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Inter Roma: dirige l’arbitro Massa di Imperia

Il big match del posticipo domenicale, Inter-Roma, sarà diretto dall’arbitro Massa di Imperia

Roma- Dopo la pausa post-festività natalizia, torna il campionato di Serie A. La Roma è impegnata contro l’Inter a San Siro, nella gara valida per la 2ª giornata di ritorno, in programma domenica 21 gennaio alle ore 20,45.

Il posticipo Inter-Roma sarà guidato dall’arbitro Davide Massa, con Damato arbitro di VAR.

Il fischietto di Imperia ha diretto la squadra giallorossa in ben undici occasioni. Il bilancio è più che positivo, si registrano infatti  6 vittorie,  4 pareggi e una sconfitta.

Nei 13 precedenti con l’Inter, sono 8 le vittorie nerazzurre, un pareggio e 4 sconfitte, tre di queste però a San Siro.

Un dato curioso riguarda le gare giocate in trasferta dalla Roma: 4 partite e 4 vittorie contro Livorno, Bologna, Cagliari Atalanta.

Maria D’Auria

Fa uccidere il genero 24enne il giorno dopo le nozze: voleva i soldi dell’assicurazione

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Ha fatto uccidere il genero 24enne il giorno dopo le nozze: voleva i soldi dell’assicurazione

Bari – Sua suocera avrebbe ideato un finto incidente stradale per ucciderlo e incassare i soldi della compagnia di assicurazione che sarebbero aspettati alla moglie. Un piano messo in atto mercoledì 5 ottobre 2016, appena il giorno dopo le nozze tra Girolamo Perrone e la sua compagna.

La vittima, 24 di anni, di Triggiano, è morto il 10 ottobre, dopo 5 giorni di agonia all’ospedale di Venere di Bari. Da quel momento per gli inquirenti sono emersi tanti punti interrogativi.Le indagini, proseguendo negli anni, hanno portato alla luce dei particolari inquietanti: la suocera, Anna Masciopinto, avrebbe pianificato l’omicidio di Girolamo servendosi della complicità del fratellastro, Vito D’Addabbo, e del pregiudicato Rocco Michele Caringella. Tutti e tre avrebbero poi incassato il risarcimento della compagnia di assicurazione.
Rimangono ancora molti elementi da chiarire, come il ruolo della vedova Perrone al momento non indagata.

Alle ore 23 del 5 ottobre 2016, Vito D’Addabbo chiama sia i carabinieri che il 118, avvertendoli di aver investito un uomo che “è sbucato dalle campagne”. Quando i soccorritori arrivano sul luogo, trovano Perrone gravemente ferito sul lato destro della carreggiata e l’auto guidata da Vito D’Addabbo con “il parabrezza sfondato e vistose ammaccature nella parte anteriore”.

Da chiarire anche come la vittima sia giunta in quella strada tra Adelfia e Cassano delle Murge, nel Barese.

Il ruolo del terzo personaggio implicato, Rocco Michele Caringella, sarebbe stato quello di programmare le modalità per inscenare il finto incidente. L’uomo è già in carcere per un’altra causa e non è la prima volta che avrebbe messo assegno truffe alle compagnie di assicurazione.

Si parla di omicidio premeditato anche basandosi sulla data in cui D’Addabbo ha stipulato la polizza assicurativa alla sua auto, ovvero pochi giorni prima che investisse il fratellastro.

Gli inquirenti intanto già sanno che pista seguire per ricostruire in modo fedele quello che è realmente accaduto quel 5 ottobre 2016.

Rapina coppia e spara al complice: l’accaduto

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Rapinano coppia di ragazzi, dopo reazione della vittima, spari all’impazzata

Hanno rapinato una coppia che si era appartata in un’area isolata di campagna. Alla reazione della vittima uno dei ladri ha perso la testa e ha cominciato a sparare all’impazzata, ferendo il fidanzato e colpendo mortalmente lo stesso suo complice che lottava con la vittima.

Dopo 24 ore di indagini, la Procura della Repubblica di Napoli Nord e i Carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa sono risaliti all’identità del cadavere trovato nella notte tra giovedì e venerdì nelle campagne di Teverola, grazie ai  fermi del bulgaro di 37 anni I. T. H. e dell’italiano C.C. di 28 anni.

Un caso reso più complicato dalla circostanza che proprio nelle vicinanze del luogo in cui era stato ritrovato il cadavere, era stata denunciata una rapina perpetrata ai danni un ragazzo e una ragazza italiani. Il giovane aveva reagito ed aveva riportato una ferita di arma da fuoco alla gamba destra. Il cadavere, identificato nell’albanese A.H..

Al termine delle veloci attività investigative, C. dovrà rispondere solo della rapina, avendo accompagnato H. e H. sul posto dove erano appartati i fidanzati. Fin qui lo stesso C. ha raccontato tutto ai militari dell’Arma che lo hanno identificato dopo poche ore dall’accaduto. Il fermato ha parlato dei due stranieri, sue conoscenze, con i quali si era visto precedentemente verso la mezzanotte di venerdì, consapevole che avrebbero dovuto rapinare una coppietta che si era appartata.

Il fidanzato ferito è stato poi ricoverato d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli e operato.

Oggi avvenne: Un gol di Renica in Fiorentina-Napoli 1-3 nella coppa Italia del 1988

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Oggi avvenne: Un gol di Renica in Fiorentina-Napoli 1-3 nella coppa Italia del 1988

Il giorno 20 gennaio il Napoli ha giocato tredici partite, undici in serie A, una in serie B ed una in coppa Italia, ottenendo tre vittorie e sette pareggi, con tre sconfitte.

Ricordiamo il 3-1 a Firenze nel ritorno degli ottavi di finale della coppa Italia-1987/88

Questa è la formazione schierata da Ottavio Bianchi:

Garella, Bigliardi, Francini, Filardi, Ferrario, Renica, Careca (46′ Giordano), De Napoli (46′ Sola), Carnevale, Maradona, Romano

I gol: 33′ Di Chiara, 50′ Carnevale, 72′ Renica, 81′ Carnevale

Dopo aver perduto la gara d’andata al San Paolo per 3-2 (gol di Maradona, Carobbi, Onorati, Careca e Diaz), il Napoli seppe ribaltare la situazione nel ritorno a Firenze passando il turno. Il cammino in quella coppa Italia terminò nei quarti di finale per mano del Torino di Gigi Radice. La coppa la vinse la Sampdoria di Boskov.

A Firenze uno dei sedici gol azzurri di Alessandro Renica. Il difensore ha giocato 194 partite con la maglia del Napoli: 136 in serie A, con 10 gol, 39 in coppa Italia, con 5 reti, e 19 in Europa, con la rete alla Juventus nel derby italiano nella coppa Uefa-1988/89.

Coca-Cola Company, entro 2025 confezioni 100% riciclabili

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The Coca-Cola Company ha annunciato che entro il 2025 le confezioni in commercio saranno 100% riciclabili e il riciclo dell’equivalente del 100% delle stesse entro il 2030.

Un nobile obiettivo quello espresso dalla Compagnia di una delle bevante più vendute al mondo. James Quincey, presidente e Ceo di The Coca-Cola Company parla del recupero del packaging come un problema che affligge tutto il mondo. Dovere di una ricca e forte azienda quello di limitare i danni, finchè si è ancora in tempo, investendo su una strategia che punti al riciclo e allo smaltimento del materiale considerato di “rifiuto”.

Coca-Cola ha quindi deciso di investire sul packaging: entro il 2025 tutte le confezioni prodotte da The Coca-Cola Company saranno riciclabili a livello globale. L’Azienda produrrà confezioni migliori, sia con l’impiego di un maggior numero di materiali riciclati, sia sviluppando resine a base vegetale o riducendo la quantità di plastica presente in ogni contenitore. Entro il 2030 inoltre, produrrà bottiglie costituite per il 50% da materiale riciclato.

Coca-Cola potrebbe aprire la strada verso un nuovo standard globale per il packaging delle bevande. Ad oggi, la maggior parte delle confezioni usate dall’ Azienda è riciclabile. In Italia, già oggi, tutte le confezioni sono 100% riciclabili. Un investimento che deve aiutare anche i consumatori a prendere maggior consapevolezza in tema di riciclo, infatti l’Azienda impegnerà risorse per aiutare i consumatori a capire cosa, come e dove riciclare, lavorando accanto alle comunità locali, i partner industriali, i clienti e i consumatori per contribuire ad affrontare problemi quali la spazzatura e i rifiuti che ritroviamo nei nostri mari.

 

 

 

 

Il report odierno della sessione mattutina di allenamento del Napoli

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Il Napoli ha svolto una sessione di allenamento mattutino in vista della partita di domani

Il Napoli in vista del lunch match delle ore 12:30 di domani per l’anticipo della 21esima giornata di Serie A contro l’Atalanta, ha svolto una sessione di allenamento mattutino a Castelvolturno.

Questo il programma dell’allenamento svolto dal Napoli sotto la supervisione del mister Maurizio Sarri.

La squadra ha svolto attivazione in avvio e successivamente partitina a campo ridotto.

Di seguito seduta tecnico tattica e fasi di svolgimento di gioco.

Chiusura con esercitazioni su calci da fermo.

Ha lavorato col gruppo Hamsik che partirà per Bergamo.

Fonte:sscnapoli.it

Monchi: “Non si va in cerca di offerte, ma se arrivano è mio dovere valutarle”. Di Francesco: “Ci vuole coraggio. Dzeko gioca dal 1′, Perotti non convocato”

NOTIZIE AS ROMA – Il calciomercato impazza e le voci relative ai trasferimenti di molti calciatori da Trigoria al’estero stanno destabilizzando l’ambiente proprio nell’aprossimarsi dell’importantissima gara contro l’Inter Per questa ragione, il ds giallorosso Monchi è appena intervenuto ad introduzione della conferenza stampa di Di Francesco con queste parole: “Volevo parlare in spagnolo perché voglio che il messaggio arrivi chiarissimo. Voglio anche che i miei tifosi lo capiscano e quindi parlerò in italiano. Tolgo poco tempo al mister, alla vigilia di una partita così, ma siamo costretti a fare chiarezza. Non è una colpa avere giocatori forti che interessano a tanti club. Se arrivano offerte importanti è mio dovere come ds valutare le offerte, come gli altri ds valutano quelle che faccio io. Lo stesso che ho fatto a Siviglia e fortunatamente ha avuto risultati. Anche qui sono in condizione di prendere tutte le decisioni che ritengo giuste per il club. Sono convinto di aver fatto il triplo delle telefonato per comprare giocatori di quelle che ho ricevuto. Il nostro obiettivo è sempre lo stesso, rinforzare la squadra. La Roma non va in cerca di offerte in giro per il mondo. Un direttore sportivo non è mai contento quando i nomi dei calciatori escono sui giornali ma non stiamo dormendo”.

Ecco, invece, le parole del tecnico Eusebio Di Francesco alla vigilia di Inter-Roma sgravate dai contenuti relativi al calciomercato affrontati da Monchi: “A livello di strutturazione questa pausa non mi è piaciuta. Avere una settimana sola per preparare la partita non va bene. I ragazzi li ho trovati bene, anche se c’è stato qualche piccolo incidente di percorso come nel caso di Perotti hanno la voglia di riprendersi i punti lasciati per strada. Ho chiesto la concretezza, la spensieratezza, la forza, la qualità delle giocate. Non posso soffermarmi sul primo tempo contro l’Atalanta in cui la squadra non ha giocato, ci vuole coraggio. Dobbiamo migliorare la capacità di essere determinati, decisi sotto porta attaccandola meglio sotto tutti i punti di vista. Dzeko gioca dal 1’, motivatissimo e voglioso di far bene. De Rossi sarà convocato, mentre  Gonalons e Perotti resteranno qui, con la speranza di recuperare il secondo per la gara contro la Sampdoria. Credo che il futuro un po’ ce lo siamo costruiti. Io sono sereno e per quello voglio che ci siano le prestazioni, gli atteggiamenti giusti. Non mi piacciono le parole ma i fatti e noi abbiamo pochi fatti, abbiamo smarrito certe cose e dobbiamo recuperarle il prima possibile. Io non penso che scendiamo in campo per arrivare ottavi così come non ho ai parlato di scudetto, ho detto che possiamo dar fastidio agli altri. Questa sarà una settimana importante per dare una risposta alla gente ma non si scende in campo demotivati o sennò me ne starei a casa io se pensassi una cosa del genere. Il fatto di accontentarsi è inconscio. Ci esaltate in maniera eccessiva quando le cose vanno bene, si vive di eccessi. Detto questo, forse realmente non siamo competitivi al livello di chi ci precede, ma l’anno scorso la squadra è uscita ai preliminari di Champions quindi qualcosina di buono l’abbiamo fatta. Mi auguro che le voci di mercato non influenzino i calciatori coinvolti ma ho cercato di alzare al massimo l’attenzione sul senso di appartenenza, sul sentirsi parte del contesto. L’allenatore odia questo periodo di calciomercato, il giocatore la vive in modo differente ma pretendo che sia come ho detto. Schick? Non parlo di singoli, è un ragazzo che ha bisogno di crescere, se uno non è libero nella testa fa fatica con qualsiasi modulo. Deve ritrovare la condizione con se stesso e poi sarà il campo a parlare ma sono contento di come si è allenato in questi giorni”

Atalanta-Napoli, i convocati di Sarri: presente anche Hamsik

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Il Napoli ha reso nota la lista dei 22 convocati in vista della partita contro l’Atalanta

Il Napoli nel lunch match di domani, domenica 21 gennaio, sfiderà l’Atalanta allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia. Maurizio Sarri ha reso nota la lista dei 22 convocati, in cui appare anche il recuperato Marek Hamsik che però si è allenato soltanto oggi con la squadra (ieri allenamento in palestra). Questa la lista dei convocati:

PORTIERI – Rafael, Reina, Sepe

DIFENSORI Albiol, Chiriches, Mario Rui, Hysaj, Koulibaly, Maksimovic, Maggio, Tonelli

CENTROCAMPISTI Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Rog, Zielinski, Giaccherini

ATTACCANTI Ounas, Callejon, Insigne, Mertens.

Giaccherini, l’agente: “La trattativa con il Chievo procede, ma sull’ingaggio guadagnato non facciamo sconti”

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Le parole dell’agente di Emanuele Giaccherini, Furio Valcareggi ai microfoni di Radio Crc

L’agente di Emanuele Giaccherini, Furio Valcareggi, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc rilasciando alcune dichiarazioni: “Noi abbiamo avuto contatti stretti con Romairone del Chievo, andiamo volentieri al Chievo. La trattativa sta procedendo, nel calcio un calciatore guadagna per ciò che ha fatto e non per ciò che farà. Giaccherini guadagna quei soldi perché ha vinto scudetti, ha giocato in Europa ed ha realizzato 6 gol in 29 presenze. Non c’è possibilità di ridurre l’ingaggio. Non andiamo a chiedere 1.8 al Chievo, ma sul guadagnato non facciamo sconti. Intendo che non intendo spalmare questa cifra. Se non ci accordiamo rimarremo a Napoli: ci si allena anche a non giocare, è un allenamento negativo ma lo si fa. La sensazione però che qualcosa si farà. La chiave di volta è il Napoli perché il Chievo vuole Emanuele fortemente e noi vogliamo andare lì. Il 29 agosto Corvino mi chiamò che voleva il ragazzo, ma De Laurentiis ci disse che era incedibile. Non c’è nessuna tensione tra noi e il Napoli, ora dipende tutto da lui. C’è questo scoglio economico come detto. Noi cerchiamo una separazione consensuale con il Napoli. Secondo me alla fine andremo al Chievo: è un mio pronostico. E’ una mia speranza”.

Cinema, Marinelli racconta De Andrè Principe Libero

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Fabrizio De André´, Principe Libero arriva nelle sale e in televisione in concomitanza con i due anniversari che ne racchiudono il viaggio: quello della scomparsa, l’11 gennaio 1999, e quello della nascita, il 18 febbraio 1940. Il biopic su uno dei più grandi cantautori italiani sarà nelle sale  il 23-24 gennaio e su Rai Uno il 13-14 febbraio.

MARINELLI-FABER

Luca Marinelli (David di Donatello per Lo chiamavano Jeeg Robot, già diretto da Costanzo, Virzì, Sorrentino, Caligari, i fratelli Taviani) attraverserà le tappe più importanti della vita e della carriera del cantautore, dalla prima passione per la chitarra, i contrasti in famiglia, gli amori e i figli fino, ai primi concerti, al successo e al sequestro in Sardegna. Una sfida immensa quella di raccontare in 192 minuti la vita di colui che Fernanda Pivano ha definito “la voce di Dio”. E se c’è chi ha storto il naso di fronte a un De Andrè con un – seppur leggero – accento romano e il figlio Cristiano ha definito il progetto “inutile”; la moglie di De André Dori Ghezzi ha invece promosso a pieni voti Marinelli che sul set ha cantato molte delle canzoni, da La canzone dell’amore perduto a Il pescatore, anche se la voce dell’unico vero Faber certo non manca.

Nel cast della co-produzione di Rai Fiction e Bibi Film anche Elena Radonicich, nel ruolo della prima moglie di De André, Enrica Rignon, Valentina Bellè, che interpreta invece Dori Ghezzi, mentre Ennio Fantastichini è il padre Giuseppe De Andrè.

 

 

Coppa del Mondo spada femminile – Sette spadiste italiane approdano al main draw

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Sette spadiste italiane avanzano al tabellone principale sulle pedane di L’avana

Sette atlete italiane torneranno in pedana nella mattinata cubana per la seconda giornata di gara della tappa del circuito di Coppa del Mondo di spada femminile.

E’ questo l’esito della prima giornata svoltasi nel pomeriggio e nella notte italiana che è stata interamente dedicata alla fase di qualificazione.

Francesca Boscarelli, Brenda Briasco ed Alberta Santuccio hanno superato brillantemente la fase a gironi raggiungendo così Rossella Fiamingo e Mara Navarria nel tabellone principale.

Per le altre cinque azzurre si sono aperte invece le porte del tabellone di qualificazione, dalla quale sono uscite indenni Nicol Foietta e Giulia Rizzi.

Stop nel tabellone preliminare invece per Alice Clerici, Roberta Marzani e Marta Ferrari.

Era stata eliminata invece nella fase a gironi Luisa Tesserin.

 COPPA DEL MONDO – SPADA FEMMINILE – L’Avana, 19-21 gennaio 2018

Tabellone delle 64

Foietta (ITA) – Popescu (Rou)

Boscarelli (ITA) – Udrea (Rou)

Briasco (ITA) – Mroszczak (Pol)

Fiamingo (ITA) – Brunner (Sui)

Rizzi (ITA) – Santuccio (ITA)

Navarria (ITA) – Kuusk (Est)

PROGRAMMA GARE

Sabato 20 gennaio

Tabellone principale | t.64 – ore 9.00 (15.00 in Italia)

Quarti di finale – ore 14.00 (20.00 in Italia)

Finale – ore 16.00 (22.00 in Italia)

 Domenica 21 gennaio

Gara a squadre

Tabellone delle 16 – ore 11.00 (17.00 in Italia)

Quarti – ore 13.00 (19.00 in Italia)

Finale 3°-4° posto -ore 15.00 (21.00 in Italia)

Finale – ore 16.00 (22.00 in Italia)

Shutdown: Governo degli Stati Uniti “chiude” per mancanza di fondi

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A quasi un anno dall’insediamento del Presidente Donald Trump, Repubblicani e Democratici non trovano l’accordo sul budget del Governo: è stallo

Shutdown, il Governo degli Stati Uniti “chiude” e rovina la festa a Trump

“Ostruzionisti perdenti”, ha commentato duramente la Casa Bianca in uno statement ufficiale, dopo che il Senato non è riuscito a trovare i numeri (60 voti su 100, si sono fermati a 50) per far passare la legge sul rifinanziamento delle agenzie governative del Paese. Che ora si trova bloccato, per la seconda volta dal 2013: fino a quando le due parti non troveranno un accordo, persisterà il regime di shutdown e quasi 700mila dipendenti pubblici resteranno a casa

Shutdown poteva essere, shutdown è stato. A quasi un anno esatto dall’inizio del mandato di Donald Trump, il governo degli Stati Uniti d’America è ufficialmente in ghiaccio. Il Senato, infatti, non ha trovato la quadra per l’approvazione della legge per rifinanziare le spese governative. La deadline era fissata per venerdì 19 gennaio 2018, a mezzanotte. E nonostante i tentativi in extremis del Congresso, al termine di una 48 ore frenetica ma inconcludente tra le stanze del potere di Washington, tutte le attività “non essenziali” del governo sono state interrotte. E lo saranno fino a quando Repubblicani e Democratici non troveranno una soluzione per alimentare di nuovo il budget governativo.

Sullo shutdown c’è sempre stata molta “letteratura”, ma in pochi hanno veramente idea di come funzioni. Politicamente, di solito, la tendenza è questa: quando il Presidente è dei Repubblicani si dice che è colpa dei Democratici che fanno ostruzionismo. E quando il Presidente è Democratico si incolpano i Repubblicani per lo stesso motivo. Un gioco delle parti facilitato, in genere, dalla composizione ibrida del Congresso (quando, ovvero, ci sono due maggioranze diverse tra Camera e Senato, una democratica e una repubblicana), ma che può registrarsi anche in un contesto con maggioranze “monocolore” (come, del resto, sta accadendo in queste ore). Un gioco che allontana lo stesso Congresso, probabilmente, dalla realtà delle persone, dalla gente comune e dagli stessi dipendenti pubblici, i cui stipendi dipendono dai fondi stanziati dal Congresso medesimo.

Tecnicamente, la procedura è invece questa. Secondo quanto sancito dal’Antideficiency Act, il sistema prevede che, senza l’approvazione dei relativi stanziamenti, che essi siano annuali o a breve termine, le attività governative non essenziali devono essere sottoposte a un arresto (appunto, a uno shutdown), fino all’approvazione di un successivo rifinanziamento. Se il budget non viene coperto dai fondi attraverso un accordo politico entro la deadline prestabilita, accordo votato a maggioranza dai due rami del Congresso, le principali attività amministrative delle agenzie governative sono costrette a lavorare con una percentuale risicata di dipendenti pubblici. In questo caso, ben 692.900 mila persone assunte dal governo non potranno lavorare perché manca, di fatto, la copertura finanziaria per pagarli. Di questi, spiccano i 370.000 (pari al 50%) dell’agenzia federale della Difesa, i 41.600 dell’agenzia Health and Human Services (55%) e i 56mila (pari all’80%) del Dipartimento “Intern”, che ha in mano la gestione e la conservazione della maggior parte delle risorse naturali del Paese. Oltre ai 1056 dell’Ufficio del Presidente che rimarranno a casa, a fronte dei 659 considerati invece “essenziali”. Parchi nazionali, zoo e musei gestiti da agenzie governative – quindi i principali – saranno chiusi. Così come gli uffici che elargiscono i permessi per il possesso delle armi.

Il budget del governo americano, i cui piani di spesa per le principali attività amministrative vengono generalmente chiusi l’1 di ottobre con l’inizio dell’anno fiscale, si è esaurito già da una manciata di settimane. E fin da dicembre c’era chi paventava la possibilità che si potesse concretizzare uno shutdown. Per questo la Camera, dove i Repubblicani hanno un’ampia maggioranza, ha approvato giovedì 18 gennaio una legge che garantiva (e garantisce) il ritrovamento delle risorse finanziarie per le attività governative almeno fino a metà febbraio. Il problema, però, è sorto al Senato. Per far passare la legge anche al secondo ramo del Congresso, infatti, sono necessari 60 voti su 100. I Repubblicani, dopo la sconfitta elettorale in Alabama di dicembre, arrivano potenzialmente a 51 (52 comprendendo il vice-presidente Mike Pence, che ha facoltà di voto). Un numero insufficiente, che ha costretto (e costringerà) il partito di maggioranza a sedersi attorno a un tavolo con i Democratici, per convincere almeno 9 di loro a votare la legge.

Le trattative delle ultime ore prima della scadenza della deadline sono fallite tutte. Il voto in Senato nella notte di venerdì 18 gennaio è finito 50 a 49. I Democratici al Senato infatti non hanno considerato per nulla sufficiente il testo votato a maggioranza alla Camera dai Repubblicani, principalmente perché manca una soluzione per coloro che, con l’abolizione del programma DACA, perderanno l’immunità dall’espulsione: il riferimento è ai cosiddetti “Dreamers”, i figli di immigrati irregolari arrivati negli Stati Uniti da piccoli e sulla carta anch’essi irregolari, ma protetti dal programma “Deferred Action for Childhood Arrivals”, approvato da Obama e difeso dai Democratici, smantellato da Trump e dai Repubblicani. Repubblicani che hanno provato fino all’ultimo, per convincere i Dem, a proporre in alternativa un piano di copertura per le spese sanitarie per 9 milioni di bambini, osteggiato persino da una parte dei Repubblicani, ma ampiamente sostenuto da Trump per evitare lo shutdown. Viceversa, una parte dei Democratici aveva anche messo sul piatto la possibilità di inserire il muro al confine con il Messico nel tavolo della trattative, a patto di garantire la protezione ai Dreamers del programma Daca. È andata male, non è stata sufficiente nessuna di queste soluzioni, il compromesso non è stato trovato. Solo una manciata di Democratici ha infatti votato a favore della legge: tra questi Joe Manchin, Joe Donnelly, Heidi Heitkamp, Claire McCaskill. E nemmeno tutti i Repubblicani hanno detto sì: Rand Paul, Lindsey Graham, Mike Lee e Jeff Flake si sono detti infatti contrari alla proposta di legge. Mentre John McCain, in lotta contro il cancro, era assente dall’aula.

Il tweet di Donald Trump

Proprio Donald Trump, a un paio d’ore dalla mezzanotte di venerdì 19 gennaio, con lo spettro dello shutdown sempre più in avvicinamento, aveva attaccato i Democratici in un tweet incolpandoli dello stallo al Senato: “Non sembra per niente buono, per il nostro grande esercito o per il mantenimento della sicurezza sul pericoloso confine meridionale. I Dems vogliono lo shutdown per contribuire ad arginare il grande successo dei tagli fiscali (della riforma Trump, ndr), cosa stanno facendo alla nostra economia in piena espansione” ha tuonato il Presidente. Lo shutdown, infatti, blocca le principali attività governative e condiziona la qualità del loro operato. E ora a Trump tocca vivere l’esperienza già vissuta da Barack Obama nel 2013, quando con un Congresso metà rosso (i Repubblicani controllavano la Camera) e metà blu (i Democratici il Senato), si ritrovò a dover governare gli Stati Uniti in shutdown per ben 17 giorni (dall’1 al 17 ottobre). Prima ancora era successo a Bill Clinton, che lo dovette affrontare invece in due occasioni: dal 14 al 19 novembre 1995, dal 16 dicembre 1995 al 6 gennaio 1996, per un totale di 27 giorni.

Il testo del duro statement della Casa Bianca

Ora è la volta di Donald Trump. Il cui vicepresidente Mike Pence ha definito “incosciente” l’atteggiamento dei Democratici. Mentre tramite uno statement ufficiale, la Casa Bianca ha duramente condannato il comportamento degli “obstructionist losers” (tradotto: “i perdenti ostruzionisti”), confermando il muso contro muso: “Non negozieremo sullo status di immigrati illegali (i Dreamers, ndr)”. Ma anche da parte dei Democratici, lo scontro rimane acceso: “Questo verrà definito il ‘Trump shutdown’, perché non c’è nessuno più di lui che merita la colpa per la posizione in cui ci troviamo”, ha detto in un durissimo intervento il Senatore di New York, Chuck Schumer, ribadendo: “Signor Presidente Trump, se sta ascoltando e spero di sì, il modo in cui lei si è comportato oggi in relazione a un accordo bipartisan, fa quasi sembrare che lei fosse speranzoso di uno shutdown”. Schumer ha poi attaccato: “In cambio di una protezione forte sul DACA avevo messo sul tavolo persino il muro al confine del Messico. Nonostante questo, non è stato sufficiente per convincere il Presidente a trovare un accordo”.

Intanto, se potenzialmente lo scioglimento del nodo politico potrebbe avvenire in poche ore, così come in una manciata di giorni o, peggio, di settimane, le tensioni continuano a essere molto accese. E il governo degli Stati Uniti, per ora, ha chiuso i battenti. Fino a data da destinarsi.

vivicentro.it/POLITICA
vivicentro/Shutdown: Governo degli Stati Uniti “chiude” per mancanza di fondi
lavocedinewyork/Shutdown, il Governo degli Stati Uniti “chiude” e rovina la festa a Trump (Davide Mamone)

FS Italiane: conferite le azioni ANAS

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L’intera partecipazione ANAS è stata trasferita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) a FS Italiane

L’intera partecipazione ANAS è stata trasferita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) a FS Italiane a seguito del parere positivo dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).

La sottoscrizione dell’aumento di capitale di 2,86 miliardi di euro da parte del MEF completa l’iter per la nascita del primo polo integrato di ferrovie e strade in Europa per abitanti serviti e investimenti.

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati da Renato Mazzoncini Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Italiane e Gianni Vittorio Armani Presidente e Amministratore Delegato di ANAS.

ANAS va ad affiancarsi a Rete Ferroviaria Italiana e Italferr, la controllata operativa in ambito nazionale e internazionale nella progettazione e nell’ingegneria, e alle altre Società del Gruppo, fra cui Trenitalia, Mercitalia e Busitalia, imprese di trasporto passeggeri e merci su ferro e gomma.

Nella nuova configurazione, Ferrovie dello Stato Italiane conta 81mila dipendenti, 108 miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni e un capitale investito di circa 50 miliardi di euro. Oltre a maturare nel 2018 un fatturato di 11,2 miliardi di euro e una capacità di investimento di 8 miliardi.

Il Gruppo FS Italiane dispone ora di una rete infrastrutturale, ferroviaria e stradale, di circa 44mila chilometri. I 2,3 miliardi di veicoli che percorrono annualmente 64,5 miliardi di km sulle strade e autostrade in gestione ad ANAS vanno così a sommarsi al traffico gestito dal Gruppo: circa 750 milioni di passeggeri all’anno su ferro (di cui 150 all’estero), 290 milioni su gomma (130 all’estero) e 50 milioni di tonnellate merci.

Integrazione strade/ferrovie. L’ingresso di ANAS nel Gruppo FS Italiane permette di realizzare l’integrazione infrastrutturale prevista dal Piano industriale 2017-2026.

Sarà possibile, infatti, ottimizzare i costi operativi e manutentivi delle reti, generando risparmi per almeno 400 milioni di euro nei prossimi dieci anni. L’obiettivo è potenziare gli standard di qualità e sicurezza della rete viaria e la manutenzione, a partire dalla vigilanza della sede stradale, dei viadotti e delle gallerie che su oltre 10mila km, dove le infrastrutture stradali e ferroviarie corrono in affiancamento, potrà essere effettuata in modo integrato dagli operatori di Rete Ferroviaria Italiana e ANAS. Integrazioni operative saranno possibili anche per la diagnostica predittiva. Il coordinamento fra RFI e ANAS consentirà, tra l’altro, di collegare in maniera più efficace ed efficiente i nodi logistici: porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, punti di interscambio modale.

Investimenti in Italia. Grazie al nuovo Contratto di Programma 2016-2020 con lo Stato, ANAS gestirà in maniera più efficiente i propri investimenti, con una riduzione dei costi di oltre il 3%, quantificabile in 400 milioni in cinque anni. Inoltre, nell’arco di 3 anni potrà raddoppiare la propria capacità di spesa, passando da 1,5 miliardi del 2017 ai 3 miliardi previsti nel 2020, con effetti immediati e visibili sul risanamento dei viadotti e delle gallerie, sulle pavimentazioni stradali e sulla qualità della rete.

L’adozione di processi omogenei a quelli delle altre Società del Gruppo favorirà il coordinamento delle attività progettuali e negoziali, producendo da un lato risparmi per lo Stato e dall’altro un sensibile aumento di cantieri aperti, con ricadute positive anche per il settore delle costruzioni, per l’occupazione e per l’intera economia del Paese. Nel 2018 RFI e Italferr prevedono di confermare il trend 2017, che aveva visto passare il valore dei bandi di gara pubblicati dai 3,5 miliardi del 2016 a 7,5 miliardi. ANAS, analogamente, nel 2018 passerà a 3 miliardi di euro dai 2 miliardi del 2017.

Uscita dal Perimetro della Pubblica Amministrazione. Con l’ingresso nel Gruppo FS Italiane, ANAS inizia il percorso di uscita dalla PA per raggiungere la dimensione di mercato e potrà, quindi, attuare nell’immediato un piano che possa contemplare nuove assunzioni e realizzazione di investimenti in modo più rapido ed efficiente, anche in autofinanziamento o con il supporto finanziario del gruppo.

Nuove tecnologie. Ulteriori integrazioni sono previste nella condivisione di know-how e tecnologie, sviluppando importanti progetti come le smart road, strade intelligenti che potranno essere percorse da tir elettrici e auto driverless, a beneficio della sicurezza e dell’ambiente, facendo dell’Italia uno dei Paesi pionieri in questa innovazione. Tecnologie ferroviarie come l’ERTMS, il sistema di sicurezza basato su blocco radio che gestisce l’alta velocità, potranno essere utilizzate per la sperimentazione dei nuovi sistemi di dialogo fra strada e autovettura, con la prospettiva a medio termine della guida autonoma. Inoltre la condivisione di best practice consentirà di mettere a punto nuovi strumenti per gestire in maniera innovativa il controllo della qualità delle strade e la verifica tecnica di viadotti e ponti.

 Attività all’estero. I benefici dell’integrazione saranno immediatamente percepiti anche sui mercati internazionali: il Gruppo potrà infatti presentarsi come soggetto in grado di presidiare l’intera gamma degli interventi e dei servizi legati alle infrastrutture di mobilità. Ciò si inserisce negli obiettivi di internazionalizzazione del Piano industriale decennale del Gruppo che prevede una crescita dei ricavi complessivi da attività estere dal 13% al 23%, passando da un miliardo di euro a 4,2 miliardi nel 2026.

La Givova Scafati a Cagliari con l’obiettivo di bissare il risultato dell’andata

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La Givova Scafati a Cagliari ha l’obiettivo di bissare il risultato dell’andata

Con l’obiettivo di fare punti in trasferta e di scalare le posizioni della classifica del girone ovest del campionato di serie A2, la Givova Scafati si prepara all’anticipo della diciassettesima giornata (seconda del turno di ritorno), in programma per sabato 20 gennaio, alle ore 20:30. Non sarà però facile raggiungere l’obiettivo al PalaPilastu, al cospetto della Pasta Cellino Cagliari, squadra in piena zona play-off e desiderosa confermare il suo positivo trend stagionale di fronte al pubblico amico. Nella gara di andata a campi invertiti, la Givova Scafati ebbe vita facile e riuscì ad imporsi agevolmente. Questa però sarà tutt’altra sfida, sia perché la compagine isolana è cresciuta moltissimo, sia perché sul proprio parquet ha già dimostrato di avere una marcia in più, mietendo vittime illustri.

La gestione tecnica di coach Riccardo Paolini si è finora dimostrata impeccabile, con un roster che ha nei due extracomunitari Keene (playmaker da 18 punti di media a partita) e Stephens (centro da 15,9 punti e 9,5 rimbalzi di media a partita) le sue punte di diamante, oltre ad un tiratore implacabile come Rullo (13,6 punti di media) e ad un gruppo di italiani ben assortito, che si compone dell’esperta ala grande Allegretti, della guardia Turel, dell’ala piccola Bucarelli, della guardia Rovatti, dell’ala grande Ebeling, oltre all’ex di turno Matrone, centro di comprovata affidabilità.

Dichiarazioni di patron Nello Longobardi: «Non avevo preventivato la mancata qualificazione alla Coppa Italia, perché ritengo che la nostra squadra sia attrezzata per potervi accedere, come ho sempre sottolineato a coach Perdichizzi. Questo obiettivo mancato ci ha danneggiato sicuramente sotto il profilo dell’immagine e delle aspettative, la cui unica attenuante è stata l’uscita di scena di Miles, che ha condizionato la partita giocata in casa contro Biella, che forse potevamo fare nostra. Quanto accaduto deve costituire uno stimolo in più a fare bene, già a partire dalla sfida di Cagliari, contro una squadra che, tra le mura amiche, finora ha fatto grandi cose, dispone di una coppia di americani di buon livello ed ha un giocatore molto pericoloso come Rullo, atleta che mi è sempre piaciuto molto per le sue caratteristiche. Inoltre, gli isolani hanno anche una buona guida tecnica, capace di mettere in mostra molti giovani, che hanno avuto un ruolo basilare nella conquista dell’attuale posizione di classifica, in piena zona play-off. Dovremo scendere in campo con convinzione e determinazione, per conquistare i punti in palio, fare classifica e riuscire così a chiudere la stagione regolare non più sotto del quarto posto, obiettivo minimo che ho più volte ribadito alla squadra e allo staff tecnico».

Dichiarazioni del playmaker Gabriele Spizzichini: «Ci tenevamo ad iniziare positivamente il nostro 2018 al PalaMangano e ci siamo riusciti contro Rieti, così dimenticando la sconfitta subita all’andata al supplementare. Se pensassimo però ora di andare a Cagliari e incontrare la stessa squadra che abbiamo superato alla seconda giornata, commetteremmo un errore imperdonabile, perché Cagliari è una squadra che in casa mette grinta ed energia tale da consentirle, come ha già fatto, di battere anche squadre molto forti e blasonate. Dovremo mettere in campo grande intensità, per superare una squadra che dispone di due ottimi statunitensi come Keene e Stephens e di un atleta molto pericoloso come Rullo, oltre ad un gruppo di italiani di grande talento».

Arbitreranno l’incontro i signori Moretti Mauro di Marsciano (Pg), Salustri Valerio di Roma e Centonza Michele di Grottammare (Ap).

La partita sarà trasmessa in diretta video streaming dal sito internet della Lega Nazionale Pallacanestro (tramite il servizio in abbonamento prepagato “LNP TV Pass”). Sarà inoltre trasmessa in diretta radiofonica sui sui 92,50 mhz di Radio Sant’Anna ed in streaming su ViviRadioWeb dal sito internet https://vivicentro.it/viviradioweb/ (media partner della Givova Scafati). Inoltre, sarà possibile assistere alla visione della gara in differita su TV Oggi (tasto 71 del digitale terrestre) nei giorni di martedì (ore 21:00) e, in replica, mercoledì (ore 15:00).

Rubavano Suv in Campania e rivenduti sul web: 18 denuce

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Rubavano Suv in Campania e rivenduti sul web: sgominata la banda

Rubavano Suv in Campania per essere smontati e riassemblati in Sardegna, e successivamente venivano rivenduti come usato a buon mercato con inserzioni sui siti di annunci web.

Gli agenti della sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia Stradale di Cagliari hanno sequestrato nell’ultimo anno numerosi Suv delle marche più importanti (Nissan, Ford, Ranger Rover), e hanno dato avvio ad una attività investigativa che ora sta coinvolgendo anche la Polizia Salerno e di varie altre regioni italiane.

Circa dieci fuoristrada sono stati sequestrati perché messi in ci circolazione con il numero di matricola del telaio modificato. Seguendo anche la pista dei pezzi di ricambio riassemblati, la Stradale nel corso del 2017 ha recuperato 50 motori perfettamente funzionanti e sequestrato una quindicina di aree nel Cagliaritano, utilizzate come sfasciacarrozze o autorimesse per lo stoccaggio dei pezzi di ricambio (30mila metri quadrati) diventate delle discariche abusive. Diciotto sono le persone già denunciate.

A renderlo noto è stato Giuseppe Gargiulo, il comandante del Comparto della Polizia Stradale della Sardegna, durante un’intervista sull’Unione Sarda, ha spiegato come l’indagine partita da Cagliari ora vede il supporto del Comparto della Campania e gli investigatori di Salerno. In alcuni casi gli acquirenti dei Suv riassemblati sono stati indagati per incauto acquisto, mentre in altri è risultato vittima di una truffa.

La Procura di Cagliari ha aperti vari fascicoli dopo i sequestri ottenuti dalla Stradale dei mezzi rubati, e nelle prossime settimane è possibile che tutte le inchieste vengano affidate ad un unico magistrato.

Napoli, cinquantenne muore a bordo di un autobus

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Questa mattina un 50enne napoletano, originario del Rione Sanità, è  deceduto mentre era a bordo di un autobus

Il 50enne originianrio del Rione Sanità, mentre era sul bus R4 insieme ad altri passeggeri, è stato colto da un malore quando il mezzo transitava nei pressi della fermata di piazza Dante.

E’ avvenuto nell’arco di pochi secondi il 50enne si è sentito male, si è accasciato e non ha dato segni di vita. Vani i tentativi di rianimazione effettuati dallo staff medico del 118 arrivato sul posto, in seguito alla segnalazione fatta dai carabinieri. I sanitari non hanno potuto fare altro che dichiarare il decesso del 50enne, morto per cause naturali mentre i militari hanno delimitato l’ area ed evacuato l’ autobus in attesa dei familiari dell’ uomo.

La corsa dell’ R4 è stata sospesa ed anche il mezzo è fermo da diverse ora in piazza Dante nell’attesa che terminano gli accertamenti di prassi in queste situazioni.

La salma non è stata sequestrata ed il mezzo sarà poi sanificato prima di essere nuovamente utilizzato per il servizio di trasporto.

A riportare la notizia è il quotidiano Il Mattino.

Settore Giovanile Juve Stabia, Campagnuolo convocato dalla Nazionale Under 15 Lega Pro

Settore Giovanile Juve Stabia, Campagnuolo convocato dalla Nazionale Under 15 Lega Pro

Una lieta sorpresa alla vigilia della gara di campionato che l’Under 15 della Juve Stabia giocherà a breve sul terreno di gioco dello stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia contro la Fidelis Andria. Infatti, il classe 2003, difensore centrale della squadra allenata da Alfonso Belmonte, Raffaele Campagnuolo è stato convocato dalla Nazionale Under 15 Lega Pro per l’amichevole che si terrà contro la Rappresentativa Under 15 Lega Pro (Nord). Per Campagnuolo una due giorni azzurra tra il 23 e il 24 di gennaio.

Prelevato dalla Pol. Ruotolo nel settembre del 2014 dal responsabile Saby Mainolfi, ad inizio Attività di base a Recale. Dalla stessa Pol. Ruotolo  proviene anche Antonio De Lucia che, però, nel 2013/14 giocò con l’Oasi San Feliciana.

a cura di Ciro Novellino

Forte di Bard, dal 16 febbraio l’anteprima di Wildlife Photographer of the Year

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Forte di Bard, dal 16 febbraio al 10 giugno 2018, ospiterà l’anteprima italiana della 53esima edizione del Wildlife Photographer of the Year, il più importante riconoscimento dedicato alla fotografia naturalistica.

LA MOSTRA

Le immagini naturalistiche più spettacolari del 2017 in una delle più spettacolari roccaforti d’Italia: tutto questo è Wildlife Photographer of the Year, una mostra promossa dal Natural History Museum di Londra e ospitata per il nono anno consecutivo a Aosta.

Cento foto realizzate nell’ arco del 2017 racconteranno con sorprendente maestria la natura in tutti i suoi aspetti, catturandone dettagli più affascinanti e paesaggi mozzafiato che i visitatori potranno scoprire in anteprima assoluta. Un viaggio immersivo attraverso i luoghi più straordinari della terra.

L’anteprima italiana della mostra presenterà le foto vincitrici delle 16 categorie del premio che ritraggono l’incredibile biodiversità esistente sul nostro pianeta, dai comportamenti di animali quasi sconosciuti a mondi subacquei nascosti e misteriosi, selezionate fra le oltre 50mila immagini giunte da 92 diversi paesi del mondo e giudicate da esperti internazionali per la loro originalità e sulla base di criteri artistici e tecnici.

I VINCITORI 2018

Vincitore assoluto di quest’anno è il fotografo sudafricano Brent Stirton con lo scatto “Memorial to a species” (Monumento alla specie) che ritrae con grande forza documentaria un rinoceronte appena colpito e mutilato del suo corno all’interno del Parco Hluhluwe Imfolozi, la più antica riserva naturale africana. La foto documenta con estrema crudeltà il dramma del bracconaggio a rinoceronte per privarli dei loro corni e poi rivenderli al mercato nero. Il fotografo ha dichiarato di aver visto almeno altre trenta scene di questo tipo durante il suo reportage all’interno della riserva.

 

Il premio per il miglior scatto della categoria giovani, Young Wildlife Photographer of the Year, è andato invece all’olandese Daniël Nelson che è riuscito a ritrarre un gorilla felicemente sdraiato e intento a mangiare con gusto un frutto dell’albero del pane. Questa immagine, realizzata all’interno della foresta del Parco Nazionale di Odzala, nella Repubblica del Congo, rappresenta perfettamente l’innegabile somiglianza tra le scimmie selvatiche e l’essere umano, ma soprattutto l’importanza dell’ambiente da cui dipendono.

ITALIANI PREMIATI

Cinque gli italiani premiati: Stefano Unterthiner, che si è aggiudicato due premi come finalista nelle categorie The Wildlife Photojournalist Award: Story e Urban Wildlife, la giovanissima Ekaterina Bee, vincitrice nella categoria 10 Years and under, Marco Urso, finalista nella categoria Behaviour, Hugo Wasserman, finalista nella categoria Urban Wildlife e Angiolo Manetti, finalista nella categoria Earth’s Environments.

Cava de’ Tirreni, uomo rapina un’anziana: condannato a oltre tre anni di carcere

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Cava de’ Tirreni, è stato condannato ad oltre tre anni di carcere l’uomo che rapinò un’anziana

 Parliamo di N. S., 47enne di Torre Annunziata, accusato di rapina aggravata in concorso con un complice, mai identificato, ai danni di un’anziana . La donna era stata vittima della classica rapina eseguita con la tecnica del filo di banca. Nei mesi scorsi, Scarpa ed una seconda persona furono raggiunti da una doppia ordinanza di custodia cautelare. Il primo finì in carcere e il secondo agli arresti domiciliari.

L’episodio si registrò a Cava de’ Tirreni. Uno dei colpevoli, S. è stato identificato grazie  immagini delle videocamere di sorveglianza, con la borsa strappata via dalle mani dell’anziana e la fuga immediata a bordo di uno scooter liberty piaggio grigio. Il colpo avvenne fuori all’ufficio postale. Il modus operandi dei rapinatori fu quello tradizionale: appostamento per scegliere la vittima più “facile”, poi il pedinamento e infine l’esecuzione.

Inizialmente si pensava che gli scippi potessero essere collegati ad altri atti avvenuti nei paesi vicini, nelle zone dell’Agro nocerino . Il tutto è stato ricostruito grazie alle telecamere rpesenti nei pressi di diversi esercizi commerciali della zona.L’episodio incriminato avvenne il primo giugno 2017.  S. è stato riconosciuto colpevole e condannato al termine del procedimento dinanzi al Gup Paolo Valiante del tribunale di Nocera Inferiore.

Castellammare, clan Loreto Ridosso: il pm chiede 145 anni di carcere per i 24 indagati

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Castellammare di Stabia, il Pm ha richiesto 145 anni e mezzo per i 25 indagati del clan Loreto Ridosso: ecco la vicenda

La procura, in particolare il pm Giancarlo Russo ha chiesto per i 24 indagati del clan Loreto Ridosso, 145 anni e mezzo. Il clan hanno scelto il rito abbreviato. L’unico a «salvarsi» è stato A. L., il pentito che ha dato il via all’operazione Sarastra e accusato di patto politico-mafioso l’ex sindaco di Scafati P. A. Per lui la pubblica accusa ha chiesto al gup Maria Zambrano la pena minima. La sentenza è prevista per marzo.

Sono stati accusati di estorsione e usura, oltre a lesioni personali, intestazione fraudolenta di società ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria rischiano pene molto severe. Ecco le pene previste per ognuno dei 25 indagati: un anno e 6 mesi per G. C.; 15 anni per R. C.; 8 anni e 6 mesi per G. C.; quattro anni e 6 mesi per F. P. D.; 8 anni per G. I.; 10 per M. D. F. e 4 per P. D. F.; sette anni e 6 mesi per F. D. M.; 12 per L. D. M.; quattro anni e 5 mesi per Giovanni Immediato; cinque anni per P. L.; sei anni e sei mesi per A. M.; sei per F. M.; due anni e sei mesi per G. M.; tre per G. M.; tre anni e sei mesi per F. N.; cinque per V. P.; 15 per G. R.; 14 per L. R.; sei mesi per R. R.; otto anni per S. R.; un anno e sei mesi per M. S.; due anni e sei mesi per A. S.