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Sessa Aurunca, la città si ricopre di cioccolato

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Sessa Aurunca, la città si ricopre di cioccolato

Grazie all’unione di varie associazioni tra cui L’Associazione “Res Auruncae”, con il patrocinio del Comune di Sessa Aurunca e in collaborazione con l’Associazione Turistica “Pro Loco” Sessa Aurunca e l’Associazione “Amici del Presepe” di Sessa Aurunca, si dara il via alla prima edizione di Natale al Cioccolato.

Ai piedi del Castello Ducale di Sessa Aurunca (CE), si terrà un mercatino del cioccolato in costume rinascimentale del ‘500.

Tanti i maestri cioccolatai e pasticcieri che daranno vita ad un “dolce evento” contornato da una magica atmosfera che riporterà indietro nel tempo i visitatori

Le due serate saranno ricche di eventi per grandi e piccini.

il pubblico sarà accolto dalla corte borbonica, ci sarà il Mago Abacuc, che con le sue magie strabilierà il pubblico presente. Ogni sera si svolgerà un concerto e nel pomeriggio di sabato 16 dicembre si terrà un Musical Natalizio. Un quartetto di flauti intratterrà il pubblico durante la sua passeggiata.  Sabato 16 dicembre, la “Pro Loco” organizzerà delle visite guidate alla Sala Espositiva del Castello.

Durante entrambe le giornate si potrà ammirare la splendida Mostra d’Arte Presepiale, curata dall’Associazione “Amici del Presepe”. Saranno lette storie di Natale ai bambini per trascinarli nella magica atmosfera del Natale.

Non mancherà di certo Babbo Natale, che arriverà a salutare tutti i bambini del Castello, ed a cui potranno anche consegnare la propria letterina.

Di seguito il programma dettagliato della manifestazione.

SABATO 16/12/2017

Ore 17.00
Apertura dell’evento con saluto di benvenuto da parte del “Corteo Storico Città di Sessa Aurunca”
Ore 17.45 – 19.00 – 20.15
IL CANTASTORIE, lettura di storie di Natale ai bambini, a cura dei rievocatori in costume
Ore 18.00 – 19.15 – 20.30
MAGO ABACUC spettacolo d’animazione per bambini… e non solo!
Ore 18.00
Arrivo di BABBO NATALE
Ore 18.30
MUSICAL “Un Natale strepitoso”, scritto e realizzato dagli alunni dell’ISISS “Taddeo da Sessa”
Ore 23.00
Chiusura stand

DOMENICA 17/12/2017
Ore 17.00
Apertura della seconda giornata
Ore 17.00 – 18.15 – 20.30
FLUTE ENSEMBLE intrattenimento musicale natalizio (quartetto di flauti)
Ore 17.30
Arrivo di BABBO NATALE
Ore 17.45 – 18.45 – 19.30
IL CANTASTORIE, lettura di storie di Natale ai bambini, a cura dei rievocatori in costume
Ore 18.30
CONCERTO DI NATALE a cura degli alunni dell’Istituto “Caio Lucilio” di Sessa Aurunca
23.00
Chiusura stand e fine della manifestazione

Evento in costume Rinascimentale del “Corteo Storico Città di Sessa Aurunca”. Esposizione di abiti, armi ed armature del 1500. Consegna delle letterine a BABBO NATALE. Stand per iniziativa Telethon “Cuori di Cioccolato Caffarel” a cura della “Pro Loco”. Sabato dalle 18.00 alle 20.00 visite guidate della Sala Espositiva del Castello a cura della “Pro Loco”.

Pizzo a Castel San Giorgio, tutti finiti in manette

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Ancora arresti per estorsione, a Castel San Giorgio sono finiti in manette 4 uomini con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Pizzo ai cantieri edili nell’Agro-Nocerino, il tribunale del Riesame conferma gli arresti per gli esattori del clan Galasso-Fontanella. I giudici salernitani del Riesame hanno convalidato le misure cautelari eseguite dai carabinieri e dalla Dda di Salerno per alcuni episodi di racket a suon di bombe tra Angri e Sant’Egidio del Monte Albino nel 2016. Quattro uomini, tutti residenti tra Castellammare, Angri, Pompei e Sant’Antonio Abate questa mattina sono finiti in manette successivamente all’ordine del Gip, accogliendo la richiesta della Dda di Salerno, con l’accusa di concorso in estorsioni, tentate e consumate, aggravate dal metodo mafioso. Sarebbero stati coinvolti in diversi episodi che hanno portato poi in conclusione questa mattina all’arresto; “il Riesame di Salerno ha confermato cautelare in carcere per Marzio Galasso, 54 anni, di Sant’Antonio Abate ma residente ad Angri, e Aniello Bruno, 49, di Angri, confermando inoltre i domiciliari già disposti per Aldo Fluido Esposito, 58 anni, di Castellammare di Stabia ma residente a Pompei, e Giovanni Galasso, 30, figlio di Marzio. Altri cinque complici sono stati denunciati: M.L., 54, abatese, P.G., 41, G.M, 60, V. C., 69, di Angri, e A.N., 56, di Castel San Giorgio, a piede libero dall’inizio dell’operazione”.

fonte: punto agro

Spese eccezionali per poter riaprire le gallerie di Privati e Varano

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Previste spese eccezionali per la riapertura delle gallerie

Per riaprire le gallerie di Varano e Privati e ricostruire la solita viabilità occorrono circa 3 mesi di lavori per una spesa di un milione e 330mila euro.

Le gallerie sono state rese impraticabili dai danni provocati dal dissesto idrogeologico diventato emergenza con il nubifragio dello scorso 6 novembre. Sono alcune delle considerazioni emerse durante il tavolo tecnico riunito in Prefettura ieri sulla necessità di ripristinare gli impianti dei due tunnel della Statale sorrentina.

I disagi dei pendolari tra Napoli e la costiera e quelli sostenuti dai cittadini di Castellammare di Stabia – che subiscono ogni giorno la paralisi del traffico deviato nel percorso urbano – sono diventati insostenibili sia per la vivibilità del territorio, sia per i danni all’economia di tutti i Comuni costieri. Ma la soluzione al problema richiede un impegno articolato su più fronti. Anche su quello giudiziario, poiché l’area in cui dovrebbero essere effettuati i lavori da parte dell’Anas risulta “da molto tempo sotto sequestro”, in quanto “discarica abusiva”.

II nodo della vicenda, infatti, sarebbe riconducibile proprio all’ostruzione che questa “discarica abusiva” avrebbe creato al fluire del rivo Calcarella che, trovando tappato a valle il percorso naturale delle acque, sarebbe tracimato fino a invadere con acqua, fango e detriti le gallerie, distruggendone gli impianti elettrici. E solo il caso non ha voluto che la frana non coinvolgesse le auto in transito. Pertanto, nel corso dell’incontro, la Prefettura ha richiesto al Comune di Castellammare di Stabia un approfondimento sulla tematica. E, qualora emergessero irresponsabilità sul fronte della prevenzione del disastro, si aprirebbe un altro capitolo di pari gravità sull’accaduto. All’incontro hanno preso parte, oltre al dirigente e ai tecnici Anas della Campania e ai rappresentanti del Genio Civile, Difesa suolo della Regione Campania e Arpac, anche i Sindaci di Castellammare di Stabia e dei comuni della Penisola Sorrentina. Anas ha annunciato la possibilità di dare corso ai lavori di ripristino della continuità idraulica interrotta (il corso del rivo Calcarella), già entro la fine di dicembre e, in tal caso, la conclusione dell’intervento potrebbe essere prevista entro marzo 2018. Ovviamente il tutto è subordinato, però, al dissequestro della discarica abusiva da parte dell’Autorità inquirente.

Per consentire la risoluzione della problematica, Anas ha già redatto due progetti esecutivi: uno per ripristinare la continuità idraulica della tubazione, presentato appunto ieri in Prefettura e condiviso con gli Enti. L’altro – che verrà appaltato subito dopo – per il ripristino degli impianti gravemente danneggiati.

L’importo complessivo dei due interventi è di un milione e 330mila euro (740mila euro per il ripristino della funzionalità della tubazione e 590mila euro per la riattivazione definitiva degli impianti) e sono già state reperite le risorse finanziare per l’esecuzione dei lavori. A seguito delle eccezionali precipitazioni atmosferiche dello scorso 6 novembre, sono stati infatti riscontrati significativi danni sia agli impianti all’interno delle cabine di gestione delle gallerie che a un tratto di tubazione di diametro 5 metri su cui si è creata una strozzatura in conseguenza del crollo della ripa a valle del torrente “Rivo Calcarella” .

Attualmente, quindi, in condizioni ordinarie, la continuità idraulica nell’area viene garantita attraverso l’utilizzo di un sistema di pompe idrovore, mentre in condizioni di precipitazioni intense si rende necessaria l’interdizione al traffico.

Amalfi, il Natale illuminato dalla luce di Betlemme

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Per tutto il periodo natalizio la luce di Betlemme illuminerà Amalfi, tra tradizione e stupore dei cittadini.

Una lampada con la luce di Betlemme sarà accesa per tutto il periodo natalizio ad Amalfi. Il fuoco sacro della lampada proviene dalla Chiesa della Natività di Betlemme che sta ardendo da secoli alimentata da olio donato a turno da tutte le Nazioni cristiane della Terra: “con l’arrivo del Natale, dalla stessa fiamma ne vengono accese altre per diffondere questo segno di pace e fratellanza tra i popoli della terra”. Il 17 dicembre durante la messa domenicale delle 11 nella prestigiosa Cattedrale di Amalfi, ci sarà la cerimonia di consegna della luce.

Fonte: positanonews

Napoli, interrotti i collegamenti con le isole a causa del maltempo

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Interrotti i collegamenti con le isole a causa del maltempo

L’ondata di maltempo che ha colpito il sud Italia non pare aver intenzione di allentare la sua morsa, infatti forte raffiche di vento e pioggia continuano a tartassare il territorio.

A causa delle pessime condizioni metereologiche a Napoli sono pochissimi i mezzi navali che hanno effettuato i collegamenti con le isole del Golfo. E da pochi minuti si stanno fermando, causa del forte vento di libeccio che sta bloccando le banchine, le partenze dei traghetti e dei mezzi veloci. La Guardia Costiera registra un vento forza 7 ed un mare molto agitato. Non si prevedono miglioramenti in giornata.

Tutti in piazza a mangiare la buona pizza gratis patrimonio dell’umanità!

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Festa a Napoli per il riconoscimento Unesco,
anche Scanio e De Magistris entusiasti della vittoria del buon gusto.

L’arte del pizzaiolo, dopo molte speranze dei napoletani che da tempo sognavano questo momento, è finalmente divenuta patrimonio dell’Unesco. Per festeggiare, ieri si è tenuta a piazza del Gesù una festa con centinaia di pizzaioli che hanno fatto centinaia di pizze gratis per tutti. Come spiega il Mattino: “Tra l’odore dell’impasto appena cotto e il suono dei mandolini, la piazza si è trasformata nel cuore pulsante della napoletanità più verace e autentica. L’evento è stato organizzato da Mulino Caputo, storica azienda legata al territorio campano dal 1924, sostenitrice da sempre del progetto e vicina a tutte le associazioni di categoria. Promotore del Napoli Pizza Village, una realtà napoletana ormai consolidata e imprescindibile, il Mulino Caputo è protagonista indiscusso della diffusione della pizza in tutto il mondo. Con scuole di pizzeria anche negli Stati Uniti e nel Sud-Est asiatico, promuove nel mondo la cultura e l’arte della pizza. Un’arte che si tramanda di padre in figlio, di generazione in generazione, e che ha alla base prodotti semplici e naturali: farina, pomodoro, mozzarella e basilico”. Il riconoscimento è arrivato tre anni dopo la petizione avviata da Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi che si era battuto affinché la pizza potesse diventare un patrimonio immateriale dell’umanità. Oggi dichiara con orgoglio che questa attività antica e prestigiosa diventerà una materia da studiare nelle scuole di cucina, affinché non venga persa e si tramandi nei soli, restando immortale. Si accoda all’entusiasmo dei napoletani anche i sindaco De Magistris, orgoglioso dell’arte napoletana che garantisce ancora prodotti made in Italy. 

La norma “salva Napoli” passa alla Camera grazie al Pd

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La norma “salva Napoli” passa alla Camera grazie al Pd

Ha avuto il via libera in Commissione alla Camera la norma ribattezzata: “salva Napoli”. Si tratta della normativa che permette agli enti locali in predissesto di avere più tempo per ripianare gli squilibri finanziari e ridisegnare i piani di rientro.

Tuttavia non è questa la notizia che fa più risalto, ma il fatto che l’approvazione della norma alla Camera, sia dovuta all’appoggio del Pd, ch oltre ad aiutare la città, ha aiutato anche il sindaco di Napoli che altrimenti rischiava il crac finanziario. Entrambe le proposte, vengono infatti dal Partito democratico e permettono di fatto ai Comuni in difficoltà — come Napoli, richiamata anche dalla Corte dei Conti — di riformulare e rimodulare i piani di riequilibrio in essere per una durata massima non più di dieci anni ma da 4 a 20 anni: più sono ampie le passività, più lungo è il tempo concesso. Il rovescio della medaglia sarà però che anche che i tributi locali, che per i Comuni in predissesto devono essere portate al massimo, rimarranno al massimo per 20 e non dieci anni. Emendamenti che andavano nella stessa direzione erano stati presentati anche da Forza Italia.

 E così, alla fine l’amministrazione comunale è riuscita a spuntarla. La norma, infatti, concede un lasso di tempo che a palazzo San Giacomo — dove comunque attendono che la Finanziaria sia interamente definita prima di sbilanciarsi — definiscono utile per rientrare del disavanzo che, come fotografato dalla Corte dei conti, che ha bloccato la spesa di Palazzo San Giacomo e diffidato il Municipio napoletano di rifare il piano di riequilibrio entro il prossimo 31 dicembre, ammonta a 1,3 miliardi di euro. Una cifra monstre che, senza il salva-Napoli, rischiava di mandare in fallimento il Comune di Napoli. Invece sono state recepite le norme dell’Anci, di cui de Magistris è vicepresidente. Fugate quindi le paure del sindaco, che fino a ieri dichiarava ancora che «in tanti stanno lavorando in quella direzione ma abbiamo notizie che si lavora anche in altre direzioni. C’è preoccupazione da parte nostra perché lo scenario non è chiaro» intravedeva fantasmi romani che potessero remare contro questa norma», ricordando come «sono tre mesi che si parla di questi emendamenti, nemmeno stessimo parlando di una legge speciale per Napoli».

Invece la parte della norma che spalma i debiti è passata, sebbene la richiesta del sindaco fosse quella di portare da 10 a 30 anni e non a 20 il tempo per rientrare. Ma poco importa. Politicamente, infatti, il risultato a casa il sindaco — ieri ospite del presidente della Repubblica per la mostra dei presepi del Quirinale — l’ha portato. «L’emendamento alla legge di Bilancio votato oggi dalle forze di maggioranza e proposto dal Partito Democratico è l’ennesimo gesto di attenzione per Napoli, ma anche una bocciatura senza appello per questa amministrazione», commenta la deputata del Pd e consigliera comunale di Napoli, Valeria Valente. «Si tratta — spiega — di una norma che risponde alle esigenze poste dall’Anci e da tanti Comuni, ma non è certo quella richiesta a gran voce in questi giorni da de Magistris, e che inchioda infatti tutte le amministrazioni, in primo luogo l’amministrazione comunale di Napoli, alle sue responsabilità e ai suoi doveri. A partire, proprio nel caso di Napoli, dalle prescrizioni contenute nella delibera della sezione regionale della Corte dei Conti della Campania, che ha richiamato il Comune al rispetto degli impegni sottoscritti fin dal 2013 per il risanamento del Bilancio».

Valente ricorda infatti che «non solo restano in piedi le prescrizioni della Corte dei Conti, ma il piano rimodulato che il Comune dovrà presentare sarà soggetto a un controllo ancora più stringente da parte della stessa Corte e non vi sarà nessuna possibilità di ulteriori sconti». Soddisfatto il deputato napoletano di Leu Arturo Scotto: «In queste ore — ha detto — siamo riusciti a far passare in legge di bilancio un buon compromesso per i tanti comuni in predissesto, a partire dal Comune di Napoli. Una proficua collaborazione tra istituzioni che aiuta la città che rischiava di passare un brutto momento sul piano finanziario che l’avrebbe portata tecnicamente in default».

Boschi risponde, in TV, a Vegas: «Nessuna pressione da parte mia. Basta»

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Chiamata in causa sugli istituti di credito da Giuseppe VegasMaria Elena Boschi risponde in una “corrida” televisiva: «Nessuna pressione da parte mia. Basta, non ho commesso reati. Non mi dimetto».
Nel suo editoriale Marcello Sorgi si pone una domanda«Se la Boschi, che dopo Renzi era la personalità più forte del governo, tale da essere considerata una sorta di vicepresidente del Consiglio, avesse veramente adoperato il suo potere per imprimere una conclusione diversa al groviglio di Banca Etruria, come mai non sarebbe riuscita a ottenere alcun risultato?».

Maria Elena sceglie la corrida tv. “Basta, non ho mai fatto favori”

Maria Elena Boschi: “Vegas mi invitò in modo inusuale a casa sua alle 8”. Il segretario del Pd: “Dal dibattito ne è uscita vincitrice”

ROMA – «Io non sono attaccata a una poltrona ma alla verità. Non è giusto lasciare solo perché ci sono persone che dicono bugie». È tardi, il duello tra il «dottor Travaglio» e la «signora Boschi», come si chiamano tra loro, è andato oltre l’orario stabilito, ma la sottosegretaria acchiappa l’ultima parola e chiude così, rigettando la richiesta di dimissioni che si alza rumorosa dalle opposizioni. La puntata di «Otto e mezzo», a cui ha chiesto ospitalità per difendersi proponendo che sia il direttore del «Fatto» a intervistarla, e l’ennesima giornata di passione della sua vita politica, ancora una volta legata a Banca Etruria, l’istituto aretino di cui il padre è stato vicepresidente.

Almeno la terza giornata sulla graticola, dopo quel 18 dicembre 2015 in cui dovette difendersi da una mozione di sfiducia alla Camera e in diciassette minuti e rotti giurò che «non ho mai favorito la mia famiglia o i miei amici, non c’è conflitto d’interessi, nessun favoritismo, nessuna corsia preferenziale», e il 9 maggio 2017, quando l’uscita del libro «Poteri forti (o quasi)» di Ferruccio de Bortoli – secondo cui la Boschi avrebbe proposto all’allora ad di Unicredit Federico Ghizzoni di valutare l’acquisizione di Banca Etruria, affermazioni che lei smentisce e per le quali chiede i danni – accese nuovamente i riflettori su di lei.

Ieri, la nuova tempesta si annuncia nel primo pomeriggio, quando le agenzie battono le parole del presidente della Consob Vegas. Lei, Maria Elena Boschi, capisce al volo cosa si sta preparando. Tempo mezz’ora, e sul suo smartphone è uno stillicidio di agenzie che la attaccano, dal Cinque Stelle Carlo Sibilia («ha mentito al Parlamento»), all’ex compagno di partito Roberto Speranza («dimissioni»). L’unica difesa è l’attacco, si sono detti da tempo con il segretario Renzi. Ora, con la grandinata di reazioni in mano, tra richieste di dimissioni e di non ricandidatura, il segretario e la fidatissima sottosegretaria si sentono, concordano la linea: «Non stiamo a guardare, rispondiamo, non stiamo zitti». In serata è previsto già da un paio di giorni che Renzi sia ospite a «Piazzapulita», ma non basta: serve che si esponga lei, che mostri tutta la sicurezza, la rabbia e la tensione che traspaiono a sera a «Otto e mezzo», dove non a caso chiede che ospite con lei sia Marco Travaglio, non un giornalista amico – «lei mi odia», gli ripete lungo la trasmissione, «se fossi stato un uomo non mi avrebbe riservato questo trattamento» – un faccia a faccia che per lei significa un atto di coraggio da regalare agli italiani all’ora di cena per convincerli.

Scrive su Facebook, battibecca via Twitter con Di Battista. La difesa è tutta in punta di dichiarazione, come se la sottosegretaria tornasse nei panni dell’avvocatessa Boschi. «Confermo per filo e per segno tutto ciò che ho detto in Parlamento due anni fa. Tutto. Chi mi chiede le dimissioni perché avrei mentito in Parlamento deve dirmi in quale punto del resoconto stenografico avrei mentito. E i giornalisti hanno il dovere di indicare il passaggio in cui avrei mentito al Parlamento». Lo scrive nel pomeriggio, lo ripete in tv. «Non c’è stato nessun favoritismo nei confronti di mio padre o della mia famiglia». Non ha detto, in quei diciassette minuti in Parlamento, di non essersi occupata di Banca Etruria, il concetto che M5S e sinistra le rimproverano e su cui lei insiste per dire: non ho mentito. Ma non ha nemmeno detto di essersene occupata, la riprende Travaglio, che guadagna una querela non appena apre bocca. Con Vegas, che, svela la sottosegretaria, «in modo inusuale» la invitò a casa sua alle 8 del mattino, «non ho sbagliato perché non ho chiesto nulla che eccedesse il mio ruolo istituzionale» e incontrare presidenti di Autorità «per il mio ruolo era normale, come fanno altri ministri». «Ma se un ministro parla con il presidente della Consob, nominato dal governo, non esercita una pressione esplicita, gli basta essere un ministro in carica», obietta Travaglio, e lei «di tutto poteva parlare ma non di Banca Etruria di cui suo padre era vicepresidente». Sfuma il finale, con lei pronta a ricandidarsi in Toscana, «ma deciderà il partito».

Anche Renzi segue il dibattito: «Ne è uscita a testa alta, da vincitrice», commenta alla fine. Subito prima di raccogliere il testimone, e continuare la difesa su La7. La battaglia è ancora lunga.

vivicentro,it/cronaca
vivicentro/Boschi risponde, in TV, a Vegas: «Nessuna pressione da parte mia. Basta»
lastampa/Maria Elena sceglie la corrida tv. “Basta, non ho mai fatto favori” FRANCESCA SCHIANCHI

Picchiavano i bambini, sospese due maestre

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Picchiavano i bambini, sospese due maestre

SAN GIORGIO ALBANESE (COSENZA) – Schiaffi, pizzicotti e tirate d’orecchie ai bambini, una decina in tutto, dell’unica classe della scuola d’infanzia di San Giorgio Albanese nel cosentino. E’ l’accusa rivolta a due insegnanti alle quali i carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno notificato una misura interdittiva della sospensione per sette mesi. I provvedimenti sono stati disposti dal gip dell Tribunale di Castrovillari su richiesta della Procura della Repubblica. L’indagine condotta dai carabinieri e coordinata dal procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla e dal sostituto Valentina Draetta, è stata avviata a seguito di una denuncia presentata da alcuni genitori.

Gli accertamenti effettuati dai militari hanno permesso, in poco tempo, di documentare, con servizi di osservazione e di video riprese all’interno degli spazi didattici, una serie di maltrattamenti posti in essere dalle due insegnanti nei confronti dei bambini in un arco temporale di appena quindici giorni.

-Ansa

Jovanotti annuncia per l’estate il concerto al San Paolo per Pino Daniele

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Parte il countdown per il concerto dell’anno al San Paolo, un omaggio a Pino da tutti i grandi artisti della musica italiana.

E’ stato finalmente annunciato il concerto in onore a Pino Daniele durante il programma “Tiki taka” in onda su Italia uno, da uno dei big che parteciperà alla manifestazione cioè Lorenzo Cherurbini, in arte Jovanotti. L’evento, previsto per questa estate, si terrà allo stadio San Paolo e tra i tanti che parteciperanno  ci saranno anche gli amici di Pino, come Fiorella Mannoia, Clementino e tanti altri. A proposito di questo grande show, Jovanotti ha dichiarato: “Non sono un appassionato di calcio. Ovviamente quando penso a Napoli non posso che non ricordare Pino Daniele. Quant’è difficile cantarlo a Napoli? Non è difficile cantarlo lì, perché lo canta la gente e tu sei solo un tramite, un punto piccolissimo. Mi manca molto Pino. Tra l’altro ho saputo che in estate al San Paolo ci sarà un concerto in suo onore. Sarà bellissimo”.

Fonte: napolisoccer

Arrestato a Foggia il terrorista algerino-napoletano

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Arrestato a Foggia il terrorista algerino-napoletano

Un cittadino algerino, Yacine Gasry, è stato rintracciato e fermato dai Carabinieri del Ros nella stazione ferroviaria della città di Foggia, L’uomo è stato condannato in via definitiva a quattro anni, nove mesi e 21 giorni di reclusione per associazione con finalità di terrorismo internazionale. Secondo quanto merso nel corso delle indagini , avrebbe fatto parte di una rete terroristica algerina.

l’uomo, già noto alle forze dell’ordine, venne arrestato nel 2004, insieme ad altri stranieri, in seguito a indagini condotte dal Ros e coordinate dalla procura di Napoli dopo gli attentati dell’11 settembre. L’inchiesta riguardava una rete di supporto logistico del Fronte islamico di salvezza (Fis) algerino attiva in Italia tra le province di Napoli, Caserta, Vicenza e Milano.

La rete – denominata Lounici, dal nome del leader, un algerino direttamente collegato ad elementi di spicco del Fis – è risultata dedita al traffico di armi di provenienza illecita da utilizzare per gli attentati terroristici del Fronte islamico di salvezza e del Gruppo islamico armato (Gia), da compiere in Europa e in Algeria, ed anche al reperimento di documenti falsi da fornire ai terroristi.

Il parco Viviani, polmone verde di Napoli, riapre dopo un anno dalla chiusura

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In via Girolamo Santacroce riapre il parco Viviani. Il polmone verde sarà restituito alla città lunedì 18 dicembre alle 9.30, a distanza di un anno e mezzo dalla sua chiusura per lavori di riqualificazione. Ad annunciarlo sono i Verdi con il capogruppo al Consiglio Comunale Stefano Buono, il presidente della Commissione Ambiente Marco Gaudini, la consigliera della seconda Municipalità Rosanna Laudanno e l’assessore all’ecologia del parlamentino Roberto Marino.

“Siamo molto soddisfatti che venga restituito, ad una parte importante del territorio, quale quello dei quartieri Avvocata e Montecalvario, non solo un fondamentale polmone verde, ma un essenziale luogo di sana socializzazione ed aggregazione, da poter essere utilizzato da tutti coloro che amano l’ambiente e la natura”, hanno aggiunto i rappresentanti istituzionali dei Verdi.

Il Viviani sarà un parco multifunzione: i cani potranno avranno uno spazio dignitoso con un’area di sgambamento affidata tramite bando all’associazione canina “Colpo di coda”. Inoltre, nel parco vi è la presenza di un orto sociale da affidare ad associazioni del territorio, anche per riscoprire il vero contatto con la terra e non poteva mancare un’area giochi dove poter portare in totale serenità i bambini anche grazie alla presenza di sorveglianti.

Sarà il primo parco della città a ospitare una cisterna per la raccolta di oli esausti vegetali: tutti gli abitanti del territorio potranno servirsi di questo nuovo sistema di conferimento.

La consigliera Laudanno  ha commentato così la riapertura del parco Viviani: “La riapertura del parco Viviani rappresenta anche la dimostrazione concreta che il lavoro sinergico tra le istituzioni porta ottimi frutti”.

“Non possiamo, però, non registrare che già prima della prossima apertura, il parco ha subito alcuni atti di vandalismo da condannare apertamente e pertanto invitiamo non solo le forze preposte all’ordine pubblico, ma anche i cittadini, a denunciare ogni azione che danneggi il nostro parco, in modo da conservarlo e preservarlo nel tempo”, hanno infine dichiarato gli esponenti dei Verdi.

Rinnovo Reina, De Laurentiis ci riporva ma il Milan è pronto a chiudere

Rinnovo Reina, De Laurentiis ci riporva ma il Milan è pronto a chiudere

Tiene banco il discorso rinnovo per Reina che e’ in scadenza di contratto, ma De Laurentiis non chiude la porta. Una voce e’ rimbalzata dalla Spagna durante la trasmissione Jugones, quella che Reina finira’ al Milan per sostituire a giugno il partente Donnarumma e per lui sarebbe pronto un triennale. Come scrive Il Mattino: “Ma la trattativa appare comunque non semplice tenendo presenti i presupposti dell’estate scorsa e cioe’ la volonta’ di Reina di firmare un triennale a cifre importanti e quella del Napoli di prolungargli l’intesa per un’altra stagione. Ma le prospettive potrebbero anche cambiare ed ecco che il discorso potrebbe riprendere tra il suo manager Quilon e il ds azzurro Giuntoli”.

Problemi per Vrsaljko, il Napoli torna in corsa per Grimaldo

Problemi per Vrsaljko, il Napoli torna in corsa per Grimaldo

L’Atletico Madrid non cede su Vrsaljko e il Napoli sonda piste alternative, la prima porta sempre allo spagnolo Grimaldo del Benfica. La trattativa con il terzino destro croato e’ difficile come confermato da De Laurentiis e il discorso rischia di slittare a giugno. L’affare e’ complicato ed e’ per questo che il direttore sportivo Giuntoli e’ pronto a tornare all’assalto del Benfica: sul tavolo 20 milioni, la stessa offerta avanzata per Vrsaljko, per strappare il si dal club portoghese per lo spagnolo che e’ una freccia sulla sinistra. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino.

Processo a Boschi: vendette dirette e trasversali

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Sugli istituti di credito Giuseppe Vegas chiama in causa Maria Elena Boschi: «Venne da me e mi parlò di Etruria», ha detto il presidente uscente della Consob in Commissione Banche. La replica del sottosegretario arriva in una “corrida” televisiva: «Nessuna pressione da parte mia. Basta, non ho commesso reati. Non mi dimetto».
Nel suo editoriale Marcello Sorgi si pone una domanda: «Se la Boschi, che dopo Renzi era la personalità più forte del governo, tale da essere considerata una sorta di vicepresidente del Consiglio, avesse veramente adoperato il suo potere per imprimere una conclusione diversa al groviglio di Banca Etruria, come mai non sarebbe riuscita a ottenere alcun risultato?».

Boschi, la vendetta di Vegas

Il presidente della Consob, Vegas: incontrai la ministra (ndr. Boschi), era preoccupata per Banca Etruria. Gentiloni la difende: ha chiarito. Ma il Pd teme nuovi attacchi nell’audizione di Visco

ROMA «Ho avuto modo di parlare della questione (di Banca Etruria, ndr.) con l’allora ministro Boschi». Sono le 14 quando le parole di Giuseppe Vegas, nel suo ultimo giorno da presidente di Consob, sollevano un nuovo caso politico. Rispondendo alle domande della commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario Vegas aggiunge che Maria Elena Boschi espresse «un quadro di preoccupazione perché a suo avviso c’era la possibilità che Etruria venisse incorporata dalla Popolare di Vicenza e questo era di nocumento per la principale industria di Arezzo che è l’oro».

E in effetti sì, proprio il ricco settore orafo aretino era tra le fazioni contrarie alla fusione con Vicenza, timorosi di perdere«centralità» rispetto all’altro grande distretto orafo italiano, Vicenza. Ma tutto questo passa in secondo piano e da quel momento è il caso Boschi a monopolizzare l’attenzione dei commissari. Ogni altra questione – comprese le molte ombre sul ruolo della Consob nelle varie crisi bancarie – passano in secondo piano.

L’incontro in questione avvenne a Milano nell’aprile del 2014, quando Etruria era alla ricerca di un partner e Vicenza sembrava essere l’unica banca seriamente intenzionata a prendersi l’istituto aretino. Vegas e Boschi, spiega l’ormai ex presidente della Commissione di vigilanza sui mercati finanziari si videro in quella occasione al ristorante. Poi i due s’incontrarono almeno altre due volte: una volta poco tempo dopo al ministero, poi ancora una volta a cena a casa di Vegas «ma c’erano anche altre persone», puntualizza. Ma da quel primo accenno, evidentemente vivido nella memoria di Vegas, le sue parole diventano più fumose, i «non ricordo» si mischiano a ricostruzioni sommarie di date, fatti e circostanze.

Al punto che al termine dell’audizione i commissari Dem sospettano una sorta di agguato, una combine con il governatore di Bankitalia Ignazio Visco – che sarà sentito la prossima settimana -. La riprova di questo sospetto è una domanda di Mauro Del Barba (Pd) che chiede a Vegas se abbia incontrato Visco nei giorni scorsi. Sì, risponde Vegas, ma quando deve spiegare di cosa abbiano parlato è un nuovo «non ricordo».

In uno di questi incontri – ma Vegas non ha specificato quale – la Boschi avrebbe annunciato che il padre sarebbe diventato il vicepresidente della banca. Certo, dice Vegas, «non credo che sia stato il ministro Boschi a mandare per strada 130 mila risparmiatori». Ma dalle opposizioni sono già partite le richieste di dimissioni per l’attuale sottosegretario del governo Gentiloni.

«Nessun favoritismo, nessuna corsia preferenziale», dice subito la Boschi replicando alle accuse di aver mentito quando intervenne in aula nella dibattito per la mozione di sfiducia sul caso Etruria, il 18 dicembre del 2015. La replica più velenosa è quella che stessa Boschi dice davanti alle telecamere di Otto e mezzo: «Si, ho incontrato Vegas, ci sono stati più incontri e il 29 maggio 2014, in una di quelle occasioni, Vegas mi chiese in modo inusuale di incontrarci a casa sua alle 8 di mattina, e io risposi che ci dovevamo vedere al ministero o in Consob, non a casa sua».

La data di questo incontro è importante. Il giorno prima, 28 maggio, era arrivata ad Arezzo l’offerta della Popolare di Vicenza. Mentre qualche giorno dopo – il 3 giugno, risulta dai verbali di Banca Etruria -, i vertici dell’istituto incontrarono a loro volta Vegas in Consob.

«Sono sconvolto dal fatto che questo tema sia diventato un’arma di distrazione di massa», ha detto in serata Matteo Renzi. «I controlli, anche Banca Etruria, non hanno funzionato. E parlo di Bankitalia e Consob». «Quello che dico è che anche in Banca Etruria, come tutte le banche, chi ha sbagliato paghi».

Secondo Renzi, «Non c’è alcun problema che il ministro dei Rapporti con il Parlamento incontri il capo di Consob», ha detto ancora Renzi a Piazza Pulita, aggiungendo di pensare che a suo avviso «non ci furono pressioni».

A sostegno della Boschi è arrivato anche Palazzo Chigi. «Maria Elena ha chiarito», avrebbe detto il premier Paolo Gentiloni parlando con i suoi collaboratori della vicenda. Ma il Pd ora teme nuovi attacchi alla Boschi nella prossima audizione del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco.

vivicentro.it/politica
vivicentro/Processo a Boschi: vendette dirette e trasversali
lastampa/Boschi, la vendetta di Vegas GIANLUCA PAOLUCCI

Insigne rientra, oggi la giornata decisiva: potrebbe essere titolare

Insigne pronto al rientro

Insigne si rituffa in gruppo, segnali confortanti dall’allenamento di ieri pomeriggio a Castel Volturno: scatta, dribbla, affonda, nella partitina fa praticamente tutto. Lorenzo e’ tornato a svolgere un’intera seduta con i compagni dopo dieci giorni di lavoro a parte Il Mattino scrive: “Segnali molto positivi, rassicuranti, Insigne va decisamente verso il ritorno da titolare a Torino: attesa per oggi la lista dei convocati al termine della rifinitura e prima della partenza in aereo. Certo, la condizione non potra’ essere al top ma se anche nell’allenamento di oggi Lorenzo non dovesse avvertire fastidi all’inguine fara’ parte del gruppo nella trasferta contro i granata di Mihajlovic: la sensazione e’ che possa tornare nel tridente titolare, quello dei piccoletti con Mertens e Callejon. Un rientro che sarebbe ovviamente molto importante perche’ senza Insigne il Napoli ha fatto una fatica enorme a sinistra, gli e’ mancato l’uomo dell’ultimo passaggio, quello in grado di saltare l’avversario e di creare la superiorita’ numerica. Insigne si e’ sottoposto a terapie e ginnastica posturale seguito dallo staff medico e dal gruppo dei fisioterapisti azzurri”.

La città di Matera è stata scelta come Capitale Europea della Cultura per il 2019

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La città di Matera  è stata designata come capitale europea della Cultura per il 2019, in particolare, e della regione Basilicata in generale e per questa nomina sabato 16 dicembre alle 16 a Berna, in Svizzera, si svolgerà una cerimonia in onore della città.

L’iniziativa è promossa da Comites di berna e neuchâtel, sportello Basilicata, Federazione lucana in svizzera, associazione lucana e Casa d’Italia di Berna.

Giuseppe Ticchio, della federazione lucana in Svizzera, in merito all’evento ha sottolineato:”È un grande riconoscimento per la nostra regione e per matera il certosino impegno che, come comunità lucana in svizzera, attraverso lo sportello e la federazione ci si impegna a tenere alto. Per noi  è un’ulteriore tassello al nostro impegno di ambasciatori lucani nel mondo”.

Naufragio imbarcazione siriana, indagati due militari italiani

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Naufragio imbarcazione siriana, indagati due militari italiani

La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di Luca Lucciardi, ufficiale della Marina responsabile della Sala Operativa, e di Leopoldo Manna, capo della Centrale Operativa della Guardia Costiera, per il naufragio di una imbarcazione di siriani avvenuto l’11 ottobre 2013 al largo di Lampedusa, ma in acque maltesi, nel quale morirono circa 300 persone, tra cui molti bambini. Sono accusati di rifiuto di atti d’ufficio e di omicidio colposo per aver colpevolmente ritardato l’intervento della nave militare italiana Libra.

-Ansa

Torre del Greco, i cani dei carabinieri incontrano i bambini al Nicola Sasso

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Torre del Greco, i cani anti- droga e anti-botti all’istituto Sasso per una lezione con gli animali, per educare le nuove generazioni e dimostrare l’abilità degli amici a quattro zampe della polizia.

Al convegno esercitativo intitolato “Animal Day” dei carabinieri all’istituto comprensivo Nicola Sasso di Torre del Greco, il protagonista assoluto è Zidane, un cane pastore tedesco del nucleo cinofili dei Carabinieri. Durante il convegno ha eseguito l’esercitazione davanti a tutti gli studenti rimasti sbalorditi dalle capacità dell’animale che, guidato dal suo padrone, ha dato dimostrazione d’abilità nel rintracciare la droga e materiale esplosivo. Hanno partecipato all’evento diverse personalità importanti, come i comandanti della stazione Capoluogo e della stazione Centro di Torre del Greco- Vincenzo Amitrano e Francesco Di Maio, inoltre al maresciallo Fusco del nucleo antisofisticazione e sanità di Napoli. Relatrice dell’evento la dottoressa stella Gervasio che ha spiegato ai ragazzi le leggi per la protezione degli animali e le pessime condizioni in cui altri cuccioli sono destinati a vivere, in allevamenti dove vengono non curati e maltrattati. Un momento di forte partecipazione e con un importante valore pedagogico, al fine di educare le nuove generazioni al rispetto ed alla convivenza civile non solo con il prossimo, ma anche con gli animali.

Fonte: Metropolis

Viterbo, trovata coppia di anziani senza vita

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Viterbo, trovata coppia di anziani senza vita

Una coppia di anziani coniugi è stata trovata senza vita sul letto della loro abitazione a Viterbo. Per il duplice omicidio è sospettato e ricercato il figlio della coppia, un uomo di 44 anni.

A scoprire i cadaveri una figlia che si è insospettita quando, dopo avere chiesto al fratello notizie de genitori che non riusciva a contattare, questi le ha detto che i due erano ricoverati in clinica. Non riuscendo però a dire quale struttura sanitaria fosse. I corpi di Rosa Franceschini, 79 anni, e Gianfranco Fieno, 83 anni, erano avvolti nel cellophane.