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Di Maio vs Salvini in: Adesso Tocca a Me! E adesso che sono arrivato….

La Vivicentro Network, nell’ambito della rassegna dei film sulla sagra ” Di Maio vs Salvini “, dopo “Il Gatto e la Volpe”, “Il gioco delle tre Carte” e “Va avanti tu che a me vien da ridere” presenta oggi quella che sembra essere una parodia (o riedizione) della famosa canzone del grande Blasco: E Adesso Che Tocca a Me (testo e video alla fine).

La trama del film in programmazione tra ieri e questa mattina (più tardi si vedrà) sta nella minaccia di Di Maio a Salvini, conseguenziale all’offerta precedente fatta in stile “padrino” e per quello rifiutata da Salvini, che ora informa: “Guardiamo al Pd”.

E con questo Di Maio dà nota del fatto che Il Movimento Cinque Stelle ora conduce ANCHE una partita a scacchi attraverso la quale vuole tracciare una sua strada verso il governo.

I pentastellati infatti, segnalano che stanno studiando un programma in cinque punti per convincere il Pd a sostenere un loro esecutivo qualora l’intesa con la Lega non andasse a buon fine.

In tal caso sarebbero pronti a offrire un nuovo candidato premier e ad approvare una legge sul conflitto di interessi anti Berlusconi.

Ed ecco che ricompare la freccia che indica la rotta finale della quale diamo segnalazione dal 4 marzo: passare il cerino acceso ad un terzo, e lasciare che sia lui a scottarsi.

Il sasso (ri)lanciato da Di Maio nella bagnarola del PD sembra aver agitato un tantino le acque per cui, la compattezza (si fa per dire) del Pd sembra tentennare.

A dare il via a quella che sembra destinata a diventare la partita più difficile per i DEM è Dario Franceschini che subito scende in campo e sfida la linea di Matteo Renzi chiedendo di aprire il dialogo con il Movimento Cinque Stelle.

Intanto, al senato, comincia subito ad operare la fedelissima di Berlusconi , Maria Elisabetta Alberti Casellati, neo eletta Presidente, che, in una intervista al Corriere, afferma: di essere ottimista sulla formazione del governo:
“sono ottimista – afferma. Il nostro Paese si trova in un momento di grande sofferenza e la politica ha il dovere di dare risposte concrete al disagio sociale, alla crisi occupazionale, ai problemi di sicurezza, allo sviluppo economico, alle famiglie, alle persone che si trovano in stato di precarietà alimentare. Ci troviamo in una situazione quasi emergenziale per cui la politica deve agire con senso di responsabilità”.

Poi aggiunge che per arrivare ad un nuovo governo :

“i tempi devono essere quelli necessari per la composizione del quadro politico istituzionale. E sono certa che il Presidente Mattarella, con la sua esperienza politica, saprà indirizzare al meglio i partiti. Mi auguro che i tempi siano anche in linea con le scadenze che ci sono oggi nel Paese”.

Ovviamente non può tralasciare un pensierino pro ex cav per cui, riferendosi alle pregiudiziali nei confronti di partiti e leader, in particolare i ‘niet’ a Silvio Berlusconi del M5, dice:

“Il veto è sempre un errore perché limita ogni possibilità di confronto. E poi mi sembra che le elezioni dei due presidenti di Camera e Senato e degli Uffici di presidenza stiano dimostrando che quello che appariva non ipotizzabile, oggi si è invece realizzato. Perché per comporre il quadro politico ognuno ha fatto un passo indietro”.

E così termina la giornata di ieri ed inizia l’odierna tra dichiarazioni, contatti e messaggi lanciati da più parti.

Intanto senza dimenticare gli altri film del sequel: “Il Gatto e la Volpe”, “Le tre carte” e “Va avanti tu…” ecco quest’ennesima puntata che vuol dar a intendere un momento di ‘stallo di avvicinamento’ tra Di Maio e Salvini per cui, magari serve il terzo che rilevi il cerino acceso.

Nell’attesa, i pentastellati continuano a ripetere che l’incarico di governo deve andare al candidato premier M5s che “è stato il più votato”, quindi Di Maio.

Un Di Maio che non cede di un millimetro e ripete il suo no a “premier non votati da nessuno o peggio che hanno perso” rivendicando così il suo ruolo in quanto capo politico della forza politica arrivata prima alle ultime elezioni.

Ovviamente subito ribattuto da Salvini che parla di disponibilità a “dialogare con tutti” ma senza essere “subalterni a nessuno, visto che il centrodestra – sottolinea – è la coalizione più votata dagli italiani”.

Il mio obiettivo è andare al governo, per trasformare in fatti le idee che gli italiani hanno appoggiato e votato, scrive Salvini sul suo Twitter
Siamo disposti a dialogare con tutti ma non saremo subalterni a nessuno, visto che il centrodestra è la coalizione più votata dagli italiani.

Lo stallo, quindi, apparentemente continua ma, secondo noi, il dialogo tra M5s e Lega non si è mai interrotto ed anzi, tutto segue una linea ben studiata e programmata sin da quando, anche loro, si son resi conto della situazione in cui si erano cacciati con il loro (s)parlare e promettere a ruota libera ed ora, proprio come il Blasco in: Adesso Tocca a Me si chiedono: “E adesso che sono arrivato/ Fin qui grazie ai miei sogni/ Che cosa me ne faccio/ della REALTÀ” e si muovono per spingere, in realtà, verso un terzo a cui passare il cerino da loro acceso o, quantomeno, per giustificare che, se proprio dovesse realmente toccare a loro, nulla faranno salvo, forse, una modifica alla legge elettorale per tornare subito alle urne e:

io speriamo che me la cavo

Intanto, parola di Di Maio, “a Pasqua e Pasquetta potete stare tranquilli”.

Staremo a vedere.

Stanislao Barretta

ndr: ed ora gustatevi la canzone di Blasco (all’anagrafe Vasco Rossi) ed anche il testo che riportiamo a seguire;

E adesso che sono arrivato
Fin qui grazie ai miei sogni
Che cosa me ne faccio
Della REALTÀ

Adesso che non ho
Più le mie illusioni
Che cosa me ne frega
Della VERITÀ

Adesso che ho capito
Come va il mondo
Che cosa me ne faccio
Della SINCERITÀ
E adesso
E adesso

E adesso che non ho
Più il mio motorino
Che cosa me ne faccio
Di una macchina

Adesso che non c’è
Più Topo Gigio
Che cosa me ne frega
Della Svizzera

Adesso che non c‘è
Più brava gente
E tutti son più furbi
Più furbi di me

E ADESSO CHE TOCCA A ME
E ADESSO CHE TOCCA A ME
E ADESSO CHE TOCCA A ME
E ADESSO CHE TOCCA A ME

Di: Gaetano Curreri, Andrea Fornili, Vasco Rossi

vivicentro.it/ EDITORIALI • POLITICA

Di Maio vs Salvini – Di Maio vs Salvini – Di Maio vs Salvini – Di Maio vs Salvini

Napoli, pronta una super offerta al Sassuolo per Berardi

Gli azzurri offrono Zapata ma gli emiliani fanno muro

Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, nonostante Domenico Berardi stia disputando uno dei suoi peggiori campionati della sua carriera con soli tre gol e due assist in stagione, non avrebbe perso estimatori. Infatti, il Napoli di Aurelio De Laurentiis sarebbe pronto a fare follie per regalarlo a Sarri.

Infatti, la scorsa estate gli azzurri si erano spinti ad offrire ben 40 milioni di euro, inserendo nell’affare anche Duvan Zapata. Il club campano avrebbe voluto prenotare Berardi o avere una corsia preferenziale ma il Sassuolo non ha voluto sentire ragioni e non ha offerto al Napoli nessun tipo di privilegio.
Domani il match di campionato sarà sicuramente un’ottima occasione per tenere sott’occhio i talenti neroverdi e provare a portarli all’ombra del Vesuvio nel corso della prossima sessione di mercato.

Piotr Zielinski, un centrocampista fortissimo: ma non chiamatelo dodicesimo uomo

Il polacco giocherà al posto di Hamsik nel match di Reggio Emilia

Piotr Zielinski, centrocampista del Napoli, sarà titolare nel match che gli azzurri disputeranno a Reggio Emilia contro il Sassuolo per la trentesima giornata del campionato di Serie A. Il polacco andrà a sostituire l’acciaccato Marek Hamsik.

A parlare di lui è la Gazzetta dello Sport che parla di etichette e di clausola che girano intorno all’ex Empoli. Ecco quanto scrive il quotidiano in rosa:
“L’etichetta di dodicesimo uomo non gli piace anche perché a lui, in generale, le etichette non piacciono. Piotr Zielinski è un ragazzo semplice, lontano dagli stereotipi del calciatore tipo. In estate lo aspetta la vetrina Mondiale (Piotr ha una clausola da 65 milioni di euro) ed è reduce dal gol vittoria segnato con la sua Polonia contro la Corea, per la gioia del suo grande estimatore Boniek. Zielinski non vuole fermarsi più”.

Sassuolo-Napoli, gara di campionato e di mercato

Azzurri pronti a lanciare il colpo per Domenico Berardi

Sassuolo-Napoli rappresenta l’occasione per gli azzurri di scavalcare momentaneamente la Juventus in classifica e guardare tutti dall’alto in basso della classifica per almeno un paio d’ore.

L’incontro tra queste due società, a questo punto della stagione, potrebbe rappresentare anche l’opportunità di parlare di mercato e, perchè no, di gettare le basi per un futuro trasferimento. Al club di De Laurentiis piacciono due profili della squadra di Iachini e uno di questi è sicuramente il 23enne Domenico Berardi.

Ecco cosa racconta l’edizione odierna del Corriere dello Sport:

“A Berardi il Napoli ci ha pensato spesso e volentieri e a un certo punto pareva tutto definito: un bel po’ di soldi, a cui aggiungere il colombiano Zapata, perché tutti vivessero felici e contenti. Ma è stato tutto breve come un sogno e Berardi, alla fine, è rimasto a Sassuolo, lasciando al Napoli la speranza che qualcosa possa mutare nella prossima estate, quando si ripartirà alla caccia di un esterno offensivo geniale. C’è una lista lunghissima, con tante preferenze: si parte da Chiesa e da Denis Suarez e Verdi, che restano in primissima fila, però si aggiunga anzi, al loro fianco Berardi”

Fisco, la Guardia di Finanza presenta il nuovo manuale con evasioni e frodi

Al convegno sul fisco, organizzato dalla Guardia di Finanza ad Ostia, è stato presentato il nuovo manuale operativo per il contrasto all’evasione fiscale.

“Un vero e proprio ‘manuale operativo’ per approfondire tutti gli aspetti dell’azione di contrasto del Corpo all’evasione e alle frodi fiscali e di carattere economico-finanziario in un momento in cui, peraltro, ci troviamo in piena fase attuativa dell’importante riforma fiscale varata con la legge 11 marzo 2014″.

Così si espresso il comandante generale della Guardia di Finanza, generale Giorgio Toschi. Il nuovo manuale contenente le direttive per l’azione di contrasto alle frodi e all’evasione fiscale, di cui la Gdf si è dotata “in un contesto generale caratterizzato da profondi cambiamenti nel sistema tributario nazionale ed internazionale e da una economia sempre più globale e digitale”.

Un manuale nato «per orientare i reparti – ha spiegato Toschi – verso l’attuazione concreta del nuovo corso dell’amministrazione fiscale e per avviare nuovi percorsi di valutazione critica dei rilievi formulati al termine delle attività ispettive». Il manuale si prefigge l’obiettivo di stabilire un più proficuo coordinamento non solo operativo ma anche strategico con le agenzie fiscali, in linea con le più recenti indicazioni dell’Ocse e del Fondo Monetario internazionale.

E proprio in questi giorni, sono stati diffusi dal Ministero dell’Economia i dati sulle ultime dichiarazioni Irpef delle persone fisiche presentate nel 2017 (anno di imposta 2016), il cui valore medio si è attestato a 20.940 euro, in crescita dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Complessivamente, il reddito totale dichiarato è stato di 843 miliardi, in aumento di 10 miliardi rispetto al 2015.

Dietro il dato complessivo si nascondono tuttavia numeri preoccupanti. Il 45% dei contribuenti italiani si colloca nella classe fino a 15.000 euro, mentre i soggetti con oltre 300.000 euro di reddito sono 35.000 (lo 0,1% del totale dei contribuenti).  Nella fascia tra 15 e 50mila euro si colloca invece il 50% dei contribuenti. Il 5,3% dichiara invece oltre 50.000 euro. La regione con reddito medio più alto è la Lombardia (24.750 euro) seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (23.450 euro), mentre la Calabria presenta il reddito medio più basso (14.950 euro).

Al netto degli effetti del bonus 80 euro, l’imposta netta Irpef risulta pari in media a 5.070 euro e viene dichiarata da circa 30,8 milioni di soggetti, pari al 75% del totale dei contribuenti. Infine, secondo le rilevazioni Mef (Ministero dell’economia e delle finanze), oltre 10 milioni di soggetti hanno un’imposta netta pari a zero. “Si tratta prevalentemente di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione, ovvero di coloro la cui imposta lorda si azzera per effetto delle detrazioni riconosciute dal nostro ordinamento”. Inoltre, considerando i soggetti la cui imposta netta è interamente compensata dal bonus “80 euro”, i soggetti che di fatto non versano l’Irpef salgono a circa 12,3 milioni.

Sempre a proposito di redditi, l’Osservatorio statistico sul reddito di inclusione (Rei), presentato dall’Inps e dal Ministero del Lavoro, rivela che nel primo trimestre 2018, le persone da misure di contrasto alla povertà sono quasi 900 mila e 7 su 10 dei beneficiari risiedono al Sud Italia (Campania in testa, seguita da Sicilia e Calabria). Secondo l’Osservatorio, le persone coinvolte dal Rei (Reddito di inclusione) sono state 316.693 persone (in 110 mila famiglie) mentre altre 47.868 persone (in 119 mila famiglie) sono state interessate dal Sia (il sostegno di inclusione attiva). Dal 1° gennaio 2018 il REI ha sostituito il SIA (Sostegno per l’inclusione attiva) e l’ASDI (Assegno di disoccupazione).

Alcune osservazioni.

Dai dati sopra riportati, in Italia abbiamo solo lo 0,1% (sul totale dei contribuenti) di soggetti con oltre 300.000 euro di reddito, circa 35.000.  Praticamente con i loro tributi mantengono una parte della Nazione, visto che nella fascia tra 15 e 50mila euro si colloca invece il 50% dei contribuenti. E quelli con oltre 50.000 euro dichiarato sono appena il 5,3%.

Tuttavia il generale tenore di vita non appare così visibilmente basso. Di conseguenza sorge la lampante conferma di una diffusa evasione fiscale, peraltro stimata in una cifra compresa fra i 250 e i 270 miliardi di euro, un valore pari al 18% del PIL del nostro Paese e ciò sulla base dell’ultimo rapporto 2016 dell’Eurispes che individua in l’Italia un PIL sommerso pari a 540 miliardi – a cui per dirla tutta ne andrebbero aggiunti almeno ulteriori 200 che non sono stati inclusi in quanto derivanti dall’economia criminale, per un totale di 740 miliardi – sui quali, considerando un livello di tassazione del 50%, l’evasione fiscale vale 270 miliardi. Numeri che fanno il paio con l’ultimo Rapporto sull’evasione fiscale, pubblicato dal ministero dell’Economia e basato su dati Istat, secondo cui il dato oscilla tra i 255 e i 275 miliardi di euro.

Inoltre è inquietante il divario che si ravvisa dai numeri tra Nord e Sud per quanto riguarda il reddito dichiarato (24.750 euro in Lombardia a fronte di 14.950 euro Calabria e di seguito la Sicilia). Sicché si evidenza in tutta la sua drammaticità che il Sud d’Italia in questo ultimo decennio è stato abbandonato al proprio destino dai Governi centrali e regionali di centrodestra e centrosinistra.

Ma siccome non siamo qui a fare buonismo, campanilismo o propaganda, qualche altra considerazione va fatta.

Si premette innanzitutto che si è aspramente contro questa vessatoria estorsione fiscale italiana (nazionale, regionale e comunale) eloquente della dissimulata annosa cultura oppressiva di uno Stato sprezzante e arrogante e con cui si mantengono nel sistema pubblico-politico miriadi di Apparati, Palazzi, Privilegi, Superremunerazioni, Superpensioni, Vitalizi, ecc. definiti anche da una (allineata) Giurisprudenza “Diritti acquisiti”, ma così a discapito dell’esistenza (nonché unica vita) degli altri concittadini.

Si comprende dunque, quasi per civile e inevitabile sopravvivenza, l’esistenza di un’evasione cosiddetta “di necessità” senza la quale parecchi finirebbero in una condizione di povertà.

Però di contro, poi molti girano col suv o coupé oppure altro di analogo e del valore di alcune decine di migliaia di euro e con, ad esempio, un rispettivo pneumatico che costa alcune centinaia di euro, come pure fanno viaggi, posseggono altro, anche indirettamente, ecc. Sicché anche “l’evasione di necessità” appare chiaramente e spesso solo un alibi. Di conseguenza dopo pagano per tutti e con aliquote da usura e strozzinaggio, solo coloro che dichiarano ogni bene.

Eppure, per distinguere le singole situazioni individuali e collettive, senza avvitarsi in numeri, statistiche, valutazioni e discussioni tecniche, basterebbe anche solo scrutare con oggettività e dovere il territorio, ovviamente le Istituzioni ritornandovi, per rendersi conto che i redditi dichiarati non sembrano corrispondere a buona parte della società.

Sarebbe pure sufficiente verificare (tanto più oggi con le diverse banche dati a disposizione forzosa dell’Agenzia delle Entrate insieme alla potente informatica dei supercomputer) il tenore di vita di parecchia popolazione italiana, tra cui: politici in generale, parlamentari, istituzionali, burocrati, dipendenti vari, amministratori di Enti, Partecipate e Comuni, tecnici, sindacalisti, professionisti, imprenditori, pseudo-nullatenenti, ecc. incrociando i dati con ciò che effettivamente viene dichiarato, per comprendere che ci sono molte persone le quali dichiarano qualche decina di migliaia di euro l’anno e poi si mantengono nel nucleo familiare di tutto di più.

Per non dire che nei nostri Enti e Comuni (malgrado quasi tutti si dichiarino in difficoltà) c’è una proliferazione di feste, manifestazioni, eventi, parchi, onlus, associazioni, comitati, incarichi, nomine, straordinari, indennità, festivi, ecc. (tutti risaputamente foraggiati con contributi pubblici e attraverso i quali notoriamente la politica regionale e locale in modo indiretto mantiene anche il proprio clientelismo, scambio di voto e altro) che chiaramente a metà della popolazione va bene e non solo per il notorio ritorno a pioggia e vario favoritismo, ma anche perché essendo diffusa l’evasione fiscale, poi di fatto a pagare è solo l’altra metà di concittadini che dichiarano ogni bene e pertanto hanno i redditi noti al fisco.

Allora diciamoci qualche nota ufficiosità per non cadere nella decennale ipocrisia politico-istituzionale.

Non c’è stata e non c’è in generale in Italia (e Sicilia) la volontà politica, istituzionale e giudiziaria, di combattere seriamente l’evasione, il clientelismo, lo scambio di voto, la corruzione nella Pubblica Amministrazione e quindi parallelamente la delinquenza e criminalità. Ma questo in Italia non si può quasi neanche dire che s’inalberano un po’ tutti.

D’altronde e guarda caso, è eloquente che nelle ultime elezioni, sia regionali in Sicilia di novembre 2017, come pure in queste ultime nazionali di marzo 2018, la parola “evasione fiscale” (e non solo) era pressoché scomparsa dai declami dei candidati.

Adduso Sebastiano

Roma, Nainggolan: “Scudetto? Il Napoli lo meriterebbe ma spero che vinca la Juve”

Le sue parole

Radja Nainggolan, centrocampista della Roma, ha rilasciato un’intervista a Il Tempo:

Per lo scudetto chi spera lo vinca? «Dico la verità, ce l’ho con la Juve ma spero lo vincano loro. Niente contro il Napoli, per come giocano se lo meritano, ma se per cinque anni arrivo sempre secondo e poi lo vince una squadra diversa dalla Juve, mi roderebbe. Mertens non me ne voglia».

La Lazio si sta lamentando per i torti arbitrali. «Vedono rigori anche quando non ci sono e secondo me è capitato che in qualche partita siano stati agevolati. È successo pure a noi in passato di protestare tanto, ad esempio quando ci hanno fischiato contro due rigori con la Juve per falli avvenuti fuori area. Gli episodi sono infiniti, però si deve andare avanti. Invece i laziali parlano ancora dei fatti della terza giornata, ma siamo arrivati alla trentesima… ».

La Var le piace? «Viene usata un po’ troppo, l’arbitro è condizionato e se decidi guardando i replay allora potrei fare anch’io il loro mestiere. Sbagliare è umano, gli errori li commettiamo tutti, secondo me la Var dev’essere presa in causa solo nei momenti importanti della partita, non ogni mezza cosa altrimenti il gioco si ferma troppo spesso. Ho visto dare un cartellino rosso per un’entrata valutata al video mentre in campo quel giocatore non era stato neppure ammonito. Ma se l’ arbitro non se la sente di dare un’espulsione deve restare buona la sua valutazione dal vivo».

 

Nocera Inferiore, ruba soldi ad un paziente: il ladro è il tecnico radiologo

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Nocera Inferiore, ruba soldi ad un paziente: il ladro è il tecnico radiologo

Nocera Inferiore, una vicenda assurda al centro medico privato D’Am. A quanto pare ci troviamo di fronte ad un furto messo in atto da un tecnico radiologo, ai danni di un paziente. Il tecnico sarebbe stato sorpreso nell’atto di mettere le mani nelle tasche di un paziente per rubargli soldi dal portafogli.

L’uomo è stato fermato in flagranza di reato dagli agenti del commissariato di polizia diretti dal vice questore Luigi Amato. L’ammalato stava eseguendo degli esami, e convinto di poter stare tranquillo, aveva lasciato i suoi indumenti incustoditi in una zona della stanza dove non poteva vederli. Il tecnico è stato molto veloce:  ha messo le mani nella tasca posteriore dei pantaloni dell’ignaro paziente per prendere i soldi. Ma a quel punto è stato preso. Si trattava infatti di una trappola messa in atto dagli agenti della polizia, i quali da qualche giorno stavano seguendo le mosse del tecnico grazie alle telecamere che erano state nascoste nel reparto.

Il ladro è stato bloccato da alcuni agenti in borghese che si trovavano all’interno della struttura. La polizia era stata allertata dalla stessa azienda, a causa di alcune segnalazioni fatte dagli stessi pazienti.

Napoli, droga in una scatola con immagine di Hamsik: preso pusher tifoso

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Napoli, droga in una scatola con immagine di Hamsik: preso pusher tifoso

Napoli, è stato arrestato un pusher, che a quanto pare è un grande tifoso del Napoli. L’uomo in questione è G. Berriola, di 44 anni. Secondo gli agenti l’uomo gestiva la piazza di spaccio al centro di Portici. L’uomo sarebbe un tale tifoso del Napoli, da conservare le dosi di marijuana da vendere, in una scatola con l’immagine di Hamsik.

Gli agenti hanno anche effettuato una perquisizione all’interno del suo garage, cose che il 44enne ha cercato di evitare in tutti i modi. Sono stati trovati e conseguentemente sequestrati, due buste in cellophane, nascoste in un contenitore per dolci, contenenti ognuna 150 grammi di marijuana. La scatola in questione con l’immagine di Hamsik, era di cartone e a forma di stivale,  dove all’interno vi erano otto dosi di marijuana pronte per la vendita.

Berriola attualmente si trova all’interno delle camere di sicurezza della Questura, in attesa di essere giudicato con rito per direttissima.

Lippi: “Il Napoli è una grande squadra che non ha paura di nessuno”

Le sue parole

Marcello Lippi, tecnico di Juventus e Napoli, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport:

Juve-Napoli: vede favoriti i bianconeri? «Un pochino, sì. E’ il mio pensiero dopo aver messo tutto sulla bilancia: la qualità dei giocatori, la bravura degli allenatori, la capacità di gestire certe situazioni, l’esperienza ad alti livelli e la fortuna di aver vissuto momenti decisivi come questi. C’è una differenza fra Juve e Napoli, è minima però, è come dice la classifica». 

L’ha sorpresa il Napoli? «Era impensabile che queste due squadre vincessero tutte le partite e invece ci sono quasi riuscite finora. Poi succede che una inciampa con la Spal e l’altra perde in casa contro la Roma. Ho la sensazione che il Napoli le vincerà tutte da qui alla fine». 

Tutte compreso lo scontro diretto? «No, lo scontro diretto per me diventa decisivo. Ma c’è un’altra considerazione da fare e quelli del Napoli lo sanno». 

Quale? «Non puoi vincere il campionato se non batti almeno una volta la tua concorrente. Sono due anni che la Juve batte il Napoli in casa e fuori, per forza prende lo scudetto. Se il Napoli vuole vincere il campionato, deve vincere a Torino». 

Se lei fosse al posto di Allegri, sarebbe preoccupato del bel gioco del Napoli? «Allegri deve essere preoccupato della forza, della qualità e della capacità del Napoli che sta facendo un campionato straordinario. Il Napoli è una grande squadra che non ha paura di nessuno». 

 

Cannavaro: “Sassuolo salvati, ma non contro di noi! Mi manca la mia città”

Le sue parole

“Vinci lo scudetto anche per me”. Paolo Cannavaro ha parlato al Corriere del Mezzogiorno:

Sassuolo-Napoli, non è una partita uguale alle altre, almeno per lei.

“Al Napoli devo tutto, al Sassuolo devo la riconoscenza per avermi dato ancora la possibilità di giocare a certi livelli e di chiudere la carriera come desideravo”.

Ha guidato gli azzurri dalla B fino ad un passo dal terzo scudetto sfumato proprio per un soffio: ha qualche rimpianto?

“A dire il vero si tratta del più grande rimpianto, il cruccio in carriera, quello di non essere riuscito a vincere lo scudetto con la maglia azzurra indossando la fascia da capitano. Ho sognato spesso quel giorno, ma non è arrivato in compenso ne sono arrivati altri comunque emozionati. In effetti, ci siamo andati davvero molto vicini nel secondo anno di Mazzarri, la Juventus però fu perfetta, noi no purtroppo”.

Quest’anno può essere la volta buona?

“Il Napoli è tornato padrone del suo destino, due punti sono recuperabili per quello che hanno fatto vedere gli azzurri e per quello che sta facendo la Juventus: non è la squadra impeccabile degli anni scorsi, inoltre credo che la Champions possa togliere ulteriori energie”.

Sarà lo scontro diretto a decidere il campionato?

“Non sarà decisivo ma importante sotto il profilo mentale, il Napoli di quest’anno ha davvero l’opportunità di sbancare quello stadio e di mettere una seria ipoteca sul campionato”.

Come va la vita in Cina?

“La vita è frenetica, mi piace. Vivo in una grande metropoli che offre tanto, però è normale che mi manchino le mie abitudini, Napoli, il cibo, soprattutto la pizza”.

E la vita professionale?

“Sto studiando da allenatore, spero di diventarlo in un futuro prossimo, per ora mi sto concentrando ad imparare”.

Sassuolo-Napoli, che partita immagina?

“Bisogna stare concentrati al massimo. Vuoi perché è vietato sbagliare dopo aver perso punti importanti con la Roma in casa, vuoi perché in ogni gare delle restanti ti giochi lo scudetto. Occhio al Sassuolo, perché i miei ex compagni si giocano la permanenza in serie A. E tutti sappiamo la determinazione che si impiega quando in ballo si gioca la salvezza”.

Per chi farà il tifo?

“Che domande; per il Napoli, il Sassuolo avrà tempo e modo per conquistare i punti salvezza. Alla fine spero di poter festeggiare lo scudetto per il Napoli e la permanenza in serie A dei miei ex compagni”.

 

Carnevali: “Scansuolo? Dà fastidio se lo dicono i dirigenti. Vrsaljko? Rifiutò Napoli”

Le sue parole

L’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de Il Mattino:

Domani affrontate una delle regine di questa serie A.
«Sappiamo che il Napoli è forse la più forte di tutti, sicuro quella che gioca meglio. Non sarà semplice ma mica partiamo battuti? Abbiamo tanti buoni giocatori che possono mettere in difficoltà gli azzurri».

Quanto la ferisce la storia che quando il Sassuolo affronta la Juve quasi è un’amichevole? 
«Se lo dicono i tifosi, nulla. Noi sappiamo la realtà delle cose, ma certo indispettisce e dà fastidio se certe battute la fanno i dirigenti. Quelle le accetti di meno».

Vrsaljko, Berardi e Politano: chi quello più vicino al Napoli?
«Vrsaljko. Avevamo chiuso la trattativa con il club azzurro ma è stato il giocatore a non voler venire. Politano conosceva la nostra volontà che era quella di non cederlo a gennaio».

È stato complicato spiegarlo poi a Politano
«Nell’arco di pochissimi giorni si è rimesso subito in carreggiata. Ha tante richieste importanti, se ne riparlerà magari in estate». 

Con il Napoli il discorso è solo rinviato?
«No. Non abbiamo alcun impegno con loro».

Da Napoli è arrivato Cannavaro, per anni vostro simbolo. 
«È stato un giocatore determinante nel nostro sviluppo perché ha dato la professionalità di un grande giocatore e ci ha dato la possibilità di far crescere anche la società. Non potevamo trattenerlo».

Lei è molto legato a Marotta, si può dire che con la Juve avete una corsia preferenziale?
«No. Conosco e frequento Beppe da decenni e vado fiero dell’amicizia con lui. Ma ci deve essere professionalità nei rapporti di lavoro. Ed è quella che c’è sempre. Alla Juve abbiamo ceduto Zaza e le trattative sono state complicate e difficili. Esattamente come con gli altri».

Castellammare, Fincantieri. Vitiello: “Castellammare deve tornare ad avere un ruolo centrale nella strategia produttiva”

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Castellammare di Stabia, Fincantieri: nessuna novità. Si dovrà aspettare il 23 aprile

Castellammare di Stabia, ieri si è tenuto l’incontro con la Prefettura di Napoli riguardo le sorti della Fincantieri stabiese. L’incontro è stato inconcludente, in primis perchè non erano presenti i veritici dell’azienda e in secondo luogo perchè la riunione in relatà non c’è nemmeno davvero stata, dal momento che il tutto è stato spostato al 23 aprile. Per ora solo promesse, niente di concreto per la sorti del cantiere stabiese, istituzione della storia non solo locale ma anche napoletana e, oseremo dire, mondiale.

Al riguardo anche Lello Vitiello, deputato stabiese, ha espresso una sua personale opinione, che di seguito riportiamo:

“Seguo con particolare interesse e con un po’ di apprensione la vicenda Fincantieri, che interessa da vicino lo stabilimento di Castellammare e le persone che vi lavorano.
La proposta che viene dai vertici dell’azienda – di creare un gemellaggio tra le sedi degli stabilimenti – è interessante nella misura in cui il progetto si rifletta sulle commesse e non soltanto sulla mobilità. Rispetto a quest’ultima, infatti, Castellammare ha già pagato dazio: almeno un centinaio di lavoratori hanno dimostrato il proprio attaccamento alla fabbrica scegliendo di spostarsi anche a Monfalcone pur di continuare la propria attività.
Nuovo lavoro, nuovi ordini e nuove attività sono indispensabili affinché i lavoratori Fincantieri possano sperare davvero in un futuro produttivo roseo.
La premessa, però, dev’essere chiara. Castellammare deve tornare ad avere un ruolo centrale nella strategia produttiva di Fincantieri: non più soltanto un’officina dove assemblare tronconi di navi, ma quel cantiere storico a cui è legata la tradizione della cantieristica mondiale.” 

A quanto pare non ci resta che aspettare il 23 aprile, per poter tirare le somme e sapere con esattezza del futuro della Fincantieri stabiese.

Napoletano rapina Poste Private e ingaggia una lite con l’ agente: arrestato

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Napoletano con dimora a Bari rapina l’ ufficio postale, poi fugge e inizia una lite con i carabinieri

Questa mattina, i Carabinieri del Commissariato di Bari Scalo, hanno bloccato e arrestato in flagranza di reato un napoletano. Si tratta di P. C., 23 enne di Napoli ma già da molto aveva la sua dimora a Bari. L’ uomo è accusato di rapina aggravata in concorso e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Infatti, il giovane con l’ aiuto di un suo complice, è stato sorpreso e fermato al termine di un inseguimento a piedi presso il Corso Italia, dopo aver consumato una rapina della somma di circa 1500 euro. Indossava un passamontagna ed era armato di pistola, poi sequestrata dagli agenti e risultata essere a salve. Il furto è stato ai danni delle Poste Private ‘ Punto Posta ‘ situate nel quartiere ‘ Libertà ‘ di Bari. Infine, non stanco del lungo inseguimento a piedi, durante l’ arresto il rapinatore ha iniziato una colluttazione con un carabiniere, il quale ha riportato anche delle lesioni. I Carabinieri del Commissariato locale indagano sul sistema di videosorveglianza per risalire al complice.

 

Castellammare, Fincantieri: nessuna soluzione in Prefettura, solo promesse

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Castellammare, Fincantieri: nessuna soluzione in Prefettura, solo promesse

Castellammare di Stabia, nessuna novità dalla Prefettura, solo promesse. Anche questa riunione non ha portato a nulla di concreto per la Fincantieri di Castellammare di Stabia, e intanto il malcontento e la preoccupazione degli operai e dei cittadini, cresce. Al vertice ieri c’erano solo i sindacati, che sono stati accolti dal delegato del prefetto. Assente l’azienda e assente anche la Regione. Il tutto è stato rinviato all’incontro del 23 aprile.

Ci sarebbe però una buona notizia: sembrerebbe che Bono, il delegato della prefettura, avrebbe anticipato che l’incontro del 23 aprile è strategico per decidere delle commesse della società e che il futuro del cantiere non è in discussione. Nei giorni scorsi si era parlato anche di un possibile gemellaggio con tra gli otto cantieri dell’azienda di tutto il territorio italiano, ma ieri non se ne è potuto parlare, quindi anche su questo si farà chiarezza il 23. Per ora sembrerebbe doversi accontentare di una mera rassicurazione, che però non fa stare tranquilli gli animi.

 

 

Dramma a Caserta, bambino con la bici sbatte violentemente nel muro: grave

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Un bimbo di 10 anni, di Caserta, è stato trasportato in eliambulanza presso il policlinico Umberto I di Roma, dopo aver sbattuto violentemente la testa in un muro, forse per motivi al malfunzionamento dei freni.

Ha 10 anni il bambino che è stato trasportato in eliambulanza presso il Policlinico Umberto I di Roma, a seguito di un gravissimo incidente avvenuto nel centro storico di San Pietro Infine, provincia di Caserta. Il giovanissimo si trovava sulla sua bici quando, forse per motivi di mal funzionamento dei freni, è finito contro un muro sbattendo violentemente la testa su quest’ ultimo. Sul posto è arrivata in pochi secondi un’ ambulanza ma il bambino era ferito gravemente ed è stato chiesto l’ aiuto immediato di un elisoccorso per trasportare il bambino all’ Umberto I di Roma.

 

Incredibile dall’Olanda, De Telegraaf: “Younes-Napoli, faccia a faccia coi camorristi!”

Incredibile dall’Olanda, De Telegraaf: “Younes-Napoli, faccia a faccia coi camorristi!”

Sulla trattativa tra il Napoli e l’attaccante tedesco dell’Ajax Amin Younes si sono dette e scritte tante cose, ma il De Telegraaf’ propone una nuova ricostruzione, riportata da Goal.com: “Il giocatore ha affidato tutta la trattativa al suo agente Innocentin, non interessandosi ad alcuni aspetti. Tutto sarebbe precipitato quando Younes sbarcò personalmente a Napoli. Il giocatore dell’Ajax è rimasto “scioccato” da alcuni aspetti della città, secondo lui povera e poco sviluppata; ma soprattutto da un incontro faccia a faccia che avrebbe avuto con un gruppo di camorristi. Come se non bastasse, anche la prima chiacchierata con Sarri non andò per il verso giusto. Parlando telefonicamente dall’Olanda con Giuntoli, Younes aveva capito che fin da subito poteva trovare spazio nel Napoli ed accumulare minuti importanti in vista del Mondiale. Parlando con Sarri di presenza, invece, gli sarebbe stato detto che i primi sei mesi sarebbero serviti per ambientarsi e che soltanto in futuro poteva diventare un giocatore chiave della squadra”.

 

Castellammare, scoppia incendio a Via Rispoli: palazzo evacuato

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Castellammare, scoppia incendio a Via Rispoli: palazzo evacuato

Castellammare di Stabia, paura a Via Rispoli, o come meglio è conosciuta dai cittadini stabiesi, “mbricciatella”. E’ scoppiato un incendio, che ha portato all’evacuazione di un intero palazzo, da parte dei Vigili del Fuoco.

L’incendio è scoppiato ieri notte, intorno alle 3.00, in un appartamento di via Rispoli: il fumo nero fuoriuscito dalle finestre dell’abitazione ha messo in allarme i residenti del quartiere, compreso piazza Spartaco. Sul posto è giunta in maniera repentina una autobotte dei vigili del fuoco del comando di via Virgilio. I vigili sono riusciti a domare il fuoco, e fortunatamente hanno appurato che all’interno dell’appartamento non c’era nessuno.

I vigili hanno fatto evacuare lo stabile, e alcune famiglie hanno dovuto aspettare in strada la fine delle operazioni di messa in sicurezza. Per quanto riguarda l’origine del rogo, non si hanno novità, i vigili del fuoco e i carabinieri di Castellammare, stanno ancora investigando. Probabilmente, l’incendio potrebbe essere stato causato da un corto circuito.

Ercolano, nuovi furti della banda del cric: auto denudata nei pressi del Comune

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Durante la notte, una Fiat 500 parcheggiata di fronte agli uffici comunali, è stata presa d’assalto da un gruppo, i quali hanno rubato gli pneumatici lasciando la vettura sui mattoni.

Ad Ercolano torna l’ incubo della banda del cric nella notte. Infatti, una Fiat 500 è stata mirata da un gruppo, i quali hanno rubato gli pneumatici e hanno poi lasciato la macchina sui mattoni. La cosa vergognosa è che, l’ autovettura, era parcheggiata proprio di fronte agli uffici comunali. Molti i cittadini che con rabbia raccontano la vicenda e quello che sta accadendo nella provincia di Napoli in questi ultimi giorni e ogni reazione è diversa da quella di un altro cittadino, i quali definiscono la vicenda vergognosa, ma anche chi ci scherza su e ironicamente elogia la città di Ercolano. Il furto, quindi, segue quello di mesi fa accaduto in Corso Italia e che, fa stare in ansia e preoccupazione gli abitanti residenti nella zona, che dovranno stare con gli occhi aperti anche di notte per controllare che la propria autovettura non si trovi completamente smantellata da qualche banda.

Napoli, trovato arsenale del clan a San Giovanni a Teduccio

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Napoli, trovato arsenale del clan a San Giovanni a Teduccio

Napoli. A San Giovanni a Teduccio è stato trovato un vero e proprio arsenale. Tra le tante armi anche una pistola mitragliatrice Uzi calibro 9 parabellum, con 2 caricatori e munizioni da guerra, e circa 2,5 chilogrammi di hashish in panetti.

Ad eseguire l’operazione sono stati i carabinieri, i quali hanno eseguito perquisizioni all’interno di un complesso popolare nel quartiere San Giovanni. Le armi e la droga erano state sistemate in una busta di plastica nascosta in una scaffalatura sulle scale, all’ultimo piano di un palazzo di via della Repubbliche Marinare. Le armi saranno sottoposte agli esami del Racis di Roma.

Oltre al ritrovamento delle armi e delle sostanze stupefacenti, i carabinieri hanno anche segnalato alla Prefettura, un 18enne trovato in possesso di 5 grammi di marijuana per uso personale. La notizia riportata dal Mattino.

Pompei, è stato scoperto dove viveva l’ attentatore del Santuario

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Secondo gli inquirenti, l’ uomo, avrebbe tutte le caratteristiche di un affiliato all’ Isis.

L’ uomo che ha cercato di irrompere tra le barriere del Santuario di Pompei cercando di fare chissà cosa, Othman Jridi, viveva a Terzigno, ed è proprio nella città dove abitava che aveva commesso il furto della Fiat Panda. Secondo i giudici ha dimostrato di avere in possesso tutte le caratteristiche per essere un terrorista ed è stato portato in carcere. Seguiranno aggiornamenti sul caso.