Venditore ambulante di giorno, rapinatore e aggressore di notte. Ecco cosa è successo nella tarda serata di domenica 25 Marzo.
Un 29 enne di Pianura, Napoli, è stato bloccato e sottoposto al Fermo della Polizia Giudiziaria del Commissariato di Polizia Bagnoli, ritenuto responsabile di una rapina aggravata. Infatti, domenica sera 25 marzo, l’ uomo si è avvicinato a 4 giovani di età compresa tra i 20 ed i 21 anni e, dopo averli minacciati con un coltello, li ha derubati di tutto quello che possedevano. Il 29 enne, pur di portare a termine la rapina, non ha pensato 2 volte a provocare danni all’ unica ragazza del gruppo, poi scappando con il ” bottino ” a bordo di una Fiat Punto. A consentire l’ identità del rapinatore è stata la denuncia esposta quasi immediatamente dopo l’ aggressione, segnalando agli agenti due piercing sul labbro inferiore sinistro e altri al sopracciglio destro. Infatti, la P. S. della zona, nella notte tra domenica e lunedì ha bloccato e arrestato il 29 enne, conosciuto come venditore ambulante del mercato nel quartiere di Bagnoli. E’ stato bloccato mentre rientrava in casa, ancora in possesso di una parte degli oggetti dei ragazzi e condotto nel carcere di Poggioreale
Settore Giovanile Juve Stabia, gli auguri di Pasqua dell’attività di base
Il responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, Saby Mainolfi, si è riunito con le categorie dell’Attività di Base, sui campi di allenamento per portare gli auguri di Pasqua a tutti i giovani calciatori e gli staff da parte del presidente Andrea De Lucia e salutare da vicino tutti i ragazzi. Queste le foto dell’incontro.
L’auto che si trovava in pendenza nel cortile della scuola, in pochi istanti, ha indietreggiato, schiacciando la donna contro il cancello.
Questa mattina, un’ insegnante dell’ Istituto Comprensivo Statale Berlinguer di Napoli è rimasta schiacciata dalla sia stessa autovettura. La donna era da poco arrivata all’interno del cortile della scuola, in via Antonio Tagliamonte, a Secondigliano. Aveva parcheggiato la macchina non lontano dal cancello, che si stava chiudendo. Secondo le prime dinamiche confermate dalla Polizia Municipale della zona intervenuta con la sezione Infortunistica della stessa, l’ insegnante aveva parcheggiato senza posizionare in modo esatto il freno a mano della sua Smart. Quindi, l’ autovettura, si trovava sul viale in discesa nel cortile della scuola e in pochi istanti ha indietreggiato, schiacciandola nel cancello. Sono intervenuti immediatamente i soccorsi del 118 di Napoli e la vittima è stata trasportata in ambulanza all’ospedale Cardarelli dove hanno constatato che, la donna, ha subito diverse fratture al bacino.
Bagnoli, 11 bambini non ammessi a scuola: non erano vaccinati
Dopo l’approvazione del decreto che introduce l’obbligatorietà vaccinale per i bambini delle scuole materne ed elementari episodi del genere erano stati già preannunciati. Questa volta è accaduto a Bagnoli, quartiere della periferia occidentale di Napoli, dove la preside dell’istituto comprensivo “Madonna Assunta” ha dispensato gli alunni inadempienti dal frequentare le lezioni. Intanto i genitori degli 11 bambini interessati dal provvedimento hanno preferito tenerli a casa, adducendo delle scuse, per non spiegare le reali motivazioni forse troppo difficili da comprendere per dei bambini così piccoli. Intervistata da Repubblica, la Preside dell’istituto di Bagnoli, Rosa Cassese ha voluto motivare così la propria decisione: ”Certo non mi fa piacere tenere i bambini lontani dalla scuola. Ma devo farlo, per osservanza della legge e per tutelare gli altri bambini. Quelli, ad esempio, che le vaccinazioni non possono farle perché immunodepressi. I genitori devono assolutamente osservare l’obbligo vaccinale. Lo ha deciso una legge. Non io autonomamente. E non mi si può chiedere di comportarmi diversamente dai dirigenti del resto del Paese”. Genitori e associazioni, nel frattempo, hanno comunicato che saranno organizzate proteste nei prossimi giorni.
L’ uomo è stato identificato dalla Polizia Municipale di Napoli, dopo aver violato ben 1000 volte il Codice della Strada.
Il Reparto Motociclisti della Polizia Municipale di Napoli, continua sull’ attività di investigazione per identificare i soggetti segnalati dal Servizio Gestione Sanzioni Amministrative dei Servizi Finanziari di Napoli. Infatti, sono state calcolate numerosissime contravvenzioni mai notificate perchè non identificati. Successivamente alle verifiche e agli accertamenti della Polizia Municipale, si è riuscito a trovare P. F. , 44 enne di Napoli nato a Pozzuoli, a cui sono state segnalate ben 1 000 contravvenzioni dovute alla violazione del Codice della Strada ( C d S ). L’ uomo, in passato, risultava essere il titolare di una azienda in fallimento poi divenuto commerciante di frutta e verdura nei pressi della zona occidentale di Napoli, dove appunto è stato rintracciato e identificato. Inoltre, il Comando di via De Giaxa, ha disposto altri accertamenti per verificare che non vi siano state complicità e / od omissioni che hanno poi determinato l’ ” irreperibilità ” del soggetto.
L’aggressione è avvenuta ieri alle ore 16:30 circa
Due persone sono state fermate per il ferimento di due fratelli avvenuto nel centro di Napoli. Si tratta di Gennaro e Massimo Russo, zio e nipote, rispettivamente padre e nuovo fidanzato di una ragazza contesa, titolare di un centro estetico in via Miroballo al Pendino, nei pressi di corso Umberto, dove ieri è avvenuta l’aggressione.
Ad avere la peggio i fratelli Carmine e Giovanni Saltalamacchia, 23 e 24 anni, entrambi ricoverati per ferite da punta e tagli al torace e allo stomaco. Giovanni è in condizioni gravi perchè la lama gli ha perforato la parte superiore del polmone. La Polizia è arrivata sul posto pochi minuti dopo l’aggressione avvenuta ieri pomeriggio alle 16:30 e ha ricostruito sia il movente che la dinamica dei fatti. Uno dei due fratelli aveva una relazione amorosa con la titolare del centro estetico che era finita male.
La donna si era poi fidanzata con un cugino, Massimo Russo, che era con lei quando sono arrivati i due. Prima ci sono state offese e poi si è scatenata una rissa tra Russo e i due fratelli. A quel punto è sopraggiunto lo zio del giovane, nonchè padre della ragazza, Gennaro Russo. Ha estratto una lama e ha iniziato a sferrare coltellate. I due, in una pozza di sangue, sono stati soccorsi e portati in ospedale.
Zio e nipote devono rispondere di concorso in tentato omicidio.
La Sicilia non trova pace e continua a sbagliare con i suoi Assessori ai beni culturali: dopo Battiato ora è il turno di Sgarbi. Sembra proprio la conferma che al peggio non c’è mai limite.
Qualche mese fa, con il pensiero rivolto a Vittorio Sgarbi, avevamo scritto:
E’ davvero sconsolante dover dire che il copione era prevedibile. In questi mesi in cui ha ricoperto la carica di assessore regionale ne ha fatto di ogni:
se l’è presa con un giudice della Direzione nazionale antimafia;
ha diffuso sui social la sua foto che lo ritrae nudo sul water, chissà chi voleva provocare o scandalizzare…;
ha continuato a polemizzare con i 5stelle, nazionali e regionali. Si può non condividere le loro idee, ma è opportuno dialogare nei limiti della dialettica, senza arrivare ad apprezzamenti che squalificano chi li pronuncia e chi li riceve…
Viene eletto in Parlamento (tra i “ripescati”) e nell’attesa di essere nominato ministro dei Beni Culturali si dà da fare in tutti i modi per polemizzare a dritta e a manca. Dice di avere grandi progetti per la Sicilia, ma è sempre in giro come una trottola per la Penisola.
Intanto i pentastellati hanno presentato una mozione di sfiducia verso l’assessore Sgarbi per i suoi comportamenti poco ortodossi e poco adatti al decoro istituzionale che si compete ad un rappresentante delle istituzioni.
Prima che la mozione vada in aula l’assessore annuncia le sue intenzioni di dimettersi. Ma ufficialmente dice che si dimette per la “maleducazione” del presidente Musumeci che non risponde ai suoi sms.
Sgarbi, infatti, avrebbe voluto presentargli degli imprenditori interessati al restauro-ricostruzione del Tempio G di Selinunte.
Musumeci non parla e non si è in grado, allo stato delle cose, di esprimere un giudizio. Ma resta tuttavia l’amaro in bocca per una vicenda che ha risvolti tragicomici.
In tutto questo l’assessore Sgarbi sembra quasi prendersi il merito di avere indicato il suo successore, quasi ne avesse facoltà istituzionale.
A prescindere dei meriti personali del designato, prof. Sebastiano Tusa, crediamo che sia prerogativa esclusiva del presidente dare le deleghe assessorili. Ed il venir fuori con il nome del proprio successore appare come sgarbo al Presidente nell’esercizio dei suoi poteri discrezionali.
È proprio vero che la Sicilia non gode fortuna con i suoi Assessori ai beni culturali.
Gli ultimi Presidenti regionali si sono affidati a personalità di grido nell’errata convinzione che avrebbero potuto apportare nuova linfa di idee e di prestigio alla miniera culturale siciliana.
La giunta Crocetta si affidò ad un siciliano doc, e famoso nel mondo, quale Franco Battiato. La attuale giunta di centro-destra chiama il professor Vittorio Sgarbi. I risultati si sono visti e sono sotto gli occhi di tutti.
Due esperienze fallimenatari. Per non parlare, sotto l’aspetto politico, della Giunta Musumeci che nel giro di pochi mesi perde il suo secondo Assessore.
Prima perde l’assessore Vincenzo Figuccia con delega all’Energia, che si dimette polemicamente per gli stipendi da nababbo dei super burocrati, adesso Vittorio Sgarbi in procinto di lasciare.
Per mancanza di sintonia col Presidente? Poca importanza ha. Ma resta il fatto che il patrimonio artistico culturale siciliano sia sempre in balia di nessuno mentre avrebbe bisogno di un timoniere esperto nella navigazione e sicuro nella gestione.
Caro Presidente Musumeci, facciamo gli auguri al prof. Sgarbi di una fulgida carriera da parlamentare, ma ricordiamoci che la Sicilia ha un patrimonio artistico e culturale di prim’ordine e non ha bisogno di assessori famosi che facciano i promoter con il richiamo mediatico del loro nome. Tutto il settore artistico – museale ha solo bisogno di un ottimo amministratore che abbia il polso e l’autorevolezza necessaria per mettere ordine nel caos gestionale in cui versa.
Riorganizzare il personale, qualificarlo, responsabilizzarlo in modo che Musei, Chiese, Biblioteche siano fruibili da cittadini e turisti, con orari che siano consoni alle esigenze dei visitatori e non a quelle dei custodi. Custodi e personale devono essere “formati” ed aiutati a metabolizzare l’idea che essi lavorano per offrire un servizio a chi va in ferie. E quindi le loro ferie necessariamente devono slittare ad altri periodi dell’anno. Per contratto.
Auguriamoci che questo ennesimo scossone possa servire da lezione e sia occasione di definitivo riassetto di tutto il comparto. Per come la Sicilia si aspetta e merita.
La Polizia di Stato ha arrestato G. E. a fini di spaccio per possesso di una grande quantità di stupefacenti. Anche la zona dove vi era l’ “attività” del giovane è stata sottoposta a sequestro.
I poliziotti del Commissariato di Polizia di Stato Vicaria – Mercato ( Napoli ) nella giornata di ieri hanno arrestato G. E. , 23 enne della zona, per possesso di stupefacenti a scopo di spaccio. Gli agenti, transitando per la zona per un normale controllo del territorio, hanno notato che diverse persone in vico Sant’ Agostino, entravano e uscivano da un portoncino. A questo punto gli uomini della P. S. si sono insospettiti, soprattutto quando vedono un ragazzo entrare e dopo pochi minuti uscire dietro a G. E. . Egli infatti, avendo notato la Polizia, ha cominciato a dare segni di nervosismo e ha cercato, successivamente, di chiudere il portone. Ma gli agenti ormai avevano un solo obiettivo, scoprire cosa vi era all’ interno del portone. Cosi sono subito entrati all’ interno e hanno trovato 3 bustine con all’ interno Marijuana e 85 contenitori in vetro di cocaina, con a seguito bilancino di precisione ancora sporco dello stupefacente. E’ stato sequestrato anche un impianto di videosorveglianza avente 4 telecamere e 2 monitor. Inoltre, sul tavolo vi erano anche banconote di piccolo taglio ( 5 e 10 euro) per un totale di 170. La zona è stata sottoposta a sequestro e la Polizia, su disposizione dell’ A. G., ha trasferito il 23 enne presso il carcere di Poggioreale, Napoli.
Gragnano, assolto il fratello del boss di Martino a processo per coltivazione di marijuana
Mentre continuano con successo gli interventi dell’Antidroga nella zona dei Monti Lattari, si arena il filone giudiziario che vedeva implicato Luigi di Martino, Fratello di Leonardo, super boss originario di Gragnano. Stando a quanto si apprende dal Metropolis, il pregiudicato, che era finito a processo con l’accusa di aver messo in piedi una super coltivazione di marijuana sui Monti Lattari, è stato prosciolto dalle accuse dai giudici del Tribunale di Torre Annunziata, i quali hanno ritenuto che le prove raccolte non dimostrano con certezza che egli fosse l’effettivo proprietario di quella coltivazione. Nella serra erano state ritrovate decine di piante che – secondo gli investigatori – erano pronte a rifocillare le piazze di spaccio della provincia di Napoli.
La città conferma la sua indole alla solidarietà e all’umanità
Il 31 marzo presso la Mostra d’Oltremare si terrà, per la prima volta, il “Pranzo di Solidarietà” per i cittadini senza dimora, così da assicurare una dignitosa celebrazione della santa festa anche alle persone meno fortunate. Un evento voluto dall’Assessorato al Welfare e dalla Mostra d’Oltremare, che già aveva messo in passato a disposizione i suoi spazi per accogliere iniziative di solidarietà. Infatti come conferma il presidente della Mostra d’Oltremare Donatella Chiodo:“Già durante l’organizzazione del pranzo della vigilia di Natale era nata l’idea di non fermarsi a quel momento. Così ci siamo organizzati e siamo di nuovo qui, pronti ad accogliere 1000 persone che vivono in condizioni difficili”.
Anche l’assessore Roberta Gaeta si è espressa a favore e a sostegno di questi eventi: “Napoli si conferma capitale della solidarietà. Grazie alla Mostra d’Oltremare, apriamo non solo il cuore ma anche gli spazi a tutti i cittadini, soprattutto in difficoltà. L’Assessorato al Welfare ha coordinato la Rete della Solidarietà che ha immediatamente risposto all’appello, dimostrando ancora una volta grande sensibilità e disponibilità”.
Inoltre Anm ed Eav garantiranno gratuitamente i mezzi per il trasporto degli ospiti per e dalla Mostra d’Oltremare.
Castellammare, annullata la sospensione del maggiore Scafato dopo le accuse di manipolazione delle prove del caso Consip
Il tribunale di Riesame ha annullato le misure cautelari che interdicevano dal servizio l’ufficiale dei carabinieri, Gianpaolo Scarfato, originario di Castellammare di Stabia. Il militare, coinvolto nell’inchiesta Consip, era stato raggiunto dal provvedimento nel gennaio scorso su disposizione del gip che lo sospendeva dal servizio per un periodo di un anno. Nei giorni scorsi gli avvocati dell’ufficiale, Giovanni Annunziata e Attilio Soriano, avevano presentato istanza al tribunale del Riesame.Il gip aveva già disposto un’analoga misura nei suoi confronti a dicembre, salvo poi annullarla per un vizio di procedura. In quel caso la sospensione riguardava anche il colonnello e il vicecomandante del Noe, Alessandro Sessa, che ha anticipato la disposizione autosospendendosi dal servizio.
Intanto le indagini su Scarfato continuano per accertare le sue implicazioni sulla manipolazione delle prove nel caso Consip. Secondo l’ipotesi accusatoria del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del pm Mario Palazzi, infatti, Scarfato avrebbe provato a cancellare prove utili agli inquirenti alterando il cellulare di Sessa, per eliminare chat compromettenti dal suo whatsapp ed il tutto sarebbe avvenuto quando Scarfato era già sotto indagine ed il suo telefonino era già stato sequestrato dagli inquirenti nel corso del primo interrogatorio.
Avellino, alunna 16enne vittima di abusi del proprio insegnante
Un insospettabile professore di 40 anni, docente in un istituto superiore della provincia di Avellino, è stato arrestato dai carabinieri del Comando Provinciale di Avellino con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una minorenne. L’uomo avrebbe ripetutamente importunato una sua giovane alunna di 16 anni con molestie e palpeggiamenti. Secondo le confidenze fatte dalla ragazza ad una delle sue insegnanti, che subito ha informato i genitori ed il dirigente scolastico, l’uomo avrebbe cominciato ad avvicinarla in modo molesto già ad Ottobre con pedinamenti ed avances, sul bus che la studentessa prendeva abitualmente per tornare a casa. Dopo quegli episodi, l’uomo avrebbe sospeso le sue attenzioni troppo spinte per un paio di mesi per poi riprendere il suo comportamento a Marzo. A quel punto la ragazza non è riuscita più a sopportare lo Stalking del proprio insegnante ed è riuscita ad aprirsi con una sua docente che l’ha convinta a sporgere denuncia ai carabinieri. Al termine dei primi accertamenti, che hanno rivelato che nello stesso periodo l’uomo avrebbe pedinato anche un’altra allieva, addirittura fino alla sua abitazione, il gip del Tribunale di Avellino, su richiesta della Procura, ha emanato un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti del docente. Intanto le indagini continuano per verificare che non siano avvenuti abusi sessuali su altre studentesse della scuola.
“Alla notizia mia madre ed io abbiamo iniziato a piangere di gioia”
Era il 7 giugno di due anni fa quando Ciro Colonna venne ucciso, per errore, durante un agguato in un circolo privato di Ponticelli, dove l’unico obiettivo era Raffaele Cepparulo. Oggi Mary, la sorella di Ciro, parla con entusiasmo esprimendo la gioia provata in questo momento. Dagli occhi traspare malinconia e si riempiono spesso do lacrime.
La notizia che i presunti assassini hanno finalmente un nome ha portato una ventata di serenità in casa Colonna al Lotto O. Tuttavia resta il dolore per una perdita assurda, un vuoto che nessun tribunale potrà mai colmare.
Mary come ha saputo la notizia degli arresti? “Mancava poco alle nove quando l’avvocato Marco Campora mi chiama sul cellulare. Mi ha chiesto: “Mary hai saputo? Hai letto su internet?”. Io ero sveglia da poco e non avevo aperto neanche i social quindi ero all’oscuro di tutto. Gli ho chiesto cosa fosse successo e lui ha detto solo: “Li hanno presi”. Ho urlato, sono corsa nell’altra stanza da mia madre Adelaide abbiamo iniziato a piangere dalla gioia, ci siamo abbracciate forte. Poi abbiamo telefonato a mio padre Enrico, che fa il camionista e ora è ad Alessandria. Ha urlato “finalmente” poi è esploso in un pianto. È stato come rivivere il giorno della tragedia”.
Perché rivivere quel giorno? “Perché la notizia ha fatto riaffiorare il dolore che proviamo da ormai quasi due anni. Siamo felici perché è stata fatta giustizia, finalmente chi ha ucciso mio fratello ha un nome e un volto, ma non riesco a godere appieno questa felicità perché Ciro non è più con noi. Nessuna giustizia ce lo porterà indietro. Senza contare le brutte voci su di lui”.
Napoli, tentata rapina a Piazza del Gesù: pregiudicato arrestato dalla “vittima”
Ha avuto un risvolto ironico la tentata rapina avvenuta nella tarda serata di ieri, lunedì 26 Marzo, in via Banchi nuovi a due passi da Piazza del Gesù: un pregiudicato di 39 anni, residente nei pressi del corso Vittorio Emanuele, dopo aver individuato la vittima, era riuscito a bloccarla fingendo di avere una pistola nella giacca. Purtroppo per lui, la vittima era in realtà un maresciallo dell’Arma dei Carabinieri in borghese che presta regolarmente servizio presso la stazione San Giuseppe, il quale dopo aver richiesto l’invio di rinforzi è riuscito ad immobilizzare il rapinatore. Sul luogo sono giunti i rinforzi dei militari della Compagnia di Intervento Operativo del Reggimento Campania, i quali hanno preso in custodia l’uomo e scortato in caserma.
Giugliano, furti seriali di merendine e caciotte: 48enne beccato all’Auchan
La serie di strani furti di dolciumi ed altri generi alimentari che aveva interessato la zona di Giugliano, in provincia di Napoli, sembra aver trovato finalmente un responsabile. Un uomo di 48 anni, Marco Cavaliere, è stato infatti sorpreso con svariati generi alimentari ed alcune caciotte all’interno del centro commerciale Auchan. Il ladro, dopo aver rimosso i sistemi antitaccheggio dalla merce con una forbice, aveva poi riposto il tutto in una borsa. Questa volta però non è riuscito ad ingannare l’occhio attento dei vigilanti i quali, dopo un rocambolesco inseguimento tra i corridoi e gli scaffali del centro commerciale, sono riusciti a fermare l’uomo, non senza difficoltà. Il furto, del valore di circa 80 euro, è solo l’ennesimo della serie che ha impensierito i commercianti della zona. Il copione è sempre lo stesso: vengono presi di mira solo cioccolate, caramelle e dolciumi lasciando nelle casse il denaro. Non sono ancora chiari i motivi dei furti, forse per fame, forse per mancanza di denaro o per rivenderli per ricavarci soldi. E c’è chi pensa che più che un furto, possa trattarsi di un dispetto o un avvertimento. I carabinieri lavorano anche su questa ipotesi.
I due sarebbero accusati di tentato omicidio aggravato
Ci sono due fermi per il ferimento dei fratelli, imparentati col ras Eduardo Saltalamacchia della Pignasecca, accoltellati ieri pomeriggio in via Miroballo al Pendino. Si tratta di G. R. e M. R., rispettivamente 52 e 37 anni, zio e nipote. I due, accusati di tentato omicidio aggravato, sono stati condotti nel carcere di Poggiorale in attesa dell’udienza di convalida del provvedimento. Secondo la ricostruzione ci sarebbe stato uno screzio tra l’uomo di 52 anni e Gennaro e Carmine Saltalamacchia; l’accoltellamento sarebbe avvenuto successivamente, durante una lite nei pressi di un centro estetico a cui avrebbe preso parte anche il fermato più giovane.
Le due vittime, trasportate con mezzi di fortuna al San Giovanni Bosco e al Loreto Mare, erano state ricoverate in condizioni gravissime e operate; i medici avrebbero escluso il pericolo di vita senza per il momento sciogliere la prognosi. I presunti responsabili sono stati rintracciati poco dopo l’accaduto dalla Polizia di Stato, incaricata delle indagini.
“Tra di noi c’è convergenza ma deve avere fiducia in me e nel club”
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha parlato ai microfoni di RMC Sport, a margine dell’assemblea dell’Eca a Roma, per parlare del rinnovo del tecnico Maurizio Sarri e delle idee che i due condividono.
Ecco le sue parole:
“L’incontro con Sarri?Questi sono fatti nostri, privati, in cui i media non devono entrare. Noi convergiamo su tutto, ma spesso questo non significa trovare i giusti modi. O si è giovani o non si è giovani. Se lo si è si rischia su tutto. C’è da capire quanto i nostri compagni di viaggio amino rischiare. Sarri è uno che ha rischiato in tutta la sua vita, con onestà intellettuale e professionale è riuscito a diventare ciò che è oggi. Molti giocano fino a 36-37 anni e poi diventano allenatori. Lui non ha potuto giocare ma ha studiato tanto, alla fine è diventato quasi geniale in quello che fa. Si è avvicinato alla A da poco e il Napoli lo ha stimolato a mettersi in gioco ancora di più. Mi auguro che tutto ciò lo si possa fare ancora insieme.
Con Sarri c’è un contratto ancora lungo e una clausola rescissoria. Se qualcuno volesse affrontare questo problema della clausola sarebbe legalmente ineccepibile e noi dovremmo farci da parte. In 14 anni ho dimostrato di far fare grandi passi ad un club che praticamente non esisteva più. Tutti devono aver fiducia in questo Napoli e in me, perché sono io che creo le condizioni giuste per andare avanti in un contesto che non ho creato io e che secondo me è pieno di problemi. Fifa, Uefa, Eca, chi più ne ha più ne metta. Noi nuotiamo in un oceano pieno di squali e fino ad oggi non siamo stati divorati.
Come far svoltare il calcio europeo? Intanto riducendo il numero delle squadre nei vari paesi, altrimenti non possiamo avere tutte queste competizioni.
Ancora siamo nella politica dei piccoli passi. Come Eca, contrapponendoci alla forza della FIfa e della Uefa, cerchiamo di difendere gli interessi di 400 club europei. Credo che in questi 10 anni siano stati fatti passi in avanti, nei prossimi 10 ne faremo tanti altri. Se vogliamo mantenere i nostri giovani legati a questo sport straordinario dobbiamo cambiare tutte le regole, altrimenti si annoieranno e finiranno sui videogames…
Infantino voleva proporre una ulteriore competizione per i top club e abbiamo detto di no. Non si può sempre aggiungere senza sottrarre. Io da sempre voglio fare un campionato europeo, ma questo non significa estrarre dall’urna a caso affidandosi alla fortuna. Dobbiamo fare in modo che in parallelo ai campionati nazionali ci sia un campionato europeo che si gioca tutte le settimane, andata e ritorno, fra le 20 squadre più meritevoli, ovvero le prime 3-4 dei vari tornei. Ci dobbiamo sedere e stabilire quali sono i nuovi percorsi per accedere a questo eventuale campionato. Pensate a come sarebbe bello avere il martedì-mercoledì-giovedì un campionato europeo e il fine settimana il campionato nazionale”.
Veropalumbo venne colpito mentre festaggiava Capodanno a casa sua
Giuseppe Veropalumbo fu ucciso il 31 dicembre del 2007 nella sua abitazione a Torre Annunziata mentre stava attendendo con i suoi familiari, tra cui la moglie e la figlia piccola, l’arrivo del nuovo anno: fu colpito dal proiettile di una pistola calibro 9 x 21 semiautomatica. Lo hanno accertato gli agenti del locale commissariato che hanno individuato anche la marca dell’arma, accertando che dalla stessa pistola furono esplosi anche altri colpi lungo la direzione del palazzo dove abitava la vittima.
Veropalumbo, che aveva appena 30 anni era un carrozziere, si trovò lungo la traiettoria di uno dei proiettili. Per l’uomo, che se si fosse trovato solo a qualche centimetro di distanza si sarebbe salvato, non ci fu nulla da fare. E quello che doveva essere un momento di festa si trasformò in tragedia. Qualcuno che stava nei paraggi aveva pensato di festeggiare il nuovo anno sparando colpi di pistola all’impazzata. Ed uno di questi raggiunse Giuseppe Veropalumbo, cambiando così per sempre l’esistenza di una tranquilla famiglia. Le indagini hanno avuto un nuovo impulso da qualche mese con l’avvio di nuovi accertamenti balistici.
La ricostruzione delle traiettorie è avvenuta grazie all’utilizzo dei raggi laser e di un drone. Atri frammenti del proiettile sono stati recuperati sulla facciata esterna dell’edificio.
Sono tre le persone rimaste ustionate, due in maniera grave, in un incendio scoppiato a Napoli nella notte. Il rogo ha interessato l’appartamento al primo piano della scala C di una palazzina all’interno del parco “La baia”, in via Nicolardi.
In ospedale in pericolo di vita per le gravi ustioni una donna di quasi 80 anni, e la sua badante ucraina sessantenne, che anche problemi respiratori. Il nipote, che probabilmente ha tentato di trarre in salvo le due donne, un 34enne che viveva in casa con la zia, è stato medicato per ustioni alle mani e ne avrà per sette giorni. Sul posto i vigili fuoco e carabinieri per le prime indagini. Al momento, le fiamme sembra siano scaturite per cause accidentali, forse un corto circuito.
Le vittime firmavano il contratto di assunzione ma erano solo falsi posti di lavoro a Italo per cui, poi, poi i truffatori sparivano
Cinque persone sono finite a processo per la truffa ai danni di alcune persone di Castellammare di Stabia alle quali era stato promesso un lavoro a tempo indeterminato nella Ntv e nelle officine di Italo, in cambia i trentamila euro.
Somma che i malcapitati pagavano quasi sempre in contanti, ma c’è stato anche chi, come una persona di Castellammare, ha pagato con assegni, poi incassati dalla banda di truffatori e si è ritrovato senza posto.
A capo della presunta associazione a delinquere finalizzata alla truffa ci sarebbe stato A.V. (57enne di Nola), che agiva dalla sede di via Annunziatella, zona della periferia stabiese, da dove partivano le promesse di lavoro.
Ieri una vittima ha spiegato in tribunale durante l’udienza:
“Io non avevo soldi, ero disoccupato, così portai degli assegni senza data ma duemila euro furono subito incassati e il mio conto andò in rosso. Da allora risulto ancora protestato, ma adesso lavoro come rappresentante per aiutare la mia famiglia”.
A processo, nel tribunale di Torre Annunziata, ci sono anche F. B. (35enne di Santa Maria la Carità), G. R. (54enne di Castellammare di Stabia) e l’altro stabiese di 34 anni FdM.
Le indagini dei finanzieri hanno permesso di scoprire che il gruppo si serviva della società “logi service,” ormai dismessa, specializzata in corsi di formazione.
Secondo l’accusa le vittime firmavano un contratto di assunzione e poi i truffatori scomparivano.
i nominativi delle persone indagate sono stati resi con le sole iniziali dato che, ancora una volta e come ormai d’abitudine a 3 anni dal misfatto e relativa condanna per tutti i reati, di qualsiasi genere e natura, purché messi in essere da persone con buona disponibilità economica, ci è appena giunta – oggi, lunedì 10 maggio 2021 -, la solita ingiunzione (SIC!) di un legale che, a fronte di debita parcella, ci ha scritto minacciando di tutto e di più se noi non avessimo concesso al suo cliente (nella fattispecie quello che fu indicato essere a capo del “sodalizio truffante”) il “Diritto all’Oblio” ovvero, il diritto a far ignorare ad altre persone, dopo 3 anni dalla condanna, notizie sulle proprie malefatte precedenti a prescindere, ripeto, dalla natura delle stesse (sia essa truffa, che violenza – fisica o anche sessuale – su chicchessia, che altre nefandezze e misfatti del genere).
Come sempre, e al solito, il “Diritto all’Oblio” appare essere una legge pro-reo ma che farci, ormai sembra che si legiferi solo in tal senso per cui non resta che ingoiare il rospo, piegarsi al ricatto legale, e rendersi “complici” di occultamento d’informazioni che magari potrebbero evitare il ripetersi di azioni dello stesso tipo, o comunque illegali, e questo lederebbe la “libertà d’impresa”, oltre a togliere future parcelle a legali vari con grave danno all’economia globale per cui, per gli onesti ed i rispettosi delle leggi, non resta che ricordarsi, ancora una volta, il motto: “Lex, dura lex, sed lex” e sottostare al ricatto.
Nella fattispecie, la richiesta, questa volta, ci è giunta tramite lo Studio Legale Panagrosso come da documentazione riportata in foto a seguire:
e ad essa ci adeguiamo pur senza poter evitare di andare con il pensiero al caro Battiato: