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Spagna, arrestato Igor il russo

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Spagna, arrestato Igor il russo

E’ stato arrestato in Spagna ‘Igor il russo’, al termine di un conflitto a fuoco nel quale sono morte tre persone (due uomini della Gardia Civil). Igor, alias Norbert Feher alias Igor Vaclavic, è ritenuto responsabile di due omicidi in Emilia-Romagna lo scorso maggio.

L’arresto del latitante serbo accusato degli omicidi del barista Davide Fabbri di Budrio (Bologna) e della guardia ecologica volontaria Valerio Verri di Portomaggiore (Ferrara), l’1 e l’8 aprile, è avvenuto durante una sparatoria, in cui sono morte tre persone, nella zona di El Ventorrillo, compresa tra le città di Terruel in Andorra e Albalete del Arzobispo. La Procura della Repubblica di Bologna, coordinando i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Bologna e Ferrara, aveva da tempo un’attività di indagine con rogatorie in Spagna, avendo trovato riscontri sulla presenza del ricercato, di origine serba. Altre indagini sono state fatte proprio in Serbia, in Austria e Francia, con trasferte degli investigatori, di concerto anche con le autorità di polizia spagnole.

L’arresto – riferiscono i carabinieri di Bologna – è avvenuto durante una sparatoria nella zona di El Ventorillo, nella quale sono morte tre persone, tra cui due uomini della guardia civil.

La polizia scientifica italiana – secondo quanto apprende l’ANSA – ha concluso positivamente il riscontro delle impronte digitali rilevate ad Igor ‘il russo’ e immesse dalla guardia civil nella banca dati europea Afis con quelle già in possesso della polizia italiana. Il riscontro ha dato esito largamente positivo, confermando definitivamente che la persona arrestata è proprio quella ricercata per gli omicidi commessi a Budrio (Bologna) e Portomaggiore (Ferrara), avvenuti rispettivamente il primo e l’otto aprile scorsi.

“Un ringraziamento alle autorità spagnole, all’Arma dei carabinieri e il pensiero va alle vittime di Budrio e alle vittime in Spagna” è stato espresso dal ministro dell’Interno Marco Minniti a Rimini in prefettura per la firma del “Patto per la sicurezza avanzata” alla presenza dei 25 sindaci della Provincia.

Juve Stabia-Reggina, seguila in diretta su ViViRadioWeb dalle 19:45

Segui Juve Stabia-Reggina su ViViRadioWeb

ViViCentro.it, come sempre, anche per la gara delle 20.45 che vedrà i padroni di casa sfidare la Reggina, vi propone la diretta radiofonica a pillole, del match. A partire dalla gara di Matera, infatti, la nostra redazione dà la possibilità ai tifosi delle Vespe di seguire anche su ViViRadioWeb le gesta dei ragazzi di Caserta e Ferrara.

A partire dalle 19:45 ci saranno Mario Vollono, Mario Di Capua e Ciro Novellino, insieme agli altri inviati della redazione sportiva di ViViCentro. La radiocronaca si comporrà di collegamenti di 3 minuti ogni 15, che saranno trasmessi in streaming da ViViRadioWEB la radio di ViViCentro Network. Aggiornamenti flash quindi sull’andamento della gara per chi si collegherà.

Per ascoltare ViViRadioWEB è possibile farlo in diversi modi:

collegandosi al sito https://vivicentro.it/viviradioweb/
scaricando l’app gratuita Tune In Radio

Android (https://play.google.com/store/apps/details?id=tunein.player&hl=it)

IPhone (https://itunes.apple.com/it/app/tunein-radio/id418987775?mt=8)

cercando poi ViViRadioWEB tra le radio disponibili

Sulla nostra pagina facebook @vivicentroradio (https://www.facebook.com/ViViCentroRadio) cliccando sul tab di sinistra Ascolta ViViRadioWEB (non funziona dai dispositivi mobili)

Scopri di più su https://vivicentro.it/sport/juvestabia/news-juvestabia/juve-stabia-anche-la-gara-col-monopoli-diretta-viviradioweb/#w3xzHHEyoqVo0FqO.99

“Borrelli fatti i c…zi tuoi” la citazione dello striscione di Forza Nuova contro Borrelli

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Forza Nuova si scaglia contro Francesco Borrelli rappresentate dei Verdi
Forza Nuova affigge altri striscioni contro il consigliere regionale Francesco Borrelli, con su scritto: “Borrelli: Fatti i c…zi tuoi”.  Il rappresentate dei Verdi è finito nel mirino del gruppo di destra per aver difeso Repubblica dall’attacco di Forza nuova e aver proposto sui social network di acquistare il quotidiano per difendere la democrazia.

L’azione è stata rivendicata con un comunicato inviato alla nostra redazione. Lo striscione è arrivato a una settimana di distanza dall’irruzione dei militanti nel cortile della sede centrale di Repubblica a Roma e dagli striscioni affissi in città contro la redazione napoletana.

“Negli ultimi mesi Forza nuova e Lotta studentesca sono stati presi di mira da diversi politici come Boldrini e Fiano, per citarne solo due, da testate giornalistiche come La Repubblica e L’Espresso – si legge nel comunicato – Un potere capillare ed articolato che ha anche sguinzagliato la solita feccia antifascista, che ha tentato di attaccare anche fisicamente i nostri banchetti (vedi Milano e Forlì) e alcuni “big” della destra italiana, come Salvini e Moloni, paladini del politically correct. Lotta Studentesca a questi attacchi – sia fisici sia verbali – risponde come sempre ha fatto – prosegue – con l’ironia ed il ghigno di sfida, con un inno alla vita ed un calcio nel sedere. Questa notte in decine di città sono stati affissi striscioni recitanti tutti i nomi di chi si è messo contro di noi con su scritto “Fatti i c…zi tuoi” (parafrasando Qualunquamente, la migliore interpretazione del politicume nazionale). A Napoli abbiamo scelto il consigliere regionale Borrelli, pittoresco individuo che ha addirittura promesso di staccare i nostri manifesti, qualora non l’ avesse fatto il Comune”.

“Forza nuova mi sta utilizzando come bersaglio per aver difeso Repubblica e la libertà di stampa con una campagna radio – dice Borrelli – Non mi farò i fatti miei, non l’ho mai fatto con delinquenti, mafiosi e fascisti: prima di essere un consigliere sono un giornalista. All’inizio pensavo di non essere io quel Borrelli sullo striscione, mi sembrava impossibile. Poi mi sono arrivati messaggi di solidarietà da parte di chi ha visto lo striscione e pare abbiano diffuso anche dei volantini.  Sono più esposto di altri – prosegue il consuigliere – e quindi hanno scelto di colpire me tra le tante persone che hanno difeso Repubblica e l’indipendenza dei giornalisti. Non so se questo attacco rimarrà solo un avvertimento o diventerà altro, non ho mai vissuto un’epoca in cui un gruppo politico organizzato sui valori del fascismo cerca di intimidirti. E’ una deriva che non accetto, non può essere liquidata come una ragazzata nè passare in maniera serena. Mai nessuno si era sognato di mettere in discussione la nostra libertà, continueremo in radio a difendere la stampa”.

Castellammare, il caso di estorsioni in Fincantieri si conclude con la delusione dei pm

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Il caso di estorsioni in Fincantieri si conclude con tre condanne e due assoluzioni

Il tribunale di Torre Annunziata: tre condanne e due assoluzioni per il caso di estorsione in Fincantieri. Crolla parte del castello accusatorio della Procura di Torre Annunziata per il caso estorsioni all’interno dello stabilimento di via Duilio.

I pm oplontini avevano chiesto pene esemplari, in totale 32 anni totali di carcere per i 5 ex operai imputati nello storico cantiere navale stabiese. Ed invece la condanna è arrivata solo per Francesco Amoruso (3 anni e 4 mesi), Catello Schettino (3 anni e 5 mesi) e Catello Scarpato (sei mesi con pena sospesa). Infine c arrivata l’assoluzione piena per Antonio Vollono e Ferdinando Scarpato. Gli episodi contestati risalgono al 2014 e al 2015, quando alcuni di loro sono addirittura finiti in m anette.

In 6 avrebbero imposto assunzioni ad alcune ditte che lavoravano a Castellammare di Stabia. Ma gli avvocati Antonio De Martino, Salvatore Vitiello e Francesco Romano hanno in parte smontato il castello accusatorio della Procura torrese. La sentenza è arrivata nella serata di ieri quando i giudici hanno letto il dispositivo che ha ridimensionato il caso con ben due assoluzioni. A chiusura del dibattimento tenutosi dinanzi al tribunale di Torre Annunziata (collegio presieduto dal giudice Fernanda Iannone, con a latere Luca Della Ragione e Luisa Crasta) la scorsa settimana il pm Maria Benincasa ha invocato pesantissime condanne per gli ex operai di Castellammare di Stabia, accusati di estorsione. Alla sbarra c’erano i sindacalisti Tonino Vollono e Francesco Amoroso, nonché Catello Schettino e i fratelli Catello e Ferdinando Scarpato. Per loro le richieste di condanna vanno dai 9 anni chiesti per Vollono ai 3 anni e mezzo di reclusione invocati per Ferdinando Scapato, passando per i 5 anni e mezzo di suo fratello Catello, e i 7 anni ciascuno chiesti per Schettino e Amoroso.

Già condannato in abbreviato a 4 anni e mezzo di reclusione l’altro operaio Nicola Tramparulo, per il quale è arrivata anche la conferma in secondo grado da parte della Corte d’Appello di Napoli. Secondo l’accusa, a inizio 2014 alcuni operai dell’indotto Fincantieri tenevano sotto scacco alcuni imprenditori. Minacce forti sarebbero state rivolte agli imprenditori vittime delle estorsioni. E ancora pestaggi, danneggiamenti e furti delle attrezzature appartenenti alle ditte dell’indotto. Ma anche scioperi “pilotati” e finalizzati alla paralisi del cantiere navale, oppure rallentamenti nell’utilizzo di una gru per portare materiale a bordo delle navi. Il tutto, in cambio di un posto di lavoro per parenti ed amici.

Nelle pagine dell’inchiesta condotta dai poliziotti di Castellammare e coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, sfilano le intercettazioni (telefoniche ed ambientali) e gli episodi di minacce nei confronti dei titolari di due aziende e dei loro familiari. Un’unica strategia, che prevede anche l’organizzazione di manifestazioni di protesta (lungo la statale 145 sorrentina), all’apparenza motivate dal mancato pagamento delle spettanze retributive. In realtà, le indagini hanno poi portato alla luce che gli scioperi venivano pretestuosamente ordinati da Vollono, per costringere l’impresa a nuove assunzioni e rinnovi contrattuali.

La lettera di Ciro Borriello: “Sono pronto a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti contestati, pronto a fare capire ai miei cittadini”

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La lettera aperta ai cittadini della sua città: Ciro Borriello invita i torresi a credere nella sua onestà.

Ciro Borriello, ex sindaco di Torre del Greco, coinvolto nella bufera dello scandalo riguardate i rifiuti che ha portato alle sue dimissioni quest’estate, un giorno prima dell’inizio dell’iter giudiziario che lo vedrà protagonista, ha scritto su Facebook una lettera aperta a tutti i suoi cittadini, dove invita a credere nella sua estranietà ai fatti.

“Cari concittadini,

sono trascorsi 24 anni dalla mia prima esperienza istituzionale. In questo lungo lasso di tempo ho potuto ricoprire tanti incarichi politici prestigiosi, sempre con la stessa grande passione e dedizione. Tante soddisfazioni rese possibili dalle persone che hanno creduto in me, conferendomi il loro consenso popolare.

Un consenso, uno dei beni più importanti nella società democratica, che ho chiesto forte delle mie idee e, col passare del tempo, consapevole di avere in parte realizzato ciò che in precedenza avevo promesso in campagna elettorale.

Oggi mi trovo ad affrontare una delle pagine più amare e tristi della mia carriera politica: a giorni, il 15 dicembre per l’esattezza, prenderà il via la fase processuale legata all’inchiesta che lo scorso agosto mi ha portato prima in carcere e poi agli arresti domiciliari.

Una fase delicata che, come mi è capitato alla vigilia di ogni competizione elettorale nella quale mi sono trovato impegnato, affronterò con estrema determinazione, forte della consapevolezza che in questi 24 anni non ho mai intascato una lira che non mi spettasse per svolgere il mio mandato politico.

Alla vigilia di questa ennesima prova importante, ancora una volta mi rivolgo a voi: ai miei sostenitori di tante elezioni, che in questi mesi anche indirettamente (e talvolta l’ho scoperto diverse settimane dopo) non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno; a chi mi ha votato e oggi è convinto della mia colpevolezza; ai miei storici denigratori, ai quali – quando il confronto rimane su binari di reciproca correttezza – va comunque la mia stima incondizionata.

Mi rivolgo a tutti, insomma. Chiedendovi di seguirmi anche in questa fase: dove possibile assistendo alle udienze, leggendo i giornali, commentando con me sui social e in un qualsiasi altro modo per restare informati su ciò che succederà all’interno dei palazzi di giustizia. Ho chiesto il consenso popolare a voi per un quarto di secolo, vi chiedo adesso – nella vicenda che mi ha visto finire in carcere – di sentire anche “l’altra campana”, dopo avere nei mesi scorsi letto fiumi e fiumi di inchiostro e ascoltato ore e ore di commenti audio che ricostruivano la “verità” di chi mi accusa.

Sono pronto a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti contestati, pronto a fare capire ai miei cittadini – elettori e non – che ho amministrato questa città con le mie idee, le mie convinzioni, le mie “fisime”, giuste o sbagliate che siano, ma mai, e sottolineo mai, sotto il condizionamento di qualcuno che pagava per orientare le mie decisioni.

Vi chiedo di seguire l’intera fase processuale e di tracciare alla fine di questo periodo – che spero non sia lungo – il vostro bilancio definitivo. Solo in fondo a questo tunnel, capirete che chi oggi vi scrive con la morte nel cuore non ha mai avuto bisogno di soldi per compiere le scelte che riteneva più giuste.

Con affetto

Ciro Borriello”

Fonte: torrechannel.it

Casola, previsti grandi eventi per le festività

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Casola, previsti grandi eventi per le festività

Pe queste vacanza di Natale il comune di Casola si preannuncia “scoppiettante”, infatti si prevede, alle ore 19,30, nella chiesa del SS. Salvatore e S. Andrea Apostolo, un concerto di musica sacra dal titolo “Note in.. .cantate”.

Saranno eseguite opere da Bach, Pergolesi, Mozart e della tradizione natalizia quali: “Quanno nascette Ninno”, di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

Il 23 dicembre, in piazza Crocifisso, Lino Barbieri in “Scusate se insisto”.

Domenica 24 dicembre, per le strade cittadine “La slitta di Babbo Natale”.

Martedì 26 dicembre, ancora in piazza Crocifisso “Il villaggio di Babbo Natale”. A seguire, nel parco dell’Amicizia, Michele Chierchia in concerto.

Il 6 gennaio, ore 15,30 dalla chiesa di S. Agnese in frazione Pietra, la sfilata delle Pacchiane.

Per concludere domenica 7 gennaio, ore 17,30 nella chiesa del SS. Salvatore e Sant’Andrea Apostolo uno spettacolo di artisti di strada. “La compagnia Teatro Nucleo” nello spettacolo di teatro di strada a cura di Marco Luciano.

Tragedia senza senso in Francia: scuolabus spezzato in due da un treno, morti 4 studenti

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Autobus travolto da un treno in Francia: morti quattro studenti

A Millas, una cittadina del sud ovest della Francia non molto lontana dal confine della Spagna, un treno ha travolto e spezzato in due uno scuolabus con a bordo 19 studenti tra i 13 e i 17 anni. Sul treno, che percorreva una linea regionale, viaggiavano invece 25 passeggeri. Dalle informazioni diffuse dalle autorità francesi sono 4 i morti, tutti studenti. Altri 12 sarebbero i feriti, di cui 9 studenti e 3 passeggeri del treno.

Resta ancora da chiarire con precisione in motivo per il quale lo scuolabus si trovasse sui binari, avendo oltrepassato le sbarre del passaggio a livello. Le Figaro afferma che si tratta di un passaggio a livello pericoloso, poiché in passato si sono verificati altri incidenti minori. Le autorità, tuttavia, affermano che al momento della tragedia era chiuso e il treno viaggiava a circa 80 chilometri all’ora.

È una notizia che ha travalicato francesi sconvolgendo l’Europa. Sembra assurdo, infatti, che nell’era dominata dalla tecnologia uno scuolabus possa trovarsi incastrato in un passaggio a livello e che, purtroppo, 4 scolari abbiano perso la vita tornando da scuola.

 

Sessa Aurunca, la città si ricopre di cioccolato

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Sessa Aurunca, la città si ricopre di cioccolato

Grazie all’unione di varie associazioni tra cui L’Associazione “Res Auruncae”, con il patrocinio del Comune di Sessa Aurunca e in collaborazione con l’Associazione Turistica “Pro Loco” Sessa Aurunca e l’Associazione “Amici del Presepe” di Sessa Aurunca, si dara il via alla prima edizione di Natale al Cioccolato.

Ai piedi del Castello Ducale di Sessa Aurunca (CE), si terrà un mercatino del cioccolato in costume rinascimentale del ‘500.

Tanti i maestri cioccolatai e pasticcieri che daranno vita ad un “dolce evento” contornato da una magica atmosfera che riporterà indietro nel tempo i visitatori

Le due serate saranno ricche di eventi per grandi e piccini.

il pubblico sarà accolto dalla corte borbonica, ci sarà il Mago Abacuc, che con le sue magie strabilierà il pubblico presente. Ogni sera si svolgerà un concerto e nel pomeriggio di sabato 16 dicembre si terrà un Musical Natalizio. Un quartetto di flauti intratterrà il pubblico durante la sua passeggiata.  Sabato 16 dicembre, la “Pro Loco” organizzerà delle visite guidate alla Sala Espositiva del Castello.

Durante entrambe le giornate si potrà ammirare la splendida Mostra d’Arte Presepiale, curata dall’Associazione “Amici del Presepe”. Saranno lette storie di Natale ai bambini per trascinarli nella magica atmosfera del Natale.

Non mancherà di certo Babbo Natale, che arriverà a salutare tutti i bambini del Castello, ed a cui potranno anche consegnare la propria letterina.

Di seguito il programma dettagliato della manifestazione.

SABATO 16/12/2017

Ore 17.00
Apertura dell’evento con saluto di benvenuto da parte del “Corteo Storico Città di Sessa Aurunca”
Ore 17.45 – 19.00 – 20.15
IL CANTASTORIE, lettura di storie di Natale ai bambini, a cura dei rievocatori in costume
Ore 18.00 – 19.15 – 20.30
MAGO ABACUC spettacolo d’animazione per bambini… e non solo!
Ore 18.00
Arrivo di BABBO NATALE
Ore 18.30
MUSICAL “Un Natale strepitoso”, scritto e realizzato dagli alunni dell’ISISS “Taddeo da Sessa”
Ore 23.00
Chiusura stand

DOMENICA 17/12/2017
Ore 17.00
Apertura della seconda giornata
Ore 17.00 – 18.15 – 20.30
FLUTE ENSEMBLE intrattenimento musicale natalizio (quartetto di flauti)
Ore 17.30
Arrivo di BABBO NATALE
Ore 17.45 – 18.45 – 19.30
IL CANTASTORIE, lettura di storie di Natale ai bambini, a cura dei rievocatori in costume
Ore 18.30
CONCERTO DI NATALE a cura degli alunni dell’Istituto “Caio Lucilio” di Sessa Aurunca
23.00
Chiusura stand e fine della manifestazione

Evento in costume Rinascimentale del “Corteo Storico Città di Sessa Aurunca”. Esposizione di abiti, armi ed armature del 1500. Consegna delle letterine a BABBO NATALE. Stand per iniziativa Telethon “Cuori di Cioccolato Caffarel” a cura della “Pro Loco”. Sabato dalle 18.00 alle 20.00 visite guidate della Sala Espositiva del Castello a cura della “Pro Loco”.

Pizzo a Castel San Giorgio, tutti finiti in manette

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Ancora arresti per estorsione, a Castel San Giorgio sono finiti in manette 4 uomini con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Pizzo ai cantieri edili nell’Agro-Nocerino, il tribunale del Riesame conferma gli arresti per gli esattori del clan Galasso-Fontanella. I giudici salernitani del Riesame hanno convalidato le misure cautelari eseguite dai carabinieri e dalla Dda di Salerno per alcuni episodi di racket a suon di bombe tra Angri e Sant’Egidio del Monte Albino nel 2016. Quattro uomini, tutti residenti tra Castellammare, Angri, Pompei e Sant’Antonio Abate questa mattina sono finiti in manette successivamente all’ordine del Gip, accogliendo la richiesta della Dda di Salerno, con l’accusa di concorso in estorsioni, tentate e consumate, aggravate dal metodo mafioso. Sarebbero stati coinvolti in diversi episodi che hanno portato poi in conclusione questa mattina all’arresto; “il Riesame di Salerno ha confermato cautelare in carcere per Marzio Galasso, 54 anni, di Sant’Antonio Abate ma residente ad Angri, e Aniello Bruno, 49, di Angri, confermando inoltre i domiciliari già disposti per Aldo Fluido Esposito, 58 anni, di Castellammare di Stabia ma residente a Pompei, e Giovanni Galasso, 30, figlio di Marzio. Altri cinque complici sono stati denunciati: M.L., 54, abatese, P.G., 41, G.M, 60, V. C., 69, di Angri, e A.N., 56, di Castel San Giorgio, a piede libero dall’inizio dell’operazione”.

fonte: punto agro

Spese eccezionali per poter riaprire le gallerie di Privati e Varano

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Previste spese eccezionali per la riapertura delle gallerie

Per riaprire le gallerie di Varano e Privati e ricostruire la solita viabilità occorrono circa 3 mesi di lavori per una spesa di un milione e 330mila euro.

Le gallerie sono state rese impraticabili dai danni provocati dal dissesto idrogeologico diventato emergenza con il nubifragio dello scorso 6 novembre. Sono alcune delle considerazioni emerse durante il tavolo tecnico riunito in Prefettura ieri sulla necessità di ripristinare gli impianti dei due tunnel della Statale sorrentina.

I disagi dei pendolari tra Napoli e la costiera e quelli sostenuti dai cittadini di Castellammare di Stabia – che subiscono ogni giorno la paralisi del traffico deviato nel percorso urbano – sono diventati insostenibili sia per la vivibilità del territorio, sia per i danni all’economia di tutti i Comuni costieri. Ma la soluzione al problema richiede un impegno articolato su più fronti. Anche su quello giudiziario, poiché l’area in cui dovrebbero essere effettuati i lavori da parte dell’Anas risulta “da molto tempo sotto sequestro”, in quanto “discarica abusiva”.

II nodo della vicenda, infatti, sarebbe riconducibile proprio all’ostruzione che questa “discarica abusiva” avrebbe creato al fluire del rivo Calcarella che, trovando tappato a valle il percorso naturale delle acque, sarebbe tracimato fino a invadere con acqua, fango e detriti le gallerie, distruggendone gli impianti elettrici. E solo il caso non ha voluto che la frana non coinvolgesse le auto in transito. Pertanto, nel corso dell’incontro, la Prefettura ha richiesto al Comune di Castellammare di Stabia un approfondimento sulla tematica. E, qualora emergessero irresponsabilità sul fronte della prevenzione del disastro, si aprirebbe un altro capitolo di pari gravità sull’accaduto. All’incontro hanno preso parte, oltre al dirigente e ai tecnici Anas della Campania e ai rappresentanti del Genio Civile, Difesa suolo della Regione Campania e Arpac, anche i Sindaci di Castellammare di Stabia e dei comuni della Penisola Sorrentina. Anas ha annunciato la possibilità di dare corso ai lavori di ripristino della continuità idraulica interrotta (il corso del rivo Calcarella), già entro la fine di dicembre e, in tal caso, la conclusione dell’intervento potrebbe essere prevista entro marzo 2018. Ovviamente il tutto è subordinato, però, al dissequestro della discarica abusiva da parte dell’Autorità inquirente.

Per consentire la risoluzione della problematica, Anas ha già redatto due progetti esecutivi: uno per ripristinare la continuità idraulica della tubazione, presentato appunto ieri in Prefettura e condiviso con gli Enti. L’altro – che verrà appaltato subito dopo – per il ripristino degli impianti gravemente danneggiati.

L’importo complessivo dei due interventi è di un milione e 330mila euro (740mila euro per il ripristino della funzionalità della tubazione e 590mila euro per la riattivazione definitiva degli impianti) e sono già state reperite le risorse finanziare per l’esecuzione dei lavori. A seguito delle eccezionali precipitazioni atmosferiche dello scorso 6 novembre, sono stati infatti riscontrati significativi danni sia agli impianti all’interno delle cabine di gestione delle gallerie che a un tratto di tubazione di diametro 5 metri su cui si è creata una strozzatura in conseguenza del crollo della ripa a valle del torrente “Rivo Calcarella” .

Attualmente, quindi, in condizioni ordinarie, la continuità idraulica nell’area viene garantita attraverso l’utilizzo di un sistema di pompe idrovore, mentre in condizioni di precipitazioni intense si rende necessaria l’interdizione al traffico.

Amalfi, il Natale illuminato dalla luce di Betlemme

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Per tutto il periodo natalizio la luce di Betlemme illuminerà Amalfi, tra tradizione e stupore dei cittadini.

Una lampada con la luce di Betlemme sarà accesa per tutto il periodo natalizio ad Amalfi. Il fuoco sacro della lampada proviene dalla Chiesa della Natività di Betlemme che sta ardendo da secoli alimentata da olio donato a turno da tutte le Nazioni cristiane della Terra: “con l’arrivo del Natale, dalla stessa fiamma ne vengono accese altre per diffondere questo segno di pace e fratellanza tra i popoli della terra”. Il 17 dicembre durante la messa domenicale delle 11 nella prestigiosa Cattedrale di Amalfi, ci sarà la cerimonia di consegna della luce.

Fonte: positanonews

Napoli, interrotti i collegamenti con le isole a causa del maltempo

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Interrotti i collegamenti con le isole a causa del maltempo

L’ondata di maltempo che ha colpito il sud Italia non pare aver intenzione di allentare la sua morsa, infatti forte raffiche di vento e pioggia continuano a tartassare il territorio.

A causa delle pessime condizioni metereologiche a Napoli sono pochissimi i mezzi navali che hanno effettuato i collegamenti con le isole del Golfo. E da pochi minuti si stanno fermando, causa del forte vento di libeccio che sta bloccando le banchine, le partenze dei traghetti e dei mezzi veloci. La Guardia Costiera registra un vento forza 7 ed un mare molto agitato. Non si prevedono miglioramenti in giornata.

Tutti in piazza a mangiare la buona pizza gratis patrimonio dell’umanità!

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Festa a Napoli per il riconoscimento Unesco,
anche Scanio e De Magistris entusiasti della vittoria del buon gusto.

L’arte del pizzaiolo, dopo molte speranze dei napoletani che da tempo sognavano questo momento, è finalmente divenuta patrimonio dell’Unesco. Per festeggiare, ieri si è tenuta a piazza del Gesù una festa con centinaia di pizzaioli che hanno fatto centinaia di pizze gratis per tutti. Come spiega il Mattino: “Tra l’odore dell’impasto appena cotto e il suono dei mandolini, la piazza si è trasformata nel cuore pulsante della napoletanità più verace e autentica. L’evento è stato organizzato da Mulino Caputo, storica azienda legata al territorio campano dal 1924, sostenitrice da sempre del progetto e vicina a tutte le associazioni di categoria. Promotore del Napoli Pizza Village, una realtà napoletana ormai consolidata e imprescindibile, il Mulino Caputo è protagonista indiscusso della diffusione della pizza in tutto il mondo. Con scuole di pizzeria anche negli Stati Uniti e nel Sud-Est asiatico, promuove nel mondo la cultura e l’arte della pizza. Un’arte che si tramanda di padre in figlio, di generazione in generazione, e che ha alla base prodotti semplici e naturali: farina, pomodoro, mozzarella e basilico”. Il riconoscimento è arrivato tre anni dopo la petizione avviata da Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi che si era battuto affinché la pizza potesse diventare un patrimonio immateriale dell’umanità. Oggi dichiara con orgoglio che questa attività antica e prestigiosa diventerà una materia da studiare nelle scuole di cucina, affinché non venga persa e si tramandi nei soli, restando immortale. Si accoda all’entusiasmo dei napoletani anche i sindaco De Magistris, orgoglioso dell’arte napoletana che garantisce ancora prodotti made in Italy. 

La norma “salva Napoli” passa alla Camera grazie al Pd

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La norma “salva Napoli” passa alla Camera grazie al Pd

Ha avuto il via libera in Commissione alla Camera la norma ribattezzata: “salva Napoli”. Si tratta della normativa che permette agli enti locali in predissesto di avere più tempo per ripianare gli squilibri finanziari e ridisegnare i piani di rientro.

Tuttavia non è questa la notizia che fa più risalto, ma il fatto che l’approvazione della norma alla Camera, sia dovuta all’appoggio del Pd, ch oltre ad aiutare la città, ha aiutato anche il sindaco di Napoli che altrimenti rischiava il crac finanziario. Entrambe le proposte, vengono infatti dal Partito democratico e permettono di fatto ai Comuni in difficoltà — come Napoli, richiamata anche dalla Corte dei Conti — di riformulare e rimodulare i piani di riequilibrio in essere per una durata massima non più di dieci anni ma da 4 a 20 anni: più sono ampie le passività, più lungo è il tempo concesso. Il rovescio della medaglia sarà però che anche che i tributi locali, che per i Comuni in predissesto devono essere portate al massimo, rimarranno al massimo per 20 e non dieci anni. Emendamenti che andavano nella stessa direzione erano stati presentati anche da Forza Italia.

 E così, alla fine l’amministrazione comunale è riuscita a spuntarla. La norma, infatti, concede un lasso di tempo che a palazzo San Giacomo — dove comunque attendono che la Finanziaria sia interamente definita prima di sbilanciarsi — definiscono utile per rientrare del disavanzo che, come fotografato dalla Corte dei conti, che ha bloccato la spesa di Palazzo San Giacomo e diffidato il Municipio napoletano di rifare il piano di riequilibrio entro il prossimo 31 dicembre, ammonta a 1,3 miliardi di euro. Una cifra monstre che, senza il salva-Napoli, rischiava di mandare in fallimento il Comune di Napoli. Invece sono state recepite le norme dell’Anci, di cui de Magistris è vicepresidente. Fugate quindi le paure del sindaco, che fino a ieri dichiarava ancora che «in tanti stanno lavorando in quella direzione ma abbiamo notizie che si lavora anche in altre direzioni. C’è preoccupazione da parte nostra perché lo scenario non è chiaro» intravedeva fantasmi romani che potessero remare contro questa norma», ricordando come «sono tre mesi che si parla di questi emendamenti, nemmeno stessimo parlando di una legge speciale per Napoli».

Invece la parte della norma che spalma i debiti è passata, sebbene la richiesta del sindaco fosse quella di portare da 10 a 30 anni e non a 20 il tempo per rientrare. Ma poco importa. Politicamente, infatti, il risultato a casa il sindaco — ieri ospite del presidente della Repubblica per la mostra dei presepi del Quirinale — l’ha portato. «L’emendamento alla legge di Bilancio votato oggi dalle forze di maggioranza e proposto dal Partito Democratico è l’ennesimo gesto di attenzione per Napoli, ma anche una bocciatura senza appello per questa amministrazione», commenta la deputata del Pd e consigliera comunale di Napoli, Valeria Valente. «Si tratta — spiega — di una norma che risponde alle esigenze poste dall’Anci e da tanti Comuni, ma non è certo quella richiesta a gran voce in questi giorni da de Magistris, e che inchioda infatti tutte le amministrazioni, in primo luogo l’amministrazione comunale di Napoli, alle sue responsabilità e ai suoi doveri. A partire, proprio nel caso di Napoli, dalle prescrizioni contenute nella delibera della sezione regionale della Corte dei Conti della Campania, che ha richiamato il Comune al rispetto degli impegni sottoscritti fin dal 2013 per il risanamento del Bilancio».

Valente ricorda infatti che «non solo restano in piedi le prescrizioni della Corte dei Conti, ma il piano rimodulato che il Comune dovrà presentare sarà soggetto a un controllo ancora più stringente da parte della stessa Corte e non vi sarà nessuna possibilità di ulteriori sconti». Soddisfatto il deputato napoletano di Leu Arturo Scotto: «In queste ore — ha detto — siamo riusciti a far passare in legge di bilancio un buon compromesso per i tanti comuni in predissesto, a partire dal Comune di Napoli. Una proficua collaborazione tra istituzioni che aiuta la città che rischiava di passare un brutto momento sul piano finanziario che l’avrebbe portata tecnicamente in default».

Boschi risponde, in TV, a Vegas: «Nessuna pressione da parte mia. Basta»

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Chiamata in causa sugli istituti di credito da Giuseppe VegasMaria Elena Boschi risponde in una “corrida” televisiva: «Nessuna pressione da parte mia. Basta, non ho commesso reati. Non mi dimetto».
Nel suo editoriale Marcello Sorgi si pone una domanda«Se la Boschi, che dopo Renzi era la personalità più forte del governo, tale da essere considerata una sorta di vicepresidente del Consiglio, avesse veramente adoperato il suo potere per imprimere una conclusione diversa al groviglio di Banca Etruria, come mai non sarebbe riuscita a ottenere alcun risultato?».

Maria Elena sceglie la corrida tv. “Basta, non ho mai fatto favori”

Maria Elena Boschi: “Vegas mi invitò in modo inusuale a casa sua alle 8”. Il segretario del Pd: “Dal dibattito ne è uscita vincitrice”

ROMA – «Io non sono attaccata a una poltrona ma alla verità. Non è giusto lasciare solo perché ci sono persone che dicono bugie». È tardi, il duello tra il «dottor Travaglio» e la «signora Boschi», come si chiamano tra loro, è andato oltre l’orario stabilito, ma la sottosegretaria acchiappa l’ultima parola e chiude così, rigettando la richiesta di dimissioni che si alza rumorosa dalle opposizioni. La puntata di «Otto e mezzo», a cui ha chiesto ospitalità per difendersi proponendo che sia il direttore del «Fatto» a intervistarla, e l’ennesima giornata di passione della sua vita politica, ancora una volta legata a Banca Etruria, l’istituto aretino di cui il padre è stato vicepresidente.

Almeno la terza giornata sulla graticola, dopo quel 18 dicembre 2015 in cui dovette difendersi da una mozione di sfiducia alla Camera e in diciassette minuti e rotti giurò che «non ho mai favorito la mia famiglia o i miei amici, non c’è conflitto d’interessi, nessun favoritismo, nessuna corsia preferenziale», e il 9 maggio 2017, quando l’uscita del libro «Poteri forti (o quasi)» di Ferruccio de Bortoli – secondo cui la Boschi avrebbe proposto all’allora ad di Unicredit Federico Ghizzoni di valutare l’acquisizione di Banca Etruria, affermazioni che lei smentisce e per le quali chiede i danni – accese nuovamente i riflettori su di lei.

Ieri, la nuova tempesta si annuncia nel primo pomeriggio, quando le agenzie battono le parole del presidente della Consob Vegas. Lei, Maria Elena Boschi, capisce al volo cosa si sta preparando. Tempo mezz’ora, e sul suo smartphone è uno stillicidio di agenzie che la attaccano, dal Cinque Stelle Carlo Sibilia («ha mentito al Parlamento»), all’ex compagno di partito Roberto Speranza («dimissioni»). L’unica difesa è l’attacco, si sono detti da tempo con il segretario Renzi. Ora, con la grandinata di reazioni in mano, tra richieste di dimissioni e di non ricandidatura, il segretario e la fidatissima sottosegretaria si sentono, concordano la linea: «Non stiamo a guardare, rispondiamo, non stiamo zitti». In serata è previsto già da un paio di giorni che Renzi sia ospite a «Piazzapulita», ma non basta: serve che si esponga lei, che mostri tutta la sicurezza, la rabbia e la tensione che traspaiono a sera a «Otto e mezzo», dove non a caso chiede che ospite con lei sia Marco Travaglio, non un giornalista amico – «lei mi odia», gli ripete lungo la trasmissione, «se fossi stato un uomo non mi avrebbe riservato questo trattamento» – un faccia a faccia che per lei significa un atto di coraggio da regalare agli italiani all’ora di cena per convincerli.

Scrive su Facebook, battibecca via Twitter con Di Battista. La difesa è tutta in punta di dichiarazione, come se la sottosegretaria tornasse nei panni dell’avvocatessa Boschi. «Confermo per filo e per segno tutto ciò che ho detto in Parlamento due anni fa. Tutto. Chi mi chiede le dimissioni perché avrei mentito in Parlamento deve dirmi in quale punto del resoconto stenografico avrei mentito. E i giornalisti hanno il dovere di indicare il passaggio in cui avrei mentito al Parlamento». Lo scrive nel pomeriggio, lo ripete in tv. «Non c’è stato nessun favoritismo nei confronti di mio padre o della mia famiglia». Non ha detto, in quei diciassette minuti in Parlamento, di non essersi occupata di Banca Etruria, il concetto che M5S e sinistra le rimproverano e su cui lei insiste per dire: non ho mentito. Ma non ha nemmeno detto di essersene occupata, la riprende Travaglio, che guadagna una querela non appena apre bocca. Con Vegas, che, svela la sottosegretaria, «in modo inusuale» la invitò a casa sua alle 8 del mattino, «non ho sbagliato perché non ho chiesto nulla che eccedesse il mio ruolo istituzionale» e incontrare presidenti di Autorità «per il mio ruolo era normale, come fanno altri ministri». «Ma se un ministro parla con il presidente della Consob, nominato dal governo, non esercita una pressione esplicita, gli basta essere un ministro in carica», obietta Travaglio, e lei «di tutto poteva parlare ma non di Banca Etruria di cui suo padre era vicepresidente». Sfuma il finale, con lei pronta a ricandidarsi in Toscana, «ma deciderà il partito».

Anche Renzi segue il dibattito: «Ne è uscita a testa alta, da vincitrice», commenta alla fine. Subito prima di raccogliere il testimone, e continuare la difesa su La7. La battaglia è ancora lunga.

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lastampa/Maria Elena sceglie la corrida tv. “Basta, non ho mai fatto favori” FRANCESCA SCHIANCHI

Picchiavano i bambini, sospese due maestre

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Picchiavano i bambini, sospese due maestre

SAN GIORGIO ALBANESE (COSENZA) – Schiaffi, pizzicotti e tirate d’orecchie ai bambini, una decina in tutto, dell’unica classe della scuola d’infanzia di San Giorgio Albanese nel cosentino. E’ l’accusa rivolta a due insegnanti alle quali i carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno notificato una misura interdittiva della sospensione per sette mesi. I provvedimenti sono stati disposti dal gip dell Tribunale di Castrovillari su richiesta della Procura della Repubblica. L’indagine condotta dai carabinieri e coordinata dal procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla e dal sostituto Valentina Draetta, è stata avviata a seguito di una denuncia presentata da alcuni genitori.

Gli accertamenti effettuati dai militari hanno permesso, in poco tempo, di documentare, con servizi di osservazione e di video riprese all’interno degli spazi didattici, una serie di maltrattamenti posti in essere dalle due insegnanti nei confronti dei bambini in un arco temporale di appena quindici giorni.

-Ansa

Jovanotti annuncia per l’estate il concerto al San Paolo per Pino Daniele

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Parte il countdown per il concerto dell’anno al San Paolo, un omaggio a Pino da tutti i grandi artisti della musica italiana.

E’ stato finalmente annunciato il concerto in onore a Pino Daniele durante il programma “Tiki taka” in onda su Italia uno, da uno dei big che parteciperà alla manifestazione cioè Lorenzo Cherurbini, in arte Jovanotti. L’evento, previsto per questa estate, si terrà allo stadio San Paolo e tra i tanti che parteciperanno  ci saranno anche gli amici di Pino, come Fiorella Mannoia, Clementino e tanti altri. A proposito di questo grande show, Jovanotti ha dichiarato: “Non sono un appassionato di calcio. Ovviamente quando penso a Napoli non posso che non ricordare Pino Daniele. Quant’è difficile cantarlo a Napoli? Non è difficile cantarlo lì, perché lo canta la gente e tu sei solo un tramite, un punto piccolissimo. Mi manca molto Pino. Tra l’altro ho saputo che in estate al San Paolo ci sarà un concerto in suo onore. Sarà bellissimo”.

Fonte: napolisoccer

Arrestato a Foggia il terrorista algerino-napoletano

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Arrestato a Foggia il terrorista algerino-napoletano

Un cittadino algerino, Yacine Gasry, è stato rintracciato e fermato dai Carabinieri del Ros nella stazione ferroviaria della città di Foggia, L’uomo è stato condannato in via definitiva a quattro anni, nove mesi e 21 giorni di reclusione per associazione con finalità di terrorismo internazionale. Secondo quanto merso nel corso delle indagini , avrebbe fatto parte di una rete terroristica algerina.

l’uomo, già noto alle forze dell’ordine, venne arrestato nel 2004, insieme ad altri stranieri, in seguito a indagini condotte dal Ros e coordinate dalla procura di Napoli dopo gli attentati dell’11 settembre. L’inchiesta riguardava una rete di supporto logistico del Fronte islamico di salvezza (Fis) algerino attiva in Italia tra le province di Napoli, Caserta, Vicenza e Milano.

La rete – denominata Lounici, dal nome del leader, un algerino direttamente collegato ad elementi di spicco del Fis – è risultata dedita al traffico di armi di provenienza illecita da utilizzare per gli attentati terroristici del Fronte islamico di salvezza e del Gruppo islamico armato (Gia), da compiere in Europa e in Algeria, ed anche al reperimento di documenti falsi da fornire ai terroristi.

Il parco Viviani, polmone verde di Napoli, riapre dopo un anno dalla chiusura

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In via Girolamo Santacroce riapre il parco Viviani. Il polmone verde sarà restituito alla città lunedì 18 dicembre alle 9.30, a distanza di un anno e mezzo dalla sua chiusura per lavori di riqualificazione. Ad annunciarlo sono i Verdi con il capogruppo al Consiglio Comunale Stefano Buono, il presidente della Commissione Ambiente Marco Gaudini, la consigliera della seconda Municipalità Rosanna Laudanno e l’assessore all’ecologia del parlamentino Roberto Marino.

“Siamo molto soddisfatti che venga restituito, ad una parte importante del territorio, quale quello dei quartieri Avvocata e Montecalvario, non solo un fondamentale polmone verde, ma un essenziale luogo di sana socializzazione ed aggregazione, da poter essere utilizzato da tutti coloro che amano l’ambiente e la natura”, hanno aggiunto i rappresentanti istituzionali dei Verdi.

Il Viviani sarà un parco multifunzione: i cani potranno avranno uno spazio dignitoso con un’area di sgambamento affidata tramite bando all’associazione canina “Colpo di coda”. Inoltre, nel parco vi è la presenza di un orto sociale da affidare ad associazioni del territorio, anche per riscoprire il vero contatto con la terra e non poteva mancare un’area giochi dove poter portare in totale serenità i bambini anche grazie alla presenza di sorveglianti.

Sarà il primo parco della città a ospitare una cisterna per la raccolta di oli esausti vegetali: tutti gli abitanti del territorio potranno servirsi di questo nuovo sistema di conferimento.

La consigliera Laudanno  ha commentato così la riapertura del parco Viviani: “La riapertura del parco Viviani rappresenta anche la dimostrazione concreta che il lavoro sinergico tra le istituzioni porta ottimi frutti”.

“Non possiamo, però, non registrare che già prima della prossima apertura, il parco ha subito alcuni atti di vandalismo da condannare apertamente e pertanto invitiamo non solo le forze preposte all’ordine pubblico, ma anche i cittadini, a denunciare ogni azione che danneggi il nostro parco, in modo da conservarlo e preservarlo nel tempo”, hanno infine dichiarato gli esponenti dei Verdi.

Rinnovo Reina, De Laurentiis ci riporva ma il Milan è pronto a chiudere

Rinnovo Reina, De Laurentiis ci riporva ma il Milan è pronto a chiudere

Tiene banco il discorso rinnovo per Reina che e’ in scadenza di contratto, ma De Laurentiis non chiude la porta. Una voce e’ rimbalzata dalla Spagna durante la trasmissione Jugones, quella che Reina finira’ al Milan per sostituire a giugno il partente Donnarumma e per lui sarebbe pronto un triennale. Come scrive Il Mattino: “Ma la trattativa appare comunque non semplice tenendo presenti i presupposti dell’estate scorsa e cioe’ la volonta’ di Reina di firmare un triennale a cifre importanti e quella del Napoli di prolungargli l’intesa per un’altra stagione. Ma le prospettive potrebbero anche cambiare ed ecco che il discorso potrebbe riprendere tra il suo manager Quilon e il ds azzurro Giuntoli”.