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Pizza, Confapi: Unesco e ok Terra dei fuochi, due buone notizie

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Pizza, Confapi: Unesco e ok Terra dei fuochi, due buone notizie

Napoli – Le parole di Gianpiero Falco, presidente Confapi Napoli, sul riconoscimento della pizza napoletana da parte dell’Unesco come patrimonio dell’umanità e sui risultati positivi delle analisi sui prodotti provenienti dalla “Terra dei fuochi” dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno.

Queste le dichiarazioni: «Il riconoscimento Unesco dell’arte dei pizzaiuoli napoletani non è solo l’approvazione internazionale del valore della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni ma è anche un premio a una industria che dà lavoro a migliaia e migliaia di uomini e donne e che, silenziosamente, crea ricchezza».

«L’onorificenza dell’Unesco arriva quasi nelle stesse ore in cui, finalmente, si fa chiarezza su quello scempio politico-mediatico-giudiziario che è stata la “Terra dei fuochi” in Campania. Gli esami dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno hanno accertato che nessun prodotto è contaminato e che solo una piccolissima porzione di territorio è meritevole di controlli rigorosi che – aggiunge – peraltro già c’erano prima e ci sono ancor di più ora».

«Se si credesse ai simboli e alle coincidenze – sottolinea ancora il presidente Confapi Napoli – bisognerebbe ammettere che le ultime 48 ore sono state assai ricche di messaggi inequivocabili. Il che può solo dare conferma, una volta di più, che la Campania e Napoli hanno tutte le caratteristiche per fare da locomotiva per l’economia del Mezzogiorno. A patto che la politica, le istituzioni e tutti gli attori economici tutti – conclude Falco – operino in collaborazione per una stessa finalità: lo sviluppo del territorio».

Allerta meteo della Protezione Civile della Regione Campania: temporali improvvisi

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Nuova allerta meteo della Protezione Civile Campania: allerta Gialla dalla mezzanotte

La Protezione Civile della Regione Campania dirama una nuova allerta meteo: ” Possibili temporali improvvisi. La Protezione civile della Regione Campania ha diramato un avviso di allerta meteo di colore Giallo valevole a partire dalla mezzanotte e fino alle 18 di domani su buona parte della Regione. In particolare le zone interessate sono: Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Tusciano e Alto Sele; Piana del Sele e Alto Cilento; Tanagro; Basso Cilento. La criticità idrogeologica prevista è legata ai fenomeni temporaleschi che, localmente, potranno avere anche “moderata intensità” e saranno caratterizzati da una incertezza previsionale e da rapidità di evoluzione. Un quadro meteo che potrebbe determinare anche fenomeni franosi legati a condizioni del territorio particolarmente fragili, caduta massi o ruscellamenti superficiali. Tale situazione è associata anche a raffiche di vento forte e fulmini.
Il mare si presenterà agitato. La Protezione civile regionale raccomanda agli enti competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni attesi e di tenere alta la vigilanza sul territorio anche in ordine alle strutture esposte alle sollecitazioni del vento e del mare”.

Castellammare, Pannullo: “Un bel momento di festa e condivisione”

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Pannullo: “Un bel momento di festa e condivisione”

Le parole di soddisfazione di Pannullo sul palio dei falò svoltosi tra la notte del 7 e dell’8 dicembre.

Castellammare di Stabia – Il sindaco Antonio Pannullo esprime la propria soddisfazione per la riusciuta del palio dei falò. Queste le dichiarazioni del primio cittadino: “Il palio dei falò sull’arenile ha incarnato al meglio lo spirito di festa e di condivisione che anima gli stabiesi nella notte dell’Immacolata. Una sfida vinta. Un’area di festa che si è diffusa in tutta la città. Abbiamo voluto con forza che il palio si tenesse sull’arenile ed alla fine i numeri ci hanno dato ragione. Oltre diecimila le persone che si sono riversate lungo la Villa per assistere all’evento, il tutto è avvenuto in una atmosfera di serenità. Vorrei ringraziare gli organizzatori, le forze dell’ordine, i volontari e tutti gli stabiesi per questa indimenticabile notte dell’Immacolata

Napoli: incendio in una palazzina. Donna muore soffocata

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Napoli, incendio in una palazzina, muore anziana.

Succede nel centro storico della città di Napoli: al quarto piano di una palazzina è scoppiato un incendio, provocato probabilmente dal corto circuito di un asciugacapelli. All’interno dell’appartamento si trovava una donna di 88 anni, morta per inalazione dei fumi.

Le fiamme,prima di essere domate dall’intervento dei Vigili del Fuoco, hanno provocato la parziale distruzione dell’abitazione. Al momento, la salma della donna è stata trasportata al secondo policlinico, per poter eseguire l’autopsia. I locali sono stati, invece,sottoposti a sequestro.

Sant’Antimo, tutto pronto per l’evento “Epifania 2018”

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Sant’Antimo, tutto pronto per l’evento “Epifania 2018”

A Sant’Antimo, si svolgerà l’evento “Epifania 2018” organizzato all’associazione no profit “te lo regalo se ti piace”. Durante l’evento a tutti i bambini presenti saranno regalati: giocattoli, pupazzi e una calza della befana piena di dolciumi.

L’appuntamento si terrà il giorno 5 gennaio 2018, presso la scuola paritaria dell’infanzia “il mondo dei bambini” in via Cesare Battisti.  L’evento è a titolo gratuito.

Per chi vuole contribuire con le donazioni può farlo fino al 2 gennaio 2018, e potrà donare: caramelle, cioccolatini, giocattoli, peluche, materiale scolastico (come quaderni, gomme, calcolatrici penne, matite ecc).

Per chi è interessato a contribuire può contattare i volontari dell’associazione “te lo regalo se ti piace”, che verranno a ritirare le donazioni a domicilio.

 

Siracusa vs Juve Stabia quando sarà possibile acquistare i biglietti

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Siracusa-Juve Stabia quando sarà possibile acquistare i biglietti
La S.S. Juve Stabia rende noto che nella giornata odierna i botteghini dello stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia resteranno chiusi, mentre, domani sarà possibile acquistare il tagliando per la gara Siracusa-Juve Stabia, in programma domenica 10 dicembre alle ore 14.30, dalle ore 10 fino alle ore 19.

FOTO E VIDEO ViViCentro-Caos a Castellammare, apre il ‘nuovo’ negozio de La Sonrisa…con Donna Imma!

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Caos a Castellammare, apre il nuovo negozio de La Sonrisa…madrina d’eccezione Donna Imma!

L’aria di festa non si ferma nella città di Castellammare! Dopo la lunghissima notte dell’Immacolata, tra festeggiamenti e falò, la città è ancora protagonista di un evento. Questa mattina,  8 Dicembre, alle 12.00 in via Nocera 80, una folla di persone ha inondato la strada per assistere all’inaugurazione del negozio di profumi alla spina “Goccia d’Oro” di Gaetano Nino Davide, caratteristico personaggio del programma di Real Time, “Il castello delle Cerimonie” . Ma ad accendere gli animi della folla è stata la madrina dell’inaugurazione: Donna Imma,  figlia del Boss delle Cerimonie , che ha festeggiato il suo onomastico in un modo del tutto singolare. 

Tra un ricco buffet e foto, i componenti della famiglia Polese sono stati accolti con estrema curiosità, i passanti non hanno esitato a scattare selfie,approfittando della situazione per incontrare i personaggi conosciuti tramite il programma. La folla si è poi spostata all’interno per poter provare le varie fragranze.

 

Juve Stabia, lutto in casa Polito

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La S.S. Juve Stabia e tutte le sue componenti, esprimono la propria vicinanza, in questo momento di dolore, a Ciro Polito, per la scomparsa del caro cugino Antonio Fierro. Alle famiglie Polito e Fierro la società gialloblù rivolge le più sentite condoglianze.

Tutta la redazione di ViViCentro.it esprime la propria vicinanza a Ciro Polito ed alle famiglie Polito e Fierro, colpite dalla scomparsa del caro Antonio.

Il piano di Macron per uscire dall’impasse siriana

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Emmanuel Macron non ne ha mai parlato apertamente ma fonti diplomatiche sottolineano che i francesi «in Medio Oriente sono ormai gli unici che possano discutere con tutti, perfino con l’ Iran». L’Eliseo offre a Putin un patto sul dopoguerra.

Siria, il piano di Macron. Patto con Putin per il dopoguerra

Emmanuel Macron vuole creare un gruppo di contatto per uscire dall’impasse siriana: «Solo noi parliamo con Iran e Arabia Saudita»

PARIGI – Un piano francese per uscire dall’impasse siriana. Emmanuel Macron non ne ha mai parlato apertamente, neppure ieri, in visita nel Qatar, nel cuore di una delle svariate crisi che attanagliano il Medio Oriente. E a Parigi nicchiano, quella parola («piano») non la vogliono sentire. Ma fonti diplomatiche francesi sottolineano che «in Medio Oriente siamo ormai gli unici che possano discutere con tutti, perfino con l’Iran: abbiamo un ruolo di mediazione da svolgere, anche in Siria».

Cosa avrebbe in mente Macron? Creare un gruppo di contatto con i cinque membri permanenti del consiglio di sicurezza dell’Onu (oltre alla Francia, Cina, Russia, Regno Unito e Usa) e allargarlo ai Paesi più influenti del Medio Oriente, per discutere e accelerare una soluzione alla crisi siriana: rispettando il processo di pace di Ginevra e cercando di restare entro i suoi limiti, ma dandogli anche una scossa, facendo pressione su Bashar al Assad, che al momento sembra fare resistenza all’avanzamento di quelle trattative (anche se i rappresentanti del regime dovrebbero fare ritorno nella città svizzera domenica).

A Mosca gradiscono  

La diplomazia parigina sottolinea che «siamo stati noi a chiedere la riunione a Ginevra dei rappresentanti dei cinque Paesi del consiglio di sicurezza lo scorso 28 novembre, prima della ripresa lo stesso giorno del dialogo a Ginevra. Senza un loro coinvolgimento sistematico, non si va da nessuna parte». Secondo altre fonti a Parigi, sempre vicine al ministero degli Esteri, l’attivismo di Macron sarebbe gradito a Vladimir Putin, che vorrebbe ritirare il grosso delle truppe russe dislocate in Siria e chiudere quella partita, soprattutto ora che si è di nuovo candidato alle presidenziali, previste la prossima primavera. Il leader russo sarebbe pure disponibile a scaricare Assad (punto sul quale differisce dall’Iran, suo alleato in Siria). Quanto a Macron, sul dittatore siriano ha preso, fin dalla propria elezione, una posizione chiara, giudicandolo negativamente ma non facendo della sua cacciata la condizione necessaria per arrivare a un compromesso per risolvere la crisi a Damasco.

Le fonti diplomatiche sottolineano che «nel Medio Oriente la Francia ha i suoi partner privilegiati, come l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti». Ad Abu Dhabi Parigi può contare sulla sua unica base militare all’estero al di fuori dell’Africa. E proprio sfruttando un’alleanza storica, Macron ha potuto negoziare con Mohamed bin Salman, il principe ereditario saudita, la possibilità che l’ex premier Saad Hariri lasciasse Riad.

Il rapporto con il Qatar  

Ma al tempo stesso, la Francia, in particolare sotto Nicolas Sarkozy, ha sviluppato un rapporto privilegiato anche con il Qatar, attualmente nel mirino dell’Arabia Saudita e dei suoi alleati, che l’accusano di appoggiare il terrorismo islamico e l’Iran. Ieri Macron è stato accolto a braccia aperte a Doha: ha strappato oltre 11 miliardi di euro di contratti, compresa la vendita di dodici Rafale, aerei da combattimento francesi. Non solo: anche se il presidente francese ha criticato a più riprese la destabilizzazione del Medio Oriente operata da Teheran, non perde l’occasione di difendere il compromesso sul nucleare dagli attacchi di Donald Trump. Sì, Macron sta parlando con tutti. E riempie i vuoti politici lasciati dagli altri, Trump in testa. Questo potrebbe essere utile anche per risolvere il rompicapo siriano.

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Il piano di Macron per uscire dall’impasse siriana: l’Eliseo offre a Putin un patto sul dopoguerra
lastampa/Il piano Macron per uscire dall’impasse siriana LEONARDO MARTINELLI

Anche Ischia si illumina per le feste

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E’ partito il Natale tra lacrime e gioia per Ischia: presente anche la moglie di una vittima del terremoto.

Al comune di Ischia è iniziato ufficialmente il Natale: ieri c’è stata la cerimonia d’accensione dell’albero di Natale nei pressi della Casa Comunale. La cerimonia, interamente sorvegliata dalla Fanfara dei Carabinieri, ha visto la presenza delle più autorevoli istituzioni regionali, tra cui, il Comandante del gruppo dei Carabinieri di Napoli. Momenti toccanti quelli che hanno caratterizzato la manifestazione, tra i canti natalizi e i lavori di un marito di una delle vittime che ha realizzato sfere di cristallo per addobbare l’albero contenenti dei presepi.  Il pino finto natalizio addobbato di rosso è stato realizzato dagli studenti dell’istituto professionale di stato Telese, aperto ai giovani che vogliono approfondire gli studi del turismo. Commosso anche il primo cittadino che ha ringraziato i Carabinieri ed il lavoro svolto il 21 agosto, giorno del tragico terremoto ed ancora oggi, sorvegliando l’intera città  e garantendo sempre la sicurezza ai cittadini. La presenza dell’Arma è significativa per Ischia, in quanto incarna i valori di sobrietà e giustizia, soprattutto in un cerimoniale importante come quello che accompagna le festività natalizie nell’accensione dell’albero, manifestando il forte legame tra sicurezza ed ischitani.

Trovati alle Maldive dopo aver derubato le case a Salerno

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Emessa la sentenza di condanna per i malviventi che derubavano appartamenti a Salerno: accolte in parte le proposte del pubblico ministero.

Si è chiuso finalmente il processo a carico dei tre del rione Traiano di Salerno ritenuti colpevoli per aver derubato moltissimi appartamenti nelle zone del salernitano ma anche in città disparate della Campania. Sono state accolte in parte le richieste del pubblico ministero Claudia D’Alitto, la quale aveva proposto 18 anni di reclusione ma per i tre malviventi, che viaggiavano in hotel di lusso alle Maldive a discapito della povera gente la sentenza è stata sensibilmente diversa. Come riportato dal Metropolis :” Cinque anni e 4 mesi di reclusione per Ciro Romano, 4 per il figlio Giuseppe mentre a Ciro Guillari sono stati comminati 4 anni e mezzo di reclusione”. Facevano giri di perlustrazione in mattinata per vedere chi fosse presente o no in casa e poi con la tecnica del pezzetto di carta segnavano gli appartamenti da derubare: di notte agivano prendendo soldi, cellulari di ultima generazione,vestiti griffati e pezzi di valore per poi rivenderli in nero nel napoletano ai ricettatori. Si vantavano di una vita da 4.000 euro al mese , che solo i politici potevano guadagnare.

Brescia, 32 enne scomparso da un anno tra Siria e Turchia: indaga la Squadra Mobile

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BRESCIA- Alessandro Sandrini, 32 anni operaio in cassa integrazione di un’azienda bresciana e residente a Folzano, manca da casa da 14 mesi. Il 3 ottobre 2016 era partito per un viaggio organizzato di una settimana in Turchia, e da quel giorno la madre non ne ha avuto più notizie.

LA DRAMMATICA TELEFONATA

“Mi tengono prigioniero, aiutatemi. Vogliono il riscatto, altrimenti mi uccidono”. Queste le parole che Alessandro ha detto alla mamma attraverso una breve telefonata. La donna ha rotto il silenzio con il Giornale di Brescia, che racconta i dettagli del mistero su cui indaga la Squadra Mobile di Brescia, che in base a quanto raccontato ha aperto un’inchiesta ed è in stretto contatto con la Farnesina.

Già lo scorso 19 ottobre la donna aveva ricevuto una chiamata, sempre effettuata da operatori virtuali. L’ultima telefonata l’ha ricevuta domenica scorsa: “avvisa l’ambasciata italiana, vogliono i soldi, non da noi, dallo Stato”. Gli inquirenti sono al lavoro sul caso da più di un anno, da quando la madre del 32enne ha presentato due denunce in questura sulla scomparsa del figlio. Sandrini, come da programma, ha fatto scalo a Istanbul e ha effettivamente soggiornato nell’albergo di Adana, città turca a 180 chilometri da Aleppo, prenotato per la sua vacanza.

Stando alla ricostruzione che ne fa il Giornale di Brescia, per gli inquirenti, si tratta di una situazione di “rischio concreto”, e le indagini portano al confine con la Siria. Gli accertamenti della polizia hanno inoltre escluso l’ipotesi del finto rapimento, poichè nessun prelievo è stato fatto fino ad oggi dal conto corrente dell’uomo.

 

Siracusa-Juve Stabia: solo una vittoria delle vespe in Sicilia. I precedenti

Sono dieci le vittorie degli aretusei in casa contro le vespe di Castellammare su quattordici incontri

Siracusa e Stabia, si sono affrontate in gare di campionato in terra siciliana due volte con una vittoria per gli aretusei ed un pari. Questi i dettagli:

– 1931 / 1932 – Campionato di Prima Divisione girone ‘ F ‘

29 novembre 1931 – 8° giornata d’andata: SIRACUSA – STABIA 5– 0.

– 1951 / 1952 – Campionato Nazionale di Serie B

18 novembre 1951 – 10° giornata d’andata: SIRACUSA – STABIA 0 – 0.

Siracusa e Juve Stabia, si sono affrontate dodici volte in campionato in casa dei leoni con nove vittorie degli azzurri, due pari e una sola vittoria per le vespe. Questi i dettagli:

– 1972 / 1973 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

4 febbraio 1973 – 1° giornata di ritorno: SIRACUSA – JUVE STABIA 1 – 0.

– 1973 / 1974 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

2 dicembre 1973 – 12° giornata d’andata: SIRACUSA – JUVE STABIA 1 – 1 la rete dei gialloblù fu dello stopper Paolo PIERBATTISTA.

– 1985 / 1986 – Campionato Nazionale Serie C2 girone ‘ D ‘

19 gennaio 1986 – 17° giornata d’andata: SIRACUSA – JUVE STABIA 4 – 0.

– 1986 / 1987 – Campionato Nazionale Serie C2 girone ‘ D ‘

26 aprile 1987 – 12° giornata di ritorno: SIRACUSA – JUVE STABIA 2 – 1 il gol delle vespe portò la firma del mediano Donato Renato CANCELLI.

– 1987 / 1988 – Campionato Nazionale Serie C2 girone ‘ D ‘

10 gennaio 1988 – 16° giornata d’andata: SIRACUSA – JUVE STABIA 1 – 0.

– 1988 / 1989 – Campionato Nazionale Serie C2 girone ‘ D ‘

30 ottobre 1988 – 8° giornata d’andata: SIRACUSA – JUVE STABIA 1 – 0.

– 1993 / 1994 – Campionato Nazionale Serie C1 girone ‘ B ‘

12 settembre 1993 – 1° giornata d’andata: SIRACUSA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Domenico Messina di Bergamo) al vantaggio di Nino MUSELLA su punizione, seguì il pari degli azzurri a fine primo tempo con Esposto.

– 1994 / 1995 – Campionato Nazionale Serie C1 girone ‘ B ‘

18 settembre 1994 – 4° giornata di ritorno: SIRACUSA – JUVE STABIA 5 – 3 (arbitro Ottavio Piretti di Ravenna) a metà primo tempo in due minuti gli aretusei andarono in gol con Colucci e Libro, alla mezz’ora le vespe pervennero al pari con una doppietta di Antonio TALEVI, ma a fine tempo, gli azzurri allungarono ancora con Colucci e Libro; ad inizio ripresa leoni ancora in gol con Scaringella e alla mezz’ora i gialloblù accorciarono con il bomber Francesco MICCIOLA.

Enrico Maria Amore– 2002 / 2003 – Campionato Nazionale Serie D girone ‘ I ‘

23 marzo 2003 – 11° giornata d’andata: SIRACUSA – COMPRENSORIO STABIA 3 – 2 le reti delle vespe portarono la firma degli attaccanti Vincenzo GAROFALO e Josè Santiago SILVA.

– 2009 – 2010 – Campionato Nazionale di Lega Pro Seconda Divisione girone ‘ C ‘

13 settembre 2009 – 4° giornata d’andata: SIRACUSA – JUVE STABIA 2 – 3 (arbitro Giacomo Stefanini di Livorno) vantaggio aretuseo su rigore con Bigatti, prima della fine del tempo ci fu pari e sorpasso gialloblù con Enrico Maria AMORE e Juesus Sebastian VICENTIN, nella ripresa, al pari degli azzurri di Capocchiano, rispose a quindici dalla fine ancora Juesus Sebastian VICENTIN che regalò i tre punti alle vespe.

– 2010 – 2011 – Campionato Nazionale di Lega Pro Prima Divisione girone ‘ B ‘

23 gennaio 2011 – 4° giornata di ritorno: SIRACUSA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Denis Santonocito di Abbiategrasso) vantaggio stabiese nel primo tempo con Jerry Uche MBAKOGU, pari siracusano a quindici dalla fine con Spinelli.

– 2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

4 febbraio 2017 – 5° giornata di ritorno: SIRACUSA – JUVE STABIA 3 – 2 (arbitro Luca Candeo di Este) doppio vantaggio delle vespe con Daniele PAPONI, remuntada aretusea con Scardina, Catania e Spinelli.

Giovanni Matrone

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Il capolavoro di Trump: Rivolta palestinese sognando Erdogan

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“ L’unico che ci difende è Erdogan ”: Giordano Stabile, inviato a Betlemme da La Stampa, racconta la giornata di scontri tra palestinesi ed esercito israeliano nei Territori e nella Striscia di Gaza. I giovani si sentono abbandonati dalla leadership di Abu Mazen e vedono invece nel presidente turco un baluardo contro Trump e Netanyahu.

Nei Territori scoppia la rivolta: “ L’unico che ci difende è Erdogan ”

Più di cento feriti negli scontri tra palestinesi e l’esercito israeliano. Tra i giovani sale la sfiducia verso Abu Mazen: ci ha venduti

Gli shabaab, i ragazzi, tornano indietro con i volti sbiancati dai lacrimogeni, respirano a fatica, prendono fiato nelle strade laterali, più strette, che salgono su verso la città vecchia. L’ampio viale che da Betlemme porta al campo profughi di Ayda è una trincea mobile.

Un blocco quattro, cinquecento manifestanti, che avanza per cercare di colpire con i sassi i soldati e si ritira quando dall’altra parte arrivano i candelotti. I «ragazzi» hanno creato una barriera di copertoni in fiamme. Il fumo nero, denso, copre alla vista lo schieramento dei militari della polizia di frontiera. Sono piazzati più in alto, dove il viale comincia a salire e controllano la situazione senza forzare la mano.

Di colpo il blocco retrocede, di corsa, si sentono degli spari. Tirano, sembra, proiettili di gomma. Poco dopo arriva l’ambulanza, si fa largo a fatica fra la folla che si è di nuovo ricompattata. Gli intossicati dai gas sono decine. Nelle retrovie è un continuo consultare i bollettini sui cellulari: a Ramallah cinque feriti per i proiettili, altrettanti a Betlemme, due a Gerico. Quasi una gara. All’imbrunire il bilancio, stilato dalla Mezzaluna rossa, è di 104 feriti. Mohammed Muhesen, appena sedicenne, non sembra né impaurito né molto soddisfatto: «Siamo pochi, eppure ci hanno appena tolto Al-Quds: che cosa devono farci perché scoppi una rivolta vera? Ci prendono un pezzo delle nostra terra alla volta e nessuno reagisce».

Quel nessuno è la leadership dell’Autorità nazionale palestinese, ai minimi storici del suo consenso. Nella seconda giornata della rabbia Al-Fatah, Hamas, tutti i partiti hanno chiamato alla mobilitazione. Le proteste si sono dipanate secondo un copione ben collaudato. Manca qualcosa, però, che faccia davvero «bruciare la terra». A Ramallah la folla ha cominciato a radunarsi verso le undici della mattina, prima di partire in corteo verso il check-point davanti all’insediamento dei Beit El. Sul cassone del camion piazzato in mezzo alla Piazza dei Leoni salgono a turno i quadri di Al Fatah. Gli insulti sono per l’America, Trump, e per l’Arabia Saudita: «Siamo milioni, tutti pronti al martirio per Al-Quds».

«Retorica. Bisogna cambiare tutto – protesta Abir Wheida, un’impiegata di 47 anni, sposata con tre figli -. Non abbiamo una strategia. È inutile continuare a trattare per arrivare alla soluzione dei due Stati. Serve la soluzione “uno Stato”. Ci vuole una vera resistenza». La soluzione «uno Stato» significa in realtà far annettere tutti i territori palestinesi da Israele, non solo Gerusalemme. Sembra un paradosso ma è popolarissima. Perché i palestinesi sperano di diventare presto maggioranza di questo unico Stato dal Mediterraneo al Giordano, che includerebbe, ora come ora, circa sei milioni di arabi contro poco più di sette milioni di ebrei.

L’Autorità palestinese invece resta contraria. «I capi stanno troppe bene per voler cambiare qualcosa», sussurra un ragazzo che vuole restare anonimo: «Qui c’è pieno di agenti della Pa (il governo palestinese), che poi spifferano tutto allo Shin Bet (i servizi israeliani)». L’idea è che Abu Mazen, e forse anche Hamas, non voglia spingere sull’acceleratore della protesta («ha fatto un discorso moscio») e che cerchi un «accordicchio» con i leader arabi moderati: ieri è volato da Re Abdullah di Giordania. I «fratelli arabi ci venderanno un’altra volta – conferma Samir, 45 anni -. L’unico che ci difende davvero è Erdogan, serve una coalizione di tutti i Paesi musulmani, con gli attributi però, non come i Paesi del Golfo che sono soltanto chiacchiere e petrodollari».

Il leader turco piace moltissimo. Nessuno lo chiama più Kardogan (un insulto), come quando ha fatto pace con Israele. Piace la sua idea di un grande congresso dei Paesi islamici, i 57 invitati mercoledì prossimo a Istanbul per «decisioni straordinarie» dopo che Trump ha «gettato la regione in un cerchio di fuoco». Re Salman, invece, «se può andare lui ad Abu Dis». Il riferimento è al piccolo sobborgo di Gerusalemme che sarebbe stato scelto come capitale del futuro Stato palestinese nel fantomatico piano di pace saudita-americano.

«Una barzelletta», chiosa Mustafa Barghouti, uno dei pochi leader di peso scesi in piazza a Ramallah. Anche per lui la soluzione è «uno Stato», però «democratico, con i pieni diritti civili per tutti i palestinesi, a partire da quello di voto: non accetteremo mai l’Apartheid». Come arrivarci? «Come hanno fatto Martin Luther King e Nelson Mandela». Una bella utopia da queste parti, mentre Hamas chiama alla «terza Intifada», da Gaza sparano colpi di mortaio, Israele reagisce a cannonate e in Rete Al-Qaeda e l’Isis lanciano le loro dichiarazioni di guerra: «Vi taglieremo la testa e libereremo Gerusalemme”.

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lastampa/Nei Territori scoppia la rivolta: “L’unico che ci difende è Erdogan” GIORDANO STABILE – INVIATO BETLEMME

Luigi Tenco, una lunga storia d’amore che ha cambiato un’epoca

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Luigi Tenco, una verità negata dietro anni di musica e passione.

Mi piacerebbe riproporre questa mattina uno squarcio di un testo he scrissi non molto tempo fa sul mio blog dedicato alla musica, Storia della musica italiana a cura di Annalibera Di Martino, che tratta la storia di uno dei più grandi cantautori della storia italiana, forse trascurato o forse oscurato, il termine più adatto da usare quando si parla di Luigi Tenco .

Non sto confondendo i titoli delle canzoni di Tenco con quelle di Paoli,ho scelto questo “inizio” perché la carriera di questo immenso artista ha lasciato qualcosa in me di molto speciale, ma in particolare ha mosso la mia attenzione in quanto sono un’appassionata sanremese. Tenco nasce a  Fossile nel 1938 da Teresa Zoccola vedova ormai di Giuseppe Tenco, forse assassinato dal calcio di una mucca. Luigi passa un infanzia felice fino a quel maledetto giorno! Tramite voci di paese scopre di essere un figlio illegittimo. Teresa aveva avuto una parentesi amorosa con un uomo più piccolo di lei( di almeno 20 anni) e nonostante gli sforzi di questo ragazzo, la famiglia  Zoccola non aveva mai voluto che lui riconoscesse Luigi. Tutto ha inizio qui: quel bambino si chiude in sé stesso, diventa scontroso e non parla più tanto. Non gli rimane che il ricordo sbiadito di quei primi anni felici calpestati da un’ombra che non ha mai avuto un nome e calore. Nel 1948 si trasferisce tutta la famiglia a Genova per aprire una vineria dove però Luigi passerà pochissimo tempo perché inizierà a prendere lezioni private ,a suonare il piano e incontra il primo amore  Rossella ,una bimba a cui manda rose. Entra in questi anni nella sua prima band Jelly Roll Morton Boys Jazz Band. La carriera scolastica di Luigi in questi anni si capovolge: decide di spostarsi dal ginnasio al liceo scientifico dove si diploma con ottimi voti. Cambia ben tre facoltà. Sarà la Ricordi a dargli il primo contratto discografico. Nel 1958 conosce Paoli, un grande amico e punto di riferimento nella vita musicale e privata .Insieme a Gino, De André e altri artisti canta nel gruppo ” i diavoli del rock” che come sigla di apertura ha una canzonetta in “onore” all’acqua San Pellegrino. Il primo 45 giri di Tenco é “Quando”(pezzo a mio parere bellissimo).Nel 1965  Tenco passa alla RCA, un ‘altra casa discografica che sembra dargli più opportunità. Si sa, che alcune volte soldi e successo portano alla perdizione, che infatti porterà l’artista a fare uso di LSD e altre sostanze senza mai diventarne dipendente. 1966 c’é l’incontro con Dalidà a Parigi ,e proprio in Francia annuncia ai suoi discografici di voler andare a Sanremo con “Ciao amore ciao” .Dalidà accetta l’invito con piacere, nonostante le perplessità di produttori e altri presenti all’ascolto del pezzo.L’incontro con Dalidà aveva cambiato sicuramente la vita di Luigi. Quando descriveva a Valeria (la donna 22enne di cui si innamorò qualche anno prima e credo l’unica che abbia davvero amato) descriveva la stella francese come una donna viziata,che non sapeva accettare sconfitte nella vita e nemmeno sul lavoro. Ricordiamo che Dalidà si chiamava Jolanda Gigliotti ,era di origine calabre e veniva dall’Egitto dove aveva vinto il titolo di Miss. Già ricca e famosa arrivò a Parigi dove intraprese la carriera di cantante. Ogni volta che descriveva il primo l’incontro con Luigi ,diceva di aver provato una scossa elettrizzante quando si erano stretti la mano .A questo punto prendo spunto da un intervista a Paolo Limiti sul canale LA7 ,trattante l’amore di Dalidà e Tenco. Nel momento in cui  Tenco presentò la richiesta alla cantante della partecipazione a Sanremo (ricordo che nei primi anni del festival le canzoni dovevano  essere presentate da due artisti,ecco perché ad esempio troverete canzone vincitrice del 1958 “nel blu dipinto di blu” cantata da D.Modugno e J.Dorelli) lei attraversava un momento di forte successo, infatti era al primo posto nelle hit parade di tutto il mondo con il singolo “Bang Bang” .

Arriviamo alla partecipazione a Sanremo.
Bisogna fare una precisazione: nel 1967,ovvero alla 17esima ed del festival, la canzone di Tenco venne scartata all’inizio ( quando si presentano i pezzi prima delle serate ufficiali) ma Dalidá avverti il festival della sua assenza se non fosse passato il pezzo. Grazie ad un ripescaggio iniziale la canzone entrò in gara ma proprio in finale venne scartata e scelta “La Rivoluzione” ( scritta da Mogol) forse perché il pezzo era distribuito dall’etichetta Cetra ,casa discografica della Rai . Resta che comunque  trionfarono in quel festival Iva Zanicchi e Claudio Villa con “Non Pensare a me.
Sappiamo tutti che proprio quel maledetto 1967 subito dopo l’eliminazione cosa successe! La prima  a trovare il corpo di Luigi fu proprio la stessa Dalidá .Si era sparato con una Walter 765 ,la stessa che qualche anno dopo la cantante francese comprò perché voleva tentare il suicidio( lo fece più volte ma solo dopo 20 anni dalla morte di Tenco ci riuscì ).
Ma perché quel gesto? Nella camera dell’albergo di Sanremo venne trovato un biglietto dove Luigi spiegava le motivazioni del suo gesto :” ho  voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro), ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io, tu e le rose ( di Orietta Berti) in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno”.
Lo stesso anno moriva Pierpaolo Pasolini .Lo stesso anno moriva la musica d’autore a Sanremo. L’anno dopo sarebbe stato indetto il premio Tenco per tutti i giovani cantautori di Sanremo. Qualche anno dopo io, cercando tra gli eventi di Sanremo avrei trovato il nome Luigi Tenco e poche informazioni perché fu deciso di proposito di lasciare pochi documenti e di mettere a tacere tutti. Vi consiglio di ascoltare la canzone di Francesco De Gregori dedicata a Luigi : Festival.
Nella la città dei fiori disse chi lo vide passare
che forse aveva bevuto troppo ma per lui era normale
Qualcuno pensò fu problema di donne,
un altro disse proprio come Marylin Monroe.
Lo portarono via in duecento,
peccato fosse solo quando se ne andò.
La notte che presero il vino e ci lavarono la strada.
Chi ha ucciso quel giovane angelo che girava senza spada?

E l’uomo della televisione disse:
“Nessuna lacrima vada sprecata, in fin dei conti cosa
c’è di più bello della vita, la primavera è quasi cominciata”.
Qualcuno ricordò che aveva dei debiti,
mormorò sottobanco che quello era il motivo.
Era pieno di tranquillanti, ma non era un ragazzo cattivo.
La notte che presero le sue mani
e le usarono per un applauso più forte.
Chi ha ucciso il piccolo principe che non credeva nella morte?

E lontano lontano si può dire di tutto,
non che il silenzio non sia stato osservato.
L’inviato della pagina musicale scrisse:
“Tutto è stato pagato”.
Si ritrovarono dietro il palco,
con gli occhi sudati e le mani in tasca,
tutti dicevano “Io sono stato suo padre!”,
purchè lo spettacolo non finisca.
La notte che tutti andarono a cena
e canticchiarono “La vie en rose”.
Chi ha ucciso il figlio della portiera,
che aveva fretta e che non si fermò?

E così fù la fine del gioco,
con gli amici venuti da lontano,
a deporre una rosa sulla cronaca nera,
a chiudere un occhio, a stringere una mano.
Alcuni lo ricordano ancora mentre accende una sigaretta,
altri ne hanno fatto un monumento
per dimenticare un pò più in fretta.
La notte che presero il vino e ci lavarono la strada.
Chi ha ucciso quel giovane angelo che girava senza spada?

 

a cura di Annalibera Di Martino
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Juve Stabia, Mastalli sul suo futuro: “Ho ancora due anni di contratto”

Alessandro Mastalli sul suo futuro: “Ho ancora due anni di contratto e penso solo alle vespe”

Il talento delle Vespe, cresciuto nella cantera del Milan, protagonista e faro del centrocampo gialloblè, Alessandro Mastalli, ha rilasciato alcune dichiarazioni inerenti al suo futuro, vista l’imminente sessione invernale di calciomercato:

Non so dire ancora se a Gennaio andrò via o meno. Sicuramente ho ancora due anni di contratto quindi per ora penso solamente alla Juve Stabia e penso a fare del mio meglio, per la società e per me, per poter un giorno chissà arrivare più in alto possibile. Il mio obiettivo è la Juve Stabia e penso soltanto a quello

A cura di Giovanni Donnarumma

La protesta di Terzigno: non ci sarà il Natale

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La protesta degli abitanti di Terzigno che rinunciano al Natale, il Comitato borbotta.

A Terzigno Natale non è mai iniziato. Le caratteristiche luci che addobbavano il presepe sotto la statua di Padre Pio sembrano essere scomparse o meglio distrutte. Tutto questo accade vicino alla chiesa dell’Immacolata Concezione. Tutto è finito in strada per protesta. La Madonna ,come da tradizione, sfila in un corteo senza nessuna luce e in un angoscioso silenzio senza nessuna luce, tra chi borbotta e chi preso dalla rabbia, come il Comitato San Pio, che aveva impiegato tanta fatica ed intere settimane di preparazione per l’installazione di diversi addobbi in vista di Natale . Già da diversi giorni le luminarie erano state allestite in piazza Troiano Caracciolo  del Sole.

Fonte: Metropolis

Vigilia elettorale: «svaniscono le illusioni dei partitini»

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Come scrive Lucia Annunziata, in questa spietata vigilia elettorale «svaniscono le illusioni dei partitini».

Le illusioni dei partitini svaniscono

Meno male. Diciamocelo: la fine di un po’ di liste minori, un po’ di addii al futuro politico, lo sciogliersi e il formarsi ancora prima di entrare in azione di micro-coalizioni intorno al Pd, provoca – almeno nel mio cuore di elettore – una celebrazione. Capisco che il fallimento delle ambizioni di un progetto politico, di lista o personale, è in una democrazia un fallimento, sempre. Ma sempre davvero?

In questa spietata vigilia elettorale stiamo assistendo a un ciclo di eventi che, a memoria dei più giovani, non si vedeva da anni. Dopo aver navigato sotto le vele sicure di un ferreo bipolarismo, introdotto in Italia a furor di popolo nel 1994, il sistema politico – modificato di nuovo a furor di popolo nel tripolarismo a sorpresa uscito dalle urne del 2012, con la affermazione di un terzo partito, il M5S – si è infine spappolato tornando al buon vecchio schema del proporzionale. Il che significa, per chi non ricordasse il passato, che ogni uomo vale un partito e ogni partito può ambire ad essere determinante nella formazione di un governo.

Il massimo della democrazia, appunto. Anni di Prima e Seconda Repubblica ci hanno insegnato che governi senza salde coalizioni e chiari progetti possono essere una giostra irrefrenabile, e che a volte persino nel sistema bipolare più solido, le grandi coalizioni senza programmi consolidati hanno i piedi d’argilla. Come non confessare dunque che la crescita esponenziale di micropartiti, microsigle e microambizioni individuali nelle passate settimane non è mai stata, ai miei occhi, una espressione di superiore democrazia, tantomeno di rassicurazione?

Per cui, lo ripeto: meno male che è finita come sta finendo. La caduta di accordi, il ritiro dalla scena di leader politici come Pisapia ed Alfano, e ora l’incertezza di quel che resta va vista come una salutare presa d’atto, un bagno di realismo, che per la prima volta da parecchi mesi reintroduce la realtà al posto dei sogni. Quello che viene visto da molti come un «fallimento», di individui e di ipotesi politiche, è nei fatti una grande e molto necessaria pulizia. Che ci fa intravedere qualche barlume di verità.

La crisi infatti riguarda un panorama di illusioni, un racconto di macchine che in realtà non avevano motore. Giuliano Pisapia è un uomo che è sempre stato un leader riluttante e un politico luterano – negli anni ricordiamo la certezza con cui nonostante il dispiacere abbia preso posizioni scomodissime, rispetto alla sua area di appartenenza, come quella garantista. A Milano aveva funzionato perché la istituzione eminentemente monocratica del sindaco lo ha messo in grado di esercitare il suo ruolo senza venire a compromessi con sé stesso e le sue idee – a cominciare da piccole grandi scelte come quella del non accesso al centro città. Non poteva assolutamente sopravvivere in una condizione in cui le alleanze sono fluide e il programma secondario rispetto alla necessità di trovare numeri elettorali. Ha fatto bene ad andare via dunque, e a lui va il ringraziamento degli elettori per il chiarimento che la sua scelta introduce.

Uguale merito condivide Angelino Alfano, un uomo che è stato fino a pochi giorni fa la nemesi di Pisapia, una delle ragioni della impossibilità a mettersi in una coalizione con il Pd. Anche Angelino, esatto opposto di Pisapia nel percorso e nella opinione popolare, Angelino morbido, accomodante nelle scelte, pronto a farsi, come dicono al Sud, concavo e convesso, anche questo Angelino ha detto addio con una frase bellissima per un politico «mi cercherò un lavoro». Alle orecchie dell’elettore attuale, questa frase è un intero programma. Un altro grande chiarimento.

Restano le sorti di quelli che rimangono – tutti con mal di pancia. I radicali ed europeisti, scontenti della politica del Pd sull’immigrazione; i membri del partito di Alfano, da Lorenzin a Lupi, essi stessi divisi su quale parte scegliere; e i moderati ancora in attività come Casini. Mentre a sinistra si battono colpi in tutte le direzioni: cosa farà il presidente Boldrini ci si chiede? E ci sarà un qualche pezzo di sinistra a sinistra che rimane intorno al Pd? E alla sinistra intorno a Liberi e Uguali, si aggregheranno alcuni di questi pezzi di moderati? Domande che, nel grande quadro del voto, sono quasi irrilevanti nella loro dimensione. Mi piacerebbe, anche, qui, ricordare che se anche il disastro che descriviamo va dal centro a sinistra, il panorama che si disegna dal centro alla destra non è meno fluido. Le inquietudini di Salvini, la rimonta dei favori dei camerati neri, la moderazione di Silvio a malapena tenuti insieme da una qualche certezza di poter vincere uniti.

La liquefazione dei partiti è in effetti un dato strutturale delle nostre democrazie: nei passati cinque anni si sono dissolti i parametri e le macchine di funzionamento di tutte le nazioni europee – la Germania e l’Inghilterra esempi massimi di quanto in alto è arrivato lo tsunami – e degli Usa. Rispondere a questo orizzonte di crisi con tentativi superficiali, operazioni politiche rabberciate senza programmi e idee, sarebbe come curare una ferita d’arma da fuoco con un cerotto.

Per questo è giusto dire che i fallimenti anticipati di cui siamo testimoni sono un bene per tutti – politici ed elettori. Ripuliscono l’orizzonte e rimettono la verità al centro della scena. Dunque, è ora rimasto solo Matteo Renzi, come tutti scrivono in queste ore? La risposta è no. Questo processo di chiarimento è anche per lui un’operazione verità. E’ la prova di quanto diverso sia diventato il Pd ricostruito da lui in questi anni; così diverso da non poter più coalizzare una parte di moderati e di sinistra che prima si riconosceva nel Pd.

Accettare questo dato di fatto non costituisce per Renzi né fallimento, né solitudine. Al contrario, è per lui una incredibile opportunità per far progredire il suo progetto – che, dopotutto, si chiama «un uomo solo al comando».

vivicentro.it/editoriale
vivicentro/Vigilia elettorale: «svaniscono le illusioni dei partitini»
lastampa/Le illusioni dei partitini svaniscono LUCIA ANNUNZIATA

Si Viaggiare: exploit dei mercatini di Natale e vacanze sulla Neve

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Clamorosa la crescita di visite ai mercatini di Natale: sono sempre di più i giovani a scegliere di viaggiare.

 

Secondo le cifre dell’Osservatorio Confturismo-Istituto Piepoli quest’anno sarebbe stato un botto la visita ai mercatini di Natale, anche se con una lieve diminuzione rispetto agli anni precedenti, ma sicuramente sempre superiore al 2015. Si confermano i giovani al primo posto tra coloro che sono propensi al viaggio, almeno 1 su 3 ha in programma un viaggio nei prossimi tre mesi. Invece, 6 italiani su 10 sono intenzionati ad andare a visitare i mercatini natalizi, in prima posizione quelli del Trentino Alto Adige, non da meno chi sceglie di passare le festività natalizie, tra il Santo Natale e la festai di Capodanno sulla neve nelle mete turistiche proposte dalla penisola. Questo porterà di conseguenza anche un incremento della domanda commerciale, in quanto i mercatini rappresentano un momento per lo shopping ed acquistare regali. Un commercio in crescita in un’Italia che sembra riscoprire il piacere della conoscenza delle sue immense meraviglie.

Fonte:Ansa

La Gazzetta sul Napoli: “Il collettivo dei record e, adesso, dei rimpianti”

La Gazzetta sul Napoli: “Il collettivo dei record e, adesso, dei rimpianti”

All’indomani dell’amara eliminazione in Champions, dopo la batosta ricevuta in campionato dalla Juventus, La Gazzetta dello Sport commenta così il delicato momento azzurro:

Il giorno dopo l’uscita dalla Champions League, il Napoli è ancora qui: ci si allena prima e poi si parte per rientrare. Il gelo di Rotterdam è pungente, come le critiche che non hanno risparmiato nessuno per il primo obiettivo stagionale mancato. Dopo la Juve, anche il Feyenoord ha potuto esultare per aver battuto la squadra che sembrava la più spettacolare del momento. Il collettivo dei record e, adesso, dei rimpianti. Sì, il rimpianto di aver ritenuto secondaria, probabilmente, la Champions League, di aver fatto una scelta precisa: puntare dritto allo scudetto, mettendo da parte altre eventuali ambizioni. Così, il Napoli esce dall’Europa che conta con uno score da fare arrossire: 2 gare vinte, tutte e due in casa, e 4 perse. Un rendimento che meriterebbe un approfondimento da parte di Sarri e della società”.