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Pomeriggio 5, Berlusconi su M5S: ‘Peggio di post comunisti ’94’

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Berlusconi a Domenica Live attacca: “”I Cinque Stelle sono più pericolosi dei comunisti del ’94”

Silvio Berlusconi, il leader di Fi, ospite nella trasmissione Mediaset Domenica Live di Barbara d’Urso,  durante il suo discorso in previsioni delle elezioni politiche del 4 marzo si è espresso, tra gli altri temi, anche  sul M5S: “I Cinque Stelle sono più pericolosi dei comunisti del ’94”. Silvio Berlusconi, senza mezzi termini descrive quella che, secondo lui, è l’urgenza della sua nuova discesa in campo per le elezioni. Infatti,  come riportato dall’Ansa:

“Sono ancora qui a combattere perché c’è bisogno di me – Oggi si è verificato un caso che ricorda quello del 1994 da vicino. Oggi c’è in campo formazione populista, ribellista, pauperista, quasi più pericolosa dei post comunisti del 1994. E’ quasi una setta che prende ordini da un vecchio comico e dal figlio di uno sconosciuto di un socio defunto, cambiano parere da mattina a sera, capaci di seguire qualsiasi idea. Porterebbero Italia verso il vero disastro e al governo i peggiori rappresentanti della magistratura militante”.

“La nostra religione laica è sempre stata “meno tasse, meno tasse, meno tasse”, oggi siamo sotto una vera e propria oppressione fiscale. Serve una rivoluzione fiscale che si chiama Flat tax”, ha detto ancora Berlusconi. “Oggi ci sono tasse altissime ed è difficilissimo compilare il modulo 730 per la compilazione. La Flat tax è una tassa uguale per tutti, per famiglie e imprese, dovunque è stata applicata ha dato risultati straordinari. C’è un’unica aliquota che sarà pari o inferiore all’aliquota più bassa di quella che c’è oggi, il 23%. Ci sarà un modulo da una pagina e non più di sedici pagine” e con la flat tax “si riduce l’evasione”, sottolinea Berlusconi ricordando come la misura sia stata applicata in più di 60 Paesi.

“Aumenteremo tutte le pensioni minime a 1000 euro al mese”, ha ribadito parlando dei primi provvedimenti che il centrodestra prenderà qualora arrivasse al governo sottolineando di voler dare l’assegno anche a “tutte le mamme”. Tra le altre proposte anche la garanzia di “un reddito di dignità: se le entrate mensili – dice il Cav – di una famiglia sono sotto l’importo di una certa dignità, allora non sono più i cittadini che devono dare allo Stato ma è il contrario”. Per Berlusconi quindi l’equazione “meno tasse su famiglie, imprese e lavoro” è quella in grado di fare in modo che le “famiglie possano consumare di più, le imprese produrre di più e si possa creare più lavoro”. Una situazione che garantirebbe anche “più entrate e fare sì che lo Stato possa quindi aiutare i cittadini rimasti indietro. Bisogna applicare certe formule di governo, e al governo non devono andare politici di professione ma persone capaci che abbiano dimostrato di saper raggiungere risultati difficili”.

“Tutte le volte che ci sono campagne elettorali e che si profila una mia vittoria – ha detto ancora Silvio Berlusconi a Domenica Live -, se ne inventano di tutti i colori, questa volta se ne sono inventata una che è stata prontamente smentita dalla procura. Il fatto che sia sia profittato della vendita del Milan per portare in Italia” capitali che erano fuori dal paese” non solo “non è corrispondente al vero, ma farlo sarebbe da persone senza intelligenza”, visto il clamore mediatico e la difficioltà dell’operazione.

Il leader conclude dicendo che :” In questa situazione non andare a votare sia come suicidarsi”, ha aggiunto sottolineando di essere consapevole di “dire una frase choc”. “Questa volta – aggiunge – dall’altra parte c’è qualcuno di più pericoloso della sinistra. Ci sono questi signori che pensano di non andare a votare ma se a causa della loro assenza dalle urne vincessero” i 5s “si troverebbero tasse altissime. E’ nel loro preciso interesse, per non dare l’Italia non solo a chi non è preparato ma che porta invidia e odio verso chi è ricco”.

“Questo ragazzo non è umano”: Sarri stupefatto da Ghoulam, l’algerino è una furia

“Questo ragazzo non è umano”: Sarri stupefatto da Ghoulam, l’algerino è una furia

“Questo ragazzo non è umano”, sono le parole di Maurizio Sarri riportate dalla Gazzetta dello Sport riferite a Faouzi Ghoulam, che ha lasciato strabiliato il mister azzurro per il modo in cui sta affrontando il recupero. Contro ogni previsione, il laterale algerino ha bruciato le tappe del suo recupero ed oggi cercherà di capire dal Professor Mariani a Villa Stuart se ha la possibilità di rientrare già in gruppo assieme ad Arek Milik. Il polacco si era il 23 settembre a Ferrara, mentre Faouzi il 1 novembre nel match contro il Ciy. Dovesse arrivare il via libera da Mariani, vorrebbe dire che l’algerino ha recuperato ad Arek quasi 40 giorni nella tabella di marcia per il recupero.

Battezzata Monica, la bimba ospite del Centro Campania

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Celebrato il battesimo di Monica alla presenza del Sindaco: «Gli ottatesi sanno accogliere, proteggere, promuovere ed integrare » .

Il fatto. Ieri mattina ha ricevuto il battesimo una tra le più piccole ospiti del centro Campania, una bimba del Ghana a cui è stato dato il nome di Monica. A presenziare, inoltre al papà Ghideon e mamma Esther, anche il sindaco Doddato come padrino e come madrina sua moglie.

Le parole del sindaco.  Il sindaco, in merito all’evento, come riportato dal Mattino, ha detto:  «Accogliere, proteggere, promuovere, integrare: sono i 4 verbi scelti da papa Francesco per la 104esima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebra oggi 14 gennaio – fanno sapere dalla cooperativa La Rada, gestore del progetto – Da tempo proviamo a praticarli attraverso l’accoglienza diffusa ovvero l’ospitalità di quattro o cinque nuclei familiari per ciascun comune – spesso a rischio di desertificazione. I nostri auguri ai genitori Esther e Ghideon e il nostro grazie al indaco Eduardo Doddato e consorte, padrino e madrina della piccola Monica e all’intera comunità di Ottati che ha saputo accogliere, proteggere, promuovere, integrare».

Continuando: «Ho voluto dare un segnale forte e preciso ai concittadini e ad altri – sottolinea Doddato – Ottati e gli ottatesi sanno accogliere, proteggere, promuovere ed integrare chi è come noi anche se viene da lontano o ha la pelle di un altro colore» .

Verdi ha accettato Napoli, si chiude nelle prossime ore: tutti i dettagli

Verdi ha accettato Napoli, si chiude nelle prossime ore: tutti i dettagli

La Gazzetta dello Sport scrive tutti i dettagli del trasferimento di Simone Verdi al Napoli: “Il sì di Simone Verdi è atteso in giornata. Rientrato dalla vacanza a Dubai, l’attaccante è stato il primo a presentarsi alla ripresa degli allenamenti del Bologna, ieri pomeriggio. Ad attenderlo un gruppetto di tifosi che lo ha esortato a non andare via, a restare lì dov’è per evitare che la squadra s’indebolisca. Lui ha risposto con un diplomatico: «Ciao a tutti», senza aggiungere altro. In pratica, il ragazzo ha deciso di accettare l’offerta del Napoli e, dunque, di dire sì al trasferimento che potrebbe avvenire già nelle prossime ore. Oggi Cristiano Giuntoli incontrerà l’entourage del giocatore per discutere i dettagli della trattativa. Nelle intenzioni del direttore sportivo c’è la possibilità di mettere il giocatore a disposizione di Maurizio Sarri al massimo in un paio di giorni. Insomma, non è escluso che Verdi possa affrontare il Bologna da avversario, tra due domeniche, al San Paolo. Quella con il Bologna, praticamente, è conclusa. Al club emiliano andranno 20 milioni di euro, più un altro paio in bonus. Al giocatore, invece, verrà assicurato un contratto importante, della durata di cinque anni, per uno stipendio di 1,5 milioni di euro a stagione, con vari aumenti da stabilire di anno in anno”. 

 

Torre Annunziata, tre minorenni in manette scoperti a rubare nel cantiere del Penniniello

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Due minorenni tentano il furto nell’oplontino : arrestati un 13enne ed un 15enne nel cantiere del Penniniello.

Il fatto. I carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno arrestato due minorenni che, nei giorni scorsi, si erano introdotti abusivamente al’ interno di un cantiere edile sito all’isolato 18 del quartiere periferico della città oplontina, al confine con Boscoreale.

La scoperta. Le forze dell’ordine sono accorse dopo le segnalazioni ricevute a causa dell’attivazione del sistema allarmistico ed hanno scoperto, sul fatto, il 13enne ed il 15enne con ” le mani in pasta”: erano intenti a rubare  alcuni attrezzi Poi restituiti alle forze dell’ordine.

L’arresto e l’accusa. A seguito degli accertamenti, i due ladri minorenni sono stati arrestati e condotti  al Centro di Prima Accolgienza dei Colli Aminei a Napoli accusati di furto aggravato.

 

Hamsik: “Chiuderò la carriera a Napoli, Sarri decisivo per la mia crescita. Scudetto? Ci speriamo!”

Le sue parole

Marek Hamsik ha parlato al Corriere dello Sport: “Il gol più bello? Quello con il Milan: settanta metri di campo, palla al piede, senza vedere niente intorno, con lo sguardo perso, mentre mi avvicinavo alla porta avversaria. Quasi senza pensare, sino al limite area: tiro, no finto, Kaladze va da una parte ed io calcio e segno sul primo palo”.

Perché Napoli per sempre? “Perché sono felice io e lo sono i miei familiari. Perché qui mi hanno fatto sentire a casa, in ogni momento. Perché la città è bella e la gente è calorosa. Quando sono stato tentato da Juventus e Milan, non ho mai vacillato: un po’ non mi sentivo pronto, un po’ non volevo andar via. Professionalmente ed umanamente mi sento realizzato e credo – anche se il calcio non spinge a previsioni – che la mia carriera finirà qua”.

Perché la 17? “Perché io non sono scaramantico, perché quel numero è mio: quando arrivai, nel 2007, io che sono nato il 27, avrei preso la numero 7, presa dal Pocho. E allora, dissi vada con il 17. E’ diventato il mio portafortuna, mi ha portato, statisticamente solo statisticamente, oltre Maradona, il più grande di tutti i tempi”.

Il suo De Laurentiis. “Un rapporto personale che mi viene da definire speciale. Non so quanti calciatori possono godere del privilegio che ho io: confrontarsi direttamente, senza filtri e senza condizionamenti, con il proprio presidente. Le discussioni non sono mancate, ma sempre nel rispetto reciproco e il mio percorso qua a Napoli è la conferma di una stima che si è radicata”.

I suoi allenatori. “Ho ricevuto da chiunque, chiaramente in maniera diversa. Sono grato a tutti, ma penso che Sarri abbia contribuito in maniera decisiva al mio cambiamento. E fa niente che mi sostituisca quasi sempre…”.

Il suo rimpianto. “La semifinale di Europa League, contro il Dnipro a Kiev, quella a cui non partecipai dall’inizio. E’ stata una ferita, perché non meritavamo di uscire. E mi sarebbe piaciuto andarmi a giocare la finale di un trofeo internazionale. Era giusto che ci andassimo noi”. 

La sua speranza. “Si chiama scudetto. E’ la mia, è quella dei tifosi, di De Laurentiis, dei compagni di squadra. E credo sia anche l’augurio di chi ama il calcio, perché giochiamo in maniera meravigliosamente bella e penso che meriteremmo di vincerlo”.

Esordio 2018 vincente al PalaMangano, Givova Scafati vince contro la NPC Rieti

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Esordio posivito per la Givova Scafati che vince tra le mura casalinghe contro la NPC Rieti

Una prestazione super di Lawrence, fatta di sostanza e leadership, ha suggellato l’esordio 2018 della Givova Scafati tra le mura amiche del PalaMangano. Ne ha pagato le conseguenze la NPC Rieti, dominata 96-71 al termine di una sfida che, tranne i primi minuti di gioco, non è praticamente mai stata in discussione. La prova cinica e solida, sia in attacco che in difesa, degli uomini in casacca gialloblù è stata tale da non lasciare alcun dubbio su quale tra le due formazioni in campo abbia ampiamente meritato il successo.

Le triple di Tommasini e Casini (2-6 al 2’) non mettono paura alla Givova, che trova un pimpante Sherrod e un redditizio Lawrence, autore di ben 12 dei primi 16 punti dei suoi (16-12 al 7’) e addirittura 15 nel solo primo periodo. Heast, tra le fila laziali, è il più pericoloso (18-14 al 8’), ma i padroni di casa giocano bene, non si lasciano sorprendere e tengono la testa della sfida al termine della prima frazione (27-20).

Mentre Pipitone e Ranuzzi allungano subito il divario (31-20 al 12’), Gigli e Casini provano ad assottigliarlo (31-23 al 13’). Ci pensano allora Crow e Ranuzzi (quest’ultimo particolarmente ispirato) a scavare il solco (38-23 al 16’). Coach Rossi fa sedere in panchina i due americani, cambiando il volto del match: Carenza sale in cattedra, realizza otto punti di fila e, con l’ausilio di Casini e Gigli, riapre la contesa (38-36 al 18’). Con le triple in sequenza di Ammannato e Lawrence, la Givova riprende fiato (44-36 al 19’), prima che la sirena chiuda la prima parte di gara sul 47-38.

Un indemoniato Lawrence, col supporto di Santiangeli, permette alla Givova di riprendere le ostilità, trovando il massimo vantaggio (+18) sul 58-40 al 23’. Hearst si fa fischiare il quarto fallo e viene richiamato in panchina dal proprio allenatore, mentre il connazionale Olasewere ce la mette tutta per riaprire la sfida, contando sul sostegno di Gigli e Tommasini (63-57 al 27’). I locali non mollano la presa e riescono comunque a scardinare la difesa a zona ospite, chiudendo avanti 71-59 il terzo quarto.

I pochi canestri della prima parte dell’ultima frazione agevolano il compito a capitan Crow e soci, che prima ritrovano il massimo vantaggio (77-59 al 34’) e poi si spingono oltre, senza grosse difficoltà, chiudendo la sfida in discesa 96-71.

Queste le dichiarazioni di coach Giovanni Perdichizzi al termine del match: «Devo fare i complimenti alla squadra perché ha disputato una gara intensa per 40’, tranne un breve passaggio a vuoto, difendendo forte e mostrando buona fluidità offensiva. Abbiamo giocato una partita solida, contro una squadra che aveva vinto le ultime quattro partite fuori casa e che era comunque in striscia positiva ed in fiducia. Abbiamo limitato Hearst ed Olasewere, forse concedendo qualcosa in più a Casini, ed abbiamo creato i presupposti ed il vantaggio che poi nella seconda parte di gara siamo riusciti a gestire bene, con tranquillità. Ognuno ha dato il proprio contributo e le cose negative sono state davvero poche, tant’è che abbiamo realizzato 96 punti e subito solo 71. Abbiamo giocato con continuità per almeno 38’ e questa è la cosa importante su cui stiamo lavorando e dobbiamo crescere in vista dei play-off, trovando razionalità sia in attacco che in difesa».

I TABELLINI

GIVOVA SCAFATI 96 NPC RIETI 71 (27-20; 20-18; 24-21; 25-12)

GIVOVA SCAFATI: Lawrence 28, Crow 16, Trapani, Spizzichini 3, Romeo, Ranuzzi 13, Ammannato 7, Pipitone 2, Santiangeli 11, Sherrod 16. ALLENATORE: Perdichizzi Giovanni. ASS. ALLENATORE: Marzullo Alessandro.

NPC RIETI: Melchiorri n. e., Tommasini 10, Hearst 8, Savoldelli, Casini 18, Olasewere 13, Conti 2, Gigli 12, Marini n. e., Carenza 8, Hassan. ALLENATORE: Rossi Alessandro. ASS. ALLENATORE: Ruggeri Andrea.

 ARBITRI: Pazzaglia Jacopo di Pesaro, Tallon Umberto di Bologna e Catani Marco di Pescara.

 NOTE: Tiri dal campo: Scafati 34/58 (59%); Rieti 24/52 (46%) Tiri da due: Scafati 25/40 (63%); Rieti 17/33 (52%). Tiri da tre: Scafati 9/18 (50%); Rieti 7/19 (37%). Tiri liberi: Scafati 19/24 (79%); Rieti 16/19 (84%). Falli: Scafati 19; Rieti 21. Usciti per cinque falli: Olasewere. Espulsi: nessuno. Rimbalzi: Scafati 30 (22 dif.; 8 off.); Rieti 26 (19 dif.; 7 off.). Palle recuperate: Scafati 10; Rieti 6. Palle perse: Scafati 9; Rieti 17. Assist: Scafati 24; Rieti 18. Stoppate: Scafati 1; Rieti 1. Spettatori: 1.500 circa.

Rugby Campania, i risultati del weekend 13-14 gennaio

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Rugby Campania, i risultati del weekend 13-14 gennaio

Napoli – Si chiude un intenso fine settimana ovale per il rugby campano, con i primi verdetti dell’anno che arrivano dal campo. Terminato il campionato di C1, sono iniziati i gironi di ritorno per le categorie giovanili. In campo anche il movimento femminile.

Serie C1 – Girone H – Poule Campania
Partenope e CLAN Santa Maria Capua Vetere sono le compagini che accedono agli spareggi promozione per la Serie B. I napoletani chiudono imbattuti il torneo inanellando dieci vittorie su dieci, mentre i casertani vi accedono grazie alla vittoria nello scontro diretto odierno con l’Amatori Torre del Greco.

Under 18
Due le gare disputate nel turno che rappresenta il giro di boa del campionato. Vittorie agevoli per Borbonici e IV Circolo Benevento, che si confermano prima e seconda della classe.

Under 16
Conserva l’imbattibilità stagionale il Napoli Afragola che ha la meglio sulla diretta inseguitrice Vesuvio. Vincono anche IV Circolo Benevento e Campi Flegrei Pozzuoli.

Coppa Italia Femminile a 7 Seniores
All’ex Romagnoli di Campobasso, le Ginestre del Rugby Vesuvio si aggiudicano la tappa organizzata dagli Hammers Campobasso.

Campionato Interregionale Under 16 Femminile
Nel sesto raggruppamento stagionale, le giovani atlete dell’Amatori Napoli vincono la classifica di giornata tra le mura amiche del Villaggio del Rugby di Bagnoli.

Altri campionati
Gare disputate in regione ma non organizzate dal Comitato Campano: in Serie A il Benevento supera la formazione abruzzese de L’Aquila. In Serie B l’Arechi perde di un soffio contro la Rugby Roma Olimpic. In Under 18 Elite pareggio per l’Amatori Napoli con la Rugby Roma Olimpic, mentre in Under 16 Elite i Borbonici vengono superati dal Frascati.

 RISULTATI 

 

SERIE C 1 – Girone H – Poule Campania
VESUVIO – DRAGONI SANNITI = 12 – 15 (2-3) Arbitro LOMBARDI
DUE PRINCIPATI – PARTENOPE = 5 – 19 (1-3) Arb. SILVESTRO
CLAN SANTA MARIA CAPUA VETERE – AMATORI TORRE DEL GRECO = 27 – 19 (5-3) Arb. CERINO

UNDER 18
IV CIRCOLO BENEVENTO – CLAN SANTA MARIA CAPUA VETERE = 43 – 22 (6-4) Arb. D’ORSI
HAMMERS CAMPOBASSO – BORBONICI = 0 – 67 (0-11) Arb. MENGA

UNDER 16
IV CIRCOLO BENEVENTO – CLAN SANTA MARIA CAPUA VETERE = 27 – 0 (5-0) Arb. GIANNATTASIO
FORTITUDO EURITMICA – CFC POZZUOLI = 7 – 37 (1-5) Arb. PUGLIA
NORMANNI – DRAGONI SANNITI = sospesa – Arb. DI MAIO
VESUVIO – NAPOLI AFRAGOLA = 5 – 39 (1-7) Arb. PANARIELLO

COPPA ITALIA FEMMINILE A 7 SENIORES
1′ VESUVIO – 2′ AMATORI NAPOLI – 3′ HAMMERS CAMPOBASSO – Arbitri SARRACINO – COVELLI

CAMPIONATO INTERREGIONALE UNDER 16 FEMMINILE
1′ AMATORI NAPOLI – 2′ AFRAGOLA – 3′ AMATORI TORRE DEL GRECO – Arbitri ESPOSITO – PEPE

Gare non organizzate dal C.R. Campano che si disputano in Regione

SERIE A – GIRONE 4
US BENEVENTO – L’AQUILA = 26 – 20 Arb. TOMO’

SERIE B – GIRONE 4

ARECHI – ROMA OLIMPIC = 24 – 28 Arb. ROMANO

UNDER 18 – CAMPIONATO ELITE
NAPOLI AFRAGOLA – ROMA OLIMPIC = 12 – 12 (2-2) Arb. ESPOSITO

UNDER 16 – CAMPIONATO ELITE
BORBONICI – FRASCATI R.C. = 5 – 75 Arb. CASCIELLO

/Comunicato Stampa

Serie A2 Femminile: Il Club Italia CRAI passa al tie break sul campo di Baronissi

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Il Club Italia CRAI passa al tie break sul campo di Baronissi

Termina al tie break la sfida tra P2P Givova Baronissi e Club Italia CRAI, e come all’andata a imporsi è la squadra della Federazione Italiana Pallavolo, che sul campo della squadra campana centra il terzo successo consecutivo in Samsung Galaxy Volley Cup. Entusiasmante la rimonta delle azzurre, che dopo una partenza e salita vincono secondo e terzo set, ma soprattutto recuperano dal 10-7 nel parziale decisivo, chiuso sul punteggio di 12-15.

Ottima prestazione di squadra delle azzurre che, nonostante non sia stata positiva nella ricezione (13 gli ace subiti) e i molti alti e bassi nella fase offensiva, trovano nello spirito di gruppo e nella voglia di lottare in difesa le armi decisive per la vittoria. Tra le protagoniste della serata ci sono il capitano Marina Lubian, che segna i due punti della vittoria, e Sylvia Nwakalor, autrice di 19 punti con il 44% in attacco. Determinante l’impatto di Rachele Morello, che parte dalla panchina ma entrata stabilmente in campo dal terzo set. Tra le ospiti la cubana Yaremis Mendaro Leyva è devastante al servizio (7 ace), ma non altrettanto in attacco; importante l’ingresso in corsa di Giorgia Quarchioni, che permette alla P2P di portare l’incontro al quinto set.
Con questo successo il Club Italia sale a quota 25 punti in classifica, difendendo il decimo posto. Le azzurre saranno nuovamente in campo già martedì 16 gennaio alle 20.30 in casa della Sigel Marsala.

La cronaca della partita. Pubblico numeroso ed entusiasta al Palasemprefarmacia.it di Pellezzano. Il Club Italia presenta un’unica variazione rispetto al sestetto sceso in campo contro Perugia: in regia c’è Turco al posto di Morello. In posto 4 confermata Mangani in diagonale con Pietrini. La squadra di casa, che deve fare a meno del coach Castillo per motivi personali (in panchina il vice Cicatelli), recupera Moneta e lascia inizialmente in panchina il nuovo innesto Travaglini: le centrali sono Strobbe e Prestanti.
Mangani si presenta subito con due ace (2-3), ma Prestanti risponde con altrettanti muri per il break del 5-3 e sul servizio della stessa centrale la P2P allunga fino al 9-5. Una battuta vincente di Mendaro Leyva consente a Baronissi di portarsi sul 12-6, e Bellano è costretto a giocarsi entrambi i time out; entra Omoruyi per Mangani, ma Moneta dilaga al servizio per il 16-7. Il Club Italia mostra segnali di risveglio nel finale di set, siglando il 18-11 con Pietrini e il 20-14 con Malual; Mendaro Leyva infila però altri tre ace consecutivi e mette a terra anche l’ultimo pallone per il 25-15.

Per il secondo set resta in campo Omoruyi in diagonale con Pietrini. Stavolta è Baronissi a sbagliare molto in avvio, con 4 errori che agevolano il Club Italia per il 2-5 iniziale; le salernitane però accorciano le distanze sul 6-7 e pareggiano a quota 8. La squadra azzurra riprende subito quota sul servizio di Omoruyi (8-11) e mantiene il vantaggio sul 12-15; due attacchi vincenti di Nwakalor portano il punteggio sul 14-18. Il Club Italia evita tutti i tentativi di rimonta delle avversarie (17-20) e vola sul 18-23 grazie a una Omoruyi in grande spolvero. È poi Malual a procurarsi il set point che le azzurre trasformano con l’errore di Mendaro Leyva: 20-25 e parità nel conto dei set.

Il terzo parziale si apre con un lungo punto a punto (4-3, 5-5); Baronissi prova a staccarsi sull’8-6, ma il Club Italia ribalta la situazione con l’ace di Pietrini e il muro di Lubian per l’11-12. Kijakova riporta subito avanti la P2P (14-12) che allunga fino al 17-13 sul servizio di Avenia. Morello entra per Turco ed è determinante per il controbreak del 17-17, siglato da tre punti consecutivi di Omoruyi; Baronissi prova a tamponare inserendo Ferrara, ma il Club Italia vola fino al 18-22 con Fahr, Pietrini e Nwakalor (1-9 il parziale). Le padrone di casa non demordono e si riportano sotto 22-23 con l’ace di Mendaro Leyva, ma dopo il time out Pietrini si procura due set point; al secondo tentativo è ancora la numero 7 azzurra a mettere giù il pallone del 23-25.

Morello resta tra le titolari per il quarto set, mentre Baronissi sostituisce Kijakova con Quarchioni; proprio la nuova entrata firma l’ace del 3-1, e Prestanti la imita per il 5-2. Bellano ferma il gioco sull’8-4, ma la P2P allunga ancora e, aiutata da una serie di errori azzurri, si porta sul 13-6. Il Club Italia accorcia le distanze prima con Nwakalor (14-9) e poi con Lubian (15-11), ma la battuta di Mendaro Leyva fa scappare di nuovo le padrone di casa sul 18-11. L’ultimo tentativo di rimonta è firmato Pietrini (18-14), ma Avenia tiene saldamente avanti Baronissi sul 22-16, fino al muro vincente di Mendaro Leyva (25-19) che rimanda il verdetto al tie break.
Nel set decisivo il servizio di Strobbe mette subito in difficoltà il Club Italia, regalando a Baronissi il break del 5-3; le azzurre limitano i danni e pareggiano con Omoruyi sul 6-6. A cavallo del cambio di campo Mendaro Leyva e Prestanti fanno scappare di nuovo le padrone di casa sul 10-7, malgrado il time out chiamato da Bellano; Nwakalor costruisce il nuovo aggancio e Lubian mura Mendaro Leyva per il sorpasso (10-11). Si arriva in assoluta parità sul 12-12: Nwakalor in attacco e Lubian a muro regalano due match point alle azzurre, che al primo tentativo mettono giù con la stessa Lubian la palla del 12-15 finale.

Marina Lubian (Club Italia CRAI): Oggi spesso siamo state in difficoltà tecnicamente, ma il fisico ci ha dato una mano: spesso è stata la superiorità atletica a permetterci di venir fuori da qualche situazione complicata. Nei set persi non hanno girato bene la ricezione e il contrattacco, con tanti palloni facili sbagliati; siamo state brave però a rimettere in piedi la partita con grande grinta, soprattutto nel tie break”.

P2P Givova Baronissi-Club Italia CRAI 2-3 (25-15, 20-25, 23-25, 25-19, 12-15)

P2P Givova Baronissi: Baruffi ne, Ferrara, Travaglini ne, Avenia 3, Prestanti 13, Mendaro Leyva 14, Strobbe 7, Maggipinto (L), Kijakova 14, Pedone (L) ne, Vujko, Gagliardi ne, Moneta 14, Quarchioni 7. All. Cicatelli.

Club Italia CRAI: Fucka ne, Malual 4, Morello, Lubian 9, Cortella, Pietrini 15, Omoruyi 13, De Bortoli (L), Tonello (L) ne, Turco 2, Fahr 5, Nwakalor 20, Mangani 2, Bulovic ne. All. Bellano.

Arbitri: Noce e Moratti.

Note: Spettatori 500 circa. Baronissi: battute vincenti 13, battute sbagliate 18, attacco 36%, ricezione 52%-35%, muri 11, errori 26. Club Italia: battute vincenti 6, battute sbagliate 16, attacco 41%, ricezione 38%-24%, muri 14, errori 35.

Salerno corsara ad Ariano, raggiunge Cercola al secondo posto

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Inizia bene il 2018 per il Salerno Basket che vince in trasferta contro Farmacie del Tricolle Ariano Irpino

Due punti importanti per il Salerno Basket ’92 al termine di una partita che avrebbe potuto riservare meno patemi. Le granatine s’impongono 40-57 sul campo della cenerentola Farmacie del Tricolle Ariano Irpino. Vittoria sofferta, soprattutto nella parte centrale del match. Il successo consente di agganciare Cercola al secondo posto con 14 punti (Scafati è prima con 16) e tenere a distanza Sorrento (12).

Il match. Dello Iacono rinuncia inizialmente all’acciaccata Ceccardi, c’è Fontana nello starting five. De Mitri dà il via alle danze con una penetrazione centrale, poi orchestra contropiede e assist sotto le plance ad Assentato che mette dentro i liberi del +10 dopo i primi 3’ (2-12). Ancora De Mitri da fuori, la sua tripla vale il 4-15 a metà quarto. Poi, l’involuzione. Spazio a Galdi per Ingrassia (2 falli iniziali che comprometteranno il suo minutaggio), Ariano cerca di restare in partita con le realizzazioni di Frascolla, Ilaria Cifaldi (da tre) e Cossa, portandosi sul -4 al primo intervallo (13-17). Troppa superficialità per Salerno. Al rientro Assentato prova a scuotere le sue, Fontana contribuisce col +8 a metà quarto (17-25) in cui si sbaglia molto su ambo i fronti. Decisamente imprecise le giocate delle over Ingrassia e Melin, ancora da registrare l’inserimento di Manolova. Salerno soffre, ma sfrutta l’imprecisione dalla lunetta delle avversarie e all’intervallo lungo mantiene lo scarto impostato nei primi 10’ (23-27). Coach Dello Iacono urla nello spogliatoio. Dentro, Salerno ci lascia ancora per un po’ la determinazione (un solo punto a testa in 2’). Scocca l’ora di Ceccardi: con una caviglia malandata, la lunga contribuisce a sciogliere le giocate ospiti. De Mitri si sblocca, l’impatto sul match di Giulivo è positivo e a metà terzo periodo Salerno cerca l’allungo e trova ampio respiro. Ariano risponde blandamente ma dimostra di essere viva sulla sirena con la tripla di Cossa che fissa il terzo parziale sul 35-50. Nell’ultimo periodo il 2-1 in 6’ non fa riconciliare con la pallacanestro. Assentato e la bomba di De Mitri a 2’ dal termine riaccendono l’incontro (38-56). Replica Cossa ma c’è poco tempo: Salerno vince 40-57.

 Le dichiarazioni di coach Dello Iacono a margine della partita: “Era difficile giocare su questo campo. Ariano ha due giocatrici di grande talento offensivo e, benchè ci fossimo preparati a contenerle, nel piano partita sono venute fuori delle variabili dipendenti legate a infortuni e falli che ci hanno messo in difficoltà. Abbiamo tenuto botta con grande applicazione difensiva, aspetto per cui sono maggiormente entusiasta. Purtroppo abbiamo commesso tanti errori offensivi, sia al tiro dal perimetro che dentro l’area. E poi un alto numero di palle perse ha caratterizzato in negativo la prestazione offensiva. Bisogna lavorare, le ragazze devono capire che hanno ancora oltre il 50% del proprio potenziale da mettere al servizio della squadra. Non possiamo che migliorare, ora testa all’importante match casalingo contro Stabia”.

Salerno, sciopero dei pompieri: ecco quando e le motivazioni

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Salerno, sciopero dei pompieri: ecco quando e le motivazioni

Il giorno 16 gennaio i pompieri del Comando provinciale di Salerno incroceranno le braccia per tre ore per rivendicare alcuni dei loro diritti.

Vogliamo recuperare economicamente i contratti che mancano dal 2009, vogliamo l’assunzione dei precari del corpo nazionale per risolvere definitivamente il problema delle dotazioni organiche, origine di molti mali del corpo nazionale, e rientrare nei parametri europei di 1 vigile del fuoco ogni 1000 abitanti, basta con leggi che ci ha tolto i 53 anni per andare in pensione e ci traghetta ai 62 anni. Le dotazioni organiche non consentivano ma non consentono ancora oggi ad avere spesso squadre per espletare gli interventi di soccorso, questo a scapito dei cittadini, che in caso di necessità non vedono arrivare i pompieri perchè impegnati in altri servizi di soccorso”, si legge nella nota diffusa dall’Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco.

Dalle 9,30 alle 12,30 di martedì, si svolgerà un sit-in dinanzi alla Prefettura di Salerno per chiedere un intervento del Prefetto Salvatore Malfi a sostegno delle rivendicazioni lamentate.

Il Sindacato di base assicura che sarà comunque garantito il soccorso.

Il report della sessione pomeridiana odierna del Napoli

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Allenamento pomeridiano oggi per il Napoli a Castelvolturno.

Gli azzurri in vista del match contro l’Atalanta, valido per la 21esima giornata di Serie A in programma a Bergamo domenica 21 gennaio alle ore 12:30, hanno svolto una sessione di allenamento pomeridiano.

La squadra questo pomeriggio ha svolto attivazione tecnica in avvio.

Di seguito ha eseguito lavoro di potenza aerobica e chiusura con partitina a campo ridotto.

Nella giornata di domani è prevista una doppia seduta.

Fonte: sscnapoli.it

Mattarella a Partanna nel 50° del terremoto in Valle Belice (VIDEO)

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato alla cerimonia di apertura delle celebrazioni del 50° anniversario del Terremoto della Valle del Belìce, presso l’Auditorium “Giacomo Leggio” di Partanna (Tp).

Questo l’intervento del Presidente:

Un saluto molto cordiale a Sua Eminenza, al ministro De Vincenti, al Presidente della Regione, con gli auguri di buon lavoro, al sindaco di Partanna che ci ospita e a tutti i sindaci del Belìce che sarò ben felice di riceverli come sono sempre lieto di incontrare i sindaci di ogni parte d’Italia perché rappresentano il riferimento primo delle comunità che compongono il nostro Paese.

Ricordiamo oggi – e lo abbiamo fatto vedendo documenti di grande efficacia – a mezzo secolo di distanza, il sisma che devastò la Valle del Belìce, primo terremoto devastante del dopoguerra. Otto anni anni dopo avvenne quello del Friùli.

Centodieci anni fa erano state colpite Reggio Calabria e Messina, con oltre 100.000 morti: la prima devastazione di queste proporzioni a ferire l’Italia unita.

Le caratteristiche geo-morfologiche del nostro Paese nnon ci hanno risparmiato una serie di cataclismi che hanno accompagnato le vicende del nostro popolo anche in questi ultimi decenni. Parlano le ferite dell’Irpinia e della Basilicata, dell’Umbria, delle Marche, dell’Abruzzo, dell’Emilia Romagna, del Lazio.

Le capacità dell’intero Paese di reagire alle calamità naturali hanno rappresentato momento della verità, misura della coesione nazionale, del riconoscersi in un comune destino.
Via via si sono affinate capacità previsionali e di pronto intervento, superando lo stato di impreparazione di allora rispetto alle emergenze, sino all’attuale modello, frutto di approfondimento; e sperimentato.Nel 1970, due anni dopo il terremoto in questo territorio, intervenne la prima legge sulla protezione civile.

Contemporaneamente un’altra legge, due anni prima di quella sull’obiezione di coscienza, prevedeva per i giovani del Belìce la possibilità del servizio civile in luogo di quello militare.

Questa zona ha sollecitato l’intero Paese, per più aspetti a rinnovarsi.

In prima fila, allora come oggi, gli istituti dello Stato e della Regione, ma, sul terreno, soprattutto i Sindaci e le amministrazioni locali, le parrocchie, i volontari di tante realtà.
Il nostro ringraziamento, rinnovato, va a quanti ebbero parte nell’opera dei soccorsi, a quanti avviarono il processo di ripresa.

Fra le vittime, cinque soccorritori -poc’anzi ricordati con la consegna delle targhe – ai quali la Repubblica ha voluto riconoscere la Medaglia d’oro al valor civile e che anche io desidero ricordare: i vigili del fuoco Giuliano Carturan, Alessio Mauceri, Giovanni Nuccio, Saverio Semprini; il carabiniere Nicolò Cannella.

La sequenza sismica che seguì a quella notte del 14 gennaio 1968 si protrasse quasi per un intero anno. Se possibile, una sofferenza aggiuntiva a quelle delle morti e delle distruzioni.
Chiunque sia stato pesantemente colpito da un terremoto può testimoniare come le scosse e la catastrofe che provocano – accanto ai lutti e ai danni materiali – lascino tracce irreversibili negli animi. La memoria di ciò che è accaduto non si separa più dal vissuto di ciascuno.

Non è stato diverso nella Valle del Belìce che qui, oggi, ricorda le sue tante vittime, l’accidentato percorso della ricostruzione, la fatica accompagnata al tormento delle scelte di vita personale e di quelle complessive delle popolazioni colpite.

Non è stato facile, non è facile per nessuno.

Al disastro naturale in questi centri si aggiunse un ulteriore danno sociale, che non si riuscì a evitare, e che toccò famiglie e comunità, con episodi di emigrazione verso il Nord Italia e verso l’estero che coinvolsero migliaia di siciliani. Un ulteriore dissanguamento per queste terre.

A mezzo secolo di distanza si misura qui come non basterà mai, nelle tragedie della natura, la lena dei soccorritori, la generosità dei donatori, l’impegno delle istituzioni, la laboriosità dei cittadini, a colmare un vuoto, a ricostruire l’anima di un luogo, a indicare un futuro. Tutto questo è indispensabile, reca sostegno e sollievo, ma rappresenta una premessa, per quanto preziosa.

Al centro delle esigenze non può che esservi la determinazione di adoperarsi per la sopravvivenza delle identità, della cultura del luogo colpito.

La risposta elaborata da parte delle pubbliche autorità intendeva essere ambiziosa: non solo provvedere alla semplice ricostruzione delle case e dei paesi distrutti, ma avviare, altresì, politiche di sviluppo che valessero a sottrarre la Valle del Belìce alla sua condizione di ritardo.

Questo alla base del decreto legge varato dal governo Moro il 22 febbraio successivo all’evento.

L’equilibrio tra funzione dello Stato, funzione della Regione, ruolo ed effettiva partecipazione alle scelte da parte della popolazione locale, non si è sempre composto in modo armonioso e positivo, gravando sulla efficacia degli interventi.

Profonde le trasformazioni: interi paesi riedificati in nuove aree, con architetture e scelte urbanistiche figlie di visioni nuove, talvolta con l’aspirazione ad affidare all’arte la ricerca di una identità proiettata verso la modernità.

Accanto alle rovine abbandonate, a villaggi fantasma che si stagliano all’orizzonte, si sono aggiunti, non senza sofferenza, centri abitati della ricostruzione, luoghi nei quali non è sempre stato facile riconnettere i legami delle collettività così duramente percosse, ricollocandovi appieno le identità perdute.

Accanto ai ruderi – monito permanente: è doloroso separarsi dai simboli in cui ci si riconosce, il campanile, il palazzo del Comune, che hanno marcato una appartenenza – la memoria collettiva si nutre del Museo voluto a Santa Margherita Belice, nella chiesa madre, con l’obiettivo di testimoniare l’immagine e i valori di questa terra.

Possiamo insieme rievocare il percorso di riscatto di questo territorio, orgogliosamente perseguito in questi anni.

Le iniziative di mobilitazione popolare hanno sempre accompagnato, fin dalla discussione in Parlamento del decreto legge sulla ricostruzione, le vicende di questo mezzo secolo.

Come non ricordare, fra le altre, la voce di mons. Riboldi, allora don Antonio Riboldi, parroco di Santa Ninfa, scomparso di recente, animatore della storica lettera dei ragazzi delle scuole elementari e medie, rivolta ai parlamentari; e del “viaggio della speranza”, come ebbe modo di definirlo lui stesso, con i piccoli che incontrarono, a Roma, Sandro Pertini, Aldo Moro, Giovanni Spagnolli, Giovanni Leone, massime autorità della Repubblica.

Oggi facciamo memoria del passato, e, insieme, vogliamo ricucire gli elementi della storia di comunità allora lacerate dal terremoto.

E’, per citare ancora don Riboldi, il “misurarsi sulla storia”. Una storia che di strada ne ha fatta nonostante insuccessi e ritardi.

La strada percorsa dal Belìce, terra di produzioni di qualità, con iniziative sperimentali, di turismo, con la volontà di impegnarsi per consentire ai propri giovani di spendere i propri talenti qui e ora, disegnando concreti e approfonditi progetti di sviluppo.

Intendiamo confermare l’aspirazione alla vita e la volontà di famiglie e di popolazioni così pesantemente segnate cinquant’anni addietro e che, tuttavia, hanno trovato e trovano, in sé, le forze necessarie a sconfiggere un evento che sembrava pretendere rassegnazione.

Si tratta della costante sfida che si presenta nella società siciliana, nell’intera società italiana.

Per vincerla – si sia cittadini, amministratori pubblici, uomini delle istituzioni, intellettuali, soggetti sociali ed economici – occorre essere agenti di efficacia e di legalità attivi e determinati, nella realizzazione del proprio destino e nelle scelte per disegnarlo.

Nei giorni scorsi alcuni sindaci del Belìce hanno detto: stiamo costruendo il futuro. Questa affermazione non è soltanto un messaggio di rassicurazione ma manifesta orgoglio protagonista, determinazione per lo sviluppo della vita di queste comunità, convinzione di poter superare, con il necessario sostegno della comunità nazionale, le difficoltà che rimangono nel presente. Quelle parole manifestano ragionevole, fondata fiducia nel futuro.

E’ un messaggio che tengo a condividere con tutti voi.

ATTUALITÀ – CULTURA

Nasconde sostanze stupefacenti in casa, arrestato 45enne

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I Carabinieri impegnati nella lotta al traffico di sostanza stupefacenti hanno individuato e arrestato un 45 trovato in possesso di droga

I Carabinieri della Compagnia di Baiano hanno arrestato un 45enne del posto ritenuto responsabile dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e detenzione illegale di armi bianche.

Questa mattina i militari durante un’intensa attività informativa, hanno individuato nell’abitazione dell’individuo un possibile obiettivo di interesse nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti.

Quando i Carabinieri hanno bussato alla porta, non ha opposto alcuna resistenza, permettendo ai militari di poter effettuare le perquisizioni. Durante l’esecuzione dei controlli sono state rinvenute, nascosti nella sala da pranzo e della camera da letto, tredici involucri contenenti marijuana, un bilancino di precisione e due armi bianche: nello specifico un pugnale ed un coltello a scatto.

Messo alle strette dinanzi alle prove raccolte, all’uomo non restava che ammettere le proprie responsabilità e confessare anche l’esatto punto dove era occultato il maggior quantitativo della medesima sostanza stupefacente: infatti nel giardino, a circa mezzo metro di profondità, all’interno di un bidoncino in plastica, i Carabinieri hanno rinvenuto un involucro in cellophane e sotto un sacco di juta entrambi contenenti un corposo quantitativo di infiorescenze idonee alla preparazione della marijuana.

I due chili di droga, il bilancino ed i due coltelli sono stati sottoposti a sequestro ed il 45enne dichiarato in arresto.

Coppa del Mondo fioretto femminile, secondo posto per l’Italia nella gara a squadre

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A Katowice secondo posto per l’Italia nella gara a squadre azzurre, sconfitte in finale dalla Russia

L’Italia termina la tappa di Katowice del circuito di Coppa del Mondo di fioretto femminile piazzandosi al secondo posto nella gara a squadre.

La squadra azzurra, composta da Arianna Errigo, Alice Volpi, Camilla Mancini e Francesca Palumbo, si conferma tra le protagoniste assolute, conquistando il terzo podio consecutivo.

A fermare l’avanzata delle ragazze del CT Andrea Cipressa sulle pedane polacche è stata la Russia che in finale si è imposta per 45-39.

Il cammino delle quattro azzurre era iniziato con il successo sulla Spagna per 45-26 nell’assalto degli ottavi di finale. Ai quarti le fiorettiste italiane hanno poi avuto ragione delle padrone di casa della Polonia col punteggio di 45-38, prima di avere la meglio in semifinale sulla Francia, poi sul terzo gradino del podio, per 45-35.

Si chiude così la tre giorni polacca che per l’Italia, oltre al secondo posto nella gara a squadre, ha portato anche il primo podio in carriera di Camilla Mancini nella gara individuale svoltasi sabato.

 COPPA DEL MONDO – FIORETTO FEMMINILE – PROVA A SQUADRE – Katowice, 14 gennaio 2018

 Finale

Russia b. ITALIA 45-39

 Finale 3°-4° posto

Francia b. Germania 45-22

 Semifinali

ITALIA b. Francia 45-35

Russia b. Germania 42-31

 Quarti

ITALIA b. Polonia 45-38

Francia b. Cina 45-35

Germania b. Usa 45-40

Russia b. Ungheria 45-40

 Tabellone delle 16

ITALIA b. Spagna 45-26

 Classifica (21): 1. Russia, 2. ITALIA, 3. Francia, 4. Germania, 5. Usa, 6. Polonia, 7. Cina, 8. Ungheria

Sconfitta casalinga per ASD Città di Gragnano contro il Potenza

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Potenza corsara al San Michele che supera i ragazzi di mister Campana vincendo 3 a 1

Al 27′ pt. Gragnano passa in vantaggio con Mansour. Ad inizio ripresa arriva il goal del pareggio di Franca su rigore, al 18′ st. vantaggio ospite con Siclari e nel finale in rete il neoentrato Di Senso.

Decisivo per lo svolgimento della gara il rosso comminato a Gatto in occasione del rigore per il Potenza per un presunto fallo di mano.

Una prestazione positiva del Gragnano, meritatamente in vantaggio nella prima frazione di gioco davanti ad un pubblico delle grandi occasioni al “San Michele” che ha applaudito all’uscita i suoi beniamini.

Il tabellino del match

ASD Città di Gragnano: Giordano, Franco, Baratto, Montuori, Martone (C), Gatto, La Monica (dal 28’ st. Liccardi), Formisano (dal 43’ st. Mbye), Moccia (dal 10’ st. Napolitano), Gassama, Mansour. A disp.: Smaldone, Diglio, Guidone, Grimaldi, Cioffi, Vincenzi. All.: Rosario Campana

Potenza Calcio: Breza, Biancola (dal 39’ st. Schisciano), Panico, Esposito (C), Bertolo, Franca, Pepe (dal 20’ st. Coccia), Siclari (dal 37’ st. Di Senso), Coppola, Di Somma, Guaita (dal 28’ st. Ungaro). A disp.: Mazzoleni, Guadalupi, Vaccaro, Russo, Manno. All.: Daniele Ragno

Arbitro: Michele Giordano (sez. AIA di Novara)

Assistenti: Giuseppe Centrone (sez. AIA di Molfetta) e Davide Dell’olio (sez. AIA di Molfetta)

Marcatori: 27’ pt. Mansour (G), 5’ st. Franca (P) su rig., 18’ st. Siclari (P), 42’ st. Di Senso (P)

Ammoniti: Moccia (G), Guaita (P), La Monica (G), Martone (G), Pepe (P), Gassama (G), Formisano (G)

Espulsi: Gatto (G) al 2’ st. per rosso diretto

Note: Al 5’ st. allontanato per proteste Cipriano Coppola, DS del Gragnano, ed al 35’ st. Rosario Campana, tecnico dei gialloblù, sempre per proteste. Recupero: -; 6’. Corner: 3-6. Spettatori: 1500 (circa 400 provenienti da Potenza).

Latitante pubblica una foto sui social, arrestato: l’accaduto

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Torna a Napoli dopo un periodo di latitanza in Spagna, latitante scoperto grazie ad una foto pubblicata sui social

Tornava dalla Spagna dove aveva passato un periodo di latitanza e da lì aveva pubblicato sui social foto dei festeggiamenti di Capodanno. I carabinieri della Compagnia Napoli Centro hanno fermato il latitante napoletano 22enne, A.F. ritenuto vicino a un gruppo camorristico attivo nel rione della Pignasecca. E’ stato arrestato all’interno della stazione ferroviaria di Napoli mentre ritornava dall’aeroporto di Fiumicino dove era atterrato per evitare i controlli allo scalo napoletano.

F. si era reso irreperibile dal mese di maggio 2017 per sfuggire a un ordine di carcerazione di 4 anni emesso dal Tribunale di Napoli per lesioni aggravate, detenzione e porto abusivo di armi: il latitante nel luglio 2014 gambizzò in strada, nel rione della Pignasecca, un uomo originario dello Sri Lanka.

Il 22enne è stato arrestato in flagranza in quanto era in possesso di documenti falsi dato che al momento della cattura ha esibito ai militari dell’Arma una carta d’identità con le generalità di un suo conoscente. Inoltre è stato ulteriormente segnalato per ricettazione poiché indossava un rolex d’oro del valore di circa 20mila euro, provento di Torna a Napoli dopo un periodo di latitanza in Spagna, latitante scoperto grazie ad una foto pubblicata sui sociauna rapina fatta in Spagna. Il 22enne è stato portato nel carcere di Poggioreale.

 

Jorginho racconta: “Nazionale, non sapevo quale scegliere, contro la Svezia piansi”

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Le parole di Jorginho al programma brasiliano Esporte Espetacular su Globo Esporte

Jorginho ha partecipato al programma brasiliano Esporte Espetacular su Globo Esporte in cui ha rilasciato una lunga intervista.

Durante l’intervista Jorginho si è soffermato sulla scelta della Nazionale, con l’Italia preferita al Brasile. Il centrocampista azzurro ha rivelato un retroscena: aveva parlato con Edu Gaspar, direttore tecnico della nazionale brasiliana: “Parlai con Edu Gaspar, mi disse chiaramente che Tite mi osservava nelle partite col Napoli. Me lo disse chiaramente, a quel punto la mia testa viaggiava a un milione! Mi sdraiai, testa sul cuscino, parlavo con mia moglie e dicevo: ‘Mio Dio, cosa devo fare adesso!”.

Poi arriva la convocazione di Ventura per il doppio impegno ai Play-Off contro la Svezia, a quel punto Jorginho ha telefonato il Brasile: “A quel punto chiamai Edu [Gaspar, ndr], raccontandogli quello che mi era successo, e gli dissi: ‘Edu, grazie mille andrò per la mia strada“.

Infine il centrocampista del Napoli ha raccontato i momenti dopo l’elimianzione dell’Italia contro la Svezia: “Non vogliono parlare troppo di quanti pianti sono stati fatti dopo l’eliminazione, è stato un momento davvero importante per me“.

FOTO ViViCentro – Castellammare, grande successo dell’open night del Liceo Classico Plinio Seniore: l’evento

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Castellammare di Stabia, è stato un grandissimo successo l’open night del Liceo Classico “Plinio Seniore”, tenutosi all’interno della struttura dell’istituto, venerdì 12 gennaio

Venerdì 12 gennaio si è tenuto, all’interno della struttura dell’istituto Liceo Classico “Plinio Seniore”, l’open night. L’evento, che ha avuto inizio alle ore 19:00 e che continuava fino a mezzanotte, ha avuto un grandissimo successo e ha visto la partecipazione non solo di tutte le classi dell’istituto, ma anche dei docenti e dei genitori degli alunni, che sono sembrati molto interessati all’evento. La “Notte del Plinio” così chiamata da docenti e alunni, ha proposto eventi, rappresentazioni teatrali, letture animate, concerti, performance, mostre fotografiche e di arti visive, degustazioni ispirate al mondo antico, conferenze, dibattiti, incontri con gli autori, presentazioni di libri e letture di poesie. In ogni aula è stata prevista un’attività: Aula 1 “Giustizia ed etica del lavoro”, Aula 2 “Classico- Neoclassico forever”, Aula 3 “La vis comica latina: la Casina di Plauto”, Aula 4 ” La civiltà dell’aidòs”, Aula 5: Prometeo Incatenato”, Aula 6 “L’etica del lavoro nella storia del pensiero economico”, Aula 7 “Eye Contact Experiment”, Aula 8 “La magia dentro la magia- Solo per parlare. La  musica come terapia, Aula 9 “Eros e Thanatos: morire per vivere”, Aula 10 “Libertà”, Aula 11 “Cappuccino- Gli equivoci”, Aule 12-14 ” 2018 l’anno dell’acqua”, Aula 15 “A.D – Amore, poesia e..pax”, Aula 16 ” La Locandiera”, Aula 17 ” Da Madrid a Mosca e ritorno!”, Aula 18 “Room of values- Inside Chinese and English culture”, Aula 19 “L’accoglienza dello straniero da Omero ad oggi”, Aula 20 “Il bullismo- La moda nell’antica Roma- Cristianesimo e paganesimo”, Mens latina della Prof.essa R. Federico.

La redazione di VIVICentro.it era presente all’evento e ha avuto il piacere di parlare con la Professoressa Raffaella Federico, organizzatrice della Notte del Plinio. La Prof. Federico ci ha raccontato come è nato l’open night: “Il progetto è nato nel 2011, quando da poco al Plinio Seniore era stata affidata una seconda struttura che fungesse da succursale alla struttura di base. I ragazzi trovavano la struttura un po cupa e triste, ed effettivamente un po’ era così. Arrivò dicembre, e l’ umore non cambiò, così decisi di fare qualcosa per loro; una mattina comunicai ai miei alunni di comprare dei cartoncini colorati con i quali avremmo abbellito le pareti della scuola in puro stile roma antica, inoltre completammo il tutto con l’applicazioni di quadri. Decidemmo di allestire anche un tavolo con tutti i prodotti tipici per mostrare  cosa mangiavano i romani, senza però la degustazione”.

Così racconta la Prof. Federico che ha dedicato la sua vita all’archeologia e all’insegnamento, il cui intento principale è, come racconta, divulgare la latinità e il senso della romanità, proprio come gli inglesi fanno con le loro Unit, attraverso le quali ci fanno conoscere la cultura anglosassone, così la Prof.essa con la sua creatività e la sua conoscenza, ha trasmesso la cultura classica non solo ai suoi alunni, ma da quando ha luogo l’open night, anche alle loro famiglie. La prof.essa continua: “Quando comunico i miei progetti ai miei alunni e ai miei colleghi, la sinergia avviene in maniera molto naturale, perché è come se tutti ci capissimo, come se fossimo tutti sintonizzati sulla stessa frequenza. Io credo fermamente che si impara creando e la notte del classico sta diventando un evento di portata nazionale molto importante che va aldilà del classico, perché coinvolge anche gli altri indirizzi e c’è un momento in cui i ragazzi imparano a fare da se, sempre sotto la nostra guida e insegnamento, ma fanno tutto da soli, e per me questa è una vera e propria svolta nell’insegnamento. E’ impensabile che i ragazzi di età tra i 13 e 18 anni possano fare solo lezioni di grammatica e letteratura in maniera tecnica. Possono imparare in tanti modi e penso che la scuola abbia bisogno di questo, di fare in modo di allargare gli orizzonti dei ragazzi e far capire loro, che il greco e il latino non sono assolutamente delle lingue morte, come molti dicono, ma che la loro cultura ha influenzato molto la nostra, infatti gli stessi nostri modi di cucinare o di dire, sono tutti collegati alla cultura e alla lingua latina e greca, e attraverso il progetto della Notte del Plinio, questa è una cosa che si può toccare con mano”.

La Prof.essa Federico conclude ringraziando in primis il Dirigente Scolastico del Plinio Seniore, la Dottoressa Fortunella Santaniello, che ha da sempre appoggiato questo progetto, che segue il lavoro degli insegnanti con grande attenzione ed è sempre pronta al dialogo con gli alunni dell’istituto. Inoltre ringrazia le sue colleghe che hanno sempre riposto molta fiducia nel suo lavoro e infine i suoi splendidi alunni e le loro famiglie.

a cura di Vincenza Lourdes Varone

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Palma Campania, ferito alla testa da un piombino un bimbo di 10 anni

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Colpito da un proiettile di una pistola ad aria compressa: critico un bambino di 10 anni a Palma Campania.

La notizia è arrivata solo ora: un bambino di 10 anni, d’origine bengalese è stato colpito alla testa da un piombino di una pistola ad aria compressa ieri sera a Palma Campania (NA). Il colpo è esploso da uno o più ignoti a bordo di un’auto di passaggio.

Una volta arrivati in ospedale il bambino è stato sottoposto ad intervento chirurgico per estrarre il proiettile che si è conficcato nella nuca. Le condizioni sono preoccupanti e la vittima non è ancora fuori pericolo.

Come riportato dall’Ansa: ” Sull’episodio indagano i carabinieri. Il ferimento è avvenuto mentre il bimbo passeggiava con il padre, all’esterno di un negozio di ortofrutta gestito da suoi connazionali. Una Mercedes di colore grigio, secondo quanto riferito da testimoni, è transitata davanti al negozio e dalla vettura sono partiti probabilmente più colpi, uno dei quali ha raggiunto il piccolo alla testa. Il padre lo ha subito soccorso e portato in ospedale“.