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Ercolano, dichiarazione sui generis alla moglie: “Amerò te e l’Ercolanese”

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Ercolano, dichiarazione sui generis alla moglie: “Amerò te e l’Ercolanese”

Ercolano, ci troviamo di fronte alle nuove frontiere delle dichiarazioni d’amore. Come riportata dal giornale “il Mattino”, quello di uno sposo, nel giorno delle sue nozze, alla sua futura moglie, è davvero molto particolare. Insomma potremmo dire che questa mattina, Vincenzo, si è sposato due volta, con Rossella, sua compagna di vita e poi con la sua squadra del cuore, l’Ercolanese.

Vincenzo ha voluto fare la sorpresa a Rossella dopo il sì, facendo trovare affisso fuori la chiesa uno striscione che recava la scritta «Ti sarò fedele… amerò te e l’Ercolanese». Applausi e cori da stadio da parte dei tifosi presenti, e il via ad un’esplosione di colori con i fuochi d’artificio.

Alla gioia dei parenti e degli amici della coppia, si sono uniti anche i tifosi della squadra, che sulla pagina facebook dell’Ercolanese, hanno fatto i loro personali auguri: «Così Vincenzo ha detto “sì” alla sua Rossella. Un vero tifoso ama la sua donna e la sua squadra. Tanti auguri, tutti i tifosi vi augurano una vita lunga e ricca di felicità, con il colore granata nel cuore». Insomma Rossella dovrà dividersi il suo uomo con un’altra donna.. si ma con la sua squadra del cuore.

Napoli, lo stadio San Paolo danneggiato dopo il concerto in onore di Pino Daniele

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Napoli, lo stadio San Paolo danneggiato dopo il concerto in onore di Pino Daniele

Napoli, pochi giorni allo stadio San Paolo, si è tenuto un concerto in onore di Pino Daniele. A distanza di due giorni dal concerto, ecco che iniziano ad emergere i primi danni causati dall’evento. Sembrerebbe che il manto dello stadio si mostra in alcuni punti in condizioni disastrate. Il tutto notato dai primi sopralluoghi fatti oggi  mentre si smantellava il parco e le strutture varie usate durante il concerto.

Ad ogni modo, nonostante i danni, sembrerebbero non essere così gravi rispetto a quelli scaturiti da concerti passati, ma senza ombra di dubbio, sta di fatto che è necessaria comunque un’attenta rizollatura, in particolar modo nella zona delle panchine. Ora è corsa contro il tempo per il lavori in vista delle Universiadi e per la sostituzione dei sediolini prevista dall’Uefa per far disputare al Napoli di Ancelotti la Champions al San Paolo, anche se, sembrerebbe che dal Comune di Napoli assicurano che anche quest’anno arriverà una deroga dalla federazione europea.

Intanto è già all’opera l’agronomo di fiducia del Napoli, Castelli, che effettuerà un sopralluogo a inizio settimana prossima e che deciderà tutti i provvedimenti da prendere al riguardo.

 

Torre del Greco, Villa Ginestre si racconta: i dettagli dell’evento

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Torre del Greco, Villa Ginestre si racconta: i dettagli dell’evento

Torre del Greco, è stato organizzato un evento per raccontare la bellezza di Villa Ferrigni – Carafa, meglio nota come Villa delle Ginestre. A giugno, mese della nascita di Giacomo Leopardi,  la struttura è da sempre meta di eventi  e manifestazioni legate alla figura del poeta. Questa volta a raccontarsi sarà la stessa villa, attraverso testimonianze di vario genere, tra immagini, oggetti e testi ad essa legati.

La mostra, è stata  organizzata dall’Ente Ville Vesuviane, con il contributo di altri enti, quali il Museo del Corallo dell’Istituto di Istruzione Superiore F. Degni, la Pro Loco di Torre del Greco, l’Antica Manifattura di ceramica Stingo e di preziosi prestiti provenienti da collezioni private.

La mostra avrà luogo il 14 giugno alle ore 12. Sarà aperta tutti i giorni, ad eccezione del lunedì, dalle ore 10 alle ore 13, e si potrà accedere con il biglietto di ingresso al sito. ma non è finita qui, perchè per i giorni 23,26,29 e 30, sono in programma visite guidate guidate a partire dalle ore 18,30 fino alle ore 20, in occasione di alcuni spettacoli dedicati alle celebrazioni in onore di Giacomo Leopardi.

Lettere, 74enne a processo per aver gestito una piantagione di cannabis

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Lettere, 74enne a processo per aver gestito una piantagione di cannabis

Lettere, è andato a processo un anziano 67enne con difficoltà motorie, che  secondo l’accusa, però è capace di gestire una piantagione di canapa indiana in un terreno che gestisce dagli anni ’80. Si tratta di S. D. Comentale,  pregiudicato detto Minicuccio “’o capellone” il cui processo è cominciato ieri.

Tutta la vicenda è stata ricostruita dai finanzieri della compagnia di Castellammare guidati dal capitano Salvatore Della Corte, che ha portato a ritenere Comentale gestore di una piantagione di cannabis sita in un fondo agricolo in via Creta, nei pressi di un noccioleto. Come riportato dal giornale puntostabianews, in un terreno sui monti Lattari, Comentale aveva allestito una piantagione e la successiva essiccazione di 30 chili di marijuana, droga finita sotto sequestro lo scorso mese di ottobre. Con molta probabilità, Comentale potrebbe essere uno dei presunti coltivatori che lavora per il clan che comanda sul territorio, dal momento che la cannabis risulta essere tra i maggiori introiti per i clan di camorra e i gruppi criminali della zona.

 

Boscotrecase – Terzigno, arrestato il suocero del boss “Peppe ‘o pazz”: i dettagli

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Boscotrecase – Terzigno, arrestato il suocero del boss “Peppe ‘o pazz”: i dettagli

Boscotrecase, il suocero di un noto boss del territorio è stato arrestato nella periferia di Terzigno, in possesso di un documento falso, mentre era in auto con il genero. Si tratta di M.F. De Martino, 67 anni, già condannato per camorra perché affiliato al clan Gallo-Limelli-Vangone di Boscotrecase guidato proprio dal genero, noto anche con il soprannome “scignetella”. L’uomo non può lasciare il Comune di residenza perché sorvegliato speciale, di conseguenza è stato arrestato dai carabinieri di Boscotrecase  per violazione agli obblighi della sorveglianza speciale e denunciato a piede libero per possesso di un documento contraffatto.

Infatti proprio sul documento De Martino, aveva fatto omettere il suo secondo nome, per risultare più anonimo. Il tutto emerso durante dei controlli di routine dove i carabinieri hanno intercettato la Fiat Panda guidata dall’altro genero del 67enne, anche lui affiliato al clan e già condannato in passato per traffico di droga: l’uomo è stato arrestato e portato ai domiciliari.

Meta – Piano di Sorrento, distruggono le fioriere: caccia ai vandali

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Meta – Piano di Sorrento, distruggono le fioriere: caccia ai vandali

Sul ponte a cavallo tra Meta di Sorrento e Piano, alcuni vandali hanno distrutto le fioriere. La vicenda risale alla scorsa notte, dove è avvenuto un vero e proprio raid vandalico contro le fioriere che abbellivano le ringhiere del ponte tra le due città. Tutto questo ha suscitato un grande sdegno tra tutti i cittadini, compresi i Sindaci delle due città, Giuseppe Tito e Vincenzo Iaccarino.

Ed è proprio Tito a commentare il fatto, sulla sua pagina facebook: «Bisogna solo vergognarsi. Chiunque tu sia, te lo dico con tutto il cuore: sei una grande chiavica», al quale si è unito quello di Vincenzo Iaccarino, sindaco di Piano di Sorrento, che ha parlato di «atto ignobile e scandaloso». Secondo Iaccarino, però, non si tratterebbero di persone residenti in costiera.

Intanto le forze dell’ordine stanno cercando di ricostruire i fatti, grazie anche ad alcune testimonianza, in base alle quali sembrerebbe che la vicenda sia accaduta tra l’una e le 4 di notte, dove alcuni avrebbero visto aggirarsi da quelle parte, un gruppo di ragazzini, che avrebbero minacciato di picchiare anche un passante. La polizia municipale passerà a setaccio anche i video delle telecamere di sorveglianza degli impianti comunali, attraverso i quali si arriverà molto velocemente all’identificazione dei vandali.

Castellammare, agguato vendicativo in periferia: condannati i responsabili

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Castellammare, agguato vendicativo in periferia: condannati i responsabili

Castellammare, i fatti risalgono al 2017. L’agguato avvenne il 23 maggio, alla Sagra del Carciofo, nel rione Annunziatella, periferia cittadina: G. Cavallaro, 20 anni, era rimasto ferito nell’agguato, ma a sua volta era ritenuto responsabile dell’agguato vendicativo avvenuto un mese dopo. Sembrerebbe che Cavallaro per vendetta, avesse sparato  3 colpi di pistola calibro 22, contro il cugino del suo aggressore, tale G.C. Lambiase.

Come riportato dal giornale Puntostabianews, a processo vi erano anche F. P. Savarese, detto “cannellone”, e G. Russo, alias “pettolone”, tutti con l’accusa di tentato omicidio perché il primo avrebbe sparato proprio contro Cavallaro e il secondo avrebbe guidato lo scooter.

Ieri, il gup del tribunale di Torre Annunziata ha condannando i tre imputati: Cavallaro che ha risarcito il danno a Lambiase, è stato condannato a 6 anni e 6 mesi di carcere; Savarese e Russo, invece, a 7 anni e 6 mesi di reclusione. A loro due erano contestate anche le lesioni personali a due ragazze che rimasero ferite per errore durante l’agguato vendicativo alla sagra.  Ovviamente tutti gli imputati restano innocenti fino a eventuale sentenza di condanna definitiva.

Boscoreale, ladri irrompono in casa: aggrediti padre e figlio

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Boscoreale, ladri irrompono in casa: aggrediti padre e figlio

Boscoreale, sono finiti in carcere quattro componenti del clan Gallo-Limelli-Vangone, capeggiato dal 20enne M. R. Falanga, detto “lo scopone”, figlio di F. “‘o castagnaro”, affiliato al clan. Questi sono stati colti in flagranza di reato per la doppia aggressione e per rapina aggravata. A loro si sono aggiunti anche C. A. Perna, pregiudicato di 24 anni, e gli incensurati G. Prete (24) ed E. Cirillo (18).

In base a quanto riportato dal giornale “il Mattino”, dietro l’aggressione al figlio e poi al padre, sia stata solo secondaria la rapina: sembrerebbe trattarsi di un raid punitivo nei confronti del 19enne, per una presunta relazione tra il ragazzo e la compagna di uno dei quattro.

I quattro, a bordo di un’auto noleggiata, hanno aspettato sotto casa del 19enne, che questo rientrasse, poi è partito il pestaggio. Il giovane è riuscito a farsi sentire dal padre, che è intervenuto ed è stato malmenato a sua volta. i malviventi, prima di andare via, hanno derubato il ragazzo di due catenine d’oro e del suo motorino, che è stato poi ritrovato e restituito al 19enne.

Portati in ospedale, padre e figlio hanno riportato  traumi e contusioni, e guariranno tra 20 giorni.

Pompei, sequestrato cottage in legno perchè abusivo: i dettagli dell’operazione

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Pompei, sequestrato cottage in legno perchè abusivo: i dettagli dell’operazione

Pompei, venerdì pomeriggio, 8 giugno 2018, i vigili urbani, guidati dal comandante Gaetano Petrocelli, hanno eseguito un sequestro presso la periferia sud ovest della città, in via Casone,  ai confini con la città di  Castellammare di Stabia. L’operazione ha portato al sequestro di un  cottage in legno con annessa piscina, che sarebbe stato realizzato abusivamente su un terreno agricolo senza autorizzazione di sorta alcuna.

Il tutto è stato notificato al proprietario del terreno e del cottage, e alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, in base al quale è stato aperto un fascicolo giudiziario che dovrebbe portare al ripristino dello stato originario dei luoghi. Questa operazione si è svolta attraverso il duro lavoro e i non pochi sacrifici del personale, che attualmente risulta essere di gran lunga minore, rispetto alle problematiche da affrontare e al lavoro da eseguire.

Purtroppo la lotta all’abusivismo è ancora in alto mare in città, c’è ancora molto di arretrato da combattere: infatti sono ancora ferme le molte pratiche di condono che non sono state ancora esaminate. ma nonostante questo, è lodevole il lavoro dei vigili, nonostante i pochi mezzi con cui viene affrontato ogni giorno in città.

 

 

Caos a Grumo Nevano: in manette sindaco, ex-sindaco e comandante della Polizia Municipale

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Operazione condotta dagli agenti della Guardia di Finanza di Giugliano in Campania

Un terremoto vero e proprio quello che stamattina ha colpito Grumo Nevano, in provincia di Napoli, dove questa mattina, i finanzieri di Giugliano in Campania hanno infatti eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del sindaco, dell’ex sindaco, dell’attuale comandante della Polizia Municipale e responsabile del servizio Ecologia. Sottoposti invece all’obbligo della firma il precedente comandante della polizia municipale della città e l’amministratore della società affidataria del servizio di raccolta di rifiuti del comune.

Diversi i reati contestati ai destinatari dell’ordinanza: vengono infatti contestati, a vario titolo e in concorso con altri, i reati di peculato, turbata libertà degli incanti, frodi nelle pubbliche forniture, abuso d’ufficio, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti e assenteismo. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, sono partite all’indomani di un esposto in cui venivano lamentate presunte irregolarità su alcune gare di appalto per l’affidamento e la gestione del servizio di raccolta rifiuti bandite dal Comune di Grumo Nevano nel 2006 e nel 2013.

Incredibile Cecilia Rodriguez, finisce in commissariato a Capri: il permesso di soggiorno è scaduto

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Controllo effettuato dagli agenti di Polizia isolani

La showgirl argentina Cecilia Rodriguez ha il permesso di soggiorno scaduto. La sorella di Belen, che si trova da alcuni giorni sull’isola azzurra per partecipare ad una manifestazione di sport e spettacolo insieme al fidanzato Ignazio Moser, stamane ha ricevuto in albergo la visita di una pattuglia di agenti che l’ha invitata a seguirli.

A rivelare la notizia era stato Alfonso Signorini, direttore del settimanale Chi” nel corso di una diretta web da Capri. Così questa mattina, la Polizia ha deciso di approfondire la notizia che, nel frattempo, si stava diffondendo in rete.
In commissariato, da un controllo al terminale operato dal personale dell’ufficio stranieri, è emerso che effettivamente il permesso di soggiorno risultava scaduto da alcuni mesi. La showgirl è stata pertanto invitata dai poliziotti di Capri a recarsi quanto prima alla Questura di Milano, competente per territorio, per regolarizzare la sua posizione.

Pompei, salvano una donna bloccata in ascensore in preda ad una crisi di panico

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Nell’ascensore c’era anche la figlia della donna

I vigili urbani di Pompei hanno trascorso delle ore difficili questo pomeriggio. Una donna è rimasta bloccata nell’ascensore del suo palazzo in via Lepanto insieme alla figlia, ma con l’impegno degli agenti municipali la signora è riuscita a venirne fuori.

La donna, che soffre di attacchi di panico, è stata estratta dall’ascensore (bloccato tra due piani) dagli agenti del pronto intervento della Polizia Municipale del comandante Petrocelli, che ha gestito personalmente la regia di tutta l’operazione fino al lieto fine. Vale a dire quando, dopo aver rotto i vetri dell’ascensore, è stata fatta uscire la donna (che è immediatamente dopo svenuta).
L’iniziativa di salvataggio ha, difatti, registrato due diversi livelli d’intervento parallelo portati avanti contemporaneamente: da un lato gli uomini del nucleo del pronto intervento hanno agito con rapidità, ancor prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco, per impedire che la donna (peraltro da poco vedova di un compianto collega) fosse colta da una crisi di nervi; contemporaneamente, la vigilessa in servizio come piantone presso il Comando di Piazza Schettini, provvedeva a tranquillizzarla al telefono assicurandole la massima rapidità del pronto intervento, che nei fatti si è effettivamente concluso con eccezionale tempestività.

L’imprenditore Antonio Ferrieri: “Troppa violenza, vado via da Napoli”

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Ferrieri parla della sua decisione di lasciare la città

L’imprenditore Antonio Ferrieri, proprietario della pasticceria “Cuori di Sfogliatella” a corso Novara di fronte alla stazione ferroviaria di Napoli, ha detto basta dopo l’ennesimo episodio di violenza che ha visto due turisti vittime di un’aggressione proprio davanti al suo locale.

Ecco le sue parole:

“Per anni ho provato a convincere mio figlio che vive a Milano a tornare qui, ma adesso devo dire che ha avuto ragione lui, e se non cambia qualcosa in fretta sarò io a raggiungerlo”.
Che cosa è successo, signor Ferrieri?
“Dieci giorni fa un turista è stato aggredito violentemente da un gruppo di stranieri, forse magrebini. Lo hanno circondato e picchiato con pugni e calci e colpito con le sedie per togliergli lo zainetto con la macchina fotografica. Era appena sceso dall’Alibus, il pullman che arriva dall’aeroporto di Capodichino”.
A che ora è avvenuto il raid?
“Intorno alle 13, di un giorno lavorativo, davanti a decine di persone terrorizzate e davanti al figlio della vittima, un ragazzo di sedici anni che è stato anche lui picchiato. Li hanno assaltati in maniera animalesca”.
Di dov’era la vittima?
“Lo abbiamo soccorso con la polizia municipale e, in attesa che arrivassero ambulanza e altre forze dell’ordine, parlandogli ho capito che era originario di Roma, ma che da tempo vive con la famiglia a Londra. Voleva far conoscere Napoli al ragazzo, ma dopo quanto avvenuto non credo che metteranno più piede qui e questa è la cosa che più mi ferisce”.
Non è la prima volta che fatti del genere avvengono in zona, voi li avete denunciati?
“Spesso, anche con video inviati al Comune, al sindaco, agli assessori e alle forze dell’ordine. Grazie ad alcune riprese del nostro sistema di videosorveglianza è stata catturata una banda di borseggiatori stranieri che depredava i turisti appena arrivati in città. Ma non sono stati adottati i provvedimenti necessari a impedire che questi episodi si ripetano. Ormai avvengono così di frequente che la gente neanche li denuncia”.
Davvero vuole andare via e raggiungere suo figlio a Milano?
“Io sono nato a vico Scassacocchi a Forcella. Ho vissuto in un contesto difficile dove si dovevano fare delle scelte fin da giovani, ho deciso di lavorare, di dare tutto me stesso e ho creato un’attività. Sono grato alla mia città per quanto ho ottenuto, ma vedo che la situazione peggiora giorno dopo giorno. Soprattutto nella zona di piazza Garibaldi che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città e, invece, è ormai invivibile. L’ho detto alle istituzioni e alle forze dell’ordine, ma non c’è stato niente da fare. Per un breve periodo c’era un pattuglia fissa, polizia e carabinieri si alternavano nella sorveglianza, ora l’hanno tolta e sono rimasti solo i vigili urbani che in questa situazione di violenza e degrado poco possono fare…”.
Ai vostri numerosi clienti che cosa dite?
“A chi si siede all’esterno raccomandiamo di stare attenti alle borse, ai portafogli, agli smartphone. Li avvisiamo, li mettiamo in guardia, ma è possibile lottare così ogni giorno? Ho pensato di mettere un vigilante privato con il compito di controllare il marciapiede davanti alla pasticceria. E lo farò presto. Ma vi sembra una cosa normale?”.

Napoli, controlli della Polizia nei locali della movida: due titolari denunciati

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Denunciato anche un deejay per disturbo della quiete pubblica

Durante le verifiche effettuate agenti della Polizia di Stato del Commissariato “Decumani” in diversi esercizi commerciali delle zone della movida a Napoli sono stati denunciati due titolari dei locali.

In un locale sono state identificate 15 persone ed il titolare è stato deferito all’autorità giudiziaria per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o intrattenimento.Scattato un verbale di illecito amministrativo per spettacoli e intrattenimenti in assenza di richiesta nonché per violazioni inerenti il nulla osta per impatto acustico.In un altro locale i poliziotti hanno identificato 10 persone e deferito all’autorità giudiziaria il titolare assente e il dj per disturbo della quiete pubblica, sequestrando la strumentazione musicale.

Napoli cuore d’oro, spedizione di farmaci in Burkina Faso

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Donazione grazie al progetto “Un farmaco per tutti”

Il progetto “Un farmaco per tutti”, promosso dall’Ordine dei Farmacisti di Napoli e dall’Arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, ha permesso la spedizione di medicinale da Napoli in Burkina Faso.

La dotazione di farmaci, per un valore di 140mila euro, è stata consegnata nel Paese africano dove rappresenteranno una risorsa sostanziale per la sopravvivenza della popolazione. Il progetto permette a ciascuno cittadino e ad aziende di devolvere medicine, presìdi medico-chirurgici, integratori e dispositivi a chi non può avere accesso alle cure. I medicinali raccolti all’interno delle farmacie sono smistati ai vari enti assistenziali che hanno aderito all’iniziativa.  Le confezioni sono già state distribuite a Emergency, Croce Rossa, Unitalsi, Elemosiniere del Santo Padre, La Tenda, le Suore della Carità di Madre Teresa di Calcutta, La Casa di Tonia. E ora oltre i confini nazionali, nel Burkina Faso e in Benin.

Vincenzo Santagada, presidente dell’Ordine ha affermato: “In Italia è in crescita la povertà sanitaria. Nel 2015 la richiesta di medicinali da parte degli enti caritativi è risultata in aumento del 6,4 per cento rispetto allo scorso anno e sono più di 400mila le persone che non sono più in grado di permettersi i farmaci di cui hanno bisogno. Gli italiani in difficoltà oggi sono oltre 183mila”.

Accanto a questo progetto l’Ordine dei farmacisti opera anche con “Una visita per tutti” dedicando ogni mese alla prevenzione di una malattia: giugno è incentrato sull’insufficienza venosa. I cittadini di Napoli e provincia potranno effettuare screening gratuiti grazie al camper della salute che sarà in diverse piazze: primo appuntamento mercoledì 13 giugno in piazza Vittorio Emanuele a Sant’Antonio Abate dalle 10 alle 18.

Sarno, avevano aggredito un immigrato: presi i responsabili

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I due: “Aveva infastidito alcune ragazze”

Ieri, due ragazzi avevano aggredito un extracomunitario di 27 anni di origini camerunensi, Dang Mvomo, mandandolo in ospedale dopo averlo colpito con una mazza da baseball per le strade di Sarno mentre era in giro in bicicletta.

Gli agenti del Commissariato di Polizia di Sarno hanno individuato e denunciato i due giovani. Con l’ausilio delle poche informazioni fornite dalla vittima sul numero di targa della vettura usata dagli aggressori sono riusciti ad individuare una Fiat Panda utilizzata da un autotrasportatore del luogo, il 22enne M. V., spesso notato in compagnia di G.D.F., 24enne di Sarno. Dopo una perquisizione domiciliare a casa del primo giovane per cercare, senza esito, la mazza da baseball utilizzata per colpire il Mvomo, entrambi sono stati convocati in commissariato dove hanno ammesso le proprie responsabilità. Secondo quanto dichiarato dai due, l’episodio sarebbe stato commesso per vendetta nei confronti del camerunense che in precedenza, insieme ad altri extracomunitari, avrebbe infastidito alcune ragazze in una piazza di Sarno, circostanza negata dalla vittima. Una volta notato che lo straniero si allontanava da solo a bordo di una bicicletta, il 24enne lo aveva colpito con un tubo di aspirapolvere successivamente abbandonato in un campo. Questa mattina è stato ascoltato, in qualità di testimone, un altro passeggero della Panda, estraneo ai fatti, che ha confermato la versione dei due amici. I due, entrambi incensurati, sono stati denunciati in stato di libertà all’autorità giudiziaria per lesioni dolose.

Napoli, sequestra e maltratta la moglie in casa: arrestato 55enne

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Carabinieri allertati dalla vittima

I carabinieri della caserma di Napoli hanno arrestato un uomo di 55 anni di Secondigliano, già noto alle forze dell’ordine per maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona e lesioni personali nei confronti della moglie.

I cmilitari sono intervenuti in casa dopo la telefonata della vittima che era stata aggredita per l’ennesima volta e poi chiusa in casa dal marito per impedire che si rifugiasse dai familiari. Non era dunque la prima volta: le vessazioni si erano acuite da febbraio e la vittima era estenuata. Il suo incubo ha visto la fine solo dopo l’arresto dell’uomo da parte dei militari che, quando sono intervenuti, lo hanno trovato sul pianerottolo di casa con le chiavi in tasca. L’uomo è stato portato a Poggioreale, la moglie è stata soccorsa e affidata alle cure dei familiari.

Napoli, poliziotti catturano un evaso dopo tre mesi: era al Cardarelli

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Il galeotto si era nascosto nella mensa dell’ospedale

V.T.. 50 anni, era ricercato dallo scorso 3 marzo quando dopo aver ottenuto un permesso di uscita non aveva fatto rientro nella casa circondariale di Castelfranco Emilia, dove era detenuto per misure di sicurezza a suo carico.

I poliziotti, il 29 maggio scorso sono intervenuti presso la parrocchia Santa Maria di Costantinopoli, in via mariano Semmola, per la presenza di una persona che arrecava disturbo, chiedendo e pretendendo quotidianamente aiuti di vario genere. All’arrivo degli agenti l’uomo è fuggito pero gli agenti sono riusciti a recuperare il suo cellulare che aveva smarrito durante la fuga. Grazie al recupero del cellulare e a un’incessante attività investigativa, gli agenti sono riusciti ad appurare che il 50enne si trovava in zona senza fissa dimora, dormendo su giacigli di fortuna nelle adiacenze della zona ospedaliera e che era solito frequentare la mensa del Cardarelli di Napoli.
Grazie a queste informazioni i poliziotti lo hanno trovato nei pressi della mensa della cucina ospedaliera. T. è stato arrestato, dando esecuzione all’ordine dell’Autorità Giudiziaria ed è stato condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale, in attesa di essere trasferito presso la casa di reclusione di Castelfranco Emilia dove dovrà espiare una condanna passato in giudicato per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata dell’aver commesso il fatto contro minorenni.

Napoli, i cittadini del Rione Sanità preoccupati: “Il vicoletto San Gennaro sprofonda”

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Gli abitanti del quartiere si sentono sempre più trascurati

I residenti nel vicoletto San Gennaro del Rione Sanità di Napoli hanno lanciato un appello al comune partenopeo, preoccupati per la situazione in cui verso il suolo stradale in questione, e si sono schierato contro di esso e contro la III Municipalità guidata dal presidente Ivo Poggiani.

In queste ore, sono apparsi anche striscioni di protesta volti ad evidenziare il disagio del quartiere.In uno degli striscioni, firmato da quartieresanità.com, si legge: “Vicoletto San Gennaro sprofonda. La Municipalità e il Comune mangiano i fiocchi di neve”. Una operazione che, denunciano i cittadini, è servita a dare visibilità al quartiere ma che non riesce a risolvere le spinose problematiche di chi vive ai confini delle strade principali e che si sente sempre più abbandonato al suo destino.
Il consigliere della terza Municipalità Gennaro Acampora ha dichiarato: “I cittadini si lamentano perchè da Comune e Municipalità arrivano solo annunci. Le istituzioni hanno il dovere di dare risposte, non si possono limitare a feste, festicciole e affidamenti di strade. I problemi reali del rione Sanità, ma più in generale di tutta la città, sono ben altri e sarebbe giusto che chi ha il dovere di occuparsi di queste problematiche cominci a farlo seriamente. Questo episodio è emblematico della rabbia dei cittadini che si sentono sempre più abbandonati da chi fa solo promesse ma non porta mai a termine i suoi impegni. Credo sia arrivato il momento che noi tutti, come istituzioni, proviamo ad essere più responsabili nei confronti dei cittadini e proviamo a dare risposte concrete a chi affronta quotidianamente problematiche serie come questa”.

Chissà cosa è … e cosa guarda – Immagini

“Cose di questo mondo” è un programma televisivo che cerca di spiegare riprese effettuate dai satelliti quando a un primo sguardo appaiono incomprensibili e a volte lo rimangono.  

In modo analogo, nel 2010 mentre guardavo il mondo attraverso Google Earth, nel “sorvolare” l’Egitto notai a Sud-Est del Cairo un rilevo a forma canina e con un luccichio in quello che sembrava un occhio.

Zoomando mi apparve l’incredibile immagine quasi di un cane disteso su un fianco, del quale si distinguevano le zampe anteriori, un folto mantello come quello di un collie (il Lassie dei noti film), l’orecchio, il muso e, soprattutto, in maniera nitida, la testa rivolta verso dietro con l’occhio in rilievo a osservare qualcosa che ne aveva richiamato l’attenzione.

Il suo sguardo infatti pareva come scrutare la città o forse la limitrofa necropoli di Giza, ove ci sono le tre piramidi tra cui la Grande Piramide di Cheope.

Zoomando ulteriormente si notavano i rilievi collinari che a distanza assumevano la forma di un cane.

La sorpresa e l’emozione tuttavia furono grandi, poiché mi trovavo a guardare la terra degli antichi egizi, tanto più che il loro dio della mummificazione e dei cimiteri, Anubi, era stato da essi rappresentato come un uomo dalla testa di canide.

Mi venne da pensare, guardando quella singolare conformazione del terreno, che se già vista su ‘’Google Earth’’ creava quell’effetto affascinante, quasi si trattasse realmente di un grande pacifico cane sdraiato, cosa avrebbe potuto ingenerare in degli ‘’alieni’’ che ci ossevano dall’Universo poggiando casualmente il loro sguardo su quel punto della crosta terrestre ?

Potrebbero anche immaginare che quella figura fosse una rappresentazione placida e calma degli abitanti della Terra, i quali pertanto vivrebbero in concordia e serenità tra di loro, godendosi tutti la luce e il calore del proprio Sole.

Ma se gli ‘’alieni’’ ci venissero a trovare … dovrebbero ricredersi.

Adduso Sebastiano.