Quasi come se il destino, nella sua ironia, avesse previsto tutto è Piero Braglia ad interrompere la striscia positiva della sua ex Juve Stabia. Le Vespe escono sconfitte dal Menti dopo una gara non brillante. Difficile dire se la sconfitta dei ragazzi di Caserta sia stata meritata o meno, o ancora, se siano stati maggiori i meriti del Cosenza rispetto ai demeriti della Juve Stabia: la certezza è che quella vista ieri non è stata la Juve Stabia dell’ultimo periodo.
A condizionare la gara delle Vespe, non tanto una prestazione opaca, quanto piuttosto ingenuità e disattenzioni dei singoli che da tempo non si vedevano. Ad analizzare bene gli episodi decisivi ai fini del risultato, entrambe le reti del Cosenza sono state “aiutate” da errori grossolani dei gialloblù: nel primo caso è stato Canotto a fare da assistman per la ripartenza dei rossoblu, mentre nella rete dello 0 – 2 di Dermaku è Marzorati a perdere la marcatura sul proprio uomo.
In sostanza il match di ieri conferma come la Juve Stabia, quando la soglia di concentrazione cala, diventi una squadra maggiormente vulnerabile, molto più esposta agli attacchi degli avversari. Certamente, dopo una lunga serie senza sconfitta, una battuta d’arresto è più che comprensibile.
Se ieri, nel nostro “Podio” abbiamo evidenziato come il fattore panchina possa risultare decisivo in positivo, ieri è apparso chiaro come un’altra variante , rischi di essere incisiva in negativo. Stiamo parlando dell’assenza, ormai prolungata ed a tratti misteriosa, di Melara. L’ex Benevento, per mix di qualità ed esperienza, è forse il calciatore più completo nella rosa stabiese, quello in grado di far fare il salto di qualità alla squadra. Il problema muscolare rimediato contro la Sicula Leonzio si sta trascinando ormai da troppo, e porta anche gli esterni rimasti a dover fare gli straordinari: Canotto, pur se funambolico e generoso, è troppo spesso umorale nelle sue prestazioni, e Strefezza, comprensibilmente vista l’età, si prende sovente pause durante le gare. E’ imprescindibile quindi ritrovare Melara, in grado come pochi in tutta la categoria di ricamare calcio, così come Paponi, elemento fondamentale per le sorti della squadra stabiese.
A questo punto, un aiuto alla Juve Stabia lo può dare la cabala. E’ stata proprio una sconfitta casalinga, anche inaspettata, quella con il Bisceglie a dare il via al periodo vincente con cui le Vespe si sono prese di prepotenza la zona playoff. Dopo il passo falso con i pugliesi sono arrivate le vittorie contro Lecce, Sicula, Akragas, Matera, il pareggio di Rende, in attesa del completamento del match col Francavilla.
Le similitudini aumentano anche perché, proprio come dopo la sconfitta col Bisceglie, il calendario offre alla Juve Stabia un big match: quello contro il Catania al Massimino. Non c’è, forse, una gara migliore per rinascere subito dopo un risultato deludente. Sperando anche in un prezioso aiuto della cabala.
Raffaele Izzo

L’interprete, l’attrice catanese Manuela Ventura, è molto legata al personaggio che l’ha resa popolare al grande pubblico: “Teresa è un personaggio scritto bene, a cui viene data una sorprendente possibilità di cambiamento, un ruolo che mi ha permesso di utilizzare sfumature diverse- dichiara– In lei ho ritrovato quella riservatezza e quella determinazione, in perfetto equilibrio, che fanno anche parte di me. Anche il rapporto che s’instaura tra Teresa Strano ed Anna Ferraris è motore di tanti cambiamenti, un rapporto che ci permette di parlare di solidarietà femminile, di comprensione e di sostegno tra donne. Curiosità e ironia animano questo personaggio che adoro, una donna che senza troppo timore va incontro alla vita, con la giusta dose di coraggio e semplicità che spero continui ad essere la chiave di relazione con il pubblico”.
“Ora è un nuovo film, diverso com’è giusto che sia. Sono contenta di essere stata ancora su questo set che mi ha dato tanto, stavolta con la guida di Isabella Leoni. Il suo sguardo è stato fondamentale. Il suo è stato un approccio attento al lavoro svolto prima e proprio per questo ha saputo, con grande sensibilità e intuito, condurci per mano creando una squadra affiatata, affrontando con cura i nuovi snodi, dando il suo personale contributo nel raccontare, attraverso i microcosmi familiari, l’inizio di un nuovo decennio con i relativi mutamenti culturali e sociali”. Conclude l’attrice: “Sono sicura che questa terza serie piacerà ancora all’affezionato pubblico di Rai 1”.




