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Praga non sembra aver insegnato qualcosa all’Europa ed all’Occidente

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Ricordare l’errore morale e politico compiuto con la Primavera di Praga serve oggi all’Europa ed all’Occidente per tentare di non incorrere, a Damasco e Teheran, Pyongyang e Caracas. nello stesso sbaglio fatto con i cecoslovacchi lasciati ad aspettare invano anche solo un cenno di sostegno delle democrazie davanti all’avanzare dei cingolati con la Stella Rossa. 

L’Occidente nella trappola dei dittatori

Il 5 gennaio di 50 anni fa Alexander Dubcek assumeva la guida del governo della Cecoslovacchia dando inizio a quella che sarebbe divenuta la Primavera di Praga ovvero la rivolta non violenta contro l’occupazione sovietica che Mosca schiacciò nell’agosto seguente con l’intervento dei carri armati del Patto di Varsavia mentre l’Occidente assisteva impassibile. La scelta degli Stati Uniti e dell’Europa di non tendere la mano alla Primavera di Praga trovò la sua giustificazione nella Guerra Fredda, che vedeva il Vecchio Continente diviso dalla «Cortina di ferro» con le superpotenze di Washington e Mosca protagoniste di un equilibrio atomico che minacciava il Pianeta. Ma nella Storia dell’Occidente, dei suoi valori e diritti generati dalle rivoluzioni britannica, americana e francese, quel momento resta uno dei più bui: voltare le spalle ai desideri di libertà dei cecoslovacchi fu un momento di cecità collettiva pari al tradimento con cui a Monaco nel 1938 Londra e Parigi avevano accettato di sacrificare proprio la Cecoslovacchia ai desideri di Hitler e Mussolini, spianando la strada alla Seconda guerra mondiale. A Monaco 1938 come a Praga 1968 fu la fede assoluta nell’appeasement che spinse le democrazie nella trappola dei dittatori, rinunciando a difendere diritti e libertà.

Ricordare l’errore morale e politico compiuto con la Primavera di Praga serve oggi all’Europa ed all’Occidente per tentare di non incorrere nello stesso sbaglio, tenendo a mente ciò che distingue le democrazie: l’impegno per il rispetto dei diritti fondamentali degli individui alla vita, alla libertà ed alla prosperità. E ciò significa avere il coraggio di battersi – anche solo con la forza della ragione – quando vengono violati. Lo fece John F. Kennedy nel 1963 davanti alla Porta di Brandeburgo pronunciando le parole «Ich bin ein Berliner» per denunciare l’oppressione dei popoli dell’Est e lo fece Ronald Reagan, nello stesso luogo, nel 1987 chiedendo all’Urss di «abbattere» il Muro di Berlino, facendo capire che i regimi comunisti sarebbero crollati.

Se tutto ciò riguarda la nostra generazione è perché ancora una volta l’Occidente appare tentennante, se non pavido, di fronte alle massicce violazioni di libertà individuali in più nazioni. Per sei anni non ha ostacolato in Siria un dittatore come Bashar Assad impegnato a massacrare il proprio popolo causando la maggioranza delle oltre 400 mila vittime della guerra civile. Da oltre tre mesi assiste immobile alla repressione del sogno dell’indipendenza del popolo curdo, che ha liberamente votato per rivendicarla e solo per questo è vittima di un asfissiante assedio economico-militare da parte di Iraq, Turchia ed Iran. Da due settimane esita ad esprimersi in soccorso della rivolta del pane dei più poveri fra gli iraniani, vittime di un regime che dilapida le risorse in avventure belliche tese a destabilizzare il Medio Oriente. Per non parlare del silenzio con cui si assiste all’agonia di 30 milioni di venezuelani, schiacciati da fame, povertà e violenza causate da venti anni di chavismo. O della fretta con cui si dimenticano le brutalità nei confronti di 24 milioni di nordcoreani da parte di un regime fondato sul culto della personalità che accumula ogive e missili nucleari al fine di ricattare la comunità internazionale.

Ecco perché è legittimo chiedersi se milioni di siriani, curdi, iraniani, venezuelani e nordcoreani oggi non provino la stessa amarezza e delusione nei confronti dell’Occidente che ebbero i cecoslovacchi aspettando invano anche solo un cenno di sostegno delle democrazie davanti all’avanzare dei cingolati con la Stella Rossa. Dobbiamo chiederci se non stiamo sbagliando oggi, come si sbagliò allora, a non tendere la mano verso chi anela alla libertà a Damasco e Teheran, Pyongyang e Caracas. Dobbiamo chiederci se l’appeasement di oggi – non più dovuto ai pericoli della Guerra Fredda ma a interessi assai prosaici – non torni a spingere le democrazie nel vicolo cieco della trappola dei dittatori. Il cui unico intento è dimostrare la caducità degli ideali di libertà di cui i Paesi occidentali, pur con tutte le loro contraddizioni e debolezze, sono portatori.

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lastampa/L’Occidente nella trappola dei dittatori MAURIZIO MOLINARI

Denis : “Tornerei subito a Napoli. Il mio pronostico per domenica? 2-2!

Il Tanque Denis parla della sfida di domenica

Domenica ci sarà Atalanta – Napoli, e uno degli ex più importanti è sicuramente German Denis. Il Tanque ha rilasciato una lunga intervista all’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere della Sera, parlando di questa importante sfida per ambedue le compagini:

Che partita si aspetta?

“Una sfida aperta a qualsiasi risultato. Entrambe hanno la caratteristica di verticalizzare il gioco e le azioni. Il Napoli forse è più spettacolare, l’Atalanta è la squadra più efficace. Viene da risultati importanti e punta dritto all’Europa, obiettivo che può facilmente raggiungere se continua a giocare in questo modo”.

Un’insidia per il Napoli ed un’altra per l’Atalanta?

“Entrambe vengono da risultati positivi, per tutte e due le squadre l’insidia maggiore è la sosta di campionato e soprattutto l’orario in cui si giocherà la partita”.

Pensa sia l’anno giusto per vincere finalmente lo scudetto?

“Credo proprio di sì, bisognerà però avere continuità di rendimento nel girone di ritorno. Lo scudetto sarebbe il meritato premio per il lavoro svolto in questi anni dalla società. Non oso immaginare cosa succederebbe in città se si vincesse scudetto”.

Il gap con la Juventus è stato colmato?

“La Juventus resta la squadra da battere, ma il Napoli però ha molte più certezze rispetto agli anni passati. La sfida sarà accesa ed incerta fino all’ultima giornata”.

Il mercato è aperto, il Napoli cerca un attaccante, si proporrebbe?

“A Napoli ho lasciato il cuore, tanti amici e soprattutto bei ricordi. Tornerei di corsa, anche ora. Sto bene fisicamente, mi accontenterei anche di di fare il vice-Mertens, un giocatore straordinario”.

Sarri-Gasperini, chi è più bravo?

“Sono entrambi due grandi allenatori, hanno il pregio di saper crescere i giovani. Sarri è arrivato in una grande piazza dopo tanta gavetta, Gasperini meriterebbe una nuova chance con una grande squadra”.

Qualche calciatore negli anni ha rifiutato il Napoli, che idea si è fatto?

“E’ pura follia decidere di rifiutare una piazza prestigiosa come Napoli; quando mi fu proposta feci i salti mortali di felicità perché c’è innanzitutto una storia calcistica conosciuta in tutto il mondo. Per noi argentini, poi, c’è un rapporto diverso, quasi di simbiosi con i napoletani. Non credo comunque si tratti di problemi legati alla città”.

La sua più bella Atalanta-Napoli

“Quella in cui feci doppietta, poi con un gol di Moralez battemmo gli azzurri 3-0”.

Speriamo non finisca così domenica prossima

“In casa l’Atalanta è un osso duro da battere, lo stadio sarà incandescente”.

Per chi farà il tifo?

“Se dovessi dare il risultato del cuore proporrei un 2-2 spettacolare ed emozionate”.

Free Basketball Scafati, battuta Cercola al PalaMangano: ecco il racconto

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Scafati batte Cercola 45.33

La Free BasketBall Scafati Givova Ladies batte al PalaMangano , Cercola e prosegue la sua striscia di imbattibilità tra le mura amiche. Ecco il comunicato della società che racconta il match nei minimi dettagli: La Givova Ladies Scafati si conferma imbattibile al PalaMangano. Il quintetto di coach Ottaviano supera 45-33 il Sorriso Azzurro Cercola con una prestazione di sostanza, conquistando il primato solitario in classifica.

Inizio di partita con le polveri bagnate da ambo le parti. Le giocatrici avvertono oltremodo la posta in palio e così il punteggio ne risente (2-2 con 3’12’’ sul cronometro). Poi sul finire è Esposito a creare un minimo di separazione (2-8). Nei secondi dieci giri di lancetta Scafati riesce a trovare un po’ di ritmo e con un gioco da tre punti di Scibelli raggiunge la parità (11-11). Poi sono Iozzino e Čičić a portare per la prima volta avanti le padrone di casa (18-11). Cercola non reagisce e viene così punita da Busiello e Porcu con due bombe dai 6,75 (24-13).E’ infine ancora una caldissima Iozzino dalla lunga distanza a mandare le due squadre negli spogliatoi sul 27-15.

Alla ripresa delle ostilità il ritmo torna ad abbassarsi. Scafati si mantiene a distanza di sicurezza dalle vesuviane, che hanno il canestro tappato. Così Negri e Iozzino permettono alle locali di andare all’ultimo riposo sul 34-24. Il quarto periodo è solo pura accademia per la Givova Ladies, che conferma la propria superiorità sul parquet.

Questo il commento a caldo di coach Nicola Ottaviano. “Grande spirito e sacrificio di squadra. E’ stata una gara strana nella quale il primo quarto è stato dominato dalla difesa e dai tiri sbagliati. Poi dopo per fortuna siamo riusciti a trovare il fondo della retina. Abbiamo lavorato a questa sfida con molta tranquillità. Lo staff non ha fatto quasi mai fatto cenno del ‘peso’, che poteva avere. Anzi per far rilassare ancora di più le atlete ci siamo allenati con la musica, il che ha creato un clima disteso e scherzoso nel quale si è lavorato nel migliore dei modi. Complimenti alle ragazze”.

 

Givova Ladies Scafati-Sorriso Azzurro Cercola 45-33

 

Givova Ladies Scafati: Sicignano n.e., Iozzino 14, Busiello 7, Porcu 5, Sapienza n.e., Ottaviani, Serra n.e., Scibelli 5, Negri 7, Baglieri n.e., Falanga, Čičić 7. All. Ottaviano

 

Sorriso Azzurro Cercola: D’Avolio 2, Romano 2, Persico n.e., Scarpati n.e., Popolo 7, Mitongu Ntumba 6, Margio, Mattera, Gemini 4, Fedele 5, Esposito 7. All. Patrizio

 

Arbitri: D’Aiello e Ricci di Caserta

 

Parziali: 2-8, 27-15, 34-24

 

UFFICIO STAMPA

Ecco gli ingaggi del Napoli: Insigne, Mertens ed Hamsik sul podio. La sorpresa è Maksimovic

Ecco tutti gli stipendi annui del Napoli

Lorenzo Insigne è il più pagato del Napoli. Lo scugnizzo di Frattamaggiore, secondo quanto riportato dall’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport, attraverso un grafico è quello che percepisce lo stipendio più alto con 4,5 milioni all’ anno. Chiudono il podio Hamsik e Mertens con 4 milioni. Il quotidiano sottolinea come Maksimovic, vero oggetto del mistero in casa Napoli, guadagni più di titolarissimi inamovibili come Jorginho, Allan ed Hysaj. Infatti l’ ex Torino percepisce uno stipendio annuo di 1,8 milioni di euro. Il neo acquisto Machach è fermo sui 400 mila euro. Il meno pagato è il giovane Leandrinho con 300 mila euro.

 

Sacchi: “Il Napoli esprime un gran calcio di qualità e valori, ma…”

Sacchi parla anche sulla corsa allo scudetto

L’ ex tecnico del Milan, Arrigo Sacchi, ha rilasciato una lunga intervista all’ edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport, parlando del calcio italiano in generale e soffermandosi sul Napoli. Ecco alcune delle parole di Sacchi alla Rosea: “Qualche giorno fa stavo vedendo una partita del Manchester City con un amico. Gli proposi: “Andiamo a farci un tè”. E lui: “Ma stanno giocando”. Gli spiegai: “Abbiamo già visto tante cose belle e ne vedremo delle altre dopo”. Se a Napoli-Juve starnutivi sul gol di Higuain ti eri perso tutto. C’è stato poco altro. Sarri ha portato il Napoli già nel futuro. Non ha top player eppure esprime un gran calcio di qualità e valori. La conferma sono i tanti giocatori che sono migliorati: Koulibaly, Ghoulam, Mertens, Insigne… Lo scudetto sarebbe il giusto premio alla bellezza e alla generosità. Ma il Napoli non ha le risorse della Juve che può sottrarre i 36 gol di Higuain e inserire alternative come Cuadrado. Comunque vada, Sarri ha già vinto. Tecnici del futuro? Giampaolo, che contattai per primo, quando Ferrara lasciò l’Under 21 e Gasperini che ha creato una simbiosi unica con proprietà e città. E Di Francesco, che è bravissimo. Loro sì, giocano un calcio con lo spirito dei padri fondatori: coraggioso, offensivo, ottimistico. Oltre la tradizione. Come pure Oddo e De Zerbi. Ma non è facile. Alla vigilia di un Milan-Napoli mi ritrovai in un ristorante di Milano con mia moglie. C’erano anche dei giornalisti, tra i quali Brera. Uno venne al tavolo a chiedermi: “Chi marcherà Maradona? Abbiamo fatto una scommessa tra noi”. Uno diceva Baresi, un altro Tassotti, un altro Galli… Mia moglie, che non segue il calcio, mi chiese: “Ma tu non giochi a zona?” Se uno non vuol capire…”.

Battipaglia, 17 enne a bordo del suo scooter si schianta contro un albero: deceduto poco dopo

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L’ impatto è avvenuto nel Rione Sant’ Anna a Battipaglia

E’ stato un sabato sera di sangue, a Battipaglia, in provincia di Salerno. Un ragazzo di 17 anni, mentre era in sella al suo scooter si è schiantato contro un albero ed è deceduto subito dopo. L’ impatto è avvenuto in viale Della Liberta, nel rione Sant’Anna della città. Il ragazzo, probabilmente per la velocità troppo elevata con il suo scooter, ha perso il controllo del mezzo e si è andato a schiantare contro un albero, facendolo cadere e battere la testa al suolo. Sono stati vani i tentativi dei soccorsi del 118, il ragazzo è spirato poco dopo il forte impatto.

Afro Napoli, vittoria importante contro il San Pietro. Ecco le parole dei protagonisti

Si parla dell’ importante vittoria dell’ Afro Napoli

L’ Afro Napoli ottiene una nuova vittoria battendo il San Pietro per 2-0. Ecco il racconto della società a cura dell’ Ufficio Stampa, con le parole dei protagonisti del match: Nuova vittoria dell’Afro Napoli United che batte al Vallefuoco il San Pietro Napoli 2-0. Alla rete di Redjehimi al 31’, segue quella di Dodò al 47’. “Sono quelle partite che se non trovi presto il gol si fatica. La squadra avversaria è venuta qui a difendersi e per noi è stato difficile trovare spazi giusti. Vittoria sofferta ma va dato merito ai ragazzi. Il campionato non finisce oggi, ci sono ancora 13 partite da giocare, dobbiamo tenere sempre l’attenzione”, il commento di mister Ambrosino a margine della gara. Sulla gara anche il presidente dell’Afro Napoli, Antonio Gargiulo: “E’ stata una bella partita. Avversario che gioca bene e con un pizzico di fortuna siamo riusciti a vincerla. Non è facile giocare contro una squadra quando si difende così”. In chiusura l’autore di una delle due reti, Redjehimi: “E’ andata bene, importante la vittoria. Andiamo avanti così. Il gol? Fa piacere aver segnato ma io gioco per la squadra”.

Gazzetta: “Giuntoli pronto a prendere 4 giocatori a giugno, ecco di chi si tratta”

Giuntoli è attivissimo sul mercato

Il direttore sportivo del Napoli, Cristiano Giuntoli, è attivissimo sul mercato, dopo aver praticamente chiuso la trattativa per Verdi, ha in mano altri quattro acquisti, come riporta l’ edizione odierna della Gazzetta dello Sport. Ecco uno stralcio dell’ articolo della Rosea: “Dunque, perché si accenda il «semaforo Verdi» manca davvero poco ma Giuntoli ha già accelerato su tanti altri obiettivi. Due li ha addirittura centrati e se Machach è da ieri a Castel Volturno, Ciciretti è sempre più vicino a lasciare per sei mesi il Benevento per andare in prestito al Getafe e poi, dal primo luglio, diventare un calciatore del Napoli a parametro zero. Inutile arrovellarsi oggi su quale sarà il ruolo di Ciciretti nella squadra della prossima stagione, di certo sia lui che Inglese sperano di giocarsi una chance alla corte di Sarri (un altro il cui futuro è da decifrare). Già perché Roberto Inglese è stato prenotato la scorsa estate, al prezzo di 10 milioni di euro, ed è stato in pratica il primo acquisto del 2018-2019. il Napoli si è fiondato da settimane su Younes dell’Ajax, trequartista tedesco anche lui con il contratto in scadenza. Il ragazzo, che ha molti corteggiatori e che i Lancieri non daranno comunque via adesso, ha espresso la sua preferenza verso la maglia azzurra, che salvo sorprese vestirà in estate. Uno, due e tre (Inglese, Ciciretti e Younes) ma il Napoli calerà il poker e forse farà pure cinquina. Come detto, serve un portiere titolare per la stagione che verrà. Leno del Bayer Leverkusen è il preferito di Giuntoli, Rulli un’idea sempre viva e Perin la pista italiana che potrebbe mettere tutti d’accordo per capacità, costo ed ingaggio”.

Club Italia, grandissima e importante vittoria contro Gioia del Colle

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Si parla della grande vittoria del Club Italia

Grande vittoria del Club Italia che batte Gioia del Colle con un nettissimo 3-0. Ecco il comunicato della Federazione di Volley che racconta il match:

Un grande Club Italia CRAI ha battuto questa sera nell’anticipo della decima giornata di Serie A2 UnipolSai la Gioiella Micromik Gioia del Colle con un netto 3-0 (25-18, 26-24, 25-20) sotto gli occhi del CT della Nazionale Maschile Gianlorenzo Blengini. Successo meritatissimo, ottenuto grazie a una prova di livello durante la quale il gruppo allenato da Monica Cresta ha dimostrato una evidente superiorità rispetto a degli avversari che non sono mai riusciti a reagire e a trovare le giuste contromisure. Russo e compagni hanno così centrato la seconda vittoria consecutiva, la sesta in stagione, risultato che consente loro di raggiungere quota 22 punti in graduatoria. Il Club Italia è sceso in campo con il consueto schieramento: diagonale Salsi-Cantagalli, Recine e Gardini martelli, Russo e Cortesia centrali con Federici libero. Il primo set è stato davvero ben giocato e amministrato in ogni sua fase dai giovani ragazzi di Monica Cresta che hanno saputo incanalare da subito la partita come desideravano. Il secondo è stato invece più equilibrato, le due squadre si sono alternate al comando con i pugliesi che in più di un’occasione hanno dato la sensazione di poter agguantare la parità. Russo e compagni però hanno continuato a giocare una buona pallavolo, dimostrando freddezza e concretezza nei momenti caldi come quando, nel finale di parziale, hanno prima annullato un set ball per poi chiudere ai vantaggi la frazione portandosi sul 2-0. Nel terzo set l’andamento della gara non & egr ave; cambiato con il Club Italia che ha continuato a giocare davvero bene conquistando meritatamente una bella e meritata vittoria. Top scorer del match Davide Gardini con 18 punti.

Club Italia-Gioia del Colle 3-0 (25-18, 26-24, 25-20)
Club Italia: Salsi 3, Cantagalli 9, Russo 7, Cortesia 11, Gardini 18, Recine 10, Federici (L). Sperotto. Ne: Stefani, Motzo, Panciocco, Dal Corso, Rondoni (L), Mosca All. Cresta
Gioia del Colle: Joventino 7, Scopelliti 3, Cetrullo 12, Erati 10, Grassano 9, Marchiani 1, Casulli (L). Bernardi, Link 2, De Santis (L). Luppi, Ne: Anselmo, All. Spinelli
Arbitri: Brancati, Somansino
Durata set: 22’, 31’, 24’
Club Italia: a 6 bs 10 mv 8 et 18

Cina, professore universitario licenziato per molestie sessuali: primo caso di #MeToo

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I racconti di molte attrici sulle molestie sessuali compiute da Weinstein hanno avuto vari tipi di reazioni. Una di queste è la nascita di #MeToo, il movimento statunitense che ha avuto seguito in ogni parte del mondo.

PRIMO CASO DI #WOYESHI IN CINA

In Cina il movimento prende il nome di #WoYeShi, ed è nato dopo che Luo Qianqian, una ricercatrice che attualmente vive negli Stati Uniti,  il primo gennaio ha pubblicato su Weibo, l’equivalente cinese di Twitter, il racconto delle molestie subite dodici anni prima dal suo professore di informatica Chen Xiaowu: «Ha tentato di saltarmi addosso in una stanza con la porta chiusa». Luo ha spiegato che Chen l’ha poi lasciata andare perché lei continuava a piangere, ma «i seguenti anni della mia vita, quando lui era il mio supervisore al dottorato, sono stati un incubo». Il suo post ha ottenuto più di tre milioni di visualizzazioni in un solo giorno, e ha incoraggiato molte donne a fare altrettanto. Dopo la confessione di Lou, l’università Beihang di Pechino ha licenziato il professore accusato di molestie sessuali, dopo che un’indagine ne ha confermato le gravi accuse.

IN ITALIA #QUELLAVOLTACHE 

In Italia il movimento prende il nome di #quellavoltache, creato dalla conduttrice radiofonica e scrittrice Giulia Blasi insieme a un gruppo di persone che abitualmente discutono su Facebook di femminismo e delle discriminazioni che ancora esistono per le donne nel mondo. Molte donne continuano a postare piccoli ma tremendi racconti di molestie subite nella quotidianità.

 

Nocera, Cesarano considerato il regista dei rapporti tra politica e camorra

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L’ ex vice sindaco Cesarano è nel carcere di Fuorni

L’ ex vice sindaco di Nocera Inferiore, Antonio Cesarano è stato arrestato due giorni fa per scambio elettorale politico-mafioso dalla Procura Antimafia. Il politico è considerato il fautore dell’ accordo pattuito tra i candidati al consiglio comunale Carlo Bianco e Ciro Eboli e il camorrista Antonio Pignataro. Adesso si trova presso il carcere di Fuorni, in attesa del processo e del colloquio con il Gip. A pesare su di lui sono le relazioni tra politica e camorra, infatti viene considerato delle autorità competenti, come il vero protagonista di tutti questi accordi che sono stati stipulati nella città nocerina.

Il Mattino: “Verdi dirà sì al suo trasferimento in maglia azzurra, ecco i dettagli”

Secondo il quotidiano, Verdi dirà si al Napoli

Oramai non ci sono più dubbi, Simone Verdi dirà sì al Napoli e si metterà a disposizione del tecnico azzurro, Maurizio Sarri. Ecco cosa scrive a riguardo l’ edizione odierna del quotidiano Il Mattino: “L’offerta per il Bologna è di quelle che arrivano una volta nella vita: 20 milioni di euro più bonus vari legati alle prestazioni e al rendimento del giocatore. Una cifra che farebbe decisamente comodo al club emiliano, che infatti ha già dato il suo ok al trasferimento. Fino ad oggi è stato Simone a rimanere nel dubbio. Poi la vacanza a Dubai, qualche giorno con le persone a lui più care: suo fratello Mattia e Laura, ovviamente, la fidanzata che negli ultimi giorni si è fatta scappare più di un apprezzamento per la città di Napoli. Il cuore di Simone adesso è più sereno. Le dune di sabbia, il mare, il sole e le spiagge di Dubai sono state la cornice ideale per arrivare alla decisione. Quella definitiva, però, arriverà solo all’inizio della prossima settimana, quando poi arriverebbero anche le visite mediche di rito e la firma sul contratto con il Napoli”

Gazzetta: “Verdi, domani arriverà la risposta definitiva del calciatore”

Si parla dell’ imminente arrivo di Verdi a Napoli

Verdi è pronto a vestire la maglia del Napoli. L’ ala del Bologna ad ore darà la sua risposta definitiva. A dare la notizia è l’ edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport. Ecco uno stralcio dell’ articolo: “Verdi domani, poi tutti gli altri. Il Napoli non sta solo pensando al futuro, lo sta già progettando in maniera concreta. Simone Verdi dovrà farne parte e non soltanto per i prossimi sei mesi. È anche su questo aspetto che punterà Cristiano Giuntoli per convincere il calciatore del Bologna dopo i ripetuti contatti con il club rossoblù e gli agenti del ragazzo che hanno portato in pratica ad un accordo per quanto concerne il costo del cartellino (venti milioni bonus compresi) e l’ingaggio del calciatore (da 1,5 milioni a salire). Verdi, che torna oggi dalle vacanze, ha valutato pro e contro di una scelta che però sembra davvero aver preso e comunicherà domani. In ogni caso, Giuntoli gli ribadirà che Napoli non sarà una tappa di passaggio ma quella della consacrazione del suo talento”.

Paestum, mamme e bimbi in spiaggia per togliere i rifiuti

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Paestum, mamme e bimbi in spiaggia per togliere i rifiuti portati dal mare

Il mal tempo di questi giorni e  mareggiate  hanno depositato sulle spiagge del litorale di Capaccio Paestum numerosi rifiuti. Alcune mamme , attraverso Facebook, si sono organizzate per trascorrere qualche ora con i loro bambini in spiaggia e allo stesso tempo per sensibilizzarli sull’importanza di salvaguardare l’ambiente. Questa mattina, muniti di sacchi e guanti, si sono recati in spiaggia per fare pulizia. Durante l’attività, ai bambini sono stati spiegati i danni che i rifiuti possono causare e come si può evitare che finiscano in mare. L’iniziativa ha avuto abbastanza successo, una cinquantina di persone hanno partecipato , oltre alle mamme e i bimbi anche altri volontari del centro di accoglienza per immigrati El Pueblo, volontari di Legambiente Paestum con il professore Pasquale Longo, la Lega Navale Sezione di Acciaroli con il maestro di vela Renato Sestoconte. I rifiuti raccolti sono stati così tanti da riempire un trattore; sono stati differenziati e messi in delle buste che verranno ritirate dagli addetti, come d’accordo con il comune. L’evento ha avuto grande successo, infatti si pensa che probabilmente, verrà rifatto, se ce ne sarà bisogno.

Eboli, 20enne perde il controllo dell’auto e si schianta

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Eboli, un ragazzo di 20 anni perde il controllo della sua auto e si schianta contro le barriere di protezione

Eboli, un ventenne di Pontecagnano si è schiantato contro le barriere di sicurezza in autostrada questa mattina. Il giovane ha perso il controllo dell’Opel Corsa che guidava ed è andato a sbattere contro le barriere di protezione. L’impatto si è ripetuto più volte in quanto il ragazzo andava ad una velocità molto alta. Sul posto anche il 118 che ha soccorso il ragazzo e accompagnato in ospedale ad Eboli.  Gli agenti della polizia stradale, coordinati dal comandante Quaranta, hanno raccolto i dati dell’incidente e hanno chiesto, al pronto soccorso, di sottoporre il conducente dell’Opel Corsa all’esame alcolemico e all’esame sull’assunzione di droghe. I risultati saranno pronti nei prossimi giorni. Giunto in ospedale, il 20enne è stato dimesso in giiornata, in quanto le sue condizioni di salute non preoccupano. Nel caso i valori delle analisi fossero oltre i limiti di legge stabiliti, il ragazzo rischia una sanzione pecuniaria molto alta e il ritiro della patente.

L’incidente ha provocato diversi rallentamenti lungo la corsia sud tra Battipaglia ed Eboli. Lungo l’A2 sono giunti gli uomini dell’Anas che hanno provveduto a ripulire l’asfalto e a far rimuovere l’auto così da riaprire tutte  e tre le corsie di marcia.

Omicidi in Italia: cresciuta la proporzione delle donne che uccidono

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Sullo sfondo di una riduzione dell’80 per cento del numero degli omicidi in Italia negli ultimi 25 anni, i dati rivelano che il fenomeno ha subito rilevanti mutamenti qualitativi. Rimane vero che gli assassini sono soprattutto giovani uomini. Ma è anche cresciuta la proporzione delle donne che uccidono.

Quando a uccidere sono le donne

Per molto tempo uccidere era un atto confinato all’interno della popolazione maschile. Dal 2000, però, gli omicidi tra uomini sono calati drasticamente, mentre le uccisioni di donne da parte di altre donne sono rimaste stabili o leggermente cresciute.

Il genere e la violazione delle norme

Straordinari mutamenti sono avvenuti in Italia, nell’ultimo quarto di secolo, nel campo della criminalità violenta. Non solo il numero degli omicidi è fortemente e costantemente diminuito, passando da 1.916 casi (3,4 per 100 mila abitanti) nel 1991 a 397 (0,65) nel 2016. Sono cambiate anche le caratteristiche demografiche degli autori del delitto.

È mutata la loro composizione per età: sono calati gli autori di omicidio fra i 26 e i 40 anni, ovunque ma soprattutto nel Mezzogiorno, cioè proprio nello strato della popolazione più colpito dalla crisi economica .

I dati della ricerca che stiamo conducendo nell’archivio del ministero dell’Interno ci dicono, inoltre, che è mutata anche la composizione per genere degli autori degli omicidi.

Gli studi condotti nei paesi occidentali hanno messo in luce che il genere è una delle variabili indipendenti più importanti per predire la violazione delle norme penali: è molto più probabile che a delinquere sia un uomo piuttosto che una donna.

Vi sono tuttavia differenze a seconda del tipo di reato. In primo luogo, oggi come nel passato, quanto più grave è un delitto tanto più facile è che a compierlo sia un uomo. Così, ad esempio, in Italia, all’inizio degli anni Novanta, le donne costituivano il 10 per cento dei condannati per furto e il 3,9 per cento delle persone denunciate o arrestate per omicidio.

In secondo luogo, nell’ultimo quarantennio, nei paesi occidentali, vi è stata una (moderata) tendenza alla convergenza fra la criminalità femminile e quella maschile. Si è verificata solo, o principalmente, per i reati meno gravi (furti e truffe), soprattutto a causa dell’ingresso di un numero crescente di donne nel mercato del lavoro, che ha creato nuove occasioni di illeciti penali.

Due diverse tendenze

Nell’ultimo quarto di secolo, nel nostro paese, anche il divario di genere fra gli autori di omicidio è diminuito. La quota delle donne sul totale delle persone arrestate o denunciate per questo delitto è più che raddoppiata, passando dal 3,9 per cento nel 1992 al 9,1 per cento nel 2016, superando però anche l’11 per cento nel 2014.

Figura 1

Quando a uccidere sono le donne

Il mutamento ha avuto luogo sia nelle regioni centro-settentrionali che in quelle meridionali e insulari (figura 1). È dovuto, in misura minore, alla crescita degli omicidi commessi da donne, avvenuta soprattutto fino all’inizio del Duemila, ma in misura molto maggiore alla fortissima flessione di quelli compiuti da uomini. Si pensi che, dal 1993 al 2016, questi ultimi sono diminuiti di due terzi (tabella 1).

Tabella 1 – Numero di persone arrestate o denunciate per omicidio dal 1992 al 2016, per genere

Numero di persone arrestate o denunciate per omicidio dal 1992 al 2016, per genere

Fonte: ricerca Barbagli e Minello, archivio Ministero dell’Interno

Sarebbe un errore interpretare la crescente tendenza delle donne a uccidere come una reazione al fenomeno del femminicidio. Per quanto il genere dei coinvolti non basti a definire i femminicidi, i dati parlano di un mutamento nel rapporto fra il genere dell’autore e quello della vittima nell’ultimo quarto di secolo (tabella 2). Nell’ultimo decennio del Novecento, gli uomini costituivano il 92 per cento degli arrestati o denunciati per questo delitto e il 70 per cento degli uccisi. Quasi due terzi di questi delitti erano commessi da uomini contro uomini. Uccidere era dunque un atto confinato all’interno della popolazione maschile, una soluzione dei conflitti alla quale facevano ricorso principalmente gli uomini, che più frequentemente delle donne si trovano in situazione di competizione, di rivalità, di lotta per il controllo di risorse, materiali e umane. Le donne erano solo l’8 per cento degli autori, ma il 30 per cento delle vittime.

Tabella 2 – Numero medio annuo di omicidi commessi in Italia, in tre periodi, secondo il genere dell’autore e della vittima (1992-2016)

 Numero medio annuo di omicidi commessi in Italia

Fonte: ricerca Barbagli e Minello, archivio Ministero dell’Interno

La situazione è cambiata nel nuovo millennio. Gli omicidi fra uomini hanno subito una forte flessione, pur restando la maggioranza. Sono diminuiti anche i casi di donne uccise da uomini, ma meno dei precedenti, e dunque il loro peso percentuale è cresciuto. Sono calati pure quelli di uomini ammazzati da donne. Sono rimaste stabili o lievemente cresciute le uccisioni di donne da parte di altre donne (tabella 2).

Il mutamento è solo in parte dovuto al fatto che il tipo di omicidio che ha subito la più forte flessione è quello di criminalità organizzata, che molto più degli altri avviene fra uomini. La crescita della quota di donne fra gli autori è avvenuta infatti anche per molti altri tipi di omicidio: familiari, di criminalità comune, per furti e rapine (tabella 3).

Tabella 3 – Percentuale di donne sul totale degli autori per tipo di omicidio e periodo (1992-2016)

Percentuale di donne sul totale degli autori per tipo di omicidio e periodo (1992-2016)

Le differenze di genere si riscontrano anche sul tipo di arma usata per uccidere. Prevalgono quelle da fuoco quando un uomo ne uccide un altro. È, invece, frequente il ricorso all’asfissia quando una donna ne uccide un’altra (tabella 4).

Tabella 4 – Percentuale di omicidi commessi in Italia secondo il genere di autore e vittima per arma usata

Percentuale di omicidi commessi in Italia secondo il genere di autore e vittima per arma usata

Fonte: ricerca Barbagli e Minello, archivio Ministero dell’Interno

vivicentro.it/ATTUALITÀ CULTURA
vivicentro/Omicidi in Italia: cresciuta la proporzione delle donne che uccidono
Marzio Barbagli e Alessandra Minello/lavoce.info

MARZIO BARBAGLI

Laureato in Scienze Politiche all’Università di Firenze, è stato direttore dell’Istituto Cattaneo di Bologna, professore ordinario di sociologia a Bologna e Trento, visiting scholar in numerose università americane, inglesi e australiane. Ha diretto l’Osservatorio nazionale sulle famiglie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ stato consulente del Ministero dell’Interno come direttore scientifico di quattro rapporti sulla criminalità in Italia e membro del Consiglio dell’Istat. E’ autore di numerosi libri, fra i quali “Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Occidente e in Oriente”, vincitore del premio Mondello per la saggistica. E’ professore emerito all’Università di Bologna e Accademico dei Lincei.

ALESSANDRA MINELLO

Research Fellow in Sociologia all’Istituto Universitario Europeo a Firenze. Collabora al progetto “Determinants of the emergence of gender-specific patterns of competencies and decision making over the educational career in Germany”, finanziato da DFG. Ha lavorato all’Università di Bamberg e all’ Università Bocconi (Centro Carlo F. Dondena). Ha ottenuto il dottorato in Sociologia e Ricerca Sociale all’Università di Trento, con una tesi sulle aspettative di istruzione delle prime e seconde generazioni in Italia. Dal 2008 collabora ad un progetto di demografia storica dell’Università di Padova: CHILD (Collecting Hasburgical Information about Life and Death), ed è coautrice del libro “Sweet CHILD of mine”.

Di Marzio elogia Verdi: “Ha due piedi incredibili”

“Sarà perfetto per il gioco di Sarri”

Simone Verdi è il tipo di calciatore individuato dal Napoli per rinforzare la propria rosa, per andare a concludere il campionato in prima posizione. L’attuale numero 9 del Bologna sarebbe la riserva di lusso che potrebbe far rifiatare uno degli esterni, uno tra Insigne e Callejon.

A tal proposito, si è pronunciato Gianni Di Marzio, ex allenatore partenopeo ed esperto di calcio internazionale, che conferma le qualità di Verdi ed esprime parere positivo per il suo acquisto. Attualmente, in Emilia con la maglia rossoblu, sta disputando quella che probabilmente è la sua migliore stagione con gol e assist a raffica.

Ecco le parole di Di Marzio:

Chi è Verdi?
“Un calciatore dai piedi fantastici, un giocatore vero. La classica dimostrazione che nel calcio spesso si commettono degli errori incredibili e si fanno valutazioni completamente errate, previsioni che poi non si rivelano corrette, anzi…”.

In che senso?
“Nel senso che Verdi, dopo aver disputato sessantasei partite ad Empoli con Sarri, nel ruolo di trequartista, alternandosi a Saponara, dimostrando grandi cose, è stato costretto a girovagare. Ha giocato nell’Eibar, in Spagna, al Carpi e per fortuna, poi, è stato “scoperto” dal Bologna, che gli ha dato fiducia e gli ha permesso di esplodere”.

Chi può essere Verdi per il Napoli?
“Una valida alternativa sia ad Insigne che a Callejon. Verdi usa il piede destro come fosse il sinistro, e viceversa. Al posto dello spagnolo può rientrare e calciare col mancino, offrendo anche varianti al gioco del Napoli. Per qualità e caratteristiche sarebbe l’acquisto ideale per rinforzare l’attacco azzurro”.

E poi conosce Sarri.
“Questo è l’aspetto più importante. Verdi ha già lavorato con l’allenatore azzurro eppure sa che, accettando la corte del Napoli, correrebbe ugualmente il rischio di giocare poco, almeno all’inizio. Ecco perché ci sta ancora pensando…”.

Esterno, trequartista e anche mago delle punizioni.
“Per quant’è bravo andrebbero scomodati i grandi del passato. Personalmente sulle punizioni mi ricorda Zico. Mertens è bravissimo, ma se arrivasse Verdi meriterebbe di calciarle lui”.

Verdi o Deulofeu?
“Per i motivi di cui sopra, continuo a ritenere l’esterno del Bologna ideale per il gioco del Napoli. Entrambi, però, sarebbero ottimi acquisti. Deulofeu è un giocatore importante, ha un bel fisico, è un centrocampista offensivo che supera spesso l’uomo, rapido e veloce sull’esterno. Ecco, Verdi sarebbe più adatto anche per questo motivo: a Sarri non servono “dribblomani” ma calciatori che ragionino col collettivo. Il Napoli è un’orchestra che si esalta grazie all’intesa tra tutti i calciatori”.

Napoli, ospedale dei Pellegrini stracolmo: flebo sulla panchina

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Napoli, pronto soccorso dell’ospedale dei Pellegrini, stracolmo: i medici curano gli ammalati anche sulle panchine

 Il caos sta mettendo a dura prova medici e infermieri al Vecchio Pellegrini, l’ospedale della Pignasecca dove il personale sanitario sta fronteggiando un picco alto di accessi al pronto soccorso. In questi giorni il numero di ammalati è aumentato soprattutto per le complicazioni respiratorie causate dall’influenza e se nel regime ordinario, la frequenza è di 178 assistenze sanitarie al giorno, nelle ultime 48 ore i numeri si sono moltiplicati. I medici cercando di garantire le prestazioni ma gli strumenti e i posti sono scarni, infatti i reparti sono piani fino all’orlo, e nell’ultima settimana sono stati registrati 12 ricoveri all’interno del pronto soccorso, dove in realtà non è consentita la degenza degli ammalati.
Questa mattina, un paziente è stato adagiato su una panchina nei locali del pronto soccorso per assicurargli una flebo ma il personale sanitario assicura che si è trattato di una soluzione temporanea e di fortuna durata 6 minuti, prima di sistemare una barella ed evitare che il paziente potesse sentirsi male. Lo staff medico operativo al pronto soccorso del Vecchio Pellegrini è composto da 3 medici, 5 infermieri e 3 operatori socio sanitari quando è al completo, uno staff che secondo il numero di accessi registrati avrebbe bisogno di ulteriori risorse. Ma non è l’unico ospedale che verte in queste condizioni, oberati di lavoro anche il Cardarelli e il Loreto Mare, dove grazie ad un piano interno, sono riusciti a riorganizzarsi soprattutto in merito ai turni e ai posti letto nei reparti.

Napoli, l’ex El Kaddouri pronto a tornare in Serie A

Sulle tracce del marocchino c’è il Crotone

Secondo quanto riferisce Sky SportOmar El Kaddouri potrebbe far ritorno in Serie A. Il marocchino ex Napoli era stato acquistato dal PAOK Salonicco, ma dopo una sola stagione ci potrebbe essere il ritorno in Italia.

Troppa la nostalgia, vuoi per il mancato ambientamento vuoi perchè il Bel Paese gli è entrato nel cuore, l’ex Empoli non ha mai nascosto la volontà di ritornare dove aveva lasciato.
La possibilità c’è ed è concreta. Attualmente El Kaddouri è infortunato ma ancora per poco per un problema muscolare, ma il Crotone vuole rinforzare la rosa per provare ad ottenere la salvezza, una salvezza tranquilla rispetto a quella non adatta ai deboli di cuore dell’anno passato. Dunque, sembrano esserci quasi tutte le condizioni perchè si porti a termine l’operazione, ma ancora manca il placet del PAOK.

Napoli, muro pericolante in una scuola nel Rione Sanità

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Napoli, muro pericolante vicino una scuola del Rione Sanità: le madri degli alunni protestano

L’istituto comprensivo Lombardi  ha chiuso i cancelli  dell’ingresso principale perché la strada  del viale che conduce al complesso scolastico è stata rotta per diversi mesi. E il muro di cinta che costeggia la scuola è pericolante. Ora ci sono le transenne. E’ dal mese di luglio che le madri chiedono alla municipalità di provvedere con dei lavori alla sistemazione non solo del muro, ma anche del manto stradale che presenta una serie buchi lungo il tragitto.
A novembre le mamme dei bambini della materna hanno organizzato una protesta per le vie della Sanità e davanti ai cncelli della scuola. Intanto è stato richiesto anche un sopralluogo da parte della Protezione Civile, in cui è stato deciso che i ragazzi potevano entrare a scuola  da un secondo accesso, vicoletto San Nicola, una stradina in salita immersa nel verde.

Sono passati soltanto 15 anni da un evento tragico che vide protagonista un giovane adolescente di 13 anni, Vincenzo Perugino che  perse la vita proprio in via Santa Maria alla Sanità mentre giocava con gli amici  cadde in una buca. Pericolosa secondo i residenti anche la seconda entrata, soprattutto per i bambini della materna. Quello che si sottolinea da tutto questo è la grande indifferenza del Comune nei confronti di questo quartiere periferico di Napoli.