Home Blog Pagina 5160

Napoli, carabiniere suicida in tribunale con un colpo di pistola: la vicenda

0
Napoli, un carabiniere suicida nel tribunale: ecco la vicenda

Choc a Napoli: un maresciallo dei carabinieri in servizio presso il reparto servizi magistratura del Tribunale di Napoli si è ucciso al 29esimo piano della Torre A del palazzo di giustizia. L’uomo, 45 anni, residente in provincia di Caserta, si è sparato un colpo di pistola alla testa con la pistola d’ordinanza ed è morto all’ospedale Cardarelli, dove era stato trasportato già in condizioni disperate in eliambulanza.

Un gesto assurdo, a cui non si riesce a dare una spiegazione. Il carabiniere non ha lasciato biglietti per spiegare il suo gesto. Le forze dell’ordine investigando e parlando con i vari parenti e amici, hanno potuto appurare che forse alla base del suicidio ci sarebbero motivi familiari, infatti da alcuni mesi l’uomo, che aveva prestato servizio anche al nucleo informativo del comando provinciale, si era separato dalla moglie. Probabilmente è questa la motivazione, ma non ne sono ancora certi gli investigatori. Il gesto è avvenuto sotto gli occhi di tutti coloro che si trovavano in tribunale questa mattina.

Sesso con studentessa 15enne, arrestato il professore: lei è la fidanzata del figlio

0
Sesso con studentessa 15enne, arrestato il professore: lei è la fidanzata del figlio

Riccione – E’ stato arrestato il professore che ha intrattenuto una relazione con una studentessa di 15 anni, per di più fidanzata con suo figlio. Una storia che ha dell’incredibile considerati i vari sviluppi: messaggi hard, sesso a scuola, la segnalazione del preside, e la ragazza che definisce il loro rapporto una “relazione sentimentale”.

Il docente, 45 anni residente a Pesaro, è stato fermato dalla polizia questa mattina mentre stava andando a scuola. L’accusa è di atti sessuali con minore.

La studentessa, fidanzata del figlio maggiorenne del professore, ha dichiarato agli inquirenti che la loro è stata una “relazione sentimentale”, come riporta il Resto del Carlino. Non solo sesso, ma qualcosa in più. Inoltre ha confessato con molta naturalezza dei loro incontri avvenuti per lo più in automobile dopo la scuola, o qualche volta anche all’interno dell’istituto, in una stanza in disuso. Sempre lei ha affermato che è libera di vivere come meglio crede, compreso avere rapporti sessuali con il suo professore.

La segnalazione del preside dell’Istituto, venuto a conoscenza di file audio a sfondo sessuale inviati dal professore alla studentessa, ha dato il via alle indagini. Il giudice ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare e ora il docente è stato trasferito in carcere.

Torre Annunziata, due donne si picchiano nell’atrio del tribunale: la vicenda

0
Torre Annunziata, due donne litigano e si picchiano all’interno del tribunale: la vicenda

Torre Annunziata, scoppia una lite tra donne in tribunale: le contendenti sono state separate dalle forze dell’ordine. E’ stata una mattinata turbolenta al palazzo di giustizia oplontino. Intorno alle 10, nell’atrio del tribunale di Torre Annunziata, una 40enne di Boscoreale avrebbe aggredito una 42enne di Gragnano.

La vicenda: le due donne, appena si sono incrociate, sono subito venute alle mani. Le due erano in tribunale , all’interno degli uffici giudiziari per vicende assolutamente non collegate tra loro . Per separarle è stato necessario  l’immediato intervento di diversi uomini tra finanzieri, carabinieri e agenti della polizia metropolitana; solo così è stato possibile separare.

La vicenda ha creato caos all’interno del tribunale e non c’è stato modo di poter evitare la vicenda, dal momento che le due donne non si sono perse in litigi orali, sono passate direttamente alle mani, tanto da dover essere stato necessario l’intervento di più persone. Le forze dell’ordine hanno investigato sull’accaduto, e a quanto pare  al centro della disputa ci sarebbero vecchi rancori tra le due conoscenti.

Alternanza scuola-lavoro. Tutti hanno sbagliato: scuole e aziende

0

Dall’ alternanza scuola-lavoro* – una novità della Buona scuola per le superiori – alcuni docenti si sono sentiti impoveriti nel loro ruolo e alcuni studenti si sono sentiti sfruttati dai loro temporanei datori di lavoro. In realtà a questo appuntamento si sono presentati impreparati sia gli istituti scolastici che le imprese.

Alternanza scuola-lavoro, cancellarla è un boomerang

L’alternanza scuola-lavoro può essere un grande vantaggio per imprese e studenti. Serve però un investimento di tutti gli attori in campo per renderla davvero efficace. A partire dalle risorse per incentivi alle imprese e la formazione dei docenti.

Le proteste degli studenti

L’alternanza scuola-lavoro rappresenta la più grande novità della riforma della Buona scuola, che nel bene e nel male è stato uno dei punti più significativi del governo di Matteo Renzi. La legge obbliga gli studenti delle scuole superiori a svolgere attività formativa in azienda come parte del percorso che porta al diploma. Riguarda sia gli studenti degli istituti tecnici (400 ore) che del liceo (200 ore). In totale, sono poco più di cinque settimane, ma molte scuole fanno svolgere alcune ore di formazione propedeutica all’alternanza in aula, per cui, alla fine, i ragazzi passano in azienda solo qualche settimana. Eppure, a molti sembra troppo.

Sul tema è già intervenuto Giorgio Brunello in un articolo recente de lavoce.info, ma in questi giorni, in diverse regioni, molti studenti sono scesi in piazza contro l’alternanza. Le accuse sono gravi: li si obbligherebbe a svolgere lavoro gratis in sostituzione dei dipendenti, impedendo loro di studiare, l’unica cosa davvero importante.

Vale la pena ricordare che fin dall’inizio l’alternanza è stata accolta molto male dai docenti: l’hanno vista come un impoverimento del loro ruolo.

Differenze tra alternanza e apprendistato

L’alternanza rappresenta un’innovazione del nostro sistema d’istruzione, che resta sequenziale: istruzione prima, competenze lavorative dopo. L’istruzione è solo una delle tre componenti del capitale umano. Le altre due sono le competenze lavorative generali e quelle specifiche a un certo posto di lavoro. Mentre l’istruzione si può e si deve formare nelle aule scolastiche, le competenze lavorative si formano in azienda, attraverso l’esperienza.
La differenza fra competenze generiche e specifiche è decisiva per capire l’alternanza, tipica della tradizione scandinava, e distinguerla dall’apprendistato scolastico, tipico della tradizione tedesca.
Le competenze generali si apprendono, almeno in parte, anche attraverso brevi periodi in azienda e si possono usare in qualunque lavoro: per esempio, capacità di interagire con la clientela, di lavorare in team, di comprendere la divisione sociale e gerarchica del lavoro di qualunque organizzazione complessa. Naturalmente, queste competenze continuano a svilupparsi nel corso del tempo, ma l’alternanza si propone di iniziarle.
Le competenze specifiche richiedono invece esperienze di lavoro pluriennali nello stesso posto di lavoro e non si esportano: scrivere una citazione, un bilancio, organizzare il magazzino di una farmacia, ma anche svolgere alcuni lavori manuali complessi, come meccanico ed elettricista.
Come ho già scritto su lavoce.info, l’alternanza introduce germi di principio duale, ma non è ancora l’apprendistato scolastico alla tedesca. Quest’ultimo prevede che l’intero percorso scolastico si svolga per metà in azienda (retribuito con 60 per cento dello stipendio di un adulto), per metà a scuola. Le materie scolastiche sono collegate al lavoro in azienda. Nell’alternanza scandinava, invece, gli studenti non sono pagati e il contenuto formativo è minore.
L’alternanza in teoria può formare competenze generali legate al lavoro che, per loro natura, non si possono ottenere in aula. Da questo punto di vista, conta poco in quale impresa viene fatta l’esperienza, conta di più come viene strutturata.
Uno dei motivi per cui le imprese non si impegnano abbastanza nella formazione dei giovani è proprio la brevità del periodo trascorso in azienda con l’alternanza. Mentre l’apprendistato alla tedesca è un investimento per le imprese, che nello stesso tempo traggono vantaggio dalla formazione in aula, nel caso dell’alternanza il vantaggio, almeno nell’immediato, è dello studente, benché si realizzi solo se in azienda ha effettivamente luogo un processo di formazione. Per far sì che sia davvero così, si potrebbero introdurre incentivi rivolti a imprese e studenti per spingere entrambi gli attori a impegnare risorse, anche in termini di tempo, nel processo formativo.
Nel breve periodo, la singola impresa potrebbe non vedere un beneficio, poiché il giovane potrebbe andare a lavorare in un’altra impresa, ma a lungo andare l’alternanza genererà vantaggi sicuri per il sistema nel suo complesso, mettendo a disposizione una mano d’opera più competente.

Cosa cambiare?

Ci si chiede poi se i liceali non vadano esclusi dall’alternanza. Tuttavia, i diplomati più deboli nel mercato del lavoro non sono tanto quelli con diploma “finito” (tecnici e professionali), ma quelli con diploma liceale che non riescono a laurearsi, proprio per le scarse competenze lavorative possedute. Benché in misura minore rispetto agli altri, gli abbandoni universitari (circa 55 per cento degli iscritti) e i fuoricorso (40 per cento) coinvolgono anche gli ex-liceali. Per costoro, l’alternanza potrebbe dunque rivelarsi utile. Tuttavia, prima di una decisione definitiva, occorrerebbe valutare quanti sono i liceali che non arrivano alla laurea. In alternativa, si potrebbe rendere volontaria – e non obbligatoria – l’alternanza scuola-lavoro per i liceali.

L’ultima questione riguarda le difficoltà che le scuole incontrano nel trovare imprese interessate a progetti di alternanza. Per superare il problema servirebbero fondi per formare all’alternanza le imprese e lo stesso personale scolastico. Oggi, infatti, mancano nelle scuole docenti con formazione specifica, che monitorino e controllino l’attuazione delle convenzioni con le imprese e magari svolgano anche attività di collocamento e orientamento post-scolastico.

  • Anno Scolastico 2017/18
    L’Alternanza è obbligatoria per tutte le studentesse e gli studenti dell’ultimo triennio: circa 1 milione e mezzo.

Francesco Pastore è Professore associato di Economia Politica presso la Seconda Università degli studi di Napoli. È inoltre research fellow dell’IZA di Bonn e segretario dell’Associazione Italiana degli Economisti del Lavoro. Ha conseguito ilPh.D. in Economics presso la University of Sussex nel Regno Unito ed è stato consulente dell’ILO e dell’UNDP. È autore di numerosi articoli pubblicati in riviste internazionali su diversi temi di economia del lavoro, dell’istruzione e della transizione dal socialismo al mercato. Per i tipi della Giappichelli, ha appena pubblicato il volume dal titolo: “Fuori dal tunnel. Le difficili transizioni dalla scuola al lavoro in Italia e nel mondo”

vivicentro.it/
vivicentro/Alternanza scuola-lavoro. Tutti hanno sbagliato: scuole e aziende
lavoce.info/Alternanza scuola-lavoro, cancellarla è un boomerang (Francesco Pastore)

Agropoli, due persone denunciate per guida sotto effetto di droga e alcol

0
Agropoli, due persone sono state denunciate perchè guidavano sotto l’effetto di droga e alcol: la vicenda

Agropoli, due persone sono state denunciate perchè sorprese alla guida dell’auto sotto effetto di droga e alcol, di cui una sprovvista di patente di guida perchè mai conseguita, e numerose contravvenzioni per violazioni del codice della strada. Questo  è il risultato dei controlli messi in campo nello scorso fine settimana dai carabinieri della compagnia di Agropoli, diretti dal capitano Francesco Manna, sul territorio. Ma prosegue l’opera di prevenzione e repressione dei reati in genere da parte dei militari agropolesi che, soprattutto nel fine settimana, aumentano gli sforzi al fine di garantire maggiore sicurezza alla cittadinanza.

Infatti i numerosi controlli eseguiti nello scorso week end, con particolare attenzione per la circolazione stradale, hanno permesso anche di ottenere proficui risultati in termini di prevenzione. Molte delle auto che sono state fermate, avevano guidatori il cui test sull’alcol ha indicato un tasso superiore alla media. Ecco perchè continuerà l’attività investigativa e di prevenzione nel territorio al fine di debellare il fenomeno degli incidenti stradali, dello spaccio e dei furti che sta interessando un po’ tutti i paesi del comprensorio.

Napoli, ragazzina di 16 anni fa da corriere della droga: la vicenda

0
Napoli, ragazzina di 16 anni faceva da corriere della droga: così la droga entrava a Piazza del Plebiscito
Napoli, attraverso intercettazioni, installazione di telecamere investigative e pedinamenti, i carabinieri della Compagnia di Napoli Centro hanno identificato tutti i componenti del nuovo clan Farelli. Si tratta di un vasto giro di “micro usura”, che produceva un volume d’affari di circa 20mila euro al mese, e della gestione di 4 piazze di spaccio aperte 24 ore al giorno per la vendita di cocaina, sia in loco che su ordinazione.
La nuova lady camorra dei Quartieri Spagnoli, A. F., utilizzò anche la fidanziatina di un suo familiare, di soli 16 anni, per consegnare un consistente carico di cocaina a due passi da piazza del Plebiscito, sotto le finestre della prefettura. Tutto questo è emerso  dall’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 19 indagati ritenuti appartenenti al gruppo criminale riconducibile ai clan Elia e Mariano, attivo nei vicoli dei Quartieri e nell’area del Pallonetto di Santa Lucia di Napoli. Ed era così che la droga, arrivava a Piazza del Plebiscito, attraverso una ragazzina di 16 anni, usata come corriere della droga dal clan.

Mattia Altobelli al Siracusa Calcio

0

Mattia Altobelli al Siracusa Calcio

Il Siracusa Calcio comunica di aver acquisito a titolo temporaneo dal Teramo Calcio, il difensore Mattia Altobelli. Il giovane ha militato nel Teramo  nella prima parte di stagione 2017/2018, con 10 presenze.

Mattia, classe ’95, ha militato in squadre come: Foggia, Pesscara, Maceratese e Teramo. Dall’inizio del suo debutto nella stagione 2012/2013 ha collezionato 69 presenza e un goal (Pescara)

Ecco il comunicato della società aretusea

 

BENVENUTO MATTIA ALTOBELLI

Siracusa Calcio comunica di aver acquisito a titolo temporaneo il diritto alle prestazioni sportive di Mattia Altobelli, difensore classe ’95 che ha disputato la prima parte di stagione con il Teramo

Benvenuto in azzurro!

Designazione Arbitrale: Cosenza-Siracusa

0

Serie C Girone C – 24ª giornata

Domenica 4 Febbraio ore 16:30

Stadio San Vito – Gigi Marulla  2017/2018
Designazione Arbitrale: Cosenza-Siracusa

 

L’arbitraggio del match tra Cosenza Vs Siracusa  della 24ª giornata di campionato di serie C, 4 Febbraio 2018 alle ore 16:30, spetta a Ilario Guida (Salerno)

  • Assistente 1: Paolo Laudato (Taranto) 
  • Assistente 2: Francesco Bruni (Brindisi)

Carriera di Alessandro Meleleo :

Serie C Girone A Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 3 12 1 0
2016/2017 7 17 0 2
2017/2018 3 7 0 0
TOT. 13 36 1 2
       
Serie C Girone B Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 5 20 2 1
2016/2017 3 9 0 0
2017/2018 1 6 0 1
TOT. 9 35 2 2
       
Serie C Girone C Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 1 3 0 1
2016/2017 5 22 2 1
2017/2018 3 11 1 0
ToT. 9 37 3 2
       
Serie D Girone A Partite giallo doppio giallo rosso
2014/2015 1 6 0 0
ToT. 1 6 0 0
Serie D Girone D Partite giallo doppio giallo rosso
2014/2015 1 5 0 0
ToT. 1 5 0 0
Coppa Italia Serie C Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 1 3 0 0
ToT. 1 3 0 0
Campionato Primavera G. A Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 1 2 0 1
2016/2017 2 9 1 0
 ToT.  3  11  1
Campionato Primavera G. B Partite giallo doppio giallo rosso
2016/2017 6 10 0 1
ToT. 6 10 0 1
Campionato Primavera G. C Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 5 15 2 3
ToT. 5 15 2 3
Torneo di Viareggio Partite giallo doppio giallo rosso
2014/2015 1 4 1 0
ToT. 1 4 1 0
Coppa Italia Primavera Partite giallo doppio giallo rosso
2015/2016 2 8 0 0
ToT. 2 8 0 0
Primavera 1 Partite giallo doppio giallo rosso
2017/2018 2 7 0 1
ToT. 2 7 0 1
Primavera 2b Partite giallo doppio giallo
2017/2018 2 8 0 2
ToT. 2 8 0 2

Vomero, si chiede la nascita del parco agricolo in viale Raffaello: i residenti denunciano il degrado

0
Il Pres. Capodanno riporta alla ribalta la questione del parco in Viale Raffaello, diverse le sollecitazioni dell’Ingegnere e gli articoli della cronaca stessa.

Oltre un anno fa, a seguito dell’ennesima nota inviata da Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che da lustri si batte per la nascita del parco agricolo didattico che dovrebbe sorgere, ma il condizionale a questo punto, è d’obbligo, nell’area dell’ex gasometro, che si estende su una superficie posta tra viale Raffaello e salita Cacciottoli, al Vomero, l’annosa vicenda era ritornata alla ribalta delle cronache anche con un servizio, dedicato alla vicenda, del TG regionale :

” Da allora, purtroppo, nulla, è cambiato – sottolinea amareggiato Capodanno – e, nonostante gli impegni e le promesse fatte nell’occasione, del parco agricolo non si è saputo più nulla, dal momento che è di nuovo calato il più assoluto silenzio sull’intera vicenda. Sul piede di guerra anche i residenti che denunciano lo stato d’abbandono che regna nella zona. In particolare in un tratto della salita Cacciottoli ,dove da tempo è presente, su un muro posto a confine dell’area interessata, una struttura provvisionale, realizzata con ponteggi tubolari e mantovane parasassi, che versa in precarie condizioni manutentive  “.

“ Eppure – puntualizza Capodanno – il 20 marzo prossimo saranno decorsi ben tre anni da quando un incendio, scoppiato proprio nell’area dell’ex gasometro, con fiamme che lambirono pericolosamente anche alcuni fabbricati, creando anche notevole panico tra i residenti, ripropose al centro all’attenzione della pubblica opinione le annose questioni, legate alla destinazione di quell’area e alla mancata realizzazione del parco agricolo didattico “.

“ Nel marzo del 2011, dopo varie traversie – sottolinea Capodanno -, il parco fu anche presentato in pompa magna alla stampa, nel mentre, dopo anni d’attesa, erano da poco iniziati i lavori per la sua realizzazione, lavori che sarebbero dovuti durare sei mesi ma che invece furono improvvisamente sospesi. Da allora sono passati ben sette anni e, di fatto, il parco è rimasto solo sulla carta, arenandosi nelle vicende giudiziarie tra la proprietà e il Comune di Napoli “.

“ Lustri d’attesa, oltre due milioni di euro a suo tempo finanziati – prosegue Capodanno – ma a tutt’oggi ancora non è dato sapere se e quando vedrà la luce questo parco che doveva sorgere su di un’area di circa 14mila metri quadrati, acquisita dal Comune di Napoli, area che fino agli anni ’80 era stata occupata da una campana gassometrica, successivamente in disuso, e dalle relative attrezzature per il suo funzionamento “.

“ Il parco era stato progettato su un’area vincolata, che apparteneva ad un privato, e sotto una parte della quale si ventilava all’epoca l’ipotesi che potesse sorgere un parcheggio interrato  – ricorda Capodanno -. Dopo una serie di battaglie sostenute dai comitati e dalle associazioni di zona, il Comune di Napoli elaborò una variante per un progetto di riqualificazione,  pubblicato all’epoca anche nelle cartografie del sito internet del Comune di Napoli, variante approvata con deliberazione consiliare n. 44/2001 e con deliberazione di Giunta comunale n. 2365/2002. Successivamente con decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania n. 529 del 24 settembre 2004 la stessa variante fu approvata anche dalla Regione Campania “.

 

Fonte: Il Presidente del Comitato Valori Collinari Gennaro Capodanno

 

Ultima tappa di Cilento Experience: Francesco Taskayali chiude la rassegna

0
Ultima tappa della rassegna Cilento Experience: tocca al maestro Francesco Taskayali

Si chiude l’esperienza della rassegna del Cilento Experience con il concerto del maestro Francesco Taskayali, un giovanissimo compositore che ha già ottenuto un successo grandioso tra Londa a Los Angeles. E’ già noto per aver scritto diverse colonne sonore per il cinema e la televisione. Uno dei suoi modelli ispiratori è il musicista italiano Ludovico Einaudi:

“L’ultima tappa della rassegna “Cilento Expereince – Un Territorio da Vivere” ospiterà il concerto di piano solo del compositore italo-turco Francesco Taskayali, che si esibirà al Cineteatro “Tempio del Popolo” intitolato a “Giovanni di Benedetto” e presenterà il live che attinge a piene mani da “Wayfaring”, suo ultimo disco uscito nel maggio scorso per l’etichetta INRI Classic. Il concerto, completamente gratuito (consigliata la prenotazione), si terrà sabato 3 febbraio 2018 a partire dalle ore 21.

Il giovanissimo compositore e pianista italo-turco Francesco Taskayali (classe 1991), ha già raccolto consensi tra il pubblico dei quattro angoli del globo: da Londra a Los Angeles, passando per Nairobi e Jakarta, la sua musica eclettica ha messo tutti d’accordo. Autore di colonne sonore per il cinema e la televisione, il pianista dall’animo mediterraneo e dal cuore cosmopolita, ha alle sue spalle una produzione che si ispira parimenti al minimalismo di Ludovico Einaudi e al jazz di Keith Jarrett: complice una spiccata capacità alla sperimentazione, la sua è un’opera che si libera dai rigidi stilemi classici e si veste di contemporaneità. Sold out, tra l’altro, la prima data del concerto, il 7 dicembre 2017, all’Auditorium Parco della Musica, sebbene a Roma Francesco sia di casa. D’altronde, anche i numeri confermano quanto fruibile posso essere la musica di “Wayfaring”, entra nella classifica dei 100 dischi più venduti in Italia ad una settimana dalla pubblicazione, registra due milioni di streaming su Spotify, che inserisce “Taksim” tra gli 80 brani più belli della storia.  Nonostante la giovane età Francesco Taskayali, può vantare ad oggi ben quattro produzioni discografiche e numerosissimi concerti in tutto il mondo. Emre (2010), Le Vent (2011) e Flying (2014), sono i titoli dei primi tre lavori che lo hanno portato all’attenzione del grande pubblico, attirando l’interesse della Warner Music Italy e dell’etichetta indipendente INRI sino alla produzione del nuovissimo album Wayfaring (INRI CLASSIC 2017)”.

Tutti gli eventi inclusi nel programma di CILENTO EXPERIENCE mirano da un lato, a celebrare le valenze ambientali e gli aspetti culturali dei comuni partecipanti, dall’altro a caratterizzare il prodotto turistico locale offrendo al visitatore la possibilità di conoscere varie sfaccettature della comunità che li ospita. L’impegno va dunque nella direzione di un turismo culturale consapevole e meno votato al consumo dei luoghi. La destagionalizzazione della programmazione è mirata a creare un momento di attenzione culturale in periodi di bassa stagione dove, grazie ad un efficace programmazione artistica, si punta ad aumenti rilevanti delle presenze turistiche.

Fonte: Ufficio Stampa Cilento Experience

Più investimenti per la sicurezza dei pendolari: ma di quali?

0

Dopo il drammatico incidente ferroviario di Pioltello, tutti reclamano più investimenti per la sicurezza dei pendolari sui treni. Giusto. Ma nell’allocare i finanziamenti non si può dimenticare che è sulla strada che si contano 2.400 morti in incidenti all’anno (contro 5 sui binari).

Sicurezza prima di tutto, ma di quali pendolari?

È davvero difficile sostenere che i trasferimenti pubblici per la manutenzione nelle ferrovie siano scarsi, data la loro entità. Semmai vanno aumentate le risorse destinate alla sicurezza delle strade. Perché la maggior parte dei pendolari usa l’auto.

Incidenti e mezzi di trasporto

Nelle ore immediatamente successive all’incidente ferroviario avvenuto il 25 gennaio in Lombardia, e costato la vita a tre persone, da più parti si sono levate voci per denunciare la scarsità di risorse destinate al settore del trasporto pubblico locale e la inaccettabilità delle condizioni di sicurezza sulla rete ferroviaria: “Non è accettabile che delle persone muoiano in questo modo, mentre vanno a lavorare o studiare” (Laura Boldrini); “Morire così, nel 2018, in una nazione che fa parte del G8 è francamente inaccettabile” (Giorgia Meloni); “È inaccettabile morire mentre si va al lavoro” (Graziano Delrio); “Episodi del genere non devono più accadere” (M5s). Giornali e telegiornali hanno dedicato alla notizia lo spazio di apertura. Le stesse reazioni si erano già avute in passato in circostanze analoghe. Eppure, se si prova a superare la comprensibilissima emozione legata all’accaduto, qualcosa non torna. Proviamo a dire perché.

Ogni giorno sono poco più di diciotto milioni gli italiani che si recano nel luogo di lavoro o di studio. Di questi, una minima parte, 870 mila, si spostano in treno (1,2 milioni sommando quelli della metropolitana e non cinque da portare a dieci come propalato ad arte da Legambiente con l’endorsement del Ministro dei trasporti). La stragrande maggioranza si serve dell’auto o della moto. Costoro corrono un rischio che è di gran lunga maggiore rispetto a quello che interessa i viaggiatori in treno. In ferrovia il numero medio di passeggeri deceduti nell’ultimo lustro è cinque; sulle strade perdono la vita ogni anno 2.400 conducenti di veicoli. È come se ogni giorno accadessero due incidenti come quello del 25 gennaio. Ma questa notizia rimane confinata, in qualche modo inevitabilmente, in ambito locale e non assume rilevanza nell’informazione nazionale.

 

Chi paga

Quanto alle risorse, vi è una radicale disparità di trattamento tra pendolari che utilizzano l’auto e quelli che si servono del treno. I primi, infatti, si fanno carico interamente dei costi del proprio spostamento: pagano, per via fiscale e di pedaggio, i costi correlati alla costruzione e alla manutenzione della rete stradale e tutti quelli connessi all’utilizzo del veicolo. Non solo: ogni anno entrano nelle casse dello stato all’incirca 40 miliardi di euro al netto delle spese sostenute da tutte le amministrazioni pubbliche.

La condizione della ferrovia è opposta. Chi si serve di un treno non contribuisce neppure in minima parte ai costi di costruzione delle linee. E sopporta solo una parte minoritaria, intorno a un terzo, di quelli relativi alla circolazione dei convogli. Nel caso degli abbonati la percentuale è ancora più contenuta: approssimativamente solo un quinto, tutto il resto è a carico dei contribuenti attuali o futuri.

La diversità di trattamento appare di assai dubbia giustificazione dal punto di vista dell’equità. La parte largamente prevalente dei pendolari che usano il treno sono impiegati e studenti che si dirigono verso le aree centrali delle maggiori città, mentre per categorie con redditi del tutto paragonabili, come operai e artigiani, e più in generale chi effettua spostamenti in aree periferiche, spesso non c’è alternativa all’uso dell’auto. E appare fortemente discutibile sia sotto il profilo ambientale (l’impatto delle politiche di sussidio delle ferrovie – in Italia intorno ai 200 miliardi negli ultimi trenta anni – e dei trasporti pubblici più in generale è quasi trascurabile nel lungo periodo e sempre meno efficace, al contrario di quanto continuano ostinatamente a ripetere i fautori della “cura del ferro”) sia dell’efficiente uso dello scarso spazio stradale. I mezzi pubblici aumentano l’accessibilità ma, di per sé, non riducono la congestione: nel centro di Londra, con una dotazione senza pari di ferrovie e metropolitane, prima della introduzione della congestion charge, la velocità media dei veicoli era pari a 14 km/h.

Dove investire in sicurezza

Ma torniamo agli incidenti. Nelle attuali condizioni non vi è dubbio che il migliore utilizzo delle risorse pubbliche da destinare alla sicurezza degli spostamenti sia quello che ne preveda l’impiego pressoché esclusivo a favore della strada.

Il contributo più rilevante per la sicurezza dei trasporti che potrebbe oggi venire dalla ferrovia è quello, indiretto, che si conseguirebbe con un miglioramento dell’efficienza produttiva e la riduzione dei sussidi pubblici: se anche una modesta quota delle risorse che attualmente l’Italia e gli stati europei destinano al trasporto su ferro (quasi 50 miliardi di euro all’anno) venisse dirottata alla sicurezza stradale, la riduzione del numero di vittime di incidenti sarebbe dell’ordine di qualche centinaio di unità per anno. Si dovrebbe trattare di un rafforzamento dell’attività di controllo e repressione dei comportamenti non conformi al codice della strada e, laddove giustificati in base all’analisi costi-benefici, di interventi di adeguamento delle infrastrutture tramite, ad esempio, la separazione dei flussi di traffico contrapposti (un’autostrada è indicativamente cinque volte meno pericolosa di una strada ordinaria). In ambito urbano è poi verosimile che la riduzione della incidentalità che si potrebbe ottenere grazie alla riduzione del flusso automobilistico in superficie con la realizzazione di infrastrutture sotterranee stradali sarebbe superiore a quella derivante dalla costruzione di nuove linee di metropolitana la cui domanda è rappresentata solo in minima parte da ex automobilisti (con la non trascurabile differenza che una metrostrada, a differenza di una metropolitana, non richiede sussidi per l’esercizio, non comporta una riduzione delle entrate fiscali ed è in grado di ripagarsi almeno una parte dei costi di investimento).

Per quanto riguarda la sicurezza della rete ferroviaria, sembra davvero difficile ipotizzare alla luce della loro entità che gli attuali trasferimenti pubblici per la manutenzione non siano adeguati. In ogni caso, qualora in specifici ambiti si evidenziasse una carenza di finanziamenti, le risorse integrative dovrebbero essere reperite attraverso la cancellazione o, quantomeno, il ridimensionamento di grandi progetti i cui benefici risultano essere di gran lunga inferiori ai costi, oppure con l’aumento del prezzo di biglietti e abbonamenti.

Da ultimo, occorrerebbe non dimenticare che impegnare eccessive risorse per ridurre un rischio molto ridotto non è saggio: le stesse risorse sono sottratte ad altri impieghi, pubblici o privati e possono portare indirettamente ad accrescere altri rischi. Se questi ultimi sono di entità superiore a quelli evitati, la maggior sicurezza in uno specifico settore può risultare complessivamente controproducente.

FRANCESCO RAMELLA – Si è laureato in ingegneria meccanica ed ha ottenuto un Dottorato di ricerca in Trasporti presso il Politecnico di Torino. Libero professionista. Insegna “Trasporti e Logistica” all’Università di Torino. E’ Fellow dell’Istituto Bruno Leoni.

vivicentro.it/OPINIONE – L’ESPERTO
vivicentro/Più investimenti per la sicurezza dei pendolari: ma di quali?
lastampa/Sicurezza prima di tutto, ma di quali pendolari? (Francesco Ramella)

Bari, bidello seduce e violenta bambine di 10 e 12 anni: arrestato

0
Molesta di nascosto le alunne della scuola, arrestato a Bari bidello 58enne per violenza sessuale ai danni di minori.

Un bidello di 58 anni è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale ai danni di 4 ragazzine minorenni tra i 10 ed i 12 anni in provincia di Bari. Stando alle indagini della sezione di Pg dei carabinieri e dei militari di Bitetto, coordinate dal pm Simona Filoni e secondo le ricostruzioni proposte dalle ragazzine, l’uomo avrebbe abusato delle vittime approfittando della loro condizione fisica d’inferiorità e per il ruolo che ricopriva nella scuola. In seguito sono partite le molestie:  quando le alunne si recavano in bagno, le intimava di sedersi sulle sue gambe ed iniziava a toccarle e baciarle sul collo:” in una occasione, con la scusa di voler aiutare una ragazzina ad asciugarsi le mani dopo essere andata in bagno, l’avrebbe costretta a sedersi sulle sue gambe per poi toccarle il petto e baciarla sul collo” (Fonte: Metropolis). I fatti raccontati risalirebbero al novembre 2017 ma secondo le ricostruzioni, le violenze si sarebbero manifestate sin dall’inizio dell’anno. Tutto è venuto a galla quando una delle bambine si è confidata con i genitori di ciò che accadeva all’interno della scuola e così sarebbe scattato l’allarme.  Il bidello avrebbe tentato di carpire la fiducia delle quattro minori “mostrandosi loro quale amico e confidente – spiega la Procura in una nota – lusingandole con complimenti e facendo si’ che le giovani, almeno in un primo momento, scambiassero tali sue perverse manifestazioni lascive ed erotiche, con ingenue manifestazioni di affetto”.

Abusi sessuali su bambine nel ripostiglio della scuola: arrestato il bidello

0
Abusi sessuali su bambine nel ripostiglio della scuola: arrestato il bidello

Agli arresti domiciliari il bidello che avrebbe abusato sessualmente di quattro alunne di età compresa fra i 10 e i 12 anni. Si tratta di Pietro Rutignano, 58enne di Bitetto (BA), collaboratore scolastico di un istituto scolastico comprensivo di Bari, accusato di violenza sessuale aggravata.

Secondo le prime indagini l’uomo avrebbe abusato della sua posizione nella scuola per avvicinarsi alle bambine. In più occasioni le avrebbe sottoposte alle sue perversioni: baci sulle labbra e sul collo, abbracci e palpeggiamenti.

Approfittando dell’ingenuità e della inferiorità fisica delle quattro alunne, le costringeva ad entrare con lui nel ripostiglio buio della scuola. A denunciare per primo la faccenda è stato il genitore di una 12enne. La figlia ha raccontato che mentre era in bagno, con la scusa di aiutarla ad asciugarsi le mani, il bidello l’ha obbligata a sedersi sulle sue gambe e poi avrebbe iniziato a toccarle il seno e a riempirla di baci sul collo.

Da queste dichiarazioni sono iniziate le indagini della sezione di Pg dei carabinieri e dei militari di Bitetto, coordinate dal pm Simona Filoni.

Gli episodi condannati risalgano al novembre 2017, ma le bambine hanno dichiarato che gli abusi sono cominciati già dall’inizio dell’anno scolastico.

In una nota della procura si legge che il 58enne avrebbe cercato di conquistare la fiducia delle alunne “mostrandosi loro quale amico e confidente, lusingandole con complimenti e facendo sì che le giovani, almeno in un primo momento, scambiassero tali sue perverse manifestazioni lascive ed erotiche, con ingenue manifestazioni di affetto”.

Vomero, via Luca Giordano: piovono calcinacci all’angolo con via Scarlatti, interviene il Pres. Capodanno

0
Situazione critica per via Luca Giordano al Vomero, Capodanno: “Subito una task force per monitorare il patrimonio edilizio”

Il presidente del Comitato Valori Collinari l’Ing. Gennaro Capodanno si sofferma sulla criticità di alcune strade napoletane della zona Vomero, caratterizzate da situazioni di criticità per quanto concerne la caduta di massi o il cedimento improvviso delle facciate. Nessun danno a persone o cose ma sarebbe opportuno, secondo l’Ingegnere, un monitoraggio del patrimonio edilizio immediato:

“Oramai nel capoluogo partenopeo a distanza di poco tempo l’uno dall’altro si è costretti a registrare le frequenti cadute sulla strada di calcinacci derivanti dal cedimento improvviso d’intonaci dalle facciate degli edifici, per lo più da cornicioni o da balconi – afferma Gennaro Capodanno, ingegnere, presidente del Comitato Valori collinari -. Per fortuna la maggior parte di questi crolli avvengono senza danni a persone o cose, ma, come testimoniano anche alcuni fatti di cronaca, in qualche caso si è dovuto registrare anche la perdita di vite umane “.

“ Il Vomero è un quartiere particolarmente colpito da questi episodi, pure per la presenza di numerosi edifici datati, in qualche caso afflitti da carenze manutentive, a partire proprio dalle facciate prospicienti sulla pubblica via – continua Capodanno – Purtroppo a Napoli si manifesta una diffusa quanto inaccettabile superficialità nella cura costante e continua delle parti comuni dei fabbricati, con il risultato che, quando s’interviene, anche perché costretti dai provvedimenti emessi delle autorità competenti, ai fini della sicurezza, sovente si eseguono solo opere provvisionali, tese ad eliminare nell’immediato il pericolo, rimandando poi, sine die, gli interventi definitivi necessari “.

“ L’ultimo episodio che si registra, in ordine di tempo, e che purtroppo potrebbe rischiare di rimanere tale solo per poco, se non s’interviene con misure immediate e risolutive, si è verificato in via Luca Giordano, nei pressi dell’incrocio con via Scarlatti – puntualizza Capodanno -. Nella mattinata un tratto di cornicione si è all’improvviso staccato precipitando rovinosamente sulla strada, dove si è frantumato in mille pezzi, creando momenti di panico ma, per fortuna, senza conseguenze o danni a persone. Sul posto sono intervenuti, nell’immediato, i carabinieri che hanno  provveduto a far transennare l’area interessata. Successivamente sono arrivati anche i vigili del fuoco che  hanno  proceduto con un’autoscala a tutte le verifiche e agli interventi del caso, con le attività consequenziali “.

“ Per risolvere il problema in maniera organica e definitiva – ripropone con l’occasione Capodanno – occorrerebbe organizzare, presso ciascuna delle dieci municipalità cittadine, una vera e propria task force di tecnici con il compito di monitorare tutto il patrimonio edilizio pubblico e privato che si affaccia lungo le strade, descrivendo, attraverso apposite schede, lo stato nel quale si trovano i singoli edifici esaminati, e segnalando, immediatamente, quelle situazioni dove si manifestino problematiche che potrebbero incidere sulla sicurezza “.

Capodanno rivolge dunque un nuovo appello all’amministrazione comunale affinché vengano messi in campo, in immediato, interventi mirati riguardanti il patrimonio edilizio cittadino, atti a garantire la sicurezza, scongiurando così anche possibili danni alle persone.

Fonte: Il presidente del Comitato Valori Collinari Gennaro Capodanno

M5s e Di Maio continuano con le Fake News: ora è il turno degli 80 euro

0

Preso nella foga della campagna elettorale, il candidato premier del M5s Di Maio accusa Renzi di aver “ritirato” il bonus da 80 euro a 1 milione e mezzo di lavoratori dopo averglielo erogato. Non è esattamente così, come risulta dal fact-checking de lavoce.info.

Se Di Maio immagina l’esproprio degli 80 euro

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca a una dichiarazione di Luigi Di Maio sul bonus da 80 euro.

Come funziona il bonus

Mentre gli elettori cercano di destreggiarsi tra le proposte fiscali dei candidati, la campagna elettorale del 2018 sembra guardare anche al passato. Si parla spesso infatti del bonus 80 euro, che tutti criticano ma nessuno pare voler abolire del tutto.

In un’intervista all’Huffington Post il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha affermato:

Renzi […] ha erogato un bonus selettivo ai lavoratori dipendenti, escludendo i più deboli e ritirandolo dopo un anno a un milione e mezzo di persone”.

Su questa vicenda Matteo Renzi e il Movimento 5 Stelle si erano già scontrati. Cerchiamo dunque di approfondire il motivo del contendere.

Gli 80 euro al mese, introdotti con il decreto n. 66 del 2014, più che un bonus sono tecnicamente un credito di imposta sull’Irpef per lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi.

Ne hanno diritto i contribuenti la cui imposta lorda sia superiore alla detrazione per lavoro dipendente e il cui reddito sia inferiore a 26.600 euro. Per esempio, nel caso di un dipendente occupato per tutto l’anno con solo reddito da lavoro e senza familiari a carico, la soglia dalla quale è percepito il bonus è 8.145 euro. Al di sotto dei 24.600 euro gli 80 euro sono versati integralmente ogni mese; al di sopra invece si riducono progressivamente fino ad azzerarsi per i redditi superiori a 26.600 euro. Le soglie minime e massime sono state alzate con l’ultima legge di bilancio, per non intralciare l’aumento contrattuale dei dipendenti pubblici.

Per come è congeniata, la misura individua una platea ben precisa. I problemi possono però sorgere al momento della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore può trovarsi a dichiarare un reddito più elevato rispetto a quanto calcolato dal datore di lavoro e può quindi non rientrare più nella fascia idonea per l’ottenimento del bonus. Oppure può non raggiungere la soglia minima, per esempio, a causa di un licenziamento. Ecco il caso a cui Di Maio si riferisce: chi ha beneficiato del bonus senza rientrare nelle fattispecie stabilite dalla legge deve restituirlo.

Gli 80 euro restituiti?

Non si tratta tuttavia di un “ritiro” della somma erogata, come sostiene il vicepresidente della Camera, che avrebbe richiesto un’azione attiva da parte del governo e del parlamento. Si tratta del naturale confronto che avviene con la dichiarazione Irpef, tra reddito, ritenute e acconti da una parte e l’imposta netta dall’altra. Per quanto il meccanismo possa risultare farraginoso, i termini utilizzati da un candidato premier sono importanti.

Non vi è dubbio, comunque, che la richiesta di restituzione può essere dolorosa per il contribuente. Immaginiamo un lavoratore che – per diversi motivi, come un licenziamento improvviso – non arrivi a raggiungere gli 8.145 euro di reddito, ma che nel frattempo abbia ricevuto il bonus 80 euro in busta paga. Dovrà restituirlo integralmente, con la possibilità di richiedere il pagamento rateale. Anche per questo motivo, su lavoce.info si è riflettuto sull’ambiguità dello strumento, che si propone di ridurre il costo del lavoro e allo stesso tempo di integrare il reddito dei lavoratori più poveri. Nella maggior parte dei casi di restituzione, il contribuente sembra avere un reddito annuale maggiore di quanto previsto, ma quasi un quarto di coloro che hanno dovuto rimborsare il bonus (nel 2014 il 23,4 per cento e nel 2015 il 25,3 per cento) ne hanno uno lordo inferiore ai 7.500 euro: per loro la restituzione può essere assai complicata.

Compensazioni e restituzioni

Nei due anni fiscali di applicazione del bonus 80 euro di cui sono pubblici i dati – 2014, parzialmente, e 2015 – i numeri sono stati altalenanti. Nel 2014, secondo i dati del ministero dell’Economia, i beneficiari sono stati 11,3 milioni. Tra coloro che hanno ricevuto gli 80 euro in dichiarazione, i soggetti a cui è stato accreditato per intero sono stati 509mila, mentre 1 milione e 112mila sono coloro che l’hanno ricevuto parzialmente. Le restituzioni sono state invece 798mila integrali e 651mila parziali. Nel 2015 invece i rapporti di forza tra compensazioni e restituzioni si sono invertiti: 1 milione e mezzo ha ricevuto il bonus (il 34 per cento integralmente), mentre 1 milione e 730mila hanno dovuto restituirlo (integralmente per il 56 per cento).

La dichiarazione di Di Maio non tiene dunque conto del risultato netto tra compensazioni e restituzioni, positiva nel 2014 (+172mila contribuenti) e negativa nel 2015 (-208mila contribuenti). Vedremo a partire dai dati sul 2016 se è possibile osservare una certa tendenza: per ora i dati in nostro possesso non lo permettono, essendo il caso del 2014 solo parziale (il bonus è stato introdotto da maggio).

Il verdetto

La dichiarazione del leader del Movimento 5 Stelle prende dunque in considerazione solo un dato, le restituzioni del 2015 (altro esempio di cherry-picking), senza tener conto delle compensazioni di segno opposto.

Le sue parole appaiono anche fuorvianti, perché – prive di ogni contestualizzazione e spiegazione – fanno intendere che il governo Renzi avrebbe ridotto la platea complessiva dei beneficiari di un milione e mezzo (non è avvenuto, la platea si è sempre assestata sugli 11 milioni di contribuenti). Pertanto, la sua dichiarazione non può che essere PARZIALMENTE FALSA.

Ecco come facciamo il fact-checking.

vivicentro.it/POLITICA
vivicentro/M5s e Di Maio continuano con le Fake News: ora è il turno degli 80 euro
lavoce.info/Se Di Maio immagina l’esproprio degli 80 euro (Lorenzo Borga e Mariasole Lisciandro)

In Consiglio comunale iniziato il dibattito sulla verifica programmatica

0
Continua il Consiglio Comunale, al centro dell’ attenzione la verifica programmatica.

In Consiglio comunale è iniziato il dibattito sulla verifica programmatica (le relazioni degli assessori si erano svolte nella seduta dell’8 gennaio, la relazione del Sindaco nella seduta del 26 gennaio).

Prima dell’inizio del dibattito, è stata discussa la questione procedurale sulla validità della seduta, confermata da un voto dell’Aula come suggerito dal vicesegretario generale Maida:

“Sulla questione del numero dei presenti all’appello iniziale che, per un errore materiale, aveva visto una comunicazione di 20 presenti, corretto poi in 22, si è sviluppata una discussione con diversi interventi. Moretto (Prima Napoli) ha dichiarato di abbandonare l’aula, riservandosi di verificare successivamente la regolarità degli atti del Consiglio odierno avendo il presidente già annunciato in apertura che la seduta non poteva avere validamente inizio. Dopo gli interventi di Rinaldi (Dema), Santoro (Misto- Fratelli d’Italia) e Brambilla (Movimento 5 Stelle), Palmieri (Napoli Popolare) è intervenuto, su richiesta del presidente Fucito, il vicesegretario generale Maida, per chiarire l’esistenza di una discrasia tra la realtà di fatto e quella comunicata attraverso l’esito dell’appello, pertanto l’Aula, nella sua sovranità, può sanare questa difformità attraverso un voto, anche a maggioranza. E’ intervenuto quindi il Sindaco che si è espresso nel senso di trovare un accordo ed evitare divisioni iniziando il dibattito sulla verifica programmatica.

L’Aula ha quindi votato a maggioranza (contrari Santoro, Palmieri e PD) per la prosecuzione della seduta. Sull’ordine dei lavori sono quindi intervenuti Santoro, Coccia (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra) e Gaudini (Verdi – Sfasteriati) per esprimersi sulla opportunità di svolgere il dibattito sulla verifica del programma o se rinviarlo in considerazione della campagna elettorale in corso. Il consigliere Santoro ha quindi chiesto la verifica del numero legale, constatato in 26 presenti, e i lavori sono quindi proseguiti con il dibattito sulla verifica programmatica, nel quale sono intervenuti diversi consiglieri.

 

Federico Arienzo (Partito Democratico) ha esordito valutando che sarebbe stato interessante capire di più su come si intende incrementare la vendita del patrimonio; ci saremmo aspettati, ha proseguito, che aveste detto cosa non ha funzionato rispetto a ciò che ci si attendeva, non ciò che si intende fare da ora in poi; ha quindi elencato una serie di esempi negativi, come Vico Trone, la strada chiusa da tre anni per un palazzo pericolante che confina con la scuola Onorato Fava, la palestra della scuola è inagibile e per questo le iscrizioni sono calate, le mamme non hanno più fiducia: la gara è stata fermata e, dopo i saggi sul palazzo pericolante confinante, la ditta ha rinunciato, con la conseguenza che la gara è da rifare; occorre un impegno forte, perché riaprire la strada significa restituire un territorio alla socialità e l’esempio dimostra che, quando si fanno degli errori procedurali, la fiducia dei cittadini viene meno.

Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle) ha toccato una serie di temi e obiettivi mancati, a partire dal bilancio partecipativo, da Napoli Est e la delocalizzazione delle imprese inquinanti, gli impianti fotovoltaici, gli accorpamenti delle partecipate, l’accesso facilitato a parchi e giardini, la creazione di un ufficio garante dei diversamente abili, iniziative a favore dei crocieristi, la balneazione in via Caracciolo, i mancati incassi dei tributi. Altre iniziative anticipate dalle relazioni degli assessori non si sono realizzate, ad esempio gli sconti per chi differenzia i rifiuti; non è vero che il servizio di raccolta è tutto pubblico e il contratto di servizio Asia non viene rispettato, con il rischio di contenziosi; mancano le risorse per la difesa del territorio, il bilancio di previsione è sempre in ritardo e i debiti fuori bilancio sono ancora senza copertura; si riscontra inoltre incongruità tra gli annunci e azioni relative alle aree mercatali, Napoli Holding, all’aggiornamento del regolamento di contabilità; la mancanza nel rendiconto dell’allegato sullo stato patrimoniale dell’ente dimostra che non si ha contezza della consistenza del patrimonio, fatto che rende impossibile ogni programmazione, così come manca un aggiornamento sui fitti passivi; sul turismo, non è stato attuato il programma relativo alle azioni da intraprendere grazie alle risorse provenienti dall’imposta di soggiorno; sulle politiche urbane, infine, ci sono punti del programma, per esempio sul co-housing, che non sono stati chiariti; in conclusione, del programma poco è stato realizzato.

Francesca Menna (Movimento 5 Stelle) ha sottolineato l’importanza di un dibattito sullo stato dell’arte e di uno sguardo intellettualmente onesto; si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un sistema chiuso, privo della necessaria connettività tra chi governa e i cittadini; ciò è dimostrato dalla poca attenzione per il Consiglio comunale, che rappresenta la città in tutte le sue articolazioni; sarebbe stato utile e interessante svolgere un confronto sulle relazioni degli assessori, anche nelle commissioni consiliari, per favorire un confronto autentico tra l’amministrazione e chi rappresenta la città, e anche sulle proposte fatte in questi anni: ad esempio, nelle relazioni è stata è stato assente ogni riferimento alla mobilitazione ancora viva in città sulla movida; analogamente, manca il confronto sulla la crisi dell’azienda di trasporto e sui piani industriali di Anm e ABC, che i consiglieri non hanno ancora avuto modo di leggere, sulle conseguenze dei roghi sulla salute dei cittadini, sulle pari opportunità negate che riguardano anche i disabili, sulla scarsa manutenzione degli edifici scolastici senza ricorrere a prelievi dai fondi di riserva, sulla chiusura di tanti parchi verdi, sull’accoglienza degli studenti Erasmus, tema sul quale la commissione Giovani aveva presentato un progetto, di fatto ignorato dall’amministrazione.

Marco Nonno (Misto – Fratelli d’Italia) ha esordito ricordando le promesse mancate di questa amministrazione, in particolare riguardo alle periferie, e di aver avuto un atteggiamento non pregiudiziale, ad esempio di aver appoggiato l’internalizzazione della gestione del patrimonio, nella convinzione che tutti i servizi, compresi i servizi sociali, debbano essere gestiti dal pubblico, e la scelta coraggiosa dell’assunzione delle maestre; purtroppo, da parte dell’amministrazione, si devono registrare posizioni sbagliate, come nel caso della condanna degli operai della Samir che, ad oggi, non hanno avuto lo stipendio, della mancata costruzione di una scuola superiore a Pianura, per la quale nel bilancio della Città Metropolitana non ci sono i fondi che erano stati stanziati dall’ex Provincia.

Salvatore Pace (Dema) è partito da alcuni punti specifici, innanzitutto le periferie, in particolare la periferia est, dove i Piani Urbanistici Attuativi stanno contribuendo ad una importante riqualificazione e rigenerazione urbana e sono il segno tangibile di un ripensamento strategico della città; ricordati anche il progetto per Scampia, l’ esecutività della demolizione delle vele e la riqualificazione lotto “M”; il porto, dove il  completamento del terminal passeggeri contribuirà a creare un’area degna dei volumi turistici che realizza la città; il programma di  riqualificazione dei magazzini generali; importanti risultati si sono raggiunti con il Grande Progetto Centro Storico – sito Unesco, che vede impegnati attualmente tutti i fondi per la riqualificazione di aree importantissime; tra gli altri punti programmatici ricordati: i progetti per la  città verticale nell’ambito del patto per Napoli, la riqualificazione del Monte Echia; i trasporti, ricordando la ricapitalizzazione effettuata dall’amministrazione, un rischio assunto pur di salvare l’azienda e tutelare i napoletani; sul tema del lavoro, ha ricordato che nessun dipendente delle partecipate è stato licenziato e che questa amministrazione si è adoperata per la tutela del lavoro anche al di là delle sue strette competenze, ad esempio per i lavoratori licenziati della ex fabbrica Peroni; sull’attuazione del programma, ha concluso, ricordando che tutto è stato realizzato, fin dal 2011, nel contesto della crisi di forti tagli ai trasferimenti statali e regionali”.

Prima della conclusione del discorso del consigliere Pace, il pres. Fucito chiede una pausa per il sindaco:

“Al termine dell’intervento del consigliere Pace, il presidente Fucito ha proposto una sospensione della seduta – fino alle 14.30 – per consentire al Sindaco, intenzionato a seguire l’intero dibattito, di recarsi in Corte d’Appello per un concomitante impegno”.

Fonte: Ufficio Stampa del Consiglio Comunale

 

Scafati, i primi giorni del carcere dell’ex sindaco: Aliberti sottoposto ad esame cardiologico

0
Visita cardiologica per l’ex sindaco di Scafati Pasquale Aliberti finito in manette per il reato di scambio politico-mafioso.

Non si sa ancora di per certo se la vita è stata causata da un malore dovuto allo stress accumulato a causa della bufera mediatica che l’ha coinvolto dopo la sentenza definitiva che l’ha visto condannato al carcere, oppure si è trattato di un normale e quotidiano controllo di routine. L’ex sindaco Aliberti, che ha anche intenzione di partecipare alle funzioni religiose, nei giorni dopo la notizia è stato oggetto di forti critiche da parte dei suoi concittadini che hanno espresso il loro pensiero attraverso frasi discriminatorie nei confronti del soggetto in questione trascrivendole con le bombolette spray su Palazzo Mayer, simbolo comunale della città. Momenti difficili quindi che hanno visto anche la mobilitazione degli avvocati della difesa nelle ultime ore in quanto sono scaduti i giorni a disposizione, 5 per l’esattezza, per l’interrogazione di garanzia. Infatti, come riportato da sei.tv :I legali dell’ex sindaco, Silverio Sica ed Agostino De Caro, in mattinata avrebbero presentato istanza al Gip Giovanna Pacifico proprio per quel “diritto negato” al proprio assistito. La richiesta è l’annullamento della misura cautelare emessa mercoledì”.

Ex Juve Stabia, Kanoute lascia il Benevento. Questa la sua nuova squadra

Yaye Kanoute passa alla Pro Vercelli

Nuova avventura per Yaye Kanoute, forte esterno offensivo lo scorso anno alla Juve Stabia. Il senegalese si è trasferito dal Benevento alla Pro Vercelli, in Serie B, con la formula del prestito secco.

Per Kanoute poco spazio con gli stregoni nella massima serie, nonostante l’esordio in Serie A nel corso della prima parte di stagione. Da ricordare che Kanoute, nel campionato scorso, con la maglia della Juve Stabia ha fatto registrare 31 presenze e ben 7 reti.

Questo il comunicato della Pro Vercelli:

La società comunica di aver acquisito – a titolo temporaneo – dal Benevento Calcio il diritto alle prestazioni sportive del calciatore MAMADOU KANOUTE. L’esterno senegalese classe 1993 oggi (ieri n.d.r.) pomeriggio sarà già a disposizione di Mister Gianluca Grassadonia.

Sabato 3 febbraio al Pan Marilù presenta “Avesseme Fortuna”

0
Marilù il 3 febbraio presenta “Avesseme Fortuna” progetto nato in collaborazione con Antonio di Francia

Sabato 3 febbraio al Pan di Napoli Marilù presenta “Avesseme Fortuna” un lavoro fatto come composizione sospesa tra sacro e profano, amore ed odio. Il progetto è di Marilù Poledro ed Antonio di Francia, mentre la produzione artistica, arrangiamenti e composizioni originali sono curati dal  M° Antonio Di Francia già autore ed arrangiatore per il Solis String Quartet (di cui è membro fondatore), Noa ed Eugenio Bennato:

“Quando passeggi nel cuore di Napoli, può capitare di smarrirti in quei vicoli un po’ bui ma assai variopinti, da cui il sole fugge ma il calore resta prepotente, così come l’odore di salsedine e ragù! Lì, nascono storie intense, intrise di pathos, che sciolgono il cuore in gola. Non si sa’ né chi né dove, perché il fatto di per sé, rotolando giù p’ ‘o vico, è rimasto impigliato tra le ciglia di quella anziana “fore ‘o vascio” che per sulitudine t’ ‘o vo’ cuntà, mentre inconsapevole, sovrappensiero , arravoglia ‘a curona vicino ‘o curniciell, pregandoli cu ‘a stessa intensità.

E’ così che in “Avesseme Furtuna” si mescolano sacro e profano, amore e odio, dolore e gioia. Attraverso un sapiente lavoro di arrangiamenti e di composizione, si dipanano musiche che ognuno di noi porta già sedimentate nell’anima e che attendevano solo d’esser liberate.
Parole scelte con sapienza istintiva si avvolgono come edera sulle note ed è così che vengono narrate le policromie dell’animo umano, attraverso la voce di Marilù, definita da Peppe Servillo come “..ricca di sfumature e dal timbro pieno e armonioso, che dialoga teatralmente con i piani sonori delle orchestrazioni, fornendo così un senso della prospettiva che avvolge l’ascolto e favorisce la narrazione..”
Fonte: Ufficio stampa “Music Press Office”

Del Genio: “Il Napoli ora vince anche con le giocate dei singoli. Chiriches…”

“Chiriches ha sofferto Palacio, ma la colpa non è sua”

Il giornalista Paolo Del Genio è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli durante la trasmissione radiofonica Radio Goal parlando del momento del Napoli.

Ecco le sue parole:
“Il Napoli vince sempre, è sotto gli occhi di tutti, col collettivo. Qualche volta non ne ha bisogno, avendo a disposizione dei calciatori molto forti che ti risolvono la gara con una giocata. Si era sofferto il Bologna, difesa alta e quindi loro hanno potuto fare delle cose, però c’era Reina e Mario Rui, salvataggi importanti. La base resta, come detto da Sarri, sempre il giocar bene”.

Poi il discorso si sposta su Chiriches:
“Albiol è uno dei giocatori più importanti del Napoli, fa funzionare bene tutto. Il rumeno ieri ha sofferto Palacio, ma non è stato fortunato perchè si è trovato nella fase in cui la squadra si è allungata, è stato bravo a riprendersi. Buona qualità nel giocare il pallone, bravo nel possesso. Non erano sue le responsabilità della situazione che si era creata ieri”.