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Juve Stabia – Cittadella, Alessandro Dal Canto: “La Juve Stabia è forte ma noi ci abbiamo creduto di più”

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Il Cittadella conquista tre punti fondamentali in trasferta, battendo la Juve Stabia in un match combattuto e ricco di emozioni. Al termine della gara, il tecnico granata Alessandro Dal Canto ha analizzato la prestazione dei suoi ragazzi in conferenza stampa, sottolineando la difficoltà della sfida e il valore della vittoria.

“Venivamo da due sconfitte consecutive e avevamo bisogno di una reazione”, ha esordito Dal Canto. “La Juve Stabia è una squadra forte, che sta facendo un ottimo campionato, e giocare in questo stadio non è mai facile. L’ambiente è caldo e i nostri avversari sono partiti subito forte, mettendoci in difficoltà”.

Il tecnico ha poi evidenziato i problemi che la sua squadra ha avuto in casa nella stagione precedente, e che ancora si ripercuotono a livello mentale sui giocatori: “La squadra ha faticato molto a vincere in casa nella scorsa stagione, e questo problema sembra persistere. A volte, i ragazzi si fanno prendere dalla paura e vedono fantasmi dove non ci sono. Noi cerchiamo di mantenere lo stesso atteggiamento sia in casa che in trasferta, ma il calcio è cambiato e tutte le squadre sono aggressive su ogni campo”.

Nonostante le difficoltà, il Cittadella ha dimostrato grande carattere e determinazione, riuscendo a ribaltare il risultato e a portare a casa la vittoria. “Siamo una squadra che lotta sempre, che non molla mai”, ha dichiarato Dal Canto. “Oggi abbiamo affrontato una squadra con una mentalità simile alla nostra, e la partita è stata decisa dagli episodi. Potevamo segnare dopo 20 secondi con Okwonkwo, ma nel calcio non sempre ci sono spiegazioni logiche”.

Il tecnico ha poi risposto alle domande sulla fisicità della sua squadra, sottolineando che il Cittadella non ha una struttura fisica imponente come altre squadre, ma compensa con agonismo, temperamento e corsa. “Cerchiamo di arrivare al gol in altri modi, attaccando la profondità”, ha spiegato Dal Canto. “Va bene così, siamo una squadra che lotta sempre”.

Infine, Dal Canto ha espresso la sua soddisfazione per la vittoria, che permette al Cittadella di tornare a casa con il sorriso dopo due sconfitte consecutive. “Siamo felici di aver conquistato questi tre punti”, ha concluso il tecnico. “Era importante reagire dopo le ultime due partite, e i ragazzi hanno dimostrato di avere carattere e determinazione”.

Juve Stabia – Cittadella, Buglio: “Non cerchiamo alibi, ma analizziamo gli errori. Loro più cinici, noi meno”

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Al termine della partita che ha visto la Juve Stabia soccombere contro il Cittadella, il capitano dei gialloblù, Davide Buglio, ha rilasciato alcune dichiarazioni analizzando la prestazione della sua squadra.  Il centrocampista stabiese ha espresso il suo pensiero sulla gara, focalizzandosi sull’atteggiamento della squadra e sugli aspetti che, secondo lui, hanno determinato il risultato finale.Di seguito, riportiamo le parole di Davide Buglio:

“Non mi piace parlare di episodi arbitrali, sono cose che non mi competono né voglio trovare alibi.

Pensiamo solo a quello che abbiamo fatto in campo.Sapevamo che sarebbe stata una partita sporca, di seconde palle ed episodi.

Abbiamo provato a metterla a posto ma loro hanno valorizzato appieno l’unico episodio favorevole, cosa che a noi non è riuscita.Analizzeremo la gara in settimana ma certamente non siamo felici di come è andata la gara.

Eravamo preparati sulla forza fisica del Cittadella e di come avremmo dovuto aggredirli ma non siamo riusciti a farlo.Loro sono stati evidentemente anche più cinici nel capitalizzare l’occasione giusta.

Dalle parole del capitano Buglio traspare una certa amarezza per il risultato, ma anche la volontà di non cercare scuse o alibi esterni.Buglio evidenzia anche come la squadra non sia riuscita ad imporre il proprio gioco, nonostante la preparazione tattica mirata a contrastare la fisicità del Cittadella.  L’analisi proseguirà in settimana, con l’obiettivo di individuare gli errori commessi e ripartire con maggiore determinazione nelle prossime sfide.  Le parole del capitano suonano come un invito alla riflessione e al lavoro per migliorare, senza lasciarsi scoraggiare dal risultato negativo.

Juve Stabia, Pagliuca analizza la sconfitta: “Ritmo basso e poca fame, ora ripartiamo con umiltà”

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Dopo la sconfitta casalinga contro il Cittadella, il tecnico della Juve Stabia, Guido Pagliuca, si è presentato nella sala stampa del “Romeo Menti” per analizzare la prestazione della sua squadra. Le parole dell’allenatore hanno evidenziato una partita giocata sottotono dalle vespe, riconoscendo la maggiore determinazione degli avversari e la necessità di ritrovare la giusta umiltà per affrontare al meglio il finale di stagione.

Pagliuca ha subito esordito sottolineando il ritmo troppo basso imposto dalla sua squadra alla partita. “È stata una partita giocata sotto ritmo dalla Juve Stabia,” ha affermato l’allenatore, sottolineando come questo aspetto abbia influenzato negativamente la prestazione complessiva. Nonostante la sconfitta, Pagliuca ha invitato a un’interpretazione costruttiva del risultato: “Questa sconfitta va interpretata nella maniera giusta, assumendocene la responsabilità ma senza fare drammi e con la giusta attenzione.”

Un focus è stato dedicato all’inserimento di Dubickas, nuovo acquisto impiegato subito nel corso della ripresa. “Dubickas? Può ricoprire più ruoli e ci darà una mano come fatto oggi,” ha spiegato Pagliuca, evidenziando la versatilità del giocatore lituano. “Lo abbiamo inserito subito nella ripresa per sfruttare i cross e la sua fisicità ma poi non abbiamo occupato bene l’area come avremmo dovuto.”

L’allenatore ha poi ipotizzato un possibile condizionamento mentale legato alla recente sconfitta contro il Pisa: “Questa volta forse abbiamo pensato troppo a quello che era successo a Pisa sbagliando una partita importante per il nostro percorso.” Un errore di approccio che ha portato la squadra a non esprimersi al meglio in un momento cruciale del campionato. Da qui, l’appello a ritrovare l’umiltà: “Dobbiamo ripartire con la giusta umiltà perché ogni tanto forse la perdiamo e va ritrovata.”

Sul piano tattico, Pagliuca ha individuato la necessità di alzare l’intensità di gioco e aumentare la presenza offensiva: “Avremmo dovuto tenere i ritmi più alti e tenere una maggiore densità offensiva nella zona d’area di rigore del Cittadella.” Un’analisi lucida sulle lacune evidenziate in fase offensiva.

Riconoscendo i meriti degli avversari, Pagliuca ha ammesso: “Il Cittadella ha avuto più fame, questo è da riconoscere.” Una maggiore determinazione che ha fatto la differenza in campo. Al contrario, la Juve Stabia non è riuscita a creare sufficienti occasioni da gol: “Noi non abbiamo avuto tante occasioni da gol e non avremmo meritato di vincere ma probabilmente neanche di perderla come è andata poi alla fine.” Un risultato forse troppo severo, ma che riflette una prestazione al di sotto degli standard abituali: “Non abbiamo giocato sui nostri standard ma dobbiamo capire in fretta che nelle ultime dieci giornate il campionato di Serie B cambia radicalmente.”

L’allenatore ha concluso invitando la squadra a reagire prontamente: “Questa prestazione ci deve riportare sul nostro percorso, consapevoli che non è una partita totalmente da buttare ma da analizzare negli aspetti positivi e negativi.”

Papa Francesco, Vaticano: “Condizioni stabili, prognosi resta riservata”

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(Adnkronos) – "Le condizioni cliniche del Santo Padre sono rimaste stabili.Ha alternato la ventilazione meccanica non invasiva a lunghi periodi di ossigenoterapia ad alti flussi, mantenendo sempre una buona risposta agli scambi gassosi.

Il Santo Padre è apiretico e non mostra leucocitosi".Lo fa sapere il Vaticano aggiornando il bollettino medico sulle condizioni di salute di Papa Francesco ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli di Roma per una polmonite bilaterale.  "I parametri emodinamici si sono sempre mantenuti stabili; ha continuato ad alimentarsi e ha regolarmente effettuato la fisioterapia respiratoria, collaborando attivamente.

Non ha presentato episodi di broncospasmo", spiega ancora il bollettino. "Il Santo Padre è sempre vigile ed orientato.Nel pomeriggio ha ricevuto l’Eucarestia, quindi si è dedicato alla preghiera.

La prognosi rimane riservata", annota il bollettino. Il Papa non ha un'alimentazione endovenosa, si apprende da fonti vaticane che spiegano che il Pontefice può mangiare cibo solido.Le medesime fonti fanno sapere che il Pontefice può muoversi e camminare, ovviamente per quanto gli è possibile date le note difficoltà di deambulazione. Il Pontefice oggi, sempre a quanto si apprende da fonti vaticane, è andato nella cappellina vicina alla sua stanza al Gemelli per raccogliersi in preghiera per una ventina di minuti. Quella trascorsa è stata una notte "tranquilla" per il Pontefice, ha riferito stamattina il Vaticano.

La giornata di ieri è stata più complessa per il Papa come ricordava il bollettino medico diramato in serata.Intorno alle 14 di ieri pomeriggio, “dopo una mattinata trascorsa alternando la fisioterapia respiratoria alla preghiera in cappella, ha presentato una crisi isolata di broncospasmo che ha, tuttavia, determinato un episodio di vomito con inalazione e repentino peggioramento del quadro respiratorio.

Il Santo Padre è stato prontamente broncoaspirato ed ha iniziato la ventilazione meccanica non invasiva, con una buona risposta sugli scambi gassosi.Il Santo Padre è sempre rimasto vigile e orientato, collaborando alle manovre terapeutiche". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Cittadella (0-1): Le pagelle dei gialloblù

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Al termine di Juve Stabia – Cittadella finita con la vittoria dei veneti per uno a zero assegniamo i voti ai calciatori di casa.Questa la pagella completa:

Thiam 6: una partita strana per lui.

Perché nel primo tempo il Cittadella tira due solo volte e in una lo batte e l’altra prende la traversa.Nel secondo tempo sempre attento e preciso.

Ruggero 5: ci mette grinta con un paio di buoni interventi.

Ma nell’azione del gol non riesce a respingere be la palla. (Mosti 5: se entra in campo non si nota.Non aggiunge la qualità che si attendeva).

Varnier 4: recidivo sempre nello stesso tipo di errore.

Con la squadra proiettata in attacco non puoi tergiversare con il pallone tra i piedi.

Bellich 6: meno appariscente del solito, ma comunque il suo lo fa.Del terzetto difensivo è il migliore.

Mussolini 5.5: ha una buona occasione di testa ma la passa a Kastrati.

Non il solito pendolino sulla fascia destra. (Morachioli sv).

Buglio 5: che non sia la sua giornata lo si nota quando sparacchia un pallone lungo su una ripartenza.Sbaglia sempre la scelta in impostazione.

Leone 6.5: forse l’unica nota positiva di giornata. È l’unico a cercare una qualche geometria e a tentare di non sparare sempre la palla in attacco. (Meli sv).

Fortini 5.5: l’unica volta che riesce a sfoderare la sua corsa fa ammonire un avversario.

Nel resto della gara sempre bloccato dagli avversari.

Pierobon 5.5: l’unico squillo della sua partita è una conclusione a lato.Da trequartista non rende. (Dubickas 5: innesto che non dà nulla alla squadra.

Non vince nessun contrasto di testa e non aiuta la squadra).

Piscopo 5: nel primo tempo prova a fare qualcosa ma nella ripresa è capace di sbagliare ogni scelta possibile. (Sgarbi 5: ok non era al meglio e viene recuperato solo alla fine, ma a irritare è l’atteggiamento.Ha la stessa voglia di un cittadino qualsiasi nel pagare tasse extra).

Adorante 5: Pavan di testa lo annulla sempre.

Sbaglia diversi appoggi e si prende anche un giallo che gli farà saltare Mantova.

Pagliuca 5: la sua Juve Stabia perde in casa contro una diretta concorrente per la salvezza.Oltre ciò i gialloblù non concludono mai verso la porta e perdono tutti i contrasti.

Due aspetti davvero gravi.

Verissimo, il ricordo della mamma di Nadia Toffa: “L’ho aiutata a diventare un angelo”

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(Adnkronos) – "L'ho aiutata a diventare un angelo".Margherita Rebuffoni, ospite oggi 1 marzo a Verissimo, ha ricordato la figlia Nadia Toffa, la giovane giornalista de 'Le Iene', scomparsa il 13 agosto del 2019 per un glioblastoma.  Margherita ha ricordato gli ultimi giorni difficili vissuti dalla figlia Nadia in ospedale: "Sentivo questo respiro che se ne andava.

Lei mi diceva sempre ‘l’unica cosa che non voglio fare è lasciarti mamma’.Ed è come se le avessi dato il via libera". "Era bellissima quando se n'è andata – continua il racconto Margherita Rebuffoni – pallida ma bellissima.

Era dolce, serena, è stata una cosa molto dolorosa che ancora oggi non riesco a metabolizzare.Ma l’ho aiutata a diventare un angelo". Oggi, Margherita sta portando avanti la ricerca, proprio come aveva promesso alla figlia Nadia: "Noi abbiamo dato tutto quello che avevamo alla fondazione della ricerca, e stiamo facendo delle cose davvero importanti per la ricerca sul cancro e per aiutare le persone in difficoltà.

Io e mio marito siamo sempre in viaggio e siamo felici così". "Nel suo nome non mi fermerò mai", ha aggiunto Margherita, che racconta di aver sognato Nadia solo una volta: "Da me non viene, ma perché lei è dentro di me.Mi disse 'mamma adesso piantatela, io sono la vostra sorella maggiore, andate avanti'.

E io mi sono svegliata rasserenata", ha concluso.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, corteo al Quarticciolo: “Siamo in migliaia contro il modello Caivano”

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(Adnkronos) – “Siamo migliaia di persone per difendere questa borgata”.Così gli organizzatori del corteo al Quarticciolo, borgata periferica di Roma che oggi 1 marzo è scesa in piazza contro il 'modello Caivano'. Sui cartelli gli slogan 'il vostro modello repressione e polizia, il nostro casa e lavoro contro ogni malattia'; 'le disuguaglianze in salute sono frutto di scelte politiche, chiediamo casa, lavoro, diritti'; 'il modello Caivano nuoce gravemente alla salute'.

Tra i presenti anche il presidente del municipio V Mauro Caliste, il segretario del Partito democratico di Roma, Enzo Foschi e Christian Raimo.Alla testa del corteo in tanti con i cartelli alzati ‘Quarticciolo alza la voce’.

Un urlo corale, a suon di tamburi, dietro allo striscione di apertura: ‘Cambiamo davvero Quarticciolo’.  Un lenzuolo viene srotolato da uno dei palazzi di via Molfetta, angolo via Palmiro Togliatti.C'è scritto proprio lo slogan della manifestazione ‘Cambiamo davvero Quarticciolo’.

Il tutto avviene tra fumogeni e qualche fuoco d’artificio.Poi dal corteo si alza il grido: "Basta degrado, questo è il Quarticciolo e va rispettato". “Questa manifestazione arriva alla scadenza dei 60 giorni che sono stati indicati dal dl emergenze per individuare gli interventi di riqualificazione sociale per estendere il ‘modello Caivano’ anche, tra gli altri, al quartiere Quarticciolo – dice all’Adnkronos Pietro di 'Quarticciolo Ribelle' – Vorremmo che il decreto non venisse usato per interventi calati dall’alto a fronte delle trasformazioni che invece gli abitanti auspicano da tempo". “Martedì scorso c’è stata un’operazione delle forze dell’ordine che è la rappresentazione plastica – evidenzia – di come si intenda affrontare l’illegalità tutta con lo stesso approccio.

Non cambia se stai abitando in uno scantinato perché non ti puoi permettere un affitto o stai commerciando chili di eroina e di crack".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Bianca Balti e i geni Jolie: per l’oncologa “racconto onesto che aiuterà tante”

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(Adnkronos) – Un'eredità scomoda, senza dubbio, che oggi può e deve diventare "una chance di prevenzione", e non va vista come una condanna senza appello.Sono i 'geni Jolie', o meglio le mutazioni dei geni Brca1 e Brca2, che espongono a un rischio aumentato di alcuni tumori, rese famose dalla storia personale e dal racconto pubblico della star hollywoodiana Angelina Jolie.

Su questo fronte "ha fatto di più una copertina dedicata nel 2013 all'attrice Usa che 30 anni di ricerche dei clinici e dei genetisti", riflette Domenica Lorusso, professore ordinario all'Humanitas University di Rozzano e direttore dell'Unità operativa di Ginecologia oncologica medica di Humanitas San Pio X. "Perché testimonianze" come in Italia quella della modella Bianca Balti "hanno la capacità di arrivare al pubblico", spiega l'esperta all'Adnkronos Salute mentre proprio in questi giorni è ripartita da Milano una campagna di informazione sui tumori eredo-familiari. 'Conoscerli è il primo passo', il claim dell'iniziativa realizzata da AstraZeneca e Msd e patrocinata da diverse realtà impegnate a promuovere la conoscenza e la corretta informazione sulle più importanti patologie oncologiche.  La condivisione d'impatto delle esperienze, storie come quella di Bianca Balti, "sono importantissime", osserva l'oncologa del centro che segue la modella.Balti "sta molto onestamente raccontando la sua storia, spiega che è stata una scelta quella di non togliere le tube e le ovaie.

Lo ha scelto perché, pur sapendo di essere predisposta alla malattia, avrebbe voluto un'altra gravidanza.Oggi combatte con una malattia che è una malattia importante, con tutte le conseguenze che questo sta comportando.

E lei molto trasparentemente ha denunciato la sua scelta e probabilmente oggi farebbe una scelta diversa.Anche la testimonianza che ha dato a Sanremo, dove si è presentata come professionista e non come malata di cancro, è una testimonianza forte, perché la vita è un'altra cosa.

La vita non è la malattia, la vita va avanti malgrado la malattia".  Quello che oggi le persone devono sapere – e la consapevolezza su questo "sta aumentando" – è che "il tumore è per definizione una malattia multifattoriale e sulla totalità dei tumori circa un 15% è legato a mutazioni.In particolare, in ambito ginecologico, sappiamo che circa il 20% dei tumori ovarici sierosi di alto grado, che sono peraltro i più comuni tumori ovarici, possono essere legati alle mutazioni dei geni Brca1 e Brca2.

E in aggiunta, oggi sappiamo che questi sono i geni più famosi, ma non gli unici coinvolti nell'ereditarietà.Anzi la lista si allunga sempre più, al punto che oggi pensiamo che uno su due tumori ovarici sierosi di alto grado possa avere in qualche modo una componente di ereditarietà".

Un altro aspetto che Lorusso tiene a chiarire è che "la mutazione non trasmette il tumore, ma una maggiore predisposizione, un rischio aumentato di ammalarsi di alcuni tumori, incluso tumori dell'ovaio, del seno, del pancreas, alcuni melanomi, il tumore della prostata nell'uomo.Cosa posso fare se so di avere una mutazione?

Mettere in atto strategie di prevenzione primaria o secondaria per intercettare la malattia".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Noemi a Verissimo: “Ho sofferto di derealizzazione”. E il sogno di diventare mamma

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(Adnkronos) – "Io ci spero un po'", così Noemi ha parlato del desiderio di diventare mamma.La cantante è stata ospite oggi, sabato 1 marzo, a Verissimo per un racconto inedito della sua carriera, della sua vita privata e dell'esperienza al Festival di Sanremo 2025 dove ha partecipato con il brano 'Se t'innamori muori'. Noemi ha parlato del suo matrimonio con Gabriele Greco, bassista della sua band: "Ero molto sfortunata in amore prima di incontrare Gabriele.

Ormai stiamo insieme da 16 anni ed è stata la prima persona con cui mi sono davvero buttata, senza limitarmi". "La vita di coppia non bisogna mai darla per scontata.Si attraversano periodi belli, altri più complicati”, ha raccontato Noemi. Noemi ha espresso il desiderio di diventare mamma: "La notte questo pensiero un po’ mi sveglia.

Io ci spero un po’".  La cantante ha confessato di aver sofferto di derealizzazione in passato: "Ho vissuto un periodo in cui mi sentivo persa.Dopo il 2012, ho vissuto un periodo di derealizzazione – racconta Noemi -, pensavo di essermi staccata dalla realtà.

C'erano delle cose che dentro di me non avevo ancora risolto e Gabriele mi è stato accanto e non è mai fuggito".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bologna, scontri tra manifestanti e polizia all’inaugurazione dell’anno accademico

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(Adnkronos) – Mattinata di tensione oggi, 1 marzo, in centro a Bologna, tra polizia e un corteo non autorizzato di manifestanti che si è radunato sotto l'Università dove era in corso la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico.  Ci sono state alcune cariche della polizia per impedire l'irruzione dei manifestanti all'interno dell'ateneo, soprattutto – riferisce la Questura – nei confronti di alcuni collettivi universitari conosciuti con i nomi di Cambiare Rotta, Cua, Luna e Giovani Palestinesi, che si sono presentati mascherati parlando di un 'Carnevale Precario'. Diversi sono stati i tentativi di forzare il cordone dei poliziotti utilizzando ombrelli, bastoni e bombolette spray.Il tutto si è svolto secondo le indicazioni fornite ai manifestanti da quella che si è autoproclamata come Assemblea Precaria Universitaria, composta da dipendenti, ricercatori e studenti del polo universitario meneghino, schierati in protesta e poi accolti alla cerimonia con una delegazione di cinque persone.

Intervenendo alla presenza dei vertici universitari, del rettore Molari e di Koen Lenaerts, presidente della Corte di Giustizia dell’Unione europea, premiato per l’occasione con il sigillo dell’Alma Mater.Presente alla cerimonia anche la ministra Annamaria Bernini, tra i bersagli della protesta. "Non so perché questi professionisti della protesta stiano protestando.

Noi abbiamo messo soldi in più per l'università, un fondo record, stiamo investendo nelle borse di studio e diamo loro una marea di studentati”.Queste le parole pronunciate da Anna Maria Bernini, ministro dell’Università, a commento del corteo organizzato da alcuni antagonisti universitari e tenutosi stamattina a Bologna in concomitanza della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università cittadina.

Bernini, riferendosi alla manifestazione in maschera 'Carnevale Precario' e sfociata in diversi scontri con la polizia, ha detto: “Ho visto che è Carnevale, si sono mascherati…L'importante è che non facciano male a nessuno.

Io rispetto ogni forma di protesta in quanto legittima purché democratica e non violenta”.  Durante la cerimonia, cinque persone sono state accolte nell’aula magna dove si svolgeva l’evento come segnale di apertura da parte dell’ateneo. "Siamo i lavoratori e le lavoratrici precari, quella di stamattina (riferendosi agli scontri con la polizia) è la forma di accoglienza che la città e la ministra Bernini ci riservano" ha detto una portavoce davanti all'aula. "Noi siamo quelli e quelle che mandano avanti questo ateneo – ha proseguito – con un lavoro invisibile, poco pagato e incerto.Senza di noi non ci sarebbero corsi, tesi di laurea, esami.

Siamo precari da sfruttare e senza contratti stabili.Da mesi ci stiamo organizzando e mobilitando in tutta Italia, vogliamo che l'università cambi nel profondo e l'unico modo per farlo è lottare insieme”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zelensky e l’accusa: “Non ha detto grazie a Trump”

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(Adnkronos) – "Credo sia irrispettoso venire qui nello Studio Ovale e cercare di creare una discussione davanti ai media americani.Dovrebbe ringraziare il presidente".

Nell'incontro rovente alla Casa Bianca tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, ad accendere la miccia è l'accusa di JD Vance: per il vicepresidente degli Stati Uniti, il presidente ucraino non ha ringraziato Trump per il sostegno degli Usa a Kiev. "Ha mai detto grazie in questo incontro?", la domanda ripetuta di Vance. "Ho ringraziato questo gabinetto e non solo questo gabinetto", le parole di Zelensky mentre i toni si alzano e Trump entra a gamba tesa: "Non ha le carte in mano". "Ho detto grazie tante volte al popolo americano", ribadisce Zelensky. "Deve essere grato", incalza Trump. L'argomento specifico finisce sotto i riflettori dei media americani e in particolare della Cnn, che passa in rassegna una serie di dichiarazioni pubbliche di Zelensky tra interviste e incontri istituzionali, anche con l'ex presidente americano Joe Biden.Il quadro complessivo evidenzia che Zelensky ha ringraziato pubblicamente gli Stati Uniti almeno 33 volte.

A queste dichiarazioni, vanno aggiunti tutti i riferimenti al sostegno Usa nei comunicati in ucraino diffusi da Kiev sin dall'inizio della guerra. Vance nel suo intervento fa riferimento alla mancanza di ringraziamenti di Zelensky nell'incontro del 28 febbraio.In realtà, Zelensky – invitato da Trump a "dire qualche parola" dopo l'intervento iniziale del presidente americano – esordisce con "grazie mille signor presidente, grazie per l'invito". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Orban si schiera con Trump e scrive all’Ue. Rutte avverte Zelensky

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(Adnkronos) – Dopo lo scontro in diretta tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca, Viktor Orban si schiera con il presidente americano affermando che l'Unione Europea dovrebbe seguire l'Amministrazione Usa, cioè avviando colloqui diretti con la Russia per un cessate il fuoco e un accordo di pace in Ucraina.  In una missiva al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, visionata dall'agenzia Dpa, il primo ministro ungherese – che lo scorso anno era a Mosca da Vladimir Putin – parla di "differenze strategiche nel nostro approccio sull'Ucraina che non possono essere colmate con bozze o comunicazioni".  La lettera arriva dopo che ieri gli alleati europei dell'Ucraina avevano espresso il loro sostegno al presidente Zelensky in seguito al duro botta e risposta, durante il quale il leader Usa lo ha accusato di non essere "pronto" per la pace con la Russia. Anche se in generale i leader europei non hanno nominato il presidente degli Stati Uniti, i loro commenti hanno messo a nudo la spaccatura tra gli Stati Uniti e i suoi alleati tradizionali in Europa sulla guerra in Ucraina.Al contrario, Orban si era già distinto per aver ringraziato Trump per aver "sostenuto coraggiosamente la pace". Intanto il segretario generale della Nato Mark Rutte, in un'intervista alla Bbc, riferisce dei suoi colloqui telefonici con il presidente ucraino, al quale ha detto di "trovare un modo" di ristabilire la sua relazione con Donald Trump.  "Devi trovare il modo, caro Volodymyr, di ristabilire la tua relazione con Donald Trump e l'amministrazione Trump", le parole di Rutte a Zelensly.  Gli Stati Uniti, l'Ucraina e l'Europa, ha poi spiegato Rutte, devono "rimanere uniti" per assicurare "una pace duratura". "Ora ho parlato due volte al telefono con Zelensky, gli ho detto che dobbiamo rimanere uniti, gli Stati Uniti, l'Ucraina e l'Europa per garantire a Kiev una pace duratura" ha detto Rutte.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco e l’inalazione ‘ab ingestis’, cos’è e quali sono i rischi

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(Adnkronos) – 'Ab ingestis'.E' una formula utilizzata in gergo medico, e in queste ultime ore è salita alla ribalta delle cronache, da quando ieri sera nel consueto aggiornamento sulle condizioni di Papa Francesco, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dal 14 febbraio, è stato segnalato che il Pontefice ha avuto una crisi di broncospasmo che ha determinato un episodio di vomito con inalazione e peggioramento del quadro respiratorio.

Ma cosa significa?  "Il problema" evidenziato per il Papa "è che c'è stata un'inalazione del contenuto del tratto gastroenterico, e in particolare dello stomaco e dell'esofago, che in questo caso è stata collegata a un episodio di vomito e quindi il successivo respiro ne ha fatto inalare il contenuto".Il pericolo è che possa svilupparsi la cosiddetta "polmonite 'ab ingestis'", ma "inalazione non vuol dire automaticamente polmonite", puntualizza all'Adnkronos Salute Francesco Blasi, ordinario di malattie dell'apparato respiratorio all'università degli Studi di Milano e direttore della Pneumologia del Policlinico del capoluogo lombardo.  "Il Pontefice è stato broncoaspirato, è stato trattato con la ventilazione" meccanica non invasiva "per superare il broncospasmo e per rimigliorare la ventilazione del polmone profondo, con una pressione positiva in modo da spingere l'aria, l'ossigeno, all'interno del polmone.

E normalmente la polmonite, se si presenta, avviene tra le 24 e le 48 ore dopo l'inalazione".Ecco perché, chiarisce dunque l'esperto, è questo il lasso di tempo a cui si è fatto riferimento come orizzonte entro il quale il quadro del Papa dopo la crisi di ieri potrà meglio definirsi.  "La polmonite 'ab ingestis', illustra l'esperto, "è una polmonite che deriva appunto dall'inalazione del contenuto del tratto gastroenterico.

Nel contenuto gastrico ci sono una parte di enzimi, che si chiamano enzimi proteolitici, che servono a digerire e sono dannosi per il tessuto polmonare.In più il contenuto dello stomaco è acido e quindi si ha un'inalazione di acido, anche questo irritativo e dannoso".  Quando si inala questo materiale, poi, "potenzialmente si inalano anche dei batteri che si trovano al livello della bocca, delle gengive, eccetera.

Si chiamano batteri anaerobi, perché vivono anche in assenza di ossigeno o con bassa tensione di ossigeno.Questi particolari batteri necessitano di un approccio terapeutico con antibiotici particolari".  Nelle prossime ore andrà dunque compreso se si è innescato un ulteriore problema, "in un soggetto – ricorda Blasi – con patologie respiratorie croniche, come le bronchiectasie e la bronchite asmatiforme", un polmone (il destro) sottoposto all'asportazione di una sua parte in età giovanile, "e la nota polmonite bilaterale".

Quindi, conclude l'esperto, "il rischio è che ci sia un peggioramento della polmonite o l'esordio di una nuova polmonite su una polmonite che apparentemente stava regredendo".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ramadan, iniziato il mese di digiuno e preghiera

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(Adnkronos) – E' iniziato per milioni di musulmani nel mondo il mese di Ramadan.Oggi è il primo giorno di digiuno e preghiera.

Il mese di Ramadan è il nono del calendario lunare islamico.La maggior parte dei musulmani digiuna dalle prime luci dell'alba (fajr) fino al tramonto completo del sole (maghrib).

L'interruzione del digiuno (iftar) viene preceduta da una breve preghiera.  In Iran, patria dello sciismo, sarà domani il primo giorno del mese di Ramadan.Nella Striscia di Gaza l'inizio del Ramadan coincide con la fine della prima fase della fragile tregua dopo mesi di conflitto tra Israele e Hamas, scoppiato con l'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele.

In Libano il Ramadan inizia dopo mesi di ostilità tra Israele e Hezbollah.Per la Siria è il primo Ramadan del dopo-Assad.  Nel mondo i musulmani sono circa 1,9 miliardi.

Vivono per lo più in Indonesia, India, Pakistan e Bangladesh.In Italia, secondo l'Unione delle Comunità islamiche, sono oltre 2,5 milioni.

L'ultimo giorno di Ramadan si celebra l'Eid al-Fitr. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zeman stazionario, “prossimi giorni esami approfonditi per quadro preciso”

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(Adnkronos) – Resta al momento una "situazione invariata" quella di Zdeněk Zeman, ex allenatore di Roma, Lazio, Foggia e Pescara, ricoverato da giovedì 27 febbraio nella Stroke Unit del Policlinico universitario Gemelli di Roma per sospetta ischemia cerebrale.Il tecnico boemo, a quanto apprende l'Adnkronos da fonti sanitarie, è "stazionario".

Quanto alle prospettive che si aprono ora, "nei prossimi giorni" Zeman verrà sottoposto a "indagini approfondite" che "permetteranno di definire precisamente il quadro". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, protesta sotto consolato Usa a Milano: “Da Trump show assurdo, bene Zelensky”

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(Adnkronos) – Bandiere ucraine, italiane ed europee sventolano oggi sotto il consolato americano di Milano, dove alcune decine di persone si sono riunite in presidio, per manifestare contro "l'assurdo show portato avanti dal presidente Trump" ieri alla Casa Bianca, durante l'incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.La manifestazione "spontanea e non autorizzata, è stata organizzata questa notte dalla nostra associazione e da altri gruppi di ucraini milanesi", spiega Fabio Prevedello, presidente dell'associazione Italia-Ucraina Maidan. "Non possiamo rimanere in silenzio mentre stanno violando i diritti europei.

La nostra voce è per il popolo ucraino e per i valori europei", dice in un video pubblicato sui social l'attivista ucraina Tetyana Bezruchenko, invitando "chi vuole sostenere i valori europei a raggiungerci".  "Noi manifestiamo contro quello che è successo ieri alla Casa Bianca, non contro il popolo americano, ma a sostegno del popolo americano, a cui chiediamo di prendere una posizione chiara e netta a sostegno del popolo ucraino e contro quello show assurdo portato avanti dal presidente Usa", precisa Prevedello. "Vogliamo mostrare il nostro sostegno al popolo ucraino.Consideriamo il popolo americano un popolo fraterno e vogliamo fare in modo che si possa riuscire ad arrivare alla pace, ma non a delle condizioni veramente inique per la popolazione ucraina", aggiunge il presidente dell'associazione Italia-Ucraina Maidan, osservando, rispetto alla questione delle terre rare, che "vendere l'Ucraina, regalando le terre rare agli americani, senza avere nessuna assicurazione che domani la Federazione russa non decida di proseguire la sua avanzata, sarebbe stato assurdo.

E bene ha fatto il presidente Zelensky a dire 'a queste condizioni è improponibile'". Domani nuovo appuntamento a sostegno dell'Ucraina, con la manifestazione organizzata in collaborazione con Azione in piazza Mercanti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Raciti, legale Speziale chiede revisione del processo

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(Adnkronos) – Il legale di Antonino Speziale, Giuseppe Lipera, chiede alla Corte di Appello di Messina la revisione del processo che ha portato alla condanna a 8 anni e 8 mesi per l’omicidio preterintenzionale dell’ispettore capo di polizia Filippo Raciti, morto nel febbraio 2007 negli scontri in occasione del derby Catania-Palermo.Nella richiesta, in particolare, si torna a parlare di ‘fuoco amico’.

Il legale cita nella sua istanza una puntata delle ‘Iene’ in cui due testimoni riferirono che Raciti sarebbe morto dopo essere stato investito da una jeep della polizia durante la manovra di retromarcia.  "Emerge inequivocabilmente che le dichiarazioni rilasciate" dai due testimoni, unitamente alla sentenza della loro assoluzione per il reato di diffamazione a mezzo stampa – scrive l'avvocato Lipera nella sua istanza – rappresentano fatti nuovi e sopravvenuti, che letti congiuntamente agli altri elementi contenuti nel fascicolo di merito, evidenziano come la condanna inflitta a Speziale è ingiusta, in quanto assolutamente innocente ed estraneo alla morte dell’Ispettore Raciti".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa, gli esperti: ecco cosa rischia dopo il broncospasmo

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(Adnkronos) – Dopo la nuova crisi di broncospasmo che ieri ha colpito Papa Francesco le condizioni del Pontefice tornano a essere delicate.Cerchiamo di capire, grazie al parere di due autorevoli infettivologi, cosa potrebbe comportare l'ultima crisi respiratoria. "Certamente la crisi isolata di broncospasmo non ci voleva.

L'evento – spiega all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana malattie infettive e tropicali) – ha infatti determinato un episodio di vomito con inalazione di materiale di rigurgito che è arrivato fino ai polmoni.Quindi è stato necessario il ricorso alla ventilazione meccanica non invasiva e disostruire le vie bronchiali dal materiale di rigurgito.

Per questi motivi occorrono almeno 48 ore per comprendere esattamente quali siano le possibili complicanze legate all'evento, ovvero se possa aver compromesso altri organi e apparati quali rene e cuore". Tra le complicanze, oltre al pericolo di una polmonite 'ab ingestis', cioè causata dall'inalazione di sostanze tossiche e/o irritanti come le secrezioni delle vie aeree superiori o di contenuto gastrico, nei polmoni, per Andreoni "il rischio è che la crisi respiratoria possa compromettere cuore e rene".Per saperlo, avverte Andreoni è "doveroso aspettare almeno 48 ore dall'avvenuto episodio".

Il Papa stava meglio, "le sue condizioni facevano ben sperare, eppure la situazione ieri è peggiorata e tutti siamo stati in apprensione".Tutto questo "testimonia la fragilità del Santo Padre, un uomo di 88 anni e con diversi problemi di salute legati all'età, tra cui una bronchite asmatica cronica, un quadro clinico delicato e complesso per il quale la prognosi resta giustamente riservata", conclude.  Dopo la crisi "lo attendono una osservazione e un decorso della malattia più lunghi", spiega all'Adnkronos Salute Nicola Petrosillo, infettivologo del Policlinico Campus Bio Medico di Roma.

Il Pontefice infatti "necessita di una maggiore intensità di somministrazione di ossigeno, una ventilazione meccanica non invasiva senza intubazione.Per respirare ha una mascherina che gli copre naso e bocca che se, da una parte, comporta qualche disagio dall’altra ha il vantaggio che l’ossigeno arriva con maggiore pressione fino ai più piccoli alveoli polmonari". Il problema oltre all’episodio di "broncospasmo" è il "vomito inalato dal Pontefice – spiega Petrosillo – Nei suoi polmoni è finito materiale acido, succo gastrico, un ulteriore elemento di irritazione per i polmoni.

Questo genera una maggiore instabilità e incertezza sul decorso della malattia del Santo Padre".  Alla domanda se la crisi isolata di broncospasmo sia prevedibile in un paziente fragile e anziano qual è il Pontefice, Petrosillo non ha dubbi: "L’episodio era prevedibile perché una crisi di broncospasmo Papa Francesco l’ha avuta una settimana fa.Poi più nulla.

Il quadro sembrava migliorare ma evidentemente i suoi polmoni sono molto sensibili", conclude.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tommy Cash: “Espresso Macchiato? Amo l’Italia, non volevo offendere nessuno”

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(Adnkronos) – "Io amo l’Italia, ho il massimo rispetto per questo posto".Così Tommy Cash, l'artista che rappresenterà l'Estonia all'Eurovision Song Contest con il brano 'Espresso macchiato', ha voluto mettere a tacere le polemiche che lo hanno coinvolto negli ultimi giorni.  Il cantante a 'Safari', ai microfoni di Martina Martorano, in onda questo pomeriggio alle 18 su Rai Radio2, ha dichiarato: "Amo questo Paese, il cibo, l’architettura, il design, il caffè.

Non era nelle mie intenzioni offendere, non avevo neppure immaginato che potesse accadere", ha aggiunto Tommy Cash difendendo il suo brano che ha scatenato un’ondata di polemiche da chi lo considera pieno di stereotipi verso l'Italia.  “Io credo molto in questa canzone, ha qualcosa di magico – ha aggiunto – inizialmente nessuno del mio team voleva che uscisse, perché è molto diversa dalle mie produzioni.Ma quando l’ho fatta ascoltare a mia nonna si è messa a piangere e ho capito che c’era qualcosa di speciale”. A proposito dell’Eurovision ha detto: “So che per l’Italia all’Eurovision doveva venire Olly e che invece ci sarà Lucio Corsi, ho visto dei meme che li mettevano insieme e venivo fuori io.

Lucio Corsi è molto cool, si veste benissimo, credo che sia un puro, sono sicuro che diventeremo buoni amici all’Eurovision.Lo proteggerò, sarò il suo fratello maggiore”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Salvini: “Da Ue toni bellici, lavorare con Usa per la pace”. Forza Italia: “Matteo affascinato da Trump”

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(Adnkronos) – Lo scontro tra il presidente americano Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale alla Casa Bianca continua a infiammare il dibattito politico anche in Italia dove si susseguono le reazioni. 
Matteo Salvini, che ieri ha ripostato il video dell'incontro alla Casa Bianca scrivendo "obiettivo pace, basta con questa guerra!Forza Donald Trump", oggi torna a parlare di Ucraina. "Dopo tre anni di guerra e centinaia di migliaia di morti, è giunta l’ora della Pace – scrive su X il leader della Lega – E se a Bruxelles qualcuno ancora usa toni bellici, come quasi tutti i 'giornalisti' italiani (con poche valorose eccezioni), l’Italia ha il diritto e il dovere di lavorare, insieme agli Stati Uniti e a tutti quelli che con tenacia e coraggio cercano di evitare una Terza Guerra Mondiale, per restituire ai nostri figli un futuro di pace e prosperità".  "Dobbiamo cercare di mantenere la calma, essere molto attenti e responsabili – dice Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia, ospite ad Agorà Weekend – Ognuno esprime le sue posizioni, Matteo Salvini ad esempio, lo sappiamo bene, da tempo è molto affascinato dal Presidente Trump, ma al di là di tutto noi dobbiamo costruire le condizioni affinché quello che sta accadendo non sfoci in una nuova tensione tra Europa e Stati Uniti.

Dobbiamo cercare di ritrovare le ragioni dello stare insieme e fare in modo di sostenere Zelensky e al tempo stesso dialogare anche con Putin per arrivare alla pace.Non è affatto facile, ma ci dobbiamo provare e questo è ruolo dell'Italia se vuole veramente essere un Paese proattivo, altrimenti ci mettiamo da una parte e tifiamo o per Trump o per Zelensky.

Le tifoserie non vanno mai bene in questa situazione, noi dobbiamo essere quelli che provano a far superare l'impasse nella quale l'Occidente evidentemente si trova in questo momento”.  “Ieri non c’è stato un capolavoro di diplomazia, è sotto gli occhi di tutti – afferma il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, nel suo intervento al Forum in Masseria a Saturnia – Il che è strano perché in genere gli accordi vengono preparati in modo più accurato e non si determinano queste situazioni”. “Penso che sotto il profilo politico quell’accordo" sulle terre rare "avrebbe garantito all’Ucraina più protezione da parte degli Stati Uniti di quanto si possa pensare perché c’è un interesse comune sulle terre rare.Parliamo di un accordo da 500 miliardi non di qualche euro.

Mi auguro – conclude Foti – che questa vicenda possa essere recuperata, anche perché è chiaro che ad oggi vi è una sostanziale fetta di quelle materie in mano alla Cina, che poi rischia di determinare le scelte di gran parte del mondo produttivo”. "Alla Casa Bianca quello che avrebbe dovuto essere un vertice di pace si è trasformato in una vile aggressione verso un popolo che ha subito l'invasione delle truppe di Putin – afferma il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari – Per non dispiacere al suo mentore, Giorgia Meloni, dopo la vigliacca aggressione di Trump e Vance a Zelensky, propone un vertice tra Stati Uniti, Stati Europei e alleati.Nessun richiamo all'Europa, nessuna presa di distanza, a differenza di quanto dichiarato dai leader degli altri Paesi occidentali, dalle modalità con le quali Trump, mosso da intendimenti egemonici e commerciali, vorrebbe imporre la pace addossando le responsabilità al Paese aggredito e non certo al Paese aggressore”.  “Addirittura – aggiunge – il vice premier Salvini si spinge oltre ed esulta per il comportamento di Trump.

Per i democratici, i liberali e i progressisti europei è il momento dell'unità, perché non c'è solo da combattere per giungere all'obiettivo di una pace giusta, ma anche per rafforzare il valore universale della democrazia, basato su libertà, diritti e giustizia, che Trump e i suoi accoliti vorrebbero scardinare in ragione di una ottica devastante legata alla affermazione del sovranismo e degli interessi del grande capitale. È il momento – conclude – di tornare nelle piazze per far avanzare l'Europa unita, nel segno delle indicazioni di Altiero Spinelli e David Sassoli". Davide Faraone ed Enrico Borghi, capigruppo di Italia Viva alla Camera e al Senato, hanno inviato una lettera ai presidenti dei due rami del Parlamento, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, per chiedere che la premier Meloni riferisca in aula. "Caro presidente – inizia la lettera – le immagini dello scontro di ieri alla Casa Bianca hanno suscitato angoscia in tutto il mondo, cambiando nei fatti i connotati della politica estera e del quadro internazionale".  "Un fatto politico di primaria grandezza, che interpella da vicino tutte le coscienze, che provoca inquietudini in ampi settori dell’opinione pubblica e che esige una riflessione politico-istituzionale nel luogo naturale della nostra democrazia, il Parlamento", proseguono. "All’indomani del vertice che si terrà a Londra domani e prima del Consiglio dell’Unione Europa straordinario del 6 marzo sull’Ucraina è inevitabile ed improcrastinabile che la Presidente del Consiglio venga a riferire nelle Aule di Camera e Senato, al fine di svolgere la naturale funzione di indirizzo che la nostra Costituzione attribuisce alle Camere", chiedono gli esponenti di Iv.  Anche Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde a parlamentare Avs, chiede alla premier di riferire in aula. "Di fronte alla scena volgare e violenta messa in campo da Trump che vuole dominare il mondo con la sua visione autoritaria, la presidente Meloni non prende posizione e fugge ancora una volta.Una ipocrisia inaccettabile e insostenibile", dice Bonelli.  "Quello che abbiamo visto ieri è una scena modernamente feudale: Trump si comporta come un padrone del mondo, minacciando dazi, l’uso delle armi e perfino l’annessione di territori. È evidente il suo accordo con Putin per spartirsi le risorse naturali dell’Ucraina, trasformando la pace in una mera merce di scambio.

Un atteggiamento che si inserisce in una strategia più ampia, tesa a destabilizzare l’ordine internazionale e a soffiare sul fuoco dei conflitti.E’ la mercificazione della pace", prosegue Bonelli.  "In questo contesto, la risposta di Giorgia Meloni sulla necessità di un vertice tra Stati Uniti, Stati europei e alleati appare solo un tentativo di guadagnare tempo ed evitare una scelta netta: o si sta con Trump, i suoi miliardi e i suoi interessi economici, oppure si difendono la democrazia e l’Europa.

L’Europa ha il dovere di rafforzare il proprio ruolo diplomatico e di lavorare con determinazione affinché il processo negoziale per la pace in Ucraina vada avanti, senza piegarsi ai diktat di chi vuole riportare il mondo nel caos.Serve un’Europa unita, che diventi un argine sia a Trump che a Putin.

Giorgia Meloni venga in aula a dire da che parte sta: con Putin e Trump o l’Europa”, conclude Bonelli. Per Nicola Fratoianni, "adesso è il momento per l’Europa di entrare seriamente in campo e non con l’uso delle armi, che servono solo ad aumentare i bilanci dei fondi Usa.Raffreddare la spesa militare è la migliore risposta alle politiche brutali di Trump, perché si mettono in discussione gli interessi veri di chi muove i fili in Usa.

Anche per il governo Meloni è arrivato il momento di battere un colpo, e la smetta di accodarsi con la destra peggiore, che sia Orban o Trump". "Zelensky chiede giustamente garanzie per il futuro e per la serenità del suo Paese.L’Europa può e deve – conclude Fratoianni – fornire quelle garanzie, aprendo un tavolo per il negoziato subito".   Carlo Calenda, leader di Azione, sottolinea che "la resistenza dell’Ucraina dipende dall’Europa.

La libertà dell’Europa dipende dalla libertà dell’Ucraina.Lo spettacolo aberrante dato da Trump e Vance ieri alla Casa Bianca dimostra che gli Usa sono con Putin, nemici dell’Europa e dell’Ucraina.

Possiamo scegliere se essere vassalli di autocrati e oligarchi o emanciparci, combattere per la nostra libertà e dare forma agli Stati Uniti d’Europa".Calenda ricorda l'appuntamento di domani: "Domenica alle 17.00 ci vediamo in piazza SS Apostoli a Roma; piazza Mercanti a Milano e in tante altre piazze italiane, per ribadire 'Siamo Europei, Siamo Ucraini'.

Avanti, l’Europa e l’Ucraina sono più forti di chi le vuole deboli".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)