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Dici ‘razzista’ e iPhone scrive ‘Trump’: il bug di Apple negli Usa – Video

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(Adnkronos) –
Apple ha confermato la presenza di un bug alla funzione di dettatura locale dei suoi dispositivi, per cui appare brevemente sullo schermo la scritta 'Trump' quando un utente pronuncia la parola 'razzista'.Diversi utenti di iPhone hanno notato il bug, e alcuni di loro hanno postato sui social filmati a testimonianza, scatenando l'indignazione dei sostenitori del presidente degli Stati Uniti.  Il bug si verifica quando gli utenti attivano la funzione voice-to-text dell'iPhone, che consente di dettare messaggi con la voce, e lo schermo mostra brevemente il nome "Trump" in risposta alla parola "razzista" pronunciata da un utente, prima di correggersi rapidamente. 
Apple ha ammesso di essere a conoscenza del problema e di star procedendo a risolverlo.

L'azienda ha spiegato che a volte i suoi modelli di riconoscimento vocale che alimentano lo strumento di dettatura vocale possono visualizzare in un primo momento parole con una certa sovrapposizione fonetica fino a quando un'ulteriore analisi di ciò che è stato detto permette di arrivare alla parola corretta pronunciata dall'utente.Il bug ha fatto sì che venisse suggerito erroneamente 'Trump' in risposta a diverse parole che includono la consonante 'r'. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terre rare, Ucraina e Usa verso pax mineralis: cosa prevede accordo

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(Adnkronos) – Pax mineralis per l'Ucraina.Il testo dell'accordo fra Stati Uniti e Ucraina sullo sfruttamento delle terre rare, ma soprattutto di altri minerali critici come il litio e il titanio, e anche i 'vecchi' carbone, gas e petrolio, conservati nel sottosuolo ucraino, è stato concordato dalle parti che potrebbero firmarlo già questa settimana.  "Se solo fino a poche settimane fa queste risorse naturali venivano descritte solo come un fattore come un altro negli sforzi per porre fine alla guerra in Ucraina, ora sono in prima fila e al centro, il focus dominante dei negoziati degli Stati Uniti con Kiev e un filone prominente di una attività diplomatica sempre più intensa e che coinvolge anche Mosca, l'Unione europea e altri Paesi, proprio mentre l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia entra nel suo quarto anno", sottolinea Radio Free Europe.  "Il governo intende raccomandarne la firma", ha confermato una fonte ufficiale a Kiev citata da Politico.

Il testo non include in termini espliciti le garanzie di sicurezza di cui l'Ucraina ha bisogno per contenere la Russia.L'esistenza stessa dell'accordo fornisce sostegno a Kiev, interessi economici americani in Ucraina saranno di deterrenza a una futura nuova aggressione delle forze di Mosca, ritiene Washington mentre la controparte si dà tempo ancora oggi e domani per cercare di ottenere di più su questo tema, in vista della possibile visita di Volodymir Zelensky a Washington per la firma venerdì.

Prima di loro, dovrebbero sottoscrivere l'intesa il segretario del Tesoro Usa, Scott Bessent e la sua controparte ucraina.   L'accordo prevede, nella versione datata ieri, la terza dopo che le prime due sono state respinte dall'Ucraina, l'apertura di un fondo a cui Kiev contribuirà al 50% degli introiti dello sfruttamento delle risorse minerarie di proprietà dello stato, grazie alla "futura monetizzazione" di litio, grafite, cobalto, titanio, terre rare come lo scandio, ma anche gas e petrolio, e delle logistiche associate.  Il fondo potrà essere usato anche per successivi progetti di investimento in Ucraina e gli Stati Uniti si impegnano a sostenere lo sviluppo economico del Paese in futuro.L'intesa – precisa il Financial Times – non riguarda il flusso già attivo di proventi di attività di estrazione, quindi non le attività già in essere di Naftogaz e Ukrnafta.

Non viene citata la quota degli Stati Uniti nel fondo.Ci si riferisce solo ad accordi di "proprietà congiunta" che dovranno essere dettagliati in accordi successivi.  Non viene più citata la cifra di 500 miliardi di dollari di 'debito' che Donald Trump aveva chiesto a Kiev in un primo momento come tetto massimo del contributo di Kiev al fondo.

Così come "il mantenimento, da parte degli Stati Uniti, del 100 per cento degli interessi finanziari" nel fondo.  “L'accordo sui minerali è solo una parte del quadro.L'amministrazione americana ha più volte detto che rientra in un quadro più ampio", ha spiegato Olha Stefanishyna, vice Premier e ministra della giustizia, in una intervista al Financial Times, dopo che il testo ha ricevuto il via libera del suo ministero, oltre che dagli esteri e dell'economia.

L'intesa, precisa il governo, sarà sottoposta alla ratifica della Verkhovna Rada, dove si preannuncia un dibattito acceso.  L'intervento di Vladimir Putin di lunedì sera, con la proposta diretta agli Stati Uniti di collaborare nello sfruttamento delle risorse minerarie russe, sembra avere come obiettivo quello di rendere più complicato l'accordo fra Washington e Kiev. "Abbiamo risorse significativamente più importanti di quelle dell'Ucraina", ha detto il Presidente russo, proponendo accordi sulle risorse dei territori occupati del Donbass   La Russia può contare su riserve di terre rare per un valore di 3,8 milioni di tonnellate, la quinta riserve del mondo (dopo Cina, Australia, Brasile e India, secondo i dati dell'Us Geological Survey).Le miniere e gli impianti per la produzione più importanti sono stati nazionalizzati dall'inizio dell'invasione – Mosca ha complessivamente nazionalizzato imprese per 15 miliardi di dollari dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina – e sono controllate da Rosatom, vicina al 'banchiere di Putin', Mikhail Kovalchuk.  Sulle dimensioni delle riserve ucraine ci sono tuttavia stime divergenti.

Con Bloomberg che smonta l'unica ricerca rintracciabile sulla presenza di risorse significative. "L'Ucraina non ha terre rare, ma terra bruciata", a eccezione di piccole miniere di scandio.L'US Geological Service, la fonte più autorevole in materia, ha sancito che l'Ucraina non ha riserve di terre rare.

La vice Premier Yulia Svyrydenko sostiene invece nel dire che le riserve di terre rare valgono 350 miliardi di dollari.Ma che si trovano però nei territori occupati. C'è chi è arrivato a parlare di 11,5 trilioni di dollari di materiali critici.

Della presenza nel sottosuolo ucraino della metà dei 50 minerali che gli Stati Uniti considerano "critici per l'economia e la sicurezza nazionale", quindi litio, titanio, ma anche carbone, ferro, petrolio e gas.Kiev dice di poter contare su circa il 5 per cento delle risorse naturali critiche del globo, fra cui 19 milioni di tonnellate di riserve confermate di grafite, per cui l'Ucraina è "fra i cinque principali Paesi" (secondo l'Us Geological Survey) che possono fornire tale materiale, un terzo di tutte le riserve di litio in Europa, e, prima dell'invasione russa, il 7 per cento di quelle di titanio nel mondo.  Secondo una ricerca della società di consulenza canadese SecDev del 2022, il 63 per cento delle miniere di carbone ucraino si trovavano in territori occupati dalla Russia, la metà di quelle di manganese, cesio, tantalio e terre rare.

La presenza nel Donbass di riserve di queste risorse aggiunge "una dimensione strategica ed economica" all'aggressione di Mosca, spiega il direttore della società, Robert Muggah.Acquistandone il controllo, esclude l'accesso dell'Ucraina a una importante fonte di ricchezza, estende la base delle sue risorse e influenza le catene di rifornimento globali.  I minerali critici "sono le fondamenta dell'economia del 21esimo secolo", energie rinnovabili, applicazioni militari e infrastrutture energetiche, ma anche aspirapolveri, e svolgono "un crescente ruolo strategico nella geopolitica e nella geoeconomia".

La stessa natura dell'accordo fra Kiev e Washington serve agli Stati Uniti per liberarsi dalla dipendenza dai materiali critici cinesi, soprattutto dopo che lo scorso dicembre Pechino ha bandito l'export agli Usa di alcune terre rare, dopo i limiti imposti l'anno precedente.  Gli Stati Uniti potrebbero aver sbagliato le loro stime sulla presenza di terre rare in Ucraina sulla scia delle stime gonfiate di Kiev che aveva proposto all'alleato la condivisione delle risorse già nel "Piano per la vittoria" messo a punto da Zelensky lo scorso anno.Non sarebbe la prima volta.

Nel 2010 gli Usa avevano annunciato di aver scoperto miniere in Afghanistan del valore di mille miliardi di dollari, fra cui di litio e rame.Un annuncio che si sarebbe rivelato come fantasia.  Potrebbe anche essere invece che Trump sia interessato ad altre risorse naturali, "che per terre rare intenda altri minerali", ipotizza Bloomberg ricordando che prima della guerra Kiev contava sul rendimento sostanzioso delle miniere di carbone e di minerali ferrosi.

Alcuni dei quali sono però finiti in mano russa.Ha anche alcune miniere di titanio e gallio.

Quanto alla miniera di Novopoltavske, presunto deposito di terre rare in Ucraina, si tratta di un sito molto difficile da sfruttare.L'unica ricerca che indica il potenziale ucraino di terre rare è stata prodotta nel dicembre del 2024 dall'Energy Secure Centre of Excellence della Nato, un centro basato in Lituania affiliato all'Alleanza atlantica, di cui porta il nome e il logo, ma entità autonoma esterna alla catena di comando.

Un portavoce della Nato ha spiegato a Bloomberg che le conclusioni della ricerca riflettono le convinzioni dell'autore, non dell'Alleanza. "Se questa fosse la base delle politiche di Trump, sarebbe deprimente, politica globale basata sul cut and paste".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Campi Flegrei, gruppo Fb zona rossa: “Informare chi abita in aree a rischio”

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(Adnkronos) – Oltre 31mila iscritti, un contenitore di residenti dell’area della zona rossa – che comprende alcuni quartieri di Napoli e i Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto e una parte di Marano di Napoli e di Giugliano – poi ci sono i nativi del posto che vivono lontani da casa e anche stranieri interessati al fenomeno del bradisismo e del rischio vulcanico: si tratta del Gruppo 'Quelli della zona rossa del vulcano dei Campi Flegrei', una pagina ormai di riferimento su Facebook per chi cerca notizie sul fenomeno bradisismico nell’area dei Campi Flegrei.  “La pagina è nata nel 2018, quando la situazione era più tranquilla, sino a luglio 2023 gli iscritti erano 6-7 mila, poi c’è stata l’escalation del fenomeno bradisismico”, spiega all’Adnkronos Anna Peluso, che ha fondato il Gruppo. “L’obiettivo principale è raggruppare in un unico gruppo elementi diversi: c’è chi attinge informazioni dall'Osservatorio Vesuviano, ma ci sono anche altre notizie che vogliamo siano note, per esempio ci sono anche le persone che con i loro post raccontano cosa accade durante le scosse, quali tipi di problemi si evidenziano e che tipi di servizi vorrebbero, poi ci sono gli articoli di testate giornalistiche.Insomma, c’è tutto quello che riguarda il bradisismo, è una comunità di servizio”.  “Non siamo un comitato, né l'assicurazione, è una cosa che voglio chiarire, è solo un modo per trasferire le notizie ai residenti della zona rossa.

C’è sia una fetta di italiani da altre regioni che seguono il fenomeno del bradisismo e che si iscrivono anche per esprimerci vicinanza e solidarietà e poi ci sono inglesi, francesi, tedeschi che mostrano interesse per i temi vulcanologici.Alcuni di loro – spiega – producono servizi giornalistici, documentari.

Sono stata contattata per alcuni lavori sul tema”.  Infine l’amministratrice della pagina lancia un appello: “Il sindaco di Pozzuoli ha riferito nell’ultimo incontro pubblico che è in possesso delle schede del Centro Studio Plinivs da luglio 2024 e ci sarebbe il 10% dei fabbricati controllati considerato ad alta vulnerabilità: chi abita in prossimità di quei fabbricati ha diritto di saperlo, è un’informazione che non è stata ancora fornita”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Andrea Iannone: “Elodie? Non è stato facile seguirla a Sanremo, ma ci tenevo”

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(Adnkronos) –
Andrea Iannone ed Elodie stanno vivendo un periodo professionale molto impegnativo.La cantante si sta preparando per il tour negli stadi e il pilota è tornato in pista nel campionato SuperBike.

E mentre lui era in Australia per partecipare ai test, lei era in gara a Sanremo 2025.  E anche se con la distanza e il fuso orario, Iannone non si è perso una sola esibizione nonostante abbia "fatto molta fatica", ha raccontato in un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport.   "Ho fatto molta fatica con il fuso orario australiano ma anche se non è stato proprio facilissimo ovviamente l’ho seguita, ci tenevo.La sostengo in tutto quello che fa, sono sempre molto orgoglioso di lei", ha raccontato Iannone.  E sulla sua compagna ha aggiunto: "È una ragazza che si impegna davvero tanto, lavora moltissimo e la sua dedizione al lavoro mi rende felice.

Ha davanti a sé un anno impegnativo e pieno di sfide", ha detto alla Gazzetta. I due sono legati sentimentalmente dall'autunno del 2022. "In generale è una persona estremamente curiosa e molto presente.Lei a dir la verità aveva un po’ paura della velocità ma l’anno scorso è riuscita a venire a qualche gara e si è divertita molto.

Ci sosteniamo davvero tanto", ha concluso il pilota. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Romania, arrestato candidato filo-russo Georgescu: aveva trionfato a primo turno presidenziali

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(Adnkronos) –
Calin Georgescu, candidato filo-russo e trionfatore a sorpresa nel primo turno delle elezioni presidenziali romene, è stato arrestato per motivi non ancora noti.Ne ha dato notizia il suo team elettorale con un post su Facebook.

Immagini diffuse dalle televisioni romene hanno mostrato Georgescu entrare nell'ufficio del pubblico ministero affiancato da agenti di polizia, che lo avrebbero prelevato dalla sua auto a Bucarest. Georgescu aveva vinto a sorpresa il primo turno delle elezioni presidenziali rumene del 24 novembre.Alla vigilia del ballottaggio, tuttavia, la Corte costituzionale aveva annullato i risultati a causa di irregolarità nel finanziamento della campagna elettorale.

Le elezioni dovranno essere ripetute il prossimo 4 maggio, e Georgescu intende ripresentarsi come candidato indipendente.La Corte Costituzionale dovrà esprimersi entro il 15 marzo sull'autorizzazione per una nuova candidatura del filo-russo.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terre rare, trovato accordo tra Ucraina e Usa. Zelensky: “E’ solo l’inizio”

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Accordo tra Ucraina e Usa sulle terre rare.Il premier ucraino, Denys Shmyhal, ha reso noto che Washington e Kiev hanno raggiunto un'intesa in base alla quale gli Stati Uniti otterranno le risorse minerarie ucraine in cambio di pagamenti per il sostegno militare nella guerra contro la Russia.    L'intesa raggiunta con gli Stati Uniti sullo sfruttamento delle terre rare ucraine è solo "un inizio", ha sottolineato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una conferenza stampa a Kiev, precisando che si tratta "solo di un accordo quadro: può essere un grande successo o semplicemente sparire".

Secondo Zelensky, "questo dipenderà dai nostri colloqui con il presidente Trump". Nel testo negoziato finora con gli Stati Uniti sullo sfruttamento delle terre rare ucraine, che si spera "porti a ulteriori intese", non c'è ancora nulla sulle garanzie di sicurezza che gli Stati Uniti dovrebbero fornire a Kiev, ha quindi precisato Zelensky, che ha parlato dell'intesa come di "un accordo quadro", che prevede la creazione di un fondo congiunto con il contributo per il 50% di entrate provenienti dalla risorse naturali ucraine, anche se "è troppo presto parlare di soldi". "Voglio una frase sulle garanzie di sicurezza per l'Ucraina, è importante che ci sia", ha rimarcato il presidente ucraino.Che poi, rispondendo alla domanda se si tirerà indietro nel caso in cui da Donald Trump non dovessero arrivare, ha replicato: "Voglio trovare un percorso per la Nato o qualcosa di simile.

Se non avremo garanzie di sicurezza, se non avremo un cessate il fuoco, allora non funzionerà niente". Il presidente ucraino ha quindi detto che spera di recarsi a Washington venerdì per discutere con Trump, di un accordo sulle terre rare e di futuri aiuti. "Mi piacerebbe molto fare questa visita", ha detto Zelensky ai giornalisti a Kiev, sottolineando che la data giusta per la visita potrebbe essere venerdì.Il presidente ucraino ha anticipato di voler chiedere all'omologo americano se intende interrompere gli aiuti a Kiev. "Si tratta di un accordo preliminare che prevede la creazione di un fondo di investimento per la ricostruzione dell'Ucraina, dove Ucraina e Stati Uniti gestiranno e finanzieranno congiuntamente il fondo a parità di condizioni – aveva spiegato anche Shmyhal – Questo accordo è direttamente legato alle garanzie di sicurezza.

Né il presidente né il governo lo considereranno separatamente dalle garanzie di sicurezza per l'Ucraina".Il governo ucraino esaminerà già oggi il testo dell'accordo, ha aggiunto il Shmyhal.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Germania, spari davanti al tribunale di Bielefeld: diversi feriti

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(Adnkronos) – Spari oggi 26 febbraio davanti al tribunale regionale di Bielefeld, in Germania.Secondo quanto riporta il sito della Bild, diverse persone sono rimaste ferite.

Le squadre di soccorso intervenute hanno rianimato almeno una delle persone coinvolte.Il giornale tedesco riporta che al momento della sparatoria nel tribunale della cittadina della Nord Reno Vestfalia si stava svolgendo il processo contro l'uomo accusato dell'omicidio del pugile professionista Besar Nimani.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Adriana Borgioli: Mio marito Nicola De Simone era elegante e discreto. Siracusani e stabiesi sono stupendi

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Nel corso dell’ultima puntata del Juve Stabia Talk Show, trasmissione che ogni giovedì anima i canali social di Vivicentro.it, è intervenuta Adriana Borgioli, moglie di Nicola De Simone, per condividere un ricordo intimo e commovente del suo amato marito, il compianto calciatore. Le parole di Adriana, raccolte e sintetizzate con sensibilità dalla redazione di Vivicentro.it, hanno offerto un ritratto inedito di Nicola, uomo e professionista, e hanno espresso un profondo ringraziamento alla città di Siracusa e ai suoi abitanti per l’affetto e la vicinanza dimostrati negli anni.

“Nicola era una persona attenta alle sfumature verso gli altri,” ha esordito Adriana, delineando subito uno dei tratti distintivi del carattere del marito. “Non diceva mai cose che potessero urtare il prossimo.” Questa delicatezza e premura verso gli altri emerge con forza nel racconto di Adriana, che sottolinea come Nicola incarnasse l’eleganza e la discrezione in ogni aspetto della sua vita. “Bisognava stare attenti e mediare nello spogliatoio e lui teneva tutto unito con calma ed attenzione.” Queste parole rivelano il ruolo cruciale che Nicola svolgeva all’interno della squadra, un mediatore silenzioso ma efficace, capace di mantenere l’armonia e la coesione nel gruppo con la sua innata pacatezza e attenzione. “Aveva sempre eleganza e discrezione.” Queste due parole, ripetute con enfasi, sembrano racchiudere l’essenza stessa di Nicola De Simone, un uomo che faceva dello stile e della riservatezza i suoi tratti distintivi.

Adriana ha poi svelato un aspetto più intimo e personale di Nicola, parlando della sua gelosia e del suo desiderio di proteggere la propria privacy. “Era anche molto geloso, teneva alla sua privacy.” Questo riserbo si estendeva anche alla sfera familiare, tanto che Adriana non frequentava gli stadi. “Io non sono mai andata allo stadio,” confessa, aprendo una finestra sul loro rapporto. Nonostante questa distanza dal mondo del calcio giocato, Adriana custodisce ricordi preziosi legati alla passione di Nicola, come il gesto romantico e carico di significato poco prima della tragedia. “Ricordo con affetto il mazzo di rose che mi regalò poco prima del dramma. Gli avevo rivelato che di lì a poco sarebbe diventato padre.” Un’immagine delicata e struggente, che testimonia l’amore profondo che legava Adriana e Nicola.

Il racconto di Adriana si sposta poi su Siracusa, città che sembra aver lasciato un segno indelebile nel cuore della famiglia De Simone. “Siracusa è un posto bellissimo, non permetto a nessuno di parlare male dei siciliani. Sono delle persone stupende.” L’affetto e la gratitudine di Adriana verso i siracusani traspaiono in ogni parola. “Mi chiamavano persone che nemmeno conoscevo, alcuni addirittura volevano che partorissi mio figlio a Siracusa.” Questo aneddoto, carico di emozione, rende vividamente l’idea del calore umano e della generosità che Adriana ha sperimentato a Siracusa. “A distanza di anni mi informano sempre di tutte le iniziative inerenti Nicola, roba mai vista nemmeno per i calciatori scomparsi di serie maggiori.” Queste parole, intrise di riconoscenza, sottolineano come il ricordo di Nicola sia ancora vivo e vibrante a Siracusa, testimoniato dall’affetto costante e dalle numerose iniziative commemorative. Un tributo che va ben oltre la normale memoria riservata ai calciatori, dimostrazione di un legame profondo e autentico tra Nicola De Simone e la città di Siracusa.

Infine, Adriana ha concluso il suo intervento con una nota positiva, ricordando il ritorno di Nicola nella sua città natia: Castellammare di Stabia. “A Castellammare era contento e stava bene. Era la sua città. Devo dire che anche gli stabiesi sono un popolo stupendo.” Una frase semplice ma significativa, che chiude il cerchio sul percorso umano e professionale di Nicola, un uomo che ha saputo lasciare un segno positivo ovunque sia andato, non solo per le sue doti calcistiche, ma soprattutto per la sua umanità, la sua discrezione e la sua innata eleganza d’animo. Le parole di Adriana Borgioli risuonano come un commosso tributo alla memoria di Nicola De Simone, un ricordo che vive non solo nel cuore della sua famiglia, ma anche nell’affetto sincero di Castellammare di Stabia e Siracusa e di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarlo.

A margine di questo suo intervento Mario Molinari Presidente del Club Nicola de Simone ha voluto omaggiare la sig.ra Borgioli con una sciarpa celebrativa del club con i colori giallo e blu. Il club quest’anno è stato riportato alla luce da Mario Molinari, Umberto D’Apice, Peppe Amore e tanti altri stabiesi che dopo alcuni anni di inattività hanno voluto ridar vita a questo storico e antico club di tifosi gialloblù.

Roma, ladri prendono a martellate gioielleria a Monte Mario: il titolare era all’interno

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(Adnkronos) – Rapina choc ieri poco prima delle 19 in una gioielleria nella zona di Monte Mario a Roma.Tre persone con i volti coperti da passamontagna e tute bianche hanno sfondato a colpi di martello la vetrina esterna del negozio in via Vincenzo Troya, portando via bracciali e orecchini di valore.  Al momento della rapina il titolare del negozio era all'interno e ha cercato di difendere i preziosi con un bastone ma i rapinatori sono riusciti a fuggire con il bottino nello zaino lasciando a terra il martello e due ombrelli.

Sulla rapina indagano i poliziotti del commissariato di Primavalle.Il bottino è ancora da quantificare.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Raducanu, sicurezza rafforzata con cinque guardie del corpo a Indian Wells

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(Adnkronos) – Sicurezza rafforzata per Emma Raducanu.Dopo quanto accaduto a Dubai (la britannica era scoppiata in lacrime in campo perché seguita da uno stalker, presente in tribuna), la Wta ha deciso che a Indian Wells la tennista sarà accompagnata da cinque guardie del corpo, scelte da un ex agente dei servizi segreti.

A riportarlo è il Times.  Emma Raducanu era scoppiata in lacrime nel torneo di Dubai.Durante il match, poi perso 7-6 (8-6), 6-4, contro Karolina Muchova, valido per il secondo turno del Wta 1000, Raducanu si era fermata dopo aver visto sugli spalti un uomo che il giorno prima si era avvicinato a lei con un comportamento ossessivo.

La tennista era andata subito a parlarne con l'arbitro, piangendo e nascondendosi dietro al giudice di sedia.Avvertita la sicurezza, lo stalker era stato poi allontanato e bandito da tutti i tornei dalla Wta.  Lo stalker aveva seguito la campionessa britannica per quattro tornei: Singapore, Abu Dhabi, Doha e proprio Dubai.

Per Bob Campbell, vice-direttore della sicurezza Wta, l'obiettivo è ora convincere Emma Raducanu (nel frattempo rientrata nel Regno Unito) a tornare sui campi.A cominciare da Indian Wells, con provvedimenti per rafforzare la sua sicurezza.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vespa alla Link: “Con mia lectio magistralis racconto deliri dei dittatori”

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(Adnkronos) – “La mia lectio magistralis si intitola 'Il delirio dei dittatori e la storia che torna'.Sono partito da lontano, da Mussolini e Hitler che a un certo punto hanno perso il senso della realtà, trascinando l'Italia, l'Europa e anche il mondo in una guerra devastante, arrivando a Putin, che, con la stessa logica con la quale Hitler cominciò ad occupare l'Europa orientale, ha occupato l'Ucraina e non vuole restituirla”.

Con queste dichiarazioni, Bruno Vespa, giornalista e saggista, è intervenuto nel corso dell’evento di apertura dell’anno accademico 2024-2025 dell’Università degli studi Link, durante il quale ha letto la sua lectio magistralis.  Cronista radiofonico per la Rai già nel 1962, volto iconico del giornalismo televisivo per generazioni di italiani, Vespa è anche un apprezzato saggista e autore di decine di volumi, dedicati in gran parte alla storia del Novecento e all’analisi dell’attualità politica e sociale.Per la prima volta viene affidato a un giornalista il compito di aprire l’anno accademico di un’università italiana con una sua lectio magistralis: “È stato un grande onore per me, una bella esperienza”, spiega Vespa.  Un rapporto, quello tra Bruno Vespa e la Link University, nato da molto tempo: “Sono venuto qui tanti anni fa, quando era già così grande e così importante.

Ero amico di Franco Frattini, al quale è dedicata l'Aula Magna. È stata una bella opportunità”, conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mostre, a Roma la seconda tappa italiana di ‘Picasso lo straniero’

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(Adnkronos) – Organizzata da Fondazione Roma con Marsilio Arte, 'Picasso lo straniero' apre al Museo del Corso – Polo Museale dal 27 febbraio 2025 ed è realizzata grazie alla collaborazione con il Musée national Picasso-Paris (Mnpp), principale prestatore, il Palais de la Porte Dorée con il Musée national de l’histoire de l’immigration, il Museu Picasso Barcelona, il Musée Picasso di Antibes, il Musée Magnelli – Musée de la céramique di Vallauris e importanti e storiche collezioni private europee.L’idea originale del progetto è nata da Annie Cohen-Solal, curatrice della mostra con un intervento di Johan Popelard del Musée national Picasso-Paris.

Picasso lo straniero presenta più di 100 opere dell’artista, oltre a documenti, fotografie, lettere e video: un progetto che si arricchisce – per la seconda tappa italiana dopo Palazzo Reale di Milano e Palazzo Te a Mantova – di un nucleo di opere inedite, selezionate dalla curatrice esclusivamente per il percorso espositivo del Museo del Corso – Polo Museale. “Picasso lo straniero è la prima, grande mostra temporanea che il Museo del Corso – Polo museale ospita dalla sua inaugurazione.Si tratta di un'esposizione di grande prestigio, con una risonanza internazionale, ed essere stati scelti per ospitarla è segno di grande riconoscimento e lustro per il nostro spazio museale.” commenta Franco Parasassi, presidente di Fondazione Roma.  “Nei pochi mesi trascorsi dall’inaugurazione il Museo del Corso – Polo museale è stato capace di imporsi nel panorama culturale della capitale come uno dei principali spazi artistici della città, non solo con le mostre di Chagall e Picasso a Palazzo Cipolla, ma anche con la Collezione permanente e l’Archivio storico di Palazzo Sciarra che stanno riscuotendo un successo di pubblico fuori da ogni previsione.

Tutto questo ci rende profondamente orgogliosi ed è il segno che stiamo lavorando nella giusta direzione, anche per perseguire l'obiettivo che Fondazione Roma si è imposta: essere mecenati di cultura e bellezza, in uno spazio aperto, inclusivo, ricco di storia, sempre al servizio delle persone", conclude il presidente.Pablo Picasso, nato nel 1881 a Málaga in Spagna, si stabilisce a Parigi definitivamente nel 1904.

Anche se la Francia lo ospiterà fino alla sua morte e la sua fama crescerà oltre i confini nazionali, l’artista non otterrà mai la cittadinanza francese: la mostra segue la traiettoria estetica e politica di Picasso, per illustrare come l’artista abbia costruito la propria identità vivendo nella difficile condizione di immigrato.  “Su Picasso è stato scritto tutto, si direbbe.Nessun artista ha suscitato altrettanti dibattiti, controversie, passioni.

Ma quanti sanno quali ostacoli il giovane genio ha dovuto affrontare quando è arrivato a Parigi per la prima volta, nel 1900, senza sapere una parola di francese?E come ha fatto a orientarsi nella metropoli moderna, la città tentacolare in preda a forti tensioni sociali?

Perché, nel 1914, settecento dei suoi più bei dipinti cubisti sono stati confiscati e, successivamente, venduti all’asta?Perché, nel 1940, mentre è ormai amato e rispettato nel mondo intero, la richiesta di naturalizzazione che ha inoltrato in Francia viene respinta?

Queste domande insieme a molte altre domande, finora lasciate senza risposta, vengono affrontate e risolte in questa mostra per la prima volta", ” scrive Annie Cohen-Solal curatrice e autrice di Picasso.Una vita da straniero (Prix Femina Essai, 2021), libro pluripremiato, tradotto in tutto il mondo e pubblicato in Italia da Marsilio Editori.  L’esposizione è nata proprio dalla ricerca illustrata nel volume, iniziata nel 2015 e durata più di sette anni, che racconta proprio la storia del 'paradosso Picasso'.

Il percorso cronologico della mostra, arricchito dai prestiti di importanti musei e collezioni private europee, è quindi un modo per approfondire ulteriormente come l’artista, maestro dell’arte del Novecento, si sia affermato, straniero in Francia, e abbia imposto le sue rivoluzioni estetiche con una lettura, quella della curatrice, radicalmente contemporanea. Saranno poi esposti alcuni inediti assoluti tra cui 'Bosco su un versante montano', un olio su tela montata su tavola dipinto nel 1899 e proveniente dal Museo Picasso di Barcellona e 'Al Ristorante' del 1900, da una collezione privata: due opere che illustrano in modo lampante il cambio di prospettiva del giovane Pablo, quando lascia Barcellona per Parigi. 'Picasso lo straniero', che chiuderà il 29 giugno 2025 è stata realizzata anche grazie al supporto di Bper Banca, sponsor.Serena Morgagni, Responsabile della Direzione Communication commenta: “Questa mostra è un tassello prezioso dell’impegno di Bper per la promozione di arte e cultura nei territori a favore delle comunità che li vivono.

Sono molteplici le iniziative che supportiamo: tra le ultime ci sono le mostre di Picasso e di Casorati a Milano, con Arte Fiera abbiamo portato gli autori contemporanei a Bologna.Ora siamo nella Capitale, insieme a Fondazione Roma e Marsilio Arte, per offrire anche qui questo percorso espositivo inedito e di grande valore di uno dei più grandi protagonisti della storia della pittura”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bertolucci: “Sinner tornerà più forte e con un servizio migliore”

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner, fuori dai tornei per la sospensione legata al caso doping, sta per riprendere gli allenamenti sulla terra rossa del Monte Carlo Country Club e all'inizio "farà dei lavori a blocchi perché tre mesi così un tennista non li ha mai avuti, se non a causa di infortuni".Paolo Bertolucci, ex capitano azzurro di Coppa Davis, ipotizza con l'Adnkronos quale potrà essere il percorso del numero 1 Atp fino al rientro agli Internazionali di Roma. "Tre mesi di pausa sono una cosa assolutamente nuova, quindi credo che dalla prossima settimana lui riprenderà ad allenarsi ma farà almeno due settimane a secco senza tennis", dice.  Per Bertolucci,
Sinner ripartirà senza racchetta
: "Praticamente sì, forse farà qualcosa solo per il servizio ma da fermo e poi pian piano riprenderà, all'inizio presumo che giocherà anche con dei ragazzi di lì, con l'allenatore e tutto il team.

E poi basta che metti due persone da una parte e lui da solo dall'altra e all'inizio puoi tranquillamente allenarti in quella maniera: non è facile trovare uno che possa reggere la spinta del numero uno del mondo.Ne metti due dall'altra parte, che giocano praticamente da fermo, e allora a quel punto è un po' più facile, lo si fa spesso quando non si riesce a trovare avversari all'altezza.

Così invece diventa un allenamento piuttosto competitivo".  Bertolucci poi precisa: "Andando avanti, non so se troverà anche qualche giocatore che ha appena smesso.Insomma un sistema si trova, non è un problema, credo che sia importante variare molto per evitare la noia.

La monotonia è secondo me la cosa più difficile da affrontare e quella che può dare più problemi, per il resto penso che non ce ne siano proprio".  Bertolucci spiega che Sinner lavorerà molto in palestra: "Le prime due settimane sì, molto lavoro fisico fuori campo.Poi alternerà, farà una sessione di tennis e una di preparazione, qualcosa verrà alternato.

Conoscendolo sarà alla ricerca di un miglioramento continuo, certo i margini di miglioramento quando sei numero uno del mondo sono risicati, non è che ci sono degli spazi enormi, però si può sempre migliorare e lui sicuramente lo farà.Al ritorno in campo servirà meglio rispetto a prima, poco ma sicuro". Sullo stop di Sinner è intervenuto all'Adnkronos anche l'ex azzurro di Coppa Davis Stefano Pescosolido: "Lo stop non influirà sul rendimento, non dico che tornerà più forte visto che è già il numero uno ma riprenderà senza problemi.

Tre mesi non sono tantissimi, all'inizio curerà molto la parte atletica e poi dal 13 aprile quando potrà allenarsi con altri professionisti metterà a punto la parte tecnica.A Roma vedremo un Sinner pronto a giocarsi il titolo.

Il lavoro che farà nelle prossime settimana sarà importante anche per avere una base che gli consentirà tenere al meglio fisicamente fino alla fine dell'anno.Questa pausa che ovviamente sarebbe stato meglio non ci fosse, potrebbe rivelarsi perfino un vantaggio".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pompei, scoperto grande affresco sul culto di Dioniso

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(Adnkronos) – A più di 100 anni dalla scoperta della villa dei Misteri, un nuovo grande affresco getta luce sui misteri di Dioniso nel mondo classico.In una grande sala per banchetti, scavata in queste settimane nell’area centrale di Pompei, nell’insula 10 della Regio IX, è emerso un fregio a dimensioni quasi reali, ovvero una “megalografia” (dal greco "dipinto grande"- ciclo di pitture a grandi figure), che gira intorno a tre lati dell’ambiente; il quarto era aperto sul giardino.  Il fregio mostra il corteo di Dioniso, dio del vino: baccanti rappresentate come danzatrici, ma anche come cacciatrici feroci, con un capretto sgozzato sulle spalle o con una spada e le interiora di un animale nelle mani; giovani satiri con le orecchie appuntite che suonano il doppio flauto, mentre un altro compie un sacrificio di vino (libagione) in stile acrobatico, versando dietro le proprie spalle un getto di vino da un corno potorio (usato per bere) in una patera (coppa bassa).  Al centro della composizione c’è una donna con un vecchio sileno che impugna una torcia: si tratta di una inizianda, vale a dire una donna mortale che, tramite un rituale notturno, sta per essere iniziata nei misteri di Dioniso, il dio che muore e rinasce, promettendo altrettanto ai suoi seguaci.

Gli archeologi hanno battezzato la dimora con il fregio “casa del Tiaso”, con riferimento al corteo di Dioniso.Nell’antichità esistevano una serie di culti, tra cui quello di Dioniso, che erano accessibili solo a chi compiva un rituale di iniziazione, come suggerito nel fregio di Pompei.

Tali culti si chiamavano “misterici”, perché solo gli iniziati potevano conoscerne i segreti.Spesso erano legati alla promessa di una nuova vita beata, sia in questo mondo sia in quello dell’oltretomba.  Il fregio scoperto a Pompei è attribuibile al II Stile della pittura pompeiana, che risale al I sec.

a.C.Più precisamente, il fregio può essere datato agli anni 40-30 a.C.

Questo significa che nel momento dell’eruzione del Vesuvio, che seppellì Pompei nel 79 d.C.sotto lapilli e ceneri, il fregio dionisiaco era già vecchio di circa un secolo.

L’unico altro esempio di una megalografia con rappresentazioni di simili rituali è il fregio detto “dei Misteri” nella omonima villa fuori le porte di Pompei, anche esso in II Stile pompeiano.Il nuovo fregio trovato a Pompei, rispetto alla villa dei Misteri aggiunge un altro tema all’immaginario dei rituali iniziatici di Dioniso: la caccia, che viene evocata non solo dalle baccanti cacciatrici, ma anche da un secondo, più piccolo fregio che corre al di sopra di quello con baccanti e satiri: qui sono raffigurati animali vivi e morti, tra cui un cerbiatto e un cinghiale appena sventrato, galli, uccelli vari, ma anche pesci e molluschi. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Report Manageritalia: donne manager +5,1% nell’ultimo anno, +101% dal 2008

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(Adnkronos) – Cresce la managerialità italiana nel settore privato +2,6% nel 2023 secondo il report elaborato da Manageritalia sugli ultimi dati ufficiali disponibili dall’Inps.Un aumento dovuta principalmente alla componente femminile con un incremento del 5,1% delle donne e dell’1,9% degli uomini.

Si conferma, quindi, la forte e nota rincorsa verso la parità delle donne dirigenti, cresciute del 101,5% dal 2008 al 2023 (-2,8% gli uomini e +9,6% il totale dirigenti) e oggi pari al 21,9% del totale (21,4% nel 2022, 20,5% nel 2021 e 19,1% nel 2020). “Il costante avanzamento della managerialità in Italia, con un aumento del 5% nel 2023, e in particolare quella femminile, che ha registrato un incremento del 101,5% dal 2008 al 2023, dimostrano chiaramente come la rincorsa sia in atto, ma ci sia ancora tanto da fare per dare le giuste opportunità anche alle donne nel mondo del lavoro e nel management aziendale”, afferma Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, che prosegue: ”La strada è tracciata: non dobbiamo fermarci né tornare indietro, ma affermare con ancora più impegno e dedizione scelte e azioni che portino a una vera parità di genere.L'inclusione femminile è nell'interesse delle imprese, del mercato e della società in cui viviamo.

Un mondo in cui anche le donne sono protagoniste è senza dubbio una realtà migliore". Per Cristina Mezzanotte, coordinatrice area Dei di Manageritalia, "la rincorsa delle donne verso la parità è in corso, ma c’è ancora tanto da fare". "Ancor più – rimarca – c’è da fare per arrivare a un’inclusione vera che valorizzi tutti uomini e donne, giovani e senior, culture ed etnie diverse, nonché ogni diversa abilità.Come dovrebbe ormai essere chiaro a tutti, non si deve farlo per buonismo, piuttosto per equità, ma ancor più perché i dati dimostrano che l’inclusione e la valorizzazione delle diversità portano valore e danno alle aziende più benessere e più risultati in termini di produttività, fatturati e capacità di crescita.

In questo i manager, dove ci sono, hanno un ruolo determinante per mettere a terra e in sinergia questi valori e farne un fattore competitivo e vincente.Un modo per convincere tutti della bontà, anche economica, di questo cambio prima di tutto culturale che può trovare nel mondo del lavoro il punto di partenza per ampliarsi a famiglia e società”. L’incremento dei manager, e in particolar modo della componente femminile, è visibile in tutti gli ambiti economici italiani.

Da notare che le donne sono percentualmente molto più presenti nel terziario (25,8%) rispetto all’industria (16,5%).A crescere di più nell’ultimo anno e in generale nel periodo considerato sono comparti quali Attività professionali (11,2%), Costruzioni (8,3%) e Attività di alloggio e ristorazione (5,3%) e Trasporto e magazzinaggio (4,5%).

Il terziario privato è di gran lunga il settore più rosa, basti pensare che nella Sanità e assistenza sociale le donne dirigenti (52,3%) superano i colleghi e sono il 34,4% nell’Istruzione, il 28,4% nelle Altre attività di servizi.  Analizzando la distribuzione geografica, si può notate come nella classifica delle province più rosa, Milano prevale nettamente con 10.987 donne dirigenti, seguita da Roma (5.659) e Torino (1.469).Ai primi dieci posti solo province del Nord. Nel complesso, il report donne di numeri di Manageritalia dimostra chiaramente che, proprio in tempo di crisi, imprenditori e aziende hanno capito che senza managerialità non si cresce e non si compete e non si superano ostacoli e difficoltà.

In tutto questo, pare ormai acclarato che la managerialità, anche femminile, è determinante per competere e crescere nei mercati ormai globali. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump vuole fare soldi con la Russia, anche con i permessi di soggiorno ‘gold’ agli oligarchi

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(Adnkronos) – Fare soldi con la fine della guerra in Ucraina, vedi l’accordo sulle terre rare, e fari soldi anche con i nuovi rapporti con la Russia.L’idea di Donald Trump, in attesa che le imprese americane possano tornare a fare affari con Mosca con la fine del conflitto, riguarda anche il mercato dei permessi di soggiorno.

Il Tycoon ha svelato i piani per vendere 'gold card' al prezzo di 5 milioni di dollari ciascuna e ha subito detto di essere pronto a fare degli oligarchi russi suoi clienti privilegiati.Le vendite inizieranno tra circa due settimane. "Saremo in grado di vendere forse un milione di queste carte.

Abbiamo risolto tutto da un punto di vista legale", ha spiegato, senza sottrarsi a una domanda diretta sui paperoni della corte di Vladimir Putin: “Conosco alcuni oligarchi russi che sono persone molto simpatiche.Non sono più ricchi come una volta ma penso che possano permettersi 5 milioni di dollari". Intanto, procede il confronto diplomatico fra i Funzionari russi e americani.

Si incontreranno domani a Istanbul per discutere del lavoro delle rispettive rappresentanze diplomatiche, ha annunciato Serghei Lavrov, citato dall'agenzia Ria Novosti.Il ministro degli esteri russo ha anche insistito sulla propaganda in chiave anti Europa. "Quando gli equilibri politici sull'Ucraina cambiano, come è evidente dal voto nelle Nazioni Unite, l'Europa cerca immediatamente di sabotare questa tendenza, annunciando nuovi grandi pacchetti di aiuti militari a Kiev, incitandola a continuare a combattere", ha detto Lavrov, citato dall'agenzia Tass, durante una visita in Qatar. A irritare Mosca, stando alla ricostruzione di parte, anche il tema dell’invio di soldati europei a difesa di Kiev, in una logica di peacekeeping.

Anche su questo fronte, stessa interpretazione.Lo sforzo di Francia e Germania "serve solo ad alimentare ulteriormente il conflitto". Sul fronte europeo, si continua a lavorare per fare passi in avanti sul piano della difesa comune.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha scritto su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa che oggi ha convocato una videoconferenza con i Ventisette, “ha riportato ai leader dell'Ue i contenuti del suo incontro con il presidente americano, Donald Trump, all'inizio di questa settimana a Washington.E su queste basi si prepara il Consiglio europeo straordinario del 6 marzo, dove prenderemo decisioni sul nostro sostegno all'Ucraina e sul rafforzamento della difesa europea".  Centrale resta il nodo delle risorse necessarie per finanziare le spese militari che servono.

Tanto che la cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves, il ministro dell’Economia del governo britannico guidato da Keir Starmer, ha lanciato un appello dalle pagine del quotidiano filo-Tory Daily Telegraph ai Paesi europei affinché seguano l'esempio del Regno Unito e aumentino le spese per la difesa.L'appello arriva dopo che ieri alla Camera dei Comuni il premier Starmer aveva annunciato l'incremento delle spese militari al 2,5% del Pil dal 2027 parlando di "momento storico" per il Paese e gli alleati chiamati ad affrontare la sempre più forte minaccia rappresentata dalla Russia di Vladimir Putin e le sfide legate al conflitto in Ucraina. Tutto questo assume rilevanza in vista del vertice di Londra del fine settimana.

Come spiega con chiarezza il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani. “Nel fine settimana ci sarà questo vertice a Londra, al quale parteciperà il presidente del Consiglio italiano, per discutere di una difesa europea che è ormai diventata indispensabile.L'Europa, che fa parte della Nato, non può pensare di essere difesa sempre solo dagli Stati Uniti, deve provvedere a se stessa.

Noi dobbiamo fare di più per la nostra difesa".Tajani indica anche quale può essere la strada da seguire.

L'Europa "spende male" le sue risorse per la difesa, "ci sono troppi doppioni", dice, sottolineando la necessità di "avere anche dei bond europei cioè un fondo europeo per favorire la crescita della difesa". Il passaggio chiave resta, ovviamente, una soluzione il più possibile ‘giusta’ della guerra in Ucraina.Un concetto opinabile e che ogni parte in gioco può forzare a proprio vantaggio ma che dovrà prendere in considerazione le richieste di Kiev.

Prova a mettere un punto fermo il presidente ucraina Volodymyr Zelensky. "L'integrità territoriale, la sovranità e la sicurezza dell'Ucraina non sono e non saranno soggette ad alcun compromesso”, dice, celebrando il Giorno della Resistenza della Crimea che cade oggi, 26 febbraio.Proprio la sorte della Crimea, occupata 11 anni fa dalla Russia, sta però a testimoniare quanto possa essere difficile chiudere la guerra riconsegnando all’Ucraina
i confini precedenti al 24 febbraio 2022
. (Di Fabio Insenga)  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pozzolo: “Espulso da FdI? Non so nulla, ma da sospensione non ho rinnovato tessera”

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(Adnkronos) – "Sono stupito, oggi vengo espulso e non ne so nulla, ieri mi attribuiscono un voto in Senato, mentre non ero a Roma…insomma, la stampa italiana mi pare particolarmente creativa, anche un po' in stile propaganda sovietica…".

Interpellato dall'Adnkronos, il deputato Emanuele Pozzolo, già sospeso dal gruppo della Camera di Fdi, a seguito della vicenda dello sparo esploso a Capodanno del 2024 nella pro loco a Rosazza, nel Biellesem smentisce quanto si legge oggi sul Foglio, che parla di sua espulsione dal partito.  "Magari mi hanno mandato un piccione viaggiatore, ma ancora non è arrivato…", continua con ironia.Ma lei è ancora iscritto a Fdi? "Io sono una persona seria, nel momento in cui il leader del partito decide di sospendermi, non mi sono messo certo a rinnovare la tessera", risponde serio.

Questo spiegherebbe dunque il giallo, il decreto di espulsione non ci sarebbe, perché Pozzolo non è iscritto al partito.La sua situazione, viene confermato dal partito, era al vaglio, perché di fatto è fuori dal partito, dopo la sospensione, ma il deputato non ha attualmente la tessera di Fdi, quindi 'tecnicamente' non può essere allontanato. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner pronto a ripartire: si allenerà a Montecarlo per gli Internazionali di Roma

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner è pronto a ripartire.A dieci giorni dall'accordo con la Wada sui tre mesi di sospensione per il caso Clostebol e dopo essersi ritemprato nella sua Sesto Pusteria, il fuoriclasse azzurro tornerà nel prossimo fine settimana agli allenamenti.

Per preparare al meglio il ritorno in campo agli Internazionali di Roma.  
Fino al 13 aprile, quando potrà tornare all'attività di allenamento ufficiale, il numero 1 al mondo lavorerà sui campi in terra battuta del Monte-Carlo Country Club.Il circolo monegasco è un club privato: allenandosi in quelle strutture, frequentate abitualmente, Jannik non infrangerà così l’articolo 10.14.2 del Codice della Wada (che prevede che l'atleta sospeso possa allenarsi, ma non in un luogo collegato a un’associazione nazionale, all’Atp, all’Itf, alla Wta o ai tornei del Grande Slam). 
Montecarlo sarà la sua base almeno fino al 5 aprile, quando inizierà il Masters 1000 che si concluderà il 13.

In quei giorni, Sinner si sposterà con ogni probabilità a Marbella in Spagna.Al suo fianco ci saranno il coach Simone Vagnozzi, il preparatore atletico Marco Panichi e il fisioterapista Ulises Badio. A loro il compito di mettere a punto il numero uno del mondo da punto di vista tecnico e fisico, con l'obiettivo di tornare subito a vincere sulla terra rossa degli Internazionali di Roma e del Roland Garros. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manfredi: La Juve Stabia è una squadra giovane ed incredibile. Sarebbe bello poter scrivere delle Vespe in A

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Carlo Manfredi, giornalista, scrittore ed ex calciatore, è stato protagonista di un intervento appassionato e ricco di spunti durante l’ultima puntata del Juve Stabia Talk Show, il programma che ogni giovedì sera infiamma i canali social di Vivicentro.it con dibattiti e approfondimenti sul mondo delle Vespe. L’ex calciatore, noto per la sua versatilità in campo e per aver calcato i campi di gioco in diverse categorie, ha offerto una panoramica lucida e affascinante sul calcio di ieri e di oggi, con un occhio di riguardo speciale per la Juve Stabia e il suo sorprendente percorso.

Manfredi ha iniziato la sua disamina partendo da un punto cruciale nel calcio moderno: la fisicità. “A grandi livelli, è il fisico a fare la differenza”, ha sentenziato, sottolineando come la preparazione atletica e la potenza fisica siano diventati elementi imprescindibili per competere ai vertici. Un concetto che deriva dalla sua stessa esperienza di calciatore  poliedrico (soprattutto con la maglia del Foligno), capace di ricoprire “tutti i ruoli del centrocampo”, dimostrando una duttilità tattica che lo ha reso un elemento prezioso per le squadre in cui ha militato.

Inevitabile, nel suo racconto, è stato il riferimento a un maestro del calcio come Sacchi. “Sacchi per me rappresentava la bellezza del gioco del calcio”, ha confessato Manfredi, evocando un’epoca in cui la tattica e l’estetica del gioco avevano un peso preponderante. Un velo di nostalgia traspare nelle sue parole quando confronta il calcio di ieri con quello attuale, dominato dalla tecnologia. “La tecnologia oggi sembra averci surclassato”, afferma, quasi a voler rimarcare come l’iper-tecnologizzazione del calcio abbia in parte oscurato l’aspetto umano e istintivo del gioco. Eppure, proprio nel ricordo del passato, Manfredi ritrova un valore fondamentale: la “selezione naturale”. “Quando giocavo io c’era la selezione naturale per decidere chi andava avanti e chi no”, spiega, sottolineando come un tempo fosse il campo a decretare il valore di un giocatore, in un processo di crescita organico e meritocratico.

Nonostante il passare degli anni, Manfredi dimostra di aver mantenuto vivi i legami con il mondo del calcio. “Ho cercato di non disperdere tutti i contatti che ho”, rivela, citando con affetto mister Celardo, definito un “allenatore eccezionale”. Un aneddoto pittoresco emerge dal suo racconto, un ricordo legato indissolubilmente al territorio e al centro sportivo di Rovigliano: “Ricordo i palloni che finivano nel fiume Sarno con il magazziniere che con il retino cercava di recuperarli, ma non riusciva a riprenderli tutti”, un’immagine che evoca un calcio più genuino, legato alla passione popolare e ai campi di periferia.

Il discorso di Manfredi si sposta poi su un tema a lui caro: la memoria storica. “Stabia e Siracusa? Molti giovani hanno dimenticato la storia. Non possono far finire la memoria, è quella che ci distingue!”, esclama con veemenza. Un appello accorato a non dimenticare le radici, i valori e le tradizioni che hanno reso grande il calcio e le comunità che lo vivono con passione. E proprio in questo contesto si inserisce il suo sogno, quasi una promessa: “Magari un giorno potessi scrivere un libro sulla Juve Stabia in Serie A”. Un desiderio che va oltre la semplice ambizione letteraria, ma che si configura come un vero e proprio atto d’amore verso la squadra e la città.

Carlo Manfredi ci presenta la sua ultima opera “Il Calcio in Riva al Mare” che ha iniziato a scrivere durante il lockdown percorrendo con la memoria la sua esperienza al centro sportivo di Rovigliano. Centro che ha visto muovere i primi calci a tanti calciatori del passato che poi hanno avuto carriere più o meno importanti: come Salvatore Di Somma, Mimmo Izzo, Rodrigo Ghiandi, lo stesso Carlo Manfredi e tantissimi altri.

Dopo alcune parole sul suo libro Manfredi ha voluto fare un elogio all’attuale Mister della Juve Stabia, Guido Pagliuca. “Il team di Pagliuca è una squadra incredibile, giovane che ha un budget inferiore a tante altre di B”, sottolinea con ammirazione. Un complimento che va dritto al cuore del progetto gialloblù, basato sulla valorizzazione dei giovani talenti e su un gioco propositivo e coraggioso, nonostante le risorse economiche limitate. “E’ il gioco che fa grande i calciatori e in questo mister Pagliuca è stato bravissimo”, ribadisce Manfredi, convinto che siano le idee, la tattica e la qualità del gioco collettivo a fare la differenza, più che i singoli investimenti milionari. “La differenza, ripeto, la fa anche il fisico e la preparazione”, aggiunge, ritornando sul tema iniziale della fisicità, ma integrandola in un contesto più ampio, dove la preparazione atletica è al servizio del gioco e dell’intelligenza tattica.

Un sorriso affiora sul volto di Manfredi quando parla del Direttore Sportivo della Juve Stabia. “Il DS è un vero e proprio ragazzino che ho avuto il piacere di conoscere al Menti in occasione della conferenza pre partita con il Cosenza”, confessa con un tono tra l’ironico e l’ammirato, quasi sorpreso dalla giovane età di una figura così centrale nella gestione della squadra. Infine, una chiusura sorprendente, un parallelismo inatteso che racchiude in sé la bellezza e la capacità dello sport di superare ogni confine ideologico e storico. “Fa sorridere pensare che Castellammare da Stalingrado rossa che ha onorato la Resistenza abbia tra le fila della propria squadra un Mussolini, ma lo sport supera qualsiasi barriera e questo è giusto”. Un’affermazione che sigilla l’intervento di Manfredi con un messaggio potente: il calcio, con la sua passione e la sua capacità di unire le persone, è un linguaggio universale che va oltre le divisioni politiche e sociali. E chissà, magari un giorno, potremo davvero leggere quel libro sulla Juve Stabia in Serie A, scritto da un testimone d’eccezione come Carlo Manfredi, innamorato del calcio e della magia delle Vespe.

Russia avverte: “Proposta su forze di peacekeeping Ue in Ucraina aggrava conflitto”

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(Adnkronos) – La Russia lancia l'avvertimento all'Ue sulle forze di peacekeeping Ue in Ucraina, definendola una proposta che potrebbe "aggravare" la guerra in corso.Mosca "non sta prendendo in considerazione alcuna opzione per l'invio di forze di peacekeeping europee in Ucraina" dopo l'eventuale accordo di pace, ha infatti spiegato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in una conferenza stampa al termine dei colloqui di Doha, sottolineando quindi che l'approccio imposto dagli europei, in particolare Francia e Gran Bretagna, è volto ad aggravare ulteriormente il conflitto e a reprimere qualsiasi tentativo di sedarlo. "Macron ha parlato a Washington della necessità di un cessate il fuoco urgente, dell'introduzione di forze di peacekeeping, e poi, presumibilmente, parleremo di territori, del destino delle persone, di altri principi di insediamento.

Questo è un inganno.Non si può andare per un accordo che mira a raggiungere un unico obiettivo: pompare di nuovo l'Ucraina di armi", ha sottolineato Lavrov, escludendo, inoltre, la possibilità di congelare il conflitto in Ucraina lungo la linea di contatto: "Questo non accadrà, abbiamo una Costituzione", ha spiegato il ministro degli Esteri. Due team di diplomatici russi e statunitensi si incontreranno intanto domani a Istanbul per discutere dei “problemi sistemici” nel funzionamento delle ambasciate dei due Paesi, ha annunciato quindi il ministro degli Esteri. "Tale incontro avrà luogo domani a Istanbul.

Penso che i suoi risultati mostreranno quanto velocemente ed efficacemente possiamo andare avanti", ha detto Lavrov. Al ruolo dell'Europa ha fatto riferimento più volte, negli ultimi giorni, anche Donald Trump.Il presidente degli Stati Uniti, che lunedì ha ricevuto il presidente francese Emmanuel Macron, rispondendo alle domande dei cronisti ha affermato che "per Vladimir Putin non c'è nessun problema" in relazione alla presenza di truppe europee in Ucraina dopo la fine della guerra. "Gli ho fatto una domanda specifica", ha detto Trump lunedì.

Ieri, però, il presidente americano ha parzialmente corretto il tiro: "Un accordo andrà trovato", ha detto, evidenziando che la responsabilità sarà sostanzialmente tutta dei paesi europei. Il premier ucraino, Denys Shmyhal, ha intanto reso noto che Stati Uniti e Ucraina hanno raggiunto un accordo in base al quale Washington otterrà le risorse minerarie ucraine in cambio di pagamenti per il sostegno militare nella guerra di Kiev contro la Russia.Lo riporta il Guardian.  "Si tratta di un accordo preliminare che prevede la creazione di un fondo di investimento per la ricostruzione dell'Ucraina, dove Ucraina e Stati Uniti gestiranno e finanzieranno congiuntamente il fondo a parità di condizioni – ha spiegato il premier – Questo accordo è direttamente legato alle garanzie di sicurezza.

Né il presidente né il governo lo considereranno separatamente dalle garanzie di sicurezza per l'Ucraina".Il governo ucraino esaminerà già oggi il testo dell'accordo, ha aggiunto il Shmyhal. Il presidente americano, Donald Trump, aveva dichiarato di aspettarsi una viaggio a Washington da parte di Volodymyr Zelensky per firmare un accordo.

La settimana scorsa Trump aveva definito il leader ucraino un “dittatore”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)