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Napoli, si complica la trattativa per Politano ma Giuntoli non molla

Azzurri pronti al rialzo, ma il Sassuolo vuole prima il sostituto

Il calciomercato, per questa sessione invernale, chiuderà questa sera alle ore 23. Il Napoli è impegnato nella ricerca dell’esterno offensivo da regalare a Sarri.

A tal proposito è La Gazzetta dello Sport a scrivere della trattativa tra gli azzurri e Matteo Politano“Cristiano Giuntoli non molla. Ci proverà fino a questa sera, quando il mercato chiuderà la sessione invernale. Lui vuole Matteo Politano e le sta provando tutte per portarlo al Napoli. Nel primo pomeriggio di ieri, c’è stato un incontro, a Milano, tra Napoli, Sassuolo e l’agente di Politano. Le parti hanno discusso a lungo, Davide Lippi ha fatto presente la volontà del suo assistito di volere andare a Napoli. Richiesta alla quale ha replicato l’a.d. del club emiliano che ha invitato il giocatore ad avere rispetto per la società e per i tifosi. Insomma, un’altra giornata che non ha avuto colpi di scena se non una nuova offerta a rialzo del Napoli che sarebbe pronto a versare 20 milioni più 2 di bonus per assicurarsi il Politano. Cifra considerevole, che potrebbe non bastare perché Iachini ha comunque chiesto il sostituto prima di mollarlo. Dura però chiudere la trattativa”.

Pozzuoli, container contaminati da amianto: sgombero rinviato

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Napoli, con esattezza Pozzuoli, è stato rinviato lo sgombero di 43 famiglie dal campo in via Alberto dalla Chiesa

Pozzuoli, è stato rinviato lo sgombero delle 43 famiglie ospitate nel campo container di via Alberto dalla Chiesa ad Arco Felice, nel Napoletano, per ragioni di ordine pubblico. Nel campo, in funzione dal 1984, è stata riscontrata la presenza di amianto ed in seguito a ciò era stata emessa ordinanza di sgombero che scadeva oggi, dal sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia.

Secondo il censimento , delle 43 famiglie, 170 persone, solo 19 famiglie avrebbero avuto diritto ad un alloggio popolare definitivo. Per gli altri nuclei, ritenuti abusivi, la sistemazione andava cercata in proprio, altrimenti si procedeva allo sgombero coatto. Ciò ha portato alla formazione di una serie di iniziative di protesta svolte nei giorni scorsi in comune, in Prefettura e presso la Curia vescovile. Ora al vaglio delle istituzioni possibili soluzioni per assicurare una sistemazione o sostegni economici a tutti e liberare il campo contaminato. Le famiglie si chiedono se questa volte le istituzioni faranno davvero qualcosa di concreto, dal momento che per ora sono state fatte solo chiacchiere. E’ impensabile che ci siano delle famiglie che vivono ancora così a stretto contatto con l’amianto. Si spera che le istituzioni possa davvero fare qualcosa nel più breve tempo possibile.

Vico Equense, abusi sui marchi: scontro in tribunale

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Vico Equense, abusi sui marchi: scontro in tribunale che ha dato il via ad una sentenza importatissima

Vico Equense, scontro in aula che ha visto da un lato il Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop, dall’altra l’associazione “Amici del Riavulillo e Provolone del Monaco”. Entrambi hanno sede a Vico Equense. Nel 2008 i secondi avevano provato a depositare un marchio per poter produrre autonomamente il formaggio stagionato più famoso della Campania, ma grazie alla seguente sentenza del tribunale di Napoli, emessa dal collegio giudicante presieduto da D. R., è stato dichiarato nullo il marchio e condannato i componenti dell’associazione alle spese legali  oltre che al divieto assoluto di utilizzare materiali pubblicitari, siti internet ed ovviamente a produrre Provolone del Monaco, come dichiarato dal Consorzio.

Una sentenza molto importante che servirà  contro tentate frodi e imitazioni, tutelando così non solo i produttori, ma anche i consumatori. Una sentenza che da oggi crea un precedente.  La vittoria in Tribunale, ottenuta con l’aiuto degli avvocati Giacomo Pallotta e Angela Aiello, stabilisce per sempre che solo il Consorzio di Tutela può utilizzare il marchio tutelato dalla Dop, che non possono sorgere marchi paralleli, assonanti.

Sant’Antonio Abate, ditta di una mensa scolastica multata: la vicenda

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Sant’Antonio Abate, ditta che si ocupava di mese scolastiche è stata multata: la vicenda

Mensa scolastica, contestazione alla ditta responsabile del servizio per «mancanza di igienicità sanitaria dei contenitori per il trasporto del cibo». Una penale incassata dalla società aggiudicatrice della refezione scolastica a Sant’Antonio Abate. Una multa complessiva di 258 euro, importo che sarà trattenuto dalle liquidazioni delle fatture alla società.

La contestazione alla ditta è avvenuto grazie alle istanze firmate dai genitori degli alunni del plesso Buonconsiglio, che hanno fatto in modo di attivare i controlli e lasciare sotto la lente di ingrandimento la ditta del servizio. Avallate anche da un componente della commissione mensa dell’istituto.

La vicenda che ha portato alla denuncia: era il 28 novembre 2017 quando, a seguito di un blitz delle mamme durante la consegna del pranzo al plesso Buonconsiglio, si attivò un vero allarme per norme igienico-sanitarie venute a mancare durante il servizio dedicato ai bambini. Una vera crociata attivata dai genitori che hanno chiesto chiarimenti e anche la testa dei responsabili della ditta appaltatrice. Dovrebbe essere una cosa scontata quella dell’igiene, in contesti delicati come le scuole e gli ospedali, eppure c’è chi lucra ancora sulla scuola e sulla salute dei bambini, che avrebbero potuto riportare danni, come infezioni e quant’altro dopo aver mangiato il cibo, contenuto in contenitori non a norma e denunciati alle autorità competenti.

Sky – Napoli, si sta sbloccando la trattativa Klaassen: la formula dell’affare

Sky – Napoli, si sta sbloccando la trattativa Klaassen: la formula dell’affare

Possibile colpo in entrata per il Napoli: si sta sbloccando dopo un tira e molla nel pomeriggio per diritti immagine la trattativa per Klaassen. Prestito con diritto di riscatto. Il giocatore arriverebbe dall’Everton dove si era trasferito in estate, contatti in corso tra le parti. In Premier League il trequartista olandese non gioca dal 23 settembre poi due panchine e zero convocazioni fino ad oggi. Ultima presenza il 7 dicembre in Europa League. Lo riporta il sito di Gianluca Di Marzio.

Napoli, tunisino perde cittadinanza dopo 27 anni: “Il comune mi risarcisca 100mila euro”

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Amin Abdelli, il 29enne tunisino, vittima di un clamoroso quanto incredibile errore del Comune di Napoli – della seconda municipalità – che nel dicembre del 1988 lo registrò come italiano, pur senza avere alcun potere o competenza in merito alla concessione della cittadinanza

Un errore pagato caro da Amin 27 anni dopo, ovvero tre anni fa, quando, divenuto nel frattempo chef di una nota catena di ristoranti giapponesi di sushi, voleva prendere residenza a Longone al Segrino, provincia di Como, dove avrebbe dovuto lavorare,  se non gli avessero detto che non poteva trasferire la residenza perché non era italiano. Era, ed è, invece, tunisino, in Italia clandestino. Amin ha dichiarato che da tre anni non vive più, è esaurito e ha interrotto anche rapporto di lavoro con il ristorante. “Non è stato facile emergere da un quartiere come la Duchesca, ce l’avevo fatta, ma ora per un errore di altri non posso più seguire le mie aspirazioni” dichiara l’uomo. Dopo tre anni passati inutilmente tra le varie municipalità napoletane, Amin quindici giorni fa si è rivolto all’avvocato Hillary Sedu, che ha contattato direttamente il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

Ma l’assessore Alessandra Sardu ha dichiarato: «Sono profondamente dispiaciuta dal punto di vista umano per quanto è accaduto al cittadino tunisino Amin Abdelli, tuttavia leggo con stupore le dichiarazioni rese e la ricostruzione errata dei fatti che lo riguardano», inoltre, «la vicenda non nasce da un errore del Comune di Napoli. Nello specifico  è opportuno rappresentare che non soltanto il Comune di Napoli ha già in precedenza fornito riscontro al cittadino, ma che ci si è prodigati con la prefettura per cercare una soluzione in linea con la normativa vigente andando ben oltre le nostre funzioni. Tuttavia è doveroso rappresentare che questa vicenda non nasce da un errore del Comune di Napoli, ma semmai dall’erronea denuncia di nascita resa e sottoscritta dai genitori dell’Abdelli in Italia. Nello specifico, gli stessi si dichiararono cittadini italiani all’atto della dichiarazione di nascita del figlio determinando la trasmissione della cittadinanza italiana in capo allo stesso. Successivamente nel 2015, i genitori chiesero al Comune di Napoli di rettificare la loro cittadinanza da italiana a tunisina, comportando di fatto la perdita della cittadinanza anche per il figlio sin dalla nascita dello stesso». «Peraltro emergono altri elementi di contradditorietà nella ricostruzione dei fatti, tra cui senz’altro rileva il fatto che il sig. Abdelli sin dal 2003 era in possesso di permesso di soggiorno rilasciatogli dalla questura, in quanto cittadino straniero.», conclude l’assessore comunale Sardu.

CLAMOROSO CorSport – Napoli-Younes, salta tutto: arriverà a giugno!

CLAMOROSO CorSport – Napoli-Younes, salta tutto: arriverà a giugno!

Younes-Napoli, salta tutto! L’attaccante dell’Ajax torna in Germania per motivi personali. Il giocatore era ad un passo dal vestire la maglia azzurra, si attendeva solo il Tweet del presidente Aurelio De Laurentiis, ma ora pare che la trattativa sia saltata, o per meglio dire rimandata a giugno dopo le visite mediche. Secondo i colleghi del Corriere dello Sport, la trattativa pare sia saltata, per ora, per un rilancio dell’Ajax che aveva chiesto al Napoli ancora qualcosina in più per liberarlo immediatamente.

Kiss Kiss, Politano è vicinissimo al Napoli: l’affare è in dirittura d’arrivo

Kiss Kiss, Politano è vicinissimo al Napoli: l’affare è in dirittura d’arrivo

Radio Kiss Kiss Napoli, radio ufficiale sella SSC Napoli, ha lanciato una notizia dell’ultim’ora. Ecco quanto evidenziato dalla nostra redazione: “Politano è davvero vicinissimo al Napoli. Non c’è ancora una notizia ufficiale ma questo è quello che ci arriva dalla nostra redazione. L’affare è in dirittura d’arrivo”.

Battipaglia, in autostrada contromano: l’ultimo saluto a Francesco e Carmine

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Ieri pomeriggio l’ultimo saluto a Francesco Merola e Carmine Morretta, il 25enne di Calvanico e l’imprenditore 49 enne di Battipaglia morti domenica mattina nello scontro frontale tra le loro vetture in autostrda

Battipaglia,  c’è un  silenzio assordante  nel piazzale antistante la Chiesa Madre del Santissimo Salvatore, spezzato solo dal rintocco delle campane che accompagnano la bara bianca portata a spalla. Il feretro di Francesco Merola è preceduto da una processione di giovani, tra parenti e amici, ognuno dei quali ha con se cuscini e corone di fiori bianchi. Domenica compiva venticinque anni e la sera prima era uscito con gli amici e la fidanzata per festeggiare il suo compleanno.

Gremita la chiesa Sant’Antonio di Padova dove ieri pomeriggio sono stati celebrati i funerali dell’imprenditore Carmine Morretta. Parole di speranza quelle di padre Francesco De Crescenzo che ha celebrato la santa messa, parole che hanno sollevato la famiglia. Carmine era un uomo amato da tutti che era riuscito a farsi apprezzare, sia nella vita privata che sul lavoro.

Due comunità in lutto per la morte di queste due persone. Un ragazzo di 25 anni, che aveva tutta la vita davanti, e un uomo, un padre di famiglia, benevolo con tutti e che tutti amavano. Le loro morti lasciano un segno indelebile.

Napoli, rintracciata la madre di uno degli affiliati al clan De Micco

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Napoli, la Polizia rintraccia la mamma di un affiliato al clan De Micco

Una donna di 49 anni, fu arrestata lo scorso mese di dicembre dagli agenti del Commissariato di Polizia Ponticelli che, nel corso di una indagine lampo, sequestrarono nel suo appartamento una pistola Tanfoglio, con matricola abrasa, completa di 22 cartucce calibro 380, nonché due caricatori ed un lampeggiante, del tipo in dotazione alle forze dell’ordine, il tutto abilmente occultato all’interno di una stanza nascosta dietro l’anta di un armadio. Alla donna, all’atto della scarcerazione, avvenuta il 18 gennaio scorso, era stato notificato un provvedimento di divieto di dimora nella Regione Campania, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli. La Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, il 22 gennaio scorso, ha emesso un’Ordinanza di applicazione di misura coercitiva, perché responsabile dei reati di detenzione abusiva di armi, ricettazione aggravata, con l’applicazione dell’articolo 7.

Si tratta di C. R.,  madre di A. D. M., gravitante nel clan De Micco,  è stata disposta l’aggravante di appartenenza a fatti di gravità mafiosa o camorristica. Spostatasi, da una decina di giorni, nella regione Lazio, aveva fornito come indirizzo quello nel Comune di Ardea, ove gli agenti del Commissariato di Polizia Ponticelli non avevano trovato riscontro. Da ulteriori accertamenti, è emerso che R. si era trasferita nel comune di Gaeta dove è stata effettivamente rintracciata dai poliziotti che l’avevano arrestata il 30 dicembre scorso. La donna è stata arrestata e condotta al carcere femminile di Rebibbia.

Napoli, iniziano le operazioni per il contrasto dello smaltimento di rifiuti abusivo

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Quindici persone denunciate, tredici siti sequestrati: questi alcuni dei risultati finora emersi nell’ambito di un’operazione straordinaria di contrasto al trasporto e allo smaltimento abusivo di rifiuti sul territorio di Afragola nell’area a nord di Napoli

L’operazione è stata disposta dall’incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi nella regione Campania, Gerlando Iorio, d’intesa con il presidente di ANCI Campania e sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo. In campo 36 equipaggi, con circa 100 unità appartenenti a Esercito Italia, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza (Reparto Aeronavale), Arpac, Polizia Locale e Metropolitana. Sono stati effettuati numerosi controlli nelle attività imprenditoriali e commerciali del comprensorio: in particolare in 10 siti destinati alla vendita di materiale edile, in due dei quali si svolgeva illecitamente lo stoccaggio e riciclaggio dei rifiuti malgrado fosse stato sequestrato in passato.

Sono state riscontrate irregolarità rispetto a 18 delle attività controllate, in particolare per 8 attività di rivendita di materiale edile è stata rilevata anche lo stoccaggio illecito di materiale di risulta la cui lavorazione abusiva avveniva anche su estese aree private. Lì sono state riscontrate anche tracce di pregresse bruciature, mentre due delle tre autocarrozzerie, la falegnameria, l’officina meccanica, l’attività di verniciatura di materiale in legno ed una delle tre attività di recupero e vendita di indumenti usati sono state sequestrate in quanto prive delle prescritte autorizzazioni, quindi gestite abusivamente. Inoltre anche le regole sulla sicurezza sul lavoro non erano applicate. L’attività di controllo è avvenuta a Castel Volturno e Giugliano in Campania e, più recentemente, a Marcianise, dove è ancora in corso.

Napoli, carabiniere suicida in tribunale con un colpo di pistola: la vicenda

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Napoli, un carabiniere suicida nel tribunale: ecco la vicenda

Choc a Napoli: un maresciallo dei carabinieri in servizio presso il reparto servizi magistratura del Tribunale di Napoli si è ucciso al 29esimo piano della Torre A del palazzo di giustizia. L’uomo, 45 anni, residente in provincia di Caserta, si è sparato un colpo di pistola alla testa con la pistola d’ordinanza ed è morto all’ospedale Cardarelli, dove era stato trasportato già in condizioni disperate in eliambulanza.

Un gesto assurdo, a cui non si riesce a dare una spiegazione. Il carabiniere non ha lasciato biglietti per spiegare il suo gesto. Le forze dell’ordine investigando e parlando con i vari parenti e amici, hanno potuto appurare che forse alla base del suicidio ci sarebbero motivi familiari, infatti da alcuni mesi l’uomo, che aveva prestato servizio anche al nucleo informativo del comando provinciale, si era separato dalla moglie. Probabilmente è questa la motivazione, ma non ne sono ancora certi gli investigatori. Il gesto è avvenuto sotto gli occhi di tutti coloro che si trovavano in tribunale questa mattina.

Sesso con studentessa 15enne, arrestato il professore: lei è la fidanzata del figlio

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Sesso con studentessa 15enne, arrestato il professore: lei è la fidanzata del figlio

Riccione – E’ stato arrestato il professore che ha intrattenuto una relazione con una studentessa di 15 anni, per di più fidanzata con suo figlio. Una storia che ha dell’incredibile considerati i vari sviluppi: messaggi hard, sesso a scuola, la segnalazione del preside, e la ragazza che definisce il loro rapporto una “relazione sentimentale”.

Il docente, 45 anni residente a Pesaro, è stato fermato dalla polizia questa mattina mentre stava andando a scuola. L’accusa è di atti sessuali con minore.

La studentessa, fidanzata del figlio maggiorenne del professore, ha dichiarato agli inquirenti che la loro è stata una “relazione sentimentale”, come riporta il Resto del Carlino. Non solo sesso, ma qualcosa in più. Inoltre ha confessato con molta naturalezza dei loro incontri avvenuti per lo più in automobile dopo la scuola, o qualche volta anche all’interno dell’istituto, in una stanza in disuso. Sempre lei ha affermato che è libera di vivere come meglio crede, compreso avere rapporti sessuali con il suo professore.

La segnalazione del preside dell’Istituto, venuto a conoscenza di file audio a sfondo sessuale inviati dal professore alla studentessa, ha dato il via alle indagini. Il giudice ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare e ora il docente è stato trasferito in carcere.

Torre Annunziata, due donne si picchiano nell’atrio del tribunale: la vicenda

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Torre Annunziata, due donne litigano e si picchiano all’interno del tribunale: la vicenda

Torre Annunziata, scoppia una lite tra donne in tribunale: le contendenti sono state separate dalle forze dell’ordine. E’ stata una mattinata turbolenta al palazzo di giustizia oplontino. Intorno alle 10, nell’atrio del tribunale di Torre Annunziata, una 40enne di Boscoreale avrebbe aggredito una 42enne di Gragnano.

La vicenda: le due donne, appena si sono incrociate, sono subito venute alle mani. Le due erano in tribunale , all’interno degli uffici giudiziari per vicende assolutamente non collegate tra loro . Per separarle è stato necessario  l’immediato intervento di diversi uomini tra finanzieri, carabinieri e agenti della polizia metropolitana; solo così è stato possibile separare.

La vicenda ha creato caos all’interno del tribunale e non c’è stato modo di poter evitare la vicenda, dal momento che le due donne non si sono perse in litigi orali, sono passate direttamente alle mani, tanto da dover essere stato necessario l’intervento di più persone. Le forze dell’ordine hanno investigato sull’accaduto, e a quanto pare  al centro della disputa ci sarebbero vecchi rancori tra le due conoscenti.

Alternanza scuola-lavoro. Tutti hanno sbagliato: scuole e aziende

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Dall’ alternanza scuola-lavoro* – una novità della Buona scuola per le superiori – alcuni docenti si sono sentiti impoveriti nel loro ruolo e alcuni studenti si sono sentiti sfruttati dai loro temporanei datori di lavoro. In realtà a questo appuntamento si sono presentati impreparati sia gli istituti scolastici che le imprese.

Alternanza scuola-lavoro, cancellarla è un boomerang

L’alternanza scuola-lavoro può essere un grande vantaggio per imprese e studenti. Serve però un investimento di tutti gli attori in campo per renderla davvero efficace. A partire dalle risorse per incentivi alle imprese e la formazione dei docenti.

Le proteste degli studenti

L’alternanza scuola-lavoro rappresenta la più grande novità della riforma della Buona scuola, che nel bene e nel male è stato uno dei punti più significativi del governo di Matteo Renzi. La legge obbliga gli studenti delle scuole superiori a svolgere attività formativa in azienda come parte del percorso che porta al diploma. Riguarda sia gli studenti degli istituti tecnici (400 ore) che del liceo (200 ore). In totale, sono poco più di cinque settimane, ma molte scuole fanno svolgere alcune ore di formazione propedeutica all’alternanza in aula, per cui, alla fine, i ragazzi passano in azienda solo qualche settimana. Eppure, a molti sembra troppo.

Sul tema è già intervenuto Giorgio Brunello in un articolo recente de lavoce.info, ma in questi giorni, in diverse regioni, molti studenti sono scesi in piazza contro l’alternanza. Le accuse sono gravi: li si obbligherebbe a svolgere lavoro gratis in sostituzione dei dipendenti, impedendo loro di studiare, l’unica cosa davvero importante.

Vale la pena ricordare che fin dall’inizio l’alternanza è stata accolta molto male dai docenti: l’hanno vista come un impoverimento del loro ruolo.

Differenze tra alternanza e apprendistato

L’alternanza rappresenta un’innovazione del nostro sistema d’istruzione, che resta sequenziale: istruzione prima, competenze lavorative dopo. L’istruzione è solo una delle tre componenti del capitale umano. Le altre due sono le competenze lavorative generali e quelle specifiche a un certo posto di lavoro. Mentre l’istruzione si può e si deve formare nelle aule scolastiche, le competenze lavorative si formano in azienda, attraverso l’esperienza.
La differenza fra competenze generiche e specifiche è decisiva per capire l’alternanza, tipica della tradizione scandinava, e distinguerla dall’apprendistato scolastico, tipico della tradizione tedesca.
Le competenze generali si apprendono, almeno in parte, anche attraverso brevi periodi in azienda e si possono usare in qualunque lavoro: per esempio, capacità di interagire con la clientela, di lavorare in team, di comprendere la divisione sociale e gerarchica del lavoro di qualunque organizzazione complessa. Naturalmente, queste competenze continuano a svilupparsi nel corso del tempo, ma l’alternanza si propone di iniziarle.
Le competenze specifiche richiedono invece esperienze di lavoro pluriennali nello stesso posto di lavoro e non si esportano: scrivere una citazione, un bilancio, organizzare il magazzino di una farmacia, ma anche svolgere alcuni lavori manuali complessi, come meccanico ed elettricista.
Come ho già scritto su lavoce.info, l’alternanza introduce germi di principio duale, ma non è ancora l’apprendistato scolastico alla tedesca. Quest’ultimo prevede che l’intero percorso scolastico si svolga per metà in azienda (retribuito con 60 per cento dello stipendio di un adulto), per metà a scuola. Le materie scolastiche sono collegate al lavoro in azienda. Nell’alternanza scandinava, invece, gli studenti non sono pagati e il contenuto formativo è minore.
L’alternanza in teoria può formare competenze generali legate al lavoro che, per loro natura, non si possono ottenere in aula. Da questo punto di vista, conta poco in quale impresa viene fatta l’esperienza, conta di più come viene strutturata.
Uno dei motivi per cui le imprese non si impegnano abbastanza nella formazione dei giovani è proprio la brevità del periodo trascorso in azienda con l’alternanza. Mentre l’apprendistato alla tedesca è un investimento per le imprese, che nello stesso tempo traggono vantaggio dalla formazione in aula, nel caso dell’alternanza il vantaggio, almeno nell’immediato, è dello studente, benché si realizzi solo se in azienda ha effettivamente luogo un processo di formazione. Per far sì che sia davvero così, si potrebbero introdurre incentivi rivolti a imprese e studenti per spingere entrambi gli attori a impegnare risorse, anche in termini di tempo, nel processo formativo.
Nel breve periodo, la singola impresa potrebbe non vedere un beneficio, poiché il giovane potrebbe andare a lavorare in un’altra impresa, ma a lungo andare l’alternanza genererà vantaggi sicuri per il sistema nel suo complesso, mettendo a disposizione una mano d’opera più competente.

Cosa cambiare?

Ci si chiede poi se i liceali non vadano esclusi dall’alternanza. Tuttavia, i diplomati più deboli nel mercato del lavoro non sono tanto quelli con diploma “finito” (tecnici e professionali), ma quelli con diploma liceale che non riescono a laurearsi, proprio per le scarse competenze lavorative possedute. Benché in misura minore rispetto agli altri, gli abbandoni universitari (circa 55 per cento degli iscritti) e i fuoricorso (40 per cento) coinvolgono anche gli ex-liceali. Per costoro, l’alternanza potrebbe dunque rivelarsi utile. Tuttavia, prima di una decisione definitiva, occorrerebbe valutare quanti sono i liceali che non arrivano alla laurea. In alternativa, si potrebbe rendere volontaria – e non obbligatoria – l’alternanza scuola-lavoro per i liceali.

L’ultima questione riguarda le difficoltà che le scuole incontrano nel trovare imprese interessate a progetti di alternanza. Per superare il problema servirebbero fondi per formare all’alternanza le imprese e lo stesso personale scolastico. Oggi, infatti, mancano nelle scuole docenti con formazione specifica, che monitorino e controllino l’attuazione delle convenzioni con le imprese e magari svolgano anche attività di collocamento e orientamento post-scolastico.

  • Anno Scolastico 2017/18
    L’Alternanza è obbligatoria per tutte le studentesse e gli studenti dell’ultimo triennio: circa 1 milione e mezzo.

Francesco Pastore è Professore associato di Economia Politica presso la Seconda Università degli studi di Napoli. È inoltre research fellow dell’IZA di Bonn e segretario dell’Associazione Italiana degli Economisti del Lavoro. Ha conseguito ilPh.D. in Economics presso la University of Sussex nel Regno Unito ed è stato consulente dell’ILO e dell’UNDP. È autore di numerosi articoli pubblicati in riviste internazionali su diversi temi di economia del lavoro, dell’istruzione e della transizione dal socialismo al mercato. Per i tipi della Giappichelli, ha appena pubblicato il volume dal titolo: “Fuori dal tunnel. Le difficili transizioni dalla scuola al lavoro in Italia e nel mondo”

vivicentro.it/
vivicentro/Alternanza scuola-lavoro. Tutti hanno sbagliato: scuole e aziende
lavoce.info/Alternanza scuola-lavoro, cancellarla è un boomerang (Francesco Pastore)

Agropoli, due persone denunciate per guida sotto effetto di droga e alcol

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Agropoli, due persone sono state denunciate perchè guidavano sotto l’effetto di droga e alcol: la vicenda

Agropoli, due persone sono state denunciate perchè sorprese alla guida dell’auto sotto effetto di droga e alcol, di cui una sprovvista di patente di guida perchè mai conseguita, e numerose contravvenzioni per violazioni del codice della strada. Questo  è il risultato dei controlli messi in campo nello scorso fine settimana dai carabinieri della compagnia di Agropoli, diretti dal capitano Francesco Manna, sul territorio. Ma prosegue l’opera di prevenzione e repressione dei reati in genere da parte dei militari agropolesi che, soprattutto nel fine settimana, aumentano gli sforzi al fine di garantire maggiore sicurezza alla cittadinanza.

Infatti i numerosi controlli eseguiti nello scorso week end, con particolare attenzione per la circolazione stradale, hanno permesso anche di ottenere proficui risultati in termini di prevenzione. Molte delle auto che sono state fermate, avevano guidatori il cui test sull’alcol ha indicato un tasso superiore alla media. Ecco perchè continuerà l’attività investigativa e di prevenzione nel territorio al fine di debellare il fenomeno degli incidenti stradali, dello spaccio e dei furti che sta interessando un po’ tutti i paesi del comprensorio.

Napoli, ragazzina di 16 anni fa da corriere della droga: la vicenda

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Napoli, ragazzina di 16 anni faceva da corriere della droga: così la droga entrava a Piazza del Plebiscito
Napoli, attraverso intercettazioni, installazione di telecamere investigative e pedinamenti, i carabinieri della Compagnia di Napoli Centro hanno identificato tutti i componenti del nuovo clan Farelli. Si tratta di un vasto giro di “micro usura”, che produceva un volume d’affari di circa 20mila euro al mese, e della gestione di 4 piazze di spaccio aperte 24 ore al giorno per la vendita di cocaina, sia in loco che su ordinazione.
La nuova lady camorra dei Quartieri Spagnoli, A. F., utilizzò anche la fidanziatina di un suo familiare, di soli 16 anni, per consegnare un consistente carico di cocaina a due passi da piazza del Plebiscito, sotto le finestre della prefettura. Tutto questo è emerso  dall’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 19 indagati ritenuti appartenenti al gruppo criminale riconducibile ai clan Elia e Mariano, attivo nei vicoli dei Quartieri e nell’area del Pallonetto di Santa Lucia di Napoli. Ed era così che la droga, arrivava a Piazza del Plebiscito, attraverso una ragazzina di 16 anni, usata come corriere della droga dal clan.

Mattia Altobelli al Siracusa Calcio

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Mattia Altobelli al Siracusa Calcio

Il Siracusa Calcio comunica di aver acquisito a titolo temporaneo dal Teramo Calcio, il difensore Mattia Altobelli. Il giovane ha militato nel Teramo  nella prima parte di stagione 2017/2018, con 10 presenze.

Mattia, classe ’95, ha militato in squadre come: Foggia, Pesscara, Maceratese e Teramo. Dall’inizio del suo debutto nella stagione 2012/2013 ha collezionato 69 presenza e un goal (Pescara)

Ecco il comunicato della società aretusea

 

BENVENUTO MATTIA ALTOBELLI

Siracusa Calcio comunica di aver acquisito a titolo temporaneo il diritto alle prestazioni sportive di Mattia Altobelli, difensore classe ’95 che ha disputato la prima parte di stagione con il Teramo

Benvenuto in azzurro!

Designazione Arbitrale: Cosenza-Siracusa

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Serie C Girone C – 24ª giornata

Domenica 4 Febbraio ore 16:30

Stadio San Vito – Gigi Marulla  2017/2018
Designazione Arbitrale: Cosenza-Siracusa

 

L’arbitraggio del match tra Cosenza Vs Siracusa  della 24ª giornata di campionato di serie C, 4 Febbraio 2018 alle ore 16:30, spetta a Ilario Guida (Salerno)

  • Assistente 1: Paolo Laudato (Taranto) 
  • Assistente 2: Francesco Bruni (Brindisi)

Carriera di Alessandro Meleleo :

Serie C Girone A Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 3 12 1 0
2016/2017 7 17 0 2
2017/2018 3 7 0 0
TOT. 13 36 1 2
       
Serie C Girone B Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 5 20 2 1
2016/2017 3 9 0 0
2017/2018 1 6 0 1
TOT. 9 35 2 2
       
Serie C Girone C Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 1 3 0 1
2016/2017 5 22 2 1
2017/2018 3 11 1 0
ToT. 9 37 3 2
       
Serie D Girone A Partite giallo doppio giallo rosso
2014/2015 1 6 0 0
ToT. 1 6 0 0
Serie D Girone D Partite giallo doppio giallo rosso
2014/2015 1 5 0 0
ToT. 1 5 0 0
Coppa Italia Serie C Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 1 3 0 0
ToT. 1 3 0 0
Campionato Primavera G. A Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 1 2 0 1
2016/2017 2 9 1 0
 ToT.  3  11  1
Campionato Primavera G. B Partite giallo doppio giallo rosso
2016/2017 6 10 0 1
ToT. 6 10 0 1
Campionato Primavera G. C Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 5 15 2 3
ToT. 5 15 2 3
Torneo di Viareggio Partite giallo doppio giallo rosso
2014/2015 1 4 1 0
ToT. 1 4 1 0
Coppa Italia Primavera Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 2 8 0 0
ToT. 2 8 0 0
Primavera 1 Partite giallo doppio giallo rosso
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Vomero, si chiede la nascita del parco agricolo in viale Raffaello: i residenti denunciano il degrado

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Il Pres. Capodanno riporta alla ribalta la questione del parco in Viale Raffaello, diverse le sollecitazioni dell’Ingegnere e gli articoli della cronaca stessa.

Oltre un anno fa, a seguito dell’ennesima nota inviata da Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che da lustri si batte per la nascita del parco agricolo didattico che dovrebbe sorgere, ma il condizionale a questo punto, è d’obbligo, nell’area dell’ex gasometro, che si estende su una superficie posta tra viale Raffaello e salita Cacciottoli, al Vomero, l’annosa vicenda era ritornata alla ribalta delle cronache anche con un servizio, dedicato alla vicenda, del TG regionale :

” Da allora, purtroppo, nulla, è cambiato – sottolinea amareggiato Capodanno – e, nonostante gli impegni e le promesse fatte nell’occasione, del parco agricolo non si è saputo più nulla, dal momento che è di nuovo calato il più assoluto silenzio sull’intera vicenda. Sul piede di guerra anche i residenti che denunciano lo stato d’abbandono che regna nella zona. In particolare in un tratto della salita Cacciottoli ,dove da tempo è presente, su un muro posto a confine dell’area interessata, una struttura provvisionale, realizzata con ponteggi tubolari e mantovane parasassi, che versa in precarie condizioni manutentive  “.

“ Eppure – puntualizza Capodanno – il 20 marzo prossimo saranno decorsi ben tre anni da quando un incendio, scoppiato proprio nell’area dell’ex gasometro, con fiamme che lambirono pericolosamente anche alcuni fabbricati, creando anche notevole panico tra i residenti, ripropose al centro all’attenzione della pubblica opinione le annose questioni, legate alla destinazione di quell’area e alla mancata realizzazione del parco agricolo didattico “.

“ Nel marzo del 2011, dopo varie traversie – sottolinea Capodanno -, il parco fu anche presentato in pompa magna alla stampa, nel mentre, dopo anni d’attesa, erano da poco iniziati i lavori per la sua realizzazione, lavori che sarebbero dovuti durare sei mesi ma che invece furono improvvisamente sospesi. Da allora sono passati ben sette anni e, di fatto, il parco è rimasto solo sulla carta, arenandosi nelle vicende giudiziarie tra la proprietà e il Comune di Napoli “.

“ Lustri d’attesa, oltre due milioni di euro a suo tempo finanziati – prosegue Capodanno – ma a tutt’oggi ancora non è dato sapere se e quando vedrà la luce questo parco che doveva sorgere su di un’area di circa 14mila metri quadrati, acquisita dal Comune di Napoli, area che fino agli anni ’80 era stata occupata da una campana gassometrica, successivamente in disuso, e dalle relative attrezzature per il suo funzionamento “.

“ Il parco era stato progettato su un’area vincolata, che apparteneva ad un privato, e sotto una parte della quale si ventilava all’epoca l’ipotesi che potesse sorgere un parcheggio interrato  – ricorda Capodanno -. Dopo una serie di battaglie sostenute dai comitati e dalle associazioni di zona, il Comune di Napoli elaborò una variante per un progetto di riqualificazione,  pubblicato all’epoca anche nelle cartografie del sito internet del Comune di Napoli, variante approvata con deliberazione consiliare n. 44/2001 e con deliberazione di Giunta comunale n. 2365/2002. Successivamente con decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania n. 529 del 24 settembre 2004 la stessa variante fu approvata anche dalla Regione Campania “.

 

Fonte: Il Presidente del Comitato Valori Collinari Gennaro Capodanno