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Elezioni Politiche 2018: Né Vincitori Né Vinti (Lo Piano-Saint Red)

Le elezioni sono alle porte, i sondaggi sono stati fatti, sembra che dalle urne debbano uscire solo Vincitori: di Vinti non se ne parla proprio, nessuno si rassegna ad ammettere una imminente sconfitta elettorale.
Se molti elettori diserteranno le urne, lo si dovra’ all’incertezza politica, e alle campagne diffamatorie in corso tra i vari partiti. La gente e’ stanca dei continui insulti e battibecchi, delle frasi oltraggiose, che rappresentano una caduta di stile e una decadenza morale senza precedenti.
Non passa giorno che qualche esponente delle varie correnti politiche, non finisca nelle graticole mediatiche dei giornali, per non parlare delle numerose denunce  presentate nei vari tribunali italiani: tutti si sentono offesi, e lesi nel pudore e nella propria dignita’,.come se la politica possedesse qualsiasi forma di pudore.
La Destra con il triumvirato Berlusconi- Salvini- Meloni e’ convinta di superare la soglia del 40% delle preferenze, la SX con Renzi e Company, e’ sicura di avere lo stesso risultato, stessa cosa dicasi del M5S, per non parlare dei piccoli partiti, tutti  sicuri di superare le varie soglie di sbarramento.
Qualcosa non quadra:
Se i dati fossero veritieri,  la percentuale dei votanti in base alle aspettative partitiche dovrebbe superare il 200%!
Certamente tutti i partiti si sono fatti i conti senza l’oste, le sorprese non mancheranno, si prevede, per come sono messe le cose, che nessun partito possa superare la soglia del 40%,
Per la transitiva, non avremo un Governo stabile che possa governare il Paese, tranne che non si facciano degli inciuci, o che si creino delle maggioranze durature nel tempo (ipotesi molto improbabile).
Le promesse elettorali? lasceranno il tempo che trovano, la nostra situazione economica, non e’ delle piu’ brillanti, e’ necessario risolvere tanti annosi problemi che si trascinano da anni ; dal lavoro, alle pensioni, al far ripartire la nostra economia, ad aiutare le piccole, grandi e medie imprese, per non parlare del problema della sicurezza e  immigrazione.
A pochi giorni dal voto, tutti promettono, poi gli eletti si scontreranno con la dura realta’ e allora vi sara’ sempre il solito scaricabarile, La colpa dello  scatafascio globale del Paese, la si addossera’ al predecessore, la Storia si ripetera’ con costante ciclicita’.
I tempi che ci aspettano saranno duri e tristi, altro che superamento della crisi, il peggio dovra’ ancora arrivare. Se non si porranno gli argini giusti, onde evitare ancora di essere inghiottiti da una marea di problemi, bisognera’ tentare di mantenere almeno una piccola parte delle promesse pre-elettorali; se cosi’ non fosse, la gente si allontanera’ ancor piu’ dai seggi e la percentuale dei non votanti potrebbe superare il 60%.

Ma la pizza napoletana quando è nata? La storia raccontata da Enzo Coccia

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Il maestro piazzaiolo napoletano Enzo Coccia racconta la storia della nascita della pizza napoletana

Il maestro piazzaiolo napoletano Enzo Coccia prova a rispodere alla domanda “Ma la pizza napoletana quando è nata?” Tutti risponderebbero che è nata nella Reggia di Caserta in onore della Regina Margherita l’11 giugno del 1889. Sul suo blog Enzo Coccia, padre fondatore de La Notizia spiega che quel giorno nasceva solo il nome “Margherita”. In quei tempi, la pizza mozzarella e pomodoro non era assolutamente un piatto nuovo. A confermarlo sono i numerosi testi storici dell’ottocento che ne riportano la ricetta. La regina Margherita di Savoia – prima regina d’Italia – cercava di farsi accettare dal popolo napoletano che era ancora molto legato alla dinastia dei Borbone. Così, nel giugno del 1889, convocò nella residenza estiva di Palazzo di Capodimonte il pizzaiolo Raffaele Esposito affinché preparasse la sua famosa pizza. Questa richiesta da parte della Regina fu in realtà un vero e proprio atto politico nella ricerca del consenso da parte dei napoletani.

Ho letto infiniti libri sulla Pizza Napoletana – scrive Enzo Coccia sul suo blog -, e tutti iniziano addirittura dall’Eneide. È risaputo che i popoli che si affacciavano sul Mediterraneo usavano cuocere impasti, lavorati con le mani, nel forno o sotto cenere da cui poi è derivato il termine latino focacius. Altre fonti autorevoli analizzano il termine pizza (la prima comparsa fu nel Codice della Cucina Papale del 990), altre ancora decretano la nascita della pizza napoletana quando vi si aggiunge, al disco di pasta, il pomodoro. Ma anche questa teoria è fuorviante”. “Il pomodoro – prosegue Coccia – esisteva solo fresco, l’unica specie che si conservava naturalmente a grappolo era “il piennolo”, tipico della zona vesuviana. Di fatti lo troviamo anche nelle rappresentazioni del presepe napoletano dell’800. Le prime conserve di pomodoro furono progettate e ideate dall’ingegnere torinese Cirio che nel 1875 installò, nella zona di San Giovanni a Teduccio e a Castellammare di Stabia, le prime fabbriche di pomodoro”. “Per venire a capo di questo quesito – conclude Coccia – dobbiamo fare un semplice ragionamento: la pizza napoletana nasce quando troviamo l’esistenza della bottega del pizzaiolo. Il resto sono solo leggende e fantasie. Un certo signor Giuseppe Sorrentino nel 1792 richiese alle autorità competenti una licenza per cuocere focacce e pizze. Quindi possiamo affermare con certezza che la pizza napoletana nasce quando, al disco di pasta crudo, si aggiunge la farcitura che può essere pecorino, basilico, pesciolini, salame, pomodoro etc”.

INCREDIBILE SKY – Il Napoli scompare dalla classifica, ma…

Pistocchi ironizza: “Finalmente è arrivato il sorpasso”

La nota tv satellitare, Sky Sport, ha avuto qualche piccolo problema nell’aggiornare la classifica durante la diretta dell’incontro tra LazioVerona. Durante la gara, precisamente al 14′ minuto di gioco sul risultato di 1-0 in favore dei capitolini, la regia di Sky ha fatto un clamorosa gaffe: nella classifica ‘real time’ mostrata in sovrimpressione mancava il Napoli capolista.
Quelli dell’emittente satellitare hanno infatti messo la Juventus al primo posto dimenticandosi della squadra di Maurizio Sarri, ma in realtà si mostrano le 2 posizioni sopra e le 2 sotto alla squadra impegnata nella gara.

Sul web è partita immediata l’ironia e si sono scatenati i commenti. Tra i quali è arrivato, puntuale, anche quello di Maurizio Pistocchi che ha su Twitter ha pubblicato la foto scrivendo: “Finalmente è arrivato il sorpasso”.

Trump cambia su armi: rafforzare “controlli sul passato”(background check)

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Con una mossa a sorpresa Donald Trump prepara una stretta sulle armi da fuoco, affermando il suo sostegno al rafforzamento dei controlli sul passato dei potenziali acquirenti di fucili e pistole, il cosiddetto “background check”.

La svolta di Trump sulle armi: “Più controlli su chi le compra”

La legge è in stallo al Senato, ora il Presidente potrebbe spingere per l’approvazione

NEW YORK – Con una mossa a sorpresa Donald Trump prepara una stretta sulle armi da fuoco. E lo fa affermando il suo sostegno al rafforzamento del sistema federale di controlli sul passato dei potenziali acquirenti di fucili e pistole, ovvero quello che tecnicamente viene definito il “background check”. Una cambio di passo coraggioso quello dell’inquilino della Casa Bianca, che arriva nella giornata dedicata ai presidenti degli Stati Uniti, e a meno di una settimana dal massacro della scuola di Parkland in Florida, dove hanno perso la vita 17 persone.

A diffondere la notizia è la Casa Bianca attraverso uno dei portavoce, il quale spiega che la base tecnica per una stretta sui controlli potrebbe essere proprio la legge bipartisan in stallo al senato da tempo per mancanza dei numeri necessari al passaggio.

È la prima volta che Trump si propone in un’apertura sul fronte del controllo delle armi, visto che sin dalla sua campagna elettorale si era detto nettamente contrario a ogni intervento, tanto da essere considerato uno dei punti di riferimento della potentissima lobby di settore. A partire dalla National Rifle Association (Nra) che lo ha sostenuto nella sua corsa alla Casa Bianca. Perentorie le sue parole a poche settimane dal voto dell’8 novembre 2016 che lo avrebbe incoronato presidente: «A novembre è in gioco il secondo emendamento della Costituzione», ovvero quel passaggio che riconosce la libertà per ogni americano di possedere un’arma e difendersi per conto proprio. Ma ora il presidente potrebbe essere pronto ad una piccola svolta, sotto la pressione di un’opinione pubblica sempre più terrorizzata per le stragi agevolate dal far west delle armi da fuoco in America.

Attualmente il sistema di controlli prevede che i rivenditori autorizzati di pistole e fucili traccino un background del potenziale acquirente sulla base delle informazioni fornite dallo stesso. Il profilo del cliente viene quindi sottoposto al National Instant Criminal Background Check System (NICS) il sistema di controlli del Fbi, che solo lo scorso anno ha condotto circa 25 milioni verifiche di questo genere. Il metodo tuttavia presenta falle sistematiche, perché si basa sulla affidabilità di funzionari statali e federali a denunciare la sussistenza di precedenti penali o problemi mentali da parte del potenziale acquirente. Il progetto di legge al Senato, i cui relatori sono il democratico Chris Murphy e il collega repubblicano John Cornyn, impone alle agenzie federali vincoli di maggiore accuratezza nel riportare informazioni sensibili, e propone incentivi finanziari agli stati per fare altrettanto, introducendo al contempo penalità per comportamenti negligenti. Trump, in Florida per il President weekend, avrebbe parlato proprio col senatore Cornyn in merito alla sua decisione.

E forse nel suo tweet di augurio della prima mattina di ieri faceva implicitamente riferimento al suo cambio di passo quando ha scritto: «Vi auguro un President Day felice ma riflessivo». Intanto sul caso della strage in Florida il procuratore dello Stato, Michael J. Satz, non esclude che in merito ai 17 capi di imputazione contestati al killer, il 19 enne Nikolas Cruz, «possa essere anche progettata la pena di morte». Il tutto mentre a Washington è stata inscenata proprio ieri una protesta contro le armi davanti alla Casa Bianca, con alcune decine di manifestanti che si sono distesi a terra per rievocare le numerose vittime delle sparatorie di massa nelle scuole americane. A simulare le vittime delle stragi.

vivicentro.it/CRONACA
vivicentro/Trump cambia sulle armi: rafforzare “controlli sul passato” (background check)
lastampa/La svolta di Trump sulle armi: “Più controlli su chi le compra” FRANCESCO SEMPRINI

Lipsia-Napoli: la rivoluzione di Sarri, sette cambi rispetto la Spal

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Contro il Lipsia Sarri potrebbe rivoluzionare la formazione titolare inserendo 7 cambi

Maurizio Sarri potrebbe rivoluzionare la formazione che scenderà in campo per la sfida di Europa League contro il Lipsia giovedì sera. Come riportato dall’edizione di oggi del quotidiano sportivo il Corriere dello Sport, tra i pali potrebbe esserci Luigi Sepe che per lui sarebbe l’esordio europeo con la maglia azzurro. In difesa il tecnico darebbe spazio a Christian Maggio, Lorenzo Tonelli, Kalidou Koulibaly e Mario Rui. A centro campo Sarri potrebbe schierare Marko Rog, Amadou Diawara e Marek Hamsik. Il reparto offensivo sarebbe affidato ad Adam Ounas, Dries Mertens e Piotr Zielinski.

Rispetto alla formazione scesa in campo contro la Spal ci saranno sette cambi sin dal primo minuto di gioco.

 

Oggi avvenne: una doppietta di Improta in Varese-Napoli 0-3 del 1972

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Il 20 febbraio del 1972 Gianni Improta segnò una doppietta contro il Varese

Il giorno 20 febbraio il Napoli ha giocato undici partite, otto in serie A, una in serie B, una in coppa Italia ed una in Europa League, ottenendo quattro vittorie e cinque pareggi, con due sconfitte.

Ricordiamo il 3-0 al Varese nella quarta di ritorno della serie A-1971/72

Questa è la formazione schierata da Giuseppe Chiappella:

Zoff; Ripari, Pogliana; Zurlini, Panzanato, Perego; Sormani, Juliano, Manservisi, Altafini, Improta

I gol: 29′ e 55′ Improta, 60′ Perego

Il Napoli chiuse quel 1971/72 all’ottavo posto alla pari con la Sampdoria ed alle spalle di Juventus (che vinse lo scudetto), Milan, Torino, Cagliari, Inter, Fiorentina e Roma.

Al Varese una doppietta di Gianni Improta che vanta 22 gol nelle sue 179 presenze in maglia azzurra. Il “Baronetto di Posillipo” ha segnato 15 gol in 131 di campionato, 6 nelle 37 di coppa Italia ed una rete nelle sue 11 presenze in Europa.

Fonte: sscnapoli.it

Retroscena – Arek Milik non vede l’ora di tornare in campo

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Arek Milik vuole tornare in campo per «sdebitarsi» per l’affetto ricevuto

L’edizione di oggi del quotidiano sportovo la Gazzetta dello Sport analizza Arek Milik e le sue condizioni fisiche: “Milik si è rotto i legamenti crociati del ginocchio destro il 23 settembre e quindi, come da programma, dopo cinque mesi è di nuovo arruolabile. Certo, viene fuori da un duplice calvario, visto che nella passata stagione è finito sotto i ferri per lo stesso infortunio al ginocchio sinistro, e il nuovo k.o. di Ghoulam, con il quale ha condiviso la riabilitazione, lo ha un po’ «frenato», ma adesso Arek sta smaltendo le ultime scorie e soprattutto «vede» avvicinarsi il Mondiale, una motivazione in più per tornare in pista al più presto. In Russia può essere determinante, come del resto vuole esserlo in questo finale di stagione anche per «sdebitarsi» con lo staff medico e tecnico del Napoli, con Sarri, con i compagni e con i tifosi per l’affetto ricevuto”

Emma Bonino rilancia le quotazioni di Paolo Gentiloni dopo il voto

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Ospite del forum in redazione a La Stampa, Emma Bonino rilancia le quotazioni di Paolo Gentiloni dopo il voto: “È rassicurante, resti premier. Si arrivi alle larghe intese senza Lega e M5s”.

Emma Bonino: “Gentiloni rassicurante, resti premier. Larghe intese senza Lega e M5S”

La leader di +Europa: sanatoria per i migranti irregolari che lavorano

TORINO – Arriva in redazione sola. Senza staff o portaborse. Con una mano trascina un trolley rosso. Nell’altra stringe un libro, Memorie di una militante azionista: il romanzo politico di Gianna Radiconcini, giornalista antifascista e repubblicana che per anni ha raccontato da Bruxelles e Strasburgo il lungo cammino verso l’integrazione europea. «Quella strada è una necessità», scandisce Emma Bonino, la leader radicale che la parola «Europa», con un «+» davanti, l’ha messa nel simbolo con cui corre «coalizzata» (non «alleata», precisa lei) con il Pd.

L’Europa viene ritenuta da molti, tra cui Salvini, come la causa delle crisi italiane, da quella occupazionale dell’Embraco ai migranti. 

«Può darsi che il messaggio della Lega o degli euroscettici abbia più presa sull’elettorato, ma di sicuro soffiare sulle paure della gente non può essere la soluzione».

Quale, allora? 

«Per l’Embraco la risposta del governo e del ministro Calenda è stata di rottura con i vertici aziendali. La strada è giusta e bisognerà riaprire la trattativa perché non esistono soluzioni miracolose. Tanto sul lavoro quanto sui migranti».

Lei condivide quanto fatto dal governo Pd e dal ministro Minniti sui migranti?

«Non mi piace l’approccio securitario al tema delle migrazioni. Con la campagna: “Ero straniero” abbiamo provato a superare la legge Bossi-Fini che non permette canali legali per l’ingresso in Italia. E poi servirebbe una sanatoria per parte dei 500 mila irregolari che vivono e lavorano qui, alimentando il mercato nero».

E per quanto riguarda la Libia? 

«Anche lì si è preferito un approccio legato alla sicurezza, dando priorità alla formazione della Guardia costiera libica per fermare i barconi».

Un approccio sbagliato?

«Guardate, la cosa più bella e vera che ho letto in questi giorni è proprio un reportage de La Stampa, firmato da Domenico Quirico, che racconta come sia inutile provare a mettere delle barriere o dei soldati ai confini del Niger. La mobilità è un fenomeno storico: la povera Africa è in pieno boom demografico e il Mediterraneo è un laghetto che ci unisce, come diceva Pannella già nel 1980».

Quindi cosa deve fare l’Europa?

«L’Europa deve superare il trattato di Dublino (quello che stabilisce che il migrante faccia domanda di asilo nel Paese dove arriva, ndr) e cercare una cooperazione rafforzata sul tema dei migranti, come del resto sta facendo sulla difesa e sull’economia con l’asse franco-tedesco»

Cosa si immagina per il futuro governo: chi sarà a trattare questi temi?

«Non voglio partecipare a questi giochi pre-elettorali. A me interessano gli indecisi, quelli che pensano che sia già tutto scritto. Faccio appello a loro per un gesto di responsabilità. E vi chiedo: che fine ha fatto quel 10 per cento di votanti che nel 2013 aveva dato la fiducia a Scelta civica di Monti? Esiste una borghesia liberale in Italia?».

Se dovesse scegliere: Gentiloni o Renzi?

«Penso che dopo tre anni in cui abbiamo rottamato, a parole o nei fatti quasi tutto, l’Italia abbia bisogno di essere rassicurata. E Gentiloni è un premier che potrebbe restare. Ma ripeto: non voglio partecipare a questo gioco».

In un ipotetico governo di larghe intese chi non dovrebbe esserci?

«Non ci vedo bene i populisti, i violenti e il blocco sovranista, da Fratelli d’Italia alla Lega. Ma anche il M5S il cui leader, Di Maio, ha opinioni “geografiche”: cambiano a seconda di dove parla».

Qualcuno dice che la sua personalità sta erodendo voti al Pd. Endorsement sono arrivati pure da ministri ed ex big del partito. 

«Non ho l’obiettivo di rubare voti a nessuno. Semmai quello di portare alle urne gli indecisi, tentando di fare una campagna elettorale basata sulla verità».

Un esempio?

«Tutti fanno proposte mirabolanti ma non tengono conto del debito pubblico. E dei riflessi che le promesse hanno sui nostri alleati europei: danno un senso di estrema fragilità politica».

Sui diritti va d’accordo con il Pd?

«C’è una sensibilità diversa di quella che posso trovare, per esempio, nella Meloni. Ma in Italia le battaglie civili, penso al biotestamento, durano anche 30 anni, e i partiti arrivano sempre dopo».

Pensa che l’Italia sia pronta alla prima premier donna? 

«Parlate con me? (Ride con un pelo di sarcasmo, ndr). Sarebbe un simbolo. Ma il problema del maschilismo è strutturale, nei partiti come in questo Paese».

vivicentro.it/POLITICA
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lastampa/Emma Bonino: “Gentiloni rassicurante, resti premier. Larghe intese senza Lega e M5S” DAVIDE LESSI

Lipsia-Napoli, prevista una mini-invasione di tifosi azzurri

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Numerosi tifosi azzurri dovrebbero seguire il Napoli nella trasferta contro il Lipsia

“Al di là del risultato”, sembra questo essere il motto che si sta diffondendo tra i tifosi azzurri. Numerosi i tifosi del Napoli che dovrebbero seguire la propria squadra nella trasferta europea contro il Lipsia in Germania. Secondo quanto riportato nell’edizione di oggi del quotidiano sportivo il Corriere dello Sport, ci saranno 1500 tifosi a spingere Maurizio Sarri e la squadra all’impresa in terra tedesca. Un dato sicuramente notevole che testimonia ancora una volta il sostegno che tutta la piazza da verso la squadra. All’andata al San Paolo erano presenti non più di 1000 tifosi del Lipsia.

Cara amica ti scrivo …

Le chiamerò Costanza e Alba, due reali amiche di lontana data, oggi residenti in luoghi distanti, che si scrivono su argomenti di attualità e sociali della nostra Italia (e Sicilia).

Costanza,

Mi spiace ma non mi sorprende che articoli così faziosi e deformanti escano su stampa nazionale. Ma io vivo e conosco l’Italia e mi sforzo di essere giusta. La Nazione è stata ed è accogliente con i lavoratori stranieri e le loro famiglie, che dagli italiani ricevono molto: case popolari, aiuti materiali, esenzioni da pagamento bollette e multe, lezioni e mense gratuite x i figli ecc. Infastidiscono sì i numerosi giovanotti nullafacenti e spacciatori, a volte ubriachi chiassosi e violenti che girano x le strade.  Soprattutto Infastidiscono i molti affaristi travestiti da apostoli che lucrano assai con denaro pubblico (onlus, imprenditori e politici, albergatori incapaci, ecc). Fidati: di molte cose ho conoscenza diretta, anche attraverso il lavoro di una mia amica. Purtroppo siamo sottomessi a governanti falsi e inadeguati, conniventi con gli affaristi, arroganti e sordi alle esigenze di regolare e controllare. A proposito del moralista citato nell’articolo, lo conoscevo più di 20 anni fa. Ricordo solo di lui che per far lezione saliva in piedi sulla cattedra e che il docente successivo doveva ripulirla! A te se considerarlo un entusiasta innovatore o un eccentrico maleducato!  Scusa se mi son dilungata, ma è perché con te parlo ancora volentieri e nutro fiducia nella tua intelligenza! Cari saluti.

Alba,

Cara amica mia, la storia ci insegna che il subbuglio, le discriminazioni sociali, economiche, religiose e quant’altro che contrasti la parola Pace, sono sempre esistiti. Nell’ultimo sessantennio la nostra generazione, unica forse nella storia di tutti i tempi, ha assistito a tutte le più straordinarie scoperte in ogni settore facilitandoci e migliorandoci la vita e rendendola comoda, piacevole e anche divertente, se solo la sapessimo apprezzare e condividere. Eppure non siamo sereni, non riusciamo a goderla, ci sentiamo insicuri e minacciati, ci scegliamo democraticamente dei governi che ci deludono, siamo inquieti e circondati da cattiverie, sofferenze e insofferenze. La Parola Pace è una chimera, la nostra vita è in pericolo, in patria e fuori, le nostre case non bastano a proteggerci, inostri rapporti umani, professionali e sociali sono soggetti a dura prova, e noi ne abbiamo avuto un assaggio: nel momento in cui pensavamo di offrire gratuitamente il meglio di noi agli altri, ricordi come sono prevalse le incomprensioni? Tutte le generazioni sempre sono state soggette a dura prova, ci sarà mai una generazione più fortunata fra tutte quelle registrate dalla Storia globale fino ad ora, che avrà avuto o avrà il beneficio di godere della pace e quindi della meraviglia della vita e delle meraviglie che l’uomo ha saputo costruire? Tutte le città d’Italia e il mondo intero stanno soffrendo molto per motivi, pur diversi, ed io mi sento coinvolta in questo disagio umano, sociale, economico, politico, religioso…, doppiamente, per l’amore che provo per la mia Italia d’origine, assai malmessa che mi ha donato la dignità del lavoro e della vita e che sta vivendo, dei contrasti interni e disagevoli per i concittadini. Sono certa che la Nazione saprà risolvere e ricucire al meglio i suoi conflitti e disagi sociali, sono meno fiduciosa per il risorgimento della bella amata Sicilia. Ti abbraccio forte.

Adduso Sebastiano

vivicentro.it/OPINIONIATTUALITA’

Politiche 2018: codici a barre e piano anti-brogli sul voto all’estero

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Codici a barre per rendere tracciabile il percorso delle buste ed evitare doppi invii o furbetti che provano a votare due volte, diplomatici in tipografia per presidiare le schede e carabinieri schierati per le fasi di voto: alla Farnesina si sono organizzati per cercare di garantire la sicurezza del voto più contestato, quello all’estero.

Codici a barre e presìdi contro i brogli del voto all’estero

Farnesina in campo per garantire la sicurezza del voto per corrispondenza. In palio 18 seggi. Domani la Consulta si esprime sui dubbi di costituzionalità

ROMA – Codici a barre per rendere tracciabile il percorso delle buste ed evitare doppi invii o furbetti che provano a votare due volte. Diplomatici in pianta stabile in tipografia per presidiare le schede. Carabinieri invitati ad assistere a varie fasi del procedimento di voto. Memori delle polemiche del passato, del rischio di brogli e irregolarità, alla Farnesina si sono organizzati. Con qualche novità e contromisura per cercare di garantire la sicurezza del voto più contestato, quello all’estero. Per il quale la macchina è già in moto e le schede sono partite: anche se, proprio domani, la Consulta si esprimerà su un ricorso del Tribunale di Venezia che avanza dubbi sulla costituzionalità della legge che lo regola, viste quelle che definisce «ombre» su libertà e segretezza del voto.

Sono circa 4 milioni e 300 mila i connazionali con diritto di voto residenti fuori dai nostri confini, sparsi in 177 Paesi, a cui si aggiungono poco più di trentamila italiani temporaneamente all’estero, circa 700 mila elettori in più delle scorse politiche. Per loro, il Rosatellum non ha introdotto novità: votano ancora per corrispondenza come prescritto dalla legge Tremaglia del 2001. Le schede arrivano a casa per posta, si vota indicando le preferenze – a differenza di quanto succede in Italia – e si rispediscono entro il 1° marzo alle 16 alle sedi diplomatiche. Che provvederanno a inviarle su 120 voli verso Castelnuovo di Porto, dove la Farnesina avrà terminato il suo compito: sarà la Corte d’Appello di Roma a garantire lo scrutinio in circa 1700 seggi. In palio per l’estero 12 deputati e 6 senatori: un bottino che in passato, in occasione di risultati incerti, ha fatto la differenza. Come nel 2006, quando a vincere per un soffio fu l’Unione di Romano Prodi (per arginare la dispersione di voti, stavolta i partiti della coalizione di centrodestra all’estero hanno fatto liste uniche). O, ancora, alle ultime consultazioni di cinque anni fa, i voti degli italiani fuori confine furono determinanti per giocarsi il titolo di partito più votato tra Pd e M5S. E visto che potrebbe incidere anche stavolta, e date le polemiche esplose in passato sulla regolarità di quel voto, si capisce una certa fibrillazione al ministero degli Esteri

«L’impegno della Farnesina è stato rafforzato per garantire la massima regolarità e sicurezza del processo», assicura Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’estero, da poco rientrato da un viaggio tra i maggiori consolati, da Buenos Aires a San Paolo a Londra. «Abbiamo avviato la digitalizzazione del voto – spiega – attraverso un portale elettorale, una sorta di “radar” che accompagna passo passo le sedi ai vari adempimenti elettorali, e con un codice a barre che consente una migliore tracciabilità dei plichi». Il 75 per cento degli elettori – dove l’efficienza delle poste locali ha consentito un accordo – troverà sul proprio plico un codice a barre che consente alle sedi diplomatiche di verificarne il tragitto e l’arrivo a destinazione: novità pensata per evitare errori come il doppio invio denunciato in occasione del referendum costituzionale in Repubblica Ceca, o che qualcuno, con la scusa di non aver ricevuto nulla, si presenti in consolato chiedendo un duplicato. In ogni sede è stato individuato un responsabile che segua l’iter elettorale, e una quindicina di sedi sono state rafforzate con l’invio di personale temporaneo da Roma. Sono stati rivisti i contratti con poste e stamperie di vari Paesi, aumentando le penali in caso di anomalie e, dove possibile, come a Buenos Aires, due funzionari si danno il cambio in tipografia per controllare che le schede siano conservate in modo corretto. Infine, sono stati avviati contatti con la polizia postale per contrastare eventuali fake news sul web.

Misure pensate per minimizzare il rischio di brogli: ma per farcela, sottolineano, se in futuro il numero di italiani all’estero continuerà a crescere, servono risorse (stavolta in legge di bilancio sono stati stanziati 28 milioni di euro) e incremento di personale. «Anche se il vulnus è che, votando per posta, non c’è modo di garantire che la croce sia stata tracciata da chi dovrebbe. Ma questo – sospira una fonte qualificata della Farnesina – attiene al voto per corrispondenza: noi su questo non possiamo fare nulla». Un vulnus che già in passato un’ambasciatrice ha sottolineato con una lettera alle istituzioni di governo: ora, proprio su segretezza, libertà e personalità del voto si fonda il ricorso presentato da un consigliere regionale veneto e un italiano residente in Slovacchia al Tribunale di Venezia, che lo ha accolto e spedito dinanzi alla Corte Costituzionale.

«Stiamo facendo il massimo», giurano alla Farnesina. E non ci stanno a finire nel mirino delle polemiche, come accadde in occasione del viaggio dell’allora ministra Boschi in Argentina ai tempi del referendum: sono stati temporaneamente sospesi dalle loro funzioni tre consoli onorari che si erano sbilanciati a indicare le proprie preferenze. Ogni precauzione possibile, per tentare di evitare proteste e contestazioni.

vivicentro.it/POLITICA
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lastampa/Codici a barre e presìdi contro i brogli del voto all’estero FRANCESCA SCHIANCHI

Choc in Campania: studente della Federico II si spara un colpo alla testa prima della seduta di laurea

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Choc in Campania: studente della Federico II si spara un colpo alla testa prima della seduta di laurea

Aveva quasi completato il suo percorso di studio all’Università degli studi di Napoli Federico II, gli mancava l’ultimo step: discutere la tesi. Doveva farlo ieri ma intorno alle 10:00 di mattina, prima di recarsi nell’ateneo, si è sparato un colpo di pistola alla testa.

E’ l’estremo gesto compiuto da L.G., un ragazzo di 26 anni della frazione di Sant’Angelo di Mercato San Severino. Adesso è un condizioni critiche all’ospedale San Leonardo di Salerno.

Il ragazzo ieri avrebbe dovuto laurearsi in Scienze e Tecnica dell’Ambiente nel settore Biologia. Era a casa, i familiari lo aspettavano per recarsi tutti insieme nel capoluogo campano. Si è chiuso nel bagno e si è sparato un colpo di pistola alla tempia, con una 7,65 browning. L’arma appartiene al padre del 26enne ed è detenuta legalmente.

Sono stati i genitori a ritrovare il figlio nel bagno, agonizzante ma ancora vivo. Subito la corsa in ospedale, prima al Fucito di Curteri, poi considerate le condizioni critiche i camici bianchi hanno disposto il suo trasferimento al San Leonardo di Salerno.

Il proiettile è entrato dal lobo parietale destro e fuoriuscito dalla guancia sinistra. Una traiettoria che fa ben sperare che il ragazzo possa salvarsi. Adesso è in prognosi riversata.
Seguiranno aggiornamenti.

Il Napoli vuole Hrvoje Milic, ma solo come sparring partner: le ultime

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Continuano i contatti tra il Ds nel Napoli Giuntoli e l’entourage di Hrvoje Milic

L’edizione di oggi del quotidiano sportivo TuttoSport parla dell’interesse concreto da parte del Napoli per Hrvoje Milic: “Per evitare ogni alibi, – riporta il quotidiano TuttoSport – la società ha anche individuato in Hrvoje Milic il terzino svincolato da portare subito in azzurro. I contatti tra Giuntoli e l’entourage del 28enne croato proseguono, ma toccherà al calciatore decidere se scegliere Napoli. L’avventura in azzurro lo affascina non poco, ma l’offerta arrivata dalla Turchia lo sta allettando. Giuntoli è stato chiaro: in azzurro verrebbe utilizzato per lo più negli allenamenti, se invece andasse a giocare in Turchia, avrebbe più possibilità di mettersi in mostra. La palla passa a Milic…“.

Albiol, la clausola bassa fa gola a diversi club: i dettagli

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Secondo quanto riportato dalla Rosea Raul Albiol sarebbe finito nel mirino di diverse squadre

Secondo quanto riportato dall’edizione di oggi del quotidiano sportivo la Gazzetta dello Sport non c’è la massima sicurezza che Raul Albiol possa continuare ad indossare la maglia del Napoli anche la prossima stagione. L’ex difensore del Real Madrid sarebbe nel mirino di diverse squadre interessate: “Arriverà presto anche il traguardo delle 200 gare in azzurro (ora sono 197). Tuttavia, non è detto che Albiol il prossimo anno sarà in ritiro con il Napoli (si andrà a Dimaro solo per una dozzina di giorni, poi probabile una settimana in Cina). La clausola rescissoria da sei milioni di euro fa gola a tante squadre della Liga che spingono Raul a tornare in patria, anche se lui a Napoli ormai è di casa”.

 

Milik potrebbe essere convocato contro il Cagliari: la situazione

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Un’indiscrezione da Castel Volturno fa ben sperare per la convocazione di Arek Milik per il posticipo contro il Cagliari

Arrivano buone notizie per il Napoli e per il tecnico Maurizio Sarri. Nel posticipo di lunedì contro il Cagliari, il mister potrebbe convocare anche il polacco Arek Milik come riporta l’edizione di oggi del quotidiano sportivo la Gazzetta: “Il Napoli ha messo nel mirino lo scudetto e Arek Milik ha messo nel mirino la sfida con il Cagliari di lunedì per ricominciare a dare il suo contributo nella rincorsa al terzo tricolore della storia azzurra. Racconta «radio Castel Volturno» che Milik nelle ultime due settimane non si è più limitato agli «undici contro zero» ma ha iniziato a giocare le partitelle con i compagni e ha dato risposte convincenti. Ora è dunque in condizione di essere protagonista, magari per una porzione di partita, ma deve vincere le sue ultime remore, che sono però di carattere psicologico. Ecco perché una settimana in più in sede a fare altro lavoro specifico, evitando probabilmente il viaggio in Germania, potrebbe regalargli la convinzione di sentirsi pronto per Cagliari”.

Milic entro 48 ore la firma con il Napoli: ecco quando sarà a disposizione del club

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Nelle prossime 48 ore dovrebbe arrivare la firma di Milic che lo lega al Napoli per 4 mesi

Come riporta l’edizione di oggi del quotidiano sportivo il Corriere dello Sport, è ormai tutto definito per l’arrivo dello svincolato Hrvoje Milic al Napoli. Per l’ex giocatore della Fiorentina è previsto un contratto di quattro mesi senza opzioni per rinnovo. Entro le prossime 48 ore il calciatore dovrebbe vestire l’azzurro ed il club scioglierà le ultime riserve. Hrvoje Milic dovrebbe arrivare a a Castel Volturno la prossima settimana dopo la partita di Europa League con il Lipsia in Europa League e la trasferta di Cagliari il prossimo lunedì nel posticipo di campionato. Per Maurizio Sarri è una soluzione d’emergenza importante in seguito ai problemi e la sfortuna che hanno colpito l’algerino Faouzi Ghoulam costretto ad un nuovo intervento chirurgico.

Pompei, nessun rallentamento dei lavori secondo la direzione di ‘Scavi e Grande Progetto’

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Nota stampa di precisazione sulla scadenza del contratto

La Direzione del Parco ha emesso una nota stampa in riferimento alla notizia del concluso rapporto di collaborazione dei professionisti della Segreteria Tecnica (in tutto 16 tra archeologi, architetti e ingegneri) presso il sito archeologico di Pompei:

“I contratti degli esperti della segreteria tecnica di Pompei sono da sempre stati a termine (non c’è stato alcun licenziamento). Anzi, grazie alla misura straordinaria prevista dalla legge di bilancio 2018, tale personale potrà essere inquadrato a tempo indeterminato nei ruoli del Ministero, con modalità analoghe a quelle stabilite per il personale precario delle pubbliche amministrazioni dalle norme attuative della cosiddetta riforma Madia. La norma di legge cui si fa riferimento, in vigore dall’1 gennaio 2018, prevede che, entro il 31 marzo 2018, il Mibact possa assumere, previa apposita selezione per titoli e colloquio, proprio il personale che ha lavorato nella Segreteria tecnica di Pompei per 36 mesi. Tale procedura sarà attivata nei prossimi giorni. Deve peraltro segnalarsi che i 36 mesi richiesti dalla norma sono stati maturati dal personale della segreteria tecnica il 16 febbraio 2018, giorno in cui i loro contratti sono scaduti”.

Poi arriva la precisazione della Soprintendenza:
“Sempre la legge di bilancio 2018 ha previsto il ricorso alle procedure dei contratti istituzionali di sviluppo per valorizzare l’area contigua al Parco Archeologico. E la struttura del Parco, oltre a poter contare sugli esperti eventualmente inquadrati a tempo indeterminato, potrà affidare ulteriori 20 incarichi di collaborazione a termine come quelli già attribuiti nel 2015 per la Segreteria Tecnica. Gli impegni del Governo e del Parlamento dal 2013 a oggi e gli eccezionali risultati ottenuti sono, quindi, sotto gli occhi di tutti. Più volte l’Unione europea e l’UNESCO hanno indicato il caso Pompei come esempio virtuoso nell’uso dei fondi e nella gestione di un sito patrimonio mondiale dell’umanità. In ogni caso le vicende in oggetto, non incidono in alcun modo sul cronoprogramma del Grande Progetto Pompei. I cantieri non subiranno alcun rallentamento in quanto tutte le attività saranno con regolarità portate avanti grazie all’abnegazione dei funzionari del Parco Archeologico di Pompei che si sono resi disponibili ad ulteriori carichi di lavori, per garantire piena continuità agli interventi”.

Incidente di Torre del Greco, migliorano le condizioni di Marianna

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La 22enne, ora, respira autonomamente

Le condizioni della ventiduenne Marianna M., coinvolta nell’incidente in cui ha perso la vita il fidanzato, migliorano, facendo trasparire ottimismo. La ragazza è ancora ricoverata all’ospedale Cardarelli di Napoli, ma la fase critica sembra essere ormai passata.

Marianna respira autonomamente, anche se è ancora in rianimazione. Per protocollo ci deve restare 72 ore. Nonostante la 22enne abbia subito importanti fratture alle gambe e al bacino, non ha subito alcun intervento: i medici si sono limitati a metterla in trazione.
Se le sue condizioni dovessero rimanere costanti o migliorare potrà finalmente uscire dalla rianimazione. Ma lì dovrà affrontare un altro dolore, sarà informata della morte del suo fidanzato Antonio.

Napoletani scomparsi in Messico, parla il figlio di Russo: “Tutti corrotti! Mandate l’esercito”

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Intanto, in Messico si continua a cercare

E’ dal 31 gennaio scorso, giorno in cui sono scomparsi in Messico, che di Raffaele Russo, il figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino non si hanno notizie, ma i parenti non si danno per vinti, non perdono la concentrazione e continuano le loro ricerche.

Francesco Russo, figlio di Raffaele, ha rilasciato forti e pesanti dichiarazioni nei confronti delle autorità messicane durante la trasmissione Pomeriggio Cinque. Ecco quanto ha detto: ““Non posso dire dove mi trovo perché ho paura. Qui la situazione è tragica, non si può avere fiducia di nessuno. Ci sono delle registrazioni e dei messaggi che ho fatto io. Le autorità sono al corrente di tutto ma non hanno mosso un dito. Chiedo all’Italia intera di mandare l’esercito militareQuesto è un paese al 100% corrotto. Mi hanno abbandonato“.

Torre del Greco, dopo il fatale schianto chiede incessantemente del fidanzato

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Nonostante sia in pericolo di vita ripete sempre la stessa domanda: “Dov’è Antonio?”

E’ ricoverata in prognosi riservata all’ospedale Cardarelli di Napoli con le ossa del bacino e del costato fracassate, ed è tuttora in pericolo di vita ma non fa altro che cercare il fidanzato e ad ottenere sue notizie. Nessuno ha ancora detto a Marianna M., di 22 anni, che il suo fidanzato Antonio Masillo, di 23 anni, è morto dopo il violento schianto con lo scooter.

Quello schianto in scooter poco dopo le 19 di sabato ha ucciso il fidanzato sul colpo, un tragico incidente che ha sconvolto non solo Torre del Greco ma anche l’intera area vesuviana. A Marianna non sarà detto nulla fin quando non sarà fuori pericolo. La salma di Antonio è all’obitorio di Castellammare di Stabia in attesa di autopsia.
Intanto, vanno avanti le indagini sullo schianto con l’auto guidata da un 31enne.