Home Blog Pagina 5123

Hamsik: “Dedichiamo la vittoria a Ghoulam. Condizione? Ho avvertito dolore alla schiena”

0
Hamsik tramite il proprio sito commenta la partita del suo Napoli contro la Lazio e dedica la vittoria a Faouzi Ghoulam

Il capitano del Napoli Marek Hamsik ha pubblicato, sul proprio sito ufficiale, un lungo commento sulla partita giocata ieri contro la Lazio. Queste le parole del giocatore Sapevamo di affrontare un duello molto difficile. La Lazio era la terza e aveva perso le precedenti due partite. La squadra romana è molto buona, il che è stato confermato nel primo tempo. La squadra ha fatto una grande partita nel secondo tempo. Dedichiamo la vittoria a Ghoulam. Siamo dispiaciuti per l’infortunio, abbiamo giocato anche per lui. Condizione? Ho avvertito dolore alla schiena e con Sarri abbiamo deciso di restare negli spogliatoi. Quanto starò fuori? Lo staff medico farà il massimo“. 

Sesta sconfitta consecutiva per la Tgroup Arechi il Cesport si impone per 12-7

0
Arriva la sesta sconfitta consecutiva per la Tgroup Arechi, il Cesport si è imposto per 12-7

Niente da fare per la Tgroup Arechi che non riesce a risollevarsi dal momento negativo subendo contro la Cesport la sesta sconfitta in campionato che la fa sprofondare al terz’ultimo posto in classifica. Il punteggio di 12-7 in favore dei padroni non rispecchia, comunque, il reale andamento del match con la compagine allenata da Milic capace di respingere colpo su colpo alle giocate di Muskovic e Ruocco ma poi improvvisamente arenatasi a partire dalla terza frazione di gioco. Un black-out, divenuto ormai una costante, frutto, probabilmente, di un calo di concentrazione che ha inciso negativamente nel match di ieri e, nel complesso, sulla prima parte di stagione della compagine scudocrociata. Errori in fase d’attacco, qualche espulsione ingenua ha fatto il resto. Al riguardo, poco è servito il ritorno al gol di Lobov, tre reti per lui, ed un Massa in ottima forma, la Tgroup Arechi è venuta meno alla distanza nonostante le premesse alla vigilia fossero tutt’altre.

Queste le parole del predisente De Rosa al termine del match: “Sconfitta pesante determinata, probabilmente, da un calo di concentrazione. Purtroppo la classifica non ci premia, ciò nonostante, posso affermare che la squadra non è inferiore a tante che ci precedono. Bisogna stare uniti e superare queste difficoltà, abbiamo il potenziale e la voglia di volerci riscattare quanto prima.”

Cesport – Tgroup Arechi 12-7 (Parziali: 3-2, 3-3, 2-1, 4-1)

Tgroup Arechi: Busà D. Sanges Giordano, G. Esposito, Pasca, C. Esposito, D’Angelo, Iannicelli, Lobov, De Rosa, Baldi, Massa, Busà R. All: Milic

Marcatori: Lobov 3, Massa 2, Esposito C 1, D’Angelo 1

Uscito per limite di falli Di Magliano (TGROUP Arechi) nel quarto tempo. Superiorità numeriche: LA Studio Senese Cesport 7/11 + 2 rigori e TGROUP Arechi 5/9. Spettatori 100 circa.

Oggi avvenne: un rigore di Turrini in Napoli-Vicenza 2-0 del 1998

0
Il giorno 11 febbraio Turrini segnò un rigore durante Napoli-Vicenza del 1998

Il giorno 11 febbraio il Napoli ha giocato dieci partite, nove in serie A ed una in serie B, ottenendo tre vittorie ed un pareggio, con sei sconfitte.

Ricordiamo il 2-0 al Vicenza nella terza di ritorno della serie A-1997/98

Questa è la formazione schierata da Vincenzo Montefusco:

Taglialatela, Goretti, Ayala (93′ Malafronte), Baldini, Crasson, Turrini, Rossitto, Longo, Altomare, Stojak (75′ Asanovic), Scarlato (86′ Panarelli)

I gol: 43′ Turrini (rig), 47′ Stojan

Il 1997/98 fu l’anno dei quattro allenatori (Mutti, Mazzone, Galeone e Montefusco) e della retrocessione in serie B. Proprio contro il Vicenza l’esordio stagionale in panchina di Montefusco con il ritorno alla vittoria dopo cinque mesi di digiuno.

Il rigore che sbloccò la partita contro il Vicenza fu di Francesco Turrini che vanta 20 reti nelle sue 125 presenze in maglia azzurra: 18 in 108 di campionato e 2 nelle 17 di coppa Italia.

Fonte: sscnapoli.it

Rissa in un pub finisce a coltellate: arrestato 16enne, la vicenda

0
Finisce a coltellate una lite scoppiata in un pub di Afragola tra un 18enne e un 16enne

I Carabinieri della Stazione di Acerra hanno arrestato un 16enne incesurato originario di Afragola. È ritenuto responsabile del tentato omicidio a coltellate di un 18enne.

Secondo le ricostruzioni fatte dai Carabinieri, durante la serata di ieri, il 16enne mentre era in un pub di Afragola sul viale Sant’Antonio si è reso protagonista di una furiosa rissa scoppiata nel locale.
Un 18enne era andato al pub con la ragazza, durante la serata si era allontanato un momento. Ritornano aveva trovato vicino alla ragazza il 16enne, che si era avvicinato. I due avevano iniziato a prendersi a pugni ma erano stati separati.

Il 18enne aveva subito dei pugni in faccia e subito dopo aver scoperto che anche la ragazza era stata colpita, ha iniziato a cercare il 16enne. Quest’ultimo si era impossessato di un coltello del pub e il 18enne, onde evitare che la situazione potesse peggiorare, era scappato fuori dal pub.

All’esterno del locare il 18enne era inciampato e caduto. Nel frattempo il 16enne lo aveva raggiunto e gli aveva sferrato un fendente al sopracciglio.
Il 18enne è stato portato e ricoverato alla clinica Villa Dei Fiori di Acerra per la ferita al sopracciglio e il naso rotto. Qui i medici gli hanno diagnosticato 30 giorni di guarigione.

Il 16enne invece è stato ritrovato a casa. Durante la lite anche lui si era procurato una ferita ad un sopracciglio che nel frattempo ha fatto refertare all’ospedale di Frattamaggiore sostenendo di essere caduto.

Uno studio del Ministero evidenzia un aspetto negativo degli ultras partenopei e laziali

0
Uno studio del Ministero dell’Interno evidenzia una caratteristica negativa che accomuna sia gli ultras del Napoli che della Lazio

Molti sono gli atteggiamenti incivili e delinquenziali dei tifosi che viaggiano per seguire e supportare la propria squadra durante le trasferte.

Secondo i dati riportati dal report del girone di andata dei campionati professionistici di calcio, nell’attuale stagione 2017/2018, pubblicato dall’ dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno, risulta che sono maggiormente “improntati all’illegalità” gli ultras del Napoli e dalla Lazio. Gli ultras laziali e partenopei detengono il primato negativo con 9 casi ciascuno.

Agenzia del Farmaco (EMA): un giudice OLANDESE deciderà tra Italia e Olanda

2

Agenzia Europea per il Farmaco (EMA): un giudice olandese deciderà “imparzialmente” se assegnarla all’Olanda o all’Italia.

È arcinoto che il terremoto Brexit creerà qualche riassestamento istituzionale tra i Paesi della Comunità. L’Agenzia Europea per il Farmaco (EMA), prima ospitata a Londra, deve traslocare entro il marzo 2019. Sono molte le città che si candidano per ospitare l’EMA, tra queste vanno al “ballottaggio” Amsterdam e Milano. Milano offre una sede prestigiosa, già pronta, il suo “Pirellone”, che per capienza ed ubicazione urbanistica ha tutte le caratteristiche positive.

Amsterdam, ha una sede tutta da definire e ristrutturare, con tempi di consegna che si preannunciano lunghi e comunque non in coincidenza con la scadenza Brexit, preventivata per il marzo del prossimo anno. Il 20 novembre, sotto la presidenza estone, si va alla votazione in Consiglio ”Affari generali” e le due capitali arrivano testa a testa, nonostante Milano fosse data per vincitrice dalla vigilia, ottenendo 13 voti ciascuna. La normativa, in questi casi di parità prevede, che si vada ad un sorteggio. E la dea bendata favorisce la capitale olandese. L’Itala mastica amaro. Ma tant’è. “Tutto regolare, ma non normale”, commenta Giuseppe Sala, sindaco di Milano. “La monetina rappresenta il triste paradigma di un’Europa che non sa decidere” nota polemicamente Roberto Maroni, presidente di Regione Lombardia. Certo stupisce, che il futuro di una prestigiosa istituzione scientifica europea ed il destino di centinaia di ricercatori e personale amministrativo (circa 900 persone), con tutto l’indotto (stimato in un miliardo e mezzo di euro) che ne consegue, debba dipendere da una monetina o da un sorteggio comunque eseguito. Pare, anzi, che il sorteggio sia stato espletato in fretta e furia senza l’intervallo dei regolamentari 30 minuti prescritti, per permettere un minimo lasso di tempo per concordare il prosieguo.

Certo è che le istituzioni comunitarie, da un episodio così banalizzato, non acquistano prestigio ed autorevolezza, soprattutto se sono in ballo questioni di primaria importanza come la salute dei cittadini e le strategiche politiche legate alla registrazione, alla gestione ed alla sorveglianza dei farmaci usati in medicina ed in veterinaria. Simili problematiche, gestite con taglio semplicemente “burocratichese”, alimentano le polemiche e le obiezioni del partito degli euroscettici, che non gli sembra vero di poter montare l’ennesima polemica. Che va a dare fiato alle trombe degli scontenti.

Adesso si apprende che la sede che dovrà ospitare l’EMA ad Amsterdam, dovrebbe essere edificata ex-novo, ma a tutt’oggi neanche la prima pietra è stata posata. Per giunta, neanche la sede provvisoria messa a disposizione dalla municipalità risulterebbe idonea, anzi, addirittura neanche sufficientemente capiente per le normali attività d’istituto dell’Agenzia. Ed inoltre mancherebbero gli alloggi per tanto personale e i posti a sufficienza nelle scuole internazionali per i figli dei dipendenti. Insomma un bel pasticcio.

In mezzo a questo guado, la città di Milano ed il governo italiano fanno ricorso alla Corte di Giustizia Europea, chiedendo di sospendere il trasferimento dell’EMA ad Amsterdam.

In attesa di riesaminare in sede politica tutta la faccenda alla luce di questi ultimi sviluppi logistico organizzativi. E segnalando che la procedura del sorteggio è stata espletata in modo, a dir poco, frettoloso e sbrigativo. Come a volersi disfare di una patata bollente, che ci brucia tra le mani.

Bene, il ricorso è stato recepito ed il presidente della Corte di Giustizia affida l’esame del fascicolo ad un suo vice, il  dottor Marc van der Woude di nazionalità olandese. Da parte italiana, più imparzialità  di così non si poteva pretendere…

Carmelo Toscano

Amichevole Under 15, Napoli-Juve Stabia 2-0: il tabellino

Amichevole Under 15, Napoli-Juve Stabia 2-0: il tabellino

Amichevole di lusso questa mattina a Sant’Antimo per gli Under 15 della Juve Stabia che hanno affrontato il Napoli. Finisce 2-0, ma le vespette hanno disputato un’ottima prestazione non meritando la sconfitta contro una squadra comunque molto importante. In gol sono andati Acampa e Umile nel corso della ripresa. Al termine del match abbiamo ascoltato mister Alfonso Belmonte: “Abbiamo giocato una buona partita contro una squadra superiore a noi. Primo tempo senza subire un tiro in porta, mentre con Romilli e Martino siamo andati vicini alla marcatura. Nel secondo tempo abbiamo fatto giocare tutti e, proprio per questo, spostato alcuni equilibri e ruoli: abbiamo perso ritmo e subito all’ultimo i due gol. Resta la buona prova di tutti”.

Così in campo:

NAPOLI – Baietti, Somma, Ros, Barba, Matrone, Natale, Acampa, D’Ambrosio, De Simone, Vergara, Umile. A disp. Pinto, Boemio, Vitiello, Carannate, Cirillo, Maciariello, D’Angelo, Esposito, Ambrosino, D’Orta. All. Sorano

JUVE STABIA – Spina, Esposito, Campagnuolo, Di Pasquale, Vinciguerra, Abissinia, Affinito, De Lucia, Martino, Romilli, Gambale. A disp. Tornincasa, Criscio, Fabrizio, Roma, Caputo, Iengo, Tosto, Damiano, Aquino, Sannino. All. Belmonte

a cura di Ciro Novellino

Mosca, cade aereo: giallo su un guasto tecnico. Morti i 71 a bordo

0

Un aereo di linea russo con 71 persone a bordo, un Antonov AN-148, è precipitato poco dopo essere decollato dall’aeroporto Domodedovo di Mosca. Morte tutte le persone a bordo: 65 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio.
Testimoni nel villaggio russo di Argunovo, dove è precipitato l’aereo, hanno riferito di aver visto il velivolo in fiamme cadere dal cielo. Il presidente russo Vladimir Putin, che ha espresso le sue condoglianze per le vittime, ha incaricato il governo di creare una commissione speciale per indagare sull’incidente.

Mosca: aereo di linea precipita con 71 persone, nessun superstite

L’Antonov AN-148 della compagnia locale Saratov è scomparso dai radar poco prima di schiantarsi.

Secondo il ministro dei Trasporti, Maxim Sokolov, considerate le condizioni sul luogo dell’incidente, sarà necessario “svolgere i test del dna prelevando materiale genetico dai parenti” per identificare le vittime.

Sul luogo dove è precipitato il velivolo ci sono molti corpi e resti di corpi e il relitto dell’aereo “è disseminato su un chilometro”. Ritrovata una scatola nera, fa sapere il ministero delle emergenze citato dalla Tass.

Secondo una fonte, il pilota del jet ha riportato agli operatori del controllo del traffico aereo un guasto tecnico e avrebbe anche pianificato di tentare un atterraggio di emergenza in un aeroporto nella città di Zhukovsky. Ma la portavoce del Comitato Investigativo russo Svetlana Petrenko smentisce la notizia: “È stato stabilito che nessuna segnalazione di malfunzionamenti tecnici è stata lanciata dall’equipaggio dell’aereo”, ha detto.

Visualizza l'immagine su Twitter

К ликвидации последствий крушения самолета Ан-148 привлечены силы и средства общей численностью более 150 человек и свыше 20 единиц техники.
Приведены в готовность силы центра «Лидер», отряда Центроспас и Ногинского спасательного центра, а также вертолет Ми-8 Жуковского АСЦ МЧС.

L’Antonov della compagnia Saratov Airlines era diretto a Orsk negli Urali. Il velivolo era scomparso dai radar subito prima di precipitare vicino al villaggio di Argunovo nella regione di Mosca. Sulle cause dell’incidente si vagliano al momento “diverse ipotesi”, tra cui quelle delle “cattive condizioni meteo, dell’errore umano o del guasto tecnico”.

vivicentro.it/CRONACA
vivicentro/Mosca, cade aereo: giallo su un guasto tecnico. Morti i 71 a bordo
/ansa

Frattamaggiore, tentativo di rapina finito nel sangue: la vicenda

0
Frattamaggiore, il gioiellere, quando si è reso conto di quanto stava accadendo, ha affrontato i malviventi armato

Il gioielliere che nella serata di ieri ha ucciso con dei colpi di pistola uno dei tre rapinatori, che hanno tentato rapinare la sua attività, è indagato per omicidio colposo.

Il titolare della gioielleria, non era nel negozio, ma nella sua abitazione posizionata l’attività. Quando si è reso conto di ciò che stava accadendo è sceso armato in compagnia di un’altra persona. Per il momento la Procura di Napoli Nord non ha emesso una misura cautelare nei suoi confronti.

Nel frattempo nell’hinterland napoletano continua la caccia all’uomo tramite posti di blocco e controlli sugli spostamenti di pregiudicati, alla ricerca degli altri due componenti della banda che ha tentato la rapina finita tragicamente nel sangue.

Secondo le prime ricostruzioni, in tre, con un “palo” poco distante, si dirigevano verso la gioielleria Corcione di Frattamaggiore per rapinarla. Sono seguiti momenti di panico per i presenti in strada poiché era particolarmente affollata data la presenza di famiglie che con i bambini festeggiavano il Carnevale. Proprio uno dei banditi, per non farsi riconosce, indossava la maschera di Hulk. Nel corso del conflitto a fuoco è morto uno dei malviventi di Caivano, Raffaele Ottaiano, il quale è stato trovato dalle forze dell’ordine in possesso di una pistola.

A questo punto i tre sono usciti, senza prelevare nulla dal negozio, per tentare la fuga. Un ispettore del locale Commissariato di Polizia, libero dal servizio, ha visto la scena e inseguito uno dei tre fuggitivi riuscendo a fermare Luigi Lauro, nato a Caserta, 28 anni fa, residente a Crispano. Il bandito gli ha puntato contro una pistola, ma malgrado ciò il poliziotto è riuscito a fermarlo. Gli altri due complici, invece, sono riusciti a fuggire e sono ricercati dalle forze dell’ordine.

Condotto in Commissariato, Lauro, assistito dal suo avvocato, non ha voluto rispondere alle domande degli inquirenti. Le forze dell’ordine sono al lavoro per acquisire anche le immagini dei sistemi di video sorveglianza dei negozi adiacenti alla gioielleria Corcione per ricostruire con maggiore precisione le dinamiche della vicenda

Napoli, controlli per le strade della città: fermati tre giovanissimi

0
Continua l’attività di prevenzione della violenza minorile dei Carabinieri per le strade di Napoli

Napoli – I Carabinieri della Compagnia Napoli Centro, coadiuvati dai colleghi del Reggimento Campania, hanno eseguito numerosi controlli per le strade di Napoli.

Durante l’attività di prevenzione della violenza minorile, i militari dell’Arma hanno identificato 83 minori, di cui 18 riaffidati ai genitori. Eseguiti anche controlli sui mezzi, tra questi 5 scooter sono stati sequestrasti e posti sotto fermo amministrativo in quanto sprovvisti di copertura assicurativa.

Eseguite perquisizioni anche a Piazza Vittoria, dove i Carabinieri hanno sorpreso un 16enne del Parco Verde di Caivano aggirarsi con un con un coltello a serramanico nella tasca del giubbotto. Il fermato è stato denunciato per porto abusivo di arma bianca.

A Piazza del Gesù, i militari dell’Arma hanno eseguito dei controlli su due giovani di Aversa di 18 e 20 anni i quali sono stati ritrovati in possesso di un coltello a serramanico, un tirapugni, e un coltello a farfalla. I giovani sono stati denunciati e le armi sottoposte a sequestro.

Castellammare, la prima ordinanza del Commissario per un Carnevale sicuro

0
Castellammare, tolleranza zero per chi trasgredisce l’ordinanza firmata dal Commissario Prefettizio Gaetano Cupello

Castellammare di Stabia – Arriva la prima ordinanza firmata dal Commissario Prefettizio Gaetano Cupello, insediatosi a palazzo Farnese, dopo la sfiducia al sindaco del Pd Antonio Pannullo,  che ha firmato il suo primo provvedimento e riguarda i festeggiamenti per il prossimo Carnevale.

Come si legge nell’ordinanza: “vietato a chiunque di detenere, trasportare o fare uso improprio di farine, uova, arance, vernici, liquidi, sfollagente, bombolette spray di schiume varie o ad aria compressa e prodotti similari in luoghi pubblici o aperti al pubblico”. Per i trasgressori è prevista una multa che parte da 75 euro fino ad un massimo di 400 euro.

L’ordinanza ha lo scopo di frenare l’uso scriteriato di uova, farina e varie bombolette spray che gruppi di ragazzi, appostati agi angoli delle strade, lanciano contro gli automobilisti.

Purtroppo una tradizione negativa che nella cittadina stabiese è dura a morire, infatti negli anni scorsi si sono verificati diversi gli incidenti causati dal lancio di arance e uova contro le automobili in transito. Il commissario Cupello ha imposto tre giorni di divieti che partiranno da domenica 11 e martedì 14 febbraio. Dunque nei prossimi giorni polizia municipale, polizia e carabinieri saranno impegnati in appositi servizi di controllo del territorio per contrastare le baby gang che anche nei rioni di periferia, nel giorno di Carnevale metteno a serio rischio l’incolumità degli automobilisti che transitano per quelle zone.

Salvini rompe la mordacchia: a Sanremo immigrati sì, terremotati no!

0

Sanremo è ormai alle spalle e proprio mentre si tirava un sospiro di sollievo, non per la fine del festival per carità (anche se ….. una passaggio da qualche hair stylist per una scorciatina male non farebbe), ma per aver superato indenne la “solita” polemica politica che ne condiva le serate, ecco che Salvini non riesce a trattenersi, rompe la mordacchia e si lascia andare, sul suo FB, ad una delle sue solite tiritere precisando, ovviamente, che non vuole polemizzare con Mirkoeilcane né con Fiorella Mannoia che, insieme a Claudio Baglioni, ha cantato Mio fratello che guardi il mondo di Ivano Fossati (altra canzone che mette a tema l’immigrazione) ma, dice il leader leghista in un video postato su Facebook:

“c’erano un sacco di canzoni che parlavano degli immigrati che scappano, che arrivano, che fuggono. Magari l’anno prossimo ce ne sarà una che parla dei terremotati, che sono italiani e dimenticati […] fanno meno notizia e sono meno musicali probabilmente, ma ci sono decine e decine di italiani che dopo quasi due anni sono ancora senza casa, senza lavoro, senza niente, ma forse sono meno importanti. Meglio occuparsi di chi sbarca piuttosto che di chi è nato qui e combatte qui. Fa niente: viva Sanremo

E questo è!

LEGGI ANCHE: Favino porta «La notte poco prima della foresta» all’Ariston, ed è emozione (VIDEO)

Under 13, Juve Stabia-Real Casarea 0-0, il tabellino del match: esordio per due 2006

Under 13, Juve Stabia-Real Casarea 0-0, il tabellino del match: esordio per due 2006

Si è giocata all’Aura Sport la gara di campionato degli Under 13 della Juve Stabia contro la Real Casarea Accademy. Il risultato finale è di 0-0. Da seganalare il debutto anche di due classe 2006, Testa e Pisacane.

JUVE STABIA – Borrelli, Delloiacono, Di Nardo, Granatello, Marcuccio, Miele, Papa, Provvisiero, Coppola, Capo, Ventrone. A disp. Sacco, Cioffi, Improta, Maffei, Testa, Pisacane. All. Petrillo

REAL CASAREA ACCADEMY – Scognamiglio, Cassetta, Minichini, Riccio, Romano, Del Prete, Egizio, La Gatta, Rescigno, De Luca, Testa. A disp. Persico, Abbate, Gesuele, Cirella, Orefice, Esposito, Ciccone. All. Del Core

a cura di Ciro Novellino

Basket – SERIE A2 – Scafati contro Reggio Calabria senza Sherrod: segui la diretta su ViviRadioWeb

0
Assenza pesante per la Givova Scafati alla ricerca del sesto successo di fila.

Sfida importante in chiave play off per la Givova Scafati che affronta, alle 18 al Pala Mangano (in diretta su ViviRadioWeb) la Metextra Reggio Calabria degli ex Marco Calvani, coach, e Patrick Baldassare, il pivot e capitano del successo tricolore in Coppa di Lega di due stagioni fa. Sarà una Givova con una novità come l’esordiente Stefano Spizzichini, fratello di Gabriele, arrivato in settimana, e che sotto canestro sarà utilissimo per compensare la pesantissima assenza di Brandon Tyler Sherrod.

Il pivot statunitense non sarà disponibile stasera a causa di una botta rimediata nel finale di partita a Siena e che gli ha portato forti dolori al piede e alla caviglia. Per lui almeno un paio di settimane fuori dai giochi ma in compenso si spera di recuperarlo per la sfida al Pala Mangano contro Latina.

Younes: “L’Ajax è speciale, del futuro non mi importa”

0
L’ala tedesca dell’Ajax Amin Younes torna a parlare

Amin Younes, il giocatore tedesco dell’Ajax, dopo le problematiche dei giorni scorsi, che hanno portato il calciatore a mettere in dubbio il suo arrivo al Napoli, torna a parlare ai microfoni di Ajax TV dopo il suo rientro ad Amsterdam. Queste le parole di Amin Younes:“E’ stata una bella settimana quella appena terminata, ho giocato con lo Jong Ajax e mi sono allenato bene. Adesso però devo tornare a lavorare come sempre, tornare presto in forma e mettermi nella giusta condizione.

Sono felice di stare qua, sono un giocatore dell’Ajax pronto a dare il proprio contributo. Per me l’Ajax è una società speciale, non importa cosa succederà nel futuro. L’Ajax rimarrà per sempre speciale.

L’accoglienza dei tifosi contro il Roda penso che sia stato un grande gesto, mi ha dato subito buone impressioni. Ora non ho paura ma sono curioso di ciò che accadrà in futuro. Adesso devo concentrarmi nuovamente, perché l’Ajax ha un obiettivo: diventare campione d’Olanda”

FOTO ViViCentro – Under 16, Montecalcio-Juve Stabia 1-1: il tabellino

FOTO ViViCentro – Under 16, Montecalcio-Juve Stabia 1-1: il tabellino

Finisce col risultato di 1-1 la trasferta a Procida degli Under 16 allenati da mister Sacco. La Juve Stabia, dopo il vantaggio di Solimeno, si lasciano raggiungere da Scotto che batte Di Biase.

Così in campo:

MONTECALCIO – Coppola, Lubrano Lobianco, CArboni, Guida, Esposito G., Esposito V., Illiano E., Scotto M., Scotto L., Capuano, Sabatino. A disp. Fariello, Illiano M. All. Lubrano

JUVE STABIA – Di Biase, Chierchia, Zaccariello, Coppeta, Liccardo, Vitale, Cautero, Grimaldi, Solimeno, Guarracino, Vitiello. A disp. Domigno, Sagliano, Celentano, D’Aniello, Franchini, Dattilo, Mauriello. All. Sacco

a cura di Ciro Novellino

La solitudine è condizione difficile: per amarla bisogna essere molto forti (VIDEO)

0

Pasolini ha scritto:  “Bisogna essere molto forti per amare la solitudine; bisogna avere buone gambe e una resistenza fuori dal comune; non si deve rischiare raffreddore, influenza e mal di gola; non si devono temere rapinatori o assassini; se tocca camminare per tutto il pomeriggio o magari per tutta la sera bisogna saperlo fare senza accorgersene; da sedersi non c’è; specie d’inverno; col vento che tira sull’erba bagnata, e coi pietroni tra l’immondizia umidi e fangosi; non c’è proprio nessun conforto, su ciò non c’è dubbio, oltre a quello di avere davanti tutto un giorno e una notte senza doveri o limiti di qualsiasi genere. [… vedi video …].

D’altro canto,  “Ammettere di essere soli è una delle cose più difficili da fare”, spiega Alain de Botton. Comunque sia, in Inghilterra hanno preso seriamente a cuore questo aspetto della vita tanto dal creare un apposito ministero per la solitudine, come apprendiamo da Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, che così scrive oggi su Il Sole 24 ore:

La risposta alla sfida moderna della solitudine

Ha fatto scalpore la decisione del Governo britannico di istituire un ministero per la solitudine, con lo scopo di affrontare la sfida di questa «triste realtà della vita moderna» che colpisce un altissimo numero di persone. Si va, «dagli anziani, a quelli che hanno perso persone care o che non hanno nessuno con cui parlare e con cui condividere pensieri o esperienze». Non è difficile ritenere che questa sfida, in forme diverse, ci riguarda tutti: a uno sguardo puramente esteriore la vita di ognuno di noi appare come il viaggio più o meno breve che ciascuno compie lottando in prima persona con le tenebre che tutto sembrano avvolgere, dal prima che è dietro di noi a ciò che è dopo di noi, fino all’ultimo silenzio della morte. È la condizione espressa in maniera folgorante dalla lirica di Salvatore Quasimodo: «Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole: / ed è subito sera». La solitudine è insomma esperienza originaria, propria della condizione umana: che cos’è l’esistenza se non lo star fuori (“ex-sistere”), l’uscire da un grembo avvolgente per essere gettati nella solitudine di un’avventura unica e irripetibile? E chi non è solo davanti all’imminenza della fine che tutto sovrasta?

Forse, perciò, il venire alla luce o l’andare incontro al buio oltre la vita sono entrambi accompagnati dal segnale di una ferita lacerante: «On entre, on crie – Et c’est la vie ! – On baîlle, on sort – Et c’est la mort» – «Si entra, si grida: è la vita! Si ansima, si esce: ed è la morte» (Ausone de Chancel). L’intervallo tra questo duplice sospiro, quello della nascita e quello della morte, è appunto la vita, come soffio che passa. Si comprende, allora, perché vivere significhi in fondo imparare a morire e come in questa lotta contro l’ultima nemica, la morte, nessuno possa sostituirsi a un altro: si è soli.

C’è un canto dei “chassidim” – i pii Ebrei della diaspora – che esprime bene questa condizione di solitudine davanti al dolore e alla fine: «Quando il rabbino danza, tutti i chassidim danzano con lui; quando il rabbino canta, tutti i chassidim cantano con lui… Quando il rabbino piange, egli piange da solo». L’esperienza del dolore ci mette a nudo di fronte alla verità di noi stessi: in essa si è soli nell’essenziale povertà di ciò che siamo. Marguerite Yourcenar, nei carnets de notes delle sue “Memoires d’Adrien” – straordinario romanzo della solitudine umana – scrive, quasi a evocare l’intuizione da cui furono concepite quelle pagine: «Quando gli dei ormai non ci furono più, e il Cristo ancora non c’era, l’uomo solo è stato». Questa frase fa intuire come siano due le possibili alternative con cui affrontare la solitudine esistenziale: quella degli idoli o quella del Cristo.

La prima è la via “pagana”: popolare l’universo di idoli da noi stessi prodotti, che riempiano i vuoti delle nostre solitudini per sfuggire a esse. In antico questi idoli erano gli dèi del paganesimo, oggi sono quelli del consumismo e dell’edonismo rampante. Ci si stordisce con i mezzi dell’avere, del potere o del piacere, illudendosi che il tarlo della solitudine davanti alla vita e alla morte sia stato sconfitto. L’esistenza si trasforma così in un ballo in maschera più o meno vistoso, dove occorre recitare ciascuno la propria parte, dando tanta importanza all’effimero da credere che esso non sia illusorio, ma duraturo e vincente. Si vive per guadagnare, dominare o godere, bruciando uno dopo l’altro gli istanti del tempo che passa, come se ognuno di essi fosse una possibile, beata eternità, da conquistare e possedere senza limiti. Le relazioni apparenti nascondono così la folla delle solitudini. A questo modo di vivere si oppone, però, la nostra capacità di pensare e di porci domande: è nell’accettare la fatica dell’interrogazione, l’inquietudine del sospetto e la ferita del dubbio, che l’idolo si va sbriciolando. Si capisce allora che la vita non può consistere in un continuo fuggire dalla morte, che essa anzi trova la sua dignità più vera nel guardare in faccia la morte e lottare contro di essa. Il coraggio di esistere (come direbbe Paul Tillich: «The courage to be»), la volontà di dare risposta alle domande sul senso di ciò che siamo, di ciò che facciamo, sono la sola medicina contro la vacuità dell’esistenza. È possibile, insomma, capovolgere l’evidenza: se la vita ci appare come il cammino verso l’ultimo silenzio della morte, ciò che vince quest’evidenza è l’uomo pensante, l’uomo che non rinuncia a cercare, che non si fa negligente davanti al compito di dare un senso alle sue opere e ai giorni. Quest’uomo che domanda non si arrende alla vittoria della solitudine e della morte.

Sono, allora, il nostro pensare, il nostro amare, il nostro sperare nonostante tutto, a dare dignità e senso alla vita e alla morte. È qui che si affaccia l’altra possibilità che ci è data per affrontare la radicale solitudine del nostro esistere in modo pienamente umano: se si dovesse indicare un’icona di questa via differente, nessuna sarebbe più adatta che quella del Profeta galileo nell’ora del Getsemani, il Figlio eterno venuto fra noi, solo davanti alla sua vita e alla sua morte. Egli ben conobbe la solitudine dolorosa: «Non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me!». Fu però proprio in essa che, affidandosi al Padre, egli trasformò il dolore in amore, il soffrire in offerta. La sua solitudine fra gli ulivi del Getsemani si offre allora come rivelazione di una comunione più grande, quella del Dio sempre vicino e della scelta di voler esistere, morire e risorgere alla vita per tutti con Lui e in Lui. Quest’approdo non è naufragio, né rinuncia a dare senso al vivere e al morire, ma è come la lotta di Giacobbe con l’Angelo portata al vertice supremo, è il dare valore e significato alla solitudine di tutti trasformando la fine in inizio, la sconfitta in vittoria. Un testimone di Cristo al cuore del secolo drammatico dei totalitarismi, delle guerre mondiali e degli stermini, il teologo evangelico Dietrich Bonhoeffer, nell’ora ultima della sua solitudine di condannato a morte dalla barbarie nazista, confidò a un militare inglese, suo compagno di prigionia, la sua certezza profonda: «Now is the end. For me the beginning of life» – «Ora è la fine. Per me, l’inizio della vita». Dove si ama e si offre la vita per una causa di amore più grande, lì la solitudine è vinta ed è vinta la morte. Lì l’Eterno è presente con la sua accoglienza ultima e vittoriosa, che gli occhi della fede, esperti dell’Invisibile, possono riconoscere affinché il cuore si affidi.

vivicentro.it/CULTURA
vivicentro/La solitudine è condizione difficile: per amarla bisogna essere molto forti
ilsole24ore/La risposta alla sfida moderna della solitudine di Bruno Forte Arcivescovo di Chieti-Vasto

Napoli, lotta ai parcheggiatori abusivi: sgomberata l’area davanti al San Paolo

0
Napoli, lotta ai parcheggiatori abusivi: sgomberata l’area davanti al San Paolo

Napoli, continuano le operazioni di controllo delle aree partenopee, per estirpare alla radice il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, che si è allargato a macchia d’olio sul territorio.Un’intera area sottratta ai parcheggiatori abusivi e restituita alla cittadinanza. Stiamo parlando di Fuorigrotta, nel piazzale antistante la curva A dello stadio San Paolo, dove da tempo agivano indisturbati i posteggiatori, dove più di trecento auto venivano fatte sistemare lungo i marciapiedi e nella zona pedonale diventata impraticabile per i cittadini.

Una volta delimitata l’area e liberata dai dieci parcheggiatori che la occupavano, gli agenti della polizia locale sono riusciti a sottrarre alla criminalità un introito di 1.500 euro a serata. Non solo, anche l’area del Parco San Paolo è stata pattugliata e sorvegliata dagli agenti che l’anno presidiata per il resto della serata. Ma non si fermeranno qui i controlli, la task force  continuerà a pattugliare le aree liberate anche nel corso dei prossimi eventi che si terranno allo stadio San Paolo, per garantire il rispetto dell’ordine e della legalità sul territorio napoletano, che soprattutto Fuorigrotta, da troppo tempo sembrava essere stato dimenticato dal Comune di Napoli. E’ sempre bello vedere un territorio restituito ai cittadini, soprattutto se nel frattempo, lo si è liberato da azioni illegali che vanno contro l’ordine pubblico e che soprattutto, non danno garanzie ai residenti e cittadini.

Napoli, arriva il programma UE contro i disastri naturali: i dettagli

0
Napoli, arriva il programma UE contro i disastri naturali: i dettagli

Napoli, si chiama «RescEU» il nuovo programma lanciato dalla Commissione Europea per affrontare i disastri naturali, sostenere i Paesi ma anche migliorare la risposta e la prevenzione delle protezioni civili e degli organi competenti. Un programma voluto fortemente in agenda dal presidente Juncker e che è stato lanciato a Napoli con un workshop alla Mostra d’Oltremare dal titolo «La gestione dei disastri ambientali», che ha portato alla costituzione di una rete europea.

Il workshop ha portato al tavolo esperti europei, operatori della protezione civile, autorità locali itaiane e straniere per capire come fare rete nella prevenzioe e della risposta ai grandi disastri naturali, come terremoti, inondazioni, incendi boschivi, uragani. L’incontro è una tappa del percorso del programma della Commissione europea «RescEU» che punta a sostenere i Paesi ma anche migliorare la risposta e la prevenzione delle protezioni civili e degli organi competenti.

Sul posto numerosi delegati, provenienti da altri paesi, Grecia, Cipro e Francia. Questo programma deve raggiunger anche le imprese, come emerso durante il convegno in cui è citato l’esempio del pastificio Rummo di Benevento, devastato dalla recente alluvione del Sannio. Proprio per questo il convegno stato organizzato a Napoli da Cna e fortemente voluto dal vicepresidente nazionale Giuseppe Oliviero, il quale ha fatto una dichiarazione in merito: «Abbiamo voluto questo convegno  anche perché come Cna vogliamo aprire una rete di collegamento con l’Unione europea che possa aiutare anche le aziende su come affrontare i disastri naturali». L’obiettivo di questo programma è quello di creare una rete di protezione tra tutti i paesi.

 

Francia, giocatore viene espulso: torna in campo con fucile

E’ l’episodio accaduto in Francia

Il gravissimo episodio è avvenuto durante Saint Eloi-Baroc, giocata nel comune di Vienne: nel secondo tempo l’arbitro ha deciso di espellere Axel, giocatore guyano in forza ai padroni di casa, per un brutto fallo di reazione. Nulla di insolito, se non fosse per quello che è successo pochi minuti dopo il cartellino rosso. Axel infatti ha deciso di rientrare in campo mentre la partita era ancora in corso, per minacciare un avversario armato di fucile.

Fra lo sconcerto dei giocatori in campo e dei tifosi presenti, il 27enne è tornato sul rettangolo di gioco armato e ha subito cercato Slimane, il giocatore del Baroc con cui aveva avuto lo scontro che gli è costato il rosso, per puntargli l’arma alla tempia. La polizia è prontamente intervenuta arrestando Axel, che è stato subito denunciato da Slimane e condannato a 4 mesi di carcere con la condizionale nel processo per direttissima.