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UFFICIALE: Il Napoli ha acquistato Ismael Karba Bangoura dalla Maceratese

Bangoura ha firmato con gli azzurri

Il Napoli ha acquistato Ismael Karba Bangoura , nell’ ultima stagione alla Maceratese. Il centrocampista sinistro, nasce da esterno mancino, ma è adattabile anche a centrale di centrocampo. Oltre a vestire la maglia dei marchigiani ha indossato anche quella della Fidelis Andria realizzando 1 rete in 15 partite in Lega Pro. Ad ufficializzare l’ acquisto è stata la Lega di Serie A, la quale ha pubblicato sul proprio sito ufficiale, nella pagina relativa al calcio mercato, l’ ufficialità di questa operazione condotta dal Napoli. Probabilmente il calciatore verrà ceduto o all’ estero o portato a scadenza di contratto per liberare uno slot per gli extra comunitari.

Koulibaly: “A Bergamo per vincere. Ecco cosa penso sui i no a Napoli”

Ecco le parole di Kalidou Koulibaly

Il difensore del Napoli, Kalidou Koulibaly ha parlato ai microfoni di Radio Goal, trasmissione radiofonica in onda sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco le parole del centrale senegalese: “Alla partita di domenica ci arriviamo con molta fiducia per la partita vinta prima della sosta. Siamo a lavoro da una settimana dopo quella di vacanza. Sarà una partita difficile, ma siamo consapevoli che per restare in alto dobbiamo vincere! Tutte le partite saranno difficili da qui alla fine, l’Atalanta è una squadra forte, usano il 3-5-2 che ci mette spesso in difficoltà. Loro hanno vinto tante partite nell’ultimo mese, sarà una battaglia. Siamo consapevoli che possiamo fare qualcosa di grande, ma 18 partite sono davvero tante. Dobbiamo affrontarle una alla volta e provarci fino alla fine per regalare una gioia ai tifosi. Più gol di Mertens? No, non ci penso (ride, ndr). Preferisco rimanere con la porta inviolata e vedere che sono gli attaccanti a segnare più reti. Qui tutta la mia famiglia sta bene e ha sempre voglia di venire, vorrei restare il più tempo possibile, speriamo bene! Vivere in questo gruppo è qualcosa di meraviglioso, spero che restiamo qui a Napoli tutto insieme il più a lungo possibile. Dobbiamo viverlo e non sognare lo scudetto, il mio portiere di casa mi parla spesso dell’ultimo scudetto. Il mister è bravissimo, fa bene a richiamarci in ogni momento. Lui vuole sempre mantenere la concentrazione alta per arrivare alla vittoria che è quello che poi fa felice i tifosi. Siamo felici di essere tra le migliori difese, anche gli attaccanti danno tanto per aiutarci, noi vogliamo aiutare loro a fare più gol possibili. Ho sognato da bambino di giocare un Mondiale, sono molto contento e non vedo l’ora di giocarlo. Il Senegal è da 16 anni che non lo giocava, vogliamo andare il più lontano possibile per la nostra gente. E’ stato bello rivedere Faouzi di nuovo in campo, ho un rapporto speciale con Ghoulam. Bello rivedere  anche Milik,  speriamo che tornino in campo il prima possibile. Rossi,  Bianchi e Rossi? Dobbiamo rispettare le loro scelte, se non vuoi venire a Napoli con piacere fa bene a non venirci”. 

Tragedia sfiorata sulla 268, un’ auto si capovolge e finisce sul new jersey

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Il fatto è avvenuto questa mattina sulla 268

Questa mattina sulla statale 268 si è sfiorata la tragedia. Infatti sulla superstrada all’ altezza del casello di Palma Campania che collega la statale all’ autostrada Caserta – Salerno è avvenuta una spaventosa carambola di auto, la quale ha coinvolto un automobilista alla guida della sua Mini. Il conducente ha perso il controllo della sua auto, la quale si è capovolta e finendo sul new jersey di cemento che la separa dall’ altra carreggiata. Fortunatamente l’ automobilista ha riportato solo qualche lieve ferite e immediatamente dopo l’ impatto sono arrivati i sanitari del 118, i quali lo hanno trasportato presso l’ ospedale. Il traffico ha subito diversi rallentamenti, ma intono alle 13 il tutto è tornato alla normalità.

Juve Stabia, un successo all’Istituto Comprensivo Statale “2 Panzini”: tanti autografi e foto

Le parole del presidente Manniello

Grande gioia ed entusiasmo all’Istituto Comprensivo Statale “2 Panzini” di Castellammare di Stabia per l’incontro-dibattito “Cultura, regole e inclusione”. I giovani alunni della dirigente Donatella Ambrosio e della referente alla legalità Giovanna Piedipalumbo, hanno accolto nella palestra del plesso scolastico in via Quisisana, l’intero staff della Juve Stabia con striscioni, bandiere e pompon, tutti rigorosamente gialloblù. Una mattinata all’insegna dell’impegno, della costanza, dello sforzo e del rispetto degli altri all’interno della scuola e al di fuori, come ad esempio nell’attività sportiva. Il presidente Manniello, il direttore generale Clemente Filippi, il preparatore atletico Marco Falasca, il dottore Catello Di Somma, il mister Fabio Caserta, il portiere Paolo Branduani, i difensori Carlo Crialese, Valerio Nava, Matteo Bachini, Santiago Morero, il centrocampista Alessandro Mastalli, gli attaccanti Daniele Paponi, Francesco Lisi, Lorenzo Sorrentino e Luigi Canotto hanno interagito con i bambini affrontando vari temi dello sport, straordinaria fabbrica di continue emozioni e rispondendo alle loro domande e curiosità. “Essere un presidente da 10 anni mi ha dato la possibilità di conoscere tantissimi ragazzi. Spesso qualcuno aveva delle perplessità prima di accettare, ma alla fine tutti sono rammaricati quando devono andare via – ha dichiarato il patron Manniello – questo significa che qui al Sud ci sono persone e professionisti con valori importanti”. Mister Caserta: “E’ sempre difficile essere a capo di un gruppo, si rischia di essere impopolari perché si è costretti a fare delle scelte. È qui che entra in campo l’importanza del rispetto delle regole da parte di ogni componente del gruppo”. Come rappresentante della rosa, Lisi: “Lo studio è importante e necessario per capire le varie materie nella vita di tutti i giorni”. La visita della squadra si è conclusa con un bagno di folla: non sono mancati, infatti, abbracci, strette di mano, foto ricordo e autografi tra gli studenti e i loro beniamini che si sono così congedati con la promessa di regalargli la vittoria domenica contro il Catanzaro.

S.S. Juve Stabia

Castellammare, apre ” Tenda ” della comunità Tabor. Ecco il programma di alcuni eventi!

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A Castellammare aprirà Tenda, l’ open space della Comunità Tabor

Aprirà domenica 21 gennaio alle ore 19  “Tenda”, l’ open space fortemente voluto dalla comunità Tabor, la quale è stata realizzata a Via Surripa a Castellammare di Stabia, come riportato QUI da noi in precedenza. Ecco il comunicato di presentazione

Un luogo per ritrovarsi, per scoprire la piacevolezza dello stare insieme senza essere giudicati, per afferrare una mano che offre aiuto, per promuovere la cultura e la circolazione delle idee in una città difficile ma ricca di potenzialità. Si chiama Tenda ed è l’open space realizzato dalla Comunità Tabor nel cuore di Castellammare di Stabia, nella centrale e tranquilla Via Surripa.

Sarà inaugurata domenica 21 gennaio alle 19 alla presenza dell’Arcivescovo della diocesi di Sorrento-Castellammare, Monsignor Francesco Alfano, e di don Fabio Di Martino, il fondatore della Comunità Tabor che presenterà il progetto sociale e valoriale costruito con entusiasmo intorno alla Tenda insieme ai giovani volontari e membri della Comunità.

Un progetto che già nel nome contiene le sue coordinate: nell’Antico Testamento la tenda è il luogo dell’incontro tra Dio e il suo popolo ovvero il tempio, che nel Vangelo diventa il Corpo stesso di Gesù che viene ad abitare tra gli uomini. La Tenda intende porsi perciò come segno e testimonianza di un Dio vicino che offre gratuitamente il suo amore dimorando nella vita quotidiana, realtà tangibile di una fede che si fa servizio e incontro gioioso con l’Altro.

Costruita su due piani, la struttura comprenderà un ambulatorio medico, un centro di ascolto, uno sportello di consulenza legale e aule di studio destinate ad accogliere anche giovani studenti per i quali sono previste attività di accompagnamento e di sostegno nel percorso scolastico. Ma accanto all’erogazione di servizi specifici rivolte a persone in situazioni di difficoltà, la Comunità ha inteso offrire a tutti la preziosa occasione di uno spazio di condivisione del tempo e delle idee. Così la Tenda è dotata di un grande salone fornito di un palco nonché di una moderna attrezzatura audio e video, che la rendono funzionale ad ospitare convegni, eventi culturali, esposizioni e performances artistiche. L’angolo bar all’ingresso è concepito come luogo di sana aggregazione per i giovanissimi e, a completare la struttura, sono state create tutte le condizioni per garantire momenti di gioiosa convivialità, a partire da un’ampia cucina, fino a un lungo tavolo, emblema di un’accoglienza familiare che intende abbattere qualsiasi barriera sociale, umana e culturale.

Il 21 gennaio terrà a battesimo anche un’altra importante novità: segnerà infatti il lancio ufficiale di Radio Tabor, la web radio della Comunità che proprio in quel giorno darà il via alla sua programmazione con spazi di informazione, di intrattenimento e di riflessione sulla Parola.

«La Parola di Dio ha bisogno di segni concreti» – sottolinea don Fabio Di Martino – «Spesso noi cristiani ci preoccupiamo di essere ‘credenti’ e invece dobbiamo essere ‘credibili’. La Tenda vuole essere un’opera segno dopo il Giubileo della Misericordia e una testimonianza del nostro cammino decennale in quanto Comunità. Ma non solo questo. Noi abbiamo voluto un luogo aperto a tutti, ai giovani come alle persone disagiate, alle associazioni e ai gruppi che magari non hanno un posto in cui vedersi e a quanti desiderano promuovere la cultura. Le attività condotte dalla Comunità Tabor ci hanno aiutato anche nell’analisi dei bisogni espressi dal territorio. Oltre ai bisogni primari, legati spesso alla difficoltà di portare avanti la famiglia, alla crisi economica, alla precarietà o assenza del lavoro e alla mancanza di punti di riferimento, il bisogno più impellente, sotteso a tutti gli altri, è quello di vincere la solitudine che colpisce praticamente tutte le fasce d’età. C’era bisogno di un luogo in cui incontrarsi perché essere comunità vuol dire stare insieme».

Così il contributo volontario di alcune aziende che hanno messo a disposizione manodopera specializzata, l’autotassazione dei promotori, i proventi del 5 per mille ma soprattutto il lavoro materiale degli stessi membri della Comunità, che per oltre un anno hanno speso le loro fatiche nella realizzazione della struttura, hanno fatto sì che il progetto prendesse vita.

I servizi della Tenda sono offerti gratuitamente dai volontari opportunamente formati così come non viene richiesto nessun contributo per l’utilizzo degli spazi.

«Noi vogliamo accogliere persone ed eventi, nel rispetto della libertà e della diversità e testimoniare che questo può essere, in un contesto non sempre facile, un luogo di pace e di bellezza» conclude don Fabio Di Martino.

A questi valori si ispirerà il ciclo di manifestazioni con cui, di fatto, cominceranno a prendere il largo le attività della Tenda, nel corso della Settimana della Pace voluta da Papa Francesco e che dal 23 al 28 gennaio alternerà dibattiti, momenti di spiritualità e di aggregazione giovanile, convegni e report di testimonianze.

Un incipit all’insegna dell’abbraccio spirituale con l’Altro quello di martedi 23 gennaio alle ore 19.30. Insieme per la pace, l’evento che aprirà la Settimana, siglerà infatti l’incontro con le Chiese evangelica valdese, battista e greco-cattolica nonché con la comunità islamica di Napoli e culminerà con una preghiera interreligiosa cui presenzieranno l’Arcivescovo Alfano, il direttore dell’ufficio ecumenismo della Diocesi, don Salvatore Iaccarino, il pastore valdese Leonardo Magrì e quello battista Jaime Castellanos, il cappellano per gli ucraini don Igor Stus e l’Imam Abdallah Massimo Cozzolino.

Mercoledì 24 gennaio alle 19.00 lo sguardo sarà rivolto a un continente in cerca di pace. Le testimonianze di Sanna Manneh, Umberto Astarita, Cristina Russo e Salvio Di Lorenzo condurranno i presenti attraverso l’esperienza dei corridoi umanitari in Africa, nel corso di un incontro che vedrà ospite la Caritas Diocesana. Seguirà, dalle ore 21.00 alle 24.00, l’Adorazione Eucaristica, consueto appuntamento del mercoledì della Comunità Tabor che, per l’occasione, sarà dedicata alla pace.

La famiglia come luogo di promozione della pace globale e individuale sarà invece al centro dell’incontro, promosso in sinergia con il Forum delle Associazioni Familiari della Campania, giovedì 25 gennaio. Sul palco della Tenda, a partire dalle ore 20.00, i contributi di Marco Giordano, presidente del Forum campano, Gianvincenzo Nicodemo, presidente provinciale Acli di Napoli, Nino Di Maio, membro dell’Associazione Progetto Famiglia “Franco Vitale Onlus” di Castellammare, e le testimonianze di famiglie adottive dell’Ai.bi (Associazione Amici dei Bambini) nonché di donne che hanno superato esperienze di violenza, segnalate dal CIF (Centro Italiano Femminile), illumineranno il valore della famiglia come dimensione in grado di accogliere tra le sue braccia calde la persona bisognosa di cure e protezione rispetto a un contesto di disordine e/o violenza, ma anche come realtà in cui esperire la capacità di risoluzione del conflitto relazionale quale volano per costruire una società solidale e pacifica, sorgente e patrimonio di affetti e risorse da custodire, scommessa sull’empowerment della donna capace di riscatto affettivo e sociale.

L’entusiasmo dei giovani si sprigionerà invece venerdì 26 gennaio alle 20.30 con Assafaddì, evento di musica e convivialità che per l’occasione vedrà la live music for peace di Tiziana Savarese. L’appuntamento si configurerà come un vero e proprio format che sarà ripetuto ogni venerdì alla stessa ora, animato dai giovani della Comunità Tabor che vi hanno associato l’omonimo hashtag.

Focus specificamente concentrato sulle donne vittime di violenza sabato 27 gennaio alle ore 10.00 con il convegno formativo Violenza e donne, percorsi psicologici e legali a tutela di chi subisce e alla protezione delle persone più vulnerabili, patrocinato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Torre Annunziata. Psicologi e avvocati sviscereranno una tematica di stringente attualità con un approccio specialistico e particolare attenzione rispetto alla tutela dei diritti delle donne e dei soggetti più fragili.

Domenica 28 gennaio alle ore 12.00, infine, la Celebrazione Eucaristica per la Pace presieduta da Monsignor Alfano concluderà una Settimana all’insegna della sfida più rivoluzionaria e più avvincente che tocchi l’uomo di oggi. Quella della speranza, la piccola pietra che Martin Luther King sognava di estrarre dalla montagna della disperazione in un mondo in cui «riusciremo a lavorare insieme, a pregare insieme, a lottare insieme, ad andare in prigione insieme, per difendere la libertà insieme, sapendo che un giorno saremo liberi».

 

I 18enni non amano la politica, ma credono nel PD

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Quest’anno, per la prima volta, voteranno i ragazzi che sono nati nel nuovo millennio. Cosa voteranno? I risultati del sondaggio condotto da Piepoli ci dicono che poco meno della metà dei 18enni si dichiara interessato alla politica e che i valori che cercano nei candidati sono l’onestà e la vicinanza ai cittadini.

I diciottenni rifiutano le urne: a uno su due non interessa la politica

Il sondaggio: Pd primo partito tra i neomaggiorenni, bene anche i Cinque Stelle. I valori che i ragazzi cercano nei candidati? L’onestà e la vicinanza ai cittadini

Quest’anno, per la prima volta, voteranno i ragazzi che sono nati nel nuovo millennio. Cosa voteranno? Come si pongono rispetto alla politica? Ne sono attratti, non lo sono, e perché? Cosa potrebbe portare, coloro che sono poco interessati al mondo della politica, più vicino alla vita civile e politica?

Procediamo con ordine. 

I 18enni risultano essere lievemente meno interessati alla politica rispetto all’opinione pubblica in generale: poco meno della metà dei ragazzi si dichiara interessato alla politica, contro quasi 3 italiani su 5 appartenenti alle altre età.

Attratti dalla politica

Quali sono dunque le motivazioni che avvicinano o allontanano i ragazzi dalla politica?

La motivazione principale che tiene i ragazzi, più che gli italiani nel loro complesso, vicini al mondo politico è la volontà di essere informati sulle questioni della politica. Il dovere civico e la scelta del partito o del candidato da votare sono invece due motivazioni importanti ma che non differenziano i 18enni dal resto della popolazione elettorale.

Poco attratti

Coloro che si dichiarano poco interessati alla politica, sia a livello del totale del campione, sia tra i giovani, hanno poca fiducia nei partiti e soprattutto nei politici, perché ritengono, in maniera stereotipata, che questi facciano soltanto i loro interessi e non quelli della popolazione nel suo complesso.

In particolare va notato che la corruzione del mondo politico è molto più presente nelle menti dei ragazzi che in quelle dell’opinione pubblica in generale.

Cosa potrebbe allora, partendo da queste motivazioni, avvicinare i ragazzi alla politica? Innanzitutto l’onestà, oltre ovviamente una maggior attenzione ai problemi dei cittadini. Per i giovani inoltre servono politici più competenti che utilizzino un linguaggio simile a quello dei giovani, cioè più chiaro e diretto.

In generale, per 6 italiani su 10, la possibilità di esprimere il proprio voto permette innanzitutto di manifestare la propria fiducia verso un partito o un candidato: la volontà di protestare risulta, in generale, in secondo piano nella vita civile degli italiani. Più della metà dei 18enni e quasi 7 italiani su 10 affermano infatti di non aver partecipato, negli ultimi due anni, a nessuna manifestazione sindacale, politica o di protesta.

Le intenzioni di voto  

In definitiva cosa votano i ragazzi? Ci sono delle differenze rispetto agli italiani nel loro complesso? Ebbene i ragazzi tendono a puntare maggiormente sul centro sinistra, in particolare sul Pd, più del totale dell’opinione pubblica. Così come puntano maggiormente sul Movimento 5 Stelle, mentre il centro destra nel suo complesso non supera il 32%, cioè nettamente più basso rispetto al resto dell’elettorato.

Personaggi in vista  

E i leader politici? 

Come ogni settimana abbiamo testato la loro attrattività e qui vediamo se ci sono stati cambiamenti rispetto alla precedente di gennaio. Nell’insieme si tratta di modifiche marginali: il «rimo della classe» è sempre Luigi Di Maio che sale di un punto rispetto alla rilevazione precedente. Il secondo in classifica è Matteo Salvini, inseguito dal leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Quarto risulta il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, inseguito a sua volta, a qualche punto di distanza, da Giorgia Meloni.

Nota metodologica  

Il sondaggio è stato eseguito dall’Istituto Piepoli il 15 gennaio 2018 per La Stampa con metodologia mista Cati-Cawi su un campione di 500 casi rappresentativo della popolazione italiana di maggiorenni segmentato per sesso, età, grandi ripartizioni geografiche e ampiezza dei centri urbani. Il documento è pubblicato sul sito www.agcom.it e/o www.sondaggipoliticoelettorali.it .

vivicentro.it/POLITICA
vivicentro/I 18enni non amano la politica
lastampa/I diciottenni rifiutano le urne: a uno su due non interessa la politica NICOLA PIEPOLI

Marco Barbaresi e Alauda Quartet omaggiano la musica di Mozart al Teatro Sala Umberto

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Secondo appuntamento di “Domenica Classica” al Teatro Sala Umberto. Marco Barbaresi e Alauda Quartet omaggiano la musica di Mozart

 Roma- Domenica 21 gennaio 2018 alle ore 11.00, Marco Barbaresi Alauda Quartet in concerto con Mozart in concerto e in quartetto, seconda data del ciclo Domenica Classica, in corso al Teatro Sala Umberto di Roma. Presentato dall’Associazione Suono e Immagine Onlus, con la direzione artistica di Lorenzo Porta Del Lungo, il ciclo di concerti si concluderà il 15 aprile 2018.

Dopo il primo appuntamento del 26 novembre scorso dedicato alla Triosonata barocca, ritornano le matinée dedicate alla classica con un omaggio alla musica di Mozart. Il giovane pianista Marco Barbaresi con Alauda Quartet, formato da Elena Cappelletti (violoncello), Oscar Holch (viola), Cristina Prats Costa e Milan Berginc (violino), rivisitano il concerto n°12, tema dedicato a Johann Christian Bach, l’undicesimo dei figli, e il quartetto 17, ultimo dei sei quartetti del compositore austriaco dedicati a Joseph Haydn, Maestro del quartetto d’archi.

Mozart compose il concerto n°12 per pianoforte nel 1782 per il pubblico di Vienna, un anno dopo aver lasciato Salisburgo, a seguito della rottura con l’Arcivescovo Hyeronimus Colloredo. Il cambiamento ebbe effetti anche sulla sua scrittura, animata da una rinnovata libertà stilistica dalle volontà del committente, che permette a Mozart di dare sfoggio della sua versatilità tecnica e profondità d’interpretazione. Il quartetto 17, denominato “La caccia”, fu scritto nel 1785 ed è attraversato da una forte tensione emotiva che richiede al quartetto d’archi uno sforzo ulteriore, capacità di cantare e di tenere una ritmica serrata.

Marco Barbaresi, diplomato nel 2014 al Conservatorio “Ottorino Respighi” di Latina, ha vinto il VII° Concorso Internazionale Giovani  Musicisti “Luigi  Denza”, il Concorso per Giovani  Talenti “Mirabello in  Musica” nella VI° edizione Nazionale.

Il quartetto d’archi Alauda Quartet si è formato nel 2011 nelle classi del Royal Academy of Music di Londra. I componenti provengono da quattro diversi Paesi (Italia, Spagna, Serbia, Giappone). Ad unirli, la passione per la musica da camera.  Vincitori del Premio “Highly Commended” nel 2012, incidono il primo disco nel 2016 per l’etichetta Brilliant Classic, musiche per quartetto d’archi del compositore romano Roffredo Caetani.

W.A.Mozart

Concerto per pianoforte e quartetto n°12 in La Maggiore K. 414

  1. Allegro
  2. Andante

III. Rondò – Allegretto

W.A. Mozart

Quartetto in Sub Maggiore K. 458 ” La caccia

  1. Allegro vivace assai

2. Menuetto: Moderato – Trio

III. Adagio

  1. Allegro assai

Formazione

Marco Barbaresi – pianoforte

Alauda Quartet:

Elena Cappelletti – violoncello

Cristina Prats Costa – violino

Oscar Holch – viola

Milan Berginc – violino

Teatro Sala Umberto

Via della Mercede 50, Roma

Biglietti (con prevendita)

Platea: 20,50 € (intero) – 16 € (ridotto)

Galleria: 16,50 € (intero) – 10,00 € (ridotto)

Scuola: 5 € (ogni 10 studenti uno gratis)

CARD per la classica: 5 concerti 50 €

Ridotto BIBLIOCARD – CRAL dopo lavoro – Over 65

Abbonati Sala Umberto sconto 30%

Platea: 14 €

Galleria: 10 €

Info e prenotazioni

Tel: 06 6794753

Mail: prenotazioni@salaumberto.com

Appuntamenti Domenica Classica al Teatro Sala Umberto

“La nascita del canto europeo”11 febbraio 2018, ore 11.00

Lieder e tablet II”, 11 marzo 2018, ore 11.00

“Il suono del mare”, 15 aprile 2018, ore 11.00

Oggi Avvenne, il 18 gennaio 1987 il Napoli batteva il Brescia 2-1

Era l’ anno dello scudetto del Napoli

Il Napoli sul suo sito ufficiale ha pubblicato quest’ oggi il consueto appuntamento con l’ Oggi Avvenne. Il 18 gennaio del 1987 gli azzurri, di Ottavio Bianchi battevano il Brescia per 2-1. Era l’ anno dello scudetto. Ecco quanto scrive la società azzurra: Il giorno 18 gennaio il Napoli ha giocato diciassette partite, dodici in serie A, due in serie B, una in coppa delle Fiere, una in coppa Italia ed una in coppa Italia di serie C, ottenendo nove vittorie con otto sconfitte, senza pareggi.

Ricordiamo il 2-1 al Brescia nella sedicesima giornata della serie A-1986/87

Questa è la formazione schierata da Ottavio Bianchi:

Garella; Bruscolotti (57′ Muro), Ferrara; Bagni, Ferrario, Renica; Carnevale, De Napoli, Giordano, Maradona (62′ Caffarelli), Romano

I gol: 14′ Ferrara, 55′ Branco, 64′ Giordano (rig)

Dopo quindici giornate il Napoli era primo in classifica con due punti sull’Inter e tre su Milan e Juventus. Il 1986/87 è l’anno del primo scudetto che gli azzurri hanno conquistato con tre punti sulla Juventus. Da notare che il rigore del 2-1 fu trasformato da Bruno Giordano perchè concesso due minuti dopo l’uscita di Maradona, sostituito da Caffarelli.

A sbloccare la partita ci pensò Ciro Ferrara che segnò il secondo dei suoi quattordici gol in maglia azzurra. Il difensore napoletano occupa con 323 presenze il quinto posto tra gli azzurri di sempre: 247 partite di serie A, con 12 gol, 47 in coppa Italia, con due gol, 28 in Europa, con una rete, ed una presenza in supercoppa italiana.

Il Napoli è la prima squadra in Italia per supremazia territoriale, ecco i dati!

Il Napoli ha il miglior possesso palla di tutta la Serie A

Il Napoli attraverso una nota stampa ha comunicato, grazie ai dati forniti dalla Panini Digital, di essere la prima squadra in Italia per possesso palla e supremazia territoriale. Ecco quanto scrive la società partenopea: Il Napoli è la squadra italiana con i migliori numeri sia per il possesso palla che per la supremazia territoriale (in questo caso si intende il tempo di gioco passato nella metà campo avversaria in possesso di palla). Secondo i dati forniti dalla Panini Digital.

La media nelle prime 19 partite vede il possesso palla del Napoli al 58% e la supremazia territoriale al 71%. Solo la Roma ha un possesso palla simile al Napoli (con una gara in meno) e ancora la Roma è la squadra che più si avvicina agli azzurri come supremazia, con il 65%.

Per quanto riguarda le singole partite, il maggior possesso palla del Napoli si è avuto alla 7° giornata contro il Cagliari, con il 68%, mentre la maggiore supremazia territoriale è stata registrata contro la Juventus con l’87%. Il minor possesso palla si è avuto contro la Sampdoria con il 44%, e sempre contro la Sampdoria la minore supremazia territoriale con il 49%

Salerno, la Guardia di Finanza sequestra 200 mila euro ad un imprenditore: ecco i motivi

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La Guardia di Finanza ha sequestrato 200 mila euro ad un imprenditore per mancato versamento dell’ Iva

La Guardia di Finanza ha effettuato un sequesto di oltre 200 mila euro ad un imprenditore nel salernitano, per non aver mai versato l’ Iva. Ecco quanto scrivono le Fiamme Gialle: Su disposizione della Procura della Repubblica, i militari della Guardia di Finanza del Comando provinciale hanno eseguito un decreto preventivo per equivalente. L’esecuzione della misura cautelare reale è giunta a conclusione delle indagini eseguite dal Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle di Salerno. L’imprenditore si era reso responsabile di omissione di versamento Iva per un importo di oltre 200 mila euro.

Napoli – Domani Attilio Fontana Live al Museum

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Per la rassegna targata Polosud Records e Be Quiet il cantautore e attore porta in scena la sua arte

In occasione della rassegna  Polusud Records & Be Quiet il cantante ed attore Attilio Fontana, reduce da attività televisive di successo porta domani il suo spettacolo di successo sul palco del Museum Shop&Bar a Napoli, Una carriera quella di Fontana iniziata molti anni fa tra la musica ed il teatro cimentandosi in diversi generi, senza smettere di essere vocalist e produttore artistico:

“Arriva a Napoli per la rassegna Polusud Records & Be Quiet l’attore, cantante e compositore Attilio Fontana, reduce da esperienze teatrali e televisive di successo. Domani 19 gennaio, dalle ore 21, porterà il suo spettacolo sul palco del Museum Shop&Bar (Largo Corpo di Napoli, 3 – ingresso gratuito). Con Franco Ventura (chitarre) ed Ettore Gentile (pianoforte), Fontana (chitarra e voce) presenterà il suo repertorio e le composizioni più recenti.

La strada intrapresa da Attilio Fontana nel mondo dell’arte è iniziata parecchio tempo fa, arricchendosi negli anni di numerosissime e diverse sfumature. Una continua altalena tra la musica e il teatro fino a un fondersi d’esperienze e talenti. Nelle serie tv e tournée teatrali si è formato al fianco di grandi artisti, senza smettere di essere vocalist e produttore artistico, con due album da cantautore: “A” e “Formaggio”. Vince il titolo di campione e supercampione nel seguitissimo programma di Rai Uno “Tale e Quale show 3” nel 2013, diventando noto al grande pubblico e particolarmente amato. Attilio Fontana sceglie per quest’occasione di raccontarsi al pubblico napoletano con un live che riserverà molte sorprese”.

 

Fonte:  Gabriella Diliberto

Coppa Italia-Real Forio il sogno della finale svanisce,il Savoia cala il poker

Il Real Forio viene travolto nella bolgia del  “Giraud” con un pesante 4-1 dalla corazzata Savoia

A cura di Simone Vicidomini

Non c’è più niente da fare…è stato bello sognare ! Così apriva la canzone di Bobby Solo,perfetta per descrivere una giornata che molti di noi ricorderanno.  Il Real Forio dice addio al sogno di giocarsi la finale di Coppa Italia Dilettanti Campania. La finale del 7 febbraio se la giocherà il Savoia che ha ribaltato la sconfitta dell’andata per 3-1 al “Calise” con un netto 4-1. Una prestazione sontuosa da parte dei padroni di casa,con un netta differenza di esperienza e qualità tra le due squadre. I biancoverdi orfani della difesa titolare con di Di Dato fermo ai box e Calise G per squalifica, con Savio ancora una volta adattato nel ruolo di difensore centrale,ma che purtroppo solo dopo 20′ è stato costretto ad abbondare il campo per un problema muscolare. Il vantaggio degli oplontini è arrivato alla mezz’ora di gioca con Fava Passaro. I biancoscudati dopo aver sbloccato la gara,hanno alzato ancora di più il proprio baricentro trovando ancora il raddoppio con De Rosa che ha avuto la meglio su una mischia in area di rigore. Nel finale del primo tempo,il Real Forio ha avuto una doppio occasione per riaprire i giochi: prima con Castagna che si fa parare un tiro a botta sicura con Pezzella (monumentale) in corner. Proprio sugli sviluppi del corner Piccirillo di testa ha colpito una traversa. Nella ripresa ci si aspettava una reazione di orgoglio,da parte dei biancoverdi,e invece al 64′ il punteggio segnava 4-0 in favore dei padroni di casa. A 2′ dal termine è Rubino a procurasi un calcio di rigore,che lo stesso attaccante segna. Inutile il gol della bandiera,da parte dei biancoverdi che comunque escono a testa alta contro la prima in classifica del campionato su 17 partite giocate,15 vittorie,1 pareggio e 1 sola sconfitta. Il sogno sfuma così,è stato bello sognare ma ora testa al campionato,perchè c’è da conquistare una salvezza diretta,partendo proprio dalla prossima sfida al “San Mauro” contro il Casoria di mister La Manna,con la speranza che nella testa dei giocatori foriani non ci sia ancora questa sconfitta subita e il pass fallito per la finale.

Le Formazioni– Gli oplonti devono fare a meno dello squalificato Gallo,in virtù dell’espulsione rimediata all’andata. Mister Fabiano sceglie il modulo del 4-3-3. Pezzella fra i pali, difesa formata da Sardo,Riccio,Di Girolamo e Del Prete. A centrocampo con Liccardo ci sono De Rosa e Pappagoda. In avanti tridente composto da Galizia,Fava Passaro e Caso Naturale.  Il Real Forio deve rinunciare a G.Calise per squalifica,con Di Dato e Iacono.C fermi ai box. Mister Impagliazzo ancora una volta sceglie il 4-5-1,con Mennella tra i pali,difesa composta da Sirabella,Conte,Savio e Iacono F. A centrocampo Castagna,Trofa e Piccirillo con Vitagliano e Filosa ai lati. In avanti il solo Rubino.

La partita– Partono subito forte i padroni di casa,che provano a bucare la difesa biancoverde con un paio di conclusioni,tra cui la più insidiosa è quella di Caso Naturale con un diagonale sul quale Mennella devia in corner. Al 17′ De Rosa di testa non arriva per il tap in vincente,poi dopo pochi minuti è Fava dopo uno scambio con Caso Naturale provare un diagonale,ma Mennella fa suo il pallone bloccando a terra.

Tegola Savio. Al 20′ Savio è costretto a lasciare il campo per un problema muscolare,al suo posto entra Calise. N,che ingenuamente si fa ammonire per non aver rispettato le regole del cambio. Il Savoia chiude il Real Forio nella proprio metà campo,e al 25′ Caso Naturale si coordina per una rovesciata ma manda la palla fuori. Il gol sembra essere nell’aria ed infatti al 29′ il Savoia passa in vantaggio con Fava Passaro che batte Mennella con una mezza scivolata,su un cross di De Rosa. Dopo pochi minuti viene atterrato in area di rigore Caso Naturale,i biancoscudati protestano per il penality non concesso,con il direttore di gara Angelillo di Nola che lascia proseguire. Il Savoia continua a pressare la difesa biancoverde e al 37′ De Rosa ha la meglio su una mischia in area,trovando un guizzo vincente che batte Mennella. Il centrocampista fa esplodere l’intero “Giraud” portando così la qualificazione dalla loro parte. Sul finire del primo tempo il Real Forio ha una doppia occasione per riapre i giochi: Pezzella è monumentale su una conclusione ravvicinata di Castagna con l’estremo difensore che devia in corner. Proprio sugli sviluppi del calcio d’angolo è Piccirillo che colpisce la traversa.  Nella ripresa il copione non cambia,anzi sembra essere scritto per i padroni di casa. Dopo pochi minuti ci prova Caso Naturale che approfitta di un errato passaggio di Calise,ma Mennella ci mette una pezza. Sul fronte opposto Castagna serve Trofa che per poco non trova l’impatto vincente di testa. Al 60′ tris del Savoia: ripartenza fulminea del neo entrato Di Paola al posto di Galizia,che serve sul secondo palo l’inserimento perfetto di Caso Naturale che da due passi non sbaglia e fa tre 3-0.

Poker e notte fonda per il Real Forio– I biancoverdi prima della terza rete,hanno tentato il tutto per tutto per accorciare lo svantaggio,ma al 64′ Fava Passaro cala il poker con un colpo di testa su una respinta corta di Mennella su un cross partito dai piedi di Di Paola. Il tecnico Fabiano manda in campo Esposito al posto proprio di Fava Passaro che esce tra gli applausi del Giraud. Nei biancoverdi dentro Chiaiese fuori Vitagliano. Dopo poco sono ancora i biancoscudati ad avere la palla gol del 5-0 con Esposito che da due passi calcia addosso a Mennella. I foriani sembrano aver accusato il colpo ed al 71′ Di Paola impegna Mennella che devia in corner. Al’80’ si fanno vedere in vanti i biancoverdi,che sfiorano il gol: contropiede di Piccirillo che serve Filosa defilato in area,ma la conclusione del giovane calciatore termina sull’esterno della rete. Arriva però il gol della bandiera ospite. Al minuto 87′ ingenuo fallo di Del Prete che sgambetta Rubino  in area, è calcio di rigore. Sul dischetto si presenta lo stesso attaccante che batte Pezzella e fa 4-1 e riapre le speranze di qualificazione,che però dopo 4′ di recupero si spengono con la gara che termina e parte la festa del Savoia.

 

Scafati- Castellammare: 150 anni di carcere per il clan Loreto-Ridosso

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Chiesto più di un secolo e mezzo per le estorsioni aggravate dal metodo mafioso al clan Loreto-Ridosso.

La Procura di Salerno ha chiesto più di un secolo e mezzo per le estorsioni aggravate dal metodo mafioso ai danni di alcuni imprenditori di Scafati e delle zone vesuviane compiute dal clan Loreto- Ridosso. Come riportato dal Metropolis: “Pene più elevate chieste al gup Mariella Zambrano dal pm Giancarlo Russo per Gennaro Ridosso, Roberto Cenatiempo (15 anni), Luigi Ridosso (14) e Luigi Di Martino alias ‘o profeta (12 anni). Otto anni per Luigi Ridosso. Pene minime per i collaboratori di giustizia Romolo Ridosso (2 anni), Pasquale Di Fiore (4), Giovanni Messina (2,6), Dario Spinelli (2 anni e mezzo) e Alfonso Loreto (da quantifcare ma il pm ha chiesto il minimo). Cinque anni la richiesta per l’ex primula rossa Pasquale Loreto, padre di Alfonsino. Poi un anno e mezzo per Giuseppina Casciello, 8 e 6 mesi per Giovanni Cesarano, 4 anni e mezzo per Francesco Paolo D’Aniello, 8 anni per Giuseppe Iorio alias “Peppe o’ killer”, 10 anni a Mario Di Fiore alias “o’ cafone”, 4 anni e mezzo per Giovanni Vincenzo Immediato, 6 anni e mezzo per Antonio Matrone detto Michele, 6 anni per Francesco Matrone, 3 anni per Giuseppe Morello, 3 e mezzo per Francesco Nocera alias “cecchetto”, 5 anni per Vincenzo Pisacane alias “Coccodè”, un anno e mezzo Mario Sabatino”.

 

Fonte: Metropolis

Trasferita da un ospedale ad un altro per 5 ore: muore in ambulanza

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Trasferita da un ospedale ad un altro per 5 ore: muore in ambulanza

Lascia senza parole la morte di Barbara di Matteo, la 50enne trasferita da un ospedale all’altro per il malfunzionamento dei macchinari e per altri motivi ancora da accertare, dei nosocomi in cui è giunta. Un odissea durata 5 ore, riportata dal Mattino.

La donna, originaria di Omignano (Salerno), martedì aveva accusato un malore, la febbre era molto alta. Le sue condizioni appaiono subito critiche quando giunge al primo ospedale, il San Luca di Vallo della Lucania. Lì i sanitari ritengono opportuno sottoporla ad una Tac, ma il macchinario è guasto da vari giorni per cui si decide il trasferimento all’ospedale di Battipaglia. Anche lì però, per situazioni ancora da chiarire, i medici predispongono un ulteriore spostamento. Si decide per il San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno.

Neanche il nosocomio salernitano è però in grado di dare una sistemazione e cure appropriate alla donna. Inevitabile la decisione di un altro spostamento, questa volta al Cardarelli di Napoli.

Durante l’ennesimo trasporto in ambulanza Barbara di Matteo muore per una grave emorragia celebrale, lasciando un marito e un figlio di 17 anni.

Un episodio questo che ha messo in evidenza le varie mancanze degli ospedali in cui si è tentato di ricoverare la donna. Il San Luca di Vallo della Lucania ieri ha aggiustato il macchinario per effettuare la Tac, inconcepibile che sia stato non funzionante per vari giorni.

Elezioni: le promesse di Vie En Rose si sprecano (Lo Piano e SaintRed)

Dopo il 4 marzo, una volta che le promesse di tutti i candidati Premier saranno, com’è prevedibile, “mantenute”, la nostra vita potrebbe avere un cambiamento radicale, essere tutta in discesa: in parole povere, una splendida Vie En Rose 
 
Le Promesse :
Abolizione del canone Rai, del bollo di circolazione, delle tasse universitarie, pensioni a 60 anni, sgravi fiscali fino al 15%, redditi vari di sopravvivenza garantiti.
In questo ricco paniere di agevolazioni, detrazioni fiscali, di aiuti economici, nessuno ha parlato di funerali. Se saranno “offerti” dallo Stato, al momento del decesso, ognuno di noi potrebbe morire in pace, avendo cassa e funerale assicurato.
In questo contesto, si potrebbero invitare i candidati Premier, a formulare una proposta, una leggina per il loculo; purtroppo, questo tema ancora non e’ stato discusso nelle aule di Palazzo Madama e di Montecitorio, una problematica rimasta irrisolta.
Dal Sogno alla realta’ :
Perche’ possano divenire realta’ le promesse fatte in campagna elettorale, ci vorrebbe la bacchetta magica di Maga Maghella, altro che studi approfonditi di emeriti economisti, o di improvvisati chiromanti politici.
Il Lavoro questo sconosciuto :
Tutti parlano di lavoro, ma nessuno sa come fare a colmare questa lacuna che da anni rappresenta una vera e propria falla nel nostro tessuto sociale. La disoccupazione continua ad essere la 1a causa del nostro dissesto economico; dare piccoli contentini ai milioni di Italiani che ancora annaspano solo per poter sopravvivere, non serve a nulla, una sola boccata d’aria, non riesce a riempire i polmoni.
Ognuno avra’ la sua baby pensione? la paghetta mensile anche senza lavorare? i giovani non possono e non devono restare a casa, o ancor peggio espatriare solo perche’ in Italia non si trova un posto neppure con il lanternino.
La favola del milione di posti e’ ridicola, come tutti i futuri incentivi che verranno dopo il 4 Marzo. Speriamo che dopo tale data, i Cittadini Italiani possano avere solo la possibilita’ di sopravvivere con un posto lavoro duraturo e non vengano ancora presi in giro da una classe politica sempre piu’ bugiarda e ipocrita.

Lega – L’avv. Giulia Bongiorno come capolista : “Mi ha colpito la nitidezza di pensiero di Salvini”

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Il leader della Lega annuncia il nome di Giulia Bongiorno come capolista, la Bongiorno dichiara: “Mi ha colpito la nitidezza di pensiero di Salvini sulle regole e le sanzioni”.

Matteo Renzi ha annunciato la candidatura di Siani e Cantone per il Parlamento, ora tocca al leader della Lega Matteo Salvini, che in una conferenza stampa a Montecitorio, ha annunciato Giulia Bongiorno come capolista della Lega: «Giulia Bongiorno si candida come capolista della Lega in diversi territori del Paese».

Si tratta dell’avvocato penalista che difese Giulio Andreotti e che è stata presidente della commissione Giustizia della Camera, nonché eletta alla Camera per la prima volta nel 2006 con An e che ha poi seguito l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini nella scissione del Pdl aderendo a Futuro e libertà. Inoltre è un membro dell’Associazione “Doppia difesa” contro la violenza sulle donne .
Entusiasmo nelle parole del leader Salvini per un nome così autorevole ed importante:

«È – ha spiegato Salvini – il segno di una Lega che cresce, coinvolge, punta su professionalità della realtà civile soprattutto nel campo della difesa della sicurezza, dei diritti delle donne, della riforma della Giustizia».

L’avvocato Bongiorno si sente emozionata per il ruolo che investe e si dice speranzosa per la collaborazione al fine di costruire un’Italia più regolamentata :
«Sono emozionata di riprendere questo percorso, contenta di un’interlocuzione continua con Salvini. Voglio un’Italia con meno contumaci, perché ci si deve mettere la faccia, e con più regole che ci garantiscono la libertà. Mi sentivo un po’ contumace. Portavo avanti battaglie seduta nel mio ufficio. Ma se non si è in Parlamento le cose si dicono ma non si fanno. A tutto pensavo tranne che potessi correre con Salvini. Ma negli anni mi esprimevo e mi si diceva che la mia posizione era interessante, “ma dovevo stare attenta, perché quello che dicevo io lo diceva anche Salvini”».

«Si chiamava Lega Nord, sembrava un partito di maschilisti. Avevo una certa diffidenza. Mi ha colpito la nitidezza di pensiero di Salvini sulle regole e le sanzioni. Questo è un Paese in cui ci si è dimenticati cosa sono le sanzioni. L’Italia è diventato il paese della cuccagna per chi delinque», ha detto Bongiorno. «Ho già una legge nel cassetto -ha annunciato l’avvocato penalista – stop ai bambini utilizzati come merce di scambio quando i genitori litigano». Quanto alle polemiche sui vaccini ha sottolineato: «Ho vaccinato mio figlio, ho una lista di circa 12 vaccini. Quando Salvini dice di riflettere sull’obbligatorietà dei vaccini rende manifesta alcune perplessità che vengono espresse anche dalla comunità scientifica. Ho sempre condiviso la posizione di Salvini».

«In questo Paese si fanno norme slabbrate che poi il magistrato interpreta come vuole. Chi le scrive non ha calpestato la polvere dei tribunali. Pensiamo alla legge sullo stalking: era stata svuotata per un errore da un provvedimento del ministro Orlando. Abbiamo dimenticato totalmente che cosa sia una sanzione. Se fai un omicidio e ti beccano in flagranza rischi di avere uno sconto di pena. Io non ho ansia di libertà. Sono favorevole a regole, sanzioni e divieti. Suona antico? No, suona buono. Èun deterrente per i futuri reati e così evitiamo di importare immigrazione».

«Lo dicono alcuni magistrati che l’Italia sia diventata una sorta di Paese della cuccagna per i delinquenti che arrivano da tutte le parti. Il delinquente non è stupido: preferisce l’Italia perché trova impunità e sconti di pena garantiti dalla cosiddetta ‘lavanderia giudiziarià», ha insistito la Bongiorno. E assicura impegno anche in tema di immigrazione e di tutela delle donne, italiane ed immigrate»

Inoltre si sofferma anche sulla questione delle case chiuse, condividendo il parere del leader del Carroccio: «Io non ne posso più del caos, c’è il far west, c’è bisogno di una regolamentazione, a mio avviso serve una disciplina».

Campione d’Italia, il Casinò: Dalle Stelle Alle Stalle (Lo Piano e Saint Red)

Campione d’Italia, uno dei 4 Casino’ esistenti in tutto il nostro territorio nazionale, ha chiuso i battenti. Dopo qualche decennio di splendore, la casa da gioco, ha avuto un declino costante che l’ha portata dalle stelle alle stalle. 

I debiti della Societa’ che gestisce il Casino’, ammontano a circa 60 milioni di franchi, di cui 30 dovuti al Comune di Campione, altri 30 alle Banche. A questi bisogna aggiungere gli stipendi arretrati, visto che da 4 mesi, i quasi 500 dipendenti non ricevono un franco, e per questo motivo, hanno deciso di incrociare le braccia. I lavoratori, temono lo spettro della cassa integrazione, seguita dal licenziamento. 

Il Casino’ di Campione d’Italia, ha sede nell’enclave italiana in territorio svizzero, la Procura di competenza e’ quella di Como, i magistrati,  visti gli atti procedurali, hanno gia’ chiesto il fallimento per insolvenza della Societa’ che lo gestisce, l’ipotesi dolosa e’ di peculato.

Il sindaco di Campione, Roberto Salmoiraghi, ha presentato un esposto alla Procura, in quanto la Società che gestisce il casinò, è partecipata al 100% dal Comune.

Una cordata austriaca sta tentando di risollevare le sorti della casa da gioco, anche se i numeri sono deprimenti, visto che sono stati registrati 672 mila “visitatori” nel 2017; si era partiti da piu’ di un milione, ma si e’ registrata una perdita costante di 40 mila unita’ annue.

Mai era capitato che un Casino’ chiudesse i battenti, le entrate sono state sempre superiori alle uscite, tranne in alcuni casi come in quello di Venezia, in cui erano i croupier ad essere stati infedeli.

Il Comune di Campione, ha 60 giorni per evitarne il fallimento, per fare cassa l’Amministrazione ha deliberato la cessione della vicina Villa Mimosa ad una Società austriaca, la Novomatic, per 5 milioni di euro.

Gli austriaci, ne investiranno 6, in questo contesto, si sono impegnati ad assumere 74 addetti madrelingua cinesi, Nella Villa, entro il 2019, dovrebbe sorgere il Dragon Casinò per soddisfare la voglia di gioco asiatica. 

Se in Italia si favorisce il gioco d’azzardo, e’ perche’ torna utile alle casse dello Stato, nessuna importanza ha se milioni di cittadini dilapidano le loro risorse nella ricerca di una vincita che possa cambiarne l’esistenza, visto che solo uno su 50 milioni riesce a farcela.

A Campione, vi sono in ballo 500 lavoratori che perderebbero il posto di lavoro, dall’altro centinaia di migliaia di pendolari del gioco che avrebbero un’occasione in piu’ per non dilapidare i propri risparmi. dietro una roulette. E’ difficile stabilire quale possa essere il minore fra questi 2 mali.

Vomero, il Presidente Capodanno : “Intitolate a Roberto Murolo le scale di via Cimarosa!”

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Il 19 gennaio ricorre l’anniversario della nascita del grande artista

Il Presidente del Comitato dei valori collinari si sofferma sul valore dei riconoscimenti artistici . Lo fa in occasione del 19 gennaio, ricorrenza della nascita del grande artista Roberto Murolo: chiede maggiore considerazione per il cantore della musica napoletana, con la proposta d’intitolare le scale di via Cimarosa :

“Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che già in passato, ha più volte chiesto che, nell’ambito del quartiere Vomero, dove il grande artista visse e mori,  venisse intitolo un luogo pubblico a Roberto Murolo. Proposta ripresa nel marzo 2013, in occasione del decennale della morte di Murolo dall’allora presidente della municipalità Vomero-Arenella, il quale affermo ” E’ giunta l’ora d’intitolare una strada a Roberto Murolo al Vomero” ( https://vomero.napolitoday.it/vomero/via-roberto-murolo-vomero.html ), atteso che, a tutt’oggi, benché siano trascorsi quasi cinque anni,  questo impegno non è stato ancora mantenuto,  rilancia la proposta, chiedendo che al grande cantore della Napoli classica, nato il 19 gennaio 1912, del quale dunque domani cade il 106esimo anniversario della nascita, vengano intitolate le scale di via Cimarosa, poste proprio dinanzi al palazzo dove si trova la sua casa, oggi sede della fondazione Roberto Murolo.

“ In verità mi aspettavo una maggiore considerazione – afferma Capodanno – per un artista del calibro di Murolo, che ha rilanciato la canzone napoletana nel mondo intero e che tanto lustro ha dato e continua a dare a Napoli, riproponendo le più belle melodie e scrivendo pagine indelebili che fanno, a giusta ragione, parte del retaggio storico della cultura partenopea “.

“ Ma così non è stato. In verità a Murolo, nel 2014, fu intitolata una delle traverse di via Nino Bixio, nel quartiere Fuorigrotta, cosa che però fece storcere il naso a più di un estimatore del grande artista, sia per il fatto che si era scelto un tratto di strada collaterale sia perché la scelta era caduta al di fuori del territorio del Vomero, quartiere dove Roberto Murolo era sempre vissuto e dove, prima di lui aveva abitato, anche il padre, Ernesto Murolo, come ricordano le due lapidi apposte sulla facciata del fabbricato in via Cimarosa – puntualizza Capodanno -. L’idea delle scale attigue al palazzo mi è venuta in mente, osservando quanto fatto al riguardo prima per Giancarlo Siani e, più di recente, per un altro grande artista, Massimo Troisi, al quale sono state intitolale le scale di via Mariconda “.

“ Mi auguro che, in tempi brevi, questa proposta venga fatta propria anche dall’amministrazione comunale partenopea – prosegue Capodanno -. Così, come auspico, che poi venga posta in atto al più presto, rendendo così omaggio a un grande e indimenticato protagonista della canzone napoletana “.

 

Fonte: il Presidente del Comitato Valori collinari Gennaro Capodanno

 

FOTO – Vinicius Morais arrivato a Villa Stuart per le visite mediche

FOTO – Vinicius Morais arrivato a Villa Stuart per le visite mediche

Inizia l’avventura italiana per l’ultimo acquisto in ordine cronologico del Napoli, nonostante poi proseguirà la stagione in Portogallo. Ha intrapreso le visite mediche presso la clinica Villa Stuart infatti Carlos Vinicius Alves Morais, attaccante classe ’95 del Real Sport Clube. Ecco le prime foto, come riporta il sito ufficiale di Gianluca Di Marzio.

Torre Annunziata, rapina alla Farmacia Contaldo: colpo sventato dal coraggio di un titolare

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Momenti di panico alla Farmacia Contaldo di Torre Annunziata: colpo sventato dal coraggio di un medico titolare.

Ieri sera verso le 19 a Torre Annunziata ennesima rapina ai danni di un’attività commerciale: l’obbiettivo è la Farmacia  Contaldo di piazza Ernesto Cesaro. Un malvivente a volto coperto armato di una pistola di calibro 9, è piombato nel negozio, scavalcando i clienti, arrivando al bancone per minacciare la farmacista : «Dammi i soldi subito oppure ti ammazzo». Dal retrobottega della farmacia spunta uno dei camici bianchi. E’ il medico titolare della struttura. Un segno al cliente spaventato che si trova alle spalle del malvivente e poi la decisione di sventare il colpo.

Questo è uno dei casi di rapine di Torre Annunziata che stanno terrorizzando la città, ma questa volta il coraggio dell’imprenditore del negozio è stato fondamentale per salvare il bottino e permettere alle forze dell’ordine di procedere, molto probabilmente, all’arresto del ladro.

 

Fonte: Metropolis