Home Blog Pagina 540

Trasporti, Biffoni (Alstom): “Portiamo in Italia un treno al top della tecnologia”

0

(Adnkronos) – "Oggi è una giornata importantissima per noi perché riusciamo a portare in Italia un treno che è al top della tecnologia.Il treno già di suo è un mezzo green.

In questo caso riusciamo a sostituire i treni diesel con i treni ad idrogeno e che quindi non hanno emissioni di Co2".Queste le parole di Marco Biffoni, responsabile commerciale e business development di Alstom Italia, l’azienda che ha realizzato il treno a idrogeno arrivato lo scorso 23 gennaio nel nuovo impianto di manutenzione e di rifornimento di idrogeno di Rovato.  Il convoglio, che fa parte dei 14 acquistati da Fnm nel progetto H2iseO grazie ai finanziamenti di Regione Lombardia, anche tramite risorse Pnrr, è giunto nel bresciano dal circuito di prova di Salzgitter (Germania) del costruttore Alstom.

Biffoni poi spiega: "E' un treno che garantisce una capacità di trasporto importante in termini di passeggeri.E' estremamente innovativo perché è il primo treno in Italia che utilizza la tecnologia dell'idrogeno per produrre energia elettrica e quindi può sostituire quelli che sono i treni diesel.

E' un gioiello di tecnologia e ha un'accoglienza per i passeggeri assolutamente importante". Il treno a idrogeno è ora atteso da altre importanti tappe: "Ha già fatto una serie di test -conclude Biffoni- che gli hanno consentito tutta quella che è la messa a punto di un treno nuovo in termini di tecnologia.Ora sta facendo test di refueling dell'idrogeno dopodiché inizierà i test sul territorio sulla tratta Brescia-Iseo-Edolo per finire la messa a punto e poi procedere verso quella che sarà l'entrata del servizio commerciale". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Federimprese Europa-Cne: progetto Esg per accompagnare le imprese

0

(Adnkronos) – Accompagnare le imprese nel percorso verso la sostenibilità aziendale articolata nelle tre dimensioni Esg, ambientale, sociale e di governance, per aumentare la competitività, mettendo al centro il capitale umano.Questo l’obiettivo del progetto di Federimprese Europa, in partnership con Confederazione Nazionale Esercenti (Cne), che insieme hanno creato un dipartimento ad hoc, un registro/albo per ‘Sustainability Manager’ (Smc) e un Comitato Tecnico Scientifico che valuti l'impatto di ogni idea-progetto.  Compito del Sustainability Manager l’elaborazione di un assessment dell’impresa che fotografi lo stato attuale dell’azienda rispetto all’obiettivo di sostenibilità con un’analisi approfondita dell’impatto ambientale di ogni singola attività aziendale e di tutte le attrezzature e le risorse presenti all’interno dell’organizzazione.  Una volta raccolti tutti i dati, l’Smc sottopone il report al Comitato Tecnico che lo analizza, stabilisce la distanza da percorrere e tutti i passi necessari al raggiungimento del traguardo della sostenibilità in impresa con un progetto di durata triennale che prevede tutti gli interventi che l’azienda eseguirà in ambito Esg sostenuti da una pianificazione personalizzata di accesso alle più importanti risorse di finanza agevolata.

Inoltre, verrà svolto un percorso di monitoraggio durante tutta la fase di attuazione del progetto di sostenibilità aziendale verificandone gli sviluppi. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Victoria De Angelis suonerà sul palco con i Duran Duran

0

(Adnkronos) –
Victoria De Angelis, a quanto apprende l'Adnkronos, suonerà il basso in uno dei brani che i Duran Duran porteranno stasera a Sanremo 2025.Proprio ieri Simon Le Bon aveva tessuto le lodi dei Maneskin nella conferenza stampa tenuta dalla band all'Ariston Roof: "Dovreste essere fieri di avere una rock band così in Italia". Peccato che proprio questo Sanremo 2025 sembra sancire un passaggio decisivo sul futuro della band: dalla conquista del mercato mondiale alla 'separazione in casa' all'Ariston, dove il frontman Damiano David ieri sera è stato superospite per presentare il suo progetto solista e omaggiare Lucio Dalla.

A parlare per prima della possibile presenza di Victoria sul palco con i Duran Duran era stata Selvaggia Lucarelli sulle sue storie di Instagram.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia: Missione salvezza contro il Cosenza, tra assenze e voglia di riscatto

0

La Juve Stabia si prepara al secondo appuntamento interno consecutivo di questo 2025.Dopo il rotondo e netto successo contro il Bari a Castellammare di Stabia arriva il Cosenza.Sarà questa la classica partita per cuori forti.La squadra di Alvini ha battuto nello scorso week end la Carrarese.

Una vittoria importante per la classifica ma soprattutto per l’umore ed inoltre i Lupi con questa vittoria hanno mandato un messaggio importante al campionato di non essere ancora morta, a differenza della squadra di Calabro che è in piena crisi di risultati.La squadra di Pagliuca, ancora assente per squalifica, invece ha la possibilità di chiudere il discorso salvezza o almeno iniziare a giocare con la matematica.Bisogna dire che non manca moltissimo per scrivere nuove pagine tutte da raccontare alle generazioni future.Certo che il periodo non è proprio fortunato in casa delle Vespe.

Pierobon e Mussolini mancheranno per squalifica e Bellich difficilmente sarà protagonista in campo perché il difensore è uscito ko dalla gara contro il Bari.Con Andreoni non ancora al top si spera di recuperare Fortini.Insomma un problema grave sulle corsie esterne e toccherà a Pagliuca inventare qualche soluzione in materia di uomini o moduli.Questa partita sarà importante per la classifica ma soprattutto sarà importante per i tifosi delle Vespe.

Avete presente il famoso fumetto “V x vendetta” un titolo simile.La retrocessione con Fabio Caserta in panchina brucia ancora ma il Cosenza in versione on Fire di quel periodo fece saltare il banco.Tradotto, se il Cosenza non avesse fatto la rimonta la storia molto probabilmente sarebbe stata diversa con le Vespe che con ogni probabilità si sarebbero regalate la salvezza nonostante le tantissime difficoltà dovute nel corso della ripresa del campionato nel periodo del COVID 19.Una storia che fa malissimo ai colori gialloblù ma anche l’occasione di riscrivere una nuova storia e magari il discorso salvezza passa anche da questa sfida contro il Cosenza.

Importante, non decisiva ma per importanza della classifica sarà fondamentale fare punti da consegnare alla classifica e fare un passo decisivo verso quel qualcosa che la società del Presidente Andrea Langella merita a pieni voti.

Sanremo, Alotta: “Con il cancro per 2 volte, viva grazie al consiglio di 2 amiche”

0

(Adnkronos) – "Ho avuto un incontro-scontro 2 volte con il cancro e sono salva per 2 amiche.Ecco perché la prevenzione è molto importante".

Così la cantante Francesca Alotta, intervenendo questa mattina al talk show 'La prevenzione in dieci note', organizzato a Casa Sanremo dal ministero della Salute, in collaborazione con la Rai e la direzione artistica del Festival di Sanremo, ha raccontato la sua esperienza. "Nel primo caso – ricorda l'artista – non me n'ero accorta.Una mia amica invece" ha dato un consiglio che "mi ha salvato la vita.

L'altra volta il professor Ascierto", presidente della Fondazione Melanoma e presente al talk, "mi ha salvato la vita perché", sempre "una mia amica, si è accorta, mentre ero andata in una trasmissione, che avevo un neo.Io non avevo mai creduto di avere questo problema dei nei, quindi non ho mai fatto una mappatura.

Ero a Napoli per lavoro e mi hanno parlato di questo grande scienziato, che era il professor Ascierto, che è straordinario.Sono andata: effettivamente era un melanoma.

Ho fatto il secondo intervento e, per fortuna, è stato preso in tempo". La cantante di 'Non amarmi', brano con cui vinse Sanremo nel 1992 insieme ad Aleandro Baldi per le nuove proposte, nel suo appello a fare "almeno una volta all'anno la mappatura" dei nei, che "non è invasiva e fastidiosa" e "salva la vita", raccomanda di fare anche tutti gli altri controlli, in particolare alle donne "per il seno e il pap test".Invitando a "non arrendersi", Alotta sottolinea l'importanza della prevenzione "che oggi si può fare" e, sul ruolo della musica, conclude: "Sono testimonial anche dell'Aism", Associazione italiana sclerosi multipla, "e conosco tantissime persone che cantano.

Con la musica riescono a superare in maniera molto, molto più forte la malattia.Credo che la musica e l'arte in generale servano.

Quindi l'hashtag 'la prevenzionein10note' va benissimo, assolutamente, per tutti". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, rinchiusa da anni in cantina dal compagno: arrestato 45enne

0

(Adnkronos) –
Viveva da anni chiusa a chiave in una cantina adibita a camera da letto, segregata dal suo compagno, un napoletano di 45 anni, che la costringeva a una vita di soprusi e vessazioni.La donna, una 38enne polacca, ha riacquistato la libertà grazie alla segnalazione alla polizia di una vicina, testimone di una aggressione subita dalla vittima in strada. È accaduto qualche pomeriggio fa, quando l'uomo, deciso a far prendere una boccata d’aria alla compagna, l’ha portata a fare una passeggiata per le vie del quartiere.

E' bastata però una parola fuori posto per far infuriare l'uomo, che ha picchiato la 38enne. Ad assistere alla scena una residente della zona che è immediatamente intervenuta in soccorso della vittima provando a fermare l’uomo mentre la trascinava per i capelli per ricondurla nella spelonca.Quando, poi, il 45enne ha iniziato a minacciare anche lei, invitandola a non intromettersi, la donna ha chiamato il 112.  All’arrivo dei poliziotti del commissariato Tor Carbone, ha fornito loro ogni descrizione utile sulla coppia e sulla direzione di fuga dell’uomo, che aveva trascinato con sé la compagna facendo perdere le loro tracce.

Poco dopo, gli agenti hanno rintracciato l’abitazione dove l’uomo viveva con la mamma.Nonostante i tentativi di quest’ultimo di minimizzare l’accaduto, la donna ha fatto il 'signal for help' che le ha permesso di salvarsi.

Ai poliziotti ha mostrato lo scantinato dove da anni era costretta a vivere le sue giornate.Un materasso matrimoniale, una cassettiera, alcuni sacchi con dei vestiti e un secchio che la donna era costretta ad utilizzare per i suoi bisogni fisiologici.

Mentre la donna è stata affidata a un centro anti-violenza, il suo aguzzino è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cristicchi: “Sono artista per dar voce a chi è diverso, fragile e dimenticato”

0

(Adnkronos) – "Credo che tutto il mio percorso artistico nasca soprattutto dalla curiosità e dall'attrazione nei confronti del diverso, del fragile, del dimenticato, dell'emarginato.Io stesso da bambino ho subito un grave lutto che era stata la morte di mio padre quando avevo solo 10 anni e per tutta la mia vita ho cercato di trasformare questo dolore, di riempire questo vuoto di colori, di musica e di poesia.

Quindi per me l'arte è stata terapeutica, è stata curativa, e quindi quello che sento istintivamente di fare è di dare una voce alle persone che non ne hanno".Così Simone Cristicchi in un videomessaggio diffuso questa mattina nel corso del talk show 'La prevenzione in dieci note', organizzato a Casa Sanremo dal ministero della Salute, in collaborazione con la Rai e la direzione artistica del Festival di Sanremo. Tutto è partito con "i malati di mente, con il progetto dedicato ai manicomi, con 'Ti regalerò una rosa' – racconta il cantante – con le ricerche che ho fatto insieme agli anziani sulle testimonianze della seconda guerra mondiale, che hanno generato comunque 3 spettacoli teatrali, tra cui 'Magazzino 18'.

Poi – continua riferendosi all'attuale edizione del Festival – è arrivata questa canzone, 'Quando sarai piccola', che si rivolge alle persone fragili, alle persone bisognose di cura, di attenzione e di amore.Mi sento, e mi sono sempre sentito, molto responsabile di quello che dicono le mie canzoni e spero di aver reso comunque un servizio in qualità di artista anche alla mia comunità". Sul tema della prevenzione Irene Buselli, sottolineando in studio l'importanza "fondamentale di condividere le nostre storie" per fare prevenzione, afferma di non fare "esattamente una vita da rockstar, nonostante la musica", ma di cercare di "fare quei controlli più o meno annuali.

Sono donatrice di sangue, che non serve soltanto per tenersi controllati", conclude la giovane cantante. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il monito dell’endocrinologa: “La dieta mediterranea sì ma con meno carboidrati”

0

(Adnkronos) – "La dieta mediterranea è uno schema alimentare sempre efficace, ma dobbiamo consumare meno carboidrati perché siamo troppo sedentari.Tutti pensano di far bene la dieta mediterranea perché è uno schema che è stato già dimostrato efficacissimo a proteggerci da tutte le malattie croniche degenerative, tumori inclusi.

Il problema è che lo schema che noi conosciamo, quello scoperto negli anni '50 di Ansel Keys per capirci, oggi non è più così valido.C'è un'acuta parte di zuccheri, di carboidrati all'interno di quello schema che non è più corretta per lo stile di vita che oggi noi facciamo".

Lo ha detto Annamaria Colao, professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del metabolismo all'università Federico II di Napoli e cattedra Unesco per l'Educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile, intervendo da remoto al talk show sulla prevenzione oncologica durante il quale da Casa Sanremo è stata presentata la campagna di comunicazione 'La prevenzione in dieci note'.  "Rispetto agli italiani degli anni Cinquanta, oggi noi ci muoviamo poco – ha spiegato – Di conseguenza, quella quota di carboidrati è diventata eccessiva.Quindi benissimo la dieta mediterranea, ma dobbiamo prediligere i vegetali freschi più di pane e pasta che pure sono inseriti in quello schema". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vallesi: “Con medico scrupoloso su test sospetto ho debellato tumore maligno”

0

(Adnkronos) – "Nel 2019, come ho avuto già modo di dire in altre occasioni, ho avuto un tumore che è stato scoperto in fase iniziale grazie, direi, all'accortezza del mio medico di famiglia che da un esame del sangue aveva trovato un valore che l'ha insospettita".Ulteriori analisi e una biopsia hanno rivelato che si trattava di "un tumore maligno che fortunatamente aveva dimensioni di pochi millimetri.

Grazie a questa prudenza, a questa accortezza negli esami, sono riuscito a debellarlo.Oggi, a 5-6 anni di distanza, non si è ripresentato in nessuna forma, però chiaramente trimestralmente faccio sempre degli esami di controllo".

Lo ha detto il cantante Paolo Vallesi, oggi partecipando in collegamento al talk show 'La prevenzione in dieci note', organizzato a Casa Sanremo dal ministero della Salute, in collaborazione con la Rai e la direzione artistica del Festival di Sanremo. "Da quel momento, il mio stile di vita, dalla paura," è cambiato, "anche se – ammette – ho smesso di fumare solo da 14 giorni.Ero però veramente un tabagista convinto.

Spero adesso di essere un non fumatore altrettanto convinto e duraturo.Faccio sport, come testimonia la mia attività con le nazionali cantanti, cerco di mangiare sano e avere abitudini più 'pure'.

Ma quello che ci tengo a dire – conclude – è che solamente con un'analisi del sangue e un medico scrupoloso ho eliminato quello che poteva essere un problema forse irrisolvibile". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cosmoprof, Calzolari (BolognaFiere): “Importante rappresenta modalità nostra presenza estero”

0

(Adnkronos) – “Cosmoprof, oltre che essere una delle fiere più longeve, rappresenta per BolognaFiere anche la fiera di riferimento per questa nostra attitudine all’internazionalizzazione. È la fiera più importante al mondo e siamo orgogliosi di ospitarla nei nostri padiglioni. È una fiera importante anche dal punto di vista del dimensionamento, in quanto riempie quasi tutto il quartiere fieristico.Sono davvero tante, infatti, le delegazioni italiane ed estere che riempiono la città in quei giorni.

Pertanto, per BolognaFiere è assolutamente importante anche perché rappresenta la modalità con cui negli anni abbiamo sviluppato la nostra presenza all'estero”. E’ quanto affermato da Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, in occasione della conferenza stampa di presentazione della 56° edizione di Cosmoprof Worldwide Bologna, l’appuntamento di riferimento per l’intera industria cosmetica, in programma dal 20 al 23 marzo 2025. “Per il comparto della cosmesi italiana credo sia, oltre che un appuntamento importante, anche un partner per la crescita e l'affermazione dei nostri distretti di eccellenza, che caratterizzano la forza dei nostri prodotti nel mondo – spiega Calzolari – Inoltre, i numeri di crescita del comparto vanno di pari passo con i numeri di crescita della Fiera.Si tratta, quindi, di un sodalizio importante.

Ció che sosteniamo sempre è che le fiere servono a questo: sono delle vetrine, ma soprattutto sono uno strumento di politica industriale a supporto dei distretti”. Il presidente di BolognaFiere conclude parlando dell’importanza del network internazionale Cosmoprof: “Ormai abbiamo replicato molte manifestazioni Cosmoprof, non dico in tutto il mondo, ma in buona parte di esso.Siamo presenti con alcune iniziative in Europa, ma soprattutto siamo presenti in Asia, negli Stati Uniti con due appuntamenti, a Bangkok, in Sud America, in Cina e in India, quindi è un network veramente importante, dove i numeri si sommano e fanno l'uno di sostegno all'altro e credo che buona parte del successo della manifestazione di Bologna e anche della cosmesi italiana sia dovuta al fatto di poter contare su questo network internazionale che ormai afferma la cosmesi, Cosmoprof e anche la città di Bologna come un punto di riferimento a livello mondiale”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferrovie, sottosegretario Morelli: “!Treno a idrogeno enorme successo italiano”

0

(Adnkronos) – “Questa giornata rappresenta un enorme successo dell'Italia, un enorme successo di Regione Lombardia e del Ministero dei Trasporti.Si inaugura il primo treno a idrogeno italiano che potrà essere una sorta di sperimentazione, ma che diventa pura realtà.

Sperimentazione perché, essendo il primo, logicamente potrà essere una fonte di informazioni per poi sviluppare questa tecnologia in altri territori.L'investimento è molto importante fatto dal Ministero dei Trasporti con Matteo Salvini e da Regione Lombardia che insieme stanno guidando questo percorso di transizione.

Un percorso di transizione che avrà come prossimo step la produzione di idrogeno verde”. Queste le parole di Alessandro Morelli, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, in occasione dell’evento di presentazione del primo treno a idrogeno italiano è arrivato lo scorso 23 gennaio nel nuovo impianto di manutenzione e di rifornimento di idrogeno di Rovato.Il convoglio – che fa parte dei 14 acquistati da Fnm nel progetto H2iseO grazie ai finanziamenti di Regione Lombardia, anche tramite risorse Pnrr – è giunto nel bresciano dal circuito di prova di Salzgitter (Germania) del costruttore Alstom. Un progetto ambizioso come spiega Morelli: “Il passaggio da diesel a elettrificazione non è solo tecnologico ma anche infrastrutturale perché chiaramente i treni che vanno a elettricità hanno necessità di spazi differenti rispetto a quelli che vanno con motori endotermici, in particolare nelle gallerie.

Cambiare tutto è difficile anche dal punto di vista tecnico ingegneristico oltre che finanziario.Questo treno è uno strumento che potrà cambiare il modello di trasporto, senza modificare le infrastrutture”. Evento importante anche per la Lombardia dove verranno costruite infrastrutture per l'approvvigionamento dell'idrogeno, con un conseguente impatto positivo anche sull'indotto del territorio: “La transizione deve essere accompagnata da una crescita anche economica che permetterà chiaramente una crescita anche sociale – conclude Morelli – Il fatto che tutto questo avvenga in una zona della Lombardia particolarmente produttiva anche sotto il profilo industriale ci permette chiaramente poi di sperare che anche in altre realtà si possa aumentare il livello”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferrovie, Fontana: “Regione Lombardia impegnata per migliorare trasporto pubblico locale”

0

(Adnkronos) – “Oggi dimostriamo la grande volontà di Regione Lombardia di migliorare il trasporto pubblico locale.Dobbiamo ricordare che, oltre i 2 miliardi di investimenti per l'acquisto di treni nuovi, Regione Lombardia è l'unica regione in Italia che deve contribuire con risorse proprie per integrare i trasferimenti che arrivano dallo Stato e integriamo con 420 milioni ogni anno”. Così Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, durante l’evento di inaugurazione a Rovato, in provincia di Brescia, del primo treno a idrogeno in Italia che fa parte dei 14 acquistati da Fnm grazie ai finanziamenti di Regione Lombardia. “È stato fatto tanto con l'acquisto dei treni, dovremo fare altrettanto con la realizzazione di una rete finalmente efficiente – prosegue Fontana – La rete su cui girano i nostri treni è stata realizzata una settantina di anni fa quando trasportavano circa 150.000 persone ogni giorni nostri, oggi ne trasportiamo quasi 800.000, quindi la rete deve essere aggiornata”. Fontana sottolinea anche l’importanza del progetto H2iseO e dell’idrogeno come fonte di energia: “Non ci si deve concentrare e focalizzare su un'unica soluzione tecnologica per l'energia.

Non si può pensare, come sta dicendo l'Europa, ma come speriamo che presto cambi idea, soltanto sull'elettrico.L'elettrico è una vera opportunità.

Io dico sempre che accanto bisogna sperimentare sull'idrogeno, sui biocarburanti, su tutte quelle possibilità che la tecnologia mette a disposizione”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

In corso nel sito di Rovato test di rifornimento per treno a idrogeno

0

(Adnkronos) – Il primo treno a idrogeno italiano è arrivato lo scorso 23 gennaio nel nuovo impianto di manutenzione e di rifornimento di idrogeno di Rovato.Il convoglio – che fa parte dei 14 acquistati da Fnm grazie ai finanziamenti di Regione Lombardia, anche tramite risorse Pnrr – è giunto nel bresciano dal circuito di prova di Salzgitter (Germania) del costruttore Alstom.

L’impianto di Rovato, realizzato da Ferrovienord e dotato di attrezzature all'avanguardia, sarà, in Italia, il primo deposito specificatamente progettato e realizzato per la manutenzione dei treni a idrogeno nonché il primo impianto per il rifornimento di idrogeno per i treni.  Nelle tre settimane trascorse dall’arrivo del treno sono state effettuate, da parte del costruttore dell’impianto e fornitore dell’idrogeno Sapio, attività di collaudo dell’impianto stesso e test di rifornimento del treno.Conclusa questa prima fase di test, il treno svolgerà altre corse prova su circuito, prima di tornare sulla Brescia – Iseo – Edolo per ulteriori prove, in vista dell’avvio del servizio commerciale, previsto entro il primo semestre del 2026, in relazione al completamento delle stesse corse prova e all’ottenimento delle relative autorizzazioni.

Le caratteristiche del deposito, del treno e dell’impianto di rifornimento sono state illustrate oggi, nel corso di un evento di presentazione a cui sono intervenuti, tra gli altri il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alessandro Morelli, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, l’assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia Franco Lucente, l’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi, il presidente di Fnm Andrea Gibelli, il consigliere delegato di FNM Fulvio Caradonna, il presidente di FERROVIENORD Pier Antonio Rossetti, l’amministratore delegato di Trenord Andrea Severini, l'Amministratore delegato di Alstom Italia Michele Viale, il presidente di Sapio Alberto Dossi.  “Questa è una giornata molto importante – ha dichiarato il presidente Attilio Fontana – che conferma la vocazione della Lombardia ad essere terra di primati e di eccellenze, sia per quanto riguarda la prima Hydrogen Valley, sia per la messa in funzione del primo treno alimentato interamente ad idrogeno.Il percorso di modernizzazione nei trasporti e nelle infrastrutture prosegue all’insegna della sostenibilità.

Oggi tocchiamo con mano un nuovo servizio offerto ai cittadini che contribuisce migliorare l’efficienza del trasporto ferroviario, in un’area in cui inizia un serio percorso di decarbonizzazione.Negli ultimi anni abbiamo investito 1,7 miliardi di euro per 214 nuovi treni che daranno forte slancio al settore ed entro il prossimo anno la Lombardia potrà contare su una flotta totalmente rinnovata.

Anche per questo saranno fondamentali i lavori di ammodernamento della rete ferroviaria”.  "Prosegue senza sosta – ha affermato l'assessore Franco Lucente – la rivoluzione della mobilità che sta interessando la Lombardia.Una trasformazione che coinvolge tutti i mezzi di trasporto, dall’immissione dei nuovi treni sino al rinnovamento del parco autobus, tutti a ridotto impatto ambientale, e al trasporto pubblico locale lacuale, con battelli elettrificati.

Il primo treno italiano a idrogeno è un’innovazione importante, che risponde in pieno all’esigenza di percorrere in maniera convinta la strada della neutralità tecnologica.Dobbiamo essere in grado di valorizzare tutte le fonti energetiche, trovando la giusta sintonia tra mezzi moderni, confortevoli ed un servizio di altro livello ed efficiente, con un’attenzione particolare alla sostenibilità.

Progetti importanti che mirano alla graduale decarbonizzazione dei trasporti, per un Tpl a emissioni zero".   "La Lombardia si conferma protagonista di un’innovazione concreta al servizio dei cittadini – ha evidenziato l’assessore Claudia Maria Terzi – con la trasformazione della Brescia-Iseo-Edolo nella prima linea ad idrogeno d’Italia, aprendo così nuove prospettive per il settore ferroviario a livello nazionale. È l’inizio di un cambiamento rilevante, in cui il Sebino e la Valcamonica si ritrovano al centro di nuove soluzioni per un trasporto a basso impatto ambientale, caratteristica questa ancora più cruciale per una Regione dinamica e densamente popolata come la nostra.Abbiamo creduto fin da subito nella bontà del progetto investendo anche nell’infrastruttura connessa all’attivazione dei convogli.

Ci saranno ricadute positive per la qualità del trasporto pubblico e si creerà una nuova economia attorno all’idrogeno, con nuove occasioni di crescita e di lavoro".  Il sito di Rovato, realizzato da Ferrovienord, è il primo impianto ferroviario pensato, progettato e realizzato specificatamente per i treni a idrogeno.Nel sito sono presenti: – cinque binari di sosta dei treni all’aperto; – un impianto di manutenzione treni dotato di due binari al chiuso per la manutenzione (attrezzati per l’accesso al treno tramite fossa di visita e tramite passerelle aeree), un binario coperto all’aperto per il lavaggio dei treni, carroponte, calacarrelli, magazzini, armadi per lo stoccaggio delle batterie di ricambio dei treni, colonnine per la connessione dei treni alla rete elettrica e zona uffici e servizi per il personale; – un impianto di rifornimento dei treni a idrogeno, attrezzato con dispenser per erogare idrogeno alla pressione di 350 bar e baia per ricovero del carro bombolaio, nonché di impianto di flussaggio e inertizzazione (utile per lo svuotamento dei serbatoi dell’idrogeno del treno quando previsto ai fini manutentivi).

L’impianto è costruito nel pieno rispetto delle normative vigenti, incluse le normative relative alla sicurezza associate alla presenza di un treno a idrogeno e ad un impianto di rifornimento di idrogeno.  I dispositivi di sicurezza includono, tra gli altri, sensori per la rilevazione di eventuali fughe di idrogeno, l’impianto antincendio e sistemi automatici di miglioramento della ventilazione.L’investimento complessivo per il sito è pari a euro 30 milioni, di cui 1 milione (relativo all’impianto di rifornimento di idrogeno) finanziato dal Pnrr.

La messa in servizio del sito (da parte di Trenord e Fnm Power) avverrà progressivamente con le corse prova del treno a idrogeno lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo e, successivamente, con l’avvio del servizio commerciale.  “L’appuntamento di oggi rappresenta un momento chiave del progetto H2iseO promosso dal Gruppo Fnm fin dal 2020 – ha spiegato il presidente di Fnm Andrea Gibelli –.L'introduzione di tecnologie all'avanguardia non solo per quanto riguarda i nuovi treni ma anche nelle dotazioni infrastrutturali rende questo progetto particolarmente significativo in termini di innovazione e di promozione nei nostri territori di una mobilità sempre più sostenibile.

Il contributo che i nuovi convogli daranno alla decarbonizzazione della mobilità nella valle si unisce ai vantaggi che avranno i viaggiatori in termini di comfort.Senza dimenticare le potenzialità, anche da un punto di vista economico e di occupazione, che lo sviluppo di un distretto industriale basato sull’idrogeno, potrà avere”.  “Ferrovienord continua a lavorare con grande impegno per realizzare tutti gli impianti e le opere infrastrutturali necessarie all’avvio del servizio commerciale del treno – ha sottolineato il presidente di Ferrovienord Pier Antonio Rossetti –.

Il sito di Rovato, tuttora in fase di completamento, è dotato di attrezzature particolarmente avanzate e sarà indispensabile per l’efficienza della flotta dei treni.Voglio anche sottolineare come la nostra azione abbia come obiettivi principali l’efficienza e la sostenibilità oltre naturalmente alla massima attenzione alle tematiche della sicurezza”. “Il progetto H2IseO ha una grande valenza innovativa anche per Trenord – ha dichiarato Andrea Severini, Amministratore Delegato di Trenord – e ci vedrà impegnati fin d'ora su tutta la filiera industriale: dall'avvio delle attività nel deposito di Rovato, allo svolgimento delle corse prova con la collaborazione dei nostri macchinisti e tecnici, alla formazione del personale di bordo”.   Il sistema di rifornimento realizzato da Sapio prevede l'impiego di un dispenser mobile di idrogeno e di 1 carro bombolaio con pressione operativa fino a 500 bar, primo caso in Italia.

Il progetto per Ferrovienord di Sapio nasce per integrare il trasporto ad alta pressione con un sistema innovativo studiato e realizzato specificamente per il settore della mobilità sostenibile: si tratta infatti di un sistema di rifornimento mobile di idrogeno che, grazie all’impiego di carri bombolai ad alta pressione, permette il rifornimento dei mezzi alimentati ad idrogeno mediante il cosiddetto meccanismo “a cascata” evitando la necessità di sistemi di compressione e di stoccaggi fissi ad alta pressione.La configurazione impiantistica è stata pensata ottimizzando la quantità delle apparecchiature necessarie, allo scopo di ottenere la massima semplicità dell’operazione di rifornimento e la riduzione delle aree occupate dall’impianto.

L’impianto di rifornimento, che è stato selezionato da parte di Ferrovienord per poter effettuare i primi test operativi dei treni ad idrogeno sulla linea Brescia – Iseo – Edolo, permette nel suo complesso di poter effettuare i rifornimenti di idrogeno ai mezzi rispettando tutti i parametri di sicurezza e gli standard operativi attualmente in vigore, grazie ai criteri di efficienza ed efficacia adottati per la progettazione.  “La giornata di oggi è un momento storico per il nostro Paese: l'inaugurazione del primo treno a idrogeno in Italia, non solo rappresenta un passo avanti nella mobilità sostenibile, ma anche un esempio di innovazione e progresso – commenta il Presidente del Gruppo Sapio Alberto Dossi. “Allo stesso tempo è doveroso ricordare come, questo primo impianto di rifornimento ferroviario ad idrogeno rappresenti un unicum in Italia e uno dei pochi in Europa.Sapio produce idrogeno da oltre 100 anni e oggi possiamo dire che con il nostro impegno e la nostra esperienza stiamo contribuendo alla realizzazione di un’infrastruttura che utilizza le tecnologie più avanzate, pulite e rinnovabili.

Siamo convinti che questo treno non sia solo un mezzo di trasporto, ma un simbolo di un futuro che conferma come l'energia pulita e sostenibile sarà la norma e dove la collaborazione tra pubblico e privato porterà ad affrontare in modo più produttivo le sfide ambientali dei prossimi anni”.  I nuovi treni Coradia Stream H™, basati sulla piattaforma dei treni regionali Coradia Stream™, utilizzano l'idrogeno per generare elettricità, evitando l'emissione diretta di CO2 e mantenendo il comfort della variante elettrica.Questi treni, con una capacità di 240 posti a sedere e un'autonomia superiore a 600 km, introducono innovazioni nella conversione dell'energia pulita, nei sistemi di stoccaggio energetico, e nella gestione intelligente dell'energia.

L'energia è generata nella carrozza intermedia, la "power car", dove l'idrogeno immagazzinato si combina con l'ossigeno dell'aria esterna nelle celle a combustibile (fuel cells) generando energia elettrica.Le batterie agli ioni di litio ad alte prestazioni accumulano l'energia, che è utilizzata durante l'accelerazione per supportare le celle a combustibile.  I treni sono creati e prodotti negli stabilimenti Alstom in Italia, coinvolgendo il sito di Savigliano per lo sviluppo, la certificazione, la produzione e il collaudo, il sito di Vado Ligure (Sv) per l'allestimento della "power car" in cui è installata la parte tecnologicamente innovativa legata all'idrogeno, il sito di Sesto San Giovanni (Mi) per i componenti e il sito di Bologna per lo sviluppo del sistema di segnalamento.

Il progetto è finanziato dall'Unione europea – Next Generation Eu tramite il programma di finanziamento Ipcei Idrogeno 1. “Siamo orgogliosi di essere tra i protagonisti nella realizzazione della prima Hydrogen Valley italiana, grazie ai nostri treni a idrogeno Coradia Stream H™ che sostituiranno gli attuali convogli diesel sulla linea non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo – afferma Michele Viale, Amministratore Delegato di Alstom Italia – L'evento di oggi rappresenta una tappa fondamentale nell'equipaggiare il sistema di trasporto locale con veicoli all'avanguardia e confortevoli e, soprattutto, segna un passo decisivo verso la decarbonizzazione del settore ferroviario italiano.Il team di Alstom in Italia continuerà a sviluppare soluzioni avanzate e a implementare tecnologie che rispondano efficacemente alle nuove sfide e alle necessità emergenti”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A Sanremo il ministero della Salute lancia la campagna ‘La prevenzione in dieci note’

0

(Adnkronos) – Nel 2024 sono state 390mila le nuove diagnosi di tumore in Italia, la possibilità di guarigione è del 50%, e 3 milioni e 700mila persone oggi convivono con il cancro (fonte 'I numeri del cancro 2024'). "La prevenzione può salvare la vita in 40 casi su 100.Bastano 10 semplici regole che la scienza ha dimostrato essere efficaci".

E' il messaggio che il ministero della Salute, in collaborazione con la Rai, lancia attraverso la campagna di comunicazione 'La prevenzione in dieci note', presentata questa mattina in un talk show da Casa Sanremo, perché "la prevenzione è sempre una buona musica'".  Le 10 regole sono molto semplici, ma la scienza ha dimostrato che sono altrettanto efficaci.Eccole: 1.

Mangiare sano, scegliendo un'alimentazione varia ed equilibrata privilegiando la dieta mediterranea, che è ideale; 2.Svolgere attività fisica con regolarità ed evitare la sedentarietà; 3.

Non fumare, non consumare nessuna forma di tabacco e libera la tua casa dal fumo.Smettere di fumare dà benefici a qualsiasi età; 4.

Limitare il consumo di alcol il più possibile, 1 persona su 6 ne fa un uso a rischio; 5.Evitare un'eccessiva esposizione al sole, soprattutto nelle ore più calde, e usare le più adeguate protezioni solari; 6.

Fare vaccinare i propri figli contro l'Hpv e l'epatite B, infezioni che possono causare tumori; 7.Per le mamme, allattare al seno: è una pratica che non solo fa bene al bambino, ma riduce il rischio di tumore per le donne; 8.

Sui luoghi di lavoro, proteggersi dall'esposizione agli agenti cancerogeni; 9.Fondamentale, poi, anticipare quanto più possibile la diagnosi.

Da questo punto di vista, è decisivo aderire agli inviti per gli screening oncologici offerti gratuitamente dal servizio sanitario nazionale: individuare il cancro nelle fasi iniziali vuol dire garantire tassi di sopravvivenza maggiori e migliore qualità della vita.Infine, la regola numero 10: fare controlli periodici e, in caso di sospetto, rivolgersi al proprio medico. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’oncologo Ascierto: “Aumentano casi melanoma, lampade abbronzanti come fumo”

0

(Adnkronos) – "Il melanoma è un tumore cresciuto tantissimo di incidenza negli ultimi anni: da 7mila casi nel 2007 siamo arrivati quasi a 17mila, da una proiezione fatta nel 2024, che speriamo non sia reale.Purtroppo da malattia degli anziani è diventata malattia dei giovani: il picco di incidenza adesso è 40 anni mentre prima era 60, ed è la prima causa di morte oncologica nella fascia 20-30 anni.

Quindi facciamo attenzione ai nostri stili di vita, alle scottature solari e alle lampade abbronzanti che sono come il fumo di sigarette.Da chi fa lampade abbronzanti arriva un messaggio molto sbagliato".

Così Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell'Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia oncologica e Terapie innovative dell'Istituto Pascale di Napoli, che intervenendo questa mattina al talk 'La prevenzione in dieci note' – organizzato presso Casa Sanremo dal ministero della Salute in collaborazione con la Rai e la Direzione artistica del Festival – ha lanciato un monito al direttore artistico e conduttore della 75esima edizione della kermesse, Carlo Conti, famoso per la sua perenne abbronzatura.  "Anche solo una lampada abbronzante aumenta il rischio di melanoma del 75% – ha spiegato Ascierto – Le lampade abbronzanti vanno trattate come il fumo di sigaretta.In Italia c'è una legge che fortunatamente impedisce ai minori di sottoporsi a questa pratica, però non è che a 18 anni e un giorno il rischio si abbassa".

E sulla ricerca: "Ha fatto passi importanti – ha ricordato – Nel 1981 Bob Marley muore a causa di un melanoma metastatico.Nel 2017 Jimmy Carter, l'ex presidente Usa morto poche settimane fa all'età di 100 anni, aveva un melanoma con metastasi cerebrali.

E' stato curato con l'immunoterapia ed è, diciamo, stato bene fino a qualche settimana fa con le remissioni complete.Ecco, quindi, che dalla ricerca ci dobbiamo aspettare tante cose di più, ci sono tante cose interessanti, ma alla fine resta fondamentale la prevenzione". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Consulta, eletti 4 nuovi giudici: intesa su Marini, Luciani, Cassinelli e Sandulli

0

(Adnkronos) – Il Parlamento, in seduta comune, ha eletto quattro nuovi giudici della Consulta: Massimo Luciani, che ha ottenuto 505 voti; Roberto Cassinelli, 503; Maria Alessandra Sandulli, 502; Francesco Saverio Marini, 500.Preferenze sono andate anche al senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin, 5, e al senatore di Forza Italia e viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, 4.

I voti dispersi sono stati 6, le schede bianche 10, le nulle 4.   Dopo 460 giorni la Corte costituzionale ritrova il plenum, anche se ne trascorrerà ancora qualcun altro prima che i nuovi giudici prestino giuramento dinanzi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ed entrino formalmente in carica.Tanti ne sono passati infatti dalla fine del mandato di Silvana Sciarra, l'11 novembre del 2023, prima che il 21 dicembre scorso concludessero il loro ruolo anche Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperretti. Una vacatio ampia ma non la più lunga.

Il record infatti è di 626 giorni, che trascorsero dalle dimissioni di Giuseppe Frigo, il 7 novembre 2016, e il giuramento del successore Luca Antonini, il 26 luglio 2018.Tre giorni in più rispetto ai 623 registrati tra il 23 ottobre 1995 e il 9 luglio 1997, dalla fine del mandato di Vincenzo Caianiello e il giuramento del suo successore Annibale Marini.

In entrambi casi complice della lunga attesa anche il passaggio di legislatura. Non si tratta comunque di casi sporadici, soprattutto quando ad essere nominati debbono essere i giudici scelti dal Parlamento.Trascorsero infatti 541 giorni prima che il 21 dicembre 2015 giurassero i tre giudici tra i quali era compreso anche il sostituto di Luigi Mazzella, arrivato a fine mandato il 28 giugno dell'anno precedente (l'11 novembre del 2014 aveva giurato Silvana Sciarra, in base agli accordi tra i partiti destinata a succedere a Gaetano Silvestri, anche lui uscito dalla Corte con Mazzella). 524 invece i giorni dalla cessazione del mandato di Cesare Mirabelli e Francesco Guizzi, il 21 novembre 2000, e il giuramento di Romano Vaccarella e di Ugo De Siervo, il 29 aprile 2002.  Massimo Luciani (Roma, 23 luglio 1952), strenuo sostenitore del "dovere di verità del giurista", è stato eletto alla Corte costituzionale dal Parlamento riunito in seduta comune.

Candidato d'area Pd, è giurista apprezzato trasversalmente dai colleghi e dalle forze politiche in quanto "vero gigante" del costituzionalismo, come in questi mesi di stallo fra le forze politiche si sussurrava anche a Palazzo della Consulta.Accademico dei Lincei nonché Presidente della Commissione bioetica dell'Accademia, dal 1992 è professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma, 'La Sapienza', dove si è laureato con lode nel 1975 e dove si è dedicato con cura estrema all'attività didattica.

Presso l'Ateneo romano, nonostante i prestigiosissimi incarichi e riconoscimenti sia nazionali che internazionali e l'intensissima attività di ricerca, Luciani non ha mai trascurato i propri studenti per i quali è stato da sempre generoso faro educativo e amata guida. Oltre alla cattedra di istituzioni di diritto pubblico, Luciani è stato Professore ordinario di diritto parlamentare presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" dal 1994 al 1996; dal 1990 – 1994 – Professore ordinario di diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Perugia; dal 1987 – 1990 – Professore straordinario di diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Pavia; dal 1985 – 1987 – Professore associato di diritto costituzionale italiano e comparato presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università degli Studi di Perugia.Presidente dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti per il triennio 2015-2018, è stato insignito del Premio Sandulli nel 2017. L'Accademico dei Lincei si è distinto per equilibrio in un ruolo complesso, da presidente della Commissione per elaborare proposte di interventi per la riforma dell’ordinamento giudiziario, istituita dal ministro della Giustizia Marta Cartabia il 26 marzo 2021.

E' stato Presidente dell'Associazione "Gruppo di Pisa" per o studio della giustizia costituzionale dal 2008 al 2010; componente della Commissione per le politiche di integrazione degli immigrati, della Commissione governativa per le riforme costituzionali insediata nel 2013, della Commissione “incaricata di predisporre uno schema di progetto di riforma dell’ordinamento giudiziario”, istituita con d.Min.

giustizia del 12 agosto 2015.Membro dell'Alta Corte di Giustizia sportiva presso il Coni, è socio fondatore e componente del Comitato di presidenza di Italiadecide – Associazione di ricerca per la qualità delle politiche pubbliche. Apprezzatissimo in Francia, ha ricevuto nel 2018 il titolo di 'Dottore Honoris Causa' dall'Università di Aix-Marseille, uno dei più prestigiosi atenei al mondo in materia di diritto.

E' membro della Association francaise des constitutionnalistes, del Consiglio scientifico del Centro per la riforma dello Stato; del Centre de Droit et de Politique Comparés Jean-Claude Escarras di Tolone (Membre d’honneur); del Comitato scientifico di Astrid.Nel 2006 è stato nominato Professeur invité presso l’Università di Tolone.

Nel 2006 è stato nominato, per un breve periodo di insegnamento, Titolare della cattedra delle Corts Valencianes sobre parlamentarismo.Nel 2014 è stato nominato Professeur invité presso l’Università di Lille.  Roberto Cassinelli (Genova, 10 dicembre 1956) è il politico del quartetto di giudici che approda a Palazzo della Consulta.

Liberale nell'animo (aderì al Pli già da giovanissimo tanto da essere eletto nelle sue liste nel 1981, 1985 e 1990, al Consiglio comunale di Genova) aderì nel 1994 a Forza Italia, dove si ritrovarono molti esponenti del Partito Liberale Italiano dopo il suo scioglimento. E' stato deputato nella XVIII legislatura, dal 20 aprile 2017 senatore nella XVII Legislatura e deputato nella XVI Legislatura, dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza presso l'Università Statale di Milano e, da allievo del professore Franco Bonelli, avere esercitato dal 1985 per oltre trent'anni la libera professione di avvocato, in qualità di patrocinante presso la Suprema Corte di Cassazione.Esercizio per il libero foro che gli ha consentito la 'promozione' a giudice costituzionale. Per due mandati consigliere dell'Ordine degli Avvocati del Foro di Genova, da parlamentare si è concentrato prevalentemente sui temi della giustizia, delle libere professioni e del diritto delle nuove tecnologie.

In particolare, ha dato vita a numerose iniziative parlamentari a difesa della libertà di espressione in rete.Arbitro in materia di diritto civile ed amministrativo, con particolare riferimento al diritto commerciale, societario, bancario, finanziario e fallimentare, è stato insignito della Medaglia d'argento al merito dal Consiglio Nazionale Forense, la più alta decorazione dell'Avvocatura italiana.  Maria Alessandra Sandulli (Napoli, 7 ottobre 1956) è la giudice costituzionale in quota tecnico/indipendente eletta dal Parlamento in seduta comune.

Unica donna nella rosa dei 4, porta a quota 9 il numero delle donne elette a Palazzo della Consulta.Figlia d'arte, come il giudice eletto in quota Fdi, Francesco Saverio Marini (il padre, Aldo Mazzini Sandulli, fu infatti nominato giudice costituzionale dal presidente Gronchi, e fu presidente della Consulta tra il '68 e il '69) si è formata alla 'scuola' paterna, in quanto anche allieva di Aldo M.

Sandulli.La sua firma, tra quelle di 183 professori universitari di diritto costituzionale, diritto pubblico e diritto amministrativo contro la riforma costituzionale targata Casa delle Libertà nel 2005, le costò nel 2014 l'approdo a Palazzo della Consulta quando il suo nome fu proposto dal Presidente del Consiglio e Segretario Pd Matteo Renzi in tandem con Silvana Sciarra in quota centrosinistra, come giudice costituzionale per il centrodestra. Nata a Napoli nel 1956, ha continuato la propria attività scientifica e professionale oltre che di docente universitario "nel ricordo e nel rispetto", si legge nel suo curriculum vitae, della lezione del padre.

Ordinario di Diritto Amministrativo, è titolare degli insegnamenti Diritto Amministrativo e Giustizia amministrativa presso l’Università degli Studi Roma Tre.Presso la medesima Università, dal 2017 al 2020 ha anche coperto l’insegnamento di Diritto Sanitario. È coordinatore nazionale delle Scuole di Specializzazione per le Professioni Legali e Direttore della Sspl dell’Università Roma Tre. È componente del consiglio direttivo dell’Alta Scuola dell’Amministrazione (Asa3), istituita presso l’Università Roma Tre. Ha ricoperto il ruolo di membro di numerose commissioni di studio ministeriali tra cui quella che ha redatto il Codice del processo amministrativo.

Già presidente dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Amministrativo, è Membro effettivo del Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme della Repubblica di San Marino.  E' Francesco Saverio Marini il più giovane del quartetto dei giudici costituzionali oggi eletti dal Parlamento a Palazzo della Consulta.Nato il 28 aprile 1973, figlio d'arte dell'ex presidente della Corte costituzionale Annibale Marini, e dal gennaio 2023 consigliere giuridico della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha sponsorizzato senza mai un tentennamento la sua candidatura per l'altissimo profilo professionale, ha dato un forte imprinting sul ddl di riforma costituzionale presentato dal Governo.

Un imprinting, per cui è stato definito 'padre del premierato', declinato alla logica del low profile che lo caratterizza, del mediare, trovare soluzioni, fare per il Paese. Professore ordinario di Diritto pubblico presso l'università degli studi di Tor Vergata dal 2004, dove intensissima è da sempre stata la sua attività didattica e di ricerca e numerosissimi gli incarichi coperti, Francesco Saverio Marini, 'Checco' per gli amici, è stato anche dal 2006 al 2011 professore di Diritto pubblico comparato presso la Facoltà di Diritto canonico della Pontificia università Lateranense.Di fede cattolica, il costituzionalista ha infatti solidi rapporti con il Vaticano, tanto da essere stato nominato giudice istruttore e giudice dell'esecuzione civile presso il Tribunale della Città del Vaticano nel gennaio 2023.

E direttamente da Papa Francesco nel giugno 2022 Giudice applicato del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. Marini, oltre al governo Meloni, ha già dei trascorsi a Palazzo Chigi, dal 2011 al 2012 come capo della segreteria tecnica dell’allora sottosegretario alla Presidenza Antonio Catricalà, ai tempi del governo Monti.Inoltre nel 2018 la Camera lo ha eletto come componente laico nel Consiglio di presidenza della Corte dei conti, di cui è diventato nel 2021 vicepresidente.

Significativo anche il suo ruolo dal 2017 a oggi nella Commissione per i referendum di Roma Capitale e l'incarico dal 2023 di presidente nella Commissione Paritetica di cui all’art. 48-bis dello Statuto Speciale della Valle d’Aosta.Dal 2016 a marzo 2018 e dal 2021 al 2022, è stato per la Regione Lombardia Componente del Comitato Legislativo – Presidenza della Giunta Regionale. Tra gli altri numerosissimi incarichi, dai beni culturali alla sanità, nel 2012 Ha partecipato in rappresentanza del Governo italiano alla riunione dell’Ocse svoltasi a Londra il 23 e 24 ottobre 2012, dei “Members of the Network of Senior Officialis from Centres of Government” (CoG).

Dal 2005 a oggi svolge attività professionale in qualità di Avvocato cassazionista, patrocinando dinanzi alle giurisdizioni superiori.Ha difeso dinanzi alla Corte costituzionale le Regioni Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Lazio, Calabria, Puglia e Friuli Venezia Giulia, nonché il Senato della Repubblica.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, nuove regole per tracciabilità e sicurezza: cosa cambia

0

(Adnkronos) – Addio al bollino sui farmaci che da sempre protegge l'autenticità e la tracciabilità dei medicinali usati dagli italiani.Ora l'Italia si adegua alle norme Ue.

Entra infatti in vigore, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale sabato scorso, il decreto legislativo che dà attuazione al Regolamento Ue 2016/161 in materia di nuove caratteristiche di sicurezza per confezioni e imballaggi dei medicinali a uso umano.  Il regolamento prevede un sistema composto da tre elementi in grado di garantire l'assoluta autenticità del prodotto e di rendere visibile tutto il suo percorso all'interno della filiera.Secondo la normativa, a decorrere dal 9 febbraio i medicinali dovranno avere sull'imballaggio un identificativo univoco codificato in un codice a barre bidimensionale, ma dal 9 febbraio 2025 all'8 febbraio 2027 è previsto un periodo di stabilizzazione per le operazioni di verifica, disattivazione e riattivazione dell'identificativo univoco, secondo le istruzioni operative che verranno definite dal ministero della Salute.  Ma cosa cambierà per il cittadino?

Il traguardo raggiunto è frutto di una lunga e controversa trattativa intercorsa per anni tra lo Stato Italiano e l'industria farmaceutica.Grazie al sistema di anticontraffazione e tracciabilità legato al vecchio bollino farmaceutico, prodotto dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs) e apposto su tutte le confezioni di farmaci, l'Italia è stata sino ad oggi il Paese con il minor numero di farmaci contraffatti al mondo: solo lo 0,1%, contro una media globale del 6-7% (dati Aifa).  Questo primato, tuttavia, rischiava di venire minacciato dalla normativa europea in fase di recepimento in Italia perché nel rendere omogenei per tutta Europa i requisiti minimi per la tracciabilità dei farmaci, si impone di abbassare i livelli di sicurezza su prodotti sensibili al fine di introdurre uno standard raggiungibile da tutti gli stati Ue.  In concreto, il Regolamento europeo prevede che le confezioni dei farmaci vengano dotate di un identificativo univoco o 'datamatrix' (stampato direttamente sulla confezione dai produttori) e un dispositivo anti-manomissione (un adesivo o comunque un elemento fisico di altro tipo, variabile a seconda del tipo di confezione del farmaco).

La duplicazione o falsificazione dei codici identificativi è estremamente facile e il dispositivo anti-manomissione così come previsto dalla normativa europea (ad esempio il generico sticker adesivo), che dovrebbe garantire solo che la confezione non sia stata aperta, in realtà non rappresenta un valido deterrente.Pertanto nessuno di questi due elementi, né singolarmente né congiuntamente, scongiura il rischio che il farmaco messo in commercio sia falso o contraffatto. La spada di Damocle dell'Europa rischiava dunque di portare l'Italia a una pedissequa recezione della normativa europea con il rischio di un aumento dei medicinali 'fake'.

Un report della Commissione europea del luglio 2024 spiega infatti in maniera molto eloquente come, "dopo quasi 5 anni di utilizzo del sistema europeo da parte dei Paesi dell'Unione, non è possibile trarre conclusioni nette sull'effettiva capacità del sistema di verifica dei farmaci europeo di individuare efficacemente tutti i medicinali falsificati lungo l'intera catena di fornitura legale, obiettivo principale per il quale era stato progettato".In particolare, secondo il report, ad oggi il sistema non riesce a tracciare il 26% dei medicinali in commercio.

Considerando che il valore della spesa farmaceutica nel nostro Paese è stato pari a 34,1 miliardi nel 2022, di cui 23,5 a carico del Ssn, si può affermare che attuando pedissequamente il sistema europeo, un costo per circa 7 miliardi di euro sarebbe sfuggito al controllo dell'erario. Il sistema ufficialmente adottato dal 9 febbraio in Italia prevede invece di integrare il sistema voluto dall'Europa (datamatrix e anti-tampering) con un dispositivo che, proprio perché è progettato, realizzato e prodotto dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, consente di rafforzare il sistema di controllo dei medicinali previsto dal regolamento europeo, garantire la sicurezza dei medesimi e assicurare le necessarie misure di contrasto alle frodi ai danni dell'erario.Per tutti i farmaci non soggetti a prescrizione continuerà ad essere applicato il bollino farmaceutico che consente di assicurare l'autenticità dei farmaci, anticontraffazione, la rimborsabilità, la tracciabilità oltre che il monitoraggio della spesa sanitaria associata.

Un lavoro che ha messo insieme istituzioni, agenzie, aziende, per armonizzare le buone pratiche della tracciabilità e dell'anticontraffazione italiane a quelle europee con il diritto dei cittadini italiani a un accesso sicuro ai farmaci. "Il sistema di tracciatura dei farmaci in Italia è da sempre uno dei più avanzati e sicuri a livello internazionale, ma il contesto europeo ha richiesto un adeguamento alle norme comunitarie.Oggi, grazie a un grande lavoro di squadra – di cui ringrazio tutti – questo adeguamento è una realtà.

La collaborazione e la volontà di trovare soluzioni comuni ci hanno permesso di raggiungere l'obiettivo, garantendo sia il rispetto delle scadenze normative sia la tutela della salute dei cittadini italiani e allo stesso tempo preservando la continuità operativa della produzione".Così ha dichiarato in una nota il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. "C'è soddisfazione.

Il lavoro svolto dal ministro Schillaci e dal sottosegretario Gemmato ha il pregio, da un lato, di andare incontro alle esigenze della filiera farmaceutica e, dall'altro, di proteggere i cittadini, mantenendo l'Italia ai vertici della classifica mondiale per contrasto alla contraffazione", commenta Francesco Soro, amministratore delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. "Un successo ancor più significativo se si considera che il risultato è stato il punto di arrivo di un lungo e impegnativo confronto tra tutte le parti interessate, dal Mef al ministero della Salute, da Farmindustria ed Egualia al Poligrafico dello Stato", conclude l'Ad di Ipzs. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, disponibile nuovo trattamento con Jak inibitore per mielofibrosi

0

(Adnkronos) – Spesso è addirittura asintomatica.In alcuni casi il paziente lamenta stanchezza, un po' di inappetenza, dolori muscolari e articolari, qualche linea di febbre.

E la bilancia gli (o le) dice che è dimagrito.Capita spesso e la prima cosa a cui si pensa è l'influenza, o si dà la colpa all'età.

Non certo alla mielofibrosi, un raro tumore del sangue che in Italia colpisce 350 persone all'anno con un'incidenza maggiore tra i 60 e i 70 anni: solo il 15% ne ha meno di 55.  Oggi la disponibilità di una nuova terapia riapre di fatto la partita con la malattia: momelotinib, un inibitore orale di Jak1/Jak2 e del recettore dell'activina A di tipo 1 (Acvr1), il primo medicinale autorizzato "per il trattamento della splenomegalia o dei sintomi correlati alla malattia in pazienti adulti con anemia da moderata a severa che sono affetti da mielofibrosi primaria, mielofibrosi post policitemia vera o mielofibrosi post trombocitemia essenziale e che sono naïve agli inibitori della chinasi Janus (Jak) o già trattati con ruxolitinib", si legge nel parere positivo degli enti regolatori.  L'unica terapia ad oggi potenzialmente in grado di guarire – spiega in una nota Gsk – è il trapianto di midollo, ma è riservato a una piccola percentuale di pazienti, in genere sotto i 70 anni, per via della complessità e dei rischi ad esso associati.Momelotinib rientra nella famiglia dei Jak inibitori e negli studi che hanno portato alla sua approvazione ha dimostrato, rispetto agli altri già utilizzati, di ridurre i sintomi, la splenomegalia e di avere un impatto favorevole sull'anemia, riducendo il carico trasfusionale. Nella mielofibrosi, di mezzo ci sono i geni e alcune loro mutazioni, 3 in particolare.

La principale, che accomuna oltre la metà dei pazienti, è la mutazione V617F di Jak2, un gene importante per il controllo della produzione delle cellule del sangue, che, se mutato, risulta associato a una loro proliferazione incontrollata.La seconda per frequenza è quella del gene Calr, presente nel 25-35% dei casi e alla base della produzione di una proteina, la calreticulina, coinvolta nella regolazione di processi come la proliferazione, la crescita, la migrazione e la morte cellulare.

L'ultima mutazione è nel gene Mpl, coinvolto invece nella produzione di piastrine, riscontrata nel 3-5% dei pazienti.In buona sostanza, la mielofibrosi determina la graduale comparsa nel midollo osseo di un tessuto fibroso che ne sovverte la struttura.

In questo modo ne viene modificata la funzionalità, con la conseguente alterazione della produzione delle cellule del sangue.Quando la malattia si manifesta in maniera isolata si parla di mielofibrosi primaria (idiopatica); quando rappresenta la conseguenza di altre neoplasie mieloproliferative, come policitemia vera e trombocitemia essenziale, si parla di mielofibrosi secondaria. La mielofibrosi può peggiorare più o meno lentamente nell'arco di diversi anni, con modalità variabili a seconda del paziente.

In genere la fase iniziale consiste in un danno alla struttura del midollo osseo.E' la fase precoce, o pre-fibrotica, perché non è presente ancora la fibrosi del midollo osseo.

Nella fase avanzata compare la fibrosi midollare e si evidenzia una fuoriuscita di cellule staminali immature dal midollo osseo.Queste, attraverso il sangue, raggiungono la milza e il fegato, dove si accumulano.

Solitamente, quando la malattia si manifesta sono già presenti le alterazioni tipiche: oltre alla fibrosi, tra le altre, l'anemia e l'ingrossamento della milza.In alcuni casi (10-15 su 100) la mielofibrosi può evolvere in una patologia più severa: la leucemia mieloide acuta. La quotidianità del paziente non è delle più semplici.

Negli stadi più avanzati, la mielofibrosi ha un forte impatto sulla qualità di vita dovuta al fatto che colpisce per lo più gli anziani, persone fragili, che assumono farmaci per altri disturbi cronici e che, rispetto alla popolazione generale, hanno un rischio maggiore di malattie a carico del cuore e dei vasi sanguigni.Circa il 40% dei pazienti presenta un'anemia da moderata a grave già al momento della diagnosi, ma si stima che quasi tutti ne andranno incontro nel corso del tempo.

Questa condizione richiede cure di supporto aggiuntive, in primis le trasfusioni.E, purtroppo, i pazienti che dipendono dalle trasfusioni hanno una prognosi sfavorevole e una sopravvivenza ridotta.

Nei casi in cui si riscontri una profonda astenia e o una splenomegalia massiva, la mielofibrosi può impedire di compiere una serie di attività normali: camminare, salire le scale, rifare il letto, fare la doccia, cucinare. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Conti e il caso Fedez: “Non è indagato”

0

(Adnkronos) –
Fedez, Bianca Balti, gli ascolti.Carlo Conti, nella conferenza stampa di oggi prima della terza serata di Sanremo 2025, risponde alle domande dei giornalisti. "Fedez non è indagato", dice in merito all’inchiesta 'doppia curva' e alle intercettazioni uscite sulla stampa tra il capo degli ultras del Milan, Luca Lucci e i due rapper Emis Killa e Fedez. "Faccio il direttore artistico, non sono un giudice.

Mi occupo di canzoni", aggiunge.Emis Killa, indagato, si è ritirato dal Festival prima dell'inizio della manifestazione alla quale ora partecipano 29 e non 30 cantanti.

Fedez, che si è esibito anche nella seconda serata, è tra i 5 cantanti al top della classifica con il suo brano Battito. La serata del 12 febbraio è stata impreziosita dalla co-conduzione di Bianca Balti. "Ieri al mio fianco una donna straordinaria, unica, una guerriera.Credo che la presenza di Bianca Balti valga più di mille monologhi, più di mille altri discorsi sull'argomento e spero che sia stato un grosso esempio per tante donne, per tanti uomini che in questo momento stanno lottando contro le malattie", dice. Gli ascolti premiano il Festival. "Sono moderatamente felice perché come ho sempre detto non mi sarei abbattuto con risultati non clamorosi e non mi esalterò troppo con risultati così meravigliosi.

Si pedala col sorriso sulle labbra, così è più bello, ma si continua a pedalare", le parole di Conti.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, Sergio (Rai): “Dovere del servizio pubblico l’informazione corretta sulla prevenzione”

0

(Adnkronos) – "Credo che sia il preciso dovere della Rai, del servizio pubblico", dare "ai cittadini italiani" che ci ascoltano, e "che sono, come stiamo dimostrando anche durante il Festival di Sanremo, molti milioni, gli strumenti per poter comprendere, per poter essere informati correttamente.Nei social impazzano le fake news, quindi avere un soggetto istituzionale credibile come la Rai, che crea le condizioni per dare un'informazione corretta attraverso tutti i programmi che sono già in onda, tutti i prodotti che vengono realizzati dai telegiornali" in poi, "credo che sia qualcosa di veramente importante".

Così il direttore generale corporate della Rai, Roberto Sergio, questa mattina partecipando al talk show 'La prevenzione in dieci note', organizzato a Casa Sanremo dal ministero della Salute, in collaborazione con la Rai e la direzione artistica del Festival di Sanremo. "Credo che la prevenzione sia un elemento che tutti noi dovremmo guardare con grande attenzione", aggiunge il direttore generale Rai raccontando la sua esperienza personale. "Al di là di essere figlio di un medico, quindi di avere questa sensibilità, nel 2013, dopo tanto tempo, per un amico che aveva avuto un problema, mi convinco a fare un esame, io ho sempre fatto tante prevenzioni, ma quell'esame, che era la colonoscopia, non l'aveva ancora fatta a 53 anni".Fatto l’esame, "immediatamente mi opero, perché ero arrivato a un punto che a 6 mesi di distanza sarebbe diventato altro.

Questo significa che bisogna" fare la prevenzione perché "un malanno", trovato "nei tempi giusti, lo puoi curare, ma forse è meglio ancora prevenirlo addirittura, quindi non avere il problema.Credo che questo sia un elemento importante". Quando "un anno e mezzo fa ci siamo incontrati con il ministro della salute, abbiamo iniziato questo ragionamento che poi si è finalizzato – aggiunge Sergio – credo che oltre a tutto il prodotto che già fa la Rai, che è tantissimo, si debba fare un'attività di comunicazione importante, assieme al ministero.

Credo da questo punto di vista ci siano tutte le condizioni e la volontà del servizio pubblico di farlo.Durante questo festival credo che ci siano almeno due artisti che si stanno emozionando – osserva Sergio – Cristicchi con il racconto del suo rapporto con la mamma" con i postumi di un ictus, "oppure Fedez con il desiderio di uscire da una situazione di disagio.

Credo che parlare delle proprie esperienze o delle situazioni di disagio aiuti poi le persone a comprendere meglio quanto sia importante la prevenzione, quanto sia importante anticipare tutto quello che poi invece – conclude – diventa anche un costo maggiore per la gestione della salute". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)