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CLAMOROSO: li uccide perchè impuri, il nipote confessa

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Svelato il segreto che ha tenuto con il fiato sospeso le persone del milanese: Mattia ha ucciso la famiglia perché “impura”.

Finalmente dopo settimane è stato svelato il giallo delle morti misteriose avvenute in provincia di Monza e Brianza, precisamente a Nova Milanese: 3 sono deceduti e 5 hanno un’intossicazione. Sarebbe stato il nipote Mattia di 27 anni ad avvelenare i nonni ed i componenti della famiglia versando una sostanza tossica all’interno delle bevande preparate dalla madre. Ha usato il tallio, una sostanza tossica. La motivazione?Il giovane da poco aveva preso a frequentare un gruppo religioso, una setta e si era sempre di più isolato: carattere introverso e scontroso il suo come raccontano le persone che lo conoscevano, in particolare gli amici e i conoscenti del paese. Finalmente ha confessato ed ha anche ammesso che avrebbe compiuto il gesto perché la sua famiglia era composta da impuri e quindi ha pensato bene di ucciderli. C’èà chi addirittura tra la folla descrive Mattia come un “fuori di testa”.

Schermaglie a sinistra: blitz della minoranza Pd sul Jobs act e il governo finisce battuto

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Nelle ultime battute della legislatura si registrano schermaglie a sinistra: il blitz della minoranza Pd sul Jobs act fa andare sotto il governo. La marcia indietro dopo il flop di Pisapia.

Resa dei conti sul Jobs act, blitz della minoranza Pd e il governo finisce battuto

Più risarcimenti ai licenziati. Marcia indietro dopo il flop con Pisapia

ROMA – «Ma che davvero volete mandare sotto il governo a due mesi dalle elezioni sul Jobs act?», aveva chiesto incredula, alla riunione del gruppo Pd della commissione Lavoro, Irene Tinagli, ex Scelta Civica, fiera sostenitrice dell’attuale impianto della riforma. Ma è quello che puntualmente è avvenuto ieri: il governo, nella persona di Luigi Bobba, sottosegretario del ministro Poletti, chiede il ritiro e poi si dichiara contrario a due emendamenti della commissione. Uno sulla governance dell’Inps (che introduce una riforma ordinamentale tramite la legge di bilancio), l’altro sul raddoppio degli indennizzi ai lavoratori per i licenziamenti senza giusta causa. Il presidente della Commissione, Cesare Damiano, però non lo ritira e il testo viene approvato con i voti Pd.

La materia è bollente ed è entrata due settimane fa nella trattativa con Giuliano Pisapia. Non solo: con la premessa «non rinneghiamo ciò che abbiamo fatto», nella dichiarazione di voto contro il ripristino dell’articolo 18 chiesto da Mdp, Ettore Rosato in aula alla Camera aveva detto che il Pd era disponibile a ragionare, dati alla mano, su un aumento degli indennizzi, se fosse stato utile per la coalizione. Insomma era il punto di mediazione con la sinistra.

Ma ieri è deflagrato il cortocircuito: Damiano è uno dei big della minoranza che fa capo a Orlando. Con questa piattaforma, mirata a rendere meno conveniente per le imprese licenziare, ha accompagnato Fassino quando tentò di far entrare Mdp nella coalizione. E ora la rivendica. Quando la trattativa con Pisapia era al suo apice, dal governo informalmente vi fu una cauta apertura su questa correzione al Jobs act, sgradita alle imprese. «Ma oggi che con Pisapia è finita la storia, il governo tira i remi in barca e non accetta più una modifica che Renzi non ha mai amato», ammette un pezzo grosso del Pd per spiegare cosa sia successo.

Fatto sta che il Partito democratico in Commissione va in ordine sparso e il risultato è un caos: al momento clou, esponenti della maggioranza Pd di varie correnti, Rotta, Gribaudo, Tinagli, Di Salvo, Lavagno, Arlotti, Rostellato, non votano il raddoppio da 4 a 8 mesi delle mensilità minime e da 24 a 36 di quelle massime come risarcimento per i licenziati nelle aziende con più di 15 dipendenti. L’emendamento a prima firma Damiano dunque passa però con i voti degli altri membri della commissione, che fanno capo tutti alla minoranza. Un fattaccio tutto «interna corporis» al Pd, visto che in Commissione non c’era nessuno delle opposizioni, presenti solo Prataviera e Auci del Misto. «La minoranza ha forzato la mano sapendo che il governo sarebbe andato sotto», commenta una deputata sdegnata. La Rotta è imbarazzata. «Speriamo che tutto si chiarisca, non esiste che Commissione e governo vadano in due direzioni diverse».

Il paradosso è che i deputati della maggioranza Pd che non sono contrari sul merito, non potendo andare contro il governo per gli evidenti riflessi politici, preferiscono non partecipare allo scrutinio. Ma non lasciano agli atti un voto contrario.

Anche tra i renziani meno ortodossi c’è chi sostiene che «non si possono fare ritorsioni per quanto successo con Pisapia e bisogna correggere il Jobs act». Fatto sta che questo emendamento non si trasformerà in norma: la Commissione Bilancio boccerà tutto. «Abbiamo voluto dare un segnale di correzione all’attuale normativa perchè oggi licenziare costa troppo poco ed è troppo facile», dice soddisfatto Damiano. Ma al di là della bandiera piantata dalla minoranza Pd, il caso è sintomatico della confusione che regna sovrana tra i dem dopo il flop delle trattative a sinistra.

BIDEN, Il Cremlino interferì in Italia sul referendum costituzionale

Le interferenze del Cremlino nel referendum italiano

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vivicentro/Schermaglie a sinistra: blitz della minoranza Pd sul Jobs act
lastampa/Resa dei conti sul Jobs act, blitz della minoranza Pd e il governo finisce battuto CARLO BERTINI

Oggi Avvenne, la doppietta di Careca in Napoli-Cagliari 4-0 del 1991/92

Lo riporta il sito della SSC Napoli

Il giorno 8 dicembre il Napoli ha giocato quindici partite, dieci in serie A, tre in serie B, una in serie C1 ed una in coppa Italia, conquistando quattro vittorie e quattro pareggi, con sette sconfitte. Ricordiamo il 4-0 al Cagliari nella tredicesima giornata della serie A-1991/92 Questa è la formazione schierata da Claudio Ranieri: Galli, Ferrara, Francini, Crippa, Alemao, Blanc, Corradini (76′ De Agostini), De Napoli, Careca (83′ Pusceddu), Zola, Padovano I gol: 28′ e 43′ Careca, 68′ Francini, 77′ Padovano (rigore) Antonio Careca poteva segnare una tripletta al Cagliari, ma lasciò il rigore del 4-0 a Padovano. Quel Napoli era terzo alle spalle di Milan e Juventus ed a fine torneo chiuse al quarto poisto.

Non toccate il crocifisso, non liberate le angosce umane

Da qualche mese è ripreso uno scontro ideologico, per la verità e di tutta evidenza mai sopito, sulla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche.

Addirittura una dirigente scolastica di Roma ha ricevuto qualche mese addietro delle minacceDatte e mori, sporca amica di minorati, storpi e croci”, come anche in una scuola di Palermo “la decisione del preside dell’istituto Ragusa-Moleti di Palermo di vietare le preghiere a scuola e rimuovere tutti i simboli religiosi presenti negli ambienti” o ancora pochi mesi addietro in provincia di Belluno “«Non è gradito»: via il crocefisso dalla cappella dell’hospice Le Vette”.

Personalmente sono più laico che credente, principalmente perché ritengo che le manifestazioni proprie dell’essere umano e dunque anche il credo, siano forse dei segnali, probabilmente molto ancestrali, lanciati dal nostro misterioso cervello e che ancora oggi non siamo in grado di decodificare. Ma tale concetto non mi fa neppure chiudere le porte a niente.

Ed infatti rimango affascinato nell’osservare che in ogni parte del mondo, anche in popolazioni che hanno culture e miti completamente diversi se non all’opposto, ci si inginocchia davanti al nulla, come se il nostro cervello inconsciamente immaginasse qualcosa che ci sovrasta, davanti al quale lui, sentendosi piccolo, ha bisogno di chinarsi.

D’altronde, secondo una nota teoria paleoantropologica, anche i nostri cugini neandertaliani – per la scienza considerati un’altra specie di umani per la loro evoluzione di quasi iniziale isolamento rispetto alle popolazioni di altri uomini – credevano in qualcos’altro oltre la vita, come testimonierebbero alcuni resti di sepolture di 110 mila anni addietro.

Ed è proprio perché penso che certe manifestazioni provengano dal nostro più sconosciuto organo (del quale persino un premio nobel della fisica ha dichiarato che è più facile studiare l’universo che il nostro cervello), che sono del modesto parere che bisogna avere non solo una ragionevole attenzione per queste potenti spinte inconsce come le religioni, ma soprattutto che occorre mantenere un intelligente rispetto verso convinzioni che notoriamente possono addirittura alterare il singolo soggetto così come,  improvvisamente e senza una spiegazione logica, avere  la forza di esplodere collettivamente con una furia incontenibile come d’altronde la storia dell’uomo e quella attuale ci ha sempre insegnato e avvalorato.

Ricordo che alcuni anni addietro, per motivi di salute, mi sono trovato a contatto con persone che come me non sapevano come sarebbe andata a finire. Nel corridoio dell’ospedale c’era un piccolo altare davanti al quale si fermavano tante persone, ammalate e non. In particolare, mi colpì una giovane che componeva lei stessa delle preghiere che poi distribuiva tra tutti gli ammalati.

Ho conosciuto inoltre persone che in un crocifisso o anche solo in un’immaginetta, sono riusciti a trovare un motivo per esistere e resistere, convivendo pure con le proprie ombre, riuscendo così a contenerle e trovando una sorta di pace interiore. Ho visto anche dei musulmani pregare ogni sera su una stuoia per terra rivolti in direzione della Mecca.

Il crocifisso, come in genere le icone devozionali, sono soprattutto i segni visivi nei quali moltissimi ripongono le proprie angosce, le proprie tensioni e a volte anche gli orrori della nostra mente. Non va neanche trascurato che sono millenni che il nostro cervello, già da bambini, si è strutturato riconoscendo in quel crocifisso la speranza, il sostegno, l’aiuto, qualcosa a cui svelarsi. Privare improvvisamente di questo riferimento, senza un’adeguata preparazione mentale, potrebbe anche liberare le peggiori ossessioni di quanti fino adesso hanno riposto la propria attesa in quel millenario e radicato simbolo che è un crocifisso.

Personalmente, invece, darei un segnale di civiltà e convivenza accostando al crocifisso nelle scuole, anche le immagini sacre di altre religioni, perché poi le fedi, o la comune quanto misteriosa manifestazione trascendentale del nostro cervello, in genere ci accomuna sostanzialmente a credere tutti in un solo dio.

Certo, con esclusione quanto meno nelle nostre civiltà occidentali, di quanti con il simbolo della propria religione, poi vorrebbero imporre fondamentalismo, violenza, misoginia, omofobia, discriminazioni, subordinazione e classismo sociale.

C’è anche in certi laici una incoerenza che m’insospettisce, vale a dire: perché dovrebbero infastidirsi nel vedere un crocifisso se non credono? Per questi, il crocifisso dovrebbe essere alla stregua di qualsiasi inerme oggetto! A mio mero avviso il problema non è il crocifisso, ma l’incapacità pure di certi pensatori di decodificare razionalmente le proprie pulsioni primeggianti mistificate da argomentazioni intellettualistiche.

Sull’origine poi delle religioni, ho letto di una teoria la quale spiegherebbe che probabilmente in passato, i nostri avi, avendo un cervello ancora fisiologicamente meno evoluto e quindi più instabile di quello odierno, erano molto più soggetti a visioni, a sentire suoni e voci inesistenti, a sognare dei, demoni e figure fantasiose, per cui, conseguentemente, immaginarono l’esistenza di un mondo ultraterreno.

D’altra parte è risaputo che pure in determinate condizioni di stress, di malattie, di certe condizioni ambientali o a contatto oppure anche solo in vicinanza di certi minerali o sostanze chimiche, droghe, alcol, o ancora potenti magnetismi anche artificiali, il nostro cervello può entrare in uno stato visionario, tanto più se predisposto).

Ma se così fosse, a maggior ragione un’icona come il crocifisso non si può eliminare dall’oggi al domani con una terrena sentenza oppure qualche concetto ideologico.

Quelle ancestrali psicosi, quegli antichi mostri, quei lontani diavoli, che fino adesso in qualche modo, anche se non sempre purtroppo, sono stati contenuti e proscritti in una dimensione sovrumana, dove si scateneranno in mancanza di un’icona in cui richiuderli?

Oppure si vuole tornare al culto dei tori o, come si assiste oggi tra giovani e anche adulti, a miti terreni preconfezionati, artificiosi, mediatici e ora pure virtuali ? Il nostro cervello impazzirà davanti a certa ennesima ipocrisia ascetica, ideologica e intellettuale, che poi di fatto, non lo vorrebbe lasciare neanche libero di immaginare un’altra vita oltre la morte, ma solo pensare al consumismo e a servire i potenti.

Har Megiddo potrebbe anche non essere solo la fantasia di un apostolo, ma chissà, forse è la consapevolezza incomprensibile di qualche ancestrale quanto raccapricciante messaggio di preavviso dal profondo del nostro cervello.

Chi forza le menti umane, senza gradualmente farle consapevolizzare, ha causato sempre disastri, lacrime e sangue.

Nell’immagine, i quattro cavalieri dell’Apocalisse, descritti in Apocalisse capitolo 61-8.

Parla Icardi: “Juve, Roma e Napoli dominano da anni, noi siamo un’intrusa…”

Parla Icardi: “Juve, Roma e Napoli dominano da anni, noi siamo un’intrusa…”

Il Capitano neroazzurro, Maurito Icardi, ha rilasciato una lunga intervista per La Gazzetta dello Sport soffermandosi sul momento di grazia della sua squadra. Ecco alcuni tratti salienti:

E’ un’Inter da scudetto?

“Il nostro scudetto è entrare in Champions, questo ci ha chiesto la società, questo è l’obiettivo da non fallire”.

Perché dovrebbe finire meglio quest’anno?

C’è la mentalità giusta da parte di tutti. Noi siamo calmi, concreti, sicuri, ora serve che anche i tifosi sappiano darci una mano in questo senso”

Maradona proprio non la sopporta.

“È stato un mito in campo, ma non so che rispondergli. Non lo conosco come uomo, conosco suo figlio e so varie cose, ma non parlo di chi non frequento personalmente. Maradona ha la fissa con me… Cavoli suoi!”

Metta in fila le grandi del campionato.

“Lassù la novità siamo noi in questi ultimi anni, l’intrusa è l’Inter in un certo senso (sorride, ndr). Juve, Napoli e Roma dominano da vari campionati, in particolare la Juventus vince da sei anni consecutivi. Noi ci stiamo comunque bene in gruppo, stiamo costruendo qualcosa di importante, siamo vicini a quei livelli e dobbiamo proseguire su questa strada, senza fare proclami, ma convinti di aver appunto intrapreso la strada giusta”.

SSC Napoli: “Benefit commerciali per gli abbonati a partire da lunedì: i dettagli”

Lo riporta la SSC Napoli sul proprio sito

Cari abbonati, la SSCN è lieta di comunicare che dal giorno 11.12.2017 ore 14.00 saranno disponibili sul sito i benefit offerti dai nostri partner commerciali per tutti coloro che hanno sottoscritto l’abbonamento del Napoli per la stagione 2017/2018. Per poter usufruire dei vantaggi, basterà collegarsi al sito ufficiale della Società www.sscnapoli.it, entrare nella sezione “Biglietti => Campagna abbonamenti => Benefit”, cliccare su Attiva benefit, compilando in tutte le sue voci il form online. Una volta completata la compilazione, vi verrà inviata una comunicazione con tutte le informazioni relative ai vantaggi di cui l’abbonato potrà usufruire. La SSC Napoli premia la fedeltà e la passione azzurra!

Taglialatela: “Quando c’è flessione si perde. Hamsik sincero, ora bisogna vincere l’Europa League”

Taglialatela: “Quando c’è flessione si perde. Hamsik sincero, ora bisogna vincere l’Europa League”

Pino Taglialatela ha parlato a Il Mattino: “C’e’ la flessione, inutile nasconderlo. E in presenza di un calo le partite non si vincono, anzi si perdono. Ho molto apprezzato le parole di Hamsik quando precisa che siamo usciti per demeriti nostri: questo significa che per recuperare credibilita’ a livello europeo, si dovra’ provare a vincere l’Europa League. Mi auguro che in questa competizione Sarri si convinca a dare piu’ spazio alle seconde linee, a cominciare dal portiere”.

Il Mattino contro De Laurentiis: “Poco presente, serve la sua voce!”

Il Mattino contro De Laurentiis: “Poco presente, serve la sua voce!”

De Laurentiis a Rotterdam non c’era. Al pranzo dell’Uefa il club era rappresentato dal figliolo Edo, dal ds Giuntoli e dal capo della comunicazione Lombardo. E’ vero che il patron e’ impegnato nel lancio del film di Natale, nelle grandi manovre per il bando di gara dei diritti televisivi e per le trattative per la governance di Lega, ma la sua assenza in certe notti ha un peso maggiore di altre. Come riporta Il Mattino: “Ma probabilmente serviva una voce all’interno del club che avrebbe dovuto far comprendere alla squadra tre buone ragioni per non mollare i tre punti e per giocare fino alla fine: per prima cosa per il bonus in palio legato alla vittoria perché 1,5 milioni di euro non sono spiccioli per una societa’ che vive sull’autofinanziamento; seconda cosa perche’ la vittoria avrebbe consentito, in ogni caso, di essere testa di serie a Nyon nel sorteggio di Europa League; e infine per il prestigio internazionale di una squadra che non puo’ cadere cosi’ malamente contro una squadra che di motivazioni non ne aveva neppure mezza eppure ha giocato come se stesse lottando per alzare al cielo la coppa. De Laurentiis parli chiaro alla squadra, in occasione della cena di mercoledì 13, e faccia capire che per il club lo scudetto e’ il primo obiettivo ma che l’Europa League non può essere presa sottogamba”.

Napoli – Inglese, parla Maran: “Secondo me a Gennaio resta…”

Napoli – Inglese, parla Maran: “Secondo me a Gennaio resta…”

Pranzo di Natale a Veronello con la stampa per il Chievo e la domanda sul mercato, a poco meno di un mese dall’apertura, non poteva che essere scontata. Tutt’altro che scontata invece è stata la risposta del tecnico Maran che ribadisce la speranza di non perdere nessuno dei suoi uomini, compreso quellInglese dato già per partente in direzione Napoli. Gli azzurri vogliono avere, infatti, più uomini possibile a disposizione anche in vista dell’Europa League, garantendo un certo turnover ai soliti noti.

Mi aspetto che rimangano tutti questi. Inglese? Ho già risposto…”. Eccole le parole esatte del mister, che per altre 4 partite ha ancora la certezza di poter contare sul suo bomber, ma la verità la scopriremo solamente il 3 gennaio, quando il calciomercato sarà aperto ufficialmente. A riportarlo è Il Corriere di Verona.

Le interferenze del Cremlino nel referendum italiano

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«Il Cremlino interferì in Italia sul referendum costituzionale»L’accusa è dell’ex vicepresidente americano Joe Biden che aggiunge: «L’offensiva non è finita. Ora la Russia sta aiutando Lega e Cinque Stelle in vista delle elezioni».

Biden: “Il Cremlino interferì in Italia sul referendum costituzionale”

La denuncia dell’ex vice presidente Usa: l’offensiva non è finita. Ora la Russia sta aiutando Lega e Cinque Stelle in vista delle elezioni

NEW YORK – La Russia ha interferito con il referendum costituzionale italiano dell’anno scorso, e sta aiutando la Lega e il Movimento 5 Stelle in vista delle prossime elezioni parlamentari. La denuncia viene dall’ex vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden, in un articolo pubblicato sulla rivista «Foreign Affairs» insieme all’ex vice assistente segretario alla Difesa Michael Carpenter.

Il saggio si intitola «How to Stand Up to the Kremlin», ossia come fronteggiare il Cremlino, e il catenaccio chiarisce l’obiettivo: «Difendere la democrazia contro i suoi nemici». Durante l’amministrazione Obama, il vice presidente era molto coinvolto negli affari internazionali, e aveva ricevuto in particolare l’incarico di gestire la crisi ucraina. Visto quanto sta avvenendo negli Usa con l’inchiesta sulla collusione tra la campagna elettorale di Trump e Mosca, molti osservatori hanno interpretato questo articolo come la conferma che Biden sta ancora considerando la possibilità di candidarsi alla Casa Bianca nel 2020.

Il testo sostiene che Putin ha lanciato una campagna interna e internazionale per conservare il potere, basata su corruzione, ingerenza militare e politica. Secondo Biden la forza del capo del Cremlino è più apparenza che sostanza. L’economia russa dipende ormai esclusivamente dal petrolio e dal gas, e il calo dei prezzi l’ha profondamente danneggiata, al punto che la capitalizzazione sul mercato di Gazprom è scesa dai 368 miliardi del 2008 ai 52 di oggi. Il consenso politico è molto fragile, e per conservarlo Putin ha puntato su due cose: repressione dell’opposizione, e favoreggiamento della classe corrotta di oligarchi che lo aiutano a restare al potere. Ha creato una «democrazia Potemkin, in cui la forma democratica maschera il contenuto autoritario».

Questa strategia di sopravvivenza ha un importante aspetto internazionale, per almeno tre ragioni: difendersi dall’America, impedire ai Paesi vicini di passare nell’altro campo, e destabilizzare le democrazie occidentali. Biden scrive che gli Stati Uniti non hanno mai cercato di rovesciare Putin, ma lui si è convinto che hanno fomentato le rivolte in Serbia, Georgia, Ucraina, Kirgyzistan, mondo arabo, e le proteste scoppiate tra il 2011 e 2012 in varie città russe. Quindi considera Washington il suo nemico principale, e per difendersi ha orchestrato la campagna di disinformazione finalizzata a influenzare le presidenziali del 2016. Nello stesso tempo non può permettersi che i Paesi vicini, quelli nella sfera considerata di «interesse privilegiato russo», passino dalla parte occidentale, perché darebbero un esempio negativo agli stessi cittadini russi desiderosi di democrazia, libertà e sviluppo. Così si spiegano i vari interventi diretti, tipo Montenegro, Georgia, Ucraina, Moldova, dove ha usato i tentativi di colpo di stato o la forza militare.

Oltre alla difesa della Russia e dei territori vicini, la strategia di Putin comprende anche l’attacco dell’Occidente, per destabilizzarlo dall’interno e renderlo meno capace di contrastare Mosca. In questo quadro si inseriscono le iniziative lanciate per interferire con le elezioni. In Francia l’offensiva è fallita, ma «la Russia non si è arresa, e ha compiuto passi simili per influenzare le campagne politiche in vari Paesi europei, inclusi i referendum in Olanda (sull’integrazione dell’Ucraina in Europa), Italia (sulle riforme istituzionali), e in Spagna (sulla secessione della Catalogna)». Quindi Biden denuncia gli aiuti del Cremlino alla destra estrema in Germania, e aggiunge: «Un simile sforzo russo è in corso per sostenere il movimento nazionalista della Lega Nord e quello populista dei Cinque Stelle in Italia, in vista delle prossime elezioni parlamentari». A questo proposito bisogna ricordare che l’ex vice presidente era alla Casa Bianca, quando nell’autunno del 2016 il dipartimento di Stato inviò una missione a Roma per informare l’ambasciata di Via Veneto sui sospetti di ingerenze del Cremlino, ed era con Obama quando poco dopo ricevette l’allora premier Renzi a Washington.

Biden cita l’Internet Research Agency di San Pietroburgo come uno degli strumenti usati per diffondere ovunque le fake news, e denuncia anche l’uso della corruzione. Ad esempio nel gennaio scorso le autorità di New York hanno accusato la Deutsche Bank di aver riciclato 10 miliardi di dollari dalla Russia, e pochi giorni fa il procuratore Mueller ha chiesto alla banca tedesca di fornire informazioni sui conti che hanno presso di lei Trump e i suoi familiari. L’ex manager della campagna presidenziale, Manafort, è stato incriminato proprio per riciclaggio.

Biden non discute i motivi che potrebbero aver spinto l’attuale capo della Casa Bianca a essere disponibile verso il Cremlino, ma avverte che se lui non difenderà gli Usa e l’interno Occidente da questa offensiva, il Congresso, i privati e gli alleati dovranno farlo al suo posto, per salvare la democrazia liberale.

Resa dei conti sul Jobs act, blitz della minoranza Pd e il governo finisce battuto

Schermaglie a sinistra: blitz della minoranza Pd sul Jobs act e il governo finisce battuto

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lastampa/Biden: “Il Cremlino interferì in Italia sul referendum costituzionale” PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK

FOTO e VIDEO VIVICENTRO – Castellammare dei falò tra polemiche e stupore

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Le tradizioni di Stabia persistono ancora tra polemiche e cambiamento, il sindaco alla sua città che si incontra per i falò

Si sono accesi ieri i falò tradizionali per la serata della vigilia dell’Immacolata che segna l’arrivo delle feste natalizie a Castellammare di Stabia. Come previsto dal programma stilato dal sindaco Antonio Pannullo, il week end stabiese farà spazio a diverse manifestazioni, tra cui, il concerto attesissimo di sabato 9 dicembre dei Foja in villa comunale. Ieri, alla serata la partecipazione è stata massiva, tra lo stupore di chi ha ritrovato una stabia ancora volenterosa di mantenersi ancorata alle proprie tradizioni immancabili, che distinguono la città all’interno del tessuto campano e chi invece ha borbottato poiché la tradizione dei “fucaracchi” sembrerebbe prevedere una diversa tradizione e metodologia per il festeggiamento: c’è chi ricorda la tradizione viva stabiese che accompagna da sempre la città e prevedeva l’accensione dei falò nel proprio rione d’appartenenza, senza l’intervento di forze dell’ordine. Questo però dalle istituzioni è stato visto estremamente contro ogni norma di sicurezza, essendo elevato l rischio di ustioni o danneggiamenti seri alle abitazioni, poiché l’ubicazione della legna è in prossimità di abitazioni. Pronti a scongiurare ogni problema, si è ritenuto opportuno perimetrare la zona dell’arenile deputata all’accensione, costruire piramidi di legno distanziate in misura preventiva l’une dalle altre e cospargere l’ammasso di benzina prima dell’accensione.Non hanno però esitato i rioni a rispondere con i” veri” falò, come alcuni stabiesi direbbero, che nonostante le raccomandazioni non hanno rinunciato allo spettacolo della tradizione. L’intera esibizione pirotecnica che ha preceduto la performance dell’arenile è stata ripresa da un drone e dallo stesso sindaco che, dall’altro della torricella costruita sul nuovo progetto villa è rimasto ad osservare tutto lo spettacolo della sua città, una realtà che vive ancora nelle sue tradizioni.

a cura di Annalibera Di Martino

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Tradizione stabiese, i fucaracchi dell'Immacolata

Napoli – Fiorentina, probabili formazioni: dubbio in avanti per Sarri!

Napoli – Fiorentina, probabili formazioni: dubbio in avanti per Sarri!

Al San Paolo domenica arriva la Fiorentina in uno dei momenti più delicati della stagione per gli azzurri. Dopo due pesanti sconfitte gli uomini di Sarri non possono più sbagliare e queste, secondo La Gazzetta dello Sport, dovrebbero essere le due formazioni in campo.

Il Napoli dovrebbe schierarsi con il suo solito 4-3-3: in difesa la coppia centrale sarà quella titolarissima con Koulibaly e Albiol, mentre Maggio dovrebbe lasciare il posto nuovamente a Maio Rui. A centrocampo si rivede Jorginho con ai propri fianchi i soliti Allan e Hamsik. In attacco l’unico vero e proprio dubbio di Sarri: Insigne è in forse ma dovrebbe farcela, nel caso Zielinski è pronto a scaldare i motori.

Schieramento analogo per i Viola che però durante la partita potrebbero passare al 4-2-3-1: in tal caso Chiesa, Benassi e Thereau sarebbero alle spalle della unica punta Simeone, altrimenti l’ex Toro è pronto a scivolare in mediana e lasciare in avanti il tridente composto dai due figli d’arte e il vecchietto con il vizio del gol.

L’Angolo di Samuelmania – Ora c’è la Fiorentina, basta pensare alla Champions!

L’Angolo di Samuelmania – Ora c’è la Fiorentina, basta pensare alla Champions!

Il Napoli ha disputato la sua ultima gara del girone di Champions League contro gli olandesi del Feyenoord. Azzurri subito in vantaggio con un goal di Zielinski ma purtroppo poi le cose non vanno bene perché mentre lo Shakhtar segna l’1-0 al City, il Napoli viene raggiunto sull’ 1-1 ! Un po’ demoralizzati nel finale, subiscono il 2 goal e la partita finisce 2-1 per la squadra di casa. Napoli in Europa League! Domenica c’è la Fiorentina, unico obbiettivo è vincere!

a cura di Samuele Esposito

Napoli – Chiesa, De Laurentiis non molla: in estate pronta una nuova offerta!

Napoli – Chiesa, De Laurentiis non molla: in estate pronta una nuova offerta!

Nonostante il Patron Della Valle lo abbia blindato con un nuovo contratto il Napoli non molla la presa sul gioiellino viola idolo della Fiesole; Federico Chiesa. A tal proposito De Laurentiis sarebbe anche pronto a riprovarci in estate e l’edizione odierna de Il Mattino riporta:

La Fiorentina non ha inserito la clausola rescissoria: quindi nessuno potrà arrivare, pagare e portarselo via. Bisognerà passare per Della Valle. E’ sul taccuino delle grandi: il Napoli su tutte. I suoi lampi imprevedibili hanno colpito De Laurentiis che torti a Della Valle non li vuole fare e quindi, dopo aver sondato il terreno con papà Enrico, non è andato oltre. Chiesa costa non meno di 40 milioni di euro, ma ha soli 20 anni e in prospettiva è il più forte esterno dell’ultima generazione made in Italy […] Domenica sarà la sua prima volta al San Paolo in serie A. Sa che avrà un osservatore in più a guardarlo: perché De Laurentiis non lo molla e, se la Fiorentina dovesse cambiare idea, la sua offerta sarebbe la prima e a luglio potrebbe riprovarci” .

ALLARME SALUTE: La Procura chiude la Villa

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La procura di Benevento dispone la chiusura della villa comunale, altamente pericolosa per la salute pubblica.

A Benevento la nuova villa comunale di San Giorgio del Sannio è stata messa sotto sequestro, in quanto ritenuta dalla Procura di Benevento pericolosa per la salute: infatti, sono state ritrovate in quantità esponenziali delle sostanze che nella norma sono presenti in percentuali più basse e quindi potrebbero essere nocive per la salute. Il provvedimento è scattato in seguito alle analisi che sono state fatte dall’Arpac: tra le sostanze nocive il berillio, benzene, indenopirene altamente pericolosi per la salute se posti nelle percentuali triplicate, come accade ad esempio per il benzoperilene o il berillio. Si aspettano ulteriori analisi per fare chiarezza sulla natura delle sostanze ed i provvedimenti da attuare.

Fonte:Ansa

Napoli – Fiorentina, buone notizie per Sarri: Insigne dovrebbe giocare!

Napoli – Fiorentina, buone notizie per Sarri: Insigne dovrebbe giocare!

Buone notizie per Maurizio Sarri in vista della Fiorentina arrivano dall’infermeria in quanto Lorenzo Insigne dovrebbe stringere i denti e scendere in campo contro i Viola. L’edizione odierna della Rosea di Milano riporta:

“Il momento è critico e per superarlo, l’allenatore chiederà a Lorenzo Insigne il sacrificio di stringere i denti e ritornare protagonista dopo aver evitato la trasferta in Olanda per quel principio di pubalgia che lo tormenta, ormai, da un mese. L’attaccante è rimasto a Castel Volturno, sta continuando il ciclo di terapie e, nel contempo, ha iniziato una preparazione differenziata: oggi pomeriggio, Sarri lo ritroverà al centro sportivo e insieme faranno il punto della situazione dopo aver sentito il parere di Alfonso De Nicola, il medico sociale. Nelle ultime ore è filtrato un po’ di ottimismo, non ancora sufficiente per dire che Insigne domenica contro la Fiorentina ci sarà. Lui vuole esserci, ma in questi casi la prudenza non è mai troppa. Dalla società non trapelano notizie sullo stato fisico del giocatore, si è fermi alla dichiarazione rilasciata da Sarri nel dopo partita, contro la Juve, quando l’allenatore motivò la sostituzione del ragazzo con questo problema in zona pube. Aggrappati a Insigne, dunque. In questi tre giorni che separano il Napoli dalla gara con la Fiorentina, si proverà il tutto per tutto per rimetterlo in sesto. Resta da capire in che condizioni sarà il giocatore che, da una settimana, svolge allenamenti leggeri, e se varrà la pena rischiarlo in un momento in cui il rilancio si fonda sul suo recupero. La squadra è stanca, s’è visto anche a Rotterdam, al di là delle motivazioni che ha potuto trasmettere la partita”

FOTOGALLERY- La tradizione vince ancora, Castellammare “in fiamme” per l’Immacolata

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Ieri sera i tradizionali falò dell’Immacolata sull’Arenile stabiese, tra tradizione innovazione e sicurezza.

Ieri sera si è svolto il tradizionale falò, in occasione della festività dell’Immacolata sull’Arenile stabiese. Quattro piramidi di legna sono state collocate all’interno dello spazio dell’arenile e fatte incendiare per l’occasione dalla squadra dei vigili del fuoco in totale sicurezza. Grande la partecipazione all’evento della cittadinanza, inoltre a quella del primo cittadino Antonio Pannullo. Un corteo di luci pirotecniche ha anticipato l’accensione della legna decorando pittorescamente il lungomare. Non mancano come sempre le critiche di chi, tra la folla, non ha esitato a far notare che la tradizione volesse altro: ogni rione accende il proprio “fucaracchio” grazie al lavoro fatto dai più giovani che da settembre iniziano già a raccogliere la legna e si fa a gara sempre a chi realizza il falò più maestoso nelle varie zone della città: Moscarella, Acqua della Madonna, Aranciata Faito, Cicerone, Scanzano, Rione CMI, Il Mercato  ed i quartieri collinari. In effetti, la tradizione stabiese affonda le sue radici in una storia molto antica, ben diversa dallo scenario a cui abbiamo assistito ieri, infatti, come racconta il blog sorrentino: la leggenda, narra che una notte, un pescatore, a largo delle acque stabiesi, fu sorpreso da un’improvvisa tempesta che ingrossò il mare. Vistosi in balia delle onde non ebbe altro da fare che rifugiarsi nella fede, invocando l’aiuto della Beata Vergine Maria. Il pescatore perse conoscenza e durante il suo stato di incoscienza ebbe in visione proprio la Madonna. Al risveglio si ritrovò, ancora frastornato e inzuppato d’acqua sull’arenile di Castellammare ma il suo primo pensiero fu quello di ringraziare per il miracolo appena avvenuto l’Immacolata Concezione, accese un fuoco per riscaldarsi e chiamò a raccolta i passanti definendoli “Fratiell e Surell” esortandoli ad unirsi con lui in preghiera, intorno al falò per recitare un Rosario di ringraziamento alla Madonna che lo aveva salvato dalla sventura. Infatti, connesso all’evento del falò c’è quello di Fratielle e Surelle: dal dodicesimo giorno antecedente l’immacolata un devoto chiama a raccolta all’alba i fedeli gridando:  Fratiell e surell, ò Rusario à maronn, oggi è à primma stella ra Maronna,dove la stella sta ad indicare le dodici stelle che ornano il capo della Vergine. Soltanto il primo e l’ultimo giorno l’uomo viene accompagnato da un’orchestra e se non basta a fare da sveglia ai cittadini si usano una serie di petardi. La processione termina nella chiesa del rione dove si recita il Santo Rosario.

 

a cura di Annalibera Di Martino

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La prima di Chènier: è ovazione alla Scala

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Ieri sera 10 minuti d’applausi per la prima della stazione teatrale della Scala, Franceschini si ritiene soddisfatto dell’evento.

Il pubblico è rimasto ad applaudire per dieci minuti a Teatro alla Scala di Milano dopo la prima della messa in scena della Chénier di Umberto Toscano con la direzione del maestro Chailly. per l’inaugurazione della stagione teatrale Tutti molto soddisfatti dei risultati ottenuti, in particolare il Ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini, che ha commentato l’evento dicendo: “Ogni 7 dicembre tutto il mondo guarda Milano, tutti i riflettori sono accesi su Milano”. Presenti in Sala anche il sottosegretario Maria Elena Boschi, per la prima volta alla Scala ed amante dell’opera sin da giovane, come racconta, che ha avuto il piacere di entrare nel teatro più prestigioso di Milano, dopo averni visitati molti in Europa. Grande soddisfazione non solo per il pubblico in sala, ma anche per l’Italia che ancora una volta si assicura un primato europeo per la produzione di opere teatrali ed altrettante standing ovation in sala. Presente per l’evento anche Carla Fracci, simbolo dell’arte italiana nel mondo.

Fonte:Ansa

E’ ufficiale, l’ASD Città di Gragnano ha ceduto Carfora

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E’ ufficiale, l’ASD Città di Gragnano ha ceduto Canfora

Nella giornata di oggi l’Asd Città di Gragnano ha ceduto ufficialmete l’attaccante Giovanni Carfora alla Vis Afragolese 1944.

Il calciatore classe 1992 ha militato nella squadra per due anni e mezzo, durante i quali ha realizato quattro reti e collezionato 32 presenze.

Questo il comunicato della società con cui ufficializza il trasferimento del giocatore:

“L’ASD Città di Gragnano comunica di aver perfezionato in data odierna il trasferimento del calciatore Giovanni Carfora alla Vis Afragolese 1944.

L’attaccante, classe 1992, lascia il Gragnano dopo due anni e mezzo durante i quali ha collezionato trentadue presenze e realizzato quattro reti.

La società ringrazia il giocatore per l’impegno profuso e gli augura le migliori fortune per il prosieguo della carriera professionale”.

 

FOTO ViViCentro – Castellammare, incidente in via Galeno tra scooter e auto: ecco cosa è accaduto

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FOTO ViViCentro – Castellammare, incidente in via Galeno tra scooter e auto: ecco cosa è accaduto

Una serata movimentata in Via Galeno, a Castellammare di Stabia. Un incidente che ha rotto la tranquillità della vigilia della Festa dell’Immacolata. Infatti, proprio in questi minuti, dopo l’incidente di ieri sulla statale, c’è stato un altro impatto duro tra uno scooter e una vettura, una Panda di colore bianco. Secondo quanto raccolto dai presenti, lo scooter si sarebbe infilato in via Galeno e sbilanciandosi, verso uno dei due lati, ha perso l’equilibrio, finendo sull’auto in transito in quel momento nel senso di marcia opposto. In loco sono arrivati i soccorsi, in attesa di capire quale sia stata la dinamica effettiva dell’incidente. Ecco lo scatto che vi propone la redazione di ViViCentro.it.