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Conferenza Capigruppo: da fissare domani la data di Consiglio dove il Sindaco parlerà

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Dopo gli interventi degli assessori Clemente e Piscopo, l’Aula ha approvato la proposta del consigliere Santoro di ascoltare la relazione del Sindaco in una prossima data di Consiglio che la Conferenza dei Capigruppo fisserà domani al termine della seduta consiliare in programma alle ore 12.

 L’assessora Clemente ha tracciato le iniziative volte a rafforzare il corpo della Polizia Locale (91 assunzioni nel 2017), un risultato straordinario che sarà integrato con lo scorrimento delle graduatorie che avverrà nel 2018; sono stati arricchiti gli strumenti di lavoro, e tra questi le depositerie, un elemento imprescindibile che ha consentito, da settembre a oggi, di controllare 6 mila motoveicoli, con 1960 sequestri e 5 mila verbali elevati; investimenti in nuove tecnologie (400 tablet e un sistema automatico sulle multe) hanno consentito una manovra storica di riduzione dei costi per i cittadini, dei contenziosi e di miglioramento del servizio. Nel 2017, si sono realizzati inoltre i procedimenti per l’acquisto delle nuove divise, la dotazione delle radio, che mancavano da tempo, l’ammissione a finanziamento del progetto di radiomobili. Nell’ambito della più ampia delega alla sicurezza urbana, 92 nuove telecamere (acquistate dalla Regione) sono state installate in città e, grazie alla presenza del Sindaco nei tavoli della sicurezza, molte altre iniziative sono state possibili. Infine, l’assessora ha illustrato gli investimenti per rafforzare il lavoro del nucleo tutela minori e quelli per rafforzare, in collaborazione con la scuola, l’educazione alla sicurezza e all’educazione civica e ha ricordato il lavoro fatto per rinnovare il Corpo, nel quale si è realizzata la rotazione degli incarichi per il 70% a garanzia di trasparenza e anticorruzione. L’assessora ha concluso richiamando il lavoro fatto nell’ambito del rapporto con le Municipalità e le iniziative per il recupero della Galleria Principe di Napoli sulla filiera dell’imprenditorialità culturale giovanile e non solo, in collaborazione con il Museo Archeologico e l’Accademia di Belle Arti; molte le iniziative intraprese nell’ambito dei bandi di Garanzia Giovani e anche per il servizio civile, nonché quelle per i centri giovanili cittadini per farli diventare luoghi vivi di confronto e convivenza civile. Molto importante anche il lavoro svolto per ricercare finanziamenti, con progetti innovativi e le iniziative nel campo della toponomastica e della creatività urbana. Nel suo intervento l’assessore alle Politiche Urbane Carmine Piscopo è partito dal territorio, e dall’importanza della relazione tra urbanistica, grandi progetti di recupero urbano e beni comuni. Sono questi ultimi, ha spiegato, a caratterizzare l’azione dell’amministrazione, volta a legare la città alle dinamiche che la attraversano. Piscopo ha evidenziato la contemporaneità di Napoli, la sua capacità di seguire il cambiamento. Per queste ragioni l’urbanistica non è un programma, ma un progetto, che viene elaborato quotidianamente con il supporto delle collettività. Inoltre l’urbanistica contribuisce a realizzare l’interesse pubblico, e in questo senso vanno le delibere costituzionalmente orientate approvate in questi anni. E’ importante, ha aggiunto l’assessore, che si sia realizzata la piena collaborazione istituzionale su piani, programmi e progetti che sono il frutto di una precisa visione della città. Ricordati gli importanti risultati e le corrette relazioni istituzionali avviate con il Patto per Napoli, il Pon Metro, il progetto Restart Scampia, le relazioni con il demanio: tanti tavoli di lavoro che hanno tenuto conto le lavoro progettuale autonomo svolto dall’amministrazione. Sul terreno dei beni comuni Napoli ha rappresentato un modello, attraverso delibere che poi sono diventate leggi dello Stato, come ad esempio quella sulle terre abbandonate. Allo stesso modo la Commissione Europea guarda con interesse alle delibere sui beni abbandonati, e le studia per comprendere cosa sia oggi una città contemporanea in mutamento. Indicati i progetti importanti in corso, le varianti per le attrezzature di quartiere, il ricorso allo strumento dell’ “uso pubblico”, l’individuazione di nuovi centri di trasformazione urbana.  L’urbanistica consente in definitiva

di realizzare una visione della città, e vanno in questo senso il Grande Progetto Unesco, il ReStart Scampia, il progetto su Bagnoli, la riqualificazione del Lungomare, il progetto per la nuova Edenlandia e per il Cinodromo, la riqualificazione dell’ex area Nato, e le grandi sfide poste dal progetto Urbact III e dagli interventi nell’edilizia privata. Napoli, ha concluso Piscopo, è una città contemporanea che segna il passo in termini di democrazia, partecipazione, di visione del futuro, di identità e memoria collettiva.

A conclusione delle relazioni degli assessori, il consigliere Andrea Santoro (Misto – Fratelli d’Italia), intervenuto sull’ordine dei lavori, ha chiesto di rinviare ad una nuova seduta la relazione del Sindaco ed il dibattito dei consiglieri, proposta condivisa da Mario Coppeto (Napoli in Comune a Sinistra) e dallo stesso Sindaco, a sua volta intervenuto brevemente. Il presidente Fucito, dopo aver registrato il voto favorevole dell’aula sulla proposta, ha sciolto la seduta ricordando che la conferenza dei Capigruppo, che si riunirà alla conclusione della seduta di domani, stabilirà la data per la prosecuzione del dibattito sulla verifica programmatica.

Il Capo Ufficio Stampa

Mimmo Annunziata

Battipaglia, bimbo aveva ingerito hashish: le condizioni migliorano

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Migliorano le condizioni del bambino che aveva ingerito hashish a Battipaglia

BATTIPAGLIA. “La prognosi resta riservata”. E’ questo quello che dicono i medici i medici dell’Unità ospedaliera di anestesia e rianimazione sul bambino che nei giorni scorsi aveva ingerito dell’ hashish. Secondo le ultime notizie che arrivano, il bambino sta molto meglio, ma i medici continuano a tenerlo sotto controllo. Il bimbo di quindici mesi ora sta meglio, risponde anche agli stimoli dei medici ed è anche cosciente. Un sospiro di sollievo sia per i medici e sia i genitori che nelle ultime ore hanno avuto una grande paura sulle condizioni del bambino.

Napoli, nella giunta interventi degli assessori Gaeta, Daniele e D’Ambrosio

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Prosegue l’approfondimento del contributo della Giunta all’attuazione del programma con gli interventi degli assessori Gaeta, Daniele e D’Ambrosio

L’assesora Gaeta ha svolto il suo intervento approfondendo i diversi ambiti della propria delega ma partendo dal comune aspetto delle difficoltà causate da una carenza di risorse legata ai tagli nei trasferimenti che hanno determinato la necessità di operare ottimizzando ed efficentando al massimo le disponibilità. La programmazione sociale in questa situazione di forte crisi ha visto l’avvio di una profonda riflessione sul modello di welfare cittadino guardando ai bisogni sociali. Il Piano sociale di Zona ha così rinsaldato scelte già effettuate e sperimentato soluzioni innvovative. Con le Municipalità sono stati avviati incontri mensili per verificare insieme le necessità del territorio, centrando sempre più le azioni sull’individualizzazione degli interventi. Nell’ambito della globalizzazione dei diritti, Napoli ha dimostrato di essere città inclusiva e in questo ambito si rafforzeranno le politiche per contrastare le disuguaglianze e la povertà. Sono state messe a sistema le misure per il sostegno al reddito e all’accompagnamento, e intensificato il lavoro per ottimizzare misure nazionali come il Rei e il sostegno ai progetti finalizzati alle politiche di integrazione e cittadinanza dei migranti, soprattutto ragazzi, giovani e bambini, interventi che riguarderanno anche tutte le popolazioni rom presenti sul territorio cittadino.

Per quanto riguarda l’infanzia e l’adolescenza, sono stati messi in campo interventi strutturando prassi metodologiche e sistemi operativi che possano rispondere alla funzione di tutela e di prevenzione. Sul tema del disagio degli adolescenti stiamo dialogando con altri soggetti e con la scuola per dare efficacia a quanto viene messo in campo. Sono stati potenziati i servizi socio-educativi, dando risposte ai diversi territori con i trentacinque centri polifunzionali rivolti ad oltre mille minori, disposti in modo commisurato alle istanze registrate sul territorio. Servizi iniziati mai interrotti, grande rilievo all’aspetto della prevenzione anche attraverso la creazione di eventi sul territorio e l’apertura degli spazi alle associazioni dei territori. Per il sostegno all’immigrazione, messe in funzione diverse strutture che funzionano da luoghi per accogliere nell’ambito del sistema Sprar piccoli numeri di persone che vengono accolte e possono costruire percorsi di inclusione. Ancora, adesione al progetto “Fuori tratta” insieme ad organizzazioni del terzo settore per presa in carico delle vittime della tratta, poi potenziamento dei percorsi  di prima e seconda assistenza, poi partner di progetti di più ampio respiro anche a livello europeo. Per l’emarginazione degli adulti confermati i percorsi inaugurati negli anni scorsi con le unità di strada e i centri di prima accoglienza, mentre è in fase di realizzazione la comunità di transito per arrivare ad inserimento in piccoli appartenenti per sperimentare una piena autonomia. In tema di sanità e tutela animali, infine, aumenta l’attenzione alla tutela della salute dei cittadini con istanze portate all’attenzione delle istituzioni preposte, un lavoro che riguarda anche la prevenzione con iniziative fatte insieme agli assessorati a scuola e sport. Per la prima volta, invece, la tutela degli animali viene vista in un’ottica di welfare perché gli animali sono molto utili a chi vive nel disagio.

L’assessore alla Cultura e al Turismo Daniele ha iniziato dedicando il bilancio delle attività del suo assessorato a Gerardo Marotta a distanza di un anno dalla scomparsa, definendolo un grande napoletano e un grande europeo. La forza turistica di Napoli è stata la sua cultura, ha detto Daniele, e i dati del 2016, riferiti ai turisti stranieri, dimostrano un aumento delle presenze in Italia e ancora di più a Napoli, con un dato nazionale del cinque per cento e per Napoli del quarantanove per cento. Ancora più sei per cento i pernottamenti in Italia, più 33 quelli a Napoli, con una spesa tracciabile in Italia che ha segnato più 13 e a Napoli più 35. Nel 2017 i dati sono stati ulteriormente stracciati, e questo dice che Napoli è attualmente una delle più grandi e prestigiose imprese culturali condotte in Europa. Abbiamo parlato un altro linguggio che ha attratto l’attenzione di tanti e da ogni parte d’Europa. C’è una tesi maliziosa che dice che questi dati si spiegherebbero con le tensioni geopolitiche che hanno interessato altre mete e che hanno portato qui i flussi turistici, ma questo, ha detto l’assessore, è un cattivo sillogismo, perché vi erano tante altre mete possibili, mentre chi sceglie Napoli vuole proprio venire a Napoli. Le iniziative culturali realizzate riguardano Forcella con la casa della canzone napoletana, per la quale si prospettava il trasferimento a Milano e che invece è ora attiva e vivace nella nostra città, lo sviluppo del museo civico del Maschio Angioino, il Pan che ha raggiunto gli oltre 100mila visitatori. Si conta su un ulteriore incremento delle risorse della tassa di soggiorno ed è stata sollecitata l’imprenditoria privata a sostenere la rinascita culturale in corso nella città. Daniele ha concluso ricordando il sostegno del Comune al cinema e, in campo teatrale, il conseguimento del titolo di teatro nazionale del nostro stabile. Occorre però contrastare il rischio della gentrificazione del centro storico, un rischio che aumenta a seguito di normative europee di impronta neoliberista, mentre va garantito il rispetto dei diritti del lavoro dei giovani. Per contrastare “le due città” il lavoro fatto mostra la cultura come principale strumento di costruzione di comunità.

L’assessora al Verde Maria D’Ambrosio, titolare della delega da sette mesi, ha esordito ricordando le difficoltà iniziali incontrate nei rapporti con i territori, ed ha rimarcato il coinvolgimento in emergenze continue e quotidiane riguardanti soprattutto i parchi nel periodo estivo; tredici sono quelli gestiti dal servizio centrale, con un numero esiguo di personale, problema che si acuirà nei prossimi mesi per i pensionamenti (130 giardinieri e 81 sorveglianti, con età media molto alta e con il 10% di inabilità al lavoro).  L’assessora ha quindi elencato la riapertura di alcuni parchi, a seguito di lavori di messa in sicurezza e all’intervento di Napoli Servizi, come il parco Viviani, mentre sono in corso lavori al parco della Marinella.

Sul parco Mascagna, i lavori stanno proseguendo, così come le verifiche ulteriori sulle alberature, ai fini della sua messa in sicurezza. Tasto dolente quello dei parchi delle periferie, che potrebbero invece diventare luoghi di aggregazione per i giovani; il lavoro sull’orto sociale di Ponticelli, per il quale va rinnovata la convenzione, prevede un suo ampliamento; con il progetto presentato per il bando di servizio civile si interverrà per la valorizzazione di aree verdi. L’assessora ha concluso richiamando i progetti in corso sulle energie compatibili.

Napoli, continuano i lavori per l’attuazione del programma

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Il Consiglio Comunale, proseguono le relazioni degli assessori sull’attuazione del programma, dopo aver annunciato  i lavori già iniziati.

Il Consiglio Comunale, riunito per la verifica delle linee  programmatiche del Sindaco, presieduto da Alessandro Fucito, ha  ascoltato le relazioni degli assessori Panini, Palmieri, Sardu, con l’illustrazione, ognuno rispetto alle deleghe di competenza, degli  obiettivi e dei risultati raggiunti. L’assessore al Bilancio Enrico Panini ha innanzitutto affrontato l’obiettivo strategico legato alle attività produttive, allo sviluppo  e al lavoro spiegando che l’azione amministrativa si è ispirata al principio che la ripresa economica deve contare sul rilancio  dell’economia e dell’impresa: si è puntato ad un sistema organico di  azioni nei vari ambiti dello sviluppo tecnologico, del recupero delle  aree mercatali, del commercio e dell’artigianato (a partire dalla difesa dei marchi contro la contraffazione, e la creazione di nuovi
centri commerciali naturali) e sul sostegno all’occupazione per un lavoro che sia dignitoso, inclusivo e trasparente; nell’area della gestione economica e finanziaria, si è dato impulso al miglioramento delle performance di riscossione e alla lotta all’evasione, in particolare con l’incrocio con le banche dati, in che ha incrementato di18 milioni la riscossione negli ultimi mesi; nel prossimo triennio il processo andrà avanti e ci si attende un incremento della tassa di soggiorno, delle risorse derivanti dall’occupazione di suolo pubblico, mentre ad un lieve il miglioramento della riscossione delle contravvenzioni al codice della strada, nel 2018 farà seguito il
recupero forzoso. In generale, le politiche di bilancio hanno teso a garantire il governo delle entrate e il presidio degli equilibri finanziari, continuerà la politica di efficentamento e razionalizzazione. Buoni risultati si sono avuti nella gestione attiva del debito comunale, con 50 milioni di euro di saldo netto, ed una riduzione negli ultimi mesi del debito complessivo attuale di 1 miliardo e 373 milioni; una ulteriore riduzione è stata conseguita grazie all’adesione alla rinegoziazione dei prestiti con Cassa Depositi e Prestiti; per l’area delle politiche di coesione, l’assessore ha richiamato i risultati ottenuti in materia di gestione dei fondi europei che consentirà di rispettare gli impegni assunti e di utilizzare tutte le risorse, con particolari benefici nel campo del lavoro; nell’area del diritto alla casa l’assessore ha richiamato la prossima pubblicazione di bandi per gli immobili e, con il secondo semestre del 2017, un deciso cambio di passo nella riscossione dei canoni e nella riduzione delle morosità; nell’area del personale, infine, l’assessore ha richiamato l’emergenza costituita dalla riduzione del personale (2mila dipendenti in meno nei prossimi tre anni), il lavoro fatto con l’associazione dei Comuni e con il governo per rendere possibile l’esaurimento delle graduatorie e la stabilizzazione del precariato e, infine, la chiusura dell’accordo con i sindacati sulla contrattazione decentrata. L’assessora Anna Maria Palmieri ha richiamato l’obiettivo strategico di garantire una scuola inclusiva e partecipata che il Comune ha perseguito sia nei settori di diretta responsabilità che in quelli in cui supporta l’istruzione pubblica; nell’ambito dei servizi educativi e scuole comunali, è da sottolineare l’aumento delle strutture di nidi a disposizione, grazie ai nidi realizzati con i fondi dei Piani di Azione e Coesione, con il protagonismo delle Municipalità, i nidi sono sono ora 54; lo sforzo è stato quello di mantenere la natura totalmente pubblica dei nidi, lavorando anche per l’emersione dei nidi non autorizzati; il fatto di aver assicurato il personale alle scuole materne e educatori per i nidi, nonostante le forti difficoltà frapposte dalle regole del predissesto, ha confermato la linea dell’amministrazione che i diritti legati alla scuola e all’istruzione sono orientati costituzionalmente e denunciato che nel riparto dei fondi statali per i nidi si ha una forte discriminazione ai danni dei Comuni del Sud; in un percorso di ascolto e concertazione con le scuole e il privato sociale stanno per partire 4 progetti per l’intera città di contrasto alla dispersione scolastica; la refezione scolastica è stata garantita a 30mila famiglie e, seppure difficoltà gestionali hanno determinato un ritardo, non va oscurato il cambiamento positivo che c’è stato nelle modalità gestionali e soprattutto nella riscossione delle quote con il servizio completamente informatizzato; sull’edilizia scolastica, nonostante la povertà dei finanziamenti, si è riusciti ad intervenire nei casi di urgenza ma anche a mantenere una programmazione strategica che consentirà, tra l’altro, grazie ai 2 milioni del Patto per Napoli, di dotare nel 2018 tutte le scuole del certificato di prevenzione incendi; la partecipazione con progetti per 20 milioni di euro, ha concluso, ai relativi bandi consentirà di utilizzare le risorse del Pon Fesr messe a disposizione dalla regione. L’assessora Alessandra Sardu, che da 7 mesi ricopre numerose deleghe, ha innanzitutto illustrato le iniziative in materia di trasparenza sottolineando l’approccio innovativo: senza limitarsi agli obblighi fissati dalla legge, il Comune ha ampliato il campo con misure anticorruzione aggiuntive e con sistemi di controllo informatici e pervasivi; importante anche l’ampliamento dell’accesso civico  l’istituzione del registro degli accessi; sulla cooperazione decentrata, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di Napoli come città internazionale, si registra l’ultimo risultato, la scelta di Napoli, e il finanziamento per 31mila euro all’anno per 3 anni, come centro Europe Direct da parte della Commissione europea; sull’efficienza amministrativa, l’assessora ha anticipato la riforma integrale del settore di pubblicità e affissioni con un unico testo al quale si sta lavorando, e la semplificazione delle procedure per le pratiche di condono in zone non vincolate, mentre per le pratiche in zone vincolate si progetta il coinvolgimento di professionisti esterni; si sta realizzando l’informatizzazione del settore antiabusivismo e, entro marzo 2018, si avrà l’elezione del consigliere extracomunitario prevista dallo Statuto comunale; in anagrafe, risultati conseguiti sono l’istituzione della residenza di prossimità e della residenza dei cittadini senza fissa dimora; nel settore cimiteri, infine, si è soffermata sule iniziative di contrasto alle illegalità e sull’imminente apertura del crematorio comunale e, nelcampo dell’informatizzazione, sui progetti in corso per l’e-governement“.

Napoli, furto al Liceo Pansini: ladri si intrufolano nella scuola e rubano 14 pc

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Napoli, rubati 14 pc al Liceo Pansini

Al Vomero, quartiere di Napoli, sono stati rubati dei computer presso il Liceo Pansini. Quest’ oggi all’ inizio delle lezioni dopo le feste natalizie, non sono stati trovati 14 pc. Secondo quanto riportano le forze dell’ ordine, le quali si stanno occupando del caso, il furto sarebbe avvenuto nei giorni scorsi. I ladri sono entrati nella scuola passando attraverso una delle uscite di sicurezza, forzando la porta antipanico nella zona vicino allo stadio Collana e si sarebbero intrufolati nella classi rubando i computer collegati alle LIM ( lavagne multimediali). Il caso è stato affidato al commisariato di Polizia del Vomero, che starebbe visionando le telecamere di sorveglianza.

Napoli – Record presenze di turisti, De Magistris: “La cultura è l’arma vincente”

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Napoli – Record presenze di turisti, De Magistris: “La cultura è l’arma vincente”

Luigi De Magistris, il sindaco di Napoli, ha pubblicato un post sul social facebook in cui si sofferma sul record di presenza di turisti nella città. Un risultato raggiunto con pochi mezzi economici, sottolineando che il record raggiunto è solo un passo di un lungo percorso che ha l’obiettivo di creare una macchina ammnistrativa in grado di fornire servizi sempre migliori. Queste le sue parole: “In questi giorni stiamo lavorando anche per migliorare la macchina amministrativa per ottenere, da subito, risultati migliori per i servizi della nostra Città. Uniti, in una grande squadra. Per vincere tutte le sfide. Voglio, però, sottolineare che, nell’ultimo mese a Napoli, abbiamo battuto i nostri record per presenze turistiche ed offerte culturali. Un fiume di milioni di persone. La cultura è l’arma vincente. Grazie di cuore a tutti quelli che hanno contribuito a questo risultato senza precedenti nella storia della nostra Città. Sono record entusiasmanti se riflettiamo che sono stati raggiunti con pochissimi mezzi economici. Quindi, siamo solo all’inizio. Le migliaia di persone venute da fuori con cui mi sono intrattenuto a parlare in questo mese sono rimaste entusiaste di Napoli e dei napoletani, con tutti i problemi che conosciamo. Colpiti dalla bellezza complessiva della nostra Città, dal rapporto qualità/prezzo, dall’ospitalità, dall’umanità, dalla stessa solarità della nostra comunità. La nostra Napoli è ricca di energia. Non ci culliamo per nulla su questo successo della Città, merito del nostro Popolo, ma è solo maggiore responsabilità che pesa sulle nostre spalle e della comunità napoletana, per fare sempre meglio. Sono i sentimenti la forza dei nostri tempi. Solidarietà invece che rancore. Prendiamoci, quindi, tutti cura con amore della Nostra Terra“.

Bonus energia: Cos’è, a chi spetta e come fare domanda

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Bonus energia. Tante le famiglie italiane che avrebbero diritto a risparmiare sulla spesa energetica grazie a sconti sulle bollette. Non tutti però riescono ad usufruirne, a causa della burocrazia alla quale serve far fronte per un verso e, in altri casi, per la mancanza di conoscenza dei bonus stessi.

Gli sconti sulle bollette sono nati nel 2009 e sono stati possibili grazie all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico.

Bonus luce, come si richiede

La richiesta del bonus luce può essere fatta da nuclei familiari con Isee non superiore a 8.107,5 euro (fino al 2016 il limite era di 7.500 euro); nuclei familiari con più di 3 figli a carico e Isee non superiore ai 20.000 euro. Si deve trattare di clienti domestici e, comunque, il bonus vale per la sola utenza della casa di residenza.

Per richiedere il bonus è necessario presentare la domanda agli uffici del proprio comune o in un Caf.

Bonus luce, i documenti necessari

Se la domanda è presentata da un delegato serve compilare un modulo chiamato allegato D; bisogna poi compilare il modulo A, cioè la vera e propria richiesta di bonus, l’allegato CF, che serve a indicare i componenti del nucleo familiare che concorrono all’Isee; in caso di famiglia numerosa (con Isee entro i 20.000 euro), un altro documento che si chiama allegato FN. Occorre avere con sé un documento di identità e una bolletta, che servirà per prendere nota del codice Pod e della potenza impegnata.

vivicentro.it/ECONOMIA • L’ESPERTO

sudiocastaldi/Gabriella Lax

Napoli-Bologna, trovato l’accordo per Verdi: cifre e dettagli

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Napoli-Bologna, trovato l’accordo per Verdi: cifre e dettagli

L’attaccante esterno Simone Verdi è sempre più vicino al Napoli. Dopo l’autorizzazione alla società partenopea da parte del Bologna di trattare direttamente con il giocatore, la decisione è passata a Verdi che è attualmente in vacanza,  e ha scelto di prendersi qualche giorno per comprendere quello che sta accadendo.

Secondo quanto riportato da Sport Mediaset, venerdì ci sarà il tanto atteso colloquio con il DS azzurro Giuntoli. Dopo questo contatto, si avranno chiare tutte le possibili soluzioni: o ci sarà la conclusione della trattativa che porterà Verdi al Napoli, oppure in caso di tentennamenti da parte del giocatore De Laurentiis punterà su Gerard Deulofeu.

La trattativa tra Napoli e Bologna è diretta verso quella che sembra la conclusione scontata: Verdi andrà alla corte di Sarri. Non è ancora tutto concluso, almeno da parte del giocatore. La trattativa è stata imbastita sulla base di 25 milioni di euro. Potrebbe essere composta da una parte fissa tra i 23 e i 24 milioni alla quale si aggiungerebbero un paio di milioni di bonus. C’è anche l’evenienza, invece, che il Napoli versi 20 milioni e giri un giocatore al Bologna: si era parlato di Ciciretti, già d’accordo con i partenopei per giugno, ma è difficile che il Benevento se ne privi.

Dunque manca solo il sì del giocatore. Che ovviamente è lusingato dall’offerta del Napoli, che dovrebbe offrirgli 1,5 milioni di euro a stagione più bonus, più del doppio di quanto percepisce a Bologna.

Rinascita Ischia,Di Meglio:” Siamo stati poco incisivi sotto porta”

A cura di Simone Vicidomini

La Rinascita Ischia Isolaverde interrompe la striscia di cinque vittorie consecutive. I gialloblu vengono bloccati al “Mazzella” dal Boys Marano per  1-1. Al termine della partita pareggiata,abbiamo intervistato ai nostri microfoni l’allenatore della Rinascita Ischia, Isidoro Di Meglio. Ecco le sue dichiarazioni. “ Sappiamo che queste sono partite che più si tengono aperte e più possiamo andare incontro a questi risultati come successo oggi. Purtroppo se durante la partita facevamo il secondo gol,ora staremo parlando di un risultato completamente diverso. Dobbiamo prenderne atto e da martedì ripartire più forti di prima. Le condizioni di Mazzella ? “ E’ una situazione da valutare,perché si è sentito pizzicare dietro la gamba,forse si sarà stirato. Dovremo aspettare 48 ore,il tempo utile per fare l’esame ecografico per valutare l’entità dell’infortunio”. Una sosta natalizia che al ritorno in campo quest’oggi vi ha tagliato un po’ le gambe? “Si è pagato dazio solo sotto il profilo del risultato,perché la squadra ha creato diverse palle gol. Purtroppo la categoria è questa qui. C’è un calcio di rigore netto che non ti viene fischiato dall’arbitro,Mendil in una delle tante occasioni ha svirgolato la palla e nessuno dei nostri si è fatto trovare pronto per calciare,Varchetta a tu per tu con il portiere ha calciato alto. Purtroppo non siamo mai incisivi in determinate situazioni e spesso sbagliamo le posizioni,anche in una partita che forse non giochi al meglio ma porti a casa tre punti importanti con qualche episodio a favore,proprio come successo oggi a loro”. Cosa non le piaceva della squadra,nel primo tempo quando ha fatto scaldare Muscariello per poi farlo entrare nel secondo tempo? “ Non mi piaceva che non riuscivamo a fare gol. In quel momento lo volevo tenere pronto,perché mi poteva tornare utile visto che Matarese non era al meglio,perché aveva un leggere problema ai flessori e lo volevo sfruttare gli ultimi dieci minuti di gioco. Siamo stati un po’ polli per aver subito un gol del genere. Siamo arrivati a questo punto,però bisogna riprendere quello che avevamo lasciato prima della sosta. Ripeto ci è mancata la giusta cattiveria sotto porta,perché la squadra ha fatto una buona partita”.

La Rinascita Ischia frena, al Mazzella termina 1-1 con il Gescal B.Marano

A cura di Simone Vicidomini 

La Rinascita Ischia Isolaverde frena la sua corsa al primato. I gialloblu vengono bloccati al “Mazzella” dal Gescal Boys Marano per 1-1. I ragazzi di mister Isidoro Di Meglio hanno dominato gran parte della partita e pagano l’unico tiro concesso alla squadra ospite. A sbloccare la gara è stato Matarese con un colpo di testa in tuffo su un cross al bacio di Del Deo. Nella ripresa per i gialloblu,arriva la doccia fredda con Rubino che approfitta di un errore difensivo e gela i circa 350 tifosi presenti sulle tribune del Mazzella.

LE FORMAZIONI – La Rinascita Ischia deve fare a meno di Gigio Trani (all’estero) e viene messa in campo da Isidoro Di Meglio con un 4-3-3 che vede Tufano fra i pali e la difesa formata da Del Deo, Restituto, Trani A., Fondicelli. A centrocampo ecco Ferandino, Paradiso e Varchetta con in avanti Mendil, Mazzella e Matarese.

Il Gescal Boys Marano, invece, si presenta con un 4-3-3 che ha Credentino a difesa della porta e la linea arretrata composta da Riccio, Castaldi, Loasses e Lisetto. A centrocampo si muovono Cofano, Amodio e Maddalena mentre in attacco ci sono Di Perna e Rubino in appoggio a Scotto.

La partita.  Al 3’ la Rinascita va vicina al vantaggio: Mendil viene anticipato all’ultimo mentre prova a girare da sottomisura un assist di Matarese. Gli ospiti si fanno vedere al minuto 11, ma il tiro di Maddalena da lontano, dopo una bella azione di Cofano sulla destra, va altissimo. Accade poco o nulla nei primi 15 minuti: la cosa più eccitante è un battibecco fra mister Di Meglio e Riccio, esterno maranese. Al minuto 18 un pallonetto di Mazzella non riesce a scavalcare Credentino, molto fuori dai pali, che para con poche difficoltà. Passa solo un minuto e Varchetta manda altissimo da pochi metri un pallone arrivatogli da Paradiso, che prima di entrare in area aveva ottimamente scambiato con Matarese. Alla mezz’ora, bella azione di Mazzella sulla sinistra, che serve al centro Mendil, ma al limite dell’area piccola la punta viene chiusa dalla difesa e l’azione sfuma. Passa poco e su un bel cross di Del Deo dalla destra, Matarese colpisce di testa nel cuore dell’area e batte quasi imparabilmente Credentino. L’esterno ex Real Forio va a sfogare tutta la sua gioia sotto la tribuna dove è assiepato il tifo più caldo dei gialloblu. Una discreta occasione per il raddoppio capita sui piedi di Paradiso, che perde l’attimo per calciare e viene contrato dal suo diretto avversario verso il 40’. La ripresa si apre senza cambi e con una netta supremazia della Rinascita. Per vedere prima vera conclusione della ripresa, però, si deve attendere il 60’, quando Del Deo, sugli sviluppi di un angolo calciato dalla destra, di testa manda fuori a porta vuota. Un minuto dopo è Mendil, svegliatosi dal torpore che pareva avvolgerlo, che evita con un sombrero il diretto avversario ma calcia fuori di sinistro.  Al 69’ arriva il pareggio del Gescal Boys Marano. Azione confusa al limite dell’area gialloblu, Rubino vince un rimpallo e calcia in scivolata battendo Tufano. Gli ospiti centrano la rete nell’unica conclusione fatta in tutta la gara fino a questo momento. Passano 3 minuti e su un rinvio della difesa maranese, Trani A. scivola e concede una ottima palla a Cofano, che evita Fondicelli al limite e calcia impegnando a terra Tufano. Mister Di Meglio toglie dal campo Ferrandino per inserire Muscariello, per dare peso all’attacco. Al 74’, Matarese prova un colpo da biliardo dai 20 metri ma la sfera termina di poco a lato. Al minuto 77 è Mendil a fallire una buona opportunità di testa, su cross di Paradiso. Nella Rinascita Ischia fa il suo esordio Miriano Mancusi, che sostituisce Trani A., facendo passare De Deo al centro della difesa gialloblu. Al minuto 87’, gli ospiti restano in 10 per l’espulsione di Loasses (doppia ammonizione) per fallo su Fondicelli. La punizione seguente, dal limite, viene calciata alle stelle da Mendil. Nei 5 minuti di recupero, succede poco o nulla più e la gara finisce 1-1.

RINASCITA ISCHIA IV       1

GESCAL BOYS MARANO   1

RINASCITA ISCHIA IV (4-3-3): Tufano, Del Deo, Fondicelli (95’ Pilato), Ferrandino (73’ Muscariello), Restituto, Trani A. (80’ Mancusi), Paradiso, Varchetta, Mazzella (51’ Di Meglio), Mendil, Matarese (89’ Migliaccio). A disposizione: Arcamone, Ciccarone, Pilato. All..: Isidoro Di Meglio

GESCAL BOYS MARANO: Credentino, Riccio, Lisetto, Castaldi, Loasses, Maddalena, Rubino, Amodio, Scotto (63’ Musetta), Di Perna (89’ Felaco), Cofano (77’ Chieffo). A disposizione: Biglietti. All.: Cristofer Pelliccia

Arbitro: Valerio Esposito della sez. di Ercolano

Reti: 31’ Matarese (RI), 69’ Rubino (GM)

Ammoniti: Del Deo, Di Meglio (RI); Loasses, Lisetto (GM)

Espulso all’87’ Loasses (GM) per doppia ammonizione

Calci d’angolo: 3-1

Recupero: 1’ p.t., 6’ s.t.

Spettatori 350 circa

Terme Castellammare, il sindaco Pannullo: “Positivo incontro con l’Unione Industriali, a fine gennaio nuovo appuntamento”

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Le dichiarazioni del primo cittadino di Castellammare di Stabia Antonio Pannullo sul programma del nuovo piano industriale di Sint al termine dell’incontro avvenuto presso la sede dell’Unione Industriale di Napoli.

Castellammare di Stabia  – “Procede a ritmi serrati il nostro programma di comunicazione del nuovo piano industriale di Sint. Insieme a Biagio Vanacore, presidente della partecipata del Comune, abbiamo avuto modo di incontrare il direttore generale dell’Unione Industriale di Napoli, Michele Lignola. L’incontro è stato propedeutico ad un successivo appuntamento che si terrà, entro fine gennaio, con gli interlocutori interessati” è quanto afferma Antonio Pannullo, sindaco di Castellammare di Stabia, a margine dell’incontro avvenuto presso la sede dell’Unione Industriale di Napoli.

Minniti: «Un paese migliore di quello che abbiamo trovato. Continueremo»

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Intervista di Claudio Velardi al ministro dell’Interno Marco Minniti per il quotidiano Il Foglio

“Il rapporto tra ricerca e impresa è il punto fondamentale che fa forte il sistema Paese – dice Marco Minniti, intervistato da Claudio Velardi -. La ricerca sull’Italia che cambia dimostra che abbiamo capacità, tecnologia e capitale umano per passare dalla gestione delle emergenze alla programmazione concreta di politiche” Il ministro è intervenuto alla presentazione dell’analisi sviluppata dalla Fondazione Ottimisti e Razionali Anteprima 2018 – L’Italia che cambia. La faccina “verde” indica una condizione di accentuato dinamismo. La faccina “gialla” esprime segnali di evoluzione positiva. La faccina “rossa” si associa ad una condizione di staticità o a un’area di miglioramento. Tutte e tre, comunque, rivelano potenzialità di cambiamento.

Partiamo da questi dati. Al di là della tua attività specifica, il polso del paese – e non solo del paese – tu ce l’hai, li vedi questi dati nella realtà, avverti che ci sono cose che si muovono?
«Innanzitutto condivido l’idea della Fondazione. E cioè un approccio che sia razionalmente ottimistico. Anche se – non vorrei dare una cattiva notizia – mentre Velardi lo vedo bene come ottimista, lo trovo un pochino meno bene collegato alla parola razionale…»

Questo è un colpo basso…
«… ma veniamo allo studio: ritengo che colga un movimento profondo del paese. Viviamo in una situazione singolare: pensiamo al fatto che siamo a conclusione di una legislatura, che mancano pochi giorni, poche settimane, e si tornerà a votare. Solitamente, quando finisce una legislatura, chi ha governato si presenta agli elettori con un bilancio di quello che ha fatto. Ora, se noi andiamo con la mente al febbraio del 2013 sembra di essere in un altro mondo. Nel febbraio del 2013 il più ottimista pensava che si sarebbe votato a ottobre dello stesso anno. Se qualcuno nel febbraio del 2013 avesse detto che si sarebbe votato nel marzo o nell’aprile del 2018 avrebbero chiamato un’ambulanza. Eppure, è esattamente quello che è successo. Lo dico perché abbiamo di fronte un paese che ha fatto giganteschi passi in avanti. E qual è l’elemento più forte, più convincente, per coloro che hanno portato a compimento un’esperienza di governo, tenendo conto che sono cambiati tre governi in questa legislatura, uniti comunque da un fil rouge evidente? Quello di presentarsi e dire che porto al voto un paese migliore di quello che ho trovato. A mio avviso questa è una cosa abbastanza evidente, starei per dire scontata. Il problema è che anche le evidenze talvolta non vengono colte: avevamo uno spread fuori controllo, una situazione dell’economia tutta in negativo, una situazione difficile sul fronte del terrorismo internazionale, una situazione molto grave sul piano del governo dei flussi migratori. Insomma, una situazione molto peggiore di quella di oggi; e penso che si debba trasmettere il messaggio di cambiamento possibile, perché il paese ha di fronte grandi opportunità».

Non dovrebbe essere la politica a farsi carico di queste opportunità, partendo da questi dati, per sviluppare proposte e progetti? Intendo tutta la politica, al di là degli schieramenti?
«Intanto, mi accontenterei di quei soggetti politici che questi risultati li hanno prodotti. Poi se accanto a loro si facessero vivi anche quelli che magari hanno contribuito in parte minore, e perfino coloro che hanno ostacolato il nostro lavoro ma che sono contenti per i successi conseguiti dal Paese, ecco, allora saremmo nel migliore dei mondi possibili. Questo è un problema permanente dell’Italia: costruire un rapporto tra coloro che investono sul futuro ed il sentiment della classe dirigente. Quando penso ad una classe dirigente, non penso soltanto alla rappresentanza istituzionale di un paese, penso all’intero ponte di comando del Paese, che continua a mio avviso ad essere ancora oggi troppo ripiegato su se stesso. Un ponte di comando che si guarda troppo l’ombelico. Mentre abbiamo di fronte un’energia positiva che andrebbe non soltanto liberata, ma anche incanalata in quanto risorsa fondamentale del paese. Faccio un piccolo esempio: sono andato a Napoli, dove abbiamo firmato con 265 sindaci un progetto per la cosiddetta accoglienza diffusa dei migranti. L’obiettivo è semplicissimo: aumentare la possibilità di accogliere coloro che arrivano nel nostro paese, con numeri molto contenuti; il che permetterà di sviluppare effettive politiche di integrazione e di tenere nel giusto conto tanto i diritti di chi è accolto quanto quelli di chi accoglie, perché un’elevata concentrazione di migranti in un territorio crea diffidenze, squilibri, incomprensioni. Ora, la cosa più straordinaria è che, su un tema così difficile, su un tema che sta interrogando l’Europa, per usare un termine prudente, ci sono 265 sindaci, che rappresentano tutte le formazioni politiche, disposti a sottoscrivere l’accordo. Qual è la lezione? È che più ti avvicini al territorio, a coloro che sono protagonisti di questo sforzo, e più il tessuto connettivo è coeso; più ti allontani e più vale la diversità. Dobbiamo riprendere in mano quest’idea, se vogliamo sviluppare un modello di sistema paese adeguato, modelli che in altre democrazie europee sono fortissimi. Il rapporto, per esempio, tra ricerca e impresa, che in altri paesi è un elemento quasi connaturato, da noi diviene un elemento, starei per dire, preterintenzionale. Per questo considero lo studio condotto dalla Fondazione un segnale molto forte e positivo, che coniuga futuro ed innovazione. Semmai, la mia preoccupazione è che tutto questo, ad un certo punto non riesca a incontrarsi con un processo istituzionale affinché ciò che è potenziale diventi effettivo. Ecco, temo una divaricazione, una diacronia tra il bisogno di futuro di un paese ed una risposta istituzionale, non dico proiettata nel passato, perché sarebbe eccessivamente pessimista, ma troppo ancorata al presente».

Questo tema del necessario ritorno ad un senso di comunità lo hai incontrato proprio intorno alla delicata questione della sicurezza, che incrocia da una parte le preoccupazioni più forti della gente, e dall’altra attiva molti residui ideologici. Come hai fatto a vincere questa sfida, che è culturale e simbolica, proprio sul tema della sicurezza? Perché non c’è dubbio che l’hai vinta, oggi la gente si fida di Minniti.
«Per affrontare la grande sfida dei flussi migratori, che ci ha accompagnato in passato e ci accompagna e ci accompagnerà anche in futuro, abbiamo tentato di fare una cosa che può apparire ardita. La sfida è stata cancellare la parola “emergenza” collegata ai temi dell’immigrazione: non ci sono riuscito del tutto, perché se voi guardate i sottopancia televisivi, l’espressione è quasi sempre “emergenza immigrazione” – anche quando la notizia è molto positiva. Il problema è che le due cose non stanno insieme. Perché appunto l’immigrazione è una questione strutturale che va affrontata con politiche che non siano emergenziali. Anzi. Nel momento in cui tutti ci interroghiamo su questo vento che gonfia le vele dei populismi, dobbiamo dire una cosa semplicissima: che affrontare le grandi questioni strutturali con la parola emergenza gonfia, appunto, le vele dei populisti. Il problema era di dire che di fronte ad una grande questione epocale come quella dei flussi demografici, una grande democrazia non insegue i processi, ma cerca di governarli. Questa è una questione delicata, che tocca i sentimenti profondi delle persone, e deve essere affrontata tenendo conto di due cose che agli italiani stanno molto a cuore: l’umanità e la sicurezza. I nostri cittadini non vogliono soltanto una delle due, vogliono poter dire che sono un paese capace di gestire politiche di accoglienza, politiche che siano attente all’aspetto umano, e vogliono che ciò avvenga in condizioni di sicurezza. Questo è l’approccio che abbiamo cercato di adottare, sapendo che ciò significa affrontare un tema che è collegato ad una parola. La parola è “paura”. So bene che, soprattutto in alcuni ambienti da cui noi storicamente proveniamo, l’idea di parlare della paura è qualcosa da mettere immediatamente da parte. E’ una parola che evoca uno stato d’animo molto profondo, tanto che quando uno ha paura non lo dice nemmeno alla persona che ha più vicino, perché pensa che quello sia un elemento di debolezza, di fragilità. Ecco, il mio convincimento è questo: la questione va esplicitamente affrontata, perché se a uno che ha paura gli dai la sensazione di biasimarlo, crei un muro di incomunicabilità, la persona si chiude, erige un muro, non vuole più sentirti. Tu devi stare accanto a quelli che hanno paura. La differenza che c’è tra noi e i populisti, è che noi stiamo accanto a quelli che hanno paura con l’idea di liberarli dalle loro paure; i populisti stanno accanto a quelli che hanno paura con l’idea di tenerli incatenati alle loro paure: questo è il cuore della questione che noi stiamo affrontando, e questo riguarda l’immigrazione, la sfida del terrorismo internazionale. Non possiamo consentire che il futuro sia offuscato e in qualche caso cancellato dalla paura».

A proposito della necessità di non considerare come un’emergenza una questione strutturale, emergono – penso – due grandi temi: il primo riguarda i tempi della politica, che sono troppo corti per affrontare con serietà questioni strutturali di questa natura; il secondo è la dimensione mondiale ed europea di queste problematiche. Non pensi che sia così?
«La politica è consumata dalle parole, questo è il punto. Io ho fatto una scelta molto radicale, anche se mi è quasi venuta naturale: arrivato al ministero dell’Interno, ho continuato a fare quello che facevo prima. Prima mi occupavo di intelligence: non andavo in televisione perché colui che rappresenta l’intelligence non può andare in televisione. E ciò mi aveva fatto trovare un equilibrio, nel senso che facevo il mio lavoro, e quando qualcuno mi chiamava, cosa molto rara, dicevo “l’intelligence non va in televisione” Poi ad un certo punto…»

In realtà non ha mai amato parlare, Marco…
«Ad un certo punto sono diventato ministro dell’Interno, cosa che mal si attaglia al fatto che uno deve essere tanto riservato, ma ho fatto finta di continuare a fare il mestiere di prima. Perché? Perché ci sono due cose che la politica dovrebbe imparare: la prima è che siamo di fronte ad un tale abisso di difficoltà nel rapporto con la comunicazione, e del logoramento delle parole, che conviene in molti casi aspettare un pochino in più e anziché dire una parola o un verbo coniugato al futuro, trasmettere magari un piccolo fatto. Lo so, il verbo coniugato al futuro è più semplice da maneggiare del piccolo fatto. E tuttavia, se non riprendiamo la credibilità del fatto, non riusciremo a costruire un buon rapporto di comunicazione con gli altri».

Insomma: niente annunci.
«L’hai detto tu. La seconda questione è la pazienza della costruzione. In questo anno ho cercato di mettere in campo una visione. Non consideratemi come uno che si prende troppo sul serio; ho cercato di mettere in campo qualcosa che funzionasse, che avesse un punto collegato all’altro. Così ho imparato ad aspettare pazientemente che una situazione si consolidasse senza anticiparla. E’ la cosa più difficile che si possa maneggiare, perché quando tu ottieni un risultato, sei portato immediatamente a valorizzarlo. Un esempio. II 2 febbraio, qui a Roma, è stato firmato dal presidente Gentiloni e dal presidente al-Sarraj, un memorandum con la Libia sulla gestione dei flussi migratori e sulla lotta al terrorismo. Come è noto, nessuno sapeva nulla prima. Lo abbiamo annunciato quando Gentiloni e al-Sarraj l’hanno fisicamente firmato. Questo non perché io avessi una particolare cura per la segretezza, ma perché finché non lo vedevo firmato, non credevo che quell’accordo sarebbe stato possibile. Ecco cosa intendo: la pazienza di conservare un piccolo risultato per poi poterne raccontare uno più grande. Questo è un punto fondamentale: il rapporto tra la politica e la modernità nella comunicazione deve essere sempre quello, sei tu che ti assumi le responsabilità. Vi confesso una cosa, lo dico con il cuore in mano: io mi sono assunto in questo anno delle responsabilità – qualcuno può dire piccole, grandi, ma me le sono assunte. In alcuni momenti ho preso anche decisioni importanti. Non so quali decisioni avrei preso se fossi stato direttamente e concretamente in contatto con quelli che consideravo essere i miei followers, i miei riferimenti. Quando si devono prendere decisioni importanti, se è possibile, è utile ascoltare tutti, ma senza fissare altri riferimenti che gli interessi generali del paese».

Hai ragione, anche se devo dire che i follower virtuali sono un poco come le folle che riempiono le piazze: una volta ci si animava perché si vedevano piazze piene e poi le urne erano vuote, adesso le piazze sono sostituite dai follower. E comunque la sostanza di quello che dice Minniti è che non bisogna inseguire: i politici devo indicare una strada, gli studenti Luiss che sono qui prendano nota. Andiamo alla dimensione internazionale dei problemi, perché tu sei il ministro dell’interno ma hai fatto anche molta politica estera, in sostanza.
«Penso che in altri paesi ci sia una visione più ottimistica su di noi di quella che abbiamo noi stessi. Possiamo dire due cose, che sono considerate caratteristiche del nostro paese. Primo: non abbiamo mai un orizzonte libero e chiaro, non siamo un paese che butta il cuore oltre l’ostacolo, è sempre come se avessimo un freno a mano tirato; secondo: siamo un paese fortemente emotivo. Detto questo, sono convinto che l’Italia abbia una straordinaria possibilità: essere protagonista sempre di più a livello internazionale. Ma se vogliamo avere un ruolo a livello internazionale dobbiamo metabolizzare e gestire meglio una cosa che è inscritta nel nostro DNA, e cioè che l’Italia è storicamente il paese della dimensione sovranazionale. Siamo un paese multilaterale, siamo il paese europeo più europeista e questo non è un dato negativo. Siamo il paese che guarda alle grandi realtà, come le Nazioni Unite con impegno, passione, convincimento. Anche qui, consentitemi di fare un esempio. Abbiamo avuto il problema di flussi migratori difficilissimi da gestire; ricordo alla fine di giugno, quando in 36 ore sono arrivati in Italia più di 13.500 migranti. Abbiamo dovuto fare uno sforzo straordinario. In quel frangente, una cosa mi è parsa chiarissima. Io potevo andare in Tv e dire: “l’Europa faccia la sua parte, l’Italia non può essere lasciata sola”. Ho pensato che non era più sufficiente, che se volevo che l’Europa facesse la propria parte, l’Italia doveva fare la sua e dimostrare di saper governare l’immigrazione illegale. Così, noi il 2 febbraio abbiamo firmato l’accordo italo-libico e il giorno dopo l’UE ha fatto proprio l’accordo che l’Italia aveva firmato. Se avessimo invertito i fattori, eravamo ancora qua. Veniva qui Minniti, magari un pochino più stanco, e vi avrebbe detto l’Europa deve fare la sua parte, e voi l’avreste gratificato di un applauso, perché noi siamo particolarmente contenti quando possiamo dirci che il problema è un altro».

Con l’ultima domanda buttiamoci in politica: andiamo a votare e vedo i nomi dei candidati alla Presidenza del Consiglio. Anche il tuo partito ne produce una serie, tu sei tra i candidati, mi pare di leggere, ma noi eleggeremo un presidente del consiglio. Non mi pare, o no?
«Intendo la messa in campo delle personalità del Pd non come una indicazione di chi deve fare il Presidente del Consiglio, ma come la messa in campo del progetto di un gruppo dirigente, di una squadra di governo. Io lo considero da questo punto di vista un elemento molto positivo, penso che il mio partito abbia un pezzo della campagna elettorale già scritto, che è esattamente questo: oggi vi consegniamo un paese migliore di come l’abbiamo trovato. Non è uno slogan complicato, non è uno slogan di cui vergognarsi, non è uno slogan che può essere discusso. Allora se l’idea è vi consegniamo un paese che non ha risolto i suoi problemi ma sicuramente è migliore di come era prima, l’idea di presentare una squadra di coloro che si sono cimentati in questo sforzo mi pare abbia senso».

In pratica: continuare. Questo è lo slogan?
«Continuare. A me piace la parola continuare».

Nel senso di un lavoro che continua.
«Il cuore della questione è mettere in campo una squadra che lavori insieme, che trasmetta un’idea della politica come qualcosa che ha a che fare con i rapporti umani. Ora, qui entro in un terreno delicato. Credo che abbiamo una gigantesca questione, quella della credibilità della politica. La politica non può essere ridotta ad una tragedia shakespeariana di serie b. Come se ci fosse permanentemente una sorta di ombra di Banco, che sta dietro ognuno di noi, per cui c’è sempre qualcosa, qualcuno da cambiare, c’è sempre qualcuno da sostituire. La politica sono rapporti umani, la politica può significare anche vere amicizie. Lo so che voi non mi crederete, ma io e Velardi ci conosciamo dal 1974, da 43 anni. Velardi è uno dei pochi ancora in vita che mi ha visto con i capelli».

Veramente ce li avevo pure io!
«Beh, io credo veramente in questi valori. E penso che per un politico la cosa peggiore sia rimanere solo. Ci vuole un di più anche di elemento umano, anche se c’è da scazzarsi lo si fa, internazionale ma non per sostituirsi a vicenda, perché così alla fine si rimane soli, che per un politico è la cosa peggiore… No, io non penso a nessuno, sto facendo un ragionamento di carattere generale. Poi è chiaro che i momenti della vita ti portano ad incontrarti o a perderti, ma se qualcuno mi dovesse chiedere oggi se ho cambiato i miei giudizi di fondo su compagni e compagne con cui abbiamo passato un pezzo della nostra vita, io direi che non l’ho cambiato. Direi così per una ragione semplicissima: perché il problema non è di quelli che sono cambiati, il problema è che non sono cambiato io».

E su queste impegnative parole conclusive, direi che a nome vostro possiamo ringraziare il Signor Ministro dell’Interno Marco Minniti.
«Avanti con Ottimisti e Razionali!»

vivicentro.it/POLITICA

/ministero degli interni

Promozione-Russo e Cibelli fanno volare il Procida al 5 posto

Termina 2-1 per i padroni di casa il match di esordio del 2018 al “Mario Spinetti” tra Procida Calcio e Rione Terra. Partita divertente con azioni pericolose da una parte e dell’altra, complice un Procida aggressivo e voglioso di regalare i primi 3 punti del 2018 ai suoi tifosi ed un Rione Terra al quale gli va dato merito di non aver mai mollato nonostante il doppio svantaggio. Ora il Procida Calcio vola a 27 punti in piena zona play-off ed inizia col piede giusto questo nuovo anno.
INIZIA IL MATCH: Partono subito forte i biancorossi con un ottimo inserimento di Fabrizio Muro che sfrutta un bell’assist di Costagliola A. ma commette fallo nello stacco aereo, ottima scelta di tempo però del centrocampista procidano. Al 7’ Lorenzo Costagliola riceve il pallone sull’out di sinistra, si accentra e fa esplodere il destro, pallone che sbatte sulla traversa e padroni di casa vicinissimi al vantaggio. Al 10’ reagiscono gli ospiti con Pasquale Imparato che recupera palla su una indecisione difensiva della retroguardia biancorossa, il 9 ospite calcia ma Lamarra si distende e blocca la sfera. Al 15’ Cibelli controlla in area di rigore e cade a terra, sembrava poterci essere il penalty ma l’arbitro lascia giocare ritenendo tutto regolare. Al 20’ reagisce il Rione Terra sempre con il suo 9 Imparato che fugge sulla linea del fuorigioco ed entra in area di rigore, calcia col destro ma la palla termina di pochissimo lontano dalla porta di Lamarra, brivido per i padroni di casa. Al 22’ si rendono pericolosi ancora gli ospiti, questa volta con una punizione insidiosa calciata da Tafuto, traiettoria pericolosa che però non inganna Lamarra che si fa trovare sempre pronto. Al 31’ sono i biancorossi ad andare vicino al vantaggio con Cibelli che riceve in area di rigore e si gira calciando col sinistro, palla che sfiora il palo della porta protetta da Del Giudice. Al 35’ arriva la zampata vincente che sblocca un match delicato ed equilibrato, a metterla a segno è il gigante del Procida Giorgio Russo che su occasione di calcio d’angolo si smarca bene e di testa sigla la rete dell’1-0. Primo gol del 2018 firmato dal primo gol in stagione del difensore biancorosso. Al 44’ reazione del Rione Terra che dimostra di saper incassare bene i colpi subiti, questa volta sfiorano l’1-1 con Riccio che in area di rigore apre il piattone destro ma non riesce avanti la porta a battere Lamarra. Termina senza recupero la prima frazione di gioco con il Procida che va negli spogliatoi in vantaggio per 1-0, decide Giorgio Russo.
INIZIA IL SECONDO TEMPO: Seconda frazione di gioco che vede i padroni di casa partire con il turbo, dopo appena 48 secondi dal calcio di inizio i biancorossi trovano la rete del 2-0, statistica che sa di record. Il 2-0 nasce da un buon recupero del pallone che porta Lorenzo Costagliola in area di rigore, il 9 procidano calcia potente ed il portiere Del Giudice vola e respinge ma è abile a seguire l’azione Cibelli che di testa sigla il tap-in vincente e regala immediatamente il doppio vantaggio ai suoi. Il Procida dopo appena 48 secondi dalla ripresa del secondo tempo mette il match in discesa. Il Rione Terra però dimostra di essere una squadra forte soprattutto mentalmente e non si fa tagliare le gambe da questo gol subito ad inizio ripresa e reagisce subito con i nervi e con criterio. Al 50’ sfiora doppiamente il gol prima con Imparato che colpisce il palo e poi su ribattuta con De Luca che calcia e colpisce la traversa con il pallone che resta sulla linea di porta, allontana poi la difesa biancorossa in affanno, doppio-pericolo in pochi secondi per i padroni di casa. Al 53’ ancora Imparato a rendersi pericoloso ma ancora un ottimo Francesco Lamarra a dire di no! Sempre impeccabile il portiere biancorosso, abile ed intelligente nelle letture di gioco e felino e decisivo tra i pali! Dopo appena 1 minuto infatti, al 54’, questa volta è Pignetti a calciare a giro col mancino ma indovinate un poco? Ancora Lamarra ad allungarsi in aria come un elastico e addirittura a bloccare in un tempo il pallone, parata strappa-applausi per il portiere classe ‘97. All’11’ reagisce il Procida a questa sfuriata ospite, questa volta è il solito asse Costagliola A.-Costagliola L. con il numero 9 che calcia in area di rigore col destro un diagonale pericoloso che termina a fin di palo fuori. Al 57’ ancora i biancorossi ad attaccare, si avvicinano al tris con un ottimo Fabrizio Muro che calcia in area di rigore aprendo il piatto ma il pallone termina di poco sopra la traversa, ottima prova quest’oggi del 7 biancorosso. Al 59’ è il solito Imparato ad impensierire la retroguardia biancorossa, questa volta supera Lamarra ma spedisce il pallone sopra la traversa dopo essersi defilato troppo. Al 68’ il Rione Terra riesce dopo tante occasioni ad accorciare lo svantaggio e lo fa con il subentrato Gennaro Del Giudice che con la punta calcia dal limite dell’area anticipando sul tempo Lamarra, il quale questa volta può fare davvero poco. Agli ospiti va dato merito di essere riusciti a mettere in difficoltà un Procida che, forte del doppio vantaggio, ha leggermente calato l’attenzione. A 20 minuti dalla fine del match dunque, si riapre una partita che sembrava il Procida avesse in pugno e cala un poco di tensione sul Mario Spinetti con il match che si innervosisce leggermente. All’81’ dialogano ancora i fratelli Costagliola con Antonio Costagliola che può calciare in area di rigore ma decide di servire il fratello Lorenzo che calcia col sinistro ma non riesce ad essere freddo e siglare la rete che avrebbe avuto il gusto di “matchpoint”. I padroni di casa si difendono e tentano di ripartire sfruttando un Rione Terra a trazione anteriore, ma appaiono leggermente appannati soprattutto nell’ultimo tocco. Vi è stanchezza da una parte e dall’altra a fronte di un match giocato a viso aperto da entrambe le squadre e su ritmi piuttosto alti soprattutto nella prima ora di gioco. All’88’ Lorenzo Costagliola trova un gol bellissimo al volo di destro col pallone che si insacca sotto la traversa, ma la rete viene annullata per precedente fuorigioco del fratello Antonio Costagliola, nulla da fare dunque, gioia annullata per il 9 procidano. L’arbitro concede 5 minuti di recupero con il Rione Terra che attacca alla ricerca della clamorosa rimonta ed il Procida a difendere con le unghie e le ultime energie il risultato. Al 95’ l’arbitro dice che può bastare così, vince il Procida 2-1, con sofferenza e brividi soprattutto nel finale, ma vince meritatamente e vola in piena zona play-off. I ragazzi di Iovine e Lubrano regalano dunque la prima gioia del 2018 ai loro tifosi che gli riservano una pioggia di applausi al fischio finale, standing ovation per i biancorossi che dimostrano ancora di onorare e sudare fino all’ultima goccia di sudore la maglia che indossano e questo ovviamente, può solo far piacere ai procidani presenti allo Spinetti.
ISOLA DI PROCIDA CALCIO: Lamarra, Lubrano Lavadera V., Micallo, Russo, Boria, Saurino, Muro, D’Orio (66’ Mammalella), Costagliola A., Costagliola L. (87’ Vanzanella), Cibelli (55’ Lubrano P.).
A disposizione: Telese, Esposito, Barone, Parascandolo.
Allenatore: Iovine Giovanni – Lubrano Biagio.
RIONE TERRA: Del Giudice Gianluigi, Cioce, Del Giudice M. (67’ Lanuto), De Luca, D’Oriano, Ursomanno (78’ Di Roberto), Riccio (59’ Del Giudice Gennaro), Tafuto, Imparato, Pignetti, Colandrea (78’ Dorini).
A disposizione: Onofrio, Velardo, Sacco.
Allenatore: De Girolamo Massimiliano.
ARBITRO: Francesco Gallo di Torre Annunziata.
ASSISTENTI: Tommaso Martinelli – Roberto Ferrara di Castellammare di Stabia.
AMMONITI: Saurino, Cibelli, Lubrano P., Costagliola A., Lubrano V. (Procida Calcio); Ursomanno (Rione Terra).
RETI: 35’ Russo, 46’ Cibelli, 68’ Del Giudice Gennaro.
NOTE: Condizioni del terreno di gioco discrete. L’arbitro Gallo di Torre Annunziata non concede recupero nel primo tempo, concede invece 5 minuti di recupero nella seconda frazione a causa di più interruzioni di gioco.
Spettatori: 150 circa.

Provvedimenti disciplinari, Serie A e Serie A1 femminile, gare 7 gennaio 2018

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Provvedimenti disciplinari, Serie A e Serie A1 femminile, gare 7 gennaio 2018

I provvedimenti disciplinari adottati in seguito alla quattordicesima giornata di andata della Serie A1 maschile e della Serie A1 femminile

Serie A, 14^ Giornata di andata, gare del 7 gennaio 2018

BANCO DI SARDEGNA SASSARI. Ammenda di Euro 500.00 per offese collettive sporadiche del pubblico agli arbitri.

GRISSIN BON REGGIO EMILIA. Ammenda di Euro 500.00 per offese collettive sporadiche del pubblico agli arbitri.

 

Serie A1 femminile, Quarta Giornata di ritorno, gare del 7 gennaio 2018

PALL. FEMM. BRONI 93. Ammenda di Euro 300,00 per offese collettive frequenti del pubblico agli arbitri e giocatori avversari.

SACES – MAPEI NAPOLI. Si diffida la società a ripristinare l’apparecchio dei 24″ non funzionante.

 

 

Eccellenza- Il Barano cade al Giraud contro la capolista Savoia

Un Savoia che non brilla tanto,ma che batte per 2-0 al Giraud il Barano. Gli oplontini,reduci dalla sconfitta in Coppa Italia in quel di Forio per 3-1,hanno superato la formazione bianconera grazie a un gol del bomber Esposito nel primo tempo e poi con Sardo nella ripresa. Il Barano prima di subire il doppio svantaggio,ha sfiorato il gol del pareggio con Cirelli che tutto solo davanti al portiere ha incredibilmente calciato fuori. Il Savoia con la vittoria,allunga sull’Afragolese (+10),mentre il Barano viene agganciato in classifica dal Real Forio a quota 15 punti.

LE FORMAZIONI – Il Barano doveva fare a meno dello squalificato Ferrari ed è stato mandato in campo da mister Billone Monti con un 4-5-1, che in fase offensiva diventava 4-4-2. Gli aquilotti hanno giocato con Martucci fra i pali e la difesa formata da Di Costanzo, Chiariello, Monti jr ed Accurso. A centrocampo ecco Savino, Scritturale, Migliaccio G. B., Capone e più avanzato Cirelli, in appoggio a Rizzo. Fabiano, che cambia molto dopo la partita di Coppa Italia, conferma il suo 4-3-3 con Pappagoda al posto di Simone Del Prete ed il ritorno di Di Girolamo al centro della difesa con Allocca in panchina. Dal 1’ anche Esposito che si rivelerà tra i migliori in campo.

La partita. La gara vive a lunghi tratti di ritmi bassi. Il Savoia gioca in maniera compassata, consapevole della propria superiorità e non accelera più di tanto come invece era accaduto nelle ultime uscite. La vittoria arride comunque all’undici di Fabiano che conferma il suo 4-3-3 con Pappagoda al posto di Simone Del Prete ed il ritorno di Di Girolamo al centro della difesa con Allocca in panchina. Dal 1’ anche Esposito che si rivelerà tra i migliori in campo. Monti oppone un Barano ordinato che non riesce quasi mai a ripartire. Nei 90’ si conta una sola azione davvero pericolosa ad inizio ripresa con Cirelli che spreca tutto. La prima frazione di gara vive di pochissimi momenti clou, l’unico degno di nota è il gol del vantaggio dei padroni di casa. 35′ Esposito approfitta di una leggerezza di Savino e batte Martucci, gara in discesa.  La ripresa si apre con un grosso rischio. Al 52’ gli ospiti fanno gelare il pubblico del Giraud. Scritturale trova un corridoio per Cirelli che sul filo del fuorigioco si invola verso la porta di Pezzella. Il numero 11 baranese si presenta a tu per tu con l’estremo dei bianchi ma calcia clamorosamente a lato. Il Savoia capisce che non può rischiare di compromettere una gara ampiamente condotta così toglie tutti i dubbi ed al 58’ si porta sul 2 a 0. Punizione di Liccardo crossata al centro area, irrompe Sardo che di controbalzo insacca sotto la traversa. La gara finisce praticamente qui con il Barano che esce definitivamente di scena e non ha la forza né fisica, né mentale per tentare un’insperata rimonta in casa della capolista.

SAVOIA     2

BARANO   0

SAVOIA: Pezzella, Sardo, Del Prete, De Rosa (86’ Palmieri), Riccio, De Girolamo, Pappagoda (89’ Liguori), Liccardo, Esposito (74’ Fava Passaro), Di Paola (83’ Arenella), Caso Naturale (70’ Galizia). A disposizione: D’Aquino, Allocca. All.: Franco Fabiano

BARANO: Martucci, Di Costanzo (46’ Cuomo R.), Accurso, Savino (61’ Errichiello), Monti, Chiariello, Scritturale, Migliaccio G. B. (46’ Di Massa), Rizzo, Capone, Cirelli. A disposizione: Migliaccio A., Romano, Cuomo C.,Manieri. All.: Giuseppe Monti

Arbitro: Vittorio Palma della sez. di Napoli (Ass.: Luigi Gargiulo di Ercolano e Pierpaolo Vitale di Salerno)

Reti: 35’ Esposito (S), 58’ Sardo (S)

Napoli-Atalanta: il match di andata più emozionante

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Napoli-Atalanta: il match di andata più emozionante

Il debutto stagionale in Serie A al San Paolo. Gol di Zielinski, Mertens e Rog, la rimonta vittoriosa

Il Napoli esordisce al San Paolo in campionato nella seconda giornata di Serie A. Nell’ultima domenica di agosto è sfida molto intensa contro l’Atalanta. Gli azzurri dopo essere stati sotto per 1-0 per quasi un’ora, rimontano in 5 minuti di furore esaltante. Prima Zielinski squarcia la notte di Fuorigrotta con un destro impetuoso che si infila sotto l’incrocio. E subito dopo Mertens scaraventa in rete un pallone liberatorio. Chiude la serata la primizia di Marko Rog che a coronamento di una azione meravigliosa impreziosisce la rimonta con la sua prima rete in Serie A. Che Napoli, gioco, cuore e carattere.  E’ il primo squillo di una cavalcata da urlo.

Il 28 agosto in campo scesero questi giocatori:

NAPOLI – Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Zielinski, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne. A disp. Rafael, Sepe, Allan, Mario Rui, Giaccherini, Maksimovic, Chiriches, Rog, Ounas, Diawara, Tonelli, Milik. All. Sarri

ATALANTA – Berisha; Toloi, Palomino, Masiello; Hateboer, Cristante, Freuler, Gosens; Iličić, Petagna, Gomez. A disp. Gollini, Rossi, Orsolini, Cornelius, Caldara, De Roon, Vido, Castagne, Kurtic, Mancini, Haas, Schmidt. All. Gasperini

Fonte: sscnapoli.it

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Siti archeologici e musei: la Campania tra le regioni più vistate, i dati

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Siti archeologici e musei: la Campania tra le regioni più vistate, i dati

Il Ministero per i Beni e le Attività culturali e del Turismo ha diffuso i dati relativi all’anno 2017 sul flusso dei visitatori e gli incassi nei musei  e siti archeologici

Per i musei  e siti archeologici italiani il 2017 è stato un anno da record: è stata superata la soglia dei 50 milioni di visitatori con incassi che raggiungono quasi i 200 milioni di euro. “E’ davvero eccezionale: dai 38 milioni del 2013 ai 50 milioni del 2017, i visitatori sono aumentati in quattro anni di circa 12 milioni (+31%) e gli incassi di circa 70 milioni di euro (+53%). Risorse preziose che contribuiscono alla tutela del nostro patrimonio e che tornano regolarmente nelle casse dei musei attraverso un sistema che premia le migliori gestioni e garantisce le piccole realtà con un fondo di perequazione nazionale. I musei e i siti archeologici italiani stanno vivendo un momento di rinnovata vitalità e al successo dei visitatori e degli incassi corrisponde una nuova centralità nella vita culturale nazionale, un rafforzamento della ricerca e della produzione scientifica e un ritrovato legame con le scuole e con i territori” commenta così i risultati positivi il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini.

Le tre Regioni con il maggior numero di visitatori  nel 2017sono: Lazio (23.047.225), la Campania (8.782.715), la Toscana (7.042.018).

Mentre i 5 luoghi della cultura statali più visitati d’Italia sono il Colosseo con oltre 7 milioni di visitatori; seguito da Pompei con 3,4 milioni di visitatori; gli Uffizi con 2,2 milioni di visitatori; la Galleria dell’Accademia di Firenze con 1,6 milioni di visitatori; infine Castel Sant’Angelo con 1,1 milioni di visitatori.

Nella Top 30 i tassi di crescita più sostenuti sono stati registrati da Palazzo Pitti (+23%) e da quattro siti campani: la Reggia di Caserta (+23%), Ercolano (+17%), il Museo archeologico di Napoli (+16%) e Paestum (+15%). Per la prima volta nella classifica entra il Museo di Capodimonte.

“La Campania – fa notare Franceschini – è ormai stabile al secondo posto della classifica delle regioni più virtuose: la rinascita di Pompei è stata sicuramente da traino ma sono state molto positive anche le altre esperienze delle gestioni autonome dalla Reggia di Caserta, al Museo archeologico Nazionale di Napoli, a Capodimonte, a Paestum. Nel 2017 – conclude Franceschini – tutti i musei hanno registrato significativi tassi di crescita, ma il patrimonio archeologico è stato il più visitato: circa un terzo dei visitatori si sono concentrati tra Pompei, Paestum, Colosseo, Fori, Ostia Antica, Ercolano, l’Appia antica e i grandi musei nazionali come Napoli, Taranto, Venezia e Reggio Calabria e il Museo nazionale romano”.

Repressione in Iran: e l’Europa tace

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L’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sarebbe stato arrestato nella città di Shiraz per incitamento ai disordini e alle manifestazioni di protesta. Lo riferisce Al Arabiya citando il quotidiano Al-Quds Al-Arabi che ha interpellato “fonti affidabili a Teheran”. Ahmadinejad sarebbe ai domiciliari, con il benestare della guida suprema, ayatollah Ali Khamenei. 

Il silenzio colpevole dell’Europa

L’Europa deve reagire attivamente a quanto sta accadendo in Iran. Non può assistere impotente ad una repressione in atto con migliaia di arresti, compresi studenti e persone non coinvolte nelle manifestazioni di protesta iniziate nelle settimane scorse e arrestate a titolo preventivo. L’Europa deve essere ferma e netta nella disapprovazione, pur senza assumere l’atteggiamento di Trump che finisce in vero e proprio incitamento alla rivolta.

Un incitamento che non solo avvalla la denuncia dei governanti iraniani che la rivolta sarebbe stata fomentata da potenze straniere, ma provoca un inevitabile deterioramento dei rapporti con il regime iraniano. Un circolo vizioso che servirà a Trump per giustificare la desiderata disdetta dell’accordo sul nucleare, raggiunto dalla amministrazione Barak Obama e convintamente condiviso dagli europei.

A questo punto l’Europa deve scrollarsi di dosso l’accusa fatta dal vice di Trump, Mike Pence, di un «Europa pavida», che non prende posizione. Non può quindi accontentarsi della dichiarazione dell’Alto rappresentante per la Politica estera europea, Federica Mogherini, che «dimostrazioni pacifiche e libertà di espressione sono diritti fondamentali che si applicano a ogni Paese e l’Iran non fa eccezione». L’Europa deve fare una politica attiva autonoma, autorevole. Questa è l’occasione, proprio perché complicata e al di sopra della visione semplicistica di Trump.

La situazione che si sta creando è ben peggiore di quella verificatasi mesi fa in Turchia, quando la reazione di Erdogan al denunciato «colpo di Stato» ha portato ad una indiscriminata e generalizzata negazione dei diritti civili fondamentali contro cui l’Europa si è limitata a protestare.

La situazione iraniana attuale è molto più complessa. La protesta popolare delle settimane scorse, ha messo a nudo una profonda tensione all’interno del sistema politico iraniano. Era motivata da una situazione economica e sociale in drammatico peggioramento, causata da misure di austerity che hanno fatto esplodere i prezzi del pane, della benzina e di altri beni di prima necessità. Paradossalmente erano misure di un governo che si presentava come «riformatore». Ma chi è sceso in piazza protestava anche contro la corruzione e le speculazioni finanziarie di gruppi religiosi, che hanno bruciato per loro obiettivi particolari i risparmi di migliaia di famiglie a reddito modesto. Protestava anche contro il mancato mantenimento delle promesse in tema di libertà civili in particolare, ma non solo, per quanto riguarda le donne, e di riduzione del soffocante controllo da parte delle autorità religiose. La protesta ha investito la costruzione complessiva del regime, mescolando ragioni e obiettivi anche opposti: di chi vuole spingere per le riforme e di chi approfitta del malcontento per cercare di tornare indietro.

In queste ore in cui viene annunciato che «la sedizione» è stata vinta dalle forze conservatrici, i commenti degli osservatori esterni sono assai perplessi e di segno molto diverso.

È finito il governo «riformatore» di Rohani, contro cui è scoppiata la rivolta? Che cosa faranno le forze conservatrici fedeli alla Guida suprema Khamenei che si attribuiscono il merito della repressione e che non hanno mai accettato di buon grado gli accordi sul nucleare con l’Occidente egemonizzato dall’America? O sono anch’esse divise al loro interno? Non potrebbe qui aprirsi uno spiraglio di una nuova intesa grazie alle potenze europee? Perché Bruxelles non prende una sua iniziativa?

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vivicentro.it/OPINIONI
vivicentro/Repressione in Iran: e l’Europa tace
lastampa/Il silenzio colpevole dell’Europa GIAN ENRICO RUSCONI

Real Forio,mister Impagliazzo:” E’ stata una partita difficile da vincere”

A cura di Simone Vicidomini

Il Real Forio vince di misura lo scontro salvezza contro la Maddalonese. I biancoverdi conquistano tre punti importanti,grazie al gol di Castagna prima di essere espulso. Al termine della vittoria abbiamo intervistato ai nostri microfoni l’allenatore del Real Forio, Franco Impagliazzo. Ecco le sue dichiarazioni. “Diciamo che era comunque difficile fare una partita per quando concerne l’aspetto tecnico,in quanto il vento ha molestato l’intera partita,condizionando sia noi che loro. Era difficile controllare sia la palla ed individuare le giuste traiettorie. Siamo venuti a capo,con una buona azione e con un bel gol di Castagna. Potevamo anche gestire meglio il possesso palla,cercando una maggiore lucidità in virtù che nella ripresa avevamo il vento a sfavore. Per la verità abbiamo fallito un paio di contropiedi,prima con Fioretino,poi con Castagna e nel finire con Rubino che potevamo trovarci davanti al portiere e finalizzare al meglio l’azione. Era difficile venire a capo contro un’avversario del genere,perché hanno cinque-sei giocatori di ottima qualità. E’ andata bene e dobbiamo cercare di proseguire sull’intensità di quello che abbiamo dato nelle ultime settimane,perché così facendo possiamo cercare di raggiungere il nostro obiettivo”. Linea difensiva che non hai corso nessun tipo di pericolo? “Diciamo che ora ho tre,quattro centrali,perché da un paio di partite ci siamo inventati Savio da difensore centrale e all’occorrenza chi starà meglio giocherà. Ognuno mi da le giuste garanzie,anche se qualcuno è più esperto altri meno,però oggi siamo più coperti nelle zona centrale difensiva,rispetto a qualche settimana fa.

Real Forio,Castagna regala gioie e dolori,battuta la Maddalonese 1-0

A cura di Simone Vicidomini

Il Real Forio continua il suo periodo positivo in questo nuovo anno. I biancoverdi reduci dalla vittoria dell’andata della semifinali di Coppa Italia contro il Savoia per 3-1, i foriani battono di misura la Maddalonese grazie ad una magia di Castagna nella prima frazione di gioco. Una gara che non ha regalato molti sussulti,ma una vittoria importante e sopratutto preziosa per la squadra guidata da Franco Impagliazzo,che accorcia ulteriormente la classifica sulle dirette concorrenti per la salvezza,raggiungendo a 15 punti proprio il Barano. Nel finale di gara ci sono state tre espulsioni: Castagna e Pucino,con il giocatore biancoverde che avrebbe detto qualche parola di troppo all’avversario,dopo essere stato colpito duramente dall’avversario, ed infine Gracco,il quale è stato protagonista di un fallaccio assurdo su Piccirillo.

La partita.  L’incontro inizia con una lunga fase di studio, che si interrompe soltanto al 15’, quando arriva la prima azione pericolosa della partita: è Davide Trofa a far appuntare le prime note ai cronisti, quando ci prova dai 25 metri, ma la palla si perde a lato. Un primo cambiamento agli equilibri in campo c’è già al 22’, quando nella Maddalonese esce Cerrato per far posto ad Izzo. Al 34’ la partita si sblocca all’improvviso: Giovanni Calise serve di sinistro Luigi Castagna all’altezza della trequarti, con il centrocampista foriano che avanza palla al piede lasciando sul posto un paio di avversari prima di calciare dai 20 metri trovando una traiettoria velenosissima che beffa Merola e si infila a poca distanza dal palo alla sua sinistra. Inevitabilmente la gara si incattivisce un po’ e ne fanno le spese diversi calciatori che finiscono sul taccuino del direttore di gara, come Savio e La Torre. Fino al termine del primo tempo, però, non si registrano altre occasioni nitide. Nella ripresa, al minuto 11, arriva il primo tiro in porta della Maddalonese, con un destro di Monaco di Monaco da posizione molto defilata che non sorprende Mennella, che blocca senza problemi. Al 14’ ottimo contropiede del Forio, dopo un calcio d’angolo battuto dalla Maddalonese con Castagna che parte poco oltre la sua area di rigore, salta un paio di avversari, cambia lato per favorire l’avanzata di Fiorentino, ma il sinistro del numero 6 foriano finisce fuori. Prosegue la girandola dei cambi e dei cartellini, che interessano giocatori di entrambe le squadre, fino al 35’, quando c’è l’occasione migliore dell’incontro per la Maddalonese: l’azione si sviluppa sulla sinistra, con un cross che parte in direzione del secondo palo, ma Celio nonostante la spaccata non riesce ad arrivare all’appuntamento con il pallone. Episodio curioso al 40’, quando Luigi Castagna difende il pallone, si becca un calcione da Pucino e gli urla qualcosa: per l’arbitro è rosso diretto per entrambi i calciatori, nello stupore generale del “S. Calise”. Dopo pochi minuti tocca a Gracco lasciare il campo prima del tempo, per via di un entrataccia su Christian Piccirillo. Nel finale c’è spazio anche per un’altra azione di marca ospite, con un pallone lanciato in area di rigore che finisce in mezzo ad una selva di uomini, ma Pasquale Savio, alla sua ennesima buona prova da difensore centrale, libera tutto senza troppi complimenti. Dopo che anche i 5’ di recupero sono terminati, non resta che attendere in triplice fischio, che arriva puntuale come l’esultanza di squadra e tifosi.

Real Forio 1
Maddalonese 0

Real Forio: Mennella, Sirabella (47’st Sannino), Iacono F., Calise, Piccirillo C., Fiorentino (20’st Calise N.), Filosa, Trofa, Castagna, Rubino, Savio. All. Impagliazzo.

Maddalonese: Merola, Celio, Piccirillo A., Bonavolontà, Bellopede, Pucino, Gracco, La Torre, Monaco di Monaco, Cerrato (22’pt Izzo), Cristiano (17’st Basilicata). All. Sannazzaro.

Arbitro: Garofalo di Torre del Greco.
Rete: 34’pt Castagna.
Note: Ammoniti Sirabella, Iacono F., Calise G., Savio (RF), Celio, Bonavolontà, La Torre, Monaco di Monaco e Basilicata G. (M). Espulsi al 40’st Castagna (RF) e Pucino (M) con rosso diretto; al 42’st Gracco (M). Calci d’angolo: 2-5. Rec.: 1’pt, 5’st. Spettatori 180 circa.