiti del primo schieramento, se vogliono governare, devono o convergere tutti insieme, destra e sinistra, in una grande coalizione. Oppure devono riuscire ad allargare il proprio consenso, e in misura consistente, anche fra gli elettori più arrabbiati.

Ora, come può questo schema aiutarci a comprendere l’attuale situazione politica italiana, a cominciare dalle elezioni siciliane dell’altro ieri? Procediamo con ordine.

Il Movimento 5 stelle è il caso più semplice: appartiene per intero al secondo schieramento e, da lì, raccoglie una gran messe di consensi, non da ultimo perché trascende in larga misura la frattura «classica » fra destra e sinistra. Le regionali siciliane lo hanno evidenziato ancora una volta. Negandogli la vittoria, tuttavia, hanno mostrato pure che molti elettori, per quanto insoddisfatti, diffidano del Movimento come forza di governo. E o continuano a preferirgli altri schieramenti oppure, in gran numero, si astengono.

La strategia di Matteo Renzi, da ultimo sempre più evidente – si pensi al rinnovo del vertice di Bankitalia –, è quella di portare il Partito democratico a pescare quanto più possibile nel bacino degli scontenti. Come detto, il disegno non è insensato: chiunque aspiri a occupare una posizione egemonica nello spazio pubblico italiano non può che rivolgersi a quella frazione dell’elettorato, cresciuta ormai a dismisura. Il Pd però, in Sicilia l’altro ieri così come in Italia fra qualche mese, si presenta agli elettori dopo aver governato per cinque anni. E se la Penisola l’ha amministrata senz’altro meglio dell’isola, non gli sarà comunque affatto facile darsi un profilo efficace «di lotta» dopo ch’è stato così a lungo «di governo».

Ma il caso più interessante è quello dei vincitori delle regionali siciliane. La ricomposizione dell’alleanza fra Forza Italia, la Lega e Fratelli d’Italia oggi nell’isola, ma domani a livello nazionale, sta creando uno schieramento capace di tenere insieme la destra di lotta e quella di governo. Di superare insomma la frattura fra l’establishment e chi vi si oppone. Chiedersi come ciò sia possibile è domanda tutt’altro che peregrina, tanto più che la divisione fra le due destre non è cosa soltanto italiana, ma è un dato strutturale di questa fase storica in pressoché tutte le democrazie. Possiamo cercare la risposta a quella domanda in quattro ipotesi, non alternative ma complementari l’una all’altra.

Ipotesi numero uno: la dimensione programmatica dell’azione politica è deperita a tal punto che, per lo meno a scopo elettorale, le differenze fra le due destre possono essere, se non del tutto trascurate, quanto meno minimizzate. Ipotesi numero due: Berlusconi in realtà non è mai stato percepito, né si è mai percepito, come un pezzo integrante dell’establishment, ma è sempre stato lui stesso un leader di lotta e di governo. Mentre la Lega, per parte sua, non è affatto un semplice movimento di protesta, ma ha una lunga tradizione amministrativa – fra l’altro governa da anni, e bene, due delle più importanti regioni italiane. Ipotesi numero tre: l’elettorato di destra in Italia è ideologicamente più grossolano, e perciò meno schizzinoso e rissoso, di quello di sinistra; in più di vent’anni s’è abituato all’alleanza fra le destre; e poi è sì sociologicamente moderato, ma pure psicologicamente infuriato, e una coalizione che soddisfi la sua ira senza mettere in pericolo la stabilità del suo mondo non gli dispiace affatto.

Ipotesi numero quattro, infine: su tanti temi – in Italia come, ad esempio, nei Paesi Bassi o in Austria – gli elettori stanno spingendo il centro destra moderato verso la destra più radicale. Ponendo il problema di chi sia destinato a guidare la coalizione. Non oggi, magari. Ma di certo domani.

gorsina@luiss.it

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Champions League, Sidigas Avellino-CEZ Nymburk: ecco come seguire la gara

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Champions League, Sidigas Avellino-CEZ Nymburk: ecco come seguire la gara in tv e dove comprare i biglietti per assistere al al quinto turno della regular season

La Sidigas Avellino si prepara al quinto turno della regular season sul palcoscenico della Champions League. Sfidanti dei lupi di coach Sacripanti saranno i cechi del CEZ Nymburk, squadra solida e ben allenata, che vanta la prima posizione in classifica nella Czech Republic National Basketball League e che è reduce da due vittorie e due sconfitte sul parquet europeo.
La gara, che andrà in scena alle ore 20:30 di mercoledì 8 novembre, sarà trasmessa live dal PalaDelMauro di Avellino sul portale www.livebasketball.tv e su Rai Sport.
Queste le considerazioni dell’assistant coach irpino Gianluca De Gennaro: “Andiamo ad affrontare una squadra molto dinamica, ben allenata e che gioca un’ottima pallacanestro. Fino ad ora nel suo campionato ha collezionato sei vittorie su sei ed in Champions League ne ha perse solo due, contro Besiktas e Nanterre, giocandosela in entrambi i casi fino alla fine. Possiede tanti talenti, come Lawrence che, oltre ad essere un grandissimo realizzatore, ha anche un’ottima gestione dell’intera squadra di cui è il leader indiscusso; e Benda, che è un lungo ma con caratteristiche da 4 ed un pericoloso tiro da tre punti, per cui dobbiamo concentrarci per difenderlo al meglio, soprattutto in situazione di pick and pop. Da parte nostra dovremo mettere grandissima concentrazione ed attenzione in difesa e focalizzarci bene sulle nostre situazioni offensive, cercando di mantenere la stessa lucidità per tutti i 40 minuti”.

La società informa inoltre che da questo pomeriggio partirà la prevendita per la gara contro Nymburk. Sarà possibile acquistare i tagliandi presso il botteghino del PalaDelMauro, nei consueti punti vendita (qualsiasi rivenditore Go2, il cui elenco è disponibile al sito www.go2.it) oppure online collegandosi al sito www.boxol.it fino alle 13.00 di mercoledì 8 novembre.
Questi i prezzi dei tagliandi:
Curve Sud\Nord: 15,00 €
Distinti: 20,00 €
Tribune Superiore Montevergine\Termino: 32,00 €
Tribune Centrali Montevergine\Terminio: 45,00 €
Tribune Vip Montevergine\Terminio 120,00 €

La vendita presso la biglietteria rispetterà i seguenti giorni e orari: martedì dalle ore 16.00 alle ore 19.00. Mercoledì la biglietteria sarà aperta al pubblico dalle ore 17.00 fino all’inizio della gara.

Salerno, droga: 9 misure cautelari!

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Salerno, droga: 9 misure cautelari!

In questi giorni sono state eseguite dai carabinieri della compagnia di Sapri, nove misure cautelari, sei agli arresti e tre con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, nei confronti di altrettante persone di eta’ compresa tra i 21 e 37 anni, ritenute responsabili, dai magistrati di Vallo della Lucania, di aver creato una rete smercio di hashish e marijuana.  L’indagine e’ durata all’incirca sei mesi, mostrando che gli indagati dopo aver acquistato le materie stupefacenti nell’hinterland salernitano, ritornavano nei comuni del golfo di Policastro per rivenderlo ai consumatori locali. Infine, complessivamente, sono stati sequestrati 300 grammi di hashish e 100 di marijuana.

Silvio Berlusconi rosica per il risultato siculo e mal sopporta la “sfronzione” di Di Maio

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Silvio Berlusconi applaude, ma non vuole una coalizione anti sistema.  Luigi Di Maio guarda avanti: «Quest’onda ci porterà al governo». Nel suo editoriale Giovanni Orsina spiega l’«alchimia che ha deciso la sfida». Marcello Sorgi, invece, si addentra tra le pieghe del voto tra impresentabili e lo spirito di Pirandello

Intanto a Ostia CasaPound sfiora il 10%. E quando tra due settimane M5S e centrodestra si sfideranno al ballottaggio, l’estrema destra potrebbe essere il vero ago della bilancia.

La vittoria agrodolce di Berlusconi: “Ho fatto il gioco dei sovranisti”

Il leader di Forza Italia si aspettava di sfondare il 20% dopo l’impegno nell’isola. E adesso teme di apparire al traino di una coalizione anti-sistema

ROMA – Silvio Berlusconi non è affatto entusiasta del risultato: tra i trionfi della sua carriera, forse, è quello che più lo indispone. Tramite un video Facebook ha sostenuto l’esatto contrario, parlando di grande performance del suo partito, perché ammettere la verità sarebbe politicamente dannoso. Ma nella villa di Arcore l’aria che si respira è un mix di apprensione e inquietudine. Il Cav si aspettava di più. L’avevano illuso i bagni di folla nei quattro giorni passati in Sicilia, quando aveva messo in campo l’intero armamentario di lusinghe e promesse, compreso un ammiccamento al condono edilizio che in altri momenti avrebbe fatto faville. Perfino il suo assistente, Sestino Giacomoni, si è stupito di quanta energia avesse in corpo e quanta voglia di trasformare in voti le sue percentuali tuttora altissime di popolarità (superano il 30 per cento). L’immane fatica ha prodotto un 16,4 per cento che, di per sé, non sarebbe da disprezzare: in fondo è il triplo di quanto hanno raggranellato insieme Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Eppure, se si vanno a scartabellare i sondaggi di pochi mesi fa, già allora Forza Italia era stimata nell’Isola intorno al 16 per cento, appunto. Sfondare quota 20 era considerata riservatamente l’asticella minima, la dimostrazione che l’impegno diretto del leader paga ancora come una volta. Che Berlusconi non risulta solo simpatico e divertente come può esserlo un nonnetto arzillo, ma rimane il mago delle rimonte impossibili come nel 2006, come nel 2013. L’esperimento è andato così così: tanto valeva che il Cav restasse a casa e registrasse qualche appello-tivù.

Il patto col diavolo 

Alla delusione (inconfessata) si aggiunge un altro tipo di ansia: quella di apparire succube degli alleati. Legato mani e piedi alla loro politica «sovranista» e trascinato in una competizione con i grillini tutta spostata sulla rivolta antisistema. Per Berlusconi, sarebbe un errore imperdonabile, lo sbaglio più tragico, che spalancherebbe davanti a Di Maio un’autostrada. Silvio sostiene l’esatto opposto, che per stoppare i grillini si debba far fronte comune tra tutti i «responsabili», cioè gli italiani con il sale in zucca che non accendono gli zolfanelli sotto la grande catasta del populismo. Si mangia le mani per quel patto col diavolo stipulato a settembre, quando fu costretto a barattare l’unità del centrodestra (unica soluzione per non auto-affondarsi) con la candidatura di Nello Musumeci. Il quale già gli stava poco simpatico per le origini finiane, e come se non bastasse si è pure permesso di snobbare l’unico consiglio datogli a quattr’occhi quando si sono visti («senti a me, da amico: tagliati quell’orribile ridicolo pizzetto»). Il pizzetto non è stato rasato. E adesso che il centrodestra ha vinto, Belzebù si è presentato puntuale a riscuotere nelle sembianze di Giorgia Meloni, con gli occhi celesti e la chioma angelica, ricordando in mille interviste come Musumeci sia uomo non di centro ma di destra, anzi di destra-destra, un vero fascistone. E per battere i grillini sul loro terreno ce ne vorrebbero tanti col pizzetto alla Italo Balbo nelle candidature comuni al Sud, e tanti con la ruspa come Salvini al Centro-Nord, perché la guerra si vince nella trincea degli istinti primordiali: rabbia, insicurezza, protesta, paura.

Gli «smoderati» di Arcore  

Berlusconi è corso ai ripari proclamando, nel monologo su Fb rilanciato da qualche Tg, che la vittoria è «moderata», e il moderatismo «azzurro» è «la sola alternativa al pericolo che il Paese cada in mano al ribellismo, al pauperismo, al giustizialismo». Ce l’ha coi grillini, l’ex-premier, ma per sua disgrazia gli «smoderati» se li ritrova in casa. E se mai dovesse vincere, li porterebbe a Palazzo Chigi. Diventerebbe il loro Cavallo di Troia.

ndr: “Sfronzione”, è un acronimo da noi creato per indicare quel misto tra Sfrontatezza e Presunzione che pervade Di Maio e che è da sempre, e resta, il primo peccato capitale del M5S
(Stanislao Barretta/redazione)

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Silvio Berlusconi rosica per il risultato siculo e la “sfronzione” di Di Maio
lastampa/La vittoria agrodolce di Berlusconi: “Ho fatto il gioco dei sovranisti”

Castellammare, resterà chiusa per più giorni la statale sorrentina per allagamento

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L’Anas comunica che per diversi giorni resterà chiusa la statale sorrentina per l’ allagamento causato dalle forti precipitazioni che si sono abbattute sulla città di Castellammare di Stabia

Anas comunica che, a causa dell’allagamento della sede stradale dovuto alle intense precipitazioni che hanno caratterizzato la giornata di ieri lunedi’ 6 novembre, è provvisoriamente chiuso al traffico un tratto della strada statale 145 ‘ Sorrentina’ nel territorio comunale di Castellammare di Stabia in provincia di Napoli.
Nel dettaglio, è chiuso il tratto dal km 3,600 al km 9,700, in corrispondenza delle gallerie ‘Varano’ e ‘Privati’. Tale chiusura sarà in vigore anche nella giornata di domani e comunque fino al ripristino delle condizioni di transitabilita’. È invece regolarmente fruibile, la galleria di Santa Maria di Pozzano.
I veicoli in transito diretti a Napoli dovranno uscire a Castellammare di Stabia in direzione Sorrento, mentre chi viaggia in direzione Sorrento dovrà obbligatoriamente uscire a Castellammare Città.
Sul posto è presente il personale Anas che sta intervenendo per ripristinare la transitabilità appena possibile.
Anas raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Inoltre si ricorda che il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito, 800.841.148.

Benevento, ritrovate opere d’arte dopo 23 anni!

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Benevento, ritrovate opere d’arte dopo 23 anni

Tredici quadri del maestro Mario Ferrante, rubati dal suo studio nel lontano 1994, sono stati recuperati dalla Squadra mobile di Benevento. Gli agenti, nei giorni scorsi, sono intervenuti dopo aver ricevuto la notizia del ritrovamento, in un garage del centro di Benevento, di alcuni quadri che potevano corrispondere proprio a quelli rubati. Nel corso di un sopralluogo effettuato con l’erede del proprietario dell’immobile, da poco deceduto, sono stati recuperati i dipinti riconosciuti, poi, in Questura, dal Maestro e gli sono stati direttamente restituiti dopo ben 23 anni.

Eccellenza-Barano,Angelo Arcamone sarà operato oggi a Maddaloni

A cura di Simone Vicidomini

L’attaccante degli aquilotti due settimane fa, durante una piccola partitella in allenamento si è procurato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro,con interessamento del collaterale e del menisco. Il giovane Arcamone sarà operato nella giornata di oggi dal Professor Antonio Barile alla Clinica San Michele di Maddaloni in provincia di Caserta. La punta è stata ricoverata ieri per i controlli di routine e dovrebbe lasciare la Clinica entro un paio di giorni,dopo l’intervento. I tempi di recupero sono all’incirca 6 mesi con Arcamone che tornerà a giocare una partita ufficiale soltanto nella prossima stagione calcistica 2018/2019. Ad Angelo Arcamone va il nostro miglior augurio per una pronta guarigione,con la speranza di vederlo al più presto di nuovo in campo più forte di prima!