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Hamsik: “A Bergamo non so se ci sarò. Lo striscione del San Paolo? Brividi lungo la schiena”

Le sue parole

Marek Hamšík ha parlato ai microfoni di Pravda:

 

Alla fine dell’anno scorso, hai battuto il record di Maradona a Napoli. I tifosi hanno preparato per te un grande striscione allo stadio. Cosa provavi in quei momenti?

Stavo aspettando il 115° gol. Molto è stato scritto al riguardo e tutti si stavano preparando per questo momento. Quando è arrivato, è stato bellissimo. Lo stesso è stato ripetuto quando ho fatto il 116esimo gol nel match con la Sampdoria. Quando i 60 mila spettatori hanno gridato il mio nome al San Paolo, mi sono venuti i brividi dietro la schiena. È qualcosa di irripetibile, lo ricorderò per il resto della mia vita.

Hai ricevuto molte congratulazioni?

Non solo da compagni di squadra o conoscenti. Mi ha fatto piacere che la gente guardasse questo gol e si ricordasse di me.

Vivi a Castel Volturno, ma puoi fermarti tranquillamente a Napoli?

Lì trovo difficile spostarmi, così è stato e lo sarà. Questo non è legato al record, però.

Attraverso i social network hai scambiato parole con Maradona. Ti sei mai incontrato personalmente?

Non ancora, non era il momento. Ma credo che accadrà e potrò passare del tempo con lui. Si è congratulato per il record, sono molto contento, lo apprezzo.

Il Napoli ha segnato più di 100 gol nelle ultime stagioni. Ci sarà un altro record nel 2018?

Queste sono tutte sfide che mi motivano. I record devono essere interrotti prima o poi, quindi è sempre così. Sono contento di averlo superato, ma so che prima o poi ci sarà qualcuno dopo di me.

Stai ancora pensando al tuo futuro con il Napoli, dove sei stato già undici anni?

Non ho alcun dubbio. Da Napoli sicuramente non me ne andrò. Non posso dire cosa accadrà tra un anno o due. Ora mi sto concentrando per ottenere finalmente lo scudetto a Napoli. Questo è il mio obiettivo principale.

La primavera sarà lunga e impegnativa…

Certo, sono d’accordo. Abbiamo avuto una primavera importante l’anno scorso. Avere una sola partita da giocare è una grande occasione. Credo che manterremo questa tendenza e celebreremo lo scudetto.

In autunno hai avuto periodi difficili, ma il tuo finale è stato eccellente…

Per fortuna ne sono uscito. Ho battuto il record, ho iniziato a fare gol, ne ho messi dentro tre uno dietro l’altro.

L’Inter ha perso un po’ di terreno. E i punti. Sei felice?

È importante che il distacco con le altre cominci ad esserci. Non ci sono più squadre vicine nelle prime cinque posizioni. Erano davanti a noi e alla Juventus, ora sono nove o più punti dietro.

Finirete col battere la Juventus, che è in competizione da alcuni anni con voi?

Lo spero. La Juventus è indubbiamente la nostra avversaria più dura, ma non firmo nemmeno per le altre squadre. Ci sono ancora molti punti in gioco

Negli ultimi giorni, sei stato influenzato, ci sarai?

La gola mi fa male. Mi sono perso l’allenamento di martedì, vedremo come si svilupperà il tutto. Non lo so ancora se ci sarò nella partita di domenica.

Guardia di Finanza (RO): Smantellata organizzazione di narcotrafficanti operante nella capitale

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Arrestati 28 soggetti, sequestrati 10 chilogrammi di sostanze stupefacenti, oltre a beni per circa 600.000 euro.

Da questa mattina i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo una misura cautelare voluta dal Tribunale capitolino per 28 soggetti tutti indiziati per associazione a delinquere per traffico di sostanze stupefacenti: 

“Dalle prime luci dell’alba, circa 200 Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo, nelle province di Roma e Latina, una misura cautelare emessa dal Tribunale capitolino su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 28 soggetti, tutti indiziati di appartenere a un’articolata associazione per delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti, con base operativa nel quartiere di San Lorenzo. I provvedimenti in esecuzione scaturiscono da una minuziosa attività investigativa, protrattasi per oltre un anno e condotta dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata – anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali nonché servizi dinamici sul territorio, all’esito dei quali è stata accertata l’operatività, nella Capitale, di due sodalizi, i cui membri si sono resi responsabili di gravi condotte di narcotraffico. Le indagini hanno avuto origine dalla nota operazione “DRUSO-EXTRA FINES” che, il 4 ottobre scorso, ha portato all’arresto – nel Lazio, in Sicilia, in Lombardia, in Piemonte, in Emilia Romagna e in Germania – di 37 appartenenti al clan gelese RINZIVILLO, oltre al sequestro di beni e società per circa 11 milioni di euro. In quel contesto, i militari del G.I.C.O. di Roma avevano rilevato l’esistenza di contatti tra il noto boss di “Cosa nostra”, Salvatore RINZIVILLO, e un pluri-pregiudicato romano, Maurizio PASQUETTO (classe ‘60), relativi a comuni affari illeciti nel settore del traffico di droga. Le investigazioni avviate sul conto di quest’ultimo, gravato da numerosi precedenti specifici, hanno evidenziato come egli si collocasse al vertice di un autonomo contesto delinquenziale, sistematicamente dedito al commercio di ingenti partite di stupefacenti, per lo più cocaina e marijuana. Coadiuvato dal fidato collaboratore Bruno REALI (classe ‘62, anch’egli gravato da numerosi precedenti di polizia), “magazziniere” delle partite di droga e “cassiere” del gruppo, il PASQUETTO ha operato al centro di una fitta rete di collegamenti criminali che lo hanno visto relazionarsi, di volta in volta, per finalità connesse al reperimento dello stupefacente, con altre consorterie operanti nella Capitale, in primis con i “gruppi” facenti capo a Giovanni LA RACCA (classe ‘59, pluripregiudicato) e a Nicholas CIANFROCCA (classe ’90, incensurato).
Peraltro, il PASQUETTO aveva costituito, presso la propria abitazione nel quartiere di San Lorenzo, nota zona della movida romana, un vero e proprio “supermarket” della droga, aperto 24 ore su 24, in cui era possibile acquistare qualunque tipo di sostanza stupefacente, anche consumandola direttamente, al riparo da occhi indiscreti e, soprattutto, da eventuali controlli delle forze dell’ordine. Le indagini permettevano, poi, l’individuazione di un ulteriore sodalizio criminale, in contatto con la consorteria riferibile a PASQUETTO allo scopo di rifornirsi da quest’ultima di droga, da smerciare in tutta la Regione. Il vertice di questa associazione per delinquere è risultato essere il pregiudicato Gennaro AMATO (classe ‘60), il quale, nonostante si trovasse agli arresti domiciliari presso una comunità terapeutica residenziale in provincia di Roma, continuava a gestire, attraverso il suo alter ego Alessandro CONTÌ (classe ‘80), un florido traffico di cocaina e marijuana. I Finanzieri hanno scoperto che l’AMATO aveva reinvestito i proventi delle sue attività illecite nell’acquisizione, di fatto, di due società di capitali operanti nel settore del noleggio di autovetture di lusso, le cui cariche societarie e amministrative erano state formalmente attribuite a due “prestanome” allo scopo di eludere le disposizioni di legge in tema di misure di prevenzione patrimoniale.

Il G.I.P del Tribunale di Roma ha disposto: ” il sequestro preventivo del capitale sociale e del compendio aziendale delle due imprese, per un valore di circa 600.000 euro. Oltre alle misure cautelari oggi in esecuzione – per 20 soggetti in carcere e per i restanti 8 agli arresti domiciliari – nel corso delle indagini le Fiamme Gialle avevano arrestato altre 3 persone in flagranza di reato e sequestrato circa 5,5 chilogrammi di cocaina e 6 chilogrammi di marijuana”.

 

Fonte: Comunicato Gdf

Napoli, il Sassuolo ha individuato il sostituto di Politano

La trattativa potrebbe svoltare

Continua la ricerca di un esterno d’attacco da parte del Napoli. Mister Sarri ha bisogno di valide alternative per poter essere competitivo sia in campionato che in Europa League.

I nomi più quotati al momento, dopo il rifiuto di Verdi, sono quelli di DeulofeuPolitano. Lo spagnolo stuzzica Sarri per la sua velocità e abilità nel dribbling. Il Barcellona non lo ha convocato per la gara di Coppa del Re contro l’Espanyol relagandolo definitivamente ai margini del progetto e in Spagna si dice che i blaugrana vogliano liberarsene a tutti i costi. Il calciatore, però, non è del tutto convinto di questa soluzione, infatti, nell’anno dei Mondiali in Russia vorrebbe avere la possibilità di giocare titolare e sfruttare le sue chanches. A Napoli sarebbe impresa ardua intaccare il piccolo trio.

Per non farsi trovare impreparato in caso di fallimento della trattativa, il Napoli è al lavoro su più fronti. Secondo quanto riportato da Il Corriere del Mezzogiorno, continua insistente il pressing su Politano, considerato incedibile dal Sassuolo. Ieri, l’entourage del calciatore ha incontrato il club che gli ha ribadito la volontà di non cederlo a gennaio. Nel frattempo, la società del patron Squinzi sembra aver già trovato il suo sostituto: si tratta di D’Alessandro del Benevento.

Guardia di Finanza (NA): Arrestati a Cardito 3 contrabbandieri di sigarette, sequestrati 295 kg in un’abitazione

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Le fiamme gialle del Gruppo di Afragola hanno arrestato 3 contrabbandieri in Cardito (NA) sorpresi mentre stoccavano all’interno di un’abitazione kg 295 di t.l.e di provenienza ucraina.

Il Comando Provinciale di Napoli ha iniziato un’operazione di controllo intensificato per contrastare il fenomeno del contrabbando. I Finanzieri di Afragola hanno identificato un’appartamento di Cardito (NA) all’interno del quale si praticava proprio l’attività di contrabbando: venivano stoccate le sigarette che, come scoperto dalle fiamme gialle, venivano poi sistemate su scaffalature. L’intervento delle forze dell’ordine ha fatto si che si scoprissero 3 persone in flagranza di reato, proprio nell’atto di sistemare dei colli contenenti tabacchi di provenienza ucraina:

“NEL QUADRO DELL’INTENSIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ DI PREVENZIONE GENERALE E DI CONTROLLO ECONOMICO DEL TERRITORIO, CON PARTICOLARE ATTENZIONE ALLA RECRUDESCENZA DEL CONTRABBANDO DI TABACCHI LAVORATI ESTERI, IL COMANDO PROVINCIALE NAPOLI HA DISPOSTO UNA CAPILLARE INTENSIFICAZIONE DEI SERVIZI DI CONTRASTO ATTUATI SULL’INTERO TERRITORIO PROVINCIALE. IN TALE CONTESTO, I FINANZIERI APPARTENENTI AL GRUPPO DI AFRAGOLA, AL TERMINE DI UN’ATTIVITÀ INFO-INVESTIGATIVA NELLO SPECIFICO COMPARTO, HANNO INDIVIDUATO UN APPARTAMENTO IN CARDITO (NA) ALL’INTERNO DEL QUALE VENIVANO STOCCATE SIGARETTE DI CONTRABBANDO. L’INTERVENTO DELLE FIAMME GIALLE CONSENTIVA DI SCOPRIRE 3 PERSONE, IN FLAGRANZA DI REATO, INTENTE A SISTEMARE DEI COLLI CONTENENTI TABACCHI DI PROVENIENZA UCRAINA ALL’INTERNO DI ARMADI E SCAFFALATURE PRESENTI NELL’ABITAZIONE.

Un ulteriore perquisizione ha permetto di recuperare 295 kg di tabacco lavorato all’estero e di arrestare i 3 responsabili, tutti di nazionalità italiana. L’attività investigativa svolta dal Comando di Afragola ha posto sotto sequestro circa una tonnellata di sigarette di contrabbando e 12 responsabili nonché altri 34 alle autorità competenti:

“LA SUCCESSIVA PERQUISIZIONE DEI LOCALI PERMETTEVA AGLI OPERANTI DI SEQUESTRARE, COMPLESSIVAMENTE, KG 295 DI TABACCHI LAVORATI ESTERI E DI ARRESTARE I 3 RESPONSABILI, TUTTI CITTADINI ITALIANI, CHE VENIVANO POSTI A DISPOSIZIONE DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA COMPETENTE. QUEST’ULTIMA, DOPO L’UDIENZA DI CONVALIDA, CONDANNAVA GLI STESSI ALLA MISURA CAUTELARE DELL’OBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G.. L’ATTIVITÀ ESEGUITA TESTIMONIA IL COSTANTE PRESIDIO ESERCITATO DAL CORPO SUL TERRITORIO A SALVAGUARDIA DELLE LEGGI ED A CONTRASTO DI UN FENOMENO CONNOTATO DA FORTE PERICOLOSITÀ SOCIALE. IN PARTICOLARE, NEL CORSO DELL’ANNO 2017, IL GRUPPO DI AFRAGOLA, NELL’ATTIVITÀ DI CONTRASTO AL FENOMENTO IN PAROLA, ATTRAVERSO IL MONITORAGGIO DELLE AREE GEOGRAFICHE RICADENTI NELLA PROPRIA CIRCOSCRIZIONE DI SERVIZIO, HA SOTTOPOSTO A SEQUESTRO, COMPLESSIVAMENTE, QUASI UNA TONNELLATA DI SIGARETTE DI CONTRABBANDO, TRAENDO IN ARRESTO 12 RESPONSABILI E DENUNCIANDONE ALTRI 34 ALL’A.G. COMPETENTE”.
Fonte: Sala Stampa GDF

Napoli, Savoldi sta con Verdi: “La felicità non dipende dai soldi”

“Quello che conta è ciò che senti dentro”

Anche Beppe Savoldi, ex attaccante del Napoli, così come Roberto Mancini, ha parlato e difeso la scelta di Simone Verdi di rimanere a Bologna e di non cedere alle lusinghe del club di Aurelio De Laurentiis.

Ecco quanto ha dichiarato:
“A differenza di Verdi io al Napoli andai volentieri. Me lo chiesero i dirigenti del Bologna ed io risposi subito di si, senza pensarci tanto, anche perchè era una grande occasione che non potevo perdere. E che non voleva perdere neanche il Bologna. A quell’epoca il cartellino del giocatore apparteneva alla società che aveva il suo destino tra le mani. Poi è verso che se uno proprio non voleva andare in una squadra, avrebbe dovuto parlare con il presidente. Ma non era il mio caso, tutte le parti in causa avevano l’interesse di chiudere questo affare. C’erano in ballo tanti soldi, ricordo che la contropartita era quasi di un miliardo e mezzo più la metà di Rampanti e Clerici. In tutto sui due miliardi delle vecchie lire. Ma tenete anche conto che potevo passare da una squadra di metà classifica come il Bologna a una come il Napoli che lottava per vincere lo scudetto. Ora per Verdi non sarebbe stato così. Io faccio un altro discorso, Verdi a Napoli non avrebbe avuto un posto fisso, e non vorrei che questa consapevolezza abbia rappresentato un freno per il ragazzo. Chi giudica il suo comportamento commette un grosso errore, Verdi avrà preso questa decisione dopo aver valutato tutti i pro e i contro. E dico di più, questa scelta l’ha fatta di sicuro nel proprio interesse. Bravo com’è, potrebbe anche prendere più soldi a luglio, perchè state sicuri che le grandi squadre continueranno a stargli addosso. Alla luce del fatto che rimanendo a Bologna potrà giocare tutte le partite. Perchè giocare è importante. fondamentale, io a Napoli andai essendo sicuro di fare il titolare. Penso che abbia messo in conto il fatto di poter dimostrare a Bologna quello che vale, sapendo che continuando a giocare come ha fatto fin qua a luglio potrebbe arrivare per lui anche una squadra più forte del Napoli. E che gli offre anche più soldi di quelli che gli ha offerto il Napoli oggi. Conoscendolo sapeva che avrebbe potuto avere pochi spazi da qui alla fine del campionato e che di conseguenza era consigliabile restare a Bologna, dove sicuramente continuerà ad essere un protagonista. Penso che la felicità è importante e non la si può trovare da chi ti paga di più. La felicità non dipende dai soldi che hai ma da quello che senti dentro. E come fai a dire che Verdi ha sbagliato se per lui la felicità, almeno per il momento, l’avverte vivendo a Bologna e giocando nel Bologna”.

TEMPI CONTRARI PER LE CRIPTOVALUTE, CROLLO DEL BITCOIN

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Di Virginia Murru

 

La diffidenza verso le ‘criptovalute’ dilaga, la Cina ne sta vietando il trading centralizzato, ma il muro alzato sugli scambi arriva anche dalla Corea del Sud, e in Europa,  da Germania e Francia. Il bitcoin è sotto i 12 mila dollari, secondo l’Agenzia Reuters, c’è un affondo pari al 18% (martedì 16 gennaio, valore minimo del 2018, dopo un anno al galoppo che sembrava inarrestabile).

E’ stato quindi il bando sentenziato sugli scambi che ha innescato panico e timore ‘di un più ampio giro di vite regolatorio’. Il 16 gennaio scorso è già stato definito il ‘martedì nero del bitcoin’.

L’impetuosa corsa alle vendite turbina nel mercato di tutte le criptovalute, delle quali, Ethereum è in calo del 23%, e Ripple del 33%. Il sito sudcoreano ‘Yonhap’, riporta le dichiarazioni rilasciate ad una radio locale dal ministro delle Finanze Kim Dong-yeon, il quale sostiene in sintesi che verranno adottate una serie di misure per arginare la corsa irrazionale e sfrenata agli investimenti in criptovalute.

Ma anche la Cina ha contribuito ad assestare colpi pesanti al bitcoin. Sempre secondo  la nota di Reuters, ai vertici della Banca Centrale (su direttiva del  vice Governatore Pan Gongsheng), avrebbero deciso di vietare il trading centralizzato delle criptovalute. Ossia quello che passa attraverso le piattaforme ‘Coinbase o Kraken’, canali privilegiati per lo scambio. Anche se per gli irriducibili gli scambi avvengono su canali alternativi.

Intanto, la Corea del Sud, intende bandire gli scambi di valuta virtuale, almeno per ora quelli che non sono stati ancora finalizzati, ma è in programma una disciplina di carattere giuridico per la regolamentazione del mercato. Tutte  notizie che corrono sul web e che non contribuiscono ad un rialzo della fiducia, e infatti il bitcoin sta rilevando un crollo di notevoli proporzioni, dato che sulla piattaforma Bitstamp (Lussemburgo), è andato giù fino a 11.200 dollari. Di questo passo la sopravvivenza diventa critica.

Ma la criptovaluta, in termini razionali, che cos’è in realtà?

E’ certamente un’espressione dell’era digitale, in primis.

Dunque una moneta ‘paritaria’, decentralizzata (e digitale), queste le caratteristiche più singolari, il cui ‘volume’ d’implementazione è basato sulla crittografia, quando si tratta di rendere valide le transazioni e per la generazione. Ma una vera e propria definizione sfugge e tutte le leggi della finanza in questo ambito, dato che,  in ogni caso, è difficile legittimarla al pari di una moneta con corso legale. Trasponendo in un’asse di confronto le due ‘unità di conto’ – la moneta reale e quella virtuale – si può arrivare a qualche stentata conclusione, per ovvie ragioni.

La moneta reale è certamente il mezzo di scambio per eccellenza, e ‘riserva di valore’, poiché è intrinseca la capacità di mantenere nel tempo il valore e quindi d’essere utilizzata nel futuro senza rischi di ‘deterioramento. La moneta reale porta  in sé un ‘potere liberatorio’ in quanto mezzo di pagamento, dato che, nel momento in cui l’acquirente versa il corrispettivo del bene acquistato mediante il controvalore (in moneta appunto), viene meno ogni onere che grava su di lui, dato che  si estingue così il debito.

La moneta reale è un’unità di conto, per via delle caratteristiche che storicamente le sono state attribuite, ossia rappresenta un metro comune per misurarne il valore, cosa che si verifica regolarmente con le transazioni  commerciali. Ed è la prerogativa storicamente più datata nel tempo, basta pensare agli scambi delle Civiltà più evolute nel Mediterraneo di ormai 5 mila anni or sono, che incidevano su tavolette di argilla il valore relativo allo scambio dei beni, il più elementare negozio giuridico nel quale i protagonisti erano l’acquirente e il venditore. E’ implicito che, a garanzia del legittimo uso della moneta reale, vi siano organismi di carattere economico-giuridico-finanziario (di espressione politica) che investano la moneta stessa di potere liberatorio nella conclusione di una transazione.

Alla criptovaluta (bitcoin o altre con funzioni simili), non vengono riconosciute le stesse prerogative della moneta reale. Secondo gli esperti, il bitcoin finisce per essere volatile in quanto (secondo un’analisi de Il Sole 24 ore), l’offerta finale del numero di bitcoin è definita, ossia il valore varia a seconda degli umori della domanda. La conclusione alla quale si perviene è che in un simile contesto, la ‘criptovaluta’ non si può definire ‘unità di conto’, poiché si comporta come un metro  la cui capacità di misura si dilata o si restringe nel tempo. Pertanto non è un mezzo idoneo virtuoso che può essere usato nella contabilizzazione.

Nel panorama poco edificante delle criptovalute, negli ultimi giorni, troviamo anche paesi europei che mettono le mani  avanti e prendono misure adeguate a difendere i risparmiatori dai rischi di  perdite ingenti, come sta accadendo in Francia e in Germania.

E’ stato infatti  Macron a mettere in discussione il bitcoin, decidendo di portare all’attenzione del G20 questo tema attuale e ormai scottante, sempre con l’obiettivo di tutelare i risparmiatori. Ma non solo. Sempre in Francia è di prossima istituzione un ‘Osservatorio Nazionale sulle Criptovalute’, considerate ormai una potente insidia per la società.

Le Maire, ministro dell’Economia, ha recentemente dichiarato che è in via di definizione la nomina di una Commissione, guidata da Jean Pierre Landau (ex Governatore della Banca di Francia), che avrà la funzione di argine sui rischi derivanti dalle speculazioni nell’ambito delle criptovalute in generale e del bitcoin in particolare. Landau è sempre stato un nemico dichiarato del bitcoin, e non ne ha mai fatto mistero, pare li abbia definiti ‘i tulipani del XXI secolo’, rimando alla speculazione del 2014.

L’avversione sta diventando un tam tam generale, e anche dal versante tedesco della Bundesbank le riserve sono tante. Secondo i vertici della Banca Centrale, sarà inutile lottare all’interno dei propri confini nazionali se non si realizzerà una disciplina di coordinamento giuridico internazionale in grado di ostacolare le speculazioni e tutelare i risparmiatori.

Si annunciano insomma tempi duri per le criptovalute;  le sue ‘regole’ quasi imponderabili sui mercati virtuali, dovranno passare ora attraverso i cingoli delle ferme opposizioni politiche, quasi un morso del cobra per chi fino ad ora ha lucrato in questo ambito. Certamente imprevisto, non in modo così severo, dopo un anno di boom esplosivo, in un mercato in cui vere e proprie regole non ne  esistono, forse anche questa è stata la ragione del successo, basato sull’azzardo e il brivido del rischio.

Quando in questi panorami virtuali s’insinua la disciplina della Legge, si è obbligati a procedere su strade ferrate, non su quelle fissate nei transiti irrazionali, dove c’è spazio per illeciti e trasgressioni.

 

 

Positano, aggressione babygang Sorrento: Davide inizia a parlare

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Davide inizia a parlare,dopo l’aggressione della babygang a Sorrento. I genitori dicono: “Siamo in attesa della completa guarigione, poi agiremo!”

Dopo l’aggressione avvenuta a Sorrento la scorsa settimana, uno dei due ragazzi pestati, Davide, finalmente ha iniziato a parlare; ha ancora le idee confuse il ragazzo e non ha fatto riferimento agli episodi di violenza della babygang e dei 7 ragazzi che improvvisamente lo hanno aggredito insieme al suo amico. Ricoverato da quella notte all’Umberto I di Nocera adesso sta iniziando a riprendersi.

I genitori non hanno intenzione di lasciare incompiuto il gesto, ma aspettano la guarigione del ragazzo, prima di procedere legalmente: “Siamo in attesa della completa guarigione di nostro figlio – dicono i genitori -, poi agiremo, intanto in vicende così gravi si procede d’ufficio ed infatti i carabinieri si stanno impegnando e stanno facendo le loro indagini. Spero che si trovino i colpevoli, anche per evitare che questo succeda ad altri. Ovviamente in quelle condizioni mio figlio era in stato confusionale e non in grado di parlare, solo ora comincia a sbloccarsi la mascella, prioritario è il suo stato di salute, poi faremo tutto quello che dobbiamo fare”.

Gazzetta – il Napoli prepara 15 milioni più contropartita per convincere il Sassuolo

Si allontana Lucas Moura

Il Napoli non molla Politano. Alla ricerca dell’esterno offensivo da regalare a Maurizio Sarri al fine di incrementare le possibilità di turn over e le alternative al suo scacchiere, Cristiano Giuntoli è al lavoro per accontentare il suo tecnico.

Angelozzi, direttore sportivo del club neroverde, si è detto categorico nel rifiuto alla cessione del suo numero 16. Tuttavia, il club partenopeo non è poi così convinto di questa presa di posizione e prepara un nuovo attacco.
Secondo l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, gli azzurri avrebbero offerto 15 milioni di euro. Il Sassuolo, però, resiste e Giuntoli pensa a come far tentennare gli emiliani: il club del patron Squinzi è alla ricerca di un difensore centrale dopo l’addio di Paolo Cannavaro e il Napoli potrebbe inserire nella trattativa anche Nikola Maksimovic, calciatore che piace molto al Sassuolo. Sul serbo, però, ci sono anche Spartak Mosca e Saint Etienne.

Intanto si allontana Lucas Moura. Il calciatore piace molto a Sarri, ma il suo ingaggio non rientra nei parametri fissati dal Napoli e, in più il brasiliano vorrebbe garanzie sul suo utilizzo da titolare.

Siracusa-Rende: il match che vale il quarto posto

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Serie Serie C Girone C – 22ª giornata

Sabato 20 Gennaio ore 20:30

Stadio Nicola De Simone 2017/2018

Siracusa-Rende

Il Match di sabato 20 Gennaio regalerà sicuramente grandi emozioni visto il premio in palio. Siracusa e Rende si sfideranno sino alla fine; la prima per conservare il quarto posto, la seconda per rubarlo.

Il Siracusa infatti è stanziato da mesi al quarto posto con 32 punti, reduce però da una sconfitta e tre pareggi; mentre il Rende, con 31 punti in classifica, proviene da due vittorie.

La squadra degli aretusei nelle ultime partite non ha visto grandi momenti di gloria, forse artefice di ciò, la stanchezza accumulata per la grande prestazione degli azzurri nella prima parte  di campionato.

Subito dietro al Rende con gli stessi punti (31) si trova anche il Matera, in lista per strappare il quarto posto alle due squadre dinanzi, in caso di vittoria contro il Cosenza.

In caso di vittoria del Cosenza e della Virtus Francavilla, per il momento a 29 punti, potrebbero raggiungere il Siracusa portandosi a 32 punti in classifica.

La partita di ritorno, a Rende, vide gli aretusei vincere 0-1 con un goal di Mancino al 47′ la seconda giornata di campionato, il 9 Settembre 2017. Dopo un tentativo di Scardina nei primi minuti, la partita  sembrava quasi congelata e ferma allo 0-0 (qui articolo Rende-Siracusa: il tiro mancino di Re Mancino), ma dopo un’azione fulminea del giocatore aretuseo, il Siracusa si portò in vantaggio e portò a casa i primi tre punti della stagione.

Sarà una ventiduesima giornata ricca di emozioni, dove ogni vittoria potrebbe capovolgere la classifica dal quarto posto in poi.

 

 

Napoli, senti Mancini: “Verdi ha fatto bene a rifiutare”

“I  treni passano ogni cinque minuti”

Roberto Mancini, ex allenatore dell’Inter, ha parlato al Corriere di Bologna analizzando la scelta fatta da Verdi di rifiutare il trasferimento al Napoli.

L’ex attaccante della Sampdoria ha preso le difese del numero 9 del Bologna. Ecco quanto ha dichiarato: “Io sto con Verdi, ho fatto come lui. Figuratevi se non lo capisco. Mi volevano tante squadre, ma alla Sampdoria ero felice e la felicità non ha prezzo. E mi creda, a distanza di tanto tempo non me ne sono mai pentito, perchè il cuore devi sempre ascoltarlo, non tradisce mai. Quella era una Samp che nessuno voleva mai lasciare. Quando ti diverti e ti senti a casa non devi cambiare. Nonostante Verdi conoscesse Sarri, per lui sarebbe stata una squadra nuova. E poi, torniamo sempre allo stesso discorso, un ragazzo per giocare bene deve essere felice e se Verdi ha capito che non lo sarebbe stato, dico che a questo punto ha fatto la scelta giusta. Tanto è rimasto in una squadra molto importante che ha un grande passato ed un grande fascino, e che alle spalle ha un presidente che vuole farla tornare con il tempo a livelli di eccellenza. E’ una questione di punti di vista, io credo che il Bologna non viva nell’anonimato nè nella mediocrità. Devo dire che sarebbe molto bello se il Bologna e Verdi crescessero insieme. Quando sei bravo i treni passano ogni cinque minuti e Verdi è uno bravo, avendo un grande talento. Si goda Bologna e Bologna si goda Verdi, sarà bello per tutti e due. E lasciate che gli altri dicano”.

Campania in musica: via al Napoli Jazz Winter con Flavio Boltro BBB trio

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Via al Napoli Jazz Winter con il primo concerto il 19 gennaio:  a salire sul palco Flavio Boltro BBB trio.

Mercoledì 17 gennaio, nella splendida cornice della Domus Ars – il cui Centro è ospitato all’interno della bellissima chiesa di San Francesco delle Monache sita a pochi passi da piazza del Gesù a Napoli – si terrà la conferenza stampa di presentazione del Napoli Jazz Winter 2018″.(Fonte: Magazine Pragma).

La rassegna Jazz organizzata dall’Associazione Culturale Napoli Jazz Club coinvolgerà tutti i Comuni come Pozzuoli, Somma Vesuviana e Napoli all’interno di otto concerti in sei differenti location che si terranno in due sessioni:  la prima serie di esibizioni inizieranno il prossimo 19 gennaio e si chiuderanno il 6 aprile. Sul palco: “L’alternanza di artisti italiani e stranieri evidenzia il respiro internazionale di questa dodicesima edizione, – ha dichiarato il direttore artistico, Michele Solipano – progetti musicali di diverso profilo testimonieranno la varietà stilistica che caratterizza la scena jazzistica contemporanea”.

L’edizione inizierà con lo show di effetti elettronici e jazz dal retrogusto swing con il concerto di Flavio Boltro BBB trio, al cinema Hart di Napoli.

 

Torre del Greco- Episodi di messe nere, furto di ostie nella chiesa di Postiglione

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Ennesimo caso di messe nere a Torre del Greco, solo un mese fa l’invocazione di Satana nella cappella Maresca.

Soltanto il mese scorso sempre a Torre del Greco nella chiesetta dell’ospedale Maresca di Torre del Greco si era verificato un caso di satanismo con tanto di messe nere e con una cerimonia con piattini neri e mezze candele sistemate davanti all’altare. Questa volta al centro dell’attenzione c’è la parrocchia di San Vincenzo a Postiglione, a ridosso del rione Mortelle di via Litoranea: da qui sono state portate via – al termine della messa delle 18 – le ostie benedette custodite nella pisside sacra contenuta nel tabernacolo. Il consigliere Regionale e membro della Commissione sanità Borrelli per lo scenario macabro della cappella Maresca disse: “Episodio inquietante, va fatta chiarezza sull’accaduto individuando i responsabili per evitare che si ripeta”.

Fonte:Metropolis

Sassuolo, il ds Angelozzi è categorico: “Politano non si muove!”

“Questa è la politica adottata dal Sassuolo da sempre”

Il Sassuolo alza il muro. Matteo Politano, esterno neroverde, è entrato nell’orbita Napoli, tra i desideri del ds Giuntoli, per regalare a Maurizio Sarri quel calciatore che possa permettergli di far rifiatare a turno i suoi attaccanti fornendo un’alternativa valida.

Non è dello stesso parere Angelozzi, direttore sportivo del club emiliano che ha parlato al quotidiano Il Corriere dello Sport” “La nostra filosofia è quella di non privarci dei giocatori migliori a gennaio: è una linea guida consolidata. Abbiamo accontentato Gazzola, che è di Parma ed è rientrato a casa, ma per il resto non si muove nessuno”.
Politano compreso. E’ una questione di offerte: “Assolutamente no.  Lasciamo stare ogni tipo di considerazione: la storia è che il Sassuolo non cede. Punto”.

Napoli, preso Vinicius Morais. Ecco perchè…

Oggi le visite mediche a Villa Stuart

Colpo a sorpresa quello concluso nella serata di ieri dal ds del Napoli Cristiano Giuntoli. Secondo quanto riportato da Il Mattino nell’edizione odierna, l’acquisto di Vinicius Morais è avvenuto in gran segreto grazie alle doti di scouting del direttore sportivo partenopeo.

L’attaccante brasiliano sosterrà oggi le visite mediche a Villa Stuart a Roma. Tuttavia, c’è una certa curiosità per quanto riguarda il suo ingaggio di cui non si era mai parlato. L’acquisto del classe 1995 è sicuramente stato concluso in chiave futura. Il brasiliano arriva dal Real Sport Clube, squadra della Serie B portoghese.

Il giovane brasiliano è una prima punta di peso, alto 190 cm: vanta 11 gol in 20 presenze nella Ledman Liga Pro, la seconda divisione in Portogallo. Bottino che tutta via non è riuscito a risollevare le sorti del Real SC, ultimo in classifica. Morais, nato a Rio de Janeiro e cresciuto calcisticamente nel Gremio Esportivo Anapolis, è un investimento per il futuro, dovendo confrontarsi ad una realtà del tutto nuova.

Falò di S.Antonio: sassi contro le forze dell’ordine, emerge anche la ‘quota rosa’delle babygang

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Sassi e bottiglie contro le forze dell’ordine a S.Antonio, nelle risse coinvolte anche delle ragazze minorenni.

Episodi di violenza delle babygang sono legati anche agli ultimissimi fatti di aggressione ai danni delle forze dell’ordine verificatisi in concomitanza con la festa di S. Antonio Abate svoltasi ieri sera. La Polizia, in regolare servizio, in occasione dell’accensione del falò che sugellano l’antica tradizione di S.Antonio Abate, è stata aggredita a Piazza Sanità con sassi ed altri oggetti. La medesima situazione è stata segnalata in Piazza Mercato dove un carabiniere per rincorrere un ragazzino è scivolato e si è procurato contusioni (è stato medicato nel Loreto Mare).

Con i fatti di violenza che si sono verificati si apre anche uno scenario nuovo; emerge la ‘quota rosa’ delle baby gang, coinvolte nelle risse folli anche delle ragazzine, infatti, come riportato sul Mattino: “Non poteva mancare una ragazza, una tipa di 17 anni e che ora si trova a rispondere di lesioni nei confronti di un’altra coetanea: la 17enne è stata interrogata pochi giorni fa dal pm minorile che indaga su episodi legati al branco. Incensurata, non ancora maggiorenne, espressione di una famiglia estranea a fatti criminali, destinata a sostenere un probabile processo per aver ferito una coetanea. Avrebbe spinto e picchiato un’altra ragazza, al termine di una mattinata trascorsa sulle scale della Circumvesuviana di San Giovanni, scandita da offese e tentativi di sgambetto ai danni di studenti e ragazzi del posto“.

Le autorità delle forze dell’ordine in merito agli episodi sono intervenuti chiedendo la regolamentazione della tradizione dei falo: ‘É necessario regolamentare i ‘fuocarazzi’, dare spazio alla tradizione ma dire no alla guerriglia” dice il presidente della II Municipalità Francesco Chirico mentre Gianfranco Wurzburger, presidente Associazione gioventù cattolica, il quale sottolinea: ”Si potevano fare falò in sicurezza e rispettare le divise. C’è molto da lavorare”.

Napoli, Giuntoli parlerà con l’agente di Deulofeu per chiudere l’operazione

“L’obiettivo è chiudere a cifre più basse”

Sfumato l’affare Verdi, il Napoli punta dritto verso Deulofeu. E’ diventato il suo il nome più caldo di queste ultime ore. Il Barcellona è disposto a lasciar partire l’esterno, mettendolo ufficialmente sul mercato escludendolo dai convocati dell’ultima partita giocata contro l’Espanyol in Coppa del Re.

Giuntoli è al lavoro per cercare la soluzione migliore che possa soddisfare entrambe le parti e che possa permettere al Napoli di chiudere l’affare senza spendere cifre esorbitanti.
Ecco quanto scrive Il Mattino:
“Napoli in questo momento è una piazza importante ma non è una squadra che gli garantirebbe il posto da titolare perchè lo spagnolo partirebbe alle spalle di MertensInsigneCallejon. E c’è da trovare l’accordo con il Barcellona: il club catalano vuole venderlo e accetterebbe al massimo il prestito con obbligo di riscatto, con un’operazione globale da 20 milioni di euro, pari cioè alla clausola rescissoria. Il Napoli, invece, vuole chiudere a una cifra più bassa (al massimo 18 milioni bonus compresi). Poi ci sarebbe da perfezionare l’intesa con il calciatore, possibile con un ingaggio di due milioni a stagione per 5 anni. Il direttore sportivo Giuntoli ne riparlerà con il suo agente Gines Carvajal, dopo i contatti già avviati la scorsa settimana”.

Napoli, denunciati due aggressori della babygang che ha aggredito Ciro

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La Polizia di Stato denuncia due degli aggressori che hanno colpito Ciro, ennesima vittima di una babygang.

La Polizia di Stato ha denunciato due dei ragazzini appartenenti alla baby gang che alle 09:30 di domenica scorsa, quando Ciro si ritirava da una partita di calcetto, immotivatamente lo ha aggredito procurandogli la rottura del setto nasale. Diversi sono stati gli interventi da parte delle istituzioni, non solo verbali, come il dibattito acceso tra forze politiche opposte, ma anche la presenza alla manifestazione contro la violenza delle baby gang  stesse.

Ciro, la vittima, ha raccontato alle forze dell’ordine di essere stato avvicinato da un gruppo di ragazzini tra i 16 ed i 18 anni che non conosceva: hanno iniziato ad offenderlo e poi, immotivatamente, a colpirlo fino a rompergli il setto nasale.

La parola alle istituzioni– Proprio alla luce dei fatti di violenza dei minori su altri minori, che si sono avvicendati negli ultimi tempi, il Ministro degli Interni Minniti ha disposto una serie di iniziative volte ad arginare il problema di questa violenza crescente da parte dei più piccoli: “Non dico che le baby gang siano terroristi, ma usano metodiche di carattere terroristico: quella di colpire perché si è casualmente in un posto. Abbiamo un’assimilazione di metodiche tipiche di altre attività criminali. C’è una violenza nichilista che non ha alcun rispetto per il valore della vita, ed è ancora più drammatico se impatta con dei giovanissimi” . Queste sono le parole del responsabile del Viminale, che inoltre aggiunge: Possiamo dire di essere sulla buona strada o di aver già individuato i responsabili delle violenze inaccettabili di questi giorni a Napoli. Questo grazie all’aumento dell’efficienza dei mezzi di contrasto, in particolare la videosorveglianza”,inoltre aggiunge: “A Napoli verranno inviate 100 unità destinate al controllo di quelle zone maggiormente frequentate dai giovani, ha annunciato Minniti. “Non consentiremo alle baby gang di cambiare le abitudini dei giovani napoletani“.

Koulibaly: “Vogliamo arrivare fino in fondo. Io rimarrei a vita a Napoli”

“L’Europa League è un nostro obiettivo: vogliamo vincerla”

Kalidou Koulibaly, difensore del Napoli, ha parlato in una lunga intervista al quotidiano La Gazzetta dello Sport, lanciando segnali forti alla Juventus ed elogiando il popolo napoletano.

Che momento è questo della sua carriera?
“Dei migliori, sicuramente. Ad oggi, sono cresciuto tanto. Quando sono arrivato in Italia ho avuto bisogno di un anno di ambientamento, che non è stato semplice. Poi mi sono detto che me la sarei dovuta meritare questa grande squadra e ho cominciato a lavorare intensamente. Adesso, sto capitalizzando gli sforzi e i miei sacrifici. Di certo, non mi fermerò qui”.

Lo sa, di lei si dice che sia il nuovo Thuram: condivide l’accostamento?
“Mi fa molto piacere questo paragone, lui è stato un grande e ha fatto benissimo in Italia, la sua carriera non è da tutti. Io qualche problema l’ho avuto, con Benitez sono persino finito in panchina e quel momento è stato molto importante, perché ho lavorato tanto su me stesso e guardando da fuori ho compreso molte cose, anche sul piano tattico. Mi sono imposto di far vedere che non si erano sbagliati a prendermi, che sarei potuto diventare uno dei difensori più forti del campionato italiano”.

Una scommessa vinta, la sua. Ma quanto ha influito l’avvento di Sarri in panchina in questa sua metamorfosi?
“Direi parecchio, appena è arrivato mi ha detto: “Ascoltami e diventerai un campione”. È stato importante, perché mi ha dato fiducia in un momento in cui le cose non andavano tanto bene. Ricordate l’inizio del suo primo anno? Ci fu la partita di Europa League contro il Bruges che rappresentò la svolta sia per me che per la squadra. Direi che quello è stato il momento chiave della mia carriera”.

Può un difensore, secondo lei, spostare gli equilibri di una squadra? Si è detto questo quando Bonucci si è trasferito al Milan.
“Dipende. Nel caso del Napoli non credo, perché il vero top player qui è la squadra. Adesso vinciamo anche quando manca qualche titolare, questa è la nostra forza”.

Se domani Aurelio De Laurentiis si presentasse con un contratto a vita, lei lo firmerebbe?
“Per la mia famiglia e per i tifosi, se il contratto fosse buono non avrei problemi a firmare, a restare per sempre. Qui sto benissimo, città e squadra mi danno tutto, io voglio restituire qualcosa ai napoletani, voglio dare loro lo scudetto”.

Un messaggio alla Juventus, il suo?
“Si convincano, quest’anno vogliamo arrivare fino in fondo. Noi faremo di tutto per tenerla dietro, la Juventus, ma Roma e Inter non sono ancora fuori dal discorso scudetto. Il mio intento e quello dei miei compagni, è di mettere fine all’egemonia bianconera. Il primato in classifica ce lo stiamo meritando tutto, stiamo dimostrando che si può vincere anche giocando un calcio spettacolare”.

Nessuno ne parla, ma c’è anche un’Europa League su cui puntare. Lei la sfiorò con Benitez, perdendo in semifinale con il Dnipro. C’è il pericolo che il campionato prenda il sopravvento anche su questa manifestazione dopo l’eliminazione dalla Champions League e dalla Coppa Italia?
“No, io vorrei vincerla l’Europa League: la contenderemo ad altre grandi squadre, sarebbe un trofeo molto importante per il Napoli. Abbiamo tanta voglia di vincere e due obiettivi da centrare: dobbiamo farlo, per la città e per noi stessi”.

Dica la verità, cosa ha pensato dopo il gol subìto da Higuain nello scontro diretto, al San Paolo?
“Che m’è mancato appena un centimetro per togliergli il pallone, sono arrivato un soffio dopo che lui aveva calciato in porta. Contro di noi la Juventus gioca così, segna un gol e poi si mette tutta dietro a difenderlo. Sono partite di grande livello, ma per un dettaglio si possono perdere. Comunque il Pipita è un fuoriclasse, è stato un piacere giocare con lui. Tra l’altro, essendo stato tre anni a Napoli, conosce tutti i nostri meccanismi e, dunque, riesce sempre a sorprenderci”.

A parte Higuain, chi è l’attaccante in Serie A più difficile da marcare?
“Direi Icardi e Dzeko, ma quello che mi dà più fastidio è Kalinic, che gioca sempre sul filo del fuorigioco. Di certo, non affronterei quelli del Napoli: Callejon, Mertens e Insigne, sono autentici campioni”.

A proposito di attaccanti e di gol, lei è già a quota 4 reti in campionato: il suo massimo, finora. Potrebbe diventare una costante, che ne pensa?
“Io preferisco non prenderle e vincere uno a zero con un gol di un compagno qualsiasi”.

Domenica ritorna il campionato, difenderete il primato a Bergamo, una partita niente male, con un coefficiente di difficoltà molto alto: timori?
“Sono convinto che la vera anti-Napoli sia proprio l’Atalanta. Ogni qualvolta l’affrontiamo, soffriamo il loro modo di giocare. Per noi sarà una bella prova di maturità, se vinciamo lì sarebbe molto significativo”.

Ci racconti un po’ la sua Napoli: le piace vivere qui?
“Mia moglie e mio figlio sono felici e io con loro. Mi ritrovo spesso con Ghoulam, Jorginho e Mertens. In genere vado in giro, in questo giorni ho visitato i Quartieri Spagnoli e la Sanità, due zone di Napoli particolari. L’affetto della gente è incredibile e io sono sempre pronto a ricambiarlo”.

Il razzismo: un argomento a lei molto caro. Insieme a Nicola Lombardo, il responsabile della comunicazione, è intervenuto all’incontro organizzato dal preside del liceo Agnesi di Milano, Giuseppe Vincolo, peraltro tifoso del Napoli, confrontandosi con gli studenti: possibile che nel 2018 ci siano ancora problemi del genere?
“L’Italia ha questa immagine razzista da quando io ero piccolo, ma qualche passo avanti è stato fatto. Ci sono ancora degli stupidi che fanno pensare che il calcio e in generale il Paese siano così. Ma, in realtà, a Napoli di tutto questo non avverto nulla. In giro per l’Italia sento i soliti cori discriminatori, ma si tratta sempre di una piccola frangia di scalmanati, che andrebbe ignorata. Personalmente, sono stato preso di mira soltanto da pochi tifosi laziali in un Lazio-Napoli di un paio di anni fa. Dopo la rabbia di quei momenti mi sono rasserenato, non ne ho più sentiti”.

Lei la soffre questa condizione sociale?
“Ma no, l’Italia è un bel Paese e io qui sto bene: ho mandato mio figlio alla scuola italiana perché deve conoscere la cultura italiana. L’insieme delle culture può essere la soluzione”.

Napoli città multietnica, dunque, ma vittima della delinquenza comune. Nell’ultimo periodo si parla di Napoli solo per le baby gang e per gli atti criminali che commettono: che cosa può scatenare tanta delinquenza negli adolescenti?
“Sono a Napoli da tre anni e mezzo, non conosco bene le dinamiche della città. Forse, le difficoltà economiche e la prospettiva di non avere un futuro possono spingere i più deboli a lasciarsi andare. È una mia idea perché, ripeto, non sono molto addentro nel sociale. Mi auguro che si ravvedano. Io sono cresciuto in un quartiere difficile, dovevi soffrire per avere qualcosa. Ringrazio mio padre per quello che ha fatto per me, ho trovato nello studio la soluzione ai problemi. Se non avessi fatto il calciatore sarei stato un assicuratore”.

Per concludere, lei giocherà il Mondiale di Russia con il Senegal: crede che la Francia si sia pentita di non aver creduto in lei?
“Credo di sì. La scelta della nazionale è stato un momento importante, l’ho fatto con l’aiuto dei miei genitori e ho sentito forte il peso delle miei radici. Lì tutti mi conoscono, oggi sono molto felice di questa scelta. Abbiamo reso un sogno realtà e saremo orgogliosi di rappresentare il Senegal, faremo un grande Mondiale”.

Free Basketball, concluso il rapporto sportivo con Federica Scala

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La società ringrazia l’atleta per i suoi 4 anni a Scafati, nei quali ha ricoperto anche il ruolo di capitano.

Finisce il  rapporto sportivo con Federica Scala dopo la decisione tecnica di Ottaviano.  Il presidente Prete con lo staff ringraziano la Scala per l’impegno di questi 4 anni, dove ha anche ricoperto il ruolo di capitano: 

“La Free Basketball asd comunica di aver concluso il rapporto sportivo con l’atleta Federica Scala. La decisione è stata presa da coach Nicola Ottaviano per questioni esclusivamente tecniche. Per tale motivo la società precisa che la giocatrice sarà seguita attivamente per tutte le cure previste dal suo infortunio.

Il presidente Antonio Prete e tutto lo staff ci tengono a ringraziare Federica Scala per l’impegno profuso in questi 4 anni di permanenza a Scafati nei quali ha ricoperto anche il ruolo di capitano della prima squadra. Inoltre lo scorso 9 aprile è stata lei ad alzare al cielo il trofeo della coppa Campania “Dante Maiorani”, primo storico successo del nostro giovane club”.

 

L’associazione, inoltre, augura a Federica Scala il meglio per una brillante carriera professionale:

“All’atleta va così il nostro augurio per un futuro ricco di successi in campo sportivo e lavorativo.

 

UFFICIO STAMPA

 FREE BASKETBALL ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA”.

 

Fonte: Ufficio Stampa Free Basketball Associazione sportiva Dilettantistica

Renzi annuncia i primi nomi per il Parlamento: ” Candideremo Siani e Cantone “

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Spuntano i primi nomi per il Parlamento: Renzi annuncia Siani e Cantone

Già una decina di giorni fa, Paolo Siani aveva annunciato la sua candidatura con il PD ed aveva anche ribadito che per questa sua nuova partecipazione avrebbe preteso trasparenza, infatti disse:  “Non ci può essere un nome chiacchierato in lista altrimenti lascio”.

Oggi, Matteo Renzi ha annunciato che il primo nome per il Parlamento è proprio il suo, cioè quello del pediatra fratello di una delle più grandi penne del giornalismo campano, morto assassinato dalla camorra. Ho scelto di iniziare con il primo nome per il Parlamento con un uomo che vive in una delle realtà in cui abbiamo fatto più fatica, in un’area culturale alla quale siamo orgogliosamente affini e che lavora in prima linea tutti i santi giorni: Paolo Siani è il nostro primo candidato” . 

Accanto a Siani, afferma Renzi, ci sarà anche Carla Cantone, l’ex segretario dei pensionati della Cgil: “Già nelle prossime ore annunceremo altre personalità: abbiamo chiesto a una personalità della Cgil, Carla Cantone, e lei ha accettato”.

Come riportato da Huffing post : “Carla Cantone arriva alla candidatura dopo un rapporto travagliato con Renzi. Nel 2013, l’indicazione che lo Spi-Cgil dà ai suoi iscritti è di votare Gianni Cuperlo alle primarie del Pd a cui parteciparono anche Renzi e Pippo Civati. Nel 2015, intervistata da Huffpost, Cantone andò giù durissimo contro l’allora premier: “Renzi, stai attento a ciò che fai con i pensionati. Altrimenti risponderemo con le ‘armi’ che sono a nostra disposizione”. Il sindacato chiedeva risposte sulla restituzione degli arretrati ai pensionati e Cantone accusava Renzi di essere troppo attendista, dando “un colpo al cerchio e uno alla botte”. Poi il disgelo. E ora arriva la candidatura con il Pd.

 Perché il Pd ha scelto di puntare su una rappresentante del mondo dei pensionati? Un sondaggio di Ixè per Huffpost spiega bene come il Pd registri l’appeal più alto tra gli over-55, mostrando invece una scarsa penetrazione tra gli under 45. Tra gli over 65 raccoglie addirittura oltre 1/3 degli elettori. I pensionati, dunque, sono un bacino elettorale molto appetibile per il Pd”.