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Salerno, la GdF mette a segno 5 arresti per truffa ad imprenditori

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5 arresti nei confronti di una banda specializzata in truffe agli imprenditori

La Guardia di Finanza di Salerno, dalle prime ore della giornata, sta eseguendo 5 ordinanze di misure cautelari personali nei confronti di altrettanti soggetti emersi dalle indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Salerno, condotte nei confronti di un’organizzazione criminale con proiezioni sul territorio nazionale, specializzata nel commettere truffe seriali ai danni di imprenditori.

Torre Annunziata, continuano i furti di pneumatici: ennesimo colpo in via dei Mille

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Torre Annunziata, continuano i furti di pneumatici: ennesimo colpo in via dei Mille

Torre Annunziata, continuano in furti di pneumatici in città. Ennesimo colpo, a questa volta a via dei Mille, dove non c’è pace per gli automobilisti in sosta.

Ad essere stata colpita una  Fiat 500L, parcheggiata sull’area di sosta libera; il proprietario  ha ritrovato il suo veicolo “sollevato” da terra e senza le ruote. Questa volta i ladri, per “sostenere” la vettura, hanno perfino utilizzato delle batterie esauste sulle quali hanno poi poggiato delle pietre, ed uno pneumatico con relativo cerchione. Oltre il danno, anche la beffa, dal momento che i malviventi hanno agito a pochi passi dal comando dei carabinieri cittadino.

L’automobilista ha sporto denuncia e le telecamere di sorveglianza cittadina, poste nell’area, potrebbero essere di aiuto alle indagini, anche se i ladri, anche questa volta, hanno agito durante la notte, quindi il tutto sarà da valutare. Secondo i carabinieri, i ladri sarebbero dei veri e propri esperti che agiscono velocemente e soprattutto scelgono macchine sempre nuove.

Gli agenti, come accennato prima, si serviranno delle telecamere di sorveglianza cittadina, anche se alcune a quanto pare, non sono funzionanti, ma restano sempre da visionare quelle dei negozi presenti nelle zone interessate dai furti.

Castellammare, parte un nuovo percorso per il Forum dei Giovani

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Castellammare, parte un nuovo percorso per il Forum dei Giovani

Castellammare di Stabia, in un momento delicato, come quello che sta vivendo la città in questo momento, è giusto che anche i giovani abbiano voce in capitolo e diano il loro contributo. E su questa scia che il Forum dei Giovani di Castellammare, ha deciso di iniziare un nuovo percorso. Da come si legge dal loro comunicato:

“A partir dal 14 Marzo è stato istituzionalizzato un nuovo inizio di percorso per tutti noi, un inizio di certo non facile ma espressione di una forte disponibilità e volontà. Il Forum dei Giovani di Castellammare di Stabia ora ha un nuovo Consiglio, composto tutto da ragazze e ragazzi che, nonostante la giovane età, hanno creduto nel ruolo di rappresentanza e di ricezione delle istanze dei più giovani cittadini della nostra città. La nostra città purtroppo, così come in tante altre realtà, non è stata negli ultimi tempi un buon interlocutore con i giovani cittadini ed è in tal contesto di sfiducia e disinteresse creato che, grazie alla lungimiranza e all’intuizione di ragazzi che hanno a cuore il proprio territorio, si è inserito, e ancor di più dovrà inserirsi, il Forum dei Giovani.

Il precedente Consiglio del Forum dei Giovani ha dovuto ricoprire un ruolo non facile, volto alla riorganizzazione di un ente, i cui compiti in precedenza non erano chiaramente inquadrabili. Si è cercato, con buoni risultati, di riavvicinare tanti ragazzi e ragazze alla politica cittadina, rendendoli attivi progettisti delle attività di politica giovanile. Però, non si può negare che, seppur con un ottimo lavoro svolto, ancora oggi il Forum dei Giovani ha delle difficoltà ad interloquire con tutti: ci è posta davanti una sfida sempre più difficile che però abbiamo la volontà, oltre che il dovere, di portare avanti.

Il Forum dei Giovani dovrà essere, sempre di più nel tempo, uno strumento capace di coinvolgere, nel dialogo costruttivo di proposte, tutti i giovani della nostra città. Da qualche anno a questa parte, fortunatamente, si è iniziata a sentire l’esigenza di consentire ai giovani stabiesi di contribuire allo sviluppo cittadino ed è in tal senso che le Amministrazioni Comunali, in risposta alle rivendicazioni di gruppi di giovani attivi, hanno dato al Forum dei Giovani i primi strumenti per poter assumere un ruolo di programmazione delle politiche giovanili. Il senso di responsabilità che scaturisce dal ruolo di rappresentanza che ricopriamo ci impone però di riconoscere di non aver ancor del tutto raggiunto l’obiettivo di aver avvicinato tutti i giovani alle istituzioni e alla cittadinanza attiva.

Reputiamo che a tal fine sia necessario il supporto ed il lavoro di tutti, in primis di coloro che in una veste o in un’altra hanno consentito l’avviamento di questo progetto: riteniamo indispensabile avviare una lunga e duratura fase di condivisione delle progettualità con le ragazze e i ragazzi che si stanno avvicinando al Forum dei Giovani, con la consistente realtà associativa stabiese, con cui abbiamo iniziato una fase di condivisione e con cui ci auguriamo di continuare a lavorare, con le organizzazioni di rappresentanza giovanile, ben vengano anche quelle politicamente o partiticamente esposte, iniziando un dibattito trasversale che attiri l’attenzione di tutta la popolazione giovanile, prescindendo dalla appartenenza all’una o all’altra posizione.

A tali propositi, a seguito di una serie di confronti organizzativi, è emersa la volontà del Consiglio tutto del Forum dei Giovani di far precedere la prima seduta ufficiale da un tavolo pubblico di progettazione in cui saremo lieti di condividere con tutti gli attori in campo la linea programmatica che ci metterà al lavoro nei prossimi due anni: ce l’hanno chiesto in tanti e non possiamo non sentirne in prima persona anche noi l’esigenza. Vogliamo rivolgere il nostro invito a tutti coloro che abbiano la volontà di proporre iniziative e a tutti gli enti di rappresentanza giovanile attivi sul territorio. Ai giovani tutti, agli studenti, alle associazioni, ai padri fondatori del Forum dei Giovani chiediamo di sostenerci nelle tante attività da portare avanti.

Il primo appuntamento sarà Giovedì 12 Aprile, alle ore 18:30, presso la casa dai giovani, il Palazzetto degli Sport del Mare: esporremo le nostre idee a coloro che decideranno di dare un contributo ma, soprattutto, daremo ascolto alle proposte e alle istanze che ci perverranno e, ove necessario e richiesto, daremo opportuni chiarimenti in merito alla fase che ci ha portati ad essere unici candidati per il rinnovo delle cariche del Forum dei Giovani”.

 Parte un nuovo inizio per i giovani stabiesi, il vero motore di cambiamento della città.

Napoli, cacciavano uccelli acquatici: denunciati due bracconieri

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Napoli, cacciavano uccelli acquatici: denunciati due bracconieri

Napoli. Scoperti ad Acerra due bracconieri, i quali in un primo momento hanno cercato di persuadere gli agenti, che non fossero cacciatori, ma l’esito è stato negativo. Si tratta di due uomini di 53 anni di Cimitile e Camposano, i quali sono finiti nei controlli dei carabinieri forestali della stazione di Marigliano che, insieme alle guardie giurate venatorie e zoofile dell’Enpa stavano conducendo un servizio anti-bracconaggio nelle campagne di Acerra.

Questo tipo di operazione viene svolta assiduamente sul territorio per contrastare il fenomeno della caccia. Mentre erano intenti nell’operazione, gli agenti hanno sentito un richiamo per uccelli, utilizzato dai cacciatori per trarre in trappola le prede. Come riportato dal giornale “il Mattino”, gli uccellini si stavano avvicinando verso una vasca artificiale di circa 1000 metri quadrati, nei pressi della quale, in un terreno, li aspettavano i due cacciatori.

Gli agenti sono intervenuti prima che questo potesse accadere. hanno bloccato i due uomini e sequestrato il richiamo. La coppia di bracconieri è stata denunciata per violazioni alla normativa a tutela della fauna selvatica.

Napoli, sassi contro il bus in viale Traiano: tragedia sfiorata

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Napoli, sassi contro il bus in viale Traiano: tragedia sfiorata

Napoli, ancora episodio di sassaiole contro gli autobus. La vicenda è avvenuta intorno alle 18.15di ieri, sulla linea urbana 618 che collega Largo Giustiniano, a Fuorigrotta, con via Giordano Bruno, a Mergellina. Anche questa volta la tragedia è stata sfiorata, poichè i sassi per poco, non hanno colpito nessun passeggero e nemmeno l’autista del bus Anm.

Nel momento dell’assalto, il bus transitava in viale Traiano. Le pietre scagliate contro il mezzo sono state numerose e hanno rotto vetri e procurato altri danni, per fortuna non a persone. A mettere a segno la sassaiola, sempre giovanissimi, che sono fuggiti subito dopo. Sul posto è intervenuta anche la polizia che ha constatato e verbalizzato l’accaduto ma anche scortato l’autobus fino al deposito.

il numero di quest vicende ormai è cresciuto in maniere esponenziale, e nonostante le varie richieste avanzate dal Coordinamento Usb, queste sono rimaste inascoltate per ciò che riguarda la garanzia di sicurezza per lavoratori e passeggeri a bordo dei bus Anm. Lo stesso Sindacalista Usb, Adolfo Villani ha espresso la sua opinione al riguardo, affermando che questi episodi purtroppo, sono molto sottovalutati. Con ogni probabilità, prima o poi ci scapperà un ferito, se non proprio un morto.

Pompei, caso meningite: l’assessore rassicura i cittadini

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Pompei, caso meningite: l’assessore rassicura i cittadini

Pompei, dopo il caso di meningite dei giorni scorsi, che aveva colpito una 63enne pompeiana, che collaborava col figlio nella gestione di una palestra sportiva a via Fossa di Valle, la quale è stata ricoverata presso l’Ospedale di Nocera Inferiore per un’infezione batterica da meningococco, i cittadini di Pompei hanno iniziato a preoccuparsi. L’ospedale di Nocera Inferiore, dopo aver diagnosticato l’infezione, ha subito messo in atto la procedura di profilassi prevista dal protocollo per tutte le persone che erano entrate in contatto con lei.

La vicenda,che ha destato non poche preoccupazioni, sembrerebbe aver avuto uno sviluppo, grazie al Comune e al nuovo assessore alla sanità, Annalisa Ramunno, i quali  hanno tranquillizzato le famiglie delle persone che frequentavano la palestra perché sono state prese tutte le precauzioni previste in casi del genere.

All’interno della nota inviata da Comune di Pompei, si legge che “l’Ufficio igiene e profilassi ha assicurato di aver adottato tutte le cautele previste nel caso. Vale a dire una corretta e puntuale profilassi.”

La palestra dove lavorava la donna è stata disinfestata e sono stati contattati tutti i soggetti che la frequentavano e quanti altri sono venuti in contatto con la donna, in modo tale da fornire a tutti la profilassi antibiotica de seguire in questi casi.

Napoli, scippatore riconosciuto da una vittima: scatta l’arresto

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Napoli, scippatore riconosciuto da una vittima: scatta l’arresto

Napoli, zona Chiaia. Lo scippatore in questione aveva preso di mira la zona dei baretti a San Pasquale, dove era riuscito a scippare, secondo quanto riferito dai commercianti, 5 persone al giorno. La notizia riportata dal giornale “il Mattino”, conferma che ieri lo scippatore è stato riconosciuto da una delle vittime, che lo ha segnalato alle autorità competenti e lo ha fatto arrestare.

La vicenda: erano poco dopo le 4 del pomeriggio, quando la vittima ha riconosciuto l’uomo che precedentemente le aveva rubato il cellulare. Il ragazzo è stato riconosciuto in quanto, nel corso delle indagini, le autorità si sono servite di video della sorveglianza, che hanno visionato insieme alle vittime.  A quel punto la vittima l’ha seguito e ha visto che il ladro stava tornando in azione, questa volta ai danni di una signora. Il ladro è stato immobilizzato dalla vittima e da suo fratello.

Subito dopo sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno sentito la testimonianza della vittima e del ladro. Secondo quanto appreso, il ladro in questione è un ragazzo, poco più che trentenne e padre di famiglia. Il ragazzo ha confessato di aver venduto il cellulare della vittima, alla Maddalena, per poco più di 100 euro.

Napoli, Pignasecca: cittadini ed istituzioni manifestano contro la camorra

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Napoli, Pignasecca: cittadini ed istituzioni manifestano contro la camorra

Napoli, dopo i recenti avvenimenti avvenuti alla Pignasecca, i cittadini e le istituzioni, hanno deciso di scendere in strada e manifestare contro la camorra. La seconda municipalità, presieduta da Francesco Chirico, questo pomeriggio ha deciso di scendere in piazza, e manifestare apertamente contro la violenza e la camorra, davanti ai palazzi che sono stati visibilmente segnati dalle sparatorie.

Francesco Chirico, presidente della II municipalità, ha spiegato che la Pignasecca è da sempre un quartiere vivo e che le stese purtroppo hanno lasciato una ferita profonda. Sono scesi tutti in piazza ieri, per dare un messaggio chiaro alla camorra, ovvero che il quartiere non arretrerà di un passo rispetto alla decisione prese in passato nei confronti della camorra,e che non si piegheranno ad essa. La Pignasecca, infatti è una zona  derackettizzata nel 2011, ciò significa che i commercianti non pagano il pizzo, di conseguenza l’unica cosa che si chiede è che questi possano lavorare in tranquillità, e che ci sia sicurezza per tutti, lavoratori e residenti del posto.

Inoltre accanto alle  istituzioni del posto, anche il presidente della III Municipalità, Ivo Poggiani, rappresentanti di Federconsumatori, del ConsorzioToledo-Spaccanapoli, commercianti di piazza Garibaldi, dell’Arciconfraternita dei Pellegrini e familiari di vittime innocenti di camorra tra cui Susy Cimminiello a cui la camorra ha ucciso nel 2010 il fratello Gianluca. In rappresentanza del Sindaco de Magistris, l’assessore alle politiche giovanili Alessandra Clemente.

Napoli, appartamento in fiamme: 3 ustionati e decine di intossicati

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Napoli, appartamento in fiamme: 3 ustionati e decine di intossicati

Napoli, è scoppiato un incendio in un appartamento di via Eduardo Nicolardi, nel quartiere Colli Aminei. L’incendio è divampato questa notte, intorno alle 2:30, e ha provocato 3 ustionati e decine di intossicati, che sono stati trasportati all’ospedale Cardarelli per le cure mediche. Il rogo ha divampato all’interno di un appartamento al quarto piano di una delle palazzine in un parco privato.

La vittima maggiormente colpita è un’anziana, che ha riportato ustioni sul 40% del corpo, compreso il viso. Purtroppo a nulla sono serviti i tentativi del nipote di spegnere le fiamme che l’avvolgevano. Anche il ragazzo a sua volta, per aiutare la nonna, ha riportato ustione sulle braccia e soprattutto sulle mani. Infine, anche un’altra donna ha riportato ustioni ma lievi e si tratta della badante dell’anziana signora che non è imparentata con le prime due vittime ma si trovava nella loro abitazione.

Vigili del Fuoco, Carabinieri e il 118 sono giunti sul posto. I sanitari hanno dovuto effettuare alcune ossigenoterapie ai condomini intossicati dal fumo. Su come sia scoppiato l’incendio,non si hanno notizie certe, per ora si ipotizza come causa, l’esplosione di una stufetta, ma non si è ancora sicuri. I carabinieri stanno indagando sulla vicenda.

Tiangong-1 rientra sulla Terra: dovrebbe disintergrarsi ma ….

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Il rientro della stazione spaziale cinese Tiangong-1, che si “dovrebbe” disintegrare all’ingresso nell’atmosfera, potrebbe farci un regalo pasquale per niente gradito.

Come confermato dal CNR, pezzi della stazione spaziale cinese Tiangong-1, in rientro verso la Terra, potrebbero cadere sull’Italia a Pasqua, e non è un pesce d’aprile, come si potrebbe pensare data la concomitanza della Pasqua con il primo Aprile.

La zona a rischio va dall’Emilia Romagna al sud del Paese e la fascia oraria è quella delle 10,25 (ora di Greenwich).

Le probabilità che ciò avvenga sono in realtà molto scarse, appena lo 0,2%, ma al dipartimento nazionale della Protezione civile è stato già attivato un tavolo tecnico con Asi, ministero della Difesa e tutte le strutture deputate alla gestione ed è già in condizione di immediata riunione operativa.

Inoltre, come ha spiegato il capo dipartimento, Angelo Borrelli, si sta attivando un sistema di allertamento il più rapido possibile attraverso segnalazioni mirate agli organi di informazione. Per l’Italia questa sarebbe una procedura decisamente nuova.

Intanto, l’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione ‘A. Faedo’ del Cnr (Isti-Cnr), interpellato in relazione all’impatto della stazione spaziale Tiangong-1, fornisce le seguenti risposte alle domande più frequenti sul tema, tra cui:

  1. dove può avvenire il rientro,
  2. quanto è grande il rischio,
  3. come si distribuiscono i frammenti,
  4. com’è fatta e quanto è grande la stazione spaziale cinese.
Come è fatta e quanto è grande?

Tiangong-1 consiste approssimativamente di due moduli cilindrici montati uno sull’altro: quello di servizio, con un diametro di 2,5 m, e quello abitabile, con un diametro di 3,4 m. La lunghezza complessiva è di 10,5 m. Su lati opposti del modulo di servizio sono anche attaccati, perpendicolarmente all’asse di simmetria dei cilindri, due pannelli solari rettangolari, larghi 3 m e lunghi 7 m.

Che massa ha?

Quando è stata lanciata, Tiangong-1 aveva una massa di 8506 kg, di cui circa una tonnellata di propellente per le manovre. Nel corso della missione la massa è però diminuita, principalmente per due motivi:

1) una parte significativa del propellente è stata consumata per le manovre orbitali e per contrastare la progressiva sottrazione di energia meccanica da parte dell’atmosfera residua;

2) i due equipaggi, durante le loro permanenze sulla stazione, hanno consumato buona parte delle scorte di cibo, acqua e ossigeno stivate a bordo.

Cercando di calcolare questi consumi, abbiamo stimato che la massa attuale di Tiangong-1 dovrebbe aggirarsi sui 7500-7550 kg. Non sarebbe quindi molto diversa da quella della nave cargo russa Progress-M 27M, di cui abbiamo seguito il rientro incontrollato nel 2015.

Si tratta di un evento eccezionale?

Assolutamente no. Di rientri senza controllo di stadi o satelliti con una massa superiore alle 5 tonnellate ne avvengono, in media, 1 o 2 all’anno, quindi sono relativamente frequenti. Per esempio, il 27 gennaio scorso, uno stadio russo-ucraino di circa 8500 kg, quindi con una massa superiore a quella di Tiangong-1, è rientrato sul Perù e dei componenti sono precipitati nell’estremità meridionale del paese, nella regione del lago Titicaca. Il 10 marzo, uno stadio del lanciatore cinese Lunga Marcia 3B è invece rientrato sul Paraguay e un serbatoio è stato recuperato nei pressi della città di Canindeyú, vicino al confine con il Brasile.

Quanto è grande il rischio rappresentato da un rientro incontrollato?

La soglia di attenzione comunemente adottata a livello internazionale corrisponde a un rischio estremamente ridotto per un singolo individuo che risiede in un’area sorvolata dal satellite: la probabilità corrispondente di essere colpiti da un frammento è infatti un numero piccolissimo, dell’ordine di uno su centomila miliardi (cioè 1:100.000.000.000.000). Confrontata con i rischi cui andiamo incontro nella vita di tutti i giorni, si tratta di una soglia bassissima. Tanto per fare un paio di esempi, la probabilità di essere colpiti da un fulmine è 130.000 volte maggiore, mentre quella di rimanere vittima di un incidente domestico, nei paesi sviluppati, è addirittura più grande di 3 milioni di volte. E’ per questo che, in oltre 60 anni di attività spaziali, e nonostante siano rientrati in media 1-2 stadi o satelliti alla settimana, nessuno è mai rimasto ferito, finora, per il rientro incontrollato di un oggetto artificiale dall’orbita terrestre.

È possibile quantificare il rischio rappresentato dal rientro di Tiangong-1?

Al momento non siamo al corrente di stime quantitative ufficiali di fonte cinese. Per analogia con casi precedenti, possiamo però affermare con ragionevole sicurezza che la soglia di attenzione comunemente adottata a livello internazionale sarà superata, anche se il rischio individuale resterà comunque bassissimo. Ci vorrebbero, infatti, da 500 a 1000 rientri come questo perché ci sia un’elevata probabilità che un frammento colpisca qualcuno in giro per il mondo. E la probabilità di una collisione con un aereo in volo è almeno 200 volte più piccola di quella che sia colpita una persona all’aperto.

Cosa si intende per rientro nell’atmosfera?

Non esiste un confine netto e preciso tra l’atmosfera e lo spazio: la prima svanisce progressivamente, con continuità, nel secondo. Ecco perché i satelliti in orbita bassa ne subiscono gli effetti e anche la Stazione Spaziale Internazionale, che vola a 400 km di altezza, deve periodicamente accendere i motori per contrastare la perdita di quota provocata dall’atmosfera residua. Esiste comunque un’interfaccia convenzionale, fissata alla quota di 120 km, al di sopra della quale un’orbita circolare è ancora marginalmente possibile, anche se di brevissima durata, mentre al di sotto no. In generale si parla quindi di rientro nell’atmosfera quando un veicolo spaziale scende alla quota di 120 km. Ma siccome in gran parte dei casi la struttura principale di un satellite rimane integra fino alla quota di 80 km, spesso, quando si parla di previsioni di rientro, ci si riferisce appunto al raggiungimento della quota di 80 km.

Che cosa succede durante il rientro?

In un caso come quello di Tiangong-1, si parla di rientro nell’atmosfera quando l’oggetto scende a 120 km di quota. Da quel punto in avanti l’attrito dell’aria diventa sempre più significativo, e le strutture esposte di grande area e massa contenuta, come i pannelli solari e le antenne sporgenti, possono staccarsi tra i 110 e i 90 km di altezza. Il corpo del satellite, dove è concentrata gran parte della massa, rimane però generalmente intatto fino a 80 km di quota. Solo in seguito, a causa dell’azione combinata delle forze aerodinamiche e del riscaldamento prodotti dall’attrito dell’aria, la struttura principale si disintegra e i singoli componenti si trovano a loro volta esposti alle condizioni proibitive dell’ambiente circostante. Il destino dei vari pezzi dipende dalla composizione, dalla forma, dalla struttura, dal rapporto area su massa, e dal momento in cui vengono rilasciati durante la discesa. Gran parte della massa si vaporizza ad alta quota, ma se il satellite è sufficientemente massiccio e contiene componenti particolari, come serbatoi di acciaio o titanio e masse metalliche in leghe speciali, la caduta al suolo di frammenti solidi a elevata velocità, fino a qualche centinaio di km/h, è possibile.

Come si distribuiscono i frammenti?

I frammenti in grado di sopravvivere alle proibitive condizioni del rientro precipitano su un’area di forma approssimativamente rettangolare, lunga dagli 800 ai 2000 km, nella direzione del moto, e larga circa 70 km, perpendicolarmente alla direzione del moto. Su Tiangong-1 sono tuttavia ancora presenti circa 3 quintali e mezzo di propellente usato per le manovre. Nel caso (improbabile) che si verifichino delle esplosioni ad alta quota durante il rientro, alcuni frammenti potrebbero quindi essere proiettati lateralmente anche a un centinaio di km di distanza dalla traiettoria originaria. E’ inoltre importante sottolineare alcuni punti: 1) poiché i frammenti macroscopici sarebbero al massimo poche decine, e con proprietà assai diverse, colpirebbero il suolo molto sparpagliati, a distanze di decine o centinaia di km gli uni dagli altri; 2) quelli più “pesanti” tenderebbero, in genere, ad allontanarsi di più dal punto di rientro a 80 km di quota, ma colpirebbero il suolo prima degli altri, nel giro di 6-7 minuti, e a una velocità confrontabile con quella di un’auto di Formula 1 in rettilineo; 3) i frammenti più “leggeri” cadrebbero invece più vicini, ma ci metterebbero una ventina di minuti e colpirebbero il suolo a una cinquantina di km/h.

Qual è la natura del rischio?

Per Tiangong-1 i rischi potenziali sono di due tipi: meccanico e chimico. Il rischio meccanico è quello derivante dall’urto di frammenti massicci a elevata velocità con veicoli in movimento, strutture vulnerabili e persone all’aperto. Quello chimico dipende dal fatto che, sulla base delle nostre stime, dovrebbero trovarsi ancora a bordo, non sappiamo se allo stato liquido o solido, circa 230 kg di tetrossido di azoto e 120 kg di monometilidrazina, sostanze molto tossiche (soprattutto la seconda). E’ difficile che ne arrivi a terra anche una piccola frazione, ma una contaminazione residua di alcuni frammenti non può essere completamente esclusa a priori, per cui, nel caso qualcuno si imbattesse in uno di essi, sarebbe prudente non avvicinarsi, evitare qualsiasi contatto, tenere lontani i curiosi e limitarsi ad avvertire le autorità.

Dove può avvenire il rientro?

In linea di principio, il rientro potrebbe avvenire in qualunque località del pianeta compresa tra i 43 gradi di latitudine sud e i 43 gradi di latitudine nord. Tuttavia, tenendo conto che i frammenti, a causa di un’eventuale esplosione ad alta quota, potrebbero allontanarsi anche di un centinaio di km rispetto alla traiettoria originaria, le zone potenzialmente a rischio per la caduta di detriti devono essere estese di un grado di latitudine, quindi l’area da tenere sotto osservazione è in realtà quella compresa tra i 44 gradi di latitudine sud e i 44 gradi di latitudine nord. L’Italia è quindi divisa in due, con le località a nord del 44° parallelo escluse a priori da qualunque conseguenza, e quelle a sud potenzialmente a rischio. Tenendo conto della distribuzione degli oceani e delle terre emerse, e dell’inclinazione dell’orbita rispetto all’equatore, se i detriti di distribuissero su un arco di 800 km, la probabilità a priori che cadano tutti in mare è del 62%. Ma se i detriti si disperdessero su un arco di 2000 km, la probabilità che nessuno di essi precipiti sulla terraferma scenderebbe al di sotto del 50%. Quanto infine alla probabilità a priori che il rientro avvenga nella fascia di latitudine compresa tra i 35 e i 43 gradi nord, essa si aggira intorno al 18%.

Perché non è possibile prevedere il rientro con largo anticipo?

Gran parte dei satelliti che rientrano nell’atmosfera lo fanno da orbite basse quasi circolari, si muovono cioè quasi tangenzialmente rispetto agli strati atmosferici di densità crescente. Piccole variazioni di questo angolo, già vicino allo zero, possono produrre delle traiettorie ben diverse, un po’ come succede quando tiriamo un sasso nell’acqua di uno stagno. Se l’angolo di incidenza è poco più che radente, il sasso si inabissa nel punto di contatto con l’acqua, ma se il sasso colpisce la superficie di striscio, può rimbalzare una o più volte e non è facile prevedere a priori dove potrà alla fine immergersi. A parte questo effetto, che dipende dalla particolare geometria della traiettoria, esistono diverse altre sorgenti di incertezza, quali:

1) l’orbita di partenza, determinata da radar e telescopi basati a terra, è affetta da un certo errore;

2) l’orientazione nello spazio dell’oggetto non è costante, ma può evolvere in maniera complicata e spesso imprevedibile;

3) anche i migliori modelli di atmosfera sono affetti da errori, che variano in funzione del tempo e delle condizioni ambientali;

4) le previsioni dell’attività solare e geomagnetica, che influiscono sulla densità atmosferica, sono affette da incertezze, un po’ come succede per le previsioni meteorologiche.

Tenendo conto di tutte queste variabili, non è possibile e non ha senso calcolare “dove” e “quando” il satellite precipiterà sulla terra, anche perché tutto è ulteriormente complicato dalla grande velocità con cui questi oggetti si spostano. Facciamo un esempio. Se un giorno diventasse possibile prevedere, anche sei ore prima, un terremoto con l’incertezza di un’ora e mezza, la cosa verrebbe considerata, e giustamente, un risultato straordinario. Ma se, cosa già possibile, facessimo lo stesso per il rientro incontrollato di un satellite, un’ora e mezza di incertezza corrisponderebbe a più di 40.000 km lungo la traiettoria, cioè a più di un giro del mondo!

Che cosa è possibile prevedere?

Il calcolo di affidabili finestre temporali di incertezza, che si restringono progressivamente, mano a mano che ci si avvicina al rientro, permette di affrontare il problema in maniera completamente diversa. Non bisogna infatti trovare dove e quando l’oggetto rientrerà, cosa fisicamente impossibile in questi casi, bensì dove non cadrà. Nelle ultime 36 ore si può infatti cominciare a escludere progressivamente delle aree del pianeta sempre più vaste, via via che ci si avvicina al rientro, sperando di eliminare alla fine più del 97% delle aree inizialmente considerate a rischio. In questo modo, per esempio, l’Italia può essere esclusa quasi sempre almeno diverse ore prima che il rientro abbia luogo. Per le aree residuali che restano invece all’interno della finestra temporale di incertezza fino alla fine, non resta che assumere le misure precauzionali decise preventivamente, aspettare, e vedere, tenendo comunque conto che il rischio effettivo rimane piccolissimo.

Che cosa si intende per sorveglianza spaziale?

Si tratta del processo attraverso il quale si individuano e si identificano gli oggetti artificiali che si trovano nello spazio intorno alla terra, determinandone lo stato dinamico (cioè l’orbita, e magari anche l’orientazione nello spazio e lo stato rotazionale).

Che strumentazione è richiesta?

Condizione necessaria è la disponibilità di potenti radar (soprattutto per le orbite basse, cioè quelle che interessano nel caso dei rientri nell’atmosfera), di telescopi sensibili nell’ottico e nell’infrarosso (soprattutto per le orbite più alte) e, eventualmente, di satelliti in grado di svolgere le osservazioni richieste. Per poter essere efficace, la rete dei sensori basati a terra, cioè i radar e i telescopi, deve avere la massima distribuzione geografica possibile, in longitudine e latitudine, il che comporta un numero di installazioni non piccolo su scala globale (circa una ventina nel caso degli Stati Uniti). A ciò bisogna aggiungere almeno un centro di controllo per l’elaborazione dei dati raccolti e per pianificare al meglio l’osservazione degli oggetti.

Chi è in grado di effettuarla?

Questo tipo di attività è stata finora gestita prevalentemente da organizzazioni militari. I sistemi di sorveglianza più sviluppati sono figli della Guerra Fredda e sono appannaggio degli Stati Uniti e della Russia. Oggi, comunque, anche l’Europa (Italia compresa) dispone di sensori e di capacità, seppur più limitate, in questo ambito.

Chi sta monitorando il rientro?

Il rientro di Tiangong-1 è monitorato da numerosi soggetti, pubblici e privati in tutto il mondo, Italia compresa, in primis il tavolo tecnico coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile. Il Laboratorio di Dinamica del Volo Spaziale dell’Istituto Isti del Consiglio nazionale delle ricerche (Isti-Cnr), a Pisa, attivo in questo settore dal 1979, da molti mesi ormai analizza l’evoluzione orbitale dell’oggetto ed elabora autonomamente previsioni di rientro distribuite a enti nazionali e internazionali.

NOTE sulla Tiangong-1.

Tiangong-1 è stata la prima stazione spaziale cinese, lanciata il 29 settembre 2011 su un’orbita approssimativamente circolare, a circa 350 km di altezza e inclinata di poco meno di 43 gradi rispetto all’equatore terrestre. Nel novembre dello stesso anno è stata raggiunta e agganciata dalla navicella Shenzhou-8 senza equipaggio, mentre i primi tre astronauti vi sono saliti a bordo, trasportati da Shenzhou-9, nel giugno 2012, trascorrendovi 9 giorni e mezzo. Il secondo e ultimo equipaggio di tre astronauti si è agganciato alla stazione, con Shenzhou-10, nel giugno 2013, trascorrendovi 11 giorni e mezzo.

Da allora Tiangong-1 ha continuato a essere utilizzata, disabitata, per condurre una serie di test tecnologici, con l’obiettivo di de-orbitarla, a fine missione, con un rientro guidato nella cosiddetta South Pacific Ocean Unpopulated Area (SPOUA), una specie di cimitero dei satelliti in una zona pressoché deserta dell’Oceano Pacifico meridionale. Purtroppo, però, il 16 marzo  2016, il centro di controllo a terra ha perso la capacità, pare in maniera irreversibile, di comunicare e impartire comandi al veicolo spaziale.

Nei due anni trascorsi da allora, Tiangong-1 ha perciò perduto progressivamente quota, perché il continuo impatto con le molecole di atmosfera residua presenti anche a quelle altezze le ha sottratto incessantemente energia. Ed è questo processo completamente naturale che farà alla fine precipitare la stazione spaziale sulla terra senza controllo, non potendo essere più programmata un’accensione dei motori per un rientro guidato.

vivicentro.it/ATTUALITA’

Siracusa-Reggina: 0-0 un punto ciascuno non fa male a nessuno

Serie C Girone C – 32ª giornata

Lunedì 26 Marzo ore 20:45

Stadio Nicola De Simone  2017/2018

Siracusa-Reggina (precedenti Storici)

Trentaduesima giornata di campionato al Nicola De Simone, i fari si accendono su Siracusa Vs Reggina. Tutto sembra essere pronto, il fischio di inizio sta per essere suonato.

Il Siracusa scende in campo con la maglia azzurra con la dea Aretusa, mentre la Reggina in amaranto.

20:46Primo Tempo

Nei primi minuti la palla corre alta,  i passaggi vengono fatti preferendo una quota alta.

Al 15′ Turati cadendo a terra ferma l’azione pericolosa della Reggina.

Al 21‘ calcio di punizione per la Reggina,  batte La Camera,  il tiro finisce tra le braccia di Super Tomei.

Nulla di incisivo in campo, nessuna azione riesce riesce a variare il risultano equilibrato.

Al 27‘ ci prova Mezzavilla, ma mala malapena finisce poco lontano dalla porta.

Al 29′ Cross di Palermo, ma l’azione di Catania viene anticipata.

Nei primi 30 minuti del primo tempo il Siracusa gioca spesso in difesa, difesa ma Tomei non viene mai chiamato in causa.  La Reggina appare molto aggressiva perché sul collo sente il fiato dei play out e quindi tenta di portare con ogni mezzo la vittoria a casa.

Al 43′ calcio di punizione per la Reggina per un un fallo di Turati, batte La Camera,  ma la palla trova l’abbraccio di Tomei.

Un minuto di recupero prima della fine del primo tempo.

Siracusa-Reggina: 0-0

21:48 Inizio secondo tempo:

Al 9‘ punizione laterale per la Reggina, batte Tulissi,  ma Tomei si allunga e afferra la sfera.

Al 15′ cartellino giallo per Spinelli per aver trattenuto l’avversario.

Al 17′ primo cambio per il Siracusa: esce Scardina ed entra Calil.

Al 24′ entra un ex Siracusa,  la Reggina mette in campo Provenzano al posto di Giuffrida.

Al 29′ doppio cambio per la Reggina: Tulissi lascia il posto a Sciamanna e Mezavilla a Marino.

Al 30‘ grande occasione per Parisi,  colpo di testa, ma la palla scivola fuori.

Al 31′ altro cambio per il Siracusa: Catania lascia il posto a Bernardo.

Al 38′ doppio cambio per il Siracusa: Palermo lascia il posto a Toscano e Parisi a De Silvestro.

Al 43′ calcio di punizione per il Siracusa, batte Mancino ma la palla finisce tra le braccia di Cucchietti.

Al 44′ cambio per la Reggina: Bianchimano viene sostituito da Sparacello.

3 minuti di recupero.

Finisce 0-0

 

FORMAZIONE:

SIRACUSA: Tomei, Palermo, Turati, Catania,  Scardina,  Daffara, Spinelli,  Parisi,  Liotti, Mancino,  Altobelli.

A Disposizione:D’Alessandro, Bernardo, Bruno, Mangiacasale, Giordano,  De Silvestro, Vicaroni, Marotta, Marotta, Mazzocchi,  Grillo, Toscano, Call.

Allenatore: Paolo Bianco

 

REGGINA: Cucchietti, Pasqualoni, Ferrani,  Laezza, Bianchimano,  Armeno, Giuffrida,  Tulissi,  La Camera, Mezzavilla, Hadziosmanovic.

A Disposizione: Licastro, Turrin, Gatti, Fortunato, Provenzano, Auriletto, Marino, Sparacello,  Bezziccheri, Sciamanna, Franchi, Condemi.

Allenatore: Agente Maurizi

Arbitra: G. Ayroldi

 

ESCLUSIVA – Juve Stabia. Filippi a “Il Pungiglione Stabiese”: Stagione esaltante che meriterebbe una diversa cornice di pubblico

E’ intervenuto a “Il Pungiglione Stabiese” Clemente Filippi, D.G. della Juve Stabia, che ha fatto un bilancio della stagione, senza dubbio, positiva delle Vespe

Durante il Pungiglione Stabiese, il programma sportivo sulla Juve Stabia, è intervenuto in diretta telefonica il D.G. delle Vespe Clemente Filippi, queste sono state le sue considerazioni:

Penso che la stagione della Juve Stabia sia complessiva buona in toto, sin dall’inizio del campionato. Se consideriamo il contesto colmo di difficoltà che ha accompagnato l’inizio di stagione, il cammino è positivo fin dall’inizio. L’unica prestazione effettivamente negativa è stata quella di Bisceglie, mentre negli altri match, a prescindere dal risultato, la Juve Stabia non è mai stata messa sotto. Certo, la vittoria di Lecce ha dato il là a quest’ultimo periodo positivo che sta suggellando una stagione già ottima. Il merito non può che essere del Patron Manniello che, nonostante i cento paganti a partita, sta consentendo alla squadra di Castellammare di esistere, portando avanti anzi un progetto ambizioso.

I progressi della squadra, sia in chiave di gioco che di atteggiamento, sono da ricondurre al lavoro di Mister Caserta e dello staff, bravi ad adattare la squadra di volta in volta all’avversario di turno. Il suo exploit da allenatore è una piacevole ma anche relativa sorpresa, dato che non avevamo dubbi sulle sue qualità da tecnico. Sul futuro di tanti elementi sotto contratto anche per il prossimo anno evitiamo di soffermarci ora: abbiamo un finale importante di stagione e ci sarà modo di parlarne.

Abbiamo il quarto o il quinto attacco del campionato, nonostante la partita di Brindisi da recuperare e questo la dice lunga sul nostro organico. C’è Simeri che ha già raggiunto i 10 gol stagionali alla prima stagione in Serie C, Canotto, andato in rete 7 volte ma anche Mastalli, centrocampista col vizio del gol, già cinque. Forse non abbiamo l’attaccante da numeri straordinari, ma siamo una squadra che compensa con l’apporto, in zona gol e non solo, di tutti gli elementi a questa mancanza. In tal senso giusto riconoscere i meriti a Caserta, che ha creato un’organizzazione ormai fluida e che, non dimentico, alcuni hanno messo in discussione quando c’è stata una piccola flessione. Mi auguro che il periodo positivo possa proseguire con il Cosenza, sperando in numeri quanto meno non traumatici in termini di spettatori come quelli degli ultimi turni. Ci sarà il nuovo invito alle scuole calcio ed anche l’orario della gara (14.30) aiuterà gli esercenti commerciali: mi auguro che questi aspetti possano aiutare a riempire il Menti.

Spero che a Braglia sia riservata l’accoglienza che merita. Al di là della retrocessione del 2013/14, in cui è retrocessa tutta la squadra, non solo Braglia, il Mister ha fatto cose incredibili qui a Castellammare, facendo vivere pagine meravigliose alla Juve Stabia. Ovviamente, nei 90 minuti di gioco, puntiamo a dargli un dispiacere perchè contro il suo Cosenza sarà uno scontro diretto importante.

Vittoria di Lecce come quella a Nocera del 2011? Non lo so. A Nocera la gara arrivò a campionato quasi terminato, con i rossoneri pronti a festeggiare, con tanto di torta pronta allo stadio. Fu piacevole rovinare la festa sportiva alla capolista ma a quel match seguì una rumorosa sconfitta in casa. Tra l’altro c’è da dire che anche i playoff sono nettamente diversi tra il 2011 ed oggi, con un regolamento decisamente più ostico. Sono epoche diverse, anche nell’inizio di stagione, con i vari Morero, Paponi, Matute, Allievi che hanno accettato la nostra proposta tecnica ed economica, permettendo ad un organico giovane di avere punti di riferimento in termini di esperienza. Non vedo, in campo, similitudini con il 2011 quanto invece nello spirito umile e battagliero della squadra di allora come di oggi. Anche lo spezzone di gara di Brindisi, con la sciabola preferita al fioretto conferma la voglia di vincere della squadra.

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Mertens: “Di Napoli mi piace il mare, quando mi sveglio con il caffè vederlo mi rilassa”

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Le parole dell’attaccante del Napoli Dries Mertens al portale Dugout

L’attaccante belga del Napoli Dries Mertens ha rilasciato una lunga intervista al portale Dugout, in cui ha parlato del Belgio, di Sarri, del Napoli e del suo rapportò con la città partenopea, queste le sue parole.

Possiamo parlare di “golden generation” per la nazionale del Belgio?

Sicuramente, ma dobbiamo ottenere risultati e vincere qualcosa. Se non vincessimo nulla sarebbe un peccato,siamo così forti“.

Parlando del Napoli, Come valuti le tue buonissime performance della scorsa stagione?

Sto crescendo così come sta facendo la squadra, lo stiamo facendo insieme. L’allenatore sta lavorando bene, stiamo da diversi anni insieme. Il gioco della squadra mi aiuta a fare il mio lavoro e questo mi fa bene. In Nazionale porto quello che sto imparando a Napoli“.

Quando hai cambiato ruolo, cosa è cambiato per te?

Ho cambiato la posizione in campo: prima giocavo sulla sinistra, adesso come prima punta. Ora gioco più partite, prima ne giocavo una intera ogni due o tre, che secondo me era troppo poco. Ora gioco di più ed ho cambiato posizione“.

Cosa hai pensato quando Sarri ti ha chiesto di cambiare ruolo?

Mi aveva già provato qualche in allenamento come prima punta perché era andato via Higuain e c’era solo Milik. Dopo il suo infortunio l’alternativa eravamo Gabbiadini ed io. Secondo me è andata bene e non mi ha  più cambiato“.

Cosa ti piace più della città di Napoli?

La cosa che mi piace di più di Napoli è il mare. Vivo vicino al mare. Quando mi sveglio con il caffè vedo il mare e mi rilasso“.

Juve Stabia, ritorna #30minuticonlevespe: ecco chi sarà il nuovo ospite

Dopo una settimana ritorna il format della Juve Stabia #30minuticonlevespe

Riprende dopo una settimana l’appuntamento con il format della Juve Stabia #30minuticonlevespe, un’iniziativa promossa dalla società stabiese per far scoprire aneddoti e curiosità sulla vita calcistica e privata dei calciatori gialloblù.

Giovedì 29 marzo alle ore 19 sarà il turno del centrocampista Giacomo Calò #AskCalò. Nel corso della diretta Facebook (www.facebook.com/juvestabiaofficial/), i tifosi avranno la possibilità di conoscere qualcosa in più sul centrocampista nativo di Trieste.

Di seguito il comunicato della società gialloblu:

Ventesimo appuntamento da non perdere con #30minuticonlevespe, iniziativa promossa dalla società stabiese per far scoprire aneddoti e curiosità sulla vita calcistica e privata dei calciatori gialloblù. Giovedì 29 marzo alle ore 19,00 sarà il turno di Giacomo Calò #AskCalò, nel corso del quale, in diretta Facebook, avrete la possibilità di conoscere qualcosa in più sul centrocampista nativo di Trieste, che risponderà alle domande dei tifosi, attraverso la fan page ufficiale delle vespe www.facebook.com/juvestabiaofficial/.

S.S. Juve Stabia

 

Facebook: traccheggio dati a scopi elettorali. Cancellarsi in massa?

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E’ di queste settimane il tormentone dello “scandalo” Facebook che ha fatto discutere mezzo mondo, dovunque ci siano aficionados dello “scroll” su cellulare o tablet.

Sostanzialmente i fatti venuti a galla un po’ ci sorprendono e un po’ ci fanno sorridere. Qualcuno ha detto, tra il faceto ed il caustico, che “i panni sporchi si lavano in famiglia, ma poi si stendono ad asciugare su Facebook”. Tutto in bella mostra di se steso al sole ad asciugare e ad essere, se non ammirato, almeno osservato. Quello che mangi (foto al piatto), come ti vesti (foto del proprio look), quello che pensi e scrivi sui fatti di cronaca, sulla politica, sulla religione, sui tuoi affetti e le tue idiosincrasie…

C’è chi scrive in modo sobrio e chi si sbrodola per un nonnulla ad ogni piè sospinto. Ma tutti ormai abbiamo la smania di pubblicare, anzi di “postare”: ”pensieri, opere ed…omissioni”. Tutti abbiamo eserciti di “amici” con i quali condividiamo ogni nostro minimo spiffero: culturale, affettivo e…fisico!

Questa smania collettiva ha prodotto un cicaleccio informatico di dimensione planetaria. Siamo contenti se una nostra foto è stata vista “anche” in Australia… e via delirando.

Epperò ci scandalizziamo se un gruppo di persone svelte ci fiuta l’affare e comincia a fare due più due e poi, mettendoli insieme, quattro più quattro. Infatti qualcuno, più perspicace e disinvolto, “affascinato” da queste messe di dati ha cominciato a mietere informazioni a piene mani, anzi a piene braccia. Ha osservato questa miriade di dati, apparentemente informe, ha cominciato a rifletterci su ed a classificarle e catalogarle per categorie omogenee, cavandone bracciate di nuove informazioni pronte per diventare banche dati portentose.

Sono nate società che hanno sviluppato potentissimi programmi in grado di disaggregare e riaggregare queste montagne di dati ed orientarli per essere riutilizzati (sfruttati) a scopo utilitaristico, per come una società capitalistica sa fare nel suo DNA.

“Abbiamo utilizzato Facebook per raccogliere i profili di milioni di persone. E abbiamo costruito modelli capaci di sfruttare quello che sapevamo su di loro per prendere di mira i loro demoni interiori ed orientarli poi” confessa candidamente un ex dipendente di una delle aziende informatiche oggi nell’occhio del ciclone mediatico.
Ne sono nati programmi in grado di tracciare profili “psicometrici” (che dovrebbero prevedere i comportamenti di un utente in base alle sue esternazioni online) e tecniche “psicografiche” (che dovrebbero riuscire a produrre messaggi pubblicitari modulati al profilo psicometrico di ogni singolo utente per influenzarne poi le scelte elettorali). Ovviamente non si tratta di scienze esatte, ma certo il mondo della pubblicità possiede molti maghi della “persuasione occulta” che hanno fatto scuola e successo economico. Mutuando da questo mondo le tecniche di messaggistica efficace, le aziende che possiedono ponderose banche dati le hanno offerte al mondo della politica, che, a sua volta, le ha usate con la spregiudicatezza che le è connaturata. Manco a dirlo, sono piovute accuse infuocate in parecchie nazioni. Soprattutto dove si sono avuti esiti elettorali inaspettati e poco “graditi” dall’establishment. Negli USA per le ultime elezioni presidenziali si grida allo scandalo affermando che lo staff elettorale di Trump avrebbe usato spregiudicatamente il profilo FB di cinquanta milioni di elettori. Ribaltando le previsioni della vigilia. Trump veniva dato dagli allibratori 150 a 1. Eppure ha vinto. A causa dello “sfruttamento” di FB o per la stanchezza di una fetta di elettorato che si era sempre sentito emarginato?

In Gran Bretagna idem. Si addita l’uso scorretto dei dati FB quale causa della vincita del partito Brexit. Causa FB o lo snobistico isolazionismo inglese?

Un ex dipendente di una di queste società di banche dati ha rivelato che perfino in Italia un partito politico nel 2012 ha commissionato una consulenza e riportato poi un sostanzioso successo nelle successive elezioni. Non è dato sapere di quale partito si tratta.

La vicenda non finirà qui. Intanto il patron di FB Mark Zuckerberg ha chiesto pubblicamente scusa, dopo che il suo titolo in borsa ha registrato un disastroso scivolone del meno 7%.
Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani ha espresso preoccupazioni pubblicamente per la vicenda. Si teme per le prossime elezioni europee del 2019: l’Europa rischia di sfasciarsi.
Si può soffiare sul fuoco dello scontento antieuropeista e far crollare tutta l’impalcatura comunitaria, costruita con pazienza da decenni, seppure con tutte le sue criticità.
Inutile dire, che sia in America, sia in Europa, sono state aperte indagini dalle autorità istituzionali. Inoltre, da parte di varie associazioni di categoria, sono state intraprese azioni a tutela dei consumatori, che si ritengono danneggiati da queste modalità di utilizzo dei loro dati sensibili.
Noi ribadiamo che FB è diventata una mania smaniosa, fin quasi a rasentare la dipendenza psicologica, permette il furto ed il traccheggio dei dati di ogni singolo utente, ruba tempo prezioso da poter dedicare alle relazioni sociali autentiche…
Ma se tanti si mostrano così scandalizzati, altri molto danneggiati, perché non ha avuto successo la proposta dirompente circolata in rete a chiare lettere: cancelliamoci in massa da Facebook?

Carmelo Toscano

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Facebook – Facebook – Facebook – Facebook 

Scampia, adesca minorenne sui social: arrestato 41enne

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Le forze dell’ordine appartenenti l’Unità Operativa Scampia  sono intervenute in seguito alla denuncia dei genitori della minorenne

La Polizia Municipale appartenente all’Unità Operativa Scampia, impegnata nell’ambito dell’attività di controllo del territorio,  su segnalazione dei genitori è intervenuta per un tentativo di adescamento della propria figlia minore attraverso Facebook.

Gli agenti di Polizia, basandosi sulle segnalazioni effettuate dai genitori, hanno fermato un uomo di 31 anni. I poliziotti hanno sottoposto a sequestro il cellulare e denunciato il 31enne all’Autorità Giudiziaria. Sequestrato anche il cellulare della minorenne per mettere anche questo a disposizione dell’autorità competente.

Shock a Napoli, rissa finisce nel sangue: la vicenda

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Una rissa finisce, nel cuore del centro storico di Napoli, finisce nel sangue. Gravi del condizioni di due giovani

Shock a via Mezzocannone, nel centro storico di Napoli, una rissa finisce nel sangue. La vicenda è avvenuta introno alle 16:30 e sarebbero coinvolti due pregiudicati del luogo di 24 e 23 anni.

Dalle prime ricostruzioni effettuate, i due giovani sarebbero rimasti coinvolti in una rissa poco dopo le 16:30, che è degenerata nel sangue. I due hanno riportato gravi ferite al torace all’addome.

A causa delle ferite riportate, i due sono stati sottoposti a operazione chirurgica in ospedale. Attualmente sono ancora in sala operatoria.

Ad indagare sull’episodio la Polizia di Stato che sta raccogliendo le testimonianze e analizzando le immagini delle telecamere di video sorveglianza presenti a via Mezzocannone per ricostruire le dinamiche.

 

Napoli, Conferenza dei Capigruppo ha deciso la convocazione del Consiglio: i dettagli

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La Conferenza dei Capigruppo ha convocato il Consiglio Comunale di Napoli nei giorni 29 e 30 marzo 2018

Napoli – La Conferenza dei Capigruppo, presieduta da Alessandro Fucito, si è riunita oggi, con la partecipazione, dell’assessore delegato ai rapporti con il Consiglio, Ciro Borriello, ed ha deciso che il Consiglio comunale si riunirà giovedì 29 marzo (alle ore 10.00 con il question time fissato per le ore 9.00) e venerdì 30 marzo (alle ore 12.00 con il question time fissato per le ore 11.00) con un unico ordine dei lavori.

Saranno trattate le delibere propedeutiche al Bilancio di previsione, ed in particolare le delibere di proposta al Consiglio (proponente assessore al Bilancio Panini) per: modifiche al regolamento per l’occupazione di suolo pubblico (n. 100 del 8.3.2018); modifiche al regolamento TARI e approvazione del regolamento Tari 2018 (n. 103 del 15.3.2018); modifiche e integrazioni al testo coordinato del regolamento IUC sezione IMU (n. 104 del 15.3.18); modifiche e integrazioni al testo coordinato del regolamento IUC sezione TASI (n. 105 del 15.3.18); determinazione delle aliquote del tributo per i servizi individuali (Tasi) per l’anno 2018 (n. 118 del 22.3.18); determinazione delle aliquote IMU per il 2018, nonché della detrazione spettante per l’abitazione principale e le relative pertinenze (n. 129 del 22.3.18). Seguiranno: la delibera di proposta (proponente vicesindaco Del Giudice) per l’approvazione del piano economico finanziario 2018 per il servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani ai fini della determinazione della tariffa (Tari) (n. 131 del 22.3.18); la delibera (proponente assessore Panini) per l’approvazione delle tariffe per l’applicazione della IUC – TARI per il 2018 (n. 132 del 22.3.18).

Nell’ordine dei lavori sarà anche inserita la delibera per il riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio manifestatisi dal 1° giugno al 31 ottobre 2017 (n. 55 del 14.2.18, proponente assessore Panini).

La conferenza dei capigruppo tornerà a riunirsi il 4 aprile per calendarizzare la seduta monotematica su ordine pubblico e sicurezza urbana già programmata nell’ultima riunione della conferenza stessa.

Napoli, in Commissione Scuola l’iniziativa di sensibilizzazione sulle malattie sessualmente trasmissibili

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In Commissione Scuola di Napoli ha discusso di un’iniziativa sensibilizzazione al Maschio Angioino

Napoli – La commissione Scuola, presieduta da Luigi Felaco, ha discusso oggi di un’iniziativa di sensibilizzazione sulle malattie sessualmente trasmissibili rivolta agli studenti delle scuole superiori cittadine.

La manifestazione si svolgerà nella seconda metà del mese di Aprile presso la Sala dei Baroni. Oltre alle assessore all’Istruzione Anna Maria Palmieri e al Welfare Roberta Gaeta, verranno coinvolti alcuni istituti scolastici la Consulta degli studenti, il centro di Ateneo SInAPSi della Federico II, l’ospedale Cotugno, l’agenzia di informazione Dire – la scuola fa notizia e l’Ordine dei Farmacisti.

Virtus Francavilla – Juve Stabia, decisa la data e l’ora del recupero

Stabilita la date del recupero match Virtus Francavilla – Juve Stabia

Stabilito la data e l’ora del recupero del match Virtus Francavilla – Juve Stabia interrotto a causa dell’impraticabilità del terreno di gioco. Le squadre erano ferme sullo 0-0.

Nel primo tempo anche se molto pesante è stato possibile giocare in sicurezza, ma poi già all’inizio del secondo tempo il Direttore di gara si era subito reso conto che non sarebbe stato possibile continuare, tant’è che ha subito comunicato ai capitani delle squadre che si sarebbe riservato l’opportunità di saggiare le condizioni nel corso della seconda frazione.

La decisione è stata presa dopo aver notato un calciatore della Virtus Francavilla pulire letteralmente con le mani la zona della bandierina del calcio d’angolo, prima di eseguire la ripresa del gioco. Il Direttore di gara ha preso un  pallone lo  ha fatto rimbalzare in cinque zone diverse del campo, per verificare se rimbalzasse almeno 3 volte (come prevede il regolamento), e poi ha sancito con il triplice fischio il rinvio della gara.

Il Presidente della Lega Italiana Calcio Professionistico ha stabilito che il recupero si svolgerà il prossimo mercoledì 18 aprile alle ore 14:30 presso lo stadio Fanuzzi di Brindisi.

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