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Nuovo attacco sui vaccini di Salvini e Cinque Stelle. Lorenzin: “irresponsabili”

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Nuovo attacco sui vaccini. Per Salvini “troppi fanno male ai bambini”. Anche i Cinque Stelle promettono di cambiare la legge in caso di vittoria: “Ne lasceremo quattro”. Per la ministra Lorenzin sono degli “irresponsabili”.

Salvini: “Troppi vaccini fanno male ai bambini”. Torna l’asse con il M5S

Di Maio: «Ne lasceremo obbligatori solo quattro». Il ministro Lorenzin: dichiarazioni irresponsabili

ROMA – La caccia ai voti, si sa, non si arresta di fronte a nulla; e anche ieri Lega e Movimento Cinque Stelle hanno rilanciato la polemica sulle vaccinazioni, annunciando che se andranno al governo modificheranno la norma che stabilisce 10 vaccini come obbligatori.

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«Che i vaccini siano utili è fuor di dubbio. Quattro erano utili. Ma è altrettanto fuor di dubbio che 10 vaccini obbligatori sono un potenziale rischio per alcuni bambini», ha detto il leader della Lega Matteo Salvini in mattinata. È identica la tesi del pentastellato Alessandro Di Battista: «Non siamo contrari, io andrò a vaccinare mio figlio. Ma pensiamo che la situazione precedente con 4 vaccini obbligatori fosse sufficiente, e che un percorso di accompagnamento ben informato funzioni molto meglio dell’obbligo».

Chiarisce meglio la posizione del partito il candidato premier di M5S, Luigi Di Maio: «I vaccini – ha affermato – saranno obbligatori come nel resto d’Europa. Non ho mai detto di essere contro l’obbligatorietà dei vaccini, noi siamo per rendere l’obbligatorietà omogenea al resto dell’Europa». Ovvero? «Ne rendiamo obbligatori 4, e poi aumentiamo se ci sono epidemie o problematiche».

Sul fronte opposto c’è la replica del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «Di Maio e Salvini, tenete fuori la questione dei vaccini dalla campagna elettorale. Le vostre irresponsabili affermazioni dal punto di vista sanitario e farneticanti dal punto di vista scientifico mettono seriamente a rischio la salute dei cittadini e i risultati ottenuti per l’innalzamento dell’immunizzazione di massa». Va all’attacco di Lega e M5S anche il segretario del Pd Matteo Renzi, che in un tweet (in cui però definisce tout court «No Vax» la posizione dei due partiti rivali) afferma che «il 4 marzo non si sceglie su simpatia dei candidati ma su proposte concrete». Durissima la posizione dell’immunologo del San Raffaele Roberto Burioni, che sferza il leader della Lega: «Salvini parli della riapertura dei postriboli, che fa meno danni». Dieci vaccini obbligatori sono dannosi? Per Burioni, «i “dieci vaccini” vengono usati con le stesse dosi e con le stesse tempistiche in tutto il mondo, in quanto sono ritenuti indispensabili per la salute pubblica, e in tutto il mondo vengono ritenuti sicurissimi ed efficaci». La differenza è che solo in Italia «un politico si azzarda a diffondere delle bugie che possono risultare pericolose per la salute pubblica a fini elettorali».

Intanto, però, è un fatto che i centri di vaccinazione siano in questi giorni sotto grandissima pressione in vista della scadenza del 10 marzo per la presentazione alle scuole della certificazione di avvenuta immunizzazione. Lo dice Carlo Signorelli, ex presidente della Società Italiana di Igiene, secondo cui i centri vaccinali «sono in crisi, sovraffollati e sotto organico». Ad oggi sta aumentando il numero dei bimbi vaccinati, ma resta l’incognita per 40mila piccoli, che potrebbero risultare alla fine non vaccinati, per scelta dei genitori o anche per motivi legati alla salute, afferma Signorelli. Per l’anno scolastico 2018-19 (anno per il quale sono partite ieri le iscrizioni online) ci sarà però più tempo per completare l’iter. La circolare del ministero della Salute dice infatti che per l’iscrizione ad asili e scuola elementare si potrà presentare un’autocertificazione sulle avvenute vaccinazioni o copia della prenotazione dell’appuntamento presso l’Asl; ma ci sarà tempo fino al 10 luglio 2018 per presentare la certificazione definitiva che provi l’avvenuta vaccinazione.

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Napoli, processati per “reato di branco”: i pm contro le baby gang

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La Procura dei minori di Napoli ha usato un nuovo espediente per processare sedici minorenni accusati di un pestaggio avvenuto alcune settimane fa al Vomero. Non sono stati accusati solo di rissa e lesioni gravi, ma anche l’aggravante del motivo futile di predominio del branco giovanile. Di conseguenza picchiare o organizzare una spedizione punitiva diventa un reato più grave se si considera anche il motivo futile che spinge ad usare la violenza, vale a dire l’esigenza di stabilire il «primato del branco giovanile». Questa interpretazione è propria del pm Ettore La Ragione, magistrato in forza alla Procura di Maria De Luzemberger, che ha chiuso l’inchiesta a carico di ben sedici minori, ritenuti responsabili del pestaggio avvenuto al Vomero, in piazza Vanvitelli lo sorso 17 dicembre.

I ragazzi accusati sono tutti di Bagnoli, fissano con lo sguardo un paio di ragazzi intenti a bere una birra, poi fanno inversione di marcia, scendono e aggrediscono i due malcapitati. Non c’è un motivo reale, se non quello futile di  affermare la propria leadership di branco. Uno degli aggressori ha dichiarato che tutto questo era capitato perché aveva accettato lo sguardo di sfida e aveva agito anche per la frustrazione di trovarsi in un quartiere di ricchi, provenendo dalla periferia occidentale di Napoli.

Un episodio simile è avvenuto anche  venerdì scorso a Chiaiano, dove è stato ferito a colpi di calci e pugni lo studente Gaetano, 15enne di Melito. Anche qui nessun motivo valido, ma solo l’esigenza di affermare con la violenza la propria forza e il proprio potere sul territorio.

Allarme Ue sui populismi in Italia: “L’instabilità è un rischio”

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Il commissario europeo Moscovici lancia l’ allarme sulle elezioni italiane e riferendosi ai populismi parla di “rischio instabilità”.

L’allarme di Bruxelles per le elezioni, Moscovici: “L’instabilità è un rischio”

Il commissario europeo boccia le proposte M5S sul deficit: «Un controsenso assoluto». Di Maio chiede un confronto. Salvini: «Inaccettabile intrusione nella campagna»

Che la continuità di governo sia la soluzione preferita dall’Europa non è più un segreto da tempo («C’è una convergenza di vedute molto chiara con Gentiloni e Padoan», ammette il commissario Pierre Moscovici). Le sparate da campagna elettorale dei partiti, le promesse impossibili, inoltre, non aiutano a migliorare la reputazione di chi si propone come alternativa. E ovviamente le posizioni radicali e anti-europeiste non sono il modo più adatto per raccogliere consensi nella capitale Ue. Per esempio la sparata sulla «razza bianca» del leghista Attilio Fontana, candidato in Lombardia, è considerata «scandalosa».

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Ma a Bruxelles cercano di fare molta attenzione a misurare le parole («Spero che le urne portino un governo stabile e pro-Ue», liquida la pratica il vicepresidente Jyrky Katainen, del Ppe) e probabilmente d’ora in poi lo saranno ancora di più. Già, perché ieri sono bastate alcune dichiarazioni di Moscovici sui «rischi» legati al voto italiano a infiammare il dibattito politico. Frasi estratte da un ragionamento più ampio, fatto ieri a Parigi, in cui le elezioni del 4 marzo e la possibile assenza di una maggioranza vengono associati ad altre situazioni che agitano l’Europa, come il vuoto di governo a Berlino e i possibili contraccolpi in Spagna per la crisi catalana. Viste le reazioni, l’ex ministro francese, nel pomeriggio, ha subito cercato di precisare il senso del suo discorso, ma ormai la frittata era fatta.

«Un’inaccettabile intrusione nelle elezioni italiane», dice Matteo Salvini (Lega), «parole fuori luogo» per Raffaele Fitto (Noi con l’Italia), mentre la compagna di coalizione Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) invita l’Europa a farsi «i fatti suoi». La polemica mette però a nudo alcuni nervi scoperti del centrodestra: Renato Brunetta (Forza Italia) sposa infatti le tesi del commissario francese.

Rispondendo a una domanda specifica, Moscovici aveva bocciato senza mezzi termini l’idea lanciata da Luigi Di Maio (M5S) di sforare il tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil: «Un controsenso assoluto». «Siamo perfettamente d’accordo con lui – dice Brunetta -. La limitazione del deficit eccessivo è una condizione necessaria per abbassare l’elevato debito pubblico italiano». Per l’ex ministro italiano, le parole di Moscovici dovrebbero far fischiare le orecchie anche a Matteo Renzi, che «voleva sfidare le istituzioni europee proponendo una soluzione del tutto analoga a quella di Di Maio». In realtà il segretario del Pd, nel suo libro «Avanti», aveva proposto di far salire il deficit al 3%, ma non di superarlo. Una ricetta considerata comunque pericolosa da Bruxelles, che l’aveva sin da subito bocciata. E infatti Renzi ha da tempo smesso di sventolarla come proposta elettorale.

Chi non arretra, invece, è Di Maio. Anzi, chiede un improbabile «confronto pubblico» con Moscovici. E lancia una frecciatina alla Commissione europea per la sua «ingerenza», ricordando quando Jean-Claude Juncker (in un’intervista a «La Stampa») disse: «Non vorrei vincesse il No al referendum costituzionale». «Quella volta – ricorda Di Maio – non ha portato bene».

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lastampa/L’allarme di Bruxelles per le elezioni, Moscovici: “L’instabilità è un rischio” MARCO BRESOLIN – INVIATO A BRUXELLES

Castellammare, minori sorpresi con droga e tirapugni

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Castellammare di Stabia, dei ragazzi di 16 anni sono stati sorpresi con tirapugni e droga

Castellammare di Stabia, mentre i Carabinieri locali erano in servizio di controllo della sicurezza nelle stazioni ferroviarie, hanno sorpreso dei minori con droga e tirapugni. I carabinieri della stazione di Castellammare, erano appunto nel corso di un servizio per la prevenzione e la repressione dei reati comuni  all’interno delle stazioni Eav , hanno scoperto e denunciato un 16enne del luogo che si aggirava in Piazza Unità d’Italia con in tasca un tirapugni. Il minorenne dovrà rispondere di possesso di oggetti pericolosi, atti ad offendere. Durante la perquisizione personale, il ragazzo è stato trovato in possesso anche di 2 grammi e mezzo di marijuana, di conseguenza è stato segnalato anche al Prefetto. Stessa sorte toccata al suo compare, un coetaneo originario di Gragnano, trovato invece con mezzo grammo di marijuana. I residenti del quartiere avevano visto le pattuglie dei Carabinieri, ma non erano chiari i fatti. Di sicuro, dopo i recenti avvenimenti avvenuti nei pressi delle stazioni stabiesi, è rassicurante che le forze dell’ordine stiano lavorando per la salvaguardia dei cittadini e per annientare il morbo delle baby gang.

Salerno, truffa alle pratiche Aci: dipendente assolta

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Salerno, una dipendente dell’Aci, che era stata condannata in primo grado, è stata assolta

Salerno, è stata assolta T. S., funzionaria della sede Aci Salerno. La donna era stata condannata in primo grado, a due anni e quattro mesi. E’ stata assolta dai giudici della corte di appello dall’accusa di truffa aggravata perché il fatto non sussiste e per non aver commesso il fatto per due ipotesi di falso che le erano state contestate. La donna, difesa dall’avvocatessa Agata Bisogno non ha più la spada di Damocle che le pende sulla testa. I giudici di secondo grado, nella sentenza di ieri, hanno anche assolto, dall’ipotesi di truffa, l’altro dipendente Aci, R. B. (difeso dall’avvocato Vincenzo Bonelli), rideterminando la pena a due anni (con la sospensione della stessa) mentre U. I. (terzo imputato difeso dall’avvocato Paride Annunziata) è stato condannato ad un anno e nove mesi per false dichiarazioni in relazione alla targa della sua automobile. L’inchiesta partì dal 2009 dalla denuncia di una responsabile della sede salernitana;ovviamente il tutto portò anche alla sospensione dal servizio della funzionaria.

Castellammare, la Juve Stabia incontra gli studenti del “Panzini”: ecco quando

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La Juve Stabia parteciperà all’incontro “Cultura, regole e inclusione

Legalità, cultura e fair play nello sport. Queste sono le tematiche che la Juve Stabia cercherà di approfondire e sviluppare costantemente nel corso delle attività sociali  previste per quest’anno, scendendo in campo al fianco dei più giovani.

In collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Panzini” di Castellammare di Stabia, il Presidente Manniello, la dirigenza, la squadra, i tecnici, giovedì 18 gennaio alle ore 10.00, parteciperanno ad un incontro-dibattito nell’ambito del progetto “Cultura, regole e inclusione“, presso la palestra del plesso scolastico sito in Via Quisisana a Castellammare di Stabia.

Aderendo all’invito, nell’ambito delle attività promosse dalla dirigente Donatella Ambrosio e dalla referente alla legalità Giovanna Piedipalumbo, l’intero staff gialloblù interagirà con gli alunni dell’Istituto “Panzini” affrontando tutti i temi all’ordine del giorno con particolare riferimento al fair play nel mondo dello sport, componente del quale tutte le società sportive dovrebbero essere costanti promotrici.

S.S Juve Stabia

Ghoulam: “Vincere col Napoli è una ragione di vita. Rientro? Decido con il dottore”

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Le parole del terzino algerino Faouzi Ghoulam ai microfoni di TV Luna

Il terzino sinistro del Napoli Faouzi Ghoulam ha rilasciato una lunga intervista al microfono di Carlo Alvino per TV Luna.

Non mi aspettavo di vincere il Pallone d’Oro in Algeria, penso sempre alla squadra inoltre sono un difensore: non ti aspetti un premio del genere.

Ho superato colleghi importanti come Brahimi e Mahrez che, sono giocatori importanti in Africa ed in Europa. Però se ho vinto il premio è grazie al Napoli: con la Nazionale non è andata bene, dunque le partite con i club sono state determinanti.

Premiato anche perché gioco dal 2013 con l’Algeria? Era normale per me sceglierla come nazionale, da anni sono tra i finalisti ma preferivo sempre che vincessero gli attaccanti perchè così significava dire la Nazionale avrebbe fatto bene. Io sono un difensore e lavoro nell’ombra…

Come ha reagito la mia famiglia? Sono stati orgogliosi, è un importante riconoscimento. Mi rende orgoglioso essere algerino e poter giocare per la nazionale ed aver fatto un grande anno col Napoli. Ed e grazie al Napoli se sono arrivato a questi livelli”

E’ più significativo il primo goal col Napoli o il giorno dell’operazione? Guardo sempre le cose positive, l’infortunio non mi crea problemi: sono religioso, nel male c’è sempre il bene. Le persone mi sono sempre state vicino, non mi aspettavo queste cose dai tifosi del Napoli e dai tifosi algerini. Devo ringraziare tutti per l’affetto che mi ha permesso di dare sempre il massimo per ritornare al massimo ed in campo il più veloce possibile.

Tempi di recupero ridotti? Dico la verità, non è merito mio ma dei dottori e dei fisioterapisti del Napoli: sono grandiosi, non me ne rendo conto ma il ginocchio ogni giorno sta meglio e devo ringraziarli. Sono sempre stati al mio fianco, abbiamo fatto tre settimane di doppi allenamenti: 6-7 ore al campo e altre 2-3 di lavoro a casa. Per me il recupero è merito loro”

Che amico è Kalidou Koulibaly? E’ come un mio fratello, non lo dico per la parola ‘fratello’: lo considero come se lo fosse realmente, può avere qualsiasi problema io sarò sempre al suo fianco fino alla fine della mia vita. Non capita quasi mai, ho tre amici stretti: Kalidou, un ragazzo algerino ed un altro al Chelsea. Sono persone a cui voglio tantissimo bene.

Sarri ha detto che non sono umano? Mi dice che sono lento [ride, ndr], dice che Tommaso s’è fatto operare dopo di me e torna prima. Non mi dice che torno velocemente [ride, ndr]”

“La cosa che mi è mancato di più? La lotta per obiettivi importanti, non solo l’aiutare la squadra. Leggo i giornali ed è una cosa che è diventata la mia anima: voglio vincere per questa città, non poterci essere è strano perché ad inizio stagione ci siamo detti che lottare è una ragione di vivere.

Ho segnato una data sul calendario? Vorrei tornare anche prima di una data qualsiasi. Non decido solo io, ma anche il mister ed il dottore. E’ una cosa che fa parlare un po’ troppo, bisogna concentrarsi sul campo e non sul recupero mio e di Arek.

In campo per la partita contro il Lipsia? Deciderà il dottore, è un fenomeno.

Ho detto al dottore di farmi arrivare fino a maggio, poi se verrà qualcosa fa niente. Darò il massimo, voglio che il mio corpo tenga fino a maggio poi avrò il tempo di recuperare. Daremo tutto per lo scudetto”

La nuova sfida social degli adolescenti: ingerire detersivo e postare il video

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La nuova sfida social degli adolescenti: postare un video mentre si ingerisce detersivo

Già 37 gli adolescenti che, per seguire la nuova sfida social, sono stati ricoverati in ospedale per intossicazione. E’ il fenomeno “Tide Pod Challend”, l’assurda prova a cui si sottopongono i giovanissimi: masticare una capsula di detersivo e pubblicare il video sulle piattaforme social. Il pericoloso gioco si sta diffondendo a macchia d’olio negli Stati Uniti ma, poichè il web è privo di barriere, si teme che possa essere preso d’esempio anche da teenager di altri paesi.

Un fenomeno allarmante soprattutto se si guarda il numero dei casi. L’anno scorso negli USA ci sono state 220 segnalazioni di gravi disintossicazioni causate dall’ingestione di detersivo contenuto nelle capsule, e circa il 25% di queste sono state associate al nuovo tormentone del web.

Ricordiamo che ingerire detersivo induce vomito, svenimenti e anche difficoltà respiratorie, in caso di di individui con malattie pregresse le conseguenze possono essere ancora più gravi. In questi anni, sempre negli Stati Uniti, si sono verificate 10 morti, tra cui accidentalmente quella di due bambini. Alcune associazioni di consumatori, infatti, stanno insistendo affinchè le capsule dei prodotti detergenti vengano ideate con colori meno luccicanti e attraenti per i più piccoli.

CP319 concorre a salvare 1400 migranti. Recuperati 2 corpi (VIDEO)

Sono circa 1400 i migranti tratti in salvo oggi nel Mediterraneo Centrale, in 11 distinte operazioni di soccorso, coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; sono stati recuperati anche due corpi privi di vita.

I migranti si trovavano a bordo di 7 gommoni e 3 barchini e 1 barcone. Hanno preso parte alle operazioni di soccorso la motovedetta CP319 della Guardia Costiera di Lampedusa, una unità del dispositivo Eunvaformed, una unità della Guardia di Finanza e unità ONG.

VIDEO in allestimento

vivicentro.it/CRONACA – ISOLE – CRONACA

Portici, nasconde la pistola nella culla della figlia: arrestato 32enne

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 Portici, nsconde pistola nella culla della figlia, 32enne scoperto e arrestato dai Carabinieri

Aveva occultato la pistola sotto al materasso della culla di sua figlia, arrestato 32enne già noto alle forze dell’ordine. L’uomo ritenuto vicino al sodalizio criminale Vollaro attivo a Portici già noto alle forze dell’ordine stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Torre del Greco.

Durante una perquisizione domiciliare, i militari dell’Arma hanno trovato l’uomo in possesso di una semiautomatica carica e con matricola abrasa che aveva occultato sotto al materassino della culla in cui dormiva la figlia.

L’accusa nei suoi confronti è di detenzione illegale di armi e ricettazione. Arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Il Presidente Mattarella in visita a Catania incontro con Curcuruto (VIDEO)

La giornata del Presidente Sergio Mattarella a Catania è iniziata dal quartiere Librino, il rione della periferia sud della città, dove il Presidente ha visitato gli Orti urbani, il cui progetto prevede di utilizzare i terreni, oggi incolti, da attrezzare ad area di coltura attraverso la partecipazione e l’aggregazione sociale dei cittadini.

Mattarella ha successivamente preso parte alla cerimonia di intitolazione al Presidente Emerito Carlo Azeglio Ciampi del Viale che conduce al nuovo ospedale San Marco di Librino.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha anche incontrato Stefano Curcuruto Presidente dell’Associazione Rugby I Briganti di Librino rispondendo così  all’appello fatto dallo stesso dopo l’incendio criminale del campo dell’Associazione e che, in una intervista dopo il criminale accaduto, ebbe ad auspicare:

“A maggio scorso è stata la Boldrini a venirci a trovare, perché aveva saputo delle nostre attività, non ci dispiacerebbe se il Presidente passasse, in questo momento così buio per noi”.

Terza tappa della visita a Catania la Biblioteca “A. Ursino Recupero”, nell’ex Monastero dei Benedettini, dove, tra gli altri tesori, è custodita la Bibbia di Pietro Cavallini, esposta nella sala Vaccarini.

In serata Mattarella è atteso alla prima della stagione del Teatro Massimo Vincenzo Bellini con l’esecuzione della “Rondine” di Giacomo Puccini.

Catania, 16 gennaio 2018

vivicentro.it/CRONACA – ISOLE – CRONACA

“EqualGame”, il Napoli contro ogni forma di discriminazione: la testimonianza di Koulibaly

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La SSC Napoli  è impegnata nella lotta contro ogni forma di discriminazione, questa la testimonianza di Koulibaly

Il Napoli per “EqualGame”. La Società azzurra sostiene l’iniziativa dell’Uefa contro qualsiasi forma di discriminazione nel calcio e di ogni genere.

Ogni mese, nell’ambito della campagna #EqualGame, la UEFA punta i riflettori su un giocatore delle 55 federazioni affiliate. Una persona che sarà un esempio di come disabilità, religione, orientamento sessuale, razza e background sociale non siano barriere per giocare e godersi il calcio.

In questo numero che il sito ufficiale dedica alla commovente storia di Abubacarr Konta, giovane migrante dal Gambia che si sta costruendo una nuova vita in Italia, c’è anche il contributo di Kalidou Koulibaly.

“Abu” Konta è un ragazzo migrante di 16 anni che ha intrapreso

un grande viaggio che lo ha portato verso una nuova vita, dopo aver lasciato il Gambia per emigrare in Europa.

Avendo perso i genitori alcuni anni prima, Abu non aveva l’aiuto della famiglia e altre comodità.

Tutto ciò ha portato sacrifici e al dover dire addio a tante persone amate per iniziare un difficile cammino verso una nuova esistenza in Sicilia.

Il suo amore per il calcio, il suo entusiasmo verso questo sport e le amicizie formate grazie al calcio si stanno rivelando delle fondamenta essenziali mentre il giovane migrante si sta pian piano costruendo un futuro brillante.

Kalidou Koulibaly conosce bene la situazione migranti ed ha portato la sua testimonianza. “I miei genitori sono stati migranti e conosco in prima persona le sfide che hanno dovuto affrontare. Senza la loro decisione di cercare altrove una vita migliore, non avrei mai potuto aspirare a diventare ciò che sono adesso. Ho un rispetto enorme per i migranti. Rischiano tutto quello che hanno, spesso scappando da conflitti, per trovare da qualche altra parte un posto per vivere in pace e armonia”.

La Federcalcio italiana (FIGC) sta facendo la sua parte per aiutare giovani come Abubacarr. Sostiene infatti un progetto dedicato allo sviluppo del potenziale di giovani in difficoltà attraverso una campagna costruita intorno al calcio che cerca di potenziare i valori che può portare alla società.

La FIGC vuole avere un ruolo attivo e pro-attivo nella campagna UEFA #EqualGame grazie al progetto “Rete!”, che è stato sviluppato negli ultimi tre anni con una serie di iniziative sul campo volte all’integrazione e all’inclusione di oltre 500 minori non accompagnati ospitati in campi di accoglienza in Italia“, ha detto il Segretario Generale della FIGC, Michele Uva.

 

Fonte: sscnapoli.it

Verdi, l’agente chiarisce: “Simone ha rifiutato per motivi personali”

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Le parole dell’agente di  Simone Verdi, Donato Orgnoni ai microfoni di premium

Donato Orgnoni, agente di Simone Verdi, ha parlato ai microfoni di premium e chiarisce la scelta del suo assistito:

“Il vero motivo del rifiuto di Verdi ad un suo trasferimento è personale: già a dicembre, quando gli era stata presentata la possibilità di lasciare Bologna a gennaio, aveva respinto la proposta. Desidera finire la stagione a Bologna, per continuare il suo percorso di crescita.

La situazione è semplice: a Simone piace stare a Bologna. Forse sarò presuntuoso, ma secondo me anche a Napoli avrebbe mettersi in mostra: si sarebbe ritagliato il suo spazio, quindi la scelta non è di natura tecnica, non aveva paura di andare lì e non giocare e molti giudizi in questo senso mi hanno leggermente infastidito.

Ho visto tanti commenti, tanti articoli di giornalisti che espresso la loro interpretazione, ma anche questo è il bello del calcio, la sua varietà. Simone ha raggiunto una sua serenità, ha cominciato un percorso e vuole concluderlo nel modo migliore: non abbiamo fatto alcun calcolo, anche perché se l’avessimo fatto chi ci avrebbe vietato di andare in una squadra che lotta per lo Scudetto e con un ingaggio moltiplicato?

Idea Inter per giugno? Ci sono stati diversi sondaggi di alcune società italiane, ma sono stati solo sondaggi. Vi posso garantire che non vi è alcuna previsione per giugno.

Chiusa l’eventualita Napoli? Vedremo: è una delle società più importanti sia in Italia che in Europa e Simone avrebbe sposato molto volentieri il credo tattico di Sarri, ma vedremo cosa succederà a giugno. Se il Napoli dovesse trovare un giocatore più forte di lui, è giusto che si muova in quella direzione”.

METEO – Allerta meteo in Campania previsto vento forte e mare agitato

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La Protezione Civile ha diramato l’avviso di allerta meteo

La Protezione Civile della Regione Campania ha diffuso l’avviso di allerta meteo per vento e mare a partire dalla mezzanotte e per le successive 24 ore.

La Campania, in particolare, sarà colpita da forti venti occidentali con temporanee raffiche e il mare sarà agitato o molto mosso, con possibili mareggiate lungo le coste esposte ai venti.

La Protezione Civile invita “gli enti competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni anche in ordine alla vigilanza sulle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso”.

E’ ufficiale, Reno Wilmots è un giocatore dell’Avellino: i dettagli

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E’ arrivata l’ufficialità: l’Avellino ha raggiunto un accordo con il giocatore Reno Wilmots.

Reno Wilmots centrocampista classe ’97, figlio dell’ex ct del Belgio e della Costa d’Avorio, è stato preso a titolo definitivo dalla squadra belga Koninklijke Sportvereniging Roeselare.

Reno Wilmots ha firmato con l’Avellino un contratto che lo legherà ai campani fino al 2019 con opzione di rinnovo biennale e indosserà la maglia numero 33.

A renderlo noto è la società irpina con il seguente comunicato:

“L’U.S. Avellino comunica di aver perfezionato dal KSV Roeselare l’ingaggio a titolo definitivo del centrocampista belga Reno Wilmots (16 marzo 1997). Il calciatore, che indosserà la maglia numero 33, ha siglato un accordo fino al 30 giugno 2019 con opzione di rinnovo biennale”.

La giungla degli incentivi all’ occupazione

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In tema di lavoro si potrebbe semplificare la giungla degli incentivi all’ occupazione, destinati a giovani, apprendisti, disoccupati, cassintegrati, giovani genitori, lavoratori che sostituiscono genitori in congedo, donne, disabili, detenuti. Tanti interventi, spesso sotto-utilizzati e per nulla valutati nella loro efficacia.

Dopo le misure del 2015, dal gennaio di quest’anno è in vigore una nuova forma di sgravio contributivo per favorire l’assunzione stabile dei giovani lavoratori. Ma a quanto ammonta in Italia la spesa per incentivi al lavoro? Come valutarne l’efficacia?

Quindici forme di incentivi

Gli incentivi al lavoro non sono una novità tra gli strumenti di politica economica utilizzati in Italia e all’estero per sostenere l’occupazione. Possono avere natura temporanea oppure stabile, essere circoscritti ad alcune categorie di lavoratori o più generalizzati. Quelli temporanei di solito vengono utilizzati in chiave anticiclica e tendono ad avere platee più ampie; quelli stabili invece tendono a essere concentrati su categorie specifiche, considerate più svantaggiate nel mercato del lavoro anche in condizioni di ciclo più favorevole. Gli incentivi possono poi tradursi in riduzioni del costo del lavoro di carattere previdenziale, nel caso di sgravi contributivi, o di natura fiscale, nel caso di crediti di imposta.

Come emerso anche da una recente ricognizione, il panorama di queste misure in Italia è ampio e variegato. Se guardiamo a quelli diretti a giovani, apprendisti, disoccupati, cassintegrati, giovani genitori, lavoratori che sostituiscono genitori in congedo, donne, disabili, detenuti e altre categorie svantaggiate, ne contiamo circa quindici. Se includiamo poi anche quelli rivolti direttamente al lavoratore (come per il “rientro dei cervelli”) e per l’autoimpiego, arriviamo quasi a venti tipologie di incentivi diversi.

Talmente tanti che, in alcuni casi, non sono neppure conosciuti e utilizzati. Come il bonus di 5mila euro per l’assunzione di genitori sotto i 35 anni: di oltre 50 milioni stanziati, solo 4,7 sono stati utilizzati nel 2015 e 7,4 nel 2016. O come l’incentivo per l’assunzione di tirocinanti extracurriculari: il fondo a disposizione era di 90 milioni, ma l’utilizzo per il 2016 si è fermato a quota 26,7. Altri incentivi sono invece più diffusi, come quelli per gli apprendisti: nel 2015 sono costati più di un miliardo e seicento milioni e l’onere provvisorio per il 2016 supera il miliardo e mezzo.

Eccezione o regola?

Sull’efficacia delle misure la letteratura internazionale presenta risultati diversi. L’aspetto su cui sembra però esserci accordo riguarda l’opportunità di adottare gli strumenti in chiave anti-ciclica, e quindi in via temporanea, nei periodi di recessione. Mentre sul lungo periodo appaiono più efficaci politiche che affrontino i nodi strutturali di un mercato, come la formazione e i servizi per l’incontro di domanda e offerta.

Per quanto riguarda i nodi del mercato italiano, due appaiono i capitoli su cui intervenire: da un lato un rafforzamento della domanda di lavoro, soprattutto di quella più qualificata e meno sostituibile attraverso delocalizzazioni; dall’altro un miglioramento dei meccanismi che consentano un efficace incontro tra domanda e offerta e una adeguata riqualificazione e (ri)allocazione dei lavoratori.

Il primo aspetto richiede un innalzamento del valore aggiunto nelle nostre produzioni e della loro presenza sui mercati internazionali – un obiettivo che è alla base del piano Industria 4.0 e del piano straordinario per l’export varato nel 2015, su cui si iniziano a vedere alcuni risultati positivi.

Il secondo aspetto chiama invece in causa il sistema dei servizi per l’impiego e delle politiche pubbliche, un tema su cui si è intervenuti con alcune misure del Jobs act, ma su cui sono necessari ulteriori sforzi.

Da questo punto di vista l’Italia mostra infatti di avere importanti carenze e alcune distorsioni. Fatta cento la spesa complessiva per le politiche del lavoro, nel nostro paese la quota utilizzata per incentivi si rivela particolarmente alta, anche in periodi non interessati da recessioni (figura 1). Nel 2015, il 13 per cento della spesa era rivolta a incentivi e solo il 2,6 per cento veniva per esempio investito nei servizi per l’impiego. Numeri ben diversi da altri nostri partner europei, dove la maggior parte degli investimenti è rivolta proprio a servizi e formazione.

Nello stesso anno, in Italia, il 73 per cento della spesa complessiva veniva rivolto a politiche assistenziali di supporto al reddito, percentuale simile alla Spagna ma ben al di sopra della Germania, dove si fermava a quota 53 per cento.

Figura 1 – Capitoli di intervento, sul totale della spesa nel mercato del lavoro (Dal grafico è esclusa la spesa in politiche assistenziali)

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Fonte: Eurostat

Allargando lo sguardo ai paesi Ocse, la spesa in incentivi in Italia – in questo caso rapportata al Pil – si conferma particolarmente alta e ben lontana da quella di altre nazioni (figura 2). Un esito analogo riguarda poi il numero di persone interessate dalle misure di incentivazione: nel 2015 circa il 4 per cento della forza lavoro italiana (figura 3).

Figura 2. Spesa pubblica in incentivi, sul Pil

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Fonte: Ocse

Figura 3. Partecipanti ai programmi di incentivi, sulla forza lavoro

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Fonte: Ocse

Una necessaria valutazione di impatto

Un capitolo di spesa così importante, e spesso preferito ad altre forme di intervento, richiederebbe uno sforzo altrettanto considerevole in termini di valutazione di impatto. Purtroppo, finora non esiste in Italia una valutazione sistematica degli effetti dei numerosi incentivi adottati. Neppure un’interrogazione depositata alla Camera dei deputati nel luglio 2017 è riuscita a ottenere dati puntuali su stanziamenti, costi e tiraggio di tutti gli incentivi oggi esistenti. Anche il monitoraggio dell’impatto del Jobs act, che la legge prevede con cadenza almeno annuale, va a rilento: dopo il rapporto del 2 settembre 2016, la Commissione preposta non risulta essere stata neppure riconvocata. Forse, il primo passo per politiche occupazionali efficaci è proprio il miglioramento delle analisi di impatto che dovrebbero accompagnare ogni misura e aiutare nella scelta delle priorità su cui investire nel futuro.

*Irene Tinagli è deputata del Partito democratico

IVAN LAGROSA – Studente di Economic and Social Sciences presso l’Università Bocconi e Visiting Student presso il Centro di Ricerca IGIER (Bocconi), si è laureato con lode in Economia e Commercio all’Università di Torino con una tesi sulla Jobless recovery nel mercato del lavoro statunitense e diplomato, con distinction, al Collegio Carlo Alberto. Ha collaborato con il Quotidiano La Stampa e collabora attualmente con la rivista Quadrante Futuro del Centro di Ricerca “Luigi Einaudi”. È membro del Consiglio direttivo di CEST – Centro per l’Eccellenza e gli Studi Transdisciplinari e co-fondatore del magazine online NEOS.

IRENE TINAGLI – Dopo la laurea in economia presso l’Università Luigi Bocconi, ottiene un PhD in Public Policy alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Consulente per il Dipartimento di Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, è stata ricercatrice e poi assistant professor all’Università Carlos III di Madrid. Ha pubblicato con Einaudi “Talento da Svendere” nel 2008 e con RIzzoli “Un Futuro a Colori” nel 2014. Nel 2013 è stata eletta alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Emilia Romagna.

vivicentro.it/
vivicentro/La giungla degli incentivi all’ occupazione
lavoce.info/Incentivi al lavoro: valutare per spendere meglio (Ivan Lagrosa e Irene Tinagli*)

UFFICIALE – Ex Juve Stabia, Pio Del Prete alla Salernitana

L’ex attaccante della Berretti della Juve Stabia alla Salernitana

Arriva l’ufficialita’, era nell’aria da qualche giorno. L’ex attaccante della Berretti della Juve Stabia, Pio Giuseppe Del Prete, svincolatosi dalle Vespe a dicembre, ha firmato con la Salernitana e prenderà parte al campionato Primavera 2.

Del Prete, autore di una stagione a grandi livelli negli Under 17 delle vespe, ha deciso di terminare il suo rapporto e di intraprendere una nuova avventura.

A bomber Del Prete va un grosso in bocca al lupo.

a cura di Ciro Novellino

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Napoli, Commissione Pari opportunità sui Centri Anti Violenza

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Durante lo svolgimento della riunione presieduta da Francesco Vernetti, sono state illustrate le attività dei cinque centri antiviolenza cittadini.

Simona Marino, la delegata del Sindaco alle Pari Opportunità ha annunciato che, grazie al supporto del Servizio guidato da Pino Imperatore le attività saranno garantite almeno fino a maggio, in attesa dell’approvazione del bilancio

 Evitato lo stop delle attività per i cinque centri antiviolenza cittadini, attivati per la durata di un anno in due Municipalità, nell’ambito del progetto E.R.A. finanziato dalla Regione per realizzare azioni di prevenzione e contrasto della violenza sessuale e di genere verso le donne, sole e/o con figli minori, vittime di violenza e maltrattamenti. Terminata la prima tranche di finanziamento, pari a 600 mila euro, è stata liquidata da Palazzo Santa Lucia la seconda quota di 250 mila euro che, solo grazie all’intervento del Servizio Pari Opportunità, ha reso possibile continuare le attività anche nel 2018.

La mancanza di una clausola di continuità della spesa all’interno del progetto, avrebbe infatti imposto uno stop al finanziamento delle attività, previste per una durata annuale, senza l’emanazione di un nuovo bando. Almeno fino a maggio, invece, non vi sarà alcuna interruzione, auspicando che nel frattempo venga approvato il bilancio di previsione per scongiurarne la successiva chiusura.

Sull’aspetto dei contenuti, invece, Marino ha auspicato per i cinque centri un’uscita dall’isolamento, che svolgono un’importante attività sul territorio e che con il territorio devono dialogare di più, aprendosi ad un lavoro sinergico con le assistenti sociali, le consigliere municipali e le forze dell’ordine. Sul punto, si lavorerà per l’istituzione di una rete formata da tutti i soggetti competenti che sui territori faccia da ponte tra i centri e il tavolo interistituzionale che a livello centrale segue il fenomeno in modo più generale. Un modo, questo, per non disperdere le grandi potenzialità dei centri che hanno accolto e preso in carico nel corso di un anno di attività oltre trecento donne. Per la fase successiva, quella che dopo l’allontanamento della persona e dei suoi figli dal coniuge violento si scontra con la mancanza di un’occupazione e di un’autonomia economica, saranno elaborate e sviluppate le proposte, oggi avanzate dalla consigliera Ulleto (Misto) e condivise dal presidente Vernetti, per l’avvio di collaborazioni strutturate con scuole e realtà imprenditoriali per assicurare occasioni di formazione e successive opportunità lavorative.

Ex Juve Stabia, Sandomenico pronto a lasciare il Siracusa. Questa la sua nuova destinazione

Sandomenico vicinissimo alla Triestina

Salvatore Sandomenico, talentuoso esterno offensivo di propietà della Juve Stabia ma in prestito al Siracusa, sembra essere in procinto di lasciare la città aretusea. A svelare la notizia è stata La Gazzetta dello Sport; secondo il quotidiano rosa l’addio di Sandomenico al Siracusa è ormai cosa fatta.

La nuova destinazione dell’esterno napoletano dovrebbe essere la Triestina, compagine ambiziosa del girone B di Lega Pro.

Per Sandomenico 15 presenze e due reti fino ad ora con la maglia del Siracusa, dopo la scorsa stagione trascorsa con le maglie di Juve Stabia e Viterbese. Con la casacca delle Vespe 19 presenze e quattro gol per Sandomenico, pronto ora a diventare un calciatore della Triestina.

Napoli, Commissione Scuola sulla situazione della scuola Musto-Fedro

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La commissione Scuola, ha discusso con il dirigente del Servizio PRM edifici scolastici Alfonso Ghezzi sulla situazione dell’istituto scolastico Musto-Fedro

Presieduta da Luigi Felaco, oggi, la commissione Scuola, ha discusso con il dirigente del Servizio PRM edifici scolastici Alfonso Ghezzi sulla situazione della scuola Musto – Fedro.

Alfonso Ghezzi ha illustrato l’attuale situazione della scuola, specificando che la procedura di acquisto del suolo dai padri Gesuiti si è conclusa, con la relativa liquidazione della somma. E’ ora in corso una transazione con la vecchia ditta affidataria dei lavori nell’area per svincolare la scuola Musto-Fedro (attualmente completata all’80%) dall’appalto di origine. L’amministrazione comunale è ora in attesa di conoscere la somma che la ditta chiederà a titolo di risarcimento per il tempo – dieci anni – di inattività del cantiere. Serve piuttosto – ha concluso Ghezzi – avviare un ragionamento sulle possibili fonti di finanziamento per il completamento dei lavori: un’ipotesi potrebbe essere il ricorso alle linee di finanziamento nazionale per la riqualificazione energetica degli edifici. Tutto questo passa necessariamente per la chiusura del rapporto con il vecchio affidatario e la messa a bando del nuovo progetto.